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Giuditta Nยก 1

Marzo 2008

Numero 1

GIUDITTA


Giuditta Nยก 1

ATTENZIONE


Giuditta N¡ 1

Per favore, per una corretta visione seleziona l’opzione “Full Screen”.

Buona lettura!


Giuditta N¡ 1 IN QUESTO NUMERO:

Opere di

Evelyn Adamek Mauro Bianchi Riccardo Capparella Gaetanina Aranzulla Carmine Aceto Elena Montiani Stefano Zuccalà Luigi Baratto ::aédi:: Mirko Sporcafogli Nikirai Serena Buzzi Marion Holzmann Alessandro Fabbris

© Giuditta 2008 Tutti i diritti riservati. Tutto il materiale originale contenuto in questa rivista è di proprietà dei rispettivi autori. E’ espressamente vietata la riproduzione, la pubblicazione e la distribuzione, totale o parziale, senza previa autorizzazione dei legittimi proprietari. In copertina:”Perle Rosse” di Elena Montiani


Giuditta N¡ 1 EDITORIALE Ho sempre dovuto pagare per farmi ascoltare. (Alda Merini, Aforismi e Magie)

Cari Lettori, benvenuti nel mondo di Bethulia, la città degli artisti che lotta giorno dopo giorno per trovare il proprio spazio in una società sempre più remota e insensibile. Giuditta è il simbolo del nostro riscatto: si narra che la donna, vedova dei propri sogni e tuttavia irrinunciabilmente determinata a cambiare le cose, abbia osato l’impossibile per raggiungere i propri obiettivi e ci sia riuscita, forte della sua bellezza e della sua integrità. Così noi oggi, costretti entro le rigide barriere che il mondo ci impone, tentiamo di salvarci toccando gli altri con l’incanto delle nostre opere. Quanto tempo ancora dovremo cercare di sedurre terzi in cerca di facili guadagni, per poi vederci sbattere la porta in faccia? Giuditta finse di volersi abbandonare all’ostile Oloferne e così seppe annientarlo. Sta a noi, ora, raccogliere la nostra determinazione e mescolarci alle nostre incertezze e all’indifferenza altrui, per poi decapitarle entrambe.

Usciremo dalle polverose tende dell’assiro nostro nemico. Così che, forse, qualcosa cambierà.

Amaranto 1


Giuditta N¡ 1 Arte oggi, il senso e il fine del contemporaneo Ispirazione pura ed onesta, di Evelyn Adamek__04 Le nuove strade dell’arte, di Mauro Bianchi__10 Subliminali segni, di Riccardo Capparella__16 Un diario dell’anima, di Gaetanina Aranzulla__20

Emergenza emergenti, varie ed eventuali dal mondo sommerso Editori al macero, di Carmine Aceto__27 (Soprav)vivere d’arte, di Elena Montiani__30

Riflettori, a noi sono piaciuti. E a voi? “A mezz’aria” di Carmine Aceto__37 “Dell’amore e di altre sevizie” di Stefano Zuccalà__42 “Aspasia” di Luigi Baratto__46 “The adventures of yellow” degli Aédi__50

Incanti e tormenti, il cuore dell’artista emergente in formato digitale “Monologo di una Parabola-maniaca” di Mirko Sporcafogli__53 “Obbligazione riverente” di Nikirai__59 “Una fine del mondo” di Stefano Zuccalà__61

Paralleli, arte e poesia allo specchio

con opere di Marion Holzmann e Serena Buzzi__65

La vostra voce, intervista ad Alessandro Fabbris__72

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S O M M A R I O


Giuditta Nยก 1

ARTE OGGI Il senso e il fine del contemporaneo

Evelyn Adamek Mauro Bianchi Riccardo Capparella Gaetanina Aranzulla

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Giuditta N¡ 1

INQUISIZIONE POSTMODERNA

“La crudeltà umana colpisce l’uomo, la condizione di schiavitù diventa eterna, ferisce la terra, ci fa sprofondare in un abisso infinito di nulla. Ogni soluzione proposta diventa un inganno, la mente umana si snatura al servizio dell’oppressione.” EVELYN ADAMEK

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Giuditta N¡ 1 Ispirazione pura ed onesta Evelyn Adamek espone la sua ricerca di avanguardista in contrasto col postmoderno

La mia pittura potrebbe essere definita surrealista, visionaria, a volte espressionista. Tuttavia, ciò che più la caratterizza è il rifiuto di rifarsi ad alcun modello preesistente, la ricerca dell'originalità in assoluto. In questo la mia opera risulta essere in controtendenza rispetto all'arte postmoderna, che spesso rielabora più o meno esplicitamente opere del passato, dichiarando impossibile l'assoluta originalità nei nostri giorni. Ciò che invece mi propongo è dimostrare che l’ispirazione pura esiste ancora, così come l'attenzione al lato estetico dell'arte, che ritengo sempre più trascurato dagli artisti contemporanei.

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Giuditta N¡ 1

FRUTTO PROIBITO

“L’innocenza e la sensualità originali corrotti e snaturati da una civiltà incapace di comprenderli, la gioia diventa vergogna e tormento, pervertimento e distruzione dell’unione primordiale.”

EVELYN ADAMEK

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Giuditta NÂĄ 1

I motivi della mia pittura sono tutti da ricondurre alle tematiche del mondo contemporaneo: la solitudine, la mancanza di dialogo, l'ipocrisia dei rapporti sociali, le difficoltĂ di comprensione fra uomini e donne, il rapporto uomo-terra. Spesso ricorre la figura femminile, a volte per esprimere la forza delle donne nonostante le difficoltĂ  della vita; altre volte essa viene mostrata oppressa e schiacciata da una societĂ  ostile. Nella mia ultima collezione ho realizzato anche una ricerca di tipo cromatico, legata ai colori e alle sfumature della terra.

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Giuditta N¡ 1

L’ATTESA DELLA MORTE

“In un paesaggio d’impronta romantica qualcosa si cela e aspetta in agguato, l’ideale sta per essere distrutto dalla falce impietosa della realtà, creature infide appoggiano la morte dell’arte.”

EVELYN ADAMEK

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Giuditta N¡ 1

Si parla spesso di arte figurativa contro arte non figurativa, di linea contro la sua assenza. Si discute anche sulla necessità di avere un punto di riferimento, un modello su cui appoggiarsi. Ora vi dirò la mia: tutto ciò è un contorcersi sterile. L’arte è comunicazione, fonte dell’anima, estetica che colpisce la mente e la fa riflettere. Che importa se, per far questo, l’artista usa o meno la linea! Soprattutto, l’arte deve essere l’espressione di un animo vero e spontaneo, non preso in prestito da qualcun altro!

Evelyn Adamek Entra in contatto con l’artista: Homepage: http://www.sheba.altervista.org/ Myspace: http://www.myspace.com/evelynadamek Lulu Store: http://stores.lulu.com/marvi199

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Giuditta Nยก 1 MAURO BIANCHI

REMIX (Digital Remixes)

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Giuditta N¡ 1 Le nuove strade dell’arte Mauro Bianchi commenta la propria ricerca mista di acrilico e digitale

La mia sperimentazione artistica non ha niente a che vedere con il mio percorso di studi e di lavoro. Lo considero uno spazio libero, non soggetto ai vincoli della logica o dell’estetica, nel quale ciò che conta è il mio giudizio personale. Credo che il bello del dipingere, e in generale delle attività artistiche, sia proprio la possibilità per l’autore di decidere le regole cui sottostare. Non c’è la necessità di realizzare qualcosa che “abbia senso” o che “funzioni”, ma solo qualcosa che piaccia, il che, fortunatamente, risponde ad un punto di vista del tutto personale.

