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Venerdì 5 giugno 2009 - Edizione delle ore 13

Altro

l’ Perché Altro di Ennio Simeone

Ci siamo Da due mesi agli indirizzi www.altroquotidiano.it, www.altroquotidiano.com e www.laltronline.it appariva soltanto il logo del nostro giornale, un indirizzo e-mail e un invito a registrarsi sul “sito in costruzione”. Ci siamo dovuti fermare perché a qualcuno era venuta la geniale idea di fare un quotidiano con la stessa testata e con siti web che creavano una gran confusione. Non sono bastati i preventivi e pacati inviti a desistere: per far valere le nostre ragioni abbiamo dovuto rivolgerci al magistrato, che ieri - dopo la discussione, sostenuta per noi dagli avvocati Romano Vaccarella e Fabio Lepri - ha fissato per il 24 giugno l’udienza conclusiva. Perciò abbiamo deciso di essere presenti online da oggi con questo quotidiano che si può fregiare della testasta “Altro” perché assolutamente innovativo nel panorama informativo italiano: un giornale che si proietta nel futuro delle tecnologie informatiche coniugando e interconnettendo il web con il supporto cartaceo lasciato alla libera scelta del lettore. Un progetto realizzato da una cooperativa editoriale nella quale si sono associati giornalisti di consolidata esperienza e giovanissime leve nate nell’era di internet, uniti da un unico obiettivo, quello di fare una informazione moderna, libera da qualunque tipo di condizionamento, senza padroni e senza padrini, avendo come guida un principio: non giudicare ma fornire ai lettori gli elementi per farlo.

quotidiano

Domani italiani alle urne, per la prima volta di sabato

Allarme astensioni In crescendo la sfiducia nella politica

Una delle cause: la virulenza che ha caratterizzato la campagna PER la prima volta gli italiani vanno alle urne di sabato e di domenica per scegliere i propri rappresentanti nel parlamento europeo. La forte tendenza all’astensionismo sarà forse mitigata dalla contemporaneità con il voto per il rinnovo di molte amministrazioni comunali e provinciali, ma il dato della crescente sfiducia peserà sul comportamento dell’elettorato. A pag. 4 Clerici e Rotondaro PARLIAMONE INSIEME Sul sito www.altroquotidiano.it potrete commentare con noi i risultati delle elezione europee e di quelle amministrative

APPUNTAMENTO A LUNEDì “L’Altro quotidiano” in edizione Pdf stampabile riprenderà lunedì. Ma sabato e domenica troverete aggiornamenti del notiziario sul sito www.altroquotidiano.it

Nel mirino Danacol e Pro-Active: “Efficaci ma non risolutive”

L’Antritrust multa la pubblicità delle bevande anti-colesterolo L’ANTITRUST punisce Danone e Unilever per taria riconosce una specifica efficacia nella ripratiche commerciali scorrette con una multa duzione dei livelli di colesterolo; ma ha spieda 350mila euro. Il provvedimento riguarda la gato come questi prodotti non siano risolutivi pubblicità di alcuni prodotti indicati come anti- del problema. colesterolo con spot che vengono definiti “ingan- In sostanza, non è che Danacol e Pro-Active nevoli”. La sanzione più pesante colpisce la non facciano bene, ma è fuorviante – sostiene Danone: 250mila euro, per la maggiore durata e l’Antitrust - collegare la soluzione di un proampiezza della campagna a sosteblema costituito dall’eccesso di gno del suo Danacol. colesterolo nel sangue e i conseIdran A Unilever, che invece ha imguenti rischi cardiovascolari, con messo sul mercato Pro-Active, Dalla Rai Paolo Bonolis la somministrazione di un prouna multa di 100mila euro. In re- passa nuovamente a Medotto alimentare che comunque altà l’Authority non ha contestato diaset. Ora ci attendiamo può avere una efficacia “limitata l'efficacia delle bevande anti-cole- un autobiografia dello e parziale”, cosa che - sempre a sterolo, che risultano alimenti showman prefata da Ma- parere dell’Autorità - non sono funzionali addizionati di fitoste- stella. bene evidenziate nella campagna roli, ai quali la normativa comunipubblicitaria.


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Il Fatto

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venerdì 5 giugno 2009

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La sfida elettorale

Prima alle urne poi al mare Ci siamo, sta per scattare l’ora x. Domani e dopodomani gli italiani vanno alle urne per scegliere i loro rappresentanti al Parlamento Europeo e i propri amministratori in decine di consigli provinciali e comunali, grandi o piccoli. Come sempre è successo e succede nel nostro benedetto paese, anche stavolta – pur non dovendosi rinnovare le Camere – l’esito del voto finirà inevitabilmente per avere ripercussioni tipicamente e inopinatamente politiche. Vediamo, dunque, alcuni degli scenari possibili nell’immediato futuro.

di Stefano Clerici

I “comprimari”

L’astensionismo E’ una delle grandi incognite – forse la più grande – di questo appuntamento elettorale. E’ un’incognita che pesa soprattutto sullo schieramento di centrosinistra e sui partiti dell’estrema sinistra. Non a caso in questi ultimi giorni si sono moltiplicati, da parte dei più autorevoli leader e opinionisti, gli appelli a non disertare le urne. Se l’astensionismo sarà forte (o fortissimo), sarà l’ennesimo segnale che la delusione del “popolo della sinistra” ha raggiunto il top e che sugli elettori, tutto sommato, poco incidono gli atteggiamenti etici o politici del premier e dei suoi (lodo Alfano, caso Noemi, voli di stato regalati e chi più ne ha più ne metta). Ma l’incognita nell’incognita è quanto peserà la terribile crisi economica in atto. Perché pare ormai accertato che quando si tratta di infilare una scheda nell’urna più della morale conta il portafoglio.

Il “voto utile” Ovviamente, ognuno ha la sua concezione di voto utile. Per Berlusconi (lo ha ripetuto più volte) il voto utile è quello che

“in mano a un solo padrone”.

Come si vota Sabato 6 giugno, dalle ore 15.00 alle ore 22.00, e domenica 7 giugno, dalle ore 7.00 alle ore 22.00, si svolgeranno le operazioni di voto per le elezioni dei 72 membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, dei presidenti e dei consigli di 62 province e dei sindaci e dei consigli di 4.281 comuni. Per le elezioni europee l’elettore, all’atto della votazione, riceverà un’unica scheda, di colore diverso a seconda della circoscrizione elettorale nelle cui liste è iscritto: grigio per l’Italia nord-occidentale; marrone per l’Italia nord-orientale; rosso per l’Italia centrale, rosa per l’Italia insulare. Il voto di lista si esprime tracciando sulla scheda, con la matita copiativa, un segno sul contrassegno corrispondente alla lista prescelta. Si possono esprimere fino ad un massimo di tre preferenze.

consenta al Pdl se non di raggiungere almeno di avvicinarsi molto al fatidico 50 per cento dei consensi, diventando così il gruppo più folto all’interno dei Popolari europei e rafforzando la sua leadership nazionale (“Non ho alcuna intenzione di mollare”, la sua

ultima frase ricorrente). Per Franceschini, ovviamente, l’obiettivo è opposto: ottenere il massimo dei voti e superare, magari di qualche punto, quel 25% accreditato al Pd dai sondaggi. E questo proprio per frenare lo strapotere del Cavaliere e non consegnare l’Italia

Ovvero i cosiddetti partiti minori di maggioranza e opposizione. La Lega fa praticamente corsa a sé e gioca con forza tutte le carte bianche che il premier le ha lasciato (o è stato costretto a lasciarle): federalismo fiscale, quote latte, ronde, respingimento degli immigrati e quant’altro. Alimentando e spesso gonfiando sentimenti “di pancia” indubbiamente diffusi. All’opposto, Di Pietro – che ha visto crescere i consensi dell’Italia dei Valori – punta tutto, magari anche andando talvolta sopra le righe, sulla difesa della legalità contro la Casta, contro un Potere che non ha esitato a definire da “dittatura sudamericana”. La domanda è: ma in quanti italiani è ancora vivo quel sentimento originario di “Mani Pulite” che portò alla fine della Prima Repubblica? Poi, c’è l’Udc di Casini, eternamente impegnato a combattere il bipartitismo e a sottolineare la sua equidistanza, pur nell’opposizione, tra i due schieramenti. Anche Casini, comunque, viene dato in crescita. Infine, la sinistra cosiddetta radicale che, ancora una volta, riesce a presentarsi separata: i comunisti “duri e puri” (Ferrero e Di liberto) e accanto, diciamo così, i comunisti semi-riformisti di Sinistra e Libertà (Vendola, Mussi, Fava, Nencini etc.). Per loro la soglia del 4% è una questione di sopravvivenza. Il rischio è che domenica sera, ai primi dati - visto che si vota col proporzionale e che è nostro pessimo costume fare ogni volta raffronti impropri assisteremo in tv alla solita sceneggiata di chi dirà di aver vinto pur avendo perso…


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Il Fatto

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Un mese al seguito di un candidato

Quote rosa cercansi, ma non si trovano Riflessioni di una giornalista prestata per un mese alla politica.

