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Anno II - n. 71 - Giovedì 8 aprile 2010

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Ora di punta di

EnniO SimEOnE

La fuga di Calderoli

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rano passate appena poche ore dalla “cena di Arcore” - dove, a detta dei commensali, era stata trovata l’ormai consueta “quadra” tra Lega e Pdl sulle linee di condotta del governo per il prossimo triennio - e già il rubizzo Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione, era sulle scale del Quirinale per raggiungere, all’inasaputa di Berlusconi, il presidente Napolitano e consegnargli la “bozza” delle riforme istituzionali di cui si era parlato a mensa la sera precedente. ’ successo un po’ come nel ciclismo: il giovane gregario ha preso la fuga piantando il capitano nel gruppo. Oggi un po’ meno, ma ai tempi di Coppi e Bartali in casi del genere veniva subito spedito sulle sue tracce il gregario più fidato col compito di stopparlo; poi l’irriverente comportamento veniva sanzionato con l’immediata cacciata dalla squadra. Sulle tracce di Calderoli è partito, con roca fermezza, il gregario Larussa per riportarlo nei ranghi, mentre, con un amaro sorrisetto, il capitano Berlusconi spiegava ai giornalisti che era tutto concordato. E intanto lanciava ammiccamenti all’opposizione per far intendere alla Lega che è meglio evitare fughe solitarie. Ma Bersani e Di Pietro hanno già detto che non intendono fare da ruota di scorta.

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quotidiano www.altroquotidiano.it

Con la firma di Napolitano al disegno di legge

L’«impedimento» diventa legittimo Potranno essere sospesi i processi (ma anche i termini della prescrizione) per il premier e i ministri Di Pietro: subito il referendum. Pd: il disaccordo resta Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha promulgato il disegno di legge sul legittimo impedimento del presidente del Consiglio e dei singoli ministri a comparire in processo. Principio cardine: per il presidente del Consiglio, chiamato a comparire in udienza in veste di imputato, costituirà legittimo impedimento ''il concomitante esercizio di una o piu' delle attribuzioni previste dalle leggi o dai regolamenti''. E stessa cosa varra' per i ministri. Questo, in sintesi, il contenuto del provvedimento che era stato messo a punto dal capogruppo del Pdl in commissione Giustizia di Montecitorio, Enrico Costa e dal vicepresidente del gruppo Udc Michele Vietti. Il corso della prescrizione rimane sospeso per tutta la durata del rinvio (''secondo quanto prevede l'art. 159 del codice penale primo comma n.3 e si applica il terzo comma dello stesso articolo''). Il che significa che si sospende il corso della prescrizione quando c'è ''la sospensione del processo per ragioni di impedimento delle parti e dei difensori o su richiesta dell'imputato o del suo difensore''. non perderemo neppure un momento a disquisire di chi sia la colpa e, soprattutto, a

chi giovi questo provvedimento che riteniamo incostituzionale e immorale. Per questo, chiederemo direttamente ai cittadini, tramite referendum, come abbiamo fatto con il lodo Alfano, se sono d'accordo sul fatto che in uno stato di diritto, come riteniamo debba essere il nostro,

si possa accettare che alcune persone non vengano sottoposte a processo come succede a tutti gli altri cittadini quando vengono accusati di aver commesso un reato''. Restano inalterati, per il Partito Democratico, tutti i motivi politici che hanno fatto dire no alla legge: lo ha ribadito Andrea Orlando, responsabile Giustizia del Pd: «Si tratta di un provvedimento, l'ennesimo che prova come il governo e la maggioranza si muovano non nell'interesse degli italiani e delle istituzioni ma solo per difendere il premier dai processi'».

Kirghizistan. Parlamento sciolto

Una donna al vertice Kirghizistan( ex Urss): la leader dell'opposizione, Roza Otunbayeva, ha assunto l'interim del governo dopo la fuga del presidente Bakiev. PAG. 3


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VentiquattrOre

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coSenza

BrindiSi

ocSe

Sardegna

Un contadino, Biagio Stabile, di 55 anni, è stato ucciso nella sua abitazione, in una zona di campagna nel Cosentino. L’uomo è stato ammazzato a colpi d’arma da fuoco ed è rimasta ferita ad una gamba anche la moglie, di 56 anni. La donna non è grave. I responsabili dell’omicidio sarebbero tre persone, poi fuggite. Il movente è da ricercare in motivi personali. Sul posto si sono recati carabinieri e 118.

Un’ organizzazione criminale dedita al traffico di immigrati clandestini – soprattutto curdo-iracheni – è stata smantellata dagli agenti della Squadra Mobile della questura di Brindisi, in collaborazione con il Servizio Centrale Operativo. Trenta le ordinanze di custodia cautelare eseguite: gli arresti sono stati compiuti nel Brindisino e a Roma, Bolzano, Treviso, Venezia, Padova e Foggia. La centrale operativa della gang era a Roma.

Pil italiano in crescita dell'1,2% nel primo trimestre 2010 (dato annualizzato, rispetto al trimestre precedente), e dello 0,5% nel secondo trimestre dell'anno. Questa la stima dell'Ocse, secondo le proiezioni dell'"Interim assesment". "Oggi possiamo diffondere un messaggio moderatamente ottimista" sulle condizioni delle principali economie mondial, ha dichiarato il capo economista dell'Ocse Pier Carlo Padoan.

Tre uomini incappucciati hanno fatto irruzione nella villa dell'imprenditore edile Gianfranco Sedda, a San Teodoro, in Gallura. I banditi, armati, hanno trovato in casa le figlie del costruttore, di 24 e 16 anni. La più grande delle due è stata legata e picchiata. La più piccola invece è riuscita a fuggire, lanciando l'allarme. I malviventi cercavano le armi da caccia del padre. I banditi sono poi scappati portando via dei fucili.

Ucciso contadino ferita la moglie a una gamba

traffico di clandestini trenta arresti

Il Pil italiano in crescita nel primo trimestre

tredelinquenti malmenano ragazza

L’operaio è precipitato dal terzo piano di un palazzo

La Foto

incidente sul lavoro, un morto

Messi scartato dal Como

Un collega è rimasto ferito. Avviata inchiesta Tragico incidente sul lavoro in un cantiere a Peschiera Borromeo, nel Milanese. Due operai sono precipitati dal terzo piano mentre stavano colando una soletta di cemento. Uno dei due, un italiano di 55 anni, è morto sul colpo. L'altro, un kosovaro 28enne, è rimasto ferito ed è stato trasportato in codice giallo all'ospedale S. Raffaele di Milano. Sul caso indagano i carabinieri e dalla polizia locale. Sul posto il 118 aveva fatto intervenire anche l'elisoccorso per l'altro operaio, per il quale però non c'è stato niente da fare. Secondo la ricostruzione dei fatti, gli operai

erano impegnati nella gettata di una soletta, quando il pavimento di alluminio che doveva contenerla ha ceduto e sono precipitati dal terzo piano di una delle quattro palazzine del grande complesso edile che stavano costruendo. L'operaio ferito si sarebbe salvato perché è caduto sul corpo del primo che ne avrebbe quindi attutito la caduta. L'uomo ha riportato la frattura di una gamba. Sul caso stanno cercando di far luce i carabinieri, intervenuti sul luogo per i rilievi di rito, per verificare il rispetto delle norme di sicurezza e accertare la dinamica dei fatti.

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Direttore responsabile: Ennio Simeone Redazione: tel: 06 86293192 Indirizzo e-mail: redazione@altroquotidiano.it Editrice: GECEm (Gestione Cooperativa Editoria Multimediale) - Presidente:Stefano Clerici Sede legale: Via Aldo Sandulli 45, Roma Registrazione del Tribunale Roma n..343/08 del 18 settembre 2008 - Registrato al ROC Partita Iva 09937731009

Leo Messi, goleador del Barcellona, poteva finire al como. La rivelazione è di enrico Preziosi, all'epoca presidente del club lombardo: "Venne da noi per un provino: aveva 15 anni e lo scartammo".

L’OnOmasticO

Clemente il Beato clemente nacque a osimo, all'inizio del sec. Xiii. eremita della congregazione eremitica di Brettino diverrà agostiniano nel 1256. introdusse nell’ordine la devozione alla Madonna.

accadde Oggi Arthur Ashe L’8 aprile 1992 negli Stati Uniti il tennista arthur ashe annuncia di essere affetto da aids, contratto in seguito ad una trasfusione di sangue praticata per curare una sua disfunzione cardiaca.


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Stati Uniti

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rUSSia

L’ex campionessa di tennis Navratilova: «Combatto contro un tumore al seno»

dopo un party uccidono e cucinano una loro amica

La ex campionessa di tennis Martina Navratilova è malata di tumore al seno. Lo riporta il settimanale People. "Ho pianto quando ho avuto la diagnosi", ha detto al settimanale la tennista statunitense di origine ceca, oggi 53enne. Secondo People, la prognosi non è grave perché il tumore è stato preso in tempo. La malattia è stata scoperta a febbraio, durante una mammografia di routine, a cui ha fatto seguito una biopsia. “Mi sono sempre sentita sempre in controllo totale del mio corpo, così quando mi è capitata questa cosa mi sono sen- Lo ha annunciato a una rivista. L’ex tennista Martina tita perduta". Navrativola ha un tumore al seno.