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Giuditta Nยก 1 MAURO BIANCHI

SENZA TITOLO (Networks Vol.1)

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Giuditta N¡ 1

Troppo spesso il processo di percezione visiva è impoverito dagli stereotipi della memoria e dell’esperienza; per questo credo che molti artisti vogliano porsi come anticonformisti, fornendo rappresentazioni che si discostano dalla comune esperienza. Io non cerco questo tipo di rottura, ma piuttosto di rendere interessante l’immagine, in modo che, passando dall’occhio al cervello, essa non venga etichettata, semplificata, conformata dalla memoria e dall’esperienza, bensì ne sia arricchita e personalizzata.

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Giuditta Nยก 1 MAURO BIANCHI

SENZA TITOLO (Networks Vol.2)

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Giuditta N¡ 1

Non cerco quasi mai di rappresentare cose, idee o sensazioni precise. Desidero dar vita ad immagini che spingano l’osservatore a guardarle, interpretarle, analizzarle; le mie creazioni vogliono attirare l’attenzione, vogliono che ognuno le scorra a modo proprio, cercando di capirle, stimolato della curiosità.

Mauro Bianchi Entra in contatto con l’artista: Homepage: http://www.maurob.org/ Lulu Store: http://stores.lulu.com/maurobianchi

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Giuditta Nยก 1 RICCARDO CAPPARELLA

DONNE e altri lavori

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Giuditta N¡ 1 Subliminali segni L’inchiostro simbolico di Riccardo Capparella

I disegni a inchiostro di Riccardo Capparella scaturiscono dalla ricerca dell’infinito nel finito. L’ossessione per il contorno denuncia la necessità di contenere una creatività che tuttavia esplode in una miriade di forme, i cui limiti si perdono. Le figure così generate hanno una carica che l’autore stesso definisce “subliminale”: sono i frammenti di un significato che risiede nell’inconscio dell’autore, e che all’inconscio dell’osservatore è diretto.

“Non parto quasi mai con un’idea precisa di quello che sto facendo, ma sento che devo esprimermi, e lo faccio. A volte riesco a trovare quel che voglio dire su una tela nel momento in cui mi accorgo che è finita.”

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Giuditta N¡ 1 RICCARDO CAPPARELLA

“Simbolo di fertilità e purezza, la ninfa prevale sulle atrocità terrene poiché lei stessa è la natura, che, indifferente, gioca con la stupidità dell'uomo.” NINFA

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Giuditta N¡ 1 Il segno “casuale” di Capparella mira a creare un effetto di caos che cattura all’istante l’osservatore, proiettandolo in un disarmante stato di tensione e di incertezza. La drammaticità del contrasto nerobianco, nonché l’inquietudine latente che traspare dal voluto surrealismo dei soggetti, rappresentano soluzioni formali coerenti con l’abrasiva concezione artistica dell’autore:

“Penso che l'arte debba essere, per chi la guarda (la sente, la legge), come un pugno dritto in faccia. Che si capisca o no, non importa. Ciò che conta è l'impatto visivo, e le sensazioni che il segno grafico crea diversamente in ognuno.”

Riccardo Capparella Entra in contatto con l’artista: Myspace: http://www.myspace.com/ticcosoloud Lulu Store: http://stores.lulu.com/ticco

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Giuditta N¡ 1 GAETANINA ARANZULLA

“La donna rappresentata in questo quadro si volge verso l’alto, con un’evidente tensione verso l’eterno e la trascendenza. L’immagine coglie un momento di rapimento estatico di fronte a ciò che ci trascende: l’arcano mistero della vita, che è passaggio, è morte e respiro d’immortalità.” . PREGHIERA

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Giuditta N¡ 1 Un diario dell’anima Il cuore e l’arte di Gaetanina Aranzulla

Il percorso della nostra vita è diversificato, nelle sue tappe, dagli eventi ma anche da una diversa visione delle cose. La mia visione è cambiata, solo la tenerezza e la voglia di amare non cambiano. Esse sono lì, presenti, quasi dettano legge. Dire ciò in questa società sembra falso o può essere sottinteso. Penso invece che questi sentimenti debbano essere trasferiti in piccole azioni, che possano dare gioia o arricchire il bagaglio di chi li riceve. Alcuni restano titubanti, non riescono a credere, eppure è così. Oggi ricevere un segno di affetto porta a chiedersi: ‘Cosa vuole da me?’, basta rispondere ‘Nulla, ciò che mi devi è un sorriso e lealtà.’

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Giuditta N¡ 1 GAETANINA ARANZULLA

“Il volto rappresentato sembra racchiudere e delineare i paesaggi mentali attraversati nella vita umana; ogni esperienza si presenta intagliata nelle fuga di altre esperienze, ondeggianti nello stato fluido della corrente del tempo. Il quadro ha la forza di uno sguardo penetrante che squarcia le cortine dell’apparenza, per far riflettere sull’esistenza, talora troppo fittizia e stagnante nella sua teatralità.”. LA MASCHERA

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Giuditta N¡ 1

“Amo la figura umana. Essa è la pura espressione dell’armonia e dei sentimenti.”

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Giuditta N¡ 1 GAETANINA ARANZULLA

“L’immagine fotografa e celebra l’istante magico dell’incontro delle anime, la sensualità e la scintilla dell’attrazione, l’alchimia della seduzione. All’occhio di chi guarda si spalancano confini inattesi di profonda liricità, che sigilla passione ed emozione, come dimensione sentimentale e spirituale della vita interiore. Il quadro denota grande capacità evocativa, infatti il bacio qui non è effettivamente rappresentato, l’osservatore però non ha dubbi nell’immaginarlo e lo sente lieve come un sospiro, languido come un desiderio di momenti trascorsi, accarezzati col pensiero e subito allontanatisi. L’artista sembra aver avvertito il bisogno di lasciare il bacio inconfessato nell’anima, sospeso e vibrante, quasi che salendo sulle labbra rischiasse di raffreddarsi e intorpidirsi. Il gioco chiaroscurale avvolge nel fascino e nel mistero questo momento raro e insieme fugace, destinato presto a trascolorare in un ricordo.” (Serena Buzzi) IL BACIO

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Giuditta N¡ 1

Sono influenzata dai miei sentimenti. Essi mi portano alla diretta interpretazione di un’immagine. Scelgo l’immagine più vicina al mio stato d’animo e la disegno e la coloro; in questo percorso essa prende corpo e mi guida alla sua definizione.

L’immagine diventa il diario della mia anima.

Gaetanina Aranzulla Entra in contatto con l’artista: Lulu Store: http://stores.lulu.com/venditaquadri

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Giuditta Nยก 1

EMERGENZA EMERGENTI Varie ed eventuali dal mondo sommerso

Carmine Aceto Elena Montiani

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Giuditta N¡ 1 Editori al macero Aceto spiega perché lo scrittore non può più contare sull’editoria tradizionale

La mia esperienza professionale e i miei studi mi hanno spesso portato a collaborazioni attive e di vario tipo con diverse tipologie di comunicazione. Provare a scardinare i vecchi usi e sistemi per rendere fruibili le proprie pubblicazioni, di qualunque natura esse siano, è stato sempre uno stimolo necessario per progettare linguaggi che esulino dalle forme abusate. Per questo, pur avendo avuto diverse proposte per pubblicare presso l’editoria classica il mio romanzo “a mezz’aria”, ho preferito, dopo un’analisi realistica della situazione editoriale italiana, affondare il colpo in ben altra direzione, convinto, come sono sempre stato, che l’importante per uno scrittore sia farsi leggere, indipendentemente da dove e come avvenga questo atto di trasmissione comunicativa ed emotiva.

