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Sabato 5 settembre 2009 - Edizione Estate

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anno i - n°71 - € 0,50

Ora di Punta di MoiSè aSta

Un’altra figuraccia

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a Commissione Europea è un’istituzione molto originale e, proprio per questo, ci sono talvolta persone che non la capiscono: così ha detto parola più, parola meno - a un redattore dell’IRISpress, il leader dell’Esecutivo, José Barroso, interpellato sulle affermazioni di Berlusconi circa il ruolo dei portavoce della Commissione UE. Ha pure aggiunto che l’Unione «ha il diritto-dovere di dare informazione ai cittadini ed è quello che fa tutti i giorni», appunto, attraverso quei portavoce che ha detto di stimare incondizionatamente e, anzi, di esserne fiero. ’ la replica più signorile ed efficace – al posto, magari, del più “azzeccato”ed eloquente “Taci tu, ché non sai di che stai parlando” – rivolta al premier italiano, cui non era piaciuta la richiesta di chiarimenti, da Bruxelles, sul respingimento indiscriminato dei migranti magari in cerca di asilo politico, e aveva promesso di bloccare i lavori UE se non fosse stato messo il bavaglio ai portavoce. uelì’espressione eufemistica, sostitutiva del predetto “Taci tu…” è un autentico poema; una cosa che esprime, in tutta la sua pienezza, il dramma di un’Italia con pochissimi veri politici e con una ridda di incompetenti specifici. Così come Berlusconi avrebbe fatto bene a limitarsi al solo esercizio, di cui peraltro è ben capace, di imprenditore. Ma per ora si aggiunge un’altra tessera al mosaico di magre assurde rimediate

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La ripresa. Secondo il Fondo monetario c’è, ma...

Allarme lavoro Lippi polemico per Georgia-Italia Sull’aereo che portava la nazionale italiana in Georgia, Lippi si è sfogato con i giornalisti: «Si disinteressano tutti di questa partita (diretta su Rai1 stasera ore 20) e aspettano solo i grandi eventi, ma se non si vince qui sarà difficile poi arrivare aglii appuntamenti»importanti.

Retata notturna nel centro storico di Roma: 39 arresti

Fa strage nel parcheggio, poi avverte la polizia

Trentanove persone arrestate, perquisizioni, sequestri e posti di controllo la notte scorsa durante una vasta operazione anticrimine effettuata dai carabinieri di Roma nel centro storico, nelle periferie e nell'hinterland della Capitale. Tra gli arrestati, in flagranza, 25 stranieri.

La polizia della Glynn County, in Georgia, ha arrestato un giovane di 22 anni per la strage di otto persone, di età compresa tra i 5 e i 40 anni, avvenuta in un parcheggio di roulotte. L’uomo, figlio di una delle vittime, dopo il massacro delle 8 persone (tutte unite da parentela tra loro) aveva chiamato la polizia.

Lo ha lanciato stamattina anche Napolitano: l’occupazione non dà segni di recupero «La crisi non è finita ed è destinata a provocare serie conseguenze sul mercato del lavoro nei prossimi mesi». Lo ha detto stamattina il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, collegato in videoconferenza al workshop Ambrosetti. «È necessario - ha proseguito il presidente della Repubblica, parlando anche degli impegni assunti al G8 dell'Aquila bloccare il rischio di un ritorno a pratiche che hanno comportato e causato la crisi finanziaria». L’allarme di Napolitano si collega anche a quanto affermato ieri da Fondo monteraio internazionale, secondo cui ai primi segnali di ripresa alla crisi economica non fa riscontro per ora la previsione di un

Dialogo (immaginario) tra due portavoce di Stefano CleriCi

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ccovi riportato un dialogo (immaginario ma non troppo) tra due portavoce. A: "Ma hai sentito Berlusconi? Dice che dobbiamo stare zitti e buoni, altrimenti ci fa togliere il lavoro a tutti!". B: "Ma stai tranquillo, noi non siamo italiani!", A: "Perché, ce l'ha solo con gli italiani?". B: "In verità ce l'ha con tutti coloro che gli rompono le balleŠ Fosse per lui, nel suo paese e nel resto del mondo dovrebbero essere tutti sordomuti. Ma hai sentito quello che gli ha detto il presidente dell'Ue Barroso? Ha detto d'essere fiero di tutti i portavoce dei commissari europei". A: "E che cosa gli ha risposto il premier italiano?". B: "Ha risposto, come ovvio, che era soddisfatto del chiarimento e ha fatto marcia indie-

tro". A: "Ma allora possiamo continuare a fare il nostro lavoro?". B: "Ma certo. Pensa tu, se tolgono la voce ai portavoce è come se togliessero le borse ai portaborse. Ti pare una cosa possibile, con tutti i soldi che l'Unione Europea, Italia in testa, dà ogni anno ai suoi deputati per pagare i loro collaboratori?". A: "Ma Berlusconi e i suoi alleati vanno dicendo da un pezzo che bisogna ridurre gli sprechi e che nell'Unione Europea ce ne sono parecchi di sprechi. Ci siamo dentro anche noi?". B: "Amico mio, non ti preoccupare. Il sindacato dei portavoce con Berlusconi è stato chiarissimo: "Vuoi cancellare la categoria dei portavoce? Bene. Ma a Capezzone poi che lavoro gli farai fare?. E qui Berlusconi s'è dovuto


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VentiquattrOre

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sabato 5 settembre 2009

Giovanardi attacca il Pd e l’Unità

in italia

«Anche la sinistra ha la querela facile»

Maroni

«Credo possiate leggere i giornali di oggi dove c’è tutto il contrario della realtà. Abbeveratevi della disinformazione di cui siete protagonisti. Povera Italia, con un sistema informativo come questo»: così il premier Silvio Berlusconi, ha risposto a chi chiedeva di commentare le dimissioni del direttore di Avvenire Dino Boffo. Intanto Giovanardi ha attaccato l’Unità. «Faccio parte e ho fatto parte dei governi Berlusconi e negli ultimi cinque anni sono stato trascinato in tribunale dal sindacato dei locali da ballo, offeso per le mie campagne sulle stragi del sabato sera - ha ricordato - dai radicali per la contrarietà al referendum sulla legge 40 sulla fecondazione medicalmente assistita, dal presidente del Pd della regione Basilicata per aver rese note le valutazioni del Consiglio dei ministri sul deposito scorie a Scanzano Ionico, dal

Le elezioni regionali il 21 e 22 marzo

magistrato Libero Mancuso, poi assessore a Bologna, per aver criticato la scarcerazione dei responsabili della distruzione della sede della Misericordia di Modena, da Romano Prodi per aver ripetuto in una manifestazione pubblica cose che ho scritto e detto mille volte dal 1984 in avanti circa i rapporti d’affari fra Lega delle Cooperative e amministrazioni di sinistra». «Tutto questo si è concluso e si concluderà in nulla perchè si tratta in tutti i casi di semplici opinioni, insindacabili secondo la Costituzione della Repubblica, ma la sinistra dei potenti, come Prodi e D’Alema, sempre pronti alla querela, con che faccia osa criticare chi si difende da sguaiate e pesantissime offese personali? O pensa che anche Prodi e D’Alema siano “come i fascisti”?». Come è ovvio, questi esempi non c’enrtrano nulla con la libertà di stampa.

