Page 1

Anno II - n.119- Sabato 19 giugno 2010

Altro

l’ € 0,50

Ora di punta dI

EnnIo SImEonE

E ci chiedono sacrifici?

C

’era proprio bisogno di creare un altro ministero? E che ministero! Basta il nome: “Per l’Attuazione del federalismo”. Che fa il paio con quello “Per l’Attuazione del programma”. Cioè, se è vero, come ci viene ripetuto ogni giorno da Berlusconi, da Bossi, da Calderoli e compagnia, che il federalismo è uno dei “punti cardine” del programma di governo, è riduttivo incapsularlo in un ministero. Anzi, diciamolo francamente, è ridicolo, quanto lo è stata la nomina del folcloristico Rotondi a ministro per l’Attuazione del programma, cosa di cui unico garante può essere esclisivamente il capo del governo. iene perciò il sospetto che abbia ragione Di Pietro quando avanza l’ipotesi che questa nomina abbia un fine ben diverso da quello istituzionale e che le ragioni vadano ricercate o nella biografia giudiziaria del designato o nei tentativi di Berlusconi di tener buono Bossi. Il sospetto può anche essere infondato, ma una cosa è fondata e certa: mentre ci si arrovella, con la manovra economica, alla ricerca di risparmi e di tagli, si aggiunge un altro carrozzone ministeriale alla spesa pubblica. E come si ha il coraggio di chiederci sacrifici?

V

quotidiano www.altroquotidiano.it

Tagli? Sì, ma il governo cresce di un’altra unità

Un ministro in più Nominato Brancher “per l’Attuazione del federalismo”. Di Pietro: «E’ per garantirgli l’impunità» Il governo Berlusconi è più forte... Da oggi ha un ministro in più: Aldo Brancher, nominato, appunto, “ministro per l'Attuazione del federalismo”. La cerimonia del giuramento si è tenuta al Quirinale. Al termine Berlusconi ha scambiato qualche parola con Napolitano. Brancher, da sottosegretario alla presidenza del Consiglio, deteneva una analoga delega. Ora la stessa presidenza del Consiglio ha deciso di costituire un nuovo ministero senza portafoglio «L'Italia è in grande difficoltà, ma non possiamo illudere la gente dicendo che servono nuovi ministeri o riforme costituzionali impossibili, che come minimo richiedono tre anni di tempo», ha commentato il leader Udc, Casini,

«bisogna tagliare, altro che nuovi ministri e riforme. Tagliamo le province: invece in questa settimana, in Parlamento, si è persa un'occasione». Il leader di IdV, Di Pietro, è ancor più duro e annuncia di aver presentato un'interpellanza al governo "per sapere se Brancher sia

E la Fiat finisce nel pallone scontro Marchionne-Fiom «Cerchiamo di smetterla di prenderci per i fondelli: lunedì scorso nello stabilimento Fiat di Termini Imerese c’è stato uno sciopero perché giocava la nazionale italiana ai Mondiali e gli operai volevano vedere la partita». Così l'aamministratore delegato della casa automobilistica, Sergio Marchionne, è partito all’attacco dei sindacati che si oppongono all’accordo sullo stabilimento Fiat di Pomigliano. «Come lo fanno a Termini Imerese,lo sciopero, - ha poi aggiunto - lo hanno fatto a Pomigliano e in tutti gli stabilimenti italiani. E poi, noi abbiamo bisogno, come negli Stati Uniti, di un solo interlocutore con cui parlare e non di dodici. Che i nostri operai si siano divisi in gruppetti dà fastidio e non è la cosa più efficiente. Non si può andare avanti così». Per la Fiat ha replicato Cremaschi: «Marchionne la smetta e si vergogni. Se ci riesce impari a fare l'imprenditore per tutti quegli industriali meno famosi e ricchi di lui che riescono a farlo in Italia rispettando leggi, contratti e Costituzione».

stato premiato per ciò che ha fatto in passato; per ciò che non ha mai detto; o per garantirgli l'impunità". «Mi verrebbe da dire: un nome,una garanzia. Infatti - ironizza Di Pietro - la ricca biografia di quest'uomo è la conferma di ciò che andiamo ripetendo da tempo: se sei pulito e non hai problemi con la giustizia non puoi far parte del governo Berlusconi». Per Bersani non serve nominare un nuovo ministro per arginare la deriva verso cui va la maggioranza. «Non riesco a immaginare che possano durare altri tre anni. Il collante di questo governo è il legame tra Berlusconi e la Lega ma l'attuazione del federalismo può rappresentare il punto di rottura. Non basta la nomina di Brancher».

AI LETTORI

Altro

l’

quotidiano

in edizione stampabile viene pubblicato tutti i giorni dal martedì al sabato La domenica e il lunedì vengono apportati solo parziali aggiornamenti.

Il sito invece viene costantemente aggiornato 7 giorni su 7


Altro

l’

sabato 19 giugno 2010

VentiquattrOre

quotidiano

2

VeNeTo

roMa

CaserTa

MesTre

Per il presidente del Veneto, Luca Zaia, la manovra finanziaria “così com'è, è insopportabile per le Regioni. Bisogna ragionare su come applicare questa manovra ha proseguito il governatore - e mi sembra che gli spazi per riflettere non manchino. Dobbiamo far valere le nostre ragioni: noi veneti dovremo dare battaglia su alcuni punti, primo tra tutti l'alta velocità". Dopo Formigoni, dunque anche Zaia protesta.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato il decreto di nomina di Aldo Brancher a ministro senza portafoglio con delega all'attuazione del Federalismo. Brancher era già membro del governo quale sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle riforme. Bellunese, 67 anni, è considerato vicino al ministro Giulio Tremonti e con lui è uno degli uomini di raccordo tra Pdl e Lega.

I carabinieri di Caserta hanno eseguito 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti affiliati e fiancheggiatori della fazione dei Casalesi capeggiata da Francesco Schiavone, detto "Sandokan" e dal primo figlio del boss, Nicola, arrestato nei giorni scorsi, in un villino di Casal di Principe. I destinatari dei provvedimenti sono accusati di associazione di tipo mafioso, estorsione e violenza privata.

E' in coma in una clinica tedesca. Ha un tumore benigno al cervello. E la famiglia non riesce a riportarlo in Italia perché sia operato. E' la triste storia di Andrea Atzori, 32 anni, di Mestre, da otto trasferito a Colonia, dove lavorava. Fino a quando si è sentito male, è stato portato in clinica e lì viene di fatto tenuto "prigioniero". Adesso papà e mamma chiedono di poterlo riportare a casa per salvarlo. Ma finora nulla è stato possibile.

Anche Zaia protesta contro la manovra

Napolitano firma, Brancher nuovo ministro

Altro blitz contro affiliati dei Casalesi

ammalatagrave nonriesce atornareinItalia

La Cassazione sul trasferimento degli atti da Firenze a Roma La FoTo

Cricca, “sistema spregiudicato”

Emma pensa positivo

Inchiesta Grandi eventi. “Arresti giustificati” La "cricca" coinvolta negli appalti per la scuola dei marescialli dei carabinieri di Firenze e per altre opere legate al G8, si muoveva in una "situazione caratterizzata dall'utilizzo spregiudicato di un sistema di relazioni professionali e personali che ha realizzato una rete di interessi intrecciati" non legittimi. Lo sottolinea la Cassazione nelle motivazioni del trasferimento dell'inchiesta fiorentina a Roma. Confermate le misure cautelari per Fabio De Santis, Guido Cerruti, e Francesco De Vito Piscicelli. Ad avviso della Cassazione, i giudici fiorentini hanno fornito motivazioni “indicative di una

situazione in atto ed in divenire anche con specifico riferimento ai fatti soppesi alle imputazioni allo stato formulato, idonee a configurare l'urgenza del provvedere provvisoriamente". In sostanza, secondo i giudici di piazza Cavour, l'emissione delle misure cautelari, sebbene firmate da un giudice territorialmente incompetente, sono motivate dalla gravità degli indizi di corruzione dei quali viene "dato conto". Il "perseguimento" degli interessi della cricca "si giova di un'azione dei pubblici ufficiali ma solo per perseguire obiettivi legittimi".

