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l’Ovale Rossoblu Periodico di rugby • anno 2 numero 3 • 21 gennaio 2012 • distribuzione gratuita

Minirugby Le cavallette rossoblu


Editoriale l’Ovale Rossoblu 2

Non esistono grandi famiglie senza una grande casa dove ritrovarsi, senza un luogo all’interno del quale condividere esperienze e passioni. E se è vero che il rugby, il Rugby Bologna, è una grande famiglia, è indubbio che parte del merito è da attribuire alla casa che da qualche mese siamo riusciti ad avere e a far vivere. La sede di via dell’Arcoveggio 49, la Club House, sta mutando, e in bene, la natura della Società. Quando l’estate scorsa ci siamo trovati per trasformare i vecchi e ammuffiti locali - in un’apoteosi di tinte, pennelli, martelli e trapani – eravamo certi che stavamo costruen-

I numeri UNO Fabio Poluzzi, “Pollo” per gli amici, mediamo di mischia di 26 anni cresciuto nelle giovanili del Castel San Pietro, è ad oggi il miglior marcatore del Rugby Bologna con 2 mete, 10 calci piazzati e 8 trasformazioni. Hai iniziato giovanissimo con il rugby. A soli 9 anni. Cosa ti ha avvicinato a questo sport? Avevo iniziato nei pulcini del calcio, ma non mi piaceva: giocavano sempre gli stessi e c’era troppo agonismo. Non era divertente e non c’era quello spirito di gruppo e l’amicizia che poi ho trovato nel rugby. Pensi perciò che l’amicizia tra compagni di squadra sia un elemento importante nel rugby? È fondamentale. Avere un buon rapporto con i compagni di squadra e l’allenatore, anche fuori dal campo, è la cosa più importante nel rugby. Per un amico sei disposto a sacrificarti anche quando non hai più energie o voglia di soffrire. Già che siamo sul tema, dopo tanti anni passati con il Castel San Pietro, come ti trovi a Bologna? Molto bene, c’è un bell’ambiente. Con i compagni di squadra mi sono trovato subito bene e lo Staff è molto solido, si vede che credono nella crescita della squadra e della Società. C’è un progetto e tutti lavorano con impegno per raggiungerlo. Ci si

do un qualcosa che andava oltre al luogo fisico per ritrovarci. Domenica scorsa, nel corso del torneo di minirugby, la nostra casa si è popolata all’inverosimile, in un tripudio di bambini, famiglie e rugbisti di tutte le età. Alcuni hanno parlato di cavallette, colorate e allegre cavallette: sicuramente si è trattato di un’invasione, ma di gioia di vivere e di stare insieme, non certo di distruzione. Domenica è stato il momento più alto, anche in termini numerici, di una continua crescita. Sono ormai mesi che ogni giorno, la Club House, è popolata da una variopinta fauna:

genitori con i figli più piccoli intenti a fare i compiti, ragazzoni sudati che “tanto la doccia la facciamo a casa” strafogarsi di panini e piadine, anziani rugbisti guardare con una punta di nostalgia le vecchie foto, sponsor riuniti tra borse di maglie da lavare. Chi scrive, chi legge e chi guarda la televisione. Tutti insieme. Se in questi mesi le soddisfazioni più grandi le abbiamo avute dai ragazzini del minirugby e della “14”, anche in termini di risultati sportivi, una parte del merito va alla casa che, seppure per poche ore alla settimana, accoglie loro e le loro famiglie.. (A.M.)

