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Anno I - n. 109 - Sabato 17ottobre 2009

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Dal magistrato pedinato ai preannunci di disastri per la Rai

Informazione nella bufera E’ di nuovo bufera sull’informazione. E tutto ruota intorno alla figura di Berlusconi. Il capo del governo anche durante la visita lampo in Bulgaria ne ha parlato per attaccare i programmi Rai che gli sono avversi e preannunciare disastri finanziari per l’azienda di cui è di fatto “padrone” e concorrente, suggerendo in sostanza di non pagare il canone per colpire i vari Santoro, Dandini, ecc. Contemporaneamente parte un allarme per il pedinamento, da parte di una troupe di Canale 5, del giudice che ha emesso la sentenza che condanna la Fininvest a pagare un ingente risarcimento alla Cir di De Benedetti: ciò accade poche ore dopo che Berlusconi aveva preannunciato: «Ne saprete delle belle sul conto di quel signore!». Napolitano, chiamato in causa dai magistrati, invita al rispetto del pluralismo e della correttezza. Ma il suo messaggio trova scarsa udienza. PAGINE 4, 5, 7

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osì, Berlusconi ha eretto, in Bulgaria, il suo pulpito di “uomo buono e giusto” che ama e ama farsi amare da tutti. Da lì, nel 2002, scagliò saette per zittire una voce della democrazia comequella di Enzo Biagi, e ora da lì ha lanciato messaggi per esaltare le sue qualità filantropiche. Ma non è riuscito ad accantonare la sua tendenza astuta e sibillina a mostrare, pirandellianamente, ora maschera ora volto, volendosi accreditare

Il Tribunale ci ha dato ragione la testata “l’Altro” è solo nostra di

Stefano CleriCi

"L'Altro", giornale quotidiano, siamo noi. E solo noi. Non è più solo una nostra opinione. C'è, da ieri, tanto di sentenza depositata in tribunale. Il giudice ci ha dato ragione, sulla base di elementi che a noi sono apparsi lampanti fin da quando Piero Sansonetti, un po' di tempo dopo essere uscito da "Liberazione", cominciò a sbandierare l'imminente uscita del "suo" nuovo giornale. Giornale che aveva una testata, "L'Altro", che era la stessa che la nostra cooperativa e il nostro direttore avevano registrato - nel pieno rispetto delle norme, con tanto di timbri, di marche e di autorizzazioni - assai prima di Sansonetti & C.

Preoccupandoci noi, al momento della registrazione, di controllare scrupolosamente presso tutti gli uffici competenti che non esistessero già testate analoghe o simili, tali da poter indurre a confusione il lettore. Esattamente quello che Sansonetti & C. non hanno fatto quando si sono lanciati nella loro scommessa editoriale (alla quale - ovviamente con diverso nome auguriamo comunque fortuna). E sì che erano stati avvertiti. Appena avuto sentore di una "clonazione" della nostra testata, regolarmente - come detto - già registrata, fu nostra (non dovuta) preoccupazionne metterci in contatto con Sansonetti & C. per avvisarli che stavano per compiere un

passo a dir poco improvvido. Risultato: silenzio (o evasive risposte). Ricerche infruttuose di un editore a lungo pressoché irreperibile e, infine, la regolare uscita del loro quotidiano (dopo due numeri zero, chiamiamoli così, per le manifestazioni del 25 aprile e del Primo Maggio); quotidiano, dunque, con testata abusiva, in quanto copiata, e con su scritto in gerenza "in attesa di registrazione del Tribunale". Eppure, con giudizio pendente, Piero Sansonetti s'è fatto vedere per mesi nei salotti buoni della tv - "Porta a Porta" in primis - presentandosi e presentato come il direttore de "L'Altro". Ci dispiace, Piero, ma d'ora in poi questo non lo potrai più fare. Ma le vie della tv sono infinite... PAG. 4

Ora di Punta di

MoiSè aSta

Messaggi dalla Bulgaria come politico fine e di lungo corso. l giornalista che chiedeva lumi sulla questione delle pensioni, sollevata pure dal leader di Bankitalia, Draghi, non ha dato risposta perché, a suo dire, il tema riguarderebbe gli addetti con cui parlerà, semmai, al prossimo consiglio dei

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ministri. In effetti, Berlusconi ha fatto spallucce per non guastarsela con gli anziani, in omaggio ai quali, sin qui, ha propiziato solo la legge istitutiva dell’effimera “festa dei nonni”. Per il resto segue il trend brunettiano del pensionato “fannullone” e parassita. A costoro non ha detto niente l’as-

sioma di Fatuzzo (partito pensionati) secondo cui “il vero problema non è aumentare l’età pensionabile, ma aumentare pensioni e stipendi da fame, annullare l’imposizione fiscale ai pensionati e ridurre le tasse ai lavoratori, a piccola e media impresa, alle attività agricole, commerciali e artigianali”. Eppure una scelta diversa darebbe una via alla soluzione della crisi, negata e pur galoppante!


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oMoFoBIA

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CRoNACA

Paola Concia attacca Franceschini ed elogia il presidente Fini

Bomba in caserma Convalidati dal gip i tre fermi

«Sulle tematiche dei diritti degli omosessuali ho lavorato molto più e molto meglio con Gianfranco Fini. Senz’altro il presidente della Camera è più coraggioso del segretario del nostro partito». Lo dice Paola Concia, relatrice della proposta di legge sull’omofobia bocciata alla Camera, in un’intervista al ‘Corriere della Sera. «Trovo che l’idea di cacciare la Binetti in malo modo -aggiunge- sia sbagliata e un pò pelosa. È talmente evidente il motivo per cui Franceshini vuole agire in questo modo: fare Fibrillazione nel Pd dopo il no della Camera alla proun restyling per la campagna elettorale delle posta di legge firmata da Paola Coccia. E la stessa, primarie». intervistata dal Corsera ha attaccato Franceschini.

Il gip di Milano Franco Cantù Rajnoldi ha convalidato i fermi di Abdel Kol e Mohammed Israfel, i due islamici considerati i complici di Mohammed Game, il libico responsabile all'attentato alla caserma Perrucchetti di lunedì scorso. Dopo gli interrogatori di garanzia di giovedì, tenuti nel carcere di San Vittore, il gip ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere per entrambi. Intanto sono stazionarie le condizioni di salute di Mohamed Game che si trova ricoverato in coma e che a causa dell’esplosione ha perso gli occhi e gli è stata amputata una mano.

oPERAzIoNE “AtENA”

RIFoRMA GIuStIzIA

«Vuoi il diploma? Basta che paghi»

Il Cav: «E’ Una nuova caccia all’uomo»

Frequentare e sostenere gli esami non serviva: in Sicilia e Calabria il diploma si poteva prendere semplicemente pagando. Ora la Guardia di Finanza di Gela ha messo fine a questo giro di diplomi facili, arrestando 7 persone e sequestrando 12 istituti scolastici nel corso dell’operazione “Atena”. Oltre duecento, tra ispettori, dirigenti, organizzatori, docenti, per-

La sentenza della Corte costituzionale sul lodo Alfano è «assolutamente non condivisibile» e con essa la Consulta ha «praticamente detto ai Pm rossi di Milano “riaprite la caccia all’uomo nei confronti del premier”». Di conseguenza è giunto il momento di «prendere il toro per le corna» e mettere mano alla riforma della giustizia. Parte d l’offensiva di Silvio Berlusconi, che per raggiungere l’obiettivo-riforma non esclude di rimodellare la Costituzione, utilizzando le procedure previste nell’articolo 138 e, alla fine del percorso, chiamare i cittadini a esprimersi. L’onda delle affermazioni del premier arriva in Italia, dove il presidente della Repubblica rinnova nuovamente l’appello ai partiti e alle istituzioni a conservare il «senso della misura», mentre i presidenti di Senato e Camera ribadiscono la necessità di realizzare riforme condivise da fare in Parlamento. La revisione dell’ordinamento giudiziario, sostiene Berlusconi, si può «fare in tempi rapidi. C’è una legge sulla riforma del processo penale che è già in Senato. Ma a me non sembra che sia sufficiente». Il premier : «Se avremo i numeri per farla in Parlamento la faremo in Parlamento e sarà più veloce ma se non avremo i numeri la faremo con un ricorso agli elettori nella maniera più democratica e tranquilla possibile»

sonale amministrativo, collaboratori, le persone denunciate. Sotto sequestro sono infine state poste 8 società di controllo e beni immobili e finanziari per circa due milioni di euro. L’organizzazione, con base a Gela, Licata e Catania, ma con ramificazioni in Sicilia e Calabria, era in grado di raccogliere un’ampia fetta di studenti provenienti da tutta Italia.

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Direttore responsabile: ennio Simeone Redazione e stampa: via Carciano 45, 00131 Roma tel. 06 4131710 - Fax 06 41299020 redazione@altroquotidiano.it Editrice: GeCeM (Gestione Cooperativa Editoria Multimediale) - Presidente:Stefano Clerici Sede legale: Via Aldo Sandulli 45, Roma Registrazione del Tribunale Roma n..343/08 del 18 settembre 2008 - Registrato al ROC Partita Iva 09937731009

L’OnOmasticO

ignazio oggi si festeggia Sant’Ignazio. Fu il terzo vescovo di Antiochia, in Siria, terza metropoli del mondo antico dopo Roma.Non era cittadino romano, e pare che non fosse nato cristiano, convertendosi in età non più giovanissima. Mentre era vescovo ad Antiochia, l'Imperatore traiano dette inizio alla sua persecuzione. Arrestato e condannato, Ignazio fu condotto, in catene, da Antiochia a Roma dove si allestivano feste in onore dell'Imperatore e i cristiani dovevano servire da spettacolo, nel circo, sbranati dalle belve.