Altro

l’

quotidiano

Direttore responsabile: Ennio Simeone Redazione: tel: 06-86293192 Indirizzo e-mail: redazione@altroquotidiano.it Editrice: GECEm (Gestione Cooperativa Editoria Multimediale) - Presidente:Stefano Clerici Sede legale: Via Aldo Sandulli 45, Roma Registrazione del Tribunale Roma n..343/08 del 18 settembre 2008 - Registrato al ROC Partita Iva 09937731009

Per emma Marcegaglia, il dato sugli ordini all'industria di aprile, divulgato dall'Istat indica un ''risveglio del mercato interno''. secondo il presidente di Confindustria, il dato è buono.

L’OnOmasticO

Romualdo ed Elia oggi si festeggia san romualdo. Nobile, divenne eremita e dopo l'esperienza in spagna, nei pressi di monastero sotto l'influenza di Cluny, iniziò una serie di peregrinazioni. Domani si celebra, santa elia (eliada) di ohren.

accadde Oggi Versilia devastata Il 19 giugno 1996 la Versilia viene devastata da un'alluvione. Due paesi, Cardoso e Fornovolasco, vengono distrutti da una serie di frane. si conteranno 14 morti e numerosi saranno i feriti.


Altro

l’

sabato 19 giugno 2010

VentiquattrOre

quotidiano

sTaTI UNITI

3

IsraeLe

Come aveva chiesto è stato fuciliato Ronnie Lee Gardner

La riduzione del blocco della striscia di Gaza è un piccolo passo

Un detenuto di 49 anni, Ronnie Lee Gardner, condannato a morte per duplice omicidio, è stato fucilato in un carcere dello Utah, dopo 25 anni di detenzione. E' stato lo stesso Gardner a chiedere che per lui venisse applicato questo metodo di esecuzione, che ritiene meno doloroso rispetto ad altre procedure. Da 14 anni negli Usa non si eseguono fucilazioni. Cancellata l'ultima speranza di un rinvio da parte della Corte suprema statunitense, che ha bocciato la richiesta inoltrata dai legali del detenuto, Ronnie Gardner è stato giustiziato da un team anoni- Aveva chiesto di essere fucilato e così è stato. mo di cinque tiratori. Condanna eseguita per Ronnie Lee Gardner

La riduzione del blocco della Striscia di Gaza, annunciato dal governo israeliano, è un passo in avanti, ma non basta. Lo ha detto il presidente moderato dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), Abu Mazen, che chiede ossigeno alla popolazione dell'enclave palestinese controllata dal 2007 dagli islamico-radicali di Hamas. "L'assedio deve finire del tutto", ha aggiunto rivolgendosi all'emissario Usa per il Medioriente, George Mitchell. La questione del blocco - secondo quanto riferisce l'agenzia Maan - è stata toccata in apertura del colloquio, dedicato per il resto ai “proximity talks".

CrITIChe aLL’Ue

aGGUaTo IN aFGhaNIsTaN

Esplode ordigno mentre Tutti uniti con la Nutella passa Lince, nessun ferito nati gruppi su Facebook Un ordigno è esploso al passaggio di una pattuglia di alpini. I militari, a bordo di sei blindati Lince, stavano percorrendo un tratto disabitato a dodici chilometri da Shindand, nella provincia di Herat. Illesi i cinque soldati sull'unico Lince colpito che ha resistito all'onda d'urto. Lo riferisce il comando italiano in Afghanistan. Il mezzo ha riportato soltanto danni alla parte inferiore. La pattuglia stava percorrendo una zona disabitata quando alle 7.18 ora locale un ordigno è esploso al passaggio dei mezzi della Task Force Centre, colpendo uno dei blindati che però ha resistito allo scoppio. Unità di rinforzo hanno poi recuperato l'equipaggio e il blindato coinvolti nell'esplosione, mentre la pattuglia ha continuato la missione dirigendosi verso il villaggio di Masyan, nella valle di Zirko. Nella località era previsto un incontro con i leader locali nell'ambito delle iniziative di Key Leaders Engagement condotte dagli Alleati per coinvolgere le comunità nel controllo del territorio. Il mese scorso, due alpini sono morti e due sono rimasti feriti in un attentato al convoglio multinazionale col quale viaggiavano nella zona di Bala Murghab.

Parla della Nazionale e spegne le polemiche su Radio Padania. «Se ci fossero dieci milioni di italiani che tifano contro la Nazionale comincerei a chiedermi che cosa non va ma se lo fa una piccola emittente della Lega non ci do importanza. Vuol dire che quando la Padania giocherà ai Mondiali faremo il tifo contro di lei». Daniele De Rossi ha chiuso così l'argomento sulle polemiche dei giorni scorsi riguardo alle radiocronache di Radio Padania.

Da Facebook si leva un coro di no all'ipotesi che la Nutella possa essere in qualche modo danneggiata da un'etichettatura più precisa, richiesta dall'Unione europea, e di conseguenza anche più “negativa" nei confronti di un prodotto apprezzatissimo da tutte le fasce di età. Sul social network i fan della Nutella si sono scatenati formando gruppi di tutela della crema di cioccolato e dando il via a una vera e propria crociata per la sua protezione. Insomma, dalla community si leva il grido "Non toccate la Nutella". I navigatori sono scandalizzati, alcuni addirittura preoccupati: il barattolo della Nutella conta oltre un milione di fan solo in Italia. Centinaia i commenti piovuti sul network: c'è addirittura chi propone un sit-in di protesta a Bruxelles.

aLTro sPorT

detto convinto che le grandi squadre in difficoltà sapranno riprendersi. La Spagna ha perso ma giocando bene, l'Inghilterra ha pareggiato per un errore del portiere. Siamo al primo turno e l'impatto è difficile per tutti, lo si è visto con il Brasile contro la Corea del Nord e con l'Argentina contro la Nigeria. Andando avanti però i valori emergeranno e il nostro esordio, mi è sembrato buon e incoraggiante».

De Rossi: “Radio Padania? Piccola radio” « Il centrocampista che ha segnato il gol del pareggio per l'Italia contro il Paraguay ha anche fissato gli obiettivi per la Nazionale dopo aver visto tutte le squadre in lizza per il Mondiale. Sarebbe un fallimento grandissimo uscire al primo turno, sarebbe un fallimento uscire agli

«

ottavi, mi sembra realistico pensare invece ad un posto tra le prime quattro anche se molto dipende dal percorso che faremo. Di sicuro non possiamo perdere contro la Nuova Zelanda: sarebbe drammatico, un po' come se loro uscissero subito dai Mondiali di rugby». De Rossi si anche


