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Anno I - n. 112 - Martedì 20 ottobre 2009

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Ora di Punta di

Moisè AstA

Costituzione ritrovata?

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uando meno lo si aspettava, il superministro Giulio Tremonti, poco meno che reoconfesso (così, almeno, lo vedono sottosalariati, cassintegrati e precari costretti ad arrampicarsi sulle ciminiere delle piccole e medie fabbriche o sui tetti dei “vecchi” provveditorati agli studi per cercare di difendere il loro traballante posto di lavoro) ha professato la sua “fede” nei principi della Costituzione repubblicana che considera “validi ma poco applicati”. o ha fatto, concludendo a Milano un Convegno della Bpm con queste parole: «La variabilità del posto di lavoro, l’incertezza, la mutabilità per alcuni sono un valore in sé, per me onestamente no. In strutture sociali come la nostra, il posto fisso è la base su cui organizzare il tuo progetto di vita e la famiglia». Ma chi gli ha mai impedito di muoversi in tal senso? Si spiegano, perciò, le perplessità dei sindacati: se Angeletti crede piuttosto poco a quanto il superministro ora dice (mi pare di ascoltare il discorso di un organizzato dell’Uil, ha detto), il leader della Cgil, Epifani, invita i “poveri cristi” in apprensione a chiedere, in materia, il parere della Confindustria, sempre più impegnata a sollecitare “mano più libera” nella gestione dei prestatori d’opera dipendenti. Se fosse, per davvero, “ritrovato” il costituzionalismo ortodosso predicato da Tremonti non staremmo qui a lamentare precariati e ipocriti rapporti capitale-lavoro. Ne avremmo, anzi, rare occasioni, crisi a parte.

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quotidiano www.altroquotidiano.it

Sortita a sorpesa del ministro dell’Economia

La conversione Tremonti esalta l’importanza del “posto fisso” e ammette che la mobilità non è un valore «Credo che sia meglio avere un posto di lavoro fisso. La variabilità del posto per alcuni è un valore in sè, per me no. La stabilità del lavoro è alla base dello stato sociale, per organizzare la continuità della vita in una società come la nostra». Lo ha affermato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, nel suo intervento al convegno organizzato dalla Bpm su «Partecipazione nell’impresa e nell’azionariato dei lavoratori». Tremonti ha spiegato che la «globalizzazione ha modificato la qualità del lavoro trasformando il lavoro fisso e creando anche tipologie diverse di lavoro», aggiungendo che non «era evitabile, non si poteva fare diversa-

mente» e che è stato fondamentale che ci fosse una legislazione che ha tenuto conto di questo processo. Sulla questione della partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese «un ritorno alla Costituzione può portare a

concrete e non remote applicazioni». La Costituzione italiana, ha notato Tremonti, è «ancora valida per la parte dei principi», ma «non è stata pienamente applicata». Se la Carta favorisce infatti la proprietà e l’azionariato popolare, si è invece creato «per un decennio un sistema che in qualche modo ha sfavorito i titoli di proprietà e ha favorito i titoli di debito, criterio per cui la grande proprietà industriale doveva essere in qualche modo controllata dal sistema bancario». Le reazioni dei sindacati, pur tra battute salaci sulla “conversione” del ministro, sono sostanzialmente positive. PAG. 6

Le motivazioni della Consulta

Pd. La “pagella” dei lettori

Perché il no al lodo Alfano

I tre candidati stretti in 6 punti

Il Lodo Alfano «attribuisce ai titolari di quattro alte cariche istituzionali un eccezionale ed innovativo status protettivo che non è desumibile dalle norme costituzionali sulle prerogative, e pertanto, è privo di copertura costituzionale. Contemporaneamente, crea un’evidente disparità di trattamento di fronte alla giurisdizione». È questo, in sintesi, il passaggio più significativo delle motivazioni della sentenza, con la quale la Corte Costituzionale il 7 ottobre scorso ha bocciato il “lodo Alfano”. Il documento consta di quasi 60 pagine nelle quali i giudici della Consulta spiegano le ragioni dell’incostituzionalità dello “scudo” per le quattro alte cariche dello Stato.

A 5 giorni dalla data fissata per le primarie del Pd (domenica 25 ottobre) la graduatoria dei tre candidati alla segreteria che emerge dalla "pagella" compilata con i voti dei nostri lettori continua ad essere sostanzialmente stabile, con una leggera accentuazione del vantaggio di Bersani su Franceschini. Eccola: Bersani 36,20% Franceschini 32,93% Marino 30,85% Intanto vi ricordiamo che potrete esprimere il vostro giudizio sui tre candidati fino alle ore 12 di sabato servendovi della scheda che pubblichiamo sulla home page del nostro sito. A pagina 4 intervento di Gianni Pittella: perché sostengo Bersani. - A pagina 5 un’anticipazione del libro di Bettini che sostiene Marino


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VentiquattrOre

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PoLItICA

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CronACA

Il Rutelli pensiero: «Fini è il più amato dalla sinistra italiana»

Attentato caserma Mohamed Game parla e confessa

«Fini è il più amato dalla sinistra in Italia. Su tanti temi come la cittadinanza e i gay è ormai diventato una specie di icona della sinistra. Forse qualcuno mi ha scavalcato». Lo ha detto Francesco Rutelli a Sky Tg24 sul presidente della Camera, Gianfranco Fini, rispondendo a chi gli chiedeva se un’ipotetica forza politica con lui, l’ex-leader di An e Pier Ferdinando Casini potrebbe essere tacciata di trasformismo. Comunque sia, si aspetta una presa di posizione, un chiarimento, che probabilmente Eccolo spuntare su Sky e lanciare una sortita che arriverà dopo l’elezione del nuovo segretario lascia poco stupiti: Rutelli afferma che Fini è il più del Pd. amato dalla sinistra italiana. Sì, ma quale sinistra?

Ha ammesso le sue responsabilità per quanto riguarda l’attentato di Milano Mohammed Game, il libico che una settimana fa ha tentato di farsi esplodere come un kamikaze davanti alla caserma Santa Barbara. L’uomo è stato interrogato dal gip Franco Cantù Rajnoldi. Game, che è uscito dal coma farmacologico ed è vigile, per circa un’ora ha risposto alle domande del gip e ha confermato la ricostruzione di quanto accaduto fatta dagli inquirenti.Da quanto si è saputo, Game è rimasto sorpreso quando gli è stato fatto presente che erano stati arrestati i suoi due complici.

CALzInI turChese

IL CAv suLLA Cnn

Brachino si scusa col giudice Mesiano

Quali gaffe? Tutte inventate dai giornali

«Chi mangia fa molliche. Il servizio sul giudice Raimondo Mesiano, andato in onda giovedì scorso, non è stato un capolavoro. Di questo me ne assumo tutte le responsabilità. Mi scuso quindi con Mesiano e mi impegno a non trasmettere più quelle immagini. Io non ho alcuna paura di scusarmi». Così il direttore di Videonews, Claudio Brachino, torna sulla

“Non ho mai fatto alcuna gaffe, nemmeno una: tutte sono inventate dai giornali”. Lo afferma il premier Berlusconi in un’intervista alla Cnn. Registrata a maggio all’interno del programma ‘Revealed’ - tutto dedicato alla figura di Berlusconi- andrà in onda mercoledì. “Io non so bene cosa sia il carisma, forse è una situazione che rende gradita una persona: io l’ho sempre avuto,chi lavora come me mi ha sempre adorato. Certo sono consapevole che la gente possa cambiare idea, ci vuole poco”. Nello stesso programma della Cnn andranno in onda anche le interviste a Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset e amico di lungo corso del premier, e di Piersilvio Berlusconi, figlio del presidente del Consiglio e vicepresidente di Mediaset. “Silvio Berlusconi? Un ottimo padre, anche se forse non un buon marito…” dice Confalonieri. “E’ un ottimo padre - spiega- che si è dimostrato sempre molto generoso con i suoi figli, non solo ovviamente dal punto di vista economico. Lo ricordo anche quando erano bambini: nel poco tempo libero che aveva giocava con loro, si prendeva cura della loro educazione”. “La mia - racconta Piersilvio Berlusconi - era una famiglia normale, almeno fino a quando mio padre e’ entrato in politica: una famiglia sana”.

vicenda al centro delle polemiche, cioè il servizio sul giudice Mesiano trasmesso da Mattino 5. Brachino reagisce agli «insulti» che gli sono piovuti addosso, e definisce «inaccettabile» la reazione di Repubblica. In più invita il giudice a venire in trasmissione affinchè possano essere a lui rivolte alcune domande. Brachino è intervenuto a Mattino 5 durante la rubrica “Controcanto”.

