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Anno II - n. 50 bis - Sabato 7 marzo 2010

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Ora di punta dI

EnnIo SImEonE

Machiavelli al Quirinale?

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’ eravamo augurati che nelle sedi istituzionali deputate per legge, da quando ci siamo liberati del fascismo, a garantire il regolare svolgimento delle elezioni (Corti dappello, Tar, Consiglio di Stato, Cassazione) i rappresentanti del Pdl riuscissero a dimostrare di aver rispettato anche nel Lazio e in Lombardia (come già avevano fatto nelle altre regioni) le regole nella presentazione delle candidature e di ottenere la riammissione delle liste escluse in prima istanza. Lo speravamo sinceramente perché ci venisse risparmiato il prevedibile starnazzare, in un’altalena di vittimismo e arroganza, del Cavaliere e dei suoi discepoli. E infatti già alcune decisioni della magistratura avevano riammessoalla competizione parte di quelle liste. a non immaginavamo che ci si arrivasse attraverso un decreto come quello emesso dal governo e approvato dal capo dello Stato, che introduce nuove regole stravolgendo quelle in vigore. Soprattutto non immaginavamo che la motivazione potesse essere quella che poi ha dato Napolitano, e cioè che «non si può escludere dalla competizione “il maggiore partito” in due aree del paese», per cui sarebbe necessario aggrapparsi al machiavellico fine che giustifica i mezzi. Ma non è stato stabilito, dalla Costituente in avanti, cioè dal 1948, che nelle elezioni i partiti sono tutti uguali e hanno tutti pari diritti e pari doveri? Niccolò Machiavelli fu una eccelsa mente della politica, ma ha scritto il suo “Principe” cinque secoli fa. Non è candidabile al Quirinale.

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La nuova “interpretazione” delle regole elettorali

Par condicio addio La decisione di Napolitano imbarazza e mette in difficoltà il Pd che aderisce però alle proteste promosse da “viola” e Idv. La giunta regionale del Lazio si appella alla Corte Costituzionale

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Più di Berlusconi poté Napolitano a mettere in difficoltà il Pd e tutta l’area di centrosinistra. La decisione di avallare un decreto - che peraltro si è finora dimostrando inutile alla luce delle ultime decisioni della magistratura sui ricorsi del Pdl - con cui il governo mira a cancellare le eventuali irregolarità commesse nella presentazione dellelle liste, ha suscitato l’indignazione dell’elettorato di centrosinistra (e non solo), le proteste del popolo “viola” (il sit in piazza del Quirinale) e dell’Italia dei valori e ha indotto Bersani e il suo partito ad aderirvi, pur sottolineando (con una buona dose di salvifica ipocrisia) che esse non toccano il presidente della Repubblica. Casini e l’Udc, invece, con un’ipocrisia di segno leggermente diverso, vanno predicando la necessità

di un “partito della pacificazione”, che non si sa bene che cosa voglia dire, visto che nessuno vuole guerre ma semplicemente correttezza istituzionale e rispetto delle regole. Il gesto più significativo lo ha compiuto la giunta regionale del Lazio, che ieri sera, all’unanimità, ha deciso di rivolgersi alla Corte costituzionale perché sancisca la illegalità di quel decreto, perché modifica di fatto le regole quando le procedure per lo svolgimentoc delle elezioni regionali dell’ormai imminente 28 marzo era già avviate. Intanto il listico della Polverini è stato riammesso nel Lazio e alla lista di Formigoni in Lombardia è stata concessa la sospensiva del rigetto, senza riferimento a quel decreto. Il che conferma che il diritto di voto non era a rischio, anche senza di esso.

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sabato 6 marzo 2010

VentiquattrOre

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estraDIzIone

InPs

Pozzo D’aDDa

PaLermo

L'ex terrorista rosso Cesare Battisti è stato condannato a Rio de Janeiro per uso di passaporto falso. Lo riporta il quotidiano O Globo. Il giudice Rodolfo Kronenberg Harmann ha assegnato all'ex membro dei Proletari Armati per il Comunismo una pena di due anni, in regime di semilibertà. Battisti è detenuto a Brasilia in attesa di una decisione del governo locale sulla sua estradizione in Italia.

La cassa integrazione ordinaria mostra in febbraio un incremento del 26,14% sullo stesso mese del 2009, mentre per la cassa straordinaria il rialzo è pari al 245,9%. Lo comunica l'Inps spiegando che, complessivamente, nei primi due mesi del 2010 sono state autorizzate 179,6 milioni di ore di cig, contro i 72 milioni dello stesso periodo dello scorso anno (+149,34%)". Il dato dell'industria è ancora più spiccato: -9,22%.

Un maestra elementare di 46 anni è stata trovata uccisa nella sua abitazione di Pozzo d’Adda, nel Milanese. Sospetti sul padre. La donna è stata trovata dalla figlia di 20 anni, nella taverna della loro villetta. Al primo piano si trovava il padre della vittima, ultraottantente, in stato confusionale. Al momento nei confronti dell’anziano non sono stati presi provvedimenti restrittivi, ma le indagini sono indirizzate nei suoi confronti.

Una donna di 29 anni è stata arrestata a Palermo per stalking nei confronti di un maestro di ballo. L'uomo ha raccontato agli inquirenti di aver cominciato a ricevere insistenti avance, attraverso sms, dalla sua ex allieva di danze caraibiche, ora ai domiciliari. Nel mese di febbraio 2009, circa 200 le telefonate ed un migliaio fra mms ed sms, inviati dalla donna: in molti casi erano foto della 29enne completamente nuda.

Arrestato a Rio l’ex terrorista Cesare Battisti

Cresciuti del 26% Maestra uccisa gli iscritti alla Forti sospetti cassa integrazione sul padre 84enne

Inviava sms hot al maestro di ballo: arrestata

Processo Dell’Utri. La decisione dei giudici d’Appello La Foto

«Ciancimino è inattendibile»

Ranieri ritrova Toni

Il dibattimento potrebbe subire un rallentamento Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo, Vito, non deporrà al processo di secondo grado al senatore Marcello Dell’Utri, accusato, davanti alla Corte di Appello di Palermo, di concorso in associazione mafiosa. Lo hanno deciso i giudici, che hanno respinto l’istanza di ammissione della deposizione presentata dal Pg Nino Gatto, istanza a cui non si erano opposti i legali di Dell’Utri. Dopo una camera di consiglio durata oltre tre ore, la corte ha ritenuto non assolutamente necessaria, ai fini della decisione del processo, la deposizione di Ciancimino. Il

dibattimento, già interrotto nel corso della requisitoria per sentire il pentito Gaspare Spatuzza, potrebbe essere ulteriormente rallentato solo se la nuova prova risultasse decisiva. La Corte ha letto vari passi degli interrogatori del testimone, mettendo in risalto che inizialmente Ciancimino aveva negato di avere informazioni su Dell’Utri e che solo dopo oltre un anno avrebbe parlato del senatore. Tutte le cose dette dal testimone, inoltre, non le avrebbe sapute direttamente ma gli sarebbero state riferite dal padre che è morto e che, a sua volta, le avrebbe

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Direttore responsabile: Ennio Simeone Redazione: Viale Regina Margherita n. 232 int. 19 tel. 06 44250406 Indirizzo e-mail: redazione@altroquotidiano.it Editrice: GECEm (Gestione Cooperativa Editoria Multimediale) - Presidente:Stefano Clerici Sede legale: Via Aldo Sandulli 45, Roma Registrazione del Tribunale Roma n..343/08 del 18 settembre 2008 - Registrato al ROC Partita Iva 09937731009

Il tecnico della roma ranieri, contro il milan ritrova Luca toni titolare. "I medici mi hanno dato l'ok, nessun rischio". e sul milan: "non si decide l'anti-Inter. Per me i giochi sono già fatti”.

l’OnOmasticO

Alfonso e Filippo Il Beato alfonso maria Fusco si distinse per l'assiduità al servizio liturgico e per la diligenza nell'amministrazione dei sacramenti. Il Beato Filippo ripoli divenne Vicario generale della diocesi di teruel, collaboratore del vescovo anselmo Polanco.

accadde Oggi Rivoluzione texana Il 6 marzo 1836 scoppia la rivoluzione texana. Il generale santana dell'esercito messicano, alla testa di 3.000 uomini, dopo un assedio di 13 giorni a Fort alamo, sconfigge i 189 volontari texani a difesa del forte, uccidendoli tutti


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VentiquattrOre

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CIna

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GermanIa

Punta un coltello alla gola della cognata poi finisce in manette

La “fidanzata” è sua cugina. L’orso Knut rischia la castrazione

Un cinese ha preso in ostaggio sua cognata minacciandola con un coltello alla gola. E' successo per le strade di Wuxi, una cittadina nella provincia di Jangsu nell'est della Cina. Secondo la stampa locale l'uomo, un 40enne con precedenti penali, era sotto l'effetto di qualche sostanza stupefacente. Le autorità hanno riferito che durante la collutazione necessaria a disarmare ed arrestare l'uomo, non ci sono stati feriti. La cognata è stata accompagnata in ospedale per le necessarie visite mediche ma è in buone condizioni. Molto clamore ha suscita- Un cinese prende in ostaggio la cognata puntandole to la vicenda a livello mediatico. contro un coltello alla gola.