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FRANCIA

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SuDAN

Sarkozy reagisce «Non è mio figlio che attaccano ma me»

Sette persone crocifisse su alberi dai guerriglieri

Nicolas Sarkozy reagisce alle polemiche che circondano la futura elezione del figlio Jean alla presidenza dell’Epad: «Attraverso questa polemica, chi viene preso di mira? Non è mio figlio. Sono io», afferma il presidente francese in un’intervista a ‘Le Figarò. «Quelli che non hanno mai accettato la mia elezione e che non hanno niente da dire sulla sostanza cercano di attaccare su tutti i temi con una cattiva fede ed una cattiveria che non ingannerà i francesi». «Io auspico un ringiovanimento delle nostre Il presidente della Francia Sarkozy si difende dagli elite politiche. Io per primo mi sono sorpreso attacchi scagliati dai media che criticano la scalata quando Jean si è voluto lanciare in politica». politica del figlio Jean.

«Il 13 agosto scorso, i ribelli sono entrati nella chiesa della mia parrocchia ed hanno preso tante persone in ostaggio. Mentre fuggivano nella foresta, ne hanno uccise sette: li hanno crocifissi agli alberi. Si verificano tanti drammi come questo». È questo il drammatico racconto di mons. Hiiboro Kussala, vescovo della diocesi meridionale di Tombura Yambio, Sudan, teatro di ripetuti attacchi contro i cristiani che spiega anche come fra gli autori di atti tanto brutali ci siano anche uomini di Al Qaeda addestrati in Afghanistan.

uSA

LoNDRA

Il Times: un’abitudine Obama discuterà di Afghanistan con l’Ue pagare i talebani Pagare i talebani in Afghanistan è stata un'abitudine diffusa per molti, e gli Stati Uniti sapevano già da un anno che l'Italia lo aveva fatto: lo ha sostenuto in una intervista a SKy Tg 24 ieri sera il caporedattore degli Esteri del quotidiano inglese "Times". Richard Beeston inoltre ha affermato, "visto che ci dicono che si tratta di spazzatura", continueremo a scavare. E ha preannunciato per oggi "un'intervista con un funzionario dell'amministrazione Obama che ci dice che il governo americano aveva avvertito gli italiani sulla pratica di pagare i talebani, l'anno scorso". Riguardo alle rivelazioni sui presunti pagamenti effettuati dagli italiani, il "Times" scriveva ieri: "sappiamo che le forze italiane hanno pagato i ribelli a Sarobi in modo da non essere attaccati. Abbiamo informazioni su accordi simili da parte dei soldati italiani anche nella provincia occidentale di Herat". "Molti gruppi coinvolti nelle operazioni Nato in Afghanistan hanno trattato con i talebani", ha affermato Beeston parlando a Sky Tg 24. "La cosa nuova in questa storia è che gli italiani non hanno detto nulla ai francesi che stavano dando loro il cambio in quella zona circa l'esistenza di questa pratica, e perciò hanno messo in pericolo le operazioni francesi". Ma il Governo italiano continua a smentire e annuncia querele.

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isultati finanziari anche per Google, che ha reso disponibili i propri dati trimestrali facendo registrare un ritorno ai valori che storicamente l'azienda ha ottenuto prima delle difficoltà legate alla crisi economica internazionale. Eric Schmidt, CEO di Google, ha rimarcato nella conferenza di commento ai risultati finanziari come veda la fase peggiore della recessione economica come ormai alle spalle, anticipando una fase di crescita e ritorno alla normalità

Barack Obama ospiterà a Washington il 3 novembre un summit con i vertici dell'Unione europea per affrontare i dossier AfghanistanPakistan, nucleare iraniano e crisi economica. Lo ha reso noto il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs. Il presidente americano e il vice Joe Biden incontreranno il primo ministro svedese (presidente di turno Ue) Fredrik Reinfeldt, il numero 1 della Commissione Jose Manuel Barroso, e l'alto rappresentante per la Politica estera e di Sicurezza di Bruxelles, Javier Solana. Gibbs ha spiegato che il vertice di Washington ripartirà dalle conclusioni raggiunte al primo incontro UsaUe dello scorso aprile a Praga. Nell'incontro saranno anche affrontati i temi del cambiamento climatico in vista del summit Onu.

IL CASo

Google supera la crisi e assume che del resto i risultati del terzo trimestre 2009 hanno già chiaramente anticipato. l fatturato del periodo, pari a 5,95 miliardi di dollari, ha registrato una crescita del 7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno dopo che per i due precedenti trimestri il fatturato registrato

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era rimasto sostanzialmente invariato. 'utile netto ha registrato un incremento del 27% sino a 1,64 miliardi di dollari, equivalenti a 5,13 dollari per azione, superando in questo le previsioni degli analisti. Il fatturato generato dalla vendita di spazi pubblicitari su siti di

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proprietà di Google è cresciuto dell'8% sino a 3,96 miliardi di dollari di controvalore, mentre è del 7% la crescita di fatturato delle vendite registrate attraverso il programma AdSense, sino a circa 1,8 miliardi di dollari di controvalore. l risultato economico di Youtube è stato negativo, ma con una direzione verso una profittabilità che stando a quanto segnalato dagli esperti di Google è sempre più vicino.

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L’ordinanza del giudice dà torto a Sansonetti

Solo noi siamo “l’Altro”, fine della causa Accolta in pieno la tesi del professor Vaccarella e dell’avvocato Lepri su confondibilità delle testate e diritto d’autore. Un giudizio molto articolato e argomentato Piero Sansonetti (nella foto) e l’editrice Big (Broadcasting Innovation Group) non potranno continuare a pubblicare il giornale “l’Altro”: dovranno cambiare con decorrenza immediata la testata. Questa la decisione della 9° sezione del Tribunale di Roma, con provvedimento d’urgenza adottato dal giudice Marzia Cruciani nella causa civile promossa dalla Gecem (Gestione cooperativa editoria multimediale) editrice de “l’Altro quotidiano” - con diffusione cartacea e via internet: www.altroquotidiano.it e dal direttore responsabile Ennio Simeone. Il giudice ha accolto in pieno la tesi sostenuta dai legali della Gecem, il professor Romano Vaccarella e l’avvocato Fabio Lepri, che avevano argomentato ampiamente il pericolo di confondibilità tra le due testate creato dalla denominazione scelta - successivamente alla registrazione di quella della Gecem - da Sansonetti e dalla Big e la sussistenza di violazione del diritto d’autore e concorrenza sleale nel comportamento

Sopra e sotto, due stralci del provvedimento emeso dal giudice Marzia Cruciani del tribunale di roma

dell’editrice e del direttore responsabile de “l’Altro”, che reca sotto la testata la scritta “la sinis t r a quoti-

l’eventuale ritardo nell’esecuzione dello stesso. La decisione del Tribunale dovrà essere pubblicata a loro spese sui quotidiani “Corriere della sera” e “l’Unità”. La controversia si era aperta in aprile, allorché da Sansonetti venne dato l’annuncio in tv di avere in programma la pubblicazione di un nuovo quoti-

diana”. Pertanto, oltre ad attenersi alla inibizione dell’uso della testata, essi sono sottoposti a una penale di 5000,00 euro per ciascuna violazione e inosservanza del provvedimento e incorreranno in una ulteriore penale di 500,00 euro al giorno per

diano con la testata “l’Altro”, la stessa, cioè, che la cooperativa di giornalisti e Simeone avevano registrato nel settembre del 2008 e di cui ave-

vano pubblicato un numero in marzo. Benché preventivamente avvertito, Sansonetti e la sua società editrice avevano ignorato a n c h e una diff i d a ricevuta per vie legali dal professor Vaccarella e dall’avvocato Lepri, e il 12 maggio avevano dato il via alla pubblicazione de “l’Altro” con relativo sito internet, laltroquotidiano.it. Di qui l’inevitabilità della azione legale da parte della Gecem, che ha comportato un giudizio con tre udienze, l’ultima delle quali il 23 settembre. Da oggi il giornale di Piero Sansonetti esce con un altro nome.


