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Anno II - n. 81 - Giovedì 22 aprile 2010

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Questo il vero significato di ciò che è accaduto ieri in Direzione

Nel Pd è nata l’opposizione Ora di punta DI

StEFANO CLERICI

Riprovare con la tripla

Ieri nella riunione dei 172 dirigenti del partito lo scontro tra Berlusconi e Fini è stato di un’asprezza senza precedenti. Solo 11 hanno votato no al documento contro la divisione in correnti, ma ormai l’incantesimo del capo carismatico è rotto

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ualche giorno fa, quando apparvero all'orizzonte i primi bagliori di guerra tra Fini e Berlusconi, suggerimmo a eventuali scommettitori di segnare una "tripla" in schedina. Perché, dicemmo, la situazione era quanto mai fluida e si profilavano nell'immediato futuro momenti assai delicati. Può apparire strano, ma dopo la direzione nazionale del Pdl di ieri, il consiglio è lo stesso. Certo, l'1 (vale a dire la vittoria di Fini) sembra una possibilità tramontata. Basti vedere i numeri: il documento finale, a favore del premier, ha ottenuto il 93 per cento dei voti. Una maggioranza bulgara. Anzi, degna del regime stalinista. erò...C'è un però. E sta nel fatto che potrebbe giocarsi anche il secondo tempo di questa aspra partita. E su un altro campo. Fini, pur riconoscendo di essere a capo di una piccola minoranza, ha tenuto a precisare, all'uscita del duro confronto, che era comunque cominciata una "fase nuova". E ha fatto chiaramente capire che se il partito non gli dovesse concedere la possibilità di dissenso, lui se la prenderà lo stesso. E' un uomo libero e non ha più intenzione di fare il vassallo del monarca. ra ha con sé solo un "manipolo di eroi". Ma quando sarà il momento, in Parlamento, di votare (magari a scrutinio segreto) qualche legge particolarmente cara a Berlusconi, quel "manipolo di eroi" può provocare danni devastanti all'esercito più agguerrito. E le scintille di oggi potrebbero trasformarsi domani in un vero e proprio rogo.

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Due istantanee dello scontro di ieri tra Fini e Berlusconi

PAGG. 4 E 5

Con Rita per i suoi 101 anni Oggi la scienziata Rita Levi Montal cini, premio Nobel e senatrice a vita, compie 101 anni. I nostri auguri


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Roma

‘NdRaNgheta

auRomobiLe

LeCCo

La Guardia di Finanza di Roma ha arrestato due falsi finanzieri per estorsione. I due pretendevano denaro (tra i 500 e i 5mila euro, a seconda della tipologia e delle dimensioni dell'attività commerciale presa di mira) per "chiudere un occhio" durante presunte verifiche e controlli fiscali. I falsi finanzieri sono stati arrestati all'uscita da un negozio dopo essersi fatti consegnare 4.300 euro da un commerciante.

Un presunto boss della 'ndrangheta, il 51enne Vittorio Sia, è stato ucciso in un agguato a colpi di kalashnikov a Soverato, sulla costa ionica catanzarese. L'uomo stava percorrendo su uno scooter la strada che conduce dalla frazione superiore al centro del paese, quando è stato affiancato da un'auto dalla quale sono stati sparati numerosi colpi di kalashnikov e di fucile calibro 12. Sia è morto sul colpo. Indaga la Dda.

L'ad., Sergio Marchionne, e il presidente di Fiat, John Elkann, sono stati ricevuti dal ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola. Poi Marchionne ha lanciato un messaggio ai sindacati: "Su Pomigliano, se non si trova un accordo, sono disposto a non investire". Su Termini: "discorso chiuso". Per Mirafiori "potenziamento incredibile". Giudizi positivi da Wall Street Journal e Financial Times.

Il corpo di un pensionato 70enne a terra, coperto da un lenzuolo bianco. L'uomo ha deciso di farla finita gettandosi dal terzo piano. Attorno gli agenti della questura e della polizia locale, a pochi metri di distanza la gente che continua a mangiare ai tavolini dei bar e dei ristoranti, scaldati dal sole primaverile. E' accaduto nel centro storico di Lecco. Il settantenne ultimamente era depresso, e aveva problemi di natura economica.

In cella due falsi finanzieri indagati per estorsione

Presunto boss ucciso a colpi di kalashnikov

Marchionne: “Su Pensionato Pomigliano suicida: passanti accordo o niente” indifferenti

Il boss si è rivolto al cappellano di Opera per intercedere

La Foto

Riina ha chiesto la grazia

Balotelli-Inter: rottura

Il legale: «E’ una decisione personale» Il boss dei boss Totò Riina ha chiesto al cappellano del carcere di Opera, dove è detenuto, di intercedere presso l'arcivescovo di Milano, il cardinale Dionigi Tettamanzi, affinché appoggi una sua domanda di grazia. Per il suo avvocato, Luca Cianferoni, quella del 79enne capo della cupola mafiosa, condannato per attentati come quelli dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, è un'iniziativa personale. “Non sono a conoscenza di questa iniziativa - ha dichiarato il legale che a quanto capisco è di tipo assolutamente personale". Riina non ha anco-

ra formalizzato la sua richiesta. Ma le sue intenzioni sono osservate con grande attenzione: il direttore del carcere milanese ha subito avvertito il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria che ha informato la Procura nazionale antimafia, diretta da Piero Grasso.Il boss ha scontato 17 anni di carcere ed è detenuto in regime di 41 bis, cioè di carcere duro. Il suo avvocato Luca Cianferoni ritiene che per il suo stato di salute “decadente” - il capomafia ha avuto già diversi problemi cardiaci - si potrebbe pensare di attenuare queste condizioni di detenzione.

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Direttore responsabile: Ennio Simeone Redazione: tel: 06 86293192 Indirizzo e-mail: redazione@altroquotidiano.it Editrice: GECEM (Gestione Cooperativa Editoria Multimediale) - Presidente:Stefano Clerici Sede legale: Via Aldo Sandulli 45, Roma Registrazione del Tribunale Roma n..343/08 del 18 settembre 2008 - Registrato al ROC Partita Iva 09937731009

balotelli e inter sempre più lontani, milan e balotelli sempre più vicini. adesso è lo stesso moratti ad ammettere che dietro il giocatore talentuoso ci possa essere il corteggiamento di galliani.

L’OnOmasticO

Giorgio San giorgio, il cui sepolcro è a Lidda venne onorato, almeno dal iV secolo, come martire di Cristo. La tradizione popolare lo raffigura come il cavaliere che affronta il drago, simbolo della fede intrepida che trionfa sulla forza del maligno.

accadde Oggi Sojiuz 1 il 23 aprile 1967 1967 la Russia effettua il lancio in orbita della Sojuz 1: a bordo un solo cosmonauta, il colonnello Vladimir Komarov, che morirà durante le operazioni di rientro della navicella spaziale.


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Stati uNiti

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PyoNgyaNg

Mette all’asta su ebay il villaggio: era rimasta l’unica residente

un siluro lanciato da un sottomarino affondò la corvetta

Un villaggio dello Stato di Washington è stato venduto per 360mila dollari su ebay. Wauconda, un paesino completo di distributore di benzina, negozio, casa e perfino di codice di avviamento postale, era stato offerto al migliore offerente sulla casa d'aste online da Daphne Fletcher, l'unica residente. Wauconda aveva visto negli ultimi tempi calare la sua popolazione da oltre 300 abitanti nel 1900 ad uno soltanto, per l'appunto la Fletcher. “Perché comprare una casa quando puoi avere la tua città", aveva scritto la donna nell'offerta d'asta: Una donna, rimasta sola, ha messo all’asta e vendued è stata accontentata. to su ebay il villaggio dove abitava.

Secondo le forze armate sudcoreane è stato un siluro lanciato da un sottomarino di Pyongyang ad affondare, il mese scorso, una corvetta di Seul facendo 46 vittime. Lo rivela, secondo quanto riferito dall'agenzia Yonhap, un rapporto del servizio segreto militare inviato alla presidenza della Corea del Sud poco dopo l'incidente. "I sottomarini del Nord sono tutti armati con siluri pesanti con testate da 200 chili - ha detto la fonte militare alla Yonhap -. La valutazione dell'intelligence militare è che il Nord abbia attaccato con un siluro pesante la nostra nave".