Il celebre orso Knut, indiscussa attrazione dello zoo di Berlino fin dai suoi primi giorni di vita, potrebbe essere castrato. Secondo alcuni animalisti l'intervento è infatto necessario per evitare un pericoloso incrocio tra consanguinei nati entrambi in cattività. Giovanna, la "compagna" di Knut, è infatti sua cugina, e il rischio di un accoppiamento è, secondo gli esperti, troppo alto. Sin da quando Giovanna, proveniente dallo zoo di Monaco, è arrivata nel recinto di Knut a Berlino, tra i due è nato un grande amore, fatto di complicità, giochi e scambi di tenerezze.

statI UnItI

ratIsBona

Abusi nel coro diretto Sparatoria vicino dal fratello del Papa al Pentagono. Un morto Il vescovo di Ratisbona ha ammesso che sono stati commessi abusi sessuali nell'ambiente del famosissimo coro di ragazzi di Ratisbona all'epoca in cui era diretto dal fratello di Papa Benedetto XVI. Il porporato ha rivelato le violenze in una lettera inviata ai genitori dei giovani e pubblicata sul suo sito internet. Immediata la replica di Georg Ratzinger. "Non sono a conoscenza di casi di abusi nel coro quando ero direttore", ha detto.I fatti risalirebbero agli anni tra il 1958 e il 1973. Il vescovo di Ratisbona, Gerhard Ludwig Mueller, ha scritto nella lettera di essere venuto a conoscenza di "un caso di abusi sessuali negli anni '50" per il quale fu condannato il direttore del convitto, che nel frattempo è deceduto. Nella lettera pubblicata sul sito Gerhard Ludwig Mueller ha invitato tutte le potenziali vittime a farsi avanti e ha anche precisato che proseguono le ricerche di un ex alunno che avrebbe raccontato ad un giornale tedesco di aver subito abusi mentre frequentava la scuola agli inizi degli anni '60. La Chiesa tedesca inoltre ha istituito un ufficio nazionale per le denunce degli abusi sessuali, che sarà guidato dal vescovo di Treviri, Stephan Ackermann. Il coro dei Regensburger Domspatzen (I piccoli cantori della cattedrale di Ratisbona), è considerato uno dei principali e più importanti cori della Germania.

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ahoo! ha compiuto in questi giorni 15 anni di presenza sul web. L’ex nr. 1 dei motori di ricerca fu fondato da Jerry Yang e David Filo, all’epoca due studenti di Stanford. Per tale occasione Yahoo! ha lanciato un’indagine che ha coinvolto migliaia di utenti in tutto il mondo di cui 700 in Italia. ’indagine condotto da Yahoo! ha come focus l’impatto di internet nella vita quotidiana delle persone. I primi dati indicano che

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E' di un morto e due poliziotti feriti il bilancio di una sparatoria nella stazione della metropolitana del Pentagono, ad Arlington, in Virginia, nei pressi di Washington. Ad aprire il fuoco è stato un uomo solo, intenzionato a introdursi nell'edificio del ministero della Difesa americano. Secondo la ricostruzione dei fatti, l'aggressore ha cercato di entrare nel palazzo del ministero della Difesa americano ma all'ingresso, invece di mostrare il pass, ha cominciato a sparare. Ne è nato un violento scontro a fuoco sul marciapiede con tre poliziotti. L'aggressore, stando a "Fox News", è stato colpito mortalmente e due agenti sono rimasti feriti. Secondo il "Washington Post", l'aggressore è John Patrick Bedell, 36 anni.

IL Caso

Yahoo ha compiuto quindici anni ben il 53% dei 700 utenti italiani intervistati non possono più fare a meno del web e ben l’88% riconosce nella rete la possibilità di tenersi costantemente aggiornati. Tra i servizi più utilizzati del web vi sono le email per il 77,5%, il motore di ricerca per l’83% e le news per il 78,3%.

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li aggettivi più utilizzati per descrivere internet sono stati, nell’ordine: sperimentale, rivoluzionario e moderno, con percentuali rispettivamente del 80,7%, 76,5% e 67,4%. Grande rilevanza è data alla connessione mobile, il 13,5% di chi accede giornalmente alla rete lo fa attraverso uno

smartphone o comunque con connessioni mobile, con un trend in forte ascesa rispetto a pochi anni fa, merito anche dell’adeguamento della rete e delle offerte dati allettanti anche se non ancora economiche. Yahoo! è stata una delle prime realtà globali della rete ed ha dominato il web sino a pochi anni fa, quando aziende come Google l’hanno surclassata sia in ambito search che advertising. Ora i festeggiamenti per i 15 anni di vita.


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il FattO

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sabato 6 marzo 2010

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Il Capo dello Stato firma il decreto

E Napolitano salva (forse) le liste del Pdl Nella notte arriva la firma del presidente della Repubblica al dl “interpretativo” inventato dal governo per sanare i “pasticci” Ma i Tar come lo interpreteranno? "Sono soddisfatto per la collaborazione tra le istituzioni al fine di garantire a tutti il diritto di voto". Silvio Berlusconi si è congedato così - dopo una nuova, lunga, giornata di intenso lavoro - dai suoi ministri chiamati a Palazzo Chigi per esaminare e approvare il decreto 'salvaliste'. Una corsa contro il tempo dopo il 'pasticcio' di Roma e Milano che ha costretto il governo a marciare a tappe forzate e dentro gli spazi strettissimi che il Quirinale aveva imposto come 'conditio sine qua non' interventi legislativi non sarebbero stati nemmeno presi in considerazione. Una maratona anche diplomatica con continui e frequentissimi contatti tra palazzo Chigi e il Colle più alto che alla fine, ha portato al varo del decreto "interpretativo" e, poco prima della mezzanotte, alla firma di Napolitano. E già oggi, dunque in tempo per poter essere utilizzato dai Tar, sarà pubblicato, come annunciato dal ministro dell'Interno in conferenza stampa, in Gazzetta Ufficiale. Un epilogo, però, non del tutto scontato, se solo si pensa che solo due giorni fa il colloquio

del premier con Giorgio Napolitano si era concluso talmente male da richiedere questa mattina una telefonata di scuse del Cavaliere all'inquilino del Colle. In molti nel governo, infatti, ancora oggi riferivano di un Berlusconi "molto deciso", "determinato ad andare avanti" da solo. Ritrovata la vena diplomatica e ricucita la linea del dialogo con il Quirinale, non sono però mancati nuovi problemi attorno al testo. E ancora ierisera il consiglio dei ministri ha dovuto subire uno slittamento - dalle 18 alle 19,30 - per poi cominciare definitivamente solo dopo le 21. Secondo quanto riferito ci sarebbe stata l'insistenza di alcuni ministri per modificare parte del testo. Ma le limature venute dai contatti con il Colle sono state presentate come "intoccabili" dal ministro Maroni. Nessun assalto e nessuna modifica, dunque. E questo ha permesso a Maroni di scandire in conferenza stampa che il decreto "non porta alcuna modifica di norme di legge. Il governo ha detto - si è limitato a dire qual è la interpretazione corretta da dare alle norme vigenti" in

Scambio di opinioni tra napolitano e Berluscon modo che "gli organi della giustizia amministrativa possano decidere serenamente se accettare o no i ricorsi". Berlusconi, che si era visto bocciare ieri dal Quirinale un decreto sulla possibile riapertura dei termini di presentazione delle liste, per tutto il pomeriggio ha mantenuto un profilo basso ed è stato al lavoro con ministri, tenendo il punto però sul grave vulnus alla democrazia che la mancata presentazione delle liste in Lazio e Lombardia avrebbe aperto, facendo prevalere i 'formalismi'' sul diritto di voto attivo e passivo. "Speriamo di poter ritornare a dare il diritto di voto anche ai nostri elettori del Lazio e della Lombardia", ha affermato il premier a consiglio dei ministri in corso, intervenendo al telefono alla convention del Pdl organizzata a Bari in sostegno del candidato Rocco Palese. "Riteniamo che alcune norme non siano state applicate in modo corretto" ha spiegato al termine del cdm Maroni che ha portato come esempio quanto accaduto "alla presentazione delle liste a Roma: una circolare del ministero dell'Interno - ha ricordato - stabilisce che il Cancelliere non può rifiutarsi di ricevere liste e contrassegni, neppure se li ritenga irregolari o presentati tardivamente. Deve farlo e semmai rilevare che sono stati presentati fuori termine. A Roma ciò non è avvenuto".