Fabio Poluzzi

w di sente parte di un qualche cosa importante. Hai la nomea di essere un giocatore molto determinato, quasi impulsivo, lo consideri un pregio o un difetto? Un pregio. Mi è capitato di fare scelte sbagliate preso dalle frenesia del gioco, ma la rapidità è fondamentale, specie se di fronte hai una squadra lenta a riposizionarsi. Molte volte una giocata veloce fa la differenza. Preferisci giocare mediano di mi-

schia, come stai facendo in questo campionato, o estremo? Mi piacciono tutti e due, sono ruoli di grande responsabilità e molto divertenti. Forse da mediano di mischia si giocano più palloni. Comunque gioco dove dice l’allenatore. Hai parlato di responsabilità. In effetti sia da mediano di mischia sia da estremo, gli errori si pagano cari. Non senti il peso di queste responsabilità? No, ne sono consapevole ma non mi pesa giocare in ruoli così importanti: anzi, mi aiuta a mantenere la concentrazione e la carica necessaria. Un tuo sogno? Ne ho due. Il primo è quello che con il Rugby Bologna vorrei giocarmi la promozione in serie B, magari non quest’anno ma mi piacerebbe tantissimo. Il secondo è che vorrei giocare insieme al mio “fratellino”. Ha sette anni meno di me e per la differenza di età non abbiamo mai avuto la possibilità di stare in squadra insieme. Il massimo sarebbe farlo a Bologna, in serie B.


Oggi in campo Emil Banca Bologna riparte con l’Ascoli l’Ovale Rossoblu

Prima partita del girone di ritorno e ghiotta opportunità per Emil Banca Bologna di guadagnare 5 punti in classifica. L’incontro con l’Ascoli, in programma domenica 22 gennaio a Bologna, dovrà essere il trampolino di lancio per la riscossa della squadra felsinea, che non vince più dal 23 ottobre (con il Gubbio 25 a 22) e che quest’anno in casa non ha mai vinto. L’Amatori Ascoli è senza dubbio la squadra più debole del campionato (all’andata finì 53 a 3 per il Bologna) e sul campo ha sempre perso, ragione per la quale i ragazzi di Aldrovandi e Sgarzi dovranno assolutamente dimostrare le loro capacità e, oltre a vincere, dovranno convincere di una ritrovata forma. Pur considerando le numerose assenze, la squadra che scenderà in campo avrà una mischia di tutto rispetto, che con

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Enrico Scorzoni ad Ascoli Piceno.

Formazione Emil Banca Rugby 1928 15. Fabio Poluzzi 14. Giacomo Zanetti 13. Enrico Scorzoni 1

2

12. Giacomo Bianconi

3

11. Matteo Gianesini 4

5

6

10. Federico Soavi

7

9. Marco Sabbi

8

8. Daniele Montanino

9 10

7. Riccardo Bertato 6. Ivano Trapani

12

5. Giorgio Montanile

13 11

14 15

4. Alessandro Pirona 3. Daniele Cerfogli 2. Emilio Macchione 1.

Massimo Sandri (cap)

Altri incontri della settimana: Rugby Gubbio - Rugby Forlì 1979 Terni Rugby - Rugby Parma 1931 Foligno Rugby - Rugby Jesi 70 Firenze Rugby - Cus Siena

l’innesto in prima linea di Stefano Negroni – che ha giocato per una mezz’ora a Firenze - ha guadagnato in esperienza e sicurezza. Il ritorno di Negroni – che partirà ancora dalla panchina - dopo due anni di assenza dai campi da gioco è senza dubbio la novità più importante per il Bologna, sia per le sue indubbie capacità tecniche, sia per la carica che è in grado di trasmettere ai compagni. Stefano è uno di quegli atleti che quando lo hai di fronte – al solo vederlo - ci pensi due volte prima osare qualche colpo proibito. Diciamo che è uno che si fa rispettare. Qualche problema resta tra i trequarti, ai rientri di Sabbi e Gianesini si contrappongono infatti le assenze di Chichinato; Crescenzo e Di Paolo. Il pubblico bolognese, che in tarda mattinata potrà anche assistere all’incontro dell’Under 14 rossoblù con il Pieve di Cento sul campo centrale, si aspetta di vedere finalmente un bel rugby, nella speranza che una vittoria convincente sia l’inizio della riscossa bolognese e il preludio di una seconda parte di campionato positiva e di successi. Andrea Malossini


