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Anno II - n. 83 - Sabato 24 aprile 2010

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quotidiano www.altroquotidiano.it

Il senatur in sostanza chiede la testa del presidente della Camera

L’aut-aut di Bossi su Fini Ora di punta dI

EnnIo SIMEonE

Due visioni in conflitto

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e ciò che sta accadendo dentro al Popolo delle libertà e nella maggioranza di centrodestra continuerà ad essere raffigurato e interpretato come “lo scontro Fini-Berlusconi”, l’opinione pubblica penserà di trovarsi di fronte ad un duello tra due persone che mirano a prevalere l’una sull’altra per semplici obiettivi di potere personale. E Berlusconi fa di tutto perché questa interpretazione si affermi per tirare in ballo il solito discorso del “partito dell’odio” che vuole distruggere “il partito dell’amore” per invidia e rancore. n ballo, invece, c’è molto di più, come molto di più c’era nella decisione di Casini di uscire dall’allenaza di centrodestra due anni fa. All’origine della rottura c’è una diversa visione del ruolo della politica e della gestione della cosa pubblica: una visione che si fonda sul potere personale di un capo carismatico che decide per tutti e su tutti, di tipo monarchico, ed è quella di Berlusconi; dall’altra parte c’è una visione che si affida alla funzione dei partiti - pur con tutti i difetti che si sono manifestati sempre di più in Italia come canale di intervento e di partecipazione dei cittadini alle scelte e alle decisioni delle istituzioni. Questa è, da sempre, la visione di chi crede nella democrazia italiana nata dalla Resistenza e dalla Liberazione (di cui celebriamo la ricorrenza); ma, ecco la novità, lo sta diventando anche di persone come Fini e, piaccia o no, persino di Bossi. In definitiva è il “berlusconismo” l’oggetto dello scontro, che ora si trasferisce nel Parlamento e nell’opinione pubblica. E non è detto che sia facile sradicarlo.

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Dice che il «il popolo è stanco e vuole le riforme subito». Un messaggio, quindi, anche per il Cavaliere e il Pdl Il fondatore della Lega lancia messaggi minacciosi ai cofondatori del Pdl: «Il popolo è stanco e vuole le riforme» (che gli sono state promesse, gli vengono promesse ogni giorno e che non arrivano mai). E prima di dire - a parte il federalismo - quali riforme fare, lscia capire che vedrebbe volentieri Fini via dalla presidenza della Camera. PAG. 4

Balotelli rimandato a casa Balotelli ieri ha lasciato il ritiro dell’Inter perché non è stato convocato per l'anticipo con l'Atalanta "per evitare tensioni". Si parla anche di una lite con Mourinho. Il procuratore Raiola non ha confermato la litigata col tecnico e ha rinviato l'incontro con la società a dopo la sfida col Barcellona: quindi Mario non sarà convocato nemmeno per il ritorno di Champions.


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VentiquattrOre

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LIBeRazIone

InCIdente

Messaggio tv di Berlusconi per il 25 aprile

pandolfi Il paparazzo arrestato

Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, sarà presente alla Scala a Milano alla celebrazione della festa della Liberazione, alla quale interverrà anche Berlusconi. In occasione della ricorrenza del 25 aprile, domenica, sarà trasmesso dai telegiornali un messaggio del presidente del Consiglio. Si tratta di un fatto insolito: si ipotizza che Berlusconi coglierà l’occasione per parlare delle vicende politiche interne al Pdl.

E’ stato arrestato nella notte Mauro Terranova, il paparazzo che giovedì ha investito l’attrice Claudia Pandolfi a Roma, in piazza Vescovio, dandosi poi alla fuga. Le accuse a carico del fotografo sono di lesioni aggravate e porto abusivo d’armi (oltre all’attrezzatura fotografica l’uomo aveva con sé una pistola elettrica). Il paparazzo, è stato denunciato anche per omissione di soccorso, si trova ora nel carcere di Regina Coeli.

Roma

Sequestrato dagli strozzxini Tre arresti Non riesce più a pagare gli usurai che lo trattengono fino a quando i familiari non versano 35 mila euro. Vittima un imprenditore romano. Grazie alle indagini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza, l'imprenditore è stato liberato e i 3 usurai arrestati. L'accusa è sequestro di persona, violenza privata e lesioni personali. Le indagini sono scattate dopo la denuncia della madre della vittima.

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SpoLeto

Compie atti sessuali con una dodicenne

La polizia ha arrestato un ventinovenne incensurato, residente nel Vicentino, con l'accusa di avere compiuto atti sessuali con una dodicenne residente a Spoleto mettendosi in contatto con lei tramite Internet e in particolare utilizzando Skype. L'operazione è stata condotta dal personale del commissariato della città umbra. Dagli accertamenti è semerso che i due non si sono invece mai incontrati di persona.

Gela. Una donna si butta a mare: lei si salva, i bimbi no La Foto

Uccide i figli per disperazione

Cassano in azzurro?

E’ stata arrestata per duplice omicidio Una donna di 30 anni, Vanessa Lo Porto, da poco separata, ha tentato di uccidersi, insieme ai suoi figli di 2 e 9 anni, buttandosi in mare a Gela. La donna si è salvata ma i suoi bambini sono annegati. Poco dopo ha chiamato i carabinieri dicendo loro che aveva ucciso i figli. Il cadavere del bimbo di 9 anni è stato recuperato dai carabinieri. La donna è stata arrestata per duplice omicidio ed è piantonata all'ospedale di Gela. Il corpicino tratto a riva è quello di R., che soffriva d'autismo. Nell'area della tragedia due motovedette e un elicottero della Guardia costiera hanno continuato le

ricerche, estese in un raggio di dieci chilometri. Secondo il racconto della donna , dopo aver raggiunto la spiaggia con la sua vettura, avrebbe tentato di uccidersi assieme ai due figli. A spingerla al drammatico gesto il prossimo divorzio dal marito, Marco D'augusto, di 42 anni. Nella pagina di Facebook, la donna ha scritto: “Quando non si può tornare indietro, bisogna soltanto preoccuparsi del modo migliore di andare avanti. Non si può scegliere come sentirsi, ma si può fare sempre qualcosa per cercare di stare meglio possibile".

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Direttore responsabile: Ennio Simeone Redazione: tel: 06-86293192 Indirizzo e-mail: redazione@altroquotidiano.it Editrice: GECEM (Gestione Cooperativa Editoria Multimediale) - Presidente:Stefano Clerici Sede legale: Via Aldo Sandulli 45, Roma Registrazione del Tribunale Roma n..343/08 del 18 settembre 2008 - Registrato al ROC Partita Iva 09937731009

torna il tormentone Cassano. Sono bastati alcuni gol e qualche buona prestazione, dopo un inverno in bianco, per far sì che il nome dell'attaccante della Sampdoria venisse riaccostato alla nazionale

L’OnOmasticO

Marco e Giovanni oggi si celebra marco Reyd, il futuro cappuccino fra Fedele, nato a Sigmaringen, in Germania, nel 1578, si era laureato in filosofia e in diritto. domani si festeggia san Giovanni, ebreo di origine, nacque fuori della palestina, da famiglia benestante.

accadde Oggi Rivolta di Pasqua Il 24 aprile 1916 in Irlanda ha inizio la Rivolta di pasqua, il movimento della Fratellanza guidata dal nazionalista patrick pearse inizia la sollevazione contro il dominio britannico che preparerà il terreno per la guerra anglo-irlandese


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VentiquattrOre

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StatI UnItI

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IRaq

Barack Obama dopo la sanità pensa alla riforma del sistema fiscale

Bombe e attentati per le vie di Baghdad Circa 70 le vittime

“Siate con noi, non contro di noi", ha detto il presidente Obama ai finanzieri di Wall Street, presentando in un discorso a New York il suo progetto di riforma della finanza. La battaglia per le regole dei mercati è la priorità di Obama dopo quella della sanità. La riforma prevede protezione dei risparmiatori, limiti alle dimensioni delle banche e ai bonus dei manager, regole di trasparenza sui prodotti, un'agenzia per la difesa dei consumatori. Dunque, il presidente Usa sta pensando, dopo la riforma sanitaria, a mettere a posto il sistema bancario che Dopo la riforma sanitaria Obama sta pensando a ha subito perdite durante la crisi economica. come modificare il sistema fiscale.

Una serie di bombe a Baghdad ha provocato la morte di circa 70 persone ed il ferimento di oltre cento. Lo rende noto la polizia irachena. Prese di mira almeno tre moschee sciite della capitale proprio durante la preghiera del venerdì. Il numero dei feriti è ancora imprecisato. Altri attentati si sono verificati nella provincia occidentale di Anbar e sette persone sono rimaste uccise. Inoltre un ordigno è esploso in un mercato vicino Rue Haifa, sempre nel centro cittadino. Dunque, quella di ieri è stat una giornata di sangue per il martoriato Iraq che non riesca a trovare pace.