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Giuditta N¡ 1

L’editoria digitale è stato lo sbocco più naturale per il carattere indipendente che ho voluto dare alla mia ricerca narrativa e si è dimostrato nei fatti un mezzo di divulgazione per me davvero inimitabile. Mi ha permesso di farmi conoscere non più dai soliti amici, bensì di giungere direttamente nelle case di persone che sceglievano di leggere le mie pagine a prescindere da ogni considerazione personale, lasciandosi andare alla semplice curiosità intellettuale. Tutto questo, senza dover cedere a compromessi di altro genere, ed eliminando i costi di produzione (spesso abbondantemente gonfiati, nel caso delle case editrici). Avendo una conoscenza ben ampia di come si disbrigano le pratiche produttive di una casa editrice, almeno qui in Italia, sono sempre stato ben cosciente di uno dei problemi maggiori che la filiera editoriale classica non riesce a risolvere positivamente soprattutto per i giovani autori, ovvero la distribuzione.

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Giuditta N¡ 1

Scrivere libri per farli ammucchiare negli uffici delle case editrici in scatoloni dai quali, nel novanta per cento dei casi, non usciranno più, non ha nessun senso. Decidere cosa e soprattutto quali etichette devono giungere nelle librerie è potere di poche società di distribuzione, le quali applicano strategie commerciali che ben poco possono avere a che fare con progetti culturali veri e propri. Internet permette la liberalizzazione delle forme distributive, tuttavia resta ancora un luogo di diffusione da implementare, sia dal punto di vista tecnologico, sia quanto a fruizione; ciò soprattutto in Italia, dove ancora si diffida di questi sistemi espressivi e commerciali.

Carmine Aceto Entra in contatto con l’artista: Homepage: http://www.carmineacetoedizioni.spaces.live/ Lulu Store: http://stores.lulu.com/CarmineAceto

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Giuditta Nยก 1 ELENA MONTIANI

LACRIME DI CRISTALLO

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Giuditta N¡ 1 (Soprav)vivere d’arte Elena Montiani affronta la questione dell’arte emergente

Quant’è difficile farsi conoscere come artisti? Beh, tanto… soprattutto per un emergente… ed è ancora più difficile riuscire a vendere i propri lavori. La cosa che non riesco a capire è come le persone siano disposte a spendere tanto in abiti firmati, cene in posti chic… e come invece trovino assurdo pagare lo stesso prezzo per comprare un’opera di un giovane artista. All’inizio pensavo che il problema fosse il prezzo, magari un’artista ancora sconosciuto non può farsi pagare troppo… poi ho capito che il problema è il non valore che molte persone attribuiscono all’arte in genere, ancor più se questa è legata a nomi non famosi. Tuttavia, se nessuno inizia a considerare e a valorizzare anche l’arte emergente, nessuno di questi artisti riuscirà mai a salire quel gradino così difficile che porta alla notorietà…

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Giuditta Nยก 1 ELENA MONTIANI

SENZA PAURA

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Giuditta N¡ 1

Lo so, questo è forse il più grande problema per chi, come me, cerca ogni giorno di portare avanti il proprio lavoro, trovando mille difficoltà: poche gallerie investono sugli emergenti, pochi i mezzi di diffusione per valorizzare i giovani… ancor meno gli spazi per renderli visibili… Credo, tuttavia, che una soluzione per promuovere l’arte sia quella di integrarla nell’architettura, riqualificando gli ambienti proprio grazie all’intervento degli artisti, che con le loro opere possono conferire allo spazio un valore aggiunto. L’architetto Anna Vitali, titolare dello studio di architettura e design dove lavoro, crede molto in questa possibilità e spinge continuamente i giovani artisti a trovare il giusto spazio e il giusto ruolo nei progetti. In questo modo l’arte non diviene il “contorno” o il bel decoro di un ambiente, bensì l’ambiente stesso…è il concretizzarsi del concetto.

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Giuditta Nยก 1 ELENA MONTIANI

ESPLOSIONE

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Giuditta N¡ 1

A mio avviso e per esperienza personale credo che questa sia davvero la strada giusta per dare all’arte un’occasione di sviluppo e per renderla alla portata di tutti…nella speranza che un giorno non sia così strano comprare opere da artisti sconosciuti!

Elena Montiani Entra in contatto con l’artista: Myspace: http://www.myspace.com/darknena

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Giuditta N¡ 1

RIFLETTORI A noi sono piaciuti. E a voi?

A mezz’aria (Narrativa) Dell’amore e di altre sevizie (Poesia) Aspasia (Poesia) The adventures of yellow (Musica)

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Giuditta N¡ 1

A mezz’aria Il romanzo d’esordio di Carmine Aceto “Un intricato reticolo di esistenze, un percorso ondivago nel tempo e nello spazio, un racconto dove s'intrecciano poesia e suggestioni empatiche, attraverso la narrazione di vicende apparentemente lontane tra loro. Un fiume in piena di stati d'animo e di personaggi sospesi tra ciò che è già accaduto e ciò che accadrà. Da tutto questo, o forse sarebbe meglio dire in tutto questo via vai di esistenze, s'insinua il dubbio che la verità sia sempre qualcosa di diverso da quello che cerchiamo e non è detto che sia sempre umana e comprensibile. Forse, nei migliori dei casi, resta come sospesa tra la terra e il cielo, a mezz'aria.“ >> DOVE TROVARE IL ROMANZO? In download gratuito (versione ebook): http://www.lulu.com/content/1468138

Acquista l’edizione cartacea: http://www.boopen.it/acquista/DettaglioOpera.aspx ?Param=5217

>> “a mezz’aria” è stato selezionato per essere presentato all’Expo Galassia Gutenberg che si terrà a Napoli dal 28 al 31 marzo 2008

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Giuditta N¡ 1 CARMINE ACETO Nel brano seguente, tratto dal romanzo “a mezz’aria”, la voce narrante si concentra sul personaggio chiave di Arif. L’uomo senza occhio, con il suo percorso di sofferenza spirituale e fisica, diventa il centro del sistema narrativo proposto da Aceto. Come gli altri personaggi tratteggiati nel testo, Arif vive in una perenne condizione di privazione, tanto materiale quanto psicologica. Il trafficante, tuttavia, si distingue per le enigmatiche allucinazioni che gli vengono indotte dalle droghe. Esse costituiscono l’impalpabile istante in cui il personaggio (ed il lettore) quasi riesce a toccare la chiave di volta dell’intreccio: quella verità che, tuttavia, resta ‘a mezz’aria’.

