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Martedì 9 giugno 2009 - Edizione ore 16

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Anno I - n° 4 - € 0,50

Ora di punta

Elezioni. La Lega determinante per molti ribaltoni

di Ennio Simeone

Pdl, meglio le città

Il boomerang dei colonnelli A sentirli in tv hanno vinto tutti. Come al solito. Ma ci sono persino quelli che hanno vinto anche per conto terzi. Infatti, sull’onda dell’entusiasmo per i positivi risultati che arrivavano da alcune province e città, diversi esponenti del centrodestra hanno continuato (e continuano) ad inneggiare al “grande successo di Berlusconi”. Il quale, quando si vota per i Comuni, le Province e le Regioni, sostiene che sono faccende locali se il suo partito va male e che sono specchio dei suoi meriti se le cose vanno bene. Lo ha fatto anche questa volta. E i suoi colonnelli (in testa il mellifluo Bondi, seguito dai mastini di provenienza An come La Russa, Bocchino e Gasparri) hanno fedelmente applicato la regola. Lo scopo evidente è quello di tentare di oscurare il dato più importante e significativo di questa consultazione elettorale. Che è incontestabile: il Pdl nelle elezioni amministrative, dove era rappresentato da personalità locali e dove è stata spesso preponderante la presenza della Lega, è andato molto meglio che alle europee, dove le sue fortune erano legate alla scelta “un uomo solo al comando” in tutte le circoscrizioni. E dove il consenso si è fermato al 35 per cento, cioè 10 punti al di sotto dell’obiettivo plebiscitario che il Cavaliere si era assegnato e che sventolava quasi come acquisito. Sogni o sondaggi? Non importa. Comunque svaniti.

Risultati più positivi rispetto alle europee Ballottaggi a Milano, Bologna, Firenze, Bari Il 21 giugno ci sarà una tornata elettorale di notevole peso per i ballottaggi che si dovranno svolgere per eleggere i presidenti di province come quella di Milano o i sindaci di città come Firenze, Bologna, Bari, Cosenza, città governate fino a ieri dal centrosinistra, che non è riuscito a riconquistarle al primo turno perché anche in aree tradizionalmente di sinistra il Pdl e la Lega hanno guadagnato sensibilmente voti rispetto alle precedenti amministrative. Anzi nelle elezioni locali il centrodestra ha ottenuto risultati migliori che alle europee, dove era rapprentato in tutte le circoscrizioni dallo stesso capolista: Silvio Berlusconi. Quindi gli osservatori politici fannonotare che il prestigio del Cavaliere è in calo nell’elettorato di centrodestra. Alle pagine 2, 3, 4 e 5 i servizi di Stefano Clerici, Eloisa Covelli, Francesco Gro e Lorenzo Lombardi

Berlusconi a Bossi: referendum si cambia Servizio a pagina 2

SOTTOTRACCIA Ballottaggio a Firenze. Giovanni Galli concluderà un’altra carriera ai rigori. Idran

Truffa alla Sanità: 9 arresti a Roma I carabinieri di Roma hanno arrestato 9 persone con l'accusa di corruzione, falso e truffa al Servizio sanitario regionale del Lazio. L'indagine dei carabinieri ha fatto luce su un consolidato sistema di corruzione connesso alla gestione di appalti in al-

cuni ospedali romani. Tra gli arrestati anche il direttore amministrativo del presidio ospedaliero Santa Maria Addolorata, Franco Cerretti, che fa parte dell'azienda ospedaliera San Giovanni. Il servizio a pagina 7


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Elezioni amministrative

Comunali: esulta il Pdl Guardando i risultati, non c’è dubbio che al Pdl è andata meglio che nelle elezioni europee. Del resto, quando c’è da scegliere chi ti dovrà amministrare e non pronunciarsi invece in una specie di referendum pro o contro il Cavaliere, la gente è per forza di cose più propensa a preoccuparsi della sua vita quotidiana, oggi come non mai fatta di sacrifici e bisognosa di risposte concrete. Altro che di immagine o propaganda. Anche le amministrative confermano il boom della Lega che, oltre spopolare nelle sue zone tradizionali, comincia a estendersi verso il centro, incuneandosi perfino nel cuore delle “terre rosse” (a Reggio Emilia, dove ha vinto al primo turno il candidato di centrosinistra, il Carroccio è diventato il secondo partito). Ma diamo un’occhiata a quanto accaduto nelle principali città. Bologna Fino all’ultima scheda il candidato democratico Flavio Delbono ha sperato di farcela al primo turno, magari per un pugno di voti. Invece alla fine sarà costretto al ballottaggio con l’avversario del Pdl Alfredo Cazzola. Un ballottaggio che presenta parecchi rischi, perché il “terzo incomodo”, l’ex sindaco Giorgio Guazzaloca che con la sua lista civica ha raggiunto il 12,19%, è quasi certo appoggerà al secondo turno il candidato del Pdl. Insomma, una partita ancora da giocare e per il Pd anche un po’ in salita. Firenze Anche il giovane e “scoppiettante” Matteo Renzi, volto nuovo del Pd coltivava la speranza di sedersi fin da oggi sulla poltrona di primo cittadino. Ma i suoi consensi si sono fermati al 47,57% e tra 15 giorni se la dovrà vedere con il

Firenze, Bologna, Bari e altre città al ballottaggio. Il centrosinistra riconquista Perugia al primo turno. Pescara al Pdl. di Stefano Clerici

Berlusconi e Bossi, alleati in molte elezioni amministrative (foto internet).

Berlusconi e Bossi accordo anti-referendum Accordo tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi per il sostegno comune dei candidati del centrodestra che andranno ai ballotaggi alle amministrative e sulla opportunità di non appoggiare direttamente il sì al referendum del 21 giugno. È quanto è emerso dalla cena di lavoro tra il premier ed il senatùr ad Arcore alla quale hanno partecipato diversi esponenti del Pdl e del Carroccio, tra cui Roberto Calderoli, Roberto Maroni, Aldo Brancher e Maria Stella Gelmini. È stata anche confermata l'opportunità di una riforma del bicameralismo perfetto - ha reso noto il ministro per la semplificazione - e , succesivamente, della legge elettorale. «Una visione comune che rende, di conseguenza - ha aggiunto Calderoli- superfluo l'appoggio diretto al referendum». Intanto, Berlusconi e Bossi si spenderanno in prima persona per il sostegno dei candidati del centrodestra ai ballottaggi. Nel corso della cena è stata anche fatta una valutazione delle elezioni amministrative giudicate dal leader del Pdl e della Lega «sorprendenti» per il numero di amministrazioni conquistate. Non ci sarebbe stato nessun riferimento alle candidature per le regionali. Nessun via libera, inoltre, al sostegno dell'Udc al centrodestra ai ballottaggi. «Pdl e Lega - ha spiegato Calderoli - vanno bene da soli».

candidato del Pdl e Lega Giovanni Galli, volto anch’egli nuovo per la politica ma invece assai conosciuto nello sport (è stato, tra l’altro, il portiere del Milan, della Fiorentina e della Nazionale). Renzi ha giurato che non farà accordi di nessun tipo con chicchessia. Ma Quell’8,35 preso da Valdo Spini è un “tesoretto” indispensabile per mettersi al riparo da sgradite sorprese. Perugia In quest’altra roccaforte “rossa” il Pd ce l’ha fatto al primo turno. Wladimiro Boccoli ha toccato quota 52,93% contro il 37,74 del suo avversario Giuseppe Sbrenna. Un “respiro di sollievo” per il Pd che in gran parte dell’ Umbria ha conosciuto risultati non proprio esaltanti. Bari Anche qui è stata un’altalena. Michele Emiliano, sindaco uscente di centrosinistra, è stato lì lì per raggiungere il traguardo ma alla fine s’è fermato al 49,14% e il suo avversario di centrodestra, Simeone Di Cagno Abbrescia, gli è sotto di poco più di tre punti (è al 45,85). Da segnalare in questo voto il grande risultato ottenuto dalle liste civiche che appoggiava i due candidati (quasi il 15% quella per Emiliano e quasi il 12% quella per Di Cagno) Pescara Qui il Pd ha pagato pesantemente gli scandali politici che hanno colpito il sindaco uscente Luciano D’Alfonso. Il risultato è stato netto: il candidato pdl Luigi Albore Mascia è stato eletto al primo turno con il 54,5%, lasciando il suo avversario Marco Alessandrini (figlio del magistrato Emilio, ucciso dalle Br) a poco più del 37%.


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Elezioni amministrative

Il 21 miracolo a Milano? Due comuni e tre province strappati al centrosinistra, più quella di Monza dove si votava per la prima volta. La vittoria del centrodestra in Lombardia ha molto a che vedere con la travolgente avanzata della Lega, che in molte realtà raddoppia i voti. E forse non è una pura coincidenza che dove invece l’avanzata del Carroccio non è così esplosiva, il Pd si può giocare le ultime carte rimaste. E’ il caso della Provincia di Milano, dove l’ex forzista Guido Podestà ha fallito la vittoria secca per pochissimo (48.8%), ma anche di Cremona città, dove si andrà al ballottaggio.Vicenda a sé è invece quello di Pavia, dove il centrosinistra perde il governo cittadino dopo tredici anni anche a causa della spaccatura nella giunta uscente e per le di-

visioni a sinistra. Penati a caccia del terzo miracolo.Nel 2004 la vittoria di Filippo Penati alla presidenza della Provincia di Milano era stata una sorpresa. Fermatosi al 43% al primo turno dopo aver unito tutto il centrosinistra, era andato al ballottaggio contro una Ombretta Colli che poteva in teoria contare sul 52%, avendo ricevuto al secondo turno l’apparentamento con la Lega (8.7% al primo turno), pensionati e Bobo Craxi. Ma le divisioni nel centrodestra e la fronda dell’elettorato leghista verso la Colli aveva permesso il colpo a Penati, che si era imposto col 54%. Stavolta nel centrodestra l’avanzata della Lega (comunque più contenuta che altrove, 15%) è stata in parte compensata dal leggero arretramento del Pdl e soprattutto dal di-

stacco dell’Udc, che ha sfiorato da solo il 4%. Penati segue a ben dieci punti di distacco. Al ballottaggio per Penati la partita stavolta è più difficile, ma non impossibile: il presidente uscente, ex ds, è uno specialista in formidabili recuperi ai ballottaggi (gli era riuscito anche quando era stato eletto sindaco di Sesto S. Giovanni). Pavia, addio centrosinistra. Qui nemmeno la ridiscesa in campo di Andrea Albergati, il sindaco che nel 1996 aveva interrotto il breve regno della Lega, e che si era confermato nel 2000, ha frenato l'avanzata del centrodestra. Il nuovo sindaco, eletto al primo turno, è Alessandro Cattaneo, 29 anni, che come Albergati viene dalla presidenza di un Quartiere. Ma l’oltrepadano Abelli da solo non sarebbe probabilmente

riuscito ad aggiudicarsi la partita: determinante è stato l'apporto di Ettore Filippi, ex vicesindaco in quota Udeur, che con l'uscita sua e dei suoi fedelissimi aveva determinato la caduta della giunta di centrosinistra guidata da Piera Capitelli. Ma una mano il Pdl l'ha avuta anche dall'ex onorevole dell'Udeur Francesco Adenti, che nelle scorse amministrative si era presentato da solo e in questa tornata appoggiava Cattaneo. Così come l'Udc, fresco di un ottimo 5.2% alle europee. Le province voltano a destra. Anche Cremona, Lodi e Lecco passano al centrodestra.Determinante comunque il balzo della Lega, che in molti casi raddoppia i consensi. Scontate invece le conferme a Bergamo, Brescia e Sondrio. Lorenzo Lombardi