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Direttore responsabile: Ennio simeone Redazione e stampa: via Carciano 45, 00131 Roma tel. 06 86293192 redazione@altroquotidiano.it Editrice: GECEM (Gestione Cooperativa Editoria Multimediale) - Presidente:stefano Clerici Sede legale: Via Aldo Sandulli 45, Roma Registrazione del Tribunale Roma n..343/08 del 18 settembre 2008 - Registrato al ROC Partita Iva 09937731009

L’OnOmasticO

Cornelio oggi si festeggia san Cornelio. era un centurione romano noto come uomo pio e timorato, che pregava ed era generoso nelle elemosine. La sua residenza era a Cesarea di Palestina, sede del governatore romano e apparteneva alla corte detta «Italica». Conobbe l’Apostolo Pietro che ospitò presso la sua dimora. successivamente si mise a predicare tra i militari dell’esercito romano. Quindi, cominciò il cammino di fede che lo portò a conoscere e ad approfondire la sua passione per la religione cristiana.


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VentiquattrOre

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LusseMBurGo

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GLAsGow

Lancio di uova, arance e bottiglie, protestano i produttori di latte

Coppia vede immagine di Gesù su porta del bagno

Lancio di uova, di bottiglie, di arance, di paglia e di vernice nera: dilaga la collera dei produttori di latte europei che a migliaia, a Lussemburgo, hanno letteralmente assediato il Consiglio dei ministri dell'agricoltura dell'Ue. C'e' stato qualche momento di paura quando i produttori, dopo aver dato fuoco ad alcuni pneumatici, hanno divelto le ringhiere di protezione. Immediata è stata la reazione delle forze dell'ordine che in assetto antisommossa - dietro di loro una decina di piccoli blindati - hanno Lussemburgo invaso dai produttori di latte. aperto gli idranti obbligando i manifestanti a Provenienti da tutta Europa hanno manifestato e indietreggiare. urlato per le quote latte.

Si erano recati all'Ikea di Braehead, vicino Glasgow, magari per comprare una libreria in radica di noce. Ma hanno trovato un Gesù da Sacra Sindone sulle porte della toilette. E' successo a una coppia scozzese che, recatasi ai servizi del megastore della multinazionale svedese, ha visto sulla porta d'ingresso il volto di un Gesù molto simile a quello consegnato all'immaginario collettivo dalla Sacra Sindone, il famoso lino che avrebbe custodito il corpo del Messia.Per i boss dell'Ikea, l'immagine è più somigliante a quella del fondatore del famoso gruppo pop svedese Abba, Benny Anderson.

AFGhAnIstAn

stAtI unItI

Marijuana in vendita Brogli nelle votazioni si va al ballottaggio per uso terapeutico Un po’ di respiro, se così si può dire, per i fumatori di marijuana a scopi terapeutici negli Stati Uniti, grazie a un cambio d’indirizzo politico della presidenza di Barack Obama. Il ministero della Giustizia ha deciso, in una inversione di rotta rispetto all’amministrazione Bush, che consumatori e venditori di cannabis a scopi medici non possano essere arrestati se in regola con le leggi statali. Nei quattordici stati americani in cui la marijuana per scopi terapeutici è permessa dalla legge locale (Alaska, California, Colorado, Hawaii, Maryland, Michigan, Montana, Nevada, Oregon, Rodhe Island, Vermont e Washington), durante gli otto anni di Bush i pubblici ministeri erano indirizzati dal ministero verso il perseguimento dei possessori della droga leggera in virtù della legge federale. Da ora, come Obama ha promesso in campagna elettorale, arriva la legittimazione politica della marijuana medica: i funzionari pubblici dovranno attenersi alla legge dello stato e concentrare la propria attività solo contro chi utilizza il mercato della marijuana per coprire o finanziare altre attività illegali. Insomma, la decisione di Obama, conferma quanto detto durante la campagna elettorale: ossia tendare di dare una svolta all’America.

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tempi di "lacrime sangue" non sono finiti al New York Times. Il gruppo editoriale si appresta a licenziare altri 100 giornalisti (l'8% del totale) entro la fine dell'anno dopo gli 80 eliminati lo scorso anno. Lo ha reso noto la proprietà specificando che giovedì offrirà un pacchetto di incentivi all'esodo a tutta la redazione. I giornalisti avranno 45 giorni per decidere. Ma se almeno 100 redattori non accetteranno l'offerta

“Prove chiare e convincenti di brogli" alle elezioni presidenziali afghane dello scorso 20 agosto portano ad invalidare "un certo numero" di schede "di ogni candidato" in 210 seggi (su un totale di 25.450), distribuiti su tutto il territorio. Lo ha scritto la Commissione reclami afghana (Ecc) nel rapporto consegnato alla Commissione indipendente elettorale, alla quale è affidato il compito di annunciare i risultati finali del controverso scrutinio di due mesi fa. Non ci sono, nel comunicato dell'Ecc, precisazioni sul numero di voti che dovranno essere tolti al presidente uscente Hamid Karzai e al suo principale rivale Abdullah Abdullah, ma fonti delle Nazioni Unite hanno anticipato come più che probabile la necessità di ricorrere al ballottaggio.

IL CAso

- dagli stessi siti web completamente gratuiti. er far fronte alle perdite il New York Times era stato costretto a ricorrere misure d'emergenza tra cui vendere il nuovo grattacielo di Renzo Piano, dove si erano trasferiti nel 2007 e chiedere in prestito 250 milioni di dollari al tasso del 14% dal magnate messicano Carlos Slim. Insomma, anche per lo storico NYT la crisi si fa sentire.

Il NY Times “liquida” 1oo reporter P a quel punto sarà la direzione a scegliere chi dovrà lasciare il giornale, ha spiegato il direttore Bill Keller, auspicando che cio "non accada anche se potrebbe". ià lo scorso anno il Nyt aveva ridotto la newsroom da 1.330 giornalisti a 1,250,

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oltre ad aver ridotto i compensi del 5% a tutti i dipendenti. a 'Grey old lady', come tutti i quotidiani statunitensi, e forse del mondo, hanno subito forti cali di vendite delle copie cartacee e di raccolta pubblicitaria danneggiati - in una sorta di autocannibalizzazione

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Pd, verso le primarie

Ecco perché voto Bersani La candidatura di Pier Luigi Bersani nasce dalla richiesta crescente, tra l’elettorato del Pd e del centrosinistra, di un cambiamento di rotta. La strategia molto netta perseguita in questi due anni dalla segreteria del Partito democratico ha dimostrato in tutti gli appuntamenti elettorali di non essere in grado di mettere in campo una concreta alternativa di governo. Il 33 per cento dei consensi raggiunto alle consultazioni politiche del 2008 è indubbiamente un massimo storico dei consensi mai conseguito da un partito di centrosinistra, ma proprio per questo rappresenta un limite difficilmente valicabile e comunque ben lontano dal risultato necessario per battere la coalizione di centrodestra con il solo apporto dell’alleanza con l’Idv di Antonio Di Pietro. Basta questa ovvia constatazione per mandare in soffitta lo schema politico e istituzionale su cui ci si è mossi finora e di cui Dario Franceschini è stato un esponente di spicco. L’idea cioè di un bipartitismo fondato su due formazioni politiche ‘a vocazione maggioritaria’ che si alternassero alla guida del paese, come accade nelle più grandi democrazie occidentali ma che ha scarsa praticabilità in Italia. Il Pd costruito da Veltroni e Franceschini ha dimostrato infatti di non avere nelle gambe la capacità di arrivare in tempi ragionevoli a una dimensione tale da rendere possibile questa alternanza. Il modello di partito proposto è stato di fatto ricalcato da quello del fronte avverso, ma in tono inevitabilmente minore vista la disparità delle risorse disponibili: forte concentrazione decisionale e di esposizione mediatica nella