Dopo un party goth metal due giovani di 20 anni, Maxim Golovatskikh e Yury Mozhnov, completamente storditi dall'alcool, hanno fatto a pezzi l'amica 16enne, Karina Barduchian, e poi l'hanno cucinata con patate e servita alla coinquilina dello studentato, Ekaterina Zinovyeva. Sembrerebbe la scena raccapricciante di un film ma non è così: è accaduto in Russia, dove la Corte di San Pietroburgo sta processando i carnefici. Disperate le parole di Nadya, madre della vittima: "Le nostre vite adesso sono distrutte, ma la cosa più orribile è il modo in cui è stata uccisa mia figlia".

KirghiziStan

BraSiLe

Cento persone vittime “Governo del popolo” E il presidente fugge di frane e alluvioni Oltre cento persone sono morte nello stato di Rio de Janeiro per le frane e le alluvioni seguite alle più violente piogge torrenziali degli ultimi decenni. E’ stato proclamato lo stato d’emergenza e le autorità hanno già fatto sapere che il bilancio potrebbe aggravarsi dal momento che ci sono molti dispersi. Almeno 33 persone sono morte a Rio dopo che 28 centimetri di pioggia sono caduti nelle ultime 24 ore. 23 anche le vittime nella vicina città di Niteroi. Le squadre di soccorso stanno perlustrando le colline, alla ricerca dei dispersi e per recuperare i corpi sepolti sotto il fango. Intanto la pioggia continua a cadere incessante e il presidente Lula chiede di non lasciare le abitazioni. Il sistema dei trasporti di Rio de janeiro è vicino al collasso: tutte le strade principali della città sono chiuse per le alluvioni. Chiunque provi a percorrerle è a enorme rischio. E’ completamente allagato il prato del mitico stadio Maracanà e sono sott’acqua gli spogliatoi. Il più grande stadio del mondo appare come un lago melmoso marrone. Un simile fenomeno non si verificava in Brasile, spiegano gli esperti da almeno una decina di anni. Le autorità stanno cercando in ogni angolo del paese eventuali dispersi.

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o scorso mese di gennaio, Hp e Steve Ballmer insieme avevano guastato un po’ la festa di Apple, anticipando, nel keynote di apertura dell’edizione 2010 del Ces di Las Vegas, l’iPad della Mela con il primo slate, antesignano di una nuova categoria di prodotti alla quale tanti tra i vendor guardano oggi con interesse. Non sembra dunque un caso la provvidenziale fuga di notizie che mette in mano a giornalisti, commentatori, osservatori e blogger di tutto il mondo

Cento morti e almeno 150 feriti. E' questo il tragico bilancio degli scontri in corso in Kirghizistan, stato dell'Asia centrale, secondo quanto riferito dall'opposizione. I manifestanti kirghisi hanno assaltato la sede del Parlamento nella capitale Bishkek. L'opposizione ha preso possesso degli edifici dell'esecutivo e vi hanno installato un "governo del popolo". Il primo ministro ha rassegnato le dimissioni. Il presidente Bakiyev è fuggito da Bishkek a bordo di un piccolo aereo. Lo ha riferito un funzionario dell'aeroporto della capitale del Kirghizistan. L'annuncio è stato fatto da uno dei leader dell'opposizione, Temir Sariev: “Siamo entrati nell'edificio del governo per avere dei colloqui. Il premier Daniar Ussenov ha firmato il documento di dimissioni".

iL caSo

Hp sfida l’iPad della Apple la scheda tecnica dello slate targato Hp. Prezzo incluso, va da sé. Il tablet di nuova generazione, la cui uscita potrebbe essere fissata oper la prossima settimana, guarda caso il 12 aprile, lo stesso giorno in cui sono attesi i nuovi annunci Microsoft, dovrebbe – il condizionale è comunque d’obbligo –

costare 549 dollari nella configurazione base, avere cuore Windows 7, oltre a un processore Atom Z530 a 1,6 GHz, con grafica Uma e acceleratore per video playback. Schermo capacitivo multitouch da 1024 x 600, 32Gb di memoria flash upgradabile via Sd card e Ram da 1 Gb non upgrada-

bile dovrebbero completare la configurazione di base, mentre il modello di classe superiore, con un prezzo indicativo di 599 dollari, dovrebbe portare la Ram a 64 Gb. La durata della batteria dovrebbe attestarsi sulle cinque ore, mentre le altre dotazioni dovrebbero comprendere uno slot Sdhc, due videocamere, frontale per i video e posteriore per le foto, una porta Usb, uno slot per Sim card per chi richiedesse la configurazione con modem 3G,


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Italia divisa anche sulla Ru486

La pillola manca in Piemonte La prima a Bari La Ru486 è stata usata ieri a Bari in regime ordinario da una ragazza di 25 anni

L’aborto farmacologico ora è possibile anche in Italia. Ma in alcune regioni tarda ad arrivare. In Puglia il via con una venticinquenne E' stata somministrata la prima pillola 'italiana' Ru486 in regime ordinario. Negli anni passati diverse strutture l’avevano usata in via sperimentale. 1800 donne in Italia, quindi, hanno già abortito con questo metodo. Ora la Ru486 è stata approvata definitivamente dall’Aifa (l’agenzia italiana per il farmaco), quindi la prima clinica di ostetricia del policlinico di Bari ha potuto usarla ieri. La paziente alla quale è stata somministrata l'Rsu486 è una donna di 25 anni. La giovane donna nei giorni scorsi aveva deciso, compilando gli appositi moduli, di interrompere la gravidanza in corso, scegliendo di utilizzare la pillola Ru486 anziché l'intervento chirurgico. Il trattamento veniva somministrato alle pazienti in regime di day-hospital. Adesso invece la paziente dovrà restare per tre giorni in clinica. La protesta degli antiabortisti. Fuori dall’ospedale un gruppo di manifestanti della Comunità papa Giovanni XXIII di Bari hanno protestato contro l’uso della pillola. I manifestanti, che esibivano il cartello 'Ru486 il veleno che uccide i

bambini', hanno gridato parole contro l'aborto, sostando davanti all'edificio. La protesta è durata solo pochi minuti. Parla il medico di Bari. "Ora che il farmaco è in commercio in Italia abbiamo fatto richiesta ai punti di riferimento previsti e stamani è arrivato" dice Nicola Blasi, responsabile delle interruzioni di gravidanza della prima Clinica Ostetrica del Policlinico di Bari, unico non obiettore di coscienza che già dal 2006 utilizza questo metodo in via sperimentale, acquistando cioè il prodotto dalla Francia. "Quasi tutte le donne che si sono sottoposte finora al trattamento Ru486 - aggiunge erano quasi tutte già informate, già sapevano cioè dell'esistenza di questa pillola e hanno scelto avendo già informazioni precise oltre quelle che ho fornito loro". In particolare, la giovane donna protagonista del primo trattamento "non ha voluto ripetere l'esperienza della sala operatoria e dell'anestesia" afferma. "La paziente ha già fatto tutte le analisi necessarie" aggiunge il medico, "e quindi "può sottoporsi subito al trattamento".

toscana, arrivate 69 scatole. Ieri mattina sono giunte a destinazione 69 confezioni della pillola Ru486 anche in Toscana, ordinate dal deposito dell'Ente per i servizi tecnico amministrativi di Area vasta (Estav) che serve 18 ospedali della regione fra Pontremoli e Portoferraio. Il magazzino toscano è tra i primi in Italia ad avere ordinato la pillola abortiva e, qualora ce ne fosse bisogno, è in grado di rifornire gli ospedali della Toscana appartenenti anche ad altre aree. A Pisa, il dottor Massimo Srebot, è stato uno dei primi ginecologi ad usare il farmaco. All' ospedale di Pontedera (Pisa) Srebot l'ha usata fin dalla fine del 2005 comperando la pillola direttamente alla casa farmaceutica francese che la produce. commissione monitoraggio ru486. Si è insediata ieri a Roma la nuova Commissione ministeriale sulla Ru486, alla presenza del ministro della Salute Ferruccio Fazio e del sottosegretario Eugenia Roccella. La commissione, annunciata nei giorni scorsi dallo stesso Fazio, avrà il compito di monitorare l'utilizzo della pillola abortiva in Italia e elaborare delle linee guida omogenee per tutto il territorio nazionale. in Piemonte ancora non

arriva. All'ospedale Sant'Anna di Torino - il primo a sperimentarla in Italia - la Ru486 non si è ancora vista. E la stessa cosa può dirsi anche per gli altri ospedali piemontesi, ha denunciato il ginecologo radicale Silvio Viale, noto per aver avviato cinque anni fa la sperimentazione della pillola. "Ho ordinato 50 scatole, il fabbisogno di due mesi circa, ma dal Sant'Anna la richiesta non è ancora partita", protesta Viale. Il neogovernatore del Piemonte, Roberto Cota, così come quello veneto, Zaia, appena eletti avevano lanciato la crociata leghista contro la pillola abortiva annunciando di voler bloccare l'arrivo negli ospedali della Regione. Salvo poi fare un passo indietro dopo le parole di alcuni esponenti del governo, compreso il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, che ha invitato a rispettare la legge 194. A Milano, dalla clinica Mangiagalli, sono partiti due giorni fa i primi ordinativi per la pillola. in Sardegna ricovero ospedaliero ordinario. In Sardegna la pillola Ru486 verrà somministrata in regime di ricovero ordinario con un minimo di tre giorni di degenza. Lo ha annunciato l'assessore regionale della Sanità, Antonello Liori.


