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Anno II - n.123 - Venerdì 25 giugno 2010

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Ora di punta di

Ennio SimEonE

Due ct due sconfitte

I

tanti milioni di italiani che davanti ai televisori hanno sofferto per la drammatica prestazione della nazionale di calcio ricorderanno a lungo la cocente delusione vissuta nel vedere, per ottanta dei novanta minuti di gioco, i calciatori azzurri strapazzati dai prestanti atleti della Slovacchia. Si affolleranno ora le analisi per spiegare le ragioni del fallimento della spedizione in Sudafrica (non è che nei pareggi con Paraguay e Nuova Zelanda si fosse visto di meglio). Però in pochi forse, tranne sprovveduti come il sottoscritto, ammetteranno che le colpe non sono tutte di Lippi, ma del nostro sistema calcistico: un sistema fondato ormai sull’illimitato e follemente dispendioso ricorso all’acquisto di calciatori all’estero fino al punto che la squadra vincitrice dello scudetto schiera in campo 10 stranieri su 11. a la sconfitta calcistica ha fatto passare in secondo piano un’altra sconfitta: quella del diritto e della decenza, avvenuta in un’aula di tribunale, dove un signore, indagato per uno scandalo finanziario, si è avvalso, per non presentarsi in aula a difendersi dalle accuse che lo riguardano, della norma sul “legittimo impedimento”. Lo ha potuto fare in quanto nominato da pochi giorni ministro di un ministero (sì, un altro che si va ad aggiungere a quelli che dovevano essere tagliati) inventato appositamente per lui. Prendiamocela pure con il ct della nazionale, ma non dimentichiamoci del ct del governo.

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quotidiano www.altroquotidiano.it

Manovra. Errani (Pd) e Formigoni (Pdl) concordi

Il no delle Regioni

Minacciano di restituire le competenze. Sciopero della Cgil. Disoccupati oltre il 9%, ma Marcegaglia ottimista Le Regioni sono pronte a restituire allo Stato le competenze relative al decreto legislativo 112 Bassanini allo Stato: lo ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Vasco Errani, in una conferenza stampa. Le materie sono: la salute, il trasporto pubblico locale, il mercato del lavoro, la polizia amministrativa, gli incentivi alle imprese, la Protezione Civile, il servizio maregrafico, il demanio idrico, l'energia e le miniere, gli invalidi civili, le opere pubbliche, l'agricoltura, la viabilità e l'ambiente. "Tutto questo perché - ha spiegato Errani - l'insieme di queste competenze valgono oltre 3 miliardi di euro mentre il taglio previsto nel 2001 è di oltre 4 miliardi di euro". Su questa posizione con Errani (Pd) è d’accordo anche il presidente della Lombardia Formigoni (Pdl). Intanto la Cgil si prepara allo sciopero generale proclamato per oggi per protestare contro una manovra che definisce "sbagliata, ingiusta e depressiva", e chiede al governo di modificarla. L'astensione dal lavoro sarà di almeno 4 ore nel settore privato (8 ore per i metalmeccanici Fiom-Cgil) e per l'intera giornata nel pubblico. Previste manifestazioni in ogni regione, escluse Liguria, Toscana e Piemonte, che sciopereranno il 2 luglio. Le ragioni ci sono: il tasso di disoccupazione nel primo trimestre del 2010 è salito al 9,1% (dato non destagionalizzato) dal 7,9% dello stesso periodo del 2009. Si tratta del livello più

alto dal primo trimestre del 2005. Lo ha rilevato l'Istat sottolineando che il tasso destagionalizzato è, invece, pari all'8,4%, il livello più alto rispetto ad uno stesso dato destagionalizzato dal terzo trimestre del 2003. L'occupazione nel primo trimestre del 2010 è diminuita di 208

mila unità rispetto allo stesso periodo del 2009. Ma la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, è ottimista: dice che la ripresa economica c’è. Non si sa bene quali siano i dati che autorizzano tanto ottimismo.

Mondiali di calcio

Slovacchia=Corea

Come con la Corea 44 anni fa, l’Italia è stata eliminata dai Mondiali di calcio dopo una sonora sconfitta con la Slovacchia per 2 a 3. PAGINE 4 e 5 (con commento di Giuseppe Mariconda)

Brancher

Il neoministro “impedito” per il processo

Il neo ministro per l’Attuazione del regionalismo, Brancher, ha subito usufruito della legge sul legittimo impedimento per non andare aun processo in cui è imputato. PAG. 2


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VentiquattrOre

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MANovRA

ANALISI

SIcuREzzA

FIAt

Le Regioni sono pronte a restituire le competenze relative al decreto legislativo 112 Bassanini allo Stato: è quanto ha affermato il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Vasco Errani, in una conferenza stampa. "Tutto questo perché - ha spiegato Errani - l'insieme di queste competenze valgono oltre 3 miliardi di euro mentre il taglio previsto nel 2001 è di oltre 4 miliardi di euro".

''L'economia italiana è fuori dalla recessione'' per il Centro Studi di Confindustria che prevede una ripresa ''più solida rispetto alle stime rilasciate a dicembre''. La disoccupazione è invece attesa in aumento, dopo 528mila i posti di lavoro già persi a fine 2009 in 2 anni di crisi. Il Centro Studi di Confindustria ha stimato l'evasione fiscale in Italia in 124,5 miliardi nel 2009, pari all'8,2% del Pil.

La Corte Costituzionale ha in parte bocciato le norme sulle 'ronde' previste dal pacchetto sicurezza del 2008-2009. Ha dato il via libera all'impiego di cittadini non armati per segnalare eventi che possano arrecare danno alla "sicurezza urbana", mentre ha dichiarato illegittimo l'impiego delle 'ronde' in situazioni di "disagio sociale". Si tratta infatti di interventi di politica sociale riconducibili - secondo la Corte - alla competenza legislativa regionale residuale.

Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi si dice convinto che la Fiat passerà la produzione della Panda a Pomigliano, come previsto dal piano. ''No, assolutamente no, non ne vedo la ragione'', ha risposto, intervistato da Sky, alla domanda sull'ipotesi di un mancato trasferimento della produzione della Panda nello stabilimento campano. ''C'è la conferma del percorso ipotizzato'', saranno ''le parti firmatarie del contratto a verificare i vari passaggi''.

Le Regioni restituiscono le competenze

confindustria: meno crisi più disoccupati

Consulta: sì alle ronde non armate

Per Sacconi la Panda va a Pomigliano

Imputato per la scalata Antonveneta non andrà in aula

LA Foto

Brancher neo-impedito

Gli Aquilani protestano

L’Idv si scaglia contro il ministro La necessità di organizzare il nuovo ministero. E' questo il motivo del legittimo impedimento eccepito in base alla legge a Milano dai legali del ministro per l'Attuazione del federalismo Aldo Brancher, imputato con la moglie in uno stralcio del processo per il tentativo di scalata ad Antonveneta da parte di Bpi in calendario per domani. Con il legittimo impedimento il ministro chiede la sospensione del processo fino al prossimo 7 ottobre e non per sei mesi. Per quella data, salvo altri impegni, Brancher potrà essere in aula. "Come volevasi dimostrare, l'inutile Ministero è stato inventato solo per consentire al neoministro Brancher di avvalersi del legittimo

impedimento e sottrarsi al processo sul tentativo di scalata Antonveneta. Una squallida farsa, l'ennesimo colpo di mano di Berlusconi", afferma il capogruppo dell'Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario. "Ormai - conclude - essere indagati e amici di Berlusconi assicura un posto al governo. Sempre peggio, senza nessuna vergogna". L'eurodeputato dell'Idv Luigi De Magistris lo definisce "uno schiaffo verso il Paese". "Si è passato il limitre della decenza", commenta Bonelli (Verdi). Mentre per il Pdci si tratta di una "vergogna senza limiti". Il senatore Pedica commenta ironico: "Anche Riina avanzi la candidatura a ministro".

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Direttore responsabile: Ennio Simeone Redazione: tel: 06-86293192 Indirizzo e-mail: redazione@altroquotidiano.it Editrice: GECEm (Gestione Cooperativa Editoria Multimediale) - Presidente:Stefano Clerici Sede legale: Via Aldo Sandulli 45, Roma Registrazione del Tribunale Roma n..343/08 del 18 settembre 2008 - Registrato al ROC Partita Iva 09937731009

circa 300 terremotati aquilani sono arrivati a Roma ieri, con due autobus organizzati e con automobili private, per raggiungere palazzo Madama e dare sostegno ai propri consiglieri nella seduta straordinaria dell'assise civica aquilana convocata davanti al Senato per chiedere la proroga della sospensione fiscale per tutti e certezza sui fondi della ricostruzione.

L’OnOmasticO

domenico e Francesco Nell’attuale vietnam, santi Domenico Henares e Francesco Đỗ Minh chiểu, martiri, dei quali il primo propagò per quarantanove anni la fede cristiana, il secondo, catechista, operò assiduamente con lui: entrambi furono decapitati insieme per cristo sotto l’imperatore Minh Mạng.

accadde Oggi 1981: medjugorie Hanno inizio le apparizioni mariane a Medjugorie. Quattro ragazzi si sentono fortemente attirati verso il posto dove, il giorno precedente, hanno visto una figura bianca. Altri due li raggiungono. Da allora pregano con la Madonna e parlano con lei.


