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Anno I - n. 151 - Martedì 8 dicembre 2009

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l’ € 0,50

Ora di punta di

SteFAno CleriCi

Il tarlo del sospetto

A

bbiamo perso il conto di tutte volte - dal famoso o famigerato avviso di garanzia a Berlusconi nel consesso internazionale di Napoli - in cui autorevoli esponenti della maggioranza (se non addittura lo stesso presidente del Consiglio) hanno usato il termine "a orologeria" ogni volta che qualche Procura annunciava l'apertura di qualche fascicolo giudiziario, verso Tizio o verso Caio o Sempronio, magari a ridosso di qualche competizione eletterorale o a seguito di qualche inchiesta giornalistica e conseguenti feroci polemiche. Ma di fronte agli encomabiali e mai troppo applauditi arresti dei superboss di Cosa Nostra Gianni Nicchi e Gaetano Fidanzati, qualche maligno pensiero a qualcuno sarà balzato in mente. Ventiquattr'ore dopo la deposizione in aula del "pentito" Gaspare Spatuzza (che, come abbiamo fatto notare già ieri, è stata in realtà soprattutto un approssimativo "sentito dire") ecco la spettacolare operazione antimafia. Quasi a voler ribadire che questo geverno è quello che ha raggiunto i più importanti risultati contro la criminalità organizzata. Straordinaria coincidenza sulla quale, come diceva Andreotti, “a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”. Escludiamo che stavolta sia così, ma il fatto stesso che venga da pensarlo non è un buon segno.

quotidiano www.altroquotidiano.it

Lo ha proposto la Lega, il ministro Matteoli d’accordo

In autostrada a 150km Ed è subito polemica tra favorevoli e contrari Un video-shock a Copenaghen

Al vertice di Copenaghen sul clima è stato proiettato un video sugli effetti dei gas serra e del surriscaldamento della terra. Fervono le trattative per un accorddo per un accordo mondiale.

Il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, ha detto sì alla proposta contenuta in un emendamento della Lega di elevare il limite di velocità a 150 km orari sulle autostrade, purché a tre corsie e provviste del sistema di controllo “tutor”, nonché limitato ad alcuni tipi di auto. "Non credo sia giusto né possibile che un'auto di piccola cilindrata e una più potente debbano per legge procedere alla stessa velocità in autostrada. Per questo - ha spiegato Matteoli - se il Parlamento deciderà di modificare la legge, sono favorevole ad alzare il limite di velocità in autostrada a 150 km orari". Più che favorevole naturalmente, l'ex ministro Pietro Lunardi, che fu il primo a proporre di elevare il limite. L'emendamento della Lega suscita però le critiche di chi, come le associazioni delle vittime della strada, temono che maggiore velocità possa significare anche più incidenti. Bocciature anche da esponenti del Pd, che sostengono che al contrario sic deve accrescere la cultura della sicurezza stradale.

Le opposizioni abbandonano la commissione Bilancio perché la legge è stata “blindata” dalla maggioranza: impossibili correzioni

Totale rottura sulla Finanziaria La Finanziaria 2010 ottiene l'ok della commissione Bilancio e il testo arriverà mercoledì all'esame dell'Aula di Montecitorio dove non è escluso che il governo decida di chiedere una nuova fiducia. Ma dopo una nottata di lavori svoltisi tra aspri contrasti, i gruppi di opposizione (Pd, Idv e Udc) hanno abbandonato la seduta della commissione accusando governo e maggioranza di stravolgere la prassi parlamentare, “blindando” il provvedimento già in commissione senza lasciare spiragli alle proposte di modifica dei partiti di minoranza. E tutto questo lo fanno «con

arroganza - commenta il segretario del Pd Pier Luigi Bersani - chiudendoci la bocca». Lo fanno, è la convinzione dell'Udc, per coprire «divisioni interne», ma alla fine «hanno approvato un testo - dice il deputato centrista Gian Luca Galletti - che è un boomerang contro le famiglie e le imprese». Secondo l'Italia dei Valori è stato come assistere al «gioco delle tre carte» con il quale la maggioranza ha di fatto aggirato l'invito al confronto del presidente della Camera Gianfranco Fini. Questa volta però, replica invece la terza carica dello Stato nuovamen-

te sollecitato, «le regole sono state rispettate» e dunque nessun ulteriore rinvio dei lavori è possibile. La linea scelta da Pd, Idv e Udc nasce da «una valutazione politica perchè a livello parlamentare - sottolinea il presidente della commissione Giancarlo Giorgetti - sono stati garantiti tutti i diritti a tutti». La forma, dunque, a quanto pare è stata rispettata, ma la sostanza no. Su questo non si pronuncia Tremonti, che è soddisfatto delle decisioni prese, e così i capigruppo del Pdl Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto: «E’ un serio strumento per lo sviluppo».


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martedì 8 dicembre 2009

VentiquattrOre

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gossIp

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CronaCa

Fabrizio Corona presidente di una squadra di calcio

ragazzo ucciso dopo una lite fuori da una discoteca

Una bella mossa pubblicitaria messa a segno dal proprietario della squadra calcistica della Sangiustese che ha nominato in qualità di presidente onorario Fabrizio Corona. L'accordo è stato messo a punto dal numero uno del club marchigiano, Antonio Pantanetti, e i legali di Corona. Molte le iniziative di marketing previste per rilanciare (o meglio lanciare) l'immagine della squadra che attualmente milita nella Lega Pro Seconda Divisione. Una curiosità, nemmeno da poco visto che Corona è sempre vicino al mondo della moda: lo sponsor della Mossa pubblicitaria di Fabrizio Corona che è divensquadra è un maiale. tato presidente di una squadra di calcio.

Un ragazzo domenicano di 23 anni è stato ucciso a Bassano del Grappa (Vicenza) all'esterno della discoteca El Desafio. Dalle prime testimonianze, tra le quattro e le cinque del mattino fuori dal locale è scoppiata una rissa che ha coinvolto diverse persone. A un certo punto, sono comparsi dei coltelli. Il ragazzo è rimasto a terra, all'arrivo del 118 era già morto. Le altre persone coinvolte nella rissa sono fuggite. Sul posto è intervenuto il commissariato di Bassano. Sono scattate immediatamente le indagini che dovranno individuare i responsabili dell'uccisione.

rIforme CondIvIse

L’aggUato dI taUrIanova

Bossi: «Va cambiata la legge sui pentiti»

Il giovane ucciso figlio di un politico

Il leader della Lega, Umberto Bossi, apre a riforme condivise, e lo fa il giorno che l'ex presidente della Camera Luciano Violante, dalle pagine del Corriere della Sera, parla della necessità di un lavoro comune per quelle costituz i o n a l i . Contestualmente, sostiene la necessità di cambiare la legge sui pentiti. Il ministro delle Riforme ha parlato a Milano dove, con il sindaco

Pasquale Inzitari il padre di Pasquale Mario, il diciottenne ucciso nella tarda serata di sabato in un agguato a Taurianova, è stato condannato, il 18 settembre scorso dal gup di Reggio Calabria a 7 anni e 4 mesi per concorso esterno in associazione mafiosa. Inzitari, che si trova ai domiciliari, era il cognato di Nino Princi, l’imprenditore morto nel maggio 2008 in seguito all’esplosione di una bomba sotto la sua auto. Pasquale Inzitari, insieme al presunto boss Domenico Rugolo, di 74 anni, era stato arrestato nel maggio dello scorso anno quando era un esponente politico dell’Udc, partito che poi lo ha sospeso. Nel settembre scorso, a Inzitari la Dia aveva sequestrato beni per un valore di circa 55 milioni di euro. Pasquale Inzitari, secondo l’accusa, è stato la mente imprenditoriale della costruzione del centro commerciale Parco degli Ulivi di Rizziconi. Nell’epoca in cui ha ricoperto l’incarico di vice sindaco ed assessore nel comune del Reggino, il Consiglio comunale deliberò il cambio di destinazione d’uso dei terreni su cui sarebbe poi sorto il centro e che, secondo gli investigatori, erano già stati acquistati a prezzo agricolo da prestanome della cosca Crea.I terreni passarono successivamente alla società Devin, di cui Inzitari era socio, che vi costruì il centro commerciale.

Letizia Moratti, ha visitato il presepe di Palazzo Marino. Poco prima il sindaco aveva visto un altro ministro, Ignazio La Russa, che coi giornalisti aveva detto che l'esempio di Violante va seguito. «Noi - ha spiegato il segretario della Lega - siamo d'accordo. Io misi a punto la devoluzione che prevedeva una diminuzione del numero di parlamentari e fu bocciata dalla sinistra».