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Retroscena

Non solo veline... Non fanno notizia. Ma ci sono. Le candidate europee con curriculum di tutto rispetto. Bella, ma mai scambiata per una velina la capolista dei Liberal Democratici-MAIE, Daniela Melchiorre, ex magistrato e sottosegretario alla Giustizia del governo Prodi. Nelle liste del Pdl si presenta come antivelina un “cervello” rientrato in patria, Susy De Martini, già di ruolo alla Pennsylvania University di Philadelphia e ora docente presso l’Università di Genova. Per il Partito democratico corre il giovane avvocato Debora Serracchiani, consigliere alla Provincia di Udine, che si è conquistata la candidatura con un brillante intervento all’assemblea nazionale dei circoli Pd. Impossibile non ricordare la candidatura di Giuliana Sgrena per Sinistra e Libertà ed Emma Bonino per la lista Bonino-Pannella. L'astrofisica Margherita Hack, invece, è candidata con la lista dei Comunisti Italiani e di Rifondazione Comunista per la circoscrizione nord-ovest. el.cov.

di Maria F.Rotondaro

«Scusi mi darebbe una quota rosa? Diciamo un etto, un etto e mezzo». «E’ un po’ di più signora. Che faccio, lascio?». «Lasci, lasci pure». La misura della partecipazione politica delle donne non può essere decisa dal pizzicagnolo. Ma è come se fosse così. Purtroppo. Nel mio viaggio di campagna elettorale al fianco di un candidato al parlamento europeo (G. M. junior), mi sono resa conto – di persona – di quante poche donne (pochissime) facciano realmente politica attiva. Percorrendo tutte le regioni della circoscrizione Sud ho incontrato solo “alcune” donne. Per contarle - in sei regioni e 28 province – mi sono bastate le cinque dita di una mano (destra o sinistra non cambia, fate voi…). Neanche una per regione, praticamente. Mi sono ritrovata ad essere l’unica in tanti incontri e riunioni. Mi è capitato, in minuscoli paesi, di osservare il formarsi di “matronei” nel corso dei comizi. Le donne da una parte, gli uomini dall’altra. «Mio marito non ha mai voluto che partecipassi. Ma que-

Daniela Melchiorrecapolista in tutte le circoscrizioni per i Liberal DemocraticiMAIE

sta volta voglio fare di testa mia» mi ha detto con grinta una donna di un paese della Sila cosentina, prima di entrare nel comitato dove si teneva un incontro tra elettori e candidati. «Voglio fare di testa mia». E allora ho avuto la percezione che, forse, qualcosa sta cambiando. Non mi riferisco solo alle nuove e discusse candidature di molte belle donne. Parlo di un cambiamento che può realizzarsi grazie a chi ci mette la testa oltre che il corpo (guai se si mettesse in discussione che una bella donna non sia capace di pensare). Non voglio, però, impelagarmi qui

in discorsi di genere triti e ritriti sulle capacità risolutive delle donne, sulla loro intraprendenza, su…. Parlo semplicemente del mancato coraggio di partecipazione femminile. Non è colpa degli uomini, forse è solo nostra. Dall’altra parte sto vivendo un periodo di lavoro incessante in un team fatto prevalentemente da donne. Instancabili ed entusiaste. E sono convinta che da candidate o in supporto a un candidato si possa fare politica – comunque - attiva. E’ solo una questione di occasioni da conoscere e da cogliere. Il futuro è nostro. Sono solo miei pensieri. Idee

che ho maturato in questo percorso stimolante che mi ha fatto capire come sia possibile che gli uomini e le donne camminino insieme, fianco a fianco, verso la stessa direzione. Ma soprattutto per il raggiungimento di obiettivi che portino al bene di tutti e non dei singoli. Degli uomini e delle donne. Tutti dalla stessa parte (destra o sinistra non importa) ma perseguendo il percorso delle proprie idee. Partecipi e attivi nella stessa misura, con la stessa capacità e forza decisionale. Che facciamo, lasciamo? No, diamoci da fare.


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Il Fatto

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Rifarsi la faccia? Sì, no, forse

Toglietemi tutto ma non il mio naso di Eloisa Covelli Volete “rifarvi” in tutta sicurezza? Il ministero del Welfare ha dato il patrocinio al primo “Open day”, organizzato dalla SICPRE (Società di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica). Un giorno intero di visite gratuite con i migliori chirurghi estetici italiani. Era lo scorso 22 maggio. Chi poteva essere interessato se l’è perso? Niente paura. L’ha sperimentato una nostra giornalista. Ecco il suo racconto. «LEI DOV’E’?», mi dice il Non l’avessi mai detto, dopo primo chirurgo. Salto sullo un’attenta osservazione mi sedia, penso: «Oddio, mi ha dice che rifare il naso è necesscoperto. Ha visto il registra- sario, importante. Ma non tore nella borsetta». Niente da basta: mi propone anche dei fare, mi sta solo chiedendo con peeling e il laser per togliere un italiano scorretto di dove l’acne dal viso. «E volendo – sono. «Italiana… –rispondo - aggiunge - anche un pochino di Reggio Calabria». «Mi sem- di acido ialuronico sulle labbrava straniera…». Mi scruta bra». E quasi quasi mi prodalla testa ai piedi, ogni tanto pone anche di fare qualcosa si aggiusta il ciuffo dei capelli per le occhiaie, poi si ferma brizzolati, ha un taglio alla per la mia giovane età. Fa delle Sgarbi. Mi guarda sospettoso. foto del profilo e mi rinvia ad «Ecco –penso- ha scoperto un appuntamento successivo che sono una giornalista», in- per farmi vedere “come verrà” vece quello che non lo con- il mio naso. E neanche mi vince è la mia origine chiede come lo voglio. Mi fa calabrese. «Come mai ha que- notare più volte che il mio sto nome, se è di Reggio Cala- naso è brutto, soprattutto che bria?», mi chiede, poco “la punta è bruttina”. Mi dice convinto. Penso alla buona- che ho un “viso serio, serioso”, nima di mio nonno e ri- che rifacendo il naso migliorespondo: «Perché è il rei molto. femminile di Luigi, è una va- Durante la visita mi mostra riante di Luisa…». Non so molte foto di sue pazienti, percome, ma la risposta lo con- fettamente riconoscibili, vince. E passa ad un semplice prima e dopo l’intervento. Mi ««Mi dica…». Ed io: «Vorrei dice che una di queste ha migliorare il mio viso… Pen- avuto un incidente e che era savo… La cosa più evidente è il già stata operata. Di un’altra naso». «Ah lei parla di chirur- dice che “era brutta prima gia –osserva- non di pelle». dell’intervento e brutta è rima«Vorrei fare qualcosa ma non sta, per carità!”. Dei rischi so esattamente cosa», ribatto. dell’operazione neanche a par-

Una ragazza dopo l’intervento di rinoplastica

larne. Minimizza. Mi dice che “una volta fatte le analisi… gli interventi si fanno tutti”, poi esce dalla stanza per prendere “un cerottino” e quando rientra cambia argomento. Abbonda di diminutivi quando parla dell’intervento. «Si fa un “pochino” di anestesia -dice- deve portare un “gessettino” per una “settimanella”». Mi propone un intervento con la tecnica “open” (che è più invasiva, rispetto alla tecnica tradizionale, e anche più costosa, perché l’intervento dura oltre due ore). Mi dice che il prezzo è di circa 6500-7000 euro e che lui opera in una clinica “bella, bellissima” e dice di andare a visitarlo nel suo studio privato senza impegno, per vedere le mie foto ritoccate. Per il peeling che lui mi ha proposto, «possiamo iniziare subito a fare delle sedute da 100 euro l’una -mi dice- così ci conosciamo meglio. Che problema c’è?». Mi lascia il suo bigliettino da visita, con i suoi recapiti e il sito web, irregolare, naturalmente. Altra storia con il secondo chirurgo, che mi accoglie nel suo studio privato e mi chiede cosa ne pensassi dell’iniziativa. Poi mi fa parlare. Mi chiede che cosa non mi piace del mio naso. Durante la visita non mi propone nessun altro intervento, né esprime giudizi sul mio naso o sul volto. Fa una visita interna del naso e nota

che ho il setto leggermente deviato. Dico anche a lui della paura di cambiare totalmente aspetto. E lui mi dice che “è logico, che è giustissimo” che “non bisogna puntare ad un naso bellissimo che però il paziente non riconosce come suo", che "bisogna fare assieme uno studio del profilo”. Dice che "quando si cerca di migliorare al massimo, si sconvolge completamente, perdendo le caratteristiche somatiche e si fanno degli interventi sempre più invasivi”. Il secondo chirurgo critica l’abuso della tecnica “open” per qualsiasi rinoplastica, perché più lunga e invasiva. E dice che nel mio caso userebbe la tecnica tradizionale (meno costosa e più breve). Non mi fa vedere le foto delle sue pazienti. Mi dice quali sono i rischi dell’intervento, che “è sbagliato minimizzarli, ma che bisogna valutarli". Osserva che la rinoplastica è “un intervento serio, da non sottovalutare”. Mi dà un modulo di consenso informato: tra i rischi connessi all’intervento compare anche la parola “decesso”. Quale dei due chirurghi sceglierei se decidessi di rifarmi il naso? Non ho dubbi: il secondo, se non altro per non finire nel book delle ex pazienti, magari tra quelle “rimaste brutte”.


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Elezioni e malaffare

“La proposta di legge Lazzati mette paura” In foto Angela Napoli, parlamentare Pdl

La norma se approvata dal Parlamento vieterà ai sorvegliati speciali di svolgere campagna elettorale. Soddisfatto De Sarro di Astolfo Perrongelli “Credo che qualche parlamentare si sia disinteressato di questo progetto di legge forse perchè temeva che fosse scoperto qualche altarino o addirittura un coinvolgimento diretto”. Angela Napoli, parlamentare del Pdl e componente della Commissione bicamerale Antimafia, parla chiaro e spiega come mai il disegno di legge Lazzati, che prevede che i sorvegliati speciali non possano svolgere campagna elettorale, sia rimasto fermo chissà in quale cassetto per 16 anni. Sedici anni di attesa Ora, dopo tutto questo arco di tempo, il disegno di legge partorito dal centro studi Lazzati, presieduto da Romano De Grazia ex giudice di Cassazione, è arrivato in commissione alla Camera per cominciare il suo iter. Anche se, causa elezioni in corso, la sua discussione è stata momentaneamente bloccata. Tuttavia resta la soddisfazione per avere smosso le acque e di avere fatto “resuscitare” un provvedimento che se sarà approvato, potrebbe dare un serio colpo alla connivenza tra criminalità organizzata e politica. An-

cora Angela Napoli: “Il disegno di legge Lazzati si propone di scoprire intrecci che avvengono durante la campagna elettorale, ossia, episodi di collusioni tra aspiranti politici ed esponenti della criminalità organizzata. E’ noto che ci sono candidati che pur di essere eletti sono pronti a tutto, anche a impegnarsi con mafiosi. Proprio con chi ha la necessità di avere punti di riferimento nelle istituzione”. Angela Napoli, poi, chiarisce che la proposta di legge Lazzati prevede che “se il candidato che ha avuto connivenze con la mafia è eletto, e si scopre che ha avuto contatti con sorvegliati speciali, decade dalla sua carica e sarà

punito penalmente. Questa proposta di legge, insomma, tenta di bloccare le infiltrazioni della criminalità organizzata nelle istituzioni. La volontà per farla diventare legge c’è, ma i tempi non sono certemente brevi”. Più poteri alla Dna Parere positivo anche dal procuratore nazionale aggiunto della Direzione nazionale Antimafia Emilio Ledonne. “E’ una proposta che offre alla magistratura un potere aggiuntivo. La legge Lazzati inciderà certamente nel contrasto al malaffare che lega politica e mafia”. Tuttavia il procuratore Ledonne si augura che questa norma vada ad aggiungersi ad altri provvedimenti come “il potenziamento delle misure di prevenzione patrimoniali, alla concessione di maggiori poteri decisionali alla Procura nazionale antimafia sul carcere duro per i mafiosi, e alla possibilità di sciogliere i consigli comunali non solo quando la magistratura scopre legami tra sindaci e mafia, ma anche nel momento in cui è stato accertato che il malaffare è penetrato nell’attività amministrativa del comune”. Infine il giudice Romano De Grazia. “Tanto tuonò che piovve”, attacca l’ex magistrato, “mi sarei aspettato maggiore celerità da parte dei nostri politici.