Dopo l’intervento di Piero Fassino a sostegno di Franceschini, pubblichiamo oggi quello di Gianni Pittella per Bersani di GiAnni PittELLA

sopra, Gianni Pittella, vicepresidente del Parlamento europeo. sotto Pier Luigi Bersani

figura del leader, presenza sul territorio scarsa o totalmente assente che ha delegato o per meglio dire abbandonato la gestione del partito a livello locale, nessuna continuità organizzativa di linee e di indirizzo con le strutture del

Pd nelle istituzioni, dai gruppi parlamentari agli enti locali. Di questo vuoto politico e dell’assenza di una forma di disciplina interna condivisa e accettata, abbiamo sperimentato le nefaste conseguenze anche in questi giorni: in par-

lamento dallo scudo fiscale, all’omofobia e nel territorio, con la scoperta dell’infiltrazione della malavita organizzata in alcuni circoli e amministrazioni permessa da un modello di partito sbagliato e troppo permeabile e non certo dalla scarsa moralità dei vertici della segreteria. Si deve riconoscere che la candidatura di Bersani ha già determinato di per sé, come reazione, un cambiamento di linea in un segretario ‘’di garanzia’’ che doveva al’inizio semplicemente portare il Pd al congresso e già questo è bastato a far recuperare il Partito democratico nei sondaggi. Ma i nodi di fondo non sono stati sciolti e le differenze rimangono marcate. Bersani ripete spesso che il più grande antiberlusconiano sarà quello che riuscirà a mandare a casa il premier e indica una strada al paese. Si deve elaborare un programma che proponga ai lavoratori, ai precari, agli insegnanti e agli studenti, alle famiglie, alle piccole e medie imprese, agli artigiani e ai commercianti, al Mezzogiorno soluzioni praticabili per uscire dalla crisi economica ancora vitali. Si devono difendere le istituzioni dal più grande tentativo di stravolgimento populista mai visto dal dopoguerra ad oggi. Per far questo servono competenza e credibilità, una politica di apertura a nuove intese e alleanze, una nuova legge elettorale che ridia il diritto di scegliere ai cittadini i propri rappresentanti e un grande partito popolare, laico, in cui dirsi di sinistra non è una bestemmia e che guidi il cambiamento. Un partito radicato nel territorio, democraticamente partecipato a ogni livello, un partito di protagonisti.


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“Pd anno zero”

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verso le primarie

Bettini e la sfida Marino Goffredo Bettini e a sinistra la copertina del libro

Pubblichiamo uno stralcio del libro-intervista a Goffredo Bettini, “Pd anno zero” (di Carmine Fotia, edito da Gaffi editore) , che sarà presentato domani a Roma alle 18 allo Spazio Etoile, p.zza S.Lorenzo in Lucina ...Come si arriva a Ignazio Marino? Marino lo avevo apprezzato in Senato. Mi ero andato a guardare la produttività della sua commissione da quando ne era diventato presidente: era aumentata quasi del doppio. Poi mi colpì la tenacia nel difendere le sue idee. Ignazio sembra quasi formale, per quanto è gentile. Ma nella battaglia è inamovibile, coraggioso, quasi spericolato. Lo aiutai molto a diventare prima capogruppo nella Commissione sanità del Senato e poi presidente del Comitato di controllo sulla qualità del servizio sanitario pubblico. Dico che lo aiutai, insieme a Veltroni e la Finocchiaro, perché già giravano attorno a quelle responsabilità i falchetti della lottizzazione correntizia… Beh, bastano queste cose per candidare qualcuno a segretario del Pd? Non lo so. Aggiungo che Marino mi era stato presentato da D’Alema appena arrivato in Italia. Quasi affidato. Sapevo della sua fama come grande chirurgo e ero a conoscenza delle vere e proprie folle che accorrevano alle sue conferenze svolte in tutta Italia, sui temi

dei diritti e del testamento biologico. Insomma ero convinto che egli avesse potenzialità enormi ancora inespresse. Non ho sbagliato. Siamo a qualche giorno dalle primarie decisive. Ignazio o vince o sarà determinante. Perché tanto successo? La domanda è quanto mai opportuna. Abbiamo combattuto in condizioni di totale disparità. Marino ha meno risorse. È andato enormemente meno volte in televisione di Bersani e Franceschini. Non ha apparati e gruppi dirigenti locali. La nostra è stata davvero una battaglia di idee, libera e a mani nude. Però, appunto, non sta andando affatto male. Guarda, tra gli iscritti, dove il voto è stato più libero, nelle grandi città per esempio, siamo tra il 20 e il 30 % dei consensi. Abbiamo sofferto dove sono comparsi all’improvviso in un circolo mille iscritti e novecento hanno votato per Bersani e Franceschini e Marino prende, non so, 2 o 3 voti. È un’anomalia politica, che deriva da una tradizione a fare quello che dice il capobastone piuttosto che la propria testa. Speriamo che il

Pd sappia spazzare via queste indecenze che, anche nel campo della sinistra, tendono a insegnare a chinare il capo e a obbedire. Detto questo, ora c’è il voto dei cittadini; vince chi supera il 50% dei consensi: Marino andrà fortissimo. Ma se non dovesse vincere saremo comunque determinanti. torniamo alle ragioni di questa affermazione. La chiave del successo di Marino, secondo me sta in tre elementi intrecciati tra di loro. In primo luogo è uomo semplice, concreto, chiaro quando parla. E allo stesso tempo fa intuire una competenza speciale, un grande sapere. Tutto il contrario della chiacchiera politica. Scherzando ho detto: ci vuole in Italia un Marchionne della politica. Uno che aggiusta le cose, che ripara questo Paese così maltrattato. Poi? In secondo luogo, Ignazio esprime magari pochi, ma fortissimi e chiari valori. Il suo discorso è sobrio, non concede nulla all’”eticismo” facile. Ma è innervato di una spiritualità laica, che colpisce e ti rimane dentro. Infine, è una persona normale. Riprendo una battuta di D’Alema. Ci vuole un Paese normale, ma per farlo occorrono persone normali. Che si presentano per quello che sono. Ignazio piace, perché è lontano mille miglia dai comportamenti dell’attuale nomenclatura italiana, che ha stancato e deluso

tanto i cittadini. se sarete determinanti chi appoggerete? Lo ripeto: nessun baratto. Nessun mercanteggiamento. Porremo sul tappeto alcuni punti fondamentali al fulmicotone, e poi la politica farà il suo corso…. Quali punti? No alle correnti, sì a un partito fondato sulla responsabilità e decisione di iscritti e persone; no netto al nucleare, si allo sviluppo dell’economia verde; rinnovamento dei ceti politici, soprattutto nel Sud; no ai doppi incarichi, limite di elezione di due mandati; libertà del malato di decidere le cure cui sottoporsi, diritti civili, riconoscimento delle coppie di fatto anche omosessuali, adozioni anche per i single, investimenti per scuola e università e soprattutto merito, merito, merito, insieme naturalmente al sostegno per chi perde il lavoro. Poi, voglio sottolineare che votare Marino significa mettere a riparo il Pd da possibili brutte avventure. In che senso? Sento un’aria che non mi piace. Troppi dicono apertamente che se vince Bersani, molti sostenitori di Franceschini non si sentiranno più a casa propria e viceversa. Certo, le correnti hanno impedito di costruire una solida militanza democratica. Ma guai a tornare indietro. Senza il Pd si impoverisce la democrazia italiana e si perderebbe del tutto la sinistra...


