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Giovedì 10 settembre 2009 - Edizione Estate

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Anno I - n.76- € 0,50

Ora di punta DI

EnnIO SIMEOnE

Complotto casalingo

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on è piacevole, anche se forse non ci crederete, occuparsi quasi tutti i giorni in chiave polemica del capo del governo. Ma è inevitabile, anche perché lui fa di tutto per ottenere questo risultato esibendosi in una sovraesposizione mediatica fatta di show, di battute, di apparizioni in occasioni pubbliche in cui esce dal seminato, sconfina dai temi di cui dovrebbe occuparsi in quella specifica sede, e parla puntualmente delle sue questioni personali. ’altro giorno, come sapete - ma si è ripetuto anche ieri, non ricordiamo più in quale delle varie esternazioni - ha dichiarato che i magistrati di Milano e Palermo avrebbero costituito una specie di asse per complottare contro di lui. Altre volte era toccato ad altre Procure, al Consiglio superiore, a Corti d’appello di varia dislocazione geografica. Insomma una intera categoria, quella dei magistrati (nel cui seno immaginiamo ci sia la stessa suddivisione di opinioni politiche che esiste in tutte le altre categorie professionali e sociali, quindi prevedibilmente con una prevalenza attualmente di giudici che votano centrodestra) sarebbe “in guerra” con il capo del governo. ra toccherà anche ai giudici di Tempio Pausania (la “sua” Sardegna). Perché? Ieri hanno assolto dall’accusa di violazione della privacy il fotografo Zappadu per le foto scattate a Villa Certosa.

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Fino al 15 settembre la versione stampabile de “l’Altro quotidiano” esce con foliazione ridotta www.altroquotidiano.it

Replica a Berlusconi: ma quale “fraintendimento”?...

Lo schiaffo di Fini

Dopo il colloquio telefonico di ieri il premier aveva minimizzato, ma il presidente della Camera gli risponde che il problema è politico e resta

Oggi e domani Italia 2-0 l’addio a Mike sulla Bulgaria

Oggi dalle 15 alle 23 e domani dalle 10 alle 20 sarà aperta al publico la camera ardente per Mike Bongiorno allestita alla Triennale di Milano. La cerimonia funebre sarà celebrata domani nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, officiata da mons. Erminio De Scalzi, vescovo ausiliario di Milano.

Italia-Bulgaria 2-0 a Torino con gol di Grosso e Iaquinta. Azzurri in vantaggio all'11' con Grosso. Poi Iaquinta (foto) manca da pochi passi il raddoppio al 14' ma è la Bulgaria a sfiorare 2 volte il pari. Al 41' Iaquinta a rete dopo una pregevole azione condotta in tandem con Gilardino. Sudafrica più vicino.

Obama: «Per la sanità meno che per le guerre» Un discorso di 45 minuti di Barack Obama al Congresso Usa in seduta straordinaria per convincere repubblicani e democratici della validità della riforma sanitaria, uno dei punti cruciali dell'agenda del presidente degli Stati Uniti, che su questo tema si gioca la sua stessa credibilità politica. «Non sono il primo presidente che si batte per questa causa, ma sono determinato a essere l'ultimo», ha detto Obama dichiarando che «non è possibile fallire». Obama ha cercato di fare piazza pulita da dubbi e critiche, ricordando che il piano «non aggiungerà un soldo al deficit né ora né in futuro» mentre, viceversa, se non si agirà «il deficit

crescerà, più famiglie finiranno in bancarotta, più aziende chiuderanno». La riforma della sanità pubblica americana proposta dalla Casa Bianca «costa meno di quanto abbiamo speso per le guerre in Iraq e in Afghanistan», ha deto Obama quantificando i costi della riforma in «circa 900 miliardi di dollari in 10 anni». Anche gli sgravi fiscali offerti ai più ricchi da Bush sono costati molto di più. Sulla riforma proposta, Obama ha detto che «molti dei costi prospettati verranno pagati con denaro già speso, ma speso male, nel sistema previdenziale attuale. Il piano non aumenterà il nostro deficit»

Ma quale “fraintendimento”?... Gianfranco Fini è molto esplicito e netto: il problema dei rapporti con Berlusconi e di Berclusconi con il parlamento, con la stessa maggioranza parlamentare e con il paese «è politico» e resta, al di là dellle buone maniere che possono essere usate in colloqui informali tra due uomini politici con responsabilità istituzionali da salvaguardare e da rispettare. Partecipando alla festa dei giovani del Pdl, il capo del governo aveva riferito della telefonata, definendola “cordiale e simpatica” e assicurando che tra loro c’era stato “un fraintendimento” e pertanto “con Fini non si sono problemi”. Proverbiale ottimismo. La replica di Fini è arrivata a stretto giro di posta con una nota scritta, nella quale si afferma che parlare di fraintendimento “è riduttivo”. D’altronde, prosegue il presidente della Camera con un sarcasmo che suona come uno schiaffo, “l’ottimismo di Berlusconi è proverbiale”. Un ottimismo che il Cavaliere ha ostentato a piene mani nel discorso di ieri, arrivando ad affermare con sprezzo del ridicolo - che la mattina si sveglia stanco quando vede tutto ciò che il suo governo ha fatto e ribadendo che “il Pdl non è una caserma”, anzi vi è un clima improntato alla più ampia democrazia. Lo scandalo delle escort. Intanto sulla sua testa imperversa la bufera che arriva dall’inchiesta di Bari, dove - secondo indiscrezioni del “Corriere della sera” ieri e di “Repubblica” oggi - anche quattro parlamentari sarebbero implicati nel reclutamento di ragazze a pagamento che venivano portate ai festini di Palazzo Grazioli e di Villa Certosa.


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giovedì 10 settembre 2009

Prove di disgelo tra i due leader

in italia

Il Cav chiede a Fini un faccia a faccia

Sanità

Prove di disgelo tra il presidente del Consiglio e il presidente della Camera. Il premier parla di ''telefonata cordiale e simpatica''. L'ex leader An non si sbilancia: "Il suo ottimismo è proverbiale, ma sono tante le valutazioni di carattere politico da discutere nel partito". Il presidente Consiglio ha illustrato ai giovani del Pdl i suoi successi e annuncia: Entro il 30 dicembre in Abruzzo consegneremo tutti gli appartamenti" Sulla telefonata restano le bocche cucite di entrambi gli staff, ma stando a quanto trapelato dall'incontro del Pdl a Palazzo Grazioli, il resoconto fornito da Berlusconi ai presenti sarebbe stato quello di una conversazione molto positiva, preludio di un incontro a quattr'occhi che - sottolineano le stesse fonti - dimostra come vi sia la volontà sul piano personale di risol-

L’influenza A non desta preoccupazione

vere tutti i problemi. In particolare, secondo quanto raccolto negli stessi ambienti, il premier avrebbe sottolineato a Fini come, tutte le volte che ci sono degli incontri, tutti i problemi siano sempre stati risolti senza difficolta'. Quello che serve, sarebbe stato il ragionamento di Berlusconi, è però un faccia a faccia in cui si affrontino i problemi nell'interesse del governo e del partito. Un invito dunque a vedersi, e a mettere i problemi sul tavolo, per affrontarli e risolverli insieme. Auspicio che sarebbe stato accolto dalla terza carica dello Stato. La prima occasione d'incontro tra i due leader ci sarà sabato prossimo, in occasione della riunione dei presidenti delle assemblee legislative dei Paesi del G8, alla quale prenderanno parte sia Berlusconi sia Fini.