Ieri in campo

Emil Banca Bologna battuta a Firenze

l’Ovale Rossoblu

nuti più tardi però, dopo una bella azione sulla fascia sinistra di tutti i trequarti, l’estremo Valente segna sulla bandierina per i toscani. Il Bologna reagisce e costringe il Firenze a ripetuti falli per difendersi. Al primo piazzato da posizione favorevole Poluzzi non sbaglia e accorcia le distanze. Poco prima della mezz’ora però, i rossoblù iniziano ad inanellare errori gratuiti, e in tre minuti subiscono due mete: la prima scaturita da una maul fiorentina, la seconda da una serpentina di capitan Messini, che riesce a saltare ben quattro difensori bolognesi. Il secondo tempo si apre con il Bologna più aggressivo, ma ancora troppo falloso, ed è infatti il Firenze a segnare una meta con Valente quasi uguale a quella del primo tempo. Il Bologna non molla, ma non riesce a concretizzare il buon gioco offensivo. Sul finale, l’ennesima distrazione costa ai bolognesi la quinta meta, segnata da capitan Messini, uno dei migliori in campo per il Firenze.

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Dov’è finita la palla?

Troppi errori. Il Bologna resiste per poco meno di mezz’ora al Firenze e poi, pur dimostrando una buona carica agonistica, viene punito dai tanti errori: passaggi sbagliati, palle perse, placcaggi imprecisi. I ragazzi di Aldrovandi avrebbe-

ro potuto fare molto di più, ma ad ogni errore un Firenze opportunista ha sfruttato l’occasione, segnando alla fine ben cinque mete. Avvio di partita con molti calci di spostamento per le due squadre, senza azioni degne di nota. Al 7° minuto, dopo una bella incursione, il Firenze entra in area di meta ma non riesce a schiacciare. Tre mi-

Marcatori: I tempo: 10 mt Valente (Fi), 19 cp Poluzzi (Bo), 28 mt Moncada (Fi), 31 mt Messini tr Valente. II tempo: 14 mt Valente tr Valente (Fi), 40 mt Messini. Formazione Emil Banca Bologna 1928: Testoni (15 st Valzano), Zanetti, Di Paolo, Scorzoni, Bianconi, Soavi, Poluzzi, Montanino, Bertato, Tarchini (6 st Brancaccio) (23 st Tuzzi), Donati, (11 st Montanile), Trapani (18 st Negroni), Cerfogli, Macchione (12 st Panella), Sandri. Altri incontri: Amatori Ascoli - Rugby Forlì (0-69); Rugby Parma - Rugby Jesi (24-24); Cus Siena Rugby - Terni Rugby

(24-17); Rugby Gubbio - Foligno Rugby (23-8).

Classifica Campionato Serie C Elite - 6a giornata Squadra

Partite

Vinte

Paregg.

Perse

Punti fatti

Cus Siena

9

9

0

0

40

Firenze Rugby Club

9

7

0

2

34

Terni Rugby

9

6

1

2

31

Rugby Jesi 70

9

5

2

2

30

Rugby Parma FC 1931

9

5

1

3

27

Rugby Forlì 1979

9

4

0

5

21

Rugby Gubbio

9

3

0

6

15

Emil Banca Bologna 1928

9

2

1

6

13

Amatori Rugby Ascoli

9

1

0

8

5

Foligno Rugby*

9

0

1

8

-2

*Penalizzato per irregolarità nell’incontro con l’Ascoli e vittoria a tavolino per 20 a 0 per l’Ascoli.

OVALE ROSSOBLU Periodico del Rugby Bologna 1928. Anno 2, n.3 Rugby Bologna 1928 Srl Via G.L.Bernini 1 40138 Bologna www.bolognarugby1928.it Direttore responsabile: Andrea Malossini. Hanno collaborato in questo numero: Carlo Castagnola, Andrea Malossini, Fabio Poluzzi, Claudio Testoni, Gianni Zanasi. Grafica e impaginazione: Michelangelo Abatantuono. Stampa: Tipolito Cattabriga - Via del Lavoro 13 - Pianoro. Tiratura: 300 copie, diffusione gratuita. Questo notiziario è distribuito tra i soci e i tesserati di Rugby Bologna 1928 e ASD Bologna Rugby. Chiusura in tipografia: 19/01/2012.