A Imperia il sindaco più amato E’ Paolo Strescino il sindaco più votato trai capoluoghi italiani andati alle urne questo weekend. Il giovane candidato sindaco di Imperia del Pdl è riuscito a convincere il 61,5 per cento dei suoi concittadini a votare per lui. Ottimo anche il risultato di Andrea Corsaro, sindaco uscente di Vercelli, che si è riconfermato primo cittadino con il 60,6 per cento dei voti. Ma vediamo da Nord a Sud come sono andate queste elezioni comunali. Nei tre capoluoghi piemontesi alle urne vince al primo turno il centrodestra (Biella, Verbania e Vercelli). A Padova si va al ballottaggio tra il sindaco uscente Flavio Zanonato (Pd) e Marco Marin del centrodestra. In Emilia, il centrosinistra non

ce la fa a vincere al primo turno a Bologna. Flavio Delbono si ferma a un 49,4 per cento, contro il 29,1 per cento di Alfredo Cazzola appoggiato dal Pdl. A fargli mancare il traguardo è soprattutto il candidato di Beppe Grillo, Giovanni Favia che, a sorpresa, porta a casa un discreto 3,3 per cento. Vanno al ballottaggio anche Ferrara e Forlì, dove i due candidati del centrosinistra, Gaetano Sateriale e Roberto Balzani prevalgono sugli altri. Mentre a Modena e Reggio Emilia vengono riconfermati i sindaci uscenti Giorgio Pighi e Graziano Delrio. Da sottolineare il risultato del leghista Angelo Alessandri che a Reggio Emilia arriva secondo, superando il candidato del Pdl Fabio Filippi.

Grande delusione per il giovane Matteo Renzi (Pd) che non è riuscito a strappare Firenze al primo turno. Firenze va così al ballottaggio assieme a Prato. A Livorno viene riconfermato il candidato di centrosinistra Alessandro Cosimi. Nelle Marche, Ancona e Ascoli Piceno vanno al ballottaggio, mentre a Pesaro viene riconfermato Luca Ceriscioli del Pd. In Umbria Perugia rimane al centrosinistra con il nuovo sindaco Wladimiro Boccali, mentre Terni va al ballottaggio con il candidato del centrosinistra Leopoldo Di Girolamo in netto vantaggio. A Pescara e Campobasso il centrodestra vince nettamente, strappando i due comuni al centrosinistra, con i sindaci

Luigi Albore Mascia e Luigi Di Bartolomeo. A Campobasso l’Idv e il Pd hanno corso da soli e il candidato dipietrista, secondo posizionato, ha preso il 18,3 per cento dei voti. Sostanziale parità ad Avellino tra Massimo Preziosi (Pdl) e Giuseppe Galasso (Pd) che vanno al ballottaggio. In Puglia, non ce la fa il sindaco uscente di centrosinistra, Michele Emiliano a conquistare Bari al primo turno, ma va al ballottaggio contro Simeone Di Cagno Abbrescia. Anche Brindisi, Foggia e Potenza vanno al secondo turno. Per finire, a Caltanissetta, va al ballottaggio Michele Campisi del Pdl contro Fiorella Falci (Pd). Eloisa Covelli


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Elezioni provinciali

Flessione Pd 15 province al centrodestra Si va al secondo turno a Milano, Torino Venezia. Il centrosinistra conserva le amministrazioni di Emilia, Toscana, Umbria e Basilicata, ballottaggi nelle Marche di Francesco Grò IN questa tornata di elezioni amministrative sono stati chiamati alle urne circa 35 milioni di elettori (pari al 70% dell'intero corpo elettorale). Al voto sono andate 62 province. Pdl e Lega avanzano da Nord a Sud, conquistando anche alcuni feudi del centrosinistra. Quindici province passano dal centrosinistra al centrodestra, mentre non si registrano "ribaltoni" in senso contrario. Addirittura anche in Umbria dove il centrosinistra si aggiundica entrambe le province, oltre al Comune di Perugia - e nelle Marche, dove il centrosinistra va al ballottaggio in forte vantaggio, il Pd perde il primato. Si va al secondo turno nelle province di Milano, Torino e Venezia, mentre il Pd conserva saldamente, già al primo turno le Province di Bologna e di Firenze. MILANO - Alla Provincia di Milano si va al ballottaggio tra il presidente uscente Filippo Penati, che ha ottenuto il 38,8% dei voti contro il 48,8% del candidato del Pdl Guido

Podestà. Penati è sostenuto da Pd, Idv e Sl. Podestà è sostenuto dal Pdl, Lega, Democrazia cristiana e Nuovo Psi. Prc-Pdci correvano da soli con Massimo Roberto Gatti, al 3,61%. Il centrodestra puntava a farcela al primo turno (cioè ad ottenere oltre il 50% dei voti) evitando il ballottaggio del 21 giugno: il secondo turno infatti potrebbe complicare molto le cose con la Lega, in quanto coincide con il referendum sulla legge elettorale che il Carroccio boicotterà invitando all'astensione. BOLOGNA - Per la Provincia, la presidente uscente Beatrice Draghetti (Pd) di area cattolica -- a scrutini ultimati -- ha vinto con il 57,26% contro il 33,14% di Enzo Raisi, deputato prima di An ora del Pdl, che è stato uno storico dirigente bolognese dell'Msi. FIRENZE - Per la presidenza della Provincia correvano sette candidati, ma come nelle previsioni Andrea Barducci, Pd, vicepresidente uscente dell'ente, che ha vinto le primarie, ha ottenuto il 55,47% dei voti. TORINO - A Torino si andrà

al ballottaggio per la Provincia, finora guidata da una giunta di centrosinistra. Il presidente uscente Antonino Saitta (Pd) ha riportato il 44,33% delle preferenze, mentre Claudia Porchietto, sostenuta da un cartello di centrodestra -- in cui, oltre a Pdl e Lega Nord, ci sono anche l'Mpa e la Destra -, si è fermata al 41,50%. Il candidato dell'Udc, l'ex sottosegretario alla Giustizia Michele Vietti, è al 4,56%. VENEZIA - Per la Provincia di Venezia, da molti anni in mano al centrosinistra, si va al secondo turno tra la sfidante di centrodestra,Francesca Zaccariotto, sostenuta da Pdl e Lega, al 48,37% dei consensi contro il 41,88% del presidente uscente Davide Zoggia (Pd). NAPOLI - Il Pdl strappa al centrosinistra subito, al primo tgurno, la Provincia di Napoli, dove Luigi Cesaro vince con il 58,28% dei voti contro il 35,18% dell'ex ministro Luigi Nicolais del Pd. Si votava nella provincia partenopea dopo il terremoto provocato dalla crisi dei rifiuti e il suo corollario di inchieste giudiziarie. Come a Milano, Prc-Pdci correvano da soli con Tommaso Sodano, fermo al 3,21%. BARI - Nel capoluogo pugliese per la Provincia il presidente uscente, Vincenzo Divella (Pd), si è fermato al 44,23% mentre

lo sfidante del Pdl Francesco Schittulli, oncologo e presidente nazionale della Lega italiana per la lotta contro i tumori, ha vinto con il 50,52%. PERUGIA - Per la Provincia, Marco Vinicio Guasticchi (Pd, Idv, Rif.Com. Sinistra e libertà) si impone con il 52,89% dei voti, contro il 36,28% di Franco Asciutti (Pdl e Lega). COSENZA. Campagna elettorale combattuta tra Mario Oliverio candidato del centrosinistra e sostenuto da 15 liste che va al ballottaggio contro Pino Gentile del Pdl. CROTONE. Situazione complicata per il centrosinistra dove si era presentato spaccato. Comunque, vanno al ballottaggio Ubaldo Schifino e Stanislao Zurlo. POTENZA e MATERA confermano la connotazione della Basilicata come regione “rossa” (come si diceva una volta) del Sud, con una tradizione di buona amministrazione della cosa pubblica nonostante le inchieste di Woodcok. L’elettorato assegna la vittoria al centrosinistra al primo turno: Piero Lacorazza e Francesco Stella hanno sconfitto i candidati del Pdl. TARANTO. Ballottaggio per le provinciali tra Domenico Rana del Pdl e Giovanni Florido del raggruppamento del centrosinistra.