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La “svolta” di Tremonti

«Mobilità? Non è un valore, meglio il posto fisso» Al centro tremonti. sotto a sinistra Epifani e Angeletti

L’esternazione del ministro ha suscitato stupore. Epifani Cgil: “Chiedete un parere a Confindustria?” La UIl: “E’ uno dei nostri” di MAriA PrEziosi Dopo essere stato sbeffeggiato nelle canzoni, dato per morto nei convegni, considerato un residuo del passato e spesso una gabbia dai più giovani il posto fisso si prende la rivincita: a elogiarne l'importanza come «la base sui cui organizzare» il proprio «progetto di vita e di famiglia» è stato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Il ministro ha sottolineato come l'incertezza e la mutabilità del lavoro non siano un «valore in sè». E a dargli ragione, oltre ai dirigenti sindacali, ci sono i dati Istat che mettono in evidenza come in tempi di crisi il posto fisso (il contratto 'standard', dipendente a tempo indeterminato) abbia retto meglio degli altri al calo della domanda. Così se nel secondo trimestre 2009 i contratti a termine sono diminuiti del 9,4%, scontando in gran parte le difficoltà delle aziende, i posti fissi sono aumentati dello 0,4%. «Non credo che la mobilità di per sè sia un valore ha detto Tremonti - penso che in strutture sociali come la nostra il posto fisso sia la base su cui organizzare il tuo proget-

to di vita e la famiglia. La variabilità del posto di lavoro, l'incertezza, la mutabilità - ha aggiunto il ministro nel suo intervento a un convegno della

Bpm - per alcuni sono un valore in sè, per me onestamente no». I leader di Cgil, Cisl e Uil hanno commentato immediatamente le parole del ministro: «Chiedete un commento a Confindustria» si è limitato a dire il numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani mentre per il segretario della Uil, Luigi Angeletti, Tremonti ha parlato come un «iscritto alla Uil». Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni ha definito «condivisibili» le parole di Tremonti, ma ha sottolineato anche come la flessibilità debba costare di più alle aziende ed essere pagata di più per i lavoratori». «Mi trovo d'accordo con Tremonti - dice il segretario della Nidil-Cgil (Nuove identità di lavoro), Filomena Trizioadesso il ministro faccia scelte coerenti con le sue dichiarazioni. Ci sono circa 3,6 milioni di precari tra contratti a termine (2,2 milioni), rapporti di somministrazione (circa 600.000 gli interessati) e parasubordinati (850.000 essenzialmente atipici prevalentemente con un solo committente). Si incentivino le assunzioni a tempo indeterminato - conclude - e si eliminino i dumping tra le tipologie di lavoro perchè adesso la flessibilità costa meno alle imprese».


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City & Siti

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veneto

roma

Galan pronto a correre da solo

Presto l’ordinanza contro i lavavetri

«Pur ribadendo la priorità strategica dell'accordo con la Lega Nord, il Popolo della Libertà del Veneto, al fine di non disperdere la straordinariamente positiva esperienza di buongoverno ed il consenso della maggioranza dei Veneti è pronta ad intraprendere la corsa autonoma alle prossime elezioni regionali». Lo sottolinea una nota del Coordinamento del Pdl del Veneto, ribadendo la volontà di far correre Galan, presidente uscente, con una lista civica alleata all’Udc, nel caso in cui il centrodestra decidesse di candidare in questa regione un presidente leghista. Il coordinamento ha sottoscritto ieri un ordine del giorno che impegna «il Presidente Berlusconi, il Presidente Fini, i Coordinatori Nazionali del Popolo della Libertà a rappresentare, in sede nazionale per le prossime trattative sulle elezioni regionali, la

Giro di vite del Campidoglio sui lavavetri, i giocolieri, chi pulisce i fari, abusivi che ogni giorno presidiano molti semafori della capitale chiedendo soldi agli automobilisti. Sarà firmata oggi, e dovrebbe essere operativa dal primo novembre e per un anno, l'ordinanza che vieta di «esercitare mestieri non autorizzati sul suolo pubblico e di turbare il traffico». Intanto ieri alcuni consiglieri e assessori regionali e provinciali del Pd, Prc e Sinistra e Libertà si sono improvvisati lavavetri per un giorno per protestare contro l'ordinanza in arrivo. A differenza di quella già applicata a Firenze, l'ordinanza di Roma conterrà non solo sanzioni ma anche la possibilità di un reinserimento sociale qualora si appurino condizioni di sfruttamento. L'entrata in vigore è vincolata dall'ingresso definitivo di 200 vigili urbani dei 600

ferma volontà di mantenere la guida della Regione Veneto in capo al Popolo della Libertà ed al Presidente Giancarlo Galan». «Dal 1995 - premette l'ordine del giorno - la Regione Veneto è ben governata da una coalizione di centrodestra il cui asse portante era rappresentato da Forza Italia ed Alleanza Nazionale ora confluiti, insieme ad altre forze, nel Popolo della Libertà e che hanno sempre raccolto insieme la maggioranza relativa del consenso dei cittadini Veneti, dato che è stato confermato anche nelle elezioni europee appena celebrate; è oggettivo - prosegue - come grazie a questo governo dal 1995 il Veneto abbia vissuto una stagione di crescita e progresso sociale ed economico, e venga indicato oggi in Italia e in Europa come modello di buongoverno».

roma

valle d’Aosta

Altre fedi a breve nelle scuole «Stiamo lavorando ad una riproposizione di quello che era il tavolo interreligioso, un progetto che prevede l'approfondimento e lo studio nelle scuole della storia delle varie religioni». Lo ha annunciato l'assessore alla scuola del Comune di Roma, Laura Marsilio (nella foto) , interpellata, a margine di un convegno sull'Africa in Campidoglio sulla proposta di introdurre un'ora di religione islamica nelle scuole. L'assessore capitolino «più che all'insegnamento di

previsti entro il 2011 che stanno frequentando un corso che terminerà alla fine di ottobre, più altri 50 circa nuovi entrati tra gli Operatori comunali della mobilità e decoro urbano. La maggior parte dei neo agenti entrerà nel Gruppo sociale di sicurezza urbana e affiancheranno il Gruppo pronto intervento traffico. Se si scoprirà che il lavavetri è clandestino allora verrà accompagnato nei centri di identificazione ed espulsione. Altrimenti, secondo quanto è previsto anche nell'articolo 650 del codice penale, è prevista la multa fino a 200 euro. Oltre alla multa verrà anche sequestrata l'attrezzatura. Però per i soggetti deboli è previsto un percorso di assistenza: in caso di donne e bambini il Campidoglio provvederà a farli seguire da assistenti sociali, così come in caso di vittime del racket.

Lezioni di dialetto facoltative un'ora di religione islamica» si è detta favorevole all'introduzione della storia delle religioni nelle scuole e ha annunciato un progetto del suo assessorato che va in questo senso. «Si tratta di progetto a cui potranno aderire tutte le scuole di Roma, dalle elementari alle superiori - ha spiegato Marsilio - che prevede un'ora di storia delle religioni che si andrà a sommare a quella della religione cattolica per approfondire anche altre culture».

Nelle scuole della Valle d’Aosta sarà presto attivato l’insegnamento del patois, dialetto franco- provenzale parlato nella regione, e del walser, idioma germanico tipico di un’area della vallata di Gressoney. Tuttavia, come garantisce l’assessore regionale all’Istruzione, Laurent Vierin (nella foto), le lezioni di dialetto saranno facoltative. La proposta, secondo Vierin, «ha il suo punto di forza nell’opportunità di collegamento con il territorio e la valorizzazione della nostra

storia e cultura». Con una norma di attuazione dello Statuto speciale a cui l’assessorato ha lavorato e che sarà presto al vaglio della Commissione paritetica Stato-Regione, lo studio del francoprovenzale e del walser saranno previsti nei piani dell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche regionali, nell’ambito degli insegnamenti facoltativi che caratterizzano l’ampliamento dell’offerta formativa. «Credo si tratti - afferma Vierin - di un’opportunità di crescita».


