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Anno II - n. 49- Vemerdì 5 marzo 2010

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l’ € 0,50

quotidiano www.altroquotidiano.it

Dopo l’incontro avvenuto ieri sera al Quirinale tra Napolitano e Berlusconi

Liste: sanatoria cercasi Ora di punta di

Moisè AstA

Immondizia e perseveranza

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orna in auge la trita e triste vicenda del pattume disseminato e ammucchiato per le strade delle città, peraltro, a sentire la parte meno rassegnata delle popolazioni interessate, mai veramente risolta. La Corte di Giustizia dell’Unione europea ha condannato l’Italia per l’ormai famosa emergenza Campania. «Adesso – è il commento dell’on. Sonia Alfano, eurodeputata IdV – Berlusconi, Bertolaso e soci possono smettere di recitare la parte degli eroi che hanno salvato i cittadini campani, dato che l’Europa dice che tale situazione ha messo in pericolo la salute umana e recato pregiudizio all’ambiente». Né giovano i tentativi di arzigogolare sul prima o sul dopo Bertolaso del considerato periodo il dall’Euromagistratura: governo italiano – secondo la Alfano – era tenuto a creare una rete integrata e adeguata di impianti di smaltimento promuovendo tecnologie pulite e prodotti riciclabili e riutilizzabili. Non lo ha fatto. Non solo, ma “il governo continua a voler imporre alle popolazioni la costruzione di inceneritori che non sono esattamente tecnologie pulite ma fonte di grande guadagno peri soliti noti». A voler transigere sul prima di Bertolaso, c’è da inorridire sul dopo, perché “errare humanum est, perseverare diabolicum”.

Oggi una decisione del Consiglio dei ministri Sì della Corte d’appello al “listino” Polverini Silvio Berlusconi sale al Quirinale con un’ipotesi di decreto per riaprire i termini di ammissione delle liste per le regionali, ma Giorgio Napolitano lo stoppa. Resta perciò ancora in alto mare, dopo un'ora di colloquio tra il premier ed il Capo dello Stato, la vicenda delle liste in Lazio e Lombardia e salta all'ultimo momento un consiglio dei ministri, mai convocato ufficialmente anche se ai titolari dei vari dicasteri era stata chiesta la disponibilità a partecipare ieri sera alle 22 ad una riunione del governo; riunione che è slittata a oggi pomeriggio, alle 18. Dal Colle, ufficial-

mente un “no comment”, anche se trapelano da fonti della maggioranza il no del Capo dello Stato allo strumento del decreto e le sue perplessià sul mancato accordo con le opposizioni su un tema così delicato. Il presidente del Consiglio, dopo una lunga riunione a Palazzo Chigi è rimasto da solo nel palazzo, nella notte, continuando a lavorare nel suo studio alla ricerca di una “sanatoria” del “pasticcio” combinato dalle sue truppe e dai suoi colonnelli. Chi ha avuto modo di sentirlo lo descrive amareggiato e pessimista. L'incontro al Quirinale ''è andato decisamente male'', avreb-

be confidato ai suoi, pur ribadendo la volontà di trovare delle soluzioni per sbloccare la situazione, come ad esempio la messa a punto di un nuovo decreto interpretativo delle norme sulla presentazione delle liste. Un provvedimento al vaglio dei tecnici, che potrebbe essere esaminato nel pomeriggio dal Cdm. Ma la strada del provvedimento d'urgenza proprio non piace al Capo dello Stato, e rischierebbe di portare ad un muro contro muro tra governo e Colle. Tanto che in molti, nel Pdl, consigliano di confidare nella sentenza del Tar PAG. 4

Prigioniere del ghiaccio

Più di 50 navi, con migliaia di persone a bordo, tra cui traghetti con molti passeggeri, sono bloccate dai ghiacci nel Mar Baltico. Lo hanno annunciato le autorità marittime svedesi. La maggior parte delle imbarcazioni bloccate non potranno riprendere la navigazione prima di diverse ore. Le autorità marittime svedesi hanno definito quelle attuali le peggiori condizioni meteo da 14 anni a questa parte nel Baltico.


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venerdì 5 marzo 2010

VentiquattrOre

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FiRenze

RicicLAGGio

Arrestati l'imprenditore Francesco Piscicelli (in carcere) e l'avvocato Cerruti (arresti domiciliari) nell'ambito dell'inchiesta sui “grandi eventi”. Piscicelli, già indagato per corruzione, è uno dei personaggi che in una intercettazione telefonica ridevano del sisma avvenuto in Abruzzo. I due arrestati sono accusati di aver aiutato l'imprenditore Riccardo Fusi a riottenere l'appalto per la scuola marescialli di Firenze.

Silvio Scaglia, il fondatore di Fastweb arrestato nell'ambito dell'inchiesta sul riciclaggio, "prima di presentare una istanza al tribunale del riesame, vuole incontrare i pm". Lo ha riferito il suo avvocato, Antonio Fiorella dopo una lunga chiacchietata con Scaglia.. Da parte del suo assistito, c'è totale collaborazione con gli inquirenti, "al fine di chiarire la posizione e ribadire l'estraneità ai fatti, che sono responsabilità di altri soggetti".

Terremoto: Scaglia chiede arrestati anche nuovo Piscicelli e Cerruti interrogatorio

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MiLAno

RoMA

Contrasti negli affari per alcuni quadri. Un appuntamento per chiarirsi che si trasforma in una lite violenta. Giovanni Schubert, titolare della galleria Borgogna, nella centralissima via Visconti di Modrone a Milano, è stato massacrato di botte e il suo assassino, Matteo Chigorno, 36 anni, che ha già confessato, ha fatto il cadavere a pezzi, poi infilati in sacchetti di plastica e buttati in un canale adiacente al Naviglio Alzaia pavese.

E' partita all'aeroporto di Fiumicino la sperimentazione del primo body scanner in Italia. La macchina è stata attivata alla presenza dei ministri dei trasporti e della salute, Altero Matteoli e Ferruccio Fazio, e del presidente dell'Enac, Vito Riggio. La fase sperimentale durerà dalle 4 alle 6 settimane: Non ci sono problemi, è stato assicurato, né per la salute né per la privacy: dunque, il tutto nella massima sicurezza.

Fatto a pezzi Body scanner e gettato nel canale in funzione gallerista Schubert a Fiumicino

Depositate le motivazioni dell’omicidio di Meredith Kercher LA Foto

“Delitto meramente casuale”

Alex vuole i Mondiali

Sollecito e Knox condannati a 26 e 25 anni I giudici della Corte d’assise di Perugia hanno depositato le motivazioni della condanna di Raffaele Sollecito e di Amanda Knox per il delitto di Meredith. L’insieme degli elementi emersi nel processo, si legge, “evidenzia un quadro complessivo e unitario, senza vuoti e incongruenze”. Le motivazioni della sentenza di condanna dei due imputati, sono contenute in un voluminoso fascicolo. Si tratta di 427 pagine firmate dal presidente della Corte Giancarlo Massei e dal giudice a latere Beatrice Cristiani. “Quello di Meredith Kercher è stato un omicidio compiuto senza

alcuna programmazione, senza alcuna animosità o sentimento rancoroso contro la vittima che in qualche modo possano essere visti quale preparazione-predisposizione al crimine – scrive il collegio . I fatti risultano essere stati realizzati in forza di contengenze meramente casuali”. Nel provvedimento si afferma inoltre che la Knox “accusò liberamente Patrick Diya Lumumba di avere ucciso Meredith nella consapevolezza dell’innocenza dello stesso”. Amanda Knox e Raffele Sollecito sono stati condannati rispettivamente a 26 e 25 anni di carcere.

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Direttore responsabile: Ennio simeone Redazione: Viale Regina Margherita n. 232 int. 19 tel. 06 44250406 Indirizzo e-mail: redazione@altroquotidiano.it Editrice: GECEM (Gestione Cooperativa Editoria Multimediale) - Presidente:stefano Clerici Sede legale: Via Aldo Sandulli 45, Roma Registrazione del Tribunale Roma n..343/08 del 18 settembre 2008 - Registrato al ROC Partita Iva 09937731009

“Sono costretto a puntare al Mondiale". Alessandro Del Piero non ha ancora abbandonato la speranza di conquistare una maglia azzurra in vista dei Mondiali in Sudafrica.

L’OnOmasticO

Agata Sant’Agata nacque nei primi decenni del iii secolo a catania in una ricca e nobile famiglia di fede cristiana. Verso i 15 anni volle consacrarsi a Dio. il vescovo di catania accolse la sua richiesta e le impose il velo rosso.

accadde Oggi strage di sarajevo iL 5 febbraio 1994 si consuma la strage del mercato coperto di mula Mustafe Bašeskije nella Sarajevo assediata ormai da due anni. Morirono 69 persone e almeno 200 rimasero ferite. Una strage che sconvolse il mondo.


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VentiquattrOre

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HAiti

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inDiA

Amnesty International lancia l’allarme stupri su donne e bambini

Fuga di massa da un tempio 65 morti nella calca

Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, ha lanciato un appello affinché le forze internazionali presenti ad Haiti vigilino sulla situazione nelle tendopoli, dopo le numerose denunce di stupri. "In una situazione in cui non c'è più né legge, né ordine, né diritto, questo tipo di situazioni possono aumentare. Avevamo lanciato l'allarme all'indomani del terremoto, purtroppo si è rivelato fondato", ha spiegato. "E' fondamentale - ha aggiunto Noury - che chi esercita un potere di monitoraggio sulla ricostruzione si prenda cura Dopo il sisma la popolazione di Haiti sta subendo la dei gruppi pi- deboli: donne e bambini”. violenza degli sciacalli e degli stupratori.