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Minacce dopo la nuova strategia nucleare Usa

Ahmadinejad «Obama ingenuo Stia attento» Il presidente dell’Iran all’assalto dopo che Washington aveva spiegato perché non è da escludere l’uso dell’atomica contro Teheran di LAUREnt BEqUEREt nel discorso, pronunciato dinanzi a una moltitudine a orumieh, nel nord-ovest dell' iran, l'ultraconservatore presidente iraniano ha detto che "persone vicine" al presidente Usa lo hanno "informato che (obama) ha fatto le dichiarazioni sotto la pressione dei sionisti". obama inesperto “Attribuiamo queste dichiarazioni alla tua inesperienza, sei stato appena eletto e devi avere pazienza", ha aggiunto sardonico. E poi ha continuato nel suo affondo: "Neppure Bush, le cui mani grondavano di sangue, si era spinto a tanto". L’atomica per difendersi Obama proprio nelle ultime ore aveva illustrato nei dettagli la nuova strategia americana riguardante le armi nucleari, dicendo appunto che non si esclude la possibilità di utilizzare l'atomica contro Teheran. Nonostante questo, però, gli Stati Uniti hanno anche aggiunto che intendono limitare il ricorso alle armi atomiche alla sola autodifesa, lasciando però

aperta la possibilità di intervento contro Iran e Corea del Nord. “Gli consiglio di non firmare tutto quello che gli mettono dinanzi. Aspetti e soppesi un po' le cose Altrimenti daremo una risposta tanto forte da rompere i denti", ha affermato il presidente iraniano Ahmadinejad che ha

Il presidente dell’Iran Ahmadinejad. Sotto il premier degli Stati Uniti, Barack Obama

anche fatto un riferimento al messaggio di felicitazioni del presidente Usa per l'anno nuovo iraniano, cominciato lo scorso 21 marzo, in cui Obama ha affermato che “l'Iran ha respinto i suoi sforzi di farlo uscire dal-

l'isolamento". non vogliamo aiuti “Grazie, ma non vogliamo i vostri favori", ha spiegato sarcasticamente il premier iraniano prima di accusare gli Usa di essersi isolato nel mondo, tanto che i suoi leader devono arrivare a sorpresa nei Paesi della regione, mentre le autorità iraniane annunciano tranquillamente le date dei loro viaggi in Afghanistan e in Iran dove "sono ben ricevuti". Il presidente iraniano è anche tornato ad attaccare Israele che ha accusato di preparare una nuova campagna militare a Gaza, il che -ha detto -”metterà fine alla vostra esistenza". evitate errori del passato “Se commetterete l'errore del passato e attaccherete di nuovo Gaza, il Libano, la Palestina, la Siria, i popoli della regione vi sradicheranno". Il presidente iraniano ha aggiunto che lo Stato ebraico è stato creato dai capitalisti per approfittarsi delle ricchezze e del petrolio della regione; e ha avvertito i Paesi che appoggiano Israele che entreranno nella "lista nera" dei popoli della regione. Insomma, sembrava che tra Iran e Stati Uniti si fosse raggiunta una sorta di tregua. Ma dopo le dichiarazioni del premier iraniano c’è da credere che Obama alzerà il tiro sull’Iran.


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la tribuna

Eccovi un esempio di persone “diversamente oneste” Gentile direttore, nella società italiana si riconoscano 3 caste, che non si differenziano per il reddito o l’estrazione culturale ma per la sensibilità rispetto il tema della legalità. Per far capire meglio quanto dico faccio un esempio legato al mondo del lavoro, nel quale vi sono gli abili, i quali possono svolgere qualsiasi mansione; poi vi sono i disabili, i quali, più o meno invalidi, non svolgono alcuna attività; infine i diversamente abili, i quali pur essendo idonei al lavoro hanno delle difficoltà che non permettono loro di svolgere alcune mansioni. Allo stesso modo abbiamo i disonesti, magari condannati e palesemente delinquenti; gli onesti e moralmente integri; ma è della terza casta che vorrei parlarle quella dei “diversamente-onesti”. La parola “diversamente-onesti” è un neologismo che prendo in prestito da un amico B.C. e sta ad indicare chi opera in modo corretto, dal punto di vista legale, ma quantomeno discutibile sul piano umano e/o morale. Il 12 dicembre scorso il consigliere provinciale D’Arienzo ha così descritto sui giornali un esempio tipico di comportamento diversamente-onesto: « …arresto a Milano del «re delle bonifiche» Giuseppe Grossi, tuttora in carcere: …. Grossi avrebbe dovuto essere nominato nel CdA della Fondazione San Raffaele del Monte Tabor. La stessa Fondazione che a Lavagno realizzerà il centro sanitario Quo Vadis. Per la realizzazione di quella struttura sanitaria è stata costituita una società che è presieduta dall'avvocato Sardos Albertini. …. Grossi era anche il proprietario della Rea Dalmine, una società che si occupa di impianti per smaltimento rifiuti. Il nome non mi era sconosciuto…Grossi è stato nominato nel CdA della Fondazione San Raffaele e con la medesima ha costituito un'altra società, la Blu Energy Milano che costruisce l'impianto di cogestione dell'Ospedale San Raffaele del capoluogo lombardo. Pertanto, della Fondazione, Giuseppe Grossi è sia consigliere che socio in affari. Un ruolo importante».Ma che c’entra Ca’ del Bue? «Pare che tra le società che hanno presentato un'offerta per realizzare i forni a griglia e far funzionare il termovalorizzatore di Ca’ del Bue ci sia la Rea Dalmine di Bergamo di cui Grossi è proprietario e presidente. E dell'Agsm, che dovrebbe scegliere a chi affidare l'incarico, il presidente è lo stesso della Quo Vadis: l'avvocato Sardos albertini». «In pratica…......Grossi è consigliere, nonché socio, della Fondazione che ha la proprietà del Quo Vadis di cui Albertini è presidente e con un'altra sua società pare abbia presentato un'offerta ad un'azienda di cui Albertini è presidente». «Non c'è assolutamente», precisa, «nulla di illegale...” Io aggiungo: illegale no! Ma non è nemmeno umanamente accettabile! Semplicemente questo è “diversamente-onesto”. Ringraziandola per l’ospitalità la saluto Mirko Simonaio Verona

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migLiOre deL giOrnO

Staino su “l’Unità”

L’appartenenza alle correnti non sia l’unico criterio per formare la giunta del Lazio Mi auguro che non prevalga all’interno del Pdl la tentazione di far prevalere come unico criterio per la formazione della giunta regionale del Lazio quello dell’appartenenza ad una delle attuali correnti, per di più con una divisione netta tra ex An e FI. Sarebbe un brutto segnale, che metterebbe in imbarazzo la presidente neoeletta, e soprattutto obbligherebbe anche i cosiddetti non allineati a costruirne subito un'altra. Significherebbe vanificare il grande sforzo fatto da Berlusconi per vincere le elezioni e soprattutto la sua grande intuizione di essersi inventato al predellino il PdL, come un partito che non fosse solo la somma algebrica dei gruppi ex An e ex FI. Certo la forza elettorale e il rapporto con il territorio è essenziale e questo deve essere uno dei criteri principali ma insieme ad un mix che preveda anche esperienza, lavoro fatto nella precedente legislatura, quando alcuni di noi hanno retto l’opposizione alla giunta

Marrazzo, e soprattutto il merito e la competenza. Ho chiesto la convocazione del coordinamento regionale affinchè la scelta della rosa dei nomi da offrire alla Polverini, cui va lasciata l’autonomia di scelta, peraltro prevista dallo Statuto, sia decisa sulla base di questi criteri e alla luce del sole. Già abbiamo commesso un grave errore nel non convocare il coordinamento regionale per l’approvazione delle liste del Pdl prima della loro presentazione, così come prevede l’articolo 34 dello Statuto del Popolo della Libertà, e non vorrei che si perseverasse nell’errore. donato robilotta Pdl Roma

Lettere e interventi per questa pagina vanno indirizzati a tribuna@altroquotidiano.it


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roma

“Via il muro” così sindaco risolve il caso Ara Pacis Teca sì, teca no. Il problema della copertura dell’Ara Pacis, al centro del dibattito dei salotti buoni capitolini sembra risolto. Abbattere il muretto che separa l'Ara Pacis dal lungotevere, incanalando il traffico all'interno di un sottopasso che permetterà di raggiungere anche due parcheggi. E' il progetto che il sindaco di Roma Gianni Alemanno, ha illustrato all'Ara Pacis alla presenza dell'architetto che ha realizzato la teca, Richard Meier. "In questo modo interveniamo su tutti gli aspetti - ha detto Alemanno superando anni di polemiche". Anche Meier, a quanto pare, non è affatto contrario: "Eliminare il muro è stata un'idea superba: permette di godere della chiesa di San Rocco e dell'Ara Pacis. Avrei voluto presentarlo io un progetto così ma non sapevo che il traffico poteva essere canalizzato sotto e che l'area si poteva pedonalizzare". "Il muro era nato solo per dividere l'area dalla strada - ha spiegato Meier - come elemento divisorio. Sono 12 anni che studio il progetto dell'Ara Pacis". Il progetto consentirà quindi la pedonalizzazione dell'intera area che va da piazza Augusto Imperatore al Tevere con un parco. "Complessivamente diventa un progetto fantastico ed è la soluzione delle polemiche del passato", ha detto Alemanno: "Mettiamo insieme la riqualificazione di piazza Augusto Imperatore, la modifica della Teca di Meier e il sottopasso che permetterà di pedonalizzare un ampio tratto di Lungotevere. Così creiamo una grande zona verde che ci permette di avere un grande contesto in cui insistono opere d'arte diverse".

