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Anno II - n.137 - Venerdì 16 luglio 2010

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Ora di punta DI

NuccIO FAVA

Peggio di così? n Paese e un sistema politco che si estenuano U con le umilianti discussioni di

questi mesi prima di giungere alla dimissioni di un sottosegretario, accusato di camorra, racchiudono una patologia grave. Una crisi profonda dello stesso spirito pubblico complessivo, non meno della politica e delle istituzioni. Una sottile ma ininterrotta linea di illegalità e di corruzione percorre ormai da anni tutto il sistema, e le convulsioni e gli stratagemmi di Berlusconi ne sono la manifestazione più evidente. Stando ai fatti più recenti, sarebbe fin troppo facile citare le dimissioni di Scajola e Brancher, la pesante chiamata in causa di Verdini e Dell’Utri per gli intrallazzi con il piduista Carboni, che il Cavaliere liquida come “pensionati sfigati”. ietro tutto questo si manifesta una devastante concezione del potere e della politica, strumenti di dominio personale e di gruppo, del tutto indifferenti all’interesse generale, anzi in radicale contrasto. Un quadro già sufficientemente desolante con una chicca ulteriore che ne accresce lo squallore: la protesta vittoriosa delle mucche leghiste, sostenute dal corporativismo più becero di un certo numero di produttori di latte del nord che – con la copertura della Lega e dello stesso intransigente Tremonti – scaricano le loro inadempienze nei confronti dell’Europa su tutti quanti noi. Se questa è la condizione complessiva si dovrebbe trarre la conseguenza che di peggio non ci può capitare. Temiamo invece che altro peggio continuerà a riguardarci.

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quotidiano EDIZIONE ESITIVA

Csm. Aperta la procedura di trasferimento di Alfonso Marra

I giudici si giudicano

La decisione segue di poche ore la presa di posizione dell’Associazione magistrati perché i togati coinvolti in inchieste si facciano da parte I giudici non esitano a giudicarsi. Prima l’Associazione magistrati aveva invitato i togati coinvolti nelle utlime inchieste a farsi da parte, poi il Csm ha avviato la procedura di trasferimento per incompatibilità ambientale nei confronti del presidente della Corte d’Appello di Milano Alfonso Marra (“Fofò” nelle intercttazioni), infine si è mosso il procuratore generale dela Cassazione per avviare indagini e procedimenti disciplinari. Una prova, insomma, di severità che contraddice il quadro che della categoria da spesso Berlusconi. PAG. 4

Bambino prodigio a Pisa

A 3 anni legge i giornali Un bambino di appena 3 anni legge il giornale, sfoglia Televideo col telecomando e 'consiglia' pure i programmi a familiari e amici. E cio' avendo imparato tutto da solo, semplicemente osservando gli adulti. Il bimbo, la cui storia e' stata riferita stamani dal Corriere Fiorentino, si chiama Ettore e abita nel pisano.''Dobbiamo perfino stare attenti a cosa diciamo perche' e' troppo vispo'', racconta Francesco, il padre, 44 anni, artista specializzato nella riproduzione di dipinti.

Piemonte Saranno ricontati i voti di Cota Accolto in parte uno dei ricorsi presentati per presunte irregolarità di alcune liste che hanno sostenuto Roberto Cota in Piemonte. La sentenza del Tar riguarda due liste presentate alle ultime elezioni regionali senza la raccolta delle firme, 'Consumatori' e 'Al centro con Scanderebech', i cui voti vanno ricontati e verificati. Soddisfatta l'ex presidente Mercedes Bresso, mentre Cota ha annunciato il ricorso al Consiglio di Stato. Nuova udienza del Tar fissata per il 7 ottobre.

Riforma finanziaria: Obama vince Il Congresso americano ha varato la maggiore riforma finanziaria dal 1929, offrendo a Obama un'altra importante vittoria dopo la riforma sanitaria: il Senato, con 60 voti a favore e 39 contrari, dà il via libera alla riforma di Wall Street, dopo l'ok che aveva ricevuto dalla Camera il 30 giugno scorso con 237 sì e 192 no. Le nuove norme metteranno fine ''agli affari loschi'' che hanno danneggiato il sistema finanziario americano, ''tuteleranno i consumatori'' e ''metteranno fine al tempo dei salvataggi pubblici: ai contribuenti non sarà più chiesto di scendere in campo per riparare gli errori di Wall Street'' afferma

Obama, sottolineando che gli Stati Uniti ''non possono permettersi una nuova crisi finanziaria'' e avevano ''bisogno di una riforma della finanza anche prima della crisi''. La riforma ''riduce i rischi per l'economia e assicura che le banche pagheranno per i futuri salvataggi”, osserva il segretario al Tesoro Timothy Geithner. ''Il messaggio del progetto è chiaro: saranno le banche e non i contribuenti a pagare'' aggiunge, mettendo in evidenza come le nuove norme ''ricompenseranno la prudenza e puniranno l'imprudenza. Le banche solide e ben gestite si adatteranno e prospereranno.


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VentiquattrOre

CATANIA

MILANO

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venerdì 16 luglio 2010

In Italia e nel Mondo

quotidiano

In ospedale per i punti Telefonate continue di sutura e va in coma denuncia per stalking Era andato in ospedale per togliere, in anestesia totale, i punti di sutura dopo un intervento ai denti ma è entrato in coma irreversibile. E' successo al nuovo ospedale Garibaldi di Nesima a Catania. Vittima un architetto di 42 anni. Aperte due inchieste: una dalla Procura per lesioni gravissime e una interna dell'azienda ospedaliera. Secondo la famiglia, non sarebbero state eseguite le prove ipoallergiche per l'anestesia. La moglie dell'architetto Giuseppe Marletta ha presentato un esposto. “Dopo la seconda operazione per l'asportazione dei punti - è la versione fornita dalla donna - mio marito ha ripreso i sensi, ma dopo qualche secondo è andato in arresto cardiaco per sette minuti ed è stato portato in rianimazione per essere intubato. E' stato posto in coma farmacologico, ma subito dopo è entrato in coma irreversibile".

COrTe d’APPeLLO

Non si è mai arreso alla fine del loro amore, e per oltre vent'anni ha continuato a telefonare alla sua ex, usando toni minacciosi e carichi di rabbia. L'uomo, un milanese di 43 anni, è stato denunciato per stalking. A far emergere il caso è stato il fratello della donna, che, preoccupato per le chiamate che arrivavano a ogni ora, si è rivolto alle forze dell'ordine. I due si erano conosciuti a Padova nel 1986, ma l'amore era finito quattro anni dopo. Le indagini hanno permesso di scoprire che le telefonate erano riconducibili all'ex fidanzato lasciato dalla ragazza nel 1990, sembra a causa di problemi personali dell'uomo. La loro relazione era iniziata quattro anni prima. I due si erano conosciuti alle giostre: lei sedicenne, lui militare in servizio di leva in una caserma a Padova. Finito l’amore per la donna sarebbe iniziato il calvario.

A Fazio non piace la cravatta

“Calvi, non si è suicidato ma è stato ucciso” La Corte d'assise d'appello di Roma ritiene che ''Roberto Calvi non si sia suicidato'' dunque ''è stato ucciso''. Si legge nelle motivazioni della sentenza con la quale, il 7 maggio scorso, sono state confermate le assoluzioni di Flavio Carboni, Pippo Calò ed Ernesto Diotallevi per l'omicidio del banchiere , trovato impiccato il 18 giugno 1982 sotto il ponte londinese dei 'Frati Neri'. Ci sono molti moventi e interessi per la morte di Roberto Calvi. “Troppi sono i moventi alternativi ipotizzabili - si legge nella sentenza - e troppi i soggetti e le organizzazioni che avrebbero avuto interesse all'eliminazione di Calvi”.

Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, si è scagliato contro l'uso della cravatta poiché sarebbe "una grande fonte di infezioni". Fazio ha anche spiegato che "la cravatta è sempre la stessa, la si può cambiare ogni giorno ma alla fine non la si lava mai”.

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quotidiano

Direttore responsabile: Ennio Simeone Redazione: tel: 06-86293192 Indirizzo e-mail: redazione@altroquotidiano.it Editrice: GEcEM (Gestione Cooperativa Editoria Multimediale) - Presidente:Stefano clerici Sede legale: Via Aldo Sandulli 45, Roma Registrazione del Tribunale Roma n..343/08 del 18 settembre 2008 - Registrato al ROC Partita Iva 09937731009

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Bettencourt, tre persone fermate per riciclaggio La polizia ha fermato quattro persone vicine alla donna più ricca di Francia, nell'ambito di un indagine su evasione fiscale e riciclaggio di denaro, secondo quanto riferito da una pordella procura. tavoce Francois-Marie Banier, uno stretto amico di Liliane Bettencourt, azionista numero 1 dell'Oreal, Patrice de Maistre, il suo amministratore, Fabrice Goguel, il suo avvocato fiscale e Carlos Vejerano, amministratore di una proprietà alle Seychelles, sono stati convocati nella sede della divisione di polizia sui crimini finanziari per un interrogatorio, ha detto la portavoce. La vicenda in queste settimane ha posto in imbarazzo il governo di Nicolas Sarkozy, dopo che l'ex contabile della Bettencourt aveva parlato di presunti stanziamenti di fondi illegali da parte della miliardaria e del suo ultimo marito a politici dell'ala conservatrice. Banier, un fotografo, è già sotto processo, con l'accusa di aver approfittato della fragilità dell'87enne Bettencourt per ottenere doni per più di un miliardo di dollari. In delle registrazioni i suoi consiglieri che parlano di alcuni conti in banca svizzeri e di un isola alle Seychelles.

L’OnOmasticO

Beata Vergine del carmelo Il primo profeta d'Israele, elia (IX sec. a.C.), dimorando sul Monte Carmelo, ebbe la visione della venuta della Vergine, che si alzava come una piccola nube dalla terra verso il monte, portando la pioggia e salvando Israele dalla siccità.

accadde Oggi 1914-Olocausto Il 16 luglio 1914 l'intera popolazione greca di Sinope e della regione costiera di Kastanome è stata esiliata. esilio e sterminio coincideranno, perché coloro che scamperanno all'uccisione moriranno di fame e malattie.


VentiquattrOre

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In Italia e nel Mondo

MuMBAI

Gas velenoso al porto, 3 morti

Tre persone sono morte e una sessantina sono state intossicate a causa di una fuoriuscita di un gas velenoso nel porto di Mumbai. Lo riferiscono i media indiani. L'incidente è successo nell'area di Haji Badar. Una quantità non precisata di gas cloro è uscita vicino a una scuola. Tra gli intossicati ci sono diversi studenti e vigili del fuoco intervenuti sul posto. Le autorità hanno sgomberato l'intera area. Tra la sessantina di persone ricoverate all'ospedale per intossicazione chimica, ci sono 14 studenti del Lal Bahadur Shastri College, secondo quanto riportano i media.

FrANCIA

STATI uNITI

dentisti tunisini contro Gallas

Marea nera stop al test Bp

Come se la figuraccia della sua nazionale ai Mondiali di calcio non bastasse, ora il difensore francese William Gallas dovrà vedersela con un'agguerrita schiera di dentisti tunisini. I fatti risalgono a maggio, quando il calciatore, in ritiro con la nazionale nel Paese sudafricano, ha preferito far arrivare il suo dentista dalla Francia piuttosto che farsi visitare da un tunisino. "Ci ha umiliati" ha detto il presidente dell'Unione dentisti. I dentisti non hanno alcuna intenzione di fermarsi alla polemica. "Lo quereleremo per danni alla chirurgia dentale in Tunisia", ha annunciato il rappresentante dell'Unione, Adel Ben Smida.

Dopo un rinvio di 24 ore Bp aveva cominciato, con il beneplacito del governo Usa, il test sulla nuova struttura di contenimento installata lunedì e che potrebbe fermare la perdita del pozzo Macondo nel Golfo del Messico. Ma una fuga di petrolio da un condotto ha costretto l'azienda a rinviare il cruciale test sul nuovo tappo. I risultati dovranno essere controllati ogni 6 ore. L'esperimento durerà 48 ore. La Bp ha chiuso i tubi che aspirano il greggio sulle navi di appoggio (Q4000 e Helix) in modo che l'intera forza del getto di petrolio finisca nel nuovo tappo.