Comunque, l’importante è che ora si cominci a discutere di questa proposta di legge nata nel lontano 1993 nel circolo Lazzati di Lamezia Terme”. Il giudice De Grazia afferma che si tratta di una disegno di legge serio per combattere il maniera concreta la collusione mafia-politica. E’ questo è la dimostrazione di quanto i calabresi siano impegnati nella lotta alla criminalità organizzata”. Una legge che fa paura Per il presidente del centro Lazzati il ritardo del cammino della “Lazzati” è dovuto alla volontà di politici di “sinistra e di destra. E’ un progetto di legge che semina il panico e fa paura”. Poi conclude: “La mafia e la politica sono un serio pericolo basta ricordare che in Campania sono stati sciolti 72 comuni per condizionamento camorristico, 46 in Sicilia per mafia, 45 in Calabria per ‘ndrangheta. Ma anche nel Lazio e in Piemonte la criminalità ha fatto la sua parte. Quindi bisogna intervenire concretamente per sconfiggere la criminalità organizzata” Oltre ad Angela Napoli, anche Franco Laratta deputato del Pd e altri parlamentari hanno presentato un disegno di legge simile Ma è certo che le due proposte normative saranno unificate durante il cammino legislativo.


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Le opinioni degli altri

Tutti dicono “We love you” Il giorno del "discorso all’Islam" è arrivato. [...] Un sonoro "We love you", gridato verso l’oratore da studenti e studentesse dell’università, ha sugellato le parole di distensione del presidente americano. I giovani, che erano nella balconata al secondo piano della sala e avevano già scandito più volte il suo nome, hanno fatto interrompere per un attimo Obama mentre parlava dei principi della democrazia. Ha girato rapidamente gli occhi verso la direzione dalla quale proveniva il grido ed ha risposto "Thank you". Le stesse manifestazioni di simpatia si sono ripetute alla fine del discorso, da parte degli stessi studenti, alcuni dei quali hanno anche fischiato in segno di approvazione.[...] (dal reportage di Alberto Flores D’Arcais)

Obama e l’Islam un nuovo inizio Un amico dello Stato ebraico Da cosa si riconosce un vero amico? Dal fatto che chi si definisce tale crede e ha fiducia in te, si preoccupa dei tuoi veri bisogni, anche a lungo termine, ti indica onestamente i tuoi errori e cerca di aiutarti a correggerli. Questo è l’amico che vorrei al mio fianco. Non chi approva automaticamente qualunque cosa io faccia [...]. A partire dalla grande vittoria militare di Israele nel 1967, quando venne respinta la grave minaccia militare rappresentata da Egitto, Siria e Giordania che proclamarono apertamente di volere distruggere lo Stato ebraico [...], Israele è precipitato in un vortice ideologico e militare innescato dalla conquista di vasti territori durante quel conflitto. [...] Non solo il Presidente statunitense ha espresso ciò che gran parte degli israeliani ha nel cuore ma ha dato prova della sua profonda amicizia con lo Stato ebraico. (dal commento di Abraham B. Yehoshua)

Quegli ostacoli inevitabili di una missione audace Mai una missione nel Medio Oriente di un presidente degli Stati Uniti aveva calamitato tante speranze ed era stata caricata di tante aspettative. A Barack Obama, che in meno di 48 ore visita due soli paesi, Arabia Saudita ed Egitto, tradizionali alleati di Washington, tutti hanno qualcosa da chiedere. Esiste poi il motivato timore che molti siano pronti a piegare le sue parole, individuandovi le coordinate di sempre: più amico degli arabi e meno amico di Israele, o viceversa. [...] Parlare alla mente può essere più incisivo e devastante di una guerra. Quindi non stupisce, anzi era quasi scontato che dalle catacombe della ragione si alzassero le minacce registrate del redivivo Osama bin Laden, capo-terrorista a comando, contro Barack Obama, ap-

pena giunto a Riad, accusato di «spargere i semi dell’odio». Ben sapendo che l’appello del presidente Usa punta a prosciugare le cause che, nel passato, avevano consentito di far lievitare proprio il fronte dell’odio.[...] Alla richiesta dello scrittore e accademico egiziano Ezzedine Choukri Fishere dalle colonne di «Al Ahram weekly» («Lei non ha bisogno di visitare moschee, di partecipare a celebrazioni esotiche, [...] se vuole conquistare i nostri cuori conquisti prima le nostre menti»), Barack Obama ha già risposto. E’ quel che si propone di fare. (dall’editoriale di Antonio Ferrari)

Gerusalemme

sempre divisa [...] Un anziano, molto anziano intellettuale, lacerato dal conflitto israelo-palestinese, essendo da un lato fedele alle sue origini ebraiche e dall’altro sensibile alle ingiustizie cui sono sottoposti i palestinesi, dopo il discorso di Barack Obama mi ha detto con slancio che "valeva la pena vivere abbastanza per ascoltarlo". Altri, a Gerusalemme [...] hanno subito il discorso del Cairo come uno schiaffo. Hanno detto che Obama crede alle bugie arabe e non alla verità israeliana. Il governo, dando per scontate le divergenze con la Casa Bianca, ha apprezzato diplomaticamente il desiderio di pace, e ha aggiunto che però Israele tiene anzitutto alla propria sicurezza. (dal commento di Bernardo Valli)

Un conflitto ancora aperto Dieci anni fa, mentre si chiudeva l’ultima pagina del XX seragioni avevamo colo, abbastanza buone per essere ottimisti. L’economia globale cresceva a tassi senza precedenti spinta da una crescente domanda da parte del mercato. La guerra fredda era finita lasciando spazio ad ambiziose aspettative di cooperazione internazionale multilaterale per conservare la pace e la sicurezza in tutto il mondo. Avevamo assistito a esempi molto incoraggianti di tale cooperazione quando si era riusciti a respingere l’aggressione contro il Kuwait e a prevenire il genocidio in Kosovo. La maggior parte delle nazioni aveva introdotto l’economia di mercato e aperto le proprie frontiere alla globalizzazione. Ci era stato promesso che avremmo vissuto in un villaggio globale dove gli investimenti, gli scambi commerciali, il lavoro e

le idee si sarebbero spostati liberamente. In Medio Oriente attendevamo che un processo di pace durato sette anni desse i suoi frutti e producesse una soluzione al prolungato conflitto israelo-palestinese che portasse alla costituzione di due stati. All’alba del nuovo secolo, purtroppo, è stato dimostrato che i nostri ottimisti avevano torto. Il sogno di portare la pace nelle aree travagliate del mondo si scontrò con gravi sfide e numerose gravi battute d’arresto.Per dieci anni non siamo stati in grado di colmare il divario tra palestinesi e israeliani [...]. Tuttavia, la bozza di questo accordo è nota a tutti e quasi concordata tra i moderati di entrambe le parti. (dall'intervento di Mohammed Hosni Mubarak)


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Obama e l’islam, un nuovo inizio

Le opinioni degli altri

Nessuna operazione militare può spegnere il conflitto Con Barack Hussein Obama è

dai tempi della Guerra Civile,

tornata nel mondo, e non sol-

l’invasione dell’Europa nazifi-

tanto nella galassia mussul-

cata, serve a ricordare che non

mana alla quale ha parlato, la

è l’azione bellica la discrimi-

"voglia di America" e la possi-

nante invalicabile fra il giusto

bilità di proclamarsi senza

e l’ingiusto.

ipocrisia "tutti americani".

E’ la qualità delle intenzioni

"We love you Obama" gridava

che spingono all’azione ciò che

qualche studente della più

fa la differenza fra la gratitu-

grande, e antica, università

dine e l’odio, fra gli ordinati,

islamica del mondo, al-Azhar

affettuosi cimiteri di guerra in

al Cairo. Anche scontando la

Normandia e la macelleria di

coreografia organizzata, im-

Barack Obama al Cairo

maginare qualcuno che gri-

presidente ha offerto ai nemici

confondere la potenza militare

dissacrati a migliaia nelle

dasse "we love you George" in

e ha indicato ai molti amici

con l’idealismo "in action".

strade di Saigon, di Falluja o di

soldati americani dilaniati e

Egitto sarebbe difficile. [...]

scoraggiati dalla deriva ideolo-

Proprio l’anniversario della

Baghdad.