Collaboratore del Giornale accusato di violenza sessuale

Feltri ha il problema in casa E sospende dal servizio il giornalista

il direttore del Giornale, Vittorio feltri

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Direttore responsabile: Ennio Simeone Redazione e stampa: via Carciano 45, 00131 Roma tel. 06 4131710 - Fax 06 41299020 redazione@altroquotidiano.it Editrice: GECEM (Gestione Cooperativa Editoria Multimediale) - Presidente:Stefano Clerici Sede legale: Via Aldo Sandulli 45, Roma Registrazione del Tribunale Roma n..343/08 del 18 settembre 2008 - Registrato al ROC Partita Iva 09937731009

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La direzione del Giornale ha annunciato di aver sospeso dal servizio, "in via cautelativa", un collaboratore della redazione di Genova. Il giornalista - informa una nota del quotidiano diretto da Feltri ha subìto ieri una perquisizione a seguito di una denuncia relativa a reati di violenza sessuale e sequestro di persona. Nel comunicato, inoltre, viene attestata fiducia al collega, che si professa innocente. Si precisa che "i fatti contestati che riguardano la sua sfera privata e non professionale". La direzione si augura, inoltre, che il collaboratore possa chiarire la sua posizione in tempi rapidi, "il tutto tenendo fede ai principi garantisti che hanno sempre contraddistinto il Giornale a al dovere di trasparenza che ispira il nostro lavoro". La decisione adottata da Vittorio Feltri arriva dopo la lunga campagna mediatica condotta contro il direttore di Avvenire Dino Boffo, accusato di molestie. Boffo che poi si è dimesso.

“Per le prossime elezioni regionali si voterà il 21 e 22 marzo". Lo ha annunciato il ministro dell' Interno Roberto Maroni nel corso del suo intervento alla "Summer School" del Pdl a Frascati. "Quelle indicate per il voto regionale - ha detto Maroni - sono, probabilmente, le uniche date possibili". Dunque, ancora sei mesi di tempo per i partiti.

Palermo

Violentano disabile quattro in manette Nella notte tra il 16 e il 17 agosto scorso a Palermo quattro giovani (tre minorenni e un maggiorenne) hanno violentato a turno una 13enne con un lieve handicap. I responsabili sono stati arrestati dai carabinieri. Il maggiorenne è stato portato nel carcere di Termini Imerese, i minorenni in un centro di prima accoglienza. Nelle prossime ore gli interrogatori.

Milano

Marocchino ucciso per gelosia Un marocchino di 46 anni è stato trovato morto a Milano con una ferita all'addome sul pianerottolo della propria abitazione. Una vicina di casa, forse l'autrice dell'accoltellamento, è stata trovata per strada, dopo essersi lanciata da una finestra: è in gravi condizioni. Movente dell'episodio sarebbe stato la gelosia.

Treviso

Bimba annegata la madre si difende E' stata interrogata in Procura a Treviso la mamma della bimba di due anni annegata nelle acque del fiume Monticano, a Oderzo. Simone Moreira, brasiliana di 23 anni separata, è indagata per omicidio colposo e omessa custodia e davanti al magistrato ha ribadito la sua versione: "E' stata una distrazione, non l' ho gettata in acqua".


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VentiquattrOre

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nel MOndO Washington

“Bisogna bloccare le colonie israeliane” La Casa Bianca ha detto di non accettare la legittimità della continuata espansione degli insediamenti in Cisgiordania ed ha invitato Israele a bloccare tale iniziativa. "Stiamo lavorando per creare un clima che favorisca i negoziati", afferma il governo degli Stati Uniti. Dello stesso avviso l'Unione Europea: "Tutte le colonie israeliane devono essere bloccate".

Florida

Trova una rana nella Diet Pepsi Quando ha aperto la lattina ghiacciata di Diet Pepsi e il liquido giallastro ha iniziato a sgorgare, a Fred DeNegri, è venuto il voltastomaco. Ha svuotato la lattina nel lavandino della sua casa di Ormond Beach, in Florida, ma qualcosa di pesante rimaneva incastrato dentro. L'uomo allora ha scrollato la lattina con forza e ne è uscita fuori una rana, smembrata.

Georgetown

Studentesse molestate mentre dormono L'anno scolastico alla Georgetown University di Washington è cominciato con un intruso: un uomo che di notte si infila nei letti delle studentesse accarezzandole in silenzio. Ma, quando le ragazze si svegliano, il misterioso personaggio fugge e senza mai arrivare alla violenza sessuale. Alla polizia sono già stati segnaliati undici casi.

Uzice

Esplode fabbrica di munizioni, 6 morti Sono almeno sei le vittime per diverse esplosioni avvenute in una fabbrica di munizioni a Uzice, in Serbia. Dal pronto soccorso della città un medico ha riferito che sono stati ricoverati in ospedale dieci feriti e che nelle gallerie dove si producono munizioni nel turno della notte c'erano in tutto 300 operai. La produzione dei proiettili avveniva in gallerie sotterranee.

sabato 5 settembre 2009

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Cinque le persone che sono rimaste uccise questa settimana

Scontri etnici a Urumqui Dilaga la violenza nella Cina occidentale Cinque persone sono rimaste uccise negli scontri di questa settia mana Urumqui, nella Cina occidentale, scoppiati dopo che centinaia di cinesi di etnia han hanno cercato di superare le barriere poste attorno a un quartiere popolato dagli uiguri e hanno chiesto più sicurezza. Lo hanno dichiarato alcuni funzionari cinesi. I funzionari hanno aggiunto che le forze dell'ordine hanno usato gas lacrimogeni per disperdere migliaia di han radunatisi per la seconda giornata di seguito nelle strade del capoluogo regionale dello Xinjiang, per protestare contro i misteriosi attacchi a colpi di siringa di cui

sarebbero vittime, e contro l'eccessiva lentezza delle autorità nella punizione degli uiguri responsabili della sanguinosa rivolta del 5 luglio scorso. La Cina ha annunciato di aver arrestato e incriminato diverse persone in seguito agli scontri tra han e uiguri, una popolazione indigena di religione musulmana e che parla una lingua turca. Ma le ultime pro-

teste indicano che l'atmosfera in città resta instabile, nonostante un giro di vite sulla sicurezza in tutta la regione, ricca di risorse energetiche. Nella manifestazione dei giorni scorsi, alcuni hanno chiesto le dimissioni del segretario regionale del Partito comunista, dopo un'ondata di aggressioni con siringhe. Successivamente, truppe anti-sommossa, armati di fucili e scudi, hanno pattugliato le strade e imposto un coprifuoco notturno. Ieri, una cinquantina di giovani, apparentemente han, hanno srotolato una bandiera cinese e hanno marciato lungo le barricate che impediscono l'accesso al quartiere uiguro, chiedendo "sicurezza".

il CasO

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l presidente afghano Hamid Karzai si è detto profondamente rattristato e ha ordinato un'inchiesta sulla strage avvenuta a Kunduz che, secondo l'ufficio di presidenza, ha provocato 90 tra morti e feriti in seguito a un raid aereo Nato. "Puntare sui civili per qualsiasi motivo è inaccettabile ha affermato il presidente in una nota -. Civili innocenti non dovrebbero rimanere uccisi o feriti durante operazioni militari". La forza multinazionale Isaf guidata dalla Nato ha confermato di aver condotto un raid aereo contro due autocisterne sequestrate dai talebani. Un portavoce della Nato a Kabul ha confermato che le forze aeree dell'Isaf hanno identificato le due autocisterne rubate e le hanno distrutte vicino ad un fiume nella provincia settentrionale di Kunduz. "Un gran numero d'in-