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Elezioni europee

A 81 anni ritorna De Mita C’è di tutto, giornalisti, annunciatrici Tv, magistrati e parenti di vittime della mafia. Questo è il quadro che è venuto fuori dai risultati delle elezioni europee che vedrà l’Italia rappresentata da 72 parlamentari. Tante le sorprese, diversi i clamorosi ritorni. Ma c’è anche chi aspirava a una poltrona dello scranno europeo ed è rimasto con un pugno di mosche in mano. Una breve premessa: dato che Silvio Berlusconi è risultato eletto in tutte le circoscrizioni, al suo posto entreranno nella compagine in partenza per Strasburgo i 5 primi non eletti del Pdl in ciascuna circoscrizione. Con loro anche il primo dei non eletti Pdl nella circoscrizione che ha portato a Strasburgo il ministro Ignazio La Russa. Analogo discorso vale per la Lega Nord, che ha visto il segretario Umberto Bossi primeggiare in 3 circoscrizioni (libererà quindi 3 posti) e per l’Idv. Antonio Di Pietro, infatti, è stato eletto in 3 circoscrizioni e Luigi De Magistris in quattro. Partiamo allora con le novità. L’ex pm scomodo Aveva promesso che se non fosse stato eletto avrebbe lasciato la magistratura. Un pegno che Luigi De Magistris, candidato di Italia dei Valori, ex magistrato della procura di Catanzaro famoso per l’inchiesta “Why not” che ha scombussolato mezzo mondo politico nazionale, non dovrà pagare, visto che è stato uno dei candidati che ha ricevuto più voti in assoluto. Circa 500 mila i consensi raggiunti nella circoscrizione meridionale. Altro asso pigliatutto è stato l’ex bel volto del Tg1 Davide Sassoli del Pd che ha superato anche lui i 500 mila voti. Clamoroso rientro Ha 81 anni e uno spirito indomito. Ciriaco De Mita sembrava

A Strasburgo ritorna il vecchio leader dc Valanga di voti per De Magistris e Barbara Matera. Fuori l’erede dei Savoia e Rivera di Luigi Fiorentini

Ciriaco De Mita. In basso: Emanuele Filiberto

scomparso dalla scena politica italiana e invece si è guadagnato il suo posto di parlamentare europeo candidato dell’Udc. Ceppaloni non tradisce Fatto cadere il governo Prodi, erano in molti a dire che Clemente Mastella avrebbe chiuso con la politica. Invece, fatto il salto del fosso e passato con il Pdl, il signore dell’Udeur rappresenterà Ceppaloni e l’Italia in Europa. Bene Cofferati del Pd. In Sicilia, invece, da sottolineare l’elezione di Sonia Alfano, per Idv, ex candidata alla presidenza della regione sicilia per la lista Beppe Grillo nel 2008, figlia del giornalista ucciso dalla mafia. Un altro giornalista che ha avuto un notevole successo è Magdi Cristiano Allam.. Infine, era scontata l’elezione dell’ex annunciatrice Barbara Matera La candidata Pdl alle europee nella circoscrizione Sud ha dichiarato: “Non conosco ancora il numero esatto delle preferenze ma certamente sono stata eletta e questo per me è un enorme successo. So che in Puglia, la mia regione, ho avuto circa 40mila voti e questo significa che la mia gente ha apprezzato la candidatura di una donna, giovane e del Sud". Esclusi eccellenti Primo fra tutti il rampollo di casa Savoia, Emanuele Filiberto che nelle file dell’Udc sperava di trovare posto a tra i parlamentari europei. Niente da fare anche per Gianni Rivera. Caso particolare in Calabria dove era candidato nelle fila del Pdl, Giacomo Mancini jr. Non sono bastati i 60 mila voti raccolti nella circoscrizione sud per farlo eleggere. Si diceva caso particolare perchè a dicembre Mancini aveva lasciato il centrosinistra per approdare alla corte del Cavaliere. Ma non gli è bastato per arrivare a Strasburgo.


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Bloccato l’accordo

Fiat-Chrysler, stop dai giudici Usa La Corte Suprema degli Stati Uniti ha bloccato l'accordo FiatChrysler in attesa dell'udienza sul ricorso presentato da tre fondi pensioni dell'Indiana. La decisione è arrivata alla ore 22 di ieri. I tre fondi pensione sostengono due tesi: la prima che l'accordo violi la legge fallimentare, la seconda che il governo non possa utilizzare i fondi del Tarp (programma di finanziamento pubblico del sistema finanziario) per aiutare il settore dell'auto.Il

rinvio dell'operazione FiatChrysler, con il quale il Lingotto salirebbe inizialmente al 20% della casa automobilistica Usa' è stato disposto dall'Alta corte ''fino a nuovo ordine di questo giudice o della Corte. Fiat ha diritto di ritirarsi dall'accordo entro il 15 giugno. Insomma, un duro colpo per la casa automobilistica torinese che fa seguito alla vicenda dell’Opel, che in un primo momento era data per cosa fatta.

Sfrattato perché aveva stuprato la badante

“David Carradine ucciso da una setta segreta” La verità della famiglia

Nell'appartamento assegnatogli dal Comune di Sesto San Giovanni aveva stuprato la badante ucraina. E il sindaco, Giorgio Oldrini, l'aveva sfrattato per "uso improprio dell'abitazione". L'uomo ha presentato ricorso, ma il Tar ha dato ragione all'amministrazione comunale: secondo il tribunale amministrativo, infatti, è giusto revocare l'assegnazione della casa a chi la usa per scopi illeciti

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Direttore responsabile: Ennio Simeone Redazione e stampa: via Carciano 45, 00131 Roma tel. 06 4131710 - Fax 06 41299020 redazione@altroquotidiano.it Editrice: GECEM (Gestione Cooperativa Editoria Multimediale) - Presidente: Stefano Clerici Sede legale: via Aldo Sandulli 45, Roma Autorizzazione del Tribunale Roma n. 343/08 del 18 settembre 2008 Partita Iva 09937731009

Afghanistan, attaccati parà della Folgore Una pattuglia motorizzata del 186' reggimento Paracadutisti 'Folgore' che stava conducendo un'attivita' di controllo del territorio e' stata attaccata da un gruppo di ribelli con armi leggere e colpi di rpg nei pressi della base italiana nella valle di Musahi, circa 30 km a sud della capitale afghana. I paracadutisti hanno reagito all'attacco e neutralizzato la minaccia. Già nei giorni scorsi i militari italiani erano stati attaccati da alcuni ribelli.

Continua il giallo sulla morte del 72enne attore americano David Carradine, star della serie tv anni Settanta "Kung Fu" e del film cult "Kill Bill", trovato morto il 4 giugno in un albergo di Bangkok con una corda attorno al collo e un'altra attorno al suo organo sessuale, legate insieme e attaccate al guardaroba. Pare però che sia stato un omicidio delle sette segrete di arti marziali, sulle quali il divo del cinemo indagava da tempo. Lo ha detto l'avvocato della famiglia, Mark Keragos, intervenendo alla nota trasmissione americana Larry King Live chat show. "David era molto interessato a indagare sulle società segrete di arti marziali - ha detto il legale, citato dal tabloid britannico The Sun - Per questo se si hanno dei sospetti è la prima aerea in cui bisogna indagare". La famiglia dell'attore ha già chiesto l'intervento dell'Fbi nelle indagini sulla sua morte.

Immigrazione clandestina Arresti in Italia e all’estero Una maxi operazione della polizia di Stato in 16 città italiane è stata effettuata con decine di arresti, disposti su richiesta della Procura della Repubblica di Venezia, che ha coordinato le indagini, mentre altri arresti sono stati effettuati all'estero in esecuzione di mandati di cattura europei. L’operazione denominata "Ticket to ride", ha consentito di disarticolare un'organizzazione criminale transnazionale dedita al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina dal Kurdistan-iracheno verso l'Europa. L'operazione dall'Italia si estende a Francia, Inghilterra, Germania, Belgio, Svizzera, Grecia e Svezia. Secondo gli inquirenti, sono migliaia i clandestini curdo-iracheni introdotti in Europa negli ultimi tre anni dall'organizzazione criminale sgominata oggi. Si tratta di persone che sono arrivate dal Medioriente con i mezzi più disparati e costrette a lavorare chissà dove.


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Truffa alla sanità Nove arresti

Genitori denunciano pusher dei figli

Adescava bambini all’ingresso delle scuole

Nel corso della nottata i carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno arrestato 9 persone in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa per corruzione, falso ideologico e truffa ai danni del Servizio Sanitario Regionale. Tra gli arrestati figurano dirigenti e funzionari della sanità pubblica, nonché imprenditori titolari di appalti con la pubblica amministrazione. L'indagine, spiegano i carabinieri, ha fatto luce su un consolidato sistema di corruttele connesse con la gestione di appalti presso alcuni ospedali romani con danni ingenti per le casse della sanità regionale. Secondo gli inquirenti, ammonta a circa 5 milioni di euro il denaro sottratto al sistema sanitario regionale dai 9 arrestati. A tirare le fila della truffa, secondo l’accusa, era il diret-

Stanchi e preoccupati per i propri figli, caduti nella spirale della droga, un gruppo di genitori ha deciso di rivolgersi ai Carabinieri che, dopo mesi di indagini, sono arrivati all'operazione che all'alba di oggi ha portato all'esecuzione di sei arresti a Trabia, piccolo centro della provincia di Palermo. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del Tribunale di Termini Imerese nei confronti di altrettanti soggetti responsabili di reati contro il patrimonio e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso. Cuore dello spaccio di hashish, marijuana e cocaina era la piazza principale di Trabia, denominata comunemente «Favarella» dai residenti. L'operazione ha portato anche all'iscrizione nel registro degli indagati di 15 persone e 100 segnalati come assuntori di sostanze stupefacenti.