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Informazione e privacy

Pedinamento mediatico per Mesiano? Il giudice che ha condannato la Fininvest al risarcimento alla Cir seguito e filmato da Canale 5. L’Anm si rivolge a Napolitano di MiChele de roSe

Claudio Brachino e sotto il giudice Mesiano

ha comunicato il garante, citando la segnalazione dell'Anm, "anche al fine di aprire una possibile istruttoria". La difesa di Mediaset E Mediaset replica: "Non accettiamo bacchettate da chi negli ultimi mesi ha reso sistematica prassi

L'Anm scrive al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che è anche presidente del Csm, per segnalare la "denigrazione senza precedenti" di cui è vittima il giudice milanese Raimondo Mesiano. L’Anm scrive a Napolitano I magistrati, esponendo la loro preoccupazione per una "forte tensione tra le istituzioni che rischia di alterare l'equilibrio tra i poteri dello Stato" scrivono che "se per un verso la recente decisione della Corte Costituzionale è stata occasione per rinnovare gli attacchi e le invettive nei confronti della magistratura e di singoli giudici, è davvero incredibile assistere a una inedita opera di denigrazione mediatica di un magistrato". Il sindacato delle toghe sottolinea come il telegiornale del mattino di Canale 5 "ha pedinato il giudice Mesiano, riprendendolo abusivamente nelle sue occupazioni quotidiane e definendo 'stravaganti' i suoi comportamenti; il quotidiano Il Giornale ha pubblicato un articolo in cui riporta il racconto di un anonimo avvocato, che avrebbe carpito in un ristorante alcune frasi del giudice di commento ai risultati delle ele-

zioni del 2006". L'Anm infine sottolinea di non credere "che esistano precedenti simili in Italia, per denigrare una persona e delegittimare una funzione essenziale e delicata per la civile convivenza in uno Stato di diritto. Per questi motivi -conclude- signor presidente, ci rivolgiamo a lei quale massimo garante delle istituzioni dello Stato". Il Garante per la privacy Inoltre L'Autorità garante per la privacy valuta la possibilità di aprire un'istruttoria sul 'pedinamento mediatico' del giudice che ha condannato Fininvest al mega-risarcimento alla Cir di De Benedetti. Lo

giornalistica lo spionaggio a senso unico dal buco della serratura". E per bocca del Direttore generale News, Mauro Crippa, interviene con un comunicato. "Troppo comodo prendersela con Brachino, che mostra a passeggio per strada un magistrato che obbiettivamente ha acquisito notorietà nazionale ed internazionale, quando l'informazione giornalistica è dominata da curiosità assai più morbose", prosegue Crippa. "Vogliamo tutti maggiore sobrietà nell'informazione? Le News di Mediaset raccolgono l'invito in attesa che lo stesso facciano quelli che così istericamente ci criticano".

Pestaggio mediatico Per il presidente della Federazione Nazionale Stampa, Roberto Natale, il servizio su Raimondo Mesiano "rassomiglia molto ad un pestaggio mediatico, del quale peraltro l'onorevole Berlusconi aveva già dato il preavviso nei giorni scorsi”. “Per me le parole sono molto importanti e l'unica vittima di pestaggio mediatico sono io”. Claudio Brachino, direttore di Videonews e conduttore di Mattino 5 respinge ai mittenti le accuse di linciaggio mediatico nei confronti del giudice Raimondo Mesiano rivoltegli dalla Fnsi e dall'Anm. L’autodifesa di Brachino “Intanto Canale 5 non ha pedinato nessuno -sottolinea Brachino - ma è semplicemente la rubrica di opinione di una testata che si è occupata del caso del giorno, esercitando il diritto di cronaca”. “Ospite del giorno era già previsto il vicedirettore del Giornale Sallusti, aggiunge, al quale ho fatto una domanda legittima, partendo da un articolo pubblicato sul suo giornale, ovvero se la promozione di Mesiano dopo la sentenza sul Lodo Mondadori apparisse legittima o politica. Dopodichè, utilizzando immagini che come ogni giorno mi arrivano sulla scrivania da diverse fonti e agenzie su personaggi di cronaca o del gossip, ho ritenuto di fare un pezzo su questo giudice che indubbiamente è uno dei personaggi pubblici del momento”. Sta di fatto che due giorni fa Berlusconi aveva detto: “Sul giudice Mesiano ne saprete delle belle...”


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Primarie del Pd. Il confronto a tre

E Dario bacchetta Ignazio Grande successo per il confronto tra i candidati a segretario del Partito democratico. Cinquecentomila persone hanno visto il dibattito su internet, senza contare quelle che l’hanno guardato sul canale del partito, Youdem. Mancava certo Massimo D’Alema che appositamente, come ha ammesso lui stesso, si è fatto fotografare al Festival del Cinema di Roma durante la proiezione di un film prodotto da Red Tv. Il confronto è stato all’americana con inquadrature fisse e tempi scanditi dal cronometro. Due minuti a testa per rispondere alle 12 domande fatte da Tiziana Ferrario (Tg1) e Maurizio Mannoni (Tg3). Dai problemi del paese (crisi, pensioni, scuola...) a quelli interni del partito (dal caso Binetti alle prospettive del neo segretario), i tre hanno ordinatamente risposto alle domande senza quasi mai sovrapporsi. Pierluigi Bersani è apparso sempre rilassato e non ha mai replicato alle provocazioni. Dario Franceschini ha risposto piccato ad alcune uscite di Ignazio Marino (“vuoi vedere che gli inciuci che non hanno portato alla legge sul conflitto di interessi li ho fatti io che stavo negli Stati Uniti?”). «Io all’epoca, come tu ben sai, -ha replicato Franceschini- non ero neanche parlamentare». Idem quando Marino ha preso il discorso sul nucleare. «Prova a mettere in campo le tue idee -lo ha bacchettato Franceschini- senza metterti su un piedistallo. Io sono per il no al nucleare, l’ho sempre detto. Non puoi attribuire ai tuoi competitori idee che non sono le loro». Altro scontro tra i due sul tema della laicità. «Nel Pd i problemi sono grossi, -ha detto Marino- ci sono

Marino, Franceschini e Bersani si sono confrontati sulle mozioni. Botta e risposta tra i primi due su laicità, nucleare e...inciuci di eloiSa Covelli

Da sinistra Ignazio Marino, Dario Franceschini e Pier Luigi Bersani

molti sostenitori di Franceschini che voterebbero come la Binetti sul testamento biologico. Devo fare i nomi? Fioroni, Bianchi, Baio, Bosone... È facile dire laicità e riempirsi la bocca a parole. Bisogna praticare la laicità». «Quindi -ha ribattuto ironico Franceschini- tu manderai fuori dal partito tutte le persone che non la pensano come te... Mi sembra un bel Partito democratico...». Non va giù all’attuale segretario che Marino abbia rifiutato di dare la vittoria al vincitore delle primarie, anche se questo non dovesse avere la maggioranza assoluta (“non si cambiano le regole in corsa”,

ha detto il chirurgo). Allora, quando Marino ha fatto l’elogio delle primarie Franceschini ne ha approfittato per dirgli: «Comincia ad accettarne il risultato». Pierluigi Bersani ha assistito passivo al botta e risposta dei due, tenendo sempre i toni bassi. Anche quando Dario ha tentato di provocarlo sulla candidatura di Antonio Bassolino nelle sue liste. «Spero -ha detto Bersani- che non avvieremo discussioni di tipo ritorsivo su persone che magari andavano bene quando sostenevano un segretario, come hanno fatto in questi anni, e poi non vanno più bene». L’ex ministro si è

dimostrato molto cauto su alcune posizioni, si è detto d’accordo alle unioni civili per etero e gay, ma non si è pronunciato per quanto riguarda le adozioni di bambini da parte di single o coppie gay, verso la quale Franceschini ha espresso un netto no, in contrasto al sì di Marino. Finita la sfida a tre, spenti i riflettori, sono iniziati i comunicati di commento dei supporter dell’una e dell’altra parte. Il comitato per Marino è entusiasta: «Finalmente spiega una nota- si è capito che esiste un terzo candidato». «La verità è che quando ci si esprime con dei sì e dei no ben precisi sulle principali questioni delle quali dovrebbe occuparsi un partito come il Pd, è chiaro che i consensi arrivino in modo altrettanto netto. Purtroppo - conclude il comunicato - finora non è stato possibile combattere ad armi pari: ma da oggi, finalmente, tutti si sono potuti rendere conto dell'elevato contributo che può fornire Ignazio Marino». In realtà sarà proprio quest’ultimo a fare l’ago della bilancia. Se nessuno dei due candidati dovesse avere il 50 percento più uno dei voti alle primarie si andrà al ballottaggio a scrutinio segreto all’assemblea eletta con le liste collegate ai tre aspiranti segretari. Ed è per questo che Franceschini ha rimbeccato più volte Marino, sa che deve andare a pescare soprattutto nei suoi voti se vuole vincere la sfida alle primarie. Bersani si è dimostrato molto forte tra gli iscritti, mentre gli elettori di Marino sono tutti neofiti della politica. Fallito il tentativo, svelato dal Corriere, si far ritirare Marino, all’attuale segretario non resta che puntare sul “voto utile”.


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Informazione

Canone Rai, il Cav dà i numeri “Una tv pubblica pagata con i soldi di tutti non dovrebbe ripetere in televisione i processi che sono stati fatti o che sono ancora in corso nelle aule giudiziarie”. Silvio Berlusconi è tornato ad attaccare "Annozero". E da Sofia, dove ha trascorso una intensa due giorni, e dove nel 2002 fa pronunciò quello che divenne famoso come “editto bulgaro” ha ribadito la sua idea che certe trasmissioni facciano un “uso criminoso” della televisione. “Posso fare una previsione? Il 30% degli italiani che attualmente non paga il canone supererà abbondantemente il 50%” ha detto il presidente del Consiglio. “Ho sentito in giro una serie di affermazioni da parte degli italiani moderati, ha spiegato, e credo che ci saranno brutte sorprese per il bilancio della Rai la prossima volta che si faranno i conti con il numero degli italiani che pagano il canone”. Verna: Gravissimo bliz del signor conflitto di interessi “Da Sofia gravissimo bliz anti Rai del presidente signor conflitto di interessi Silvio Berlusconi, cui l'aria bulgara fa decisamente male. Come può compiacersi il capo del governo per una legge dello Stato (quella che prevede il pagamento di un canone per il servizio pubblico ) non rispettata? Vuole Berlusconi un dibattito sulla qualità dei programmi e dei Tg Rai? Conveniamo con lui cominciando dalla prima emergenza che riguarda notizie non date e silenzi assordanti su qualunque tema implichi riflessioni critiche sulla realtà del Paese. Se invece intendesse andare contro la Rai e il canone mettendo così a repentaglio i nostri posti di lavoro , per una volta prendendo spunto da una passi che non ci piace, saremmo costretti ad uno sciopero ad personam". Ha dichiarato il segretario nazionale Usigrai Carlo Verna. Bersani: Così Berlusconi bombarda l'azienda “Nel precedente editto di Sofia