Era stato ferito e creduto morto, era risorto da sotto una montagna di cadaveri, si era incamminato per sentieri di montagna, dando ascolto al gorgoglio della sua vita che si dibatteva storpiata forse per l’ultima volta. Quando lo avevano ritrovato, la sua anima era già scesa leggera lungo la corrente del fiume Balkh, arrivando lentamente a gettarsi nei laghi comunicanti di Band-i-Amir, dove acque turchesi da A MEZZ’ARIA

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Giuditta N¡ 1 CARMINE ACETO

travolgevano il suo dolore e travasavano il suo tempo da un bacino all’altro per mezzo di cascate silenziose. Aveva riaperto un solo occhio e non gli bastava. Non gli bastava la guerra, non gli serviva la pace. Non conosceva le nuvole, il cielo del suo paese era sempre intensamente azzurro oppure di notte era illuminato dalla scia dei traccianti, false stelle comete che conducevano sul loro capo re magi avidi e armati di tutto punto. Avrebbe voluto vedere che effetto poteva fare una nuvola nel suo unico occhio, immaginava che avrebbe tolto spazio al cielo, modificando completamente la sua visione delle cose. Con il passare del tempo, si accorse di non aver avuto bisogno che una nuvola comparisse in cielo, perché il mondo gli risultasse insopportabile. -Era un pappagallo verde… correvo a prenderlo, devo avergli pestato la coda e lui è esploso…- Solo questo da A MEZZ’ARIA

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Giuditta N¡ 1 CARMINE ACETO

riusciva a ripetergli il suo bambino, quando gli aveva chiesto cosa fosse accaduto. Un pappagallo verde, senza piume, con una voce da polvere da sparo e un becco sempre pronto a strappare pezzi di corpo a chi volesse prenderlo tra le sue mani. Era stato nell’ospedale da campo del villaggio, che aveva notato come ci fosse il modo di calmare l’inferno, con piccoli anticipi della propria anima; aveva visto le pozioni che i dottori davano al suo bambino per attenuargli il dolore e n’aveva sottratte alcune. Si sparò nella vena del braccio i paesaggi delle pianure di Battriana, alberi ombrosi costeggiavano ruscelli mormoranti e lui era quel mormorio, gelsi e pioppi attorniavano migliaia di piccoli bagh, cintati da muretti d’argilla, al centro dei giardini crescevano occhi che la sua mano accarezzava ma non coglieva.

da A MEZZ’ARIA

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Giuditta N¡ 1 CARMINE ACETO

Sentiva cantare le donne come durante la festa del Nawruz, cantastorie del Pamir narravano di principesse nascoste sulle montagne impervie e lui ascoltava senza esistere, fino a scivolare nella teierina rotonda che una donna sconosciuta avvicinava alle sue labbra per sorseggiare il suo tè nero. La donna lo beveva, il tempo tornava, tornava il dolore e il suo occhio solo. Da quel giorno non trovò mai un motivo, quanto meno accettabile, per non ripetere all’infinito la sua personale festa del Nawruz, anche se fuori stagione.

Carmine Aceto Entra in contatto con l’artista: Homepage: http://www.carmineacetoedizioni.spaces.live/ Lulu Store: http://stores.lulu.com/CarmineAceto

da A MEZZ’ARIA

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Giuditta N¡ 1

Dell’amore e di altre sevizie I “racconti in versi” di Stefano Zuccalà “Molte di queste poesie parlano d’amore. Le altre di accidenti esistenziali altrettanto comuni: incontri, solitudini, ricordi azzittiti, amicizie e cose del genere. Quotidianità dolce ed amara. Molte di queste poesie parlano d’amore, ma non si tratta, qui, di poesie d’amore, ma di poesie sull’amore. L’amore visto di lato, da dentro e da fuori: indagato come puro meccanismo. Eppure di tanto in tanto affiora una certa tenerezza: romanticismo che si prova a fare da contrappeso all’ironia raggelante, allo sguardo che si vuole lucido anche e soprattutto quando sarebbe impossibile. A livello stilistico, un discorrere narrativo, prosastico e ritmato: incidentato però di continuo da improvvise chiusure epigrammatiche e aforistiche, o da aperture e capitomboli di senso. Si è provato a rifuggire dalla svenevolezza e dalla gratuità sublime di tanta poesia cercando però di utilizzare una lingua viva, che dica qualcosa senza cadere nella tentazione dei facili ermetismi.”

Acquista l’edizione cartacea: http://www.internetbookshop.it/code/97888897024 75/zuccalagrave/amore-altre-sevizie.html

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Giuditta N¡ 1 STEFANO ZUCCALA’

Dissolvenze I film della sera sono il nostro deragliare dalle marce alte, dal vortice mentale al motore al minimo. Quadratura del cerchio. Succede così, sempre: eterno ritorno a basso rimbombo. Da soli o abbracciati in nodi di cotone addormentiamo lo schermo con il battito del cuore, con qualche pensiero residuo le ultime sigarette del giorno. A volte mi sembra di sentire vibrare una folla di solitudini sciatte, scorie di storie sin troppo comuni. Perché tutti hanno bisogno, solo di dissolvenze in margine al vivere. In mancanza di meglio, di una spalla su cui ridere.

da DELL'AMORE E DI ALTRE SEVIZIE

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Giuditta N¡ 1 STEFANO ZUCCALA’

Musica leggera Con le parole rasenti il minimo di te stessa, disattendi le mani ti fustighi copiosa di sangue sul volto che conosco e io resto qui ad ascoltarti. Ti mimetizzi nelle canzoni che impongo dal basso della mia bocca-stereo, sono questi microdrammi e ritornelli a comporti, a mostrarti. Ma sì ma sì, siamo noi così astratti e contingenti da bisognare di note che facciano da tappeto, per scivolare più dolci e zuccherati nei gesti rischiare una favola amara, tre minuti soli per morire, per finire come finiscono tutte le canzoni. E poi ricominciare daccapo riagguantare i violini svisati di pianoforte. Con la mia voce roca poca cosa.

da DELL'AMORE E DI ALTRE SEVIZIE

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Giuditta N¡ 1 STEFANO ZUCCALA’

Faccia a faccia Le parole fottute necessarie ci portano via. E sporcano i polsini degli amori. Come già non bastassero gli aromi di carezze e nicotina dentro ai quali sguazziamo come pesci, profumando le stagioni di qualcosa. Eppure di ogni sillaba-lupo non si può fare a meno, siamo stretti ed incisi da quei denti di preghiere e confessioni. Perché noi mistifichiamo per renderci più veri, e siamo reali soltanto nelle mimesi dell’anima che si muta in vapore sopra ai vetri quando parliamo faccia a faccia. Ogni viso è una finestra forse un po’ più chiusa, offuscata dai vortici del fiato.

Stefano Zuccalà Zuccalà Entra in contatto con l’artista: Myspace: http://www.myspace.com/sporcaestate

da DELL'AMORE E DI ALTRE SEVIZIE

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Giuditta N¡ 1

Aspasia La prima raccolta poetica di Luigi Baratto “Era luglio e faceva un caldo sahariano. Misi la penna sul foglio mentre il mio cuore piangeva. Avevo da poco smesso di scrivere e deciso di concedermi un ‘silenzio poetico’. Ma non ce la feci. Troppa fu la mia sofferenza in quei giorni, troppo il dolore per la perdita dell’unica cosa che mi teneva ancora in vita. Oggi, a distanza di anni, ‘Aspasia’ è la mia compagna buona, il mio miglior ricordo. È stata lei a tradirmi e permettermi di ricominciare tutto da capo. Ho scritto quelle poesie immerso nella quiete dell’estate, nella solitudine della mia stanza. Scrissi versi ricchi di sofferenza, poveri di luce. Il lessico è ricercato nelle immagini della giovane ‘Aspasia’ quella che per molti fu l’unica vera causa del ‘mal d’amore’, ma che per me fu l’unica musa disponibile.”