Afghanistan Un’inchiesta sulla strage della Nato sorti sono stati uccisi o feriti", ha dichiarato il portavoce, aggiungendo di essere al corrente delle notizie di civili uccisi, sulle quali è stata aperta un'inchiesta. Un portavoce militare tedesco ha precisato che il raid è stato ordinato dalle forze di Berlino. noltre, secondo i militari tedeschi i morti sono una cinquantina e fra loro non vi sono civili. Stando alla testimonianza di Mohamamd Akbar, residente del

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villaggio di Haji Amanullah presso il quale sono avvenuti i fatti, i talebani avevano detto agli abitanti di prendere il carburante. "Sia talebani che civili stavano portando il carburante nelle case quando i jet militari hanno sganciato bombe sulle autocisterne", ha affermato, aggiungendo che un suo cugino è rimasto ucciso. Mentre per il capo provinciale della polizia Aliabad Bariali Basharyar, le autocisterne erano finite in un fiume e i talebani avevano costretto dei civili ad aiutarli a tirarle fuori quando i due mezzi sono stati colpiti da aerei della Nato. Una fonte della sicurezza ha detto che i morti e i feriti sono circa 200. All'ospedale provinciale di Kunduz, , sono stati ricoverati oltre 20 feriti, tra i quali 3 bambini, secondo quanto riferito dal direttore Humayun Khamosh.


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del

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sabato 5 settembre 2009

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Ultima chiamata New Orleans

Quel “Cattivo tenente” che fa tanto discutere eva Mendes, sotto, nicolas Cage, e Werner Herzog

Al Lido il film di Herzog, una rivisitazione della pellicola girata nel 1992 da Abel Ferrara Protagonisti Nicolas Cage ed Eva Mendes di FranCESCo GaLLo Intanto questo cattivo tenente tanto cattivo non è. Anzi si puo dire che è un bravo ragazzo. Certo é un tipo che prende droga, fa scommesse e minaccia di strangolare vecchiette, ma alla fine ha un cuore buono. Piomba così al Lido Il cattivo tenente. Ultima chiamata New Orleans rivisitazione (non senza polemiche) a firma di Werner Herzog del film di Abel Ferrara del 1992 che passa in concorso al Lido. Un Ferrara che ancora il regista tedesco dice di non conoscere: "Non so chi sia e non ho visto nessuno dei suoi film, ma forse ci incontreremo presto davanti a una bottiglia di whisky". Al di la della polemica, nel film di Ferrara c'era Harvey Keithel a New York anche lui poliziotto corrotto con problemi di alcool e droga e in cerca di redenzione, qui invece il cattivo tenente è Terence Mcdonagh (Nicolas Cage) del dipartimento di polizia di New Orleans promosso per aver salvato con coraggio e conseguenze irreversibili per la sua schiena un detenuto dall'annegamento durante l'uragano Katrina. Un danno fisico, quello di Terence, che lo porta prima alla dipendenza dal Vicodin (antidolorifico oppiaceo) e poi da ogni forma di droga

come cocaina e crack. Per avere la sua dose è disposto a tutto. Rubare la droga nei depositi della polizia o andandosela a prendere direttamente sulla strada sequestrandola agli stessi tossici. Cosa che a volte gli fa guadagnare anche qualche prestazione sessuale da parte di giovani drogate. Ma il cattivo tenente di Herzog dalla camminata sbilenca per i dolori e lo sguardo allucinato (personaggio perfetto per Cage che con l'alcolizzato Mike

Figgis di 'Via da Las Vegas' vinse il suo unico Oscar nel 1996) ha anche una bella compagna Frankie (Eva Mendes), una prostituta di cui è innamoratissimo e che condivide con lui la dipendenza dalla droghe. Di fatto, un anno dopo l'incidente, Terence si trova a lottare per incastrare Big Fate, spacciatore che ha massacrato un'intera famiglia di immigrati africani, ma questa non sarà purtroppo per lui la sua sola m i s s i o n . Perseguitato sempre di più dai creditori, a cui deve una fortuna, e dalle droghe (ormai ha le allu-

cinazioni, vede iguane dappertutto) si trova sempre più corrotto e corruttibile e sta per perdere il posto. Ma alla fine per il cattivo, ma anche simpatico tenente di Herzog arriva un ordinario happy-end (per lui arriva famiglia e cane) e anche una sorta di riscatto dai suoi peccati come per Keithel, ma senza il sacrificio del protagonista del film di Ferrara. Spiega il regista "ho pensato che fosse il momento giusto per un noir, film perfetti nei momenti di depressione e crisi economica. Anche se devo dire che non si può definire questo lavoro un noir puro dove il male permea tutto, ma piuttosto un film di genere nel quale c'e anche molto umorismo". Comunque aggiunge Herzog replicando a una domanda:"non è un film che voleva mandare messaggi, tantomeno ai giovani. Ma sicuramente è un film per tutti e fatto per il mercato". Dopo l'11 settembre continua il regista: "l'America è sicuramente cambiata, ma quello che ammiro di questo Paese è il fatto che è sempre capace di reagire e ringiovanirsi. Dopo l'epoca Bush ecco arrivare Obama". E ancora su gli Stati Uniti: "mi piace l'America altrimenti non ci vivrei, ma non ho nessuna voglia di diventare cittadino di un paese che accetta la pena di morte come la Nigeria e la Cina". I noir comunque, il regista di Fitzcarraldo, non li legge e neppure li ama:"preferisco leggere le Georgiche di Virgilio".


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MOstra del CineMa

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5 settembre 2009

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A single man

Un marchio targato Tom Ford Il big della moda al suo debutto tra i registi Ma è anche sceneggiatore e co-produttore del film che sarà presentato l’11 settembre di LuCiana VECChioLi Il suo debutto tra i registi in lizza per il Leone d'Oro al Festival di Venezia, con il film "A single man", è sicuramente il più atteso. La presenza del celebre stilista texano Tom Ford è indubbiamente il colpo di glamour che non poteva mancare ad un red carpet già corposo. Cool, trandy, gold: gli aggettivi per descriverlo si sprecano. Statuario, bello, talentuos, dichiaratamente omosessuale, se fiuto e genio dimostrati nella moda riuscirà solo in parte ad applicarli nel cinema, sarà un avversario da temere. Ex attore (ha partecipato nella parte di se stesso in Zoolander),

già curatore dei costumi per il James Bond di Daniel Craig, ha mantenuto nel tempo la passione per la settima arte ed ha aspettato il momento giusto per buttarsi in una avventura tutt'altro che sem-