BeLGIo

La LeGa

Immigrati, test d’italiano Pedofilia. Confessa il vescovo di Bruges per aprire un negozio Se un extracomunitario intende aprire un negozio, dovrà prima aver superato un esame di italiano. Lo chiede la Lega, attraverso un emendamento al decreto legge incentivi, affidando alle Regioni il potere di introdurre i nuovi paletti. “Le regioni - si legge nella proposta - possono stabilire che l'autorizzazione all'esercizio dell'attività di commercio al dettaglio sia soggetta alla presentazione di un certificato". La proposta è firmata dalla leghista Silvana Comaroli, la quale precisa che il certificato deve attestare "il superamento dell'esame di base della lingua italiana rilasciato da appositi enti accreditati". Insomma, quello che si propone è una vera e propria prova per testare la conoscenza della lingua da parte degli extracomunitari che desiderino aprire attività commerciali nel nostro Paese. Nelle intenzioni della Lega, l'organizzazione e la gestione di questa sorta di "esame di valutazione" dovrebbero essere prerogativa delle Regioni. Sempre sul decreto incentivi, un altro emendamento prevede che, se per conseguenza delle misure messe in campo dal governo le aziende si trovassero a dover fare nuove assunzioni sarebbero “obbligate ad assumere prioritariamente personale con cittadinanza di uno degli Stati appartenenti all'Unione europea".

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na corte d'appello della California ha respinto la richiesta del regista Roman Polanski, accusato di "rapporti sessuali illegali" con un minorenne nel 1977, di essere giudicato in contumacia, aprendo la strada alla sua estradizione verso gli Stati Uniti. Una richiesta analoga era già stata respinta da un giudice di Los Angeles nel gennaio scorso. La Svizzera, dove il regista sta scontando gli arresti domiciliari, aveva fatto sapere che non sareb-

Benedetto XVI ha accolto le dimissioni del vescovo belga di Bruges, mons. Roger Joseph Vangheluwe, il quale ha confessato, in una dichiarazione ufficiale, diffusa dalla sala stampa vaticana insieme all'annuncio delle dimissioni, di aver "abusato sessualmente di un giovane". Nella serata di ggiovedì erano arrivate dal Belgio le notizie delle dimissioni di un presule per "fatti gravi" relativi a una vicenda di abusi. Il nome di Vangheuwe, 74 anni, sul seggio episcopale di Bruges da oltre 25 anni, è stato confermato da una persona del suo entourage. Solo due giorni fa, mercoledì, a Bruxelles era stata confermata la condanna del sacerdote Robert Borremans per violenze e attentati al pudore. Il prete era in funzione sotto l'autorità dell'ex vescovo di Bruxelles, Joseph De Kesel.

IL CaSo

Polanski verso l’estradizione per gli Usa be intervenuta sull'eventuale estradizione di Polanski se non dopo la decisione definitiva della giustizia americana. Garantendo di volere "difendere l'integrità del sistema giudiziario", il magistrato ha spiegato che Polanski deve "essere presente" in occasione del suo processo. La Corte d'appello

ha anche respinto giovedì la richiesta di abbandono del procedimento a carico di Polanski presentata dalla sua vittima, Samantha Geimer. Il regista è stato arrestato il 26 settembre 2009 a Zurigo su mandato americano per "rapporti sessuali illegali" con una ragazza di 13 anni .


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Il ddl intercettazioni sarà un banco di prova

Reggerà la maggioranza? Dopo lo scontro frontale, la sfida interna al Pdl torna dietro le quinte. L'unica battuta che Silvio Berlusconi concede pubblicamente è una gag sul fatto che, come Paganini, non intende ripetere lo strappo del 'predellino'. "Buona la prima", dice scherzoso mostrando il Suv acquistato per colpa di una scommessa persa con Vladimir Putin (e che ha subito regalato alla Russa, aggiunta dell’Altro quotidiano). Una battuta, appunto, che rivela poco delle reali intenzioni del premier. Che non sembrano essere quelle di fondare un nuovo partito - come fece dal predellino della sua Mercedes a piazza San Babila -, ma semmai di risolvere una volta per tutte il 'nodo' Gianfranco Fini: ricorrendo, se necessario, ad un voto anticipato entro l'estate o al più tardi a ottobre. Ovviamente con il pieno accordo della Lega. Per ora è solo uno scenario, ventilato da qualcuno che magari è un po' troppo pessimista. Ma è un'ipotesi che poggia su basi tutt'altro che inventate: a cominciare dal fattore temporale che spingerebbe il Cavaliere a prendere in seria considerazione questa opzione. Se si votasse a breve nessuno avrebbe modo di prepararsi. Non solo l'opposizione, ma neanche la minoranza interna. Il succo del ragionamento è questo: oggi, al Senato, una maggioranza alternativa non c'è. Ma chi può dire che fra un anno la situazione non possa cambiare? Magari con l'idea di un governo tecnico. Quell'effetto 'corrente a calamita' temuto dai berlusconiani. Ecco perché qualcuno ai vertici del Pdl pronostica una "accelerazione senza precedenti" nelle prossime settimane. Un primo

La strategia di Berlusconi è quella di mettere pressione ai finiani togliendo loro i posti di potere. A mali estremi si andrà a votare dI

FEdERICo GARIMBERtI (AnSA)

Berlusconi con Fini e Bossi banco di prova della tenuta del Pdl si avrà del resto con le intercettazioni. "Entro luglio sapremo se i 'finiani' intendono mettersi di traverso su questo", spiega un dirigente di via dell'Umiltà. Da qui l'ipotesi del voto a ottobre. Fin qui la versione dei pessimisti. Chi vede il bicchiere mezzo pieno, invece, racconta un'altra storia. Ed è il caso di Paolo Bonaiuti, portavoce del Cavaliere, che rassicura sul fatto che la promessa di Fini di non "mettere in discussione il Governo sia vera". Insomma, una parte dei berlusconiani è convinta che il presidente della Camera, anche se non dovesse fare marcia indietro, non oserà mettersi di traverso, almeno sul programma di governo. Un programma, ricordano gli

'ottimisti', che comprende non solo la riforma della giustizia, ma anche (almeno in parte) quella fiscale, con l'introduzione del quoziente familiare e la riduzione delle tasse. "Anche volendo Fini non potrebbe rinnegare questi impegni", spiega un ex azzurro di peso nel partito. Resterebbe fuori l'ammodernamento dello Stato, ma come ha detto lo stesso premier, non è una priorità. Gli ottimisti citano a sostegno della loro tesi le dichiarazioni dello stesso di Fini nel giorno dopo lo strappo, lette come un modo per abbassare i toni. Ma Berlusconi non sembra così convinto. Oggi, è vero, ha evitato nuove polemiche. Ma ciò non significa che la notte gli abbia fatto cambiare opinione sull'ex leader di An. Il pre-

mier, raccontano, è sempre convinto che Fini debba abbandonare lo scranno più alto di Montecitorio. Perché da lì può bloccare i lavori parlamentari. Secondo qualcuno lo avrebbe persino ribadito in Cdm e solo l'intervento di Gianni Letta avrebbe fermato una nuova requisitoria. Circostanza che non trova conferme. Ma significa poco: in privato il premier è stato netto, ribadendo che se dovesse sgarrare e rendere la situazione ingovernabile, si andrebbe diritti a votare. Il problema, in quel caso, sarebbe trovare un 'casus belli': la scintilla per arrivare alla crisi. Cacciare Fini è impossibile. Si può tentare di indebolirlo, facendo cadere le teste di alcuni fedelissimi invisi al Cavaliere (da Italo Bocchino a Giulia Bongiorno). Ma non sarebbero soluzioni definitive, come dimostra l'annunciato ritorno in Tv dell'ex leader di An dalla Annunziata, guardato con sospetto da molti nel Pdl. Insomma, Berlusconi sembra deciso ad attendere al varco il cofondatore del Pdl: se dovesse rispettare i patti bene, altrimenti l'unica alternativa sarebbero le urne. Dove, naturalmente, verrebbe confermato il patto d'acciaio Bossi-Berlusconi. Molti nel Pdl, infatti, sostengono che le parole di Umberto Bossi ("Siamo davanti a un crollo verticale del governo e probabilmente di un'alleanza, quella di Pdl e Lega") debbano leggersi come un avvertimento. Dietro al quale, è convinzione di molti nel Pdl, si cela lo zampino del Cavaliere intenzionato a serrare i ranghi e intimorire i 'finiani'. Un gioco delle parti, insomma, destinato a scoprire quanto Fini sia pronto a rischiare.