ALCAMO: ArreSTATA

VOTO dI FIduCIA

uccise pedone in Passa al Senato gara clandestina la manovra E' stata arrestata per aver travolto e ucciso un pedone durante una gara di velocità tra automobili. Si tratta di una donna di 24 anni, catturata dai carabinieri di Alcamo, in provincia di Trapani. L'episodio risale all'11 giugno, quando Vito D'Alcamo, 45 anni, era finito sotto le ruote dell'auto guidata dalla giovane mentre attraversava la strada. Lei fuggì senza soccorrere l'uomo. D'Alcamo stava attraversando la strada provinciale 55 quando un'auto, guidata a folle velocità, lo ha travolto. La giovane al volante, Antonella Rizzo, è stata identificata grazie ai filmati delle telecamere di sorveglianza di alcuni edifici privati della zona. I video hanno permesso di rintracciare anche altri partecipanti alla gara. La Rizzo ora dovrà rispondere delle accuse di omicidio colposo, omissione di soccorso e favoreggiamento, ma le sono stati concessi gli arresti domiciliari. Assieme alla ragazza sono stati denunciati a piede libero altri quattro giovani, anche loro coinvolti nella gara automobilistica, e il carrozziere che riparò la vettura dell'indagata. Nell'incidente rimase ferito anche il passeggero che viaggiava sull'auto della Rizzo.

Palazzo Madama ha approvato la manovra. Sono stati 170 i sì contro 136 no. Ora il provvedimento passa ora alla Camera. Quasi in contemporanea il gesto di distensione delle regioni: "Non rimettiamo le deleghe".

SOrPreSe TeCNOLOGIChe

L’antenna non va, problemi per l’iPhone4

A

pple convoca a sorpresa una conferenza stampa nel quartier generale di Cupertino, prevista per stasera alle 19 ora italiana. Non si sono dettagli ma è probabile che Jobs e i suoi parleranno ai giornalisti dei problemi di ricezione del nuovo iPhone 4, su cui incombe anche lo spettro di una class action. Nei giorni scorsi

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l'ultimo melafonino ha incassato la bocciatura da parte di Consumer Reports, la bibbia dei consumatori Usa, proprio per i problemi legati all'antenna. Sul dispositivo è anche circolata l'ipotesi di un richiamo che costerebbe all'azienda 1,5 miliardi di dollari e che in Borsa ha inciso sull'andamento del titolo della

società. I problemi con il funzionamento dell'antenna di iPhone 4 si sono manifestati subito dopo il lancio sul mercato il 24 giugno scorso: segnale scarso o irricevibile e caduta della linea durante le conversazioni sono stati i guai più diffusi. Le proteste degli acquirenti hanno preso subito la via del web.

Pugno duro del Vaticano contro i preti pedofili Per combattere con maggiore efficiacia la pedofilia, il Vaticano vara norme più severe. La prescrizione per questi reati passa da dieci a vent'anni, gli abusi sessuali su handicappati psichici vengono equiparati a quelli sui minori e si introduce nel codice il "delitto di pedopornografia". Sono queste alcune delle modifiche al documento "Delicta graviora" che era stato elaborato dalla Santa Sede nel 2001. Previste procedure più rapide per i casi gravi. Le nuove norme sugli abusi sessuali pubblicate dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, spiega il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, "prevedono in particolare procedure più rapide per affrontare con efficacia le situazioni più urgenti e gravi, permettono l'inserimento di laici nel personale dei tribunali ed equiparano l'abuso su persone con limitato uso di ragione a quello sui minori". Inoltre, precisa il portavoce vaticano, "trattandosi di norme interne, di competenza cioé della Chiesa, non trattano l'argomento della denuncia alle autorità civili".


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il FattO

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Il giudice finito nelle intercettazioni

Perché il Csm trasferirà “Fofò” Marra Nelle carte della cosiddetta inchiesta sulla P3 sono finiti molti magistrati. Chi va in pensione, chi viene trasferito, molte teste cadono DI

SIlVIA BArOccI (AnSA)

All'indomani delle dimissioni sollecitate dall'Associazione nazionale magistrati nei confronti delle 'toghe' coinvolte nell'inchiesta sull'eolico e sulla cosiddetta Loggia P3, scendono in campo anche Csm e procura generale della Cassazione. La Prima Commissione di palazzo dei Marescialli ha avviato la procedura per il trasferimento di ufficio per incompatibilità ambientale di Alfono Marra, il presidente della Corte di Appello di Milano che - stando a quanto riportato agli atti dell'ordinanza che ha aperto le porte del carcere al faccendiere Flavio Carboni, all'ex giudice tributario Pasquale Lombardi e all'ex assessore al comune di Napoli Arcangelo Martino - avrebbe ottenuto l'ambita carica dopo un'intensa attività di pressione esercitata dal 'gruppo' sul Csm e che sarebbe stato a sua volta oggetto di sollecitazioni per far riammettere la lista Formigoni esclusa dalle elezioni regionali. La procura generale di Cassazione, titolare dell'azione disciplinare

assieme al ministro della Giustizia, ha invece avviato un'indagine disciplinare non solo su Marra ma anche sugli altri magistrati fuori ruolo rispetto ai quali il Csm non ha poteri di intervento. Si tratta di Arcibaldo Miller, capo dell'ispettorato del dicastero di Via Arenula dai tempi in cui ministro della Giustizia era il leghista Roberto Castelli. Miller, la cui posizione è al vaglio degli inquirenti della Capitale assieme a quella del sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo e dell' avvocato generale della Cassazione Antonio Martone, non solo partecipò al pranzo in casa del coordinatore del Pdl Doris Verdini al quale erano presenti, tra gli altri, il Carboni e il senatore Marcello Dell'Utri, ma si sarebbe anche interessato a una ispezione (comunque mai attivata) negli uffici giudiziari di Milano sollecitata dal presidente della Regione Lombardia Formigoni. Gli altri magistrati citati nell'ordinanza di custodia cautelare sono invece destinati ad usci-

Il giudice Alfonso Marra, detto Fofò nelle intercettazioni che sono state effettuate dagli inquirenti re dall'inchiesta disciplinare del pg della Suprema Corte: l'ex presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone, al quale Lombardi si sarebbe rivolto per la trattazione della causa riguardante il sottosegretario dimissionario Nicola Cosentino, ha infatti lasciato la poltrona di primo magistrato d'Italia due giorni fa per raggiunti limiti di età; Antonio Martone, tra i magistrati presenti al pranzo a casa Verdini dove si ipotizza che si sia parlato di come influire sui giudici della Corte Costituzionale chiamati a decidere sulla legittimità del 'Lodo Alfano', ha presentato domanda per andare in pensione la scorsa settimana. ''Sono contento che il Csm abbia aperto la procedura così si chiarirà la mia posizione'', è stato il commento a caldo di Alfonso Marra, che si è dichiarato ''tranquillo'' perché estraneo alla vicenda. L'alto magistrato sarà ascoltato nei prossimi giorni a Palazzo dei Marescialli, dopo che la presidente della prima commissione, Fiorella Pilato, avrà messo nero su bianco le contestazioni a suo carico. Gli unici contrari all'apertura della pratica su Marra sono stati i consiglieri laici del Pdl: Gianfranco Anedda ha votato contro in

commissione, mentre Michele Saponara ha liquidato l'istruttoria come ''frutto del rancore maturato dopo la sconfitta'' di Renato Rordof alla presidenza della Corte di Appello di Milano. Eventuali richieste di trasferimento di Marra o azioni disciplinari esercitate dalla procura generale della Cassazione nei confronti delle 'toghe' coinvolte nell'inchiesta (e tra esse è da appurare se vi sia anche il presidente della Corte di Appello di Salerno Umberto Marconi) saranno comunque valutate dopo l'estate e non dall'attuale Csm, che scadrà il prossimo 31 luglio. Sulla questione morale che sta scuotendo la magistratura è tornato il vicepresidente di Palazzo dei Marescialli, Nicola Mancino, che ha voluto precisare di non aver autorizzato il dibattito in plenum su un tema di così ''grande rilievo'' senza che ne fosse a conoscenza il Capo dello Stato, e ha definito ''fuorvianti'' altre interpretazioni date al suo diniego. Mancino nei giorni scorsi ha smentito di aver fatto o subito pressioni sulla nomina di Marra, come emergerebbe da alcune intercettazioni agli atti dell'inchiesta della procura di Roma.


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argOmenti

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Pomigliano: quel micidiale punto 5

Un concentrato di illegalità L'accordo di Pomigliano è un concentrato di illegalità ed un vero e proprio attentato alla salute psico-fisica dei lavoratori tutelata dalla Costituzione, dal Codice Civile, dalla legge 626 sulla sicurezza, dall'OIL. Non si possono trasformare esseri umani in macchinario vivente sottoposti ad un regime lavorativo regolato dal sistema WMC ed Ergo Uas. Dice testualmente l'accordo al punto 5 (Organizzazione del lavoro): «Per riportare il sistema produttivo dello stabilimento Giambattista Vico alle migliori condizioni degli standard internazionali di competitività, si opererà, da un lato, sulle tecnologie e sul prodotto e, dall'altro lato, sul miglioramento dei livelli di prestazione lavorativa con le modalità previste dal sistema WCM e dal sistema ErgoUAS. Le soluzioni ergonomiche migliorative, derivanti dall'applicazione del sistema Ergo-UAS, permettono, sulle linee a trazione meccanizzata con scocche in movimento continuo, un regime di tre pause di 10 minuti ciascuna, fruite in modo collettivo, nell'arco del turno di lavoro, che sostituiscono le attuali due pause di 20 minuti ciascuna. Sui tratti di linea meccanizzata denominata “passopasso”, in cui l'avanzamento è determinato dai lavoratori mediante il cosiddetto “pulsante di consenso”, le soluzioni ergonomiche migliorative permettono un regime di tre pause di 10 minuti ciascuna, fruite in modo collettivo o individuale a scorrimento sulla base delle condizioni tecnico-organizzative, che sostituiscono le attuali due pause di 20 minuti ciascuna. Per tutti i restanti lavoratori diretti e collegati al ciclo produttivo le soluzioni ergonomiche migliorative permetto-

no la conferma della pausa di 20 minuti, da fruire anche in due pause di 10 minuti ciascuna in modo collettivo o individuale a scorrimento. Con l'avvio del nuovo regime di pause, i 10 minuti di incremento della prestazione lavorativa nell'arco del turno, per gli addetti alle linee a trazione meccanizzata con scocche in movimento continuo e per gli addetti alle linee 'passopasso' a trazione meccanizzata con 'pulsante di consenso', saranno monetizzati in una voce retributiva specifica denominata 'indennità di prestazione collegata alla presenza'. L'importo forfetario, da corrispondere solo per le ore di effettiva prestazione lavorativa, con esclusione tra l'altro delle ore di inattività, della mezz'ora di mensa e delle assenze la cui copertura retributiva è per legge e/o contratto parificata alla prestazione lavorativa, per tutti gli aventi diritto, in misura di 0,1813 euro lordi ora. Tale importo è onnicomprensivo ed è escluso dal TFR, dal momento che, in sede di quantificazione, si è tenuto conto di ogni incidenza sugli istituti legali e/o contrattuali e pertanto il suddetto importo forfetario orario è comprensivo di tutti gli istituti legali e/o contrattuali». La prestazione lavorativa pretesa dalla Fiat è incompatibile con la tutela della integrità psico-fisica dei lavoratori. Non si possono obbligare persone a lavorare per un intero turno a digiuno ed a ridurre le pause soltanto a due di dieci minuti ciascuna. Bisogna poi vedere la qualità della prestazione che si pretende e che potrebbe causare seri disturbi alla struttura scheletrica, muscolare e nervosa del lavoratore. Non si tratta di picchi di prestazione

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La migLiOre deL giOrnO

Vauro sul “Manifesto” pretesi una tantum quanto di un regime che deve essere sostenuto per tutti i giorni dell'anno senza alcuna variazione. Credo che l'applicazione del sistema WMC e del sistema Erga Uas pretesi dalla Fiat debbano essere impugnati davanti al Magistrato italiano e davanti agli organismi preposti alla sicurezza del lavoro in Italia e nel mondo. L'organizzazione del lavoro proposta dalla Fiat va impugnata perchè causerà conseguenze sulla salute dei lavoratori. I sistemi proposti debbono essere banditi dagli stabilimenti perchè fortemente usuranti e possibile causa anche di seri disturbi psichici e fisici. Credo che si dovrebbe produrre subito un testo di impugnativa dell'accordo di Pomigliano davanti al Giudice per prevenire i danni che potrebbero derivarne dal momento che il lavoratore è costretto alla prestazione perchè non ha alternative e dal momento che l'incauta firma delle organizzazioni sindacali e la negazione delle ragioni addotte dalla Fiom lo hanno privato di una possibilità di difesa e di mediazione Pietro Ancona ex sindacalista Cgil