Tom Ford (a sinistra) in una foto-simbolo dello stlista texano, ex attore e ora regista. Qui sopra: la co-protagonista del film “a sin gle man”, Julianne Moore

plice. Il film che lo vede per la prima volta regista, sceneggiatore e co-produttore (la proiezione al Lido è prevista per l'11 settembre) è la trasposizione del romanzo di Christopher Isherwood "Un uomo solo" (una sorta di manifesto per il mondo gay degli anni '70, in Italia pubblicato da Guanda), il racconto di un giorno qualunque di un professore inglese che insegna in una università californiana agli inizi degli anni '60. Il docente (Colin Firth) cerca, con l'aiuto di una vecchia amica (Julianne Moore), di dare un senso alla vita dopo la prematura scomparsa del suo campagno Jim (Matthew Goode) ed un ambiguo rapporto instaurato con un giovane alunno (Nicholas Hoult). Maniaco della forma fisica, Ford, che oggi vive tra Londra, Parigi, New York e Los Angeles, dal '94 è stato per dieci anni il direttore creativo della Maison Gucci, e

dal 2000 anche di Yves Saint Laurent. Più che uno stilista qualcuno lo considera un genio del marketing. "Se mi dicono che faccio delle cose commerciali per me è un complimento - ha più volte detto il fashion talent Significa che faccio cose belle che piace alla gente. Certo che sono cinico. Non sono mica un artista. Mi donando sempre se quello che faccio venderà. Le belle campagne pubblicitarie e gli splendidi negozi non servono a niente se non c'è un prodotto valido da proporre". Aver intrapreso la strada del cinema, però, non di certo ha significato l'abbandono del mondo della moda. Nel 2005, di nuovo in tandem con Domenico De Sole, ex presidente e ad di Gucci Group, ha dato vita al marchio Tom Ford con una propria linea di abbigliamento maschile, una di occhiali e anche di beauty in partnership con Estee Lauder.


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MOstra del CineMa

sabatoì 5 settembre 2009

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Il docu-film

Il protagonista

Videocracy Corona assente al Festival

Mortensen «Così ho fatto il padre in “The Road”»

Il fotografo dei vip Fabrizio Corona, atteso fino all'ultimo, protagonista controverso di Videocracy, alla fine ha scelto di non farsi vedere alla Mostra del cinema di Venezia dove ieri sera il film-documentario di Erik Gandini (nella foto in basso) è stato evento speciale delle Giornate degli Autori e della Settimana della critica, applaudito oltre che affollato (si è resa necessaria una straordinaria proiezione supplementare alle 23:30). Nel film - nato inizialmente per il solo mercato svedese e nelle sale da oggi distribuito da Fandango - viene ricostruito, partendo dalla nascita, trenta anni fa, delle tv di Berlusconi, il sistema di potere attuale italiano che per Gandini è appunto una sorta di videocrazia. «Si è parlato di questo film come affare politico, mi piacerebbe invece venisse apprezzato cinematograficamente», ha detto Gandini che si è evidentemente ispirato a Michael Moore nel fare di un documentario una narrazione sempre tesa con storie e personaggi reali. Ci sono le ragazze seminude di Colpo Grosso, quelle dei prodromi televisivi della tv di Berlusconi (che applaude in platea), il Drive in, il Gf, i tronisti, le veline e anche l'intreccio perverso con la politica. Corona si definisce «un Robin Hood che ruba ai ricchi per dare a se stesso», si fa vedere nudo mentre si spalma la crema e si sparge il profumo ovunque, sesso compreso. Tutte scene non certo rubate ma da lui studiate bene «perché ha un'idea precisa dell'immagine che vuole dare», ha detto il regista.

una scena del film “Francesca”

E la Mussolini chiede il sequestro di “Francesca” Non solo il risarcimento dei danni, ma anche il sequestro della pellicola. Sono i provvedimenti che Alessandra Mussolini, attraverso il suo avvocato, si appresta a chiedere al Tribunale di Venezia dopo aver letto i primi resoconti su “Francesca”, il film del regista romeno Bobby Paunescu, oggi proiettato in Orizzonti al festival del cinema. «La Mussolini, una tr*** che vuole ammazzare tutti i romeni», è la frase incriminata nel racconto della storia di una ragazza di Bucarest che spera di aprire in Italia un asilo per i figli degli immigrati e di cambiare la percezione che gli italiani hanno dei romeni. Ma la deputata del Pdl proprio non ci sta. «Ha tutto in mano il mio avvocato dice - Se è vero ciò che ho letto sulle agenzie, mi ha detto che si può chiedere, oltre al risarcimento dei danni, anche il sequestro del film. Perchè un conto è l'insulto generico, ma questi toni no, non si possono usare, arte o non arte...». Insomma, la nipote del Duce vuole andare fino in fondo contro il film di Paunesco, del quale - assicura - non sapeva niente fino a stamattina e che contiene un attacco anche a Flavio Tosi, primo cittadino di Verona («sindaco di Verona di merda»). «Tosi farà quel che vuole - aggiunge infatti - ma certe cose non si possono far andare in giro così. Se i toni fossero stati un pò più 'light', ancora ancora... Ma a certi termini bisogna reagire»

Incidente sexy per Sara Tommasi Incidente sexy per Sara Tommasi alla Mostra del Cinema di Venezia. L'attrice arrivata al Lido per assistere al film di John Hillcoat 'The Road' è sbarcata qualche ora prima del red carpet all'imbarcadero dell'Hotel Exclelsior ma il generoso decolleté del miniabito blu indossato dall'attrice ha lasciato intravedere un seno.

«Per l'approccio al ruolo ho riflettuto molto sul fatto di essere padre, ma alla fine ho capito che non è necessario esserlo perché tutti siamo figli di qualche padre». Così Viggo Mortensen, sbarcato al Lido con t-shirt sportiva e capello lungo, racconta quali emozioni hanno caratterizzato la sua performance in 'The Road', ieri sera in Concorso, film diretto da John Hillcoat e tratto dal romanzo capolavoro di Cormac McCharty, adattato per lo schermo da Joe Penhall: «Quando ho iniziato a scrivere lo script -ricorda lo sceneggiatore- era appena morto mio padre. Poco prima di terminare il lavoro, invece, è nato mio figlio». «Ho avuto così la possibilità di rapportarmi al film con due punti di vista -spiega lo sceneggiatore- quello del bambino che deve superare la perdita del padre e quello dell'uomo che, prima di ogni cosa, si preoccupa di proteggere il suo piccolo». Cosa che è chiamato disperatamente a fare il personaggio interpretato da Viggo Mortensen, uomo come gli altri uomini rimasti, costretto a sopravvivere e a difendere il proprio bambino dopo una serie di catastrofi naturali che hanno ridotto il pianeta ad un ammasso di macerie, senza più animali, arido e continuamente minacciato da cannibali e stupratori.


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PersOne Estate

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La reunion

settembre 2009

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L’amore continua tra Francesca e Ferdi

Kneau Reeves di nuovo con la ex Anita Hodson

Francesca Fioretti

Francesca Fioretti con Ferdi Barisa, il montenegrino vincitore del Grande Fratello 9, fa sul serio. I due, nonostante i maligni, sono ancora felicemente insieme. Lo dice a gran voce la bellissima ex Miss sulle pagine di Di Tutto: "Anche Paolo Crepet diceva che eravamo in crisi, ma noi non lo sapevamo...". La napoletana ha idee

chiare sul futuro. Scelta da Alex Britti come protagonista femminile del suo prossimo video musicale, è soddisfatta: "Alex mi ha detto di avermi scelta così, a pelle. Mi ha voluta per l'aspetto fisico, perché sono molto simpatica, spontanea...". Ma non si accontenta: "Non mi dispiacerebbe affatto condurre 'Scherzi a parte'”.