Altro

l’

il FattO

quotidiano

sabato 19 giugno 2010

Il premio Nobel portoghese

E’ morto il “comunista” Saramago Josè Saramago, sotto con la moglie Pilar

Ateo e dissacrante, lo scrittore polemizzò prima con il suo governo e poi con quello italiano. Del 1982 il suo libro più famoso Lo scrittore portoghese e premio Nobel José Saramago è morto ieri attorno alle 13.45 nella sua residenza a Tias, nelle Isole Canarie. Saramago aveva 87 anni. Affetto da leucemia cronica, è deceduto iaccanto alla moglie, Pilar del Rio. Aveva trascorso una notte tranquilla e fatto colazione. Poi si è sentito male. Saramago avrebbe compiuto 88 il prossimo 16 novembre. Poeta, romanziere e giornalista, è stato l’unico autore di lingua portoghese ad avere ricevuto il Nobel per la Letteratura. Ateo confesso, ebbe problemi con il governo portoghese che rifiutò di presentare il suo Vangelo secondo Gesù Cristo al Premio Letterario Europeo, abbandonando per protesta il Paese e trasferendosi a Lanzarote. Lo scrittore era nato ad Azinhaga, in Portogallo il 16 novembre 1922. Il suo primo romanzo in stile realista, 'Terra del peccato', è del 1947. Nel 1959 si iscrive al Partito Comunista che, sotto il regime di Salazar, opera in clandestinità. Negli anni sessanta diventa uno dei critici più seguiti del paese e nel '66 pubblica la sua

prima raccolta di poesie, “I poemi possibili”. Diventa quindi direttore letterario e di produzione per dodici anni di una casa editrice e dal 1972 al '73 curatore del supplemento culturale del Diario de Lisboa. Sino a metà anni '70 vive un periodo di formazione e pubblica poesie, cronache, testi teatrali, novelle e romanzi, ma è solo dopo la Rivoluzione dei Garofani che pian piano nasce un Saramago diverso (vice direttore del quotidiano Diario de Noticias nel '75 e quindi scrittore a tempo pieno) che libera la narrativa portoghese dalle radici del passato e anche per questo riceverà nel 1998 il premio Nobel per la letteratura. Nel 1980 pubblica 'Una terra chiamata Alentejo' sulla rivolta della popolazione della regione più ad est del Portogallo. Ma è con 'Memoriale del convento' (1982) che arriva il grande successo, seguito da “L'anno della morte” di Riccardo Reis. Negli anni '90, grazie al Nobel, ha fama internazionale e pubblica “L'assedio di Lisbona”, “Il Vangelo secondo Gesù”, quindi “Cecità”, “Tutti i nomi”, “La

caverna”, “L'uomo duplicato”, “Le intermittenze della morte” e “Le piccole memorie”. E' stato uno dei sostenitori dell'iberismo, il movimento che propugna l'unificazione di Spagna e Portogallo, i due paesi della penisola iberica, cui dedica anche il romanzo 'La zattera di pietra'. Per le sue posizioni sul conflitto Medio oriente verrà accusato di antisemitismo, mentre per il Memoriale, ma soprattutto per il suo Vangelo e il testo teatrale “La seconda vita di Francesco d'Assisi” ha subito gli attacchi dalla Santa Sede. Irriverente verso l’autorità e profondamente intriso di umanesimo, Saramago ha creato una prosa unica, fatta di una sorta di continuo dialogo interiore nel quale non trovano spazio i vincoli più rigidi della punteggiatura. Il discorso, nelle sue opere, fluisce continuo in una massa armonica di parole che assumono, pagina dopo pagina, la struttura concreta di un edificio superbo e forse difficilmente accessibile. Italia sono note soprattutto le sue polemiche con Silvio Berlusconi, che tra l’altro lo scrittore ha definito «un delinquente». Per l’accusa di diffamazione nei confronti del Cavaliere una edizione del suo Quaderno è stata rifiutata da Einaudi.

4


Altro

l’

il FattO

quotidiano

sabato 19 giugno 2010

5

Accusato di abusi su ragazzi

Don Gelmini a giudizio per molestie Il prete nega ogni accusa e si è fatto ridurre allo stato laicale per difendersi meglio Il Pdl lo difende. Il processo inizierà a marzo Don Pierino Gelmini è stato rinviato a giudizio per avere molestato sessualmente alcuni giovani quando erano ospiti della Comunità Incontro di Amelia. La decisione è stata letta dal gup di Terni Pierluigi Panariello. La procura di Terni aveva chiesto il rinvio a giudizio di don Gelmini per 12 episodi di presunte molestie. Nel dispositivo letto in aula, a porte chiuse, il gup ha indicato genericamente il rinvio a giudizio del sacerdote. Il processo nei suoi confronti comincerà il 29 marzo 2011. Don Gelmini non ha assistito alla lettura del provvedimento. E' stato assolto "per non avere commesso il fatto" Gianpaolo Nicolasi, uno dei collaboratori di di don Gelmini processato con il rito abbreviato, per le accuse di favoreggiamento e subornazione, nell'ambito della stessa udienza preliminare. Per Pierluigi La Rocca era stata invece già stata dichiarata l'estinzione del reato in seguito alla sua morte. Il gup ha inoltre rinviato a giudizio Patrizia Guarino, la madre di uno

degli accusatori di don Gelmini, accusata di favoreggiamento e di rivelazione di segreti inerenti un procedimento penale. Anche per lei il processo comincerà il 29 marzo del 2011. "Ritenevamo che dovesse essere pronunciata una sentenza di proscioglimento perché manca la prova certa per dimostrare la sua responsabilità", afferma l'avvocato Lanfranco Frezza, uno dei difensori. I legali del sacerdote hanno concluso in maniera solo formale la loro difesa, come chiesto dal loro assistito. Questo si è sempre proclamato estraneo agli addebiti e per meglio potersi difendere ha chiesto e ottenuto di essere ridotto allo stato laicale. "Per noi è più che un rinvio a giudizio, vista l'anticipazione dell'esame dei testimoni", fa sapere l'avvocato Gaetano Pinto, legale di Michele Iacobbe, uno dei principali accusatori di don Pierino Gelmini. "Per me è stato un procedimento come tutti gli altri", racconta il gup di Terni Pierluigi Panariello.

due immagini del prete che si è dedicato al recupero dei tossicodipendenti

"Resto convinto che il giudizio confermerà che don Gelmini ha agito e agisce per difendere la vita di migliaia e migliaia di persone strappate alla droga e all'emarginazione in ogni parte del mondo. E' una verità conosciuta da tanti e che alla fine troverà ulteriori conferme", sostiene il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. Interviene anche Carlo Giovanardi. "Sono vicino all'amico Don Gelmini in questo difficile momento e gli auguro forze e salute per continuare nella sua preziosa

azione nella Comunità Incontro e per poter uscire a testa alta da questo processo", ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio. "La testimonianza di decine di migliaia di giovani e delle loro famiglie e una vita spesa per salvare migliaia di ragazzi dall'incubo della droga non sono stati sufficienti per la giustizia italiana di fronte ad accuse di molestie sessuali mosse a Don Gelmini, che la stessa Procura di Perugia aveva, a suo tempo, archiviate", ha concluso Giovanardi.