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Direttore responsabile: ennio Simeone Redazione e stampa: via Carciano 45, 00131 Roma tel. 06 86293192 redazione@altroquotidiano.it Editrice: GeCeM (Gestione Cooperativa Editoria Multimediale) - Presidente:Stefano Clerici Sede legale: Via Aldo Sandulli 45, Roma Registrazione del Tribunale Roma n..343/08 del 18 settembre 2008 - Registrato al ROC Partita Iva 09937731009

L’OnOmasticO

Ambrogio oggi si festeggia sant’ambrogio. di famiglia romana cristiana, governatore delle province del nord Italia, fu acclamato vescovo di milano il 7 dicembre 374. rappresenta la figura ideale del vescovo, pastore, liturgo e mistagogo. Le sue opere liturgiche, i commentari sulle scritture, i trattati ascetico-morali restano memorabili documenti del magistero e dell'arte di governo. guida riconosciuta nella Chiesa occidentale, in cui trasfonde anche la ricchezza della tradizione orientale, estese il suo influsso in tutto il mondo latino.


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VentiquattrOre

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InghILterra

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haItI

Guai in vista per i paparazzi inglesi Interviene la regina

giornalista italiano ucciso nel corso di una rapina

Guai in vista per i paparazzi inglesi. La Regina ha scritto agli organi di informazione britannici per chiedere che i loro fotografi smettano di "immortalare" la famiglia reale durante momenti privati. Buckingham Palace ha confermato che Sua Maestà, infuriata per ripetute intrusioni nella sua privacy, ha inviato una lettera privata ai direttori dei giornali. Secondo quanto si apprende, nella missiva ci sarebbero minacce di azioni. L'iniziativa, è stata “in risposta ai molti anni in cui la famiglia reale è stata perseguitata dai fotografi sulla proprietà priva- La regina Elisabetta è intervenuta per bloccare i ta della Regina". paparazzi.

Un cittadino italiano, Francesco Fantoli, 54 anni, è stato ucciso ieri pomeriggio ad Haiti in seguito ad un tentativo di rapina. Secondo quanto si è appreso, Fantoli, di professione giornalista, romano, e residente ad Haiti da molti anni, è stato aggredito da tre uomini all'uscita di una banca a Port au Prince. I tre hanno tentato di rapinare Fantoli e, secondo alcune testimonianze concordanti, lo hanno subito dopo ucciso. Fantoli, documentarista conosciuto in America Centrale, aveva ricevuto lo scorso anno un premio delle Nazioni Unite per un video su Haiti.

proCesso KerCher

greCIa

Scontri per Alexandros La Clinton in campo arrestati cinque italiani in favore di Amanda Scontri tra ragazzi e polizia ad Atene e Salonicco e almeno 180 fermi tra i quali cinque italiani, ma i temuti gravi disordini per il primo anniversario dell’uccisione del quindicenne Alexandros Grigoropoulos non ci sono stati. E la Grecia tira un sospiro di sollievo, almeno per il momento. Migliaia di giovani hanno marciato con rabbia ma pacificamente nella capitale fino al parlamento sotto gli occhi di 12.000 poliziotti, con solo alcuni incidenti provocati da estremisti che hanno lanciato sassi contro la polizia che ha risposto con candelotti lacrimogeni. L’incidente più grave ha coinvolto il rettore dell’Università di Atene che è stato picchiato e ferito alla testa da un gruppo di facinorosi che volevano entrare nella sede amministrativa dell’ateneo. La marcia ad Atene si è svolta all’insegna degli slogan ‘Non dimentichiamo il 6 dicembre,’ e ‘Alexandros Vive«, in una città assediata dalla polizia. La giornata, era cominciata in modo tranquillo sia pure all’ombra di una forte tensione, con un rito funebre senza incidenti sulla tomba del giovane ucciso dalla polizia. Insomma, quella di ieri è stata una giornata alla fine più calma di quanto potevano fare presagire le ampie retate di sabato e le decine di arresti preventivi che avevano provocato la dura reazione delle organizzazioni della sinistra radicale.

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n incubo durato oltre 26 ore terminato con una beffa: è quanto accaduto a 300 passeggeri che dovevano partire da Milano con destinazione New York e che si sono visti, dopo un giorno in aeroporto, cancellare il volo. Il Delta 9860 ha avuto "problemi tecnici", dicono dalla compagnia. Intanto i passeggeri, per raccontare la loro odissea, hanno anche aperto un gruppo su Facebook. Il volo Delta 9860 delle 11.30 del sabato mattina è stato posticipato di 22 ore a causa

La condanna a 26 anni di carcere data all’americana Amanda Knox per lomicidio di Meredith Kercher ha avuto grande impatto negli Stati Uniti. Nella vicenda interviene anche il segretario di Stato Hillary Clinton. Il capo della diplomazia Usa, pur confermando di non aver espresso alcun timore al governo italiano, ha fatto sapere che è pronta ad incontrare chiunqe abbia dei timori su come il caso sia stato gestito. A coinvolgere l’ex first lady è stata la senatrice democratica Maria Cantwell che ha fatto sapere di voler chiedere al segretario di Stato di verificare se il caso sia stato condizionato da sentimenti “anti-americani” in Italia. Negli Usa, c’è stato qualche media che definito il processo Kercher, come il più interessante degli ultimi 50 anni.

IL Caso

Milano-New York? 26 ore di volo di un "disguido tecnico a bordo", ha spiegato il portavoce dei 300 passeggeri. l primo ritardo, nonostante il disagio, ha visto i passeggeri accettare l'invito a ripresentarsi alle 7 del mattino del giorno successivo all'aeroporto per un ipotetico imbarco alle 10 del 5 dicembre

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2009. opo l'imbarco alle 9.30 dei primi passeggeri business è iniziata la seconda avventura: per la seconda volta è stato chiesto di lasciare l'aeromobile in attesa di nuove ispezioni della compagnia per avere l'ok alla partenza. Alle 12.30 viene comunicato che non si

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hanno ancora notizie nè rispetto alla partenza nè sulle condizioni di sicurezza previste per l'aeromobile in questione. Il responsabile Delta, spiega ancora in portavoce, nel frattempo si scusa "offrendo un ticket" per il pranzo e "rimandando qualsiasi risposta definitiva a dopo il caffè". Intanto, in contemporanea su Facebook nasce il gruppo dei passeggeri del Delta 9860: "Dreadful Experience fot of troubles". Il volo al momento risulta cancellato.


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il FattO

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Anniversario 12 dicembre 1969

Piazza Fontana una strage da ricordare Speciale Rai Storia per non dimenticare uno dei misteri insoluti della storia italiana, con testimonianze inedite A 40 anni dalla strage di Piazza Fontana, rimasta senza colpevoli e ancora avvolta nel mistero, quel tragico 12 dicembre del 1969, in cui morirono 17 persone e ne rimasero ferite 80, viene ricordato sul piccolo schermo con approfondimenti nei Tg di Rai, Mediaset, La7 e Sky Tg24 e con un'intera giornata di Rai Storia. Lo speciale appuntamento di Rai Storia si apre sabato 12 dicembre alle 9.20 con, per Res Tore, “Attacco alla Democrazia: da Piazza Fontana al processo di Catanzaro”, un programma del 1979 di Giuliano Montaldo che ripercorre gli anni precedenti e subito successivi alla strage. Subito dopo TG 21 e “A 10 anni da Piazza Fontana”, un viaggio tra il ricordo e le riflessioni di oggi con un dibattito moderato da Renzo Salvi con Palma Plini, operaia della Borletti, il giornalista Giorgio Bocca, il sindacalista Antonio Pizzinato, e Cesare Moioli, operaio dell'Alfa Romeo di Arese sulle riper-

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Alla ricerca della verità

Si indaga ancora Non si smette di cercare la verità a Milano su quell'eccidio che quarant'anni fa, il 12 dicembre, causò 17 morti e 80 feriti, in un pomeriggio plumbeo, nella Banca Nazionale dell'Agricoltura di piazza Fontana. In Procura, a Milano a distanza di 40 anni, sulla strage esiste ancora un fascicolo, nato in tempi recenti, che potrebbe aprire qualche squarcio di luce, dopo le condanne e le successive assoluzioni, ormai definitive, dei cosiddetti ordinovisti veneti: Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi e il milanese Giancarlo Rognoni, condannati in primo grado, assolti in appello e poi, definitivamente, dalla Cassazione. Il fascicolo si trova sulla scrivania del pm Massimo Meroni, lo stesso che con la collega Grazia Pradella, sostenne l'accusa nell'inchiesta precedente. È un fascicolo cosidetto 'Modello 45', quindi relativo a fatti non costituenti notizie di reato ed è scaturito da una richiesta di riapertura delle indagini del legale dei famigliari delle vittime, e anche da un rapporto dei carabinieri che prende in esame quanto scritto dal giornalista dell'Ansa, Paolo Cucchiarelli, nel suo libro dal titolo “Il segreto di Piazza Fontana”.