Il click

L’ambiziosa

L’estate calabrese di Muniz

Gwynet vuole costruire un impero per le donne

L’eleganza e il fascino di Sergio Muniz hanno conquistato le notti stellate della costa ionica calabrese. al Kursaal di Cirò Marina il bel tenebroso Sergio si è mostrato cordiale e disponibile. Fresco di matrimonio, l’attore ha riferito di essere molto felice in questo periodo e ha aggiunto: “Qui in Calabria ho trascorso una piacevole serata”.

Gwyneth Paltrow

Kneau reeves Si erano conosciuti quando lei, 34enne, lavorava come assistente personale della mamma. Nel marzo 2008 avevano cominciato a frequentarsi, poi era arrivata la rottura. Ora, però, lo strappo pare essersi ricucito: Keanu Reeves e Anita Hodson sono di nuovo felici e contenti insieme. Secondo Star i due hanno dato nuovamente inizio al loro rapporto all'inizio del 2009 e questa estate l'hanno trascorsa 'vicini, vicini', quasi inseparabili. "Anita è con Keanu per ventiquattro ore ha detto il classico insider anonimo - Praticamente convivono. Vorrebbe sposarlo e avere un figlio da lui. Non vuole mai separarsi dall'attore per un solo istante". La notizia della reunion della coppia arriva dopo i gossip che avrebbero voluto la star di "Matrix" in dolce liaison con Cameron Diaz. Tutto per un pranzo insieme. Amici comuni, però, chiariscono: "Sono solo buoni amici".

A Beyoncè la medaglia d’oro come artista Le classifiche di solito si stilano a dicembre, eppure Billboard, famosa rivista musicale, ha già eletto la sua personalissima donna dell'anno: è Beyoncè Knowles. La popstar è dIventata regina già in agosto perché in questi mesi del 2009 ha eclissato le colleghe scalando le classifice di tutto il pianeta.

Ma non si è fermata qui. Ha fatto centro pure con i film che l'hanno vista protagonista, meritandosi appieno il plauso di critica e pubblico. Beyoncè potrà gioire per aver conquistato questa bella medaglia d'oro.

Il sogno di Gwyneth Paltrow? Creare un impero. L'attrice, mamma di Apple, 5 anni, e di Moses, 3, avuti dal marito Chris Martin, ha finalmente le idee chiare. Il suo piano prevede che accetti film di successo, sì, ma solo come facciata per promuovere prodotti pensati per le donne divise a loro volta tra maternità e lavoro. Gwyneth sta progettando di imettere sul mercato tutta una serie di cose che servano al sesso in gonnella e che le portino profitti da capogiro nelle tasche. Il suo modello è Martha Stewart, senza, però, arrivare alle condanne finali della donna, accusata a suo tempo di cospirazione. Anche le riunioni sono state soprannominate dalla Paltrow con questo nome.


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di FidaLMa FiLiPPELLi Dal primo Rapporto Ocse sul benessere dei bambini emerge una significativa carenza della spesa pubblica a favore dei bambini in età prescolare nei 30 paesi Ocse. Occorre che gli stati aumentino nel futuro la spesa per i bambini al di sotto dei 6 anni, se vogliono ridurre le forti disuguaglianze sociali e assicurare un maggior benessere a tutti. Stando al rapporto, intitolato “Garantire il benessere dei bambini”, la spesa pubblica che i paesi dell’Ocse destinano in media ai bambini fino al loro sesto anno di vita rappresenta solo 1/4 della spesa globale per l’infanzia. Un’ evidente e poco lungimirante sproporzione, che andrebbe eliminata per ottenere a lungo termine un miglioramento della salute, dell’istruzione e del benessere dei bambini. La lista dei rimedi possibili a questo stato di cose non è certo scarsa: oltre ad aumentare le prestazioni in denaro per i piccoli in età prescolare, ogni paese potrebbe rafforzare la rete dei servizi prenatali e postnatali e realizzare un’adeguata accoglienza dei bambini molto piccoli, soprattutto per le famiglie svantaggiate.Politiche sociali più efficaci a favore della prima infanzia si rendono necessarie in

L’iniziativa

diritti & dOVeri L’Altro Sociale Rapporto Ocse sul benessere infantile

Si spende poco per i bambini

Il primo Rapporto Ocse sul benessere dei bambini mette in evidenza un forte svantaggio per i piccoli in età prescolare, ai quali i 30 paesi Ocse dedicano in media solo il 25% della spesa totale per l’infanzia. Si tratta di uno squilibrio poco lungimirante e dannoso soprattutto per le classi sociali meno abbienti. L’Ocse suggerisce a tal proposito un aumento della spesa pubblica per i bambini al di sotto dei 6 anni al fine di ridurre le disuguaglianze sociali e migliorare a lungo termine la salute, l’istruzione ed il benessere dei bambini. L’Italia si mantiene nella media Ocse per la spesa globale, ma scende al di sotto del 20% per la spesa per i piccolissimi. generale e sono doverose in particolare per le fasce sociali meno abbienti. Un conto è eliminare le disparità già dai primi anni di vita di un bambino povero, un conto è correre ai ripari più tardi,

quando le possibilità si sono inevitabilmente assottigliate. Gli indicatori del benessere utilizzati nel confronto su spesa e politica pubblica per i bambini tra i vari stati Ocse sono quelli classi-

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ci, ovvero istruzione, sanità, alloggio, reddito familiare e qualità della vita scolastica. La spesa relativamente più alta si registra in Finlandia, Francia, Ungheria, Islanda e Norvegia, quella più bassa in Irlanda, Giappone, Paesi Bassi, Nuova Zelanda e Stati Uniti. La spesa del governo italiano sembra essere molto vicina alla media globale dell’ Ocse, ma scende sensibilmente al di sotto di un buon 20% per ciò che concerne i bambini con meno di 6 anni. I piccoli italiani, inoltre, risultano essere particolarmente svantaggiati per il reddito familiare. La conseguenza immediata di questo aspetto è un tasso di povertà infantile oltremodo incisivo e preoccupante (15,5% a fronte di una media Ocse del 12,4%). Ciò significa che in Italia i bambini in età prescolare non solo sono mediamente più poveri che negli altri paesi Ocse, ma che ricevono pure uno scarso sostegno a livello di prestazioni in denaro e servizi. Quindi, se un bambino che ha meno di 6 anni appartiene ad una famiglia povera - e le famiglie povere sono in aumento - e non usufruisce di una rete di accudimento familiare allargato (modello sociale sempre più raro), le sue opportunità di realizzazione sono scarse. Forse è anche per questo che in Italia si fanno sempre meno figli.