Medicine alla Coop. Replica a un documento dei farmacisti

Un risparmio di oltre il 22% Della liberalizzazione si giovano i consumatori

Farmaci non necessariamente in farmacia ma a prezzi contenuti

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Direttore responsabile: Ennio Simeone Redazione e stampa: via Carciano 45, 00131 Roma tel. 06 4131710 - Fax 06 41299020 redazione@altroquotidiano.it Editrice: GECEM (Gestione Cooperativa Editoria Multimediale) - Presidente:Stefano Clerici Sede legale: Via Aldo Sandulli 45, Roma Registrazione del Tribunale Roma n..343/08 del 18 settembre 2008 - Registrato al ROC Partita Iva 09937731009

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«La liberalizzazione sulla vendita dei farmaci è un bene a vantaggio dei consumatori. Questa è la strada per generare economie rilevanti a vantaggio dei consumatori e della utenza». Così la Coop ha commentato la critica mossa dalla Federazione degli Ordini dei Farmacisti italiani alle accuse sugli aumenti dei prezzi dei farmaci attribuiti alle liberalizzazioni volute dal decreto Bersani. «I nostri dati dicono esattamente il contrario - afferma la Coop in una nota - Il risparmio medio che abbiamo generato per i nostri soci e consumatori è pari a 22,5% rispetto alle farmacie». «Inoltre, conclude la presa di posizione della Coop, a proposito dei presunti sgravi fiscali di cui le cooperative, a detta della Fofi, godrebbero ricordiamo che il regime a cui le cooperative sottostanno è stato recentemente cambiato. La ragion d’essere del diverso trattamento fiscale è compensata da una serie di doveri a cui le cooperative sottostanno. Primo fra tutti la non ripartizione degli utili».

Il viceministro della Salute, Ferruccio Fazio, rassicura: “La malattia legata al virus dell'influenza A è più leggera del previsto e non desta reali motivi di preoccupazione". Al termine dell'incontro dell'unità di crisi, dice: "Noi tutti abbiamo la reale impressione che si sta facendo un po' troppo rumore e che non ci sono motivi di allarme". I casi ad oggi sono sette mila.

Confindustria

La ripresa arriverà molto presto La ripresa arriverà presto, anche prima del previsto. E così dopo l'Fmi, l'Ocse, la Bce, Moody's e le parole di fiducia del premier, arrivano anche le ottimistiche stime della Confindustria. "Nel bosco bruciato della crisi iniziano a spuntare germogli di ripresa", scrive il CsC. Ma ci sono ancora molti nodi da sciogliere. E a pesare c è l'alto numero di senza lavoro.

Castelletto Cervo

Soffoca la figlia e chiama il 118 Una donna di 38 anni, residente in una cascina di Castelletto Cervo, , ha soffocato la propria figlia neonata. L'infanticidio è stato scoperto perché la donna aveva chiamato il 118. I medici l'hanno trovata riversa sul pavimento con al fianco la bimba, . La donna aveva tentato di abbandonare il terzo figlio, lasciandolo in una scatola.

Critiche a Berlusconi

Franceschini difende la magistratura “Siamo vicini all'Anm e sosteniamo le critiche rivolte al presidente del Consiglio perché le Procure, in particolare quelle citate da Berlusconi, hanno il dovere di fare rispettare la legge per tutti". Lo ha detto il segretario del Pd, Franceschini.Poi sul congresso e le prossime primarie del Pd: "Non sarà una occasione di divisione dei partiti”.


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nel MOndO Messico

Dirottano Boeing 737 in cella i “pirati” L'azione con la quale gli uomini delle forze di sicurezza hanno preso il controllo del Boeing 737 dirottato all'aeroporto di Città del Messico è durata poco meno di tre minuti. Lo hanno precisato fonti locali, sottolineando che non ci sono stati feriti. I pirati dell'aria che hanno sequestrato l'aereo della compagnia di bandiera messicana Aeromexico sono stati tutti arrestati.

Turchia

Oltre 20 le vittime dell’alluvione Tragico il bilancio dell'alluvione che ha colpito il nordovest della Turchia flagellato da forti piogge da lunedì scorso. I morti accertati sono saliti a 25, la maggior parte a Istanbul. Sette corpi sono stati recuperati lungo un'autostrada allagata della città, altri quattro in un parcheggio per camion, mentre decine di persone sono ancora disperse.

Sierra Leone

Affonda nave, sono circa 70 i morti E' di almeno 70 morti, in gran parte bambini, il bilancio dell'affondamento di una nave al largo delle coste della Sierra Leone a causa del maltempo. "La maggior parte delle vittime sono bambini tra gli 8 ed i 16 anni di età", ha detto un ufficiale di polizia, precisando che gli agenti hanno rinvenuto 24 sopravvissuti.

Buffalo

Si sposano il giorno del funerale del figlio Una coppia di Buffalo, nello Stato di New York, si è unita in matrimonio il giorno del funerale del figlio di 7 anni, morto in un incidente stradale. Per onorare la memoria del piccolo Asa, al termine della cerimonia funebre, lo stesso sacerdote ha celebrato le nozze. "Asa avrebbe davvero voluto che ci sposassimo, ce lo aveva chiesto spesso - ha detto il padre.

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giovedì 10 settembre 2009

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Afghanistan. Forze della Nato liberano il reporter del NY Times

Un blitz per il giornalista

Un testimone: l’interprete lasciato ai talebani È stato liberato con un blitz delle forze Usa il giornalista del York 'New Times' sequestrato sabato scorso insieme al suo interprete nella provincia afgana di Kunduz. Lo ha annunciato un governatore locale, Abdul Wahid Omarkhel, spiegando che il reporter di nazionalità britannica, Stephen Farrell, era tenuto prigioniero in una abitazione del distretto di Chardarah. Nel blitz per liberare il giornalista hanno perso la vita due civili del villaggio di Mungtapa, ha precisato il governatore. In proposito lo stesso Farrell ha raccontato al suo quotidiano di

aver visto morire sotto una serie di colpi il suo interprete, Sultan Munadi, nonostante fosse uscito dalla casa gridando «giornalista, giornalista», mentre era in atto lo scontro a fuoco. Farrell si era recato sul posto per riferire del raid della Nato contro due autocisterne che ha causato decine di morti, fra cui diversi civili nella provincia di

Kunduz venerdì scorso. “I militari che hanno liberato con un blitz notturno il giornalista britannico del New York Times Stephen Farrell dalle mani dei suoi rapitori talebani se ne sono andati portandosi via il cronista ma non l'interprete afghano, il cui corpo è stato ritrovato ieri”. È quanto ha affermato il padrone della casa dove Farrell era tenuto prigioniero al momento del blitz, un residente del distretto di Char Dara, provincia di Kunduz, che ha affermato di aver ospitato per la notte i talebani e gli ostaggi e che nell' incursione dei militari Nato è morta anche una sua cognata.