Una foto del 1969 della strage di Piazza Fontana a Milano

cussioni che ebbe sulla classe operaia e sull'infiltrazione dei terroristi nelle fabbriche. A TG 13.30 sarà riascoltato il primo telegiornale che diede la notizia dell'attentato e Rai Storia trasmetterà Tg2 Dossier - Tutt'altro che la verità con stralci del processo per l'attentato, del 1977. Alle 18.00 appuntamento con “La Storia Siamo Noi” che propone la puntata su Piazza Fontana tratta dalla serie di Sergio Zavoli “La notte della Repubblica”. Con 'Scatola aperta - quel dicembre del '69', programma del 1976, si indaga invece sulla morte misteriosa di

Armando Calzolari, il tesoriere del Fronte Nazionale, trovato morto il 28 gennaio 1970. Chiude la giornata 'Dixit', alle 21.00, con “Piazza Fontana”, un documentario inedito per “La Storia Siamo Noi” nel quale si ripercorrono minuto per minuto i drammatici eventi che portarono all'esplosione. A ricordare quel giorno, le testimonianze delle vittime, le interviste a testimoni e personaggi di primo piano. Speciale appuntamento anche domenica 13 dicembre per contestualizzare la situazione della Milano di quegli anni: alle 21 Rai

Storia presenta “Anni spietati. Milano”. Anche Radiotre dedicherà la giornata di sabato 12 dicembre alla strage con dirette da Piazza Fontana. Sulle reti Mediaset, oltre agli approfondimenti nei Tg, la puntata di “Terra” di giovedì scorso su Canale 5 dedicata ai nuovi servizi segreti italiani, ha ricordato la strage. Non è esplicitamente dedicato a Piazza Fontana ma rievoca la strage con testimonianze inedite anche lo speciale “Gladio, l'esercito segreto”, in onda su History Channel (canale 407 di Sky) il 12 dicembre alle 21.00.


City & Siti

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quotidiano

napoli

martedì 8 dicembre 2009

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Oggi flash mob anti camorra

Morto il ragazzo massacrato dal rivale

Incontra pr contattata su Facebook e la rapina

L'appuntamento è per oggi, alle ore 12, in piazza del Gesù, nel cuore di Napoli. A quell'ora suonerà una tromba, come quelle che si utilizzano allo stadio, e sarà allora che tutti cadranno a terra come colpiti a morte da un ipotetico colpo di pistola sparato da mille cecchini. Prima di cadere, un grosso urlo liberatorio. Flash Mob, oggi a Napoli: e l'obiettivo sarà dire no alla camorra. Le voci, come di consueto, si rincorrono sul web, sul sito ufficiale, su Facebook. Con il termine Flash Mob si indica, infatti, un gruppo di persone che si riunisce all'improvviso in uno spazio pubblico, mette in pratica un'azione insolita generalmente per un breve periodo di tempo per poi successivamente disperdersi. Il

Alla fine la tragedia si è consumata. Troppe le botte ricevute e poi quel colpo di pistola micidiale e il suo corpo non ha sopportato. È morto nella notte tra domenica e lunedì Stefano, il 26enne picchiato con una mazza da baseball e colpito da un colpo di pistola alla nuca nelle campagne tra Tivoli e Castel Madama. Il ragazzo sarebbe deceduto intorno alle 4.30 al policlinico Umberto I. Il pm, che ha interrogato i tre ragazzi presunti responsabili dell’aggressione nella caserma dei carabinieri di Tivoli, ha emesso un provvedimento di fermo per tutti e tre per tentato omicidio in concorso, ma con la morte del giovane la loro posizione cambierà. Il movente dell’aggressione sarebbe da legare a motivi di gelosia. Alla base della tragedia la sfida per una ragazza.

Una giovanissima pr romana di 16 anni dopo essere stata contattata per le prevendite di una festa si è incontrata con l'acquirente per concludere la vendita, ma anziché essere pagata è stata rapinata dei biglietti. Una 14enne, tramite un annuncio su fb, aveva preso contattati con la pr per l'acquisto di biglietti per una festa in un noto locale di tendenza del litorale. Le due ragazze si sono date appuntamento per il pomeriggio del 5 dicembre. La 14enne con la scusa di vedere i biglietti, li ha strappati dalle mani della pr fuggendo. Ma, accorgendosi che la ragazza la stava rincorrendo, si è girata ed ha iniziato a strattonarla facendola cadere a terra, procurandole lesioni. La pr ha raccontato alla polizia quanto le era accaduto. I poliziotti si sono così appostati all’ingresso della festa e hanno preso la piccola rapinatrice.

raduno viene generalmente organizzato attraverso comunicazioni via internet o tramite telefoni cellulari. In molti casi, le regole dell'azione vengono illustrate ai partecipanti anche pochi minuti prima che l'azione abbia luogo. Oggi, a Napoli, sarà la volta, di “60 secondi contro la camorra l'unico potere che avete”. E così, per un minuto i partecipanti resteranno tutti a terra. Un altro suono di tromba segnalerà, poi, la fine dell'azione. «Ci alzeremo e continueremo a camminare attraverso la piazza, come se nulla fosse accaduto - dicono gli organizzatori - soprattutto diremo no alla criminalità organizzata».

roma

Bologna

Detenuti spazzini ai Fori Imperiali

Per disfarsi del fidanzato lo fa arrestare

Grandi pulizie per i Fori Imperiali, oggi a Roma, con settanta spazzini particolari: a imbracciare scope e palette saranno i detenuti della casa di reclusione maschile e femminile di Rebibbia. Come è già avvenuto a Ferragosto, quando ci fu un’iniziativa analoga, interverrà anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno. I detenuti usciranno dalle celle alle 7 e lavoreranno fino alle 12:30. In programma c' è anche un intervento per pulire il Parco della Caffarella. L' uscita dei reclusi è frutto di un accordo tra l'

Per togliersi di torno il convivente, che accusava anche di maltrattamenti, tramite due amiche si è fatta rifornire di due pistole che poi ha piazzato in un armadio di casa, quindi lo ha denunciato e fatto arrestare. Poi, dopo che l'uomo era in carcere da quasi un mese, ha ritrattato. Ritrattazione che ha trovato riscontri e così l'uomo è stato scagionato e scarcerato. Per la donna e le due amiche, però, il Pm di Bologna Valter Giovannini ha fatto scattare le accuse di calunnia, e di acquisto di armi e munizioni. Tutti e tre

Ufficio detenuti, diretto da Sebastiano Ardita, del Dipartimento dell' Amministrazione Penitenziaria e il Comune di Roma. «L' obiettivo - spiega l' ispettore Vincenzo Locascio, coordinatore delle attività dei detenuti all'esterno degli istituti di pena - è creare una cerniera tra il mondo dei liberi e i detenuti per rendere il carcere utile alla società». Iniziative di questo tipo sono state organizzate in passato in varie città e altre sono in cantiere.

hanno già ricevuto l'avviso di fine indagine. La donna, 33 anni, è la stessa che il 29 giugno scorso aveva denunciato ai carabinieri di essere stata violentata a Bologna da un uomo di mezza età, distinto e molto elegante, che le aveva dato un passaggio in auto dopo che aveva litigato con il suo convivente. Un racconto che venne ritenuto plausibile anche perché il rapporto sessuale era stato confermato dagli accertamenti sanitari. Le indagini, però, non hanno consentito di individuare l'autore del reato.


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Intervista con l’addetto alle politiche culturali dell’Anp

Dare una mano alla “Gaza freedom march” di

I

niColA loFoCo

l presidente Abu Mazen è stato eletto dalla popolazione palestinese sulla base di un programma politico ben chiaro che parlava di pace. Prima della sua elezione tutti parlavano di lui come uomo moderato, filo occidentale e filoamericano. Eletto, Abu Mazen ha voluto seriamente proseguire il percorso di pace con Israele». A parlare è il dottor Mustafà Kaddumi, addetto alle politiche culturali dell’Autorità nazionale palestinese in Italia e rappresentante ufficiale dell’Olp in Umbria. Descrive con precisione gli scenari politici che si aprirebbero nell’Anp dopo le prossime elezioni di gennaio, elezioni alle quali lo stesso Abu Mazen ha fatto sapere che non parteciperà per una sua prossima eventuale rielezione. «In questi anni però spiega il dottor Kaddumi - gli israeliani non hanno fatto nulla per aiutare il presidente. In questi anni gli insediamenti si sono intensificati. Ed hanno isolato politicamente Abu Mazen a livello internazionale, sostenendo altre forze politiche. Tutto questo non ha fatto altro che rafforzare Hamas, indebolendo l’Olp. Per questo Abu Mazen è deluso. Deluso dall’occidente, deluso dall’amministrazione americana, deluso anche dai paesi arabi. Il processo di pace viene in teoria perseguito da tutti, ma nei fatti nessuno ha fatto nulla». Alla base

della scelta di Abu Mazen quindi vi sarebbe la delusione per il mancato sostegno internazionale alla sua politica. Ma, secondo Kaddumi, c’è ancora chi vuole che il presidente resti al suo posto. «Ci sono molte pressioni, soprattutto da parte di Fatah e da parte di chi crede nel processo di pace, di convincere Abu Mazen a ripensarci e a ricandidarsi. Per la successione c’è chi parla di Marwan Barghouti, che è nelle carceri israeliane condannato a 5 ergastoli. Si fanno altri nomi, ma personalmente credo che Abu Mazen sia l’unica figura veramente carismatica dopo quella di Arafat in grado di mantenere in piedi il processo di pace. attualmente ci sono oltre un milione di profughi palestinesi, dislocati nella maggioranza dei casi tra il Libano, la giordania e la siria. Come si può risolvere dopo 60 anni questo problema? «Noi abbiamo sempre parlato di diritto al ritorno in patria per i profughi. E ci basiamo sulla risoluzione 194 delle Nazioni unite, che parla in modo chiaro del loro diritto al ritorno. Attualmente, comprendo che non è fattibile chiedere ad Israele il rientro di oltre un milione di profughi. Però per noi la questione importante è quella politica:

Israele deve comprendere che una parte di questi profughi deve tornare in patria. Per l’altra parte, tutto il mondo ed Israele devono assumersi tutte le proprie responsabilità, politiche, morali ed economiche per le sofferenze che questi palestinesi hanno dovuto sopportare per 60 anni. Il discorso profughi ha una particolarità legata a quelli presenti in Libano. In questo paese hanno una situazione davvero molto difficile, in quanto vivono in quella terra senza godere di diritti politici, in condizioni a volte disumane. Quando parliamo di profughi ci preme molto sottolineare proprio i problemi di quelli presenti in Libano. E su questo punto noi non cediamo sulla rivendicazione dei loro diritti. Diritti sanciti dalla risoluzione 194 delle Nazioni Unite». Come sono i rapporti con il governo italiano? «Per quanto riguarda i rapporti con l’Italia sono sempre stati molto buoni dagli anni’70 in poi. E posso affermare che i rapporti con tutti i governi che si sono succeduti in Italia sono sempre stati ottimi. L’Italia fa parte anche dell’Unione Europea, che ha una linea politica chiara che spinge sempre per una soluzione pacifica nelle questioni mediorientali, ed in particolare per quella sulla contesa tra israeliani e palestinesi».

martedì 8 dicembre 2009

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alla fine di dicembre ci sarà la “gaza freedom m a r c h ” , un’iniziativa che porterà migliaia di persone da tutta europa a passare il capodanno a gaza e con la sua popolazione. Come giudica questa iniziativa? «Questi iniziative sono certamente positive. Noi sappiamo che la politica di Hamas, che domina la striscia di Gaza, ha contribuito ad isolare Gaza dal mondo intero. Qualsiasi iniziativa che mira a rompere l’isolamento dei palestinesi che vivono nella striscia di Gaza, è sempre positiva, e noi la incoraggiamo molto. Però bisogna essere chiari su una cosa: bisogna far capire a tutto il mondo che la Gaza Freedom March è a sostegno esclusivamente della popolazione palestinese e non del governo di Hamas. Se non si è chiari, la manifestazione può essere strumentalizzata da Hamas stessa, che usa la religione per motivi politici. Loro fanno riferimento a chi gli fornisce i capitali, come ad esempio quelli che provengono da Teheran. Qualsiasi manifestazione che non viene indicata chiaramente come sostegno alla popolazione, e non al governo di Hamas presente a Gaza, può avere degli effetti negativi. Gaza sta subendo un isolamento ed un accerchiamento spaventosi. Per questo è necessario essere chiari sin dall’inizio su tutti gli scopi dell’iniziativa. La “Gaza Freedom March” avrà inizio il prossimo 27 Dicembre e terminerà il 3 Gennaio. Previste, nel programma delle iniziative, visite alle zone bombardate di Gaza e l’invio di aiuti umanitari alla popolazione.


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quotidiano

Copenaghen

Che cosa ci aspettiamo dal summit sul clima A Copenaghen il vertice sul clima affronta alcuni punti fondamentali per la sopravvivenza delle persone sulla Terra: i cambiamenti climatici, l’inquinamento, le riduzioni di gas serra. Dieci giorni per scrivere una delle pagine più importanti della storia: decidere se e come i nostri figli potranno continuare a vivere in questo pianeta. Rivolgiamo un appello alla responsabilità dei 192 capi di stato, dei governanti, delle delegazioni presenti al vertice, affinché – almeno in questa occasione – sappiano guardare alla vita e alle persone, non agli interessi economici e di potere. Il riscaldamento globale produce conseguenze gravissime per la vita delle persone sul Pianeta Terra: scioglimento dei ghiacciai, aumento del livello dei mari, diminuzione dell’acqua dolce, inondazioni e siccità, fame, migrazioni, miseria… Se vogliamo garantire la vita dei nostri figli, servono impegni precisi a livello mondiale, non le solite promesse della politica con dichiarazioni di buona volontà! Basta alle promesse per il futuro. Non c’è più tempo! Chiediamo che si giunga ad un trattato con “obblighi” di tagliare l’emissione dei gas serra inquinanti, impegni concreti, verificabili di anno in anno – e non nel 2050 -, per la tutela dei beni comuni dell’umanità. Chiediamo che l’acqua sia riconosciuto come diritto e come tale tutelato e garantito. Chiediamo una commissione universale delle Nazioni Unite che annualmente relazioni al mondo intero sullo stato dell’ecosistema, su quanto viene fatto o non viene fatto, con severe sanzioni internazionali per tutti coloro che non mantengono gli impegni necessari ad una svolta radicale nella tutela dell’ecosistema mondiale. Nessun interesse, di nessuno Stato e di nessuna azien-

la tribuna da, può essere più grande della tutela della vita e del futuro dell’intera umanità”. L’aumento della temperatura sulla Terra comporta già alcune gravi conseguenze: il 90% dell’acqua dolce del pianeta presente nei ghiacciai e nelle calotte polari si sta sciogliendo. La disponibilità d’acqua diminuisce nelle regioni a latitudine media e nei tropici, dove abitano centinaia di milioni di persone. Si assisterà all’innalzamento del livello dei mari - tra 0,09 e 0,88 metri tra il 1990 e il 2100 con aumento delle precipitazioni. I cambiamenti climatici si tradurranno in maggiori inondazioni e siccità. Le conseguenze per le persone: entro il 2080 la carenza d’acqua determinerà un aumento dei flussi migratori dalle aree colpite da inondazioni, soprattutto da Africa, Asia e America latina. Le persone esposte al rischio di cicloni tropicali sarebbero 344 milioni, e potrebbero avere conseguenze devastanti per molti paesi. Il miliardo di persone che attualmente vive in baraccopoli, soggetti a inondazioni, dovranno far fronte a gravi vulnerabilità. Il numero di persone in miseria che oggi è di 2,8 miliardi aumenterà fino ad oltre 3 miliardi nel 2020. Aumenta la siccità in agricoltura: le aree vulnerabili dei paesi più poveri, saranno colpite dalla siccità. In Africa, ma anche altre regioni dell’America latina e dell’Asia meridionale subiranno danni alla produzione agricola, che mineranno gli sforzi per sconfiggere la miseria delle campagne e quindi non ridurranno i flussi migratori verso le città. La sicurezza alimentare subirà le conseguenze dei cambiamenti climatici: saranno oltre 4,8 miliardi le persone prive di accesso all’acqua, cioè si raddoppierà il numero di esseri umani che già oggi non hanno accesso alla risorsa idrica. La disponibilità e l’accesso all’acqua dolce è già, e diventerà ancor di più in futuro,uno dei principali problemi per l‘esistenza dell’umanità e la pacifica convivenza dei popoli. Una delle principali fonti di conflitti e guerre tra paesi, che coinvolgeranno diverse regioni del pianeta. Una causa di distruzione della vita di ogni esse-

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La migLiOre deL giOrnO

Giannelli sul “Corriere della sera”

re vivente e forse della stessa sopravvivenza del pianeta terra. guido Barbera a nome delle 45 associazioni del CIPSI, Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale

La difficoltà di cambiare un assegno in banca Un abitante di San Giovanni Valdarno(Arezzo), Alessandro Caini, si sarebbe visto rifiutare il cambio di un assegno dalla Banca del Valdarno Credito Cooperativo perché non correntista. Inutilmente Caini ha spiegato che da anni ormai il suo principale gli paga lo stipendio tramite assegno della suddetta banca e che da sempre si reca in quella stessa filiale per riscuotere l'assegno uscendone con i contanti. Da 6 mesi però la banca ha introdotto una commissione di cambio assegno di 3,00 euro (poi passata a 5,00 euro) per chi non è titolare di un conto. Pochi giorni fa Caini, a suo dire, è stato mandato via dallo sportello perché non correntista e, dopo aver parlato con il vicedirettore di

filiale, sarebbe stato semplicemente liquidato con la spiegazione che ogni banca può fissare delle sue regole e che con quello che spendeva di commissione poteva aprire un conto. Di fronte alla richiesta di una dichiarazione scritta e firmata su questa nuova disposizione, il vice direttore si è rifiutato. Le banche fanno ormai il buono e il cattivo tempo. Norme quali quelle contenute nella legge sugli assegni per le quali sarebbe sufficiente l'esibizione del titolo per ottenere il pagamento in contanti fanno ridere addirittura i polli, diventati ormai colleghi dei tanti italiani bombardati di continuo da messaggi pubblicitari irreali e demenziali che non si accorgono come al potere dello Stato si è sostituito quello dei banchieri. Forse occorrerebbe una causa pilota, se non addirittura una class action, nelle quali i prenditori di assegni dovrebbero rifiutare questi ultimi come mezzo di pagamento avendo efficacia liberatoria nei confronti del traente. Probabilmente però interverrebbe la giustizia a dare soddisfazione ai nuovi impuniti padroni. vittorio marinelli Italia dei diritti

per commenti e lettere da pubblicare su queste pagine scrivete a: tribuna@altroquotidiano.it


Diritti & DOVeri

Altro

l’

quotidiano

preVidenZa Lavoro

Quando il co.co.pro conviene di più dopo 24 anni di contratto a tempo indeterminato, come dipendente di una ditta di prodotti alimentari, mi sono licenziato e da 4 anni ho aderito ad un contratto a progetto, nello steso settore merceologico ma più remunerativo. ai fini pensionistici posso sommarli? e, cosa più importante, conviene? S. Nicotera, Roma Sì, è possibile la totalizzazione tra i due diversi tipi di contribuzione, però dopo aver raggiunto i 40 anni di versamenti. Anche se l'operazione non è conveniente. Infatti, è meglio liquidare le due pensioni separatamente al compimento del 65° anno di età.

maternità

Anche le autonome hanno il congedo sono una signora di 34 anni, commerciante ed in attesa del secondo figlio. parlando con una mia amica, lavoratrice dipendente, ho appreso che lei può usufruire del congedo parentale (la vecchia astensione facoltativa) dopo il parto, per rimanere accanto al bambino, nei suoi primi mesi di vita. perché tale possibilità è negata alle lavoratrici autonome? E. Nobili, Rieti Non è negata, anche se ha modalità diverse. Infatti, anche le lavoratrici autonome possono usufruire del congedo parentale, per tre mesi entro il primo anno di età del bambino e con l'obbligo di astensione dal lavoro. Ai padri lavoratori autonomi non è, invece, riconosciuto il diritto al congedo parentale.

risponde il dottor Antonino niColo’ Potete inviargli i vostri quesiti direttamente all’indirizzo e-mail: toniconc@libero.it

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Avvertiamo i lettori che alcuni quesiti e relativi pareri vengono ripetuti perché riguardano argomenti che hanno già ottenuto risposta

invalidità anzianità

Appena pensionato da subito al lavoro mi è stato riferito che il lavoratore che va in pensione non può rioccuparsi se non trascorre un certo tempo minimo dalla decorrenza della prestazione. La notizia ha fondamento?

M. Russo, Torino Fino a pochi mesi fa era effettivamente così. Ma di recente il Ministero del Lavoro ha stabilito che ora è possibile liquidare la pensione a prescindere dalla durata del periodo di inattività, sia se il soggetto si rioccupi presso un datore di lavoro diverso, sia se ciò avvenga con il medesimo datore di lavoro. Al riguardo, al fine di accertare l’avvenuta interruzione del precedente rapporto di lavoro, è necessario soltanto verificare l’avvenuto esperimento di tutte le formalità relative alla cessazione di detto rapporto: dimissioni del lavoratore, comunicazioni e scritture di legge, liquidazione di tutte le competenze economiche ecc.

contributi

Per lui la pensione con il sistema misto ho iniziato la mia attività lavorativa nel settembre 1978. pertanto, alla data del 31 dicembre 1995 non avevo ancora raggiunto i 18 anni di contribuzione. La mia pensione sarà calcolata col metodo contributivo? B. Mentasti, Varese A coloro che, come lei, al 31 dicembre 1995 avevano un'anzianità contributiva inferiore ai 18 anni si applica il sistema misto: l'importo della pensione viene calcolato sulla base sia del sistema contributivo sia di quello retributivo.

dal 2010

Donne in pensione più tardi dal 1° gennaio 2010 l’innalzamento dell’età per

le donne della pubblica amministrazione varrà per tutte, senza alcune eccezione? grazie e complimenti all’aLtro QUotIdIano per l’utile rubrica. C. Baraldi, Modena L’INPDAP ha di recente chiarito che l'innalzamento dell’età riguarda anche le dipendenti del comparto sanità, comprese le infermiere. Le nuove norme non si applicano, invece, al personale femminile delle Forze armate, della Polizia, dell'Arma dei carabinieri, della Guardia di finanza e del Corpo dei vigili del fuoco. Restano le vecchie regole negli ordinamenti di alcuni settori che prevedono già un limite di età superiore ai 60 anni. È il caso delle donne magistrato, ambasciatore e professore universitario.

L’assegno può essere revocato e’ vero che l’assegno ordinario di invalidità, erogato dall’Inps, non può essere considerato una pensione definitiva? e che può essere revocato? D. Agostinelli, Ancona Sì, è vero. L'assegno ordinario di invalidità non è una pensione definitiva: ha una durata massima di tre anni ed è rinnovabile su domanda del beneficiario, che viene quindi sottoposto ad una nuova visita medico-legale. Dopo due conferme consecutive l'assegno diventa definitivo. L'assegno ordinario di invalidità viene concesso anche a chi continua a lavorare. In questo caso il titolare, ogni anno, può essere sottoposto a visita medico-legale.

pensione

Per alcuni 15 anni di contributi bastano presso la sede Inps della mia città, un funzionario mi ha riferito che, in alcuni casi, è ancora possibile ottenere la pensione di vecchiaia con soli 15 anni di contributi. sono un po’ perplesso. vorrei il suo parere. grazie. A.Righetti, Verona L’informazione ricevuta è esatta. Infatti, bastano 15 anni di contributi per coloro che al 31 dicembre 1992: • avevano già raggiunto i 15 anni di contributi; • avevano già compiuto l’età pensionabile prevista all’epoca (55 anni per le donne e 60 per gli uomini) • erano stati autorizzati ai versamenti volontari.


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preVidenZa riscatto laurea

Il genitore può detrarre il costo mio figlio si è laureato a luglio scorso ed attualmente svolge solo attività sociale non retribuita. domanda: è possibile effettuare il riscatto degli anni di studio? se sì, a quanto ammonterebbe l'importo da pagare? poiché mio figlio non ha ancora alcun reddito, tale importo può essere detratto da me? B. Polizzi, Caltanissetta Da gennaio 2008 è possibile riscattare la laurea anche se non è ancora iniziata l'attività lavorativa. Per ogni anno da riscattare nel regime contributivo, il costo è pari al 33% del minimale contributivo degli autonomi, che è di 14.240 euro per il 2009. La spesa per il riscatto di un anno è quindi di 4.700 euro. I contributi possono essere pagati in 120 rate mensili senza interessi e sono detraibili dal genitore con aliquota del 19%.

risponde il dottor Antonino niColo’ Potete inviargli i vostri quesiti direttamente all’indirizzo e-mail: toniconc@libero.it

La differenza

La pensione supplementare e il supplemento della pensione sono un ex dipendente pubblico in pensione dal 2006 con 40 anni di contributi. ho compiuto 65 anni ad ottobre 2009. mi sono accorto che ho giacenti 3 anni di contributi presso l’Inps, anteriori al mio accesso nella pubblica amministrazione. alcuni mi dicono che avrei diritto ad un supplemento di pensione, altri ad una pensione supplementare. Come mi devo regolare?