>> DOVE TROVARE LA RACCOLTA? In download gratuito (versione ebook): http://www.blacknight87.altervista.org/Aspasia.pdf

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Giuditta N¡ 1 LUIGI BARATTO

Gelido Ho fatto una doccia fredda per congelare il sangue che passeggia nelle mie vene. Solo così posso morire... continuando a vivere. Penso ... che solo l'immenso calore di un tuo abbraccio possa sciogliermi... e riportarmi in vita . Perché, senza te, sono gelido.

da ASPASIA

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Giuditta N¡ 1 LUIGI BARATTO

Fresca di sera Rosea sovrana, di fresco e intenso acume, tu che umana vita soggiogasti, quasi meravigliata e pia, mi ti appresti. Ridi, chè d'una fonte di vita brami, e intensamente m'abbracci; ho sentito un bene in quel cenno d'assenso. Ho sentito voglia tua e mia di volersi. E ora che t'ho, a poveri ed afflitti occhi donare per te una luce riflessa, forse non sarà privazion di diletto. Tu, che sei un'eruzione d'affetto, forse meriti più d'altre creature il mio bene. Sto quasi giungendo alla consapevolezza dell'errore.

da ASPASIA

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Giuditta NÂĄ 1 LUIGI BARATTO

Lentamente declina Scruto oltre l'orizzonte, una vetrina d'occasioni perse : lentamente declina l'uomo, seduto sul ciglio del viver fatale.

Luigi Baratto Entra in contatto con l’artista: Homepage: http://www.blacknight87.altervista.org/home.htm

da ASPASIA

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Giuditta N¡ 1

The adventures of yellow L’album d’esordio degli ::aédi:: ::aédi:: Era la Grecia Antica ad ospitarli, in quel mondo ellenico dove si prestavano, in qualità di cantori e musici, ad allietare i banchetti. Ed è proprio l’arte della narrazione ad immergerli ora nella veste attuale... gli ::aédi::, band dalle sonorità pop-rock nata a San Severino Marche nel 2002. Nel 2007, forti di una maturità acquisita dopo anni di cover ed esperienze, avvertono l'esigenza di cambiare rotta, di creare musica propria, orientata verso un sound armonico tra poesia ed immagini, percorsi e colori, ben testimoniato dal primo lavoro "THE ADVENTURES OF YELLOW”, registrato presso l’“Homeless Recording Studio” di Macerata. E’ con questo album che diventa protagonista Mr Yellow, emblema del colore che caratterizza la band, con la sua luminosità in perpetuo viaggio tra melodie semplici ed orecchiabili ed improvvise esplosioni di suono.”

>> DOVE TROVARE L’ALBUM? In download gratuito (versione digitale): http://www.aedimusic.com/tay.htm

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Giuditta N¡ 1 ::AÉDI::

Celeste Carboni (voce, tastiere)/Paolo Ticà (chitarra) Jones Piu (basso)/Michael Orsini (voce, chitarra) Claudio Innamorati (chitarra)/Filippo Tacchi (batteria)

ALBUM TRACKLIST: 1.Smile 2.Plastic Stars 3.Friday Unknown Wind 4.Indigo 5.Ring a Ring of Roses 6.Clouds 7.Friends Entra in contatto con la band: Homepage: http://www.aedimusic.com/ Myspace: http://www.myspace.com/aedimusic THE ADVENTURES OF YELLOW

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Giuditta N¡ 1

INCANTI E TORMENTI Il cuore dell’artista emergente in formato digitale Mirko Sporcafogli Nikirai Stefano Zuccalà

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Giuditta N¡ 1 MIRKO SPORCAFOGLI Lo scrittore ci regala un pezzo della sua arte. Dice di sé: “Amo la parola e le sue possibilità creative. Mi annoiano le polpette fatte con la letteratura "vera", gli impasti degli avanzi.“ Il divertissement qui presentato è l’amara lotta della Parola contro il non-sense, il ribellarsi alla piattezza delle parole cronicamente convenzionali, la ricerca di un’emozione vera che possa eludere l’ipocrisia della norma. Io sono una Parabola-maniaca cronica anonima. In cura. Un po' tutti dovremmo stare in cura, dico io, ma il più di noi può permettersi di far finta di nulla perché quando una patologia è comune diviene normalità. Credo. Credono. Ad ogni modo, sono in cura, io, e se potete permettermi, ve la consiglio anche a voi la vostra terapia; lo consiglio spesso anche al consiglio ma non passa la parola attraverso la televisione. Una condizione elementare di fisica che alcuni tifosi di calcio ignorano durante le partite. La frustrazione che mi assale per non poter insultare gli opinionisti protetti dallo schermo sarà la mia prossima malattia da curare. Mi salverà solo il digitale terrestre o gli psicofarmaci, credo. Faccio terapia da una dottoressa psicologa che il fine settimana fa la astrologa perché si sente particolarmente pia; dopotutto mi aiuta, quindi credo abbia senso. No? MONOLOGO DI UNA PARABOLA-MANIACA

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Giuditta N¡ 1 MIRKO SPORCAFOGLI Si veste come fanno le francesi che hanno cattivo gusto, a volte, la dottoressa, ma penso faccia un po' parte del lato astrologocarto-veggente che soli in pochi possono apprezzare veramente, per fortuna. Ciò nonostante apprezzo che non mi abbia mai imposto il cattivo gusto di presentarsi con indumenti con su scritto “puta madre” o altro che invece altri, in cura pure loro suppongo, vanno indossando orgogliosi. Sono malata. Mi sono ammalata durante l'ultima campagna elettorale, ormai annuale. Chiariamoci, non è stata la sola causa, figuriamoci! Stavo semplicemente cercando di cancellare i significanti falsi delle parole che trovavo scritte ovunque. In seguito mi capitò di leggere alcuni romanzi o articoli di giornale dove le parole erano stranamente messe nella posizione sbagliata manipolando il senso del messaggio. Disgregando la composizione e annegando l'insieme ne sono emersi suoni incantevolmente piacevoli! In questo modo erano solo suoni. Il potere evocativo del suono della parola è una cosa meravigliosa! Beh è per questo che sono in terapia. Feticista della parola. La mia patologia. Sono succube di esaltanti contorcenti vibrazioni emotive davanti ad alcune parole. Scritte o pronunciate. Oh non tutte, ovvio, solo quelle più belle. MONOLOGO DI UNA PARABOLA-MANIACA

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Giuditta N¡ 1 MIRKO SPORCAFOGLI Ci sono nomi o parole che vengono quotidianamente usate, spesso abusate, le quali non suscitano in me nessuna emozione. Parole o nomi che spesso trovo scritte in giro che per la maggiore hanno anche perso il loro vero significato. Attenzione, Gratis, Calcio, Compra, Vendo, Vietato, Rate, Tasse, Euro, Debito, Morto, Mafia, Guerra, Vaffanculo, Merda. Queste sono prive di intense emozioni. Altre, invece, evocano provocanti mutamenti emotivi nella mia persona. Avete presente quel marasma organico organogeno nell'organismo... quando suona come un organo? Ci siamo capiti no? Mi ricordo la mia prima parola... La ricordo ancora bene, quella non si scorda mai... Stavo al bar, un posto abbastanza lercio da farci andare i Professori frustrati di matematica con la sciatica a prendere il caffè. Sapete quelli che hanno almeno un vestito marrone che puzza di naftalina e la moglie che parla alla barboncina. Me ne stavo seduta muta in un angolo quando sento quel vecchio seduto tre tavoli più in là dire: IPOTENUSA. Blam! Marasma organico organogeno nell'organismo.

Quando suona come un organo. IPOTENUSA. Che ricordi! Che momento! MONOLOGO DI UNA PARABOLA-MANIACA

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Giuditta N¡ 1 MIRKO SPORCAFOGLI Chiariamoci, la mia è divenuta malattia perché... Marasma organico organogeno nell'organismo.