Un uomo di 60 anni, originario di Rosarno (Reggio Calabria), è stato arrestato dai carabinieri a Fiumefreddo Bruzio con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di minori di 14 anni. Il presunto pedofilo, arrestato dai militari della Compagnia di Gioia Tauro (Reggio Calabria), avrebbe adescato numerosi bambini all'esterno di scuole primarie e di centri di aggregazione giovanile, tra cui oratori, con la promessa di giocare sulla spiaggia o in altri luoghi appartati con animali esotici come camaleonti. Gli abusi sui minori si sarebbero consumati tra settembre e dicembre dello scorso anno. L'uomo era ricercato dallo scorso mese di maggio. Le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, proseguono per individuare eventuali favoreggiatori.

tore amministrativo del presidio ospedaliero Santa Maria Addolorata (che fa parte dell'azienda ospedaliera S.Giovanni), Franco Cerretti, 70 anni. In combutta con l'imprenditore Ferdinando Morabito, anche lui arrestato, titolare di aziende operante nei settori della ristorazione e della lavanderia, avrebbe messo in piedi un complesso sistema che gonfiava i numeri dei degenti ricoverati per ottenere più soldi dalle casse della Regione Lazio. Per favorire l'imprenditore amico, Cerretti avrebbe imposto tangenti da centinaia di migliaia di euro. Tra gli arrestati figurano anche la figlia di Cerretti, Francesca, accusata di favoreggiamento, un altro imprenditore, Emilio Innocenzi, e Francesco Pacilio dell'ufficio tecnico dell'Asl Roma C. (Ansa)

Bergamo

Trieste

Cerca sesso virtuale ma viene ricattato

Lei molesta lui con sms e viene ammonita

Cerca sesso virtuale ma si ritrova con le sue stesse immagini registrate on line e una minacciosa richiesta di soldi. È successo a Bergamo dove i carabinieri della Compagnia di Treviglio hanno denunciato un ragazzo di 21 anni per estorsione e frode informatica. La vittima, un ragazzo bergamasco di 24 anni, cercava sesso virtuale sul web e ha risposto a un annuncio hard fatto da una sedicente bergamasca di nome Virginia. La finta ragazza lo ha invitato a connettersi con la sua webcam chiedendogli di farle

Già condannata per minacce nei confronti di un uomo, una donna di 35 anni di Trieste ha tentato di riavvicinarsi inviandogli ripetutamente sms, ma è stata «ammonita» dal Questore in base alla legge sullo stalking. Nel provvedimento notificato ieri dal Questore del capoluogo giuliano, Francesco Zonno, la donna viene invitata a smettere atti di molestia e disturbo verso la vittima, un suo coetaneo conosciuto per motivi di lavoro, che aveva presentato un'istanza così come

vedere delle immagini osé, con la promessa di inviargli, subito dopo, un suo filmato a luci rosse. Il bergamasco c'è cascato. Il filmato inviatogli da “Virginia” non conteneva altro che le immagini che poco prima la webcam aveva ripreso, ovvero le sue. Al filmato è stata anche allegata una richiesta estorsiva: due codici di ricariche telefoniche da 15 Euro, pena la diffusione delle immagini hard sul web. I carabinieri hanno scoperto la finta Virginia e hanno sequestrato tutti i suoi computer.

previsto dalla nuova legge. La donna è già stata condannata dal Tribunale di Trieste per tre episodi di violenza privata e minacce, avvenuti tra il 2003 e il 2007 nei confronti dello stesso uomo. Alla fine di maggio ha riprovato a mettersi in contatto con lui, inviandogli alcuni messaggini. Se l'ammonimento verrà violato, la molestatrice potrebbe subire una condanna fino a quattro anni di carcere e la Polizia potrà procedere anche in mancanza di querela. (ANSA).


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la Repubblica

Il silenzio di Berlusconi L’onda lunga di destra che spazza il Paese si è arrestata domenica sera, quando si sono aperte le urne del voto europeo. [...] In un giorno, quella macchina da guerra si è arrestata, nel momento esatto in cui il leader chiedeva e profetizzava il potere assoluto, con il 45 per cento dei voti per sé e l’alleanza con la Lega oltre il 50. [...] Tutto questo non è avvenuto. Ecco perché il Cavaliere tace da due giorni, nonostante nello spoglio delle amministrative, ieri, l’onda si stia richiudendo, con la destra che porta via pezzi interi di Nord trainata dal boom della Lega, conquista Napoli, si incunea nelle regioni rosse, con un Pd in calo ovunque e fortemente indebolito. (dall’editoriale  di Ezio Mauro)

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Le opinioni degli altri

Amministrative successo a destra LA STAMPA

La paura e la protesta Paura e protesta. Il risultato complessivo del week-end elettorale tra le europee e la parziale tornata amministrativa ha sostanzialmente fatto emergere questi due sentimenti tra gli italiani. Al di là del giudizio per le provinciali e comunali, che sarà possibile formulare compiutamente solo dopo i ballottaggi, il sistema con il quale si è votato ha agevolato l’espressione libera, senza i condizionamenti di un governo nazionale da eleggere, degli stati d’animo più profondi dei cittadini in questo momento. Si è radicalizzata, così, la spinta centrifuga verso la Lega, da una parte, e verso Di Pietro, dall’altra, all’interno di una spaccatura così profonda nell’elettorato che non consente travasi di voti tra i due schieramenti. [...] (dall’editoriale di Luigi La Spina)

Ora si parli delle riforme Come leggere il test elettorale del 6-7 giugno? [...] Ci si può anche fermare al primo dato, sicuramente non banale: non siamo un Paese che ama il bipartitismo. Però vale la pena di chiedersi perché, di cercare di cogliere qualche segnale più profondo, che vada al di là delle percentuali raggiunte dai partiti. Francamente ci sembra che il senso profondo di elezioni che hanno registrato un certo “disincanto” di una parte almeno dell’elettorato tanto verso Berlusconi quanto verso il Pd sia nella domanda di una accelerazione delle riforme. Se ci si pensa, è proprio di riforme che in queste elezioni si è parlato molto poco, quasi per nulla. [...] (dal commento  di Paolo Pombeni)

il Giornale

CORRIERE DELLA SERA

Non dice il vero il raffronto coi sondaggi della vigilia

Una consultazione anomala

Non è vero che la politica italiana non cambia mai. Prendiamo la valutazione del voto. Una volta ogni partito la faceva raffrontando i numeri con il passato. Ricordiamo le facce dei segretari dei partiti della Prima Repubblica. A scrutinio ultimato, comparivano in tv snocciolando precedenti consolanti. Anche chi aveva preso scoppole del quattro o cinque per cento riusciva a cantare vittoria: c’era sempre un’elezione politica, regionale, provinciale, comunale o circoscrizionale di qualche anno prima in cui erano andati peggio. In casi estremi si ricorreva alle condominiali: allo stabile di via dell’Indipendenza abbiamo recuperato lo 0,3 per cento. Adesso il raffronto non lo si fa più con il passato: lo si fa con le previsioni. C’è sempre qualche son-

daggio che permette di festeggiare: noi siamo andati meglio di quanto prevedeva l’istituto tale, i nostri avversari peggio di quanto aveva ipotizzato il tal altro istituto. Questo è il grande cambiamento della nostra politica. L’unica cosa che non cambia mai è che la realtà non conta nulla, e che tutti possono sempre dire di avere vinto. È l’effetto di un Paese dove, da un pezzo, l’immagine conta più della sostanza. Anche la matematica ha smesso di essere una scienza esatta, i numeri sono una convenzione o peggio ancora un’illusione. [...] Il voto percepito [...] ci ha detto che «il Pd tiene e Berlusconi si ferma», come ha titolato in prima pagina l’Unità. [...] (dal  corsivo  di  Michele Brambilla)

Per aiutare i lettori ad orientarsi, di fronte ai risultati di questa tornata di elezioni, occorre prima di tutto rammentare che europee e amministrative sono fra loro diversissime. Dal punto di vista della politica interna italiana (tralascio qui gli aspetti che riguardano la composizione del Parlamento europeo) le elezioni europee sono un evento più mediatico che di sostanza. Hanno a che fare con questioni di «immagine», non con gli equilibri politici. In termini di immagine è vero che Berlusconi non ha raggiunto l’obiettivo dello «sfondamento» elettorale. Però, attenzione a non scambiare ciò per l’inizio di un declino politico. La verità è che il Popolo della Libertà, persino in elezioni «bizzarre» e anomale come quelle europee (con la loro alta astensione), mantiene sostanzialmente i suoi

consensi e supera largamente il centrosinistra. E ciò accade nonostante si tratti del principale partito di governo che, in quanto tale, opera in una situazione di grave crisi economica. E che deve fronteggiare l’ascesa della Lega. Il partito di Berlusconi, in realtà, segue un trend che è generale in Europa e che vede le forze di centrodestra prevalere nettamente su quelle di centrosinistra. La conferma viene dal voto più importante ai fini della dinamica politica interna, le amministrative. Qui si sta realizzando un netto successo del centrodestra e del suo leader Berlusconi, ottenuto in elezioni che tradizionalmente avvantaggiavano il centrosinistra. Persino nella «rossa» Firenze il Pd riesce a strappare solo un ballottaggio al Comune [...]. (dall’editoriale di Angelo Panebianco)


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Amministrative, successo a destra

CORRIERE DELLA SERA

Cadono anche alcuni feudi storici dell’Italia di Prodi Per una manciata di ore, la battuta d’arresto del Pdl ha velato la sconfitta del centrosinistra alle europee. Le attese di un’affermazione clamorosa del governo, alimentate da Silvio Berlusconi, hanno permesso al partito di Dario Franceschini di additare lo scarto fra quelle ambizioni e la realtà. La soglia psicologica del 40 per cento dei voti, mancata ampiamente dal presidente del Consiglio, ha nascosto quella che sotto voce il Pd si era riproposto di raggiungere: fra il 27 ed il 28, comunque ben sotto il 33,2 del 2008. Non solo: il panorama di macerie offerto da gran parte della sinistra europea ha contribuito al sollievo del Pd, deciso ad accreditarsi come uno dei grandi superstiti del 6 e 7 giugno. E da questo punto di vista lo è. Ma il calo dei suoi consensi, non

la Repubblica

Romano Prodi

compensato del tutto dal successo dell’Idv di Antonio Di Pietro, sta emergendo nelle sue dimensioni reali. A renderlo vistoso è la geografia politica che lentamente affiora dalle amministrative celebrate insieme alle

europee: un quadro a dir poco in chiaroscuro, tale da ridimensionare gli entusiasmi sulla tenuta del progetto del Pd. I primi risultati trasmettono l’immagine di una ragnatela di interessi e nomenklature locali,