La maggioranza tira quindi un sospiro di sollievo, ma tutte le opposizioni, dall'Udc alla sinistra radicale, sono in rivolta e, come raramente accade, si ritrovano compatte sullo stesso fronte contro un governo che - è l'accusa - "uccide la democrazia". Per tutta la giornata Udc, Pd, Idv insieme alla sinistra 'extraparlamentare' hanno sparato a zero contro l'esecutivo e contro Silvio Berlusconi in procinto di sanare le liste del centrodestra nel Lazio e in Lombardia; con Antonio Di Pietro che ha chiamato "alle armi", sia pure 'democratiche', i cittadini per una mobilitazione di piazza contro il "dittatore". Iperattivo il leader di Idv che ha parlato di 'golpe' di 'abuso di potere' spingendo alla protesta e alla mobilitazione i cittadinielettori. E ieri sera, dopo il varo del Dl, l'attacco concentrico delle opposizioni contro la maggioranza è andato avanti senza sosta, con toni sempre più preoccupati e allarmati. E anche con minacce e avvertimenti come quello di Vincenzo Maruccio, Capolista dell'Italia dei Valori alle Regionali del Lazio, che ha ipotizzato il ritiro delle sue liste dalla competizione elettorale. La linea dura Pier Luigi Bersani l'ha mantenuta, nel suo tour al nord. Il segretario del Pd ha bocciato scorciatoie, e "trucchi per coprire pasticci", ha annunciato una dura opposizione. (Ansa)


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“Sesso invece della multa” l’accusa per due carabinieri A processo due carabinieri accusati di tentativo di violenza sessuale, tentativo di concussione e falso. I fatti risalgono al giugno 2004 quando i due militari imputati erano in servizio nella compagnia di Modugno in provincia di Bari. I due militari – secondo l’accusa – componevano la pattuglia che a mezzanotte del 5 giugno 2004, alla periferia di Modugno, fermò una donna di 31 anni che guidava una Fiat Tipo. Alla giovane, che era appena uscita dal lavoro, un militare, poi identificato dall’accusa in Sarinella, contestò delle violazioni al Codice della strada ma propose subito, dopo essersi seduto nell’autovettura della giovane, che avrebbe potuto far finta di nulla in cambio di un rapporto orale. Il militare – a quanto emerge dagli atti dell’indagine del pm Renato Nitti – fu parecchio insistente ma desistette dopo che la donna rifiutò di compiere l’atto sessuale e scoppiò a piangere. Alla scena – secondo l’accusa – assistette, seppure a distanza, l’altro militare imputato che assieme al collega concorse poi nella presunta falsificazione del verbale di servizio compilato a fine turno. Nel rapporto i due avrebbero attestato il falso per allontanare da sé i sospetti nel caso in cui la donna li avesse denunciati. A carico dei due carabinieri non vi è finora stato un riconoscimento personale certo da parte della vittima, ma vi sono una serie di accertamenti tecnici compiuti nel corso delle indagini da altri carabinieri che hanno anche esaminato le celle telefoniche che captarono i segnali dei telefonini dei due militari nella zona e nell’orario in cui fu compiuto il presunto tentativo di violenza.

sabato 6 marzo 2010

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Campania

De Luca contro Travaglio Il giornalista lo denuncia

Vincenzo De Luca (prima foto a sinistra), il candidato per il Pd alla presidenza della Campania, “lancia un avvertimento” a Marco Travaglio e il giornalista lo denuncia per minacce. Durante un incontro con i candidati meridionali del Pd per le elezioni regionali, De Luca ha detto: «Ho sentito quel

grandissimo sfessato di Travaglio. Spero di incontrarlo di notte al buio». Travaglio aveva ricostruito le vicende giudiziarie nelle quali De Luca è accusato di corruzione e truffa, ma al sindaco di Salerno questa ricostruzione non è piaciuta. «Sono tutte stupidaggini – ha ribadito riferen-

dosi alle sue vicende giudiziarie – e da questo punto di vista useremo la spada in campagna elettorale». A chi ha fatto notare la scorrettezza delle sue parole nei confronti del giornalista, De Luca ha subito replicato: «Scorretto è lui, perché parla in tv su cose che non conosce».

Concerto di Vivaldi interrotto dalla custode del Pantheon

Giudice infilato nella lista elettorale a sua insaputa

Sembra incredibile, ma la storia -vera- è successa nel cuore di Roma, nel tempio sacro dell’arte: al Pantheon. Proprio qui domenica una custode ha osato interrompere un concerto di musica classica pochi minuti prima della fine perché la struttura chiudeva alle 18 in punto. A nulla sono valse le proteste dei 500 spettatori e dei musicisti del quintetto russo Bach Consort che si apprestavano ad eseguire l’ultimo movimento di Vivaldi.

Stesso nome, stessa data e luogo di nascita, ma con firma palesemente diversa. Il suo nome è nella lista di Forza Nuova presentata a Brescia per le elezioni regionali, e l’involontario protagonista è un gip del Tribunale cittadino. A scoprire che tra i firmatari c’era il giudice Lorenzo Benini è stato, nei giorni scorsi, l’ufficio circoscrizionale regionale presso il Tribunale di Brescia. Tutti i dati anagrafici corrispondono a quelli del giudice di Brescia, ma la firma sarebbe palesemente ontraffatta. «Intendo tutelarmi in ogni sede», ha commentato il giudice, aggiungendo che «la cosa in sé è molto grave e lo e ancor più per la mia qualità di magistrato che non deve solo essere, ma anche apparire imparziale. Ritengo che l’associazione del mio nome a qualsiasi partito politico pregiudichi gravemente la mia immagine di terzietà, che per tutti questi anni, ha rappresentato, e continuerà a rappresentare, il presupposto fondamentale del mio lavoro». A quanto si è appreso, la Procura di Brescia avrebbe già aperto un fascicolo sulla vicenda.

Nelle scuole trevigiane gli asini ci sono, ma portano gli zaini In un comune del Trevigiano gli alunni arrivano a scuola facendosi portare gli zaini da alcuni asini. Fino a sabato i ragazzi della scuola primaria potranno usufruire di un servizio di trasporto del tutto eccezionale realizzato anche grazie al sindaco. "E' un'occasione - dicono gli organizzatori dell'evento - per vedere gli asini al lavoro nel sociale e nel turismo, ma anche come animali da compagnia". L'iniziativa, partita da alcuni giorni nel comune di Godega Sant'Urbano, ha fatto felici sia genitori che bambini.


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Risveglio elettorale in Calabria? Speriamo dI

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la migliOre del giOrnO

VInCEnzo PItARo

lcuni candidati alle Regionali 2010 sono convinti che i cittadini calabresi capiscono poco o niente di politica. E sbagliano. Sbagliano di grosso. Perché si può esser sicuri che capiscono più di quanto si pensi. L'umano - per sua natura - è razionale: ha una testa e dentro di essa un cervello. È una «canna pensante», diceva Pascal. Non per tutti è così? Esistono ancora persone che sono solo «canne» - senza l'aggettivo verbale - destinate a piegarsi secondo la direzione del vento? Beh, sono fatti loro. Dopotutto, questo tipo di persone - che si spera facciano parte, per il bene della Calabria, di un gruppo piuttosto sparuto - interessa relativamente o, se vogliamo, non interessa affatto. l problema che qui si vuole affrontare, d’altronde, è un altro e parte da un interrogativo di fondo. Tra poche settimane si torna alle urne per il rinnovo del Consiglio regionale. I «bla-blabla», da una parte e dall’altra, riecheggiano già da tempo nelle vallate. Ma quale Calabria ci viene effettivamente consegnata alla vigilia del voto? Non di certo una Calabria che ride. Questa regione – e purtroppo è diventato un monotono refrain - versa in condizioni che definire drammatiche è un eufemismo. Basterebbero soltanto pochi dati e qualche considerazione per dare la misura e l’entità della gravità del «fenomeno Calabria». Di questo, più che di altro, dovrebbe tener conto il mio carissimo amico e collega Gianluigi Paragone (che conosco e stimo da quasi vent’anni) quando si trova ad affrontare nella sua trasmissione settimanale di Raidue «L’ultima parola» - i problemi del Sud e in particolar modo della Calabria. Sono problemi e bubboni per la