il persOnaggiO L'amministratore delegato di Apple Steve Jobs è riapparso in pubblico ieri per la prima volta dopo oltre sei mesi presentando dei nuovi iPod, ed è stato accolto da una standing ovation. Le azioni di Apple, però, dopo aver toccato il livello più alto dell'ultimo anno nel corso della seduta, hanno perso quasi il 2%, con alcuni analisti che si soffermano sull'estrema magrezza di Jobs. L'AD, 54 anni, con i suoi soliti jeans e dolcevita nero, è salito sul palco e ha ringraziato tutta la comunità di Apple per "il sostegno sincero" mostrato durante la sua assenza. Quella di ieri è stata la prima apparizione pubblica di Jobs dopo sei mesi di aspettativa per motivi di salute, seguiti al trapianto di fegato, e il suo ritorno al lavoro lo scorso giugno."Ora ho il fegato di un ragazzo ventenne morto in un

Dopo sei mesi ricompare in pubblico Steve Jobs incidente d'auto e tanto generoso da donare gli organi. Non sarei qui senza questa generosità", ha detto Jobs, emozionato, esortando i presenti a diventare donatori. Jobs ha iniziato annunciando una nuova versione del popolare media store online di Apple, iTunes, e un aggiornamento del software per l'iPhone. Poi ha presentato nuovi modelli e colori per l'iPod, incluso un iPod nano da 8 gb con videocamera, e

tagli di prezzi per altri modelli, prima della stagione natalizia. Jobs ha annunciato che finora sono stati venduti oltre 220 milioni di iPod. L'iPod touch ha venduto oltre 20 milioni di pezzi, con più di 21mila giochi e titoli di intrattenimento disponibili. L'iPod touch da 8 gb costerà 199 dollari rispetto agli attuali 229, mentre i modelli da 32 e 64 gb costeranno rispettivamente 299 e 399 dollari.


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Verso le regionali Calabria

Idv scarica Loiero e plaude al “re del tonno”

Antonio Di Pietro, sotto Agazio Loiero e Pippo Callipo

Antonio Di Pietro ha commissariato il partito e appoggia la candidatura di Callipo Nel Pd si decide a ottobre. E l’Udc tentenna di ASTOLFO PErrOnGELLI ”Saremo un’alternativa al modello di governo di Berlusconi in tutte le Regioni d’Italia, ma riteniamo che sia ’stretto’ dire se aderiremo o meno al Pd”. Antonio Di Pietro, leader di Idv, affronta così il tema delle alleanze in vista delle prossime elezioni regionali. ”Dobbiamo essere promotori di cambiamento e rinnovamento della classe politica - ha detto il leader di Idv - la nostra sarà una proposta alternativa al modello di governo di Berlusconi, perchè riteniamo che il suo modello istighi all’odio e alla vendetta, è un modello che fa gli interessi di pochi a danno di molti. Un governo da mandare a casa al più presto”. Sulla possibilità di realizzare un’alternativa nel centrosinistra, Di Pietro ha sottolineato che ”l’Italia dei Valori si farà promotrice di una nuova alleanza e al primo posto metteremo le persone e non le sigle dei partiti”. Loiero è consumato politicamente “Vogliamo conoscere le persone - ha aggiunto - perchè in alcuni casi possiamo anche costruire insieme un’alleanza, mentre in altre circostanze dobbiamo proporre cose diverse, come abbiamo fatto in Calabria”. Ed è proprio in Calabria che, come conclude Di Pietro, ”men-

tre una parte del Pd si ostina a ricandidare Loiero, che noi riteniamo consumato politicamente e responsabile di molti dissesti politici, noi abbiamo promosso la candidatura di Callipo, che consideriamo una novità all’altezza della situazione”. Callipo la giusta novità che appoggiamo Nei giorni scorsi l’ex pm di “Mani pulite” aveva fatto un tour per le province calabrese annunciando il commissariamento del partito, passato dalle mani di Aurelio Misiti in quelle di Ignazio Messina. Callipo intervistato da Altroquotidiano, aveva detto che “lui rappresentava un’alternativa ai due poli; e che la sua candidatura era partorita e por-

tata avanti dall’associazione “Calabria Futura”. Quindi sdoganata da ogni partito e sostenuta come ha tenuto a precisare Callipo dalla società civile. A questo punto c’è da chiedersi, se Idv sosterrà fino alla fine il “re del tonno, anche se il Pd dovesse abbandonare Loiero. Anche perchè la ricandidatura dell’attuale Governatore non appare scontata. In sostanza, la Calabria per il centrosinistra e i suoi alleati è una sorta di laboratorio per mettere in piedi alleanze valide anche in altre regioni. Nel Pd non si esclude l’ipotesi di De Sena Tornando, dunque a Loiero bisogna attendere il congresso d’ottobre del Pd, per sapere chi la spunterà tra Bersani, Marini e Franceschini. Da chi sarà il nuovo segretario, dipenderà la scelta del nuovo Governatore. Franceschini ha già boccato Loiero, Poi va ricordato che lo stesso Governatore ha affermato che non si candiderà se dovesse essere rinviato a giudizio nell’inchiesta “Why not”. Naturalmente si

fanno ipotesi sul nome di chi potrebbe essere il candidato al posto di Loiero, e quello che circola con insistenza è De Sena. I tentennamenti improvvisi dell’Udc Sul fronte opposto il Pdl, sembrerebbe unito e compatto sulle regionali avendo stipulato un accordo durante le recenti provincili con l’Udc che prevedevano che a candidarsi alla Regione sarebbe stato Giuseppe Scopelliti, primo cittadino di Reggio Calabria. In alternativa, all’Udc sarebbe toccata la poltrona di sindaco di Cosenza. E il “prescelto” sarebbe stato il giovane parlamentare Roberto Occhiuto. Qualcuno, tuttavia, ipotizzava il nome dell’ex esponente del Pd, Giacomo Mancini, che lo scorso anno transitò nel Pdl ottendendo una candidatura alle Europee, finita con una non elezione, ma con un discreto successo personale. Tuttavia, in queste ore si ritroveranno a Chianciano i vertici dell’Udc, e ha spiegato Franco Talarico segretario regionale, “valuteremo i progetti e i programmi dei partiti, poi si deciderà con chi allearci, tenendo presente anche chi sarà il candidato”. Quindi, possibile che salti l’accordo dello scorso aprile? In teoria i patti dovrebbero essere rispettati, ma in politica, si sa, le alleanze sono ballerine, e ci sarebbe poco da meravigliarsi se l’Udc il prossimo marzo scendesse in campo a fianco del centrosinistra mentre negli accordi dei mesi scorsi era stata pianificata l’alleanza col partito del Cavaliere in Calabria, e anche in altre regioni del sud.