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BARcELLoNA

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LA MAccHIA DI PEtRoLIo

Confermato: andavano a una festa i giovani falciati dal treno su binari

un capitano si è ammazzato per la marea nera

E’ salito a 13 il bilancio il bilancio delle vittime della tragedia avvenuta nella notte tra mercoledì e giovedì in Spagna, nella stazione ferroviaria di Castelldefels, vicino a Barcellona.Sono state travolte da un treno ad alta velocità mentre attraversavano le rotaie per recarsi sulla spiaggia per celebrare la molto popolare festa di San Juan. Quasi tutte le vittime sono giovani fra i 16 e i 26 anni. L'incidente ha fatto inoltre 14 feriti, tre dei quali sono in stato grave, secondo la Tv Cnn. In corso l’inchieta per accertare perché il gruppo di viaggiatori ha attraversato i binari senza servirsi del sottopassaggio.

USTICA - Notizie sul traffico aereo militare nello spazio al largo di Ustica, la sera del 27 giugno 1980, quando un Dc9 dell'Itavia con 81 persone a bordo si inabissò. E' quanto chiesto a Francia e Stati Uniti, alla vigilia del trentesimo anniversario dal disastro, dalla procura di Roma, titolare dell'inchiesta giudiziaria, con apposite rogatorie internazionali (nella foto il relitto).

coNtAMINAtE DA PSEuDoMoNAS

Nel giorno in cui il nuovo responsabile della Bp America assume la responsabilità delle operazioni nel Golfo del Messico, un capitano di 55 anni assoldato da BP per operazioni legate alla marea si è tolto la vita, aggiungendo ulteriore drammaticità ad una situazione che col passar del tempo si fa sempre più drammatica. E proprio nel giorno in cui un incidente causato da un robot sottomarino ha indotto i tecnici a rimuovere il 'coperchio' che cerca di contenere il petrolio. E' in questo scenario che ha cominciato la sua prima giornata di lavoro nel nuovo incarico il nuovo responsabile di Bp America, Bob Dudley.

PARIGI

Primi indagati Attentato in Grecia per le mozzarelle blu Un morto nel ministero Svolta nell’indagine sulle mozzarelle blu. Primi indagati nell’inchiesta sulle mozzarelle tedesche che a contatto con l’aria cambia colore, il formaggio che a contatto con l’aria assume una anomala colorazione bluastra. Il procuratore Guariniello, che dopo i sequestri dei carabinieri del Nas ha aperto un fascicolo sul ‘formaggio dei puffi’, ha iscritto due persone nel registro degli indagati. Si tratta del rappresentante legale della ditta tedesca da cui provengono le mozzarelle, Hermann Jager Junior, e del loro importatore italiano, dirigente di una catena di discount. L'Istituto zooprofilattico di Torino, di Bologna e quello delle Venezie,

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l consumo di alcol da parte dei giovani negli ultimi anni sembra aver assunto proporzioni sempre più rilevanti, accompagnandosi ad un cambiamento delle abitudini e delle ragioni", con una tendenza al "binge drinking" (bere per ubricarsi) e all'abbassamento "dell'età di esordio dei comportamenti di uso/abuso", il dato peggiore in Europa: l'età delle prime bevute è intorno ai 12 anni e mezzo. Lo sottolineano Eurispes e Telefono

che ha sede a Padova, hanno g i à cominciato ad analizzare i campioni di mozzarella blu. Dai primi risultati la contaminazione dei formaggi è stata causata dal batterio pseudomonas fluorescens, non pericoloso ma tossico.Analisi di laboratorio sono ancora in corso nel capoluogo piemontese per capire se anche nei casi registrati a Torino la causa sia da addebitare allo pseudomonas fluorescens.

La guerriglia insurrezionalista greca ha ieri sera alzato il tiro facendo esplodere una bomba nell'ufficio dell'aiutante del ministro dell'interno, Michalis Chrisochoidis. Un ufficiale di polizia, Giorgio Vasilakis, di 52 anni, èrimasto ucciso nell'aprire un pacco indirizzato al ministro. Quest'ultimo si trovava nell'edificio al momento dell'esplosione ma è rimasto indenne. Si tratta del più audace, e sanguinoso, attentato compiuto in Grecia negli ultimi anni. Nel 2007 un missile venne lanciato contro l'ambasciata Usa ma senza fare vittime. Non è ancora chiaro come il pacco

IL cASo

Si comincia a bere a 12 anni Azzurro nel dossier "Bambini e adolescenti in Italia: un quadro degli ultimi dieci anni". Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità l'alcol - si legge nello studio - è la prima causa di morte tra i giovani uomini europei: determina un decesso su 4 tra i ragazzi dai 15 ai 29 anni; 55.000

morti l'anno per incidenti automobilistici causati dall'alcol, avvelenamento, suicidio indotto dalla dipendenza, omicidi causati dal consumo di alcol. E' inoltre la causa del 10% dei decessi delle ragazze. E in questo contesto, l'Italia detiene il primato negativo dell'età più bassa del

bomba sia potuto arrivare al settimo piano, dove si trovano gli uffici del ministro, malgrado tutti i controlli di sicurezza.

primo contatto con l'alcol, che avviene due anni prima rispetto ai 14,6 anni della media europea. Inoltre, il 54,6% dei ragazzi tra 15 e 19 anni ha già sperimentato, almeno una volta, l'ubriachezza. Sotto accusa in particolare "gli happy hours, che abbattendo i prezzi delle bevande alcooliche vanno incontro alle contenute disponibilità economiche dei giovani" e "gli alcolpops", le bevande dal gusto dolce che però hanno anche un’alta concentrazione alcolica.


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Mondiali di calcio. Italia dominata dalla Slovacchia

La disfatta sudafricana “Mi prendo tutte le responsabilità, se la squadra è entrata con terrore nelle gambe e nel cuore vuol dire che l'allenatore non ha preparata bene la gara sul piano tattico e psicologico''. Marcello Lippi fa mea culpa dopo il 3-2 con la Slovacchia che ha sancito l'eliminazione della squadra campione del mondo in Sudafrica: “Io non sono stato capace di dare le giuste motivazioni alla squadra, non dico per vincere il secondo mondiale di fila, ma per far fare una figura dignitosa al calcio italiano''. “Mi dispiace tantissimo per tutti i tifosi che ci hanno seguito - ha proseguito Lippi - Non so perchè l'Italia ha giocato bene solo l'ulitmo quarto d'ora. Deve essere un problema psicologico, non sono riuscito a ricreare quei presupposti psicologici per andare avanti in maniera diversa. Non sono pentito comunque di essere tornato in nazionale, era un'esperienza che volevo rifare. Ero convintissimo di fare cose diverse''. Processi? “Sono stati fatti ancora prima di cominciare il mondiale - ha detto Lippi io mi sono autocondannato''. L'aereo della vergogna è pronto, l'Italia campione del mondo di Marcello Lippi lascia Sudafrica 2010 e torna a casa carica di disonore sportivo: sconfitta 3-2 dalla Slovacchia nello stadio glorioso di Invictus, l'Ellis Park di Johannesburg, dopo avere malinconicamente pareggiato le due gare iniziali con Paraguay e Nuova Zelanda. Fuori dopo il girone eliminatorio, ultima di un gruppo certo tra i meno impegnativi del mondiale, in virtù di un 3-2 firmato per gli avversari da una doppietta di Vittek, centravanti della sconosciuta formazione turca dell'Ankara Gucu, e da una rete della riserva Kopunek su assist da fallo laterale. Mai davvero in partita, nonostante le reti della rincorsa nel secondo

Gli ex campioni del mondo battuti 3-2. Una prestazione vergognosa. Lippi: “E’ tutta colpa mia”. Pirlo: “Si chiude un ciclo”. Boutade Calderoli di ArCAnGElo AnnunziAtA

Due giocatori azzurri in lacrime dopo la sconfitta con la Slovacchia. Sotto, un deluso Marcello Lippi.

tempo di Di Natale e Quagliarella, la nazionale ha regalato una delle pagine più brutte della storia del calcio azzurro. E proprio la rincorsa è la metafora in chiave italiana di questo mondiale: nel cuore, a un passato luminoso e non replicabile a breve. Nel gioco, in punteggi che hanno sempre visto in vantaggio gli avversari, bravi a sfruttare la modestia attuale della squadra fu campione del mondo. A Città del Capo e