Nelle scuole per dare ascolto al malcontento Nella scuola si manifestano dissensi e malcontenti che questo governo non ha voluto ascoltare. Lo facciamo noi. Perciò domani (ndr: oggi) faremo un tour in alcune scuole di Milano per ascoltare quel malcontento. La scuola è il nostro futuro, la nostra risorsa più importante, ma questa maggioranza finge di non capirlo. I tagli indiscriminati di questa manovra verso tutti i settori più determinanti per la nostra crescita sociale sono inaccettabili. Penalizzare la scuola attraverso il blocco degli investimenti in edilizia scolastica, tagli dei docenti e riduzione degli automatismi stipendiali, vuol dire metterla in ginocchio definitivamente. Questo è l'ennesimo abbaglio di un governo cieco e sordo verso le reali urgenze del Paese. emanuela Baio e Marilena Adamo, senatrici del Pd Marco Cormio e Andrea Fanzago consiglieri comunali Pd Milano


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PrOtagOnisti

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Francesco Di Stefano l’uomo della “Tv che non esiste” (ma esisterà)

Si chiama T2 l’arma segreta di “Europa 7” E’ il decoder ad alta definizione che nei progetti del manager dovrà rendere vincenti i canali della tv per anni sono stati boicottata di cArMINE cASTOrO Su un gigantesco plasma di fronte a noi scorrono le immagini di alcune automobiline, metà macchina metà pupazzo, che fanno una gara allo spasmo sui rettilinei e i tornanti di un tracciato. Un cartone animato molto “speed” dove sembra che tra un po’ la polvere alzata dai simpatici e super-cromati bolidi viventi catturi anche te, sembra quasi che ti debba scostare per evitarli. I colori sono definiti al massimo, i dettagli sono iperrealistici, si distinguono perfettamente le carenature delle vetture, il movimento degli occhi sul cofano anteriore, i segnali stradali, le luci di sfondo in un ìmeraviglioso skyline che sa di allegra, rilassante fantasmagoria. «Ecco la qualità del nostro T2 in HD, che altre televisioni si sognano davvero con tutte le opacità e le sgranature che impongono allo spettatore, anche nel digitale normale», sottolinea a fianco a me Francesco di Stefano, presidente di Europa 7, cravatta allentata e maniche rimboccate dopo una dura giornata di lavoro per lanciare, ormai definitivamente, sistemi operativi e agenda di programmi della sua tv che, dopo l’assegnazione il 1 luglio 2009 del canale E8 Vhf

per trasmettere su tutto il territorio nazionale, e le frequenze integrative del febbraio di quest’anno, è pronta davvero al grande salto nel gotha dei massmedia nazionali. Un successo raggiunto dopo aspri conflitti istituzionali e giudiziari, dopo autentiche vergogne di Stato come il “decreto salva Rete 4” che ha prolungato la gestazione e il battesimo di un progetto legittimo e affascinante come Europa 7, e congelato lo status quo in un Paese come il nostro che vive di fosche consorterie e diritti e pluralismo calpestati. Il taglio del nastro ora c’è stato. Si apre finalmente una nuova ampia porta di libertà. Presidente, direi che sarebbe utile fare subito un punto di sintesi delle delicate matasse giudiziarie dalle quali lei ed europa 7 state uscendo vincitori proprio in queste settimane. Dopo la sentenza della Corte di Giustizia europea il Consiglio di Stato pur avendoci dato ragione su 55 pagine ci dice: accontentatevi di questo perché sapete come le cose vanno in Italia, senza riconoscerci nemmeno i danni di tanti anni di battaglie.

Abbiamo fatto ricorso al Tar ma già sapendo che qui in Italia giustizia vera non l’avremmo avuta mai, quindi ci siamo messi a girare il mondo per vedere di trovare delle tecnologie che potessimo sfruttare sull’unica frequenza che ci era stata data, e mentre ci innamoravamo del T2, è arrivato il momento della discussione davanti al Tar. A quel punto ci ha chiamato il ministero che ci convocava per cercare un accordo: sono stati 4 mesi di scontri, una situazione difficilissima e nuova, se vogliamo, perché mai avevamo ricevuto una telefonata ufficiale per sederci a un tavolo di trattative. Grazie anche all’amicizia con il viceministro Paolo Romani, abbiamo ottenuto altri due canali che, unitamente a quello già in nostro possesso, ci permetteranno su digitale, quando tutto sarà digitalizzato, di avere una rete come gli altri. Nel frattempo siamo andati avanti con lo sviluppo del T2 che riteniamo uno strumento tecnologico davvero superiore, il futuro, e così siamo arrivati alla partenza di adesso, a luglio, con almeno 20 ripetitori accesi. Specifichiamo meglio la rivoluzionaria duttilità del vostro sistema. Permette di avere molta più banda e di avere a quel punto sette, otto, dieci canali in alta definizione, con qualità superiore al Blu-Ray. In questa maniera

abbiamo la possibilità di coprire il territorio italiano con una quantità enormemente inferiore di ripetitori la cui tipologia attuale – cosa che andiamo dicendo da tempo – crea già notevoli problemi di sincronizzazione del segnale a milioni di cittadini. È la prima volta al mondo che si passa da una tecnologia a un’altra, dall’analogico che si vedeva bene al digitale terrestre, perdendo qualità. Sul digitale terrestre ora come ora i decoder sono robaccia assoluta che invece di risolvere i problemi agli utenti glieli creano. Bassa qualità, difficoltà di ricezione, ma anche difficoltà di gestione, perché col famoso analogico lo spettatore si sistemava i canali come voleva sulla tastiera del telecomando, oggi invece tutto è pilotato dal decoder stesso. Il nostro T2 per il quale abbiamo creato uno specifico decoder non solo fa vedere tutte le produzioni della nostra piattaforma, ma riceve anche il digitale terrestre tout court con una qualità superiore, senza ‘buchi’ e senza squadrettamenti, con in più la possibilità di scegliere il canale come con l’analogico. In questa maniera i problemi sono risolti e si possono ricevere i nostri canali come il Fly che è free e contiene informazione, concerti, attualità, satira, interviste; gli altri sono a pagamento ma pacchetti a costi molto contenuti, che partono da 6 euro e 99 per finire a quello completo, compreso


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PrOtagOnisti

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venerdì 16 luglio 2010

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Francesco Di Stefano davanti alla sede di “Europa7” e (nella foto dell’altra pagina) durante l’intervista. Sopra: i logo dei 10 canali che l’ emittente sta predisponendo A sinistra: il grande studio rilevato da TvrVoxon

l’’adult’, a 19 e 99. Quindi un’offerta di grandissimo livello low cost, che unisce anche film prestigiosissimi in pay per view, per poi arrivare nel giro di un anno – e su questo fronte stiamo prendendo contatti di grande importanza strategica con le major più importanti a livello internazionale – a vedere in contemporanea con la prima visione del cinema i film appena sfornati dal mercato, ma a casa propria. dunque, un prodotto sofisticato, studiato per tutte le più sensibili esigenze dello spettatore di oggi. Il nostro è un decoder completo che permette di vedere il nostro palinsesto ma anche il digitale terrestre normale, più eventi speciali trasmessi in HD, come è avvenuto per esempio nel caso delle recenti partite dei Mondiali di calcio sulla Rai. Questo decoder permette anche di vedere in 3d programmi che non sono stati concepiti per le tre dimensioni; inoltre, la qualità dell’HD non te la fa vedere solo su televisori specificamente attrezzati per questo tipo di trasmissione, ma anche su quelli di trent’anni fa, per cui un utente che non ha possibilità di spendere, pure con un apparecchio leggermente datato, può vedere come con uno dotatissimo e all’avanguardia, diciamo così. Facciamo un piccolo passo indietro. Che idea si è fatta

dopo tutte queste brucianti esperienze del nodo politica-televisioni in Italia oggi? Al di là del fatto che ci siamo scontrati con colossi delle telecomunicazioni, registriamo continuamente un atteggiamento di ostilità e di ostracismo da parte dei mezzi di informazione che non scrivono dei nostri traguardi, partecipano alle nostre conferenze stampa e poi se ne lavano le mani, senza sprecare che poche righe, nella migliore delle ipotesi, sulle nostre battaglie civili e sui nostri obiettivi professionali. In più, sul piano squisitamente politico-istituzionale, destra e sinistra si sono ritrovate sulla stessa linea: quando c’era la sinistra al governo si preoccupava che non nuocessimo troppo agli interessi di Berlusconi, l’attuale premier, ovviamente, si preoccupa di far sì che nessuno nuoccia ai suoi di interessi, contro i nostri diritti. Abbiamo una situazione allucinante intorno, il Paese ha vissuto cose incredibili negli ultimi dieci anni, e quando ci dicono che dobbiamo avvicinarci ai parametri europei in tanti settori delicati della pubblica amministrazione, si dimenticano di dire alla gente che noi abbiamo ancora una sentenza della Corte europea di Giustizia praticamente inapplicata. Sulla nostra pelle abbiamo subìto lo sfacelo, la sconcezza della politica, gruppi, lobby potenti che depredano milioni di cittadini ogni giorno.

diciamo che siete in credito di verità, prima ancora che di giustizia. e come voi, tanti cittadini poco o nulla informati. Non ci ha ascoltato nessuno e non ci ha ricevuto nessuno, ed è per questo che noi crediamo e crederemo sempre di più in un modello alternativo di informazione come cuore di un nuovo sistema televisivo che vogliamo ben rappresentare e nel quale vogliamo adeguatamente inserirci. Per questo sin da subito diciamo che nel pacchetto base di Europa 7 l’informazione è free, perché non deve essere pagata, ma deve essere una disponibilità continua nelle mani degli spettatori. Adesso partiremo con delle inchieste che non si sono mai viste, realizzate da giornalisti stranieri in Italia e che per questo hanno osservato, registrato, descritto i nostri problemi sociali, le questioni che ci interessano da vicino con un occhio molto più smagato e diretto. L’assetto di lancio prevede 7 canali di cui 5 in HD e un piccolo ombrello di canali ‘adult’ e pay per view non in HD. Ma nel tempo, via via che si allargherà la base dei fruitori del nostro decoder, Europa 7 diventerà sempre più una rete generalista che avrà nell’informazione

libera e di inchiesta il suo vero core-business. Come vede il panorama massmediatico oggi, televisivo in primo luogo? Io vedo una grande crisi della televisione generalista in questo momento, acuita dalla bassa qualità del digitale terrestre che fa sì che la gente se ne allontani, perché la bassa qualità va a detrimento dell’arte, delle luci, della fotografia di quel tale programma, e la gente a lungo andare se ne disamorerà. Vedo molto bene la pay-tv che in Italia è ancora in maniera dominante Sky, ma il nostro progetto prevede sin dallo start-up una qualità tecnologica nettamente superiore anche a Sky il cui successo tenderà a sparire sempre più, via via che anche Rai e Mediaset si accosteranno nei prossimi anni a tecnologie più raffinate come la nostra. Finora non ci hanno permesso di fare la televisione come loro, ci hanno dato una sola bicicletta per correre, se così possiamo dire. Adesso con questa tecnologia avveniristica è come se avessimo una vera Ferrari e tutto cambierà. Per ulteriori informazioni consultare il sito www.europa7.it


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preVidenZa con la manovra

Inutile anticipare il pensionamento Mio marito ha compiuto 59 anni lo scorso 16 febbraio ed ha più di 38 anni di contributi INPS. Sarebbe potuto andare in pensione già da gennaio. Con le nuove disposizioni del decreto-legge, non è meglio anticipare il pensionamento entro il 2010 e non attendere gli anni 2011 e successivi? e. SANTINI - eMPOLI Suo marito non deve nutrire preoccupazioni. Poiché la sua finestra si è già aperta, non soggiace alle nuove disposizioni e non è necessario anticipare il pensionamento.

risponde il dottor ANTONINO NIcOlO’ Potete inviargli i vostri quesiti direttamente all’indirizzo e-mail: toniconc@libero.it oppure potete telefonargli al numero 388 0554031 ogni giovedì dalle 15 alle 18

tfr

Come si calcola la liquidazione per gli statali Sono un impiegato ministeriale ed ho compiuti 62 anni a marzo. Potrei andare in pensione già nel corrente anno, avendo raggiunto, col riscatto laurea, una contribuzione di 40 anni. In che misura potrebbe essermi corrisposta la liquidazione? V. ruSSO - FOGGIA La liquidazione viene calcolata, per gli statali, sulla base dell’80% dello stipendio degli ultimi 12 mesi, diviso 12 e moltiplicato per ogni anno utile. Per i dipendenti degli enti locali, invece, l’importo degli ultimi 12 mesi va diviso per 15 e poi moltiplicato per gli anni di servizio.