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Tagli alla scuola

Disponibili sì, precari no Via libera dal Consiglio dei ministri alla cosiddetta norma “salva-precari”. Il testo sarà inserito con un emendamento al decreto Ronchi in modo da essere subito in vigore. Con questa soluzione il governo vuole agevolare i 12-13 mila insegnanti (questi sono gli ultimi dati forniti oggi dal ministro Gelmini) rimasti senza cattedra annuale. Attraverso la stipula dei “contratti di disponibilità” questi docenti, che già hanno l’indennità di disoccupazione garantita, avranno la precedenza per le supplenze brevi. E nelle Regioni, che stipuleranno accordi con il ministero, gli insegnanti avranno un’integrazione dell’indennità a carico dell’ente locale. Questo gruppo di precari, ha spiegato il ministro all’Istruzione, potranno essere coinvolti in progetti educativi: contro la dispersione scolastica, il sostegno ai soggetti più deboli, o per l’orientamento. Le Regioni potranno partecipare anche economicamente all’attuazione di questi progetti. Il programma sarà valido soltanto per quest’anno. «Per il prossimo prevediamo ha assicurato il ministro - che questo tipo di problemi non ci sia più». I sindacati. Cisl e Uil hanno accolto positivamente il decreto, mentre rimangono sul piede di guerra la Cgil, i sindacati di base e i comitati insegnanti precari, che hanno definito il decreto un “palliativo”. Dal contratto di disponibilità verrebbero esclusi, evidenziano i comitati, «coloro che hanno lavorato per l’intero anno scolastico con incarichi dei presidi (e non con l’assegnazione annuale come previsto dal provvedimento) e tutti quelli che hanno maturato un anno di servizio cumulando più periodi in diverse scuole o per vari insegnamenti». Inoltre, insiste l’asso-

E’ passata in Cdm la norma che introduce il “contratto di disponibilità” per i docenti precari. Ma continuano le proteste di ELOISA COvELLI

Una maglietta dei manifestanti

Vaticano: no alle altre religioni nelle scuole L'insegnamento dell'ora di religione nelle scuole non può essere sostituito «con un insegnamento del fatto religioso di natura multiconfessionale o di etica e cultura religiosa», lo afferma la Congregazione vaticana per l'Educazione cattolica, in una lettera inviata nel maggio scorso alle conferenze episcopali di tutto il mondo e che sta circolando in questi giorni, in vista dell'apertura dell'anno scolastico. Il documento vaticano si riferisce a tutta la realtà mondiale e non solo all'Italia; parla dell'ora di religione insegnata nella scuole cattoliche, in paesi dove magari prevale un'altra fede, e dell'ora di religione insegnata nelle scuole pubbliche, in paesi a maggioranza cattolica. «In una società pluralista, il diritto alla libertà religiosa - si legge nel testo - esige sia l'assicurazione della presenza dell'insegnamento della religione nella scuola, sia la garanzia che tale insegnamento sia conforme alle convinzioni dei genitori». «I diritti dei genitori - continua il documento - sono violati se i figli sono costretti a frequentare lezioni scolastiche che non corrispondono alla persuasione religiosa dei genitori o se viene loro imposta un'unica forma di educazione dalla quale sia completamente esclusa la formazione religiosa».

ciazione di insegnanti, la misura prospettata «altro non è che un sostegno al reddito, già in parte disponibile, a carico dell’Inps, noto come disoccupazione ordinaria». Le Regioni. E se la Campania e la Lombardia hanno già fatto un accordo con il ministero, la maggior parte delle Regioni è contraria a mettere mano ai propri fondi. Questo è l’orientamento uscito dalla riunione tra gli assessori regionali all’Istruzione, tenutasi oggi a Roma. «C’è una forte preoccupazione - ha dichiarato Alessandra Tibaldi, assessore al Lavoro del Lazio, che coordina la Conferenza delle Regioni per almeno tre ragioni. Inizia l’anno scolastico e manca un dato omogeneo a livello nazionale sul numero di docenti interessati dai tagli. Non si sa quale sarà l’impatto di queste politiche sull’offerta formativa. Non conosciamo, infine, le ricadute sulla popolazione scolastica, che specie in alcune regioni aumenta a fronte di un numero di insegnati in calo». Le proteste. Intanto continuano le manifestazioni. I sindacati di base hanno indetto uno sciopero generale per il 23 ottobre a Roma. Rdb-Cub ha annunciato per il 14 settembre alle 16 una manifestazione davanti al ministero, in Viale Trastevere. Il Coordinamento dei precari di Palermo, che ha manifestato anche oggi, ha annunciato altri sit-in di protesta il 18 settembre in piazza Politeama e il 19 in piazza Verdi. Mentre l’Italia dei Valori sta organizzando una grande manifestazione contro il ministro. «Noi chiediamo -dichiara Stefano Pedica, coordinatore per il Lazio- che venga ritirato il piano dei tagli previsto dalla legge e che vengano assunti tutti i precari della scuola sui posti vacanti».


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mercoledì 10 settembre 2009

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L’addio a Mike Bongiorno

Figurerà nel presepe 2009 Sotto la sua abitazione, a Milano, in via Procida 10, i fan danno appuntamento per rendere l’ultimo tributo al papà della televisione italiana. Tra tanta tristezza e malinconia. Uno sguardo verso il vetro scuro della portineria, un segno della croce e poi via per la propria strada. Alcuni lasciano un bigliettino o un messaggio, frasi come “Ora è volato in cielo” o molto più semplicemente “ciao Mike”. La camera ardente sarà allestita alla Triennale durante tutta la giornata di oggi, e poi verrà aperta al pubblico per l’ultimo saluto. L’atrio del Palazzo dell’Arte ospiterà il feretro del presentatore, dalle 8 alle 23. Sabato i funerali, sempre a Milano, nella basilica di Sant’Ambrogio. E poi la sepoltura ad Arona, dove Mike aveva la sua seconda casa. Da Monaco è giunto il via libera al trasferimento della salma in Italia. Un funzionario dell'ambasciata italiana ha assistito al procedimento di chiusura del sarcofago. La stessa ambasciata ha inviato al comune di Arona il fax con le comunicazioni ufficiali. Intanto sono numerosi i personaggi che ricordano il “re dei q1uiz. A partire dai vertici di Sky che hanno annunciato che «Riskytutto non si farà, perchè senza Mike non avrebbe motivo di essere». Lo ha detto l'amministratore delegato di Sky Italia Tom Mockridge, intervenuto a Milano alla presentazione dei nuovi palinsesti dei canali Alice, Leonardo, Marcopolo e Nuvolari, del gruppo editoriale Sitcom. Ancora: «Mike Bongniorno ha aperto pagine di storia, ha contribuito a fare gli italiani e ha fatto sì che la televisione fosse una grande occasione per la promozione della cultura». Cosi il rettore dell'università Iulm di Milano, Giuseppe Puglisi, ricorda Mike Bongiorno. Al popolare presentatore Puglisi nel 2007 aveva conferito la Laurea Honoris Causa in televisione, cinema e produzione multimediale. «È con grande ramamarico che ho

Stamattina camera ardente alla Triennale a Milano. Sabato i funerali . Sarà sepolto ad Arona A Napoli un pastorello per ricordarlo di ArCAnGELO ArAGOnESE

Bongiorno e Del Piero. Sotto co Costanzo e sopra con Fiorello

appreso la notizia -ha spiegato Puglisi a margine della presentazione del Forum promosso dall'Unesco sulla cultura a Monzaaveva davanti a sè ancora un ricco e attivo programma di lavoro. Mike Bongiorno aveva un grande senso civile e culturale -ha concluso- e se altri hanno trovato nella tv opportunità di arricchimento, lui ha fatto della tv una grande occasione di promozione culturale». «Aggiungiamo alle tante altre vocidi saluto a Mike Bongiorno quella del Premio Bancarella, che lo scorso anno lo ha visto presidente».Anche i librai dello storico premio piangono la scomparsa del re del quiz. «I librai del Premio Bancarella e il consiglio della Fondazione Città del Libro di Pontremoli partecipano addolorati allutto della famiglia Bongiorno e dell'intero mondo dello spettacolo e della cultura per la perdità del grande Mike. Ricordiamo con affetto la sua presenza a Pontremoli, presidente delPremio Bancarella 2008, con la quale ci ha voluto donare una testimonianza vera di vita vissuta e ci ha mostrato le sue doti di uomo buono e generoso», si legge in un comunicato. Infine a Napoli hanno preparato una statuetta che farà parte del presepe 2009. E da San Biagio dei Librai è arrivato un “Allegria” a mò di ricordo per uno dei personaggi più importanti della tv italiana.