Nelspruit la rimonta era riuscita, a Johannesburg no. Anche perché Lippi, nella serata risultata poi dell'addio suo e del capitano Cannavaro, ha clamorosamente sbagliato formazione: lui che è sempre stato bravissimo a tirare fuori il massimo dal materiale umano a disposizione. Ha per l'ennesima volta cambiato gli undici e lo schema rispetto a quella precedente. Ne è scaturito un primo tempo tragicomico, una situazione migliorata solo un po' nella ripresa

con l'innesto di Pirlo e soprattutto Quagliarella: l'attaccante meno utilizzato finora, sicuramente il più in forma e probabilmente il migliore in assoluto anche per qualità delle giocate. Non è bastato: scattano, forse tardivamente i processi (già contro i rugbysti mancati della Nuova Zelanda era apparso evidente che non c'era motivo di sperare troppo), ma ieri sera era soprattutto il momento dell'amarezza per l'uscita di scena da una manifestazione che poteva essere affrontata diversamente ma conferma sostanzialmente una cosa: il calcio italiano ha toccato un punto davvero basso della sua parabola. Gattuso: che vergogna "Quando abbiamo vinto il Mondiale ci hanno fatto cavalieri del lavoro ora ci faranno cavalieri della vergogna: e' giusto cosi"'. Lo ha detto Rino Gattuso dopo l'eliminazione dell'Italia dai mondiali. “Il calcio italiano si deve fare un esame di coscienza - ha aggiunto l'azzurro - ieri sera abbiamo toccato il fondo". Pirlo: Si chiude un ciclo “Abbiamo fatto una figura vergognosa". Non usa mezzi termini Andrea Pirlo per spiegare a fine gara la delusione degli azzurri. “Non abbiamo vinto la partita - ha proseguito - e la colpa è di tutti. Siamo un gruppo e le responsabilita' vanno prese assieme". A chi gli ha chiesto se con oggi si chiude un ciclo, Pirlo ha risposto: "Penso di si', per il futuro sono a disposizione". calderoli: troppi stranieri Anche la politica ha fatto sentire la sua voce. Una sola a dire la verità Il ministro leghista ha criticato i giocatori perchè “guadagno troppo e si impegnano poco. E perchè nei club ci sono troppi stranieri”. Solo Calderoli ha aperto bocca. Il resto del mondo politico ha giustamente preferiuto tacere. Da oggi si comincia a pensare agli Europei.


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Mondiali di calcio V’immaginate con l’Olanda?

Senza gioco ma con scuse e piagnistei Sulla carta la formazione di Lippi era capitata nel girone più abbordabile. “Un allenamento per anziani”. Poi, tutto è diventato un dramma di

GiuSEppE mAriCondA

E adesso, per favore, risparmiateci i piagnistei. Avete giocato male, cari azzurri, non una sola partita degna degli ex campioni del mondo: il dispiacere è soprattutto nostro, di chi è appassionato del bel gioco. Siete fuori, e va bene, ma uscire così…in un girone da dominare. Sulla carta le prime tre partite dovevano essere un allenamento per gli anziani e un'esperienza per i più giovani, in vista dei confronti più impegnativi con squadre blasonate e temibili davvero. Per noi è stato un dramma, per voi, non so... Dominati sul piano atletico e tecnico l'unica vostra ripartenza riuscita è quella per l'aeroporto. Certo avete fatto grande, dopo Paraguay e Nuova Zelanda anche la Slovacchia, una debuttante al Mondiale. Una nazione di poco più di cinque milioni di abitanti, quanti quelli della Campania, solo che loro sono distribuiti in 100 per chilometro quadrato, mentre i campani sono più di 420. Forse è proprio questa una delle ragioni del successo: loro sono abituati agli spazi verdi, agli spazi larghi e ne hanno approfittato anche all'Ellis Park di Johannesburg, con Kopunek, che i nostri credevano ancora in panchina mentre era appena entrato in

campo e si è ritrovato solo davanti a Marchetti. La spedizione azzurra in Sud Africa va in archivio tra grandi sofferenze, addirittura superiori a quelle dei francesi del calcio ma anche del francese del tennis Nicola Mahut che ha dovuto lasciare Wimbledon, battuto dall'americano John Isner al quinto set per 68 a 70 dopo oltre dieci ore

Di Natale in lacrime dopo la sconfitta. Al centro l’ex ct Marcello Lippi di fatica sull'erba di Londra. Dieci ore, un record, nel tennis. Un nulla rispetto ai tempi che richiederanno, per spiegare il fallimento, interviste, talk show, dibattiti, analisi tipiche del calcio parlato: in questo campo veramente siamo i migliori al mondo. Il calcio giocato

è stato ridimensionato dal ragazzo dei capelli a piramide, quell'Hamisk "napoletano" che si era già divertito quest'anno a Torino con il duo Cannavaro Chiellini. Ora il divertimento lo ha lasciato a Vittek, tre gol in due partite. Stenta a crederci anche lui. Ma è così: con questi difensori e i larghi spazi c'è riuscito e senza neanche

tanta fatica. E se qualcuno ora decidesse di ingaggiarlo per una squadra italiana? Il prezzo del cartellino forse sarà più alto di quello ipotizzato per la "combine" dal senatur - ministro. Ma basta con polemiche, basta con recriminazioni, basta con personalizzazioni. Le scelte toccavano a Lippi, le ha fatte; è andata male, amen. Si è preso tutte le responsabilità,,, E vorrei vedere! Perché se discutiamo di convinzioni personali devo svelare che sono senza voce e rischio di restare pure senza casa. Per 55 minuti ho urlato con quanto fiato avevo: quando sostituisce Montolivo, quando lo sostituisci…Il calcio è bello perché non c'è controprova. Per me Montolivo porta il peso maggiore dell'intera spedizione, mentre sui giornali ho letto apprezzamenti per le sue prove. Visioni legittime, ma diverse. Non condivise dai vicini che minacciano una petizione all'amministratore del condominio, non perché non fossero d'accordo su Montolivo, ma perché la mia voce è riuscita ad essere più fastidiosa delle vuvuzelas… E non serve neanche disquisire se il pallone di Quagliarella avesse varcato la linea o no, o se il fuorigioco dell'atteso, sperato (e mancato) pareggio momentaneo fosse di un millimetro o di un metro. Decisioni che spettano all'arbitro, come le decisioni sulla squadra spettavano a Lippi. Che dire, va bene così… Perché? Perché ve l'immaginate questi undici in campo contro l'Olanda?


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la tribuna

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Lettera aperta a Napolitano

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migLiOre deL giOrnO

Io, piccolo imprenditore che si è visto rifiutare la rateizzazione delle tasse Caro presidente Napolitano, mai come oggi mi sento un fallito, una nullità e un piccolo agrume da spremere, ecco perché la disturbo anche se cosciente che il mio problema è ai suoi occhi uno dei tanti che ogni giorno le vengono sottoposti. Gestisco una piccola attività di meccanica nella bassa bolognese, sono trenta anni che prima mio papà, poi io e lui assieme, tra alti e bassi, ci barcameniamo sempre ligi a regole e doveri in questa Italia che ogni giorno ci mostra l’inutilità di essere onesti, ci mostra che seguire le regole è rimasto solo un rigore di amor proprio e un personale guardarsi allo specchio con dignità: dignità, che bella parola, peccato che oggi valga meno di furbizia, parola invece che si accoppia con disonestà. Trenta anni di tasse, contributi, stipendi e tutto il resto pagati regolarmente e sinceramente, spesso indebitamente, attese di rimborsi da parte dello Stato in momenti difficili che ci obbligavano fra le braccia degli istituti di credito, sempre in silenzio e raccontandoci la favola che al momento del bisogno, il comportamento giusto e onesto da noi tenuto avrebbe contato. Oggi sono in ritardo con il pagamento delle tasse, ho chiesto la rateizzazione ma gli stessi che mi chiedono il dovuto dicono, dopo conteggi fatti da loro, che i soldi li ho e di rateizzazione non se ne parla, preferiscono passare a vie di fatto e rovinarmi, rovinando con me le famiglie dei miei dipendenti, cosa che abbiamo evitato in tutti i modi mettendo il possibile a garanzia per ottenere liquidità e che sinceramente sono il motivo del mio ritardo con l’erario, avendo preferito in

questi ultimi mesi di crisi, pagare loro, tanto, mi dicevo, al momento buono pareggerò anche lo Stato, come ho sempre fatto e come dirò di fare a mio figlio. Però me lo lasci dire, Presidente: a mio figlio dirò sì di rispettare le leggi di questo Stato, ma non più perché ci credo: solo perché non vada in prigione e non assomigli mai a chi sappiamo. Grazie dell’attenzione e buon lavoro Rudi toselli Bologna

Mozzarelle

Il regalo che ci è arrivato dalla Germania Noi italiani siamo un popolo di ingrati. I tedeschi, per dimostraci la loro ammirazione verso i prodotti tipici del bel paese, producono tonnellate di mozzarella e ne riempiono i nostri supermercati. In occasione dei mondiali di calcio poi, ci hanno addirittura fatto una sorpresa, le hanno fatte diventare da bianche a blu così, anche quando le abbiamo nel piatto, possiamo continuare a tifare “forza azzurri”. E noi cosa facciamo? Ci arrabbiamo e ne creiamo uno scandalo. Sarà perché la nazionale gioca male. Antonio Geretto

Esami forensi

Sono scomodo e da 13 anni mi bocciano Dal 1998 ad oggi, dopo 13 anni, io, presidente dell’Associazione contro tutte le mafie per l’ennesima volta sono stato bocciato all’esame