Per Berlusconi il 50% dei telespettatori non lo pagherà per reazione ad Annozero. Critico il sindacato dei giornalisti., Bersani parla di bombardamento. Capezzone lo difende di MiChelanGelo abate

Il premier Silvio Berlusconi. Sotto a sinistra Paolo Gentiloni del Pd e sopra Daniele Capezzone del Pdl

aveva mandato a casa qualche conduttore, stavolta mi pare che bombardi la Rai". A parlare è Pierluigi Bersani del Partito Democratico, al Gr1. “Si tratta di un bombardamento mediatico che non giova a nessuno” Gentiloni: Siamo ai vertici del conflitto di interessi “Il presidente Berlusconi non è nuovo a fare battute sul canone Rai che sono di fatto un invito all'evasione fiscale. Il tentativo di indebolire il servizio pubblico, di ridurre gli spazi di libertà di stampa, di chiudere o normalizzare le trasmissioni scomode si sposa con la tutela degli interessi proprietari delle sue televisioni, magari usate per intimidire i magistrati. Tutto questo usando l'arma dell'invito a non pagare il canone: siamo davvero ai vertici del conflitto di interessi", ha affermato Paolo Gentiloni, responsabile Comunicazione del Pd.

Rao dell’udc: i pronostici preoccupanti “Le previsioni di Berlusconi sul numero di italiani che non pagheranno il canone sono insieme preoccupanti e sospette: perchè un presidente del Consiglio dovrebbe contrastare l'evasione e non incentivarla, e perchè a fare questi pronostici, avallati a quanto pare da sondaggi in suo possesso, è il proprietario della principale azienda concorrente della Rai". E' quanto ha affermato, in una nota, il deputato dell'Udc Roberto Rao, capogruppo centrista in commissione di Vigilanza Rai. “Far passare il principio che un cittadino, a fronte di un programma che non condivide, possa legittimamente scegliere di non pagare il canone, significa dare un colpo di grazia al servizio pubblico in termini di risorse, spianare la strada a Mediaset e lanciare nel Paese un messaggio di istigazione all'anarchia fiscale che finirebbe per essere 'adattato' ad altri settori oltre a quello della comunicazione". Capezzone:l'opposiizone ricordi che pagano i cittadini Per Capezzone, portavoce del Pdl, “anzichè polemizzare senza argomenti contro Berlusconi, le opposizioni farebbero bene a ricordare che a pagare il canone sono i cittadini. Ed è naturale che, se questi cittadini vedono che il servizio pubblico si muove in modo fazioso, usando le trasmissioni di approfondimento politico contro la maggioranza liberamente scelta dagli elettori, in tanti possano stancarsi di finanziare una propaganda politica partigiana e parziale".


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Legge sull’omofobia: i retroscena U

n voltafaccia improvviso del centrodestra. Una bocciatura frutto di perversi giochi parlamentari. Così è stata presentato il no, alla Camera, al cosiddetto provvedimento contro l’omofobia. E ben presto l’attenzione si è spostata sul caso Binetti, la deputata piddina appartenente dell’Opus Dei che ancora una volta ha votato con la maggioranza. Ma a ripercorrere l’iter parlamentare della proposta di legge presentata dalla deputata del Pd Paola Concia ci si rende conto che l’affossamento non arriva a sorpresa: quasi la cronaca di una bocciatura annunciata. Il testo inzialmente proposto dalla deputata Paola Concia (Pd) era semplice e lineare. Si prevedeva un’aggiunta alle leggi Reale e Mancino, che puniscono penalmente chi commette (o incita a farlo) atti di discriminazione o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali e religiosi. L’integrazione consisteva nell’inserire tra i motivi quelli “fondati sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere». Una integrazione, tra l'altro, in linea con l’articolo 3 della nostra Costituzione, che prevede appunto la non discriminazione anche sulla base del sesso. Antonio Di Pietro aveva poi presentato una proposta di legge pressoché identica (infatti le due proposte sono state fuse in un solo testo).

La modifica di ripiego

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'iter comincia nell’ottobre 2008, ma subito la Concia si rende conto che il centrodestra non accetterà mai di inserire il nuovo reato, quello di omofobia (ma anche di discriminazione legata al sesso). Così la deputata è costretta a ripiegare - per puri motivi di opportunità politica, come spiega lei stessa, e cioè per ottenere comunque un risultato – su una modifica di portata decisamente inferiore: l’inserimento nel codice di procedura penale dell’aggravante anche in caso di delitti “per finalità di discriminazione per motivi inerenti all'orientamento sessuale o all'identità di genere”. La nuova

La cronaca di una bocciatura annunciata di roMano luSi

L’esplosione del “caso Binetti” ha oscurato la verità su trattative, responsabilità e voltafaccia Le deputate Pd Paola Binetti e (foto piccola) Paola Concia. A lato: Franco Costa, del Pdl formulazione è più gradita a Pdl e Indicazioni recepite da Paola Lega, che riconoscono alla Concia Concia. Un anno dopo la sua pregrande capacità di mediazione, sentazione, il provvedimento è mentre l’Italia dei Valori resta fede- pronto per andare in aula per l’aple al testo iniziale e annuncia il voto provazione. contrario spiegando che la semplice aggravante sarà inutile. L’orientamento Irremovibile nella sua contrarietà è sessuale invece l’Udc, che con una interpretazione davvero singolare ritiene L’8 ottobre arriva anche il parere che con “orientamento sessuale” si della commissione Affari costitupotrebbe intendere, e quindi in zionali, che è favorevole, sia pure a qualche modo giustificare, anche due condizioni: che nel nuovo comportamenti come l’incesto o la testo, che prevede appunto l’aggrapedofilia. vante in caso di reati commessi Con pazienza, la Concia riesce a “per finalità inerenti all'orientaconvincere Di Pietro a votare mento o alla discriminazione sescomunque a favore, e dall’altra suale della persona offesa dal lavora per limare ulteriormente il reato” si precisi che l’orientamento testo in modo da avere il sì di Pdl e di cui si parla è sessuale (cosa che Lega. per la verità appare scontata a legIn particolare Enrico Costa (Pdl) gere il testo) e che comunque si chiede di eliminare l’espressione precisi meglio l’espressione “orienidentità di genere, perché non tamento sessuale” (pur riconoscendeterminata, e di applicare l’aggrado che si tratta di espressione usata vante ai reati di discriminazione nel diritto internazionale e di altri determinate dal sesso della vittima, Paesi). Rilievi più da azzeccacarbuchiesto espressamente dalla Lega gli, e comunque facilmente supera(che ha in mente le donne costrette bili nella discussione in aula. a seguire regole “non previste dal La pensa così anche la presidente nostro ordinamento”, con chiaro della Commissione Giustizia, riferimento agli immigrati). Giulia Bongiorno, che invita i com-

ponenti a concludere l’esame visto che il provvedimento è già calendarizzato in aula per la settimana successiva. Ma invece Pdl e Lega prima cominciano a prendere tempo, poi lo stesso Costa, che pure ha ottenuto tutte le correzioni volute al testo, parla di un parere della commissione Affari costituzionali sostanzialmente contrario e annuncia non più voto favorevole, ma l’astensione.

La vera paura del centrodestra

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a fine della storia è nota: alla Camera l’Udc presenta la pregiudiziale di costituzionalità e Pdl e Lega, nonostante il sì della commissione Affari costituzionali e il fatto che il testo sia stato in sostanza riscritto proprio dal centrodestra, lo affossano. La motivazione ufficiale, esempio emblematico delle schermaglie parlamentari della peggior specie, la dà Beatrice Lorenzin del Pdl: «C’era un accordo per rinviare il testo in Commissione, rimediare ai profili di incostituzionalità e poi riportare rapidamente il ddl all'esame dell'aula entro novembre. Poi, p o c o prima della votazione, un esponente del Pd si è avvicinato ai banchi della presidenza e ha spiegato che o si esplicitava il ritorno in aula a novembre o loro avrebbero votato contro il rinvio. A quel punto, violato il patto, abbiamo votato la pregiudiziale di incostituzionalità». Ma è più facile che la bocciatura sia il frutto di un intento maturato sin dall’inizio dell’iter parlamentare. E che alla base ci sia in realtà la paura che il provvedimento, per quanto ridotto, possa aprire la strada a un qualche riconoscimento di diritti agli omosessuali. Una paura, quella di Udc e centrodestra, che pare quasi una fobia.