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di FIDALMA FILIPPELLI E’ in corso questa settimana a Firenze, fino a domenica 13 settembre, la festa nazionale di Emergency. L’associazione, fondata nel 1994 da Gino Strada e da sua moglie Teresa Sarti, scomparsa qualche giorno fa, compie 15 anni. In questo lasso di tempo Emergency ha curato più di tre milioni di persone vittime civili delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà, attraverso la creazione di ospedali nei luoghi del conflitto e dell’emergenza. I paesi interessati sono moltissimi: Algeria, Angola, Cambogia, Eritrea, Iraq, Nicaragua, Palestina,Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sudan, Italia. La scelta di Firenze come sede dei festeggiamenti è dovuta ai forti legami che l’associazione intrattiene con le amministrazioni locali e alla presenza di un consistente serbatoio di volontari. Gli appuntamenti, più che vari nell’offerta culturale - mostre, film, incontri pubblici, workshop e testimonianze - sono dedicati alla memoria della Presidente Teresa Sarti, venuta a mancare lo scorso 1 settembre, e si svolgono tra il Nelson Mandela Forum e Firenze Fiera. L’ingresso è libero. I dibattiti sono incentrati sulla costruzione di ospedali modello,

L’iniziativa

Diritti & DOVeri

giovedì 10 settembre 2009

l’altrO sOciale Settimana di festeggiamenti a Firenze

Buon compleanno Emergency

sulla missione italiana in Afghanistan, sugli investimenti economici per armi e guerra. Una particolare attenzione verrà riservata alla “malattia” del razzismo. Numerosi sono gli spettaco-

li in programmma, da Lella Costa a Moni Ovadia, Diego Cugia, Piero Pelù e tanti altri. Il fiore all’occhiello dell’evento è previsto per venerdì 11 settembre alle 21,30 al Nelson Mandela Forum,

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dove Gino Strada, Jovanotti, Gianni Mura e Marco Paolini giocheranno con la storia ed il futuro dell’ associazione nell’incontro spettacolo “15 anni di Emergency”. Molto atteso anche l’evento di sabato sera, quando Serena Dandini condurrà al Mandela il grande spettacolo “Buon compleanno Emergency” , al quale parteciperanno Antonio Cornacchione, Bebo Storti, Gaspare e Zuzzurro, Paola Turci, la Banda Osiris e Paolo Hendel nel suo personaggio di Carcarlo Pravettoni. Nella manifestazione non mancherà neppure il cinema, con la proiezione, tra le altre, del filmdocumentario “Domani torno a casa” di Fabrizio Lazzaretti e Paolo Santolini che racconta la vita quotidiana del centro di cardiochirurgia Salam di khartoum (Sudan) e del centro chirurgico di Emergengy a kabul. Tra le iniziative speciali correlate va segnalato l’accordo con alcuni ristoranti fiorentini, i quali devolveranno una parte del loro incasso a sostegno delle mense degli ospedali dell’associazione. Inoltre, il Museo Archeologico organizza due giornate (giovedì 10 e venerdì 11) di visite guidate gratuite. Per il programma. http.//firenze.emergency.it/inde x.php.

Accordo tra i City Angels di Milano e Benesserecapelli

Parrucchiere gratis per gli homeless I City Angels di Milano, in rete con Benesserecapelli, offrono una volta al mese un taglio gratuito ai senzafissadimora. I quali ricevono anche in regalo prodotti per la cura dei capelli.

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arrucchieri a disposizione degli homeless milanesi: una volta al mese, nella sede dell’ associazione City Angels

in galleria Tonale, un gruppo di parrucchieri della catena Benesserecapelli taglieranno i capelli gratis ai senza fissa

dimora, donne e uomini. Questa lodevole iniziativa nasce dalla collaborazione tra i City Angels e la nota catena Benesserecapelli e vuole aiutare i senzatetto a presentarsi meglio ai colloqui di lavoro, dove spesso vengono scartati anche per l’aspetto trasandato, e ad avere più fiducia in se stessi. I parrucchieri volontari doneranno inoltre agli homeless shampoo, balsamo e prodotti per la cura dei capelli, proprio per far sì che la cura del corpo possa diventare una piace-

vole abitudine. Un piccolo progetto di grande avanguardia sociale, che vede nascere una rete mista tra terzo settore e realtà aziendale a favore di una categoria svantaggiata. Sono sempre più le aziende che scelgono oggi l’impegno nel sociale ed il conseguente strumento del bilancio sociale, che le contraddistinguono come realtà finalizzate non solo al profitto ma anche all’utilità sociale. E ciò sembra interessare molto al cliente-consumatore, che ha un occhio di riguardo per marchi ed aziende solidali.


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MOstra Del CineMa

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Contestazioni

Il protagonista

Il sogno di Placido dedicato a Boffo di rOSA MArChIO

giovedì 10 settembre 2009

Il Sessantotto raccontato in chiave autobiografica in questo film che ha per protagonista Scamarcio

“Il grande sogno” di Michele Placido è stato applaudito timidamente durante la prima proiezione per la stampa e in maniera più decisa al termine della seconda. La pellicola, in concorso alla 66esima Mostra del Cinema di Venezia, racconta il Sessantotto in chiave autobiografica. L'arrivo a Roma di Nicola (Riccardo Scamarcio), pugliese con l'ambizione di diventare un attore ma che per vivere deve fare il poliziotto, è la vera storia di Placido. Così come l'amore per Laura (Jasmine Trinca) giovane universitaria della buona borghesia romana che si impegna nel movimento affascinata da Libero (Luca Argentero) torinese, comunista e sindacalista che spingerà il gruppo verso la lotta armata. «Vorrei dedicare “Il grande sogno” al direttore dell'Avvenire Dino Boffo

che ha ancora lo spirito del '68, per questo firmo la solidarietà. Posso farlo solo col mio lavoro non mettendomi in politica sul piedistallo», ha dichiarato Placido nel concorso della conferenza stampa alla quale era presente anche una parte del cast: Jasmine Trinca e Riccardo Scamarcio. «Nel mio caso la formazione prima di cominciare il film non prevedeva una grande cono-

scenza politica di quell'epoca, non era così indispensabile spiega Scamarcio - proprio perché il mio personaggio aveva bisogno di candore e semplice curiosità ed e molto autobiografico». Jasmine Trinca ha invece preparato il suo personaggio leggendo “Lettera a una professoressa” di Don Milani e “Memorie di una ragazza”perbene' di Simone de Beauvoir.