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dopo lo scontro Fini-Berlusconi

C’è anche un problema istituzionale G

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PIEtRo AnConA

iovedì Fini è stato nella fossa dei leoni. Un'assemblea ostile fin quasi a menare le mani, popolata di squallidi arnesi di regime, gente pronta alle ingiurie ed alle offese più gravi per il "ribelle" solo per farsi sentire e notare dal Caudillo ossessionato da un solo problema: ottenere le dimissioni del Presidente della Camera. Berlusconi ha chiuso la riunione con una votazione da Politburo: 159 voti contro 11. Ma questi undici voti hanno spezzato l'incanto che tiene prigioniera l'Italia da anni. Undici persone coraggiose che hanno sfidato il linciaggio di una maggioranza fanatizzata dal culto delle personalità del ricchissimo miliardario che si sente onnipotente. ini non si è fatto intimidire. La defezione di suoi ex "colonnelli" e l'isolamento non lo hanno scoraggiato. Ha elencato puntualmente quanto non condivide dei comportamenti e del progetto politico di Berlusconi. Una lunga serie di punti dall'immigrazione alla giustizia sui quali non si può non convenire. Ma la cosa più importante che ha detto riguarda la Lega che, dopo le elezioni regionali e la conquista di due importanti regioni del Nord, rischia di espandersi e di inghiottere nella sua visione razzista lo stesso elettorato del Pdl. La Lega che detta le riforme, che nega la mensa ai bambini e sepoltura ai musulmani, che attraverso Formigoni, vuole il reclutamento su base regionale degli insegnanti e che, ieri, ha proposto i contratti di lavoro su base territoriale, rischia di diventare l'ideologia e la politica di tutto il PdL e di guidarne una involuzione xenofoba e di rottura della

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coesione sociale e dell'unità nazionale. Berlusconi sa di avere perduto l'adesione o la sottomissione di Fini al suo progetto di riforme costituzionali. Fa finta di aver perso interesse per esse ma in verità sa che se non demolisce la Costituzione cambiandone i principi non è destinato a fare ancora molta strada. La sua leaderchip è come una ameba insaziabile: ha bisogno di inghiottire quanto resta ancora delle regole e delle salvaguardie del diritto. Per quanto possa guastare forzando in Parlamento con leggi che, anche se ottengono il timbro del Capo dello Stato, restano scandalose e precarie, se non abbatte la legge fondamentale dello Stat non potrà mai diventare il dittatore d'Italia. Per questo deve sfrattare Fini da Presidente della Camera. Ma, come osserva giustamente Bobo, la Camera dei Deputati non è la Rai. Non sarà facile un pronunziamento o una sorta di impeachment. lla ingiunzione di Berlusconi si è unito, con più di una accusa, il Presidente del Senato che ha sollecitato le dimissioni di Fini. Credo che sarebbe opportuna una nota del Quirinale a difesa delle Istituzioni. Non si può consentire al Capo del Governo di attaccare la Presidenza della Camera perchè occupata da persona che non la pensa come lui. Fini ha speso se stesso nell'ipotesi di una destra civile che torni ad isolare la Lega anche nel Nord. E' evidente che per quanto Bossi voglia nascondere le sue reali intenzioni e la sua vera natura totalitaria (nel territorio controllato dalla Lega è difficile vivere se non si ostenta una cravatta verde), il suo obiettivo è una sorta di leghizzazione del PdL,

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PULIZIE. Questa foto, che mostra un addetto della società delle pulizie intento a tirare a lucido un tabellone con l’effigie di Berlusconi, è stata scattata a napoli da due geometri, Peppe Ruotolo e Andrea Capaldo, che ce l’hanno inviata per la pubblicazione ritenendo il fatto piuttosto singolare. scopo che Berlusconi sembra condividere per il suo forsennato obiettivo di cambiare le regole. due giorni dal 25 aprile, un uomo proveniente dalla scuola di Almirante ma maturato attraverso un lungo percorso verso la libertà e la democrazia, ha dato un significativo contributo alla celebrazione della Resistenza e dei suoi valori racchiusi nella preziosa Carta Costituzionale che faremmo bene a non toccare mentre la minaccia del secessionismo e del razzismo incombono. Farebbe bene Napolitano a non sollecitare "coesione" verso "riforme" che oggi non potrebbero che essere disastrose per l'Italia. Una sinistra consapevole dovrebbe prenderne atto e valorizzarlo: è la prima porta che si apre, dopo tanti anni, verso una possibilità diversa da quella imposta da Berlusconi e da Bossi e non adeguatamente contrastata dal Pd.

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Dissento da Fini per il metodo ma ora si vada a veri congressi Sono d'accordo con Fini quando parla di un partito che ha bisogno di un'organizzazione diversa, ma non approvo il modo ed i metodi usati. In Forza Italia c'erano due correnti principali: il liberali ed i democristiani. E questa divisione ha portato molti problemi interni e anche se al di fuori non si vedevano forse, c'erano eccome. Non serve creare gruppi distinti o distanti dal presidente per combattere le proprie battaglie. Tutto ciò che Fini fa sembrano i capricci di un bambino che improvvisamente si accorge che non avrà mai quello che sognava. Avrei gradito le dimissioni dei coordinatori sconfitti alle regionali, ma lo spirito di responsabilità in politica è cosa per pochi. Ora congressi seri a tutti i livelli e finalmente potrà nascere realmente il Pdl. Questo è stato un anno di transizione ed organizzazione; forse è stato giusto così, ma ora si lavori realmente con persone capaci e scelte in maniera meritocratica. Luciano Sirighini Garagnani presidente della Giovine Italia


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Scuola

Consumi

Rotazione di docenti per far fronte ai tagli della Gelmini

L’Iva sui rifiuti esce dalla porta e rientra dalla finestra?

La scuola pubblica è un diritto costituzionale che deve essere garantito e difeso e invece continua a subire tagli come dimostrano le costanti riduzioni inflitte alla scuola pubblica dalla riforma Gelmini. Per il prossimo anno sono previsti in tutta la Lombardia duemila alunni in più e un ulteriore ridimensionamento del personale che porterà i presidi a rivedere l'orario e far ruotare i docenti fra le classi. Non solo il modello didattico del maestro unico, tanto voluto dal ministro dell'Istruzione, non è stato adottato da alcuna famiglia lombarda, ma paradossalmente i numerosi tagli da parte dell'esecutivo e la diminuzione delle ore tra i docenti rimasti in servizio porteranno a un continuo spostamento degli insegnanti da una classe all'altra. Il governo deve rendersi conto che queste scelte continuano a penalizzare i nostri ragazzi. Il cambio repentino degli insegnanti disorienterà i bambini e la riduzione dell'organico porterà ad un notevole aumento del numero di alunni per classe danneggiando ed impoverendo l'istruzione dei singoli. Luca Ragone Italia dei Diritti Milano

Il rimborso dell'Iva pagata ingiustamente sulla tassa dei rifiuti non finisce di stuCorte La pire. Costituzionale (sentenza n.238/2009) ha dichiarato il balzello Iva illegittimo perché quando si paga una tassa non si dovrebbe pagare un'ulteriore tassa sulla stessa. Questo accadeva a luglio dell'anno scorso. Ad ottobre la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco (Pdl) presentò in commissione Bilancio del Senato un emendamento al disegno di legge di conversione del dl 135/2009: per legittimare l'addebito non conforme alla Costituzione, rispolverò un regio decreto del 1937, che istituiva l'Eca, un tributo locale ante litteram, e previde, guarda caso, nella percentuale medesima dell'Iva dichiarata illegittima, che fosse versato da chi pagava la tassa sui rifiuti. Questo emendamento, contestato anche da molti consumatori che seguirono le nostre sollecitazioni a farlo via e-mail, è per ora rimasto li'. E poi non affrontava il problema del rimborso del pregresso, oltre un miliardo di euro. Ora arriva l'on. Maurizio Leo (Pdl e anche assessore al Bilancio del Comune di Roma): in commissione Finanze della Camera ha depositato un emendamento al decreto incentivi. Le chance di questo emendamento sarebbero buone persottosegretario il ché Daniele all'Economia, Molgora, rispondendo ad

Interventi e lettere per questa pagina vanno indirizzati a tribuna@altroquotidiano.it

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La migLiOre deL giOrnO

Staino su “l’Unità” un'interrogazione, ha manifestato il proprio assenso al proposto. meccanismo Meccanismo che potremmo definire di “fiscalità creativa”: l'Iva pagata diventa una quota della tariffa di igiene ambientale e dunque non può esserne richiesto il rimborso; i detentori di partita Iva che hanno invece portato la stessa in detrazione non dovranno rimborsarla ma quell'importo non potrà essere computato in deduzione ai fini delle imposte sul reddito e dell'Irap. Dopo l'entrata in vigore di quanto previsto nell'emendamento, l'importo Iva non dovrà essere più aggiunto nelle bollette ma - non crediamo di essere estremamente malvagi nel crederlo visti anche i tentativi della sen. Bonfrisco - sarà un balzello che dovrà comunque essere versato dal consumatore. Forse siamo alla fine di questa brutta storia. Brutta dal punto di vista legislativo, amministrativo, fiscale, politico. La conferma di uno

Stato ingordo. La conferma che gli istituti di garanzia del nostro sistema hanno sempre meno valore. In questo caso si tratta del massimo istituto, la Corte Costituzionale. Le cui pronunce sono solo occasione mai riconoscendo l'errore di quanto applicato prima della sentenza - per adattare alle nuove esigenze, con nomi e forme diverse, ciò che è stato sentenziato come illegale. Anche solo per far sapere che siamo consapevoli, questo è il form sul sito della Camera dei deputati per inviare un messaggio all'on. Maurizio Leo, autore che dell'emendamento legalizza il furto del rimbor: o s http://www.camera.it/794 ?mailer_back_end_recipients=leo_m@camera.it& shadow_deputato=300444 Vincenzo donvito presidente Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori)


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Il 150° anniversario della Liberazione

E’ del presidente della Provincia, Cirielli

Unità d’Italia: il comitato si è svuotato

Il presidente della Provincia di Salerno, Edmondo Cirielli, ha fatto affiggere un manifesto per celebrare il 25 aprile in cui si ringraziano gli Stati Uniti ma non si fa alcun riferimento alla Resistenza. Scoppia la polemica, ma Cirielli difende la sua scelta: “Senza l'intervento e il consequenziale sacrificio di centinaia di migliaia di giovani americani, l'Italia non sarebbe stata liberata e la coalizione non avrebbe sconfitto la Germania nazista". “La Resistenza era un movimento composito che intruppava anche persone che non combattevano per la libertà e per la democrazia, ma per istaurare una dittatura comunista in Italia". E rincara la dose: “Se ci avesse liberato l'Armata Rossa, anzichè gli Americani, per 50 anni non saremmo stati un paese libero”. Naturalmente non potevano mancare le prese di posizioni.