CORRIERE DELLA SERA

nella quale non esistono più rendite di posizione: per il fronte berlusconiano, ma soprattutto per i suoi avversari che detenevano da decenni il potere in alcune zone del Paese. Oltre tutto, il centrosinistra partiva da posizioni di forza, che dopo cinque anni appaiono intaccate; ed accentuano la sensazione di uno smottamento progressivo nelle giunte. Alcuni dei feudi governati storicamente dall’Unione prodiana mostrano smagliature. Il richiamo di quello che la Lega ha definito «laburismo padano» spiega come mai il centrodestra si infiltri in Emilia Romagna e Toscana, conquistando consensi in classi sociali finora monopolio della sinistra. [...] (dalla “nota”  di Massimo Franco)

il Giornale

Il premier e gli ex di An

Quella maratona televisiva con gli elettori come mostri

Rivalutare Caporetto

“Per il governo non cambia niente. Con la Lega una soluzione la troveremo. Ma i problemi sono altri e vengono dall’estero...”. Berlusconi ha bacchettato il partito che “non mi ha aiutato”, ha gelato i “colonnelli” di An e Gianfranco Fini che “pensano di scaricare su di me ogni colpa” e ha tranquillizzato Umberto Bossi. Non si aspettava un verdetto “severo” dalle urne. Ma con il suo staff è partito all’attacco: “Ho fatto tutto io, mi hanno lasciato solo. [...] E ora si lamentano pure”. Una delusione che non riguarda solo il mancato raggiungimento degli obiettivi annunciati. L’inquilino di Palazzo Chigi, infatti, teme che lo stop di domenica vada oltre il meno 2,2%. [...] (dal “retroscena  di Claudio Tito)

Succede sempre così: dopo il responso elettorale, che dovrebbe almeno offrire numeri certi, inizia il profluvio incerto dei commenti. Ed è un fiume in piena che travolge ogni umana resistenza, una sorta di tracotanza comunicativa, di neodispotismo televisivo che contraddistingue vincitori e vinti: non conta più la verità, conta solo l’arte del battagliare a parole. Da Vespa come da Piroso, sul satellite come sulle reti generaliste. Ad esempio, le 26 ore di maratona elettorale approntate da SkyTg24 hanno rappresentato certamente un grande sforzo d’informazione, un tentativo virtuoso di capire cos’è successo dentro e fuori l’urna, ma ci hanno anche restituito la figura dell’elettore come nuovo mostro. Lo spettatore tipo è un «obeso», un

Se questa è una vittoria, beh, anche Caporetto allora dev’essere rivalutata. Abbiamo passato una notte e un giorno ad ascoltare le grida di giubilo degli esponenti Pd, che festeggiavano con sbronze di parole quel -7 per cento ottenuto alle europee rispetto alle politiche di un anno fa (contenti loro), ed eravamo lì ammirati dalla loro superproduzione di faccia tosta con cui in tutti i talk show trasformavano impunemente una sconfitta reale in una vittoria virtuale, quando all’improvviso sono arrivati i primi dati delle amministrative, che nella loro cruda concretezza, hanno riportato tutti con i piedi per terra. Anzi, per quanto riguarda il Pd, anche un po’ sottoterra.a. Il dato è già certo: 17 a zero, prendi e porta a casa. [...] (dall’editoriale di Mario Giordano)

cittadino che passa ore e ore davanti allo schermo, si intontisce di parole e di scambi verbali, immagazzina tutto senza più l’obbligo di selezionare, annienta nella chiacchiera non solo la dialettica politica ma ogni capacità di immaginarsi un futuro diverso. Tutta colpa del video o colpa invece di un sistema politico che usa elezioni e i programmi elettorali solo per legittimarsi? Colpa dello scontro politico che ha ridotto ormai il confronto a un eterno talk show (quest’anno in versione trash, sotto il segno di Noemi) o colpa invece dei politici la cui statura è appunto quella dei personaggi dei talk show? L’aspetto più singolare di un programma come «Porta a porta» è che non succede nulla. [...] (dal  commento di Aldo Grasso)


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Chi è allarmato e chi no

Europa a destra

il Giornale

Il socialismo battuto in tutto il continente: che batosta L'Europa si sveglia con la batosta socialista. Gli exit poll, e in qualche caso i voti reali, dicono che il crollo dei partiti socialdemocratici è uniforme in quasi tutto il Vecchio continente. Fa eccezione solo la Grecia dove il Pasok di Andreas Papandreou riesce a battere il partito di governo. In Francia la rinascita socialista non solo non c'è stata ma il partito guidato da Martine Aubry (nella foto) viene ridotto a poco più del 16%. Largamente scontata era la débâcle di Gordon Brown in Gran Bretagna. In Germania la Spd si ferma al 21,5%, tredici punti in meno delle precedenti elezioni legislative. In Austria i socialisti perdono il 10% dei suffragi e scendono al 23%. Sconfitta la socialdemocrazia danese. In Olanda i so-

Gordon Brown: il premier laburista ha subito una cocente débacle in queste europee

cialisti sono al 12,2% contro il 23,6 del 2004. Sconfitta drammatica anche in Ungheria. Clamoroso anche l’insuccesso in Spagna dei socialisti di Zapatero. In poco più di un decennio la socialdemocrazia europea perde colpi nell'Europa del Sud, in quella centrale e nelle

roccaforti scandinave. Vincono i partiti conservatori, rimasti unico argine alla crescita, impressionante in Austria e Olanda, dei partiti della destra xenofoba. Dopo la fine del «grande sogno» del comunismo riformato di Gorbaciov, ora tocca al «grande sogno» della socialdemocrazia

rinnovata. In quasi nessun Paese europeo il crollo dei partiti socialisti avviene a vantaggio di altre formazioni radical. È l'intera sinistra ad uscire drammaticamente ridimensionata dopo questa tornata elettorale segnata da un astensionismo senza precedenti.Colpiscono in questo panorama tre risultati. Il New Labour di Tony Blair è ormai un ricordo. Il più audace tentativo di rinnovare la cultura politica della sinistra si è infranta dopo un quindicennio e sotto i colpi della crisi. Il Labour oggi è un partito ridotto ai minimi termini, con un leader più impopolare dell'ultimo Prodi e incapace, a differenza del Professore, di mollare la scena. [...] (dal commento  di Peppino Caldarola)

la stampa

Una sinistra che non sa più adattarsi La constatazione più desolata di questo voto europeo dominato dalle destre viene da Jack Lang, socialista francese di lungo corso: «Il partito socialista non sa più dar voce alla speranza». È una constatazione diretta al grande partito che fu di Mitterrand, ma si può estendere a tutta Europa: in Germania l’Spd non approfitta delle difficoltà di Frau Merkel, in Spagna l’ultimo socialista vincente José Luis Zapatero viene per la prima volta battuto dai popolari eredi di Aznar, in Gran Bretagna Gordon Brown sprofonda in un incubo shakespeariano. In Italia le cose vanno come sappiamo e in questo momento il Pd non è in grado di contendere la leadership a Berlusconi. Naturalmente non va dimenticato che l’affluenza è stata la più bassa da quando si elegge il Parlamento europeo a suffragio universale: 43% circa, sei punti in meno rispetto al 2004. Il record, a parte piccoli Paesi come Malta, sarà probabilmente italiano con una partecipazione di poco superiore al 50%. Un dato che non riuscirà comunque a ribaltare la fama dei nostri europarlamentari, oggetto di pesanti ironie a Bruxelles e dintorni dove

sono risultati i più pagati, i più distratti e i meno assidui. I «fainéants de Strasbourg», i fannulloni di Strasburgo, titolava ieri Le Figaro. Dunque elettori italiani meglio degli eletti: ma non è una novità. Ma il segno politico generale, più ancora della vittoria delle destre, è l’eclisse dell’orizzonte politico socialista-laburista. La fotografia di Lionel Jospin, primo ministro francese, Gerhard Schroeder, cancelliere tedesco, Göran Person, capo del governo svedese, che accoglievano Tony Blair fresco vincitore a Londra sembra appartenere a un’altra epoca. Eppure era il giugno 1997, congresso del partito socialista europeo di Malmoe. La sinistra era al governo in undici paesi su quindici dell’Unione Europea, in Italia a Palazzo Chigi c’era Romano Prodi. Cos’è accaduto? Ogni paese ha la sua storia, in Italia c’è il fenomeno Berlusconi, in Francia è spuntato un gollista che viene da lontano ma che ha saputo indossare una maschera di novità come Nicolas Sarkozy, in Germania Angela Merkel ha finalmente unito politicamente Est e Ovest. [...] ( dall’articolo di Cesare Martinetti)

E le astensioni sono in aumento L’aumento dell’astensionismo al voto per il Parlamento europeo, se non la sua misura, era stato previsto e lo avevamo già segnalato su queste colonne. A prescindere dal distacco dalla politica che non è fenomeno italiano ma europeo e che sembra corrispondere più ad un trend storico che a ragioni contingenti, sarebbe stato difficile ipotizzare una più ampia partecipazione, quando dell’Europa e del suo Parlamento non si è parlato nel corso di una campagna elettorale, che in Italia come altrove, si è quasi esclusivamente focalizzata sul giudizio sui governi e sui suoi leaders. È stato così in Gran Bretagna, nei confronti del premier Gordon Brown, più che in un conflitto tra i partiti in uno scontro tra le varie anime del partito Laburista e in Francia dove i socialisti hanno trasformato il voto in un referendum contro il presidente Sarkozy in anticipazione delle presidenziali del 2012. [...] (dall’editoriale di Giuseppe Mammarella)