La Mezzogiorno racconta suo padre

Giovanna Mezzogiorno

Sono ancora tante le celebrità che calcano il tappeto rosso al Festival del Cinema di Venezia. Giovanna Mezzogiorno ha presentato a Venezia, “Negli Occhi”, in concorso nella sezione Controcampo Italiano. Nel documentario, diretto da

Michele Placido con i protagonisti del suo film

Daniele Anzellotti e Francesco Del Grosso e da lei narrato e co-prodotto, ripercorre attraverso nume-

Alla presentazione per la stampa

CarloRossella preso a fischi Carlo Rosella, presidente di Medusa (la casa di produzione cinematografica di proprietà della famiglia Berlusconi), è stato lungamente fischiato dai giornalisti presenti durante la conferenza stampa organizzata per la presentazione del film “Il grande sogno” diretto da Michele Placido, un film sul ’68 prodotto appunto da Medusa. Rosella aveva esordito affermando «ho fatto il '68: questo film mi ha entusiasmato perchè è un film politico ma anche un film sul personale. Turgeniev ne avrebbe fatto un seguito di 'Padri e figli'. C'è una grandissima scrittura. Michele Placido ha lavorato molto e tutti gli attori sono molto bravi». Fin qui, silenzio attento in sala. Ma poi, quando Rossella ha cominciato a fare un confronto tra Lotta Continua e Movimento studentesco, sono iniziati i fischi e le esclamazion i “Basta! Basta!”. Del film comunque si è saputo che è costato dieci milioni di euro e che il tempo necessario per la scrittura e la preparazione è stato di circa due anni.

rose testimonianze la vita del padre, Vittorio Mezzogiorno. Dalla moglie Cecilia Sacchi a Peter Brook, da Bellocchio, Montaldo, a Placido e Martone. Giovanna ha indossato per l’occasione un abito firmato Gucci in crêpe de chine.


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l’inChiesta

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giovedì 10 settembre 2009

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Immigrati. Due pesi e due misure?/1

Una guerra tra poveri Riproponiamo, per l’interesse che ha destato, l’inchiesta sugli immigrati pubblicata martedì, suddividendola in 2 puntate di AnTOnELLO MAnGAnO Perché deve essere regolarizzato chi lavora nelle case e condannato alla maledizione della clandestinità chi si spacca la schiena nei campi di pomodoro? E’ iniziato un processo che nega l’ingresso regolare, condanna alla schiavitù del lavoro nero e ricattabile, sana solo chi serve e quando serve. Intanto peggiorano sempre più le condizioni dei lavoratori agricoli stranieri nel Sud: una gambizzazione in Campania, uno sgombero in Calabria, mille braccianti senza casa in Basilicata E’ l’Italia dei condoni e del tutto s’aggiusta, quando e come ci fa comodo, che fa la faccia feroce con i deboli. La Lega, il partito del rigore e della fermezza, non fa eccezione. Nel 2002 la sanatoria “Bossi-Fini” fu la più grande della storia italiana, perché serviva manodopera per le industrie e l’economia italiana. Oggi si preferisce forza lavoro in condizione schiavile. Le forme di ingresso regolare non esistono più, il “decretoflussi” è una farsa che sta creando un immenso mercato nero di falsi contratti di lavoro, ed un ceto parassitario di

mediatori e speculatori, secondo la “migliore” tradizione italiana. E saranno regolarizzazioni mirate, come quelle di colf e badanti, e quindi basate sull’ingiustizia. Perché può avere il permesso di soggiorno chi lavora nelle case ed invece deve essere condannato alla maledizione della clandestinità chi si spacca la schiena nei campi di pomodoro? “Vogliono far pagare la crisi economica agli immigrati”, afferma Emilio Santoro, giurista dell’Università di Firenze. “Le imprese hanno bisogno di manodopera in nero, ricattabile, a basso costo, estremamente flessibile per uscire fuori dalla crisi economica e questo porta alla produzione di soggetti lavoratori debolissimi che peraltro sono già presenti qui, con una buona conoscenza linguistica, abbastanza integrati e via dicendo. E li si mette in condizione di essere debolissimi imponendo appunto il pagamento di 200 euro, rendendogli sempre più difficile l’accesso ad uno status stabile, rendendo complicata la richiesta della residenza per

Una badante con un’anziana signora a passeggio l’ideoneità alloggiativa ecc., e, insomma, si fa di tutto per spingere queste persone verso il nero. Tra l’altro sapendo benissimo, perché se non lo si sa vuol dire che si è scemi, che queste persone nel 98% dei casi non se ne andranno”. I fantasmi che non vogliamo vedere Non se ne andranno i “transumanti” del lavoro stagionale, le migliaia di lavoratori africani impegnati in estate nella raccolta dei pomodori nel foggiano, in Campania, nelle campagne di Palazzo San Gervasio; in inverno nella raccolta delle arance nella Piana di Gioia Tauro. Per loro nessuna pietà. Tengono basso il costo del lavoro (la media è di 25 euro al giorno, tutto compreso). Non possono affittare una casa, perché non hanno soldi e se li avessero farebbero rischiare il sequestro dell’immobile al padrone di casa. Dormono nei campi come a Cassibile, in ex fabbriche dal tetto sfondato come a

Rosarno, in masserie abbandonate come in Puglia. Mangiano in gran parte i prodotti dei campi, pieni di anticrittogamici. Per la polizia esistono e non esistono. Ci sono quando si mettono in fila davanti alla caserma, per denunciare i loro rapinatori, come nel dicembre 2008 in Calabria. Sono autentici eroi, tutti ad applaudire. Non ci sono più quando si fanno i controlli a campione o autentiche retate, magari quando finisce la stagione e manca poco ai pagamenti, come accaduto spesso in Puglia. Allora diventano clandestini, dall’8 agosto è un reato, un decreto di espulsione e via. Grazie per le dieci ore al giorno di lavoro nei campi sotto il sole o nel freddo dell’inverno, grazie per aver raccolto i pomodori che consumiamo e che esportiamo, il simbolo della dieta mediterranea, orgoglio di questo paese. Continua domani


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PersOne

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giovedì 10 settembre 2009

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L’incontro

Il click

Lo scontro

Rihanna e il suo ex si ameranno in Messico

L’ereditiera sul red carpet

E’ ancora guerra fredda tra Barbara e Paola

E' lei la vera Star della 66esima edizione del Festival di venezia. Per i cinefili più incalliti sarà duro ammetterlo, ma (purtroppo) è così: Paris hilton ha oscurato tutti i grandi attori presenti al Lido. Sul red carpet di 'Bad Lieutenant' la hilton si è presentata insieme al fidanzato Doug reinhardt. Segno che

rihanna Negli Usa non possono vedersi per cinque anni. Questa la conseguenza dell'aggressione di Chris Brown all'ex fidanzata Rihanna, certificata da un ordine restrittivo del tribunale nei confronti del rapper. Loro due, però, si amano ancora e non hanno mai smesso. Così, per provare a rimettere in sesto la loro storia, senza fare danni alla professione, stanno progettando di partire per una lunga vancanza in Messico, dove le leggi americane sono acqua fresca. Chris e Rihanna hanno chiesto aiuto ai loro avvocati per riuscire a capire cosa potevano fare e ora stanno programmando di andare due settimane ad Acapulco - ha rivelato una fonte anonima a Star - Vogliono stare insieme, ma sono consapevoli di dover rimettere in piedi molte cose prima di apparire nuovamente in pubblico come coppia. Rihanna, tra l'altro, non vuole fare del male ai tanti fans che, dopo l'aggressione di Brown, le hanno dato il loro sostegno. Ha paura di fare uin danno alla sua carriera".