Questa è la vera novità, il

gica subita dall’America rica-

più cruenta operazione mili-

(dal commento

"nuovo inizio", che il 44esimo

duta

tare condotta dagli Stati Uniti

di Vittorio Zucconi)

Una sfida per la pace

La questione libanese è uno dei nodi da sciogliere

Ricomporre le diversità

E’ sul binomio giovani genera-

[...] Per contrastare l’influenza

di crisi del Levante occupa il

L’America e l’Islam condivi-

zioni-libertà di scelta che Ba-

di Teheran, Riad sostiene a

davanti della scena mediatica -

dono alcuni valori fondamen-

nella

tentazione

di

rack Hussein Obama, primo

caro prezzo la corrente «Fu-

con i suoi sessant’anni di storia

tali, dal rispetto per la dignità

presidente multiculturale, mul-

turo», il partito sunnita della

e la dimensione emotiva del

umana alla tolleranza; hanno

tietnico, multirazziale della sto-

famiglia Hariri. Così il Libano è

problema ebraico e palestinese

interessi comuni, come quello

ria Usa ha affrontato al Cairo la

diventato uno dei luoghi della

- ben più problematico è l’asse

alla pace e allo sviluppo nella si-

gigantesca, storica sfida della

cristallizzazione dell’asse di

del Golfo arabo. Gli interessi in

curezza; hanno paure comuni,

pace col mondo islamico. Nel-

crisi del Golfo Persico - mentre

gioco nel Golfo sono di impor-

di fronte al fatto che modernità

l’immensa platea musulmana

i cristiani, un tempo dominanti,

tanza incommensurabile ri-

e globalizzazione possano mi-

da un miliardo e mezzo di per-

si dividono tra «cristiani sun-

spetto a quelli del Levante: il

nacciarne tradizioni e identità

sone che in tutto il mondo, in-

niti» e «cristiani sciiti». Quanto

mondo non può fare a meno

[...]; hanno persino nemici co-

collata alla Tv, ha ascoltato il

alla Siria - che ha cominciato

degli idrocarburi che ogni

muni, a partire dall’estremismo

suo discorso all’Università della

una trattativa [...] e fatto delle

giorno attraversano lo Stretto

e dall’ignoranza. Quello che li

capitale egiziana, ha scelto ide-

aperture a Francia e Stati Uniti

di Hormuz e rappresentano un

divide sono valutazioni politi-

almente i volti della speranza,

-, essa non può rinunciare a

quinto dei consumi globali.

che su singole questioni speci-

reale e potenziale: l’ovale fem-

un’alleanza strutturale

con

L’Arabia Saudita e gli Emirati

fiche, sia pur gravi come il

minile incorniato dal velo delle

l’Iran, Hezbollah e Hamas, sal-

Arabi sono le due prime econo-

conflitto

israelo-palestinese.

ragazze sorridenti, gli occhi in-

vaguardando il suo eventuale

mie arabe e i Paesi del Consiglio

Attraverso un dibattito franco,

tensi carichi di attese degli stu-

potere di mediazione. Se l’asse

di Cooperazione del Golfo re-

ma rispettoso delle peculiari


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Commenti, inchieste, reportage

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Berlusconi, tra voli e gossip

Noemi, il Cavaliere è indeciso sulla versione dei fatti da dare Berlusconi dice a Porta a porta

- l’amicizia con il padre della ra-

che tornerebbe alla festa di

gazza era antica e politica. La ri-

compleanno di Casoria. Il pre-

costruzione era palesemente

mier finge di non capire, e non

falsa. Con il passare dei giorni

stupisce. Come non meraviglia

la natura politica dell’amicizia

che, in un servizio pubblico ra-

del Cavaliere con il padre della

diotelevisivo

ragazza è stata dimenticata. Da

addomesticato,

non c’è voce che gli replichi che

Berlusconi, dal padre della ra-

la questione non è la partecipa-

gazza, da osservatori che è dif-

zione a una festa di comple-

ficile

anno, né tantomeno il luogo in cui si è svolta - una degradata

definire

ostinati.

Il

presidente del Consiglio mette trone bianche del talk show -

Il Cavaliere lo escluse: non fre-

insieme in fretta una nuova

periferia metropolitana - ma la

un mese fa, era il 5 maggio - il

quento minorenni, sono andato

versione: conosco i genitori

frequentazione che un uomo di

capo del governo volle affron-

a quella festa - disse e giurò -

della ragazza e in tre, quattro

73 anni, chiamato alla guida del

tare la questione nei dettagli.

per discutere con il padre della

occasioni ho incontrato anche

paese, ha intrattenuto con una

Ne profuse a piene mani. Gli

ragazza delle candidature delle

la ragazza, sempre in loro pre-

minorenne. [...] L’ultima volta

bruciava l’accusa di Veronica

europee di due personalità del

senza. (dall’editoriale

che lo si vide seduto nelle pol-

Lario: "Frequenta minorenni".

Pdl meridionale perché - spiegò

di Giuseppe D’Avanzo)

Ma il lodo Alfano bloccherà l’inchiesta L’inchiesta è appena agli inizi, ma già i

le norme stabilite con legge costituzio-

Una lettera per la Germania

dubbi si rincorrono sull’eventuale processo

nale».

Per voi tedeschi è difficile immaginare un

a carico di Silvio Berlusconi: il «lodo Al-

Nessun riferimento a sospensioni, né qui

Cancelliere federale che possieda cinque

fano» lo salverebbe dall’imputazione di

né nella legge costituzionale a cui si ri-

grandi ville in un posto di mare glamour

abuso d’ufficio per i voli di Stato sui quali

manda. L’incipit del «lodo Alfano » precisa

come la Sardegna nord orientale, la Costa

viaggiavano i suoi ospiti? A prima vista

che dalle nuove norme resta escluso

Smeralda. Alle quali bisogna aggiungere

sembrerebbe di no, giacché la legge «salva-

quanto stabilito dalla Costituzione per i

due antiche ville in Brianza, una palazzina

premier» — approvata l’estate scorsa in

reati «commessi nell’esercizio delle fun-

liberty nel centro di Milano, ancora ville

tutta fretta per fermare il processo Mills,

zioni»; e che l’abuso d’ufficio per l’utilizzo

sul lago Maggiore e a Portofino, un villone

senza il tempo di procedere a modifiche

improprio dei voli di Stato sia collegato

spettacolare a Taormina (in corso di ac-

costituzionali — avverte alla prima riga che

all’esercizio delle funzioni appare evidente.

quisto), una dimora coloniale alle Ber-

le nuove disposizioni si applicano «salvi i

Tuttavia è prevedibile che, qualora il tribu-

muda, una flotta aerea privata per girare

casi previsti dall’articolo 96 della Costitu-

nale dei ministri dovesse esprimersi (tra

tra tutte queste residenze. Ma se fate uno

zione». Articolo nel quale è scritto che «il

chissà quanto tempo) per un rinvio a giu-

sforzo di fantasia ai confini della realtà,

presidente del Consiglio e i ministri, anche

dizio del capo del governo, qualcuno po-

subito dopo ve ne tocca un altro, perché

se cessati dalla carica, sono sottoposti, per

trebbe chiedere di sospendere comunque

intorno al complesso di ville in Sardegna

i reati commessi nell’esercizio delle loro

l’eventuale processo, proprio in virtù della

gira un parco con ogni sorta di flora eso-

funzioni, alla giurisdizione ordinaria, pre-

legge salva-premier. Ma si tratta di una

tica, ibiscus e cactus venuti da tutto il

via autorizzazione del Senato della Repub-

questione di là da venire, se mai verrà. Più

mondo, piscine di ogni varietà possibile,

blica o della Camera dei deputati, secondo

attuale è l’applicazione del «lodo» all’in-

il lago delle palme, una collina artificiale,


nero

Altro

l’

quotidiano

su

bIanco

C’è chi è convinto che il bello

ste parti l’innovazione è un fiore all’occhiello, al punto che

sono rompersi una sola volta e

nessuno si sente imbarazzato

il resto sono graffi. Teoria in-

ad accogliere in corsia anche

teressante, davvero, ma non

chi ha smarrito l’altra metà del

andatela a raccontare al perso-

suo cielo.

nale della Vu Medical Univer-

Per ora è un esperimento.

sity Center di Amsterdam,

L’ennesimo. Lo scorso anno il

gente che guarda lontano o vi-

Vu ha inaugurato un reparto

cino a seconda dei punti di

dedicato alle persone che non

vista, e che sabato aprirà le

hanno un disturbo specifico,

porte del primo ambulatorio

quelle che si lamentano di

pensato per chi è malato

qualcosa che le diagnosi tradi-

d’amore, anime in pena rifiu-

zionali non sanno affrontare.

tate, lasciate, tradite, deluse.

L’hanno ribattezzato il centro

Le accoglieranno con pazienza

per i «mali vaghi» e hanno

e ascolteranno i loro problemi,

scoperto che i pazienti erano

9

L’altrui vignetta

Bruxelles, ecco la clinica per curare i cuori infranti dei cuori infranti è che pos-

venerdì 5 giugno 2009

Staino sull’Unità

Se il Milan si vende Kakà mi dimetto da rossonero

gli stessi da secoli e mai uno

più numerosi di quanto si po-

uguale all’altro. La cura sarà

tesse immaginare. Di qui al

psicologica e non farmaceu-

mal d’amore il balzo è stato

Se davvero vendiamo Kaká, al-

Eppure siamo pur sempre il

tica, le pillole non sono rite-

breve. Cosa di più sentito e in-

lora mi dimetto da milanista.

Milan... Le squadre forti di-

nute una soluzione. Bisognerà

tangibile nella potenza e nei

Confermo: non andrò più allo

ventano sempre più forti e non

piuttosto andare al fondo del

mille modi di manifestarsi?

stadio, nemmeno con un bi-

vendono nessuno, noi invece

problema e imparare a supe-

Dipendenza affettiva, paura

glietto omaggio. Io che da ra-

che faremo?

rarlo. Niente di meno. «E’

dell’abbandono, gelosia. Tutto

gazzo scavalcavo i cancelli per

Sostituiremo Kaká con chi?

fatto per essere spezzato»

raddoppiato dal fatto che non

vedere giocare Rivera, io che

Non è che Berlusconi sta fa-

disse un giorno Oscar Wilde

ci sono soltanto gli eteroses-

indossavo la giacchetta da ven-

cendo ancora un pensierino su

parlando del cuore. Gli olan-

suali. L’iniziativa è frutto di

ditore di amari per entrare a

Borghi?!...

desi si sono persuasi che si

una collaborazione fra pub-

San Siro, io che rompevo le

anche galeotta, fu la vittoria di

tratta di una patologia che po-

blico e privato nell’ambito

balle al povero Cesare Maldini

Atene con il Liverpool: Gal-

trebbe essere affrontata come

della manifestazione "Leifde in

(«ma questo non ha mai i bi-

liani si premurò subito di dire

qualunque altra e, dunque, si

de Stad" (Amore in città), pen-

glietti», diceva ogni volta) per

che la squadra era campione

Benedetta,

ma

potrebbe persino riparare.

sata d’intesa con il Paradiso,

un ingresso omaggio, io mila-

d’Europa ed era fortissima,

Idottori del Vu, gente non or-

uno dei locali più in voga per

nista vero, ho preso una deci-

così non si lavorò per miglio-

dinaria, hanno deciso di pro-

eventi musicali e culturali. I

sione: vendete Kaká (e Pirlo,

rarla e il risultato è che ora

varci e di farlo nel loro grande

suoi gestori si sono già esibiti

già che ci siete...), e la dome-

siamo qui a esultare per un

complesso ospedaliero appena

nel lancio di 90 mila fiori nel

nica andrò a vedere la Fiera

terzo posto in campionato. E

fuori dal ring sud della capitale

Westerpark della Venezia dei

del Mobile di Cantù o la Mo-

adesso vendiamo Kaká.