Quando suona come un organo. Non è che se siete di quelli che gli piacciono le parole dovete andare dalla dottoressa psicologa astrologa per curarvi, perché non vi cura; magari vi legge le carte o l'ascendente in Marte. Non avete quella malattia mentale voi altri... quella... Magari vi sembra una cosa da niente dopotutto è solo un gioco della mente però vi assicuro che in molte circostanze è veramente deprimente. Un giorno il mio ragazzo mi ha detto che un medico, non un psicologo astrologo, uno di quelli con lo stetoscopio il camice e tutto il resto, nessuno vezzo francese poi, aveva chiesto alla nonna, con qualche vezzo francese lei, invece, se soffriva di PUBALGIA. Blam! Pure lì. Davanti al mio ragazzo che mi parlava della sua nonna malata con qualche vezzo francese. Blam! Marasma organico organogeno nell'organismo.

Quando suona come un organo. PUBALGIA. La mia storia con Andrea è finita immediatamente. Non l’ho più visto. Che nome è Andrea? Quello, nessun marasma. MAI!

MONOLOGO DI UNA PARABOLA-MANIACA

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Giuditta N¡ 1 MIRKO SPORCAFOGLI Durante il mio rapporto con Andrea ho scoperto il dizionario. Per quelli come me è meglio di Penthouse per gli uomini. Ve lo assicuro. Meraviglioso! Prima di entrare in terapia ero anche entrata nel tunnel degli audio corsi, sapete quelli che vi insegnano le lingue con le cassette. Ci sono lingue con parole che anche il barboncino della moglie del professore avrebbe un marasma organico. Avete mai sentito parlare un portoghese? “Iu amo escutar falar português” Marasma organico organogeno nell'organismo.

Quando suona come un organo. “Iu amo escutar falar português” La Psicologa astrologa è comunque del parere che la terapia ora potrà finire. Siamo a pagina 2188 del dizionario alla lettera z. Abbiamo creato una lista di parole eccessivamente dannose al mio organismo per evitare di farmi stare troppo male. Domani dovremmo partire con: Zigomorfìa, Zigòsi, Zigospòra, Zigòte. Ne mancano comunque poche. Le parole che stanno nella lista, la psicologa astrologa dice che sono di rarissimo e inusuale uso e che probabilmente nel giro di pochi anni verranno addirittura cancellate dal dizionario. Non che me ne importi qualcosa, ma spero proprio che almeno in pochi, almeno i professori con la sciatica se le ricordino. Magari i barboncini. Ecco, mi sono portata la lista qui su un foglietto. MONOLOGO DI UNA PARABOLA-MANIACA

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Giuditta N¡ 1 MIRKO SPORCAFOGLI Siccome è possibile che anche voi iniziate a dimenticarvene ho deciso di sacrificare la mia vita in un gargantuesco marasma organico organogeno nell'organismo... per far si che possiate rinforzarle nella vostra testa ed io andarmene come si deve alla faccia di Andrea. Dunque: Onestà, Libertà, Educazione, Ipotenusa, Cultura, Fedeltà, Amplesso, Amicizia, Giustizia, Pubalgia...

Mirko Sporcafogli Entra in contatto con l’artista: Myspace: http://www.myspace.com/mirkosporcafogli

MONOLOGO DI UNA PARABOLA-MANIACA

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Giuditta N¡ 1 NIKIRAI Un breve e intenso pezzo della scrittrice Nikirai; un’atmosfera maledetta e baudelairiana, impregnata di una sensualità sinistra e necrotizzata.

Irresistibile incarnazione della morte Nei tuoi occhi espressionisti, Su di un vecchio scontrino rintanatosi appiccicaticcio e molesto dentro le tasche Una moltitudine di teste Che avvolgono un'assenza lungo la tua schiena inarcata Come i gatti quando si accoppiano e rotolano sui fianchi. Mentre in sottovuoto tua madre finge di morire nella stanza accanto, In un gioco di specchi che un dio regala agli uomini e che essi non sono in grado di restituire, Tessendo l'inganno come aracne ossequiosa. Chiudimi la bocca digiuna, Mordimi le caviglie Tu, che sei per me la presenza tangibile dell'orrore dominato Accovacciata e strisciante Nella pesantezza dei tuoi seni ciondolanti in avanti Consapevoli, in realtà, della loro attraente pienezza OBBLIGAZIONE RIVERENTE

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Giuditta N¡ 1 NIKIRAI

Nella nudità di banchettante fra la gente ignara Gesticoli animatamente Tra la selvatichezza più grossolana e l'agilità più smagliante E deponi sul comò quegli orridi monili. Non ho più senno né tempo. Ingoio a vuoto frasi vaghe. Una punteggiatura di poche parole e molto spazio per pensare. Rabbrividisco all'imprevisto fruscìo fra le tue cosce ed il collant vermiglio Eppure in quel rossore cangiante sul tuo corpo contratto Mentre ti lasci scivolare in una risata scomposta Si gonfia la perdita di coscienza che, dura e grave, preme ora contro le mie tempie. Non venirmi così vicino Potrei compromettermi In questo indugio Meglio prendere il primo treno e tornare alla mia sapiente necrofilia

Nikirai Entra in contatto con l’artista: Myspace: http://www.myspace.com/252481693 OBBLIGAZIONE RIVERENTE

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Giuditta N¡ 1 STEFANO ZUCCALA’ Apparentemente una giovane come tante, Marcella è segretamente vicina al crollo. La ragazza di questo racconto sperimenta inconsciamente una morte ben peggiore di quella fisica: qualcosa si è interrotto, il significato è perso, ogni rabbioso tentativo di normalità è un passo verso la resa. Incombe, sulla giovane quasi ignara, “una fine del mondo”.

Marcella si trucca specchiandosi nelle vetrine dei negozi. Il cielo le scivola addosso col passare delle ore. Marcella diffonde volantini ai passanti ed ogni foglio è lo spreco di un sorriso. È così che si perde l’anima in questi giorni stupidi. Ogni tanto si prende una pausa, tira fuori dallo zaino lo specchietto per il trucco e corre verso uno dei suoi tanti riflessi. Il suo viso chiaro si sovrappone a quello del manichino oltre il vetro, Marcella ricompone a spazzole e matite i suoi zigomi e dopo, soltanto dopo, dà l’assenso a se stessa rinnovando le labbra con il rossetto. È così che tutto ricomincia daccapo. Sottobraccio un fascio di carta, le scarpe da ginnastica leggere. È così che ricomincia a sgranare sorrisi con il bianco dei denti, la pelle tirata, la vita che va, ma forse è già andata.

UNA FINE DEL MONDO

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Giuditta N¡ 1 STEFANO ZUCCALA’

Marcella non sogna un amore. In queste giornate infernali di sole al massimo ripensa a un mese prima, a quando il suo ex fidanzato, stretti tutti e due dentro al separé, le ha detto che le piccole distanze che si sovrappongono invisibili fra due cuori, fra due corpi, alla fine diventano una sola, grande, immensa distanza che tutto estingue. Allora lei ha pianto, ha sentito sulla pelle quella sensazione di gelo che solo una pelle sottile può sentire. Marcella ha la pelle molto sottile, glielo hanno sempre detto tutti. Ogni pizzicotto le provoca un dolore che va dritto al centro del dentro. Ripensa a questo proprio mentre allunga il braccio verso un ragazzo che le passa davanti, e per poco il foglio non le scivola dalle dita. Allora il sorriso che viene fuori stavolta ha i contorni deboli. Il ragazzo se ne accorge e scivola via lontano, la scansa. Perché un sorriso è moneta friabile, e come una moneta ha una testa e una croce. Questa volta è stata croce, e a Marcella il foglio le è rimasto in mano. Intanto il cielo si è scurito ma già esce di nuovo il sole. Pazienza, pensa. Fogli stampati su carta colorata, caratteri spessi, non sono poesia. Marcella lo sa. UNA FINE DEL MONDO

