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Anno II - n. 14 - Martedì 19 gennaio 2010

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Ora di punta

Haiti. Anche carabinieri per arginare saccheggi e violenze

Missione italiana con genieri e medici

Cento bambini sono sepolti con ogni probabilità sotto una scuola nella città di Leogane, ad Haiti. A Port-au-Price è stato trovato il cadavere di uno dei due funzionari Onu italiani scomparsi, l'agronomo di Firenze Guido Galli. Si scava ancora alla ricerca dei due italiani dispersi, Cecilia Corneo e Antonio Sperduto. Ieri sono stati recuperati tre sopravvissuti sotto le macerie, fra cui una studentessa che ha chiesto aiuto con sms. Aumentano saccheggi e violenze. L'Italia manderà i carabinieri e guiderà probabilmente un contingente europeo di gendarmi, nell'ambito della missione Onu. In giornata salperà da La Spezia la portaerei Cavour, che in dieci giorni porterà ad Haiti militari del genio con mezzi e attrezzature, oltre a un team medico. PAG. 3

Messaggio di Napolitano su luci e ombre della figura di Craxi detto il presidente, le responsabilità caddero su di lui «con durezza senza eguali». La famiglia del leader socialista - e primo socialista a capo di un governo in Italia - ha espresso gratitudine a Napolitano, il cui messaggio non ha mancato di provocare polemiche, sia pur moderate, in quanti ai meriti di Craxi antepongono le ombre della sua gestione del Psi e del governo. ______________________ Nel nostro sito il testo integrale della lettera

Arrestato il figlio del fondatore delle br Due persone, fra le quali il figlio di uno dei fondatori delle Brigate Rosse, sono state arrestate ieri a Milano dalla Digos di Roma, con l'accusa di aver cercato di ricostituire le br. Manolo Morlacchi, 39 anni, figlio dell'ex brigatista Pierino, e Costantino Virgilio, 34, secondo la procura di Roma facevano parte del gruppo «Per il comunismo Brigate rosse» e volevano rilanciare la lotta armata. Su un computer di Virgilio era stato trovato un manuale per cifrare documenti e non farsi individuare su internet. PAG. 2

Moisè AstA

Obama e il deficit pubblico

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n uno dei suoi ultimi numeri, L’Osservatore Romano, organo ufficiale della Santa Sede, ha rilanciato la notizia (data da Bloomberg sulla scorta di voci attendibilissime d’ambito governativo), secondo cui, nella Finanziaria in allestimento per il prossimo mese di febbraio, Barack Obama ha scelto di prevedere una tassa a carico degli Istituti bancari «per ridare fiducia ai mercati sulle possibilità di ripresa». Ma – ha spiegato il quotidiano “International Herald Tribune” in un circostanziato editoriale – «l’obiettivo principale della misura è quello di ridurre il deficit pubblico». ’autorevolezza e la sobrietà del foglio vaticano non lasciano spazio ad alcun dubbio sulla realizzazione del “piano”, tanto più che il responsabile dell’ufficio stampa della Casa Bianca, Robert Gibbs, pur se non ha confermato ma neppure smentito, s’è lasciato sfuggire che «diverse volte il presidente Obama ha detto che bisogna restituire i soldi spesi, dopo la crisi dei subprime, per salvare il nostro sistema finanziario: e una delle possibilità è, appunto, quella di tassare gli Istituti di credito». La politica obamiama è sempre più nitida. Da queste parti, ove piuttosto volentieri si toglie agli indigenti per dare ai benestanti, queste cose non sembrano neppure pensabili. Qui, semmai, si ingozzano di “bond” le banche, senza alcun beneficio reale per le famiglie povere e tanto meno per il deficit pubblico.

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Oggi in Senato la commemorazione (con polemiche) a 10 anni dalla morte

Si terrà oggi al Senato la commemorazione di Bettino Craxi, morto dieci anni fa, con una tavola rotonda alla quale parteciperanno fra gli altri il premier Berlusconi e il capo della segreteria del Pd Filippo Penati. Ieri il presidente della Repubblica Napolitano ha inviato una lettera alla vedova Anna, riconoscendo i meriti di Craxi per politica estera, integrazione europea e Concordato, ma ricordando anche gli errori sul finanziamento illecito dei partiti. Anche se, ha

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riEti

AutOvELOx

GOriziA

EMPOLi

Legati con le lenzuola a letti che erano poco più che brandine da campeggio, curati con farmaci scaduti e relegati in un sottotetto inagibile. Era questo il trattamento riservato ai 26 anziani ospiti della casa di riposo "La Contrada" di Tarano, nel Reatino, dietro il pagamento di 1.400-2.000 euro mensili. Un blitz dei carabinieri ha portato al sequestro della struttura, definita dai militari "un lager".

Gli autovelox non hanno cuore. Purtoppo a volte neanche chi li aziona. Ad esempio per una mamma che corre dalla figlia morente in ospedale. La signora Graziella, di Codigoro, nel Ferrarese, avvisata dai carabinieri che la figlia di 33 anni era in fin di vita dopo un incidente, si è precipitata in ospedale. Su un rettilineo con limite 90 km/h viaggiava a 2 km/h in più oltre il limite. Inflessibile l'occhio elettronico.

Hanno dato per morto il parroco di Savogna d'Isonzo (Gorizia), Vojko Makuc, di 63 anni. Si è pregato per lui nelle chiese della diocesi, sono stati fissati i funerali ma, all'ultimo momento, si è scoperto che il sacerdote è vivo. I quotidiani locali avevano pubblicato la notizia della morte del parroco per un fraintendimento fra i familiari e i medici dell'ospedale di Gorizia, dove il sacerdote è ricoverato in gravissime condizioni per un ictus.

Dopo aver commesso un omicidio è fuggito, si è procurato documenti falsi e ha cambiato aspetto, ingrassando trenta chili. Protagonista della vicenda un killer 27enne che, nonostante il cambio di connotati, è stato visto dai carabinieri e arrestato a Empoli (Firenze) dove lavorava. Secondo i militari l'uomo si era rifugiato prima all'estero, dove ha trovato nuovi documenti e soprattutto nuove "sembianze".

Casa di cura lager, anziani legati ai letti

va in ospedale per la figlia grave, multata

Danno per morto il parroco, ma è ricoverato e vivo

Killer ingrassa per cambiare aspetto

Manolo Morlacchi (figlio di Pierino) e Costantino Virgilio

LA FOtO

Due in manette: “brigatisti”

“Dinho” il più forte

Sequestrato materiale informatico La Sezione Antiterrorismo della Digos di Roma, in collaborazione con la Digos di Milano, a seguito di lunghe e complesse indagini, ha tratto in arresto due persone, accusate di appartenere alle nuove Brigate Rosse. Si chiamano Manolo Morlacchi (nella foto), figlio dell’ex brigatista Pierino Morlacchi, e Costantino Virgilio i due presunti brigatisti rossi arrestati con l’accusa di partecipazione a banda armata. Morlacchi, 39 anni, e Virgilio, 34 anni, residenti a Milano e dipendenti di un’agenzia di gestione archivio, avevano subito una perquisizione domiciliare il 10

giugno scorso quando la Digos di Roma arrestò tra Roma e Genova un gruppo di presunti brigatisti sequestrando anche un numero ingente di armi. Uno degli uomini arrestati dalla Digos è stato trovato in possesso di materiale informatico in cui vengono spiegati i criteri e le modalità di criptazione dei documenti per finalità eversive, una sorta di manuale di istruzioni destinato ai componenti del gruppo anche per l’ utilizzo dell’informatica. Nel documento stesso viene testualmente definito “una specie di codice di condotta che consigliamo ai militanti”.

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Direttore responsabile: Ennio simeone Redazione tel. 06 86293192 Indirizzo e-mail: redazione@altroquotidiano.it Editrice: GECEM (Gestione Cooperativa Editoria Multimediale) - Presidente:stefano Clerici Sede legale: Via Aldo Sandulli 45, Roma Registrazione del Tribunale Roma n..343/08 del 18 settembre 2008 - Registrato al ROC Partita Iva 09937731009

Maradona si è permesso di dare un consiglio al suo collega brasiliano Dunga: per i Mondiali deve convocare ronaldinho. “io seguo del Milan, e per me ronaldinho è uno dei giocatori più forti in assoluto”.