Una fuga di massa causata dalla caduta di un cancello, durante un pranzo della comunità di Kripalu Maharaj a Pratapgarh (Uttar Pradesh), ha causato la morte di 65 persone. Il grave incidente è avvenuto vicino al Ramjanki Temple, dove era convenuta una grande folla di seguaci della comunità del Kripalu Maharaj. Migliaia di persone erano accorse al tempio in occasione di una visita del loro leader spirituale. Secondo la polizia, migliaia di seguaci erano accorsi per ricevere dalle mani del guru Kripalji Maharaj il Prasad (cibo offerto agli dei e poi consumato). Quando si è creato la calca e poi la tragedia.

LUSSeMBURGo

StAti Uniti

Rifiuti, la Corte Ue condanna l’Italia

“O. J. Simpson eroe” Sospesi tre docenti

La Corte di giustizia Ue del Lussemburgo ha condannato l'Italia sul caso dei rifiuti in Campania. Nella sentenza i giudici hanno accolto il ricorso presentato dalla Commissione europea nel luglio 2008. In particolare, si legge nella sentenza, l'Italia, "non avendo adottato tutte le misure necessarie per evitare di mettere in pericolo la salute umana e di danneggiare l'ambiente, è venuta meno agli obblighi che le incombono in forza della direttiva rifiuti". "Né l'opposizione della popolazione, né gli inadempimenti contrattuali e neppure l'esistenza di attività criminali costituiscono casi di forza maggiore che possono giustificare la violazione degli obblighi derivanti dalla direttiva e la mancata realizzazione effettiva e nei tempi previsti degli impianti", si legge nella sentenza. La Corte di giustizia, constatando che l'Italia "non ha adottato tutte le misure necessarie, ha messo in pericolo la salute umana e recato pregiudizio all'ambiente". Non è stata creata una rete adeguata e integrata di impianti di recupero e di smaltimento e non sono state adottate tutte le misure necessarie per evitare di mettere in pericolo la salute umana e di danneggiare l'ambiente nella Regione Campania. L'Italia quindi, ancora una volta, è venuta meno ai suoi obblighi.

Avevano dato ai loro alunni fotografie dell'ex campione di football O.J. Simpson come esempio di "eroe nero" da ricordare tra quelli che hanno fatto la storia americana contemporanea. Per questo, tre insegnanti di Los Angeles sono stati sospesi. I professori dovevano preparare gli scolari ad una celebrazione dedicata alla Black History americana. Così hanno inserito anche Simpson, imputato anni fa per l'omicidio della moglie. La portavoce del distretto scolastico, Gayle Pollard-Terry, ha riferito che i tre insegnati saranno rimossi dalle rispettive classi Ai maestri, tutti bianchi, era stato chiesto di organizzare una parata per far conoscere ai bambini i personaggi di colore che hanno segnato la storia americana contemporanea.

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utto dipende dai neuroni specchio: quelli delle donne sono più ''svegli'' di quelli degli uomini, e cosi' davanti a un errore o a un'azione inappropriata il cervello del gentil sesso accende prima la ''spia'' che indica che qualcosa non sta andando per il verso giusto. L'uomo invece e' un po' più lento, e ci arriva dopo. a differenza la fa l'impulsività delle donne contrapposta alla razionalita' maschile, che fa sì che i neuroni specchio femminili siano

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iL cASo

Le donne più sveglie degli uomini più reattivi. o studio, condotto dal Cnr in collaborazione con l'Universita' di Milano-Bicocca e pubblicato sulla rivista Neuropsychologia, spiega che le donne si fanno guidare dall'istinto nel rilevare le azioni incongruenti, e risultano quindi più rapide degli

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uomini che invece sono piu' razionali e, quindi, più ''lenti'' nel percepire ciò che non va. 'I dati hanno evidenziato il riconoscimento automatico delle immagini dotate di scopo e la distinzione da quelle inappropriate - spiega Alice Mado Proverbio dell'Università di Milano-Bicocca,

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che ha guidato lo studio - a partire dai 170-200 millisecondi post-stimolo, soprattutto nel cervello femminile che evidenzia un'elaborazione piu' rapida''. Dopo circa 450600 millisecondi, spiegano i ricercatori, si osserva il picco della risposta negativa ai gesti improbabili e inappropriati, con una connotazione più ''affettiva'' nella donna e più ''razionale'' nell'uomo. Insomma, per farla breve, si è arrivati alla conclusione che la donna è più sveglia dell’uomo.


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il FattO

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Tra Napolitano e Berlusconi

Solo ipotesi di salvataggio delle liste Pdl Il capo dello Stato ha detto no a un decreto che cambi le regole dopo che è stato fatto il “pasticcio” . Oggi Consiglio dei ministri di Federico Garimberti (Ansa) L'ultima parola spetterà a Giorgio Napolitano. Sarà il capo dello Stato a dire se la soluzione prospettata da Silvio Berlusconi per uscire dal caos delle liste elettorali, il giorno in cui la corte d'appello riammette a Roma il listino di Renata Polverini, sia o meno percorribile. Il premier è salito ieri sera al Quirinale. Con in tasca diverse carte da giocare per uscire dall'impasse: la prima, quella su cui punta per evitare l'esclusione delle liste in Lombardia e Lazio, è quella di un decreto legge che posticipi la scadenza dei termini per la presentazione delle liste elettorali, senza spostare la data del voto. Se questa non dovesse andare bene, il premier metterà in campo altre soluzioni: quella di un decreto 'interpretativo' che consenta di allentare le maglie delle norme sulla presentazione delle liste o, come estrema ratio, quella di un dl che sposti direttamente la consultazione elettorale di 15 giorni/un mese, almeno per le due regioni

interessate. Ma il suo jolly è la prima opzione. Anche perché si ha un precedente autorevole, quello del '95, quando Oscar Luigi Scalfaro, allora capo dello Stato, firmò un dl che spostò la scadenza dei termini per la presentazione delle liste dalle ore 12 del 29 marzo alle 20 del 31 marzo. In pratica, poco più di 48 ore dopo. Un'ipotesi che per il centrodestra ha più di qualche possibilità di successo. Tanto è vero che un Consiglio dei ministri straordinario è già stato convocato per ieri sera alle 22. Segno che il centrodestra confida nel buon esito del confronto con il Colle, ma anche sulla comprensione dell'opposizione. Sul primo fronte si deve però registrare la massima cautela del Quirinale. "Ancora non c'é nulla di definito; quando arriverò a Roma stasera, vedrò", si è limitato a dire il presidente della Repubblica poco prima di lasciare il Belgio. "Se qualcuno mi spiega cos'è" la soluzione politica prospettata

Berlusconi ha incontrato Napolitano ieri sera da alcuni esponenti del centrodestra "la esaminerò", ha aggiunto Napolitano. Sul secondo fronte, quello della reazione dell'opposizione, i segnali non sono incoraggianti: "Qualsiasi intervento d'urgenza in materia elettorale in corso d'opera sarebbe totalmente inaccettabile", ha risposto gelido Pier Luigi Bersani, segretario del Pd. Altrettanto duro Antonio di Pietro, leader dell'Idv, che ha paragonato l'ipotesi di un dl ad un "golpe". Ma la maggioranza sembra confidare nel via libera del Colle per placare le critiche dell'opposizione. "Sbraiteranno ma se ci sarà il consenso del capo dello Stato alla fine si adegueranno", spiega un ministro del centrodestra. Quel che è certo è che il centrodestra non sembra intenzionato a lasciare ai giudici del Tar la decisione su chi correrà in due regioni fondamentali per l'esito del voto di fine marzo. Tant'è che il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni ha annunciato che verranno presentate denunce per irregolarità che sarebbero state commesse dall'ufficio centrale regionale che ha accolto il ricorso dei radicali e

contro chi avrebbe potuto manomettere le liste con le firme. Dopo un incontro con i vertici della Lega (dove Umberto Bossi ha auspicato una "soluzione politica"), Berlusconi ha presieduto l'Ufficio di presidenza del Pdl. Davanti a ministri, coordinatori nazionali e regionali del partito, il premier ha difeso gli esponenti locali e si è scagliato contro l'eccessivo fiscalismo di alcuni magistrati che hanno avuto un atteggiamento troppo rigido. Il Pdl, ha sostenuto il Cavaliere, è "vittima di un sopruso" anche perché, ha aggiunto con una battuta amara, è curioso che noi mandiamo i militari italiani per garantire il voto in Afghanistan e poi non ci venga garantito il diritto di voto in Italia. Anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che ha lavorato per abbassare i toni, si è attivato per trovare una soluzione che sia la più condivisa possibile. Fini, in questi due giorni, ha lavorato per aprire un dialogo con le opposizioni e adesso attende di capire che accoglienza avranno al Quirinale le proposte avanzate da Berlusconi.