Largo ai giovani

Lorenzo Macchiavelli travolge gli avversari.

Forse così è il colpo d’occhio durante un’invasione di cavallette. Solo che loro, le cavallette, non hanno maglie rosse o blu o a strisce bianconere. Ne tanto meno hanno palloni ovali. Ma con la stessa voracità 240 ragazzi dai 6 agli 12 anni hanno intrecciato le loro corse sull’erba dei campi dell’Arcoveggio, oggi, dalle 10 di mattina alle due del pomeriggio. Grappoli colorati ad inseguire una palla bislunga, nella nebbiolina lattiginosa di una bella e fredda giornata di gennaio, pronti a spendere il loro agonismo e l’ultima goccia di sudore gelato per una meta in più, senza sapere neppure se stavano perdendo o vincendo. Puro spirito

Largo ai giovani

rugbistico, senza risparmio e senza lacrime, lasciando bruciare qualche ginocchio sbucciato, “tanto noi giochiamo a rugby…”. Regole e disciplina governati da arbitri con qualche pinguedine, ex giocatori che dopo quarant’anni di battaglie ancora non sono pronti a dimenticare l’odore dell’erba e il piacere di vedere gli strani rimbalzi di una palla bislacca. Ma la vera attrazione, in fondo, non è stata il logico e serio rincorrersi dei corpicini affannati, ma lo scomposto e convulso agitarsi dei corpaccioni infagottati di genitori urlanti, cornice rumorosissima di ogni campetto dove gli eredi stavano dando il meglio di sé. Mentre le gocce di nebbiolina, e pure numerosissimi adulti infreddoliti, si impregnavano dell’aroma e del calore alcoolico del vino brulè, una brezza leggera trasportava il profumo delle salcicce rosolate accarezzando, per tutta la giornata, adulti e bambini, arbitri e accompagnatori, allenatori e organizzatori. Formidabile contributo alla risposta, che sempre arriva se da qualche parte del cervello la domanda parte: “Certo che ne vale la pena, anche per molto meno, ne vale la pena”. Poi, tutti sotto la

doccia, che dopo comincia la parte dove bisogna veramente farsi onore. E mai cavallette si sono comportate meglio, distruggendo, nel terzo tempo, chili di pasta al ragù e fette di torte fatte dalle donne del Rugby. Ci vorrebbe un monumento, per le donne del Rugby! E non è detto che prima o poi, qualcuno non ci pensi. Poi, pian piano, tutti sono sciamati via, portandosi chi una piccola coppa, chi la certezza che la prossima volta sarebbe toccata a loro. E finalmente, intorno a un tavolo, hanno mangiato anche quelli che hanno pensato, organizzato, realizzato e sparecchiato tutto questo. Certamente soddisfatti, felici del buon esito e, ma non lo ammetteranno mai, in qualche momento, anche un po’ commossi. Classifiche 2° Torneo Altran Under 8: 1° Modena, 2° Vignola, 3° Bologna 1928, 4° Pieve di Cento. Under 10: 1° Pieve di Cento, 2° Bologna 1928, 3° Modena. Under 12: 1° Bologna 1928, 2° Reno, 3° Pieve di Cento. Tra i migliori del Bologna – e del Torneo - Jacopo Filippetti, implacabile nei placcaggi, Mattia Rizzoli per le 6 mete segnate, Emilio Sicuro per la grinta e Giovanni Cristoni, Man of the match dell’Under 10. Carlo Castagnola

2012: l’anno dei Maya o dei “giovani leoni”?