Roma

Stati uNiti

Pedofilia, denunciati Sedicenne in minicar il Papa e il card. Bertone investe bambino e zia Una vittima di padre Lawrence Murphy, il prete molestatore del Wisconsin accusato di aver abusato di 200 ragazzini sordomuti in una scuola di Milwaukee, scende in piazza contro il Vaticano accusando le più alte gerarchie ecclesiastiche di frode e insabbiamento. L’azione legale federale, annunciata in una conferenza stampa a St. Paul in Minnesota, ha come bersagli la Santa Sede, papa Benedetto XVI e i cadinali Tarcisio Bertone e Angelo Sodano. Gli avvocati della vittima, Jeff Anderson e Mike Finnegan, sono in possesso di lettere raccomandate della vittima di padre Murphy al Vaticano in cui nel 1995 si chiede aiuto per ridurre il sacerdote allo stato laicale. Anderson e Finnegan affermano che le lettere furono ricevute ma rimasero senza risposta. Nell’azione legale si chiede al Vaticano di consegnare le liste dei preti molestatori e i dossier segreti su tutti i casi di abuso da parte del clero. Insomma ancora un macigno contro la Chiesa, dopo che Benedetto XVI a Malta aveva incontrato alcuni giovani che avevano subito violenze da parte di sacerdoti pedofili e aveva chiesto loro perdono. Un atto che sembrava potesse quietare le acque. Invece, adesso, questa nuova querelle.

I

l forum sociale sul clima di Cochabamba si prepara a lanciare una campagna per organizzare un "referendum mondiale" sull'ambiente in coincidenza con la prossima Giornata della terra, il 22 aprile 2011. La conferenza alternativa, che per tre giorni riunisce 20.000 aderenti ai movimenti sociali, indigeni, Ong, chiederà anche l'istituzione di un "Tribunale internazionale di giustizia climatica e ambientale" per giudicare paesi, entità o persone

Un bambino di 5 anni, Daniel De Luca, è stato investito da una microcar, in via Ortona dei Marsi, all’altezza del civico 56, in zona Massa san Giuliano, un quartiere periferico ad est di Roma. Il bambino, ricoverato in codice rosso all’ospedale Sandro Pertini, era in compagnia della zia, anch’essa investita, che ha riportato ferite lievi. Alla guida del quadriciclo Ekelma un minorenne di 16 anni, appartenente ad una famiglia di sinti italiani, che aveva anche un passeggero a bordo nonostante la legge lo vieti. Dopo l’impatto la minicar si è ribaltata più volte. Il giovane è stato per il momento multato per guida pericolosa e il mezzo, semidistrutto, gli è stato sequestrato perché senza assicurazione

iL CaSo

Clima, pronti a referendum mondiale che aggravano il riscaldamento o distruggono l'ambiente. Una corte a cui potranno fare appello stati, popoli o persone, secondo una risoluzione approvata all'unanimità in una delle commissioni del forum. La richiesta dell'istituzione del tribunale climatico dovrebbe far parte della raccomandazioni

che verranno inviate alla Conferenza Onu sul clima, a dicembre a Cancun. Il referendum mondiale è un'iniziativa distinta: la consultazione, le cui modalità sono ancora da definire, sarà organizzata in alcuni paesi con l'appoggio ufficiale dei governi, in altri attraverso i movimenti, i sin-

dacati, le Ong, secondo il documento finale del forum che verrà votato nelle prossime ore. I cinque quesiti, di carattere generale e abbastanza utopico, riguardano l'accordo o il disaccordo sull'"abbandono della modalità di sovrapproduzione e sovracconsumo per ristabilire l'armonia con la natura", sul "trasferimento delle spese di guerra alla difesa del pianeta" o sul "tribunale di giustizia climatico per giudicare chi distrugge la madre terra".


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Lo “scazzo” berlusconi-Fini La lite pubblica tra premier e presidente della Camera durante la direzione del Pdl Per essere il partito dell’amore dentro il Pdl ci vanno giù duro. Ieri pomeriggio, durante la direzione, si è consumato pubblicamente lo scontro più violento mai visto all’interno della formazione berlusconiana. E’ stato un climax ascendente, iniziato con l’intervento graffiante del presidente della Camera e terminato con gli sguardi avvelenati di Fini e Berlusconi e gli indici puntati l’uno contro l’altro. «Se vuoi fare politica, lascia la presidenza della Camera», rimbrotta Berlusconi dopo un lungo scambio di accuse. «Sennò che fai? Mi cacci?», replica alterato Fini mimando il gesto con le mani. Il cattivo giorno si vede già dall’inizio della direzione del Pdl, programmata mesi fa per fare il bilancio della tornata elettorale, ma trasformata in una resa dei conti. Berlusconi è visibilmente tirato, lo stesso può dirsi per Fini. Il primo fa al secondo un saluto iniziale contraccambiato da uno sguardo gelido. E’ mezzogiorno. Dopo il discorso dei coordinatori del partito e di qualche ministro tocca a Fini prendere la parola. Esordisce

di ELOISA COvELLI parlando di una «riunione necessaria per fare chiarezza». «Non sono un traditore», dice. E a proposito degli interventi che lo hanno preceduto dice subito di vedere attorno a sé «l'atteggiamento puerile di chi vuole nascondere la polvere sotto il tappeto». «Avere delle opinioni diverse rispetto al presidente del partito la cui leadership non è messa in discussione - continua Fini - significa esercitare un diritto-dovere. È possibile derubricare delle valutazioni diverse come se si trattasse di mere questioni di carattere personale? O di tradimento?». «E' stata una caduta di stile - aggiunge rivolto a Bondi - citare questioni polemiche nel confronto del presidente del Consiglio quando sono stato io oggetto di forti polemiche e attacchi mediatici da giornalisti lautamente pagati da stretti famigliari del presidente del Consiglio» Dopodiché Fini è passato a rivendicare l'esigenza di un Pdl «davvero democratico». «Siamo in una giornata che cambia le dinamiche del Pdl.

E non ci può essere chi viene messo al rogo. In tutte le famiglie politiche europee la leadership forte è frutto di una sintesi tra posizioni anche diverse». Poi il capitolo più spinoso, quello del rapporto con la Lega: «Al Nord stiamo diventando la loro fotocopia, siamo appiattiti sulle loro posizioni». Fini cita le politiche contro l'immigrazione, la mancata abolizione delle province, la mancata privatizzazione delle municipalizzate, tutti temi cari ai leghisti. La sudditanza nei confronti di Bossi, sottolinea, la si vede anche nella mancanza di una posizione del Pdl sulle celebrazioni per il 150esimo dell'Unità d'Italia, «che alla Lega non interessa». Fini parla poi di difesa della legalità, sollevando una reazione nervosa del premier, «che vuol dire più dell'elenco puntiglioso di operazioni delle forze dell’ordine: serve riforma della giustizia ma non bisogna dare l’impressione che serva a garantire sacche maggiori di impunità. E qual-

che volta l’impressione c’è, quando si ipotizzava la prescrizione breve era questo il messaggio che si dava». Finito l’intervento di Fini, durato circa un’ora, Berlusconi non riesce ad aspettare la fine della giornata per replicare così com’era previsto. Ma prende subito la parola. Già mentre Fini parla, non riesce a fare a meno di interromperlo. «È la prima volta che sento queste cose, -replica Berlusconi- non mi sono mai arrivate proposte in tal senso». Fini cerca di rispondere dal pubblico e volano parole forti e dita puntate. Poi Berlusconi al microfono attacca: «Tu nei giorni scorsi hai detto di esserti pentito di aver fondato il Pdl» (Fini protesta fuori microfono). Berlusconi cerca poi di attenuare i toni, dicendo di accogliere la proposta di Fini di un coordinamento dei governatori del partito per analizzare le modalità con cui attuare il federalismo fiscale (ha già parlato di un prossimo congresso nel discorso di apertura). (Continua a pag.5)


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(segue da pag. 4) Quanto alla Lega, il Cavaliere ricorda che il partito di Bossi «ha fatto proprie le posizioni che erano di An sull'immigrazione e che poi sono state abbandonate». Poi conclude Berlusconi rivolgendosi a Fini: «I tuoi rilievi sono cose che rappresentano percentualmente una piccola parte rispetto a tutto quello che si è fatto. Valeva la pena mettere in discussione il ruolo super partes di presidente della Camera per fare contrappunto quotidiano a noi?». Poi l'accusa di non avere neppure partecipato alla campagna elettorale per salvaguardare la terzietà dell'incarico istituzionale: «Non sei voluto neanche venire a piazza San Giovanni, chi ha un ruolo istituzionale non può esprimere opinioni politiche, altrimenti lascia il suo ruolo e fa politica nel partito». «Quello era un comizio», replica Fini. Poi si arriva alla guerra finale con l’invito a lasciare la Camera e un beffardo “sennò? Mi cacci?”. I finiani decidono di non intervenire più dopo il presidente. E Berlusconi spinge per il voto su un documento, approvato con 11 voti contrari e un astenuto (Pisanu), contro le correnti e per una leadership forte, dove le richieste di Fini vengono considerate «paradossali» e «incomprensibili», soprattutto «dopo due anni di vittorie e di grandi risultati del governo».