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City & Siti

sabato 17 ottobre 2009

Roma

Pisa

Politici lavavetri per un giorno

Soldi a tutti ma non ai musei

“Il Sindaco di Roma, seguendo l’esempio dell’ex primo cittadino di Firenze, Leonardo Domenici, ha annunciato un’ordinanza contro i lavavetri, i giocolieri e gli ambulanti fermi ai semafori. Per dire no a un provvedimento che andrà a colpire le fasce più deboli della società, senza risolvere il problema del racket e dello sfruttamento, abbiamo deciso di organizzare il Semaforo Day, un’iniziativa di protesta durante la quale, muniti dell’attrezzatura necessaria, laveremo i vetri al semaforo”. A renderlo noto sono i consiglieri regionali, Anna Pizzo, Enrico Fontana ed Enrico Luciani (SL), Luisa Laurelli, Enzo Foschi e Giovanni Carapella (PD), Peppe Mariani (Lista Civica per il Lazio), Ivano Peduzzi (Prc), Antonietta Brancati e Giuseppe Celli (Liberali e Rete Riformista) gli assessori regio-

«Per Alitalia i soldi si sono trovati, idem per il colonnello Gheddafi, idem per il ponte di Messina, idem per una Tav costata il quadruplo rispetto ai preventivi: è allora, se è un problema di scelte, perché in un Paese come l'Italia una volta tanto non si sceglie in favore della cultura?». Così Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale di Pisa, è intervenuto al convegno della Regione Toscana («Oltre lo sponsor. Investire nel museo») che ha riunito ad Arezzo operatori culturali, direttori di musei, economisti, manager sulla dimensione dei musei come «investimento non solo culturale ma anche produttivo». Moderata dal giornalista

nali Luigi Nieri, Filiberto Zaratti, Giulia Rodano e Alessandra Tibaldi (SL), il consigliere provinciale Gianluca Peciola (SL), l’assessore provinciale Massimiliano Smeriglio (SL), il consigliere comunale Andrea Alzetta (Roma in Action), i presidenti dei municipi Andrea Catarci (XI) e Sandro Medici (X) che lunedì 19 ottobre, alle 13, si troveranno insieme ad altri istituzionali al semaforo di piazza San Marco. “Non è un caso – continuano l'aver scelto quel luogo, di fronte al Campidoglio: il messaggio che si vuole lanciare, politicamente e mediaticamente, è rivolto al Sindaco di Roma che proprio lunedì firmerà l'ordinanza anti lavavetri”. Il ricavato della mattinata sarà devoluto al Comune di Roma per incrementare le somme destinate ai servizi sociali.

torino

Fabio Isman, la tavola rotonda iniziale ha cercato di rispondere a un quesito («Perché investire nel museo?») che secondo l'assessore toscano alla cultura, Paolo Cocchi, «è centrale in una fase in cui il governo si è ritirato da qualunque strategia nel settore e dove la cultura è giudicata un fatto addirittura corruttivo». Per Cocchi la sopravvivenza delle istituzioni culturali è oggi affidata «anche a un necessario ripensamento, a una riforma di sistema, nei rapporti fra istituzioni pubbliche e soggetti privati mentre grandi risorse potrebbero venire da una seria politica di lotta contro l'evasione fiscale».

Lazio

In piazza contro l’omofobia Il Torino Pride ha promosso per oggi pomeriggio in piazza Castello una manifestazione contro l'omofobia. «Martedì - si legge in una nota degli organizzatori - la Camera dei dei Deputati ha ritenuto incostituziona la legge contro l'omofobia e la transfobia. Noi transessuali, lesbiche, gay e bisessuali, cittadine e cittadini italiani, riteniamo indegno del Parlamento di un Paese civile questo atto gravissimo che affossa definitivamente una proposta di legge che avrebbe introdotto un'aggravante per i reati di violenza

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Marrazzo: manifesti stile cartoon commessi contro gay e lesbiche». «È inaccetabile - proseguono - che questo Parlamento continui ad ignorare i più elementari diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, mentre nella società civile l'accoglienza dell'amore tra persone dello stesso sesso e della diversa identità di genere diventa sempre più ampia e forte a tutti i livelli. Per questo concludono - chiediamo di protestare con noi, per esprimere indignazione per la mancanza di diritti per le persone omosessuali e transessuali».

«Il mio ritratto con la falce affissa a Roma? Più che Mastro Titta di Rugantino ricorda le favole di Walt Disney. Mi sembra una Biancaneve dark. Purtroppo oggi la polemica politica utilizza anche questo». È quanto ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, intervenendo oggi alla Sinagoga per commemorare la deportazione degli ebrei romani, commentando i manifesti affissi dal Pdl in tutta la città. In questi Marrazzo appare come la ‘Triste mietitrice’: l’immagine della morte con

cappuccio in testa e falce in mano, disegnata con tratti fumettistici. Nel cappuccio del saio, anziché il solito teschio, grazie a una manipolazione dell’immagine spunta la faccia del presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. Si tratta di un’iniziativa del gruppo Pdl alla Regione Lazio, che firma i manifesti. Il motivo delle affissioni sono le critiche al Piano Sanitario Regionale. La scritta che campeggia sul manifesto recita: “Marrazzo ha dato il colpo di grazia alla sanità del Lazio”.


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la tribuna

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Segnale di allarme dal contratto separato dei metalmeccanici di

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La migLiOre deL giOrnO

Pietro anCona

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eri la giornata è stata scandita da due brutte notizie : il venticinquesimo suicidio di un dipendente della Telecom francese e la firma separata del contratto dei metalmeccanici italiani con l'umiliante esclusione della Fiom rappresentante della stragrande maggioranza dei lavoratori. Sostanzialmente le due notizie sono due facce di una stessa realtà: la perdita di valore e di identità sociale che il lavoro conferisce alla attività umana, la scomparsa della lotta di classe che, con il conflitto sociale, era l'unica in grado di dare prospettiva e significato al lavoro. Nella Telecom francese si è messo in moto un meccanismo azionato da "tagliatori di teste" che ha fatto sentire del tutto superflua la vita a venticinque persone; per il contratto dei metalmeccanici si è messo in moto il meccanismo vincente della linea Sacconi che persegue da anni l'isolamento e la sconfitta della Cgil e, per essa, del suo sindacato simbolicamente ed umanamente più rappresentativo: la Fiom. In questo caso si è avvalsa della "distanza" della Cgil dalla Fiom per colpire ancora più forte. l contratto firmato concede qualche monetina di rame ai lavoratori e soltanto alla fine del triennio. Subito non dà niente.Viene stipulato con un anticipo notevole sulla sua scadenza essendo stato firmato il 20 gennaio del 2008 e non si era mai dato il caso di un rinnovo ad un anno e mezzo di vigenza. L'anticipo è stato fortemente voluto dal governo, dalla Cisl e dalla Uil per adeguarlo alle norme dell'accordo separato sul contratto nazionale a cominciare dall'avvio della triennalizzazione. In sostanza di tratta di una riforma profonda, di un riposizionamento del contratto nazionale nella nuova strategia voluta dal padronato e dai sindacati ascari, che punta ad una forte riduzione dei diritti dei lavoratori mentre si allargano e si incrementano gli interessi comuni delle associazioni stipulanti già presenti con il Fondo Cometa. E' stato istituito un fondo per il sostegno del reddito. Vedremo di che si tratta. La linea di tendenza è sempre di più verso un contratto tra associazioni e sempre meno di un contratto per i lavoratori. La Fiom è stata sconfitta ed umiliata e non è casuale il fatto che i suoi dirigenti parlino di ricorso alla autorità giudiziaria per fare valere le ragioni che dovrebbero essere chiare a tutti dalla federmeccanica al governo. uando un gruppo dirigente ricorre alla magistratura piuttosto che alla lotta è perchè ritiene di non avere più alcuna possibilità di capovolgere o almeno cambiare parzialmente la situazione. Questo gruppo dirigente farebbe bene a dimettersi. Tanto, dopo questa sconfitta sarà cacciato via dalla destra sindacale. Il padronato ha colpito giusto ed i suoi numerosi sensori lo hanno avvertito della realtà della situazione. Una situazione nella quale la Cgil non andrà molto oltre una mera quasi notarile critica con rammarico, il pd non dirà una parola e magari continuerà a sostenere la necessità della unità della Cgil con Cisl ed Uil naturalmente alle condizioni che queste dettano.

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Staino su “l’unità”

un processo a chi si batte contro la mafia Giovedì è proseguito presso il Tribunale di Potenza il processo a carico del sottoscritto, presidente dell’ “Associazione contro tutte le mafie”. L’accusa: diffamazione a mezzo stampa a danno della Procura della Repubblica di Taranto, per aver scritto articoli su “insabbiamenti” di procedimenti scomodi. L’accusa ha chiamato il dr Alessio Coccioli della Procura di Taranto, querelante; la difesa chiama tutti i parlamentari che hanno presentato le interrogazioni parlamentari sugli insabbiamenti. I miei articoli riportano o citano atti pubblici, stralci originali delle richieste di archiviazione, disconosciuti dagli stessi pubblici ministe-

ri, o le interrogazioni parlamentari, che parlano degli insabbiamenti a Taranto. La reazione, dissimile da altri territori italiani, dimostra che a Taranto è una verità che deve essere taciuta, con la complicità dei media locali. Così come a Brindisi, dove la Procura ha sequestrato, con atti nulli e con incompetenza territoriale, un intero nostro sito, compresa la pagina di Brindisi, in cui è riportata la questione “Forleo”. La Procura di Potenza, poi, da un lato persegue me, che ho esercitato il mio diritto di cronaca e di critica, e dall’altro lato non ha esercitato azione penale a danno dei colleghi di Taranto, Lecce e Brindisi, denunciati dal sottoscritto per abusi ed omissioni. I media tacciono. Dr Antonio Giangrande 099.9708396 328.9163996

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Diritti & DOVeri

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Anzianità

Lavoratore precoce vuole la pensione Sono un lavoratore cosiddetto “precoce” in quanto ho iniziato a lavorare prima dei 19 anni. So che i benefici già previsti per questa categoria sono cessati nel 2005. Pazienza. L’anno prossimo, 2010, raggiungerò i 40 anni di contribuzione nel mese di maggio, pur avendo soltanto 56 anni di età. Alle mie richieste di informazioni, le risposte sono state le più vaghe immaginabili. Mi potrebbe dire quando si aprirà la mia finestra? D. Marchi, Parma La sua finestra si aprirà il primo gennaio 2011, per il semplice motivo che non compie i 57 anni di età entro il mese di giugno 2009. In quel caso la sua pensione sarebbe stata anticipata di 3 mesi, vale a dire al 1° ottobre 2010.