Gianneli sul “Corriere della sera” forense. Ma non mi chiuderanno mai la bocca. Non ho paura delle ritorsioni. Nonostante l’omertà e la censura mediatica continuerò a denunciare le nefandezze giudiziarie a danno dei più deboli e a smascherare un concorso forense che era e sarà sempre oggettivamente truccato. Il fatto di essere reiteratamente perseguitato dai magistrati con accuse di diffamazione a mezzo stampa, senza mai essere condannato, per impedirmi di denunciare gli abusi giudiziari, e di essere bocciato dalle commissioni di esame forense per impedirmi di diventare avvocato, nonostante la mia preparazione e competenza, e per impedirmi di divulgare motivi di nullità del concorso, vuol dire che arreco molto fastidio al sistema giudiziario e forense. Sono conosciuto in tutta Italia per quello che faccio e dico e me la fanno pagare. Il fatto che l’informazione locale e nazionale ignori il mio caso, che secondo me è un caso di “mobbing”, perché vuol stare sempre dalla parte del più forte, mi rende orgoglioso di essere diverso. Grazie dell’attenzione. Dr. Antonio Giangrande presidente dell’Associazione contro tutte le mafie 099.9708396 - 328.9163996

Napoli

Tra mondezza mafia e veleni politici

Napoli, capitale del Regno delle due mafie. Quella con le cravatte monomarca e quella con le infule sacerdotali. Le due strisce qui si tengono, s’intrecciano, s’annodano alla mafia che spara e, quando serve, riempie le strade di monnezza. Su quei cumuli, nel 2008, si è realizzato il nuovo concordato tra i fascisti di oggi e i prelati di sempre. Così, via Prodi e, voilà, una nuova classe politica a Roma come a Napoli, entrambe frutto del medesimo percolato di monnezze e nefandezze. Così tutto s’aggiusta, o quasi. La curia di Napoli specula com’è di norma, la mafia importa veleni e li occulta, la politica piazza, dove serve, servi e vermi di antica e comprovato tradizione. Ma non basta ancora. Già, perché c’è quel quasi. E allora via con altra monnezza per strada, tanta, talmente tanta da percolare - c’è da giurarci - fin dentro palazzo San Giacomo. Qui, tra meno di un anno, si cambia. Il disegno è quello di fare tutto un cumulo. Politico, naturalmente. Gianfranco Pignatelli Napoli


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argOmenti

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Iniziativa delle casse Depositi e Prestiti e della Banca europea

Il Long Term Investiment Club per le infrastrutture in Europa ecentemente i presidenti R delle Casse Depositi e Prestiti europee hanno con-

giuntamente stigmatizzato le politiche fiscali e restrittive decise dai governi europei dopo le recenti crisi nell’eurozona. Le motivazioni per le riforme strutturali sono comprensibili. Ma hanno detto che esse «avranno un effetto negativo sulla crescita, rendendo ancora più difficile l’aggiustamento richiesto, con il rischio di forti tagli agli investimenti». Secondo i presidenti, «la priorità dei policy maker europei dovrebbe essere invece sostenere una crescita di lungo periodo».

C

oerentemente, le Casse Depositi e Prestiti europee e gli altri attori internazionali, quali la Banca Europea per gli Investimenti, hanno da poco più di un anno creato il Long Term Investments Club, che il 17 giugno a Roma ha tenuto la sua seconda conferenza pubblica presso l’Accademia dei Lincei alla presenza del presidente Giorgio Napoletano e del ministro dell’economia Giulio Tremonti. L’assoluta novità è stata la partecipazione di delegazioni della Russia, della Cina e del Marocco. Gli autori erano tra gli ospiti del convegno. el 2014 il rapporto tra debito pubblico e Pil per N l’intero gruppo dei paesi del

G20 sarà mediamente del 101,8%. Secondo le stime del FMI, questa percentuale raggiungerebbe il livello del 245% in Giappone, del 108% negli Usa e del 100% nell’eurozona. In Italia si ipotizza il128,5%. Il debito pubblico tenderebbe quindi ad assorbire sempre più quantità di capitali e di risparmi. Ciò determinerà una inevitabile competizione, anche con le banche e corporation private, per piazzare le obbligazioni sui mercati internazionali. E’ uno

di

mArio lEttiEri* E pAolo rAimondi**

l’incontro dell’aprile 2009 tra i presidenti delle istituzioni finanziarie europee. Sulla destra Franco Bassanini, presidente della Cassa depositi e prestiti. In alto: Jacques delors scenario preoccupante nel quale sono penalizzati gli investimenti produttivi e la crescita dell’economia. l presidente della Cassa Depositi e Prestiti, Franco IBassanini, nel suo paper prepa-

rato con l’economista Edoardo Reviglio, ha sottolineato i pericoli insiti nei tentativi di ridurre il debito pubblico attraverso politiche di inflazione pilotata o di meri tagli di bilancio. La prima opzione potrebbe provocare “nuove pazzie ideologiche”, mentre nel secondo caso, come dimostrano le esperienze dei passati 15 anni, condoni fiscali, privatizzazioni e altre operazioni contabili non sono riusciti a raddrizzare i conti.

a domanda mondiale di investimenti in energia, L ambiente e infrastrutture è

enorme. Solo nel campo dell’energia si calcola che sarebbero necessari investimenti per 26 trilioni di dollari entro il 2030. Per quanto riguarda l’Europa, la Banca Mondiale stima la necessita di investimenti annui di 40 miliardi di euro in nuove infrastrutture (produzione energetica, telecomunicazioni e trasporti) e 60 miliardi per la manutenzione e il rimpiazzo di quelle già esistenti. Se tali stime sono realistiche, aumenterà la domanda di prodotti di investimento a lungo termine e a basso rischio da parte di fondi pensione, assicurazioni, fondi sovrani e anche dei piccoli risparmiatori.

er l’Europa l’unica via d’uscita dalla crisi economiP l Long Term Investment Club ca e del debito è la crescita reale Iha già creato degli strumenti del Pil attraverso una politica di appropriati per far fronte a queinvestimenti a lungo termine nei settori delle infrastrutture, dell’energia e delle modernizzazioni tecnologiche. Ed è appunto in quest’ottica che le CDP europee, forti di un volume di capitali di oltre 1.300 miliardi di euro, sono impegnate a definire nuove strategie e promuovere nuovi strumenti di intervento.

ste grandi sfide. Uno di questi è la creazione della rete Marguerite di fondi equity per investimenti mirati in specifici settori economici e aree geografiche, come quella Mediterranea. La finalità delle scelte delle CDP è quella di coinvolgere capitali privati, con la creazione di Partenariati Pubblico Privato (PPP), che, in

cambio di profitti contenuti ma sicuri, potrebbero contribuire alla crescita dei vari paesi, abbandonando le sirene dei mercati speculativi. Le Casse Depositi e Prestiti puntano anche alla emissione di specifiche obbligazioni in relazione a singoli progetti europei e a nuovi sistemi di garanzia, che possono avere la fiducia di investitori privati. Un altro strumento è l’European Joint Undertaking, già sperimentato nella realizzazione del programma satellitare europeo Galileo. articolarmente innovativa è la proposta delle “Union P Bonds”, strumenti di debito

sovrano europeo, che, se finalizzate agli investimenti invece che alle spese correnti, non peserebbero sulle finanze pubbliche. In merito il presidente Bassanini ha proposto ai paesi europei di trasferire il 15-20% del loro debito pubblico in Union Bonds. Ciò creerebbe un mercato di obbligazioni di circa 2-3 trilioni di euro. Anche se con tassi di interesse più modesti, sarebbero più appetibili per gli investitori internazionali perché avrebbero il marchio europeo e non dei singoli paesi. Questi però dovrebbero continuare a pagare interessi come se fossero i loro vecchi bonds. La differenza tra gli interessi delle vecchie e delle nuove obbligazioni, calcolata in 8/9 miliardi di euro all’anno, dovrebbe andare a finanziarie investimenti a lungo termine in infrastrutture. Sembra una credibile exit strategy europea dalla crisi, che del resto riprende idee sostenute in varie occasioni già da Jacques Delors, da Romano Prodi e, più recentemente, dal Giulio Tremonti. *Sottosegretario all'Economia nel governo Prodi ** Economista


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Un italiano al vertice di un organismo che rappresenta 25 milioni di consumatori

Aldo Soldi presidente di EuroCoop Un organismo europeo che rappresenta oltre 25 milioni di consumatori e un Presidente italiano. Aldo Soldi, Presidente di AnccCoop, è stato nominato nell’ultima Assemblea Generale, nuovo Presidente di EuroCoop per il biennio 2011/2012. La nomina è avvenuta all’unanimità dopo una consultazione che ha visto convergere sulla proposta tutte le organizzazioni dei 19 Paesi membri. Aldo Soldi sarà affiancato da due vicepresidenti: Zoltan Zs. Szoke (Presidente della cooperazione di consumo ungherese) e Thomas Bagge Olesen (Presidente della cooperazione di consumo danese). Incarico prestigioso per la comunità europea delle cooperative di consumo i cui membri rappresentano infatti i 19 Paesi con un giro d’affari totale che si attesta intorno ai 70 miliardi di euro, 300.000 dipendenti e 30.000 punti vendita in tutta Europa. Eurocoop è l’organismo di rappresentanza della cooperazione di consumatori presso le istituzioni e le organizzazioni comunitarie intendendo per queste sia il Parlamento e la Commissione Europea sia i le organizzazioni sindacali, quelle imprenditoriali, le associazioni dei consumatori, il mondo dell’ambientalismo. Visto il crescente ruolo della disciplina comunitaria in materia di provvedimenti legislativi, risulta quanto mai evidente la sua importanza strategica, oltre alla necessaria e opportuna attività lobbistica intesa anche in funzione propositiva, ovvero volta a sollevare temi e problemi nell’interesse ovviamente delle cooperative e dei milioni di soci rappresentati.