L’OnOmasticO

Mario Santo leggendario, Mario sarebbe giunto a roma con la moglie arta e i figli Abaco e Audiface dalla lontana Persia. Accusati di aver sepolto lungo la via Salaria i corpi di ben 260 martiri, vennero tutti martirizzati nel 270 dal prefetto Flaviano.

accadde Oggi Ferruccio Parri Ferruccio Parri, nasce a Pinerolo il 19 gennaio 1890. Fondatore del Partito d'Azione e figura storica della resistenza al Fascismo, fu presidente del Consiglio tra il giugno e il dicembre del 1945, quando passò la mano al primo governo D Gasperi.


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BirMANiA

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KABuL

Cinquanta artisti per realizzare la statua di Buddha da record

talebani scatenati autobomba esplode davanti a un albergo

Dao Trong Cuong, un imprenditore vietnamita vuole costruire il più grande Buddha al mondo. La statua sarà ricavata da un'enorme masso di giada di 35 tonnellate proveniente dalla Birmania. Una squadra di 50 artisti e scultori è stata chiamata per intagliare il masso alto due metri e altrettanto largo e profondo. La statua finita del Budda peserà circa 20 tonnellate. Ma prima di vedere l'opera compiuta ci vorranno almeno due anni. Dao Trong Cuong, ha acquistato il masso di 35 tonnellate lo scorso anno pagandolo 2 milioni di dollari. e lo ha fatto Sarà la statua di Buddha più grande al mondo. Al arrivare in Vietnam a ottobre. farla realizzare il miliardario Dao Trong Cuong.

Un folto commando di talebani ha attaccato il centro di Kabul facendo saltare cariche esplosive e ingaggiando una sparatoria con le forze di sicurezza afghane. Un razzo ha poi colpito l'Hotel Serena, l'albergo dove alloggiano i giornalisti stranieri, e dove si è accesa una cruenta sparatoria. Una autobomba, azionata da un kamikaze, è esplosa davanti al centro commerciale uccidendo diversi agenti e funzionari di intelligence. L'attacco è stato rivendicato da un portavoce dei talebani afghani, Zabihullah Mujahid. Dunque, ancora sangue per le strade di Kabul.

NuCLEArE

tErrEMOtO Di HAiti

Galli (funzionario Onu) La Merkel minaccia seconda vittima italiana sanzioni per l’Iran Aveva poche speranze di sopravvivenza il funzionario Onu fiorentino Guido Galli scomparso sotto le macerie del terribile terremoto di Haiti. Ma ora non ci sono piuù dubbi: il suo corpo è stato ritrovato tra le rovine dell'Hotel Christopher di Port au Prince, sede dell'Onu, dove si stava svolgendo una riunione. La conferma alla famiglia, che risiede in via Romagnosi, che si trattava proprio di lui, 45enne in missione ad Haiti dalla fine del 2007 con compiti di mediazione politica con il governo locale, è purtroppo arrivata. “Abbiamo pregato e sperato tanto” ha detto la sorella Francesca attaccata ininterrottamente ad Internet da giorni stretta nell'angoscia insieme agli anziani genitori. Firenze le è vicina : in ricordo di Guido è stato osservato ieri pomeriggio un minuto di silenzio all'apertura del consiglio comunale di Firenze, in Palazzo Vecchio, seguito poi da un applauso.Il sindaco Matteo Renzi, che ha espresso le sue condoglianze via telefono alla famiglia, lo ha definito un ''fiorentino coraggioso, che ha dedicato la sua vita all'impegno per gli altri nelle Nazioni Unite'', per poi impegnarsi ad 'onorare la memoria di un fiorentino che ha lottato per l'ideale di pace e di democrazia''. Un’altra italiana, Cecilia Corneo, 39 anni, risulta dispersa, e potrebbe trovarsi anche lei tra le macerie dello stesso albergo.

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o al rito abbreviato per il processo Mediaset che riprenderà il 25 gennaio. Non ci sarà la sospensione chiesta dai legali del premier. I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Milano non hanno concesso ai difensori di Silvio Berlusconi i termini a difesa per valutare il ricorso al rito abbreviato nel processo per le presunte irregolarita' nella compravendita di diritti televisivi e cinematografici da parte di Mediaset.

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha minacciato l'Iran di ulteriori sanzioni in mancanza di passi avanti sulla questione nucleare. «La Germania ha indicato chiaramente che se la posizione dell'Iran non cambia, cominceremo a lavorare a un pacchetto onnicomprensivo di sanzioni», ha detto la Merkel nel corso di una conferenza stampa congiunta con il premier israeliano, Benyamin Netanyahu. Berlino, ha aggiunto, preferirebbe che le sanzioni «fossero concordate nell'ambito del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite», sottolineando però che la Germania «parteciperà a sanzioni con altri paesi che stanno perseguendo lo stesso obiettivo». Insomma tempi davvero duri per il regime iraniano.

iL CASO

Mediaset, no all’abbreviato per il Cav

I

legali del premier avevano chiesto un termine per valutare la concessione del rito abbreviato in seguito alla decisione della Corte Costituzionale che aveva in parte dichiarati illegittimi gli articoli 517 e 516 del codice di procedura penale nella parte in cui non consentivano la

richiesta di rito abbreviato in caso di contestazioni suppletive tardive fatte in dibattimento. Berlusconi hanno spiegato i suoi avvocati parlerà dopo che saranno esauriti i testimoni del pm. entre, infatti, sostanzialmente tutti gli altri imputa-

M

ti si sono dichiarati non disponibili all'esame da parte del pm, gli avvocati di Berlusconi si sono rifatti alla missiva depositata stamani in cui il presidente del Consiglio spiegava appunto di voler fare dichiarazioni spontanee ma solo una volta conclusa l'attivita' istruttoria. Dunque, il processo Mediaset va avanti, nonostante le polemiche e i giudici, va ricordato, hanno fissato la prossima udienza per il 25 gennaio.


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Sul rifiuto del giudice tosti

Affermare “l’antireligiosità” del Crocifisso di

La

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migLiOre deL giOrnO

MArio toCCi

In tempi recentissimi ho già avuto modo di scrivere sulla valenza simbolica non religiosa del simbolo del Crocifisso. Le mie parole si erano affastellate in un editoriale di forte critica, seppure con sacrale rispetto, della recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in proposito e comunque in corso di impugnativa. L’arresto giurisprudenziale in questione appariva ed appare invero viziato da un intollerabile ed evidente travisamento dei fatti. Esso, infatti, si basa essenzialmente sulla constatazione della pervasività ideologica, sotto il profilo confessionale, del mero simbolo del Crocifisso. In base a quanto condivisibilmente chiarito dal Consiglio di Stato nella sentenza 556/2006, il Crocifisso è certamente l’emblema di alcune religioni ma si connota, alla luce delle vicende storiche relative al personaggio di Gesù di Nazareth, pure quale simulacro di valori laici universali come la tolleranza o il rispetto della dignità umana (tra i tanti). Ma, per anticipare i tempi e a prescindere da ciò che nel gravame del decisum di prima istanza di Strasburgo sarà stabilito, occorre che lo Stato italiano faccia qualcosa in difesa dell’antireligiosità del Cristo. Occorrerebbe una leggina, semplice semplice (come il titolo di una canzoncina che negli anni Ottanta strimpellava un gruppo appositamente creato per un cartone animato assurto a dignità pseudo-cinematografica). In tale provvedimento bisognerebbe sancire che la raffigurazione del Crocifisso non ha alcuna connessione simbolica con la religione cattolica così da consentirne l’affissione in tutti

gli edifici pubblici senza violare il giudicato provvisorio europeogeno molto criticato e vituperato. Qualcuno potrebbe parlare di tipizzazione di un simbolo. Ma incorrerebbe in un madornale equivoco. Attraverso la legge suggerita, si eviterebbe proprio la tipizzazione religiosa di un simbolo e si valorizzerebbero quei principi rigorosamente laici che lo stesso incontestabilmente esprime. Difendere l’antiregiolisità del simbolo del Crocifisso significherebbe enfatizzare il principio di laicità dello Stato. Tanto premesso, è criticabile la posizione assunta dal magistrato Pietro Tosti di rifiuto frapposto alla celebrazione delle proprie udienze in aule ove sia ospitato il simulacro di un crocifisso. Il dottor Tosti è stato tratto per questo a giudizio disciplinare innanzi al Consiglio Superiore della Magistratura. Giusta sarebbe la posizione del magistrato ove il Crocifisso venisse inquadrato come simbolo precipuamente religioso. Ma cosi non è né deve essere. La legge suggerita servirà a far chiarezza e a far definitivamente entrare nelle menti di tutti che il Crocifisso va visto come simbolo laico e non (o meglio, non più) religioso.