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sabato 6 marzo 2010

cui soluzione e risanamento i giovani, i meno giovani, le donne, i calabresi onesti (che sono la stragrande maggioranza) sono impegnati ormai da anni a condurre le loro lotte democratiche e non senza sacrifici. La realtà, ahinoi!, è oltremodo eloquente e sintomatica al punto che ogni commento risulterebbe perfino superfluo. Le piccole industrie chiudono, i Fondi comunitari sono fermi al palo, le iniziative muoiono sul nascere, il turismo segna il passo e la disoccupazione aumenta sempre di più. questo spaccato della realtà calabrese, che mette a nudo annosi problemi, ha fatto riscontro quasi sempre nelle passate legislature (sia per colpa della sinistra, sia per colpa della destra, e qui sì che la par condicio è bel applicabile) una condotta politica votata al più totale immobilismo, con rigidi arroccamenti, inveterate posizioni di potere, a tutto vantaggio di quelle «lobby» intenzionate a far sì che le cose in Calabria restino immutate. Ricordate il romanzo di Tomasi di Lampedusa? Bene! La speranza è che non s’instauri definitivamente, anche qui da noi, il sistema del «Gattopardo». er il resto, lo avrete senz’altro intuito: non stiano «sentenziando» o assumendo le difese d’ufficio né in direzione dell’uno né dell’altro schieramento, sia del passato che del presente. Si è solo cercato di fare in sintesi un’analisi della Calabria, così come si presenta alla vigilia di questa nuova tornata elettorale di marzo. Ciò che ci sta veramente a cuore, repetita iuvant, infatti sono solo le sorti della Calabria, il suo avvenire. Ecco perché ogni buon calabrese (e per «buon calabrese» s’intende non colui che va al voto in base a considerazioni emotive, a stati

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Giannelli sul “Corriere della sera” d’animo o altro, ma colui che come si diceva all’inizio - ha una testa pensante) l’imperativo categorico questa volta è uno soltanto: riflettere! n voto ragionato (per chi decidesse di recarsi alle urne, visto che anche il non voto è un sacrosanto e rispettabile diritto), questa volta dunque è più che un obbligo. Viceversa, non ci resta altro che lasciar cadere sul fondo finanche la speranza. La speranza che quel proverbiale «Cristo», che da tempo immemorabile si ostina a restarsene di là da Eboli, possa un giorno arrivare a mettere piede anche in questa nostra sfortunata regione. www.vincenzopitaro.it

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Successo dell’Uil sui controlli al personale delle dogane Dopo l’intervento della Uil Dogane Lazio si è svolta, il giorno 4 marzo, una riunio-

ne del Comitato Inter ministeriale Sicurezza Aeroporti (CISA), in cui è stata deliberata all’unanimità l’approvazione dell’ordinanza, che verrà emanata da parte dell’ENAC, sulla modifica delle disposizioni contenute nella scheda 5 (P.N.S.). Dobbiamo anche ringraziare il Direttore dell’Agenzia delle Dogane, dottor Giuseppe Peleggi, che con il suo intervento ha permesso di concludere un capitolo gravoso per i nostri colleghi doganali, in servizio presso gli aeroporti nazionali e romani , in particolare quello di Ciampino, i quali non saranno più assoggettati ai controlli da parte degli addetti alla sicurezza per l’accesso alle aree aeroportuali. Finalmente, insomma, viene ridata dignità al nostro personale per la funzione specifica che riveste e rappresenta nell’ambito istituzionale. Virgilio tisba Uil dogane Roma

Articoli e lettere per queste pagine vanno indirizzati a tribuna@altroquotidiano.it


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ancora sull’attacco all’art. 18

Ma l’opposizione della Cgil risulta appannata dI

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PIEtRo AnConA

a questione dell'art. 18 di fatto abolito è già scomparsa dai giornali. Un silenzio mortale è seguito alle scarne, ambigue e per certi versi anche rivelatrici, interviste rilasciate ieri da tre leader delle Confederazioni che da sole rappresentano dodici milioni di persone e che non vengono chiamate alla lotta contro un vulnus che li rinvia all'era dei senza diritti. Solo Bonanni è riintervenuto sulla questione per confessare di avere partecipato alla stesura del provvedimento e per difenderlo affermando il falso e cioè che l'arbitrato non sostituirebbe il giudice. Epifani si è limitato a dire che, se ce ne saranno le condizioni, ricorrerà alla Corte Costituzionale. Forse tra quattro o cinque anni, quando il mercato del lavoro avrà registrato milioni di vittime. Il Pd ha votato contro ma si tratta di una formalità per mettersi in regola con i propri elettori e per non tagliare i ponti con la cultura giuslavorista che ha protestato scandalizzata con un documento sottoscritto dai suoi massimi esponenti. ggi si parla d'altro. Il tormentone delle liste di Formigoni e della Polverini tiene banco e si vorrebbe un decreto che faccia strame del diritto. Anche la questione della patata continua a tenere banco. Del fatto che venti milioni di cittadini vengono privati del diritto di ricorrere ad un giudice e della tutela del loro posto di lavoro alla grande stampa non importa. Soltanto Paolo Ferrero e Roberta Fantozzi di Rifondazione Comunista hanno deciso di reagire con uno

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sciopero della fame che rischia però di restare isolato o un fatto confinato in Internet se non ci sarà un sostegno più ampio e non si costruirà un movimento di vera opposizione. Uso l'aggettivo "vera" dal momento che la simulazione di gesti e di sentimenti di solidarietà è purtroppo più diffusa di quanto si creda. Intanto bisognerebbe con un tam tam immediato preparare la trasformazione dello sciopero della Cgil che, come è noto, si limita a chiedere una mancia fiscale di 500 euro, in uno sciopero in difesa dell'art.18. Bisognerebbe preparare migliaia e migliaia di cartelloni da portare nei cortei e nei comizi il 12 marzo. A questo fine bisognerebbe propagandare subito in assemblea quanto è successo, preparare un volantino da fare arrivare dappertutto, chiedere aiuto alle radio popolari, usare alla grande internet e Facebook. a legge approvata dal Senato è una legge di precarizzazione di tutto il lavoro. Finalmente Monti e quanti altri si sono lamentati dei privilegi dei genitori tutelati rispetto ai figli precari potranno dichiararsi soddisfatti. Ora siamo tutti precari, tutti licenziabili, tutti esposti agli appetiti, anche i più osceni del padronato. E bisognerebbe ricordare che è stato il governo D'Alema a mettere in discussione l'art. 18, respinto dalla grande manifestazione di Roma organizzata dalla Cgil di allora e la raccolta di oltre cinque milioni di firme. Oggi la Cgil deve essere cambiata radicalmente. Ma questo non è previsto da nessuna delle due mozioni.

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Una delle tante manifestazioni organizzate dalla Cgil in passato a difesa del’art. 18 dello Statuto che tutela i lavoratori dal licenziamento senza giusta causa

Incatenamenti contro la corruzione nella polizia municipale e in alcuni uffici del Campidoglio Come preannunciato nei giorni scorsi, è iniziata ieri mattina davanti alla sede romana del quotidiano "La Repubblica", la serie di incatenamenti di protesta da parte del sottoscritto. Motivo dell'eclatante gesto, la campagna contro la corruzione di alcuni tra i membri del Corpo della Polizia Municipale e i dipendenti degli uffici tecnici comunali del Comune di Roma. Una problematica, sulla quale da tempo il movimento a difesa del cittadino interroga le istituzioni, chiedendo la rotazione intermunicipale dei vigili urbani e degli impiegati delle U.O.T. dei Municipi. Alla giunta capitolina dico che occorre prestare più attenzione

nei confronti di un problema che oltre a ledere i diritti dei cittadini, minaccia l'imparzialità e la trasparenza nell'espletamento delle funzioni della Pubblica Amministrazione, principi sanciti costituzionalmente dall'articolo 97". Numerose sono inoltre le iniziative portate avanti dall'Italia dei Diritti di fronte al reiterato silenzio del sindaco Gianni Alemanno e alla mancata convocazione di un tavolo di discussione con le istituzioni. Trentamila le firme raccolte a sostegno della battaglia, mentre un apposito gruppo sul social network Facebook ha raggiunto circa quattromila iscrizioni. Ma sono pronto ad altri incatenamenti nelle prossime settimane, davanti a siti istituzionali e sedi di altri giornali e televisioni, non escludendo in caso di persistenza di silenzio e immobilismo da parte delle autorità competenti il ricorso a forme più radicali di lotta non violenta, per sradicare questo malcostume. antonello De Pierro presidente di Italia dei diritti