City & Siti

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campania

Truffavano disabili: in manette avvocati Contattavano le famiglie con ragazzi disabili e presentavano per loro un ricorso legale per ottenere dalla Regione Campania un sostegno economico. Dopodiché intascavano i soldi, facendo credere alle famiglie che dall’ente locale fosse arrivato poco o nulla. Le truffe hanno fruttato a due avvocati e alcuni funzionari di banca oltre due milioni e 200mila euro. Le vittime sono decine di famiglie: lo stesso gruppo aveva già messo le basi per truffarne almeno altre 40, per altri 2 milioni di euro. Sono finiti agli arresti domiciliari due avvocati, uno a Roma e una a Benevento, mentre sono scattate le manette per il titolare di una filiale di una banca a Benevento e l’obbligo di firma per un funzionario della stessa agenzia. Gli avvocati infatti, non solo ingannavano le famiglie inducendole a firmare una rinuncia a gran parte di quanto veniva erogato dalla Regione, ma andavano anche a riscuotere gli assegni circolari intestati alle famiglie con documenti falsi, grazie alla complicità di alcuni funzionari degli istituti di credito. Dopo la denuncia di una famiglia che era andata a riscuotere un assegno accorgendosi che era già stato pagato dalla banca sono scattate le lunghe indagini all’alba del 4 marzo è scattata l’operazione “Camaleonte” che ha portato a perquisizioni a Roma, Benevento e Pozzuoli, all’esecuzione delle quattro misure cautelari e alla notifica dell’avviso di garanzia per altri quattro indagati, accusati di truffa, falso e riciclaggio.

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carpineto romano

Il paese rivuole Caravaggio C ‘è una disputa che vede contendersi un capolavoro di Caravaggio: il quadro “San Francesco in meditazione”, del 1606. Al centro di questo contenzioso ci sono Roma e Carpineto Romano, una piccola cittadina che si trova sui monti Lepini nella provincia sud della capitale, città natale peraltro di papa Leone XIII. “Lavoreremo affinché si possa

presto salutare il ritorno a Carpineto Romano della preziosa tela del Caravaggio presso il Museo civico di Palazzo Aldobrandini”, si legge nel programma di governo del neoeletto sindaco del Pd Q u i r i n o Briganti. Il quadro è stato scoperto nel 1968 e dopo un piccolo soggiorno nel paesino è stato portato a Roma per il restauro e da lì non si è più mosso, anche perché

Carpineto Romano non aveva un posto idoneo dove conservarlo. Ora però la disputa dovrebbe finire dato che la Regione Lazio ha dato 2,5 milioni di euro per sistemare il Museo civico di Palazzo Aldobrandini. Bisognerà comunque aspettare il 2011 per la rentrée a Carpineto Romano, perché il quadro, nell'ambito delle iniziative per l'anniversario della morte dell'artista, è in tournée per la Scandinavia, poi toccherà Helsinki e Bergen, mentre e a novembre sarà a Palazzo Venezia per la grande mostra "Roma al tempo di Caravaggio".

napoli

Femministe protestano per lo spot

Una campagna pubblicitaria di un marchio di caffè italiano sta sollevando un putiferio a Napoli. A protestare è l’Unione Donne Italiane che ha chiesto al sindaco della città Rosa Russo Iervolino l’immediata rimozione dei cartelli pubblicitari. Napoli, infatti, è stata letteralmente tappezzata da poster 6X3 in cui una signorina, con in mano una macchina per fare il caffè espresso promette di… darla gratis. Il riferimento è ovviamente alla macchina per fare il caffè ma il messaggio

pubblicitario è quantomeno ambiguo. A leggerla nella sua interezza, lo slogan è innocuo: «Compri la macchina del caffè? Sei pazzo. Noi…Te la diamo gratis». Peccato però che l’effetto voluto (?) e raggiunto dalla campagna pubblicitaria sia del tutto diverso e che, almeno da lontano, la prima parte dello slogan sia illegibile. Il risultato, quindi, è ben diverso: chi vede il cartellone pubblicitario nota solo un’avvenente signorina e legge la scritta “te la diamo gratis”.

Da qui la protesta dell’Udi secondo cui «si tratta di una campagna che esprime e riassume la cultura combattuta dalla politica delle donne e dalle donne, quelle così dette cittadine comuni, che continuamente ci segnalano la loro offesa. Napoli dal mese di novembre ha adottato una delibera che rende indisponibili gli spazi pubblici a simili scempi “perché offensivi e lesivi della dignità femminile”, ed istituisce una commissione ad hoc».


la tribuna

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Sì. è il de profundis per l’articolo 18 di

N

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La migLiOre deL giOrnO

PiEtro ANCoNA

on credevo proprio che la giornata di ieri, aperta dalla dichiarazione del Sen.Treu di denunzia dell'attacco all'art.18 dello Statuto dei Diritti dei Lavoratori, si sarebbe chiusa con l'approvazione della legge voluta da Sacconi e dalla destra che controlla il Parlamento. Lo stesso Senato che mercoledì ha saluto con un applauso commosso il senatore Di Girolamo eletto fraudolentemente dalla 'ndrangheta all'estero ha congedato una legge che segna il passaggio dai diritti e dalle tutele al proibizionismo. Ai lavoratori viene proibito di adire il giudice in caso di licenziamento senza giusta causa e dovranno accettare il verdetto inappellabile di un arbitro. Noto con sconcerto che la parola "obbligatorio" ricorre sempre più frequentemente nella legislazione voluta da questa generazione di giuslavoristi che da D'Antona a Biagi agli attuali Ichino e altri nel corso di quasi due decenni hanno disarticolato il sistema giuridico italiano, lo hanno americanizzato nei suoi aspetti peggiori e ributtanti. Il modello americano figlio della sconfitta del sindacato ottenuta con l'uccisione dei suoi dirigenti dai killers della Pinkerton (la famosa agenzia ora diventata la ampagne di falsificazione e di manipolazione della opinione pubblica si sono svolte per l'affermazione della deregulation. Insigni personaggi come Monti hanno contrapposto i diritti dei genitori alla condizione precaria dei figli (da loro creata) in nome della "modernità" e della "flessibilità". Autorevoli esponenti dell'ex Pci come D'Alema hanno avvertito i ragazzi di non aspettarsi il posto fisso e di confrontarsi con il mercato. Ieri il ministro del Lavor si è spinto fino a dichiarare che i

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venerdì 5 marzo 2010

lavoratori non sono "minus habent". Sono alla pari con l'azienda!! Un'affermazione che vorrebbe ribaltare la radice del diritto del lavoro basata appunto sulla constatazione della disparità tra imprenditore e lavoratore e quindi sulla tutela della parte debole. Mettere sullo stesso piano lavoratore e datore di lavoro significa chiudere la storia del movimento sindacale e tornare ai rapporti esistenti prima della sua nascita. Torniamo indietro di due secoli. nche se "Repubblica" parla di "rivolta "dei sindacati e dell'opposizione alla legge approvata ieri dal Senato si ha l'impressione che la legge sia già stata metabolizzata e di fatto subita o accettata. Non c'è nessuna rivolta! L'opposizione in Parlamento anche se ha votato contro è stata sostanzialmente consenziente. Non ha votato a favore perchè non era necessario ma nel corso di questi due anni ha partecipato a tutto il lavorio di incubazione, limatura, elaborazione della normativa. Una normativa studiata da chi conosce a fondo il diritto e trova l'escamotage leguleio per "aggirare" alle spalle quanto vuole predare . L'articolo 18 dello Statuto resterà ma sarà una maceria inerte, pronta a rovinare ed unirsi alle tante altre macerie dei diritti perduti o ceduti in questi anni. sindacati non hanno reagito. Hanno reso interviste di malavoglia fatte sopratutto su iniziativa dei giornali. Epifani, dopo aver descritto tutti i mali della riforma, si è spinto fino a preannunziare ricorso alla Corte Costituzionale ( "se ce ne saranno le condizioni"). Da qui all'eventuale pronunziamento della Corte potrebbero passare anche tre anni o quattro anni ed intanto la nuova normativa si

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Marassi su “il Mattino” farà le ossa e diventerà parte della realtà dei rapporti sociali. La CGIl avrebbe potuto annunziare una riunione della sua segreteria, proclamare una qualche mobilitazione nei posti di lavoro. Niente! si è limitata a constatare quanto è amara e piena di fiele la medicina fabbricata in Senato. Cisl ed Uil hanno rivendicato la loro esclusiva nella materia forse temendo prese di posizione della sinistra politica. L'Italia vanta Sindacati con oltre diecimilioni di iscritti. Una potenza! Ebbene, con il concorso attivo o soltanto passivo di questa potenza siamo diventati un paese in crisi per i bassi, bassissimi salari, un paese di precari e di lavoratori senza diritti. Abbiamo lavoratori sempre più poveri ed infelici ! a legge approvata non si è limitata a liquidare l'art.18. Ha ridotto la scuola dell'obbligo di un anno che potrà essere speso per apprendistato. Naturalmente questo riguarderà soltanto le famiglie povere. Ha reintrodotto il discusso istituto della staff leasing una possibilità di affittare interi gruppi di

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lavoratori anche a tempo indeterminato, una arma in più nel vantaglio delle possibilità offerta alle imprese. Il lavoro umano viene totalmente disarticolato in un numero infinito di opzioni padronali! nche su questa questione, il silenzio dei Sindacati di Regime è assordante. Per chi non avesse capito da oggi in poi la politica sociale è fatta soltanto dalla Confindustria. Il sindacato deve soltanto concorrere alla sua esecuzione magari estendendo la pratica degli enti bilaterali fino a farla diventare sostitutiva del welfare. Deve tacere ed ubbidire. Prepararsi alle prossime cessioni. Perchè non privatizzare l'INPS e l'INAIL? Perchè non passare ai contratti individuali? eri i giornali parlavano quasi esclusivamente del tormentone delle liste elettorali di Roma e Milano. Le anime belle bipartisan si dedicano alla patata ecologica. Nessuno sembra notare che la moviola ci rimanda all'indietro, agli anni cinquanta. Domani dell'art.18 non ne parlerà più nessuno.