Marassi sul “Mattino”

Roma: al Pertini carenza di strumenti e di personale

Assurdo chiudere il Tribunale invece di dargli mezzi e uomini

quest’ultimo, in quanto a numero di magistrati in servizio. Il problema della soppressione del tribunale di Lagonegro, in particolare, si ripropone ormai da una decina di anni e le motivazioni sono sempre le stesse: carenza di organico e risorse inadeguate che impediscono di operare correttamente sul territorio. Logica vorrebbe che - invece di parlare di soppressione - ci si adoperasse per fornire il tribunale di mezzi e personale sufficienti a garantire un servizio adeguato ai cittadini della zona che vivono in un territorio periferico rispetto alla provincia, in un cuneo situato tra le regioni Campania e Calabria dove, peraltro, le comunicazioni non sono agevoli sia per la conformazione montuosa che per la carenza di collegamenti pubblici tra il capoluogo e i paesi di quest'area. Sarebbe perciò auspicabile un' intesa tra la magistratura e chi ha responsabilità politiche a livello nazionale e locale per eliminare non il tribunale ma l'anomalia del suo inadeguato funzionamento. Guido Alagia Potenza

Viene di nuovo adombrata la possibile chiusura dei tre tribunali lucani di Melfi, Matera e Lagonegro, il più deficitario,

Per commenti e lettere da pubblicare su queste pagine scrivete a: tribuna@altroquotidiano.it

*** Lagonegro

I parenti di al cuni pazienti ricoverati all'ospedale Pertini di Roma segnalano la mancanza di termometri, flebo, apparecchiature indispensabili e carenza di personale, alla quale devono sopperire loro. Queste carenze strutturali sono divenute ormai croniche, è inaudito che i parenti debbano ritrovarsi ad eseguire il lavoro di coloro che sono addetti alla cura dei pazienti e alla somministrazione delle terapie e dei pasti. E' anche un diritto degli operatori sanitari lavorare in condizioni umane fornendo all’ospedale un organico sufficiente e la strumentazione adeguata. In tal modo si eviterebbero loro turni massacranti e si assicurerebbero migliori servizi per gli utenti. Mi auguro che vengano presto fornite risposte concrete a tale denuncia perché non è certo questa la Sanità che desiderano i cittadini. roberto Soldà Roma


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un libro sul “comune più povero d’italia”

L’dentità restituita a Nardodipace di

Moisè AstA

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ivendica il ripristino della sua identità vera, precipua, non emotiva, il “paese più povero d’Italia”, così “giudicato”, dopo un’indagine del 1989, ad opera “del Banco di Santo Spirito sul reddito procapite nei comuni italiani (che) indicava Nardodipace (Vibo Valentia) come il comune con il reddito più basso della Penisola”. Non che si voglia, qui, smentire o, almeno, ridimensionare i dati (fin troppo enfatizzati, all’epoca) conclusivi dell’inchiesta, ma sono tre intellettuali di primissimo piano, come Francesco Bevilacqua, Alessandro Guerricchio e Antonio Cavallaro (in “Nardodipace”, Cittacalabria edizioni, pag. 70, Euro 7,00), a dare la risposta, vivificata dalla serie di foto di Vincenzo Nadile e collocata in un volumetto raffinatamente elegante, quasi di lusso e, ad ogni modo, non consueto per una guida naturalistica, storica e artistica relativa al territorio di un piccolo centro rurale e di montagna.

U

na pubblicazione indovinata, quindi, che riduce le illazioni malevole suggerite, fors’anche da una certa disonestà mentale, con la complicità dei dati di poc’anzi, e irradia tanta luce su di un’incolpevole comunità al centro di uno scenario ambientale e naturale, nell’estremo lembo del comprensorio delle Serre, autentico “regno” di graniti, intercalati da macchie e precipizi, e intersecato dal fiume Allaro, tanto “vario”, nello snodarsi del greto, da comprendere pure “un formidabile canyon, con cascate fragorose (insuperabili senza

attrezzatura alpinistica) e bui budelli di roccia” e che è “in assoluto uno dei più spettacolari dell’intera regione e, forse, dell’Appennino meridionale”. Una realtà pittoresca , tra anse e cascate, faggi, lecci e castagni…

E

, poi, l’intervento di Guerricchio che fa il discorso completo e convincente su di un territorio di antica antropizzazione (fatta risalire, in base pure alle considerazioni sulle rocce granitoidi del Paleozoico superiore – al Neolitico), oltre che sulla civiltà evoluta, testimoniata dai megaliti e dalla “cura degli incastri tra blocchi adiacenti, la geometria e l’estetica attribuiti sia ai singoli blocchi, talora stondati, sia alle strutture…”

E

, infine, Cavallaro, con il suo equilibrato e attento oscillare tra cronaca e storia, le più recenti, fino a indugiare su di un’economia di sussistenza, sul flagello delle alluvioni e il problema dei trasferimenti degli abitati, sulla “povertà” del centro, il cui nome ha certo una sua genesi, anche se non è stato individuato, con precisione, il punto di partenza.

D

a leggere, allora, questo snello, scorrevole, informatissimo saggio su una Nardodipace, che reclama la sua immagine reale, naturale, storica, dalle tante facce, e che non può fermarsi a quella che era nel 1989. Le sue potenzialità per usufruire delle risorse turistico-culturali non mancano. Basta impegnarsi a fondo per tradurle in atto. E, credo, lo si farà.

Un esempio di megaliti che si incontrano nel territorio di Nardodipace

Un sorriso dall’Africa mostra e dibattiti Gentile redazione, chi vi scrive è il coordinatore del progetto d'arte e solidarietà "Un sorriso dall'Africa" nonché il curatore della omonima mostra d'arte. Vi scrivo per informarvi della nostra iniziativa intitolata appunto "Un sorriso dall'Africa" che abbiamo inaugurato il 16 dicembre del 2009 presso la galleria d'arte contemporanea "Il Mitreo" (zona Corviale) e che si concluderà il primo febbraio del corrente anno. Di cosa si tratta? Fotografare venticinque sorrisi di altrettanti studenti di filosofia non ancora laureati stampati su tele di due metri per due metri in bianco e nero; invitare venticinque bambini di origine africana a dipingere ognuno un sorriso, ed in ultimo proporre a venticinque filosofi di professione di apporre la propria firma ciascuno in calce ad una tela: un sorriso, un bambino, un filosofo – questa è l’opera d’arte ideata dal giovane artista romano Emiliano Yuri Paolini intitolata appunto “Un sorriso dall’Africa” intorno a cui ruota il nostro progetto di solidarietà destinato ad aiutare alcune donne congolesi (della regione del Kivu)

in difficoltà. Nelle intenzioni dell’artista creatività e testimonianza dell’altro sono indisgiungibili ed in ciò sta buona parte dell’originalità e del senso di quest’opera. Non si tratta della solita raccoltafondi sull’occasione di un’opera d’arte, né si vuole fare pubblicità ad un’opera e ad un artista sfruttando una iniziativa a carattere umanitario: infatti è l’opera d’arte ideata e realizzata da E. Y. Paolini che dal suo stesso interno - e non in un modo meramente didascalico o moralistico - si interroga su cosa significhi non solo essere solidali con l’altro, ma soprattutto testimoniarlo nella sua irriducibile alterità. Parallelamente alla mostra (che è ancora visitabile il venerdì dalle 18 alle 20 ed inoltre il martedì e il giovedì dalle 9 alle 13 ) si è svolto un breve ciclo di quattro conferenzedibattito per approfondire nei suoi molteplici aspetti il senso ed il significato dell’opera di E. Y. Paolini e di tutta la nostra iniziativa (ovvero dell’associazione culturale “Terra d’arte”). Il progetto è stato finanziato dalla Regione Lazio e dal Comune di Roma in collaborazione con le Biblioteche di Roma. Stefano valente informazioni: 3470305699 3493870583 emilianopln@yahoo.it stefanovalente71@gmail.com