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la stampa

Lo intervistò a 14 anni “E Lennon mi ha cambiato” Jerry Levitan aveva 14 anni e stava facendo la doccia, la sera del 25 maggio 1969, quando alla radio sentì che John Lennon e Yoko Ono erano stati visti all’aeroporto di Toronto, la sua città. Si asciugò al volo e si precipitò a telefonare ai migliori alberghi. «Posso parlare con John Lennon?», chiedeva. Quando il centralinista del King Edward gli sbatté giù il microfono, capì che il suo idolo doveva stare lì All’alba del giorno dopo, armato di sacca a tracolla con registratore, microfono, macchina superotto di suo fratello Steve, blocco e penna, si avventurò all’ultimo piano dell’albergo. In fondo al corridoio davanti alla camera 869 c’era una bambina stesa a pancia sotto a disegnare. Era Kyoko, cinque anni, figlia di Yoko Ono e del regista americano Tony Cox. Fece un respiro profondo e bussò. «Canadian News», mentì a chi gli aprì. Dopo un solo secondo si trovò seduto a un metro da John Lennon e sua moglie. Pantaloni e camicia bianca lui, maglia nera e pantaloni bianchi lei, rispondevano alle domande di pochi reporter locali e annunciavano la settimana di «bed-in» per la pace che avrebbero fatto poco dopo a Montreal. Per darsi un atteggiamento Jerry tirò fuori la macchina fotografica. «Non sapevo nemmeno se c’era dentro il rullino», racconta. Ma cominciò a scattare. John si toccava la barba, poi i piedi, lei gli sedeva amorosa accanto. Quando si alzarono per andarsene, Jerry tirò fuori dalla sacca Two Virgins, l’ultimo disco con John e Yoko nudi in copertina. Per la prima volta il suo eroe gli rivolse la parola: «Come hai fatto ad averlo? Credevo fossero stati sequestrati tutti», e glielo dedicò «To Jerry Love & Peace Man». Mentre gli altri uscirono dalla suite, Jerry perse tempo a

mettere a posto le sue cose. E quando rimase da solo con Lennon prese il coraggio a quattro mani e gli chiese: «Posso tornare a intervistarla sull’amore, la pace, la guerra e fare sentire poi l’intervista ai miei compagni di scuola?». A John e Yoko l’idea sembrò straordinaria. Il ragazzo uscì dal King Edward volando. Il resto è nel libro (con cd dell’intervista del ‘69) che Jerry Levitan ha scritto 40 anni dopo, e che uscirà a giorni negli Stati Uniti e in Canada per Harper Collins. I met the Walrus («Ho incontrato il tricheco», dal titolo di una canzone del ‘67 dei Beatles, composta da Lennon) è il racconto di come la vita di un quattordicenne può cambiare da un giorno all’altro con un incontro. «Lennon fu generoso a dare tempo e attenzione a un ragazzo come me», dice Jerry Levitan, che oggi fa l’avvocato. «Era un segno di rispetto per gli esseri umani». In che senso quell’episodio le ha cambiato la vita? «Se sono riuscito a fare quello che molti sognavano, vale a dire incontrare il mio eroe, intervistarlo, vuol dire che posso fare tutto quello che decido, pensavo. Così cominciai anche a studiare di più, ad andare meglio a scuola, insomma ad avere più fiducia in me stesso». Cosa la colpì durante l’intervista? «Era l’epoca delle proteste sul Vietnam, ma io non ero un attivista. Lui me ne parlò come avrebbe fatto uno zio. Non usava teorie pacifiste, ma semplici fatti». Per esempio? «Se diventi un ribelle vieni schiacciato, se distruggi devi poi ricostruire. Devi usare l’immaginazione nella tua vita di tutti i giorni, mi diceva, perché c’è un modo più intelligente di usare il sistema per fini positivi e non per aggredire». (dall’intervista  di Fiamma Arditi)

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La migliore del giorno

Maramotti sull’Unità

il Giornale

Premio Strega, sarà un film il libro premiato di Giordano Giovani, schivi e noti a livello internazionale, potevano restare separati nel progetto di portare sul grande schermo «La solitudine dei numeri primi», il fenomeno letterario dell’esordiente Paolo Giordano, l’anno scorso vincitore del Premio Strega? Così Saverio Costanzo, regista classe 1975, [...] ha dimostrato come non lo manda papà Maurizio, ma, anzi, si manda da solo sulla scena artistica, dirigerà il film [...]. La pellicola sarà pronta nel 2010. [...] «Siamo indietro: il cast, tutto italiano, è ancora da fare. I bambini, selezionati nelle scuole elementari e medie di Torino, devono somigliare agli attori adulti, in età tra i 25 e i 30 anni. Sarà un film epico, pieno di cose, che rispetterà gli equilibri del libro», racconta il produttore, [...] «comunque, faremo un film popolare. E più spettacolare del libro: non sarà minimalista, o freddo. Cerchiamo i sentimenti», è l’augurio. Chi conosce il libro sa che non sarà una passeggiata girare un film, basato su una fascinazione lette-

raria potente. Paolo Giordano, qual è la differenza tra scrivere per i lettori e scrivere per il cinema? «In realtà, la differenza è che scrivere una sceneggiatura non rappresenta una forma definitiva, ma è un passo verso una forma definitiva. C’è più libertà, più spazio». È la prima volta che scrive una sceneggiatura: com’è lavorare con Saverio Costanzo? «È bello. Siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Ed è molto dialettico, si discute». Ha un’idea precisa di come dovranno essere gli attori de «La solitudine dei numeri primi»? «Ovvio che ho un problema a emanciparmi da un’immagine, che si è formata dentro di me. Però la mia scrittura è slegata dalle caratteristiche fisiche: nel libro non fornisco molti dettagli fisici... Piuttosto ho in mente due personalità, due caratteri per Alice e Mattia. Non entro nelle decisioni sul cast, ma manterrò la dialettica. Né ho ansie da aderenza al mio libro». ( d a l l ’ a r t i c o l o  di Cinzia Romani)


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la trIbuna

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La vignetta

Elezioni

La rete commenta il voto Sorpresa e rassegnazione La blogosfera commenta in vario modo i risultati elettorali del voto europeo e amministrativo. A non voler ammettere la sconfitta non sono solo i dirigenti di partito nei salotti, ma anche gli elettori. Insiemistica La battuta migliore che ho sentito in questa lunga notte elettorale appena conclusa è questa: “visti i risultati delle elezioni in tutta Europa, ora sarà il PSE a dover chiedere di entrare nel PD”. Marco Campione

Miracolo laico? Il miracolo laico si è compiuto: il 2,4%, lo 0,1 in più delle europee del 2004, dopo che nel 2008 non ci siamo presentati alle politiche con il nostro simbolo e che siamo stati ostracizzati dall’informazione fino a due settimane dal voto. Concedetemi poi una soddisfazione: nelle grandi città, capitale compresa, la Lista Boniono-Pannella ha superato la soglia di sbarramento, con un numero di preferenze incredibili per Emma Bonino, che tiene a distanza tutti gli altri, mentre a Milano e a Firenze abbiamo preso più voti dell’UDC! Il rammarico per non poter utilizzare il Parlamento europeo per le battaglie radicali c’è, ma la lotta per la legalità, la democrazia e i diritti civili continua, come e più di prima! Giuliainnocenzi.com

Contrarietà Pierluigi Bersani a Otto e mezzo: "Io ho in testa da sempre un grande partito popolare, di sinistra, democratico e liberale. Un partito che sa andare oltre l'esperienza socialdemocratica".

Qua si è d'accordo, soprattutto sul "liberale". Il problema però è che bisogna dare gambe a questa cosa altrimenti tutto resta appeso lì, evanescente, un lancio del cuore oltre l'ostacolo vacuo e velleitario e anche ingenuotto. Bisogna avere coraggio quando è il caso di averne. E bisogna anche saper scegliere i tempi, perchè qua si crede che l'errore più grosso sia stato commesso alla Bolognina quando si poteva trasformare il partito in una moderna forza socialdemocratica. Insomma adesso diventa difficile andare oltre ciò che non si è mai stati. Attentialcane.ilcannocchiale.it

Mignottocrazia Giornali e agenzie di stampa sembrano considerare una sconfitta questo 35% collezionato dal Popolo delle Libertà. E io invece dico che sono una marea di voti, considerando non solo le bugie dette dal premier in Abruzzo davanti alle disgraziate vittime del sisma, ma anche il caso Noemi più velinume assortito, il caso Mills, lo scandalo dei voli di Stato, ecc. L’azzeccagarbugli del popolo bue, insomma, l'ha sfangata ancora una volta. Gli italici cittadini vengono sodomizzati a sangue ma loro evidentemente gradiscono tale pratica, altrimenti non si spiega il loro recidivo comportamento alle urne. Francobrain.ilcannocchiale.it

Invia le tue mail a tribuna@altroquotidiano.it

Di lotta

Di Governo

I piddini del web sono tutti con Debora

L’unico che festeggia è Tonino

L’unico successo vero che il PD possa esibire al momento è quello della candidatura di Debora Serracchiani in Friuli. Parlo solo del Friuli, perché per definirla un successo perfetto in tutta la circoscrizione ci sarebbe voluta maggiore intelligenza da parte del PD nel darle il posto di capolista (senza preferirle una scelta totalmente dissennata, come dimostrano i numeri di oggi), e una maggior collaborazione da parte delle altre regioni della circoscrizione. Quel che ha preso fuori dal Friuli se l’è preso da sola. Ma in Friuli il PD ha fatto l’operazione perfetta. Ha preso un candidato capace, e capace di raccogliere consenso, gli ha dato spazio e l’ha appoggiato in campagna elettorale. dal blog di Luca Sofri

In questo paese, l'unico a poter festeggiare nell'opposizione è quello che un volume di recente presenza in libreria definisce "il Tribuno", che si conferma la spina nel fianco di qualsiasi speranza democratica. Di Pietro ha vinto, dunque? Eppure, non stiamo parlando di aver superato i voti del Popolo della Libertà, o foss'anche del suo alleato, ma semplicemente essere assurto a una percentuale di qualche decimale superiore alle ultime registrate, e pur sempre inferiore alle due cifre. Una vittoria? Una sconfitta? Ma forse nel Paese delle Meraviglie in cui l'opposizione vive neppure le parole hanno lo stesso significato che nel mio, neppure le più semplici; semplici come "vittoria" o "sconfitta", ad esempio. dal blog di Paola Liberace


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PREVIDENZA Risponde il dottor ANTONINO NICOLO’ Potete inviare i vostri quesiti direttamente al nostro esperto all’indirizzo e-mail toniconc@libero.it

Riscatto della laurea

Come si calcola il metodo misto Mio fratello ha trovato occupazione presso un’azienda di trasporti nazionali sin dal 1997. Si era iscritto in Giurisprudenza nel novembre 1990 e si è laureato ad ottobre 1995, appena oltre i limiti previsti del corso. Con la nuova, più favorevole normativa, è tentato di chiedere il riscatto della laurea. Così facendo, un domani la sua pensione sarà calcolata col metodo retributivo o con quello contributivo? Ortensia D. B., Bergamo Se suo fratello riscatterà la laurea, la sua pensione sarà calcolata col metodo misto (retributivo e contributivo). Vale a dire: per gli anni riscattati avrà una quota di pensione agganciata alla retribuzione media degli ultimi anni di lavoro e che precedono il pensionamento. Mentre, per il periodo successivo al 1° gennaio 1996, avrà una pensione calcolata con il sistema contributivo. Naturalmente, le due quote saranno pagate assieme.