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Diritti & DOVeri

quotidiano

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l momento della morte di un individuo, giuridicamente si verifica la c.d. apertura della successione ereditaria ovvero il trasferimento patrimoniale (attivo e passivo) dalla persona defunta (detta anche “de cuius”) agli eredi. L’apertura della successione avviene nel luogo in cui il defunto aveva l’ultima residenza o domicilio. Per maggiore chiarezza, possiamo precisare che: -L’attivo patrimoniale comprende tutti i diritti di natura patrimoniale, cioè quelli valutabili economicamente, che erano del defunto, escludendo, naturalmente, quei diritti legati alla sua vita e alla durata della stessa (l’usufrutto, l’uso, l’abitazione, la pensione, il vitalizio). -Il passivo patrimoniale è costituito dai debiti contratti dal de cuius e dalle obbligazioni cui era tenuto a far fronte e di cui doveva rispondere, sempre solo dal punto di vista civilistico. -Gli eredi sono tutti coloro che, dopo la morte di un individuo, hanno diritto alla successione, nonché i nominati beneficiari di un testamento a titolo universa-

l’avvocato successione

La moglie separata interviene nell’eredità

Risponde l’avvocato Marina Nunziati, matrimonialista Mandate i vostri quesiti a nunziatimarina@yahoo.it Qualche mese fa è deceduto, improvvisamente, mio padre, lasciando me, mio fratello e mia madre profondamente addolorati. Solo dopo la sua morte sono venuto a conoscenza del fatto che i miei genitori non erano sposati (pur avendo noi figli il suo cognome) e che mio padre aveva avuto in precedenza una moglie senza peraltro avere figli e non aveva mai divorziato. oggi quella signora, solo legalmente separata, pretende una quota dell’eredità di mio padre che consiste in una vecchia casa di campagna dove noi solitamente trascorriamo la vacanze. Preciso che mio padre è morto senza lasciare testamento. Alberto Sposini, Perugia

le. Con riferimento alla figura dell’erede va precisato, altresì, che il nostro ordinamento giuridico contempla due istituti: la successione legittima e la successione testamentaria.

InformazIone

Nel primo caso, l’eredità del defunto si devolve agli aventi diritto in base alle disposizioni di legge (sono eredi cosiddetti legittimi i figli, il coniuge superstite, gli ascendenti, i fratelli

sabato 6 marzo 2010

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ecc.); nel caso di successione testamentaria, l’eredità –o parte di essa- si devolve in base alla volontà che il de cuius ha, a suo tempo, manifestato mediante un testamento. Venendo ora ad esaminare il quesito posto dal nostro lettore, che mostra l’evidente sconcerto per la scoperta dell’esistenza di una moglie separata del padre e, dunque, di un precedente legame del genitore che prescinde dal proprio nucleo famigliare e che si appalesa solo in occasione della morte, non possiamo che rispondere che la pretesa di veder riconosciuta la qualità di erede da parte della ex moglie, solo separata legalmente, è legittima e deve essere accolta. Pertanto, la successione ereditaria del defunto padre del nostro lettore si è aperta nel momento della sua morte ed, in assenza di testamento, interviene la legge a stabilire la qualità di erede legittimo. Nel caso di specie, eredi legittimi risultano essere l’ex coniuge separata ed i due figli naturali e riconosciuti avuti nel successivo rapporto.

Sentenza della Cassazione su intercettazioni false

Se l’errore è involontario, non c’è diffamazione Non può essere considerato colpevole di diffamazione a mezzo stampa il giornalista che relaziona su intercettazioni di colloqui che poi si dimostrano false. Lo sottolinea la Cassazione secondo la quale «il giornalista va esente da responsabilità non in virtù della mera verosimiglianza dei fatti narrati, ma solo a seguito dell'avvenuta dimostrazione dell'involontarietà dell'errore, dell'avvenuto controllo, con ogni cura professionale, da rapportare alla gravità della notizia e all'urgenza di informare il pubblico, della fonte e della attendibilità di essa, onde vincere dubbi e incertezze in ordine alla verità dei fatti narrati». In questo modo la Terza

sezione civile (sentenza 5081) ha confermato l'assoluzione accordata dalla Corte d'appello di Roma al gruppo l'Espresso per la pubblicazione di tre articoli che in primo grado erano stati ritenuti diffamatori nei confronti dell'avvocato Ciccio Misiani, scomparso di recente, e che si riferivano alle intercettazioni dei colloqui avvenuti nel bar Mandara tra l'allora pm presso la Procura di Roma Misiani e l'allora capo dei gip della capitale Renato Squillante. In primo grado il Tribunale di Roma, giugno 2000, aveva condannato il gruppo l'Espresso, i direttori responsabili Eugenio Scalfari ed Ezio Mauro e gli autori degli articoli a rifondere

Misiani con 50 mila euro per il risarcimento danni da diffamazione. Sentenza ribaltata dalla Corte d'appello della capitale nel 2004 che riteneva che le intercettazioni riportate dal quotidiano rientravano in una «verità putativa» e che in un primo tempo legittimamente erano state considerate «esatte in virtù della circostanza che Misiani proprio in base ad esse venne rinviato a giudizio ma poi assolto per il reato di favoreggiamento». Contro questa decisione Misiani, deceduto recentemente, aveva presentato ricorso in Cassazione sostenendo di essere stato diffamato. Piazza Cavour ha respinto il ricorso e ha sposato in pieno la tesi della

Corte d'appello sostenendo che «il riferimento alla verità putativa circa le notizie e le intercettazioni riportate dal giornale appare corretto poiché, con apprezzamento di fatto insindacabile, la Corte d'appello ha ritenuto che nel momento in cui furono pubblicate, i giornalisti avevano motivo di ritenerle vere anche se il successivo svolgimento dei fatti le ha smentite». In definitiva, giornalisti e direttori non sono colpevoli di diffamazione perché «quanto riferito dal giornale non era esattamente vero, ma corrispondeva sostanzialmente a quanto avvenuto». Inoltre è stata dimostrata «l'involontarietà dell'errore». (Adnkronos)


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Culture & tenDenze

Quarant’anni e sono ancora mia A quaranta anni dal ’68 un modo stimolante per ricordare attraverso la canzone il grande cambiamento operato dalle donne nella coscienza collettiva e nella percezione del loro ruolo sociale. Un viaggio divertente nel mondo femminile che si libera dell’immagine rassicurante della donna madre, moglie e massaia e scuote il maschile al grido di: “tremate, tremate le streghe son tornate!”. “Io sono Mia”, si diceva in quegli anni e ci piace ricordare che forse le uniche conquiste che si sono radicate nella nostra società dopo quaranta anni sono proprio quelle relative alla nuova dignità conquistata dalle donne. Sul palco una cantante che racconta di sua madre, anche lei musicista, che quaranta anni prima, incinta di lei, partecipava alle prime kermesse femministe cantando vecchie canzoni di protesta delle mondine. Lo spettacolo con musicisti dal vivo si snoda in una sorta di flashback tra la serata della cantante dei nostri giorni (con brani di Mannoia, Pravo, Martini, Vanoni, etc...) e sua

Ingresso gratis nei musei

Lo spettacolo scritto e diretto da Pino Ammendola, si avvale della interpretazione e della voce di Maria Letizia Gorga

Bronzo con mimosa

L’attrice maria Letizia Gorga madre con il pancione che in una sera dell’autunno del '68 canta accorata: “...sebben che siamo donne paura non abbiamo...". Lo spettacolo scritto e diretto da Pino Ammendola, si avvale della interpretazione e della voce di Maria Letizia Gorga che sarà lei stessa e sua madre, accompagnata sul palco da quattro musicisti in una formazione pop-rock: Stefano De Meo alle tastiere, Giuseppe Giampietro alla batteria, Pino Iodice alla chitarra e Andrea Pintucci al basso, con

la direzione musicale e gli arrangiamenti di Stefano De Meo. Coreografie di Jacqueline Chenal, allestimento scenico di Raffaele Golino. Lo spettacolo “Quaranta anni e sono ancora mia” è al Teatro Arcobaleno di Roma fino al 28 marzo (venerdì e sabato ore 21 - domenica 17.30). Ma una replica speciale è prevista per lunedì 8 marzo ore 21. Alla fine dello spettacolo, infatti, scrittrici e artiste si alterneranno sul palco per parlare delle loro opere e del loro essere donne.