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City & Siti

Bologna

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Puglia

Delbono nei guai Polemica per l’ex per un bancomat attivista primario Sequestrata la tessera bancomat che Flavio Delbono avrebbe dato in uso alla sua ex compagna e ex segretaria Cinzia Cracchi e che sarebbe stato intestato non a Delbono ma ad una persona riferibile al Cup (Centro unificato prenotazioni sanitarie). È l'ultimo sviluppo dell'inchiesta della Procura di Bologna che vede indagato il primo cittadino del capoluogo emiliano per peculato e abuso di ufficio, per il presunto uso di denaro pubblico quando era vicepresidente della Regione Emilia-Romagna per viaggi e soggiorni insieme alla sua allora compagna, anche lei indagata. Gli investigatori delle Digos, su decreto del Pm Morena Plazzi, hanno effettuato il sequestro ieri. La tessera era stata usata da Cracchi dal 2004 al 2008 per prelievi mensili fino a 1.000 euro. L'inchiesta

cerca di capire anche da dove proveniva il denaro che alimentava il bancomat, poi bloccato alla fine della relazione tra i due (ma Cracchi lo ha conservato), e come mai era intestato ad un'altra persona. E proprio dopo l'interrogatorio di sabato della Cracchi il Pm Morena Plazzi ha disposto una nuova acquisizione di carte. Ha delegato agli investigatori della Digos di acquisire anche ulteriori documenti in Regione ma in altri luoghi. Ovviamente i magistrati della Procura, prima di sentire il sindaco, dovranno avere e quindi studiare le nuove carte. Inoltre, probabilmente, anche alla luce di quanto ha raccontato l'ex compagna di Delbono avranno altre persone da sentire, per completare il quadro. Una volta completato, in tempi brevi, ci sarà l'interrogatorio di Delbono.

Sesto Fiorentino

lui a 6 anni e 3 mesi, ha sempre affermato la propria estraneità al delitto al quale tutti gli altri hanno confessato di aver partecipato: Marco Costa, Giuseppe Bravo, Claudio Ferrari Colosimo, Claudio Scazza, Luigi Montinari e Franco Castelli. «Gli atti di pacificazione, fin qui posti in essere anche dalla sinistra - afferma Silvestris - si scontrano con le agevolazioni e coperture politiche che perfino nelle direzioni di alcune Asl trovano inaspettate attenzioni verso i peggiori protagonisti di quella stagione». «Parteciperò personalmente alla mamma di Sergio Ramelli, che ho avuto l'onore di conoscere alcuni anni fa - conclude - il mio rammarico e il mio dispiacere per questa vergognosa vicenda».

Abruzzo

I valdesi ospitano i rom

Per la seconda notte consecutiva 42 persone, tra i rom romeni sgomberati venerdì scorso dalle baracche che si erano costruiti nell'area ex Osmatex, nel comune di Sesto Fiorentino, dormiranno sulle panche della chiesa Valdese di via Micheli a Firenze, unico rifugio trovato al momento. Lo rende noto la stessa chiesa Valdese che chiede un intervento delle istituzioni: la soluzione di ospitarli in chiesa può essere solo temporanea. Le persone ospitate, spiega Debora Spini, presidente del consiglio della chiesa Valdese di

La nomina a primario di ostetricia a Canosa di Puglia, in Puglia, di Antonio Belpiede, uno degli otto ex militanti di “Avanguardia Operaia” condannati per l'omicidio dell'attivista del Fronte della Gioventù Sergio Ramelli (nella foto), è «un atto che offende la memoria di Ramelli e mina ulteriormente la dignità della sanità pugliese». Lo denuncia l'europarlamentare del Pdl Sergio Silvestris che si dice «sconcertato dalla vicenda». Ramelli fu ferito davanti alla sua abitazione, A Milano, a colpi di chiave inglese, il 13 marzo 1975, e morì in ospedale dopo un mese e mezzo di coma il 29 aprile 1975. Belpiede è l'unico degli accusati che insieme con Brunella Colombelli, condannata come

Studentato affidato alla curia Firenze, sono per lo più adulti, ma ci sono anche due bambini, un disabile e due anziani. Sullo sgombero è intervenuto anche il gruppo EveryOne, organizzazione per i diritti umani, annunciando un esposto alla procura di Firenze contro «il sindaco di Sesto Fiorentino Gianni Gianassi (Pd) e le autorità che hanno autorizzato l'azione di sgombero». Everyone parla di «bambini, tra cui almeno 4 di pochissimi mesi, disabili gravi, anziani, donne e uomini sono costretti da tre giorni all'addiaccio».

Il Tar dell'Aquila non ha concesso la sospensiva in merito all'istanza presentata da un gruppo di studenti contro la Regione Abruzzo, in particolare per contestare la delibera con la quale l'Ente ha affidato alla Curia dell'Aquila la gestione della nuova casa dello studente costruita dalla Regione Lombardia a Coppito su un terreno della Curia. Ora i giovani puntano al giudizio di merito. I giovani in questione contestano l'affidamento della gestione affidata dalla Regione Abruzzo alla Curia: con i criteri attuati

dalla Curia sono state ammesse in graduatoria persone che non avrebbero avuto accesso qualora ci si fosse attenuti alle procedure ordinarie a cui fa riferimento l'Adsu. Sulla vicenda della realizzazione della nuova Casa dello studente a Coppito intanto prosegue l'inchiesta, per ora contro ignoti, da parte della procura dell'Aquila che sta indagando sulla ipotesi di reato di peculato: si sta vagliando la posizione della Regione Lombardia che ha costruito con fondi pubblici su un terreno offerto dalla curia.


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Diritti & DOVeri L’aLtrO

L’iniziativa

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sOciaLe

A CUrA di La città di Milano continuerà ad avere il difensore civico. L’Altro Quotidiano aveva seguito e sostenuto nelle scorse settimane la protesta della LEDHA (Lega per i diritti delle persone con disabilità) contro quelle disposizioni della Legge Finanziaria per l’anno 2010 che prevedono la soppressione degli uffici metropolitani dei difensori civici. Il decreto contestato dalla LEDHA, che ha raccolto quasi mille adesioni su Facebook in meno di una settimana, dispone di ricondurre la presenza sul territorio del difensore civico agli uffici provinciali. La motivazione addotta è la necessità di risparmiare, ma in realtà non si fa altro che trasferire su altri enti una spesa ragionevolissima, la quale consente di snellire il contenzioso giudiziario ed extragiudiziario sia su un piano economico che burocratico. Senza tener conto del fatto che solo 35 province italiane su 110 hanno in carica l’Ufficio del difensore civico. Ragion per cui rimarrebbero scoperte troppe aree territoriali a seguito della soppressione degli uffici metropolitani. A Milano, in seguito alle proteste della LEDHA, la questione è stata risolta con un incontro a Palazzo

martedì 19 gennaio 2010

FidALMA FiLiPPELLi

vittoria della LEDHA

Milano continuerà ad avere il difensore civico

Alessandro Barbetta, difensore civico di Milano. In alto: il logo della Ledha

Marino tra il Presidente del Consiglio Comunale Manfredi Palmeri ed il Difensore Civico della città Alessandro Barbetta. In virtù del dcreto legge che ha cambiato la decorrenza delle disposizioni della legge finanziaria per il 2010, si è deciso di rispristinare il ruolo del difensore civico metropolitano, contrariamente alla decisione dei primi di gennaio che aveva decretato la cessazione del contratto del dirigente dell’ufficio ed il blocco delle risorse finanziarie. Si tratta di un’importante conquista per la città di Milano, che negli anni scorsi ha tratto grandi benefici sociali dall’attivismo del suo Difensore Alessandro Barbetta. Il quale, lo ricordiamo, è stato protagonista di un caso che lo ha visto costituirsi parte civile contro Google, che nel 2006 aveva pubblicato il filmato in cui un ragazzo portatore di disabilità veniva maltrattato da alcuni compagni di scuola in un istituto scolastico di Torino. L’art.36 della L.104/92 prevede infatti che il difensore civico si avvalga della facoltà di essere parte civile nei casi in cui un cittadino con disabilità sia vittima di reati penalmente rilevanti. f. f.