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Diritti & DOVeri

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di FidALMA FiLiPPELLi E’prevista a Ferrara un’imponente manifestazione culturale in occasione della giornata mondiale contro l’AIDS del prossimo 1 dicembre. A volerla il Ser.T di Ferrara (servizio pubblico per la prevenzione, cura e riabilitazione delle dipendenze patologiche) e la Commissione inter-aziendale Azienda USL e Azienda Ospedaliero -Universitaria di Ferrara, che coordina le azioni contro la diffusione dell’HIV. Fiore all’occhiello dell’evento è il premio giornalistico “Write AIDS”, un concorso artistico, creativo e sociale volto a contrastare il fenomeno dell’indifferenza sul problema AIDS. Il bando, che mette complessivamente in palio 200o euro, è scaricabile su www.ausl.fe.it ed è aperto ai cittadini di ogni età. Può infatti partecipare chiunque, scrivendo un articolo, un’inchiesta, un racconto o una testimonianza di max 3000 battute, oppure realizzando disegni, fumetti, foto, canzoni, poesie o altre tipologie di opere d’arte a propria discrezione. Saranno accettati filmati realizzati con qualunque supporto, dalla viodeocamera al telefonino, purchè abbiano la durata massima di 2 minuti (compresi eventuali titoli di testa e sigle finali). Il tema

iL casO

L’aLtrO sOciaLe Un premio giornalistico sull’ HIV-AIDS

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essere inediti, è fissata alle h:12,00 del 20 novembre 2009. Il materiale può essere spedito per raccomandata a: Azienda USL Ferrara - Ser.T, via Francesco del Cossa 18, 44121 Ferrara, oppure consegnato di persona al medesimo indirizzo dal lunedì al venerdì, dalle h:10,00 alle h:12,00. Le opere dovranno essere in formato cartaceo e/o digitale e per il formato video o audio è possibile la consegna su chiavette Usb e supporto dvd. L’opera dovrà essere inoltre accompagnata da una breve autobiografia dell’autore contenente precisi riferimenti anagrafici, residenziali e telefonici. Il primo classificato riceverà unpremio di 1000 euro e vedrà pubblicato il proprio articolo o pubblicizzata la propria opera sui più importanti media.L’obiettivo del premio “Write AIDS”, ed in generale dell’evento in programma a Ferrara il primo dicembre, è quello di riportare l’attenzione dei media e della società civile sul virus HIV, il quale purtroppo è in costante e silenziosa crescita anche in Italia, dove l’Istituto Superiore della Sanità ha stimato esservi 140000 sieropositivi e 34000 nuove infezioni ogni anno. Il bombardamento mediatico degli anni ‘80 e ‘90 è stato forse eccessivo, ma l’indifferenza attuale è molto pericolosa.

“Write AIDS” per non ignorare il virus

del concorso è l’HIV-AIDS e lo svolgimento è libero: si può spaziare da riflessioni e commenti sulla prevenzione alla storia della diffusione del virus, dai luoghi comuni alle campagne di sensibi-

lizzazione, dai pregiudizi ai cambiamenti prodotti dall’infezione nei comportamenti sociali e personali. La partecipazione è gratuita e la scadenza per la presentazione dei lavori, che devono

Il Festival del Cinema non ha supporti adeguati per i disabili

Penalizzati i non udenti ed i non vedenti E’ in corso una forte protesta delle associazioni dei sordi e dei ciechi contro l’organizzazione del Festival del Cinema di Roma, accusata di non aver previsto supporti adeguati per la fruizione dei film.

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iorni di forte e sentita protesta per le associazioni di rappresentanza dei non udenti e dei non vedenti, i

quali si sentono penalizzati dalle scelte organizzative del Festival del Cinema, in corso all’Auditorium di Roma fino

al 23 ottobre. E’ pur vero che il biglietto è gratuito per i disabili ed è prevista un’ulteriore riduzione per l’accompagnatore, ma non ci sono supporti adeguati per la fruizione delle opere in programma sia da parte dei sordi che dei ciechi. Per ciò che corcerne i non udenti, è stata predisposta la sottotitolazione in italiano solo per i film in lingua straniera, ragion per cui un italiano sordo può seguire eclusivamente i film girati in lingua straniera (per quelli in italiano è disponibile la sottotitolazione in inglese) E non

può usufruire, inoltre, di alcun servizio di traduzione in Lis per gli innumerevoli eventi collegati.Per ciò che riguarda i non vedenti, invece, sembra non essere stato approntato nessun tipo di audiodescrizione, e quindi possono sentire i dialoghi col rischio di comprendere ben poco della trama del film. Sarebbe bastato l’ausilio - tramite cuffie - di una voce narrante, che si occupa di descrivere scene e situazioni prive di dialoghi, come avviene per i programmi in radio e tv.


Diritti & DOVeri

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PREVIDENZA Pensione

Quota 96 con almeno 60 anni Sono un commerciante con 34 anni di contributi versati. Quali requisiti, di età e contributi, sono necessari se volessi andare in pensione di anzianità dal 1° luglio 2011? D. Rizzi, Brescia Affinché un lavoratore autonomo possa ottenere la pensione di anzianità con decorrenza dal 1° luglio 2011, è necessario che raggiunga, entro il 30 giugno 2010, la cosiddetta “quota 96” con almeno 60 anni di età. vale a dire 60 anni di età e 36 di contributi, oppure 61 anni di età e 35 di contributi.

Pensione

Coefficienti di trasformazione I nuovi coefficienti di trasformazione, per le pensioni calcolate col metodo contributivo, si applicheranno, al momento del ritiro dall’attività lavorativa, sull'intero montante allora maturato o soltanto sulla quota parte maturata dopo il 2008? P. Negri, Lodi Il coefficiente di trasformazione, determinato in base all'età posseduta dal lavoratore al momento del pensionamento, è applicato sull'intero montante. I nuovi coefficienti entreranno in vigore il 1° gennaio 2010.

reversibilità

Anhe per pensione supplementare Mia madre, casalinga di 72 anni, è rimasta vedova da pochi mesi. Mio padre percepiva una pensione dall’INPDAP quale ex carabiniere. Tale Ente ha già liquidato, abbastanza rapidamente, la pensione di

risponde il dottor Antonino niCoLo’ potete inviargli i quesiti direttamente all’indirizzo email: toniconc@libero.it

Anzianità

L’ autonomo più tardi Nel 2010 compirò 59 anni e 36 di contribuzione previdenziale Inps, di cui 9 da lavoratore autonomo e 27 da lavoratore dipendente. Se fossi rimasto sempre dipendente avrei conseguito la pensione dal 1° gennaio 2011. Da lavoratore autonomo maturerò la pensione dal 1° luglio 2013, ben due anni e mezzo dopo. Mi è difficile comprendere i motivi di tale disparità. D. Bordoni, Sondrio Poiché lei ha contribuzione versata nella gestione dei lavoratori autonomi, i requisiti e la decorrenza per la pensione sono quelli previsti per la gestione autonoma. Per la pensione di anzianità i requisiti dell'età e delle quote di tali lavoratori sono spostati di un anno in avanti rispetto a quelli previsti per i lavoratori dipendenti. Il motivo di questa disparità di trattamento, va ricondotto, a mio avviso, al fatto che la contribuzione versata dal lavoratore autonomo è considerevolmente più bassa di quella versata dal datore di lavoro per il dipendente. e, pertanto, viene operata una specie di compensazione. reversibilità a mia madre. Il quesito che vorrei porre riguarda un’altra piccola pensione, pagata dall’INPS, di cui pure era titolare mio padre, per il lavoro svolto prima di entrare nell’Arma. L’importo era di soli 21 euro mensili. E’ prevista anche per tale piccola prestazione la reversibilità? P. Naldi, Bologna