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I retroscena della lite Bersani: «Addio riforme» Il leader IdV incontra il segretario del Pd per una strategia comune Finita la direzione, non cala la tensione. Fini dice chiaro e tondo ai giornalisti che non ha intenzione né di lasciare il partito né la presidenza della Camera. Mentre Berlusconi arrabbiato si sfoga con i suoi: «Avrei preferito che dicesse “me ne vado”. Invece non ci pensa proprio: vuole restare e logorarmi. Ma non ho nessuna intenzione di lasciarglielo fare. E ora, con il documento approvato dalla Direzione Nazionale, abbiamo lo strumento per sbattere fuori dal partito chi non si allinea alle decisioni». Intanto la rottura tra i due uomini del centrodestra, sembra ringalluzzire l’opposizione. Ieri mattina si sono incontrati il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, e il leader di IdV, Antonio Di Pietro. «L'opposizione non deve trovarsi impreparata di fronte a quello che sta accadendo nel Pdl», dice Di Pietro all’uscita dall’incontro. «Io credo che l'opposizione non debba aspettare - continua - Non dobbiamo

pensare di avere tempo fino al 2013. Non è vero che è presto per scegliere il candidato premier del centrosinistra. Secondo me, dobbiamo farlo entro qualche mese al massimo. Inoltre ho proposto a Bersani un insieme di incontri programmatici tra Pd e Italia dei valori per stabilire appunto le linee programmatiche di massima dell'opposizione. Da parte nostra, siamo partiti per tempo. Il Pd lo stiamo aspettando, ma si fa attendere. Il mio appello è che non sia soggetto passivo». Bersani dal canto suo guarda alla lite interna del Pdl con pessimismo sul futuro del Paese: «Hanno un modo di discutere che non va a fondo dei problemi, siano le riforme istituzionali o quelle economiche e sociali. Se non vanno al merito delle questioni e non hanno il coraggio di registrare le differenze profonde tra loro, il mio pronostico è che non si farà alcuna riforma perché continuare a tacitare e a tacitarsi è arrivare a stare fermi». el.cov.


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I suggerimenti contro la crisi della stampa

La Fieg propone una mini tassa per le notizie web L’idea avanzata dal presidente della Federazione editori, Carlo Malinconico. Accuse al governo che “ha introdotto per il settore misure punitive” di LORENzO GIRONDA

Carlo Malinconico, presidente della Federazione italiana degli editori

vendite: nel primo trimestre 2010 6% per i quotidiani, in linea con il 2009 per i periodici (-5.6%). Il fatturato ha subito tre cali consecutivi: -1.4% nel 2007, -4.5% nel 2008 e -9% nel 2009. Anche i costi industriali sono calati, ma in misura nettamente inferiore: -0.8%, -1.7%,

Leggi al passo coi tempi Servono però leggi al passo con i tempi, mentre il nostro impianto legislativo è ''in ritardo e per molti aspetti punitivo'': vedi l'Iva differenziata (al 4% per i prodotti su carta, al 20% sull'online) o la scarsa tutela del diritto d'autore sul web, con i contenuti dei giornali ''impunemente saccheggiati da motori di ricerca e da rassegne stampa cartacee e radio-tv''.

un mini-prelievo su chi si connette a internet e usa i contenuti editoriali on line, come misura transitoria per consentire all'editoria di far fronte alla crisi. E' l'idea lanciata dal presidente della Federazione italiana degli editori, Carlo Malinconico, in occasione della presentazione del rapporto La stampa in Italia 20072009 alla Camera. La Fieg, ha ricordato Malinconico, “ha avviato un'iniziativa nei confronti dei motori di ricerca, Google in testa, per far pagare i contenuti editoriali. E' una questione all'attenzione della Commissione europea e dell'Antitrust in Italia, che ha aperto un'istruttoria il cui termine però scade a ottobre. La procedura, dunque, è lunga e complessa, anche perché èdifficile stabilire regole solo per l'Italia. Nel frattempo -suggerisce il presidente della Fieg - si potrebbe intervenirecon una misura transitoria, anche solo per due-tre anni:basterebbe un prelievo di entità minima, l'equivalente di un caffé al mese, su chi ha la connessione a Internet, per realizzare una dote di risorse per aiutare l'editoria ad affrontare la grave

crisi che attraversa". Alla domanda dei cronisti sulla possibilità che una 'tassa'di questo tipo possa essere anticostituzionale, "su certi servizi - ha risposto Malinconico ci sono oneri generali di sistema che vanno suddivisi. Basti pensare alle bollette elettriche nelle quali paghiamo anche per l'energia prodotta nelle centrali". La crisi e le vendite Nel primo scorcio del 2010 la pubblicità sui quotidiani ha segnato un +0.6%, che arriva però dopo il 16.4% del 2009; i periodici registrano invece un -13.5% (dopo il 29.3% dell'anno scorso). Deludente anche l'andamento delle

dei mezzi tradizionali'' con ''la capacità di trarre dai new media ricavi sufficienti a rimunerare gli elevati costi di produzione e, in prospettiva, a compensare la declinante redditività dei prodotti cartacei''.

-5%. Il margine operativo lordo è dunque peggiorato molto, passando dai 261,6 milioni di euro del 2007 ai 16,2 del 2009 (-93.8%). Molto difficile anche la situazione della stampa periodica. Parallelamente sono cresciuti i costi di produzione: secondo l'ultima indagine Mediobanca, nel 2008 il rapporto costo del lavoro/fatturato è stato in media del 10.4%, ma nel comparto editoria è stato del 20.2%, quasi il doppio. Pensare al futuro La questione centrale, per gli editori, è ''coniugare la valorizzazione

Stop a misure punitive La sospensione delle agevolazioni postali, accusa la Fieg, si traduce in un ''pesantissimo aggravio di costi'' proprio in un momento in cui le aziende devono far fronte alla contrazione della domanda. Ma nel 'cahier de doleances' degli editori c'è anche il decreto Romani, in particolare l'introduzione del product placement anche nei programmi di intrattenimento, che rischia di aggravare lo squilibrio nella raccolta pubblicitaria in Italia, con la tv, che si avvia a superare il 60%. Tra le misure suggerite dagli editori, la ''parziale detassazione degli utili reinvestiti in pubblicità incrementale per favorire l'afflusso di maggiori risorse'' al mercato pubblicitario e il ripristino del ''credito d'imposta sugli acquisti di carta''.


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milano Napoli

Maldini e la moglie indagati per corruzione

L'ex calciatore del Milan, Paolo Maldini, è indagato insieme alla moglie con le accuse di corruzione e accesso abusivo al sistema informatico. L'inchiesta coinvolge 43 persone per pratiche illecite volte a ottenere trattamenti fiscali più favorevoli. Nel dettaglio, l'ex capitano rossero era stato intercettato telefonicamente mentre chiedeva a al funzionario del Fisco Luciano Bressi se era possibile effettuare una verifica fiscale su una persona nell'ambito di un'operazione immobiliare in Toscana a cui voleva partecipare. Il pubblico ministero Paola Pirotta lo accusa in concorso con Bressi di essersi introdotto abusivamente nel sistema informatico dell'Anagrafe tributaria con finalità non istituzionali. Paolo Maldini, attraverso il suo legale Danilo Buongiorno, comunica di essere "tranquillo e sereno" per la vicenda che riguarda lui e la moglie Adriana Fossa. "Nel contestare le accuse che sono del tutto infondate spiega l'avvocato - è certo di potere dimostrare l'assoluta estraneità sua e di sua moglie, le cui posizioni dovevano essere quelle di parti lese e non certo di indagati". Il legale ha poi precisato che alcuni organi di stampa hanno diffuso la notizia "con più dati imprecisi, tra cui il riferimento ad un soggetto presunto parente dell'ex calciatore Franco Baresi, che tale non è"..

Bimba morta per un’ernia Muore dopo una "banale operazione" per un'ernia ombelicale, questo secondo la versione della famiglia, mentre l’ospedale per il momento non commenta. Succede all'Azienda ospedaliera universitaria "Federico II" (Policlinico nuovo) di Napoli. Ayò, 4 anni, di origine nigeriana, era in affido a una famiglia di Aversa. "Respirava a fatica già subito dopo l'operazione", racconta a Tgcom la sorella Francesca. A quasi un'ora dall'intervento, la piccola muore. Ayò è stata ope-

rata mercoledì. Secondo la prassi, alla piccola è stata fatta un'anestesia locale. "Quando è uscita dalla sala operatoria, dormiva e respirava già male", spiega Francesca. Per due volte la famiglia chiama gli infermieri che rassicurano: si tratta di una normale reazione all'epidurale. "In stanza con lei c'erano altri bimbi che avevano subito la stessa operazione ma erano tutti svegli - continua Francesca -. Ma mia sorella respirava sempre a fatica. A noi è sembrato strano che dormisse visto che

milano

le era stata fatta l'anestesia locale". Trascorrono venti minuti. La madre adottiva è sempre più preoccupata. Soltanto al terzo tentativo, a quasi un'ora dall'intervento, secondo quanto denunciano i parenti, un'infermiera si accorge che effettivamente qualcosa non va. "Il corpo della piccola era ormai freddo", continua Francesca. Si cerca inutilmente di rianimarla. Ayò muore. "Non so che dirle", si giustifica il medico con la madre. I parenti ora chiedono giustizia.