G. Di Benedetto, Perugia Lei ha diritto alla pensione supplementare e deve farne subito richiesta all’INPS. Questa prestazione, infatti, spetta: a) a chi è titolare di un’altra pensione; b) a chi ha compiuto l’età per la pensione di vecchiaia e, c) non svolge lavoro dipendente. Ne sono esclusi i titolari di pensione delle Casse professionali. Il supplemento di pensione è un’altra cosa. Capita spesso di parlarne in questa rubrica.

i 57 anni di età rispettivamente entro il 30 giugno e il 30 settembre. Altrimenti si passa alle successive uscite di gennaio e aprile dell'anno successivo.

anzianità

Quattro finestre, che confusione! mio marito raggiungerà i 40 anni di contributi a marzo 2010, non avendo ancora 57 di età. Il mio patronato dice che la sua finestra si aprirà a luglio 2010. da quello che leggo nella vostra rubrica sembrerebbe che debba aprirsi a gennaio 2011. Chi ha ragione? D. Ricciardi, Caserta Per chi raggiunge la pensione di anzianità con 40 anni di contributi sono previste quattro finestre. Due di queste, quelle di luglio e ottobre, sono riservate a coloro che riescono anche a raggiungere

il dubbio

In pensione quando vuole sono nato il 3 luglio 1950 ed ho fatto sempre lavoro dipendente, regolarmente assicurato. alla data del 31 marzo 2007 avevo raggiunto (come da estratto conto dell’epoca) 1810 contributi settimanali, tutti utili per la pensione di anzianità. vorrei chiederle, alla luce della nuova riforma pensionistica, quando potrei andare in pensione, anche se per ora la mia attività non mi pesa. S. Rizzo, Cosenza

Vengono richiesti 3 anni di contributi (ivi compresi quelli da riscatto e da ricongiunzioni) nei 5 anni che precedono la domanda, oppure 5 anni di contributi versati in qualsiasi epoca.Nel caso di lavoratori che hanno contributi misti, ossia da lavoro dipendente e da lavoro autonomo, l’autorizzazione ai versamenti volontari viene rilasciata nella gestione in cui sono prevalenti i contributi versati nelle ultime 156 settimane.

contributi

Da versare finché si lavora sono un artigiano, nato a febbraio 1947, ed andrò in pensione (anzianità) dal prossimo 1° aprile 2010, avendo raggiunto i 40 anni di contribuzione ad agosto 2009. se continuo a lavorare dopo la pensione, come è mio intendi-

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Avvertiamo i lettori che alcuni quesiti e relativi pareri vengono ripetuti perché riguardano argomenti che hanno già ottenuto risposta

mento, sono obbligato a versare ancora i contributi? M. Mancuso, Napoli Sì. I contributi INPS rimangono obbligatori per chi, dopo il pensionamento, continua l’attività. Quando raggiungerà i 65 anni di età, potrà chiedere di versare il 50% della normale aliquota (ma anche l’importo di eventuali supplementi di pensione si dimezzerà). I pagamenti che effettuerà, ovviamente, non sono a fondo perduto. Dopo 5 anni o prima (in caso di cessazione dell’attività) avrà diritto ad un supplemento di pensione calcolato con le stesse regole del trattamento principale.

pensione

Lavoratore autonomo penalizzato al 31/12/2008 mi trovavo con un’età di 58 anni e 5 mesi e con 38 anni complessivi di contributi, di cui lavoro dipendente dall'1/7/69 al 30/6/98 e lavoro autonomo (commerciante) dall' 1/7/98 al 31/12/08. Quando avrò diritto alla pensione (nel 2011?). nel frattempo, continuo a lavorare. P. Mazzotta, Lecce Se lei ha raggiunto, come appare peraltro evidente, i 59 anni entro il 30.09.2009, la finestra per la sua pensione si aprirà il 1° Gennaio 2011 (ciò in quanto lei andrà in pensione come un lavoratore autonomo e quindi è obbligato ad attendere alcuni mesi in più di un lavoratore dipendente) .


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A l-

Diritti & DOVeri L’aLtrO

L’iniZiatiVa

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sOciaLe

A CUrA di Il recente convegno “Comunicare la salute mentale” dell’ Associazione “Porte Aperte” di Ravenna ha portato in primo piano la realtà della salute mentale dal punto di vista della comunicazione e della percezione sociale. La sofferenza psichica e psichiatrica è un problema che riguarda l’intera società civile, eppure viene inconsapevolmente o consapevolmente relegata ai margini attraverso veri e propri processi di separazione culturale, ignorata nel migliore dei casi, stigmatizzata quasi sempre. Conoscenza e condivisione da parte della collettività dovrebbero essere e sono i primi obiettivi da perseguire a proposito delle esperienze di malattia mentale, in una società in cui la percezione della malattia mentale è abitualmente distorta, incompleta e alterata da pregiudizi. Esattamente quanto è emerso dalle risposte date al questionario “Cosa sapete di noi?” dai cittadini di Ravenna riguardo alle persone portatrici di disabilità pschiatriche e alle loro esperienze di vita quotidiana. I cittadini di Ravenna, come i cittadini di tante altre comunità italiane, in realtà non sanno quasi nulla di veritiero sui malati psichiatrici e le emo-

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FidAlMA FiliPPelli

Interrogarsi sul disagio mentale

Malati psichiatrici sappiamo ancora troppo poco di loro

lo stigma accompagna da sempre la malattia mentale

zioni prevalenti rispetto a questa complessa e difficile realtà sembrano essere disagio, imbarazzo, paura negazione. La malattia mentale, tra l’altro in forte crescita nell’Unione Europea dove un cittadino adulto su quattro è affetto da disturbi mentali, è da sempre oggetto di forte stigmatizzazione sociale. Le persone portatrici di disabilità psichiatrica si trovano così ad affrontare timori immotivati e pregiudizi della gente che hanno l’effetto devastante di acuire la sofferenza personale e di aggravare i processi di emarginazione. Il rapporto del malato psichiatrico col territorio diventa in tal modo un’ulteriore ferita dell’anima difficile da sanare...Abbiamo chiesto a Fabiana, un’educatrice professionale che lavora da tempo con i disabili psichiatrici, cosa ne pensa e la sua risposta è stata chiara : “Nel mio lavoro, che consiste nel favorire l’inserimento del paziente nel tessuto sociale locale, l’osso duro non sono i malati con le loro problematiche, bensì quelli che li circondano: il vicino diffidente, il barista sprezzante, la signora nel parco impicciona ed insensibile, le mille occhiate di compatimento...” f. f.

A Rimini vittime e colpevoli di reati a confronto nel carcere

Arriva dagli Usa il “Progetto Sicomoro” E’ stato presentato ieri a Rimini il “Progetto Sicomoro” per la riabilitazione nelle carceri attraverso il confronto tra vittime e colpevoli di reati, nell’ambito della Conferenza Nazionale Animatori di Rinnovamento nello Spirito. E’ in corso a Rimini la Conferenza Nazionale Animatori di Rinnovamento nello Spirito, nell’ambito della quale è stato presentato ieri l’interessante “Progetto Sicomoro” per l’evangelizzazione nelle carceri. Si tratta di una sperimentazione di

matrice statunitense che punta alla riabilitazione dei detenuti attraverso la vicinanza ed il confronto tra chi ha commesso reati e chi li ha subiti. Due prospettive diametralmente opposte unificate dal dialogo e, si spera, dalla reciproca com-

prensione e da un superiore livello di consapevolezza e crescita. Nel concreto, piccoli gruppi di 8 o 12 persone si confronteranno per qualche settimana all’interno della realtà carceraria, per capire ciascuno le motivazioni, le esperienze di vita e le scelte

comportamentali degli altri. Un percorso che richiede già in partenza una grande capacità di mettersi in gioco ed una coraggiosa spinta all’evoluzione personale, oltre che una dose non trascurabile di forza interiore. Perchè certo non sarà facile gestire le emozioni negative suscitate dal racconto dell’altro, di quello che ha agito o subito dalla parte opposta della “barricata”. Ma la rabbia, la paura, il senso di colpa possono essere superati e trasformati attraverso il perdono, un processo difficile e salvifico. f.f.


Altro

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ribalte

quotidiano

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Piccolo schermo

Tre film tv con la Ferrari in pausa Isabella ha deciso di prendersi un anno sabbatico ma sui teleschermi la vedremo in tre impegnative fiction Mentre il film tv “Nel bianco” di cui è protagonista, sta per andare in onda in due serate su Canale 5, Isabella Ferrari ha deciso che si concederà un anno sabbatico. «Invece di ripartire a gennaio con un altro film, smetto di lavorare per un anno» dice a Marrakech dove si trova in questi giorni come

giurata del festival del cinema. «Quando l'ho deciso ero un po’ spaventata, ma adesso sono più tranquilla. Ho avuto un anno di grande esposizione che mi ha un po’ portato via dalla mia vita. E comunque ho tre figli di età diverse di cui mi devo occupare. Ma a parte i figli, mi piace l'idea di fermarmi

isabella Ferrari per tornare a fare altri lavori con uno spirito diverso. In fondo sono 30 anni che lavoro senza sosta: ho lavorato quando ero incinta e quando ho allattato. Ora mi concedo una pausa». In tv continueremo però a vederla grazie ai lavori che ha già girato: “Nel Bianco”, da un romanzo di Ken Follet, poi

al Bano non canta in vaticano

«Escluso perché divorziato» Non ci sarà un Natale in Vaticano per Al Bano. Lo rivela lo stesso artista in un'intervista che «Tv Sorrisi e Canzoni» pubblica nel numero in edicola oggi. Il cantante non nasconde il proprio rammarico per l'esclusione dal cast del tradizionale concerto. «Magari potessi farlo -dice Al Bano- Ma non mi chiamano ormai da anni. Purtroppo ho una colpa non mia da scontare: il divorzio da Romina, che fra l'altro ho dovuto subire. Per via della mia condizione di divorziato, la Chiesa non mi chiama più. E pensare che davanti a Papa Giovanni Paolo II mi sono esibito ben sette volte». Un'esclusione che secondo l'interprete di Cellino San Marco viene a volte esplicitata dalle gerarchie ecclesiastiche. «Lo dicono apertamente, o lo fanno capire -continua Al bano- Una

volta dovevo partecipare a un concerto con altri artisti a Lourdes e arrivò il veto. Annullarono la mia partecipazione all'ultimo momento dicendo: “Ci spiace, lei è divorziato”. Pazienza. Mi vedrò ancora il concerto da spettatore. Per me quel che conta davvero è il rapporto con il loro Capo Supremo. E il mio rapporto col Capo Supremo è splendido». Per Al Bano però è arrivata nel frattempo una bella consolazione: un'offerta da Raiuno per alcune puntate di un varietà di prima serata, sul modello di «Grazie a tutti» di Gianni Morandi. «Mi hanno appena chiamato per propormi una cosa del genere -conclude il cantante- l'ha fatta anche Ranieri, ora forse tocca veramente a me. Mi piacerebbe avere una donna accanto, magari Giorgia».