Prima Ciampi ha motivato l’abbandono per motivi anagrafici. Maraini, Zagrebelsky, Barzini e Gregoretti perchè “non contavamo più niente” di AStoLFo PERRonGELLI Altro che mega celebrazioni. L’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia, che cadrà il prossimo anno, sta diventando una vera querelle. A causa del “fuggi fuggi” dei componenti del comitato dei garanti delle iniziative da svolgere. Tra i tanti a lasciare c’è l’ex presidente della Repubblica, Azeglio Ciampi, che in una lettera ha motivato la decisione per questioni anagrafiche. E il suo addio è stato affrontato nel corso del Direttivo del Pdl, quando Fini e il Cav hanno sotterrato l’ascia da guerra per un momento e hanno rivolto un pensiero e un ringraziamento all’ex capo dello Stato. Ieri il senatore a vita è stato contattato nuovamente dal Cavaliere, Silvio Berlusconi. Il quale ha chiesto a Ciampi di ripensarci. Ma la risposta è stato ancora un “picche”. L’ex presidente della Repubblica nella sua missiva ha spiegato che “negli ultimi tempi sto avvertendo una riduzione delle mie energie, che si traduce in un senso di affaticamento, fisico e psicologico". E ha precisato: “Nulla di grave; tutto in linea con... i dati anagrafici". La decisione, ha sottolineato l'ex capo dello Stato “costa molto: contavo di condurre in porto, sino alle soglie

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Un manifesto a Salerno “cancella” la Resistenza “Dimenticare il ruolo dei partigiani nella liberazione del nostro Paese non può mai essere considerato casuale ma una colpevole mancanza" dice Emanuele Fiano, deputato del Pd. “La cultura antifascista italiana, aggiunge, non ha mai dimenticato, nè mai lo farà lo straordinario sacrificio dei militari alleati che, insieme ai partigiani, liberarono il nostro Paese”. Ancora: “Non avremmo mai potuto di nuovo camminare a testa alta, dopo gli anni terribili della dittatura e dell'occupazione nazista, se anche gli italiani stessi, civili e militari, non si fossero ribellati e con le loro stesse mani non avessero compiuto la lotta di Resistenza”. Per questo, conclude, “dimenticare i partigiani nel giorno della celebrazione della Liberazione rappresenta l'ennesimo tentativo di riscrivere la storia che va respinto".

Da sinistra, Azeglio Ciampi, Dacia Maraini e Gustavo Zagrebelsky

del 2011, quello che ho sempre considerato molto più che un impegno pubblico”. Ma non solo Ciampi ha lasciato. Infatti, ieri hanno rimesso il mandato anche Dacia Maraini e Gustavo Zagrebelsky, preoccupati per la perdita di significato dell’evento e soprattutto di ciò che questo rappresenta. “Avevo accettato di far parte del comitato dei garanti per simpatia nei confronti di Ciampi e perché volevo sottolineare l’importanza di un anniversario che viene messo in discussio-

ne anche con toni rozzi e inaccettabili”, ha affermato la scrittrice, “ma con il passare dei mesi il ruolo del comitato è stato svuotato”. Secondo la Maraini “non contavamo più niente, non potevamo decidere niente. Mi sembrava poco dignitoso restare lì a fare la foglia di fico e così ho mandato una mail a Gustavo Zagrebelsky, anche lui preoccupato per la deriva del nostro lavoro, dicendogli: “Ma che ci stiamo a fare?”. “Si rischia di buttare via una grande occasione per

raccontare ai giovani cosa è costata l’Unità d’Italia in termini di lotte, di sangue, di persecuzioni”, ha aggiunto. “Ora si vuol far passare il Risorgimento per una rivoluzione dall’alto, imporre un revisionismo di marca leghista, che vuol mettere in ombra le rivolte di popolo, le repressioni violente”. Zagrebelsky, d’accordo, ha scritto una lettera di dimissioni firmata pure da Ugo Gregoretti e da Marta Boneschi. Dimissionaria anche Ludina Barzini.


Diritti & DOVeri

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preVidenZa dubbio

Una colf è una dipendente mia madre compirà 60 anni nel prossimo mese di ottobre. poiché non ha avuto possibilità di lavorare con assiduità, vorrei sapere se, per raggiungere i 20 anni di anzianità richiesti per la pensione di vecchiaia,, possono essere presi in considerazione, oltre ai contributi da dipendente, anche quelli accreditati in qualità di colf. C. Ferrari, Latina Risposta positiva al suo quesito. I contributi versati per lavoro domestico sono considerati, a tutti gli effetti, di lavoro dipendente.

inpdap

Arrotondamenti non esistono più Sono una dipendente statale di 59 anni, da compiere a breve, ed ho intenzione di andare in pensione nel 2012. Una mia ex collega, andata in pensione nel 1995, mi raccomanda di tener conto della norma che consente l’arrotondamento all’anno intero una volta raggiunti i 6 mesi ed un giorno di lavoro. In ufficio mi dicono che questa disposizione non esiste più da una decina d’anni. Chi ha ragione? A. Errico, Potenza I suoi attuali colleghi d’ufficio. Dal 1997, con la legge 449 di quell’anno (art. 59) sono stati aboliti i famosi arrotondamenti annuali, per frazioni superiori o inferiori a 6 mesi. Oggi l’INPDAP applica l’arrotondamento solo su base mensile, per frazioni pari o inferiori a 15 giorni (per difet-

Risponde il dottor AntonIno nICoLo’ Potete inviargli i vostri quesiti direttamente all’indirizzo e-mail: toniconc@libero.it oppure potete telefonargli al numero 388 0554031 ogni giovedì dalle 15 alle 18

Avvertiamo i lettori che alcuni quesiti e relativi pareri vengono ripetuti perché riguardano argomenti che hanno già ottenuto risposta

assicurazione tfr

Dopo due anni si può cambiare nel mese di giugno del 2007 ho trasferito il mio tFR (trattamento di fine rapporto) in un’assicurazione di grosso interesse nazionale. per motivi personali, vorrei adesso trasferirlo presso un’altra assicurazione, con la quale avrei vantaggi maggiori. desidero domandarle se ciò è possibile. S. Cutone, Isernia Sì, la normativa vigente lo prevede espressamente, Essa (decreto legislativo n° 252 del 2005) così prevede: “…decorsi due anni dalla data di partecipazione a una forma pensionistica complementare , l’aderente ha facoltà di trasferire l’intera posizione individuale maturata ad un’altra forma pensionistica complementare (ad esempio: fondo pensione aperto, fondo negoziale, fondo preesistente o piano individuale pensionistico assicurativo).

to) o per frazioni superiori ai 15 giorni (per eccesso).

e dall’anzianità contributiva alla cessazione dal servizio. Pertanto, la risposta al suo quesito è positiva.

pensionati

Abolito il divieto di cumulo dal 2009 Sono andato in pensione nel 1995, a 45 anni di età, beneficiando di un prepensionamento adottato, all’epoca, nel pubblico impiego. La mia prestazione è stata liquidata col sistema retributivo. anche nei miei confronti è stato abolito il divieto di cumulo, introdotto da gennaio 2009? L. S., Perugia La legge 133 del 2008 ha disciplinato l’abolizione del divieto di cumulo a far tempo da gennaio 2009 e l’ha prevista per tutte le pensioni di anzianità, liquidate col sistema retributivo. Ciò a prescindere dalla decorrenza di esse

contributi

Libero professionista ma insegnante Sono un insegnante di liceo, che fino al 2007 per 8 anni consecutivi e previa autorizzazione ministeriale - ha svolto anche una piccola attività libero-professionale con partita Iva e versamento dei contributi previdenziali alla gestione separata dell'Inps. Il tutto su richiesta di alcune case editrici per la preparazione di libri scolastici di testo. Vorrei chiedere se i contributi versati sono fruibili e con quali modalità.

D. V., Roma La possibilità esiste, ma passa attraverso l’istituto della totalizzazione, raggiungendo 40 anni complessivamente, oppure all’età di 65 anni.

impresa

Chi sono i coadiutori familiari Vorrei chiarire un argomento sul quale non coincidono le mie idee con quelle di mio fratello, titolare di un’azienda commerciale. Si tratta di questo: quali persone possono essere considerate “coadiutori familiari” se vengono inserite nell’attività descritta? Grazie e complimenti all’altro quotidiano per l’iniziativa. B. Trabalza, Foligno La normativa che riguarda l’assicurazione obbligatoria dei commercianti è esplicita. Sono da considerare, rispetto al titolare, coadiutori familiari i seguenti soggetti: 1)il coniuge; 2) i figli legittimi, legittimati, adottivi ed affiliati; 3) i figli naturali legalmente e giudizialmente riconosciuti; 4) i figli nati da precedente matrimonio dell'altro coniuge; 5) i minori regolarmente affidati; 6) i nipoti in linea diretta e in linea collaterale (figli di fratelli e sorelle); 7) i fratelli e le sorelle; 8) gli ascendenti (genitori, nonni) e gli equiparati ai genitori (adottanti, affilianti, genitori naturali di figli legalmente riconosciuti ecc.); 9) gli affini entro il terzo grado.