Roma

A 13 anni si butta giù per amore

Pandolfi operata per un paparazzo

Un tredicenne si è gettato da una finestra del secondo piano della sua scuola media a Melegnano, nel Milanese. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il ragazzo avrebbe compiuto il folle gesto per una delusione d'amore. Il tredicenne ora si trova ricoverato all'ospedale San Raffaele di Milano in gravi ma non disperate condizioni di salute. Il giovane ha messo in atto il suo proposito alla fine delle lezioni.

Claudia Pandolfi, l'attrice romana resa celebre da “Un medico in famiglia” è stata investita e trascinata per alcuni metri dall'auto di Mauro Terranova, paparazzo che era appostato sotto casa della donna, in piazza Vescovio, nel quartiere Trieste-Salario della Capitale. L'incidente sarebbe avvenuto dopo un'animata lite tra i due. La Pandolfi è stata subito trasportata da un'ambulanza al Policlinico Umberto I, dove è stata operata per un trauma toracico, ma non sarebbe in pericolo di vita. E' stato lo stesso fotografo, poco dopo l'incidente, ad autodenunciarsi per quello che aveva fatto, telefonando in lacrime al 113. L'attrice, si è appreso, stava rientrando nella sua abitazione romana quando ha notato un fotografo appostato all'interno di una Nissan Micra. La Pandolfi si è avvicinata al paparazzo chiedendo la restituzione del rullino con gli scatti, e tra i due si è accessa un'animata discussione. Improvvisamente il fotoreporter ha ingranato la marcia per allontanarsi ma l'attrice sarebbe rimasta aggrappata allo sportello per alcuni metri.

Ventotene

Servono 5 milioni per le aree a rischio Occorreranno circa cinque milioni di euro, riferiscono dal Comune di Ventotene, per adeguare alcune zone considerate pericolose sull'isola. Sono queste le stime fatte dopo il primo sopralluogo effettuato da parte dei tecnici della Regione Lazio sui lavori di messa in sicurezza delle situazioni più a rischio per Ventotene. La lista delle priorità di intervento riguarda molte zone dell'isola, Cala Nave, Cala Battaglia, Fontanelle, Cala Rossano, Parata grande e anche il Porto romano.


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Scuola

Pericolosa la proposta di graduatorie regionali La proposta del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, di selezionare i professori attraverso graduatorie regionali è anticostituzionale e mina l'unità culturale del sistema scolastico italiano. La stragrande maggioranza degli insegnanti, anche quelli che insegnano al Nord, sono di origine meridionale e, per i continui tagli operati nel settore dell'istruzione, in pochi mesi avremo un ulteriore esubero di insegnanti, col risultato che al Sud avremo più disoccupati e al Nord chiuderemo le scuole per mancanza di insegnanti. Se passasse la proposta, tanto cara alla Lega Nord, del Ministro Gelmini, ci ritroveremo un sistema scolastico di tipo tribale. Infatti, in seguito alla selezione degli insegnanti e la costruzione dei programmi educativi e di insegnamento su base locale, i bambini veneti sarebbero seguiti da insegnanti veneti, bambini calabresi da insegnanti calabresi. Emerge una prospettiva degradante per il sistema scolastico e per il livello culturale delle giovani generazioni. L'unità del Paese passa anche attraverso un unico sistema formativo. giulio Riccio assessore comunale alle Politiche sociali, Napoli

Come liberare la Rai, la sanità e le utilities dai partiti La Rai e la sua gestione, in mano ai partiti politici, è un campo di battaglia dove tutti i contendenti, alla fin fine, si

venerdì 23 aprile 2010

tribuna trovano sempre d'accordo. E' come il finanziamento pubblico ai partiti: quando la torta è grande e succosa, gli ostacoli spariscono. Sulla Rai, i partiti si comportano come i famosi ladri di Pisa del detto popolare: il giorno litigavano e la notte andavano a rubare insieme. "Fuori i partiti dalla Rai". E' un passaggio dell'intervento di Pierluigi Bersani alla direzione del Partito Democratico. "Presenteremo presto un ddl per lasciare fuori i partiti dalla Rai - ha assicurato Bersani - Gli organismi di garanzia attuali si sono rivelati strutturalmente impotenti a garantirci. E' necessaria anche una nuova legge antitrust che è anche il modo per affrontare il conflitto di interessi". Il Pd è erede, in larga parte, di quel Partito Comunista Italiano che, a fine marzo 1990 (segretario Achille Occhetto), si impegnava solennemente per far uscire i partiti dalla gestione delle Unità Sanitarie Locali. L'allora ministro ombra della Sanità, Giovanni Berlinguer, diceva: “Se questa separazione non ci sarà, dopo le elezioni noi rifiuteremo di nominare nostri rappresentanti politici. E sfidiamo gli altri a fare altrettanto...”. Come siano andati i fatti con le Usl (oggi Asl) è noto a chiunque. Ed oggi (il lupo perde il pelo ma non il vizio?) ci risiamo. Ovviamente non sappiamo quali siano le intenzioni dell’attuale segretario del Pd e come sarà questo disegno di legge preannunciato, ma non abbiamo potuto fare a meno di ricordare questo tipo di proposta già avanzata venti anni fa. Proposta che se non prende in considerazione la modifica totale dell'assetto societario della Rai, corre il rischio di diventare solo fumo negli occhi. Io sono d'accordo con Pierluigi Bersani, ma per evitare che certi impegni diven-

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La migLiOre deL giOrnO

Maramotti su “l’Unità” gano come quelli del suo partito per le Usl del 1990, ci teniamo a sottolineare che c'è solo un metodo per realizzare quanto oggi ha auspicato: consegnare la Rai al mercato. Prima di tutto privatizzandola così come avevano chiesto gli italiani con un referendum nel 1995. Una privatizzazione che, attuata con ferree norme antitrust, farebbe terminare l'attuale duopolio con Mediaset, e farebbe venire meno l'abuso di posizione dominante che vede oggi la Rai pagata con un'imposta (il cosiddetto canone) competere nel medesimo mercato con altri concorrenti che non percepiscono i benefici di questa imposta. Insomma, un consiglio al segretario del maggiore partito di opposizione: le belle proposte possono essere tali solo se hanno una prospettiva. Quale prospettiva per

una Rai senza partiti con un Parlamento espressione dei partiti e non di elettori che non scelgono gli eletti, le banche espressione dei partiti (che cosa ha detto il segretario della Leganord, Umberto Bossi, proprio in questi giorni?), la Sanità espressione dei partiti (nonostante le buone intenzioni del 1990 e alcuni governi a cui hanno partecipato: Lazio, Puglia, Campania... Lazio, Puglia, Campania...), le utilities in mano ai partiti (luce, acqua, gas....), etc.? La vediamo male.... Forse, se proprio si vogliono buttare fuori i partiti dalla Rai basterebbe ascoltare quanto detto, per l'appunto, dagli elettori col referendum del 1995. Ma... interessa? Vincenzo donvito presidente nazionale Aduc (Associazione difesa utenti e consumatori)

Interventi e lettere per questa pagina vanno indirizzati a tribuna@altroquotidiano.it


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quotidiano

Diritti & DOVeri previdenza

Lavoro all’estero

La somma virtuale dei contributi ho 58 anni di età e la mia vita lavorativa si è svolta in parecchi stati europei: italia, Francia, belgio e germania. ho contributi assicurativi dappertutto, ma in nessuno Stato in quantità sufficiente per una pensione. Come posso fare per trasferirli tutti in italia, in tempi brevi? G. Greco, Genova Il trasferimento dei contributi in Italia non è necessario. Coloro che hanno lavorato in più stati dell’Unione Europea, come lei, possono beneficiare della “totalizzazione” dei periodi assicurativi per acquisire il diritto a pensione. In pratica, i contributi non vengono materialmente trasferiti da un paese all’altro, ma si sommano in modo virtuale al solo fine di dare la possibilità ai lavoratori di acquisire il diritto a pensione. Questa sarà costituita dal pagamento di una quota da parte di ogni singolo Stato, proporzionata ai contributi presso di esso versati. Ma la pensione sarà, direi ovviamente, unica.

Risponde il dottor ANtONINO NICOLO’ Potete inviargli i vostri quesiti direttamente all’indirizzo e-mail: toniconc@libero.it oppure potete telefonargli al numero 388 0554031 ogni giovedì dalle 15 alle 18

pensionati

Si può cumulare anche il lavoro dipendente Sono andato in pensione di anzianità il 1° gennaio 2008 (avendo maturato i requisiti di 58 anni di età e 37 di contributi inps nel corso del 2007), col diritto a cumulare redditi da pensione e lavoro. Vorrei sapere, dato che qualcuno mi ha messo una pulce nell’orecchio, se il diritto al cumulo è esteso anche al lavoro dipendente. Nel caso positivo, è vero che vi sarebbe ancora obbligo di contribuzione inps per il nuovo lavoro? e, come mi sembra logico, i nuovi contributi potrebbero essere utilizzati per ricostituire, un domani, la pensione?