Altro

l’

la tribuna

quotidiano

La Tariffa Integrata ambientale

Sui rifiuti corrispettivo o tributo? Cambia poco dI

La

sabato 19 giugno 2010

6

migLiOre deL giOrnO

donatElla PoREttI*

Nella manovra finanziaria il governo ha inserito una norma interpretativa che riguarda la nuova “tariffa” sui rifiuti, la TIA (Tariffa Integrata Ambientale) contenuta nel testo unico sull'ambiente (Dlgs 152/2006, non in vigore perché mancano i decreti attuativi). La norma precisa che la nuova tariffa sui rifiuti va a sostituire la precedente introdotta dal decreto Ronchi al posto della TARSU, e che va intesa come “corrispettivo” di un servizio di smaltimento e non “tributo” (come invece ha dichiarato la Corte Costituzionale nella sentenza 238/2009 che ha dato avvio alle richieste di rimborso Iva). I contenziosi, quanto la nuova TIA entrerà in vigore, saranno appannaggio del giudice ordinario e non di quello tributario. Confrontando la nuova TIA prevista all'art. 238 del Dlgs 152/2006, che il governo vuole trasformare in corrispettivo, con la vecchia (TIA Ronchi), che la Corte Costituzionale ha sentenziato trattarsi di un tributo, si comprende come si tratti sostanzialmente della stessa tipologia di imposizione. Alla prima occasione, quindi, magistratura e Corte Costituzionale, chiamate ad esprimersi, non potrebbero non riconoscere che anche la nuova Tia è un tributo. Cosa distingue un tributo da un corrispettivo? Vediamo: 1. nulla conta che si chiami in un modo piuttosto che in un altro; 2. il fatto che esista l'obbligo di pagare la raccolta dei rifiuti, lo rende un tributo e non un corrispettivo per un servizio; 3. se quanto si paga fosse esclusivamente parametrato alla propria produzione di rifiuti, si tratterebbe di un "corrispettivo"; se invece, in cio' che si paga è incluso, per esempio, anche il dovuto a copertura del servizio di pulizia delle strade o altro che riguardi il territorio pubblico, allora si tratta di un tributo; 4. l'individuazione di una somma che corrisponda alla sola “potenziale” produzione di rifiuti e non alla “effettiva” produzione degli stessi, la rende “tributo” anziche'

“corrispettivo”. La nuova TIA non è, in questo, difforme dal precedente e attuale tributo. E' parametrata non agli effettivi rifiuti prodotti, ma al mero possesso di una casa o altra superficie che produce rifiuti. Lo Stato, se vuole chiedere il balzello ai cittadini, dovrà ripensare interamente la tassa sui rifiuti, lavorando proprio su quei parametri indicati. Per questo motivo, col senatore Marco Perduca, ho presentato un emendamento soppressivo del comma 33 dell'art.14 della manovra finanziaria. *senatrice radicale del Pd

marassi sul “mattino”

Gli incentivi per i decoder li restituisca Berlusconi

Aumentati i privilegi per i nostri parlamentari

Gli incentivi per il decoder che devono essere recuperati li paghi Berlusconi. La decisione della Commissione e la sentenza del Tribunale Ue sono chiari: gli incentivi per l'acquisto del decoder, erogati nel biennio 2004-2005, in pieno governo Berlusconi, sono illegittimi perche' favoriscono solo la diffusione terrestre, alla quale era interessata Mediaset e il cui proprietario e' lo stesso capo del governo che ha emanato il provvedimento, cioe' Silvio Berlusconi. Se il Tribunale Ue di seconda istanza dovesse confermare la sentenza, riteniamo che i contributi per i decoder percepiti dai cittadini non devono essere richiesti agli stessi ma al responsabile in primis del provvedimento, cioe' a Silvio Berlusconi, la cui azienda, Mediaset, ne ha tratto vantaggio. Insomma, paghi lui per i suoi errori, non lo Stato e tantomeno i cittadini. Primo Mastrantoni segretario Aduc

Qualche settimana fa il Parlamento ha votato all'unanimità un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa 1.135,00 euro al mese. Ecco le voci (tutte esentasse) in dettaglio: STIPENDIO BASE circa euro 9.980,00 al mese PORTABORSE circa euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare) RIMBORSO SPESE AFFITTO circa euro 2.900,00 al mese INDENNITA' DI CARICA (da euro 335,00 circa a euro 6.455,00) E inoltre: TELEFONO CELLULARE gratis TESSERA DEL CINEMA gratis TESSERA TEATRO gratis TESSERA AUTOBUS METROPOLITANA gratis FRANCOBOLLI gratis VIAGGI AEREI NAZIONALI gratis PEDAGGIO AUTOSTRADE gratis FERROVIE gratis AEREO DI STATO gratis

DIRITTO ALLE PENSIONE dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi. Privilegi per gli ex presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la signora Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'autoblu ed una scorta). Marco Firenze

Sul mucleare reticenze ingiustificate Non capisco perché di fronte agli attacchi dell’opposizione sulla questione del nucleare, ed in particolare Bonelli dei Verdi, la Giunta regionale abbia un atteggiamento titubante quasi come se avesse timore a dire che siamo per il Si. Vorrei ricordare a tutti che sul nucleare il presidente Berlusconi, che ci ha fatto vincere le elezioni, ci ha messo la faccia. Anzi sarebbe il caso che la Giunta Polverini ritirasse il ricorso alla Corte Costituzionale contro il nucleare fatto dalla giunta Marrazzo-Montino e invierò in tal senso una richiesta ufficiale al presidente Polverini ed a tutta la giunta. Donato robilotta


Altro

l’

quotidiano

Testimonianza

I miei allievi del carcere di Tolmezzo crivo da Udine, sono una docente di lettere presso il carcere di masS sima sicurezza di Tolmezzo.

Esperienza unica e bellissima. Ho conosciuto tante storie e tante non vite. Lavoro per quelli della sorveglianza speciale. Tre volte alla settimana il mio lavoro si traduce in missione. Sono laureata in lettere ma sto conseguendo seconda laurea in psicologia a Trieste. Lavorando in carcere ti rendi conto di diverse realtà che ti si presentano davanti. Io voglio bene ai miei ragazzi, mi rifiuto di usare due parole con loro: detenuti e celle, preferisco parlare di ragazzi e di stanze. I miei ragazzi sono stati ragazzi di strada (20 anni fa), ora sono diventati ragazzi di lettere (scrivono, compongono poesie, studiano, c'è chi si iscrive all'università, parlano di amore, fratellanza, di giustizia). I miei ragazzi hanno capito il concetto di "colpa", loro hanno elaborato il concetto di "male" come male che c'è stato per vari motivi (provenienza geografica, culturale, oserei aggiungere substrato, giovane età, incoscienza, sogni di gloria, materialismo...) Oggi, a 20 anni di distanza, posso affermare con coscienza morale che sono cambiati. Mi ritrovo a parlare con uomini da una forte valenza morale a cui bisogna dare una chance. Che senso ha privare un uomo nuovo ad un destino nuovo? ...Sbagliare è umano... ovviamente, il loro, non è un piccolo sbaglio... Ma 20/25 anni non bastano per ripulire le loro e nostre coscienze? Considero l'ergastolo ostativo un crimine quanto quello commesso dai detenuti. Il carcere? Un gatto che si morde la coda e in cui la logica non sovviene. a libertà, purtroppo, è forteL mente apprezzata da chi ne viene privato.Vivere sulla propria

pelle certe esperienze ti segna per tutta la vita. Entri in una cella e senti chiudere alle tue spalle una porta di acciaio. Il rumore freddo e sordo ti penetra violento nel cervello e nelle ossa, ogni minuto di ogni ora di ogni giorno che trascorri in quella condizione disumana. Cerchi di fartene una ragione, di capire, ma non c'è nulla da capire. Alla fine ti rassegni ad una condizione di assoluta dipendenza dal tuo custode. Il