Orange. Lo devono al loro

Paesi Bassi, quindi hanno fon-

stra degli Uccelli Impagliati di

Non ci dormo la notte, al solo

motto - «la conoscenza ci fa

dato un «Partito dell’amore»

Gallarate. Ma come, siamo ap-

pensiero. Se va via Ricardo,

stare meglio» - e alla lunga

in un liceo cittadino, puntando

pena tornati in Champions

non so chi acquisterà il Milan,

esperienza in malattie rare e in

più sul platonico che sul pro-

League e noi lasciamo andar

ma questo non cambia: certi

degenti che necessitano cure

saico, e cercando di stare alla

via il giocatore più forte del

giocatori non si vendono,

intensive e complesse. Da que-

larga dalle suggestioni che d

mondo?

punto! .


la trIbuna

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l’

quotidiano

L’intervento

«Come tanti altri della mia generazione, sono stato educato a considerare il voto come un principio sacro, un dovere democratico, una scelta di campo: la mia “prima volta” la ricordo ancora adesso come un giorno importante». Claudio Velardi, discusso assessore al Turismo della regione Campania approccia così alla spinosa questione dell’astensione del voto. Giustifica la sua passione politica, manifesta il suo attaccamento a questo sacro rito civile, ma alla fine annuncia ugualmente la sua astensione dal suo blog, dove titola rievocando il craxiano “Al mare!”. Come ovvio, il fatto che un operatore della politica annunci l’astensione dal voto ha suscitato un animato dibattito che non è rimasto circoscritto alla Campania.

10

tuzionalità sia attribuito ad una lista, invece che ad una coalizione, che a occhio dovrebbe avere una percentuale di voti maggiore. Con l'ammissione dei referendum la Corte Costituzionale, venendo incontro di fatto ai desiderata di Pd e Rifondazione, ha accelerato la caduta del governo Prodi, scatenando chiare lettere nelle sentenze la reazione di Mastella. nr. 15 e 16 del 2008: “L'impos- Un particolare: l'avvocato delsibilità di dare, in questa sede, l'Udeur è stato arrestato alla un giudizio anticipato di legit- vigilia della discussione datimità costituzionale non vanti alla Corte Costituzionale. esime tuttavia questa Corte Una discussione dal dovere di se- “La Corte Costituzio- rimasta segreta gnalare al Parlanale è stata abilis- per la pubblica mento l'esigenza sima a cavarsi da opinione per un di considerare ogni impaccio: non tacito accordo di con attenzione gli tutti i giornali e poteva occuparsi aspetti problematelegiornali. Setici di una legisla- della legge elettorale condo particolare: zione che non vigente, perché non i partiti dell'allora subordina l'attriera oggetto maggioranza asbuzione del predel suo esame” senti davanti alla mio di Corte sono stati il maggioranza al raggiungi- Pd, Rifondazione comunista e mento di una soglia minima l'Italia dei valori. di voti e/o di seggi”. La Corte Costituzionale è stata A questo punto il cittadino abilissima a cavarsi da ogni elettore medio si chiederà impaccio: non poteva occucome sia possibile che sia am- parsi della legge elettorale vimesso un referendum, che gente, perché non era oggetto prevede che un premio di del suo esame, né dell'evenmaggioranza di dubbia costi-

tuale costituzionalità del quesito referendario, perché non era ancora legge. Non bisognava, però, preoccuparsi della difesa della Costituzione e della democrazia, perché si sarebbe occupata della costituzionalità delle leggi elettorali appena un giudice le avesse rimesso la questione. Un manipolo di cittadini ha creduto alla Corte Costituzionale e ha promosso dei ricorsi innanzi alla giustizia amministrativa ed ordinaria, casomai un giudice rimettesse la questione alla Corte Costituzionale. Sorpresa! Tutti i giudici si sono dichiarati carenti di giurisdizione e perciò impediti a rimettere la questione alla Corte: competenti ad esaminare le questioni di costituzionalità sono le Giunte delle Elezioni delle Camere elette con la legge di sospetta costituzionalità. A noi cittadini questa vicenda dovrebbe creare maggiori preoccupazioni degli stipendi dei giudici, a meno che non ci sia un collegamento: pagare bene chi non disturba il manovratore. Felice Besostri

Tutti al voto o tutti al mare? Il partito del dubbio

dursi a “non voto Berlusconi, non mi convince Franceschini”. I candidati alle elezioni rispecchiano fedelmente la nostra società. Lo so, è triste, faccio fatica io stesso a trovare un candidato decente e probabilmente voterò solo per la lista. Ma non votare significa sempre e comunque “fate come vi pare, tanto siete tutti uguali”. Un conto è la mediocrità un altro è il qualunquismo, che a me non piace». Argomenti ragionevoli ai quali si sono affiancati altri meno ispirati. La questione è andata avanti per qualche giorno, ma Velardi non ha mostrato comune segni di cedimento: «Non ci sto a votare per “il meno peggio”. Da aspirante elettore del Pd, invece, vorrei semplicemente votare il meglio».

Referendum truffa? Dubbi sulla Corte Caro direttore, il suo giornale conduce una meritevole battaglia contro i referendum truffa elettorali invitando al boicottaggio della partecipazione: l'unica strategia possibile nelle condizioni date di informazione. Si sta anche interessando alla Corte Costituzionale, ebbene, dovrebbe collegare le due vicende, perché se ci troviamo ad affrontare i referendum truffa la responsabilità è della Corte Costituzionale. La Corte Costituzionale per ragioni di sensibilità politica e per evitare una campagna di delegittimazione aggressiva ha, infatti, ammesso i quesiti referendari, malgrado un forte ed esplicitato dubbio di costituzionalità sul premio di maggioranza svincolato da ogni quorum in voti o seggi. Non è un'illazione, ma è scritto a

venerdì 5 giugno 2009

Velardi si astiene: I lettori lo criticano di FRANCESCO NARDI L’ex consigliere di Massimo D’Alema giustifica così la sua scelta. Non voterà Berlusconi perché «sempre più fastidiosamente sopra le righe: ci vorrebbe altro stile, innanzitutto». E non voterà neanche Franceschini «che rincorre (il Cavaliere, ndr) senza strategia e proposte». Per quanto riguarda le provinciali napoletane, invece il problema non si pone proprio, perché Velardi è sì asessore romano, ma è rimasto elettore romano, ma anche se così non

fosse stato, avverte, la decisione sarebbe stata la stessa: al mare. Tanti sono stati gli interventi, di diverso segno, con i quali i lettori del blog di Velardi hanno commentato la sua scelta. Tra questi il migliore è forse proprio il primo. Un lettore, Francesco, scrive così a Velardi: «Avrai anche tutte le ragioni di lamentarti per un’offerta politica che è davvero mediocre. Non penso però che il discorso relativo alle elezioni europee possa ri-


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venerdì 5 giugno 2009

la trIbuna

quotidiano

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La vignetta

Questione di privacy?

La blogosfera si divide sullo scandalo fotografico Il sequestro delle fotografie che ritraggono Topolanek ed altri ospiti di Berlusconi nelle sua villa in Sardegna hanno sollevato sulla blogosfera un infiammato dibattito. Ecco cosa si legge girovagando per la rete. C’è un complotto? Guai a chiamarlo complotto, la sola parola evoca ombre inafferrabili, mentre in questa storia le tessere del mosaico sono visibili. Il Cavaliere, Noemi, La Repubblica: sembrava un incastro perfetto fino a quando nelle rotative del giornale-partito non è rimasto impigliato un ex fidanzato molto loquace e un po’ condannato. Anno 2005, due anni e sei mesi per rapina, con la condizionale. Un fastidioso granello di sabbia è finito negli ingranaggi di una macchina collaudata che come fine ha l’abbattimento di Silvio Berlusconi e usa il gossip come nuovo mezzo di conduzione di una guerra che va avanti dal 1994, continuerà dopo le elezioni europee, punta al fallimento del G8 all’Aquila, spera nel gelo precoce in Abruzzo e prepara un autunno caldo per il governo .Mario Sechi (www.mariosechi.net)

Riservatezza? Spuntano circa trecento foto della famosa festicciola del Capodanno a Villa Certosa e Berlusconi chiede al garante della privacy che vengano sequestrate. Alcune ritraggono l’arrivo del Premier all’aeroporto di Olbia con l’aereo di Stato in compagnia di Mario Apicella. Poi ci sono le foto dei giardini di Villa Certosa con ragazze in bikini o in topless, altre sotto le docce all’aperto, altre vestite accanto a Berlusconi nel patio delle residenze destinate agli ospiti. Vogliamo vederle, è no-

stro diritto vedere che cosa combina il Premier alle nostre spalle e con i nostri soldi! La privacy, in questi casi, è solo un pretesto per nascondere la vergognosa realtà dei fatti. da Quandofuoripiove.wordpress.com

Immagini private Se a Silvio non piace la città multietnica (e Ronaldinho? e i tanti stranieri nel calcio?), a noi non piacciono certe affermazioni. Certi comportamenti, certe immagini. Private, è vero. Come le foto di Villa Certosa. Immagini private di ogni dignità. Come la politica che strumentalizza la questione delgi immigrati, per prendere voti. Io, li odio i nazisti dell'Illinois. Grazie a El pais. da Unoenessuno.blog spot.com