Ebbene sì! L’ultimo anno del calendario Maya è cominciato nel migliore dei modi per i nostri “ragaz”: l’Under 12 si aggiudica il 2° torneo Altran di minirugby proprio tra le mura di casa, mentre l’Under 10 deve arrendersi solo in finale al Pieve di Cento. Evidentemente le laute libagioni natalizie hanno lasciato una bella dose di energia ai ragazzi, che hanno illuminato di luce “rossoblù” una domenica veramente plumbea per il grigiore del cielo e il freddo pungente. Ma il calore del ristoro (la club house sembrava Zanarini per “l’a-

perto”) e il cuore dei ragazzi hanno sciolto la bruma dell’Arcoveggio. In particolare gli Under 12, rimessi in forma dopo le vacanze da Alessandro e ispirati in campo da Elia, guarito prontamente dall’influenza circolante, hanno dato spettacolo, prima aggiudicandosi il proprio girone con larghe vittorie nei confronti di Pieve di Cento e Vignola, ed infine battendo nella finale per il primo posto l’altro club cittadino presente, la Reno Rugby, i “rivali” di sempre (Lions permettendo...), con un perentorio 3-1. Al terzo fischio dell’arbitro: AP-

PLAUSI!! Tutto un congratularsi, uno stringere mani e “battere cinque”, abbracci e risate liberatorie. E mentre l’atmosfera un po’ malinconica del grigiore invernale torna a riavvolgere gli spalti di periferia, che poco prima sembravano quelli di Twickenham, negli spogliatoi infangati rieccheggiano ancora i canti di esultanza, ed il tutto è pervaso da un inebriante “profumo” di salsiccia ai ferri... TREMATE! TREMATE!... to be continued... Claudio Testoni

l’Ovale Rossoblu

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Minirugby a Bologna: invasione di cavallette

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Amarcord

Cronache d’altri tempi

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Molto bene: oggi non piove e si arriva a ventinove! Questo è il titolo originale di un articolo apparso nella primavera del 1933, che con stile a dir poco originale narrava l’incontro disputato allo stadio Sterlino di Bologna tra la Virtus Bologna Rugby (il nostro Rugby Bologna 1928) e il GUF Napoli. Era il tempo in cui le mete si chiamavano “essai”, alla francese, e l’estremo era l’arrière. L’incontro, vinto dal Bologna per 29 a 0 (i petroniani arrivarono 2° in campionato dietro solo all’Amatori Milano), si disputò con un bel sole primaverile e molto pubblico. Il cronista del tempo scriveva che “anche il cassiere ha inaugurato un largo sorriso da pingue incasso, e questa è la prova migliore che il rugby – ultimo venuto – ha conquistato un posto stabile nella considerazione dei bolognesi”.

L’ottimismo dell’articolista proseguiva raccontando della partita. “Zorzi, con quel suo naso che gli serve magnificamente a fender l’aria, ha cominciato la suonata e con una bellissima fuga ha segnato il primo essai; a richiesta generale, non ha voluto esimersi dal concedere il bis!” E qui la fantasia del giornalista toccava vette di puro lirismo comico: “Alla trasformazione dell’ultimo essai la palla è stata presa da uno scrupolo: perché infierire ancora su quei tapini? Allora si è soffermata a ballonzolare sulla traversa, ha preso una boccata di aria primaverile, ma dopo alcune scusabili indecisioni, dovute al suo carattere volubile, si è decisa di cadere dalla parte buona. Tozzi, all’uscita del campo, aveva ancora tanto fiato da disputare una gara supplementare con... un tram, che filava verso porta Santo Stefano, senza aspettare il “gufino”. Una volata del nazionale ed un

perfetto placcaggio alla fune dell’asta, facendo fermare il tram, per far salire tutta la squadra. In tribuna abbiamo notato una larga rappresentanza dell’elemento femminile, molto elegante, poco rumorosa: peccato, perché le donne non perdono mai l’innata grazia, anche se, colpite dal tifo, gridano il loro incitamento. Anzi, gli occhi gli brillano e le guance si accendono come non potranno mai ottenere con vari rimmel o rossetti. Ma è già confortante la loro presenza. Domenica, la squadra sarà a Torino. Siamo certi che i giocatori avranno modo di cantare la loro vittoria, con quel motivetto che ti piace tanto: RaRa-Rè / Ca-Sa-Rè / Rugby Bologna / Allè! Allè! Allè! Il mistero di queste parole – chiudeva il cronista – è un arcano, crediamo anche per gli stessi giocatori”.