argOmenti sonno è l'unico rifugio che ti permette di lenire il dolore di tanta apprensione, ma, al mattino, apri gli occhi ed il tremendo incubo continua forte, potente, straziante. Ancora ferro, sbarre, quel rumore assordante che continua a penetrare devastandoti senza pietà. Vorresti urlare, ribellarti, uscire da quell'incubo, ma finisci per subirlo supinamente. Inizia un nuovo giorno, una nuova tortura, un lento inesorabile stillicidio. Oggi, però, è una giornata importante, il processo. Sono sveglio e fisso i fori della branda di ferro illuminati dalla luce gialla riflessa dei fari appesi ai muri di cinta. Chiudo gli occhi...Pensieri confusi mi accompagnano nel dormiveglia finchè non sento il tintinnio del mazzo di chiavi della guardia di sezione che si avvicina alla mia cella e mi avvisa di prepararmi. "La scorta è pronta tra mezz'ora, si sbrighi!"Mi vesto rapidamente, entro nel piccolo bagno e mi lavo il volto asservandomi in un minuscolo specchio appoggiato ad un pacchetto di sigarette incollato al muro con il "vinavil". E' tutto così surreale! A volte, mi sento aggrappato alla vita con quello stesso "vinavil" che, in carcere viene utilizzato per appendere al muro qualsiasi cosa. E' un pensiero totalmente buffo che le mie labbra sorridono ed io mi osservo allo specchio, protagonista di questa situazione bizzarra, quasi fosse spettatore di me stesso. Il tempo scorre e non mi resta che attendere. Ora sono pronto, ho paura, sta arrivando l'appuntato. Ancora una volta il rumore sordo di quella serratura che scandisce il tempo immobile nella mia cella. "Andiamo c'è il processo!" E' l'ultima udienza, il verdetto, il cruccio tra la fine di un incubo o l'inizio della fine. "Si, sono pronto, andiamo!" Intorno a me il vuoto, mi manca l'aria. Ecco il furgone blindato, mi mettono le manette. Ancora ferro su di me, lo detesto, mi sento strangolare l'anima. Salgo sul furgone e vengo rinchiuso in una piccola gabbia fatta di tre pareti e soffitto in lamiera ed una porta scorrevole in lama di ferro forata. Naturalmente mettono anche un lucchetto alla serratura di questa gabbia. Ammanettato

e rinchiuso riesco a malapena a muovermi. Cerco di tranquilizzarmi, ma il cuore batte forte, lo sento. Un accenno di panico ha il sopravvento al pensiero di una fine atroce nel caso in cui il furgone facesse un incidente. E' un pensiero terribile comune tra noi detenuti di alta sicurezza. Un respiro profondo e, per fortuna, siamo arrivati. Il tragitto era breve ed ora le porte si aprono. L'impatto con l'indifferenza della gente mi stordisce, mi sento quasi ebbro in presenza di spazi così ampi rispetto ai luoghi sistematicamente circoscritti del carcere. Nell'aula c'è il solito brusio, persone distratte, avvocati indaffarati, discutono tra loro dell'ultimo film uscito al cinema o di come si mangia in quel ristorante. Tutto sembra normale, naturale, poi silenzio... "Entra la Corte". L'interrogatorio è secco, perentorio... "Bene! Basta così, conosciamo i fatti!"... "Ma signor giudice... vorrei aggiungere..." "No! Basta! Facciamo silenzio!". Il Presidente è atento, severo, niente eccezioni. E' una questione di principio, di economia processuale... Poi la Difesa, l'avvocato si esprime bene, declama austere citazioni in lingua latina, sostiene l'assenza di prove, la leggerezza nello svolgere le indagini ma di mezzo c'è un "morto ammazzato". Il Pm legge il giornale, sbadiglia annoiato, assorto, indifferente. La sua tracotanza malcelata trasuda dalla toga che indossa a metà schiena per non sgualcire l'abito nuovo. Tocca all'accusa. Il tono solenne iniziale si trasforma in un'arrogante, supponente, quasi insofferente sproloquio supportato dai soliti assiomi: "Non poteva non sapere! Non poteva non vedere! Non poteva non pensare!" Il solito gioco di prestigio, il solito virtuosismo dialettico e viene dissipato ogni ragionevole dubbio, ogni perplessità. Sono confuso, non capisco, la corte si ritira e le speranze si affievoliscono. Pasa un'ora, ne passano due, forse è

sabato 19 giugno 2010

7

buon segno... Sono attenti... Ricomincio a sperare... Continua il brusìo, la testa mi scoppia, sento le vene pulsare. Non ne posso più, mi sembra di esplodere! Ho fumato un intero pacchetto di sigarette, la mia bocca è impastata, la saliva vischiosa, dal sapore acre, è velenoso, ho sete. Oddio!!! Un po’ di aria vi prego! Ci siamo, la tensione è palpabile, suona il campanello. Mi arriva una violenta scossa alla nuca, mille pugnali la trafiggono. "Entra la corte, in piedi!" poche parole crude e gelide: " In nome del popolo italiano, visto l'art. 533 condanno l'imputato alla pena dell'ergastolo!" Sento l'eco di questa frase nella mia testa, è la fine, sono annichilito. Non riesco a ragionare, resto senza parole, mi sembra di sognare. Un incubo da cui non c'è via di uscita. "Stai tranquillo, c'è l'appello"... Odo la voce del mio avvocato dal suono distante e ovattato, quasi provenisse da un'altra dimensione. Avanzo con gli occhi sbarrati, un agente mi dice... "Su, coraggio!" mentre, come un'automa, porgo i polsi per essere ammanettato. Si rientra in carcere. Finalmente mi posso rifugiare nella mia cella dove, paradossalmente, mi sento al sicuro, come un bimbo nel grembo della madre. Si... Sto impazzendo, sto delirando!La vita continua, la vita di un sepolto vivo. Sulle mie spalle un fardello crudele, nel mio fascicolo una frase che non lascia speranza: "Fine pena mai". uesto scritto appartiene ad Q Emanuele Pavone, detenuto presso la casa circondariale di

Tolmezzo. Mi autorizza a diffondere questo splendido graffito umano. Vi chiedo di riflettere. Come lui, tantissimi altri nella stessa condizione. Auguro giustizia a tutti, alle vittime, ai parenti, ai detenuti. Giustizia come "Giusta punizione". Ringrazio tutti i detenuti, sezione massima sicurezza di Tolmezzo, vi ho trovato pentimento (radicato, forte, sentito), dignità, sguardi fieri e in alcuni una sensibilità fuori dal comune. Grazie per avermi sostenuto durante l'anno scolastico, grazie di avermi protetta e a modo vostro "amata". Mi sono sentita "amata" come non mi era mai capitato fuori. Nessuna volgarità o mancanza di rispetto nei confronti di una giovane donna di 35 anni. L'odio, l'invidia, i cattivi pensieri non fanno parte dei miei otto ragazzi. Grazie per il meraviglioso anno scolastico passato insieme. Patrizia Pugliese Docente di lettere presso Carcere di Tolmezzo


ribalte

Altro

l’

quotidiano

Anteprime

dI

Robert Pattinson, mancato all’appuntamento con i fans, ma c’erano (in basso) Kristen Stewart e taylor lautner

luCIana VECChIolI

Orde di ragazzini e soprattutto ragazzine, la maggior parte sotto i diciotto anni ed accompagnate dai genitori. Ore sotto il sole cocente, riparati soltanto da qualche ombrellino cinese di carta, per non perdere l'arrivo sul red carpet dei due divetti di "Twilight", gli amatissimi Bella e Jacob. Assente il bel tenebroso e diafano Robert Pattinson, in arte Edward. Accoglienza festosa per Kristen Stewart e Taylor Lautner ieri a Roma arrivati nella Capitale per presentare dieci minuti inediti di "Eclipse", nelle sale dal 30 giugno in contemporanea con gli Usa. Terzo episodio della fortunata serie tratta dai romanzi di Stephenie Meyer che hanno già venduto nel mondo oltre cento milioni di copie. Tanto per capirci, rispetto al successo che sta riscuotendo il genere tra gli adolescenti, il nuovo libro della scrittrice "La breve seconda vita di Bree Tanner", incentrato su uno dei personaggi di Eclipse, nei primi due giorni d'uscita nel nostro Paese è già andato a ruba. In mattinata l'incontro con la stampa e nel pomeriggio quello con i fan all'Auditorium di via della Conciliazione. I giovanissimi appassionati della saga si sono dati appuntamento fin dalle primissime ore del mattino, molti con indosso la maglietta dei loro beniamini o

con i loro nomi tatuati sul braccio. All'evento, organizzato dalla Eagle, hanno preso parte oltre 1700 persone che hanno assistito alla proiezione. A seguire c'è stato anche un dibattito nel quale i due attori hanno raccontato la loro esperienza e risposto alle domande del pubblico. Subito dopo, la proiezione dei primi due episodi. Durante l'incontro con i giornalisti invece si è parlato del quarto ed ultimo libro della serie, Breaking Dawn, che verrà invece portato sul grande schermo attraverso due distinte pellicole, dirette da Bill Condon. Un escamotage necessario visti i tanti avvenimenti della storia. Il matrimonio tra Edward e Bella, che resta incinta. La giovane sposa che si trasforma in una vampira ed il