Dov’è lo scandalo? So di essere controcorrente. Ma i soliti moralizzatori che gridano allo scandalo per le immagini pubblicate da “El Pais” mi devono aiutare a capire.. Nelle foto sono ritratti Berlusconi, che è a casa sua col maglione, alcuni invitati nella villazza in Sardegna e un paio di ragazze in topless che prendono il sole in piscina. Non vedo gangbang, non vedo situazioni imbarazzanti, solo un gruppetto di gente che prende il sole nella faraonica tenuta di uno che sta sui coglioni a parecchia gente. Nulla più. Rectius

Invia le tue mail a tribuna@altroquotidiano.it

da Munaciell.blogspot.com

Di lotta

Di Governo

La crisi c’è Piero Fassino sta con Draghi

Fiat-Opel Quei dirigesti dei tedeschi

Il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, ha detto con parole chiare che la crisi c'è, è profonda e rischia di diventare più acuta. Disoccupazione al 10%, diminuzione di 5 punti della ricchezza del paese, debito pubblico al 120%, famiglie con reddito insufficiente, lavoratori precari e flessibili senza alcuna forma di tutela. Sono le cose che dice da tempo il PD, accusato per questo di catastrofismo. Adesso che le dice anche Draghi risulta evidente quanto propagandistico e superficiale sia il tentativo di Berlusconi e di Tremonti di far credere che la crisi sia già alle nostre spalle. Draghi ha detto anche che l’Italia ha le risorse per farcela, ma servono misure concrete e riforme vere. dal blog di Piero Fassino

L'epilogo della vicenda FiatOpel e' frutto dell'approccio dirigista scelto dal governo tedesco fin dal primo momento. Vedremo cosa accadra', ma si tratta di una scorciatoia assolutasmente illusoria. I paesi europei che giocassero a fare gli industriali danneggerebbero le loro economie e metterebbero in discussione la stessa integrazione economica europea, che si basa sulla limitazione degli aiuti di Stato per creare condizioni di parita' e tutelare la libera concorrenza. Alle stonate reazioni del Partito democratico contro il governo e' bene che il Pdl opponga una linea marcatamente europeista, volta a scongiurare un pericoloso ritorno al nazionalismo economico. dal Blog di Benedetto Della Vedova


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venerdì 5 giugno 2009

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Bologna

Ma Berlusconi con chi sta? Ormai è agli sgoccioli, ma la campagna elettorale per le amministrative bolognesi del 2009 verrà sicuramente ricordata per il susseguirsi di polemiche interne al fronte del centrodestra, diviso tra due candidati e in continua (e vana) attesa di direttive e conferme provenienti da Roma. L'ultima esternazione in ordine di tempo è di Giorgio Guazzaloca, l'ex sindaco della città dal 1999 al 2004 che ora ci riprova sostenuto dall'Udc. In un colloquio con Repubblica, ha mostrato una lettera che Silvio Berlusconi gli spedì nel novembre 2008 per ringraziarlo di avergli mandato il suo libro "Una vita in salita". "Sono certo - scrisse il premier - che alle prossime elezioni amministrative i bolognesi sapranno fare la scelta giusta e restituiranno alla loro città una guida capace di garantire concretezza, benessere e speranza per l'avvenire". Il problema è che il Pdl ha deciso di sostenere la corsa a Palazzo d'Accursio di Alfredo Cazzola, e anche se il documento è antecedente alla scelta del partito, la notizia è il giusto pretesto per un nuovo scontro. Contro Guazzaloca e il giornale che ha pubblicato la lettera si è infatti scagliato il coordinatore regionale del Pdl Filippo Berselli, che ha annunciato uno

spot elettorale registrato da Berlusconi in sostegno di Cazzola che andrà in onda in questi giorni sulle televisioni locali. "Abbiamo così messo - ha detto Berselli - definitivamente a tacere tutte le chiacchiere e le illazioni strumentali di certa stampa a sostegno di altro candidato sindaco, tanto messo male da cercare un disperato sostegno da un quotidiano notoriamente collocato sul centrosinistra. Deve essere chiaro a tutti che il Pdl ha un solo candidato che si chiama Alfredo Cazzola e che chi non lo sostiene è fuori dal nostro partito". In realtà il rapporto tra Cazzola e Berlusconi è sempre stato tutt'altro che facile. Già a febbraio, presentando la sua candidatura, l'ex presidente del Bologna calcio aspirava all'investitura del premier. Un benestare che è arrivato dopo un mese e mezzo di tira e molla, ma che fin da subito è sembrato estremamente tiepido. Berlusconi infatti non è mai arrivato a Bologna per "battezzare" il prescelto, non lo si è visto durante l'intera campagna elettorale e non c'è motivo di attendere il suo arrivo prima dell'imminente apertura dei seggi (...) Gabriele Morelli www.viaemilianet.it

Le elezioni bloccano la festa per il Bari

Manifesti tutti-i-gusti alla Provincia di Milano

Il Bari stoppa la festa per la promozione in serie A. Una festa pubblica, rinviata a data da destinarsi per evitare polemiche elettorali, visto che uno dei fratelli Matarrese, Antonio, corre per il Pdl. Così la società ha diffuso un comunicato per annullare i festeggiamenti. «L’entusiasmo che gira intorno alla squadra per la promozione in A, naturalmente condiviso da molti, ha creato purtroppo, in chi aveva obiettivi speculativi, i presupposti per pressioni e ipotesi di camuffamenti della campagna elettorale. Poiché il Bari non si è mai sottratto agli inviti socio-culturali e poiché ancora diversi giorni ci separano ‘dal rompete le righe’, al fine di evitare ulteriori strumentalizzazioni a manifestazioni organizzate nella città di Bari, il presidente unitamente ai suoi giocatori ha deciso di salutare il campionato di serie B e festeggiare la promozione all’interno dello stadio San Nicola in occasione dell’ultima gara di campionato contro il Treviso. Sarà impegno della società organizzare un’apposita manifestazione celebrativa prima dell’inizio del prossimo campionato per salutare l’avvio della nuova stagione in serie A. www.itasportpress.it

[…] Per farsi un’idea di come stia andando la campagna elettorale, è sufficiente dare un’occhiata ai manifesti dei principali candidati. Cominciamo dal presidente uscente Filippo Penati (Pd): il suo slogan, “la Provincia e oltre” [...]. Quell’oltre potrebbe nascondere più di quanto sembra: un’eventuale riconferma di Penati, infatti, renderebbe l’ex sindaco di Sesto San Giovanni, massimo esponente della linea securitaria del Pd, un possibile candidato per il congresso autunnale, in quanto capace di sbaragliare la destra in casa sua. Per molti nella sinistra milanese, una ragione sufficiente per disertare le urne [...]. Più modestia e concretezza mostra il principale sfidante, Guido Podestà: invitandoci a fare “Anche per la Provincia, una precisa scelta di campo”, l’eurodeputato Pdl sembra suggerire che sarebbe più coerente, se al Governo c’è Berlusconi, alla Regione Formigoni, al Comune la Moratti, porre fine a questa incresciosa anomalia “rossa”. Perché dovremmo farlo non è chiaro, ma forse non interessa a nessuno.

Firenze. Sfida elettorale o reality show? […] La provocazione pungente arriva da Vittorio Sgarbi, che ha dichiarato: «La candidatura di Giovanni Galli significa che il Pdl non ha intenzione di vincere a Firenze. Non solo, candidare un portiere di calcio significa tradire il significato di questa città». […]. Ora, si potrebbe certamente affermare che questa scelta è in realtà il frutto di un distacco ormai abissale che si è consumato negli anni fra i cittadini

e la politica, per cui la non compromissione con il sistema assume una valenza positiva agli occhi degli elettori che considerano con maggior favore un candidato del tutto estraneo alla politica tradizionale […]; ci pare che si affermi una logica da reality show, secondo la quale si costruisce un cast di partecipanti che richiamino l’attenzione del pubblico con il loro nome e la loro popolarità indipendentemente

www.polisblog.it

di Chiara Boriosi da azzurricarrara.splinder.com

dalle loro reali capacità individuali. […] D’altronde, la scelta fatta sull’altro versante, ovvero quello del Pd, che con le primarie ha decretato Matteo Renzi candidato, sembra, al di là delle apparenze, originata dalle stesse motivazioni: “il ragazzo”, come si continua a chiamarlo, è mediatico al punto giusto, ha uno stile giovanilista, scrive cose accattivanti come “Volevamo essere gli U2”, si richiama sempre a

metafore calcistiche, è molto abile nell’uso delle nuove tecnologie e sguscia come un’anguilla di fronte alle scottanti questioni etiche che potrebbero spaccare il già estremamente precario equilibrio di coalizione sul quale egli fa surf ogni giorno. Renzi si accredita come il nuovo, ma è un accredito puramente virtuale, da reality, per l’appunto [...]. Chiara Boriosi, azzurricarrara.splinder.com


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Bologna

venerdì 5 giugno 2009

12

Omicidio Azzolini confessa italiano

Reggio Emilia. Risultavano poveri ma con la Ferrari

Prato. Imprenditore suicida per la crisi

Confessa uno dei due italiani fermati ieri per l’omicidio di Silvano Azzolini, il consulente finanziario di 69 anni rapito lunedì mattina a Villanova di Castenaso, comune alle porte di Bologna. I due italiani conoscevano bene la vittima, facevano parte del suo ambiente di lavoro. Sono entrambi accusati di sequestro di persona a scopo di estorsione aggravato dalla morte dell'ostaggio. Nella loro azione sarebbero stati aiutati da tre complici dell'Est europeo, ancora latitanti. Avrebbero rapito Azzolini per estorcere denaro alla famiglia, nell’erronea convinzione che disponesse di un enorme tesoro. La sua attività di consulente lo portava spesso all’estero, dalla Svizzera alla Serbia, dove aveva anche una donna. Le sue consulenze spaziavano in diversi settori: intermediziani immobiliari e finanziarie, commercio di legname e di schede telefoniche Il corpo di Azzolini è stato trovato con il viso gonfio come se fosse stato picchiato, ieri sera intorno alle 23, nei boschi dell’Appennino forlivese, a

Scoperti 12 imprenditori reggiani proprietari di macchine di lusso, tra cui Ferrari, Porsche, Lamborghini ed altre, che non presentavano le dichiarazioni dei redditi o dichiaravano imponibili irrisori. Secondo la Guardia di Finanza hanno sottratto 4,5 milioni di redditi al fisco. I 12, così smascherati, sono operatori economici di medio livello, molti nel campo dell’edilizia. Gli accertamenti e le contestazioni sono stati effettuati in forza del cosiddetto “redditometro”, che consente una verifica della capacità contributiva sulla base delle disponibilità di beni della famiglia.