Lavoro a tempo

Se si lavora, niente versamenti volontari I versamenti volontari, ai quali si è stati autorizzati dall’INPS, sono validamente effettuati anche quando, successivamente all'autorizzazione, si presta attività lavorativa con contratti a tempo o cococo? R. Savino, Firenze no. La contribuzione volontaria non può essere versata per periodi per i quali vi è una copertura da

contribuzione obbligatoria.

riforma Prodi

Meglio lavorare fino a 65 anni Speravo che dal 1° gennaio 2008, con la riforma Prodi, il nostro sistema pensionistico avrebbe fatto un disboscamento di vecchie norme e reso tutto più semplice. Purtroppo, mi pare che così non è stato e vorrei farle alcune domande personali. La prima è la data in cui potrei andare in pensione. La seconda è se, ad ogni buon fine, è preferibile attendere i 65 anni di età. Sono un ospedaliero (assicurato INPDAP) di 54 anni e con 26 di contributi. Grazie per le risposte. Pietro Giordano, Cuneo Deve almeno raggiungere i

Avvertiamo i lettori che alcuni quesiti e relativi pareri vengono ripetuti perché riguardano argomenti che hanno già ottenuto risposta 35 anni di contributi per poter parlare di pensione di anzianità. Il mio consiglio, comunque, è quello di lavorare fino a 65 anni, per i vantaggi che gliene potrebbero derivare, in termini di importo mensile.

Laurea

Riscatto rateale iniziato e poi sospeso Sono un dipendente bancario di 48 anni di età e 20 di anzianità contributiva. Nel 1995 ho fatto richiesta di riscatto di 4 anni di laurea in forma rateale. Pervenutami l’autorizzazione, ho versato regolarmente, da gennaio 1996 a dicembre 1998, le quote dovute, per 36 mesi. Poi, per esigenze familiari, ho sospeso i versamenti e non li ho più ripresi. Domanda: come posso accertarmi che mi siano stati comunque accreditati un numero di mesi di contribuzione, corrispondente ai versamenti effettuati? A. Guarneri, Cremona non vi dovrebbero essere dubbi sulla corrispondenza di quanto da lei indicato. Comunque, per sua tranquillità, richieda al più presto un estratto conto contributivo all’InPs e, se dovesse riscontrare anomalie negli accrediti, chieda di conferire col funzionario che si occupa dei riscatti, esibendo la documentazione e le ricevute in suo possesso.


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la tribuna

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Per quelle rivelazioni nessuno si sorprende? di

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La migLiOre deL giOrnO

PiEtro AnConA

giornali italiani fingono di non mostrare sorpresa per le sconcertanti rivelazioni del procuratore generale antimafia Pietro Grasso. Il quale conferma che la trattativa tra lo Stato e la mafia c'è stata, che ha avuto due fasi e che è servita a salvare la vita a molti politici: Andreotti, Martelli, Mannino, Vizzini e qualche altro che al momento non ricorda. L'Italia è talmente sprofondata nella sua anormalità di paese in cui le leggi vengono fatte dal parlamento per legittimare reati ed eludere la legge da accettare la comunicazione ufficiale della avvenuta abdicazione dello Stato e della sua resa alla mafia senza battere ciglio. Una sostanziale indifferenza ha accolto le dichiarazioni fatte dal dottor Grasso. Scarse e di circostanza le reazioni del mondo politico. I giornalisti specialisti dell'universo mafia dicono che si tratta di cosa risaputa. Era risaputo che lo Stato trattasse con la mafia? Se fosse così non si capirebbe come questa storia emerga a distanza di quasi venti anni e soltanto a seguito delle confessioni del figlio di Vito Ciancimino. estano da chiarire tantissime cose. Chi ha trattato con la mafia? Quanti ne erano informati? Quale era l'oggetto della trattativa? Quali sono state le conclusioni e quali gli accordi? Il papello predisposto da Riina era l'unica questione sulla quale si discuteva oppure c'era dell'altro? Come mai Andreotti, Martelli, Mannino e Vizzini non hanno mai parlato di questa storia e di come sono stati salvati dalla morte? Perché la trattativa è continuata dopo l'uccisione di Falcone, di Borsellino e delle loro scorte? Perché la trattativa non ha riguardato anche la salvaguardia delle loro vite? Come mai lo Stato che ha lasciato uccidere dalle Brigate Rosse Aldo Moro per non abdicare si è piegato a trattare con i responsabili della morte di decine di magistrati, di poliziotti, carabinieri, senza porsi il problema morale e senza considerare la forza che la mafia avrebbe ricavato dalla sua umiliazione? Come mai non c'è alcun esponente dell'opposizione nell'elenco dei "pericolanti"? uanti sono tuttora impegnati nella lotta contro la mafia come possono continuare nel loro lavoro, che li espone da sempre al pericolo di essere uccisi, non avendo la certezza che "tutto" lo Stato è con loro e che magari mentre rischiano la vita qualcuno non stia trattando per salvare qualche politico che magari si era troppo "esposto" con promesse non mantenute o altro?

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speriamo che siano solo le minacce di un mitomane A proposito del proiettile e della lettera minatoria all'associazione "La Caramella Buona" e delle minacce al

pubblico ministero Francesco Scavo mi auguro che sia un episodio isolato compiuto da un mitomane, e che non ci siano dietro organizzazioni che inneggiano all'amore libero con i bambini, o dedite allo scambio e alla commercializzazione di materiale pedo-pornografico. Nella lettera si fa riferimento all'amo-

Giannelli sul “Corriere della sera”

re libero con i bambini e al processo nei confronti di don Ruggero Conti, il prete di Selva Candida accusato di pedofilia. Minacciato anche Mario Staderini, membro della direzione de Radicali Italiani, che si è costituito parte civile nel processo a carico del sacerdote del XIX municipio. Sulla vicenda è stata aperta un'inchiesta dalla procura di Perugia. Ma il gesto in sé rievoca spiacevoli ricordi della storia recente del nostro paese. Perciò c'è da confidare nell'attività delle autorità che indagano sulla vicenda. Anna nieddu, roma

A Imperia abusivismo da reprimere, ma non a senso unico Il nuovo piano di sicurezza attuato dall'assessore alla

viabilità e alla polizia municipale di Imperia, Antonio Gagliano, prevede una maggiore intransigenza con lo scopo di ovviare al problema della clandestinità , dei venditori ambulanti abusivi e della vendita delle merci contraffatte. Speriamo che non si vada verso una caccia alle streghe per colpire solo gli ultimi della società. Siccome questo problema riguarda per lo più cittadini stranieri, mi auguro che il comune di Imperia possa offrire oltre che un programma di repressione anche uno di prevenzione che miri all'istruzione delle persone extracomunitarie desiderose di esercitare una attività commerciale, mediante un percorso virtuoso che possa integrarli totalmente nel tessuto economico del territorio. Maurizio Ferraioli, Imperia (“Italia dei diritti”)

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Culture & tenDenze

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Moda Anniversario

Benetton, la linea bimbo fa 40 anni Sfilata a Roma per celebrare l’anniversario dello storico marchio di abbigliamento

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Appuntamento

Sfila il bijoux italiano Appuntamento con il mondo del bijoux made in Europe dal 22 al 25 ottobre a Milano per la presentazione delle tendenze moda accessori della prossima primavera estate 2010. Organizzata da Club Bi, l'associazione dei fabbricanti italiani di bijoux e accessori fondata nel 1995, alla manifestazione parteciperanno un centinaio di aziende provenienti anche da Spagna, Francia, Germania, Olanda, Repubblica Ceca, Grecia. Eclettici, divertenti, glamour i monili made in Europa devono attualmente fare i conti, come tanti altri prodotti, con i manufatti asiatici. Secondo gli artigiani italiani si tratta quindi di una produzione da tutelare, difendere, evidenziare, contro prodotti “di bassa qualita”, dal design estremamente popolare, ma che, a causa del basso prezzo, possono risultare attrattivi. Milano Bijoux si svolgerà negli Studios di Via Mecenate dal 22 al 25 ottobre. Sono attesi operatori economici provenienti, oltre che da tutto il mondo. Una delle immagini di Benetton, con un bambino bianco e uno nero, che hanno reso celebre il marchio

di PAtriziA VACALEBri (AnsA)