A teatro la Mazzamauro omaggia Nikolay Gogol

La copertina del libro

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mostre

8 marzo

di mARIA F. RotondARo

sabato 6 marzo 2010

Si ispira al “Diario di un pazzo” di Nikolaj Gogol, il nuovo intenso lavoro scritto e interpretato da Anna Mazzamauro, dal titolo “Diario di in pazzo (che amava Shakespeare)”, in

scena al Teatro Ghione di Roma dal 9 al 21 marzo, per la regia di Livio Galassi. Il racconto è un viaggio nella doppiezza, nella schizofrenia di un uomo niente affatto particolare; l’iter di un

l 6 e 7 marzo, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali celebra la Festa della Donna con ingresso gratuito nei musei, aree archeologiche, biblioteche ed archivi statali. È il celeberrimo Bronzo di Riace, a porgere un mazzo di mimose, e invitare tutte le donne a visitare e riscoprire l’inestimabile patrimonio culturale italiano in occasione della loro festa. Un fine settimana dedicato alle donne, fonte di ispirazione per il linguaggio dell’arte e che hanno saputo conquistarsi nel corso del tempo ruoli da protagoniste nella stessa produzione e committenza artistica, fino a diventare interpreti privilegiate delle vicende artistiche e culturali del XX secolo.

attore che non è mai riuscito a realizzare le proprie ambizioni. L’infinita amarezza e crudeltà del destino del protagonist è annegata nell’ironia che fanno di questo personaggio l’archetipo dei “non eroi”. In contemporanea con lo spettacolo, esce il libro “Adattiamoci” di Anna Mazzamauro, edito da Graus Editore.


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ribalte

quotidiano

Vip e benessere nella Capitale

Pomeriggio di relax alla Spa Tante le dive del mondo dello spettacolo all’Ester Vogue per l’evento promosso dalla Fp Media Relation

sabato 6 marzo 2010

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Oscar: tante polemiche per “The Hurt Locker” “The Hurt Locker”, il film che racconta la vita tutta adrenalina dei militari Usa che disinnescano bombe nella guerra in Iraq, ha ricevuto ben nove candidature all'Oscar ma il grande successo nelle preferenze dei membri della Academy è stato accompagnato da una serie insolita di controversie. Il film, diretto con grande realismo da Kathryn Bigelow

(ex-moglie di James Cameron, il regista di 'Avatar'), è stato definito "una collezione di scene totalmente implausibili" da parte di alcuni veterani della guerra in Iraq. "E' un film falso sotto ogni aspetto - ha osservato il fotografo di guerra Michael Kamber - Non sono sbagliati soli alcuni dettagli: è l'intero concetto della vita degli artificieri che suona falso".

di mARIA F. RotondARo Un pomeriggio tutto al femminile, un momento dedicato alla cura del corpo e alle confidenze quello che si sono regalate le belle dello spettacolo insieme ad alcune professioniste della Roma bene dandosi appuntamento nell'elegante centro benessere "Ester Vogue". Nell'ampia Spa le signore hanno potuto provare alcuni dei trattamenti offerti dal salone sotto la vigile direzione della padrona di casa ester Princigalli, che con la sua esperienza e professionalità ha donato a tutte un momento di coccole e vero relax. Tra i volti noti che si sono alternati nelle Suite Hammam, le vasche termali e l'area dedicata ai massaggi, la bellissima Giulia elettra Gorietti presto protagosita di una nuova serie televisiva della Tao Due, la nuova scommessa del cinema italiano aurora Cossio, in questo momento nelle sale tra gli interpreti de "Il figlio più

da sinistra natalie Caldonazzo e Pamela Prati

piccolo" di Pupi Avati e rosaria russo a marzo in tv con "Mork e Mindi". Ospiti del centro anche natalie Caldonazzo, rinnovata nel look con i suoi capelli castani, D e n n y mendez e P a m e l a Prati, ed ancora maria m o n s è , roberta Beta, Hoara Borselli, Francesca rettondini, maria Grazia nazzari e Janet

De nardis. La giornata, organizzata dalla FP Media Relation di Francesca Pecchia, si è conclusa con un aperitivo a base di coktail e stuzzichini, al quale hanno partecipato anche volti maschili del mondo dello spettacolo, dagli attori marco Falaguasta, edoardo Leo e antonio Catania che avevano accompagnato le loro dolci

In alto Borselli col marito; Janet de nardis a sinistra denny mendez; metà, a Brando Giorgi, Luigi Cassandra, nicola Canonico prossimamente al cinema con "Le ultime 56 ore", angelo orlando e Christian marazziti.


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venerdì 5 marzo 2010

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Generazioni in conflitto

Cinico affresco del Bel Paese

Genitori e figli

il figlio più piccolo

agitare bene prima dell’uso Regia: Giovanni Veronesi con Silvio Orlando, Luciana Littizzetto. Michele Placido, Margherita Buy, Max Tortora, Elena Sofia Ricci, Piera Esposti Il confronto-scontro tra il mondo degli adulti e quello dei giovani di oggi attraverso lo sguardo della quattordicenne Nina. E' credibile il quadro che il regista toscano traccia delle nuove generazioni, riesce a fotografarne bene il malessere e l'incapacità di capirsi fino in fondo. Certo, in un contesto da commedia e con i toni leggeri del genere, a volte con profili appena tratteggiati ma decisamente convincenti. Decisamente migliore invece il fronte dei cosiddetti "grandi", dove si capisce che Veronesi ha maggiore conoscenza della materia. Avvalendosi di un cast di attori di alto profilo, abbandona per il momento il film ad episodi per raccontare una storia più strutturata e ricca di sfumature rispetto ai precedenti lavori.

Regia: Pupi Avati con Christian De Sica, Laura Morante, Luca Zingaretti, Nicola Nocella

Luciana Littizzetto e Silvio orlando in “Genitoi e figli”

Una indagine psicologica Il riccio Regia: Mona Achache con Josiane Balasko

Sarà anche una banalità, però è così. Quando si trae un film da un best-seller, alla fine la considerazione è sempre la stessa: sì il film è bello, però il libro è meglio. Ovvio. Difficile concentrare 321 pagine in una pellicola di un'ora e quaranta. Impossibile ridurre a

Una giornalista Il “riscatto” ricorda... del maestro An Education

Il concerto

Regia: Lone Scherfig con Carey Mulligan, Peter Sarsgaard, Alfred Molina

Regia: Radu Mihaileanu con Aleksei Guskov, Miou-Miou

Londra inizi anni '60. Qualche tempo prima della rivoluzione culturale e sessuale che cambiò l'approccio al mondo del genere femminile. Jenny ha sedici anni, è carina, intelligente, studiosa e presto andrà all'università di Oxford. Un giorno però un bel ragazzo elegante e ricco, con il doppio degli anni ed appartenente ad un ceto sociale molto diverso dal suo, le dà un passaggio in macchina. Se ne innamora e da allora la sua vita cambierà. Deliziosa commedia, tratta dalle memorie della giornalista inglese Lynn Barber, candidata a tre Oscar, con un gruppetto di attori straordinari: dalla protagonista, la giovanissima Carey Mulligan, fino alla breve apparizione (quasi irriconoscibile) di Emma Thompson.

"Il concerto" è quello per orchestra e violino di Cajkovskij. Bello e commovente il nuovo film del regista di "Train de vie". La storia di Andrei Filipov, celebre direttore russo d'orchestra licenziato in tronco ai tempi di Breznev per non aver cacciato i suoi musicisti ebrei. Trent'anni dopo, caduto in disgrazia, l'uomo lavora ancora al Bolshoi ma come custode. Grazie ad uno stratagemma riunisce la sua vecchia orchestra per tornare a suonare nel Teatro di Chatelet a Parigi. Parte alla ricerca spasmodica degli artisti che nello sfacelo dell'Unione Sovietica tutto fanno meno che suonare. Riuscirà a mettere insieme un consistente gruppo di varie etnie, dalla ebraica alla rom, nel tentativo di riscattare una "dignità umana calpestata".

poche scene, pagine e pagine scritte con raffinata maestria da Muriel Barbery. L'acuto e minuzioso diario di una geniale dodicenne, figlia di un ministro, che intende suicidarsi il giorno del suo tredicesimo compleanno. La descrizione della complessa personalità di una (apparente) banale e sciatta portinaia, che ha trascorso ogni istante della vita a sottrarre tempo al lavoro per leggere, lontana da occhi indiscreti: saggi, trattati di economia e psicanalisi, guardare film ed ascoltare musica classica.