Vecchie regole

Ecco i lavoratori “fortunati” da quanto pubblicano i giornali, sulle conseguenze previdenziali del decreto legge anticrisi del 31 maggio, sembrerebbe che nessun lavoratore si salvi dalla tagliola annunciata. e’ così o ancora esiste qualcuno che si possa definire “fortunato”? O. BATTISTINI - CeSeNA Sì, a ben riflettere ci sono dei lavoratori che conservano il diritto alla pensione secondo le “vecchie” normative, cioè quelle anteriori al decreto. Ecco quali: 1) coloro che maturano i requisiti entro il 2010; 2) il personale della scuola; 3) i lavoratori in preavviso alla data del 30-62010; 4) coloro che, come i piloti o gli autisti dei mezzi pubblici, non hanno più titolo, al compimento dell’età, a svolgere il loro lavoro; 5) 10.000 lavoratori in mobilità in base a precedenti accordi sindacali.

mobilità

donne

Guadagna anni con i versamenti

Con le nuove regole in pensione più tardi

Mio marito è nato il 29/01/1951. e’ stato in mobilità dal 10/02/2008 al 10/04/2009. Però aveva ottenuto l'autorizzazione alla prosecuzione volontaria il 10 maggio 2007. Il 25 settembre 2010 compirà 35 anni di contribuzione. Quando potrà andare in pensione? e' vero che l'autorizzazione ai versamenti volontari gli farà anticipare la " finestra di uscita"? M. rIZZO - CrOTONe L'autorizzazione alla prosecuzione volontaria rilasciata prima del 20 luglio 2007 consente di conservare i vecchi requisiti della pensione di anzianità: 35 anni di contributi più 57 di età. Nessuna agevolazione è prevista, invece, per quanto riguarda la finestra, che nel caso specifico si aprirà il 1° luglio 2011.

Sono una dipendente del Ministero delle entrate con 27 anni di servizio, raggiunti lo scorso 1° aprile. ho ascoltato alla televisione la dichiarazione del Governo sull’innalzamento dell’età per le donne del pubblico impiego. e’ una decisione che non condivido. Per me, nata il 30 agosto 1952, quali prospettive pensionistiche si pongono? V. MAZZA - rIMINI Prima del decreto legge di maggio scorso, lei avrebbe maturato il diritto a pensione ad agosto 2015. Ora, invece, con le nuove norme, dovrà attendere agosto 2017, quando compirà 65 anni. Poi, dovrà aspettare ancora la finestra mobile, che si aprirà dopo un anno, a settembre 2018.

venerdì 16 luglio 2010

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Avvertiamo i lettori che alcuni quesiti e relativi pareri vengono ripetuti perché riguardano argomenti che hanno già ottenuto risposta

per la pensione

Calcolare la propria “quota 95” Sono un lavoratore dipendente, nato nell'agosto del 1953 e lavoro con regolare versamento dei contributi ininterrottamente dal 1° dicembre del 1970. da quale data posso richiedere la pensione? QuINTIerI - COSeNZA Deve arrivare ai 40 anni di contributi. Ciò perchè da luglio 2009 sono entrate in vigore le cosiddette “quote”. Ciò significa che, in alternativa, tra contributi ed età sarebbe necessario, per il 2010, arrivare a quota 95, con un'età minima di 59 anni (requisito che lei, oggi, non possiede).

manovra

Cambiano le finestre d’uscita ho sentito in televisione che a coloro che matureranno il diritto alla pensione di vecchiaia a partire nel 2011, non sono garantite più le 4 finestre annuali di uscita. e’ vero? L. FerrArA - rOMA Sì, il decreto n° 78/2010, in vigore dal 31 maggio, prevede che dal 2011 la pensione di vecchiaia sarà liquidata dopo 12 mesi dalla maturazione del diritto. Ne sono interessati tutti i lavoratori dipendenti. Maggiori attese sono richieste ai lavoratori autonomi: 18 mesi. Il personale della scuola, invece, continuerà ad andare in pensione dal 1° settembre dell’anno in cui matura i requisiti.


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Culture & tenDenze

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venerdì 16 luglio 2010

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Interessante mostra alla Triennale di Milano

La moda dettata da Napoleone DI

MONIcA SIMEONE

Alla Triennale di Milano è allestita la mostra”Napoleone e l’impero della moda”, che si concluderà il 12 settembre. Si tratta di una esposizione di 51 abiti e stampe dell’epoca che raccontano le trasformazioni sociali di quel periodo. Napoleone Bonaparte fu tra i primi regnanti a capire l’importanza della moda e ad utilizzarla come strumento per influenzare il gusto e le idee della società. A partire dalla seconda metà del XVIII secolo è tutto un un fiorire di riviste di moda e pure nei principali periodici, salvo rare eccezioni, c’è una parte notevole dedicata alla moda e al costume, valorizzandone così l’importanza sociale. I creatori di moda francesi sono i primi in Europa a costituirsi in associazione, dei “marchands et marchandes de modes”. Tutta la moda dell’Antico Regime era stata caratterizzata da una incompatibilità tra apparenza e comodità, poiché la comodità di abbigliamento si accostava troppo al concetto di fatica e lavoro, ed il prezzo era l’infinta scomodità degli abiti, steccati e imbottiti. La grande trasformazione degli ultimi decenni del secolo consistette nella cancellazione di questa separazione, con il risultato di rendere gli abiti più comodi: è la rivoluzione borghese che con la nuova moda porterà, per fare l’esempio più eclatante, l’abbigliamento femminile ad eliminare la sottostante struttura a cerchi già a

partire dal 1786. Il periodo del Direttorio, da cui parte la mostra per arrivare al periodo dell'Impero (1804-15), è caratterizzato da una sempilicità in realtà studiata e sofisticata, che traeva grande ispirazione dalla moda inglese, più pratica e campestre. La moda femminile a partire dagli ultimissimi anni del secolo (dal 1793) , abbandonati busti e impalcature, si farà ancora più lineare, per riscoprire la semplicità del corpo con abiti leggeri, dalla vita alta, ispirati a quelli degli antichi romani e greci, ma dai preziosi ricami e dai tessuti impalpabili. L ' a b b i g l i a m e n t o maschile cominciò a diventare meno colorato, si affermò l'uso dei pantaloni lunghi e di una certa sobrietà in generale. Questo periodo della moda e della società ci raccontano gli abiti esposti in questa mostra, frutto della ricerca di due collezionisti tessili del periodo napoleonico, Cristina Barret e Martin Lancaster, curatori dell’esposizione. Completano il percorso immagini e oggetti del periodo e un archivio storico della storica rivista ”Costume Parisien”. _________ Durata: 16 giugno - 12 settembre 2010 Orari: 10.30 - 20.30, chiuso il lunedì - Giovedì e venerdì 10.30 - 23.00 Luogo: Triennale di Milano Prezzi: 8 € - 6.5 - 5.5 - 5.5 €

uno degli abiti di epoca napoleonica esposti alla mostra milanese

Ricordiamo Romagnoli e il movimento delle magliette a strisce in occasione del cinquantesimo anniversario del luglio che salvò la democrazia italiana vi invito a ricordare Luciano Romagnoli, mitico dirigente della Cgil scomparso anzitempo, che io ricordo in una riunione della Camera del Lavoro di Palermo nell'autunno del 1960, in cui ci spiegava che cosa era il movimento dei ragazzi delle magliette a strisce, la rivolta dei poverissimi delle periferie urbane contro una vita diventata insopportabile mentre la prosperità irrompeva in tutto l'Occidente e come il sindacato di classe doveva interpretare e tradurre in rivendicazioni concrete l'ansia di libertà e di giustizia di centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi diseredati. Un dirigente del popolo strappatoci quasi subito dalla morte, che sarebbe stato un grande capo di una Cgil madre dei lavoratori e del popolo italiano.Una Cgil assai diversa da quella che conosciamo in questi giorni di nostro scontento. Pietro Ancona


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MINIcrITIcHE DEI FIlM cHE pOTrETE VEDErE NEllE SAlE E NEllE ArENE Cappellaio Matto. Strepitosa Helena Bonham Carter (dolce metà del regista), la tirannica "capocciona" monarca Iracondia, dal carattere irascibile ed una certa propensione a tagliare la testa dei suoi nemici, che poi lascia soavemente galleggiare nel fossato che circonda il castello.

A serious man regia: Joel & Ethan coen con Michael Stuhlbarg Il film è ambientato nel 1967 in una comunità ebraica di una non bene identificata cittadina del Mid West. Larry Gopnik è un docente universitario e cerca di vivere secondo le regole della collettività. Tenta di fare del suo meglio nonostante abbia il figlio che fuma erba, la figlia che vuole rifarsi il naso, la moglie lo lascia per un altro uomo e tanta sfiga lo perseguita. Il tutto condito da un tagliente umorismo yiddish. Gli stessi Coen, intervenuti al festival del cinema di Roma, hanno ammesso di aver attinto a piene mani, nello scrivere la sceneggiatura, dai ricordi della loro infanzia. Grande prova dell'attore protagonista, Michael Stuhlbarg, in Italia del tutto sconosciuto del quale però si intuisce l'enorme capacità interpretativa per cui è noto nell'universo teatrale Usa.

A single man regia: Tom Ford con colin Firth e Julianne Moore Patinato e forse stilisticamente troppo perfetto (poteva essere diversamente?), ma con un grande Colin Firth nei panni di un professore universitario che non riesce a dare un senso alla vita dopo la morte del suo compagno per un incidente stradale. Discreto esordio alla regia per il celebre stilista texano che è riuscito a fare un film con parecchie imperfezioni, eppure coinvolgente ed emozionante. Libero adattamento del romanzo di Christopher Isherwood "Un uomo solo", è un racconto sull'amore interrotto, sull'isolamento della condizione umana e l'importanza dei momenti apparentemente insignificanti della vita.

Affetti & Dispetti (la nana) regia: Sebastiàn Silva con catalina Saavedra, claudia

Amante (l') inglese

Mia Wasikowska in “Alice in Wonderland” celedòn. Il titolo originale è fuorviante. non è la storia di una donna di bassa statura. La nana è una sorta di "tata" italiana, la colf che vive con la famiglia, che si occupa sia della casa che dei bambini. Qui magistralmente interpretata da una bravissima e sconosciutissima attrice cilena (Catalina Saavedra, non a caso premiata al Sundance ed a Torino), che praticamente da sola sostiene tutto il film. La pellicola ha un impianto molto teatrale, si dipana esclusivamente all'interno delle varie stanze della villetta di una famiglia benestante. I dialoghi sono pochi ed il tutto trapela e si intuisce dalle espressioni di questa cameriera, introversa, scorbutica e dallo sguardo triste. Un volto spesso in primo piano che riesce a spiegare meglio di mille parole stati d'animo ed emozioni. Vale la pena darci un'occhiata solo per vederla all'opera.

Agora regia: Alejandro Amenàbar con rachel Weisz, Max Minghella non è un film contro il cristianesimo ma contro tutti i fond a m e n t a l i s m i . Sostanzialmente è questa la chiave di lettura. Un concetto però non condiviso dalle alte gerarchie della Chiesa che, secondo la casa di distribuzione, dopo una proiezione

riservata ha avuto reazioni stizzite di dissenso sul taglio dato alla pellicola. La vera storia della filosofa greca Ipazia uccisa e fatta a pezzi dagli integralisti cristiani nel 391 dopo Cristo ad Alessandria d'Egitto, ha faticato non poco ad uscire in Italia, suscitando, come era prevedibile, parecchie polemiche. Il ruolo del vescovo Cirillo, che avrebbe istigato la congrega dei Parabolani ad uccidere la scienziata, non è molto piaciuto, ma secondo il regista quello che si vede nel film è solo il 30 per cento del male che ha fatto l'alto prelato.

Alice in Wonderland regia: Tim Burton con Johnny Depp, Mia Wasikowska, Anne Hathaway. Spettacolare ed emozionante Burton. Ancora una volta non delude, regalandoci una inedita Alice, indipendente, moderna ed ormai ventenne. non più la bambina del Paese delle Meraviglie, ma una donna che intraprende un nuovo viaggio nel Sottomondo per conoscere il suo futuro, che non sarà quello di sposare il viscido e stupido Lord Hamish. Il suo destino è diventare una donna d'affari. Johnny Depp sempre all'altezza dei personaggi che interpreta, anche in questo caso bizzarro e divertente al punto giusto nei panni del

regia: catherine corsini con Kristin Scott Thomas, Sergi lopez Epopea tutta al femminile dove protagonista è una donna che lotta per affermare la propria autodeterminazione. Suzanne vive in una bella villa nel sud della Francia con un marito e due figli adolescenti. Una esistenza borghese e piena di noia spezzata dall'incontro con Ivan, rude operaio spagnolo con qualche errore alle spalle, che un giorno arriva per ristrutturare lo studio dell'abitazione. Un'avventura che si trasforma presto in passione travolgente e vero amore. Il marito, noto medico della zona molto attento alle apparenze ed in procinto di lanciarsi nella carriera politica, più che altro ferito dall'essere stato scaricato per un semplice operaio, cercherà in tutti i modi di contrastare la liaison, ricorrendo anche a biechi ricatti. Finale catartico.