Pollice verde nel carcere di Lucca

Una mostra per le creazioni dei detenuti Durantel’estate messo alla prova il loro impegno ecologista. I lavori verranno esposti questo fine settimana alla mostra di giardinaggio“Murabilia”

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urante l’estate i detenuti del carcere di Lucca hanno partecipato ad un’attività rieducativa di giardinag-

gio, che ha coinvolto attivamente alcuni di loro, i quali hanno coltivato con successo diverse specie floreali e non

(peperoncino, vinca, aloe). Il risultato di questo lavoro verrà premiato con un’esposizione dal 4 al 6 settembre alla mostra lucchese “Murabilia” dedicata al giardinaggio amatoriale e organizzata dal Comune e dall’ Opera delle Mura. Il ricavato verrà utilizzato per implementare ulteriori attività rieducative e del tempo libero al carcere di Lucca. Un chiaro esempio, questo, di come si possa innescare con poco un circolo virtuoso a favore di una categoria svantaggia-

ta. L’iniziativa ha coinvolto vari enti: la direzione del carcere, il Comune, l’Opera delle Mura ed i volontari del progetto di servizio civile “Vale la pena”, che dal gennaio scorso prestano servizio presso il Gruppo Volontari del carcere. Anche da questo punto di vista si tratta di un caso esemplare e paradigmatico che mostra una volta di più, se ce ne fosse bisogno, che nel sociale la rete funziona davvero e produce ottimi risultati nella direzione della difficile integrazione con il territori


diritti & dOVeri

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quotidiano

Anzianità

Manca molto per la pensione Le vorrei porre il seguente quesito: sono nato il 18 gennaio 1957, sono impiegato presso un ente pubblico dal 30 aprile 1980 a tutt'oggi e vorrei sapere fra quanti anni potrò andare in pensione. Grazie e complimenti per la rubrica. M. Napoli, Catanzaro La sua pensione di anzianità è ancora molto lontana. Dovrà attendere il raggiungimento della "quota 97" con almeno 61 anni di età, Questa condizione si realizzerà a gennaio 2018, mentre la finestra di uscita si aprirà il 1° gennaio 2019. Dovrà, pertanto, rimanere al lavoro per altri 9 anni e mezzo, a legislazione invariata.

Pensione

Disoccupati senza contribuzione Mio padre fra qualche mese compirà 61 anni di età. Dal mese di aprile 2007 è pensionato di anzianità, avendo raggiunto quasi 36 anni di contribuzione. Negli anni precedenti aveva usufruito di un periodo di disoccupazione di 8 mesi che, naturalmente, non è stato calcolato nella pensione. E' possibile, quando compirà 65 anni, chiedere la ricostituzione della pensione per includere il periodo di disoccupazione? N. Amoroso, Anzio No, non è possibile e la risposta dell’Ente sarebbe negativa. I contributi figurativi per disoccupazione non sono utili per il diritto (raggiungimento dei 35 anni di contributi), ma vengono tuttavia regolarmente utilizzati per l’importo della pensione. Cosa che senz’altro sarà stata fatta. Può chiedere conferma presso la sede INPS che ha liquidato la pensione.

PREVIDENZA risponde il dottor anTonino niCoLo’ potete inviargli i quesiti direttamente all’indirizzo email: toniconc@libero.it

Divieto di cumulo

O stipendio o invalidità tertium non datur Mio padre ha 58 anni di età ed è stato riconosciuto dall’INPS invalido al 100% per problemi fisici e gli è stata attribuita la pensione di inabilità, pari a circa 900 euro mensili. Poiché gli viene offerta una occupazione come centralinista telefonico in un’azienda di medie dimensioni, vorremmo sapere se è possibile cumulare la pensione con il reddito da lavoro. C. Marchi, Foggia No, non è possibile. Esiste, infatti, incompatibilità tra lavoro dipendente e pensione di inabilità. Suo padre dovrebbe scegliere: pensione o stipendio

Maturerà prima il diritto alla pensione di vecchiaia, quando raggiungerà i 60 anni di età (e attendendo la prima finestra utile). Il requisito contributivo dei 20 anni è già in suo possesso e, pertanto, nulla è di ostacolo al suo pensionamento. Tenga presente che i periodi di astensione obbligatoria e facoltativa per gravidanza sono coperti da contribuzione figurativa, valida ai fini del diritto e dell’entità della pensione.

37 anni di età. Cedendo alle pressioni di mio marito, desidero chiederle se conviene o meno riscattare la laurea. Mi complimento per la notevole diversità di argomenti trattati in questa rubrica. Maria L., Roma I lavoratori che, come lei, vanno in pensione con il sistema contributivo non hanno molti vantaggi dal riscatto laurea, perché l’incremento del “montante” non è sostanzioso. Occorre però tener presente che oggi è possibile dedurre dal reddito ai fini dell'Irpef le somme versate e che il riscatto può essere assolto nell’arco di 10 anni senza interessi. Il consiglio più efficace che do ai lettori è quello di presentare domanda all’Ente previdenziale e decidere se pagare o no quando sarà noto l’ammontare dovuto. La domanda non impegna assolutamente il richiedente. Grazie per i cortesi apprezzamenti.

Laurea

Inps

Conviene riscattarla?

Ditta insolvente come fare?

Sono una funzionaria della pubblica amministrazione, laureata in scienze politiche ed ho

Mi è stato dato per certo che l'INPS riconosce i contributi non versati dalle aziende pur-

Gravidanza

Si conta ai fini pensionistici Ho 58 anni di età, compiuti a marzo, e lavoro ininterrottamente dal 1° gennaio 1978, tranne i periodi di due gravidanze di 5 mesi ciascuna ed un periodo di 6 mesi di astensione facoltativa dal lavoro. Maturerò il diritto alla pensione di anzianità? E quando? C. Rocca, Bologna

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Avvertiamo i lettori che alcuni quesiti e relativi pareri vengono ripetuti perché riguardano argomenti che vengono riproposti frequentemente. ché venga dimostrato di aver lavorato come dipendente per la ditta insolvente. A tal fine, può essere sufficiente presentare il libretto di lavoro da cui risulta il periodo di assunzione presso la ditta inadempiente, anche se essa ha ormai chiuso l'attività? B. G., Siena Le notizie sono vere soltanto nel caso in cui si tratti di contribuzione non prescritta. La denuncia del lavoratore, infatti, deve essere inoltrata all’INPS entro 10 anni dall’omissione dell’azienda. Se la richiesta viene però effettuata oltre il termine descritto, l’INPS non può agire per effetto della compiuta prescrizione. In tal caso, è necessario ricorrere alla cosiddetta “rendita vitalizia” per la quale può essere di aiuto anche il libretto di lavoro.

Legge 104

Tre giorni al mese di permesso

Mia sorella, impiegata in un’azienda locale, usufruisce dei 3 giorni di permesso mensile, previsti della legge 104, per assistere nostra madre vedova ed invalida al 100%. Per ottenere la copertura figurativa dei suddetti giorni dovrà fare domanda all'INPS, come le suggerisce una collega? Entro quanto tempo? P. D’Agostino, Vibo V. Non è necessaria alcuna domanda. Infatti, l’accredito figurativo dei 3 giorni al mese avviene d'ufficio attraverso i dati forniti dall’azienda con il modello fiscale 770. Gli stessi dati sono riportati nel Cud rilasciato dal datore di lavoro al dipendente entro i primi mesi dell’anno successivo a quello di competenza.