“La storia di Laura”, un film-tv che andrà in onda su Raiuno in data da stabilire e “Amatemi”, il film che suo marito Renato de Maria ha scritto proprio su di lei e che sarà tra breve proposto su Sky. «”Nel bianco” - dice la Ferrari - è un thriller che ho girato in Germania e in Scozia, ma dove c'è una protagonista italiana: il capo della sicurezza di un laboratorio da cui, nella notte di Natale, è scomparso un virus. Il libro di Follet è divertente e nel film mi sono divertita a fuggire, come faccio ogni tanto. Quanto a “La storia di Laura”, lo considero un lavoro bellissimo, è la storia, molto interiore, di una cocainomane che non so perché Ivan Cotroneo ha voluto scrivere proprio su di me. È il secondo film scritto su di me dopo “Amatemi” (girato dal marito Renato De Maria n.d.r.) che Sky manderà in onda tra poco e che è diventato ormai un cult su youtube. “La storia di Laura” l'ho appoggiato sin dall'inizio anche se sembrava molto difficile da interpretare. È un film un po’ tosto ma vero».


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GranDe SChermO

storia torbida con vampiro

la prima linea

Regia: Chris Weitz con Kristen Stewart e Robert Pattinson

se l’alieno è uno di noi Planet 51 Regia: Jorge Blanco con le voci di Linus, Albertino, Nicola Savino, La Pina e Platinette

Lem ha 16 anni ed è felice di aver appena ricevuto l'incarico di vice guardiano del planetario della sua città. Vorrebbe fidanzarsi con Neera, la ragazza dei suoi sogni. Ma mentre sta nel giardino della sua amica, intenta a preparare il barbecue con la famiglia, atterra una astronave. Ne esce uno strano essere racchiuso in una buffa corazza, con in testa un pallone di vetro, che pianta sul prato una bandiera a stelle e strisce, tra l'incredulità dei verdognoli abitanti di Planet 51. Questa volta l'alieno è un umano. Il diverso, colui che verrà perseguitato perché ritenuto pericoloso è uno di noi. Divertente ed acuto film d'animazione, una produzione tutta europea per sfidare i colossi americani e giapponesi.

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tema difficile e scottante

new moon Abbandonata (temporaneamente) dal vampiro Edward si butta tra le braccia di Jacob, un licantropo che all'occorrenza di trasforma in un minaccioso lupo. Bella, la ragazza divisa tra due mostri. Va di scena il triangolo in questa seconda puntata della celebre saga di Twilight, il bestseller che fa impazzire le adolescenti di tutto il mondo. Prodotto e confezionato per un preciso target di pubblico, il film non fa altro che solleticare, dall'inizio alla fine, l'immaginario erotico delle ragazzine. Tutto casto, ma con una serie di ammiccamenti più o meno espliciti. Il licantropo, manco a dirlo, è tutto pettorali e bicipiti e va in giro con un gruppo di suoi simili, anche sotto una pioggia battente, sempre a torso nudo. Memorabile la scena in cui si sfila la maglietta. Storia piuttosto torbida, trattata con leggerezza.

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Regia: Renato De Maria con Riccardo Scamarcio, Giovanna Mezzogiorno

il giovane cast di “new moon”

Un ritratto anche ironico Valentino tre last emperor

giornalismo senza scrupoli Un alibi perfetto

Regia: Matt Tyrnauer

Regia: Peter Hyams con Michael Douglas e Amber Tamblin

Eccentrico, atteggiamenti da star e tutto sommato meno divo di quanto si possa immaginare un personaggio del suo calibro. Ritratto sincero ed ironico dello stilista Valentino Garavani, un'esplorazione intima ed avvincente di uno degli italiani più famosi nel mondo. Il film documenta l'ultimo atto della celeberrima carriera del couturier. Un universo dorato fatto di ville, castelli, yacht, arte e tesori vari, ma anche la storia di uno stile di vita ormai non più proponibile. Accanto a lui, il compagno Giancarlo Giammetti con il quale ha costruito un fashion business miliardario ed una storia d'amore inossidabile.

Un giovane giornalista affamato di scoop si mette sulle tracce di un procuratore distrettuale dalla dubbia moralità, candidato a sindaco. Per incastrarlo, il giornalista-detective si autoaccusa di un omicidio dal quale dovrebbe scagionarlo, al momento opportuno, un suo fidato collaboratore. Ma il procuratore viene a conoscenza della macchinazione e medita la vendetta mettendo in piazza la relazione sentimentale tra il suo accusatore e la giovane assistente. Storia decisamente intrigata e poco chiara, remake di un vecchio cavallo di battaglia di Fritz Lang, che focalizza l'attenzione su un giornalismo senza scrupoli e sulla politica corrotta.

esilarante antimilitarismo

patia e capacità paranormali. Leggere il pensiero dell'avversario, far sparire le nuvole, attraversare i muri ed uccidere una capra semplicemente fissandola negli occhi. Esilarante commedia, tratta dal libro del giornalista Jon Ronson, con uno strepitoso cast di attori (grande Jeff Bridges nei panni di un militare che si trasforma in figlio dei fiori) che riesce a dare un taglio grottesco ed apparentemente strampalato ad una pellicola profondamente anti-militarista (stile M.a.s.h. di Altman). Una sonora presa per i fondelli degli strateghi della guerra.

l’uomo che fissa le capre Regia: Grant Heslov con George Clooney, Jeff Bridges, Ewan McGregor, Kevin Spacey

La storia è più vera di quanto pensiate. Un esercito di guerrieri new age che profetizzano la non violenza e fanno uso di Lsd, finanziato dal governo americano, per combattere il nemico sfruttando tele-

Non è più il protagonista di "Tre metri sopra il cielo". L’attore pugliese si sdogana definitivamente dalle prime interpretazioni di "bello e dannato" ma dall'espressione fissa. Riesce per la prima volta a dare spessore ed intensità ad un personaggio non certo facile come quello del terrorista di Prima Linea, Sergio Segio. Notevole anche la prova della Mezzogiorno nei panni di Susanna Ronconi. Probabilmente uno dei film più interessanti finora realizzati su un tema ancora di grande attualità, capace di rispolverare aspre polemiche ed antichi dissidi. Liberamente tratto dal libro "Miccia corta" di Segio, per nulla compiacente o indulgente nei confronti degli anni di piombo, il regista si concentra maggiormente sulle emozioni rispetto ad una ricostruzione storica decisamente piena di lacune.

due umanità smarrite Good morning Aman Regia: Claudio Noce con Valerio Mastandrea, Said Sabrie, Anita Caprioli

Grande interpretazione di Mastandrea che riesce a dare vita fin dalle prime sequenze a un personaggio pieno di dolore e solitudine, dallo sguardo disperato e sconfitto. Un ex pugile di quarant'anni intrappolato nelle sue colpe e con un passato da espiare. Una sera sul terrazzo del palazzo dove abita, nel quartiere romano dell' Esquilino, dal quale non esce da oltre due anni, incontra Aman. Un ragazzo si origine somala, scappato a quattro anni con i familiari superstiti dalla guerra, italiano a tutti gli effetti, che non riesce a trovare la sua ragione di vita. Due umanità smarrite alla ricerca della propria identità.


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GranDe SChermO

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esilarante mediocrità

ricordare con commozione

Cado dalle nubi

l’uomo nero

Regia: Gennaro Nunziante con Dino Abbrescia, Fabio Troiano e Giulia Michelin

Regia: Sergio Rubini con Valeria Golino, Sergio Rubini, Riccardo Scamarcio, Guido Gianquinto.