T. Mancini, Anzio La risposta al primo quesito è positiva: può svolgere anche lavoro dipendente. I contributi all’INPS vanno versati in ogni caso sulle nuove retribuzioni e saranno utilizzabili per ottenere un supplemento della pensione di anzianità.

se vorrò accedere alla pensione di vecchiaia? F. Lo Cascio, Messina

reversibilità

Sì, è una notizia che risponde al vero ed è prevista dalla legge n° 74 del 1987, che regolamenta il diritto alla pensione in caso di divorzio.

Valgono versamenti pre-divorzio

sistema misto

Le condizioni per la pensione di vecchiaia, per chi ricade nel sistema misto, sono le stesse previste dalla legge per coloro che rientrano nel sistema retributivo (20 anni di contribuzione e l’età di 60 anni (donne) e 65 anni (uomini). Se l’importo che nasce dal calcolo dei contributi è piuttosto esiguo, si può beneficiare dell’integrazione al trattamento minimo. Da questo sono esclusi, come le è stato riferito, quanti hanno iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995 e, pertanto, rientrano interamente nel calcolo contributivo.

Quanti anni servono per la pensione? mi è stato detto che coloro che vanno in pensione col sistema contributivo non hanno diritto ad un’eventuale integrazione al trattamento minimo della loro pensione. e’ vero? ed io che rientro nel sistema misto, cosa dovrò aspettarmi? Quanti anni di contributi sono necessari, per me,

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Avvertiamo i lettori che alcuni quesiti e relativi pareri vengono ripetuti perché riguardano argomenti che hanno già ottenuto risposta

riscatto laurea

Conviene farlo all’Inps

nio. Si tratta di notizia fondata? F. Cardinali, Anagni (Fr)

mi è stato riferito, da una persona solitamente bene informata, che in caso di divorzio tra coniugi, cui successivamente fa seguito il decesso di uno dei due, è previsto, ai fini della pensione al coniuge superstite, che, a prescindere da altri elementi essenziali che devono sussistere, la contribuzione da cui trae origine la pensione di reversibilità sia anteriore alla sentenza di scioglimento del matrimo-

venerdì 23 aprile 2010

un architetto, Sono iscritto all’apposita Cassa di previdenza dal 2005. Prima dell’iscrizione ho lavorato 32 mesi da dipendente (contributi all’iNPS), ho in animo di riscattare 1 anno di servizio civile e 4 anni di laurea (1996 – 2000). mi conviene fare domanda all’iNPS o alla mia Cassa? L. Romano, Siracusa Il servizio civile viene accreditato gratuitamente dall’INPS. Ritengo conveniente anche chiedere il riscatto laurea all’INPS, in quanto può pagarlo in 120 rate senza interessi (ciò non è ancora consentito dalla Casse professionali). In seguito può ricongiungere i contributi alla sua Cassa (operazione abbastanza costosa) o fruire della totalizzazione (a 65 anni di età o con 40 anni di contributi complessivi).

inps

Con l’inabilità non si può lavorare ho letto, lo scorso mese, nella rubrica di previdenza, che il lavoratore, al quale è stato attribuito l’assegno di invalidità iNPS, può continuare a svolgere attività lavorativa. La stessa possibilità è prevista per la pensione di inabilità? U. Cini, Pisa La risposta è negativa. Per ottenere la pensione di inabilità, e per fruirne una volta ottenuta, non si deve svolgere alcuna attività lavorativa.


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PerSOnaggi

quotidiano

venerdì 23 aprile 2010

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Juan antonio Samaranch

“Signore degli anelli” fino alla fine Da presidente del Comitato Olimpico aveva tentato, dopo il trionfo di Barcellona del ‘92, di riportare i Giochi in Spagna. Da falangista con Franco ad ambasciatore in Urssa e banchiere DANIELE ADORNAtO

DA

MADRID

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uan Antonio Samaranch, morto l’altroieri a Barcellona pochi mesi prima di festeggiare i 90 anni, era considerato in Spagna al pari di un idolo sportivo. Da tutti era reputato l’artefice dell’assegnazione dell’organizzazione delle Olimpiadi del 1992 a Barcellona, una data rimasta nella memoria di molti spagnoli, visto che a quell’organizzazione sono legati la rinascita di una città e di un Paese. La Spagna per la prima volta in anni, forse secoli, si proiettava a livello mondiale come un Paese moderno e capace di organizzare un evento di tale dimensione e importanza. Le ripercussioni sul livello dello sport nazionale, all’epoca tutt’altro che vincente come ora, furono evidenti, e secondo molti propiziarono il salto in avanti che lo hanno portato agli attuali successi (tennis, calcio, basket...). L’opinione pubblica e la stampa intera elogiano oggi il cambio che ha vissuto il movimento olimpico sotto la sua guida, che grazie alla sua ventennale presidenza del COI (1970 – 2001) si modernizzó, si professionalizzò definitivamente e divenne tra i più grandi spettacoli mediatici del mondo.

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on c’è da stupirsi quindi aprendo i quotidiani: il signore degli anelli, titola El Mundo lo speciale dedicatogli. Il visionario dello spirito olimpico, il dirigente spagnolo più universale, scrive El País. Si spegne la fiamma olimplica, suggerisce l’ABC. Foto a tutta pagina nella prima nei quotidiani catalani (La Vanguardia, El Periódico de Cataluña) per chi è conosciuto anche come “Il Papa olimpico”. Nella cerimonia presso la camera ardente, che rimarrà aperta per il pubblico, il Re e il Principe Felipe hanno pronunciato un discorso di vivo ringraziamento. Non manca poi chi lo ha accostato allo stesso Pierre de Coubertin.

S

amaranch ha confessato che sin da piccolo sognava di dirigere lo sport mondiale.

Effettivamente in questo senso cominciò assai presto. Nato a Barcellona il 17 luglio 1920 da una ricca famiglia borghese dell’industria tessile, nel 1955 già era assessore allo sport della città grazie alle conoscenze maturate nella Falange, partito al quale aveva aderito all’inizio degli anni ’50 (nel 1938 era scappato dalla zona repubblicana a quella sotto il controllo di Franco). Da quel momento la sua carriera è stata tutta un’ascesa. Nel 1962 passa a dirigire l’attività sportiva dell’intera Catalogna, facendo anche il suo ingresso, nel 1966, nel COI. Tra il 1967 e il 1970 è il responsabile nazionale per lo sport. Dal 1973 fino al 1977 è il presidente della provincia di Barcellona, durante gli ultimi anni di Franco e l’alba della democrazia. Invece di sparire dalla vita pubblica, naviga benissimo le acque agitate di quegli anni dimostrando una spiccata capacità di adattamento. Dopo aver tentato senza successo di far prosperare un

partito, Concòrdia Catalana, per raggruppare la destra catalana nel post-franchismo, viene nominato primo ambasciatore in URSS, prima di tornare alla sua vecchia passione e al suo sogno di bambino di essere a capo dello sport mondiale, come presidente del COI nel 1980. Passione che è stata raccolta dal figlio Juan Antonio, anch’egli membro del COI. Negli anni ha comunque conciliato questo incarico con altri, come quello di presidente della potente cassa catalana La Caixa.

L

a sua ultima battaglia sportiva è stata quella di cercare di riportare nel 2016 le olimpiadi in Spagna, ma questa volta a Madrid. Nel suo discorso di fronte ai delegati COI ha detto: “Cari colleghi, sono arrivato alla fine del mio tempo. Ho 89 anni. Vorrei chiedervi di considerare di garantire al mio Paese l’onore di ospitare i Giochi Olimpici a Madrid”. Come è noto, non è stato così, i giochi sono andati a Rio de Janiero. L’inventore del movimento olimpico moderno ci è però andato vicino, visto che Madrid è stata battuta solo all’ultima votazione.