“Ognuno di noi è orgoglioso della propria storia, di ciò che in ogni Paese siamo riusciti a costruire –ha spiegato Aldo Soldi durante l’assemblea che lo ha visto diventare Presidente dell’organismo europeo- ma credo che la dimensione sovranazionale sia sempre più importante. Aggiungo che c’è un altro aspetto sicuramente significativo su cui Eurocoop può fungere da facilitatore: migliorare la relazione economica fra le organizzazioni associate, creare intese commerciali di reciproco interesse”. Spetterà inoltre a Soldi il compito di sviluppare attività già in essere (molto propositivo il ruolo di Eurocoop sul versante della sostenibilità ambientale), riorganizzare i gruppi di lavoro esistenti e puntare su nuove aree di interesse comune anche al fine di diffondere al meglio le buone pratiche esistenti nei diversi Paesi, in alcuni dei quali la cooperazione di consumo vanta una lunga e consolidata storia e in altri come ad esempio l’est europeo si sta ora sviluppando. Positiva accoglienza della nomina europea anche in casa Legacoop nazionale. “Siamo particolarmente orgogliosi e soddisfatti” -ha detto il Presidente Giuliano Poletti- “della nomina di Aldo Soldi a Presidente di Eurocoop, un meritato riconoscimento del ruolo che Coop svolge, con impegno costante, per tutelare il reddito dei consumatori ed accrescerne la consapevolezza sul rapporto tra consumi, salute ed ambiente. L’incarico affidato al Presidente di Coop assume, tra l’altro, un rilievo

particolarmente importante in una fase nella quale appare evidente che l’Europa rappresenterà, sempre di più, la dimensione decisiva per le scelte economiche e sociali che riguardano tutti i cittadini e le imprese del continente nel complesso contesto internazionale”. Durante l’assemblea che si è svolta in Italia presso Scuola Coop (la scuola di formazione del movimento che ha sede a Montelupo Fiorentino- Firenze), sono stati presentati i casi di 3 esperienze di

Appunti

cooperazione in altrettanti Paesi europei: l’Italia, la Norvegia e l’Inghilterra. E sempre all’ordine del giorno dell’Assemblea la valutazione dei risultati di Bilancio 2009 conseguiti dalle cooperative che hanno un unico comune denominatore: pur in una situazione di crisi economica che ha coinvolto l’intera Europa, le cooperative –tutte- hanno dimostrato di svolgere un apprezzato ruolo di presidio a difesa del potere d’acquisto di soci e consumatori e complessivamente a conseguire buoni risultati.

Sommelier ad honorem

Franco Biondi Santi, 86 anni, rappresenta degnamente l’ultima generazione di produttori del più antico, famoso e pregiato Brunello di Montalcino. In questi giorni sulla stampa (non solo di settore) viene dato molto risalto alla notizia che l’Associazione Italiana Sommeliers ha deciso di conferirgli il riconoscimento di Sommelier ad honorem. Un’ “incoronazione” che, alla stregua di quella che fece papa Leone III a Carlo Magno (con le dovute proporzioni), appare studiata ad arte non per glorificare il premiato ma, piuttosto, per sfruttarne l’immagine legittimando e conferendo prestigio e rilevanza al premiante (che ne ha tanto bisogno). Biondi Santi è un pezzo di storia del vino italiano, non ha bisogno di visibilità spicciola (alla sua età poi!); forse, come per tantissime eminenti personalità prima di lui, una piccola senescente vanità lo ha giocato. Poco male, il diplomino non sarà certo oggetto di menzione nelle sue note biografiche.


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Rapporto dell’Osservatorio “Carlo Lombardi”

Si aggrava il calo della vendita di quotidiani Sofferenza dei giornali cartacei anche nella pubblicità, non compensata ancora, però, dallo sviluppo sui media diffusi via internet I quotidiani in Italia? Un tracollo senza sosta, iniziato negli anni scorsi e - a quanto sembra destinato a proseguire ancora nei prossimi. E' quanto “Affaritaliani.it” ricava dal "Rapporto 2010 sull'industria italiana dei quotidiani", realizzato dall'Osservatorio Tecnico per i Quotidiani e le Agenzie di stampa "Carlo Lombardi" e presentato nel corso della XIII edizione di WAN-IFRA Italia, la conferenza internazionale per l’industria dell’editoria e della stampa quotidiana organizzata in collaborazione con la Fieg, la Federazione degli editori.Basta qualche numero per dipingere un quadro drammatico: se nel 2006 la tiratura del settore ammontava complessivamente a quasi otto milioni di copie e le vendie in edicola superavano i 5,5 milioni, solo tre anni dopo tali quote si sono ridotte rispettivamente a 7,1 e 4,8 milioni. Ancora più sconcertante il dato che riguarda l'occupazione: si è passati dai 12,5 milioni di addetti del 1990 ai 6,2 milioni del 2009. In meno di

vent'anni, insomma, la forza lavoro impiegata dai quotidiani si è dimezzata. Del resto, i margini operativi delle aziende editoriali sono crollati ai minimi storici proprio l'anno scorso, toccando numeri negativi che fanno presagire nubi ancor più nere alll'orizzonte. Significativi sono i dati relativi alla pubblicità: se nel 2000 i quotidiani cartacei si accaparravano un quarto della torta complessiva, nove anni dopo la quota era scesa sotto il 19%. Non

TIRATURE (in rosso) E VEnDITE (in giallo)

COSTI E RICAVI e (in basso) LA PUBBLICITA’

va meglio ai periodici, passati nello stesso periodo dal 15 all'11%, mentre a beneficiarne sono stati la tv (dal 51 al 54,5%), la radio (dal 4,6 al 5,5%) e

soprattutto internet, che dallo stadio embrionale di dieci anni fa (quando pesava per lo 0,8% sul mercato pubblicitario complessivo) è passata al 7,3% del

2009. Più della radio, delle affissioni e del cinema, e non così lontano dai periodici, quindi. Come logica conseguenza, il prezzo di vendita medio di un modulo di pubblicità sui quotidiani, sempre fra il 2000 e il 2009, si è esattamente dimezzato, con conseguenze immaginabili sui bilanci degli editori, che devono fronteggiare anche il calo dei ricavi derivanti dalle vendite. La conclusione è quella che l'Osservatorio definisce "il paradosso dell'informazione in rete": se infatti l'informazione è uno dei "motori" di internet, si nota però che gran parte dell'informazione "nasce nelle redazioni tradizionali". E i responsabili della ricerca si chiedono: chi paga? Domanda ancora in cerca di risposta.


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Culture & tendenze

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convegno di studi a Roma: da cesare Lombroso a Giuliano vassalli Nei giorni scorsi all’Università La Sapienza di Roma si sono svolti i lavori del convegno per i “Cent’anni di scienze forensi – Il rapporto tra scienza e diritto da Cesare Lombroso a Giuliano Vassalli”. La manifestazione si è avvalsa di un comitato scientifico composto da illistri personalità e portatori di scienza ed è stata patrocinata dal Ministero della Giustizia, dal Ministero della Gioventù e da quello della Salute, ha visto relatori di grande spessore culturale che si sono alternati in sei workshop. “L’incontro – si legge in una nota – si è proposto come momento di collaborazione tra Scienze Umane e Diritto, nella prospettiva di favorire la ricostruzione di quel clima e di quella frequentazione tra scienziati sociali, biologi, psicologi, medici legali, criminologi e giuristi che, in passato ha prodotto iniziative, ricerche e proposte, attraverso quella multidisciplinarietà e interdisciplinarietà di indirizzi necessari all’avanzamento delle conoscenze, nell’interesse della società e della giustizia”. La criminologia è scienza e in quanto tale esprime il desiderio incondizionato di ricerca e solo attraverso queste manifestazioni dove si celebrano le scoperte, i punti di vista e le riflessioni si dà un apporto concreto alla giustizia. Nella consapevolezza che il processo è già di per sé un dispendio di energie sociali ed