Pensione

Molti lavori, vuole riposarsi Sono un lavoratore dipendente, ed ho dovuto cambiare, nella mia vita, spesso attività lavorativa. Fortunatamente sono riuscito a raggiungere, a fine 2008, ben 38 anni di contribuzione. Nello scorso mese di marzo ho compiuto 60 anni. Sono molto attivo e mi piace lavorare. Se volessi andare in pensione di anzianità, quando potrei farlo? E da quale mese decorrerebbe la prestazione? Grazie. S. Romano, Cagliari Lei ha già maturato da tempo i requisiti per la pensione di anzianità (sin da quando ha raggiunto 35 anni di contributi e 57 di età). Mi sorprende che nessuno l’abbia informata, a meno che non sia stata una sua scelta personale. Comunque, può lasciare l’attività quando vuole: la

Previdenza risponde il dottor antonino niColo’ potete inviargli i quesiti direttamente all’indirizzo email: toniconc@libero.it

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Avvertiamo i lettori che alcuni quesiti e relativi pareri vengono ripetuti perché riguardano argomenti che hanno già ottenuto risposta

Coniugi separati

Eredità e reversibilità sono cose diverse Vorrei sapere se una moglie, separata consensualmente dal marito pensionato e che ha rinunciato all’eredità di questi, allorché è deceduto, ha diritto ad ottenere la pensione di reversibilità, tenendo presente che l’azienda del coniuge è fallita di recente. L’accettazione della pensione obbliga la vedova al pagamento dei residui debiti contributivi del marito? D. Bassi, Perugia Il diritto alla pensione di reversibilità è un diritto autonomo del soggetto beneficiario. Pertanto, la moglie separata consensualmente ha diritto alla pensione ai superstiti, indipendentemente dal fatto che abbia rinunciato all’eredità. tale diritto, infatti, non ha natura successoria. Mentre chi accetta l’eredità subentra nelle attività e passività dell’asse ereditario (e, pertanto, è tenuto a pagare anche i debiti contributivi non soddisfatti).

pensione avrà decorrenza dal mese successivo alle dimissioni e alla domanda presentata all’INPS.

Contributi

Anche gli uomini pagano la maternità Gli artigiani ed i commercianti di sesso maschile sono obbligati anch’essi a pagare il contributo INPS per la maternità? Ed eventualmente, in che misura? P. Bellini, Ancona La risposta è affermativa. tutti gli iscritti (uomini e donne) iscritti alle gestioni degli artigiani e dei commercianti devono versare, oltre al contributo per la pensione, una quota per l’indennità di maternità. Essa è di euro 7,44 l’anno, corrispondente ad euro 0,62 mensili ed il versamento va effettuato con il Mod. F24 assieme alle rate del contributo minimo.

Indennità di malattia

I parasubordinati ne hanno diritto? Ai lavoratori parasubordinati compete l’indennità di malattia? In caso positivo, quali sono i requisiti richiesti? Grazie e complimenti per la rubrica. A. Liberati, Terracina Da gennaio 2007 i lavoratori parasubordinati (collaboratori a progetto, collaboratori coordinati e continuativi e lavoratori occasionali) hanno diritto all’indennità di malattia, purché non siano iscritti ad altre forme di assicurazione obbligatoria o non siano pensionati. L’indennità di malattia spetta se: -nei 12 mesi precedenti l’evento risultano accreditati almeno 3 mesi, anche non continuativi, di contribuzione nella Gestione Separata; -nell’anno solare che precede quello in cui è iniziato

l’evento, il reddito individuale assoggettato a contributo non è superiore al 70% del massimale contributivo (pari a 88.669 euro per il 2008).

Pensione

Sa cosa vuole la signora padovana Buongiorno, sono nata a ottobre 1951 e sono stata lavoratrice dipendente 01/01/1970 fino ad ottobre 2005. Ho maturato in totale 1903 settimane contributive. Dal 1976 ho lavorato come part-time a 24 ore settimanali. Domanda: sono valide le 1903 settimane o vengono ridotte causa il part-time? Nell’estratto conto dell’INPS i contributi utili alla pensione sono: al diritto n. 1903 – al calcolo n. 1458. A quando la pensione? Grazie. A. R., Padova Ecco le risposte ai suoi quesiti: 1) le 1903 settimane sono valide per aver diritto alla pensione di anzianità; 2) lei maturerà il diritto a pensione ad ottobre 2010 mentre la finestra di uscita sarà quella del 1° luglio 2011; 3) nel calcolare l’importo della pensione, l'INPS terrà conto, per effetto del part-time, di 1458 settimane, anziché di 1903.

Novità

Previdenza Inpgi

Anche i giornalisti dipendenti potranno usufruire, su richiesta, di congedi straordinari retribuiti, per un periodo massimo di due anni nell’arco della vita lavorativa, per assistere familiari con handicap ai quali sia stata riconosciuta una grave disabilità, ai sensi della legge 104/92.


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Nel foyer dell’Auditorium in concomitanza con la Festa di MoniCa SiMeone

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ontemporaneamente alla quarta edizione del Festival Internazionale del film di Roma, l'Auditorium Parco della Musica ospita una mostra che ripercorre cento anni di storia del Cinema attraverso gli occhiali di star del grande schermo. “Cinema e Occhiali - 100 anni di storia di un mito" raccoglie pezzi unici che hanno fatto la loro comparsa sul volto di personalità del cinema internazionale per poi diventare oggetti di culto per milioni di fans. Esposti in 10 scrigni di plexiglas nel foyer dell'Auditorium si possono ammirare i celebri occhiali di Dirk Bogarde in “Morte a Venezia”, quelli di Audrey Hepburn in “Colazione da Tiffany”, quelli dell'icona del cinema Marylin Monroe, in uno dei suoi film più noti, “Come sposare un milionario”, fino agli occhiali di Woody Allen nel film “Il dittatore dello Stato libero di Bananas”. Gli occhiali sono nati circa sei secoli fa, tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo, per risolvere il problema della vista, inizialmente per la lettura, quindi per i presbiti ovvero principalmente per gli anziani, che nell'antichità erano simbolo di saggezza e conoscenza. Ma già tra il Settecento e l'Ottocento cominciano a diventare anche oggetto di costume. Nella seconda metà del Novecento, con la diffusione delle lenti a contatto, gli occhiali diventano un accessorio di moda, imprescindibile dal look personale. Tra le prime star ad utilizzare gli occhiali per “nascondersi”, creando lo stereotipo della diva che non vuole mostrare

Culture & tenDenze

Mostra a Roma su 100 anni di cinema

Gli occhiali che fecero moda dallo schermo il suo volto fuori dalle luci della ribalta, in un alone di mistero, fu Greta Garbo dopo il suo ritiro dal set: indossava una montatura da sole, di forma quasi maschile, per nascondersi dai fotografi, per interporre una barriera tra il mondo esterno e il suo priva-

Marylin Monroe in “Come sposare un milionario”. In alto: audrey hepburn in “Colazione da tiffany”

to. Molti sono gli episodi di occhiali indossati dagli attori in celebri film che hanno influenzato la moda: famoso l'esempio dei “Blue Brothers” che imposero negli anni Ottanta il modello way farer della Ray Ban, un occhiale

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L’esempio forse più famoso è quello dei Blue Brothers dalla montatura nera, spigolosa, degli anni sessanta, abbinato ad un look classico con cravatta, tutto scuro con camicia bianca; tra gli altri quello del modello da sole a goccia indossati da Tom Cruise in “Top Gun”. Anche nel mondo musicale non mancano esempi di personaggi famosi che hanno legato la loro immagine a particolari occhiali, come la pop star Elton John, famoso collezionista di eccentriche montature, parte della cui collezione fu battuta all'asta da Sotheby's nel 1988, 300 pezzi assolutamente unici. E' sicuramente vero affermare che gli occhiali giusti contribuiscono notevolmente a creare il personaggio. Infatti nel cinema sono stati utilizzati per identificare e raccontare un personaggio. Nonostante la medicina abbia risolto molti dei problemi legati alla vista, gli occhiali sono e rimarranno un accessorio di moda, un oggetto di design che caratterizza la personalità di chi lo indossa, per i quali si è disposti a spendere anche cifre considerevoli, soprattutto se il modello desiderato è stato indossato da uno dei nostri beniamini. CineMa e oCChiali 100 anni di Storia di un Mito FOYER DELL'AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA DI ROMA dal 14 al 23 ottobre 2009 I modelli esposti provengono dal Museo dell'occhiale di Pieve di Cadore (Belluno) e dalla Galleria Guglielmo Tabacchi Safilo di Padova.