City & Siti

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Morte di Stefano cucchi

Il perito conferma la tesi della commissione Marino Morte per disidratazione, responsabilità dei medici del reparto penitenziario dell'ospedale Sandro Pertini, presenza di fratture recenti e datate. Sarebbero queste le conclusioni del collegio di medici legali nominato dalla procura di Roma per fare chiarezza sulla morte di Stefano Cucchi, il giovane arrestato per droga il 15 ottobre scorso e morto una settimana dopo in ospedale. I risultati degli esperti, indicati in un voluminoso carteggio, sono stati depositati ieri ai pm

Vincenzo Barba e Francesca Loy. Il loro contenuto sarà illustrato stamane dal professor Paolo Arbarello nel corso di una conferenza stampa nell'Istituto di medicina legale della

Paullo (Milano)

Sapienza. Le conclusioni dei consulenti ricalcherebbero, in sostanza, quelle della commissione parlamentare d'inchiesta presieduta da Ignazio Marino. Tra l'altro, gli esperti, a quanto si è appreso, farebbero riferimento alla presenza di diverse fratture sul cadavere di Cucchi: alcune datate, altre, come quella sul coccige, recenti e probabilmente collegate al pestaggio al quale sarebbe stato sottoposto nel corridoio delle celle di sicurezze del tribunale di Roma il giorno dopo il suo arresto.

torino

Muore chiuso in un cimitero

Sindone, dal 10 visibile a tutti

E' stato quasi sicuramente un infarto, causato forse anche dall'agitazione del momento, a provocare la morte del pensionato, trovato senza vita nel cimitero, dove era stato chiuso dentro dal custode che non si era accorto della sua presenza. Vittima Remo Bodini, 82 anni, sposato. Le indagini sono ancora in corso ma l'ipotesi più probabile è quella del malore. Due giorni fa Bodini, come ogni giorno, era uscito di casa per fare qualche compera mentre la moglie si occupava delle faccende domestiche. Di solito al cimitero a trovare i propri cari andava il pomeriggio ma stavolta ha deciso di passare la mattina stessa. Non conosceva quindi bene gli orari di apertura e chiusura. E' entrato e si è diretto sulle tombe dei familiari per cambiare l'acqua ai fiori e buttare i lumini consumati. Alle 12, puntuale, il custode dipendente di una ditta di Vizzolo Predabissi che lavora per il Comune ha chiuso il cancello del camposanto. Non aveva visto il pensionato che si attardava nei viali. Bodini lentamente è ritornato verso l'uscita. Forse ha visto il cancello chiuso, ha provato a chiamare aiuto e l'agitazione e lo stress lo hanno fatto sentire male. Oppure l'infarto lo ha colto mentre si avviava all'uscita senza neppure avere il tempo di capire che era rimasto chiuso dentro. Alle 14,15 alla riapertura, il custode ha trovato il corpo dell'uomo già morto.

E' tutto pronto, a Torino, per l'Ostensione della Sindone. A dieci anni di distanza da quella del 2000, da sabato 10 aprile al 23 maggio i pellegrini di tutto il mondo potranno ammirare di nuovo la celebre reliquia. Che, nel frattempo, si è 'rifatta il trucco': l'Ostensione di quest'anno, che sarà suggellata il 2 maggio dalla visita di Papa Benedetto XVI, è infatti la prima da quando il sacro lino è stato sottoposto, nel 2002, ad un intervento di conservazione che lo ha riportato al suo antico splendore. Sono già più di un milione e 400 mila le persone che si sono prenotate per visitare il Lenzuolo utilizzato - secondo tradizione - per avvolgere il corpo di Gesù nel sepolcro. Ma all'interno del Duomo di Torino, nelle sei settimane dell'Ostensione, ne sono attese almeno un milione e 800 mila. Dal 10 aprile la visita potrà essere prenotata, oltre che sul sito internet www.sindone.org, direttamente a Torino, negli appositi spazi allestiti all'inizio del percorso dell'Ostensione. Si potrà entrare nel Duomo anche senza, ma in questo caso la Sindone sarà visibile solo da lontano. Un "grande evento", insomma, che però "non è un fatto di turismo religioso, ma un'iniziativa spirituale e pastorale". Così l'ha definito il custode pontificio della Sindone, l'arcivescovo di Torino, cardinale Severino Poletto.


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claudia Koll. Ovvero, così fan poche

«Come ho vinto la diffidenza degli scettici» I

l suo esordio nel campo cinematografico, dopo una piccolissima parte avuta anni prima in tv, risale al 1992 con il film erotico di Tinto Brass, «Così fan tutte». Il grande pubblico, però, ebbe modo di scoprirla e poterla meglio apprezzare soprattutto con «Linda e il brigadiere», la miniserie televisiva di Raiuno che la vide protagonista nel ruolo di commissario di polizia e, per di più, in quello di figlia di un brigadiere in pensione impersonato da Nino Manfredi. Poi, nel 1995, il grande salto al Festival di Sanremo, affiancando Pippo Baudo come presentatrice assieme ad Anna Falchi.

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i quale personaggio stiamo parlando? È facilissimo intuirlo: lei è Claudia Koll, un cognome che di primo acchito farebbe pensare ad una sua discendenza tedesca. E invece, niente di tutto questo: si tratta solo di un nome d'arte da lei stessa composto, prendendo in prestito alcune lettere del suo cognome prettamente catanzarese, Colacione. L'attrice, pur essendo nata a Roma nel 1965, infatti, ha nelle sue vene sangue calabrese, essendo originaria di Lamezia Terme, città nativa del padre. Oggi è apprezzatissima nel mondo non solo per merito della sua brillante carriera ma, per così dire, anche per quella ormai famosa «molla» che a un certo punto della vita è scattata dentro di sé; una sorta di voce interiore che l'ha indotta ad avvicinarsi fortemente alla fede cattolica. Una vera e propria conversione, un cambiamento spi-

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PerSOnaggi

quotidiano

di

VinCEnzO PitARO

L’attrice ci parla del suo cambiamento rispetto al ruolo in “Così fan tutte” di Tinto Brass e del suo impegno per i poveri del mondo smissione televisiva, nel commentare una mia intervista corredata da foto di vecchi film, si usò un tono canzonatorio. Per via del mio accostamento alla fede venni addirittura ridicolizzata. E questo non è giusto, perché la dignità umana non va calpestata».

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Claudia Koll oggi e (in alto) ai tempi dei primi successi nel mondo del cinema e dello spettacolo rituale, che all'inizio - nel suo da non poca confusione e ambiente - fu male interpreta- anche da diffidenza. «Gli scetto, se non addirittura travisato. tici, ovviamente, non si fecero «Sì, è vero», afferma Claudia attendere», ammette Claudia. con serenità. «Si creò molta Provarono diffidenza nel confusione», al punto che più vedermi cambiata, diversa da d'uno arrivò a pensare che fossi come ero prima, anche se le diventata una sorta di suora proposte continuarono ad arrilaica, intenta ormai a praticare vare lo stesso. Ben presto però solo questioni religiose. Invece dovettero capire che quel geneebbi solo la fortuna di essere re di copioni non mi interessaletteralmente arricchita dal va più. Mi rendo conto che nel raggiungimento della pace mondo dello spettacolo, dove interiore, dal desiderio di aiuta- tutto sembra effimero e dove re il prossimo, assistere gli conta più l’apparire che l’esseammalati, i bisognosi, fare re, non era facile comprendere insomma del bene. Non ho mai la mia scelta di verità. La fede è abbandonato il lavoro di attri- un dono di Dio. Si può anche ce. Lo pratico tuttora, solo che non essere capiti, certo, ma adesso possiedo in più anche il una persona - per potersi dire civile - dovrebbe prima impadono della fede». rare ad avere rispetto verso il n radicale cambiamento prossimo e le scelte altrui. Ciò, interiore, quindi, che per nel mio caso, purtroppo, non Claudia Koll ha rappresentato avvenne. Fu proprio il rispetto anche un cambiamento dal a mancare. Alcuni anni addiepunto di vista artistico, seguito tro, peraltro, in una nota tra-

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laudia Koll, dunque, ancora oggi sembrerebbe di sentirsi compresa più in mezzo alla gente che soffre che non nello scintillante mondo dello spettacolo. «Negli ospedali, dove c’è sofferenza e dolore, le barriere non esistono, le persone riflettono di più. E quando ci si trova di fronte alla malattia è facile che passi il messaggio dell’amore di Dio». Un messaggio che in effetti Claudia Koll, da alcuni anni, ha deciso di portare anche sul set, in varie fiction televisive, da «San Pietro» (con Ornar Sharif, andata in onda su Raiuno nell’ottobre del 2005, nel quale ha interpretato il ruolo di Anna, donna semplice che accoglie il santo nella sua casa) al film dedicato alla vita della giovane santa Maria Goretti e in tanti altri sceneggiati tv, tutti consoni al suo nuovo stile di vita. «Non avevo mai lavorato con lei», dice il regista Corsini, «e per me è stata una scoperta. È un’attrice senza fronzoli, mai banale. È ricca di uno spessore umano e spirituale che mi ha colpito: nel nostro ambiente è raro trovare tanta energia spirituale». Energia che Claudia Koll, ora, riversa con tanto amore e passione - nei frequenti viaggi in sud Africa - sulla gente che assiste.