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Articoli e lettere per queste pagine vanno indirizzati a tribuna@altroquotidiano.it


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la tribuna

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Analizzando la sentenza Mills

In realtà la Cassazione premia Berlusconi di

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migLiOre deL giOrnO

MArio toCCi

a storia di ogni nazione è ineludibilmente fatta, in buona se non massima parte, dalle patrie vicende giudiziarie di più ampio respiro. In passato venivano ricordate le battaglie tra avverse e contrapposte milizie, oggi si provvede ad almanaccare e registrare le evoluzioni dei più importanti processi. Con la necessaria precisazione che il criterio di attribuzione dell’importanza è dato, si spera ovunque, non già dalla gravità ma dall’appartenenza partitica del presunto innocente autore del supposto reato per cui si procede. rmai è stata da tutti metabolizzata la sentenza della Cassazione con cui l’avvocato Mills è stato riconosciuto autore del reato in relazione al quale era stato ritenuto colpevole ma non passibile di condanna penale per intervenuta prescrizione del reato medesimo. Molti hanno pensato che questa sentenza abbia significato, implicitamente e correlativamente, il riconoscimento della responsabilità di Silvio Berlusconi in relazione allo stesso reato, di cui gli stessi pubblici stipendiati accusatori di Mills ebbero a vedere proprio nel Cavaliere (la cui posizione era stata stralciata per effetto dell’entrata in vigore della fu “legge Alfano”) l’oscuro ispiratore. E hanno sbagliato! n primis perché hanno omesso di considerare che, secondo il dettato costituzionale, la responsabilità penale è personale indi deve essere attribuita in via diretta anziché presuntiva e da un preciso provvedimento giurisdizionale piuttosto che mercè articoli giornalistici. econdariamente in quanto la ribattezzata sentenza “Mills” premia Berlusconi e proclama la

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venerdì 5 marzo 2010

bontà dei contenuti dei programmi di governo del Popolo della Libertà in materia di giustizia. mprocedibilità dei processi penali nei confronti delle quattro più alte cariche statali con sospensione del decorso dei termini prescrizionali dei reati sottesi (come previsto dalla cancellata “legge Alfano”) e processo breve sono due obiettivi che l’attuale Esecutivo si è prefisso di realizzare entro la fine della legislatura. Orbene, se essi fossero stati già realizzati, di sicuro il reato (accertato) di Mills non avrebbe corso e verosimilmente il reato (meramente supposto) di Berlusconi non correrà il rischio di cadere in prescrizione. Beninteso che, dipoi, la specifica responsabilità del Presidente del Consiglio è ancora indimostrata e da dimostrare. hi rema davvero contro la riforma della Giustizia? Chissà cosa penserebbe la dea Dike se realmente esistesse un cenacolo divino settorializzato sopra le nostre teste…

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Chi gestisce in Puglia i beni confiscati alla mafia? Il servizio di Stefania Petix, inviata di “Striscia la notizia”, per la prima volta in Italia ha sollevato il problema della destinazione clientelare dei beni confiscati alla mafia. In quel caso si evidenziava che a Palermo la destinazione a fini sociali dei beni confiscati era stata effettuata a favore di associazioni inesistenti o a fini di lucro.

Vauro su “il Manifesto” Inascoltata la “Associazione Contro Tutte le Mafie” che da sempre ha denunciato che il fenomeno è nazionale. Si riscontra che l’associazione “Libera” ha un rapporto privilegiato con le strutture prefettizie a scapito delle tantissime associazioni indipendenti che non fanno capo a quel coordinamento. In questo caso vi è silenzio assoluto delle Istituzioni e degli organi di stampa su un fatto gravissimo. Allo stesso sodalizio nazionale denominato “Associazione Contro Tutte le Mafie”, iscritta presso la prefettura di Taranto al n. 3/2006, è impedita l’iscrizione presso altre prefetture pur operando nel loro territorio, in virtù del decreto del ministero dell’Interno n. 220 del 24/10/2007, che prevede l’iscrizione delle associazioni antiracket solo ed esclusivamente presso le prefetture competenti sulla sede legale. A Manduria (TA), in data 3 marzo 2010, anche grazie ad una legge regionale, denominata appunto “Libera il bene”, attraverso la quale la Regione Puglia si assume il 90% dell’onere economico per la ristrutturazione degli immobili, il commissario straordinario prefettizio di Manduria Giovanni D’Onofrio ha promosso ed ottenuto, con la firma del protocollo di intesa, la collaborazione della stessa associazione “Libera” (rappresentata

da Davide Pati e Annamaria Bonifazi) e della prefettura di Taranto (rappresentata dalla dott.ssa Distante), finalizzata all’analisi dei beni confiscati agli esponenti mafiosi di Manduria e alla progettazione per la trasformazione in centri di aggregazione o per altro uso (da stabilirsi). Ma “Libera��� è un coordinamento, non un’associazione, e come tale, in virtù del Decreto citato, non può essere iscritta presso la Prefettura di Taranto, in quanto il coordinamento non ha la sede legale in quella città, ma in via IV Novembre, 98, Roma, per cui il protocollo d’intesa è nullo e la Prefettura di Taranto e il Comune di Manduria dovrebbero collaborare con le associazioni con sede legale nella provincia di Taranto, e l’Associazione Contro Tutte le Mafie, ha la sede legale in Avetrana, 15 Km da Manduria. Se passa il principio che chiunque spenda il nome “Libera” possa essere iscritto e privilegiato dagli enti prefettizi, è normale che in Italia si formi un monopolio illegale delle assegnazioni. Poi non si capisce come mai la Regione Puglia possa riconoscere finanziamenti solo a “Libera”, escludendo le altre associazioni indipendenti, e. Antonio Giangrande presidente della “Associazione contro tutte le mafie” Manduria (Taranto) 099.9708396 - 328.9163996


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Diritti & DOVeri

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L’aLtrO

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sOciaLe A CurA di

FidAlMA FiliPPElli

Una valida iniziativa dell’ Auser

Decalogo antitruffa per non essere messi nel sacco Visto che la truffa è, tra i reati in ascesa, quello che assicura maggior guadagno con minor rischio agli autori, l’Auser ( ha pensato bene di pubblicizzare sul proprio sito un decalogo antitruffa. Decalogo che nasce dall’esperienza di FederConsumatori e che si avvale del contributo del Sindacato di Polizia e dell’Auser. La prima regola è quella di non portare con sé grosse somme di denaro e di tener comunque separati i documenti e le chiavi di casa dai soldi. In secondo luogo occorre tener presente che le banche non mandano nelle case dei clienti i propri dipendenti, per nessun servizio. Può accadere , soprattutto dopo un consistente prelievo, di essere contattati da

L’eventO

falsi dipendenti della banca che cercano di farsi consegnare il denaro. Per ciò che concerne i rapporti con chiromanti e astrologi, benchè queste attività non siano vietate dalla legge, è sempre bene non fornir loro recapiti personali e farsi mettere per iscritto ciò che garantiscono con le loro pratiche. Non bisogna poi partecipare a quiz radiofonici troppo facili la cui soluzione va comunicata a numeri che iniziano con 899 o 892, perchè il costo di ogni singola chiamata è di 15 euro. E’ inoltre bene tener presente che le società fornitrici di luce, acqua e gas non inviano mai personale per ritirare denaro a domicilio.Riguardo poi agli investimenti di qualsiasi genere

la truffa è uno dei reati più in aumento occorre ricordare che i miracoli finanziari non esistono e che le promesse di rendimenti elevati implicano sempre alti rischi.Il lavoro ed il guadagno facile a domicilio sono spesso dei miraggi: la proposta in genere è quella di realizzare penne o piccola bigiotteria versando per il kit necessario un importo di poco superiore ai 20 euro e al di sotto comunque dei 26 euro. In realtà si tratta di una vendita, non si riceve quasi mai nulla e non si

può neppure far valere il diritto di recesso, che scatta per somme superiori ai 26 euro. I contratti telefonici richiedono sempre una raccomandata con ricevuta di ritorno affinchè sia valido il diritto di recesso, entro 10 giorni dalla ricezione del contratto cartaceo. Quest’ultimo spesso si confonde con la pubblicità per formato e colori, quindi bisogna fare attenzione. Per il decalogo completo:www.auser.it f. f.

Una giornata dedicata all’unità delle associazioni di questa categoria

Malati rari: tanti e tanto disuniti L’Associazione Giuseppe Dossetti ha organizzato una giornata dal titolo “Siamo rari...ma siamo tanti”, per sottolineare l’importanza e la necessità di unire gli sforzi e superare le divisioni tra le associazioni esistenti.

S

i terrà oggi, venerdì 5 marzo, dalle 8,30 alle 17 presso Palazzo Valentini di Roma, una giornata dedicata alle malattie rare ed alla disabilità dal titolo “Siamo rari...ma siamo tanti”. L’evento è stato organizzato dall’ Associazione Giuseppe

Dossetti con la collaborazione del Ministero della Salute e del Pontificio Consiglio della Pastorale per gli Operatori Sanitari. L’intento è quello di superare la forte frammentazione esistente tra le associazioni di malati rari, che purtroppo compromette

l’efficacia della comunicazione e della pressione sulle istituzioni. Sono oltre 10 anni che l’Associazione Giuseppe Dossetti cerca di abbattere tali barriere proponendosi come realtà di coordinamento. In Italia i malati rari sono circa due milioni ed è impor-

tante che siano adeguatamente rappresentati in modo unitario, altrimenti il loro diritto alla salute non può essere rispettato, laddove il tempo di attesa di una diagnosi corretta può arrivare persino a 10 anni e laddove spesso è la condizione economica del malato a fare la differenza a livello di cure e trattamenti. Esiste un disegno di legge dell’Associazione che prevede la regolamentazione dell’Autorizzazione Temporanea di Utilizzo di farmaci orfani e/o destinati alle malattie rare.