Umorismo yiddish

Con la scusa di completare la trilogia sulla paternità (dopo "La cena per farli conoscere" e "Il papà di Giovanna"), Avati racconta l'Italia di oggi e lo fa con particolare cattiveria ed ironia, aiutato anche da un più che brillante cast di attori. Apparentemente parla di beghe familiari, in realtà dà vita ad un preciso affresco del Bel Paese: cinico, corrotto e corruttore, egoista, disposto a tutto in nome del dio denaro. Un insospettabile De Sica (dopo tanti cine-panettoni) riesce finalmente a dare corpo ad un personaggio complesso e spietato, il "furbetto del quartierino" di turno che pur di salvarsi dalla galera per i suoi guai finanziari, non si fa scrupolo di riversare le sue colpe sull'ingenuo figlio.

storia d’amore tra diciottenni

A serious man

dieci inverni

Regia: Joel & Ethan Coen con Michael Stuhlbarg

Regia: Valerio Mieli con Isabella Ragonese e Michele Riondino

Il film è ambientato nel 1967 in una comunità ebraica di una non bene identificata cittadina del Mid West. Larry Gopnik è un docente universitario e cerca di vivere secondo le regole della collettività. Tenta di fare del suo meglio nonostante abbia il figlio che fuma erba, la figlia che vuole rifarsi il naso, la moglie che lo lascia per un altro e tanta sfiga lo perseguita. Il tutto condito da un tagliente umorismo yiddish. Gli stessi Coen, intervenuti al festival del cinema di Roma, hanno ammesso di aver attinto a piene mani dai ricordi della loro infanzia. Grande prova dell'attore protagonista, Michael Stuhlbarg, in Italia del tutto sconosciuto, del quale però si intuisce l'enorme capacità interpretativa per cui è noto nell'universo teatrale Usa.

Appena dieci inverni per dirsi ti amo? Buon esordio per il giovane regista romano, uscito da un paio d’anni dal Centro Sperimentale di Cinematografia, che scrive e dirige una storia d'amore nella città più romantica del mondo: Venezia. Tuttavia, evita (quasi) accuratamente i luoghi comuni e cerca di raccontare, tra realismo e fiaba, l'incontro tra due diciottenni, Camilla e Silvestro, che solo dopo dieci anni saranno in grado di confessare i loro veri sentimenti. Cameo musicale di Vinicio Capossela con il brano "Parla piano" nel ruolo di invitato a un matrimonio in una dacia nella campagna moscovita.


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GranDe SChermO

sabato 6 marzo 2010

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Un romanzo familiare

Pezzo di storia senza retorica

La prima cosa bella

Invictus

Regia: Paolo Virzì con Valerio Mastandrea, Stefania Sandrelli, Claudia Pandolfi, Micaela Ramazzotti.

Svolta intimista per il regista toscano che si allontana decisamente dalle tematiche sociali che hanno caratterizzato le sue precedenti pellicole, per concentrarsi sui sentimenti e sulla psicologia dei personaggi in una sorta di romanzo famigliare. Un percorso tutto nuovo per il quale sceglie l'attrice simbolo della commedia all'italiana, la splendida Stefania Sandrelli che insieme ad un Mastandrea in grande forma (una delle migliori interpretazioni dell'attore romano nel ruolo di Bruno e del suo mal di vivere) da vita ad un duetto recitativo di ottimo livello, riuscendo a coinvolgere l'intero cast. Costruito su due piani temporali, il film percorre circa quarant'anni di vita livornese, la storia di una mamma bellissima e svampita e dei suoi due figlioli dagli anni 70/80 fino ai nostri giorni

Regia: Clint Eastwood con Morgan Freeman e Matt Damon

morgan Freeman nei panni di nelson mandela in “Invictus”

Commedia degli equivoci Il missionario Regia: Roger Delattre con Jean-Marie Bigard

Divertente commedia degli equivoci, senza troppe pretese ma ben costruita, prodotta da Luc Besson. L'attore protagonista, che ha anche scritto la sceneggiatura, nel raccontare il suo primo incontro con Besson sul set di un precedente film, ha rivelato che

in quell'occasione, prima di squadrarlo da cima a fondo, gli ha detto che lo avrebbe visto bene nei panni di un prete. Parole profetiche. Bigard veste i panni di Mario Diccara, ex galeotto appena uscito dalla prigione che ha qualche conto in sospeso con la malavita. Chiede aiuto al fratello prelato che gli suggerisce di raggiungere Padre Etienne in un paesino dell'Ardèche, travestito da sacerdote. Al suo arrivo scopre che il parroco è morto e gli abitanti lo scambiano per il sostituto.

Il capitano Francois Pienaar entra nella minuscola cella dove per 27 anni è stato recluso Nelson Mandela. Allarga le braccia, come per prenderne le misure e dalla finestra lo immagina nel cortile, in catene, intento a spaccare pietre sotto il sole cocente. Perché un uomo che ha dovuto subire tanto dolore parla di perdono? Forse l'eccesso di retorica, inusuale per un film di Eastwood, può in un primo momento generare qualche attimo di smarrimento. Poi con lo scorrere delle immagini prevale l'emozione, quella di veder rappresentato un momento cruciale della storia del Sudafrica ma forse anche del mondo. Le interpretazioni di Freeman nei panni di Nelson Mandela e Damon in quelli del biondissimo capitano della squadra di rugby sono appassionanti.

L’amore interrotto

Un cane che commuove

A single man

Hachiko

Regia: Tom Ford con Colin Firth e Julianne Moore

Regia: Lasse Hallstrom con Richard Gere e Joan Allen

Patinato e forse stilisticamente troppo perfetto (poteva essere diversamente?), ma con un grande Colin Firth nei panni di un professore universitario che non riesce a dare un senso alla vita dopo la morte del suo compagno per un incidente stradale. Discreto esordio alla regia per il celebre stilista texano che è riuscito a fare un film con parecchie imperfezioni, eppure coinvolgente ed emozionante. Libero adattamento del romanzo di Christopher Isherwood "Un uomo solo", è un racconto sull'amore interrotto, sull'isolamento della condizione umana e l'importanza dei momenti apparentemente insignificanti della vita.

Un consiglio, anche per i più duri di cuore: portatevi parecchi fazzoletti perché si piange, inesorabilmente. Riadattamento di un famoso racconto giapponese ispirato ad una storia realmente accaduta. Le curiose vicende di Hachiko, un cane di razza Akita e la sua speciale amicizia con il suo padrone, il professor Parker. Il professore incontra casualmente il bel cucciolotto e se ne innamora. Lo porta a casa, anche contro il parere della moglie, lo addestra, vivono quasi in simbiosi. Ogni mattina lo accompagna alla stazione dove prende il treno per andare al lavoro, ed alle 5 in punto del pomeriggio aspetta nel medesimo luogo il suo ritorno. All'improvviso il professore muore ma il “migliore amico dell’uomo” continuerà ad aspettarlo alla stazione.

Sergio Fiorentini, Carlo Verdone, Anna Bonaiuto e marco Giallini in una scena di “Io, Lara e loro” parla di noi, delle nostre famiglie, di come siamo diventati. Senza utilizzare toni troppo altisonanti, con il solito garbo e gentilezza ed una buona dose di umorismo. Io, loro e Lara Ottimo cast di attori, sapienteRegia: Carlo Verdone con mente diretto. In mezzo a tanta Carlo Verdone, Laura Chiatti, professionalità anche la Chiatti fa Anna Bonaiuto, Marco Giallini, la sua bella figura. Da guardare Sergio Fiorentini, Angela con attenzione una delle scene più Finocchiaro divertenti del film, dove si frontegE' il miglior film del regista roma- giano, da un punto di vista recitano. Equilibrato e maturo. Quello tivo, una grande Angela più riuscito e, contrariamente a Finocchiaro nei panni dell'assiquanto si possa credere, il meno stente sociale tutta intenta a religioso, anche se il protagonista sedurre il sacerdote Verdone, alias è un prete missionario. In realtà padre Carlo Mascolo

Il miglior Verdone


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quotidiano

GranDe SChermO

Baciami ancora

the Wolfman

Regia: Gabriele Muccino con Stefano Accorsi, Vittoria Puccini, Pierfrancesco Favino, Claudio Santamaria, Giorgio Pasotti, Marco Cocci, Sabrina Impacciatore

Regia: Joe Johnston con Benicio Del Toro, Emily Blunt, Anthony Hopkins

La Genova di De andrè La bocca del lupo Regia: Pietro Marcello con i reali protagonisti della storia.