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Diritti & DOVeri preVidenZa

Lavoro all’estero

La somma virtuale dei contributi Ho 58 anni di età e la mia vita lavorativa si è svolta in parecchi stati europei: Italia, Francia, Belgio e Germania. Ho contributi assicurativi dappertutto, ma in nessuno Stato in quantità sufficiente per una pensione. Come posso fare per trasferirli tutti in Italia, in tempi brevi? G. Greco, Genova Il trasferimento dei contributi in Italia non è necessario. Coloro che hanno lavorato in più stati dell’Unione Europea, come lei, possono beneficiare della “totalizzazione” dei periodi assicurativi per acquisire il diritto a pensione. In pratica, i contributi non vengono materialmente trasferiti da un paese all’altro, ma si sommano in modo virtuale al solo fine di dare la possibilità ai lavoratori di acquisire il diritto a pensione. Questa sarà costituita dal pagamento di una quota da parte di ogni singolo Stato, proporzionata ai contributi presso di esso versati. Ma la pensione sarà, direi ovviamente, unica.

Risponde il dottor AntonIno nICoLo’ Potete inviargli i vostri quesiti direttamente all’indirizzo e-mail: toniconc@libero.it oppure potete telefonargli al numero 388 0554031 ogni giovedì dalle 15 alle 18

pensionati

Si può cumulare anche il lavoro dipendente Sono andato in pensione di anzianità il 1° gennaio 2008 (avendo maturato i requisiti di 58 anni di età e 37 di contributi Inps nel corso del 2007), col diritto a cumulare redditi da pensione e lavoro. Vorrei sapere, dato che qualcuno mi ha messo una pulce nell’orecchio, se il diritto al cumulo è esteso anche al lavoro dipendente. nel caso positivo, è vero che vi sarebbe ancora obbligo di contribuzione Inps per il nuovo lavoro? e, come mi sembra logico, i nuovi contributi potrebbero essere utilizzati per ricostituire, un domani, la pensione?

T. Mancini, Anzio La risposta al primo quesito è positiva: può svolgere anche lavoro dipendente. I contributi all’INPS vanno versati in ogni caso sulle nuove retribuzioni e saranno utilizzabili per ottenere un supplemento della pensione di anzianità.

se vorrò accedere alla pensione di vecchiaia? F. Lo Cascio, Messina

reversibilità

Sì, è una notizia che risponde al vero ed è prevista dalla legge n° 74 del 1987, che regolamenta il diritto alla pensione in caso di divorzio.

Valgono versamenti pre-divorzio

sistema misto

Le condizioni per la pensione di vecchiaia, per chi ricade nel sistema misto, sono le stesse previste dalla legge per coloro che rientrano nel sistema retributivo (20 anni di contribuzione e l’età di 60 anni (donne) e 65 anni (uomini). Se l’importo che nasce dal calcolo dei contributi è piuttosto esiguo, si può beneficiare dell’integrazione al trattamento minimo. Da questo sono esclusi, come le è stato riferito, quanti hanno iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995 e, pertanto, rientrano interamente nel calcolo contributivo.

Quanti anni servono per la pensione? mi è stato detto che coloro che vanno in pensione col sistema contributivo non hanno diritto ad un’eventuale integrazione al trattamento minimo della loro pensione. e’ vero? ed io che rientro nel sistema misto, cosa dovrò aspettarmi? quanti anni di contributi sono necessari, per me,

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riscatto laurea

Conviene farlo all’Inps

nio. Si tratta di notizia fondata? F. Cardinali, Anagni (Fr)

mi è stato riferito, da una persona solitamente bene informata, che in caso di divorzio tra coniugi, cui successivamente fa seguito il decesso di uno dei due, è previsto, ai fini della pensione al coniuge superstite, che, a prescindere da altri elementi essenziali che devono sussistere, la contribuzione da cui trae origine la pensione di reversibilità sia anteriore alla sentenza di scioglimento del matrimo-

sabato 24 aprile 2010

un architetto, Sono iscritto all’apposita Cassa di previdenza dal 2005. prima dell’iscrizione ho lavorato 32 mesi da dipendente (contributi all’InpS), Ho in animo di riscattare 1 anno di servizio civile e 4 anni di laurea (1996 – 2000). mi conviene fare domanda all’InpS o alla mia Cassa? L. Romano, Siracusa Il servizio civile viene accreditato gratuitamente dall’INPS. Ritengo conveniente anche chiedere il riscatto laurea all’INPS, in quanto può pagarlo in 120 rate senza interessi (ciò non è ancora consentito dalla Casse professionali). In seguito può ricongiungere i contributi alla sua Cassa (operazione abbastanza costosa) o fruire della totalizzazione (a 65 anni di età o con 40 anni di contributi complessivi).

inps

Con l’inabilità non si può lavorare Ho letto, lo scorso mese, nella rubrica di previdenza, che il lavoratore, al quale è stato attribuito l’assegno di invalidità InpS, può continuare a svolgere attività lavorativa. La stessa possibilità è prevista per la pensione di inabilità? U. Cini, Pisa La risposta è negativa. Per ottenere la pensione di inabilità, e per fruirne una volta ottenuta, non si deve svolgere alcuna attività lavorativa.


City & Siti

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Casoria Lombardia

Per i 19 anni Noemi si regala un ritocchino

Per i suoi 19 anni Noemi Letizia, che lo scorso anno ha festeggiato il suo compleanno con il premier, si regala seno, bocca e naso nuovi. Così almeno scrive Novella 2000. Inoltre da bionda è diventata mora. Una vera e propria rivoluzione nel look. Novella2000 scrive che sembra quasi irriconoscibile. L’avevamo conosciuta con il volto sottile, da adolescente, nelle famose foto a Casoria con “Papi Silvio”. Poi l’avevamo rivista in un cortometraggio, dunque sul tappeto rosso del festival del Cinema di Venezia nello stesso giorno della escort Patrizia D’Addario e infine in lingerie sui cartelloni pubblicitari. Ma per raggiungere il suo vero sogno, quello di fare l’attrice, Noemi ha pensato bene di “gonfiarsi” un po’, per assomigliare di più alle più adulte attrici di Hollywood. Novella2000 ha chiesto il parere di un esperto: «Il viso ha perso armonia – dice il professor Marco Klinger, responsabile dell’Unità di chirurgia plastica dell’Istituto clinico Humanitas di Milano – il corpo ne ha invece guadagnato».

Nuova giunta Formigoni poco rosa ma molto verde La giunta lombarda la dice lunga sulla situazione attuale del Pdl. Dei sedici assessori solo due sono ex An, cinque sono invece della Lega. Altro punto su cui riflettere è la presenza di una sola donna nell’esecutivo della Regione: Monica Rizzi, leghista, a cui viene data la delega - non molto importante allo sport. Roberto Formigoni è presidente della Lombardia per la quarta volta, e come vice ha scelto sempre un leghista Andrea Gibelli. Nella nuova giunta sono molte le conferme soprattutto negli assessorati

strategici: Raffele Cattaneo avrà ancora la delega alle infrastrutture e alla mobilità, Romano Colozzi resta al Bilancio, Giovanni Rossoni alla scuola, il medico di Bossi, Luciano Bresciani, alla sanità. L’area ex An è rappresentata da Romano La Russa (Protezione civile, polizia locale e sicurezza) e da Carlo Maccari (Semplificazione e digitalizzazione). Tra i sottosegretari non è stato confermato Roby Ronza, ex portavoce del Meeting di Rimini. Al suo posto, con la

Casal di principe

delega alla attuazione del programma e all’Expo, è entrato Paolo Alli, che fa parte anche del Cda di Expo, ed è vicinissimo a Formigoni anche per la sua militanza in Cl. Massimo Zanello (Lega) ha lasciato la cultura a Massimo Buscemi (Pdl) ed è stato nominato sottosegretario al cinema. Sottosegretario all’attrattività e promozione del territorio il geometra Francesco Magnano, molto vicino a Silvio Berlusconi.

Roma

Voto di scambio: prese le schede

Tassista deruba giornalista

I carabinieri di Caserta hanno sequestrato, presso la prefettura, tutte le schede relative alle recenti elezioni comunali di Casal di Principe, il comune considerato la roccaforte del clan dei Casalesi. Il sequestro è stato disposto nell’ambito dell’inchiesta sul voto di scambio condotta dai pm della Dda di Napoli Antonello Ardituro e Francesco Curcio. Perquisizioni sono state eseguite anche nella sede del municipio di Casal di Principe.

Anne Tréca, ex conduttrice de La7, denuncia sulle pagine del Corriere della Sera il furto di una valigia con dentro 10mila euro di roba da parte di un tassista. Mentre il figlio scaricava i bagagli - racconta la giornalista - è partito a tutto gas, portando con sé la borsa con il computer (un Macbook pro da 4 mila euro), gioielli, un foulard di Hermes, due giacche e i biglietti aerei per un totale di 10 mila euro. Ora l’ex conduttrice di La7 lancia un appello al tassista perché le restituisca ciò che le è stato rubato quella sera piovosa del 23 dicembre scorso, dopo un viaggio aereo Bruxelles- Roma. Per Anne Tréca l’uomo, sui 28-30 anni, stava tramando qualcosa da quando è salita in macchina. Infatti racconta: «Una cosa strana è successa, parlando al telefono ha detto: “Guarda, ho una signora a bordo, arrivo tra poco”. Questo lo ricordo bene. Poi ha aggiunto sottovoce una frase sospetta. Ha bisbigliato: “Poi vado a casa a lasciare il pacchetto”. Aveva un tono misterioso, come se stesse facendo qualcosa di non bello, non ufficiale».

napoli

Raid nel bowling si impicca un sicario Si è tolto la vita in carcere Giuseppe Palumbo, uno dei quattro fermati per il raid punitivo in una sala giochi di Giugliano (Napoli) e in una sala bowling a Pozzuoli il 14 marzo scorso. Palumbo, 34 anni, si è impiccato con un lenzuolo nella sua cella del carcere di Sollicciano a Firenze. Il suicidio è avvenuto attorno alle 14 di ieri.