La criminologia punto d’incontro tra diritto e scienze umane di

luCA FortunAto

economiche, bisogna favorire la convivenza tra scienza e diritto per meglio garantire una verità più oggettiva possibile. Ciò porta anche a garantire le parti all’interno del processo quando il

ruolo delle scienze garantisce efficace attendibilità ed è affidata alle mani consapevoli dei cultori di questo sapere. Si parla sempre di più del giusto processo e del tentativo di riduzione dell’errore

nelle aule di giustizia e questo potrebbe raggiungersi attraverso la sinergia tra scienze e diritto. La criminologia certamente non è il noir che appassiona la stragrande maggioranza degli spettatori di telefilm o lettori di libri di successo della nostra era, ma è lo strumento, la tecnica che si interseca con il diritto per garantire un connubio operativo che possa dare risposte agli interrogativi della giustizia. “La criminologia – ha commentato Francesco Bruno - è una scienza ormai ben definita che trae le sue radici da molte altre scienze e che dialoga con queste. Noi siamo partiti dalla celebrazione dei capostipiti del nostro lavoro per ricordare il loro valore collettivo e scientifico per poi fare il punto sui problemi della giustizia su cui possiamo dare una risposta attraverso la scienza e quali sono i problemi della criminologia stessa”. La criminologia è una scienza e come tale dovrebbe essere trattata nelle sedi e con i mezzi consoni ad uno sviluppo collettivo ed è stata questa l’anima del convegno sostenuto da un folto comitato esecutivo composto dal professor Francesco Bruno, dal professore ed avvocato Natale Fusaro, dal professor Alessandro Ceci, dal professor Fioravante Carletti e dal consigliere Paolo Auriemma. Le foto: Giuliano vassalli e, nel riquadro in alto, cesare Lombroso

Il botulino per l’estetica? Paure ingiustificate Il caso “Tossina Botulinica” è solo l’ultimo in ordine di tempo ad aver colonizzato le pagine dei giornali, inducendo timori e preoccupazioni. Sono gli errori dei medici e l’utilizzo sconsiderato l’unico vero rischio nell’utilizzo della Tossina Botulinica, è stato affermato in una tavola rotonda svoltasi a Roma. Oltre naturalmente all’eccesso di spettacolarizzazione sulla stampa. Per il resto questo farmaco è estremamente sicuro. In 4 anni di utilizzo ha dato quattro casi di effetti collaterali, di cui solo due gravi: uno provocato dal chirurgo, l’al-

tro evidenzia un edema di cui non si conosce la causa. Gli altri due sono stati classificati dal Ministero stesso come “non seri”. Si tratta dunque di 2 casi su centoventimila trattamenti. Tuttavia la Tossina Botulinica resta un farmaco, e come tutti i farmaci se utilizzati in modo non corretto è comunque pericoloso. Dunque, nessun campanello d’allarme, ma la volontà del Ministero di tutelare le donne anche in questo settore di medicina sempre più utilizzato. Una via d’uscita potrebbe essere il coinvolgimento del comitato

etico all’interno degli ospedali per la valutazione dell’utilizzo off label della Tossina Botulinica, come avviene nei casi di alcuni farmaci oncologici. La Tossina Botulinica rimane oggetto di una attenzione molto intensa, e ad essa viene attribuita la responsabilità di molti volti innaturali: Nicole Kidman, la cantante australiana Kilye Minogue, Carla Bruni sono state additate dai media come cattivi esempi. Tutto vero? No, molta disinformazione che rende un cattivo servizio a tutti. Facce trattate con filler sono attribuite

erroneamente alla Tossina Botulinica. Come sostiene il professor Bartoletti: “In medicina estetica il botulino ha un utilizzo insostituibile, solo il lifting frontale può dare gli stessi risultati, ma con rischi notevolmente maggiori. D’accordo anche il professor Roy De Vita, primario del Reparto di Chirurgia Plastica dell’Ospedale Regina Elena di Roma, che sostiene come i timori siano indotti dal fatto che il farmaco deriva da una tossina presente in natura e in questo è la stampa che deve aiutare a diffondere informazioni corrette. m. s.


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diritti & dOVeri

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preVidenZa pensione

Quando si apre la finestra mobile Lavoratore dipendente di azienda privata, ad agosto 2012 maturerò 40 anni di contribuzione, ma non avrò ancora raggiunto i 60 anni di età. In virtù del recente decreto-legge, quando andrò in pensione? I. NANNI - BoLoGNA La sua “finestra mobile” si aprirà il 1° settembre 2013.

nuove regole

Lettrice salva ma solo in parte Sono una dipendente del Ministero delle Entrate e non avrei mai creduto che l’età pensionabile delle donne del pubblico impiego sarebbe stata elevata, in un colpo solo, a 65 anni. Qualcuno mi ha detto che probabilmente mi salverò e potrò pensionarmi con le vecchie norme. vorrei da lei una conferma. Sono nata nel mese di ottobre del 1950. Potrò andare in pensione nel 2012? L. MAGI – PESARo Per lei, che compie 61 anni nel 2011, valgono le vecchie regole. Con una sola diversità: invece di attendere l’apertura della finestra dal 1° aprile 2012, dovrà pazientare fino al successivo 1° novembre, a causa della modifica governativa delle finestre.

risponde il dottor Antonino niColo’ Potete inviargli i vostri quesiti direttamente all’indirizzo e-mail: toniconc@libero.it oppure potete telefonargli al numero 388 0554031 ogni giovedì dalle 15 alle 18

speciaLe manOVra

Finestra già aperta in pensione quando vuole Nel mese di giugno 2009 ho maturato il diritto alla pensione di anzianità con 38 anni di contributi. Ho preferito proseguire nel mio lavoro (da dipendente di un’assicurazione) e vorrei fare domanda di pensionamento a dicembre 2012. Sarò penalizzato e dovrò attendere la finestra i gennaio 2014? G. MoNAcI – SIENA La sua finestra di uscita è già aperta, per cui lei non va soggetto alle nuove norme introdotte dal decreto legge di maggio. Ne deriva che potrà mettersi in pensione quando vuole, ossia dal mese successivo alla cessazione dell’attività.

d e n t e dell’Amministrazione Provinciale della nostra città. Aveva programmato di andare in pensione di vecchiaia a 63 anni, nel 2012. temo che i recinti provvedimento del Governo sovvertano completamente i suoi piani. E’ così? c. GIuFFRIDA - cAtANIA Purtroppo, è vero. Sua moglie dovrà attendere, quale pubblica dipendente, i 65 anni come conseguenza dell’innalzamento dell’età, portata anche per le donne a 65 anni a partire dal 2012. Né può aspirare alla pensione di anzianità, perché ha una contribuzione insufficiente.

innalzamento età

Anche le donne Finestra in pensione a 65 anni Dipendente Usl Mia moglie ha 59 anni di età (compiuti lo scorso presto in pensione novembre 2009) e 27 di contributi. E’ una dipen-

La disturbo in quanto vorrei acquisire un parere

dagli esperti dell’ALtRo QuotIDIANo a proposito della recente revisione della materia pensionistica perchè - lo confesso - c'è grandissima confusione anche tra i tanti addetti ai lavori che ho consultato. Sono dipendente uSL , il 2 Agosto compirò 59 anni ed alla fine del 2010 maturerò 36 anni e 4 mesi di servizio. Posso andare in pensione usufruendo della finestra del 1° Luglio 2011? La ringrazio per un contributo conoscitivo che proprio non riesco ad avere in modo univoco. D. SEttI - RoMA Si', lei matura il diritto alla pensione di anzianità entro l'anno 2010 e pertanto il recente decreto legge non la tocca. Confermo che la sua finestra d'uscita sarà quella del 1° luglio 2011.

Avvertiamo i lettori che alcuni quesiti e relativi pareri vengono ripetuti perché riguardano argomenti che hanno già ottenuto risposta

Finestra

Via nel 2011 nonostante manovra Mio marito è nato il 5 agosto 1951, e pertanto, a breve, compirà 59 anni. Ha iniziato a lavorare a gennaio 1974 e, oggi, può vantare oltre 36 anni di contributi da dipendente. Aveva già deciso di andare in pensione con la finestra di luglio 2011, ma ora teme uno slittamento della finestra, portata dal recente decreto legge del Governo. E’ così? c. v. – BENEvENto Per suo marito non cambia nulla e potrà andare, come desidera, in pensione da luglio 2011. Infatti, avendo raggiunto i requisiti nel 2010, non sarà toccato dalla riforma che, nel caso cui è interessato, svolgerà i suoi effetti a partire dal 2011.

pensioni

Bonus per invalidi non sarà toccato Ho letto più volte, su questa rubrica, che coloro che hanno un’invalidità superiore al 74%, possono usufruire, ai fini pensionistici, di un bonus di due mesi per ogni anno di contribuzione (a decorrere dal 2002). col recente decreto, anche tale percentuale è stata portata all’85%? SANtoRo - cAMPoBASSo Tale variazione non risulta essere presente nel decreto. Comunque, il mio consiglio è di attendere la trasformazione in legge del decreto stesso, per saperne di più. In seguito, potrebbe anche essere necessario il parere del Ministero del Lavoro.


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L’amore di un poeta

Anti-reportage sul terremoto

Bright Star

draquila

Regia: Jane Campion con Abbie Cronish, Ben Whishaw

Regia: Sabina Guzzanti. Interpretato da Sabina Guzzanti

L'amore del celebre poeta inglese John Keats (morto a Roma di tubercolosi a soli 25 anni) per la giovane sartina e ricamatrice Fanny Brawne ha ispirato alcune delle più belle ed intense lettere d'amore mai scritte. Questo è il racconto della loro struggente relazione, osteggiata da tutti con tanto di inevitabile finale drammatico. Il titolo (tradotto: fulgida stella) è il nome di un poema d'amore che Keats scrisse all'interno della sua copia delle opere di Shakespeare. Colpiscono la bellezza, il dolore e l'innocenza della travagliata storia. Tuttavia, questa volta, alla regista e sceneggiatrice non riesce il miracolo del precedente "Lezioni di piano". Il film appare senza anima, non riesce a trasmettere, nonostante l'argomento, commozione ed emozioni.