Avatar regia: James cameron con Worthington, Sam Sigourney Weaver Cosa dire di più di quanto non si sia già sproloquiato su questo film. Gli effetti sono davvero speciali (l'animazione è splendida, in particolare le figure dei na'vi e l'ambientazione di Pandora), la storia però, per quanto politicamente corretta, è un po' banalotta. I buoni, i cattivi, l'amore, il lieto fine, con tanto di pistolotto moralistico. Il cattivo è così cattivo da sembrare una caricatura. Già dalle prime scene si capisce al volo dove andrà a parare e soprattutto come


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MINIcrITIcHE DEI FIlM cHE pOTrETE VEDErE NEllE SAlE E NEllE ArENE finirà. E poi sembra un lungo déjà-vu. A tratti viene in mente "Balla coi lupi", "The Fountain" di Aronofskye (ma l'albero della vita non è simile?), "Soldato blu", "Il signore degli anelli", "Apocalypse now" e chi più ha più ne metta. Un consiglio: provate a vederlo anche nella versione normale, senza gli occhialini, nei cinema che non hanno il 3D. I colori sono molto più vivaci.

stessa strada con risultati davvero deludenti. Riesce a fare un film corale dove anche i personaggi di contorno danno il loro significativo contributo, evitando che la storia sia solo una lunga sfilza di gag. Prende in giro tutti, con ingenuità usa un linguaggio scorretto ed assurdo. Fa la pipì nella sacra ampolla di acqua del Po e scambia Alberto da Giussano per un Power Ranger.

Baciami ancora

che fine hanno fatto i Morgan?

regia: Gabriele Muccino con Stefano Accorsi, Vittoria puccini, pierfrancesco Favino, claudio Santamaria, Giorgio pasotti, Marco cocci, Sabrina Impacciatore. Muccino in grande forma. La trasferta americana gli ha fatto bene, lo ha galvanizzato ed arricchito e con la macchina da presa fa faville. Corre letteralmente dietro agli attori, non li molla un istante nel tentativo di estrapolare emozioni e sentimenti. Dopo i trentenni racconta gioie e dolori della generazione dei quaranta. Il ritorno alle radici ma anche la voglia di rimettersi in gioco, l'amore per l'altra persona e quello per i figli. Un gruppo di amici impegnati in una estenuante ricerca della felicità. Forse una costruzione un po' troppo adrenalitica ed affannata (in 2 ore e19 di durata), ma decisamente efficace nel delineare i personaggi. La new entry Vittoria Puccini non fa rimpiangere Giovanna Mezzogiorno.

Bangkok Dangerous regia: Oxide e Danny pang con Nicolas cage e charlie Young Remake dell'omonima pellicola del '99 dei fratelli di Hong Kong, già noti per "The eye", che rifanno se stessi. Come spesso avviene, la star indigena viene rimpiazzata da quella a stelle e strisce. In questo caso nicolas Cage,

Giovanna Mezzogiorno, rocco papaleo, paolo Briguglia, Alessando Gassman e Max Gazzè in una scena di “Basilicata coast to coast” che oltre al ruolo di interprete principale (spietato killer che si innamora di una ragazza sordomuta) si è anche ritagliato quello da produttore. Action movie a tinte noir (con velleità da thriller psicologico) che però non convince per niente. Regia svogliata ma anche una performance non certo eccellente del protagonista che si ostina a porsi con la stessa smorfia stampata sul volto, nel tentativo di esternare disagio ed inquietudine.

dietro alla macchina da presa per l'attore Rocco Papaleo, fino ad ora quasi esclusivamente relegato nei panni del caratterista, che con questa strampalata pellicola tenta di raccontare risorse e potenzialità della sua terra. Cinque amici, una piccola band di provincia per non rinunciare ai propri sogni. Cast credibile ed a proprio agio nelle singole interpretazioni, anche per un cantante come Gazzè alla sua prima prova cinematografica.

regia: Marc lawrence con Hugh Grant, Sarah Jessica parker Veramente il sottotitolo potrebbe essere: che fine ha fatto Hugh Grant? Il ragazzo, ormai cinquantenne per la verità, non sembra più quello di "Quattro matrimoni e un funerale" oppure "notting Hill". Film noioso e non riuscito nonostante lo sforzo produttivo di mettere insieme due star del cinema inglese ed americano. L'idea di catapultare in piena campagna una coppia di cittadini doc che non riesce a staccarsi dal BlackBerry, per andare a vivere nel Wyoming (accanto a cavalli, orsi e rudi cow-boy con tanto di pistola nella fondina), poteva anche funzionare. In questo caso però non fa neanche tanto ridere. Sceneggiatura debole e recitazione altrettanto sciatta.

chloe Basilicata coast to cado dalle nubi regia: Gennaro Nunziante regia: Atom Egoyan con coast Julianne Moore, liam

regia: rocco papaleo con Alessandro Gassman, paolo Briguglia, Max Gazzè, rocco papaleo, Giovanna Mezzogiorno Easy Rider in salsa lucana. Dal Tirreno allo Ionio a piedi per dieci giorni, attraversando una delle regioni più belle e suggestive del nostro Sud d'Italia. Divertente e surreale road movie musicale che vede protagonisti cinque personaggi in cerca delle proprie identità. Interessante esordio

con Dino Abbrescia, Fabio Troiano e Giulia Michelini Ignorante, cafone, scorretto, razzista, non azzecca un congiuntivo, però sfonda nel mondo della tv. Il trionfo della mediocrità. La fotografia esatta dell'Italia di oggi, quella che ci propina tutti i giorni il piccolo schermo. E lui, Checco Zalone, il comico di Zelig, ci sguazza. La sua parodia è esilarante. Un esordio felice per il comico tv, rispetto a tanti colleghi che hanno tentato la

Neeson Apparentemente un thriller, ma molto più intenso nella sua struttura e complessità. E' anche una storia d'amore, di suspance ed ipotetici tradimenti. Viaggio, con qualche perversione, in un tranquillo ma fragile ménage coniugale. Catherine, stimata ginecologa della middle class, sta organizzando una festa a sorpresa per il compleanno del marito David, professore di musi-


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MINIcrITIcHE DEI FIlM cHE pOTrETE VEDErE NEllE SAlE E NEllE ArENE ca. La stessa sera l'uomo perde però il volo da new York per tornare a casa e la moglie comincia a nutrire qualche sospetto, soprattutto dopo aver scoperto nel suo cellulare un ambiguo sms di una delle sue allieve. Una sera a cena fuori con amici, Catherine incontra per caso Chloe, giovane e bellissima escort di lusso. Per liberarsi dell'ossessione decide di ingaggiarla per testare la fedeltà del marito. Resterà invischiata invece in un gioco pericoloso che la condurrà ad un rapporto lesbo.

A christmas carol regia: robert Zemeckis con i volti di Jim carrey, Gary Oldman e colin Firth Onestamente un po' troppo lugubre e poco adatto a bimbi molto piccoli per essere definito un film di natale destinato alle famiglie. Inizia con un morto disteso dentro una bara con due monete sugli occhi, per poi proseguire con una serie di fantasmi che fanno visita al vecchio avaro Scrooge nella sua casa oscura e sinistra. Tuttavia l'adattamento cinematografico della celebre fiaba di Charles Dickens è un piccolo capolavoro, soprattutto di tecnica. Realizzato con il sistema motion capture (quello utilizzato per The Polar Express), ossia cattura delle espressioni degli attori (celebri!) riportate digitalmente sul grande schermo sotto forma di animazione, riesce a dare una profondità ed una nitidezza alle immagini da sembrare un film su pellicola.

city Island regia: raymond De Felitta con Andy Garcia, Alan Arkin, Julianna Margulies Era da tempo che non vedevamo una sceneggiatura così curata e ben scritta. Risultato, una spassosissima commedia con una storia che gira intorno al classico gioco delle verità nascoste, ambientata in

pierfrancesco Favino e Alba rohrwacher in “cosa voglio di più” uno dei quartieri meno noti di new York. Protagonista, un inedito ed istrionico Andy Garcia, nei panni della guardia carceraria con il pallino della recitazione (la scena del suo primo provino vale tutto il film), con parecchi scheletri nell'armadio, come del resto hanno tutti gli altri componenti della famiglia. Ottimo cast di attori, diretto con impegno da un regista che arriva dal cinema indipendente i cui film fanno spesso il giro dei festival più prestigiosi e che ha anche recentemente affermato di ispirarsi al nostro Pietro Germi. Cosa volere di più?

colpo di fulmine - Il mago della truffa regia: John requa e Glenn Ficarra con Jim carrey, Ewan McGregor Certo, la storia nella fase di scrittura della sceneggiatura è stata parecchio romanzata ma sembra che tutti gli eventi descritti siano realmente accaduti. Basta questo per rendere il film apprezzabile di una certa attenzione, perché se fosse vero solo un terzo di quello narrato è davvero incredibile come un uomo possa arrivare a fare tanto nel corso di una vita. A parte questo, l'interpretazione di Carrey è un po' troppo fumettistica e gli eventi si susseguono con un certa confusione. Un morigerato agente di polizia, spo-

sato con prole, che suona l'organo in chiesa, dopo un incidente stradale decide di cambiare vita. Si dichiara gay, inizia a vivere una esistenza stravagante fatta di truffe ed imbrogli che lo porta dritto in prigione dove incontra Phillip Morris, l'amore della sua vita. Per lui tenterà, con successo, un colpo impossibile dietro l'altro.

cosa voglio di più regia: Silvio Soldini con pierfrancesco Favino, Alba rohrwacher, Giuseppe Battiston Il ricordo di "Pane e tulipani" è ormai lontano, tanto da non sembrare un film di Soldini. Manca la poesia e quel tocco surreale che caratterizza il suo cinema, anche nell'affrontare temi vicini all'attualità. "Per la prima volta è stato un episodio di vita reale a far scattare in me l'idea di questo film" ha affermato. L'intento, quello di raccontare una storia d'amore in tempi di crisi, recessione e precariato, ma è come se mancasse di personalità. Ecco, forse ha un po' spiazzato il suo pubblico cercando di fare altro da quello realizzato fino ad ora, per questo il film non convince fino in fondo. Per il resto la bravura del regista milanese dietro alla macchina da presa è indiscutibile come quella nel dirigere gli attori, soprattutto

nelle famose scene di sesso che sono sicuramente le più difficili.

crazy Heart regia: Scott cooper con Jeff Bridges, Maggie Gyllenhaal, colin Farrell, robert Duvall non sarà il Drugo del Grande Lebowski, ma anche qui il grande Jeff Bridges riesce ancora a dare il meglio di sé per un film, low-budget, che gira interamente intorno alla sua figura. Intreccio narrativo forse scontato e prevedibile che però l'attore, con ammiccamenti e grande capacità interpretativa, riesce a rendere interessante ed accattivante. Invecchiato, appesantito, alcolizzato ed in fase discendente, Bad Blake è una vecchia gloria del country che ora deve accontentarsi di qualche isolato locale della sconfinata provincia americana ed alloggiare in alberghi di quarta categoria. Il casuale incontro con una giovane giornalista di una rivista locale che vuole intervistarlo, gli cambierà in qualche modo la vita.

Dragon Trainer regia: Dean Deblois e chris Sanders Delizioso cartone animato in 3D, da vedere anche nella versione normale, non si perde nulla. Il tocco magico è quello della Dream Works


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MINIcrITIcHE DEI FIlM cHE pOTrETE VEDErE NEllE SAlE E NEllE ArENE Animation, creatori di Shrek e Madagascar. Portatore di due messaggi facili ma corposi, che di questi tempi non guastano. non bisogna aver paura ad uscire fuori dal coro, affermando le proprie opinioni, e soprattutto non bisogna aver timore di ciò che esternamente può apparire diverso da noi. Il piccolo e gracile vichingo Hic vive in un comunità dove da sempre si combattono i draghi che rubano le pecore. Ma lui è un progressista ed è convinto che il dialogo con il nemico sia invece la strada giusta. Il suo senso dell'umorismo non si concilia però con gli ideali della tribù, dei coetanei e del forzuto padre, Stoick l'Immenso. Tratto dai libri della britannica Cressida Cowell.