Una campagna indirizzata agli utenti dei mezzi pubblici

Parte il bus antimafia a Reggio Calabria L’’amministrazione comunale e l’azienda dei trasporti urbani hanno deciso di diffondere messaggi contro la malavita organizzata su autobus e video trasmessi a bordo E’ partita a Reggio calabria una campagna antimafia molto particolare: sono infatti gli autobus urbani dell’ATAM a veicolare per le strade e le piazze della città messaggi forti contro lo strapotere della criminalità organizzata. L’iniziativa, decisa nella pri-

mavera scorsa dall’amministrazione comunale, parte in un momento delicato della vita istituzionale della città di Reggio Calabria, in seguito al gravissimo atto intimidatorio nei confronti della Procura Generale, fatta oggetto di un attentato dina-

mitardo lo scorso 3 gennaio. In questi primi giorni i bus della comunicazione antimafia sono meno di una decina, ma in breve tempo saranno 18, per poi arrivare nei prossimi mesi a 50 unità. Gli utenti dei mezzi di trasporto avranno, inoltre, la

possibilità di visionare sui monitor a bordo efficaci filmati concepiti per rafforzare la coscienza contro ogni forma di antistato. La sponsorizzazione dell’iniziativa potrà essere richiesta all’azienda reggina del trasporto urbano, così come ha fattol’amministrazione comunale, anche dalle associazioni imprenditoriali, dalle forze sindacali e dall’associazionismo socio-culturale. I cittadini di Reggio Calabria hanno mostrato grande apprezzamento verso la campagna. f.f.


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Immondizia a Roma

I “carbonari” dello smaltimento Addio porta-a-porta in centro: l’Ama passa al “porta-a-me” e con orari cervellotici e minacce di sanzioni. I cittadini costretti a liberarsi di nascosto dei sacchetti di

stEFANo CLEriCi

Da qualche tempo nelle strade del centro storico di Roma s'aggirano in piena notte alcuni strani figuri - con fare circospetto e aria da congiurati - carichi di sacchi dal misterioso contenuto. Si muovono soprattutto intorno a negozi già chiusi o a bar e ristoranti che sono in procinto di abbassare le saracinesche. Chi mai saranno questi "carbonari" del Terzo Millennio? Rivoluzionari? Terroristi? Rapinatori in avanscoperta? No, niente di tutto questo, per fortuna. Sono solo le povere vittime della raccolta differenziata dei rifiuti che sta togliendo letteralmente il sonno a centinaia e centinaia di condòmini che hanno la fortuna (ma in questo caso la sfortuna) di abitare nel cuore della Città Eterna. E' successo, infatti che l'azienda municipalizzata della nettezza urbana ha deciso che il cosiddetto sistema porta-a-porta diventasse solo un sistema porta-tu- ame. Ovvero: prima raccoglievo tutto io, Ama, a casa tua ma d'ora in poi carte, cartoni, vetri e plastica li devi raccogliere tu e me li devi consegnare dove, come e quando dico io e fuori casa tua. E questo vale - lo dico per esperienza diretta - anche per quei palazzi in cui i condòmini hanno realizzato nell'androne una stanza apposita per i bidoni della spazzatura. Che venivano regolarmente svuotati dagli addetti dell'Ama. I quali, anche prima delle sette del mattino, suonava-

L’assessore de Lillo, che vedete anche (in alto) con il sindaco Alemanno in una foto di propaganda della differenziata. Sopra: sacchetti lasciati sui cassonetti no al citofono di più inquilini per svegliarne almeno uno che potesse aprire loro il portone e consentirgli così di svolgere il proprio lavoro. Una sveglia con il canto del gallo poteva anche essere un accettabile sacrificio a fronte di un sacrosanto servizio alla "comu-

nità". Non solo, ma - perfettamente consapevoli della bontà dell'iniziativa - più d'uno s'era attrezzato, acquistando a proprie spese appropriati cesti di raccolta. E così s'era creato un perfetto equilibrio: gli inquilini depositavano nella stanza i rifiuti secondo le regole e gli operatori dell'Ama li raccoglievano già "classificati". Poi, è arrivato il diktat dell'azienda: da oggi in poi, carta, vetro e plastica li dovete portare voi cittadini a noi dell'Ama. Dove vi diciamo noi e quando vi diciamo noi. Tra le 8,30 e le 10,30. In molti hanno fatto presente a chi di dovere che quell'orario così tassativo, per ovvii motivi di lavoro, non era praticabile da tutti. Apriti cielo! La risposta è stata minacciosa: "Prenderemo i vostri nominativi e rischiate multe salatissime". Così, quelli che hanno un cane da portare a spasso il mattino hanno fatto buon viso a cattivo gioco e nei giorni canonici, al momento di uscire di casa, prendono, oltre al guinzaglio, anche il sacco della spazzatura. Ma non tutti gli abi-

tanti del centro storico posseggono un cane. Ed ecco che diventano "carbonari del Terzo Millennio" e se ne vanno in giro di notte - con fare circospetto e aria da congiurati - cercando una piccola discarica comune dove liberarsi dell'odiato fardello. Abbiamo letto l'altro giorno sui quotidiani (ridendo a crepapelle) che c'è un progetto per spedire i rifiuti come fossero posta pneumatica, attraverso appositi tubi da infilare sottoterra. Già immaginiamo le trivelle che bucano il centro di Roma e i milioni di preziosi "cocci" che spuntano in superficie. Il fatto è che c'è poco da ridere. Le associazioni di consumatori e di territorio stanno già preparando una class action. E c'è già chi si è rivolto agli avvocati per vedere se, in attesa delle ruspe e dei tubi miracolosi, non sia il caso di respingere al mittente la prossima bolletta dell'Ama. Perché i cittadini dovrebbero pagare un servizio che sono costretti a farsi da soli? L'assessore all'ambiente, Fabio De Lillo, ha dichiarato qualche mese fa (sito Ama): "Attualmente il modello di raccolta domiciliare coinvolge circa 70.000 abitanti. Il nostro obiettivo è quello di superare i 150.000 abitanti entro la fine del 2009, per poi raggiungere i 425.000 abitanti entro il 2011. Si tratta di un programma di sviluppo ambizioso che vedrà coinvolti numerosi quartieri dal centro alla periferia". In periferia chissà, ma in centro c'è il rischio di vedere lungo le vie dello shopping una chilometrica fila di gente con i sacchetti della monnezza in mano. Sempre che qualcuno, disperato e stanco, non molli tutto davanti al primo cassonetto che incontra.


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In mostra nella Capitale

Il cuore tra le carte di Hafiza A Trastevere le opere dell’artista algerina. Si tratta di fogli e tele colorate con pigmenti naturali e ad olio di stEFANiA dEsidEri* La pittura di Hafiza invita alla riflessione, non ammette uno sguardo fugace bensì impone un’attenzione puntuale per l’intrinseca minuziosità e complessità. Le sue opere saranno esposte a Roma (a La Cuba d’Oro in via della Pelliccia n°10 a Trastevere, giovedì 21 dalle 18 alle 21). Si tratta di carte, prevalentemente, ma anche tele, le prime colorate con pigmenti naturali con l’aggiunta di inchiostri, le seconde ad olio con una gamma cromatica in sintonia con quella usata per le carte. Dominano, in tutta la produzione, varie tonalità di ocra “calda” con inserimento di “freddo” verde. La forma ora viene esaltata nella superficie ora nel profilo, quasi a calibrare ed integrare le due antitetiche visioni. Le forme oscillano tra iconico ed aniconico, suggerendo ora figure di donne o di cammelli o di guerrieri, ora soluzioni

puramente astratte. La linea ha caratteri ora pittorico-informali ora calligrafici. Hafiza è ben consapevole che il caso è sempre pronto a scompaginare gli eventi e lo dichiara con quell’elemento informale

che spesso compare soprattutto nelle sue carte. Già, perché sulla carta, che è un supporto non esclusivamente legato alla prassi dell’arte, il pensiero corre libero. Per l’artista algerina anche i bordi della carta

Si espande in Italia il network Air Malta Air Malta rilancia la sua scommessa sull'Italia. S a r a n n o Torino e Genova i due nuovi scali che entreranno dalla prossima primavera nel network del vettore. Per quanto riguarda Genova, il collegamento verrà effettuato via Reggio Calabria e decollerà il prossimo 3 maggio. Per Torino, invece, l'avvio dei voli avverrà il 14 maggio con voli diret-

ti su Malta. La compagnia potenzia però anche alcuni scali già operativi: Catania sarà infatti collegata dal 29 marzo a Francoforte, mentre dal giorno successivo prenderanno il via i voli per Ginevra. Il periodo estivo vedrà inoltre una serie di collegamenti operativi sulla Penisola: Verona, Bologna, Napoli e Palermo.