Bellucci e Cassel sul set con Eva Henger Il ritorno di Thomas Milian nei panni di “Er Monnezza” tiene in fibrillazione tanti fans. E ora arriva una bella indiscrezione sulla commedia che vedrà nel cast la bionda Eva Henger come protagonista femminile. E' stato Massimiliano Caroletti, marito dell'ex pornostar, a sussurrarla a un amico durante le nozze della nipote di Eva. Oltre all'annunciato cameo di Barbara D'Urso, pare che il film s'impreziosirà con la partecipazione di una delle coppie d'oro del cinema mondiale. Vincent Cassel e Monica Bellucci avrebbero detto di sì.

Ambra al Gay Village con l’amica Luxuria Dopo la Cucinotta, ecco Ambra. L'ex ragazza prodigio di 'Non è la Rai' è corsa al Gay Village di Roma per mostrare la sua solidarietà con il mondo omosex, dopo i recenti fatti di Roma. Per lei, sorridente e dispinibile come sempre, un caloroso benvenuto da parte di tutti i presenti. Compresa la vincitrice

dell'ultima edizione de 'L'Isola d e i Famosi' Vladimir Luxuria. Le due hanno parlato fitto fitto per tutta la serata.

Paola Perego Dopo il comunicato di Lucio Presta e la minaccia di abbandono della Tribù per colpa delle dichiarazioni poco carine della collega napoletana (“Il mio programma della domenica sarà meno volgare che in passato…”), la frattura sembrava essersi ricomposta, grazie a una nota pubblica in cui Mediaset rinnovava la stima per la Paoletta nazionale. Ma alla Perego il 'mal di pancia' non è passato. Così ha preso la palla al balzo. In un'intervista rilasciata a Vero a proposito della tanto contestata domenica ha detto: "Sarà una domenica più facile. La nostra è stata un’impresa ardua, quella di mantenere gli ascolti, lo scorso anno: la concorrenza di ‘Domenica In’ era agguerrita. Quest’anno la Rai risponde alla ‘Domenica’ di Barbara D’Urso con una fiction… Non sono stata sostituita, sono stata io a comunicare a Mediaset lo scorso dicembre che non avrei fatto la prossima edizione della trasmissione”. Barbara replicherà? To be continued...


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giovedì 10 settembre 2009

GranDe sCherMO

Una commedia sentimentale

Kolossal con effetti speciali

ricatto d’amore

Segnali dal futuro

Regia: Anne Fletcher con Sandra Bullock, Ryan Reynolds

Non è un capolavoro, però è divertente, piacevole e ben costruito. Una favoletta moderna tutta cuore e amore. Una classica commedia sentimentale (al box office Usa ha stravinto) costruita per un pubblico femminile (niente male il maritino di Scarlett Johansson) che però non dispiace agli uomini soprattutto per le scene di nudo (non è che si veda un granché) della sempre bella Sandra Bullock. Di nuovo in un ruolo brillante che le calza a pennello, l'attrice veste i panni di una intransigente dirigente editoriale votata alla carriera. Quando rischia di essere rimpatriata nel suo paese d'origine, costringe il suo giovane assistente-vittima a sposarla.

L’Italia della tv commerciale videocracy Regia: Erik Gandini Rai e Mediaset lo hanno censurato decidendo di non trasmettere il trailer, che invece su Internet è assai cliccato. I giornali non gli hanno riservato una grande accoglienza. Quasi quasi vale la pena andarlo a vedere questo documentario sulla tv commerciale creata da Silvio Berlusconi. "In una videocrazia la chiave del potere è l'immagine" dice l’autore italo-svedese. E proprio attraverso le immagini dei vari programmi e dei suoi testimonial si racconta l'Italia degli ultimi i trent'anni. Nel 1977 a Tele Torino International, Pino Maffi conduce, riscuotendo grande successo, "Spogliamoci insieme", primo sexy quiz della storia televisiva.

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Regia: Alex Proyas con Nicolas Cage, Rose Byrne

nicolas Cage in “Segnali dal futuro” di Alex Proyas

La Parigi della Belle Epoque Chéri Regia: Stephen Frears con Michelle Pfeiffer, Rupert Friend

E' un piacere ritrovare le inquadrature eleganti e preziose alle quali Stephen Frears ci ha ormai abituati. Ispirato all'omonimo libro della Colette, ambientato nella Parigi della Belle Epoque, nel variegato universo delle cortigiane d'alto bordo, protagonista è la sfolgorante e sempre raffinata Michelle Pfeiffer che a 51 anni può addirittura permettersi qualche sequenza di nudo. Presta il volto a Léa de Lonval, cocotte ormai al tramonto che si innamora del giovane Chéri, figlio della sua vecchia collega e rivale Madame Peloux. Una strepitosa Kathy Bates, capace in più occasioni di rubare la scena alla Pfeiffer.

Scoppiettanti cartoni animati L’era glaciale 3 L’alba dei dinosauri Regia: Carlos Saldanha Ecco un sequel all'altezza del number one. Sembrava fosse esaurita la forza di uno dei cartoni animati più amati dal pubblico. Ed invece, a sorpresa, il terzo capitolo del blockbuster che vede protagonisti ancora una volta i nostri glaciali eroi,

Interviste a 9 coppie gay L’amore e basta Documentario Consiglio

di

Stefano

Mentre nei telegiornali scorrono ancora le immagini delle recenti aggressioni verso gli omosessuali, da non perdere questo bel documentario. Sentimenti forti ed autentici che vivono e sopravvivono a difficoltà e pregiudizi. Consiglio, già autore di diversi documentari come "L'uomo flessibile" con Antonio Albanese, intervista nove coppie gay e lesbiche francesi, italiane e tedesche. Il filmato è introdotto da Luca Zingaretti che legge un testo di Aldo Nove, appositamente scritto dall'autore attingendo dai suoi ricordi d'infanzia. A legare le varie storie, piccoli film d'animazione di Ursula Ferrara. "Non è un film politico, ma un film sull'amore" ha spiegato il regista. non delude. Divertente, dinamico, dialoghi scoppiettanti ed arguti. Sceneggiatura curatissima. Le rocambolesche rappresaglie tra il celebre Scratt e la new entry Scrattina potrebbero rappresentare una sorta di summa del rapporto maschiofemmina. Immagini spettacolari, con il 3D che riesce a dare una profondità incredibile all'animazione. Basta soffermarsi sulla sequenza che ritrae Diego la tigre mentre caccia un'antilope. Geniale l'invenzione del furetto pazzo, Buck.