8

“hammamet” di Perrotta in scena il 30 giugno a roma: Teatro Vittoria

I dieci minuti inediti di “Eclipse”

Orde di ragazzini (accompagnati) per Bella e Jacob di “Twilight”

sabato 19 giugno 2010

tentativo dei due neogenitori di difendere la loro piccola per metà umana. "Dividendo il libro in due ci sarà più tempo per affrontare i personaggi in tutte le loro sfaccettature, non vedo l'ora di iniziare" dice Kristen con il tono da consumata attrice. "Dei tre è quello che preferisco - ribatte il diciottenne Taylor - In quanto azione, avventura, pericolo e storia d'amore abbiamo fatto uno scatto in avanti. Del mio personaggio ammiro la determinazione, perché combatte per quello che vuole". Come vivete l'improvviso successo? "Le nostre vite sono cambiate. I media ci assalgono, la privacy è ridotta al minimo ma sono molti di più i lati positivi. Il successo non può cambiare quello che siamo".

In occasione del decimo anniversario della morte di Bettino Craxi, mercoledì 30 giugno alle ore 21 torna in scena a Roma, al Teatro Vittoria (Piazza Santa Maria Liberatrice), “Hammamet”, la tragedia sul leader socialista scritta dal drammaturgo siciliano Massimiliano Perrotta. Il dramma si sviluppa come una rilettura autocritica fatta da sinistra degli anni in cui cadde la cosiddetta Prima Repubblica e vede al centro la figura di Craxi (interpretato da Roberto Pensa), visto come uno dei più significativi e controversi uomini politici del Novecento italiano. In scena si confrontano le ragioni e gli errori del leader milanese, ma anche le ragioni e gli errori di chi lo avversò e oggi prova a rileggere quegli anni con equanimità. È il narratore (Lorenzo Mercante) a rappresentare la sinistra autocritica: «Quel sistema era iniquo, il Paese guasto, ma per combattere la corruzione abbandonammo il sentiero della ragione». La musica di Emanuele Senzacqua e la danza di Barbara De Blasio, sottolineano i momenti più drammatici di uno spettacolo che, nelle intenzioni dell’autore, «non vuole “far discutere” o alimentare polemiche, ma si propone semplicemente come un esame di coscienza in pubblico». L'evento sarà arricchito dalla lettura in prima assoluta di quattro poesie inedite scritte da Bettino Craxi negli anni di Hammamet. Il dramma di Perrotta è stato pubblicato lo scorso febbraio dalla casa editrice Sikeliana con l’introduzione di Gianni Pennacchi.


grande SchermO

Altro

l’

quotidiano

sabato 19 giugno 2010

9

Perbenismo di facciata

anti-reportage sul terremoto

mine vaganti

draquila

Regia: Ferzan Ozpetek con Riccardo Scamarcio, Nicole Grimaudo, Alessandro Preziosi, Ennio Fantastichini, Lunetta Savino, Ilaria Occhini

Gruppo di famiglia in un interno. Il paragone con il grande film di Luchino Visconti finisce qui. Tuttavia, nulla da togliere al regista turco che ha realizzato un film godibile, intimo, per la prima volta curioso di esplorare il cuore della famiglia tradizionale e tradizionalista, animata dal perbenismo di facciata. Un nucleo numeroso, come tanti nel Sud d'Italia, proprietario di un pastificio, con una nonna dolce e ribelle, una madre affettuosa e tollerante, la zia stravagante (una piacevole sorpresa l'interpretazione di Elena Sofia Ricci), il padre molto attento alle apparenze e due figli gay che hanno da sempre nascosto la loro vera identità. Scamarcio particolarmente bravo a non strafare in un ruolo non certo facile. Sullo sfondo la splendida Lecce con i vicoli, piazze ed il candore della sua architettura.

La genialità di Polanski

Regia: Sabina Guzzanti. Interpretato da Sabina Guzzanti

Viggo mortensen in una drammatica scena di “the road”

Catastrofismo che cattura the road Regia: John Hilcoat con Viggo Mortensen, Robert Duvall, Charlize Theron

E' vero, è deprimente, triste, disperato, senza futuro, eppure è uno dei film più interessanti che il genere catastrofista abbia partorito negli ultimi anni. Completamente privo di retorica, un regista semi-sconosciuto

l’uomo nell’ombra Regia: Roman Polanski con Ewan McGregor, Pierce Brosnan. Che Polanski sia un maestro nella regia è fuor di dubbio ed anche in questa occasione dà prova di grande abilità del dirigere gli attori. Ha sdoganato definitivamente uno come Brosnan che nella vita ha trovato non poche difficoltà a costruire una dignitosa carriera non legata quasi esclusivamente al fascino ed al glamour. Unico punto debole forse una sceneggiatura a volte prevedibile ed improbabile (come quando il protagonista scova alcune delicate e segrete informazioni semplicemente consultando Internet. Va bene che nella rete si trova di tutto, ma questa volta appare un po' esagerato) per un film che ha la sua forza in una storia costruita su temi importanti, piena di inganni e tradimenti, dove ognuno è molto diverso da ciò che appare.

L’argentina dei tempi bui Il segreto dei suoi occhi Regia: Juan Josè Campanella con Ricardo Darìn, Soledad Villamil

Un noir, una commedia, una storia d'amore. Sullo sfondo l'Argentina peronista degli anni '70. Magica commistione di generi per raccontare uno dei periodi più cupi del Paese. Da questo punto di vista decisamente più efficace di tante pellicole che puntano al politi-

porta sul grande schermo il romanzo "La strada" del grande scrittore statunitense Cormac McCarthy. Lo fa rivelando notevoli capacità nel dirigere i pochi (ma buoni) attori del cast. Un film complesso, difficile, dove la macchina da presa è quasi esclusivamente puntata sui volti di un padre e di un figlio che cercano di sopravvivere in un'America desolata e distrutta da un misterioso cataclisma, dove gli esseri umani sono spinti a dare il meglio e (soprattutto) il peggio di sé. co. Aspetto, questo, abilmente ed apparentemente relegato ai margini e che invece si rivela la vera anima. Il film ti entra dentro, lentamente, e per parecchio non ti molla. Con piglio sicuro il regista di origine italiana nato a Buenos Aires, dirige uno dei migliori lavori della stagione che non a caso conquistato ha l'Oscar destinato al film straniero riuscendo a battere opere di pregio come "Il profeta" e "Il nastro bianco". Cast più che apprezzabile, sceneggiatura essenziale, quasi scarna ma con la capacità di arrivare dritta alla meta. Da non perdere. Nello foto: ricardo Darin

Rubrica a cura di luCIana VECChIolI

Il ministro dei Beni Culturali ha disertato il Festival di Cannes per protesta, il documentario secondo lui è fazioso e non veritiero. Ad alcuni aquilani è piaciuto ad altri per niente. Sabina Guzzanti riaccende le polemiche e questa volta si occupa del terremoto dell'Aquila e non solo. Snocciola con insolita pacatezza la sue teorie, utilizzando questa volta tecniche da reportage giornalistico, puntiglioso e cronologico. Non manca neanche la satira, con l'imitazione del premier. Una ricostruzione certosina di quello che è accaduto in Abruzzo ma anche al G8, a Napoli con la questione dei rifiuti e quant'altro. Da vedere.