La genialità di Polanski

Abbie Cronish e Ben Whishaw in “Bright Star”

catastrofismo che cattura the road Regia: John Hilcoat con Viggo Mortensen, Robert Duvall, Charlize Theron

E' vero, è deprimente, triste, disperato, senza futuro, eppure è uno dei film più interessanti che il genere catastrofista abbia partorito negli ultimi anni. Completamente privo di retorica, un regista semi-sconosciuto

l’uomo nell’ombra Regia: Roman Polanski con Ewan McGregor, Pierce Brosnan. Che Polanski sia un maestro nella regia è fuor di dubbio ed anche in questa occasione dà prova di grande abilità del dirigere gli attori. Ha sdoganato definitivamente uno come Brosnan che nella vita ha trovato non poche difficoltà a costruire una dignitosa carriera non legata quasi esclusivamente al fascino ed al glamour. Unico punto debole forse una sceneggiatura a volte prevedibile ed improbabile (come quando il protagonista scova alcune delicate e segrete informazioni semplicemente consultando Internet. Va bene che nella rete si trova di tutto, ma questa volta appare un po' esagerato) per un film che ha la sua forza in una storia costruita su temi importanti, piena di inganni e tradimenti, dove ognuno è molto diverso da ciò che appare.

L’Argentina dei tempi bui il segreto dei suoi occhi Regia: Juan Josè Campanella con Ricardo Darìn, Soledad Villamil

Un noir, una commedia, una storia d'amore. Sullo sfondo l'Argentina peronista degli anni '70. Magica commistione di generi per raccontare uno dei periodi più cupi del Paese. Da questo punto di vista decisamente più efficace di tante pellicole che puntano al politi-

porta sul grande schermo il romanzo "La strada" del grande scrittore statunitense Cormac McCarthy. Lo fa rivelando notevoli capacità nel dirigere i pochi (ma buoni) attori del cast. Un film complesso, difficile, dove la macchina da presa è quasi esclusivamente puntata sui volti di un padre e di un figlio che cercano di sopravvivere in un'America desolata e distrutta da un misterioso cataclisma, dove gli esseri umani sono spinti a dare il meglio e (soprattutto) il peggio di sé. co. Aspetto, questo, abilmente ed apparentemente relegato ai margini e che invece si rivela la vera anima. Il film ti entra dentro, lentamente, e per parecchio non ti molla. Con piglio sicuro il regista di origine italiana nato a Buenos Aires, dirige uno dei migliori lavori della stagione che non a caso conquistato ha l'Oscar destinato al film straniero riuscendo a battere opere di pregio come "Il profeta" e "Il nastro bianco". Cast più che apprezzabile, sceneggiatura essenziale, quasi scarna ma con la capacità di arrivare dritta alla meta. Da non perdere. Nello foto: Ricardo Darin

rubrica a cura di luCiAnA VECCHioli

Il ministro dei Beni Culturali ha disertato il Festival di Cannes per protesta, il documentario secondo lui è fazioso e non veritiero. Ad alcuni aquilani è piaciuto ad altri per niente. Sabina Guzzanti riaccende le polemiche e questa volta si occupa del terremoto dell'Aquila e non solo. Snocciola con insolita pacatezza la sue teorie, utilizzando questa volta tecniche da reportage giornalistico, puntiglioso e cronologico. Non manca neanche la satira, con l'imitazione del premier. Una ricostruzione certosina di quello che è accaduto in Abruzzo ma anche al G8, a Napoli con la questione dei rifiuti e quant'altro. Da vedere.

un road movie musicale Basilicata coast to coast Regia: Rocco Papaleo con Alessandro Gassman, Paolo Briguglia, Max Gazzè, Rocco Papaleo, Giovanna Mezzogiorno

Easy Rider in salsa lucana. Dal Tirreno allo Ionio a piedi per dieci giorni, attraversando una delle regioni più belle e suggestive del nostro Sud d'Italia. Divertente e surreale road movie musicale che vede protagonisti cinque personaggi in cerca delle proprie identità. Interessante esordio dietro alla macchina da presa per l'attore Rocco Papaleo, fino ad ora quasi esclusivamente relegato nei panni del caratterista, che con questa strampalata pellicola tenta di raccontare risorse e potenzialità della sua terra. Cinque amici, una piccola band di provincia per non rinunciare ai propri sogni. Cast credibile ed a proprio agio nelle singole interpretazioni, anche per un cantante come Gazzè alla sua prima prova cinematografica.


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La novità è lady Marion

I trentenni e il consumismo

robin Hood

la nostra vita

Regia: Ridley Scott con Russell Crowe, Cate Blanchett, William Hurt, Max Von Sydow.

Certo, se si pensa che è stato il regista di Blade Runner e Thelma & Louise qualche attimo di sconforto assale. Non è che fosse così indispensabile l'ennesima pellicola su una figura trita e ritrita come l’arciere di Sherwood. Tuttavia non si può dire che sia, nel suo complesso, un brutto film. Conosciamo tutti le capacità del grande regista americano. Il prodotto infatti è ben confezionato, e non a caso sia Scott che Crowe lo hanno anche prodotto. A parte qualche sprazzo di vera noia, soprattutto durante le interminabili e sanguinolente scene di scontri armati tra buoni e cattivi, la vera novità è la figura di Lady Marion, qui in una insolita ed improbabile veste di rivoluzionaria in un’epoca dove le donne stavano zitte, obbedivano e procreava-

Elio Germano (premiato come miglior attore a Cannes con Javier Bardem) in una scena del film “la nostra vita” no. Vedova di guerra senza figli, non solo respinge i pretendenti, ma combatte anche con arma-

tura e spada, coltiva i campi ed esprime la sua opinione. Già annunciato Robin Hood 2.

Regia: Daniele Luchetti con Elio Germano, Raoul Bova, Isabella Ragonese, Luca Zingaretti, Stefania Montorsi, Giorgio Colangeli. Un grande Elio Germano, che ha ampiamente meritato il premio come miglior attore a Cannes, per un film sui trentenni di oggi. Quelli che non hanno santi in paradiso, forse i nuovi proletari come li definisce lo stesso Luchetti. In realtà dei giovani intelligenti e svegli che cercano di farsi strada in un mondo dove la priorità sono i soldi e la loro capacità di comprarci più cose possibili. Figli di un consumismo sfrenato, ma anche capaci di mettere al mondo tre figli nella totale incertezza economica e con il desiderio di fare il grande salto in avanti. Il film però non è solo questo. Anche una grande finestra sull'Italia con le sue storie di immigrazione, sfruttamento, valori famigliari. Cast ben assortito. Unica stonatura, forse, un finale troppo happy, da commedia.

Action fantasy accattivante

Grande cast piccola storia

prince of persia le sabbie del tempo

A-team

Regia: Mike newell con Jake Gyllenhaal, Ben Kingsley, Alfred Molina

Dopo "I pirati dei Caraibi" ecco un altro film tratto da un videogioco degli anni '80. A dirigerlo questa volta il regista inglese di "Quattro matrimoni e un funerale" e di "Harry Potter e il calice di fuoco". Se piace il genere, l'action fantasy è piacevole e scorre abbastanza facilmente nonostante le oltre due ore di durata. Le scenografie esotiche dell'antica Persia, in gran parte riprodotte al computer, non deludono le aspettative. C'è tutto. Il principe bello e muscoloso che corre lungo i muri, la principessa misterio-

una parte del cast di A-team

sa e furba, il pugnale, le arti magiche, la lotta contro le forze oscure, ed uno stuolo di stuntman. allenatissimi

Insomma, un bel fumettone. le ottime Sempre Interpretazioni di Molina e Kingsley.

Regia: Joe Carnahan con Liam neeson, Bradley Cooper, Jessica Biel La stagione langue ed all'orizzonte non si vedono grandi capolavori ma quasi esclusivamente filmetti estivi e leggeri (a parte gli inevitabili horror) e questo appartiene sicuramente alla categoria. Se vi piacciono scontri armati, morti, avventura, effetti speciali e quant'altro allora fa per voi. La serie cult della tv anni '80 ritorna, si attualizza con quel tanto di ironia che non guasta mai, ed ambienta le sue storie in Iraq. Un intreccio tra crimine e servizi segreti dove spesso l'Fbi non ne esce sempre a testa alta. Anzi. A parte una trama che più scontata di così si muore, l'unica cosa degna di nota è un cast di attori che riesce a rendere il tutto assai meno noioso.