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ribalte

quotidiano

venerdì 23 aprile 2010

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Emanuela Tittocchia

L’architetto cominciò da un palcoscenico Alterna la “rubrica sentimentale” su “Mattino5” con il ritorno su “Centovetrine” ed altro ancora DI

ANGELA IANtOSCA

Nonostante la sua laurea in architettura, Emanuela Tittocchia ha sempre coltivato la passione per la tv e la recitazione interpretando diversi ruoli in note serie tv, in teatro e al cinema. Venuta alla ribalta con “La Talpa”, il reality show al quale ha preso parte nel 2008, nella stagione 2009/2010 ha registrato molti successi: da settembre conduce ed è autrice di “Rubrica sentimentale”, in onda su Canale 5 all’interno di Mattino5, il rotocalco quotidiano condotto da Federica Panicucci. A giugno ricomincerà a girare nuove puntate per la soap che le ha dato la popolarità, “Centovetrine”. Il suo personaggio subirà interessanti cambiamenti. Ma i più curiosi dovranno aspettare dicembre per sapere quali nuove avventure la attendono. Da maggio 2010 condurrà “Wine Bar”, il primo reality culturale in onda su Sky 848 il venerdì alle 22,30, il sabato alle 23, lunedì alle 10,30 ed alle 17,30. Seduti intorno ad un tavolo, mentre si cena, la Tittocchia intratterrà i suoi ospiti di prestigio, discorrendo amabilmente di tematiche culturali e di attualità insieme all’ideatore del programma, Giuseppe Maria Galliano. Da aprile 2010, inoltre, è stata

scelta come testimonial di “Elicina” crema ai mucopolisaccaridi di lumaca, una crema di bellezza ipoallergenica, dermatologicamente compatibile, che si ottiene dalle secrezioni prodotte dalle lumache. Ma non finiscono qui gli impegni della Tittocchia che da anni si adopera per gli altri regalando il proprio tempo e il proprio sorriso a “Sacerdoti calcio”. Come si diceva, anche la scelta della sua tesi di laurea al Politecnico di Torino tradiva le sue ambizioni: “Struttura e significato dello spazio scenico: un allestimento teatrale a Pontremoli”. E, dalla teria alla pratica, eccola conseguire il

diploma presso la Scuola di Recitazione del Teatro Nuovo di Torino, diretta da Enza Giovine. Conduttrice e attrice italiana di teatro, cinema e televisione. Lavora per anni nelle emittenti televisive del Piemonte, realizzando trasmissioni, documentari e servizi esterni su vari temi. Presenta eventi, convention, festival di cinema e rassegne di cabaret. Recita in fiction tv, ottiene molta visibilità partecipando contemporaneamente alle soap opera “Centovetrine” e “Un posto al sole”. Nella prima interpreta dal 2001 al 2003 (e poi dal 2008) il ruolo di Carmen Rigoni mentre nella

seconda interpreta il ruolo di Ombretta Maltesi. Nel 2008 prende parte al reality show La talpa, dove esce alla prima puntata. Nel 2009 cura la rubrica settimanale "Lettere sull'amore" all'interno della trasmissione Mattino 5. Nello stesso anno partecipa al film tv “Non smettere di sognare”, regia di Roberto Borchielli. Ma fa anche teatro: “Che bell'idea!”, di Emanuela Tittocchia, regia di Franca Dorato (rassegna "Aquilegia blu") ; “L'avaro” di Molière, regia di Guido Battaglia, 1995; “Victims” di Emanuela Tittocchia (dal libro "Donne che amano troppo"), regia di Guido Battaglia (rassegna "Aquilegia blu"), 1996; “Non andare in giro tutta nuda” (protagonista) di Georges Feydeau, regia di Maurizio Messana 2000; “La mamma buonanima della signora” (protagonista) di Georges Feydeau, regia di Maurizio Messana, compagnia Teatro Uno, 2000 ; “C'era una volta un re” , Anna Cuculo Group, 2000; “Arsenico e vecchi merletti” di Joseph Kesselring, regia di Giancarlo Zanetti, 2000 e 2001; “L' uomo che non poteva morire”, di Timothy Findley, regia di Dino Desiata, 2002 ; “A piedi nudi nel parco” (protagonista) di Neil Simon, regia di Ivan Perna, 2002. E poi la partecipazione a film e cortometraggi, alternando la partecipazione con le attività televisive, di cui si è detto, de con la conduzione di eventi e spettacoli. Ora si ricomincia con “Centovetrine”.


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L’aLtrO canaLe

L’ereditiero Carlo Conti DI

venerdì 16 aprile 2010

PiCCOlO SChermO

quotidiano

MARIA FRANCESCA ROtONDARO

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ll'insegna della comicità arriva in prima serata su Raiuno "Aria Fresca", il nuovo show di Carlo Conti. Dai monologhi agli sketch e alle imitazioni, il varietà diretto da Paolo Beldì (dallo storico Teatro delle Vittorie di Roma), in quattro puntate da martedì 27 aprile, vedrà sul palco un nutrito gruppo di artisti di razza che si alterneranno intorno al conduttore. Aria Fresca si ispira all'omonimo program-

ma "cult" che ha rappresentato il trampolino di lancio per molti comici della storia della tv: da Giorgio Panariello a Leonardo Pieraccioni. Ma intanto l'abbronzato conduttore continua a condurre con successo, ogni sera, il quiz show del preserale di Rai1 "L'eredità". E lui piuttosto sembra proprio un ricco ereditiero. Carlo Conti è infatti il nuovo proprietario dell'attico della Torre de' Ramaglianti, a due passi da Palazzo Vecchio, a Firenze. Si tratta di un appartamento di circa 100 metri quadrati, che fu lo studio dell'architetto Giovanni Michelucci. L'immobile, in Borgo San Jacopo, è stato acqui-

stato, secondo la stampa locale, per 904.000 euro. Che abbia comprato casa perchè vuole davvero convolare a nozze con Roberta Morise? Dopo aver ammesso candidamente davanti alle telecamere nel salotto di Bruno Vespa (Porta a porta) di volersi presto sposare con la splendida mora sua partner anche nel lavoro, il conduttore (ex scapolo d'oro) sembra che ora preferisca temporeggiare: "Non escludo di sposarmi - ha dichiarato - ma sono dell’idea che ogni scelta vada fatta a suo tempo". Ma caro Carlo cosa aspetti, forse i "conti" non ti tornano?

zapping per Oggi Soap

Film

Cartoni

Nick e bridget alle hawaii

Crimini. Little dream

oggi sono un clown

Canale 5 - ore 13,40. Nick e e Bridget non saranno soli alle Hawaii in luna di miele. Hanno scelto la stessa meta anche Jackie ed Owen. Stephanie si incontra con Taylor che si dirà depressa perchè dopo aver passato la notte con Ridge ha capito che non è più innamorato di lei. Stephanie, convinta, le consiglia di non demordere.

Raidue - ore 21,05. E’ scomparsa Federica, la donna di cui è innamorato perdutamente Vincenzo Tagliaferro, un ex poliziotto che da anni dirigge il servizio di sicurezza di una nota faglia di Trieste, quella dei Presutti. La donna era l’unica testimone dell’omicidio di Francesco Presutti di cui ne era l’amante. Vincenzo non sapendo a chi chiedere aiuto contattò un suo vecchio amico, Giulio Campagna, che lo aiuterà.

italia 1 - ore 20,05. Homer diventerà clown durante le festività ebraiche per sostituire Krusty che non ce la fa più con il lavoro che gli occupa tutto il tempo. Simpson è l’artefice del successo.

Attualità

Show

Film

Scrittori in tv

La comicità è di scena

bastien e l’offerta

Raiuno - ore 00,20. Gigi Marzullo presenta in seconda serata “L’appuntamento”, un programma diverso dagl standard tv. “Leggere cambia la vita” è il motto della trasmissione che ha come protagonisti i libri ed i loro autori. Verranno presentati, commentati e letti nelle loro parti salienti.

Canale 5 - ore 21,10. La sesta puntata di “Ciao Darwin 6” vede scontrarsi i sostenitori della Miseria e quelli della Nobiltà. La prima squadra sarà capitanata da Floriana Secondi mentre la seconda da Costantino della Gherardesca.

Raisat Cinema - ore 21,00. “Mon Idole” è un film drammatico del 2002 che racconta la storia di Bastien. E’ un giovane segretario in una rete di produzione televisiva. Comincia a riscontrare successo e l’ammirazione del suo capo. Lo invita apassare un fine settimana alla casa in campagna per terminare un lavoro ma in realtà verrà messo difronte a ben altro.

Rubrica a cura di LUCA FORtUNAtO

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auditeL Sfida tra polizieschi: trionfa “Donna detective” dallo scontro di mercoledì sul tema poliziesco tra Raiuno e Canale 5 viene decretata la vittoria della rete ammiraglia della Rai. La fiction "donna detective" ha battuto con entrambi gli episodi la concorrente "Ris Roma. delitti imperfetti". ha ottenuto inizialmente uno share del 17,97% con 5057000 telespettatori che nella seconda parte sono diminuiti a 4393000 con uno share del 18,19% senza però concedere spazio alla rete mediaset che ha fatto registrare nel primo episodio 4269000 spettatori (15,19%) calando nel secondo a 3.800.000 (16,29%). un ottimo risultato è stato registrato dall'ultima puntata dello show su italia 1, "Le


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venerdì 23 aprile 2010

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Perbenismo di facciata

un road movie musicale

Mine vaganti

Basilicata coast to coast

Regia: Ferzan Ozpetek con Riccardo Scamarcio, Nicole Grimaudo, Alessandro Preziosi, Ennio Fantastichini, Lunetta Savino, Ilaria Occhini

Gruppo di famiglia in un interno. Il paragone con il grande film di Luchino Visconti finisce qui. Tuttavia, nulla da togliere al regista turco che ha realizzato un film godibile, intimo, per la prima volta curioso di esplorare il cuore della famiglia tradizionale e tradizionalista, animata dal perbenismo di facciata. Un nucleo numeroso, come tanti nel Sud d'Italia, proprietario di un pastificio, con una nonna dolce e ribelle, una madre affettuosa e tollerante, la zia stravagante (una piacevole sorpresa l'interpretazione di Elena Sofia Ricci), il padre molto attento alle apparenze e due figli gay che hanno da sempre nascosto la loro vera identità. Scamarcio particolarmente bravo a non strafare in un ruolo non certo facile. Sullo sfondo la splendida Lecce con i vicoli, piazze ed il candore della sua architettura.