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Giuditta N¡ 1 STEFANO ZUCCALA’

Ma prova ugualmente a fingersi che tutto questo, che questo lavoretto di merda serva a qualcosa. In fondo le piace, in questi giorni stupidi, scialacquare se stessa per ore per strada. Fra i turisti, i cappelli, le giacche, le camicie. Rinnovare il trucco ogni tanto, e ogni tanto una sigaretta. Fogli pubblicitari su carta riciclabile, non sono poesia. Il cielo le scivola di sopra come un braccio immenso, lei è soltanto un puntino sul quale cala l’ombra, o un raggio di sole. Se piove, non vale. In quel caso Marcella resta a casa a studiare e fra le pagine ricompone gli spigoli di quel separé. Gli spigoli di quelle parole. Non sono poesia, ma vita che pressa. La linea rossa sulle labbra non le viene sempre bene. Ogni tanto succede che la mano incomincia a tremarle. Oltre il vetro, oltre il suo riflesso, questa volta c’è un negozio di dischi. Non serve a niente la musica che viene fuori da dentro, non le piace affatto. Marcella cerca di correggere col rossetto la linea sbagliata sulle labbra, ed è allora che la faccenda si complica. S’impiastriccia di rosso, è una fine del mondo di rosso. Meglio ricominciare daccapo, pensa. Tirare un respiro profondo, la mano non tremerà più. UNA FINE DEL MONDO

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Giuditta N¡ 1 STEFANO ZUCCALA’

Ma quando Marcella specchiandosi inspira aria, inghiotte aria dalle narici fin dove si può, quando i polmoni hanno raggiunto il punto di saturazione, succede che tutti i fogli le scivolano per terra. Li ha tenuti sottobraccio sperando che no, e invece sì. Tutti quei sorrisi finiti, per terra.

Stefano Zuccalà Zuccalà Entra in contatto con l’artista: Myspace: http://www.myspace.com/sporcaestate

UNA FINE DEL MONDO

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Giuditta N¡ 1

PARALLELI Arte e poesia allo specchio La pittrice Marion Holzmann presenta tre quadri vividi e cromaticamente intensi. Dice della propria arte: “Non conta il risultato ma l’esperienza che si vive per raggiungerlo”. L’elegante astrattezza dei soggetti dota questi dipinti di un significato tanto impalpabile quanto emotivamente sentito. La poetessa Serena Buzzi propone tre liriche notturne e incantevoli, che brillano di sogni e di attese. Un mondo sospeso nella dolcezza poetica, l’unica consolazione alle storture della vita quotidiana.

Entra in contatto con Marion Holzmann: Homepage: http://www.sieben.altervista.org/

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Giuditta N¡ 1 MARION HOLZMANN

SEELE (L’anima)

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Giuditta N¡ 1 SERENA BUZZI

Notturno Oltre allo strepito della pioggia, che grida sotto le auto, un grande silenzio, notturno, di pensieri non definiti, di armonie non realizzate…

Attesa, forse, non di un mutamento nell’oscurità della notte, ma di una luce nel buio dei miei occhi…

Il traforo di arabeschi intessuti dal mio vago pensiero traluce istanti di poesia, arcani recessi di un io anelante l’infinito…

NOTTURNO

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Giuditta Nยก 1 MARION HOLZMANN

DOLCE

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Giuditta N¡ 1 SERENA BUZZI

Respiro d’infinito Notte stellata, lembo di cielo venato da sentieri di luce, dove da tempo cerco, viandante, i miei sogni inabissati, speranze e illusioni sepolte in mezzo al mare del buio, ma ancor in me splendenti. Ed ecco il silenzio mi sussurra dolci parole, come un’eco la sua voce corre nel vento per abbracciare cielo e terra e ricucir brandelli di un passato che ritorna nell’eterno orizzonte della vita.

Notte stellata mio respiro d’infinito, sete di desideri a me finora sconosciuti, che non svaniranno al morir delle stagioni, ma brilleranno nei brevi giorni d’attesa, asciugando il pianto di ogni addio. RESPIRI D’INFINITO

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Giuditta Nยก 1 MARION HOLZMANN

WAR EINMAL (Era una volta)

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Giuditta N¡ 1 SERENA BUZZI

Notte di S. Lorenzo Pochi istanti per sognare, pochi attimi di sole per illudersi di volare e ubriacarsi di desiate parole. La tempesta di stelle rende ogni mia emozione estasiata e ribelle. La falsità intorno sortisce un rabbioso dolore: mi ferisce il suo ipocrita candore. Sento il tempo tra le dita annunciarmi sorridente l’imprevedibilità della vita. Ogni gemma lucente è un istante di poesia, desiderio puro, di appagare un sogno imperituro.

Serena Buzzi

NOTTE DI S.LORENZO

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Giuditta N¡ 1

LA VOSTRA VOCE In questo numero discutiamo di Arte e di Artisti con Alessandro Fabbris, giovane pittore torinese. Alessandro Fabbris vive a Torino, città in cui nel 2002 consegue la laurea in Pittura all’Accademia Albertina e nel 2006 la laurea specialistica in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo. Nel 2006 è stato selezionato dal comune di Asti come artista invitato presso la città di Forlì per partecipare alla rassegna Gemine Muse edizione 2007 e nel 2007 è stato invitato ad esporre nella rassegna Nuovi Arrivi 13 a cura di Olga Gambari.

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Giuditta N¡ 1 ALESSANDRO FABBRIS Uno dei tuoi libri preferiti è “Lo potevo fare anch'io” di Francesco Bonami, un testo che, in un momento storico in cui chiunque può proporsi come artista, sottolinea con forza l’esistenza di un fattore, per quanto impalpabile, che permetterebbe di distinguere chiaramente un genio artistico da un sognatore improvvisato. Ti sei chiesto quale possa essere questo fattore? Considero il libro di Bonami un buon testo, che può avvicinare molte persone all’arte contemporanea. Certamente l’Arte, da Duchamp in avanti, ha spostato il suo focus dalla tecnica al concetto, per cui molte persone possono essere potenziali artisti. Io non credo nel genio artistico come un qualcosa di innato. Non c’è una ricetta stabilita, scritta o detta che possa dar origine ad un artista. Io posso dire che un buon artista deve continuamente informarsi, viaggiare, leggere, documentarsi. Quando questo avviene e l’opera viene Pensata, allora, e solo allora, un autore potrà dare origine ad un’opera carica di significato. L’arte contemporanea viene spesso criticata per il fatto di rielaborare più o meno esplicitamente opere del passato, più che riferirsi a dei modelli. Quali riferimenti artistici riconosci come fondamentali per la tua formazione

LA VOSTRA VOCE

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Giuditta Nยก 1 ALESSANDRO FABBRIS

LA VOSTRA VOCE

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Giuditta N¡ 1 ALESSANDRO FABBRIS pittorica? In che cosa l’originalità delle tue opere?

consiste

Io non penso che l’arte contemporanea per la maggior parte si riferisca esplicitamente alle opere del passato. Esiste certamente nel post moderno un alto fattore di citazionismo, ma non verso un passato remoto. Sicuramente artisti come Paolini o Pistoletto (per citare due torinesi) guardano molto ad un’arte remota, ma direi più ad un’arte originaria. Io guardo a tutta la storia della pittura poiché il mio lavoro si fonda proprio sul concetto di storia, di narrazione pittorica. Osservo molto le opere pittoriche del primo Rinascimento, o ancor prima a quelle di Giotto, ma non dimentico assolutamente tutta la pittura degli anni ’60 - ’70. Non spetta a me dire se le mie opere siano o meno originali. Esiste un circuito (che è quello del Sistema dell’Arte Contemporanea) che si occupa di questo. Io posso dire che mi documento molto, osservo, analizzo e cerco di tradurre il tutto in una forma che possa essere il più vicino possibile ed in sintonia con gli sviluppi della Storia dell’Arte. Il tempo poi farà il resto. Il rapporto tra l’artista e la società è stato, nei secoli, particolarmente travagliato. Esso ha spesso risentito dell’influenza politica, tanto che l’artista si è visto