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ribalte

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Il 25° GLBT film festival

Da Sodoma a Hollywood (e a Brizzi) Invito a un Pride speciale per il film “Maschi contro femmine” che si sta girando a Torino. Quattro pellicole sudamericane vincenti: il perché ce lo spiega Giovanni Caponetto, presidente Arcigay dI

MonICA SIMEonE

Giovedì sera sono andata alla serata conclusiva del 25°GLBT film festival ”Da Sodoma a Hollywood” che si è svolto qui a Torino, dove mi trovo per le riprese cinematografiche dei due film di Fausto Brizzi ”Maschi contro femmine” e “Femmine contro maschi”. «Questa edizione è stata un vero successo - mi racconta soddisfatto Giovanni Caponetto, giovanissimo presidente dell’Arcigay di Torino Abbiamo avuto un incremento di pubblico del 25% rispetto alla scorsa edizione, quarantamila presenze, sale piene anche nei giorni feriali. Quest’anno abbiamo anche istituito il premio "Dorian Gray" alla carriera, che è stato assegnato a James Ivory» . E’ lui che ha invitato alla serata la troupe del film e soprattutto Fausto Brizzi, che dovrà intervenire alla serata per promuovere una iniziativa molto particolare: la partecipazione della comunità lgbt (lesbian, gay, bisex, transgender) di Torino alle riprese della scena del Pride inserita nel film. Caponetto da più di un mese sta lavorando con noi all’ organizzando dell’evento: «Stiamo promuovendo con tutte le nostre risorse la scena del Pride dell'ultimo film di Fausto Brizzi "Maschi contro femmine". Si

tratta di un'opportunità unica per la comunità lgbt torinese di visibilità ma anche e soprattutto per costruire dal basso quel Pride che nei prossimi mesi sarà presente sul grande schermo e che rappresenterà il Pride nostrano nell’immaginario collettivo.” Un gruppetto di noi della troupe siamo accanto al palco, aspettando che Fausto faccia il suo intervento. Ne approfitto per soddisfare una curiosità: chiedo a Giovanni Caponetto quali sono stati i temi più trattati nei film di questa ultima edizione. «Principalmente - risponde - il rapporto tra omosessualità e religioni. Infatti per quanto riguarda la tolleranza pare non se ne salvi nessuna. E poi il tema quello dell’omofobia, affrontato in film come ”Prayers for Bobby”, una pellicola che tutti i genitori alle prese con la “diversità” dei propri figli dovrebbero vedere, con una bravissima Sigourney Weave». «Chi ha vinto?» «I film sudamericani l’hanno fatta da padroni: le tre giurie senza consultarsi sono arrivate a premiare quattro film sudamericani su sette che hanno avuto un riconoscimento». Certo, una curiosa casualità. Che cosa ne pensa Caponetto? «Non saprei, forse perché affrontano temi scabrosi con un

Il manifesto del GLBt che invita a partecipare al Pride per il film che Fausto Brizzi sta girando a torino

coraggio che a noi manca». E il Pride di quest’anno, quello vero, che si terrà a Torino solo pochi giorni dopo quello ”finto” del nostro film? «Abbiamo deciso di farlo a Torino - precisa Caponetto - in risposta alle dichiarazioni di Roberto Cota (neoeletto presidente della Regione Piemonte) contro la comunità lgbt, e contro l'uso della pillola Ru486 (quindi autodeterminazione del corpo delle donne)». Ecco ci siamo, Fabio Canino, che è il presentatore della serata, chiama Brizzi sul palco. «La maggior parte dei film gay inizia e finisce parlando di accetta-

zione di problemi, di sofferenza e di questioni irrisolte», esordisce Fausto. «Io ho provato a dare tutto questo per scontato. I protagonisti sono etero, gay, lesbiche, bisessuali o sessualmente indecisi. Tutto questo è chiaro fin dall’inizio, nessuno vuole metterlo in discussione così da potersi concentrare sulla normalità della trama, della storia che voglio raccontare». Un caloroso applauso sottolinea una scelta che potrebbe sembrare ovvia, ma che purtroppo, a parte alcuni film, non è tanto scontata nella nostra società.


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PiCCOlO SChermO

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L’aLtrO canaLe

Le Charlie’s Angels di Clemente dI

MARIA FRAnCESCA RotondARo

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'informazione si fa bella. Anzi, si fa il lifting. Il direttore del Tg5 Clemente J. Mimun ha annunciato che cambierà i conduttori del suo telegiornale delle 13. Chi saranno i nuovi volti? Quelli di tre giornaliste di cui, per ora, conosciamo soprattutto le voci visto che fanno già parte della redazione del telegiornale Mediaset e si occupano della realizzazio-

ne di servizi per il tg. Le Charlie's Angels dell'informazione saranno una bionda e due brune: Simona (33 Branchetti anni foto), C o s t a n z a Calabrese (30 anni) e - la figlia d'arte - Susanna Galeazzi (32 anni). Indubbiamente giovani e preparate ma soprattutto belle. Perchè, diciamocelo francamente, è soprattutto l'involucro quello che conta e il giornalismo non poteva restare immune a questa logica. Una

bella mossa che, comunque, Sky tg24 ha fatto da tempo e con successo. La bellezza matura di Cristina Parodi a continuerà mantenere il suo posto al tg5 delle 20. Della serie: dateci pure una brutta notizia ma che a farlo sia una bella faccia. E per par condicio ora le telespettatrici si aspetteranno anche conduttori di bell'aspetto. Pensare che in principio c'era Enrico Mentana

Zapping per Oggi Novità

Talent show

Approfondiment

Verissimo di primavera

ti lascio una canzone

Ulisse ed il suo viaggio

Canale 5 - ore 14,15. Da oggi verrà dato il via al nuovo prog r a m m a pomeridiano Mediaset “Verissimo di primavera” diretto nuovamente da Silvia Toffanin. Si parlerà in studio con Simona Cavallari, Giulia Michelini e Claudio Gioè della nuova serie televisiva “Squadra antimafia 2 Palermo”.

Raiuno - ore 20,30. La quinta puntata del programma condotto da Antonella Clerici, in diretta dall’Auditorium della musica di Napoli, avrà anche questa sera grandi ospiti della conzone. I piccoli talenti si esibiranno davanti al pubblico che li potrà televotare. Le prestazioni verranno commentate e valutate dalla giuria d’onore. Il successo dei giovani cantanti, con età compresa tra i 10 ed i 16 anni, continuerà anche questa sera.

Raitre - ore 21,10. L’ottava puntata di “Ulisse il piacere della scoperta”, condotta da Alberto Angela, ci accompagnerà in un nuovo itinerario tutto da scoprire.

Varietà

Film

Film

Lo show dei record

tutto il bene del mondo

Giovani, carini e disoccupati

Canale 5 - ore 21,30. Paola Perego condurrà “Lo show dei record” commentando le prove più simpatiche, eroiche e coraggiose che diventeranno se superate un guinnes record world. Tanti saranno i protagosti della serata e soprattutto molti i momenti di suspense che la caratterizzeranno.

Iris - ore 15,30. “Tutto il bene del mondo” è un film del 2004 con la regia di Alejandro Agresti che racconta il tentativo da parte di una donna e di sua figlia di ritrovare il padre creduto morto, ma in Argentina, e di poter nuovamente consolidare la famiglia

Rai 4 - ore 10,25. E’ un film che racconta come un gruppo di giovani laureati con alle spalle difficoltà sociali e familiari cerca di fronteggiare le difficoltà del lavoro. Perdere il posto non è semplice da affrontare. Una protagonista, Lelaina, si rifugia in casa e trascorre il suo tempo sul divano a guardare la televisone e fumare sigarette. C’è invece chi fa carriera o chi ama essere filoso rockettaro.

Rubrica a cura di LUCA FoRtUnAto

auditeL La politica vince su tutto annozero ha trionfato giovedì su tutti. Ha conquistato l’attenzione di 5 milioni 844 mila telespettatori. Lo scontro tra Fini e Berlusconi e l’aria delle urne anticipate ha incuriosito gli italiani tanto da far raggiungere alla trasmissione di Santoro uno share del 23,89%. Il dato ha ribaltato quello della mancanza d’interesse nei confronti delle trasmissioni politiche registrato contestualmente al commento dell’esito delle regionali delle scorse settimane. tra le ammiraglie della Rai e della mediaset il confronto è stato serrato ancora su fiction che avevano lo stile poliziesco ormai tanto di moda. anche il prime time tra le due reti ha registrato un testa a testa tra “I soliti ignoti” e “Striscia la notizia”.