Altro

l’

argOmenti

quotidiano

il saggio letterario di un operatore della giustizia

ASCOLTANDO IL SILENZIO CON PIETRO RIZZO di

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mOiSè AStA

radotta in “quaderno” dell’Accademia Cosentina, la colta e multicentrica conferenza di Pietro Rizzo su “Ascoltare il silenzio” ha potuto raggiungere buona parte di quegli studiosi ed intellettuali, calabresi e non, che si trovarono, loro malgrado, impossibilitati a partecipare all’evento culturale cui, confermano le cronache, arrisero tanta fortuna e strepitoso successo. La prosa di questo brillante operatore del diritto, di questo narratore forbito e gratificante – ex uomo di scuola, ex ufficiale militare, ex cacciatore eppur tributario di tanto amore per gli animali, costante proficuo divoratore della più dotta e costruttiva carta stampata – prosegue il suo pregiato iter di irrobustimento del proprio patrimonio umanistico-culturale. izzo muove dalla spiegazione dell’ossimoro che dà corpo alla sua conversazione (i lessemi “ascolto” e “silenzi” si configurerebbero, quanto meno a livello di esteriorità, di facciata, come opposti irriducibili) ed utilizza, immediatamente, la montaliana “Lettera a Malvolio” per stigmatizzare (o, almeno, reinterpretare) il mostruoso “ossimoro permanente” dell’onore e dell’indecenza che, ad ogni modo, agevola il proprio districarsi, abile e attento, su “il silenzio ed il suo ascolto” con il primo che – a detta di George Steiner – “rappresenta il diritto dell’ideale”. Segue la metafora del Padre Pellegrino “che, nel suo andare, cerca il silenzio quale fonte

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autentica di ogni domandare”. l Rizzo autentico, a mio avviso sommesso, però, emerge quando confessa di amare i poeti e di prediligerli ai giuristi, ai testi di legge che cercano di tradurre in asettiche e generalizzate fattispecie la complessità degli umori e dei sentimenti che animano le azioni degli uomini. E’ una sorta di autoanalisi, di introspezione, che punta a far luce sulla duplicità delle tendenze che allignano nel suo animo forte di pensatore e di avvocato ma che, non necessariamente confliggendo, danno consistenza alla sua personalità ed ai suoi interessi plurimi. E bada, intanto, a non tralasciare considerazioni sul “senso comune che, se ben educato, può in tutti stimolare l’amore per il silenzio, da intendersi come spazio privilegiato in cui l’uomo del nostro tempo trovi ristoro al frastuono in cui vive immerso e dimentico di se stesso”. E benché si viva un’epoca travolta dai rumori, non può essere disconosciuto che ”anche il silenzio è comunicazione, anzi, la parte essenziale, proprio perché abbraccia più spazio di quanto non ne esprima la parola o l’ascolto”. Né si dimentichi che “ci sono silenzi preannunzianti urla strazianti (e il pensiero corre subito all’omonimo, famoso, dipinto di Munch) che ancora oggi perdurano, da cui rampolla l’angoscia dell’uomo contemporaneo”. via con la serie di citazioni e richiami che supportano il suo discorso (da Holderlin a

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Corazzini, da Nietzsche a Ungaretti ecc.). Toccante, poi, il passaggio dall’atmosfera magica della poesia di Clemente Rebora al quadro struggente di un Primo Levi, in “Se questo è un uomo”, che si sofferma a riflettere sulla “diabolica operosità del Campo di sterminio mentre si reca all’adunata per la zuppa, in mezzo a una folla sordida e sbrindellata, facendosi forza di ricostruire a memoria i versi con cui l’Ulisse dantesco incita i compagnia considerare la loro semenza (“Mi sforzo di ricostruire per mezzo delle rime, chiudo gli occhi, mi mordo le dita: ma non serve, il resto è Silenzio”). E dopo altri, fugaci ma sempre più efficaci richiami di ortodossi sacerdoti del culto del silenzio (come Cerami e la Montessori), eccolo

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ripiegare sul suo. “Ho goduto, fin da ragazzo, dei privilegi del silenzio. Esso è stato per me un confidente molto particolare, spesso comprensivo, a volte esigente, altre volte permaloso, soprattutto quando, a causa degli impegni pressanti, non mi è stato possibile rispettare gli appuntamenti che mi dava”. me sembra, questo, l’epilogo più proprio che ci potesse aspettare a coronamento di un bel saggio, elegante nella forme, ricco nel contenuto, sublime nel fine. Ed è stato sempre un maestro, in questo, Piero (così è ancora conosciuto tra gli amici e gli estimatori) Rizzo, che conosco ed ammiro da decenni, fin dalla nostra adolescenza, non sempre comoda e dispensiera di felici eventi.

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Inedito di Foscolo trovato a Catania Un manoscritto di Ugo Foscolo con un inno in sedici sestine di settenari “In morte di Napoleone” è stato trovato in una libreria antiquaria di Catania da un manager di banca appassionato di libri antichi: il siciliano Giacomo Fiordaliso, 53 anni, che vive a Messina e possiede l'originale del manoscritto che ha sottoposto a una perizia calligrafica. Su questa vicenda il signor Fiordaliso ha deciso di scrivere un libro, forte dei giudizi positivi espressi da un docente dell'Università di Messina, perito calligrafo del Tribunale, in ordine alla autenticità del manoscritto firmato dall’autore dei “Sepolcri”. Fiordaliso cita alcuni versi che secondo lui ne dimostrano l'autenticità: "....egli morì del lauro/ giace il bel tronco infranto/ egli morì né il cenere stilla onorò/ di pianto, tacquero le arpi venali/ che l'inneggiavan re....". nella foto una riproduzione del manoscritto


PreVidenza

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quotidiano

Risponde il dottor AntOninO niCOLO’ pensione

Sistema retributivo per l’insegnante Sono un insegnante di liceo scientifico e sono nato nel mese di febbraio del 1951. Sono entrato in ruolo il 1°settembre 1985. in data anteriore ho maturato 5 anni di preruolo mentre altri 4 li ho riscattati (Università). nel periodo 1974-1975 ho svolto il servizio militare per 13 mesi. Quesito: rientro nel sistema retributivo, notoriamente più conveniente? P. Vicinanza, Salerno Sì, sempre che complessivamente (ruolo, pre-ruolo, riscatto e contributi figurativi per il militare) i 18 anni si collocano entro il 31 dicembre 1995.

Potete inviargli i vostri quesiti direttamente all’indirizzo e-mail: toniconc@libero.it oppure potete telefonargli al numero 388 0554031 ogni giovedì dalle 15 alle 18

gravidanza

Contributi fittizi per chi sta in maternità Quando una lavoratrice è assente dal lavoro per gravidanza e puerperio, ha diritto ugualmente alla contribuzione ai fini pensionistici? in caso positivo, con quali modalità?

I. Bruno, Ravenna Per i periodi durante i quali non c'è attività di lavoro e di conseguenza non c'è il versamento dei contributi obbligatori, sopperiscono i cosiddetti contributi figurativi che, in effetti, sono contributi “fittizi", ma in realtà hanno la stessa valenza dei contributi obbligatori. Per rispondere al suo quesito, rammentiamo che ai fini dell'accredito figurativo sono validi anche i periodi di astensione obbligatoria dal lavoro per un periodo di cinque mesi, due prima la data presunta del parto e tre dopo il parto (congedo di maternità). La lavoratrice ha la facoltà di astenersi dal lavoro dal mese precedente la data presunta del parto e protrarre l'astensione obbligatoria nei quattro mesi successivi al parto. I giorni di astensione obbligatoria non goduti prima del parto (in caso di parto prematuro) sono aggiunti al periodo di astensione obbligatoria.

Vecchiaia

Disparità tra pensionati nel 2007 ho ricevuto la mia pensione di vecchiaia, con decorrenza dal mese successivo al compimento dell’età. Mio fratello, commerciante, che compirà 65 anni a gennaio 2011, dovrà attendere, invece, il successivo 1° ottobre per ottenere il primo assegno pensionistico. come mai tale disparità? L. Volpe, Agrigento Per effetto della legge 247/2007 che ha introdotto le finestre di uscita anche per le pensioni di vecchiaia. Pertanto, per i lavoratori dipendenti, il primo assegno pensionistico scatta dal primo mese del secondo trimestre successivo alla data di maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi.

Invece, per i lavoratori autonomi come suo fratello, il primo assegno decorre dal primo mese del terzo trimestre successivo a quello in cui hanno maturato il diritto (ad esempio, chi raggiunge i requisiti a gennaio, dovrà attendere il 1° ottobre).

Laurea

il periodo in cui ero in corso e non lavoravo pur avendo sostenuto gli ultimi 3 esami e la tesi molti anni dopo e in un periodo coperto da contribuzione da lavoro? grazie per l'attenzione. T. C., Latina Sì. Può riscattare solo gli anni privi di copertura previdenziale e soltanto gli anni legali di corso.