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Giuditta Nยก 1 ALESSANDRO FABBRIS

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Giuditta N¡ 1 ALESSANDRO FABBRIS costretto a impiegare la propria arte per far propaganda o, al contrario, per screditare i potenti. Attualmente questi eccessi paiono essersi assopiti: l’arte sembra aver perso interesse per la politica e la politica per l’arte. Condividi questa impressione? Se sì, consideri tale situazione sterile o feconda? Penso che l’Arte non di debba occupare di Politica. Questa lasciamola fare a chi di dovere. L’artista dovrebbe starne fuori e possibilmente osservare dall’alto e dal basso, ma non intervenire. Ancora riguardo al ruolo dell’artista nella società, quale pensi possano essere i modi per riscattare il peso dell’arte nella nostra cultura, dominata ormai da un voyeurismo spicciolo e da gusti estetici grossolani? Pensi che ciò debba essere compito dell’artista stesso? Bisogna produrre opere che parlano del Bello. Quando questo avviene, davanti ad un’opera non si può far altro che rimanere incantati, stupiti, sorpresi. Se molte opere, considerate arte, non suscitano in noi stupore ed incanto vuol dire che o l’artista ha osservato poco il mondo che lo circonda, e quindi non è stato in grado di tradurlo in un forma che sia bella (la natura è già bella di per sé, come dicevano Constable,

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Giuditta Nยก 1 ALESSANDRO FABBRIS

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Giuditta N¡ 1 ALESSANDRO FABBRIS Turner…) o noi non siamo abbastanza educati ad osservare per capire. Una delle artiste che hanno collaborato con noi, Evelyn Adamek, è convinta che l’arte contemporanea sia quasi sempre carente (se non priva) di valore estetico. La questione del bello artistico è senz’altro ostica e fortemente dibattuta; per quel che ti riguarda, ti senti di attribuire un forte peso al bello nella tua ricerca? Se sì, lo utilizzi come mezzo o lo persegui come fine? Io non penso che nell’Arte contemporanea il valore estetico sia carente. Non in tutte le opere. I grandi artisti sanno ancora stupirci anche solo con una semplice scritta. Tutto sta nell’osservarla nella giusta “prospettiva”. Certamente il Bello nella mia ricerca artistica è presente. Non può esistere Arte senza attribuire all’opera un valore estetico. La stessa Arte Concettuale nel suo processo di azzeramento ha prodotto opere che sono oggetti. In omaggio a Darek Jarman, hai scritto un interessante pezzo in cui esplori il significato dei diversi colori. Pensi che sia possibile e/o auspicabile arrivare a una loro interpretazione universalmente riconosciuta, o preferiresti piuttosto che ciascun artista reinterpretasse tali valenze

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Giuditta N¡ 1 ALESSANDRO FABBRIS cromatiche, arricchendole di significati personali? Il mondo dei colori è immenso. Non si possono stabilire regole o valenze. Le emozioni, le sensazioni non possono essere codificate. Tornando al nostro paese, come giudicheresti la situazione italiana riguardo alle mostre, in particolare quelle dedicate ai giovani artisti? Torino è una città che funziona molto bene. Qui c’è fermento ed attenzione verso i giovani, anche se la competizione non è poca. Qui si sta bene recitava il titolo di una mostra curata da Francesco Poli qualche tempo fa. Le mie esperienze fino ad ora sono state positive, ma a strada è ancora molto lunga. Fino ad ora ho scalato la montagna per arrivare allo start. Elena Montiani, altra collaboratrice, sostiene che una via per promuovere l’arte pittorica emergente sia quella di inserirla in un contesto architettonicospaziale che da essa venga valorizzato. A questo proposito, mi è tornata in mente la video proiezione che hai sperimentato a Forlì: che ricaduta ha avuto questa esperienza sulla comunità cittadina? Ci sono molti modi di far pittura. Ognuno

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Giuditta N¡ 1 ALESSANDRO FABBRIS compie le proprie scelte. Nel mio ultimo progetto c’è una buona attenzione allo spazio che accoglie l’opera. Un’ottima esperienza è stata quella di aver partecipato a Gemine Muse, progettando una videoproiezione per la facciata dell’Oratorio. Il progetto è stato accolto molto bene e ne sono felice. Era molto che volevo partecipare a questa rassegna, mi ha dato molto sotto tanti punti di vista. È stato il mio primo progetto di installazione a non essere più solo un progetto, bensì questo si è manifestato. Essermi confrontato con uno spazio ben preciso mi ha suggerito diverse possibilità risolutive, anche se le difficoltà non sono mancate. Un ultima domanda: come valuti rapporti tra gli artisti contemporanei?

i

Ormai penso non si possa parlare più di gruppi o movimenti fondati dai singoli artisti. Ognuno agisce indivualmente. Ci sono però delle tendenze nelle quali alle volte l’artista si trova inserito. Internet può essere una buona vetrina, ma ritengo che il posto migliore dove poter far conoscenze, stringendo rapporti, sia partecipare a workshop o a mostre.

Alessandro Fabbris Myspace: http://www.myspace.com/216642772

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Giuditta N¡ 1

GRAZIE Grazie a tutti i meravigliosi artisti con i quali ho avuto la fortuna di collaborare: Evelyn Adamek, Mauro Bianchi, Riccardo “Ticco” Capparella, Gaetanina Aranzulla (o meglio Ina), Carmine Aceto, Elena Montiani, Stefano Zuccalà, Luigi Baratto, gli ::aédi::, Mirko Sporcafogli, Nikirai, Serena Buzzi, Marion Holzmann, Alessandro Fabbris. Grazie agli altri membri del “team Giuditta”: MrMagic e Franziska. Il racconto che segue è dedicato a tutti voi.

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Giuditta N¡ 1

AL LETTORE

O benedici mio lettore questa mia fresca carta straccia, così amara che quasi quasi mi cura da molti dilemmi; la mastico volentieri, come fosse l'ultima mia chance, il paniere d'equilibrio, l'assoluto; un veleno tanto amorevole che propriamente mi riconcilia con la vita, così amaro nel sangue che i miei corpi scomposti vanamente gli resistono. Si tratta del sapore di Marzo e dei suoi soliti pensieri tenerissimi, di me e dell'assoluto: si tratta, detto in breve, di me e di te. Mio lettore, àncora strappata dal mare di burrasca, bambola sprovveduta coperta di cenere, non ti lascerò toccare questa mia amara, freschissima carta straccia. Rischieresti di scoprirti così raschiata l'anima che, forse, m'accuseresti di averti privato della tua semplice, immeritata salvezza.

Amaranto

Myspace: Homepage: EMAIL:

http://www.myspace.com/amaranto88 http://www.myspace.com/innomedibethulia http://www.baab.it/edizioniltosco freakquencies@yahoo.it

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Giuditta Nยก 1

Giuditta N°1 - Marzo 2008  

Il primo numero di Giuditta, l'innovativa rivista di arte e cultura emergente. Per info: http://www.myspace.com/innomedibethulia

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