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C

ome abbiamo già avuto occasione di accennare in altre risposte a quesiti riguardanti la rete e le innumerevoli piattaforme sulle quali girano i contenuti in essa inseriti, districarsi nella complessità insita in un contesto planetario non è facile. Senza entrare troppo approfonditamente in questioni relative alla disciplina giuridica della rete e delle sue innumerevoli possibilità di accesso e fruizione, mi soffermerò solo sugli aspetti pratici, più facilmente individuabili e comprensibili. Tutti sanno che per accedere alla rete Internet è necessario fruire dei servizi di un ISP o Internet Service Provider, in sostanza un operatore commerciale che mette a disposizione degli utenti un accesso alla rete unitamente o meno ad una serie di piattaforme con le quali inserire o condividere informazioni del più vario genere. Secondo alcuni gli ISP dovrebbero sostanzialmente operare un controllo preventivo di ciò che gli utenti della rete (privati o professionali) in essa inseriscono, evitando così la violazio-

dati persOnaLi

Diritti & DOVeri L’avvOcatO Diritto d’autore

L’incognita internet dietro le norme Risponde l’avvocato Guglielmo Lomanno docente a contratto di Informatica giuridica presso l’università Tor Vergata di Roma. Mandate i vostri quesiti a redazione@altroquotidiano.it specificando nell’oggetto “avvocato”. si è fatto un gran parlare in questi giorni della sentenza del tribunale di Milano che ha condannato Google e del nuovo decreto romani che vorrebbe mettere – secondo alcuni un bavaglio ad internet. Non ci ho capito molto, può chiarirmi le idee? Cecilia s. roma

ne delle norme ad es. sul diritto d’autore ed impedendo attività che con tali norme contrastino. Medesimo discorso potrebbe valere per eventuali lesioni di diritti od interessi di persone o gruppi e per ogni attività che, veicolata attraverso Internet, potrebbe risultare in contrasto con norme di legge italiane, europee od extraeuropee.

E’ abbastanza chiaro come nel “villaggio globale” così spesso citato la possibilità, almeno teorica, che un contenuto immesso sulla rete violi il copyright o una qualsivoglia legge è enorme. Il problema non è quindi il rispetto delle norme giuridiche in senso astratto ma la concreta possibilità di esercitare legittimamente un controllo preven-

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tivo da parte di chi fornisce il servizio di accesso o la piattaforma multimediale sulla quale caricare i contenuti. Altra questione non facile da affrontare è quella connessa alla delocalizzazione – rispetto al fruitore od agli utenti della rete – delle macchine sui quali vengono fatti transitare i contenuti. Ad esempio i server di Google si trovano quasi certamente fuori dal territorio italiano ed allora: quando un soggetto del nostro ordinamento può intervenire in ambiti extraterritoriali ed in quale misura o con quali strumenti? Infine occorre tenere presente che molto spesso quanti operano su blog, forum, gruppi di discussione e piattaforme multimediali varie sono privati cittadini coperti da un sostanziale anonimato. Molti vedono qualsiasi intervento sulla rete come una forma di censura a volte preventiva a volte successiva ed anche solo parlare – magari a sproposito - di violazione della libertà di manifestazione del pensiero risveglia fantasmi, letterari e non, che sarebbe meglio non prendere sottogamba.

Non occorre autorizzazione preventiva

In campagna elettorale privacy meno privata In vista delle elezioni regionali e amministrative del 28 e 29 marzo, e degli eventuali turni di ballottaggio previsti per aprile, il Garante della Privacy, con provvedimento pubblicato nella G.U. n.43 del 22 febbraio 2010, ricorda le prescrizioni generali cui devono attenersi partiti politici, comitati promotori, sostenitori e candidati per l’utilizzo dei dati personali dei cittadini ai fini di comunicazione politica e propaganda elettorale. Fino al 31 maggio 2010 è consentito utilizzare i dati contenuti nelle liste elettorali detenute dai Comuni, per esclusivi fini di propaganda elettorale, senza obbligo di

rendere l’informativa, quindi senza che sia necessario il preventivo consenso dei cittadini, nelle ipotesi in cui: - i dati siano raccolti direttamente da pubblici registri, elenchi, atti o altri documenti conoscibili da chiunque senza contattare gli interessati; - il materiale propagandistico sia di dimensioni ridotte che, a differenza di una lettera o di un messaggio di posta elettronica, non renda possibile inserire un’idonea informativa anche sintetica. I titolari di cariche elettive possono utilizzare dati raccolti nel quadro delle relazioni interpersonali da loro avute con cittadini ed elettori. Decorsa la data

del 31 maggio, partiti, comitati promotori, sostenitori e candidati possono continuare a trattare i dati raccolti lecitamente, anche semplicemente conservandoli, per esclusiva finalità di selezione di candidati, propaganda e comunicazione politica, solo se informeranno gli interessati entro il 31 luglio 2010; in caso contrario, cioè in mancanza di informativa, i dati dovranno essere cancellati. A meno che i dati personali siano stati forniti direttamente dall'interessato, è necessario il consenso per particolari modalità di comunicazione elettronica come sms, e-mail, mms, per telefonate preregistrate e fax.

Lo stesso nel caso si utilizzino dati raccolti automaticamente su Internet o ricavati da forum o newsgroup, liste abbonati ad un provider, dati presenti sul web per altre finalità. Sono utilizzabili anche i dati degli abbonati presenti negli elenchi telefonici accanto ai quali figurino i due simboli che attestano la disponibilità a ricevere posta o telefonate. Sono ugualmente utilizzabili, se si è ottenuto preventivamente il consenso degli interessati, i dati relativi a simpatizzanti o altre persone già contattate per singole iniziative o che vi hanno partecipato (es. referendum, raccolte di firme).


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A pochi giorni dallo sciopero giallo

Storie di vite migranti in bilico Esce oggi il film di Marco Simon Puccioni. Stasera l’incontro con il regista presso il Filmstudio a Roma una bellissima scena della pellicola

di MAriA GrAziA PAPA A pochi giorni dallo sciopero dei migranti del 1° marzo - il cosiddetto sciopero giallo che ha visto sfilare nelle principali piazze di tutta Italia centinaia di migliaia di extra comunitari per difendere i propri diritti - proprio oggi esce in sala Il Colore delle Parole di Marco Simon Puccioni, già in concorso al 66° Festival di Venezia nella sezione Orizzonti e vincitore del premio per il miglior documentario all’Umbria International Film Festival 2009. Stasera al Filmstudio a Roma – in via degli Orti D’Alibert 1/c al termine della proiezione delle 20.30 ci sarà un incontro con il regista Marco Simon Puccioni e i testimoni del film Teodoro Ndjock Ngana, Justin Mvondo, Martin, Kongo, Steve Emejuru. Con loro, a salutare il pubblico in sala, ci sarà anche la responsabile dell’Associazione Kel’Lam Angela Plateroti. La condizione degli immigrati africani in Italia, la loro cul-

tura, l’integrazione, le leggi sull’immigrazione varate dal governo, sono i temi intorno a cui ruota Il Colore delle parole. I protagonisti vivono e lavorano in Italia da oltre trenta anni. Teodoro è poeta e come Steve anche mediatore culturale, Martin è musicista e informatico, Justin sindacalista. Sono africani e non sono ancora cittadini italiani. Più stranieri oggi di 30 anni fa, si battono per i diritti degli immigrati nel nostro Paese. Nel corso degli anni hanno visto cambiare il loro status: da semplici studenti e cittadini stranieri a “vu cumprà”. Le leggi, negli anni, evolvono in senso repressivo allargando la distanza tra italiani e stranieri. Il Colore delle Parole è prodotto da Mario Mazzarotto per Intel Film e da Bruno Tribbioli e Alessandro Bonifazi per Blue Film in collaborazione con Associazione Kel’Lam e Aamod e con il sostegno del Programma Media. E’ una distribuzione Blue Film.

Lucio Freni: la poesia nasce su facebook E’ considerato il primo poeta italiano del social network più famoso del mondo. Lucio Freni, romano, classe 72, in soli tre mesi ha raccolto "l’amicizia" di oltre quattromila utenti di Facebook pubblicando sul suo profilo i suoi componimenti, raccolti nel libro dal titolo "Vorrei" edito dalla A&B Editore. Il testo contiene cento poesie e verrà presentato a Roma, stasera, presso la Sala Santa Rita di Via Montanara, 8. Alla presentazione, che gode del patrocinio del Comune di Roma rappresentato per l’occasione dall’Assessore ai Lavori Pubblici Fabrizio Ghera, saranno presenti Alessandro Meluzzi, autore della prefazione del testo di Freni e l’attore Gaetano Aronica, reduce dal succes-

so del film Baaria di Giuseppe Tornatore, che leggerà, tra gli altri, il componimento "Ali". Una poesia quasi taumaturgica per l’autore che sceglie di descrivere fatti della vita quotidiana e miti di ieri e di oggi. Si parte dalle origini dell’uomo con un componimento ad Adamo, per passare al mito di Atlante, Prometeo e Giano. Spiccano i versi dedicati a Giovanni Falcone. "Le poesie di Lucio Freni" - afferma Alessandro Meluzzi - "sono parole di spirito che si fanno carne. Il poeta dice con molta più brevità e forza, ciò che lo scienziato e il filosofo hanno bisogno di esprimere con lunghe allocuzioni. Per ciò, queste pagine sono anche autentica filosofia. Amore del sapere. Amore dell’amore".