Le sue ditte erano sull’orlo del fallimento e lui si è tolto la vita. Ieri pomeriggio, l’imprenditore di 66 anni, originario di Cosenza, si è sparato in bocca dopo essersi chiuso nel garage di casa. In due lettere, ha lasciato le sue motivazioni: la crisi delle sue aziende l’aveva distrutto. Il corpo è stato trovato dal figlio di 35 anni, che lavorava all’estero, ma era tornato a casa per stare vicino ai suoi genitori in questo momento difficile. Ha cercato invano il padre nello studio, l’ha trovato solo nel garage già morto. Per lui non c’è stato nulla da fare.

Messina

Pavia

Tredozio. Gli investigatori sono convinti che Azzolini sia morto poco dopo essere stato sequestrato, anche se solo l'autopsia potrà chiarire con esattezza quando e perchè sia

deceduto. Nessuno dei due fermati ha spiegato come sia morta la vittima. Non è ancora chiaro quindi se Azzolini sia stato ucciso o se l'uomo, cardiopatico e diabetico, abbia perso la vita durante il sequestro. Determinanti per l'individuazione dei due fermati sono state le immagini delle telecamere di sicurezza nella zona del sequestro, che hanno immortalato il furgone utilizzato per portare via Azzolini.

Cucina molecolare sequestrati additivi I Carabinieri dei NAS hanno sequestrato e sottratto al consumo oltre 600 confezioni di additivi e prodotti similari destinati all'impiego come ingredienti in preparazioni alimentari nell'ambito della cosiddetta «cucina molecolare» o «cucina chimica». Le attività ispettive, che proseguono in tutto il territorio nazionale, hanno riguardato 15 diverse tipologie di questi prodotti di provenienza estera, evidenziando irregolarità amministra-

tive in materia di etichettatura e di indicazioni obbligatorie di legge previste per gli additivi destinati all'alimentazione umana. L'intervento dei Carabinieri è stato esteso, per il momento, su 98 obiettivi destinatari ed intermediari della commercializzazione di tali prodotti, individuati tra ristoranti, alberghi, servizi di ristorazione a bordo di navi turistiche, nonchè aziende di importazione e distribuzione.(ANSA)

Bad boys stuprano minorenne Quattro giovani sono stati arrestati dalla polizia di Sant'Agata di Militello per stupro di gruppo su una minorenne. Le violenze risalirebbero a un periodo compreso tra il febbraio del 2008 ed il marzo scorso e sarebbero state commesse nel comune di Acquedolci. Le indagini che hanno portato agli arresti sono state avviate dopo la denuncia della giovane vittima. Nell'ambito della stessa inchiesta, denominata 'Bad boys', altri due due indagati sono stati denunciati in stato di libertà. Agguato stamane a Agguato stamattina

Agguato sindaco di Sanazzano a Michele de Battista, 46 anni, sindaco di Sannazzaro dè Burgondi, in provincia di Pavia. Un uomo di 57 anni, italiano, lo ha atteso poco dopo le 8,30 davanti al municipio e gli ha sparato un colpo di arma da fuoco che lo ha raggiunto in pieno volto. L'amministratore, eletto nelle liste del centrosinistra nel 1999 e nel 2004, è stato trasportato d'urgenza al pronto soccorso del policlinico San Matteo di Pavia. Le sue condizioni sarebbero gravi ma stabili. Domani il comune va alle urne.

Cremona Il corpo senza vita di Sueli Lame, 38enne brasiliana, è stato trovato, nella serata di ieri, riverso sul sedile posteriore di un'auto in una strada di campagna a Crotta d'Adda in provincia di Cremona. La donna ha il viso tumefatto e sul collo ci sono evidenti ecchimosi, segno di un probabile strangolamento. La vittima, sposata e madre di due figli, lavorava come addetta alle pulizie in una casa di riposo nel Lodigiano. Si indaga sulla sua vita privata.


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venerdì 5 giugno 2009

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l’AVVOCATO SOS multe

Autovelox truffa Chi rimborsa? Risponde l’avvocato Michelangelo Fanfani mfanfani@gmail.com Ho letto sui giornali la storia degli autovelox clonati. Ho il sospetto di aver preso una multa da una di queste macchinette. Ma ho già pagato. Come faccio a farmi rimborsare i soldi? A chi mi devo rivolgere? Daniele Smargiassi In ambiente legale ci si aspettava l'esplosione di questo scandalo dopo che la magistratura aveva disposto il sequestro di un impianto semaforico di Segrate (sulla Via Cassanese). Da Segrate, poi, l’inchiesta si è allargata a coinvolgendo molti altri comuni. Per chi avesse ricevuto negli ultimi sessanta giorni un verbale di accertamento, soprattutto per eccesso di velocità o passaggio con il rosso, il mio consiglio è sempre e comunque quello di sollevare opposizione dinanzi al Giudice di Pace, chiedendo oltre alla restituzione di quanto pagato anche che le amministrazioni

depositino in sede di giudizio copia dei certificati di taratura e delle verifiche di funzionamento effettuate sui dispositivi, e quindi dimostrino di aver utilizzato il dispositivo in modo conforme a quanto previsto dal relativo decreto di omologazione. A chi, invece, avesse ricevuto da oltre sessanta giorni il proprio verbale o non fosse comunque nella condizione di poter presentare ricorso, il consiglio è quello di conservare tutta la documentazione, in attesa che l’inchiesta assuma contorni più definiti e la magistratura faccia pienamente lluce sulla vicenda.

CONDOMINIO

Il piano casa in Toscana

La Regione dice sì, ma il vicino dice no Vivo nei pressi di Firenze in un villino bifamiliare. Vorrei ingrandire la mia abitazione, come consentito dal piano casa della mia regione. Ma il proprietario dell'altra villetta non è d'accordo. Può opporsi? Fulvio Donnini

Risponde l’avvocato Michelangelo Fanfani

I

n effetti la Toscana è stata una delle prime regioni a recepire il piano casa. Lei può dunque “aggiungere un piano”, facendo diventare un sottotetto abitabile. Rimane ovviamente il limite del 20 per cento dei volumi esistenti e i 200 metri cubi come valore massimo assoluto. Altri interventi potrebbero riguardare

l’aggiunta di una stanza a una villetta esistente. Per esempio, un edificio di 150 metri quadri con una volumetria di 525 metri cubi potrebbe essere ampliato con una stanza da 104 metri cubi di volume (pari a 30 metri quadri di superficie calpestabile extra). Sarà possibile anche trasformare una cantina o un semin-

terrato in una taverna o in una “sala hobby” purché siano considerate abitabili, i cambiamenti di destinazione d’uso sono infatti consentiti. Altro classico intervento che sarà consentito grazie al Piano Casa è la chiusura di un portico o di un balcone per creare un nuovo locale (anche in questo caso valgono i limiti di volumetria). Nel limite in cui il Suo intervento modificativo della villetta bifamiliare sia in ottemperanza col provvedimento normativo, il Suo vicino non può opporsi. In

ogni caso Lei può anche adire l'autorità giudiziaria qualora il dissenso del vicino persista.

Avete questioni legali in sospeso? I nostri esperti vi rispondono. Mandateci le vostre lettere a redazione@altroquotidiano.it oppure scrivete direttamente agli indirizzi email dei nostri esperti per avere risposte private. L’avv. Fanfani risponde anche al numero di cellulare 339/2852080.


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PREVIDENZA Risponde il dottor ANTONINO NICOLO’ Potete inviare i vostri quesiti direttamente al nostro esperto all’indirizzo e-mail toniconc@libero.it

Riscatto della laurea

Come si calcola il metodo misto Mio fratello ha trovato occupazione presso un’azienda di trasporti nazionali sin dal 1997. Si era iscritto in Giurisprudenza nel novembre 1990 e si è laureato ad ottobre 1995, appena oltre i limiti previsti del corso. Con la nuova, più favorevole normativa, è tentato di chiedere il riscatto della laurea. Così facendo, un domani la sua pensione sarà calcolata col metodo retributivo o con quello contributivo? Ortensia D. B., Bergamo Se suo fratello riscatterà la laurea, la sua pensione sarà calcolata col metodo misto (retributivo e contributivo). Vale a dire: per gli anni riscattati avrà una quota di pensione agganciata alla retribuzione media degli ultimi anni di lavoro e che precedono il pensionamento. Mentre, per il periodo successivo al 1° gennaio 1996, avrà una pensione calcolata con il sistema contributivo. Naturalmente, le due quote saranno pagate assieme.

Pensione contributiva

I requisiti già maturati Mio marito è un dipendente di una società di servizi e in suo favore vengono versati i contributi all’Inps. Gode di una buona retribuzione. Entro il 31 dicembre 2008 ha maturato i requisiti per la pensione contributiva, avendo già fatto opzione per tale sistema. Vorremmo sapere se può chiedere la predetta prestazione in qualsiasi momento, avendo lui in animo altri progetti. Laura Proietti, Roma La risposta è positiva. Va te-

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DIrIttI & DoverI

nuto conto, però, che la pensione col metodo contributivo può essere liquidata prima del 65° anno di età purchè, al momento della richiesta, l’interessato abbia maturato, con i suoi contributi, un importo non inferiore all’assegno sociale maggiorato del 20%. Sembrerebbe il caso di suo marito.