Draquila - l'Italia che trema regia: Sabina Guzzanti Il ministro dei Beni Culturali ha disertato il Festival di Cannes per protesta, il documentario secondo lui è fazioso e non veritiero. Ad alcuni aquilani è piaciuto ad altri per niente. Sabina Guzzanti riaccende le polemiche e questa volta si occupa del terremoto dell'Aquila e non solo. Snocciola con insolita pacatezza la sue teorie, utilizzando questa volta tecniche da reportage giornalistico, puntiglioso e cronologico. non manca neanche la satira, con l'imitazione del premier. Una ricostruzione certosina di quello che è accaduto in Abruzzo ma anche al G8, a napoli con la questione dei rifiuti e quant'altro. Da vedere.

Due vite per caso regia: Alessandro Aronadio con lorenzo Balducci, Isabella ragonese. Sgombriamo subito il campo. Sarà pure il raccomandatissimo figlio del famoso imprenditore coinvolto nello scandalo degli appalti al G8, ma Lorenzo Balducci è perfetto

una storia avvincente, ben girata, senza troppe sbavature. non male per chi ama il genere.

Genitori&figli. agitare bene prima dell'uso

Sabina Guzzanti che assume le sembranze di Silvio Berlusconi in “Draquila”, di cui è lei stessa regista nel ruolo di Matteo Carli. Riesce con sorprendente capacità recitativa ad interpretare due ruoli affini ma non uguali. Una sorta di Sliding Doors all'italiana, per raccontare il doppio destino di un ventenne che una notte piovosa incontra per caso un'auto con dei poliziotti a bordo. L'incontro o lo scontro con quegli uomini determinerà il resto della sua vita. Rabbia, paura ed angoscia di una generazione che forse non ha futuro. Interessante esordio alla regia del giovane regista romano già apprezzato al Festival di Berlino.

E' complicato regia: Nancy Meyers con Meryl Streep, Alec Baldwin, Steve Martin E' sempre un piacere ritrovare la grande Meryl, anche se in questo caso è protagonista di una commedia non proprio originalissima e forse troppo hollywoodiana per un talento del suo livello. Tuttavia, tanto di cappello ad una attrice che a sessant'anni è ancora capace di trovare un ruolo di primo piano in un ambiente dove dopo i quaranta già si annaspa. Grazie alle sue innate capacità è in grado di far

apparire decente un film che molto probabilmente con altri interpreti avrebbe creato qualche imbarazzo. La storia del triangolo over 50 tra una donna, il suo ex marito ed un ipotetico pretendente stenta a decollare. E poi, va bene dare un'immagine di donna realizzata ma perché la scelta di stamparle sul viso, dall'inizio alla fine, quell'insistente sorriso a volte davvero fuori luogo?

Fuori controllo regia: Martin campbell con Mel Gibson, ray Winstone Con qualche ruga in più e qualche capello in meno ma con la stessa spavalderia ritorna dopo sette anni Mel Gibson e lo fa con un thriller ad alta tensione, che fonde politica, ecologia ed affari (loschi). Ancora una volta impegnato nella consueta lotta solitaria contro tutti e tutto, senza esclusione di colpi. Le immagini iniziali sono di sicuro impatto. L'inaspettata uccisione a sangue freddo della giovane Emma, sulla porta della casa del padre poliziotto, solletica subito la curiosità dello spettatore. Un avvio repentino per

regia: Giovanni Veronesi con Silvio Orlando, luciana littizzetto. Michele placido, Margherita Buy, Max Tortora, Elena Sofia ricci, piera Degli Esposti Il confronto-scontro tra il mondo degli adulti e quello dei giovani di oggi attraverso lo sguardo della quattordicenne nina. E' credibile il quadro che il regista toscano traccia delle nuove generazioni, riesce a fotografarne bene il malessere e l'incapacità di capirsi fino in fondo. Certo, in un contesto da commedia e con i toni leggeri del genere, a volte con profili appena tratteggiati ma decisamente convincenti. Decisamente migliore invece il fronte dei cosiddetti "grandi", dove si capisce che Veronesi ha maggiore conoscenza della materia. Avvalendosi di un cast di attori di alto profilo, abbandona per il momento il film ad episodi per raccontare una storia più strutturata e ricca di sfumature rispetto ai precedenti lavori.

Green Zone regia: paul Greengrass con Matt Demon, Greg Kinnear Agli americani non è piaciuto molto. Anzi, visti gli esigui incassi potremo dire quasi niente. Perché i cattivi, ebbene si, questa volta sono loro. A dirla tutta, è difficile trovare nella cinematografia a stelle e strisce un altro film così esplicito, così diretto, nell'incolpare il governo Usa di aver provocato una guerra senza senso. La Green Zone del titolo è il blindatissimo quartiere situato nel centro di Baghdad dove risiedono le truppe, è da qui che parte l'avvincente thriller a sfondo


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MINIcrITIcHE DEI FIlM cHE pOTrETE VEDErE NEllE SAlE E NEllE ArENE politico. Da qui il maresciallo Roy Miller e la sua squadra di ispettori ricevono l'incarico di scovare nel deserto dell'Iraq i depositi con le famose armi di distruzione di massa. non trovando nulla di tutto ciò, l'ufficiale inizierà ad avere qualche sospetto ed a porsi degli interrogativi, soprattutto rispetto al ruolo giocato da un potente generale di Saddam Hussein.

corpo ad un personaggio complesso e spietato, il "furbetto del quartierino" di turno che pur di salvarsi dalla galera per i suoi guai finanziari, non si fa scrupolo di riversare le sue colpe sull'ingenuo figlio.

Il mio amico Eric

Happy Family regia: Gabriele Salvatores con Fabio De luigi, Diego Abatantuono, Fabrizio Bentivoglio, Margherita Buy, carla Signoris, Valeria Bilello non è l'ennesimo film sulla famiglia. Salvatores semplicemente racconta degli uomini e delle donne, e lo fa con un film originale, poetico, spassoso, colorato, elaborato su diversi piani narrativi e continui passaggi tra finzione e realtà. Otto personaggi in cerca d'autore. Sono questi i protagonisti, la famiglia felice a cui il titolo ironicamente allude. Escluso Ezio, 38 anni, una vita trascorsa senza aver mai concluso nulla di buono che un giorno decide di scrivere una sceneggiatura per il cinema. Due coppie, i loro figli, i nonni, il cane, esseri del tutto inventati che ad un certo punto però vivono di luce propria, escono dallo schermo del computer di Ezio (un Fabio De Luigi in grande forma) per rivendicare la loro esistenza. Il cinema nel cinema.

I Gatti persiani regia: Bahman Ghodabi con Negar Shaghaghi, Hamed Behdad Durante la lavorazione il regista è stato arrestato per ben due volte. In Iran la musica è considerata, dall'attuale regime, impura in quanto fonte di allegria e quindi vietata. I ragazzi sono costretti a suonare e cantare clandestinamente, nel chiuso di cantine e

Tahar rahim, protagonista del “profeta” sotterranei. Un mondo nascosto, del quale la maggior parte della popolazione ignora l'esistenza. Completamente girato a Teheran, al di là dell'aspetto musicale, è un interessante viaggio nelle dinamiche che oggi governano l'ex Persia, che aiuta a capire meglio cosa stia realmente avvenendo in quel Paese. Premio Speciale della giuria al Festival di Cannes, la sceneggiatura è stata scritta da Ghobadi e dalla fidanzata Roxana Saberi, la giornalista americana di origine iraniana processata per spionaggio

Il figlio più piccolo regia: pupi Avati con christian De Sica, laura Morante, luca Zingaretti, Nicola Nocella Con la scusa di completare la trilogia sulla paternità (dopo "La cena per farli conoscere" e "Il papà di Giovanna"), Avati racconta l'Italia di oggi e lo fa con particolare cattiveria ed ironia, aiutato anche da un più che brillante cast di attori. Apparentemente parla di beghe familiari, in realtà dà vita ad un preciso affresco del Bel Paese: cinico, corrotto e corruttore, egoista, disposto a tutto in nome del dio denaro. Un insospettabile De Sica (dopo tanti cine-panettoni) riesce finalmente a dare

la malavita. Chiede aiuto al fratello prelato che gli suggerisce di raggiungere Padre Etienne in un paesino dell'Ardèche, travestito da sacerdote. Al suo arrivo scopre che il parroco è morto e gli abitanti lo scambiano per il sostituto.

Il profeta

regia: Ken loach con Eric cantona, Steve Evets Un omaggio al calciatore del Manchester United Eric Cantona, personaggio discusso e borderline, per raccontare ancora una volta una storia di periferia. Loach lascia per il momento i toni seriosi dei suoi precedenti film ed affronta con leggerezza ed un tocco di fantasia i temi che gli sono da sempre cari. Il titolo originale, Looking for Eric, probabilmente si adatta meglio ad una storia dove il protagonista Eric Bishop, dipendente postale con una situazione famigliare e sentimentale disastrata, è alla continua ricerca di se stesso. nel tentativo di rimettere insieme i pezzi della sua vita immagina di dialogare con il grande campione francese, che nel film recita se stesso. Da non perdere nel finale la vera conferenza stampa di Cantona, rimasta nella storia del calcio.

regia: Jacques Audiard con Tahar rahim e Niels Arestrup Difficile non identificarsi con la faccia d'angelo del protagonista, perché anche se la storia è politicamente poco corretta (un percorso di formazione alla rovescia, un antieroe) non si può non stare dalla sua parte. Accertato ormai il fatto che il carcere non riabilita proprio nessuno, il film è abilmente orchestrato da un regista che conferma qualità straordinarie nel dirigere gli attori. La faccia del giovane Malik (felice esordio), analfabeta e ladruncolo che entra in carcere per uscirne dopo sei anni più acculturato, spietato ed a capo di una pericolosa banda, e quella del boss corso César Luciani (si intuisce ad occhio nudo la consolidata esperienza anche teatrale), reggono praticamente tutto il film.

Il Mi$$ionario

Il segreto dei suoi occhi

regia: roger Delattre con Jean- Marie Bigard Divertente commedia degli equivoci, senza troppe pretese ma ben costruita, prodotta da Luc Besson. L'attore protagonista, che ha anche scritto la sceneggiatura, nel raccontare il suo primo incontro con Besson sul set di un precedente film, ha rivelato che in quell'occasione, prima di squadrarlo da cima a fondo, gli ha detto che lo avrebbe visto bene nei panni di un prete. Parole profetiche. Bigard veste i panni di Mario Diccara, ex galeotto appena uscito dalla prigione che ha qualche conto in sospeso con

regia: Juan Josè campanella con ricardo Darìn, Soledad Villamil Un noir, una commedia, una storia d'amore. Sullo sfondo l'Argentina peronista degli anni '70. Magica commistione di generi per raccontare uno dei periodi più cupi del Paese. Da questo punto di vista decisamente più efficace di tante pellicole che puntano al politico. Aspetto, questo, abilmente ed apparentemente relegato ai margini e che invece si rivela la vera anima. Il film ti entra dentro, lentamente, e per parecchio non ti molla. Con piglio sicuro il regista di origine italiana nato a Buenos


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MINIcrITIcHE DEI FIlM cHE pOTrETE VEDErE NEllE SAlE E NEllE ArENE Aires, dirige uno dei migliori lavori della stagione che non a caso ha conquistato l'Oscar destinato al film straniero riuscendo a battere opere di pregio come "Il profeta" e "Il nastro bianco". Cast più che apprezzabile, sceneggiatura essenziale, quasi scarna ma con la capacità di arrivare dritta alla meta. Da non perdere.

Il tempo che ci rimane regia: Elia Suleiman con Saleh Bakri, Shafika Bajjali Suleiman è nato a nazareth in Palestina ed il film è semiautobiografico, in quattro episodi, sulla sua famiglia. E' ispirato ai diari del padre, a partire dal 1948 quando decise di partire per unirsi alla Resistenza dopo l'occupazione di Israele. Scene di vita quotidiana di quei palestinesi che decisero di restare e che furono chiamati "arabi israeliani", costretti a vivere da stranieri nella loro patria. Contrariamente a quanto si possa pensare non ha nulla della pesantezza che magari ci si potrebbe aspettare da una pellicola di questo genere, il regista (che interpreta tra l'altro anche se stesso) ci ha costruito sopra una storia surreale, piena di ironia, con musiche coinvolgenti. Senza trascurare però l'aspetto politico di una questione ancora attualissima ed irrisolta.