La genialità di Polanski

Regia: Rocco Papaleo con Alessandro Gassman, Paolo Briguglia, Max Gazzè, Rocco Papaleo, Giovanna Mezzogiorno

Max Gazzè, Alessandro Gassman, Paolo Briguglia, Rocco Papaleo (che è anche il regista del film) e Giovcanna Mezzogiorno in una scena di “Basilicata coast to coast”

il ladro di fulmini Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo Regia: Chris Columbus con Logan Lerman, Pierce Brosnan

Il paragone con le avventure di Harry Potter è inevitabile. Il regista ne ha diretti ben due. Come il celebre maghetto anche Percy Jackson ha poteri sovrannaturali, per metà divino e per metà umano, con l'innata capacità di tenere a bada il male. Anche lui ha genitori "magici", è figlio del dio greco Poseidone, e molte delle situa-

zioni in cui si trova porta inevitabilmente al personaggio della Rowling. L'apparizione dell'Idra a tre teste non può non ricordare Fuffy il cane a tre teste di Hagrid. Solo una squallida copia dunque? Niente affatto. Il film ha una sua valenza, si lascia vedere con piacere, in qualche modo è anche educativo (all'inizio insegnanti e compagni di scuola lo credono mentalmente limitato) e poi potrà riempire il vuoto che Potter lascerà. Moderno classico della letteratura fantasy dello scrittore Rick Riordan, "Il ladro di fulmini" è il primo di una serie di cinque libri, l'ultimo uscito a maggio dello scorso anno.

L’uomo nell’ombra Regia: Roman Polanski con Ewan McGregor, Pierce Brosnan. Che Polanski sia un maestro nella regia è fuor di dubbio ed anche in questa occasione dà prova di grande abilità del dirigere gli attori. Ha sdoganato definitivamente uno come Brosnan che nella vita ha trovato non poche difficoltà a costruire una dignitosa carriera non legata quasi esclusivamente al fascino ed al glamour. Unico punto debole forse una sceneggiatura a volte prevedibile ed improbabile (come quando il protagonista scova alcune delicate e segrete informazioni semplicemente consultando Internet. Va bene che nella rete si trova di tutto, ma questa volta appare un po' esagerato) per un film che ha la sua forza in una storia costruita su temi importanti, piena di inganni e tradimenti, dove ognuno è molto diverso da ciò che appare.

L’italia cialtrona che si redime La vita è una cosa meravigliosa Regia: Carlo Vanzina con Gigi Proietti, Vincenzo Salemme, Enrico Brignano, Nancy Brilli, Luisa Ranieri

Saranno pure i furbetti del quartierino, ladroni e corrotti, però in fondo in fondo sono dei buoni. Insomma, prevale la tesi dei "birbantelli". E' questa l'Italia descritta dai Vanzina. Gli italiani? Un popolo di cialtroni, dicono, sempre pronti a trovare la scorciatoia, la raccomandazione, l'appoggio del

potente di turno, ma subito dopo arriva puntuale l'assoluzione. Così il direttore di un potente gruppo bancario, intrallazzone ed imbroglione, si ritira in campagna a coltivare gli ortaggi in compagnia di belle ragazze (!), il chirurgo che cercava e dispensava favori a destra e manca si redime andando a curare i poveri. Il poliziotto intercettatore, che usa il suo potere per conquistare una bella ragazza, ritrova l'amore. E via discorrendo. Unico punto forza del film un eccellente cast di attori, che riesce a tenere in piedi una storia mediocre ed improbabile. Con tutto il "materiale" che la cronaca regala ogni giorno si poteva fare veramente di più.

Rubrica a cura di LUCIANA vECCHIOLI

Easy Rider in salsa lucana. Dal Tirreno allo Ionio a piedi per dieci giorni, attraversando una delle regioni più belle e suggestive del nostro Sud d'Italia. Divertente e surreale road movie musicale che vede protagonisti cinque personaggi in cerca delle proprie identità. Interessante esordio dietro alla macchina da presa per l'attore Rocco Papaleo, fino ad ora quasi esclusivamente relegato nei panni del caratterista, che con questa strampalata pellicola tenta di raccontare risorse e potenzialità della sua terra. Cinque amici, una piccola band di provincia per non rinunciare ai propri sogni. Cast credibile ed a proprio agio nelle singole interpretazioni, anche per un cantante come Gazzè alla sua prima prova cinematografica.

Scorsese con il fiato sospeso Shutter Island Regia: Martin Scorsese con Leonardo Di Caprio, Mark Ruffalo, Ben Kingsley, Max von Sydow

Un affresco sul dolore e sulla follia. Film particolarmente claustrofobico e cupo, con una magnifica fotografia, come tutte le opere di Scorsese curato e costruito nei minimi particolari. Maestro nel dirigere i suoi attori. Dramma psicologico avvincente, che lascia con il fiato sospeso sino alla fine, mai scontato, con una ambientazione quasi maniacale. Un'isolafortezza, battuta dal vento e da una pioggia incessante, sede di un noto manicomio criminale. Siamo nel 1954, all'apice della Guerra Fredda, quando il capo della polizia locale Daniels (Di Caprio) ed il suo collega vengono convocati a Shutter Island per indagare sulla misteriosa scomparsa di una pluriomicida, ma nulla è come appare.


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irriverente autoironia

venerdì 23 aprile 2010

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un omaggio a New york

Simon Konianski

Remember me

Regia: Micha Wald con Jonathan Zaccai, Popeck

Regia: Allen Coulter con Robert Pattinson, Emilie de Ravin

Un popolo che sa ridere della propria tragedia. Sul filone di una serie di riuscitissime commedie dallo humour yiddish (da "Train de vie" in poi), arriva questo giovane e sconosciuto regista belga di origini ebraiche al suo secondo lungometraggio. Dosato e con il giusto cast di attori, costruisce un film divertente e drammatico, irriverente e scoppiettante, graffiante e doloroso. Colonna sonora dai ritmi leggeri ed accattivanti in netto contrasto dal contesto narrativo. Più che l'accostamento con Woody Allen, Radu Mihaileanu o al nostro Benigni, lo stile somiglia molto a quello dei grandi fratelli Coen che sullo stesso argomento hanno realizzato "A serious man". Fortemente autobiografico, è il racconto di un giovane laureato in filosofia, disoccupato, abbandonato dalla moglie, costretto a tornare a vivere con il padre, un ex deportato che gli darà del filo da torcere anche da morto.

Una sorpresa. Che il vampiretto più celebre del momento si sia cimentato, nonostante il travolgente successo di Twilight, in una pellicola del genere depone a favore di questo bel ragazzone rimasto improvvisamente sepolto dalla notorietà e da una stuolo di adoranti fan. Il film, contrariamente a quanto si possa credere, non è solo una storia d'amore destinata al filone giovanilistico, l'intreccio è molto più raffinato e complesso, pieno di humour, acume, con dialoghi ben scritti ed interpretati. Finale sorprendente che vuole essere un omaggio alla città di New York. Senza voler svelare nulla, perché l'epilogo è davvero inaspettato, la storia parte da due ventenni provenienti da mondi del tutto opposti, che si incontrano in maniera non proprio casuale, e che si innamorano. Ma non ci sarà l'happy end.

generazioni in conflitto Genitori e figli Regia: Giovanni Veronesi con Silvio Orlando, Luciana Littizzetto. Michele Placido, Margherita Buy, Max Tortora, Elena Sofia Ricci, Piera Esposti Il confronto-scontro tra il mondo degli adulti e quello dei giovani di oggi attraverso lo sguardo della quattordicenne Nina. E' credibile il quadro che il regista toscano traccia delle nuove generazioni, riesce a fotografarne bene il malessere e l'incapacità di capirsi fino in fondo. Certo, in un contesto da commedia e con i toni leggeri del genere, a volte con profili appena tratteggiati ma convincenti. Decisamente migliore invece il fronte dei cosiddetti "grandi", dove si capisce che Veronesi ha maggiore conoscenza della materia. Avvalendosi di un cast di attori di alto profilo, abbandona per il momento il film ad episodi per raccontare una storia più strutturata e ricca di sfumature

Il fotogramma che campeggia sulla locandina di “Simon Konianski”

da bambina a donna d’affari

Spettacolare ed emozionante Burton. Ancora una volta non delude, regalandoci una inedita Alice, indipendente, moderna ed ormai ventenne. Non più la bambina del Paese delle Meraviglie, ma una donna che intraprende un nuovo viaggio nel Sottomondo per conoscere il

suo futuro, che non sarà quello di sposare il viscido e stupido Lord Hamish. Il suo destino è diventare una donna d'affari. Johnny Depp sempre all'altezza dei personaggi che interpreta, anche in questo caso bizzarro e divertente al punto giusto nei panni del Cappellaio Matto. Strepitosa Helena Bonham Carter (dolce metà del regista), la tirannica monarca "capocciona" Iracondia, dal carattere irascibile ed una certa propensione a tagliare la testa dei suoi nemici, che poi lascia soavemente galleggiare nel fossato che circonda il castello.

il “riscatto” del maestro

i cattivi in iraq un mago sono gli usa della truffa

Alice in Wonderland Regia: Tim Burton con Johnny Depp, Mia Wasikowska, Anne Hathaway.