La moda per bambini di Benetton ha compiuto 40 anni e ha festeggiato a Roma, con una sfilata dedicata ai più piccoli, che si è svolta nello Studio 10 di Cinecittà, in presenza del presidente e del vice presidente del gruppo di Ponzano Veneto, Luciano e Alessandro Benetton. Hanno fatto da sfondo alla passerella, dove 50 bambini di ogni età hanno calcato la pedana con gli abiti della nuova collezione con piglio molto professionale, le immagini più significative di 40 anni di pubblicità della linea bimbi di Benetton. A partire da una delle prime foto, in bianco e nero, nella quale come testimonial c'è proprio Alessandro Benetton bambino. Ma il marchio italiano, che dal 1969 ha conquistato il pianeta con i primi capi in maglieria realizzati in filato “Paderno”, pettinato e morbido, creati da

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Giuliana Benetton, «capi che continuano a rispettare un equo rapporto qualità/prezzo», come ribadisce Alessandro Benetton, guarda al passato per migliorare il futuro. Ecco il senso della sfilata a Roma, dove sono stati convocati più di mille buyers Benetton da tutto il mondo, oltre alla stampa specializzata. Così, prima del defilè, e dopo un lungo excursus storico dei 40 anni di moda Benetton per bambini, vengono annunciate le novità. La prima è una nuova linea molto glamour, ispirata alle star del cinema (spiega il perchè della scelta di Cinecittà

come location della sfilata), chiamata Tween, dedicata ad una fascia d'età dagli 8 ai 12 anni, che sarà in commercio nel 2010. La seconda novità è la decisione di utilizzare per il futuro solo filati e materiali ecocompatibili, come il cotone organico. La terza novità riguarda la rivista Colors, che compie 16 anni e esce oggi in edicola in versione tecnologica. Un'idea che piacerà molto al target degli adolescenti a cui si rivolge. In pratica, il nuovo numero di Colors è stato realizzato con una nuova tecnologia che lo ha reso interattivo. Ponendo alcuni segni grafici apposti

su alcune pagine della rivista, davanti ad una web cam, sul sito Internet della rivista prendono il via i video realizzati dagli internauti che hanno scelto di collaborare al processo di realizzazione del magazine. Negli ultimi anni la produzione di Benetton di abbigliamento per bambini è raddoppiata, salendo a 60 milioni di capi l'anno e contribuendo per oltre il 30% al fatturato totale del gruppo. Oggi i negozi Benetton bambino nel mondo sono 1100; 2650 i punti vendita. L'offerta è differenziata in diverse linee, a cui si affianca anche una linea premaman e una per bebè.


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ribalte

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Cinema

Film engagé per il debutto da regista

srefania sandrelli, sotto con sua figlia Amanda e Giorgio haber, entrambi nel cast del film

Stefania Sandrelli racconta il suo primo film da regista:“Christine Cristina”, la storia di una femminista ante litteram di LUCiAnA VECChioLi A quasi cinquant'anni dall'inizio di una sfolgorante carriera da attrice e a 63 anni d'età, magnificamente portati, Stefania Sandrelli debutta dietro alla macchina da presa con "Christine Cristina", la storia di una poetessa vissuta nel tardo medioevo che riuscì ad affermarsi nel mondo letterario, allora vietato alle donne, lottando contro il maschilismo ed il pregiudizio imperante. Indomita protagonista del nostro cinema (domani sarà in Toscana sul set del nuovo film di Carlo Mazzacurati, "La passione", dove avrà il ruolo di una sindachessa - imprenditrice di un piccolo paese), la Sandrelli attraverso la pellicola - fuori concorso al Festival del cinema di Roma - ci fa conoscere la vita di Cristina da Pizzano nata a Venezia nel 1364. Una donna forte, coraggiosa, una madre che ha dovuto crescere da sola i figli e che ha vissuto

del proprio lavoro per tutta l'esistenza. Una femminista ante litteram. Nel cast, la figlia Amanda Sandrelli, Alessandro Haber, Alessio Boni, un bravissimo Roberto Herlitzka, Mattia Sbragia, Blas Roca Rey, Paola Tiziana Cruciani. "Ho sentito che il suo modo di rimboccarsi le maniche ed affrontare quello che la vita le offriva, sia nel bene che nel male, mi apparteneva - ha detto la neo-regista - Ho sentito empatia per le sue decisioni, a volte errate a volta giuste. Mi sono sentita trasportata dentro le sue emozioni e le ho fatte mie". Girando il film a quale regista, dei molti con i quali ha lavorato, si è ispirata? " A tutti. Inconsapevolmente si ruba sempre qualcosa che ti rimane dentro e che poi restituisci. Ho fatto cinque film con Germi, poi Monicelli, Scola, Bertolucci e tanti altri.

Ho imparato molto da loro. Sul set li spiavo, ero curiosa di capire. Ogni attore cova il desiderio di fare un giorno il regista". Poi Cristine si è impossessata di lei.. "Avevo visto un giorno per caso un suo libro in una vetrina di una libreria romana. Un film di pancia, pesato, ideato. Dove emergesse la forza e la grazia femminile". Perché ha scelto come protagonista sua figlia Amanda? "Ci ho trovato delle similitudini tra i loro caratteri. Lo stesso lato tenerello e simpatico, ma anche un certo rigore comportamentale. Ho trovato in lei una disponibilità, una bravura ed un affetto che forse solo lei poteva darmi". Come si è sentita nei panni della regista? "Veramente mi sono sentita il direttore di una banda, più che d'orchestra”. Ci aveva mai provato

prima d'ora? "Vent'anni fa. Il titolo del film era "Buongiorno amore". Ho bussato a tante porte ma nessuno mi ha dato retta". secondo lei il film narra del potere eversivo delle parole? "Beh, certo. Sicuramente. Non a caso ho partecipato alla manifestazione di piazza del Popolo, quella sulla libertà di stampa. Spero non si molli. Roberto Saviano ha detto, da quel palco, ciò che dice un personaggio nel film: verità e potere non possono andare d'accordo". e' vero che avevate pensato inizialmente di girare in Francia? "Avevamo contattato Gérard Depardieu, lui era entusiasta, poi però la cosa è sfumata. Alla fine siamo rimasti nel Lazio ed a Cinecittà, su un vecchio set di San Francesco D'Assisi. Abbiamo deciso di fare un piccolo film tutto italiano".


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GranDe SChermO

un viaggio fantastico Up

omosessualità al femminile Viola di mare Regia: Donatella Maiorca con Valeria Solarino, Isabella Ragonese, Ennio Fantastichini, Maria Grazia Cucinotta Dopo 11 anni dall'esordio con "Viol@" la regista Donatella Maiorca torna con una toccante e quanto mai attualissima storia di omosessualità al femminile ambientata nella piccola isola di Favignana tra fine Ottocento e prima metà del Novecento. Angela ama Sara e dovranno insieme lottare contro pregiudizi ed ignoranza. Per evitare lo scandalo Angela decide su consiglio della madre di fingersi uomo, arrivando a falsificare anche i documenti. Prodotto da Maria Grazia Cucinotta, con la colonna sonora di Gianna Nannini, il film è tratto dal libro "Minchia di re" di Giacomo Pilati.