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l’

quotidiano

CartellOne Estate

-settembre 2009

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Anteprima cinema

Fabrizio Corona si mette a nudo di LuCiana VECChioLi Adesso si capisce. Si comprendono le reazioni isteriche di Mediaset e Rai, che non hanno voluto trasmettere il trailer di "Videocracy", nella Settimana delle Critica del prossimo Festival di Venezia. Per non turbare le masse con una serie di nudi integrali (frontali) di Fabrizio Corona. Il celebre fotografo, chiamiamolo così, titolare di una nota agenzia e protagonista di alcuni recenti casi giudiziari (vallettopoli), appare in gran parte del filmato in tutto il suo splendore, rivelando, soprattutto, doti nascoste davvero inaspettate. Sostanzialmente è questa (come dire?) la curiosità di un documentario che sta alimentando in questi giorni una serie di aspre polemiche politiche. La ricostruzione, realizzata dall'italo-svedese Erik Gandini sulla nascita della tv commerciale in Italia e sul fatto che il suo proprietario sia anche il Presidente del Consiglio che in questo modo controlla la Rai, non aggiunge nulla a quello che fino ad ora hanno scritto analisti italiani e stranieri sull'argomento. Anzi, probabilmente è una ricostruzione blanda, incompleta, poco graffiante rispetto alle aspettative, non alla Michel Moore per intenderci. Chiariamo. Il regista si è limitato, in maniera quasi fredda e distaccata ma con professionalità, a citare fatti e

“Videocracy”: polemiche e critiche sul docu-film che parla della nascita della televisione commerciale in Italia

alcune immagini tratte dal film

circostanze, anche con testimonianze dei diretti interessati. Tra quelli che non hanno avuto difficoltà ad esternare ed ai quali è stato concesso un ampio (forse troppo) spazio:

Lele Mora e Fabrizio Corona. Forse nessuno meglio di loro due è in grado di far capire l'universo berlusconiano. Emblematica (in quanto prototipo di fruitore di una certa

tv) ed esilarante la testimonianza di Ricky. Operaio, una madre ingombrante, 12 anni di karatè alle spalle per somigliare all'attore JeanClaude Van Damme, che pensa di cantare come Ricky Martin, all'attivo una ventina di provini per partecipare a trasmissione Mediaset. "La forza della televisione è che una volta che appari sarai ricordato per sempre, ti senti dieci gradini sopra agli altri". Si inizia con le immagini di una tv locale nel 1976, che trasmette un quiz (la location è un banale bar) nel quale ad ogni risposta esatta dei telespettatori, una casalinga in studio si toglie un indumento e fa una breve danza. Un successo. Il giorno dopo le aziende del posto chiamano l'emittente per protestare, perché i loro operai la sera per guardare il quiz fanno tardi e poi durante le ore di lavoro si addormentano. Quello spettacolo in bianco e nero, secondo Erik Gandini, non è altro che l'avvio ad una sorta di rivoluzione televisiva e culturale nel nostro Paese. Da lì partono una serie di sequenze che ritraggono i programmi del piccolo schermo più in voga negli anni successivi. Da "Colpo Grosso" in poi. Un turbinio di tette e culi femminili, accolti da un lungo e costante applauso del pubblico (pagato e sorridente) negli studi tv. Dal 4 settembre la pellicola sarà nelle sale.


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l’

quotidiano

Grande sCherMO Estate

Una commedia sentimentale ricatto d’amore

L’Italia della tv commerciale Videocracy Regia: Erik Gandini Rai e Mediaset lo hanno censurato decidendo di non trasmettere il trailer, che invece su Internet è assai cliccato. I giornali non gli hanno riservato una grande accoglienza. Quasi quasi vale la pena andarlo a vedere questo documentario sulla tv commerciale creata da Silvio Berlusconi. "In una videocrazia la chiave del potere è l'immagine" dice l’autore italo-svedese. E proprio attraverso le immagini dei vari programmi e dei suoi testimonial si racconta l'Italia degli ultimi i trent'anni. Nel 1977 a Tele Torino International, Pino Maffi conduce, riscuotendo grande successo, "Spogliamoci insieme", primo sexy quiz della storia televisiva.

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Kolossal con effetti speciali Segnali dal futuro

Regia: Anne Fletcher con Sandra Bullock, Ryan Reynolds Non è un capolavoro, però è divertente, piacevole e ben costruito. Una favoletta moderna tutta cuore e amore. Una classica commedia sentimentale (al box office Usa ha stravinto) costruita per un pubblico femminile (niente male il maritino di Scarlett Johansson) che però non dispiace agli uomini soprattutto per le scene di nudo (non è che si veda un granché) della sempre bella Sandra Bullock. Di nuovo in un ruolo brillante che le calza a pennello, l'attrice veste i panni di una intransigente dirigente editoriale votata alla carriera. Quando rischia di essere rimpatriata nel suo paese d'origine, costringe il suo giovane assistente-vittima a sposarla.

settembre 2009

Regia: Alex Proyas con Nicolas Cage, Rose Byrne

nicolas Cage in “Segnali dal futuro” di alex Proyas

La Parigi della Belle Epoque Chéri Regia: Stephen Frears con Michelle Pfeiffer, Rupert Friend

E' un piacere ritrovare le inquadrature eleganti e preziose alle quali Stephen Frears ci ha ormai abituati. Ispirato all'omonimo libro della Colette, ambientato nella Parigi della Belle Epoque, nel variegato universo delle cortigiane d'alto bordo, protagonista è la sfolgorante e sempre raffinata Michelle Pfeiffer che a 51 anni può addirittura permettersi qualche sequenza di nudo. Presta il volto a Léa de Lonval, cocotte ormai al tramonto che si innamora del giovane Chéri, figlio della sua vecchia collega e rivale Madame Peloux. Una strepitosa Kathy Bates, capace in più occasioni di rubare la scena alla Pfeiffer.

Scoppiettanti cartoni animati L’era glaciale 3 L’alba dei dinosauri Regia: Carlos Saldanha Ecco un sequel all'altezza del number one. Sembrava fosse esaurita la forza di uno dei cartoni animati più amati dal pubblico. Ed invece, a sorpresa, il terzo capitolo del blockbuster che vede protagonisti ancora una volta i nostri glaciali eroi,

Interviste a 9 coppie gay L’amore e basta Documentario Consiglio

di

Stefano

Mentre nei telegiornali scorrono ancora le immagini delle recenti aggressioni verso gli omosessuali, da non perdere questo bel documentario. Sentimenti forti ed autentici che vivono e sopravvivono a difficoltà e pregiudizi. Consiglio, già autore di diversi documentari come "L'uomo flessibile" con Antonio Albanese, intervista nove coppie gay e lesbiche francesi, italiane e tedesche. Il filmato è introdotto da Luca Zingaretti che legge un testo di Aldo Nove, appositamente scritto dall'autore attingendo dai suoi ricordi d'infanzia. A legare le varie storie, piccoli film d'animazione di Ursula Ferrara. "Non è un film politico, ma un film sull'amore" ha spiegato il regista. non delude. Divertente, dinamico, dialoghi scoppiettanti ed arguti. Sceneggiatura curatissima. Le rocambolesche rappresaglie tra il celebre Scratt e la new entry Scrattina potrebbero rappresentare una sorta di summa del rapporto maschiofemmina. Immagini spettacolari, con il 3D che riesce a dare una profondità incredibile all'animazione. Basta soffermarsi sulla sequenza che ritrae Diego la tigre mentre caccia un'antilope. Geniale l'invenzione del furetto pazzo, Buck.