Ignorante, cafone, scorretto, razzista, non azzecca un congiuntivo, però sfonda nel mondo della tv. Il trionfo della mediocrità. La fotografia esatta dell'Italia di oggi, quella che ci propina tutti i giorni il piccolo schermo. E lui, Checco Zalone, il comico di Zelig, ci sguazza. La sua parodia è esilarante. Un esordio felice per il comico tv, rispetto a tanti colleghi che hanno tentato la stessa strada con risultati davvero deludenti. Riesce a fare un film corale dove anche i personaggi di contorno danno il loro significativo contributo, evitando che la storia sia solo una lunga sfilza di gag. Prende in giro tutti, con ingenuità usa un linguaggio scorretto ed assurdo. Fa la pipì nella sacra ampolla di acqua del Po e scambia Alberto da Giussano per un Power Ranger.

Un omaggio a Cantona il mio amico eric Regia: Ken Loach con Eric Cantona, Steve Evets

Un omaggio al calciatore del Manchester United Eric Cantona, personaggio discusso e borderline, per raccontare ancora una volta una storia di periferia. Loach lascia per il momento i toni seriosi dei suoi precedenti film ed affronta con leggerezza ed un tocco di fantasia i temi che gli sono da sempre cari. Il titolo originale, Looking for Eric, probabilmente si adatta meglio ad una storia dove il protagonista Eric Bishop, dipendente postale con una situazione famigliare e sentimentale disastrata, è alla continua ricerca di se stesso. Nel tentativo di rimettere insieme i pezzi della sua vita immagina di dialogare con il grande campione francese, che nel film recita se stesso. Da non perdere nel finale la vera conferenza stampa di Cantona, rimasta nella storia del calcio.

Sergio rubini, regista e protagonista de “l’uomo nero”

Capolavoro di tecnica Christmas Carol

Umorismo yiddish A serious man

Regia: Robert Zemeckis con i volti di Jim Carrey, Gary Oldman e Colin Firth

Regia: Joel & Ethan Coen con Michael Stuhlbarg

Onestamente un po' troppo lugubre e poco adatto a bimbi molto piccoli per essere definito un film di Natale destinato alle famiglie. Inizia con un morto disteso dentro una bara con due monete sugli occhi, per poi proseguire con una serie di fantasmi che fanno visita al vecchio avaro Scrooge nella sua casa oscura e sinistra. Tuttavia l'adattamento cinematografico della celebre fiaba di Charles Dickens è un piccolo capolavoro, soprattutto di tecnica. Realizzato con il sistema motion capture (quello utilizzato per The Polar Express), ossia cattura delle espressioni degli attori (celebri!) riportate digitalmente sul grande schermo sotto forma di animazione, riesce a dare una profondità ed una nitidezza alle immagini da sembrare un film su pellicola

Il film è ambientato nel 1967 in una comunità ebraica di una non bene identificata cittadina del Mid West. Larry Gopnik è un docente universitario e cerca di vivere secondo le regole della collettività. Tenta di fare del suo meglio nonostante abbia il figlio che fuma erba, la figlia che vuole rifarsi il naso, la moglie che lo lascia per un altro e tanta sfiga lo perseguita. Il tutto condito da un tagliente umorismo yiddish. Gli stessi Coen, intervenuti al festival del cinema di Roma, hanno ammesso di aver attinto a piene mani dai ricordi della loro infanzia. Grande prova dell'attore protagonista, Michael Stuhlbarg, in Italia del tutto sconosciuto, del quale però si intuisce l'enorme capacità interpretativa per cui è noto nell'universo teatrale Usa.

Una commedia furbetta

con loro verrà dimezzato. Partono, convinti di andare incontro ad una vacanza a cinque stelle invece scopriranno presto che la frequentazione della stravagante terapia non è a discrezione di chi ne ha bisogno e non è un optional. Jean Reno con il codino nelle vesti di santone che dovrebbe aiutare gli sposi. Una commedia (furbetta) che deve essere presa per quello che è: un paio d'ore di divertimento ammirando e sognando località tropicali irraggiungibili per molti. Non rimarrà nella storia del cinema.

l’isola delle coppie Regia: Peter Billingsley con Vince Vaughn, Jason Bateman, Kristen Bell

Coppia in crisi convince gli amici ad accompagnarla in una vacanza terapeutica per sposi con problemi coniugali, in uno splendido resort di Bora Bora. Il costo del biglietto è esoso ma se accettano di andare

Uno dei migliori film di Rubini. Intenso, commovente, ironico e fortemente autobiografico. Dopo "La stazione" del 1990, il regista-attore torna a parlare della sua infanzia e della Puglia ripartendo da quella stazione ferroviaria che sembra sia rimasta fortemente ancorata ai ricordi. Ma questa volta lo fa con un tocco di maggiore maturità, riuscendo a fare un film più compiuto. Sceneggiatura ben calibrata, cast di attori decisamente convincenti. Iniziando dal piccolo e straordinario protagonista fino ad arrivare ad una brava Valeria Golino che riesce ad interpretare il ruolo di una donna moderna ed emancipata degli anni '60, che non rinuncerebbe mai al suo lavoro di insegnante, capace però di conservare intatti gli atavici dettami della tradizione.

La brutalità della guerra triage Regia. Danis Tanovic con Colin Farrell, Paz Vega, Christopher Lee

Premio Oscar nel '93 con No Man's Land, Tanovic ritorna ad affrontare gli orrori della guerra, da un altro punto di vista. Quello dei sopravvissuti, ma che hanno lasciato in quei terribili luoghi gran parte della loro vita. Tratto dall'omonimo romanzo dell'ex reporter Scott Anderson che ha seguito i conflitti in Uganda, Beirut, Cecenia e Bosnia, il film è la storia di due fotoreporter nel Kurdistan iracheno nel 1988 poco prima dei massacri di gas ordinati da Saddam Hussein. Le scene sono forti, particolarmente violente. In un ospedale da campo improvvisato, senza acqua ed attrezzature adeguate, il medico è costretto a sparare in testa ai pazienti più gravi, quelli senza speranze.


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martedì 8 dicembre 2009

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La copertina

tv

Canalis nuda ma non per il suo George

La Hunziker casca in diretta ma si rialza subito

Monica Bellucci aspetta il secondo figlio Monica belluci aspetta un bimbo, il secondo, dal marito Vincent Cassel. La lieta notizia è stata confermata dalla mamma dell'attrice umbra al settimanale «Tutto in» in edicola. Interrogata sui rumors che da giorni vorrebbero Monica in attesa del secondo figlio dall'attore francese Vincent Cassel, mamma Brunella ha risposto: «Preferisco che ne parli lei, sono cose così personali e non voglio essere io la prima. Ma, comunque, sono cose normali. Sarà una conferma sicuramente decisa da lei». L'agente della Bellucci, dal canto suo, non ha confermato né smentito il lieto evento, lasciando però intendere che potrebbero esserci degli sviluppi: «È troppo presto - ha risposto -. Se sarà, sarà più avanti. E siccome anche lei è donna, capisce bene che non è mai detto». La diva quarantacinquenne non ha mai fatto mistero di voler dare un fratellino o una sorellina alla piccola Deva, cinque anni. Ora, l'atteso momento sembra essere arrivato.

Dopo l'edizione francese, Elisabetta Canalis conquista la copertina anche dell'edizione tedesca di Fhm, mensile dove molte bellissime (da Megan Fox a Rihanna, da Hayden Panettiere a Tamara Ecclestone) hanno messo in mostra la propria bellezza.

Le new entry dell’Isola dei Famosi Daniele Battaglia cantante e conduttore radiofonico, figlio di Dodi, il chitarrista dei Pooh e l'olandese Ruud Gullit, mitico calciatore del Milan tra gli anni '80 e '90, sarebbero molto vicini alla firma del contratto che suggellerà la loro partecipazione alla prossima edizione de «L'Isola dei Famosi», al via su Raidue a fine febbraio. Lo riporta, nel numero in edicola oggi, «Tv Sorrisi e Canzoni». I due arricchirebbero il cast del quale fanno parte anche Pamela Prati, Claudia Galanti, Loredana Lecciso, Sandra Milo e Ivana Trump.

Michelle Hunziker, star del programma «Wetten, dass...?» sulla tv tedesca cade rovinosamente dalla Vespa durante una delle scommesse. Per lei nulla di grave, ma forse il tacco 18 della 32enne italo-svizzera era davvero troppo alto. Nel corso della puntata un concorrente, Gerold Morandell di Termeno in Alto Adige, scommetteva di riuscire a impastare, preparare e cuocere una pizza (in un mini forno) a bordo della sua moto e di consegnarla ancora fumante in studio entro cinque minuti e con tanto di bicchiere di vino. A seguirlo c'era Michelle Hunziker a bordo di una Vespa. Prima dell'entrata in studio, però, la showgirl stramazza al suolo. A tradirla, con ogni probabilità, le scarpe Gucci con 18 centimentri di tacco e il manto bagnato. Michelle, tuttavia, si rialza subito ed entra correndo sul palco; la scommessa è vinta.


aq8dicembre2009