Si riscattano anni di non lavoro Mi sono iscritto all'Università “La Sapienza” di roma nell'anno accademico 1984/85, ma ho conseguito la laurea in giurisprudenza nel 1994 quando già lavoravo da 5 anni nella guardia di Finanza. Posso riscattare

colf

I privati non devono fare il Cud Un mio amico, pensionato dell’ente Poste, mi ha fatto presente che, da un certo tempo, è necessario, anche da parte dei privati, rilascia-

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Avvertiamo i lettori che alcuni quesiti e relativi pareri vengono ripetuti perché riguardano argomenti che hanno già ottenuto risposta

re il modello cUd alle colf. Mi pare che, dalle sue risposte pubblicate nella rubrica, questo obbligo non esiste. D. Barbieri, Piacenza Ed infatti, per i datori di lavoro domestico privati, è sufficiente una attestazione riepilogativa delle somme percepite dalla colf nel corso dell’anno. Il mod. CUD va invece rilasciato se il datore di lavoro è un sostituto di imposta.

pensione

La reversibilità spetta ai figli minori Mia cognata è vedova da molti anni ed è titolare di un assegno di invalidità inPS, già confermato 3 volte. ha 57 anni di età ed un figlio studente di 16 anni. dato che le sue condizioni di salute sono purtroppo precarie, mi ha moralmente obbligato per informarmi se il figlio avrà diritto ad una pensione di reversibilità, in caso di sua scomparsa. L’importo dell’assegno in godimento è di 950 euro mensili.

A. Galli, Genova La pensione di reversibilità spetta ai figli (ed equiparati) minori di 18 anni. Se essi sono studenti di scuola media superiore, il diritto si estende dai 18 ai 21 anni. Se, invece, i figli sono studenti universitari, la quota di pensione compete per tutto il corso legale degli studi e comunque non oltre i 26 anni, a condizione che non svolgano attività lavorativa.


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ribalte

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Anteprime Cinema

L’umorismo yddish di Micha Wald C’è molta autobiografia in “Simon Konianski”. Il paragone con Woody Allen non lo entusiasmapiù di tanto di

nelle foto due scene del film del giovane regista micha Wald

LUCiAnA VECChiOLi

«La base dell'umorismo ebraico è poter e saper ridere anche su un'atrocità come l'Olocausto, perché la vita vince su tutto». Bastano poche parole al giovane regista belga Micha Wald per presentare ”Simon Konianski", la commedia già passata con successo al Festival di Roma, nelle sale da venerdì, paragonata dalla critica ai film di Benigni, Woody Allen e Radu Mihaileanu. Il trentaseienne cineasta, nato da una stirpe di ebrei che negli anni '20 sono emigrati dalla Polonia in Belgio, dice: «Nel film parlo molto di me e della mia famiglia ed alcuni degli episodi che racconto sono attenuati rispetto alla realtà, il pubblico non ci avrebbe creduto. Tra i miei parenti, a causa della guerra, ci sono stati diversi matti e mostri. In questi casi o si piange o si ride, io ho scelto la strada dell'ironia». Raccontata con raffinato umorismo yiddish, con una colonna musicale ai ritmi di mambo e cha cha, la storia ruota intorno ad un giovane disoccupato laureato in filo-

sofia (stralunato, provocatorio e filopalestinese) che, dopo essersi separato da una ballerina, madre di suo figlio Hadrien, per necessità torna a vivere con il vecchio padre, ex deportato che fa di tutto per trovargli un nuovo lavoro ed una nuova fidanzata. Ricorre anche agli strampalati consigli del rabbino. Quando il genitore, che condivideva con il nipotino i ricordi dei campi di concentramento, muore, Konianski decide di esaudire il suo ultimo desiderio: essere seppellito nel paese

natio in Ucrania accanto alla prima moglie. Con il cadavere del padre dentro una sacca da campeggio, gli strani zii, il figlio, nonché una lunga e divertente serie di imprevisti, parte per il lungo viaggio ed affrontare finalmente il suo passato e la sua storia famigliare. «Rispetto a ciò che ho descritto nel film le reali vicissitudini vissute dai miei parenti sono ben più forti rivela il regista - Il vero zio Maurice, ad esempio, è molto più paranoico. Ogni volta che andavamo a man-

giare al ristorante, all'uscita ci chiedeva sempre di controllare che in strada non ci fossero macchine appostate per rapirlo. Avevo un altro zio nano e zoppo, ho una nonna sionista che dice cose terribili sugli arabi. Il campo di concentramento che ad un certo punto si vede nel film è vero, è quello di Majdanek, vicino a Lublino. L'ho visitato a 15 anni ed attraverso la pellicola volevo restituire l'effetto brutale e spaventoso che provai. Lo stesso vale per il viaggio delle origini. Lo feci in Ucrania con mio padre e molte di quelle scene le ho vissute realmente». Ma è vero che somiglia a Woody Allen? «Lui è un intellettuale newyorkese con i suoi problemi, io vengo da una famiglia di piccoli artigiani. E' un abbinamento simpatico ma preferirei non somigliargli. E' piccolino, bruttino, malaticcio....».


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PiCCOlO SChermO

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L’aLtrO canaLe

L’isola tra italiano e scaramucce

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opo l’eliminazione a sorpresa di Federico, Simona Ventura ha presentato una naufraga a sorpresa. Sull’elicottero davanti alla faccia sbalordita ed incredula del biondo stratega ha preparato il proprio ingresso sull’isola Pamela. Dopo la delusione amorosa delle scorse settimane la ragazza di Federico, non riconoscendo la sua voce ha innegiato la differenza di posizione

tra i due. Lo stratega è rimasto beffato. Dopo i vari tentativi utilizzati per rimanere sull’isola e la ricerca di fiducia tra il gruppo dei non famosi, Federico si è ritrovato nello studio con Simona Ventura. Inattesa o forse inaspettata è stata l’eliminazione della scorsa settimana. Come in Nicaragua, il bello della televisione ha accesso il dibattito tra i concorrenti e gli ormai esclusi dal gioco. Si è parlato di vita reale e partita ma fingere o giocare sui sentimenti non si

dovrebbe fare in nessuno dei due casi. Nonostante tutto la gara d’italiano ha nuovamente inizio per la seconda volta. Il tentativo di riscatto rispetto alla scorsa settimana ha visto accolte ricompense di cibo ma nella facilità dei quesiti sono stati annoverati strafalcioni e dubbi. Rimane tutto alle spalle davanti al cibo. La fame si fa sentire ma l’istinto di sopravvivenza non è vigoroso durante la prova.

Zapping per Oggi Informazione

Fiction

Attualità

La Sindone secondo Vespa

il crimine è di scena

in ricordo del terremoto

raiuno - ore 23,20. La seconda serata di Raiuno verrà intrattenuta da Bruno Vespa nel suo salotto di “Porta a Porta”. La puntata sarà dedicata alla S a c r a Sindone esposta nel Duomo di Torino sino al 23 maggio prossimo.

canale 5 - ore 21,10. La prima serata dell’ammiraglia di Mediaset ci regala altri due casi di crimini inquietanti. Il Ris di Roma sarà impegnata in due episodi: “I primi e gli ultimi” e “Delitto di donna velata”. Lili Paravidino sarà soggetto d’importanza per tutte e due le vicende della quinta puntata di “Ris Roma. Delitti Imperfetti”. Un’altra delle persone della foto verrà uccisa. Verrà assassinato anche un parrucchiere.

raidue - ore 23,35. Ad un anno dal terremoto che ha colpito L’Aquila, Gigi Proietti, Giulio Scarpati, Piera Degli Esposti e molti altri spiegheranno l’importanza dell’arte per il capoluogo abbruzzese.

Soap

Cartoni

Cinema

Un posto al sole

Scooby-doo ed il fantasma

Una dolcezza incompresa

raitre ore 20,35. Turbolenze nella famiglia Poggi. Adriana, dopo un periodo di convivenza co Renato, sta per lasciare la sua casa. I figli, Angela e Niko, staranno vicino al padre per alleviargli la sofferenza. Intanto Filippo confida ad Elisa i suoi problemi con Carmen e la morte del figlio.

Boing - ore 19,15. Sooby-Doo sarà impegnato a svelare il mistero del pirata. La banda è terrorizzata da Old Iron Face, un fantasma che vive in una prigione su di un’isola. S c o o b y dovrà indagare.

iris - ore 21,00. La commedia è ambientata nella Francia del 1959. La vicenda si svolge in un paesino non aperto alle novità e stretto in una mentalità gretta. Una ragazza madre arrivata con la figlia ed apre una cioccolateria. Anche il periodo è sbagliato. Casualmente apre durante la Quaresima. Gli abitanti del piccolo paesino erano costretti alla benefica sofferenza.

Rubrica a cura di LUCA FORtUnAtO

auditeL Vince “Capri” e Floris supera il 15% La rete ammiraglia della rai si è aggiudicata la prima serata di martedì. La fiction “capri 3”, giunta ormai alla terza serie, ha prevalso sulla commedia di canale 5, “Un paradiso per due”. La fiction con Bianca guaccero ha fatto sintonizzre sulla prima rete rai 5401000 spettatori, totalizzando uno share del 20,50%. Vanessa incontrada nella commedia di canale 5 si è aggiudicata solo 4410000 telespettatori, raggiungendo uno share del 17,16%. anche il dibattito politico moderato da Floris ha raggiunto un buon indice di gradimento del pubblico con 3969000 spettatori ed uno share del 15,43%.