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ribalte

AquaRomae: lo sport annulla la diversità Per la seconda volta la bandiera arcobaleno, storico simbolo internazionale della liberazione di gay lesbiche e trans, si specchierà nell’acqua della piscina del Foro Italico, a Roma. Dopo i mondiali di Roma09, lo stesso impianto ospiterà il torneo AquaRomae, con atleti e atlete omosessuali da tutta Europa che sfideranno le squadre di nuoto master romane. «E’ la rivincita dell’amore, della libertà e del rispetto sull’odio e sull’ignoranza. Una gara contro la violenza e l’omofobia, nei giorni della discussione alla Camera della legge sull’omofobia» spiegano gli organizzatori. La strana coincidenza rivela una triste verità: negli ultimi mesi a Roma e nel resto d’Italia sono aumentati gli episodi di violenza e di intolleranza verso gay, lesbiche e trans. Alle Olimpiadi di Pechino, il tuffatore australiano Matthew Mitcham, l’unico dichiaratamente gay, è stato censurato quando ha ringraziato il suo compagno: le immagini ufficiali sono state cancellate. L’arbitro di calcio turco Halil Ibrahim Dincdag è stato allontanato dalla federazione nazionale appena si è saputo pubbli-

La maestra e ballerina di tango più famosa al mondo e "il fenomeno", vice campione al Mundial de Buenos Aires, insieme in una “Noche de Tango”. Si tratta di Alejandra Mantinan e Aoniken Quiroga che si esibiranno dal vivo domani presso la

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In 3D

Il torneo

di Mauro Monti

sabato 17 ottobre 2009

Al Foro Italico atleti e atlete omosessuali provenienti da tutta Europa all’evento organizzato dal “Gruppo Pesce Roma” camente della sua omosessualità. Eudy Simelane, calciatrice della nazionale sudafricana, è stata violentata e uccisa perché lesbica. Le organizzazioni come il FARE (Football Against Racism in Europe) e l’EGLSF (European Gay & Lesbian Sport Federation) si occupano di impegnare le federazioni sportive nazionali in progetti contro il razzismo, il bullismo e l’omofobia. Lo sport ufficiale, purtroppo, rimane spesso in silenzio. Il Gruppo Pesce è l’unica squadra sportiva italiana, ufficialmente iscritta ad una federazione sportiva, ad ospitare atleti apertamente gay e lesbiche e a fare della propria attività sportiva un messaggio di solidarietà e di speranza per quanti non riescono a vivere serenamente perché hanno paura che la propria omosessualità, se scoperta, possa portare ad uno stigma sociale da parte del mondo sportivo e della società in generale. Con la sua ’diversità’, il torneo porterà di nuovo al Foro Italico il nuoto sincronizzato maschile, con

‘SyncDifferent’, il gruppo di nuoto sincronizzato creato in seno al Gruppo Pesce - il gruppo di nuotatori gay nato a Milano nel 1989 - con un obbiettivo ambizioso: ottenere l’inserimento del nuoto sincronizzato maschile tra le specialità olimpiche ufficiali. In programma oggi alle 9: Foro Italico, piscina dei mosaici il torneo AQUAROMAE e saluto di Paola Concia e altri rappresentanti istituzionali. Alle 14: Conclusione della competizione sportiva e premiazioni. Domani alle 11: Convoglia Restaurant, via Giolitti 32: brunch e premiazione delle squadre vincitrici.

Una “noche de tango” con Alejandra Mantinan Milonga del Barrio di Roma (Via di Pietralata 135). L’inizio della serata è previsto per le ore 20. Seguirà l’esibizione dei maestri tangueri per poi aprire le porte

della milonga, a partire dalle 22,15 a tutti gli appassionati di tango che desiderano cimentarsi nel ballo fino a notte fonda sulla note del musicalizador Mauro DJ.

il ragazzo della via Gluck si “anima”

Celentano diventa un cartone Il ragazzo della via Gluck, ovvero la vita di Adriano Celentano disegnata in 26 puntate da Milo Manara e sceneggiata da Vincenzo Cerami: è il frutto dell'accordo tra il Clan e Sky, al quale parteciperà anche il re dell'animazione italiana Enzo D'Alò. Le 26 puntate, in 3D andranno in onda nel 2011. Il Clan Celentano ha dunque firmato un accordo con Sky per realizzare un progetto in esclusiva. Si tratta de 'Il Ragazzo della via Gluck', un film d'animazione in 26 puntate ispirato ad Adriano Celentano. Verrà prodotto in Italia dal Clan Celentano per Sky, con la tecnica del 3D-HD sotto la guida dell'ex Molleggiato, all'esordio nel mondo dell'animazione. Adriano Celentano ha coinvolto in questo progetto il top della creatività del nostro Paese. A disegnare la storia, che si candida ad essere il più importante progetto d'animazione italiano degli ultimi anni, sarà Milo Manara, il grande fumettista, al suo esordio nel mondo dell'animazione e il re dell'animazione italiano, Enzo D'Alò, autore tra gli altri de 'La gabbianella e il gatto' e 'La freccia azzurra'. Con loro ci sarà anche Vincenzo Cerami, autore e sceneggiatore di grandi storie di cinema, tra cui 'La vita e' bellà.

Un’occasione in più per conoscere Alejandra ed il suo metodo basato sulla “biomeccanica”, ovvero su come controllare la “motricità” del corpo e sull’applicazione della stessa in tutta la struttura del tango, utilizzabile in qualsiasi stile, dal tango Salon al tango Nuevo.


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Giornata Nazionale contro l’inquinamento luminoso delle città tra libri e spettacoli di davide Marino Nata con l’obiettivo di sensibilizzare il grande pubblico sulle conseguenze dell’eccessivo utilizzo di luce artificiale, la Giornata Nazionale sull’Inquinamento Luminoso giunge quest’anno alla sua XVII edizione e si celebra proprio oggi in tutta Italia. Negli ultimi anni l’inquinamento luminoso ha compromesso la visibilità del firmamento, contribuendo al degrado ambientale e minacciando la salute dell’uomo, ed è per questo motivo che anche l’Onu e l’Unesco invitano «alla salvaguardia del cielo e dei suoi significati storici e culturali». Il Planetario di Roma, da sempre attento a queste tematiche, parteciperà quindi all’appuntamento di oggi con un evento ad hoc. Si inizia alle 11.45 con la presentazione del libro “L’Inquinamento Luminoso” di Mario Di Sora, direttore dell’Osservatorio Astronomico di Campo Catino e uno dei più autorevoli studiosi del fenomeno. Un testo che affronta l’argomento in modo completo e comprensibile, colmando una grave lacuna del

di Paolo danieli Per promuovere nuove forme di socializzazione, l’Associazione Culturale Rompighiaccio, in collaborazione con l’Associazione Inventarte, propone a Roma eventi, visite guidate e passeggiate culturali per scoprire, insieme a storici dell’arte ed archeologi, gli angoli più suggestivi della Città Eterna. Luoghi incantati, ricchi di storia, in cui l’arte si esprime all’ennesima potenza, spalancano per un giorno

Culture & tenDenze

L’evento

il cielo di roma effetti drammatici dell’inquinamento luminoso e sulla necessità si utilizzare la luce artificiale in modo intelligente. L’evento rientra nelle attività del Planetario per l’Anno I n t e r n a z i o n a l e dell’Astronomia, che ha come fondamentale obiettivo il recupero e la salvaguardia del cielo stellato.

E’ possibile toccare il “Celio con un dito” le porte per pochi fortunatissimi visitatori, soci Rompighiaccio. Domani la prima passeggiata alla scoperta degli angoli più suggestivi del Celio. “Toccare il Celio con un dito”, è il titolo del percorso che farà vivere, ai fortunati partecipanti, un’ora diversa e davvero speciale. Il Celio, uno dei Sette colli, prima di assu-

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In mostra

E uscimmo a riveder le stelle nostro paese. Alla presentazione parteciperanno l’Assessore all’Ambiente della Regione Lazio Filiberto Zaratti, il Direttore del Planetario Vincenzo Vomero, il giornalista del Corriere della Sera Franco Foresta Martin e il Presidente dell’Unione Astrofili Italiani Emilio Sassone Corsi, nonché i Presidenti e Direttori delle Associazioni di Astrofili e degli osservatori astronomici laziali. Alle 12.30 seguirà lo spettacolo “Cieli Urbani” a cura di Gianluca Masi, dello Staff scientifico del Planetario di Roma, proposto in prima assoluta: un invito a sollevare lo sguardo alle stelle per non dimenticarne l’incanto e la meraviglia, riflettendo sugli

sabato 17 ottobre 2009

mere questo nome in memoria di un condottiero etrusco, Celio Vibenna, veniva chiamato “mons Querquetulanus”, il monte delle querce, perché ricoperto da un grande bosco, poi sacrificato alla prima espansione edilizia dell´Urbe. Nel corso della storia il colle si è arricchito di numerosi monumenti, tanto nella sua parte alta,

Michelangelo architetto nella capitale Un’analisi sui temi della grande mostra “Michelangelo Buonarroti. Architetto a Roma” ospitata dai Musei Capitolini fino al 7 febbraio 2010 per scoprire il rapporto di Michelangelo con l’antico, la sua produzione grafica, le innovazioni tecnologiche e le origini neoromaniche e prebarocche della sua opera. Dal progetto della tomba per p a p a Giulio II, all’impresa della Cappella Sistina, dal ritorno a Firenze per il progetto della facciata della chiesa di San Lorenzo fino al trentennio trascorso dal Maestro nella città eterna. L’ingresso è gratuito.

quanto alle sue pendici, in prossimità della valle del Colosseo. Per scoprirne i tesori nascosti, una passeggiata che prenderà il via alle 11:15 di fronte all’ingresso di Villa Celimontana. Rompighiaccio è l’Associazione Culturale per chi ha voglia di fare nuove amicizie e di divertirsi nella capitale. E’ possibile partecipare alle attività della community sul portale web e partecipare agli eventi a Roma e dintorni.