Un road movie musicale Basilicata coast to coast Regia: Rocco Papaleo con Alessandro Gassman, Paolo Briguglia, Max Gazzè, Rocco Papaleo, Giovanna Mezzogiorno

Easy Rider in salsa lucana. Dal Tirreno allo Ionio a piedi per dieci giorni, attraversando una delle regioni più belle e suggestive del nostro Sud d'Italia. Divertente e surreale road movie musicale che vede protagonisti cinque personaggi in cerca delle proprie identità. Interessante esordio dietro alla macchina da presa per l'attore Rocco Papaleo, fino ad ora quasi esclusivamente relegato nei panni del caratterista, che con questa strampalata pellicola tenta di raccontare risorse e potenzialità della sua terra. Cinque amici, una piccola band di provincia per non rinunciare ai propri sogni. Cast credibile ed a proprio agio nelle singole interpretazioni, anche per un cantante come Gazzè alla sua prima prova cinematografica.


sabato 19 giugno 2010

grande SchermO

Altro

l’

quotidiano

storia d’amore in tempi di crisi

alba Rohrwacher e Pierfrances co Favino in una scena di “Cosa voglio di più”

Cosa voglio di più Regia: Silvio Soldini con Pierfrancesco Favino, Alba Rohrwacher, Giuseppe Battiston

Il ricordo di "Pane e tulipani" è ormai lontano, tanto da non sembrare un film di Soldini. Manca la poesia e quel tocco surreale che caratterizza il suo cinema, anche nell'affrontare temi vicini all'attualità. "Per la prima volta è stato un episodio di vita reale a far scattare in me l'idea di questo film" ha affermato. L'intento, quello di raccontare una storia d'amore in tempi di crisi, recessione e precariato, ma è come se mancasse di personalità. Ecco, forse ha un po' spiazzato il suo pubblico cercando di fare altro da quello realizzato fino ad ora, per questo il film non convince fino in fondo. Per il resto la bravura del regista milanese dietro alla macchina da presa è indiscutibile come quella nel dirigere gli attori, soprattutto nelle famose scene di sesso che sono sicuramente le più difficili.

Ipazia contro l’oscurantismo agorà Regia: Alejandro Amenàbar con Rachel Weisz, Max Minghella

Non è un film contro il cristianesimo ma contro tutti i fondamentalismi. Sostanzialmente è questa la chiave di lettura. Un concetto però non condiviso dalle alte gerarchie della Chiesa che, secondo la casa di distribuzione, dopo una proiezione

Il “riscatto” del maestro

riservata ha avuto reazioni stizzite di dissenso sul taglio dato alla pellicola. La vera storia della filosofa greca Ipazia uccisa e fatta a pezzi dagli integralisti cristiani nel 391 dopo Cristo ad Alessandria d'Egitto, ha faticato non poco ad uscire in Italia, suscitando, come era prevedibile, parecchie polemiche. Il ruolo del vescovo Cirillo, che avrebbe istigato la congrega dei Parabolani ad uccidere la scienziata, non è molto piaciuto, ma secondo il regista quello che si vede nel film è solo il 30 per cento del male che ha fatto l'alto prelato..

daniele liotti e marco Rossetti in una scena di “Scontro di civiltà per un ascensore in Piazza Vittorio

Il concerto Regia: Mihaileanu con Aleksei Guskov, MiouMiou "Il concerto" è quello per orchestra e violino di Cajkovskij. Bello e commovente il nuovo film del regista di "Train de vie". La storia di Andrei Filipov, celebre direttore russo d'orchestra licenziato in tronco ai tempi di Breznev per non aver cacciato i suoi musicisti ebrei. Trent'anni dopo, caduto in disgrazia, l'uomo lavora ancora al Bolshoi ma come custode. Grazie ad uno stratagemma riunisce la sua vecchia orchestra per tornare a suonare nel Teatro di Chatelet a Parigi. Parte alla ricerca spasmodica degli artisti che nello sfacelo dell'Unione Sovietica tutto fanno meno che suonare. Riuscirà a mettere insieme un consistente gruppo di varie etnie, dalla ebraica alla rom, nel tentativo di riscattare una "dignità umana calpestata".

10

L’altra faccia della società Scontro di civiltà per un ascensore in Piazza Vittorio Regia: Isotta Toso con Daniele Liotti, Kasia Smutniak, Francesco Pannofino

Peccato, un'occasione mancata. Perché l'omonimo romanzo di Amara Lakhous (se vi capita leggetelo), dal quale è stato tratto il film, è piacevole, a tratti divertente nel raccontare le vicissitudini di un gruppo di inquilini di varie nazionalità,

ricco di spunti interessanti per riflettere sulla nostra società. Lo scontro di civiltà del titolo, si consuma nel chiuso di un palazzo e di un condominio a Piazza Vittorio, nel cuore del quartiere più multietnico di Roma. Come spesso avviene, la trasposizione tradisce in parte l'opera letteraria, in questo caso però quello che manca è la mano ferma di una regia esperta capace di dirigere un buon cast di attori e plasmare, rendendola scorrevole e convincente, una trama a tratti complessa. Un intreccio narrativo con un preciso scopo, da scoprire solo nel finale.

Rachel Weisz nei panni di Ipazia nel film “agorà”

Il dramma palestinese Il tempo che ci rimane Regia: Elia Suleiman con Saleh Bakri, Shafika Bajjali

Suleiman è nato a Nazareth in Palestina ed il film è semiautobiografico, in quattro episodi, sulla sua famiglia. E' ispirato ai diari del padre, a partire dal 1948 quando decise di partire per unirsi alla Resistenza dopo l'occupazione di Israele. Scene di vita quotidiana di quei palestinesi che decisero di restare e che furono chiamati "arabi israeliani", costretti a vivere da stranieri nella loro patria. Contrariamente a quanto si possa pensare non ha nulla della pesantezza che magari ci si potrebbe aspettare da una pellicola di questo genere, il regista (che interpreta tra l'altro anche se stesso) ci ha costruito sopra una storia surreale, piena di ironia, con musiche coinvolgenti. Senza trascurare però l'aspetto politico di una questione ancora attualissima ed irrisolta.


Altro

l’

quotidiano

grande SchermO

sabato 19 giugno 2010

11

La novità è lady Marion

I trentenni e il consumismo

Robin hood

la nostra vita

Regia: Ridley Scott con Russell Crowe, Cate Blanchett, William Hurt, Max Von Sydow.

Certo, se si pensa che è stato il regista di Blade Runner e Thelma & Louise qualche attimo di sconforto assale. Non è che fosse così indispensabile l'ennesima pellicola su una figura trita e ritrita come l’arciere di Sherwood. Tuttavia non si può dire che sia, nel suo complesso, un brutto film. Conosciamo tutti le capacità del grande regista americano. Il prodotto infatti è ben confezionato, e non a caso sia Scott che Crowe lo hanno anche prodotto. A parte qualche sprazzo di vera noia, soprattutto durante le interminabili e sanguinolente scene di scontri armati tra buoni e cattivi, la vera novità è la figura di Lady Marion, qui in una insolita ed improbabile veste di rivoluzionaria in un’epoca dove le donne stavano zitte, obbedivano e procreava-

Elio Germano (premiato come miglior attore a Cannes con Javier Bardem) in una scena del film “la nostra vita” no. Vedova di guerra senza figli, non solo respinge i pretendenti, ma combatte anche con arma-

tura e spada, coltiva i campi ed esprime la sua opinione. Già annunciato Robin Hood 2.