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grande SChermO

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Perbenismo di facciata

due messaggi in cartoon in 3d

mine vaganti

dragon trainer Regia: Dean Deblois e Chris Sanders

Regia: Ferzan Ozpetek con Riccardo Scamarcio, Nicole Grimaudo, Alessandro Preziosi, Ennio Fantastichini, Lunetta Savino, Ilaria Occhini

Gruppo di famiglia in un interno. Il paragone con il grande film di Luchino Visconti finisce qui. Tuttavia, nulla da togliere al regista turco che ha realizzato un film godibile, intimo, per la prima volta curioso di esplorare il cuore della famiglia tradizionale e tradizionalista, animata dal perbenismo di facciata. Un nucleo numeroso, come tanti nel Sud d'Italia, proprietario di un pastificio, con una nonna dolce e ribelle, una madre affettuosa e tollerante, la zia stravagante (una piacevole sorpresa l'interpretazione di Elena Sofia Ricci), il padre molto attento alle apparenze e due figli gay che hanno da sempre nascosto la loro vera identità. Scamarcio particolarmente bravo a non strafare in un ruolo non certo facile. Sullo sfondo la splendida Lecce con i vicoli, piazze ed il candore della sua architettura.

Buoni, cattivi e effetti speciali

nancy Brilli e Gigi Proietti in “La vita è una cosa meravigliosa”

il ladro di fulmini Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo Regia: Chris Columbus con Logan Lerman, Pierce Brosnan

Il paragone con le avventure di Harry Potter è inevitabile. Il regista ne ha diretti ben due. Come il celebre maghetto anche Percy Jackson ha poteri sovrannaturali, per metà divino e per metà umano, con l'innata capacità di tenere a bada il male. Anche lui ha genitori "magici", è figlio del dio greco Poseidone, e molte delle situa-

zioni in cui si trova porta inevitabilmente al personaggio della Rowling. L'apparizione dell'Idra a tre teste non può non ricordare Fuffy il cane a tre teste di Hagrid. Solo una squallida copia dunque? Niente affatto. Il film ha una sua valenza, si lascia vedere con piacere, in qualche modo è anche educativo (all'inizio insegnanti e compagni di scuola lo credono mentalmente limitato) e poi potrà riempire il vuoto che Potter lascerà. Moderno classico della letteratura fantasy dello scrittore Rick Riordan, "Il ladro di fulmini" è il primo di una serie di cinque libri, l'ultimo uscito a maggio dello scorso anno.

Avatar Regia: James Cameron con Sam Worthington, Sigourney Weaver Cosa dire di più di quanto non si sia già sproloquiato su questo film. Gli effetti sono davvero speciali (l'animazione è splendida, in particolare le figure dei Na'vi e l'ambientazione di Pandora), la storia però, per quanto politicamente corretta, è un po' banalotta. I buoni, i cattivi, l'amore, il lieto fine, con pistolotto moralistico. Il cattivo è così cattivo da sembrare una caricatura. Già dalle prime scene si capisce al volo dove andrà a parare. Sembra un lungo déjàvu. A tratti viene in mente "Balla coi lupi", "The Fountain" di Aronofskye (ma l'albero della vita non è simile?), "Soldato blu", "Il signore degli anelli", "Apocalypse Now". Un consiglio: provate a vederlo senza gli occhialini, nei cinema senza 3D. I colori sono molto più vivaci.

L’italia cialtrona che si redime La vita è una cosa meravigliosa Regia: Carlo Vanzina con Gigi Proietti, Vincenzo Salemme, Enrico Brignano, Nancy Brilli, Luisa Ranieri

Saranno pure i furbetti del quartierino, ladroni e corrotti, però in fondo in fondo sono dei buoni. Insomma, prevale la tesi dei "birbantelli". E' questa l'Italia descritta dai Vanzina. Gli italiani? Un popolo di cialtroni, dicono, sempre pronti a trovare la scorciatoia, la raccomandazione, l'appoggio del

potente di turno, ma subito dopo arriva puntuale l'assoluzione. Così il direttore di un potente gruppo bancario, intrallazzone ed imbroglione, si ritira in campagna a coltivare gli ortaggi in compagnia di belle ragazze (!), il chirurgo che cercava e dispensava favori a destra e manca si redime andando a curare i poveri. Il poliziotto intercettatore, che usa il suo potere per conquistare una bella ragazza, ritrova l'amore. E via discorrendo. Unico punto forza del film un eccellente cast di attori, che riesce a tenere in piedi una storia mediocre ed improbabile. Con tutto il "materiale" che la cronaca regala ogni giorno si poteva fare veramente di più.

Rubrica a cura di LUCiAnA VECChiOLi

Delizioso cartone animato in 3D, da vedere anche nella versione normale, non si perde nulla. Il tocco magico è quello della Dream Works Animation, creatori di Shrek e Madagascar. Portatore di due messaggi facili ma corposi, che di questi tempi non guastano. Non bisogna aver paura ad uscire fuori dal coro, affermando le proprie opinioni, e soprattutto non bisogna aver timore di ciò che esternamente può apparire diverso da noi. Il piccolo e gracile vichingo Hic vive in un comunità dove da sempre si combattono i draghi che rubano le pecore. Ma lui è un progressista ed è convinto che il dialogo con il nemico sia invece la strada giusta. Il suo senso dell'umorismo non si concilia però con gli ideali della tribù, dei coetanei e del forzuto padre, Stoick l'Immenso. Tratto dai libri della britannica Cressida Cowell.

Scorsese con il fiato sospeso Shutter island Regia: Martin Scorsese con Leonardo Di Caprio, Mark Ruffalo, Ben Kingsley, Max von Sydow

Un affresco sul dolore e sulla follia. Film particolarmente claustrofobico e cupo, con una magnifica fotografia, come tutte le opere di Scorsese curato e costruito nei minimi particolari. Maestro nel dirigere i suoi attori. Dramma psicologico avvincente, che lascia con il fiato sospeso sino alla fine, mai scontato, con una ambientazione quasi maniacale. Un'isolafortezza, battuta dal vento e da una pioggia incessante, sede di un noto manicomio criminale. Siamo nel 1954, all'apice della Guerra Fredda, quando il capo della polizia locale Daniels (Di Caprio) ed il suo collega vengono convocati a Shutter Island per indagare sulla misteriosa scomparsa di una pluriomicida, ma nulla è come appare.


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grande SChermO

generazioni in conflitto

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Un omaggio a new York Remember me

Genitori e figli

Regia: Allen Coulter con Robert Pattinson, Emilie de Ravin

agitare bene prima dell’uso Regia: Giovanni Veronesi con Silvio Orlando, Luciana Littizzetto. Michele Placido, Margherita Buy, Max Tortora, Elena Sofia Ricci, Piera Esposti Il confronto-scontro tra il mondo degli adulti e quello dei giovani di oggi attraverso lo sguardo della quattordicenne Nina. E' credibile il quadro che il regista toscano traccia delle nuove generazioni, riesce a fotografarne bene il malessere e l'incapacità di capirsi fino in fondo. Certo, in un contesto da commedia e con i toni leggeri del genere, a volte con profili appena tratteggiati ma decisamente convincenti. Decisamente migliore invece il fronte dei cosiddetti "grandi", dove si capisce che Veronesi ha maggiore conoscenza della materia. Avvalendosi di un cast di attori di alto profilo, abbandona per il momento il film ad episodi per raccontare una storia più strutturata e ricca di sfumature rispetto ai precedenti lavori.

giovedì 8 aprile 2010

Robert Pattinson (sinistra) è il protagonista di “Remember me”

da bambina a donna d’affari Alice in Wonderland Regia: Tim Burton con Johnny Depp, Mia Wasikowska, Anne Hathaway.

Spettacolare ed emozionante Burton. Ancora una volta non delude, regalandoci una inedita Alice, indipendente, moderna ed ormai ventenne. Non più la bambina del Paese delle Meraviglie, ma una donna che intraprende un nuovo viaggio nel Sottomondo per conoscere il

thriller con il “riscatto” politica e affari del maestro

suo futuro, che non sarà quello di sposare il viscido e stupido Lord Hamish. Il suo destino è diventare una donna d'affari. Johnny Depp sempre all'altezza dei personaggi che interpreta, anche in questo caso bizzarro e divertente al punto giusto nei panni del Cappellaio Matto. Strepitosa Helena Bonham Carter (dolce metà del regista), la tirannica monarca "capocciona" Iracondia, dal carattere irascibile ed una certa propensione a tagliare la testa dei suoi nemici, che poi lascia soavemente galleggiare nel fossato che circonda il castello.

Una sorpresa. Che il vampiretto più celebre del momento si sia cimentato, nonostante il travolgente successo di Twilight, in una pellicola del genere depone a favore di questo bel ragazzone rimasto improvvisamente sepolto dalla notorietà e da una stuolo di adoranti fan. Il film, contrariamente a quanto si possa credere, non è solo una storia d'amore destinata al filone giovanilistico, l'intreccio è molto più raffinato e complesso, pieno di humour, acume, con dialoghi ben scritti ed interpretati. Finale sorprendente che vuole essere un omaggio alla città di New York. Senza voler svelare nulla, perché l'epilogo è davvero inaspettato, la storia parte da due ventenni provenienti da mondi del tutto opposti, che si incontrano in maniera non proprio casuale, e che si innamorano. Ma non ci sarà l'happy end.