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perbenismo di facciata

Un road movie musicale

Mine vaganti

Basilicata coast to coast

Regia: Ferzan Ozpetek con Riccardo Scamarcio, Nicole Grimaudo, Alessandro Preziosi, Ennio Fantastichini, Lunetta Savino, Ilaria Occhini

Gruppo di famiglia in un interno. Il paragone con il grande film di Luchino Visconti finisce qui. Tuttavia, nulla da togliere al regista turco che ha realizzato un film godibile, intimo, per la prima volta curioso di esplorare il cuore della famiglia tradizionale e tradizionalista, animata dal perbenismo di facciata. Un nucleo numeroso, come tanti nel Sud d'Italia, proprietario di un pastificio, con una nonna dolce e ribelle, una madre affettuosa e tollerante, la zia stravagante (una piacevole sorpresa l'interpretazione di Elena Sofia Ricci), il padre molto attento alle apparenze e due figli gay che hanno da sempre nascosto la loro vera identità. Scamarcio particolarmente bravo a non strafare in un ruolo non certo facile. Sullo sfondo la splendida Lecce con i vicoli, piazze ed il candore della sua architettura.

La genialità di polanski

Regia: Rocco Papaleo con Alessandro Gassman, Paolo Briguglia, Max Gazzè, Rocco Papaleo, Giovanna Mezzogiorno

Max Gazzè, Alessandro Gassman, Paolo Briguglia, Rocco Papaleo (che è anche il regista del film) e Giovcanna Mezzogiorno in una scena di “Basilicata coast to coast”

Il ladro di fulmini Percy Jackson e gli dei dell’olimpo Regia: Chris Columbus con Logan Lerman, Pierce Brosnan

Il paragone con le avventure di Harry Potter è inevitabile. Il regista ne ha diretti ben due. Come il celebre maghetto anche Percy Jackson ha poteri sovrannaturali, per metà divino e per metà umano, con l'innata capacità di tenere a bada il male. Anche lui ha genitori "magici", è figlio del dio greco Poseidone, e molte delle situa-

zioni in cui si trova porta inevitabilmente al personaggio della Rowling. L'apparizione dell'Idra a tre teste non può non ricordare Fuffy il cane a tre teste di Hagrid. Solo una squallida copia dunque? Niente affatto. Il film ha una sua valenza, si lascia vedere con piacere, in qualche modo è anche educativo (all'inizio insegnanti e compagni di scuola lo credono mentalmente limitato) e poi potrà riempire il vuoto che Potter lascerà. Moderno classico della letteratura fantasy dello scrittore Rick Riordan, "Il ladro di fulmini" è il primo di una serie di cinque libri, l'ultimo uscito a maggio dello scorso anno.

L’uomo nell’ombra Regia: Roman Polanski con Ewan McGregor, Pierce Brosnan. Che Polanski sia un maestro nella regia è fuor di dubbio ed anche in questa occasione dà prova di grande abilità del dirigere gli attori. Ha sdoganato definitivamente uno come Brosnan che nella vita ha trovato non poche difficoltà a costruire una dignitosa carriera non legata quasi esclusivamente al fascino ed al glamour. Unico punto debole forse una sceneggiatura a volte prevedibile ed improbabile (come quando il protagonista scova alcune delicate e segrete informazioni semplicemente consultando Internet. Va bene che nella rete si trova di tutto, ma questa volta appare un po' esagerato) per un film che ha la sua forza in una storia costruita su temi importanti, piena di inganni e tradimenti, dove ognuno è molto diverso da ciò che appare.

L’Italia cialtrona che si redime La vita è una cosa meravigliosa Regia: Carlo Vanzina con Gigi Proietti, Vincenzo Salemme, Enrico Brignano, Nancy Brilli, Luisa Ranieri

Saranno pure i furbetti del quartierino, ladroni e corrotti, però in fondo in fondo sono dei buoni. Insomma, prevale la tesi dei "birbantelli". E' questa l'Italia descritta dai Vanzina. Gli italiani? Un popolo di cialtroni, dicono, sempre pronti a trovare la scorciatoia, la raccomandazione, l'appoggio del

potente di turno, ma subito dopo arriva puntuale l'assoluzione. Così il direttore di un potente gruppo bancario, intrallazzone ed imbroglione, si ritira in campagna a coltivare gli ortaggi in compagnia di belle ragazze (!), il chirurgo che cercava e dispensava favori a destra e manca si redime andando a curare i poveri. Il poliziotto intercettatore, che usa il suo potere per conquistare una bella ragazza, ritrova l'amore. E via discorrendo. Unico punto forza del film un eccellente cast di attori, che riesce a tenere in piedi una storia mediocre ed improbabile. Con tutto il "materiale" che la cronaca regala ogni giorno si poteva fare veramente di più.

Rubrica a cura di LUCIAnA VECCHIoLI

Easy Rider in salsa lucana. Dal Tirreno allo Ionio a piedi per dieci giorni, attraversando una delle regioni più belle e suggestive del nostro Sud d'Italia. Divertente e surreale road movie musicale che vede protagonisti cinque personaggi in cerca delle proprie identità. Interessante esordio dietro alla macchina da presa per l'attore Rocco Papaleo, fino ad ora quasi esclusivamente relegato nei panni del caratterista, che con questa strampalata pellicola tenta di raccontare risorse e potenzialità della sua terra. Cinque amici, una piccola band di provincia per non rinunciare ai propri sogni. Cast credibile ed a proprio agio nelle singole interpretazioni, anche per un cantante come Gazzè alla sua prima prova cinematografica.

Scorsese con il fiato sospeso Shutter Island Regia: Martin Scorsese con Leonardo Di Caprio, Mark Ruffalo, Ben Kingsley, Max von Sydow

Un affresco sul dolore e sulla follia. Film particolarmente claustrofobico e cupo, con una magnifica fotografia, come tutte le opere di Scorsese curato e costruito nei minimi particolari. Maestro nel dirigere i suoi attori. Dramma psicologico avvincente, che lascia con il fiato sospeso sino alla fine, mai scontato, con una ambientazione quasi maniacale. Un'isolafortezza, battuta dal vento e da una pioggia incessante, sede di un noto manicomio criminale. Siamo nel 1954, all'apice della Guerra Fredda, quando il capo della polizia locale Daniels (Di Caprio) ed il suo collega vengono convocati a Shutter Island per indagare sulla misteriosa scomparsa di una pluriomicida, ma nulla è come appare.


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Irriverente autoironia

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Un omaggio a new York

Simon Konianski

Remember me

Regia: Micha Wald con Jonathan Zaccai, Popeck

Regia: Allen Coulter con Robert Pattinson, Emilie de Ravin

Un popolo che sa ridere della propria tragedia. Sul filone di una serie di riuscitissime commedie dallo humour yiddish (da "Train de vie" in poi), arriva questo giovane e sconosciuto regista belga di origini ebraiche al suo secondo lungometraggio. Dosato e con il giusto cast di attori, costruisce un film divertente e drammatico, irriverente e scoppiettante, graffiante e doloroso. Colonna sonora dai ritmi leggeri ed accattivanti in netto contrasto dal contesto narrativo. Più che l'accostamento con Woody Allen, Radu Mihaileanu o al nostro Benigni, lo stile somiglia molto a quello dei grandi fratelli Coen che sullo stesso argomento hanno realizzato "A serious man". Fortemente autobiografico, è il racconto di un giovane laureato in filosofia, disoccupato, abbandonato dalla moglie, costretto a tornare a vivere con il padre, un ex deportato che gli darà del filo da torcere anche da morto.

Una sorpresa. Che il vampiretto più celebre del momento si sia cimentato, nonostante il travolgente successo di Twilight, in una pellicola del genere depone a favore di questo bel ragazzone rimasto improvvisamente sepolto dalla notorietà e da una stuolo di adoranti fan. Il film, contrariamente a quanto si possa credere, non è solo una storia d'amore destinata al filone giovanilistico, l'intreccio è molto più raffinato e complesso, pieno di humour, acume, con dialoghi ben scritti ed interpretati. Finale sorprendente che vuole essere un omaggio alla città di New York. Senza voler svelare nulla, perché l'epilogo è davvero inaspettato, la storia parte da due ventenni provenienti da mondi del tutto opposti, che si incontrano in maniera non proprio casuale, e che si innamorano. Ma non ci sarà l'happy end.

Generazioni in conflitto Genitori e figli Regia: Giovanni Veronesi con Silvio Orlando, Luciana Littizzetto. Michele Placido, Margherita Buy, Max Tortora, Elena Sofia Ricci, Piera Esposti Il confronto-scontro tra il mondo degli adulti e quello dei giovani di oggi attraverso lo sguardo della quattordicenne Nina. E' credibile il quadro che il regista toscano traccia delle nuove generazioni, riesce a fotografarne bene il malessere e l'incapacità di capirsi fino in fondo. Certo, in un contesto da commedia e con i toni leggeri del genere, a volte con profili appena tratteggiati ma convincenti. Decisamente migliore invece il fronte dei cosiddetti "grandi", dove si capisce che Veronesi ha maggiore conoscenza della materia. Avvalendosi di un cast di attori di alto profilo, abbandona per il momento il film ad episodi per raccontare una storia più strutturata e ricca di sfumature

Il fotogramma che campeggia sulla locandina di “Simon Konianski”

da bambina a donna d’affari

Spettacolare ed emozionante Burton. Ancora una volta non delude, regalandoci una inedita Alice, indipendente, moderna ed ormai ventenne. Non più la bambina del Paese delle Meraviglie, ma una donna che intraprende un nuovo viaggio nel Sottomondo per conoscere il

suo futuro, che non sarà quello di sposare il viscido e stupido Lord Hamish. Il suo destino è diventare una donna d'affari. Johnny Depp sempre all'altezza dei personaggi che interpreta, anche in questo caso bizzarro e divertente al punto giusto nei panni del Cappellaio Matto. Strepitosa Helena Bonham Carter (dolce metà del regista), la tirannica monarca "capocciona" Iracondia, dal carattere irascibile ed una certa propensione a tagliare la testa dei suoi nemici, che poi lascia soavemente galleggiare nel fossato che circonda il castello.