La realtà senza attori

action fantasy accattivante

le quattro volte

Prince of Persia le sabbie del tempo

Regia: Michelangelo Frammartino

Regia: Mike Newell con Jake Gyllenhaal, Ben Kingsley, Alfred Molina

Dopo "I pirati dei Caraibi" ecco un altro film tratto da un videogioco degli anni '80. A dirigerlo questa volta il regista inglese di "Quattro matrimoni e un funerale" e di "Harry Potter e il calice di fuoco". Se piace il genere, l'action fantasy è piacevole e scorre abbastanza facilmente nonostante le oltre due ore di durata. Le scenografie esotiche dell'antica Persia, in gran parte riprodotte al computer, non deludono le aspettative. C'è tutto. Il principe bello e muscoloso che corre lungo i muri, la principessa misterio-

Regia: Daniele Luchetti con Elio Germano, Raoul Bova, Isabella Ragonese, Luca Zingaretti, Stefania Montorsi, Giorgio Colangeli. Un grande Elio Germano, che ha ampiamente meritato il premio come miglior attore a Cannes, per un film sui trentenni di oggi. Quelli che non hanno santi in paradiso, forse i nuovi proletari come li definisce lo stesso Luchetti. In realtà dei giovani intelligenti e svegli che cercano di farsi strada in un mondo dove la priorità sono i soldi e la loro capacità di comprarci più cose possibili. Figli di un consumismo sfrenato, ma anche capaci di mettere al mondo tre figli nella totale incertezza economica e con il desiderio di fare il grande salto in avanti. Il film però non è solo questo. Anche una grande finestra sull'Italia con le sue storie di immigrazione, sfruttamento, valori famigliari. Cast ben assortito. Unica stonatura, forse, un finale troppo happy, da commedia.

Jake Gillenhaal in “Prince of Persia”

sa e furba, il pugnale, le arti magiche, la lotta contro le forze oscure, ed uno stuolo di stuntman. allenatissimi

Insomma, un bel fumettone. le ottime Sempre Interpretazioni di Molina e Kingsley.

Il regista milanese di origine calabrese, dopo il bellissimo e pluripremiato "Il dono" ci regala un nuovo lavoro dove creatività e poesia si fondono per raccontare il fascino arcaico di una terra dove il tempo sembra si sia fermato. Interamente girato senza dialoghi, senza attori, solo con rumori di sottofondo, utilizzando la tecnica del documentario (come peraltro aveva già fatto con il primo lungometraggio), la cinepresa si limita a riprendere scene di vita quotidiana di un piccolo villaggio rurale, in realtà riesce a leggere oltre le immagini. Illustra il ciclo della vita e della natura, attraverso uno sguardo originale ed innovativo che può ricordare quello di Franco Piavoli e Vittorio De Seta. Accolto a Cannes da giudizi più che lusinghieri dalla critica internazionale.


Altro

l’

L’aLtrO canaLe

La moltiplicazione dei canali. Dio salvi le parabole dI

sabato 19 giugno 2010

PiccOlO SchermO

quotidiano

maRIa FRanCESCa RotondaRo

Levate l'ancora, sciogliete gli ormeggi e partite. Bussola e telecomando puntati verso nuovi orizzonti, quelli che vanno oltre le colonne d'Ercole di La7, l'ultimo canale perbenista. Salpate dalle coste della tv generalista e lasciatevi trasportare dal vostro divano come se fosse una navicella in orbita nelle galassie sperdute dell'infinito universo satellitare. Lì,

lontani anni luce dalla guerra all'ultimo auditel, lontani dalle polemiche sulle nomine e sulle cancellazioni di programmi, avviene un vero e proprio miracolo: la moltiplicazione dei canali. E proprio da lì in poi - in questa selva selvaggia aspra e forte che può davvero succedere di tutto se vi farete prendere dallo zapping compulsivo. Di fronte ai vostri occhi si rivelerà un mondo televisivo multiculturale e poliglotta, dedito alla cartomanzia, al porno, alla televen-

dita, alla musica regionale e a quella italoamericana, alla cucina cruda. Una tv cotta e mangiata, tirata, liftingata ma infinitamente più vera di quella che si proclama portatrice di verità. Questo mondo, ancora tutto da esplorare, è popolato da personaggi come Pino Scotto, leader assoluto dei telereietti: una sorta Mara Maionchi heavy-metal, portavoce di coloro che sono stati espulsi dalla televisione di Stato o che, semplicemente, in quella fanno fatica a riconoscersi. Dio salvi le parabole.

prima serata / 19 giugnO raiuno – Mondiali di Calcio Gruppo E: Camerun – Danimarca raidue – Private Practice Serie tv. Seconda stagione, quarto, quinto e sesto episodio: Passato e futuro, Lasciar perdere, Fiducia. raitre – Pane, amore e Film commedia, di D. Risi, con V. De Sica, S. Loren. Canale 5 – Ciao Darwin 4 Varietà. Seconda puntata. Italia 1 – Una ragazza e il suo sogno Film commedia, di D. Gordon, con A. Bunes, C. Firth. rete 4 – Wallander Serie tv. Seconda stagione. Il castello tra le nuvole.

auditeL La sconfitta dei francesi ha fatto il 35% di ascolti

l’ispettore Barnaby e il meticoloso sergente su la7 La7 – L’ispettore Barnaby Serie tv. Ballando con la morte. Mtv – 16 & Pregnant Reality.

Deejay Tv – M2.0 Night Programma musicale. Iris – Cane e gatto Film commedia, di Corbucci, con Thomas Millian

La teLenOtizia I dirigenti Rai: “Un C0ntratto di servizio che frena l’azienda” I dirigenti della Rai ritengono “intollerabile la pressione della politica”. E' quanto si legge in una nota diffusa al termine dell'assemblea di coloro che operano ai vertici dell’azienda. A detta dell'Adrai la politica si ricorda della Rai “solo per legarle le mani nella competizione di mercato con obblighi e vincoli desti-

12

nati a mortificarla”. Pertanto invita il consiglio di amministrazione a non sottoscrivere il nuovo Contratto di Servizio fino a che esso conterrà la previsione di obblighi privi di finanziamento costringendo la Rai ad essere inadempiente. Insomma una chiara denuncia del conflitto d’interesse.

anche giovedì il calcio ha dominato la prima serata degli italiani: l’incontro tra Francia – messico, vinta sorprendentemente dai giocatori in tenuta verde con il punteggio di 0 – 2, è stato visto da 8.459.000 telespettatori, share 35,57%. la riproposizione de “I Cesaroni 3” ha ottenuto 2.566.000 spettatori ed uno share del 10,50% nel primo episodio, e 2.845.000 spettatori, share 16,75% nel secondo. Il ritorno in tv di Ghost Whisperer è stato salutato da 2.177.000 telespettatori, share 8,88% in “Sepolto dal passato” mentre “l’incendiaria” è salito a 2.336.000 spettatori, share 9,93%. Su Italia 1, “Primo e ultimo”, condotto da teo mammucari con melissa Satta, racimola appena 1.895.000 telespettatori, ed uno share pari al 7,91%. Buon riscontro per il film “the unsaid” con andy Garcia: 2.059.000 telespettatori, share 9,48%,

aq19giugno2010  

aq19giugno2010