sono relativi, infatti il suo segno cerca talvolta nuove strade, verso una libertà senza confini, straripando dal foglio ed invadendo il passepartout, che, da elemento decorativo, si trasforma in parte integrante della composizione. Anche il limite superficiale della carta viene talvolta negato, con l’aggiunta di frammentarie e lievi presenze materiche. E’ come se tutta questa arte fosse percorsa da un sottile dualismo. Forme, colori, segni, composizione… tutto mette in evidenza l’incontro tra i contrari al fine di raggiungere un “unicum”. A riguardare queste carte, in successione, si ha l’impressione di provare a leggere un libro antichissimo di cui si subisce l’intrinseco fascino e si intuisce la saggezza sottesa, ma che non si riesce a comprendere completamente. Perché questi fogli sono insondabili proprio come lo è il cuore dell’uomo. * critica d’arte


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ribaLte

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Cinema

Ai Golden Globe trionfa “Avatar” I verdetti usciti dalla notte dei Golden Globe hanno confemato quanto previsto alla vigilia, con i due premi a testa ad Avatar e Crazy Heart, ma senza identificare un campione pigliatutto, a conclusione di una stagione cinematografica deludente, caratterizzata dalla crisi economica e dallo sciopero degli sceneggiatori. Il capolavoro di James Cameron, campione mondiale di incassi, si é aggiudicato il premio come migliore film drammatico e quello per la migliore regia, mentre la favola urbana diretta da Scott Cooper e incentrata sulla rinascita di un cantante country ha vinto un globo per la migliore canzone e uno per il migliore attore protagonista, quel Jeff Bridges già in odore di Oscar e capace di sbaragliare ieri sera la concorrenza di Colin Firth, Morgan Freeman, Tobey Maguire e George Clooney, uno dei grandi delusi della serata, insieme al suo film Tra le Nuvole, nominato sei volte ma vincitore di un solo premio, quello per la sceneggiatura. Tra i delusi anche Clint Eastwood, con il suo 'Invictus', l'acclamato film di guerra The Hurt Locker, ma anche An education e A single man, dati invece per certi contendenti all'Oscar, che da questo anno ha allargato a dieci il numero dei

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La trasmissione di Maria de Filippi

Un “amico” lascia la gara

Il capolavoro di James Cameron si é aggiudicato il premio come migliore film drammatico e quello per la migliore regia

davide Flauto

il regista James Camerun premiato con il Golden Globe

nominati come migliore film. Una decina che potrebbe contare anche Up, che ieri si è aggiudicato il premio come migliore film d'animazione, ma che visto il successo potrebbe sconfinare nella categoria più prestigiosa. Purtroppo ancora una volta il cinema italiano non ha raggiunto l'obiettivo, a confermare una serie nera che ormai va avanti da anni.

'Baaria', di Giuseppe Tornatore non ce l'ha fatta ed è stato sconfitto dal film tedesco "Il nastro biancò di Michael Haneke, che ha messo al palo anche Gli abbracci spezzati, di Pedro Almodovar. Ad annunciare il vincitore è stata Sofia Loren, accolta da una standing ovation e da un lunghissimo applauso. (Ansa)

Nuova zampata di Bollywood su Hollywood: il miliardario indiano Anil Ambani sta preparando la scalata alla Metro Goldwin Mayer. Reliance Big Entertainment, la societa' che fa capo a Ambani, e'

Un indiano punta alla Mgm uno di una decina di gruppi che stanno completando le loro offerte per la leggendaria major di

C’è sempre una prima volta. E così l’esordio serale di Amici è orfano di una delle sue ‘stelline’, Davide Flauto. Il 21enne di Magenta lascia un vuoto nel programma di Maria De Filippi, visto che era dato già tra i beniamini dell’edizione. I suoi fan, alla ricerca di una spiegazione che motivi l’assenza del ragazzo, trovano solo una lapidaria comunicazione sul sito del programma : “Il concorrente Davide Flauto è uscito dalla scuola per motivi personali”. L’unica cosa certa è il rientro in gara del cantante Stefanino Maiulo, nella squadra bianca.

Hollywood. Mgm appartiene dal 2005 a un consorzio guidato dalla Sony che include anche Comcast e fondi di investimento. E' stata infatti messa in vendita in novembre a un prezzo che si aggirava intorno ai 2 mld dlr.


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Storia torbida con vampiro

La prima linea

Regia: Chris Weitz con Kristen Stewart e Robert Pattinson

Se l’alieno è uno di noi Planet 51 Regia: Jorge Blanco con le voci di Linus, Albertino, Nicola Savino, La Pina e Platinette

Lem ha 16 anni ed è felice di aver appena ricevuto l'incarico di vice guardiano del planetario della sua città. Vorrebbe fidanzarsi con Neera, la ragazza dei suoi sogni. Ma mentre sta nel giardino della sua amica, intenta a preparare il barbecue con la famiglia, atterra una astronave. Ne esce uno strano essere racchiuso in una buffa corazza, con in testa un pallone di vetro, che pianta sul prato una bandiera a stelle e strisce, tra l'incredulità dei verdognoli abitanti di Planet 51. Questa volta l'alieno è un umano. Il diverso, colui che verrà perseguitato perché ritenuto pericoloso è uno di noi. Divertente ed acuto film d'animazione, una produzione tutta europea per sfidare i colossi americani e giapponesi.

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tema difficile e scottante

New moon Abbandonata (temporaneamente) dal vampiro Edward si butta tra le braccia di Jacob, un licantropo che all'occorrenza di trasforma in un minaccioso lupo. Bella, la ragazza divisa tra due mostri. Va di scena il triangolo in questa seconda puntata della celebre saga di Twilight, il bestseller che fa impazzire le adolescenti di tutto il mondo. Prodotto e confezionato per un preciso target di pubblico, il film non fa altro che solleticare, dall'inizio alla fine, l'immaginario erotico delle ragazzine. Tutto casto, ma con una serie di ammiccamenti più o meno espliciti. Il licantropo, manco a dirlo, è tutto pettorali e bicipiti e va in giro con un gruppo di suoi simili, anche sotto una pioggia battente, sempre a torso nudo. Memorabile la scena in cui si sfila la maglietta. Storia piuttosto torbida, trattata con leggerezza.

martedì 19 gennaio 2010

Regia: Renato De Maria con Riccardo Scamarcio, Giovanna Mezzogiorno

Le due figure di spicco di “Nerw moon”

i clandestini di Calais

Storia d’amore tra diciottenni

Welcome

dieci inverni

Regia: Philippe Lioret con Vincent Lindon, Firat Ayverdi

Regia: Valerio Mieli con Isabella Ragonese e Michele Riondino

Se avrete la forza di farvi largo tra cine-panettoni e film natalizi, vale la pena dare un'occhiata a questa interessante commedia che affronta un tema di grande attualità attraverso una storia d'amore e d'amicizia. Senza ricorrere a toni eccessivamente drammatici. In Francia la pellicola ha scatenato non poche polemiche. Al centro la sconcertante situazione nella cosiddetta "giungla" di Calais, dove ogni anno si ammucchiano centinaia di clandestini in attesa di approdare in Inghilterra. Una legge, voluta da Sarkozy, prevede cinque anni di reclusione per i cittadini francesi che cercassero di aiutare gli immigrati nei loro disperati tentativi di attraversare i 33 chilometri di mare che li dividono da Dover. Grande prova di Vincent Lindon

il miglior verdone io, loro e Lara Regia: Carlo Verdone con Carlo Verdone, Laura Chiatti, Anna Bonaiuto, Marco Giallini, Sergio Fiorentini, Angela Finocchiaro

E' il miglior film del regista romano. Equilibrato e maturo. Quello più riuscito e, contrariamente a quanto si possa credere, il meno religioso, anche se il protagonista è un prete missionario. In realtà

Appena dieci inverni per dirsi ti amo? Buon esordio per il giovane regista romano, uscito da un paio d’anni dal Centro Sperimentale di Cinematografia, che scrive e dirige una storia d'amore nella città più romantica del mondo: Venezia. Tuttavia, evita (quasi) accuratamente i luoghi comuni e cerca di raccontare, tra realismo e fiaba, l'incontro tra due diciottenni, Camilla e Silvestro, che solo dopo dieci anni saranno in grado di confessare i loro veri sentimenti. Cameo musicale di vinicio Capossela con il brano "Parla piano" nel ruolo di invitato a un matrimonio in una dacia nella campagna moscovita. parla di noi, delle nostre famiglie, di come siamo diventati. Senza utilizzare toni troppo altisonanti, con il solito garbo e gentilezza ed una buona dose di umorismo. Ottimo cast di attori, sapientemente diretto. In mezzo a tanta professionalità anche la Chiatti fa la sua bella figura. Da guardare con attenzione una delle scene più divertenti del film, dove si fronteggiano, da un punto di vista recitativo, una grande Angela Finocchiaro nei panni dell'assistente sociale tutta intenta a sedurre il sacerdote Verdone, alias padre Carlo Mascolo

Non è più il protagonista di "Tre metri sopra il cielo". L’attore pugliese si sdogana definitivamente dalle prime interpretazioni di "bello e dannato" ma dall'espressione fissa. Riesce per la prima volta a dare spessore ed intensità ad un personaggio non certo facile come quello del terrorista di Prima Linea, Sergio Segio. Notevole anche la prova della Mezzogiorno nei panni di Susanna Ronconi. Probabilmente uno dei film più interessanti finora realizzati su un tema ancora di grande attualità, capace di rispolverare aspre polemiche ed antichi dissidi. Liberamente tratto dal libro "Miccia corta" di Segio, per nulla compiacente o indulgente nei confronti degli anni di piombo, il regista si concentra maggiormente sulle emozioni rispetto ad una ricostruzione storica decisamente piena di lacune.