Pensione contributiva

I requisiti già maturati Mio marito è un dipendente di una società di servizi e in suo favore vengono versati i contributi all’Inps. Gode di una buona retribuzione. Entro il 31 dicembre 2008 ha maturato i requisiti per la pensione contributiva, avendo già fatto opzione per tale sistema. Vorremmo sapere se può chiedere la predetta prestazione in qualsiasi momento, avendo lui in animo altri progetti. Laura Proietti, Roma La risposta è positiva. Va te-

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DIrIttI & DoverI

nuto conto, però, che la pensione col metodo contributivo può essere liquidata prima del 65° anno di età purchè, al momento della richiesta, l’interessato abbia maturato, con i suoi contributi, un importo non inferiore all’assegno sociale maggiorato del 20%. Sembrerebbe il caso di suo marito.

Pluricontributi

Quando 28 anni non bastano Da un controllo presso l'Inps (estratto conto) risulta che, alla fine del 2008, sono stati accreditati, in mio favore, contributi in qualità di dipendente per oltre 15 anni, il servizio militare, cui vanno aggiunti, subito il lavoro subordinato, 12 anni come lavoratore autonomo. Ho anche, separatamente, 16 anni di versamenti all'Enasarco. Nel gennaio 2010 compirò 62 anni. Quando potrò andare in pensione? L.A., Palermo Ventotto anni (o poco più) di contribuzione Inps non sono sufficienti per la pensione anticipata di anzianità. Dovrà attendere, pertanto, il compimento dei 65 anni di età per la pensione di vecchiaia, sia Inps (in ogni caso) che Enasarco (solo se raggiunge, però, presso tale Ente, i richiesti 20 anni di contribuzione).

Neolaureato

Lavori saltuari? Meglio aspettare Che cosa può consigliare ad un neo-laureato che svolge piccoli lavori saltuari da cui ricava un reddito inferiore, mediamente, ai 700 euro mensili e che, in pratica,

è ancora a carico dei genitori? Il quesito riguarda la possibilità, offerta dalla normativa a partire dal 2008, di riscattare la laurea in 120 rate, senza interessi. Mario De Michele, Bari Oltre alle 120 rate, esiste la possibilità di dedurre le somme, versate per il riscatto, dal reddito imponibile. In tal modo, il costo diminuisce sensibilmente. Nel caso esposto, il riscatto può essere pagato da un genitore, che godrà di una detrazione fiscale nella misura massima del 19 per cento. Consiglierei al neo-dottore di attendere un po’, fino a quando avrà una congrua sistemazione, perché, in tal caso, può dedurre per intero, dal suo reddito, le somme versate. E maggiore sarà il reddito, maggiore sarà la deduzione.

Rivalutazione

La finestra è tassativa Mia moglie, lavoratrice dipendente, ha raggiunto 35 anni e 2 mesi di contribuzione a febbraio 2007, data in cui ha preferito presentare le dimissioni, rinunciando ad ulteriori versamenti. Ha compiuto 58 anni il 2 aprile 2009 e la sua finestra d’uscita dovrebbe essere quella del 1° gennaio 2010. Il periodo da febbraio

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2007 a dicembre 2009 sarà rivalutato dall’INPS, ai fini pensionistici? Luigi De Maria, Napoli No. La rivalutazione Istat dei contributi riguarderà tutto il periodo di 10 anni di lavoro partendo da febbraio 2007 e andando a ritroso nel tempo. Su quella base sarà calcolata la futura pensione.

Cinquantasettenne

Deve aspettare l’anno 2012 Sono nato a febbraio del 1952 e lavoro da 18 anni nel settore della grande distribuzione alimentare. Dall’estratto conto, aggiornato a giugno 2008, mi risultano 35 anni e 6 mesi di contributi (comprese le precedenti attività). Domanda scontata: quando potrei andare in pensione? Gaetano. S., Perugia La legge 247/2007, che ha riformato il sistema pensionistico italiano, prevede che i lavoratori dipendenti nati nel 1952 maturino i requisiti per la pensione di anzianità nel 2012, con la quota 96, che è raggiungibile o con 60 anni di età e 36 di contributi o con 61 anni di età e 35 di contributi. Nel suo caso, ha anche la possibilità di raggiungere i 40 anni di contributi, che non sono vincolati, per la pensione, ad un’età minima.

Aggiornamenti Pratica forense presso l’avvocatura dell’Inps. Presso gli uffici dell'Avvocatura INPS può essere compiuta la pratica forense, per l'ammissione all’esame di Stato per l’esercizio della professione di avvocato, analogamente a quanto avviene per l'Avvocatura dello Stato e per gli uffici legali degli enti pubblici. La pratica non dà alcun titolo per l'ammissione nei ruoli dell'Avvocatura dell'Istituto e non può durare oltre il tempo minimo richiesto per essere ammessi agli esami per l'iscrizione nell'albo professionale. Assunzioni a tempo determinato. Nella Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il bando di gara per l’affidamento del servizio di somministrazione di lavoro a tempo determinato ai sensi del D. Lgs. 10.9.2003, n. 276 e s.m.i. di n. 750 lavoratori per 4 ore giornaliere per tre mesi, da assegnare presso le Strutture territoriali dell’INPS. La modalità di scelta del contraente è individuata nella procedura aperta in ambito comunitario, disciplinata dagli artt. 54 e 55 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e s.m.i.


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Mussolini, la prima moglie

martedì 9 giugno 2009

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Lo sfigato che si fa furbo

Vincere Soffocare

regia di Marco Bellocchio con Giovanna Mezzogiorno, Filippo Timi, Michela Cescon, Fausto Russo Alesi Belocchio torna ad affrontare la Storia del '900 regalandoci uno dei suoi film migliori. La complessa personalità di Benito Mussolini vista con gli occhi della prima moglie Ida Dalser, che gli diede il primogenito maschio Benito Albino. Un ritratto doloroso e lucido, raccontato in gran parte attraverso filmati originali dell'epoca, di una ribelle che fino alla morte ha gridato la sua verità contrariamente ad un regime che la voleva zitta ed invisibile. Due esistenze cancellate dalla memoria riportate in vita qualche anno fa da un documentario di Rai 3. Ben interpretato dalla Mezzogiorno e da un credibile Filippo Timi. Michela Cescon è Rachele.

Se si esagera con l’azione Cash Regia di Eric Besnard, con Jean Reno, Valeria Golino, Alice Taglioni Colpi multimilionari, diamanti, ladri, poliziotti, location di lusso. E poi ancora: doppi e tripli giochi, truffati e truffatori, colpi di scena a ripetizione. Sulla scia dei vari "Ocean's" del buon Soderbergh, in "Cash" troviamo tutti gli elementi del film d'azione che tanto piace al grande pubblico. Diretto dal francese Eric Besnard (sceneggiatore del recente "Babylon A.D.") il film è un susseguirsi di eventi clamorosi e divertenti. Protagonista un affascinante ed elegante truffatore (Jean Dujardin) che decide di vendicare l'assassinio del fratello organizzando una mega truffa. Non sa però che un’ispettrice dell'Europol (una Valeria Golino che tenta di essere credibile) lo sta tenendo d'occhio da tempo.

Pagina a cura di LUCIANA VECCHIOLI

Regia di Clark Gregg con Sam Rockwell, Anjelica Huston

Sam Rockwell, protagonista, con Anjelica Huston, del film di Clark Gregg, “Soffocare”

Tra cinema e giornalismo

La regola del sequel

Star System - Se non ci sei non esisti

Una notte al museo 2

Regia di Robert Weide con Simon Pegg, Jeff Bridges

Regia di Shawn Levy con Ben Stiller, Owen Wilson, Robin William

Una sorta di Bridget Jones al maschile. Un giornalista un po' imbranato e bruttarello, arrivato dalla provincia, che riesce ad infiltrarsi nei party più esclusivi della Grande Mela per toccare e conoscere da vicino le grandi star del cinema. Riuscirà a farsi accettare? Solo se saprà rispettare le ferree regole della giungla. Commedia divertente e graffiante che racconta abbastanza dettagliatamente di come vanno le cose nel dorato e scintillante mondo della celluloide ed in quello altrettanto ambito del giornalismo. L'altra faccia della medaglia.

In genere i sequel non sono sempre all'altezza delle opere prime ed anche in questo caso la regola non viene smentita. Perduta la freschezza della novità e nonostante un Ben Stiller che cerca di mettercerla tutta e nonostante le battute, inserite solo nella versione italiana, che alludono a Berlusconi (guardare i trailer che girano in tv) il film non decolla. Certo, non è facile raccontare il seguito di un museo dove le statue di notte si animano. In mancanza di una prescrizione medica si poteva anche evitare.

Non è il Codice ma funziona

qui l'ultimo ed avventuroso capitolo uscito dalla penna di Dan Brown e magistralmente portato sullo schermo dall'ex Ricky Cunningham. Tra gli interpreti un luciferino Ewan McGregor nei panni del Camerlengo ed il nostro Favino, capitano delle guardie svizzere, poche battute e brutalmente ucciso a metà film. Meno appassionante de Il Codice da Vinci, "Angeli e demoni" è comunque un film che gli estimatori del genere non possono perdere.

Angeli e Demoni Regista Ron Howard con Tom Hanks, Ewan McGregor, Il Cern di Ginevra, il più grande e potente acceleratore di particelle al mondo, per capire i segreti del Big Bang, l'origine dell'universo. L'antimateria che passa nelle mani degli Illuminati, una setta anticlericale esistita cinque secoli fa. Parte da

La pellicola non rende merito al genio e allo stile asciutto ed innovativo dello scrittore cult Chuk Palahniuk, che con il suo linguaggio crudo e diretto ha raccontato forse meglio di altri la società americana. "Soffocare", tratto dall'omonimo libro pubblicato nel 2001, vede una grande Anjelica Huston nel ruolo della madre folle e rivoluzionaria. Il sempre bravo Sam Rockwell in quello del protagonista e lo sfigato Victor Mancini. Incallito sessuomane, frequenta uno di quei corsi per liberarsi dall'ossessione. Va a cena nei ristoranti di lusso e si ingozza volontariamente fino a soffocare per poi farsi "salvare" dal riccone di turno.