Invictus regia: clint Eastwood con Morgan Freeman e Matt Damon Il capitano Francois Pienaar entra nella minuscola cella dove per 27 anni è stato recluso nelson Mandela. Allarga le braccia, come per prenderne le misure e dalla finestra lo immagina nel cortile, in catene, intento a spaccare pietre sotto il sole cocente. Perché un uomo che ha dovuto subire tanto dolore parla di perdono? Forse l'eccesso di retorica, inusuale per un film di Eastwood, può in un

Morgan Freeman perfettamente nei panni di Nelson Mandela nel film “Invictus” primo momento generare qualche attimo di smarrimento. Poi con lo scorrere delle immagini prevale l'emozione, quella di veder rappresentato un momento cruciale della storia del Sudafrica ma forse anche del mondo. Le interpretazioni di Freeman nei panni di nelson Mandela e Damon in quelli del biondissimo capitano della squadra di rugby sono appassionanti.

l'isola delle coppie regia: peter Billingsley con Vince Vaughn, Jason Bateman, Kristen Bell Coppia in crisi convince gli amici ad accompagnarla in una vacanza terapeutica per sposi con problemi coniugali, in uno splendido resort di Bora Bora. Il costo del biglietto è esoso ma se accettano di andare con loro verrà dimezzato. Partono, convinti di andare incontro ad una vacanza a cinque stelle invece scopriranno presto che la frequentazione della stravagante terapia non è a discrezione di chi ne ha bisogno e non è un optional. Jean Reno con il codino nelle vesti di santone che dovrebbe aiutare gli sposi. Una commedia (furbetta) che deve essere presa per quello che è: un paio d'ore di divertimento ammirando e sognando località tropicali

irraggiungibili per molti. non rimarrà nella storia del cinema

l'uomo che verrà regia: Giorgio Diritti con Alba rohrwacher e Maya Sansa Girato con assoluto rigore, non scade mai nella retorica. Diretto in maniera magistrale, con attori di grande spessore che recitano i rari dialoghi in dialetto bolognese (sottotitolati in italiano). Meritatamente premiato all'ultimo festival del cinema di Roma, ripercorre gli ultimi nove mesi dalla strage di Marzabotto dove furono massacrate dai nazisti 770 persone, per la maggior parte donne, bambini ed anziani. Il racconto cadenzato dei nove mesi d'attesa per la nascita di un bambino in un'umile famiglia di contadini, attraverso lo sguardo della sorellina muta di otto anni. Film di forte impatto emotivo, forse di non facile fruizione, ma decisamente da non perdere.

l'uomo nell'ombra regia: roman polanski con Ewan McGregor, pierce Brosnan. Che Polanski sia un maestro nella regia è fuor di dubbio ed anche in questa occasione dà prova di grande abilità del dirigere gli attori. Ha sdoganato

definitivamente uno come Brosnan che nella vita ha trovato non poche difficoltà a costruire una dignitosa carriera non legata quasi esclusivamente al fascino ed al glamour. Unico punto debole forse una sceneggiatura a volte prevedibile ed improbabile (come quando il protagonista scova alcune delicate e segrete informazioni semplicemente consultando Internet. Va bene che nella rete si trova di tutto, ma questa volta appare un po' esagerato) per un film che ha la sua forza in una storia costruita su temi importanti, piena di inganni e tradimenti, dove ognuno è molto diverso da ciò che appare.

l'uomo nero regia: Sergio rubini con Valeria Golino, Sergio rubini, riccardo Scamarcio, Guido Gianquinto. Uno dei migliori film di Rubini. Intenso, commovente, ironico e fortemente autobiografico. Dopo "La stazione" del 1990, il regista/ attore torna a parlare della sua infanzia e della Puglia ripartendo da quella stazione ferroviaria che sembra sia rimasta fortemente ancorata ai ricordi. Ma questa volta lo fa con un tocco di maggiore maturità, riuscendo a fare un film più compiuto. Sceneggiatura ben calibrata, cast di attori decisamente convincenti. Iniziando dal piccolo e straordinario protagonista fino ad arrivare ad una brava Valeria Golino che riesce ad interpretare il ruolo di una donna moderna ed emancipata degli anni '60, che non rinuncerebbe mai al suo lavoro di insegnante, capace però di conservare intatti gli atavici dettami della tradizione.

la bocca del lupo regia: pietro Marcello con i reali protagonisti della storia. Piccolo film di nicchia, per raffinati cultori del cinema


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MINIcrITIcHE DEI FIlM cHE pOTrETE VEDErE NEllE SAlE E NEllE ArENE d‘autore. Ricco di poesia e sentimento. Due anime perse raccontano le loro vite. Sullo sfondo la Genova storica, descritta e fotografata alla De Andrè. Quella di ieri, delle "tripperie" ormai scomparse, e quella di oggi percorsa dai disperati e dagli ultimi. Enzo è appena uscito dalla galera e attraversa la città, alla ricerca dei luoghi di un tempo ormai dismessi. nella piccola casa nel ghetto, tra i vicoli del vecchio quartiere, l'aspetta da anni l’amatissima Mary, prostituta transessuale. nato da un'idea della fondazione San Marcellino, gesuiti di Genova, che da anni assiste in diversi modi la comunità dei senza tetto, degli emarginati.

la nostra vita regia: Daniele luchetti con Elio Germano, raoul Bova, Isabella ragonese, luca Zingaretti, Stefania Montorsi, Giorgio colangeli. Un grande Elio Germano, che ha ampiamente meritato il premio come miglior attore a Cannes, per un film sui trentenni di oggi. Quelli che non hanno santi in paradiso, forse i nuovi proletari come li definisce lo stesso Luchetti. In realtà dei giovani intelligenti e svegli che cercano di farsi strada in un mondo dove la priorità sono i soldi e la loro capacità di comprarci più cose possibili. Figli di un consumismo sfrenato, ma anche capaci di mettere al mondo tre figli nella totale incertezza economica e con il desiderio di fare il grande salto in avanti. Il film però non è solo questo. Anche una grande finestra sull'Italia con le sue storie di immigrazione, sfruttamento, valori famigliari. Cast ben assortito. Unica stonatura, forse, un finale troppo happy, da commedia.

la prima cosa bella regia: paolo Virzì con Valerio Mastandrea, Stefania Sandrelli, claudia

zando la tecnica del documentario (come peraltro aveva già fatto con il primo lungometraggio), la cinepresa si limita a riprendere scene di vita quotidiana di un piccolo villaggio rurale, in realtà riesce a leggere oltre le immagini. Illustra il ciclo della vita e della natura, attraverso uno sguardo originale ed innovativo che può ricordare quello di Franco Piavoli e Vittorio De Seta. Accolto a Cannes da giudizi più che lusinghieri dalla critica internazionale.

raoul Bova e Elio Germano (premiato come miglior attore a cannes con Javier Bardem) in una scena del film “la nostra vita”

Matrimoni ed altri disastri

Vanzina. Gli italiani? Un popolo di cialtroni, dicono, sempre pronti a trovare la scorciatoia, la raccomandazione, l'appoggio del potente di turno, ma subito dopo arriva puntuale l'assoluzione. Così il direttore di un potente gruppo bancario, intrallazzone ed imbroglione, si ritira in campagna a coltivare gli ortaggi in compagnia di belle ragazze (!), il chirurgo che cercava e dispensava favori a destra e manca si redime andando a curare i poveri. Il poliziotto intercettatore, che usa il suo potere per conquistare una bella ragazza, ritrova l'amore. E via discorrendo. Unico punto forza del film un eccellente cast di attori, che riesce a tenere in piedi una storia mediocre ed improbabile. Con tutto il "materiale" che la cronaca regala ogni giorno si poteva fare veramente di più.

regia: Nina Di Majo con Margherita Buy, Fabio Volo, luciana littizzetto, Francesca Inaudi. L'intento della regista era una commedia semplice e sofistica, in realtà è complicata (tanto da apparire improbabile) ed abbastanza ordinaria, quasi scontata. Sceneggiatura debole e poco equilibrata, dialoghi fuori dal mondo. La Buy, sulla cui faccia la cinepresa non molla mai un attimo facendo sparire dallo schermo tutto il resto, fa sempre la solita parte della single ansiosa e nevrotica. Poi, per chissà quale magico artifizio, ad un certo punto tutti si innamorano di lei. L'adolescente inquieto, l'intellettuale di sinistra inevitabilmente sfigato, il tecnico che aggiusta i computer e pure il cognato mezzo leghista ed ignorante come una capra al quale dà anche un bacetto tutto casto. Cast stellare sottoutilizzato.

pandolfi, Micaela ramazzotti. Svolta intimista per il regista toscano che si allontana decisamente dalle tematiche sociali che hanno caratterizzato le sue precedenti pellicole, per concentrarsi sui sentimenti e sulla psicologia dei personaggi in una sorta di romanzo famigliare. Un percorso tutto nuovo per il quale sceglie l'attrice simbolo della commedia all'italiana, la splendida Stefania Sandrelli che insieme ad un Mastandrea in grande forma (una delle migliori interpretazioni dell'attore romano nel ruolo di Bruno e del suo mal di vivere) da vita ad un duetto recitativo di ottimo livello, riuscendo a coinvolgere l'intero cast. Costruito su due piani temporali, il film percorre circa quarant'anni di vita livornese, la storia di una mamma bellissima e svampita e dei suoi due figlioli dagli anni 70/80 fino ai nostri giorni.

la vita è una cosa meravigliosa regia: carlo Vanzina con Gigi proietti, Vincenzo Salemme, Enrico Brignano, Nancy Brilli, luisa ranieri Saranno pure i furbetti del quartierino, ladroni e corrotti, però in fondo in fondo sono dei buoni. Insomma, prevale la tesi dei "birbantelli". E' questa l'Italia descritta dai

le quattro volte regia: Michelangelo Frammartino Il regista milanese di origine calabrese, dopo il bellissimo e pluripremiato "Il dono" ci regala un nuovo lavoro dove creatività e poesia si fondono per raccontare il fascino arcaico di una terra dove il tempo sembra si sia fermato. Interamente girato senza dialoghi, senza attori, solo con rumori di sottofondo, utiliz-

Mine Vaganti regia: Ferzan Ozpetek con riccardo Scamarcio, Nicole Grimaudo, Alessandro preziosi, Ennio Fantastichini, lunetta Savino, Ilaria Occhini Gruppo di famiglia in un interno. Il paragone con il grande film di Luchino Visconti finisce qui. Tuttavia, nulla da togliere al regista turco che ha realiz-


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MINIcrITIcHE DEI FIlM cHE pOTrETE VEDErE NEllE SAlE E NEllE ArENE zato un film godibile, intimo, per la prima volta curioso di esplorare il cuore della famiglia tradizionale e tradizionalista, animata dal perbenismo di facciata. Un nucleo numeroso, come tanti nel Sud d'Italia, proprietario di un pastificio, con una nonna dolce e ribelle, una madre affettuosa e tollerante, la zia stravagante (una piacevole sorpresa l'interpretazione di Elena Sofia Ricci), il padre molto attento alle apparenze e due figli gay che hanno da sempre nascosto la loro vera identità. Scamarcio particolarmente bravo a non strafare in un ruolo non certo facile. Sullo sfondo la splendida Lecce con i vicoli, piazze ed il candore della sua architettura.

Nine regia: rob Marshall con Daniel Day-lewis, Sophia loren, Nicole Kidman, penelope cruz, Marion cotillard Già il musical di Broadway sembra non sia piaciuto per nulla a Fellini. Immaginate cosa potrebbe dire oggi di questo film, se fosse ancora vivo. Una sfilza di banalità e luoghi comuni sull'Italia e sugli italiani, da non credere. La pizza, i mandolini e siamo al completo. Ovviamente nulla a che vedere con un capolavoro come “8 e mezzo“. A parte questo, le canzoni sono accattivanti, i balletti rocamboleschi, i costumi sfavillanti. Ingredienti essenziali per catturare il grande pubblico. Per non parlare della lunga sfilza di star e bellezze internazionali. Penelope Cruz insolitamente conturbante e sexy. Guido Contini è affascinante, glamour e donnaiolo ma non possiede l'ironia di Mastroianni.