Due umanità smarrite Good morning Aman Regia: Claudio Noce con Valerio Mastandrea, Said Sabrie, Anita Caprioli

Grande interpretazione di Mastandrea che riesce a dare vita fin dalle prime sequenze a un personaggio pieno di dolore e solitudine, dallo sguardo disperato e sconfitto. Un ex pugile di quarant'anni intrappolato nelle sue colpe e con un passato da espiare. Una sera sul terrazzo del palazzo dove abita, nel quartiere romano dell' Esquilino, dal quale non esce da oltre due anni, incontra Aman. Un ragazzo si origine somala, scappato a quattro anni con i familiari superstiti dalla guerra, italiano a tutti gli effetti, che non riesce a trovare la sua ragione di vita. Due umanità smarrite alla ricerca della propria identità.


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L’investigatore in stile moderno

io & Marilyn Regia: Leonardo Pieraccioni, con Suzie Kennedy, Biagio Izzo, Rocco Papaleo, Luca Laurenti, Massimo Ceccherini

Regia: Guy Ritchie con Robert Downey Jr. e Jude Law

un inutile remake Brothers Regia: Jim Sheridan con Natalie Portman, Jake Gyllenhaal, Tobey Maguire

E' proprio vero, il tempo dei remake non finisce mai. A volte sono davvero inutili, come in questo caso. Non è un luogo comune dire che per Hollywood è ormai una regola. Bisogna rassegnarsi. L'originale, dal titolo italiano davvero ridicolo "Non desiderare la donna d'altri", diretto e scritto dalla danese Susanne Bier, andava benissimo così. Crudo e capace di toccare l'anima. Purtroppo il film di Sheridan, nonostante la bravura del regista, non è all'altezza del precedente. I ruoli sono gli stessi, lo scenario è sempre l'Afghanistan, cambiano le facce. Attori di successo dello star system americano per raccontare la storia di due fratelli dalle personalità opposte e nel mezzo una donna affascinante

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un ibrido di ingredienti

sherlock Holmes Dimenticate l'investigatore con il cappello dalle orecchie spioventi, mantellina sulle spalle e pipa in bocca. Il nuovo Sherlock Holmes ha la faccia stralunata di Robert Downey Jr, un gentleman dai modi decisamente originali e moderni. Il suo obiettivo smascherare i mille complotti nell'Inghilterra di fine Ottocento. Scrittura attenta ed accurata, accompagnata da una capacità registica insospettabile da parte dell'ex consorte della Ciccone. Azzeccata la scelta degli attori ed una sapiente capacità ad ambientarli in una Londra grigia e cupa dove l'insicurezza regna sovrana. Un potente ed oscuro signore terrorizza la cittadina facendo credere di possedere poteri soprannaturali, che presto però si riveleranno dei banali trucchi. Escamotage per seminare paura ed incertezza per poi partire all'assalto delle istituzioni e del potere politico. Un deja-vù?.

martedì 19 gennaio 2010

Una scena del film “il canto delle spose”

Disegni spettacolari Arthur e la vendetta di Maltazard Scritto e diretto da Luc Besson

L'unico inconveniente di questo bel film d'animazione, che non ha nulla da invidiare ai lavori dei grandi colossi americani, è che finisce all'improvviso, di netto. Lasciando una spiacevole sensazione a chi aspetta di vedere cosa accadrà, come andrà a finire. Per saperlo, Besson ha detto che bisognerà aspettare verso la metà del 2010 o addirittura autunno inoltrato. A parte questo, i disegni sono spettacolari, la storia avvincente, adatto a bambini ed adulti. Tra le novità. l'amore che sboccia tra il simpatico Arthur, ormai adolescente, e la principessa Selenia, mentre il perfido Maltazard diventerà più alto di due metri.

un’amicizia oltre la guerra il canto delle spose Regia: Karin Albou con Lizzie Brocheré e Najib Oudghiri

Nour e Myriam sono due amiche d'infanzia, hanno entrambe 16 anni e come tutte le adolescenti sognano l'amore. Condividono la stessa casa in un quartiere povero dove ebrei e musulmani convivono tranquillamente. Siamo nella Tunisi del 1942, l'esercito tedesco invade la città. I nazisti sottomettono la comunità ebrea con vessazioni di qualunque tipo, ma le due ragazze riusciranno a mantenere una loro autonomia di giudizio ed a salvaguardare la loro amicizia. Un film tutto al femminile, toccante e poetico, che si svolge prevalentemente tra le mura domestiche, per nulla drammatico nonostante i temi trattati. Il racconto del modo in cui la guerra è stata vissuta nelle colonie e nei protettorati.

richard Gere con Hachiko, il fedele cane di razza Akita

Ha ragione Pieraccioni quando dice che il suo non è un cinepanettone. Solo una commedia, volendo anche con un finale un po' malinconico. L'unico neo è che l'ha voluta adattare per forza al periodo d'uscita ed allora è stato costretto ad infarcirla di alcuni degli ingredienti tipici del film natalizio. Tipo una carrellata di attori celebri di varia regionalità e battute non sempre felici. Insomma, non è che faccia ridere a crepapelle. Risultato finale? Una sorta di ibrido, a voler eccessivamente semplificare si potrebbe dire né carne né pesce. Un po' deludente per un regista del suo calibro che ha dimostrato di saper fare decisamente meglio.

un cane che commuove Hachiko Regia: Lasse Hallstrom con Richard Gere e Joan Allen

Un consiglio, anche per i più duri di cuore: portatevi parecchi fazzoletti perché si piange, inesorabilmente. Anche non volendo, la lacrimuccia scende. Riadattamento di un famoso racconto giapponese ispirato ad una storia realmente accaduta. Le curiose vicende di Hachiko, un cane di razza Akita e la sua speciale amicizia con il suo padrone, il professor Parker. Il professore incontra casualmente il bel cucciolotto e se ne innamora. Lo porta a casa, anche contro il parere della moglie, lo addestra, vivono quasi in simbiosi. Ogni mattina lo accompagna alla stazione dove prende il treno per andare al lavoro, ed alle cinque in punto del pomeriggio aspetta nel medesimo luogo il suo ritorno. Un giorno all'improvviso il professore muore per un ictus ma il “migliore amico dell’uomo”(!) continuerà ad aspettarlo alla stazione per altri dieci anni.


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Esilarante mediocrità

ricordare con commozione

Cado dalle nubi

L’uomo nero

Regia: Gennaro Nunziante con Dino Abbrescia, Fabio Troiano e Giulia Michelin

Regia: Sergio Rubini con Valeria Golino, Sergio Rubini, Riccardo Scamarcio, Guido Gianquinto.