Spettacolare kolossal americano, tutto avventura ed effetti speciali. Nicholas Cage cerca di dare il suo meglio, anche con l'immutata espressione del volto. Un actionthriller con una spruzzata di paranormale. Avvincente, adrenalitico, sceneggiatura ben calibrata. Nel '59, i disegni su come sarà il futuro realizzati da una classe di scuola elementare vengono chiusi in una capsula del tempo dove rimarranno per 50 anni. Un ragazzina riempie il suo foglio con una serie di numeri apparentemente casuali. Mezzo secolo dopo i lavori verranno tirati fuori dalla capsula. Quella misteriosa serie di numeri finisce nelle mani del professore di astrofisica John Koestler

Brutta copia di un cult movie S. Darko Regia: Chris Fisher con Jackson Rathbone, Daveigh Chase Per fortuna il regista e sceneggiatore Richard Kelly non si è fatto coinvolgere nell'operazione sequel. La nuova pellicola, che negli Usa esce solo in dvd, non è altro che la brutta copia di un film che nel 2001 diventò in poco tempo un cult movie, per aver saputo coniugare la freschezza delle immagini di un film fantastico alle inquietudini adolescenziali. La storia appare confusa, priva di una sceneggiatura credibile, con sequenze spazio-tempo (e tanti effetti speciali) che rendono il tutto ancora meno chiaro. Personaggi di contorno, scontati e banali.

Pagina a cura di LUCIAnA vECChIOLI


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giovedì 10 settembre 2009

lletture etture

STEFAnO CLErICI

Memorie di un cronista/36

E sulla scena politica irruppe l’onda giudiziaria di “Mani pulite” A

rrivarono le prime avvisaglie di Mani Pulite. Seguite dai primi sentori che Berlusconi sarebbe sceso in campo per dare vita, così si diceva, alla Seconda Repubblica. Allora, Scalfari decise che anch'io dovevo scendere in campo, ovvero tornare in trincea. Ero al Venerdì da circa tre anni, se non ricordo male. Giorgio Dell'Arti stava per lasciare la guida del nostro settimanale (che - parole di Barbapapà - sembrava stargli ormai un po' troppo stretto) e intraprendere una personale avventura da giornalista-editore. Anch'io di fronte all'arrivo alla guida del Venerdì di Franco Recanatesi, carissimo collega ma figlio di un'altra famiglia (cosa che lui stesso comprendeva), mi sentivo ormai in quella redazione un po' un pesce fuor d'acqua. Scalfari mi propose - o forse è meglio dire che con la sua solita potente signorilità m'impose - di far ritorno al quotidiano. Per far parte dello staff dirigenziale del Politico. Con Mino Fuccillo capo. E accanto a eccezionali colleghi, al desk, come Gregorio Botta, Giustino Fabrizio, Loredana Bartoletti, Mauro Piccoli (anche lui ex Paese Sera e amico di vecchia data). Nonché inviati di spicco come Federico Geremicca (futuro successore di Fuccillo e poi responsabile della redazione romana della Stampa), Barbara Palombelli, Giorgio Battistini, Gianluca Luzi, Claudio Giua, Sebastiano Messina e altri "compagni d'arme" che non posso elencare al completo ma che tutti aveva-

Stefano Clerici, 61 anni a ottobre, presidente della cooperativa che edita “l’Altro quotidiano”, è collaboratore di “Repubblica”, di cui è stato caporedattore per la cronaca di Roma. Iniziò la professione a “Paese sera”, diventandone in breve tempo capocronista.

Mino Fuccillo e (a destra) Federico Geremicca, allora capo e inviato della politica di repubblica. In alto: il pool di “mani pulite”: Davigo, Colombo,D’Ambrosio e Di Pietro no e avranno sempre la mia più grande stima. E, in molti casi, anche sincera gratitudine e affetto. Quegli anni furono tutt'altro che facili. Ricordo che ogni mattina, in riunione, quando mi capitava di recitare la mia parte nella "messa cantata", facevo una specie di elenco di coloro che avevano ricevuto, a dir poco, un "avviso di garanzia" dal pool di Antonio Di Pietro e compagnia in toga. E tutti lì a fare una specie di albero genealogico per stabilire, o almeno immaginare, da quali radici nascesse quel nome. E a quali altri e alti rami avrebbe potuto portare. Ma per fortuna lo spirito del cronista vinceva quasi sempre: chiunque fosse l'accusato, prima della gogna ci volevano notizie certe. E Piero Colaprico e Luca Fazzo, da cronisti puri, in quel di Milano andavano a caccia proprio di notizie su quello che noi italiani possiamo considerare lo scandalo del secolo (scorso). Anche se ormai si sta facendo del tutto per dimenticarlo, o meglio seppellirlo. E per trasformare

magari i giornalisti, anzi i buoni cronisti, in imputati. Ricordate i leghisti che agitavano il cappio in Parlamento verso i loro alleati di oggi, allora indicati come i principi della corruzione e del malaffare? E ricordate che Berlusconi chiese perfino a Di Pietro di fare il ministro nel suo governo? Come diceva il Gattopardo, cambiare tutto perché nulla cambi...

Q

uella stagione politica era davvero convulsa e faticosa e vi ho già detto che guidare la Cronaca di Roma rappresentava la mia massima aspirazione. Avevo finito la mia esperienza a Paese Sera come capocronista. Grazie a Ennio Simeone (quello del cazziatone sulle locandine), mio predecessore, che nel momento in cui venne chiamato alla vicediirezione del giornale da Andrea Barbato, scelse proprio me per sostituirlo. E raggiungere lo stesso traguardo, poco più di dieci anni dopo, a Repubblica, fu davvero un'enorme soddisfazione. umana e professionale. Per riu-

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scirci feci una cosa che raramente ho fatto nella mia lunga carriera: scrissi una lettera "a cuore aperto" al direttore. L'occasione mi venne offerta dalla pubblicazione di un mio libro (editore De Agostini) dal titolo "Roma Ghiotta", dedicato all'enogastronomia romana, con relativi indirizzi e schede su bar, ristoranti, trattorie, enoteche e botteghe alimentari. Nonché capitoli introduttivi di ogni sezione con la storia delle abitudini a tavola dei romani, arricchita con citazioni, sonetti e quant'altro. Ne regalai una copia a Scalfari, con dedica, ovviamente, e, come dicevo prima, con lettera d'accompagno in cui gli confidavo le vere passioni della mia vita: i libri, la cucina e, soprattutto, Roma, città amata e studiata fin da ragazzino. Il sasso era lanciato. E al momento giusto, perché sapevo che il posto di capocronista stava per liberarsi, visto che il mio carissimo amico Massimo Dell'Omo intendeva tornare alla scrittura, abbandonando quell'ambita (e anche per certi versi scomoda) scrivania. eci leggere la lettera a Mauro Bene (quello di Rubbia, ricordate?) e lui mi disse immediatamente: «Spediscila all'istante, è perfetta». Passarono pochissimi giorni e il condirettore, l'indimenticabile Gianni Rocca, mi annunciò l'avvenuta nomina e l'imminente ordine di servizio firmato da Scalfari. Commentando con una frase che ricordo ancora con immenso piacere: «L'uomo giusto al posto giusto».

F

H

o passato anni bellissimi e intensi in Cronaca di Roma, e anche ricchi di molte soddisfazioni. Avevo accanto colleghi straordinari (come Maurizio Paganelli, Valerio Berruti e una foltissima pattuglia di ex Paese Sera: Di Pierro, Lugli, Boccacci, Radice e l'inossidabile Lanfranco D'Onofrio, sempre "sul pezzo" nella "sua" Questura. Nonché una serie di giovani assai promettenti, alcuni dei quali hanno raggiunto importanti traguardi professionali. 36. continua


aq10settembre2009  

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