lasciare l’avversario una volta toccato il suolo e allontanarsi. Se non è possibile deve dimostrare chiaramente la sua volontà di farlo. Tutti gli altri giocatori, per giocare il pallone, devono arrivare da dietro il giocatore a terra ed essere sui propri piedi. Non è permesso tuffarsi sopra o arrivare lateralmente. Il placcaggio al collo è uno dei falli più odiosi e pe-

ricolosi del rugby e viene punito con l’espulsione immediata. Molto spettacolare è “la francesina”, placcaggio portato in tuffo da dietro, con lo scopo di spostare con la mano un piede dell’avversario in corsa e farlo cadere. In questo modo giocatori di normale corporatura riescono a fermare gli “armadi” avversari. Carlo Castagnola

Gianni Zanasi e Andrea Malossini

Pillole ovali Il placcaggio. È il gesto difensivo di base. Il placcaggio è permesso solo sul portatore di palla e consiste nel cingerlo con le braccia, dalle spalle in giù, e , senza lasciarlo, accompagnarlo al terreno. Il giocatore placcato deve immediatamente passare o lasciare la palla e non può partecipare al gioco senza rialzarsi. In caso contrario è fallo. Il placcatore deve immediatamente


Compagni di strada: Cimteclab l’Ovale Rossoblu 7

Cimteclab è lo sponsor della squadra Under 16. Fondata nel 1998, Cimteclab nasce come azienda di ricerca e sviluppo, costituita da due laboratori, uno presso l’Area Science Park di Trieste, l’altro a Galatina (Lecce). L’azienda riveste un ruolo da protagonista nella ricerca di alternative ai comuni derivati da petrolio e di materiali a basso impatto ambientale, e ha sviluppato bio-resine (ottenute dai gusci delle noccioline dell’anacardo) che, a

differenza delle resine derivate da soia e mais, utilizzano scarti di produzione senza attingere a potenziali risorse alimentari. Queste bio-resine trovano applicazione in molteplici settori, dall’arredamento di alta gamma, all’automotive, dalle costruzioni, ai trasporti, fino al settore aerospaziale, dell’energia eolica e dello sport. Ulteriori successi dei laboratori Cimteclab, sempre attivi nella ricerca anche per conto terzi e

nella partecipazione a progetti finanziati a livello nazionale ed europeo, sono lo sviluppo e la formulazione di nanocompositi antifiamma ad alte prestazioni e di trattamenti superficiali personalizzabili a base di silani in grado di legarsi chimicamente alla superficie di molteplici materiali. Cimteclab è parte di Cimtec-Holding Group, una holding di imprese (VEM spa, Cimteclab spa, Sepma srl)

La mischia è espressione di forza e precisione, potenza e controllo finalizzati alla conquista della palla. Risultato che si ottiene solo con un’intesa

fortissima con i compagni di squadra e con lunga e meticolosa preparazione. Come nella vita, vero? Carlo Castagnola

Pillole ovali La mischia. Forse l’evento-simbolo di una partita di rugby, certamente il più conosciuto anche dai profani. Ad onta dell’apparente caos di corpi, la mischia è espressione di un coordinamento perfetto, risultato di lunghi ed estenuanti allenamenti. E’ il modo di riprendere il gioco, per esempio dopo un “avanti”. Otto giocatori, i più grossi e i più alti, si legano, al comando dell’arbitro che scandisce le fasi del violento impatto (pronti, tocco, pausa, ingaggio) per attutirne la pericolosità. Si forma così un corridoio tra i piedi delle due formazioni dove solo il pallone ha il coraggio di entrare. Viene infatti introdotto dal n. 9, il mediano di mischia, e accarezzato dai piedi dei giocatori uscirà dietro a uno dei raggruppamenti, pronto a riprendere vita dopo la brutta avventura.


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Ovale Rossoblù n.3  

Periodico del Rugby Bologna 1928

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