Pagina a cura di LUCiAnA VECChioLi

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un secolo di storia italiana Baarìa

Regista e sceneggiatore Pete Docter

Un burbero vecchietto ormai in pensione che, dopo una esistenza senza particolari emozioni, decide di trasformare la sua casa in una mongolfiera e partire per il viaggio sognato da tutta la vita: il Sudamerica. Ad accompagnarlo, il cicciottello e chiacchierone Russel, boy scout in cerca di medaglie da appendere sulla camicia. Sorrisi ed una punta di malinconia per il nuovo capolavoro in 3D targato Pixar e Walt Disney. Protagonista un ex venditIsaore di palloncini, quasi ottantenne, ancora capace di vivere una avventura, al quale presta la voce il nostro Giancarlo Giannini. Ad animare il cattivo esploratore Charles F. Munz, il sempre bravo Arnoldo Foà, mentre a Neri Marcorè tocca la voce del cane parlante Dug

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Regia: Giuseppe Tornatore con Francesco Scianna, Margareth Madè, e unaffollatissimo cast di attori noti

isabella ragonese (a sinistra) e Valeria solarino in una scena di “Viola di mare” della regista donatella Maiorca

I segreti di quel mega-concerto

una madre con figlia prematura

Motel Woodstock

Lo spazio bianco

Regia: Ang Lee con Demetri Martin McAdams Woodstock come non lo avete mai visto. Senza star, senza Jimi Hendrix, Janis Joplin o Joe Cocker. A quarant'anni dallo storico concerto ecco un bel film che racconta come è nato uno degli eventi più famosi della storia della musica e non solo. Tratto dal libro autobiografico di Elliot Tiber, è la storia di un ragazzo di provincia che per rilanciare il fatiscente hotel di famiglia creò le condizioni per realizzare il memorabile raduno. Dopo la rinuncia della cittadina di Wallkill (dove ancora si mordono le mani), Elliot contatta gli organizzatori ed offre l'hotel come base per l'evento. Poi convince il suo vicino di casa, proprietario di una fattoria di 250 ettari che produce latte, ad ospitare il festival.

Regia: Francesca Comencini con Margherita Buy e Salvatore Cantalupo

Il miglior tarantino doc

Francia. Il colonnello nazista Hans Landa (uno strepitoso Christoph Waltz, capace di esprimere contemporaneamente ironia e ferocia) entra a passi lenti nell'abitazione di un contadino e delle sue figlie. Sotto le tavole del pavimento è nascosta una intera famiglia di ebrei. Il duello dialettico tra i due è finemente studiato e calibrato, drammaticamente esilarante. Leit motiv di tutta la pellicola, con un cast di attori che riesce alla perfezione ad incarnare lo stile di uno dei registi più innovativi di Hollywood.

Bastardi senza gloria Regia: Quentin Tarantino con Brad Pitt, Eli Roth, Christoph Waltz Un consiglio: il film va visto assolutamente in lingua originale con i sottotitoli, altrimenti perde gran parte della sua bellezza. Forse il miglior lavoro di Tarantino, sicuramente il più ispirato. Primi anni dell'occupazione tedesca in

Una delle migliori interpretazioni di Margherita Buy, intensa e convincente in un ruolo non certo facile di una madre che spera nella sopravvivenza della figlia. Tratto dal romanzo di Valeria Parrella, ambientato in una Napoli dove tragedia e ilarità di intrecciano, la pellicola porta sul grande schermo la storia di Maria, insegnante serale che partorisce al sesto mese di gravidanza la sua Irene. La piccola è prematura e dovrà restare nella incubatrice per alcuni mesi. Lo "spazio bianco", il tempo di attesa per la vera nascita di sua figlia.

Il mondo di Tornatore. La Bagheria dove è nato e vissuto per 28 anni, descritta con passione e dovizia di particolari. Un microcosmo attraverso il quale passa tutta la Storia. Una cittadina che cambia come cambiano i suoi abitanti. Dagli anni '10 fino ad oggi. Scene di vita rurale e contadina del primo '900 passando attraverso il fascismo, la guerra, l'arrivo degli americani, il referendum Monarchia e Repubblica, le lotte sindacali, la conquista delle terre, la mafia, la Democrazia Cristiana, il Partito Comunista, il '68, la ribellione. Su tutto, l'amore tra Ninetta e Peppino. Come sempre scrupoloso e attento ai dettagli, il regista ci regala un kolossal che racchiude tutta la sua maestria, con una fotografia ed una ambientazione scenografica da Oscar.

un noir con colpi di scena La doppia ora Regia: Giuseppe Capotondi con Ksenia Rappoport, Filippo Timi Felice esordio alla regia di un giovane cineasta con un passato di videoclip e spot pubblicitari. Un film di genere come ormai non se ne vedono da tempo in giro. Molto curato, ben scritto e diretto, un intreccio narrativo originale e pieno di colpi di scena. Coppa Volpi a Venezia per la protagonista Ksenia Rappoport che insieme al sempre bravo e credibile Filippo Timi danno vita ad una storia che sfuma verso l'horror, il noir ed il thriller. Lei è una cameriera che arriva da Lubiana. Lui, il custode di una lussuosa villa. Si incontrano ad uno speeddate ed è subito amore, fino a quando non rimangono coinvolti in una rapina.


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I funerali

Un addio in sordina per Rosanna Ieri l’ultimo saluto all’attrice Rosanna Schiaffino, morta per un tumore a 69 anni. Molti amici per un funerale sobrio di MArisA ALAGiA (AnsA)

È stato un funerale sobrio e senza clamore, come gli ultimi anni della sua vita. Un addio non da star, privo della luce dei riflettori, assenti coloro che l'anno conosciuta quando era un personaggio della moda, del cinema, del jet set. Attorno ai due figli, Guido e Annabella e all'attuale compagno, si sono stretti solo quelli che le hanno voluto bene davvero. Si sono celebrate ieri in mattinata a Milano, nella chiesa di Santa Maria Segreta, quartiere storico ed elegante di Milano, le esequie del'attrice Rosanna Schiaffino, morta il 17 ottobre all'età di 69 anni. Era malata da anni e aveva combattuto con coraggio, come hanno ricordato prima il celebrante, poi i figli, la sua battaglia contro il tumore. In una chiesa, dove diversi banchi sono rimasti vuoti o semivuoti, hanno assistito al funerale circa 200 persone. Fuori quattro fotografi, un paio di giornalisti, due tv. Dentro in prima fila

i due figli, Annabella, 40 anni, nata dal primo matrimonio con Alfredo Bini e Guido, 28 anni, nato dal secondo matrimonio con Giorgio Falck. Fratello e sorella si sono tenuti per mano tutto il tempo. Poi Federico Falck, cugino di Giorgio, gli altri parenti, gli amici, qualche cittadino, i curiosi. Ma soprattutto hanno voluto esserci quelli che l' avevano conosciuta non da star ma da persona. Come gli infermieri che l'hanno assistita negli ultimi mesi della malattia o la figlia del titolare di uno studio di scenografia che, ha ricordato, la guardava ammirata da bambina. O il giornalista e direttore del Corriere di Sesto, Quinto Vecchioni, ideatore del premio sportivo La Torretta di Sesto San Giovanni, dove Rosanna si era fatta apprezzare dopo essere diventata la signora Falck, entrando a far parte della grande famiglia di industriali sestese. «Per 10 anni è stata la presidente del Premio - ha raccontato

Vecchioni - Una persona eccezionale, altruista come ce ne sono poche». O l'amica Tiziana Maiolo, ex assessore del comune di Milano e attualmente assessore a Buccinasco. «Una persona solare che aveva voglia di divertirsi, abbiamo trascorso diversi periodi di svago e riposo insieme - ha raccontato - Negli ultimi anni si era chiusa, il divorzio con Giorgio l'aveva distrutta, ne parlava spesso con dolore». Alla fine delle esequie Guido ed Annabella sono saliti sull'altare per leggere un messaggio dedicato alla madre. «Grazie mamma per averci fatto diventare delle persone che sanno amare», ha detto Guido stringendo le mani della sorella. «Mia madre è stata una persona

straordinaria come donna, come moglie, come madre - ha ripetuto Guido poi fuori dalla chiesa - eci ha insegnato una cosa molto importante, quella di morire con coraggio». In chiesa tre cesti di rose bianche, rose che ricoprivano anche la bara di mogano, sul nastro viola i nomi dei due figli, ma nessuna corona funebre. Dopo il funerale il feretro è stato portato a Portofino per la sepoltura. «Così voleva mamma..», ha detto commosso il figlio.


aq20ottobre2009  

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