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Abolizione della corrida?

La Catalogna prende il toro per le corna. Madrid dice no

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il parlamento regionale esamina l’ipotesi. Ma c’è chi vuole la fiesta de los toros “Bene culturale”

dANiElE AdorNAto DA SIVIGLIA

Per tutti gli italiani, la corrida sta alla Spagna come gli spaghetti al Belpaese: un assoluto simbolo, un’indiscussa festa nazionale. In realtà aumenta sempre più la distanza tra aficionados e detrattori dello spettacolo: dovunque nel paese si nota un grande aumento di associazioni e di manifestazioni anitaurine. Negli ultimi anni varie città si sono ufficialmente dichiarate “antitaurine”, tra cui la stessa Barcellona, una misura questa però meramente simbolica, priva di qualsiasi valore legale. Ma ora per la prima volta si è arrivati a prendere seriamente in considerazione un’eventuale abolizione legale della corrida. La Commissione Ambiente del Parlamento Catalano discute da mercoledì un’iniziativa di legge popolare che prevede l’abolizione appunto della corrida limitatamente al territorio della Catalogna. La piattaforma “Prou !” (basta in catalano) ha infatti raccolto le 180 mila firme necessarie affinché la proposta di legge potesse essere dibattuta nel Parlamento regionale. La proposta è stata successivamente approvata da una (risicata) maggioranza parlamentare, che potrebbe anche cambiare se gli astenuti votassero per il no al momento della nuova votazione, prevista per maggio. Ma quello che si sta celebrando è un vero e proprio processo allo spettacolo iberico più tipico e antico. Da una parte quindici rappresentanti del “mondo del toro” a difenderlo, dall’altra altrettanti a convincere i parlamentari della necessità di abolirlo, tra toreri, politici, professionisti e, soprattutto, filosofi. In primis sono state sfoderate le

Alcune immagini di corrida, un’arena e, in basso, un manifesto per l’abolizione della corrida

armi psicologiche, etiche e sentimentali. I sostenitori della festa taurina ne hanno ricordato il valore storico, culturale e artistico, sostenendo che nessuno come loro ama i tori, che vivono prima della corrida come nessun altro animale. Le tesi degli “abolizionisti” sono facilmente indovinabili: non è ammissibile uno spettacolo che richieda la sofferenza di un animale. Il dibattito è poi passato a questioni scientifiche. Un oratore degli antitoros ha estratto tutto l’armamentario con cui viene prima colpito e poi finito l’animale, mentre un etologo dimo-

strava scientificamente il dolore “fisico e psicologico” che soffre il toro, dolore la cui portata viene messa in dubbio dagli amanti della corrida. Lo scontro assume le tinte della rivalità più ampia tra la Catalogna ed il resto dello Stato e la sua capitale Madrid. La Catalogna in effetti non è mai stata tra le zone di maggior tradizione taurina, tradizione importata soprattutto dai molti immigrati del sud del Paese. Il Partido Popular, ma anche ad esempio il filosofo Fernando Savater, hanno accusato i partiti indipendentisti catalani di

usare questa “limitazione della libertà” come arma politica per marcare ancora di più le distanze dall’”odiata” Spagna, e hanno ricollegato la discussione all’aspra battaglia accesasi intorno al nuovo Statuto d’Autonomia della regione, sulla cui costituzionalità il Tribunale Costituzionale si dovrebbe pronunciare a breve. E in effetti la risposta da Madrid non si è fatta attendere, visto che il governo regionale ha annunciato di voler dichiarare la fiesta de los toros a tutti gli effetti “Bene di Interesse Culturale”.


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La telefonata

La tv

Insegno tra piccolo e grande schermo

Fuori luca Ward dentro i “figli di...”

l’attore Pino insegno

di MAriA F. rotoNdAro Telefonata a Pino Insegno prima del debutto di "Insegnami a sognare". Risponde dalla sala di doppiaggio: ultima messa a punto dello show "tecnologico" - in una sola puntata andata in onda lo scorso 25 febbraio - nel quale l'attore ha portato in scena un vero e proprio viaggio nella televisione di oggi e di ieri. Inserendosi in spezzoni della tv in bianco e nero Insegno ha duettato dal vivo con i grandi protagonisti del varietà, prendendo anche il posto di Alberto Sordi nell'ormai cult tuca tuca con Raffaella Carrà. Non nasconde l'emozione ma ha anche tanta grinta: «Sono carico e già pronto ad un nuovo debutto, quello con "Ciak si canta" affiancato da Miriam Leone». Non ci

Dopo “Insegnami a sognare” in tv con “Ciak si gira”. E al cinema esce con il film del fratello Claudio. Insieme pensano in 3d saranno quindi nè Eleonora Daniele nè - per come si era vociferato - Maria Venier (destinata comunque a tornare in Rai), la primadonna della trasmissione sarà la Miss Italia del 2008. L'attore, però, non punta solo a conquistare la rete ammiraglia della Rai ma anche il grande schermo. Intanto, dal 26 febbraio, è nelle sale "Alta infedeltà". Il film girato in sole quattro settimane con la regia del fratello di Pino, Claudio Insegno. Tratto dallo spettacolo teatrale ''Un marito per due'', messo in scena nel 2005 al Teatro Vittoria di Roma, la pellicola è stata presentata proprio nella Capitale. Pino Insegno, co-

sceneggiatore insieme a Claudio e interprete del fedifrago Filippo, racconta: «Io e mio fratello siamo una coppia consolidata, collaboriamo nel teatro da almeno sette anni. "Alta infedeltà" vuole riportare in auge il genere della farsa, mi auguro che gli addetti ai lavori capiscano questo tentativo di sdoganamento e che la gente non venga al cinema prevenuta». «40 copie non sono le 800 di "Avatar", ma noi cominciamo in punta di piedi; chi non riuscirà a vedere Alice nel paese delle meraviglie verrà da noi, l'importante è che ci dia linfa per poter continuare su questa strada», dice Pino. Ed in effetti il percorso intrapreso dai due fratelli

All’Isola c’è chi va e c’è chi viene All'Isola dei Famosi sono stati in due a lasciare Cayos Perlas. Lo chef Simone Rugiati, che ha perso al televoto contro Aldo Busi e Federico Mastrostefano, e Luca Ward per motivi di salute. In nomination Loredana Lecciso e la Non Famosa Tracy. Quasi al termine della puntata la Ventura ha annunciato una delle sorprese di questa edizione: quattro "Figli di…" che entreranno in gioco dalla prossima settimana e saranno Guenda Goria (figlia di Maria Teresa Ruta e di Amedeo Goria), Roberto Fiacchini (figlio adottivo di Renato Zero), Daniele Battaglia (figlio di Dodi Battaglia dei Pooh) e Manuela Boldi (figlia del comico e attore Massimo).

non si ferma qui: hanno in cantiere anche un film comico in 3D che dovrebbe avere come titolo "Treddimovie". «Vogliamo raccontare la storia del cinema e i suoi generi in 3D, dal western al porno, dal film d'autore alla commedia. Siamo orgogliosi perchè l'Italia arriva in questo progetto prima degli altri - aggiunge Pino -. Le riprese partiranno a giugno in collaborazione con Nuct, la Scuola Internazionale di Cinema e Televisione».


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Generazioni in conflitto

cinico affresco del Bel Paese

Genitori e figli

il figlio più piccolo

agitare bene prima dell’uso Regia: Giovanni Veronesi con Silvio Orlando, Luciana Littizzetto. Michele Placido, Margherita Buy, Max Tortora, Elena Sofia Ricci, Piera Esposti Il confronto-scontro tra il mondo degli adulti e quello dei giovani di oggi attraverso lo sguardo della quattordicenne Nina. E' credibile il quadro che il regista toscano traccia delle nuove generazioni, riesce a fotografarne bene il malessere e l'incapacità di capirsi fino in fondo. Certo, in un contesto da commedia e con i toni leggeri del genere, a volte con profili appena tratteggiati ma decisamente convincenti. Decisamente migliore invece il fronte dei cosiddetti "grandi", dove si capisce che Veronesi ha maggiore conoscenza della materia. Avvalendosi di un cast di attori di alto profilo, abbandona per il momento il film ad episodi per raccontare una storia più strutturata e ricca di sfumature rispetto ai precedenti lavori.

Regia: Pupi Avati con Christian De Sica, Laura Morante, Luca Zingaretti, Nicola Nocella

luciana littizzetto e silvio orlando in “Genitoi e figli”

Una indagine psicologica il riccio Regia: Mona Achache con Josiane Balasko

Sarà anche una banalità, però è così. Quando si trae un film da un best-seller, alla fine la considerazione è sempre la stessa: sì il film è bello, però il libro è meglio. Ovvio. Difficile concentrare 321 pagine in una pellicola di un'ora e quaranta. Impossibile ridurre a

Una giornalista il “riscatto” ricorda... del maestro An Education

il concerto

Regia: Lone Scherfig con Carey Mulligan, Peter Sarsgaard, Alfred Molina

Regia: Radu Mihaileanu con Aleksei Guskov, Miou-Miou

Londra inizi anni '60. Qualche tempo prima della rivoluzione culturale e sessuale che cambiò l'approccio al mondo del genere femminile. Jenny ha sedici anni, è carina, intelligente, studiosa e presto andrà all'università di Oxford. Un giorno però un bel ragazzo elegante e ricco, con il doppio degli anni ed appartenente ad un ceto sociale molto diverso dal suo, le dà un passaggio in macchina. Se ne innamora e da allora la sua vita cambierà. Deliziosa commedia, tratta dalle memorie della giornalista inglese Lynn Barber, candidata a tre Oscar, con un gruppetto di attori straordinari: dalla protagonista, la giovanissima Carey Mulligan, fino alla breve apparizione (quasi irriconoscibile) di Emma Thompson.