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l’

quotidiano

GranDe SChermO

un noioso polpettone

Lo scoop che salva l’hacker la ragazza che gioca con il fuoco Regia: Daniel Alfredson con Noomi Rapace e Michael Nyqvist Seconda parte con più sangue e dolore di "Uomini che odiano le donne" e protagonista assoluta Lisbeth Salander, l'hacker androgina. Questa volta finalmente scopriremo molte cose sul suo passato. La madre vittima di un padre violento. Internata in un istituto psichiatrico a dodici anni ed una vita costellata di ingiustizie. Dopo l'uccisione di due giornalisti di Millennium e del suo tutore, tutti credono che Lisbeth sia l'assassina. Il direttore della rivista, Mikael Blomqvist, invece l'aiuterà a scoprire i colpevoli, con un vero e proprio colpo di scena finale. Qualche passaggio nebuloso per chi non ha letto il libro

Pagina a cura di luCiana veCChioli

24 15

un secolo di storia italiana

barbarossa Regia: Renzo Martinelli con Rutger Hauer, Raz Degan, Kasia Smutniak A parte alcune falsità storiche già rivelate dagli esperti (vedere articolo di Franco Cardini sul quotidiano Il Tempo), il film è un noioso polpettone in costume infarcito da una lunga serie di slogan tanto cari alla Lega di oggi. Concetti e parole d'ordine da sempre sbandierati dal Carroccio, che suonano fuori luogo. Al di là delle legittime convinzioni politiche di ognuno, stupisce che un regista del calibro e della capacità di Martinelli, autore di pellicole come Vajont, abbia potuto realizzare un prodotto cinematografico così scadente, non al livello dei precedenti. Sceneggiatura sfilacciata, dialoghi eccessivamente enfatizzati, sequenze dei combattimenti poco credibili. Sembra una pellicola propagandistica, neanche riuscita tanto bene.

sabato 17 ottobre 2009

baarìa Regia: Giuseppe Tornatore con Francesco Scianna, Margareth Madè, e unaffollatissimo cast di attori noti

Ksenia rappaport e filippo timi in una scena del film “la doppia ora” dell’esordiante regista Giuseppe Capotondi

I segreti di quel mega-concerto

un thriller sotto zero

Motel Woodstock

incubo bianco

Regia: Ang Lee con Demetri Martin McAdams Woodstock come non lo avete mai visto. Senza star, senza Jimi Hendrix, Janis Joplin o Joe Cocker. A quarant'anni dallo storico concerto ecco un bel film che racconta come è nato uno degli eventi più famosi della storia della musica e non solo. Tratto dal libro autobiografico di Elliot Tiber, è la storia di un ragazzo di provincia che per rilanciare il fatiscente hotel di famiglia creò le condizioni per realizzare il memorabile raduno. Dopo la rinuncia della cittadina di Wallkill (dove ancora si mordono le mani), Elliot contatta gli organizzatori ed offre l'hotel come base per l'evento. Poi convince il suo vicino di casa, proprietario di una fattoria di 250 ettari che produce latte, ad ospitare il festival.

Regia: Dominic Sena con Kate Beckinsale, Gabriel Macht

Il miglior tarantino doc

Francia. Il colonnello nazista Hans Landa (uno strepitoso Christoph Waltz, capace di esprimere contemporaneamente ironia e ferocia) entra a passi lenti nell'abitazione di un contadino e delle sue figlie. Sotto le tavole del pavimento è nascosta una intera famiglia di ebrei. Il duello dialettico tra i due è finemente studiato e calibrato, drammaticamente esilarante. Leit motiv di tutta la pellicola, con un cast di attori che riesce alla perfezione ad incarnare lo stile di uno dei registi più innovativi di Hollywood.

bastardi senza gloria Regia: Quentin Tarantino con Brad Pitt, Eli Roth, Christoph Waltz Un consiglio: il film va visto assolutamente in lingua originale con i sottotitoli, altrimenti perde gran parte della sua bellezza. Forse il miglior lavoro di Tarantino, sicuramente il più ispirato. Primi anni dell'occupazione tedesca in

Il continente più freddo ed isolato della terra. Temperature fino a -50. Vento a cento miglia l'ora. Una lunga serie di inspiegabili delitti. Una poliziotta depressa che ha scelto di lavorare nella base dell'Antartide (dalla quale non vede però l'ora di andarsene) e che dovrà scoprire i misteri dei cadaveri trovati in un aereo russo sepolto nella neve. Un thriller sotto zero. Tutti qua gli elementi di un film un po' scontato, la cui unica emozione arriva dagli sterminati paesaggi di ghiaccio. A ben pensarci qualche sensazione affiora anche quando il medico taglia le due dita assiderate della mano alla protagonista.

Il mondo di Tornatore. La Bagheria dove è nato e vissuto per 28 anni, descritta con passione e dovizia di particolari. Un microcosmo attraverso il quale passa tutta la Storia. Una cittadina che cambia come cambiano i suoi abitanti. Dagli anni '10 fino ad oggi. Scene di vita rurale e contadina del primo '900 passando attraverso il fascismo, la guerra, l'arrivo degli americani, il referendum Monarchia e Repubblica, le lotte sindacali, la conquista delle terre, la mafia, la Democrazia Cristiana, il Partito Comunista, il '68, la ribellione. Su tutto, l'amore tra Ninetta e Peppino. Come sempre scrupoloso e attento ai dettagli, il regista ci regala un kolossal che racchiude tutta la sua maestria, con una fotografia ed una ambientazione scenografica da Oscar.

un noir con colpi di scena la doppia ora Regia: Giuseppe Capotondi con Ksenia Rappoport, Filippo Timi Felice esordio alla regia di un giovane cineasta con un passato di videoclip e spot pubblicitari. Un film di genere come ormai non se ne vedono da tempo in giro. Molto curato, ben scritto e diretto, un intreccio narrativo originale e pieno di colpi di scena. Coppa Volpi a Venezia per la protagonista Ksenia Rappoport che insieme al sempre bravo e credibile Filippo Timi danno vita ad una storia che sfuma verso l'horror, il noir ed il thriller. Lei è una cameriera che arriva da Lubiana. Lui, il custode di una lussuosa villa. Si incontrano ad uno speeddate ed è subito amore, fino a quando non rimangono coinvolti in una rapina.


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La prima

laura Pausini

Ha messo su diversi chili Laura Pausini: in concerto ad Hollywood la cantante italiana è apparsa decisamente appesantita. A farne le spese, però, solo l'aspetto fisico. La sua voce, sempre perfetta, le ha regalato un lungo applauso del pubblico americano. Ma cos'è che ha reso nervosa Laura nelle ultime settimane?

A chiederselo è il sito di gossip più cliccato d’Italia: Gossipnews. Secondo questo sito la vita professionale sembra andare alla grande, con la partenza di un nuovo tour e una nomination ai Latin Grammy. Su versante privato, però, qualche problema col fidanzato Paolo Carta pare esserci.

Il click

Cuori agitati

Kris&Kris: dal biondo al castano

Un terzo uomo nella vita di Alessandra Mastronardi

andrea Camilleri

le ricordavamo diversi anni fa ad Mtv, biondissime e quasi indistinguibili: oggi Kris Grove e Kris reichert, meglio note come Kris&Kris, lavorano ancora per l'emittente tv giovanile dando voce alla rubrica Crispy news. una novità nella loro vita, però, c'è. ed è piuttosto evidente: il biondo platino ha lasciato posto ad un castano scuro. Che dona ad entrambe. e allo Shocking Club di Milano, la coppia di vj americane (a dirla tutta, una è canadese) hanno fatto festa con tanti amici, tra cui Christine del rio, beppe Convertini e Pasquale laricchia.

Avril Lavigne chiede il divorzio da Whibley

avril lavigne

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Laura mette su qualche chilo. Ma la voce è al top

Camilleri si trasferisce a teatro col “Birraio”

Ha esitato un po', ma alla fine Andrea Camilleri ha accettato di ridurre, per il teatro, il suo romanzo 'Il birraio di Preston'. E dal 20 ottobre al 15 novembre, sul palco dello Strehler, il pubblico potra' verificare l'esito della traslazione, nello spettacolo con la regia di Giuseppe Dipasquale.''Ho resistito un po' - racconta Camilleri - Non capivo come fosse possibile trovare un contenitore spaziale che supportasse, senza tradirlo, il racconto''.

sabato 17 ottobre 2009

Non si capisce se lo stia facendo perché ha un nuovo amore o semplicemente perché la storia non funziona più, pur rimanendo stima e amicizia. Fatto sta che Avril Lavigne, dopo aver scritto sul suo blog della separazione, ha avviato le pratiche per il divorzio dal marito 41enne Deryck Whibley. E pen-

sare che i due erano amici da quando avevano diciassette anni! Questo, però, non ha impedito alla cantante di andarsene a Saint Tropez sola, soletta e prendersi una bella sbronza, di chiuderlo fuori dalla loro lussuosa villa, di infatuarsi, almeno stando agli ultimi rumors, di un altro ometto.

alessandra Mastronardi Ha rotto la lunga relazione con Vinicio Marchioni e ammesso, senza peli sulla lingua, di essere innamorata di un altro collega, Marco Foschi. Eppure sembra spuntare un terzo uomo della effervescente vita sentimentale di Alessandra Mastronardi. Il settimanale Chi l'ha pizzicata nella notte romana mano, nella mano con 'Mister X'. Passeggiata sotto la luna con tanto di scambi di abbracci per l'attrice e il ragazzo misterioso. Eva tentatrice...

aq17ottobre2009  

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