Passione e lotta Un mago per la libertà della truffa

Fuori controllo

il concerto

L’amante inglese

Colpo di fulmine

Regia: Martin Campbell con Mel Gibson, Ray Winstone

Regia: Mihaileanu con Aleksei Guskov, MiouMiou

Regia: Catherine Corsini con Kristin Scott Thomas, Sergi Lopez

Regia: John Requa e Glenn Ficarra con Jim Carrey, Ewan McGregor

Con qualche ruga in più e qualche capello in meno, ma con la stessa spavalderia, ritorna dopo sette anni Mel Gibson e lo fa con un thriller ad alta tensione, che fonde politica, ecologia ed affari (loschi). Ancora una volta impegnato nella consueta lotta solitaria contro tutti e tutto, senza esclusione di colpi. Le immagini iniziali sono di sicuro impatto. L'inaspettata uccisione a sangue freddo della giovane Emma, sulla porta della casa del padre poliziotto, solletica subito la curiosità dello spettatore. Un avvio repentino per una storia avvincente, ben girata, senza troppe sbavature. Non male per chi ama il genere.

"Il concerto" è quello per orchestra e violino di Cajkovskij. Bello e commovente il nuovo film del regista di "Train de vie". La storia di Andrei Filipov, celebre direttore russo d'orchestra licenziato in tronco ai tempi di Breznev per non aver cacciato i suoi musicisti ebrei. Trent'anni dopo, caduto in disgrazia, l'uomo lavora ancora al Bolshoi ma come custode. Grazie ad uno stratagemma riunisce la sua vecchia orchestra per tornare a suonare nel Teatro di Chatelet a Parigi. Parte alla ricerca spasmodica degli artisti che nello sfacelo dell'Unione Sovietica tutto fanno meno che suonare. Riuscirà a mettere insieme un consistente gruppo di varie etnie, dalla ebraica alla rom, nel tentativo di riscattare una "dignità umana calpestata".

Epopea tutta al femminile dove protagonista è una donna che lotta per affermare la propria autodeterminazione. Suzanne vive in una bella villa nel sud della Francia con un marito e due figli adolescenti. Una esistenza borghese e piena di noia spezzata dall'incontro con Ivan, rude operaio spagnolo con qualche errore alle spalle, che un giorno arriva per ristrutturare lo studio dell'abitazione. Un'avventura che si trasforma presto in passione travolgente e vero amore. Il marito, noto medico della zona molto attento alle apparenze ed in procinto di lanciarsi nella carriera politica, più che altro ferito dall'essere stato scaricato per un semplice operaio, cercherà in tutti i modi di contrastare la liaison,

Certo, la storia nella fase di scrittura della sceneggiatura è stata parecchio romanzata ma sembra che tutti gli eventi descritti siano realmente accaduti. Basta questo per rendere il film apprezzabile di una certa attenzione, perché se fosse vero solo un terzo di ciò che è narrato è davvero incredibile come un uomo possa arrivare a fare tanto nel corso di una vita. A parte questo, l'interpretazione di Carrey è un po' troppo fumettistica e gli eventi si susseguono con un certa confusione. Un morigerato agente di polizia, sposato con prole, che suona l'organo in chiesa, dopo un incidente stradale decide di cambiare vita. Si dichiara gay, inizia a vivere una esistenza fatta di truffe ed imbrogli. In prigione trova l'amore della sua vita.


grande SChermO

Altro

l’

quotidiano

giovedì 8 aprile 2010

15

il cinema nel cinema

Pezzo di storia senza retorica

happy family

invictus

Regia: Gabriele Salvatores con Fabio De Luigi, Diego Abatantuono, Fabrizio Bentivoglio, Margherita Buy, Carla Signoris, Valeria Bilello

Non è l'ennesimo film sulla famiglia. Salvatores semplicemente racconta degli uomini e delle donne, e lo fa con un film originale, poetico, spassoso, colorato, elaborato su diversi piani narrativi e continui passaggi tra finzione e realtà. Otto personaggi in cerca d'autore. Sono questi i protagonisti, la famiglia felice a cui il titolo ironicamente allude. Escluso Ezio, 38 anni, una vita trascorsa senza aver mai concluso nulla di buono che un giorno decide di scrivere una sceneggiatura per il cinema. Due coppie, i loro figli, i nonni, il cane, esseri del tutto inventati che ad un certo punto però vivono di luce propria, escono dallo schermo del computer di Ezio (un Fabio De Luigi in grande forma) per rivendicare la loro esistenza. Il cinema nel cinema.

Regia: Clint Eastwood con Morgan Freeman e Matt Damon

dario Castiglio (figlio di Peppino di Capri) e martina Codecasa sul gozzo dell’innamoramento nel film di d’Alatri, “Sul mare”

il gozzo galeotto Sul mare Regia: Alessandro D'Alatri con Dario Castiglio, Martina Codecasa

D'Alatri torna a sorprenderci. Dopo il cine-panettone alternativo "Commediasexy", il regista romano questa volta firma un film completamente in digitale, a basso budget, interpretato da attori semisconosciuti. Una commedia sentimentale appartenen-

te al filone giovanilistico, dai risvolti sociali, ambientata nella splendida isola di Ventotene che, ad onor del vero, contribuisce parecchio alla riuscita della storia tratta dal romanzo di Anna Pavignano (In bilico sul mare). Il giovane e bel Salvatore (Dario Castiglio, figlio di Peppino di Capri) d'estate porta i turisti in giro con il suo gozzo mentre d'inverno fa il muratore in nero nei cantieri sulla terraferma. L'amore arriva con Martina, la ragazza di buona famiglia che usa la sua barca per le immersioni da sub.

Il capitano Francois Pienaar entra nella minuscola cella dove per 27 anni è stato recluso Nelson Mandela. Allarga le braccia, come per prenderne le misure e dalla finestra lo immagina nel cortile, in catene, intento a spaccare pietre sotto il sole cocente. Perché un uomo che ha dovuto subire tanto dolore parla di perdono? Forse l'eccesso di retorica, inusuale per un film di Eastwood, può in un primo momento generare qualche attimo di smarrimento. Poi con lo scorrere delle immagini prevale l'emozione, quella di veder rappresentato un momento cruciale della storia del Sudafrica ma forse anche del mondo. Le interpretazioni di Freeman nei panni di Nelson Mandela e Damon in quelli del biondissimo capitano della squadra di rugby sono appassionanti.

dalla parte del detenuto

gianburrasca d’oltralpe

il profeta

il piccolo nicolas e i suoi genitori

Regia: Jacques Audiard con Tahar Rahim e Niels Arestrup

Difficile non identificarsi con la faccia d'angelo del protagonista, perché anche se la storia è politicamente poco corretta (un percorso di formazione alla rovescia, un anti-eroe) non si può non stare dalla sua parte. Accertato ormai il fatto che il carcere non riabilita proprio nessuno, il film è abilmente orchestrato da un regista che conferma qualità straordinarie nel dirigere gli attori. La faccia del giovane Malik (felice esordio), analfabeta e ladruncolo che entra in carcere per uscirne dopo sei anni più acculturato, spietato ed a capo di una pericolosa banda, e quella del boss corso César Luciani (si intuisce ad occhio nudo la consolidata esperienza anche teatrale), reggono praticamente tutto il film.

Regia: Laurent Tirard con François-Xavier Demaison, Daniel Prévost

tahar Rahim, protagonista del film di Audiard “il profeta” capace di trovare un ruolo di primo piano in un ambiente dove dopo i quaranta già si annaspa. Grazie alle sue innate capacità è in grado di far apparire decente un E’ complicato film che molto probabilmente con Regia: Nancy Meyers con altri interpreti avrebbe creato Meryl Streep, Alec Baldwin, qualche imbarazzo. La storia del Steve Martin triangolo over 50 tra una donna, il E' sempre un piacere ritrovare la suo ex marito ed un ipotetico pregrande Meryl Streep, anche se in tendente stenta a decollare. E poi, questo caso è protagonista di una va bene dare un'immagine di commedia non proprio originalis- donna realizzata, ma perché la sima e forse troppo hollywoodiana scelta di stamparle sul viso, dalper un talento del suo livello. l'inizio alla fine, quell'insistente Tuttavia, tanto di cappello ad una sorriso a volte davvero fuori attrice che a sessant'anni è ancora luogo?

triangolo hollywoodiano

Adattamento sul grande schermo di uno dei più importanti classici per l'infanzia francesi, probabile primo esempio di letteratura moderna per piccoli, nato dalla fantasia di René Goscinny (l'ideatore di Asterix) e Jean-Jacques Sempè. Il protagonista è un bambino di otto anni, Nicolas, una sorta di Gian Burrasca d'Oltralpe. Ambientato negli anni '50, le avventure del pestifero ragazzino con la sua strampalata combriccola di amici, divertono molto e riescono a creare un processo di identificazione sia nei bimbi che nei grandi, con un abile doppio piano di lettura. Riuscita trasposizione sul grande schermo, senza trascurare le magiche atmosfere dei racconti.


aq8aprile2010