"Il concerto" è quello per orchestra e violino di Cajkovskij. Bello e commovente il nuovo film del regista di "Train de vie". La storia di Andrei Filipov, celebre direttore russo d'orchestra licenziato in tronco ai tempi di Breznev per non aver cacciato i suoi musicisti ebrei. Trent'anni dopo, caduto in disgrazia, l'uomo lavora ancora al Bolshoi ma come custode. Grazie ad uno stratagemma riunisce la sua vecchia orchestra per tornare a suonare nel Teatro di Chatelet a Parigi. Parte alla ricerca spasmodica degli artisti che nello sfacelo dell'Unione Sovietica tutto fanno meno che suonare. Riuscirà a mettere insieme un consistente gruppo di varie etnie, dalla ebraica alla rom, nel tentativo di riscattare una "dignità umana calpestata".

poche scene, pagine e pagine scritte con raffinata maestria da Muriel Barbery. L'acuto e minuzioso diario di una geniale dodicenne, figlia di un ministro, che intende suicidarsi il giorno del suo tredicesimo compleanno. La descrizione della complessa personalità di una (apparente) banale e sciatta portinaia, che ha trascorso ogni istante della vita a sottrarre tempo al lavoro per leggere, lontana da occhi indiscreti: saggi, trattati di economia e psicanalisi, guardare film ed ascoltare musica classica.

Umorismo yiddish

Con la scusa di completare la trilogia sulla paternità (dopo "La cena per farli conoscere" e "Il papà di Giovanna"), Avati racconta l'Italia di oggi e lo fa con particolare cattiveria ed ironia, aiutato anche da un più che brillante cast di attori. Apparentemente parla di beghe familiari, in realtà dà vita ad un preciso affresco del Bel Paese: cinico, corrotto e corruttore, egoista, disposto a tutto in nome del dio denaro. Un insospettabile De Sica (dopo tanti cine-panettoni) riesce finalmente a dare corpo ad un personaggio complesso e spietato, il "furbetto del quartierino" di turno che pur di salvarsi dalla galera per i suoi guai finanziari, non si fa scrupolo di riversare le sue colpe sull'ingenuo figlio.

Storia d’amore tra diciottenni

A serious man

dieci inverni

Regia: Joel & Ethan Coen con Michael Stuhlbarg

Regia: Valerio Mieli con Isabella Ragonese e Michele Riondino

Il film è ambientato nel 1967 in una comunità ebraica di una non bene identificata cittadina del Mid West. Larry Gopnik è un docente universitario e cerca di vivere secondo le regole della collettività. Tenta di fare del suo meglio nonostante abbia il figlio che fuma erba, la figlia che vuole rifarsi il naso, la moglie che lo lascia per un altro e tanta sfiga lo perseguita. Il tutto condito da un tagliente umorismo yiddish. Gli stessi Coen, intervenuti al festival del cinema di Roma, hanno ammesso di aver attinto a piene mani dai ricordi della loro infanzia. Grande prova dell'attore protagonista, Michael Stuhlbarg, in Italia del tutto sconosciuto, del quale però si intuisce l'enorme capacità interpretativa per cui è noto nell'universo teatrale Usa.

Appena dieci inverni per dirsi ti amo? Buon esordio per il giovane regista romano, uscito da un paio d’anni dal Centro Sperimentale di Cinematografia, che scrive e dirige una storia d'amore nella città più romantica del mondo: Venezia. Tuttavia, evita (quasi) accuratamente i luoghi comuni e cerca di raccontare, tra realismo e fiaba, l'incontro tra due diciottenni, Camilla e Silvestro, che solo dopo dieci anni saranno in grado di confessare i loro veri sentimenti. Cameo musicale di Vinicio capossela con il brano "Parla piano" nel ruolo di invitato a un matrimonio in una dacia nella campagna moscovita.


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Un romanzo familiare

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Pezzo di storia senza retorica

la prima cosa bella

invictus

Regia: Paolo Virzì con Valerio Mastandrea, Stefania Sandrelli, Claudia Pandolfi, Micaela Ramazzotti.

Regia: Clint Eastwood con Morgan Freeman e Matt Damon

Svolta intimista per il regista toscano che si allontana decisamente dalle tematiche sociali che hanno caratterizzato le sue precedenti pellicole, per concentrarsi sui sentimenti e sulla psicologia dei personaggi in una sorta di romanzo famigliare. Un percorso tutto nuovo per il quale sceglie l'attrice simbolo della commedia all'italiana, la splendida Stefania Sandrelli che insieme ad un Mastandrea in grande forma (una delle migliori interpretazioni dell'attore romano nel ruolo di Bruno e del suo mal di vivere) da vita ad un duetto recitativo di ottimo livello, riuscendo a coinvolgere l'intero cast. Costruito su due piani temporali, il film percorre circa quarant'anni di vita livornese, la storia di una mamma bellissima e svampita e dei suoi due figlioli dagli anni 70/80 fino ai nostri giorni

Il capitano Francois Pienaar entra nella minuscola cella dove per 27 anni è stato recluso Nelson Mandela. Allarga le braccia, come per prenderne le misure e dalla finestra lo immagina nel cortile, in catene, intento a spaccare pietre sotto il sole cocente. Perché un uomo che ha dovuto subire tanto dolore parla di perdono? Forse l'eccesso di retorica, inusuale per un film di Eastwood, può in un primo momento generare qualche attimo di smarrimento. Poi con lo scorrere delle immagini prevale l'emozione, quella di veder rappresentato un momento cruciale della storia del Sudafrica ma forse anche del mondo. Le interpretazioni di Freeman nei panni di Nelson Mandela e Damon in quelli del biondissimo capitano della squadra di rugby sono appassionanti.

Morgan Freeman nei panni di Nelson Mandela in “invictus”

commedia degli equivoci il Missionario Regia: Roger Delattre con Jean-Marie Bigard

Divertente commedia degli equivoci, senza troppe pretese ma ben costruita, prodotta da Luc Besson. L'attore protagonista, che ha anche scritto la sceneggiatura, nel raccontare il suo primo incontro con Besson sul set di un precedente film, ha rivelato che

in quell'occasione, prima di squadrarlo da cima a fondo, gli ha detto che lo avrebbe visto bene nei panni di un prete. Parole profetiche. Bigard veste i panni di Mario Diccara, ex galeotto appena uscito dalla prigione che ha qualche conto in sospeso con la malavita. Chiede aiuto al fratello prelato che gli suggerisce di raggiungere Padre Etienne in un paesino dell'Ardèche, travestito da sacerdote. Al suo arrivo scopre che il parroco è morto e gli abitanti lo scambiano per il sostituto.

L’amore interrotto

Un cane che commuove Hachiko

A single man Regia: Tom Ford con Colin Firth e Julianne Moore

Regia: Lasse Hallstrom con Richard Gere e Joan Allen

Patinato e forse stilisticamente troppo perfetto (poteva essere diversamente?), ma con un grande Colin Firth nei panni di un professore universitario che non riesce a dare un senso alla vita dopo la morte del suo compagno per un incidente stradale. Discreto esordio alla regia per il celebre stilista texano che è riuscito a fare un film con parecchie imperfezioni, eppure coinvolgente ed emozionante. Libero adattamento del romanzo di Christopher Isherwood "Un uomo solo", è un racconto sull'amore interrotto, sull'isolamento della condizione umana e l'importanza dei momenti apparentemente insignificanti della vita.

Un consiglio, anche per i più duri di cuore: portatevi parecchi fazzoletti perché si piange, inesorabilmente. Riadattamento di un famoso racconto giapponese ispirato ad una storia realmente accaduta. Le curiose vicende di Hachiko, un cane di razza Akita e la sua speciale amicizia con il suo padrone, il professor Parker. Il professore incontra casualmente il bel cucciolotto e se ne innamora. Lo porta a casa, anche contro il parere della moglie, lo addestra, vivono quasi in simbiosi. Ogni mattina lo accompagna alla stazione dove prende il treno per andare al lavoro, ed alle 5 in punto del pomeriggio aspetta nel medesimo luogo il suo ritorno. All'improvviso il professore muore ma il “migliore amico dell’uomo” continuerà ad aspettarlo alla stazione.

sergio Fiorentini, Carlo Verdone, Anna Bonaiuto e Marco Giallini in una scena di “io, lara e loro”

il miglior Verdone io, loro e lara Regia: Carlo Verdone con Carlo Verdone, Laura Chiatti, Anna Bonaiuto, Marco Giallini, Sergio Fiorentini, Angela Finocchiaro

E' il miglior film del regista romano. Equilibrato e maturo. Quello più riuscito e, contrariamente a quanto si possa credere, il meno religioso, anche se il protagonista è un prete missionario. In realtà

parla di noi, delle nostre famiglie, di come siamo diventati. Senza utilizzare toni troppo altisonanti, con il solito garbo e gentilezza ed una buona dose di umorismo. Ottimo cast di attori, sapientemente diretto. In mezzo a tanta professionalità anche la Chiatti fa la sua bella figura. Da guardare con attenzione una delle scene più divertenti del film, dove si fronteggiano, da un punto di vista recitativo, una grande Angela Finocchiaro nei panni dell'assistente sociale tutta intenta a sedurre il sacerdote Verdone, alias padre Carlo Mascolo


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GranDe SChermO

Baciami ancora

the Wolfman

Regia: Gabriele Muccino con Stefano Accorsi, Vittoria Puccini, Pierfrancesco Favino, Claudio Santamaria, Giorgio Pasotti, Marco Cocci, Sabrina Impacciatore

Regia: Joe Johnston con Benicio Del Toro, Emily Blunt, Anthony Hopkins

La Genova di De Andrè la bocca del lupo Regia: Pietro Marcello con i reali protagonisti della storia.