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Storia d’amore in tempi di crisi

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Alba rohrwacher e pierfrances co Favino in una scena di “Cosa voglio di più”

Cosa voglio di più Regia: Silvio Soldini con Pierfrancesco Favino, Alba Rohrwacher, Giuseppe Battiston

Il ricordo di "Pane e tulipani" è ormai lontano, tanto da non sembrare un film di Soldini. Manca la poesia e quel tocco surreale che caratterizza il suo cinema, anche nell'affrontare temi vicini all'attualità. "Per la prima volta è stato un episodio di vita reale a far scattare in me l'idea di questo film" ha affermato. L'intento, quello di raccontare una storia d'amore in tempi di crisi, recessione e precariato, ma è come se mancasse di personalità. Ecco, forse ha un po' spiazzato il suo pubblico cercando di fare altro da quello realizzato fino ad ora, per questo il film non convince fino in fondo. Per il resto la bravura del regista milanese dietro alla macchina da presa è indiscutibile come quella nel dirigere gli attori, soprattutto nelle famose scene di sesso che sono sicuramente le più difficili.

venerdì 25 giugno 2010

Ipazia contro l’oscurantismo Agorà Regia: Alejandro Amenàbar con Rachel Weisz, Max Minghella

Non è un film contro il cristianesimo ma contro tutti i fondamentalismi. Sostanzialmente è questa la chiave di lettura. Un concetto però non condiviso dalle alte gerarchie della Chiesa che, secondo la casa di distribuzione, dopo una proiezione

riservata ha avuto reazioni stizzite di dissenso sul taglio dato alla pellicola. La vera storia della filosofa greca Ipazia uccisa e fatta a pezzi dagli integralisti cristiani nel 391 dopo Cristo ad Alessandria d'Egitto, ha faticato non poco ad uscire in Italia, suscitando, come era prevedibile, parecchie polemiche. Il ruolo del vescovo Cirillo, che avrebbe istigato la congrega dei Parabolani ad uccidere la scienziata, non è molto piaciuto, ma secondo il regista quello che si vede nel film è solo il 30 per cento del male che ha fatto l'alto prelato..

rachel Weisz nei panni di ipazia nel film “Agorà”

Il “riscatto” del maestro

Il dramma palestinese

il concerto

il tempo che ci rimane

Regia: Mihaileanu con Aleksei Guskov, MiouMiou "Il concerto" è quello per orchestra e violino di Cajkovskij. Bello e commovente il nuovo film del regista di "Train de vie". La storia di Andrei Filipov, celebre direttore russo d'orchestra licenziato in tronco ai tempi di Breznev per non aver cacciato i suoi musicisti ebrei. Trent'anni dopo, caduto in disgrazia, l'uomo lavora ancora al Bolshoi ma come custode. Grazie ad uno stratagemma riunisce la sua vecchia orchestra per tornare a suonare nel Teatro di Chatelet a Parigi. Parte alla ricerca spasmodica degli artisti che nello sfacelo dell'Unione Sovietica tutto fanno meno che suonare. Riuscirà a mettere insieme un consistente gruppo di varie etnie, dalla ebraica alla rom, nel tentativo di riscattare una "dignità umana calpestata".

Regia: Elia Suleiman con Saleh Bakri, Shafika Bajjali

Romanticismo del cinema il padre dei miei figli Regia: Mia Hansen-Love con Chiara Caselli, Louis-Do de Lencquesaing

Omaggio, intenso e commovente, al coraggio e all'amore per la settima arte da parte di un produttore cinematografico, che ha voluto ignorare (restandone schiacciato) le ferree leggi del mercato. La biografia di Humbert Balsan (nel film si

chiama diversamente), uomo colto e sensibile che nella vita decise di realizzare solo pellicole culturalmente valide e magari scomode, senza badare all'aspetto commerciale. La sua compagnia, l'indipendente Moon Film, gode di grande prestigio ma i troppi debiti ed i troppi rischi la spingono perso la bancarotta. Sopraffatto dagli eventi si uccide, a cinquant'anni, lasciando la scomoda eredità nelle mani della moglie, interpretata qui da una bravissima Chiara Caselli, e delle tre figlie.

Suleiman è nato a Nazareth in Palestina ed il film è semiautobiografico, in quattro episodi, sulla sua famiglia. E' ispirato ai diari del padre, a partire dal 1948 quando decise di partire per unirsi alla Resistenza dopo l'occupazione di Israele. Scene di vita quotidiana di quei palestinesi che decisero di restare e che furono chiamati "arabi israeliani", costretti a vivere da stranieri nella loro patria. Contrariamente a quanto si possa pensare non ha nulla della pesantezza che magari ci si potrebbe aspettare da una pellicola di questo genere, il regista (che interpreta tra l'altro anche se stesso) ci ha costruito sopra una storia surreale, piena di ironia, con musiche coinvolgenti. Senza trascurare però l'aspetto politico di una questione ancora attualissima ed irrisolta.


Altro

l’

venerdì 25 giugno 2010

PiCCOlO SChermO

quotidiano

15

L’aLtrO canaLe

La riserva indiana dell’informazione televisiva italiana di

mAriA FrAnCESCA rotondAro

Le repliche che la versione estiva della tv manda in onda vi annoiano? Coraggio, spegnetela e accedente il vostro pc oppure l'iPhone. E' arrivato "Zeligtube" (foto): il primo portale online dedicato alla risata. In cui trovano spazio artisti affermati, emergenti, ma anche i navigatori che potranno inviare video, testi e vignette divertenti. Qui troverete il

meglio della comicità italiana e internazionale. Con clip originali dei personaggi più popolari, comedy Usa e una sezione per proporsi tra i nuovi talenti. Il sito offre anche un'ampia selezione di popolari serie comedy americane prodotte per il web, come "Vamped Out" con Kevin Pollak e Jason Antoon. Gli utenti potranno creare una propria playlist e condividere, grazie all’integrazione con Facebook, i video preferiti. Una raccolta curata di clip è già disponibile anche per iPhone, scaricabile con l’applicazione gratuita da iTunes. Ma non solo. Sarà presto attivata la funzione del direct upload, ossia la possibilità per aspiranti comici, atto-

ri, autori e illustratori di inviare video, testi, vignette alla redazione di Zeligtube che, fatta una verifica sull’idoneità del materiale, li pubblicherà sul sito, sottoponendoli ai favori del pubblico. Ci sarnno anche una sezione talent scouting e una web community: non solo un "catalogo", quindi, ma un luogo di incontro con gli utenti che potranno inviare messaggi alle pagine personali. Almeno se siete costretti a restare in ufficio, in attesa che arrivi il vostro turno per andare in vacanza, potete pensare a due aspetti positivi: l'aria condizionata e Zeligtube. Sono riuscita a farvi sorridere?

prima serata / 25 giugnO Raiuno – Mondiali di calcio Cile-Spagna Raidue - NcIS Telefilm in tre episodi: 2Inganno”, “La dormiente” e “Un problema di testa” Raitre – Gli archivi della storia Documenti: Madre Teresa, la piccola di Dio Rete 4 – Quarantott’ore Film poliziesco con Nick Nolte e Eddie Murphy canale 5 – vizi di famiglia Fiction: “Le verità nascoste” e “I Garbatelleros” con Claudio Amendola e Elena Sofia Ricci Italia 1 – cSI: Scena del crimine Telefilm La7 – ultima notte a

Il calcio domina nonostante tutto

dedicata a madre teresa la puntata di stasera di “Archivi della storia” (su raitre) Warlock Film con Henry Fonda Rai4 – taken Fiction Rai Storia - La contessa di castiglione

Fiction con Francesca Dellera Iris – Diary of a mad clack woman Film drammatico cielo - Surfs up (animaz.)

La teLenOtiZia Dal 5 all’11 luglio il “Roma Fiction Fest”: tre sale e un “villaggio” Da lunedì 5 a sabato 10 luglio torna il Roma Fiction Fest. Quattro i luoghi che trasformeranno l'Urbe nella Capitale della fiction mondiale: l'Auditorium Conciliazione, la Multisala Adriano, la Sala Tesi della Lumsa (che ospiterà l'Industry Week) e il Villaggio della Fiction di fronte a Castel Sant'Angelo. Madrina Veronica Pivetti (foto), interprete scanzonata di "Commesse", "Il Maresciallo Rocca" e "Provaci ancora prof". Nel parterre degli ospiti interna-

auditeL

zionali ci sarà anche Andy Garcia, che riceverà l'Artistic Excellence Award e sarà protagonista di una delle Masterclass in programma e Simon Mirren, produttore esecutivo di "Criminal Minds". Sempre in nome dell'internazionalità del Festival, un particolare riconoscimento sarà assegnato ad una casa di produzione internazionale: la Abc Studios, che da anni porta nelle reti di tutto il mondo serie di grande successo come "Lost", "Desperate Housewives", "Alias".

nessuna sorpresa: anche l’incontro di calcio Ghana – Germania ha vinto la serata televisiva, quella di mercoledì, con 7.859.000 telespettatori, pari a uno share del 32,72%. Su Canale 5 contemporaneamente il film “Flicka – uno spirito libero”, con Alison lohman, ha raccolto solo 3.640.000 spettatori con uno share pari al 16,02%. Serata commovente su italia 1, per 1.989.000 fans di michael Jackson (share 8,53%) che hanno potuto rivivere le gesta del re del pop, nel film “moonwalker”, che non riesce, però, a battere raidue, che con il film tv “nora roberts – due vite in gioco”, raccoglie 2.218.000 spettatori, con uno share pari al 9,20%. Su rete 4, i “top Secret” di Claudio Brachino hanno catturato soltanto 1.583.000 spettatori (share 7,49). invece “Colazione da tiffany”, con Audrey Hepburn, su raitre, è stato visto da ben 2.014.000 spettatori.


aq_25giugno2010