Il segreto di Consuelo Lezioni d'amore Regia di Isabel Coixet con Penelope Cruz e Ben Kingsley Un dramma sentimentale a tutti gli effetti, tratto dal breve romanzo "L'animale morente" del premio Pulitzer Philip Roth. Il professore David Kepesh è uno stimato docente universitario che ama vantarsi (come un impenitente dongiovanni) delle avventure con le sue giovani studentesse e che spesso si ritrova a commentare, in maniera dotta ed argomentata, con il suo amico e collega Georgem O'Heam. Ma quando la bellissima Consuelo Castillo un giorno varca la soglia dell'aula dove il professore sta tenendo una lezione, lui si innamora perdutamente della giovane. E' ossessionato dal suo corpo e dalla sua bellezza ed i ripetuti sospetti di tradimento e la notevole differenza d'età finiscono per allontanarla da lui. Due anni dopo, improvvisamente, la ragazza riappare e gli rivela un terribile segreto.


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TALK-SHOW

Ballarò commenta il voto e va in vacanza Ultima puntata della trasmissione di approfondimento condotta da Giovanni Floris In apertura la copertina satirica di Maurizio Crozza. E poi i consueti ospiti, chiamati questa volta a commentare i risultati del voto europeo ed amministrativo. La trasmissione conclude stasera la sua settima stagione e dà a ppuntamento ai telespettatori per il 15 settembre prossimo. Giovanni Floris, il giovane giornalista conduttore, ha confermato il successo degli anni scorsi: il trend di ascolti di anno in anno è sempre in crescita, e si assesta intorno al 15% di share per la stagione che si conclude questa sera. Successo,

quello che abbiamo descritto, che Floris condivide con i suoi tre autori Lello Fabiani, Stefano Tomassini e la collaborazione di Federico Geremicca. Per documentare gli aspetti più interessanti della realtà italiana Ballarò si avvale di una folta schiera di inviati, cui si devono anche alcuni “scoop” come l’inchiesta su sprechi e costi della società “Ponte sullo stretto s.p.a” o quella sulla richiesta di risarcimento danni avanzata dai Savoia nei confronti dello Stato italiano.

Rai 3, 21.05

Zodiac

La terra

Premium, ore 21.00 Regia di David Fincher. Con Jake Gyllenhaal e Robert Downey jr.

Iris, ore 21.00 Regia di Sergio Rubini. Con Claudia Gerini e Fabrizio Bentivoglio

Dopo il brutale omicidio di una coppia appartata, il 4 luglio 1969, alla redazione del San Francisco Chronicle, arriva una lettera inquietante firmata Zodiac, in cui si rivendicano gli omicidi attraverso scritte con caratteri cifrati e recanti simboli particolari. Quattro uomini, cominciano ad indagare, ognuno a modo suo: il vignettista Robert Graysmith, il cinico collega giornalista Paul Avery e i detective Dave Toschi e Bill Armstrong. La caccia a Zodiac diventa una vera e propria ossessione per i quattro uomini, tanto da far loro perdere il contatto con le loro vite. Negli anni delle indagini, Avery diventa l'ombra di se stesso a causa dei problemi con alcol e droga, Armstrong abbandona la polizia, mentre Dave Toschi cade vittima dell'infamia. L'unico che riesce ad arrivare vicino alla verità è Graysmith che, per Zodiac, aveva messo a rischio la stabilità della sua famiglia.

Il protagonista, Luigi, torna nella sua terra natia: Mesagne in Puglia da dove era fuggito giovanissimo a causa di una violenta ribellione contro il padre-padrone. Dopo alcuni anni Luigi, diventato nel frattempo professore di filosofia, è costretto a ritornare nella torbida atmosfera di un mondo che credeva di aver dimenticato. Ritrova i suoi fratelli Michele, mediocre affarista e candidato in un immaginario partito di destra, e Mario, eterno studente impegnato nel sociale in un centro per disabili. Luigi cerca in tutti i modi di convincere il fratellastro Aldo, violento e attaccato alla terra, a vendere la masseria di famiglia quasi completamente abbandonata. Nel frattempo la figura di Tonino, uno strozzino senza scrupoli, incombe sui fratelli finché non verrà ucciso durante processione religiosa dei Santissimi Misteri di Francavilla Fontana. Il colpevole verrà svelato solo alla fine...

CULT-MOVIE Il medico della mutua

Il Dott. Guido Tersilli è un giovane neo laureato in medicina che aspira ad aprire uno studio medico a Roma. È assetato di guadagni in quanto deve capitalizzare i sacrifici fatti dalla madre vedova per farlo studiare. La convenzione con la mutua appare la via più semplice per guadagnare: più mutuati si hanno, più si guadagna

in quanto il mutuato, non pagando visita e medicine, pretende che il medico gli prescriva farmaci di ogni tipo, anche i più inutili. Inizia così l'affannosa ricerca di mutuati; con alcuni stratagemmi di public relations la madre e la fidanzata Teresa riescono ad avviare l'attività di Guido. Per farsi un po' di esperienza, Ter-

silli lavora gratuitamente in un ospedale nel quale, grazie al suo arrivismo, riesce ad entrare nelle grazie del primario e delle suore infermiere che decidono di aiutarlo indirizzandogli alcuni pazienti. Nel contempo si attira le ire dei colleghi a cui cerca di rubare i mutuati.

LA7, 21.10


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martedì 9 giugno 2009

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La testimonianza di un pellegrino

Gli italiani tutti pazzi per Medjugorie Sotto la croce del monte Krizevac anche i santini di un candidato alle elezioni del consiglio comunale di Bologna di Marcello Romanelli Sono appena rientrato a casa. Nemmeno il tempo di disfare le valigie che mi ritrovo davanti a questo pc. La mia vuol essere una testimonianza in prima persona di cosa si prova ad andare a fare un pellegrinaggio a Medjugorye. La mia testimonianza Un posto dove da 28 anni appare la madonna a sei veggenti, ma solo a 3 di questi appare in modo costante. Si prega e si prega tanto a Medjugorye. Lo si fa nella chiesa madre, dentro, fuori, insomma da quando arrivi in questo posto da Paradiso a quando te ne vai ti entra in testa come un martello una cosa soltanto: “ pregare con il cuore, pregare al santo rosario”. Ma partiamo dall'arrivo. O regina della Pacis....". Il canto nel nostro pullman si alza di tono ed è un canto di saluto alla Madonna di Medjugorje. Siamo arrivati.. La povertà. Sulla strada per Medjugorje capisci perchè la Madonna ha scelto questo posto per apparire ogni giorno alle 18.40. Non poteva certo apparire a ragazzi di Montecarlo o Las Vegas. Il paesaggio prima di arrivare nella terra scelta dalla

Madonna è quasi spettrale. Poche case, molte di queste non finite, macchine della prestoria, binari che sembrano quelli di un giocattolo per bambini. Quando passiamo dalla Croatia alla Bosnia ti rendi conto di essere proprio in un altro mondo. Ore 12.20. Il tempo di posare la valigia, questa vola in Bosnia però e sono già davanti al " Cristo" di Medjugorje. La scultura del Cristo è imponente, una scultura costruita dietro la chiesa madre, una scultura che dal 2.000 lacrima. Vere e propri goccioloni formato lacrima infatti escono dal ginocchio e la fotografia dei fedeli che si arrampicano a quel ginocchio descrive meglio le mie parole notturne. Fedeli da tutto il mondo Fedeli che arrivano da tutto il mondo, ma qui il mondo è Italia. Medjugorje è pieno di italiani. Italiani che sono qui solo per pregare e per fare affari: " Te piace a maronella...". I nostri napoletani non vendono solo biglietti della finale di champions, ma riescono a piazzarti anche la statuetta della " maronella a prezzo vantaggioso".

La chiesa della Madonna di Medjiugorie Tombola. Avanti. Indietro. Le testimonianze. In questi giorni quella che mi ha colpito di più è stata la testimonianza di Ivan, uno dei veggenti, sbobbinate le sue parole: “All'inizio dell'apparizione nel 1981 io ero un ragazzino avevo 16 anni e non potevo nemmeno sognare che la Madonna potesse apparire. Non avevo mai una particolare spiritualità verso la Madonna. Nel tempo del comunismo non c'era tanto la possibilità di sapere certe cose sulla Madonna (come le apparizioni di Fatima), perchè non c'erano i libri che parlavano di queste cose”. Il ricordo delle prime volte: "L'inizio dell'apparizione per me è stata una grande sorpresa ed eravamo confusi. Continuavamo a chiedere ma Lei chi è? E rispondeva " Io sono Regina della Pace. Mi manda il mio figlio per aiutarvi. Cari figli questa umanità si trova in un grande pericolo e c'è il pericolo di autodistruzione. Questi i primi messaggi". Quando i veggenti testimoniano anche in una grande sala cala un silenzio incredibile. Come è calato il silenzio nel messaggio della Madonna del 2 giugno. E questa volta è Miriana, l'altra veggente, a dettarlo ai pellegrini di tutto il mondo radunati a primo mattino ai piedi della montagna: “ Cari figli! Il mio amore cerca il vostro amore to-

tale e incondizionato che non vi lascerà identici, ma vi cambierà e vi insegnerà la fiducia in mio Figlio. Figli miei, con il mio amore io vi salvo e vi rendo veri testimoni della bontà di mio figlio. Perciò, figli miei, non abbiate paura di testimoniare l'amore nel nome del mio Figlio. Vi ringrazio”. Una grande giornata Un'altra grande giornata e poi vado a letto la voglio raccontare. La pagina del monte Krizevac. Si sale per arrivare in cima per arrivare alla croce messa dai bosniaci a 400 metri d'altezza nel 1933. Su questa montagna i croati salivano e pregavano prima di andare a lavorare. Gente tosta perchè vi assicuro che la salita non è una passeggiata di salute. Bene. Bastone, scarpe da tennis, chitarra, voce, canto e preghiera. Pieno. Non puoi sentirti vuoto dopo 14 stazioni di una via Crucis via Crucis. Si, non pizza e e fichi come dice il mio amico matto paparazzo di nome Barillari. In cima, una nota di colore. Sotto la croce becco i " santini" elettorali di Fabio Massimo Addarri, candidato alle elezioni amministrative alla carica di consigliere comunale per il comune di Bologna. Chissà se è riuscito a diventare consigliere comunuale, ma questa è un'altra storia.


aq9giugno