Piccolo film di nicchia, per raffinati cultori del cinema d‘autore. Ricco di poesia e sentimento. Due anime perse raccontano le loro vite. Sullo sfondo la Genova storica, descritta e fotografata alla De Andrè. Quella di ieri, delle "tripperie" ormai scomparse, e quella di oggi percorsa dai disperati e dagli ultimi. Enzo è appena uscito dalla galera e attraversa la città, alla ricerca dei luoghi di un tempo ormai dismessi. Nella piccola casa nel ghetto, tra i vicoli del vecchio quartiere, l'aspetta da anni l’amatissima Mary, prostituta transessuale. Nato da un'idea della fondazione San Marcellino, gesuiti di Genova, che da anni assiste in diversi modi la comunità dei senza tetto, degli emarginati.

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La generazione dei quarantenni

Monster movie di tutto rispetto

Monster movie di tutto rispetto. Diretto con mano ferma ed interpretato con la stessa convinzione da un intenso Benicio Del Toro (bravo anche con il pesante trucco da lupo) accanto al sempre straordinario Hopkins, nel ruolo del padre. Remake del classico horror "L'uomo lupo" di George Waggner del 1941, costruzione di un sanguinoso puzzle con un'antica maledizione che trasforma le persone in lupi mannari durante le notti di luna piena, che sta lentamente uccidendo gli abitanti di Blackmoor. Poco splatter ma di certo non annoia, diligentemente condensato in poco più di un'ora e mezzo con una tensione narrativa che non cala mai. Interessante ricostruzione d'epoca in stile vittoriano.

venerdì 5 marzo 2010

Benicio del toro, Emily Blunt e Anthony Hopkins in “the Wolfman”

La strage di Marzabotto

Buoni, cattivi e effetti speciali

l’uomo che verrà

Avatar

Regia: Giorgio Diritti con Alba Rohrwacher e Maya Sansa

Regia: James Cameron con Sam Worthington, Sigourney Weaver

Girato con assoluto rigore, non Cosa dire di più di quanto non si scade mai nella retorica. Diretto sia già sproloquiato su questo film. in maniera magistrale, con atto- Gli effetti sono davvero speciali ri di grande spessore che recita- (l'animazione è splendida, in parno i rari dialoghi in dialetto ticolare le figure dei Na'vi e l'ambolognese (sottotitolati in italia- bientazione di Pandora), la storia no). Meritatamente premiato però, per quanto politicamente all'ultimo festival del cinema di corretta, è un po' banalotta. I Roma, ripercorre gli ultimi nove buoni, i cattivi, l'amore, il lieto mesi dalla strage di Marzabotto fine, con pistolotto moralistico. Il dove furono massacrate dai cattivo è così cattivo da sembrare nazisti 770 persone, per la mag- una caricatura. Già dalle prime gior parte donne, bambini ed scene si capisce al volo dove andrà anziani. Il racconto cadenzato a parare. Sembra un lungo déjàvu. A tratti dei nove viene in mesi d'atmente "Balla tesa per la coi lupi", "The nascita di Fountain" di un bambiAronofskye no in (ma l'albero un'umile della vita non famiglia di è simile?), contadini, "Soldato blu", attraverso "Il signore lo sguardo degli anelli", della sorel"Apocalypse lina muta Now". Un di otto c o n s i g l i o: anni. Film provate a di forte vederlo senza impatto gli occhialini, emotivo, nei cinema forse di senza 3D. I non facile colori sono fruizione, molto più ma decisavivaci. mente da non perdeAlba rohrwacher in “l’uomo che re. verrà”

Muccino in grande forma. La trasferta americana gli ha fatto bene, lo ha galvanizzato ed arricchito e con la macchina da presa fa faville. Corre letteralmente dietro agli attori, non li molla un istante nel tentativo di estrapolare emozioni e sentimenti. Dopo i trentenni racconta gioie e dolori della generazione dei quaranta. Il ritorno alle radici ma anche la voglia di rimettersi in gioco, l'amore per l'altra persona e quello per i figli. Un gruppo di amici impegnati in una estenuante ricerca della felicità. Forse una costruzione un po' troppo adrenalitica ed affannata (in 2 ore e 19 di durata), ma decisamente efficace nel delineare i personaggi. La new entry Vittoria Puccini non fa rimpiangere Giovanna Mezzogiorno.

Un manager senza scrupoli tra le nuvole Regia: Jason Reitman con George Clooney e Vera Farmiga

Un film attraversato da un umorismo fresco e leggero per affrontare un tema di scottante attualità, dai risvolti inevitabilmente drammatici. La storia di un "tagliatore di teste", un manager molto ricercato in tempi di crisi, che le aziende assumono per brevi periodi con il compito di licenziare il personale in eccesso. Un grande Clooney nei panni del professionista senza scrupoli che dopo tanti anni spesi felicemente tra una città e l'altra dell'America, improvvisamente sente di dover cambiar vita. La sfilza dei dipendenti che passa sotto la mannaia di Clooney sono veri disoccupati provenienti da Detroit e St. Louis, le città più colpite dalla recessione. Il regista è il figlio di Ivan Reitman, quello che ha diretto "Ghostbusters".


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venerdì 5 marzo 2010

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L’artista Imogen Heap arriva anche in Italia

Record di Piombi al premio regia tv

Ha vinto la 52a edizione dei Grammy nella categoria Best E n g i n e e r e d Album.Ora Imohen Heap, artista di grande talento, sara' in tour in Italia.Il suo ultimo lavoro, Ellipse, e' stato concepito col coinvolgimento di migliaia di fan attraverso internet e social-net-

work: su Twitter Imogen Heap ha 1.435.677 seguaci ed ha piu' di 370.000 amici su MySpace. Sara' il 5 marzo al Circolo degli Artisti di Roma, il 6 Marzo Al Bronson di Madonna dell'Albero (RA) e l'8 marzo al Circolo Magnolia di Milano.

Sara' anche quest'anno Carlo Conti a condurre dal teatro Ariston di Sanremo il Premio Regia Televisiva 2010, che festeggia i 50 anni di vita.Durante la grande prima serata in onda in diretta su Raiuno giovedi' 18 marzo, il padrone di casa celebrera'

il calciatore

il click

Balotelli infatuato della sorella di Belen

Shopping per Eli prima degli Oscar Flavia Vento ha aperto un ristorante a Roma

le sorelle rodriguez

Manca poco alla notte degli oscar, ma Elisabetta Canalis è ancora a Milano. l'ex velina è stata paparazzata da GossipNews mentre fa shopping insieme ad un'amica. le due incontrano anche Afef, che salutano frettolosamente. Poi la caccia al capo più fashion riprende.

E il nuovo tormentone della nazionale di Marcello Lippi, ma Mario Balotelli rischia di diventare il nuovo re dei calciatori pure in fatto di flirt. Il giovane attaccante dell'Inter è diventato molto amico del chiacchieratissimo Fabrizio Corona. Novella 2000 li ha paparazzati insieme felici e contenti. Pare addirittura che il calciatore stia facendo carte false per conoscere la Rodriguez. Non Belen, fidanzatissima con Fabrizio, ma sua sorella Cecilia.

Pagina a cura di Maria F. rotondaro

Parte da Milano il tour di Simone Cristicchi Parte il 9 aprile da Milano il nuovo tour di Simone Cristicchi,'Grand Hotel CristicchiConcerto da Camera per Quartetto, Pianoforte e Voce'.Il cantautore romano sara' accompagnato da un quartetto di musicisti classic, i genovesi Gnu Quartet. Il tour ad aprile fara' tappa tra l'altro il 9 a Milano, il 10 a Torino, il 20 a Genova, il 23 a Parma, il 24 a Roma (Auditorium), il 27 a Bari. A maggio, il 3 a Verona e il 15 a Firenze. Sul palco anche il poli-strumentista Michele Ranieri.

anche il record di Daniele Piombi che dal 1961 e' stato il protagonista del premio, lavorando a tutte le edizioni. Anche per l'edizione 2010 l'assegnazione dei premi avviene attraverso un meccanismo che coinvolge molti rappresentanti della stampa.

La showgirl

Flavia Vento Flavia Vento diventa imprenditrice: la showgirl ha aperto un ristorante a Roma, in via Ostiense, una delle zone più movimentate e giovani della città. E all'inaugurazione del "Flame" (questo il nome del locale) sono accorsi tanti amici e volti noti, curiosi di assaggiare le specialità della casa. Tra pizze fumanti e antipasti golosi, anche mamma Francesca, papà Roberto e la sorellina di Flavia, Sabina. E non poteva di certo mancare il fidanzato della padrona di casa, il marchese Manuele di Gresy.


aq5marzo2010