Ignorante, cafone, scorretto, razzista, non azzecca un congiuntivo, però sfonda nel mondo della tv. Il trionfo della mediocrità. La fotografia esatta dell'Italia di oggi, quella che ci propina tutti i giorni il piccolo schermo. E lui, Checco Zalone, il comico di Zelig, ci sguazza. La sua parodia è esilarante. Un esordio felice per il comico tv, rispetto a tanti colleghi che hanno tentato la stessa strada con risultati davvero deludenti. Riesce a fare un film corale dove anche i personaggi di contorno danno il loro significativo contributo, evitando che la storia sia solo una lunga sfilza di gag. Prende in giro tutti, con ingenuità usa un linguaggio scorretto ed assurdo. Fa la pipì nella sacra ampolla di acqua del Po e scambia Alberto da Giussano per un Power Ranger.

un omaggio a Cantona il mio amico Eric Regia: Ken Loach con Eric Cantona, Steve Evets Un omaggio al calciatore del Manchester United Eric Cantona, personaggio discusso e borderline, per raccontare ancora una volta una storia di periferia. Loach lascia per il momento i toni seriosi dei suoi precedenti film ed affronta con leggerezza ed un tocco di fantasia i temi che gli sono da sempre cari. Il titolo originale, Looking for Eric, probabilmente si adatta meglio ad una storia dove il protagonista Eric Bishop, dipendente postale con una situazione famigliare e sentimentale disastrata, è alla continua ricerca di se stesso. Nel tentativo di rimettere insieme i pezzi della sua vita immagina di dialogare con il grande campione francese, che nel film recita se stesso. Da non perdere nel finale la vera conferenza stampa di Cantona, rimasta nella storia del calcio.

Pagine a cura di LUCiANA VECCHioLi

Uno dei migliori film di Rubini. Intenso, commovente, ironico e fortemente autobiografico. Dopo "La stazione" del 1990, il regista-attore torna a parlare della sua infanzia e della Puglia ripartendo da quella stazione Mona Achache e Garance Le Guillermic in una scena del film “il riccio” ferroviaria che sembra sia rimasta fortemente ancorata ai ricordi. Ma questa volta lo fa con un tocco di maggiore maturità, riuscendo a fare un film più compiuto. Sceneggiatura ben caliA Christmas Carol A serious man brata, cast di attori decisamente Regia: Robert Zemeckis con i convincenti. Iniziando dal picRegia: Joel & Ethan Coen con volti di Jim Carrey, Gary Michael Stuhlbarg colo e straordinario protagoniOldman e Colin Firth Onestamente un po' troppo lugubre Il film è ambientato nel 1967 in una sta fino ad arrivare ad una brava e poco adatto a bimbi molto piccoli comunità ebraica di una non bene Valeria Golino che riesce ad per essere definito un film di Natale identificata cittadina del Mid West. interpretare il ruolo di una destinato alle famiglie. Inizia con un Larry Gopnik è un docente univer- donna moderna ed emancipata degli anni '60, che non rinuncemorto disteso dentro una bara con sitario e cerca di vivere secondo le rebbe mai al suo lavoro di insedue monete sugli occhi, per poi pro- regole della collettività. Tenta di gnante, capace però di conserseguire con una serie di fantasmi fare del suo meglio nonostante vare intatti gli atavici dettami che fanno visita al vecchio avaro abbia il figlio che fuma erba, la della tradizione. Scrooge nella sua casa oscura e sini- figlia che vuole rifarsi il naso, la stra. Tuttavia l'adattamento cine- moglie che lo lascia per un altro e matografico della celebre fiaba di tanta sfiga lo perseguita. Il tutto Charles Dickens è un piccolo capo- condito da un tagliente umorismo lavoro, soprattutto di tecnica. yiddish. Gli stessi Coen, intervenuRealizzato con il sistema motion ti al festival del cinema di Roma, capture (quello utilizzato per The hanno ammesso di aver attinto a il riccio Polar Express), ossia cattura delle piene mani dai ricordi della loro Regia: Mona Achache con espressioni degli attori (celebri!) infanzia. Grande prova dell'attore Josiane Balasko riportate digitalmente sul grande protagonista, Michael Stuhlbarg, in Sarà anche una banalità, però è così. schermo sotto forma di animazione, Italia del tutto sconosciuto, del Quando si trae un film da un bestriesce a dare una profondità ed una quale però si intuisce l'enorme seller, alla fine la considerazione è nitidezza alle immagini da sembra- capacità interpretativa per cui è sempre la stessa: sì il film è bello, re un film su pellicola noto nell'universo teatrale Usa. però il libro è meglio. Ovvio. Difficile

Capolavoro di tecnica

umorismo yiddish

una indagine psicologica

una commedia furbetta L’isola delle coppie Regia: Peter Billingsley con Vince Vaughn, Jason Bateman, Kristen Bell

Coppia in crisi convince gli amici ad accompagnarla in una vacanza terapeutica per sposi con problemi coniugali, in uno splendido resort di Bora Bora. Il costo del biglietto è esoso ma se accettano di andare

con loro verrà dimezzato. Partono, convinti di andare incontro ad una vacanza a cinque stelle invece scopriranno presto che la frequentazione della stravagante terapia non è a discrezione di chi ne ha bisogno e non è un optional. Jean Reno con il codino nelle vesti di santone che dovrebbe aiutare gli sposi. Una commedia (furbetta) che deve essere presa per quello che è: un paio d'ore di divertimento ammirando e sognando località tropicali irraggiungibili per molti. Non rimarrà nella storia del cinema.

concentrare 321 pagine in una pellicola di un'ora e quaranta. Impossibile ridurre a poche scene, pagine e pagine scritte con raffinata maestria da Muriel Barbery. L'acuto e minuzioso diario di una geniale dodicenne, figlia di un ministro, che intende suicidarsi il giorno del suo tredicesimo compleanno. La descrizione della complessa personalità di una (apparente) banale e sciatta portinaia, che ha trascorso ogni istante della vita a sottrarre tempo al lavoro per leggere, lontana da occhi indiscreti: saggi, trattati di economia e psicanalisi, guardare film ed ascoltare musica classica.


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Francesca Fioretti ribadisce: «Sono single» Dopo la fine della storia d'amore con Ferdi Barisa, Francesca Fioretti ribadisce: è single! L'ex gieffina è infuriata per le foto uscite su vari settimanali la scorsa settimana, lo ha dichiarato a Visto. "E' stato realizzato un fotomontaggio. Si voleva far intendere che fossi in atteggiamenti intimi con un ragazzo, Mimmo, che avevo fre-

Francesca Fioretti

quentato per poche settimane prima di entrare nella Casa spiega la napoletana - Ero nella mia città durante le vacanze di Natale e con alcuni miei amici storici, tra cui anche Mimmo, siamo andati a mangiare in un ristorante del centro. Innanzitutto quindi non eravamo soli, tant'è che nelle foto si vedono anche le teste di altre persone.”

Bollywood

il click

L’attrice

Bocciarelli un italiano in un film indiano

Moric in versione “Valentina”

Jessica Biel ammette di essere “noiosa”

Nina Moric si rifà il look e alle sfilate milanesi si presenta con un caschetto in stile Valentina di Crepax. Nel parterre di Carlo Pignatelli anche Lele Mora e Alessia Fabiani.

Vincenzo Bocciarelli

Jessica Biel

Vincenzo Bocciarelli, classe 1974, e' protagonista di 'In love with Kerala', un film indiano che sta girando da un paio di mesi. Era gia' capitato che attori europei recitassero in film indiani, ma e' la prima volta che un europeo, un italiano, sia assoluto protagonista di un loro film. Bocciarelli interpreta Lorenzo, un pittore italiano che, arrivato nel Kerala per studiarne l'arte, perde la testa, ricambiato, per la modella che posa per lui. Ma il loro legame verra' ostacolato.

Jessica Biel è una delle attrici più belle del panorama internazionale. Di recente perseguitata dai rumours che la vorrebbero in crisi con il fidanzato Justin Timberlake, l'interpete di "Illusionist" ha dichiarato di fare una vita così tanto normale da non permettere alle persone di avere un'alta considerazione della sua carriera professionale. Jessica ha spiegato alla rivista Vogue: "Credo di essere troppo noiosa per diventare davvero una grande attrice". Eppure, la Biel, oggi 27enne, a solo 17 anni ha posato senza veli.

Claudia Mori scriverà un libro su Celentano Claudia Mori scrivera' un libro sulla sua storia con Adriano Celentano che va avanti da 48 anni. Lo ha detto stasera al Tg1. 'Spesso leggo cose che non sono vere su di noi. Allora penso che tra 100 anni, quando io saro' in purgatorio e lui in paradiso, sarebbe il caso di lasciare un libro, magari scritto male da me, ma che racconti la nostra storia, la nostra avventura su questa terra'. Ancora la 'coppia piu' bella del mondo'? 'Si lo siamo ancora'.


aq19gennaio2010