Spettacolare kolossal americano, tutto avventura ed effetti speciali. Nicholas Cage cerca di dare il suo meglio, anche con l'immutata espressione del volto. Un actionthriller con una spruzzata di paranormale. Avvincente, adrenalitico, sceneggiatura ben calibrata. Nel '59, i disegni su come sarà il futuro realizzati da una classe di scuola elementare vengono chiusi in una capsula del tempo dove rimarranno per 50 anni. Un ragazzina riempie il suo foglio con una serie di numeri apparentemente casuali. Mezzo secolo dopo i lavori verranno tirati fuori dalla capsula. Quella misteriosa serie di numeri finisce nelle mani del professore di astrofisica John Koestler

Brutta copia di un cult movie S. darko Regia: Chris Fisher con Jackson Rathbone, Daveigh Chase Per fortuna il regista e sceneggiatore Richard Kelly non si è fatto coinvolgere nell'operazione sequel. La nuova pellicola, che negli Usa esce solo in dvd, non è altro che la brutta copia di un film che nel 2001 diventò in poco tempo un cult movie, per aver saputo coniugare la freschezza delle immagini di un film fantastico alle inquietudini adolescenziali. La storia appare confusa, priva di una sceneggiatura credibile, con sequenze spazio-tempo (e tanti effetti speciali) che rendono il tutto ancora meno chiaro. Personaggi di contorno, scontati e banali.

Pagina a cura di LuCiana VECChioLi


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letture Estate

quotidiano

sabato 5 settembre 2009

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STEFano CLEriCi

Memorie di un cronista/32

Dalla messa cantata alla “ripubblica” di Barbapapà Q

uando misi piede per la prima volta nelle stanze di Piazza Indipendenza avevo soggezione, forse anche un po' paura. Ma ero circondato da parecchi amici che avevano imboccato prima di me quella stessa strada, che avevano fatto lo stesso "debutto" e che perciò mi facevano coraggio. Spiegandomi che, gratta gratta, non c'era niente di tanto speciale. La forma forse era diversa, ma la sostanza era assolutamente identica. Si trattava semplicemente di fare buon giornalismo. Con la scuola che hai alle spalle, mi dicevano, farai di certo bella figura, buon sangue non mente... Non perché a noi ex Paese Sera fosse riservato un trattamento speciale. Ma perché eravamo stati forgiati tutti alla gavetta più autentica. E quindi dovevamo per "natura" avere dentro di noi noi la forza (e l'umiltà) per farsi strada. Avevano ragione. Lo sapevano loro, lo sapeva Eugenio Scalfari e lo sapeva l'azienda. E da allora in poi anch'io cominciai a ripeterlo a tutti coloro, moltissimi, che, partiti dal mio stesso luogo d'origine, arrivarono dopo di me, e con gli identici timori, alla stessa destinazione. Penso a Edo Parpaglioni, chiamato a far parte dell'ufficio centrale, a Paolo Boccacci, a Massimo Lugli, a Emilio Radice, a Carlo Ciavoni (arrivato anche prima di me), ad Antonio Di Pierro, per anni vere "colonne" della Cronaca romana di Repubblica. Insomma, com'è, come non è, il mio contratto a termine venne trasformato in contratto a

Carlo Ciavoni (a sinistra) e Massimo Lugli. In alto: la festa per i 25 anni di repubblica e Scalfari con Carlo Caracciolo e al lavoro con Gianni rocca tempo indeterminato e, dopo neppure un anno, fui trasferito dalle Province alla Cronaca Nazionale, settore nevralgico del giornale. Settore dove trovai come capo un carissimo amico, anche lui ex Paese Sera: Fernando, detto Nando, Ceccarini. Nando aveva lasciato Paese Sera alla fine degli anni Settanta ed era approdato a Repubblica poco dopo la sua fondazione. Ma conosceva bene quei ragazzi di bottega con cui s'era trovato all'epoca a lavorare. Ne conosceva lo spirito di sacrificio, la voglia di far bene, l'umiltà soprattutto - e la grande scuola. Divenni così ben presto uno dei suoi vice. E a quel punto non mi restava che seguire il Gran Sacerdote (che, ne sono certo, stava già seguendo me...).

M

essa cantata: con questa definizione è passata alla storia la riunione del mattino che si teneva ogni giorno al secondo piano della redazione

Stefano Clerici, 61 anni a ottobre, presidente della cooperativa che edita “l’Altro quotidiano”, è collaboratore di “Repubblica”, di cui è stato caporedattore per la cronaca di Roma. Iniziò la professione a “Paese sera”, diventandone in breve tempo capocronista. di piazza Indipendenza alla presenza, appunto, del Gran Sacerdote, alias Eugenio Scalfari. Riunione non riservata esclusivamente ai grandi capi, ma aperta a chiunque, compresi gli ultimi arrivati come me. E per tutti caffè, cappuccini e cornetti ordinati dalla segreteria di redazione al baretto di sotto, in via dei Mille, a spese ovviamente dell'azienda. Ma perché tutti la chiamavano la messa cantata? Perché il direttore, detto affettuosamente Barbapapà, faceva il suo ingresso all'"altare" in genere sorridendo e dispensando saluti. Poi si sedeva sul suo scranno, sempre la stessa sedia collocata allo stesso posto, tirava fuori il suo "Vangelo" (appunti presi in precedenza nella solitudine della sua stanza) e cominciava, sfogliando il nostro giornale e quelli concorrenti, a indicare i vari "peccati" e i vari "miracoli" che s'erano verificati. Settore per settore: in cronaca abbiamo preso un "buco" - cioè una noti-

zia che gli altri avevano e noi no - voi degli spettacoli avete sbagliato un titolo, voi degli esteri avete sottovalutato una notizia, voi del politico, invece, avete dato un "buco" agli altri, voi dello sport avete fatto un'ottima intervista, voi della cultura avete fatto una bell'inchiesta... E così via. La prima ora della riunione era una specie di giudizio universale. Poi, finito il "processo" ed esauriti cazziatoni e complimenti, si passava al menù del giorno. Ogni caporedattore o caposervizio (oppure i rispettivi vice, o raramente i vice-vice) dovevano elencare quelli che ritenevano fossero gli argomenti principali da sviluppare sulle pagine di propria competenza. Nonché gli argomenti forse un po' troppo trascurati il giorno prima, che meritavano invece un ricco "recupero". Cosa che, almeno agli inizi della mia esperienza lavorativa in quel giornale, capitava più d'una volta. Dando così modo a qualche collega buontempone (magari un ex di Paese Sera) di ribattezzare il giornale "Ripubblica". Durante la lettura del menu succedeva spesso che la riunione fosse interrotta da qualche telefonata personale al direttore. Telefonata importante, s'intende. Molto importante. Telefonate di senatori, deputati, ministri, capitani d'industria, segretari di partito, o addirittura del presidente del Consiglio o del presidente della Repubblica in persona. A quel punto - se la conversazione riguardava temi d'interesse generale - entrava in funzione l'interfono. Un semplice clic e tutti noi presenti nella stanza potevamo sentire ciò che aveva da dire l'interlocutore di turno. E capire che aria tirava fuori e dentro il Palazzo. 32. continua

aq5settembre2009  

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