Notte folle Manhattan

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regia: Mira Nair con Steve carell, Tina Fey

una scena corla di “Mine vaganti” di Ozpetek. In primo piano Elena Sofia ricci (a sinistra) e riccardo Scamarcio

Battute e situazioni scopiazzate da altre celebri pellicole, tuttavia divertente ed anche poco corretta (è pieno di parolacce) per una commedia americana destinata alle famiglie. La coppia Carell & Fey funziona, ben diretta dal regista di "Una notte al museo", per cui alla fine il film risulta piacevole ed alcune gag sono davvero esilaranti. Ipotetico plot alla intrigo internazionale, con il più classico scambio di persona. Una tranquilla ed annoiata coppia con tanto di prole chiassosa, che vive nella provincia del new Jersey, decide di uscire dalla routine concedendosi una serata speciale e cenare in uno dei ristoranti più trandy della città. non avendo la prenotazione, però, hanno la malaugurata idea di prendere il posto di una coppia che non si è presentata.

percy Jackson e gli dei dell'Olimpo - Il ladro di fulmini regia: chris columbus con logan lerman, pierce Brosnan Il paragone con le avventure di Harry Potter è inevitabile. Il regista ne ha diretti ben due. Come il celebre maghetto anche Percy Jackson ha poteri sovrannaturali, per metà divino e per metà umano, con l'innata capacità di tenere a bada il male.

Anche lui ha genitori "magici", è figlio del dio greco Poseidone, e molte delle situazioni in cui si trova porta inevitabilmente al personaggio della Rowling. L'apparizione dell'Idra a tre teste non può non ricordare Fuffy il cane a tre teste di Hagrid. Solo una squallida copia dunque? niente affatto. Il film ha una sua valenza, si lascia vedere con piacere, in qualche modo è anche educativo (all'inizio insegnanti e compagni di scuola lo credono mentalmente limitato) e poi potrà riempire il vuoto che Potter lascerà. Moderno classico della letteratura fantasy dello scrittore Rick Riordan, "Il ladro di fulmini" è il primo di una serie di cinque libri, l'ultimo uscito a maggio dello scorso anno.

piccolo (Il) Nicolas ed i suoi genitori regia: laurent Tirard con François-Xavier Demaison, Daniel prévost Adattamento sul grande schermo di uno dei più importanti classici per l'infanzia francesi, probabile primo esempio di letteratura moderna per piccoli, nato dalla fantasia di René Goscinny (l'ideatore di Asterix) e JeanJacques Sempè. Il protagonista è un bambino di otto anni, nicolas, una sorta di Gian Burrasca d'Oltralpe. Ambientato negli anni '50, le

avventure del pestifero ragazzino con la sua strampalata combriccola di amici, divertono molto e riescono a creare un processo di identificazione sia nei bimbi che nei grandi, con un abile doppio piano di lettura. Riuscita trasposizione sul grande schermo, senza trascurare le magiche atmosfere dei racconti.

prince of persia - le sabbie del tempo regia: Mike Newell con Jake Gyllenhaal, Ben Kingsley, Alfred Molina Dopo "I pirati dei Caraibi" ecco un altro film tratto da un videogioco degli anni '80. A dirigerlo questa volta il regista inglese di "Quattro matrimoni e un funerale" e di "Harry Potter e il calice di fuoco". Se piace il genere, l'action fantasy è piacevole e scorre abbastanza facilmente nonostante le oltre due ore di durata. Le scenografie esotiche dell'antica Persia, in gran parte riprodotte al computer, non deludono le aspettative. C'è tutto. Il principe bello e muscoloso che corre lungo i muri, la principessa misteriosa e furba, il pugnale, le arti magiche, la lotta contro le forze oscure, ed uno stuolo di allenatissimi stuntman. Insomma, un bel fumettone. Sempre ottime le Interpretazioni di Molina e Kingsley.


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MINIcrITIcHE DEI FIlM cHE pOTrETE VEDErE NEllE SAlE E NEllE ArENE la trasposizione tradisce in parte l'opera letteraria, in questo caso però quello che manca è la mano ferma di una regia esperta capace di dirigere un buon cast di attori e plasmare, rendendola scorrevole e convincente, una trama a tratti complessa. Un intreccio narrativo con un preciso scopo, da scoprire solo nel finale.

remember me regia: Allen coulter con robert pattinson, Emilie de ravin Una sorpresa. Che il vampiretto più celebre del momento si sia cimentato, nonostante il travolgente successo di Twilight, in una pellicola del genere depone a favore di questo bel ragazzone rimasto sepolto improvvisamente dalla notorietà e da una stuolo di adoranti fan. Il film, contrariamente a quanto si possa credere, non è solo una storia d'amore destinata al filone giovanilistico, l'intreccio è molto più raffinato e complesso, pieno di humour, acume, con dialoghi ben scritti ed interpretati. Finale sorprendente che vuole essere un omaggio alla città di new York. Senza voler svelare nulla, perché l'epilogo è davvero inaspettato, la storia parte da due ventenni provenienti da mondi del tutto opposti, che si incontrano in maniera non proprio casuale, e che si innamorano. Ma non ci sarà l'happy end.

The road regia: John Hilcoat con Viggo Mortensen, robert Duvall, charlize Theron E' vero, è deprimente, triste, disperato, senza futuro, eppure è uno dei film più interessanti che il genere catastrofista abbia partorito negli ultimi anni. Completamente privo di retorica, un regista semi-sconosciuto porta sul grande schermo il romanzo "La strada" del grande scrittore statunitense Cormac McCarthy. Lo fa rivelando notevoli capacità nel dirigere i pochi (ma buoni) attori del cast. Un film complesso, difficile, dove la macchina da presa è quasi esclusivamente puntata sui volti di un padre e di un figlio che cercano di sopravvivere in un'America desolata e distrutta da un misterioso cataclisma, dove gli esseri umani sono spinti a dare il meglio e (soprattutto) il peggio di sé.

Shutter Island

russel crowe (a destra) nel ruolo che il regista ridley Scott gli ha assegnato per la nuova versione di “robin Hood”

robin Hood regia: ridley Scott con russel crowe, cate Blanchett, William Hurt, Max Von Sydow. Certo, se si pensa che è stato il regista di Blade Runner e Thelma & Louise qualche attimo di sconforto assale. non è che fosse così indispensabile l'ennesima pellicola su una figura trita e ritrita come l’arciere di Sherwood. Tuttavia non si può dire che sia, nel suo complesso, un brutto film. Conosciamo tutti le capacità del grande regista americano. Il prodotto infatti è ben confezionato, e non a caso sia Scott che Crowe lo hanno anche prodotto. A parte qualche sprazzo di vera noia, soprattutto durante le interminabili e sanguinolente scene di scontri armati tra buoni e cattivi, la vera novità è la figura di Lady Marion, qui in una insolita ed improbabile veste di rivoluzionaria in un’epoca dove le donne stavano zitte, obbedivano e procreavano.

Vedova di guerra senza figli, non solo respinge i pretendenti, ma combatte anche con armatura e spada, coltiva i campi ed esprime la sua opinione. Già annunciato Robin Hood 2.

Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio regia: Isotta Toso con Daniele liotti, Kasia Smutniak, Francesco pannofino Peccato, un'occasione mancata. Perché l'omonimo romanzo di Amara Lakhous (se vi capita leggetelo), dal quale è stato tratto il film, è piacevole, a tratti divertente nel raccontare le vicissitudini di un gruppo di inquilini di varie nazionalità, ricco di spunti interessanti per riflettere sulla nostra società. Lo scontro di civiltà del titolo, si consuma nel chiuso di un palazzo e di un condominio a Piazza Vittorio, nel cuore del quartiere più multietnico di Roma. Come spesso avviene

regia: Martin Scorsese con leonardo Di caprio, Mark ruffalo, Ben Kingsley, Max von Sydow. Un affresco sul dolore e sulla follia. Film particolarmente claustrofobico e cupo, con una magnifica fotografia, come tutte le opere di Scorsese curato e costruito nei minimi particolari. Maestro nel dirigere i suoi attori. Dramma psicologico avvincente, che lascia con il fiato sospeso sino alla fine, mai scontato, con una ambientazione quasi maniacale. Un'isola-fortezza, battuta dal vento e da una pioggia incessante, sede di un noto manicomio criminale. Siamo nel 1954, all'apice della Guerra Fredda, quando il capo della polizia locale Daniels (Di Caprio) ed il suo collega vengono convocati a Shutter Island per indagare sulla misteriosa scomparsa di una pluriomicida, ma nulla è come appare.

Simon Konianski regia: Micha Wald con Jonathan Zaccai, popeck Un popolo che sa ridere della propria tragedia. Sul filone di una serie di riuscitissime commedie dallo humour yiddish (da "Train de vie" in poi), arriva questo giovane e sconosciuto regista belga di origini ebraiche che al suo secondo lungometraggio mette in luce un talento del quale probabilmente sentiremo parlare ancora. Dosato e con il giusto cast di attori, costruisce un film divertente e drammatico,


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MINIcrITIcHE DEI FIlM cHE pOTrETE VEDErE NEllE SAlE E NEllE ArENE irriverente e scoppiettante, graffiante e doloroso. Colonna sonora dai ritmi leggeri ed accattivanti in netto contrasto dal contesto narrativo. Più che l'accostamento con Woody Allen, Radu Mihaileanu o al nostro Benigni, lo stile somiglia molto a quello dei grandi fratelli Coen che sullo stesso argomento hanno realizzato "A serious man". Fortemente autobiografico, è il racconto di un giovane laureato in filosofia, disoccupato, abbandonato dalla moglie, costretto a tornare a vivere con il padre, un ex deportato che gli darà del filo da torcere anche da morto.

Sul mare regia: Alessandro D'Alatri con Dario castiglio, Martina codecasa D'Alatri torna a sorprenderci. Dopo il cine-panettone alternativo "Commediasexy", il regista romano questa volta firma un film completamente in digitale, a basso budget, interpretato da attori semisconosciuti. Una commedia sentimentale appartenente al filone giovanilistico, dai risvolti sociali, ambientata nella splendida isola di Ventotene che, ad onor del vero, contribuisce parecchio alla riuscita della storia tratta dal romanzo di Anna Pavignano (In bilico sul mare). Il giovane e bel Salvatore (Dario Castiglio, figlio di Peppino di Capri) d'estate porta i turisti in giro con il suo gozzo mentre d'inverno fa il muratore in nero nei cantieri sulla terraferma. L'amore arriva con Martina, la ragazza di buona famiglia che usa la sua barca per le immersioni da sub.

The Wolfman regia: Joe Johnston con Benicio Del Toro, Emily Blunt, Anthony Hopkins Monster movie di tutto rispetto. Diretto con mano ferma ed interpretato con la stessa convinzione da un intenso

George clooney e Vera Farmiga in una scena di “Tra le nuvole” di Jason reitman Benicio Del Toro (bravo anche con il pesante trucco da lupo) accanto al sempre straordinario Hopkins, nel ruolo del padre. Remake del classico horror "L'uomo lupo" di George Waggner del 1941, costruzione di un sanguinoso puzzle con un'antica maledizione che trasforma le persone in lupi mannari durante le notti di luna piena, che sta lentamente uccidendo gli abitanti di Blackmoor. Poco splatter ma di certo non annoia, diligentemente condensato in poco più di un'ora e mezza con una tensione narrativa che non cala mai. Interessante ricostruzione d'epoca in stile vittoriano.

Tra le nuvole regia: Jason reitman con George clooney e Vera Farmiga Un film attraversato da un umorismo fresco e leggero per affrontare un tema di scottante attualità, dai risvolti inevitabilmente drammatici. La storia di un "tagliatore di teste", un manager molto ricercato in tempi di crisi, che le aziende assumono per brevi periodi con il compito di licenziare il personale in eccesso. Un grande Clooney

nei panni del professionista senza scrupoli che dopo tanti anni spesi felicemente tra una città e l'altra dell'America, improvvisamente sente di dover cambiar vita. La sfilza dei dipendenti che passa sotto la mannaia di Clooney sono veri disoccupati provenienti da Detroit e St. Louis, le città più colpite dalla recessione. Il regista è il figlio di Ivan Reitman, quello che ha diretto "Ghostbusters".

Hussein. Le scene sono forti, particolarmente violente e sanguinolenti. In un ospedale da campo improvvisato, senza acqua ed attrezzature adeguate, il medico è costretto a sparare in testa ai pazienti più gravi, quelli senza speranze.

Triage regia. Danis Tanovic con colin Farrell, paz Vega, christopher lee Premio Oscar nel '93 con no Man's Land, Tanovic ritorna ad affrontare gli orrori della guerra, da un altro punto di vista. Quello dei sopravvissuti. Di coloro che ce l'hanno fatta, ma che hanno lasciato in quei terribili luoghi gran parte della loro vita. Tratto dall'omonimo romanzo dell'ex reporter Scott Anderson che ha seguito i conflitti in Uganda, Beirut, Cecenia e Bosnia il film è la storia di due fotoreporter inviati nel Kurdistan iracheno nel 1988 poco prima dei massacri di gas ordinati da Saddam

Recensioni di LUCIANA VECCHIOLI

aq16luglio2010  

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