Il “riscatto” del maestro

I cattivi in Iraq Un mago sono gli Usa della truffa

Alice in Wonderland Regia: Tim Burton con Johnny Depp, Mia Wasikowska, Anne Hathaway.

Il concerto

Green zone

Colpo di fulmine

Regia: Mihaileanu con Aleksei Guskov, MiouMiou "Il concerto" è quello per orchestra e violino di Cajkovskij. Bello e commovente il nuovo film del regista di "Train de vie". La storia di Andrei Filipov, celebre direttore russo d'orchestra licenziato in tronco ai tempi di Breznev per non aver cacciato i suoi musicisti ebrei. Trent'anni dopo, caduto in disgrazia, l'uomo lavora ancora al Bolshoi ma come custode. Grazie ad uno stratagemma riunisce la sua vecchia orchestra per tornare a suonare nel Teatro di Chatelet a Parigi. Parte alla ricerca spasmodica degli artisti che nello sfacelo dell'Unione Sovietica tutto fanno meno che suonare. Riuscirà a mettere insieme un consistente gruppo di varie etnie, dalla ebraica alla rom, nel tentativo di riscattare una "dignità umana calpestata".

Regia: Paul Greengrass con Matt Demon, Greg Kinnear

Regia: John Requa e Glenn Ficarra con Jim Carrey, Ewan McGregor

Agli americani non è piaciuto molto. Anzi, visti gli esigui incassi potremo dire quasi niente. Perché i cattivi, ebbene si, questa volta sono loro. A dirla tutta, è difficile trovare nella cinematografia a stelle e strisce un altro film così esplicito, così diretto, nell'incolpare il governo Usa di aver provocato una guerra senza senso. La Green Zone del titolo è il blindatissimo quartiere situato nel centro di Baghdad dove risiedono le truppe, è da qui che parte l'avvincente thriller a sfondo politico. Da qui il maresciallo Roy Miller e la sua squadra di ispettori ricevono l'incarico di scovare nel deserto dell'Iraq i depositi con le famose armi di distruzione di massa. Non trovando nulla di tutto ciò, l'ufficiale inizierà ad avere qualche sospetto.

Certo, la storia nella fase di scrittura della sceneggiatura è stata parecchio romanzata ma sembra che tutti gli eventi descritti siano realmente accaduti. Basta questo per rendere il film apprezzabile di una certa attenzione, perché se fosse vero solo un terzo di ciò che è narrato è davvero incredibile come un uomo possa arrivare a fare tanto nel corso di una vita. A parte questo, l'interpretazione di Carrey è un po' troppo fumettistica e gli eventi si susseguono con un certa confusione. Un morigerato agente di polizia, sposato con prole, che suona l'organo in chiesa, dopo un incidente stradale decide di cambiare vita. Si dichiara gay, inizia a vivere una esistenza fatta di truffe ed imbrogli. In prigione trova l'amore della sua vita.


GranDe SChermO

Altro

l’

quotidiano

sabato 24 aprile 2010

15

Il cinema nel cinema

pezzo di storia senza retorica

Happy family

Invictus

Regia: Gabriele Salvatores con Fabio De Luigi, Diego Abatantuono, Fabrizio Bentivoglio, Margherita Buy, Carla Signoris, Valeria Bilello

Non è l'ennesimo film sulla famiglia. Salvatores semplicemente racconta degli uomini e delle donne, e lo fa con un film originale, poetico, spassoso, colorato, elaborato su diversi piani narrativi e continui passaggi tra finzione e realtà. Otto personaggi in cerca d'autore. Sono questi i protagonisti, la famiglia felice a cui il titolo ironicamente allude. Escluso Ezio, 38 anni, una vita trascorsa senza aver mai concluso nulla di buono che un giorno decide di scrivere una sceneggiatura per il cinema. Due coppie, i loro figli, i nonni, il cane, esseri del tutto inventati che ad un certo punto però vivono di luce propria, escono dallo schermo del computer di Ezio (un Fabio De Luigi in grande forma) per rivendicare la loro esistenza. Il cinema nel cinema.

Regia: Clint Eastwood con Morgan Freeman e Matt Damon

dario Castiglio (figlio di Peppino di Capri) e Martina Codecasa sul gozzo dell’innamoramento nel film di d’Alatri, “Sul mare”

Il gozzo galeotto Sul mare Regia: Alessandro D'Alatri con Dario Castiglio, Martina Codecasa

D'Alatri torna a sorprenderci. Dopo il cine-panettone alternativo "Commediasexy", il regista romano questa volta firma un film completamente in digitale, a basso budget, interpretato da attori semisconosciuti. Una commedia sentimentale appartenen-

te al filone giovanilistico, dai risvolti sociali, ambientata nella splendida isola di Ventotene che, ad onor del vero, contribuisce parecchio alla riuscita della storia tratta dal romanzo di Anna Pavignano (In bilico sul mare). Il giovane e bel Salvatore (Dario Castiglio, figlio di Peppino di Capri) d'estate porta i turisti in giro con il suo gozzo mentre d'inverno fa il muratore in nero nei cantieri sulla terraferma. L'amore arriva con Martina, la ragazza di buona famiglia che usa la sua barca per le immersioni da sub.

Il capitano Francois Pienaar entra nella minuscola cella dove per 27 anni è stato recluso Nelson Mandela. Allarga le braccia, come per prenderne le misure e dalla finestra lo immagina nel cortile, in catene, intento a spaccare pietre sotto il sole cocente. Perché un uomo che ha dovuto subire tanto dolore parla di perdono? Forse l'eccesso di retorica, inusuale per un film di Eastwood, può in un primo momento generare qualche attimo di smarrimento. Poi con lo scorrere delle immagini prevale l'emozione, quella di veder rappresentato un momento cruciale della storia del Sudafrica ma forse anche del mondo. Le interpretazioni di Freeman nei panni di Nelson Mandela e Damon in quelli del biondissimo capitano della squadra di rugby sono appassionanti.

dalla parte del detenuto

Gianburrasca d’oltralpe

Il profeta

Il piccolo nicolas e i suoi genitori

Regia: Jacques Audiard con Tahar Rahim e Niels Arestrup

Difficile non identificarsi con la faccia d'angelo del protagonista, perché anche se la storia è politicamente poco corretta (un percorso di formazione alla rovescia, un anti-eroe) non si può non stare dalla sua parte. Accertato ormai il fatto che il carcere non riabilita proprio nessuno, il film è abilmente orchestrato da un regista che conferma qualità straordinarie nel dirigere gli attori. La faccia del giovane Malik (felice esordio), analfabeta e ladruncolo che entra in carcere per uscirne dopo sei anni più acculturato, spietato ed a capo di una pericolosa banda, e quella del boss corso César Luciani (si intuisce ad occhio nudo la consolidata esperienza anche teatrale), reggono praticamente tutto il film.

Regia: Laurent Tirard con François-Xavier Demaison, Daniel Prévost

tahar Rahim, protagonista del film di Audiard “Il profeta” capace di trovare un ruolo di primo piano in un ambiente dove dopo i quaranta già si annaspa. Grazie alle sue innate capacità è in grado di far apparire decente un E’ complicato film che molto probabilmente con Regia: Nancy Meyers con altri interpreti avrebbe creato Meryl Streep, Alec Baldwin, qualche imbarazzo. La storia del Steve Martin triangolo over 50 tra una donna, il E' sempre un piacere ritrovare la suo ex marito ed un ipotetico pregrande Meryl Streep, anche se in tendente stenta a decollare. E poi, questo caso è protagonista di una va bene dare un'immagine di commedia non proprio originalis- donna realizzata, ma perché la sima e forse troppo hollywoodiana scelta di stamparle sul viso, dalper un talento del suo livello. l'inizio alla fine, quell'insistente Tuttavia, tanto di cappello ad una sorriso a volte davvero fuori attrice che a sessant'anni è ancora luogo?

triangolo hollywoodiano

Adattamento sul grande schermo di uno dei più importanti classici per l'infanzia francesi, probabile primo esempio di letteratura moderna per piccoli, nato dalla fantasia di René Goscinny (l'ideatore di Asterix) e Jean-Jacques Sempè. Il protagonista è un bambino di otto anni, Nicolas, una sorta di Gian Burrasca d'Oltralpe. Ambientato negli anni '50, le avventure del pestifero ragazzino con la sua strampalata combriccola di amici, divertono molto e riescono a creare un processo di identificazione sia nei bimbi che nei grandi, con un abile doppio piano di lettura. Riuscita trasposizione sul grande schermo, senza trascurare le magiche atmosfere dei racconti.

aq24aprile2010  

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