Il concerto

Green zone

Colpo di fulmine

Regia: Mihaileanu con Aleksei Guskov, MiouMiou "Il concerto" è quello per orchestra e violino di Cajkovskij. Bello e commovente il nuovo film del regista di "Train de vie". La storia di Andrei Filipov, celebre direttore russo d'orchestra licenziato in tronco ai tempi di Breznev per non aver cacciato i suoi musicisti ebrei. Trent'anni dopo, caduto in disgrazia, l'uomo lavora ancora al Bolshoi ma come custode. Grazie ad uno stratagemma riunisce la sua vecchia orchestra per tornare a suonare nel Teatro di Chatelet a Parigi. Parte alla ricerca spasmodica degli artisti che nello sfacelo dell'Unione Sovietica tutto fanno meno che suonare. Riuscirà a mettere insieme un consistente gruppo di varie etnie, dalla ebraica alla rom, nel tentativo di riscattare una "dignità umana calpestata".

Regia: Paul Greengrass con Matt Demon, Greg Kinnear

Regia: John Requa e Glenn Ficarra con Jim Carrey, Ewan McGregor

Agli americani non è piaciuto molto. Anzi, visti gli esigui incassi potremo dire quasi niente. Perché i cattivi, ebbene si, questa volta sono loro. A dirla tutta, è difficile trovare nella cinematografia a stelle e strisce un altro film così esplicito, così diretto, nell'incolpare il governo Usa di aver provocato una guerra senza senso. La Green Zone del titolo è il blindatissimo quartiere situato nel centro di Baghdad dove risiedono le truppe, è da qui che parte l'avvincente thriller a sfondo politico. Da qui il maresciallo Roy Miller e la sua squadra di ispettori ricevono l'incarico di scovare nel deserto dell'Iraq i depositi con le famose armi di distruzione di massa. Non trovando nulla di tutto ciò, l'ufficiale inizierà ad avere qualche sospetto.

Certo, la storia nella fase di scrittura della sceneggiatura è stata parecchio romanzata ma sembra che tutti gli eventi descritti siano realmente accaduti. Basta questo per rendere il film apprezzabile di una certa attenzione, perché se fosse vero solo un terzo di ciò che è narrato è davvero incredibile come un uomo possa arrivare a fare tanto nel corso di una vita. A parte questo, l'interpretazione di Carrey è un po' troppo fumettistica e gli eventi si susseguono con un certa confusione. Un morigerato agente di polizia, sposato con prole, che suona l'organo in chiesa, dopo un incidente stradale decide di cambiare vita. Si dichiara gay, inizia a vivere una esistenza fatta di truffe ed imbrogli. In prigione trova l'amore della sua vita.


granDe SChermO

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l’

quotidiano

venerdì 23 aprile 2010

15

il cinema nel cinema

Pezzo di storia senza retorica

Happy family

Invictus

Regia: Gabriele Salvatores con Fabio De Luigi, Diego Abatantuono, Fabrizio Bentivoglio, Margherita Buy, Carla Signoris, Valeria Bilello

Non è l'ennesimo film sulla famiglia. Salvatores semplicemente racconta degli uomini e delle donne, e lo fa con un film originale, poetico, spassoso, colorato, elaborato su diversi piani narrativi e continui passaggi tra finzione e realtà. Otto personaggi in cerca d'autore. Sono questi i protagonisti, la famiglia felice a cui il titolo ironicamente allude. Escluso Ezio, 38 anni, una vita trascorsa senza aver mai concluso nulla di buono che un giorno decide di scrivere una sceneggiatura per il cinema. Due coppie, i loro figli, i nonni, il cane, esseri del tutto inventati che ad un certo punto però vivono di luce propria, escono dallo schermo del computer di Ezio (un Fabio De Luigi in grande forma) per rivendicare la loro esistenza. Il cinema nel cinema.

Regia: Clint Eastwood con Morgan Freeman e Matt Damon

Dario Castiglio (figlio di Peppino Di Capri) e Martina Codecasa sul gozzo dell’innamoramento nel film di D’Alatri, “Sul mare”

il gozzo galeotto Sul mare Regia: Alessandro D'Alatri con Dario Castiglio, Martina Codecasa

D'Alatri torna a sorprenderci. Dopo il cine-panettone alternativo "Commediasexy", il regista romano questa volta firma un film completamente in digitale, a basso budget, interpretato da attori semisconosciuti. Una commedia sentimentale appartenen-

te al filone giovanilistico, dai risvolti sociali, ambientata nella splendida isola di Ventotene che, ad onor del vero, contribuisce parecchio alla riuscita della storia tratta dal romanzo di Anna Pavignano (In bilico sul mare). Il giovane e bel Salvatore (Dario Castiglio, figlio di Peppino di Capri) d'estate porta i turisti in giro con il suo gozzo mentre d'inverno fa il muratore in nero nei cantieri sulla terraferma. L'amore arriva con Martina, la ragazza di buona famiglia che usa la sua barca per le immersioni da sub.

Il capitano Francois Pienaar entra nella minuscola cella dove per 27 anni è stato recluso Nelson Mandela. Allarga le braccia, come per prenderne le misure e dalla finestra lo immagina nel cortile, in catene, intento a spaccare pietre sotto il sole cocente. Perché un uomo che ha dovuto subire tanto dolore parla di perdono? Forse l'eccesso di retorica, inusuale per un film di Eastwood, può in un primo momento generare qualche attimo di smarrimento. Poi con lo scorrere delle immagini prevale l'emozione, quella di veder rappresentato un momento cruciale della storia del Sudafrica ma forse anche del mondo. Le interpretazioni di Freeman nei panni di Nelson Mandela e Damon in quelli del biondissimo capitano della squadra di rugby sono appassionanti.

dalla parte del detenuto

gianburrasca d’oltralpe

Il profeta

Il piccolo Nicolas e i suoi genitori

Regia: Jacques Audiard con Tahar Rahim e Niels Arestrup

Difficile non identificarsi con la faccia d'angelo del protagonista, perché anche se la storia è politicamente poco corretta (un percorso di formazione alla rovescia, un anti-eroe) non si può non stare dalla sua parte. Accertato ormai il fatto che il carcere non riabilita proprio nessuno, il film è abilmente orchestrato da un regista che conferma qualità straordinarie nel dirigere gli attori. La faccia del giovane Malik (felice esordio), analfabeta e ladruncolo che entra in carcere per uscirne dopo sei anni più acculturato, spietato ed a capo di una pericolosa banda, e quella del boss corso César Luciani (si intuisce ad occhio nudo la consolidata esperienza anche teatrale), reggono praticamente tutto il film.

Regia: Laurent Tirard con François-Xavier Demaison, Daniel Prévost

tahar Rahim, protagonista del film di Audiard “Il profeta” capace di trovare un ruolo di primo piano in un ambiente dove dopo i quaranta già si annaspa. Grazie alle sue innate capacità è in grado di far apparire decente un E’ complicato film che molto probabilmente con Regia: Nancy Meyers con altri interpreti avrebbe creato Meryl Streep, Alec Baldwin, qualche imbarazzo. La storia del Steve Martin triangolo over 50 tra una donna, il E' sempre un piacere ritrovare la suo ex marito ed un ipotetico pregrande Meryl Streep, anche se in tendente stenta a decollare. E poi, questo caso è protagonista di una va bene dare un'immagine di commedia non proprio originalis- donna realizzata, ma perché la sima e forse troppo hollywoodiana scelta di stamparle sul viso, dalper un talento del suo livello. l'inizio alla fine, quell'insistente Tuttavia, tanto di cappello ad una sorriso a volte davvero fuori attrice che a sessant'anni è ancora luogo?

triangolo hollywoodiano

Adattamento sul grande schermo di uno dei più importanti classici per l'infanzia francesi, probabile primo esempio di letteratura moderna per piccoli, nato dalla fantasia di René Goscinny (l'ideatore di Asterix) e Jean-Jacques Sempè. Il protagonista è un bambino di otto anni, Nicolas, una sorta di Gian Burrasca d'Oltralpe. Ambientato negli anni '50, le avventure del pestifero ragazzino con la sua strampalata combriccola di amici, divertono molto e riescono a creare un processo di identificazione sia nei bimbi che nei grandi, con un abile doppio piano di lettura. Riuscita trasposizione sul grande schermo, senza trascurare le magiche atmosfere dei racconti.


aq23aprile2010