Piccolo film di nicchia, per raffinati cultori del cinema d‘autore. Ricco di poesia e sentimento. Due anime perse raccontano le loro vite. Sullo sfondo la Genova storica, descritta e fotografata alla De Andrè. Quella di ieri, delle "tripperie" ormai scomparse, e quella di oggi percorsa dai disperati e dagli ultimi. Enzo è appena uscito dalla galera e attraversa la città, alla ricerca dei luoghi di un tempo ormai dismessi. Nella piccola casa nel ghetto, tra i vicoli del vecchio quartiere, l'aspetta da anni l’amatissima Mary, prostituta transessuale. Nato da un'idea della fondazione San Marcellino, gesuiti di Genova, che da anni assiste in diversi modi la comunità dei senza tetto, degli emarginati.

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La generazione dei quarantenni

monster movie di tutto rispetto

Monster movie di tutto rispetto. Diretto con mano ferma ed interpretato con la stessa convinzione da un intenso Benicio Del Toro (bravo anche con il pesante trucco da lupo) accanto al sempre straordinario Hopkins, nel ruolo del padre. Remake del classico horror "L'uomo lupo" di George Waggner del 1941, costruzione di un sanguinoso puzzle con un'antica maledizione che trasforma le persone in lupi mannari durante le notti di luna piena, che sta lentamente uccidendo gli abitanti di Blackmoor. Poco splatter ma di certo non annoia, diligentemente condensato in poco più di un'ora e mezzo con una tensione narrativa che non cala mai. Interessante ricostruzione d'epoca in stile vittoriano.

venerdì 5 marzo 2010

Benicio del toro, Emily Blunt e Anthony Hopkins in “the Wolfman”

La strage di marzabotto

Buoni, cattivi e effetti speciali

L’uomo che verrà

Avatar

Regia: Giorgio Diritti con Alba Rohrwacher e Maya Sansa

Regia: James Cameron con Sam Worthington, Sigourney Weaver

Girato con assoluto rigore, non Cosa dire di più di quanto non si scade mai nella retorica. Diretto sia già sproloquiato su questo film. in maniera magistrale, con atto- Gli effetti sono davvero speciali ri di grande spessore che recita- (l'animazione è splendida, in parno i rari dialoghi in dialetto ticolare le figure dei Na'vi e l'ambolognese (sottotitolati in italia- bientazione di Pandora), la storia no). Meritatamente premiato però, per quanto politicamente all'ultimo festival del cinema di corretta, è un po' banalotta. I Roma, ripercorre gli ultimi nove buoni, i cattivi, l'amore, il lieto mesi dalla strage di Marzabotto fine, con pistolotto moralistico. Il dove furono massacrate dai cattivo è così cattivo da sembrare nazisti 770 persone, per la mag- una caricatura. Già dalle prime gior parte donne, bambini ed scene si capisce al volo dove andrà anziani. Il racconto cadenzato a parare. Sembra un lungo déjàvu. A tratti dei nove viene in mesi d'atmente "Balla tesa per la coi lupi", "The nascita di Fountain" di un bambiAronofskye no in (ma l'albero un'umile della vita non famiglia di è simile?), contadini, "Soldato blu", attraverso "Il signore lo sguardo degli anelli", della sorel"Apocalypse lina muta Now". Un di otto c o n s i g l i o: anni. Film provate a di forte vederlo senza impatto gli occhialini, emotivo, nei cinema forse di senza 3D. I non facile colori sono fruizione, molto più ma decisavivaci. mente da non perdeAlba Rohrwacher in “L’uomo che re. verrà”

Muccino in grande forma. La trasferta americana gli ha fatto bene, lo ha galvanizzato ed arricchito e con la macchina da presa fa faville. Corre letteralmente dietro agli attori, non li molla un istante nel tentativo di estrapolare emozioni e sentimenti. Dopo i trentenni racconta gioie e dolori della generazione dei quaranta. Il ritorno alle radici ma anche la voglia di rimettersi in gioco, l'amore per l'altra persona e quello per i figli. Un gruppo di amici impegnati in una estenuante ricerca della felicità. Forse una costruzione un po' troppo adrenalitica ed affannata (in 2 ore e 19 di durata), ma decisamente efficace nel delineare i personaggi. La new entry Vittoria Puccini non fa rimpiangere Giovanna Mezzogiorno.

Un manager senza scrupoli tra le nuvole Regia: Jason Reitman con George Clooney e Vera Farmiga

Un film attraversato da un umorismo fresco e leggero per affrontare un tema di scottante attualità, dai risvolti inevitabilmente drammatici. La storia di un "tagliatore di teste", un manager molto ricercato in tempi di crisi, che le aziende assumono per brevi periodi con il compito di licenziare il personale in eccesso. Un grande Clooney nei panni del professionista senza scrupoli che dopo tanti anni spesi felicemente tra una città e l'altra dell'America, improvvisamente sente di dover cambiar vita. La sfilza dei dipendenti che passa sotto la mannaia di Clooney sono veri disoccupati provenienti da Detroit e St. Louis, le città più colpite dalla recessione. Il regista è il figlio di Ivan Reitman, quello che ha diretto "Ghostbusters".


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quotidiano

sabato 6 marzo 2010

First lady

Il click

Il cantante

Carla Bruni: sotto il vestito niente

Un’altra bionda per Lapo

Bennato rompe il silenzio con il rock

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nella notte milanese Lapo Elkann sale in macchina: i fotografi lo immortlano. Pochi istanti dopo, però, arriva anche una bella ragazza bionda, che si siede sul sedile posteriore. Ancora flash. I due ingranano la marcia e scompaiono. Sarà la nuova fiamma del rampollo agnelli, dopo la rottura con la cugina Bianca Brandolini?

David Bowie contro la chiusura di radio Bbc L’abito di Carla Bruni Un abitino blu attillatissimo, che ben disegna le sue forme perfette e mette in evidenza un particolare non irrilevante: sotto il vestito manca il reggiseno. Si è presentata così Carla Bruni, ex modella e cantante italiana, attuale première dame di Francia, in occasione della cena di stato tra suo marito Nicolas Sarkozy e il presidente russo Dimitri Medvedev. Insomma non proprio una mise... "ortodossa" per certe occasioni! Fa notare Tgcom nella pagina del gossip. L'abitino, dello stilista francese Roland Mouret, non poteva certo passare inosservato. E il particolare della mancanza di reggiseno era più che evidente. Soprattutto all'occhio vigile dei paparazzi, che non si sono persi l'occasione di immortalarla.

Pagina a cura di maria F. Rotondaro

Una leggenda del rock contro la direzione della Bbc: anche David Bowie e' in prima fila in una campagna per salvare Bbc 6 Music. La Bbc vorrebbe chiudere la stazione radio digitale nell'ambito di una sostanziale ristrutturazione del proprio servizio. L'emittente ha in media soltanto 700.000 ascoltatori, ma oltre 112.000 persone si sono unite in pochi giorni alla campagna online contro la sua chiusura. E la mobilitazione potrebbe avere successo.

Edoardo Bennato Edoardo Bennato ha interrotto un silenzio discografico che durava da 5 anni tornando al rock'n'roll con 'Le vie del rock sono infinite'.Nel nuovo album, 13 canzoni, tra riflessioni private e memorie di viaggio (Cuba e l'Afghanistan), c'e' spazio, come sempre, per un ritratto impietoso del nostro Paese. Due i brani che ispirano un ragionamento spietato, 'Il capo dei briganti' e 'C'era un re', da dove, con un occhio alla storia del regno della due Sicilie, si arriva a parlare di mafie.

Dopo Francesca un’altra miss per Ferdi La sua love story con Francesca Fioretti, finalista a Miss Italia 2005 e coinquilina nella Casa, è finita da qualche mese ma, nonostante i suoi propositi di riconciliazione, Ferdi Berisa, vinvitore del GF9, non perde tempo e si consola. Puntando in alto, come mostrano le immagini di Visto. Da un'aspirante

Miss Italia infatti è passato ad un'aspirante Miss Mondo. Eccolo mentre corteggia Valentina Musatti, finalista per il concorso di bellezza. Di ragazze ne ha conosciute tante, da quando la sua relazione con la modella napoletana conosciuta durante la nona edizione del Gf, si è interrotta. Ma Ferdi è

Ecco i paparazzati diventato molto esigente e punta in alto. Se infatti la bella ex gieffina era arrivata alle finali di Miss Italia, la ragazza che adesso sta facendo battere il cuore di Ferdi è addirittura una finalista a Miss Mondo.

aq8marzo2010  

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