Pluricontributi

Quando 28 anni non bastano Da un controllo presso l'Inps (estratto conto) risulta che, alla fine del 2008, sono stati accreditati, in mio favore, contributi in qualità di dipendente per oltre 15 anni, il servizio militare, cui vanno aggiunti, subito il lavoro subordinato, 12 anni come lavoratore autonomo. Ho anche, separatamente, 16 anni di versamenti all'Enasarco. Nel gennaio 2010 compirò 62 anni. Quando potrò andare in pensione? L.A., Palermo Ventotto anni (o poco più) di contribuzione Inps non sono sufficienti per la pensione anticipata di anzianità. Dovrà attendere, pertanto, il compimento dei 65 anni di età per la pensione di vecchiaia, sia Inps (in ogni caso) che Enasarco (solo se raggiunge, però, presso tale Ente, i richiesti 20 anni di contribuzione).

Neolaureato

è ancora a carico dei genitori? Il quesito riguarda la possibilità, offerta dalla normativa a partire dal 2008, di riscattare la laurea in 120 rate, senza interessi. Mario De Michele, Bari Oltre alle 120 rate, esiste la possibilità di dedurre le somme, versate per il riscatto, dal reddito imponibile. In tal modo, il costo diminuisce sensibilmente. Nel caso esposto, il riscatto può essere pagato da un genitore, che godrà di una detrazione fiscale nella misura massima del 19 per cento. Consiglierei al neo-dottore di attendere un po’, fino a quando avrà una congrua sistemazione, perché, in tal caso, può dedurre per intero, dal suo reddito, le somme versate. E maggiore sarà il reddito, maggiore sarà la deduzione.

Rivalutazione

La finestra è tassativa Mia moglie, lavoratrice dipendente, ha raggiunto 35 anni e 2 mesi di contribuzione a febbraio 2007, data in cui ha preferito presentare le dimissioni, rinunciando ad ulteriori versamenti. Ha compiuto 58 anni il 2 aprile 2009 e la sua finestra d’uscita dovrebbe essere quella del 1° gennaio 2010. Il periodo da febbraio

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2007 a dicembre 2009 sarà rivalutato dall’INPS, ai fini pensionistici? Luigi De Maria, Napoli No. La rivalutazione Istat dei contributi riguarderà tutto il periodo di 10 anni di lavoro partendo da febbraio 2007 e andando a ritroso nel tempo. Su quella base sarà calcolata la futura pensione.

Cinquantasettenne

Deve aspettare l’anno 2012 Sono nato a febbraio del 1952 e lavoro da 18 anni nel settore della grande distribuzione alimentare. Dall’estratto conto, aggiornato a giugno 2008, mi risultano 35 anni e 6 mesi di contributi (comprese le precedenti attività). Domanda scontata: quando potrei andare in pensione? Gaetano. S., Perugia La legge 247/2007, che ha riformato il sistema pensionistico italiano, prevede che i lavoratori dipendenti nati nel 1952 maturino i requisiti per la pensione di anzianità nel 2012, con la quota 96, che è raggiungibile o con 60 anni di età e 36 di contributi o con 61 anni di età e 35 di contributi. Nel suo caso, ha anche la possibilità di raggiungere i 40 anni di contributi, che non sono vincolati, per la pensione, ad un’età minima.

Aggiornamenti Nuovo bollettino per i contributi. Infuria la polemica sul decreto Gelmini: in piazza si urla, il Governo dice che è tutto giusto, io non mi fido di nessuno dei due e cerco di fare da me. Esercito il mio diritto/dovere di cittadino consapevole e cerco di informarmi. Bene, ecco il link al sito del Parlamento, dove si può consultare il decreto in questione nella sua interezza.

Lavori saltuari? Meglio aspettare

Costa di meno spedire per posta. Lo riporto perché reperirlo non è stato semplicissimo, e i meno testardi potrebbero arrendersi già prima di arrivarci. Ma io no: mi incaponisco e lo leggo anche per intero. Devo essere un cittadino "serio", che non si lascia sedurre dinfuria la intero. Devo essere un intero. Devo essere un intero.

Che cosa può consigliare ad un neo-laureato che svolge piccoli lavori saltuari da cui ricava un reddito inferiore, mediamente, ai 700 euro mensili e che, in pratica,

Il presidnte cambia indirizzo. Devo essere un intero. Devo essere un intero. Devo essere un intero. Devo essere un intero. Devo essere un intero. Devo essere un intero. Devo essere un intero. Devo essere un intero. Devo essere un intero. Devo essere


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PIANO CASA

Ogni Regione procede per conto proprio SUL famoso “Piano casa” del governo Berlusconi ogni Regione sta procedendo a modo suo. Lo segnala il Sole 24 ore, che ha preso in esame le varie leggi che le singole Regioni stanno per varare. La Sicilia (che ha piena autonomia in materia) e il Veneto, per esempio, hanno ammesso ai lavori di ampliamento “non solo le villette uni o bifamiliari, ma in qualche caso tutti i condomini, senza distinzione né limiti di metratura”. Prosegue il quotidiano economico: “I piani regionali, poi, non si fermano alla casa. A parte la rigida Toscana – l'unica ad avere già una legge – più o meno ovunque nelle altre sei realtà che hanno varato un disegno di legge sarà consentito allargare del 20% anche immobili che, oltre alle abitazioni, contengono qualche ufficio o negozio (ad esempio in Campania, Piemonte e Umbria). Proprio l'Umbria ammette anche interventi su capannoni industriali e artigianali, ma dentro un più ampio piano attuativo. Senza dimenticare che la demolizione e ricostruzione di capannoni e stabilimenti è un caposaldo anche del progetto veneto”. Negli interventi – in base all’intesa firmata con il governo il 1° aprile – si dovrà tenere presente l’esigenza di migliorare l'efficienza energetica.

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Più soldi ai dipendenti enti locali Intesa fatta

Spesa sociale in Italia la più bassa in Europa

SESSANTATRE’ euro lordi in più al mese, con un incremento del 3.2% sull’attuale stipendio. Sono gli aumenti medi per il biennio 2008-2009 ottenuti dagli oltre 500 mila dipendenti di Regioni, Province e Comuni. L'intesa sottoscritta ieri sera da Aran e sindacati prevede un ulteriore aumento dell'1.5% a disposizione delle amministrazioni che hanno rispettato il patto di stabilità interno e le regole per il contenimento della spesa del personale (pari a 29,16 euro mensili a testa di media): queste risorse serviranno a premiare nella fase della contrattazione integrativa la maggiore produttività e il merito dei dipendenti. L'Aran, che nella trattativa era la controparte dei sindacati, sottolinea che l’aumento dei minimi è in linea con quello previsto per i dipendenti di Regioni e delle autonomie locali: è la percentuale ''riconosciuta in questa tornata contrattuale in tutti i comparti del pubblico impiego''. Positivo il commento dei sindacati: "Un risultato – ha dichiarato la Cisl Fp - importante, una firma raggiunta sulla base della piattaforma unitaria e condivisa da tutte le organizzazioni sindacali che conclude la fasedei rinnovi del biennio 2008 - 2009 per i lavoratori dei comparti del lavoro pubblico e lascia aperto solo il rinnovo dei contratti delle aree dirigenziali". L’aumento di 63,20 euro decorre dal primo gennaio del 2009.

LA spesa sociale in Italia è più bassa di quella degli altri grandi Paesi europei. Il rilevamento Eurostat, l’ufficio europeo di statistica, smentisce ancora una volta il luogo comune in base al quale l’Italia spende troppo in pensioni, sanità, istruzione, interventi a sostegno del reddito e della famiglia. Nel 2006 infatti l'Italia nel 2006 ha destinato al welfare una spesa pari a 6.476 Spa (unità standard di potered'acquisto, che elimina le differenze dei prezzi fra i vari paesi) per abitante, contro gli 8.200 della Francia, i 7.706 della Germania e i 7.410 della Gran Bretagna. Più giù solo la Spagna (5.163), mentre in cima alla classifica ci sono Lussemburgo (13.458 Spa per abitante), seguito dall'Olanda (9.099) e dalla Svezia (8.998). In fondo alla classifica della spesa, con poco più di 1.200, Romania e Bulgaria. Nel 2006 le due principali fonti di finanziamento per il welfare sono venute dai contributi pubblici (38%) e dai contributi sociali (59%). Anche in questo caso, il peso degli oneri sociali in Italia è addirittura di poco inferiore alla mdia europea: in Italia infatti, incide er il 56.4%, mentre i contributi pubblici sono di poco superiori (41.9%). L'Italia, stando ai dati Eurostat, nel 2006 ha destinato al welfare il 26,6% del Pil contro la media Ue del 26,9%. La percentuale piu' alta in Ue e' quella della Francia con un 31,1% del prodotto interno lordo. L'Italia risulta al penultimo posto per numero di persone che beneficiano della spesa social(31,1%).

Consumi solidali. Tempi di crisi per i consumi, Ibrido Fiat. Anche la Fiat si lancia nella produzione di auma non per quelli equosolidali. Fairtrade Italia, il coordinamento dei marchi di garanzia del commercio equo (quello cioè che garantisce un giusto compenso a piccoli produttori dei Paesi in via di sviluppo) chiude un bilancio 2008 all'insegna della crescita: +20% di prodotti venduti e +15% di fatturato complessivo. In un clima di crisi che colpisce l'intero settore del commercio - sottolinea Fairtrade Italia - la finanza etica e il mercato equosolidale riescono a conquistare ulteriori spazi e nuovi consensi. In tutta Europa le vendite sono in aumento.

tomobili con alimentazione ibrida, e cioè mista a benzina e elettrica. E lo fa con la 500. La casa torinese ha infatti avviato già da alcuni mesi il progetto di sviluppo di un motopropulsore ibrido adatto a piccole vetture da città, composto dal "motore bicilindrico a benzina Sge 0,9 litri, abbinato a un innovativo cambio a doppia frizione a secco che integra un motore elettrico accoppiato a uno dei suoi due assi primari". E' quanto emerge dal bilancio del Centro Ricerche Fiat consultato da Radiocor. Le anticipazioni di stampa dei mesi scorsi vengono quindi confermate.


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L’Italia dei comuni

Primi cittadini e imprenditori Un libro che racconta l’Italia dei piccoli e dei grandi comuni. Tutti uniti da unica necessità: la buona amministrazione. Dai 33 abitanti di Morterone in provincia di Lecco, fino ai due milioni e mezzo di Roma. Così si distribuiscono i quasi sessanta milioni di cittadini che abitano la nostra penisola. In una chiave inedita e originale, Roberto Basso si è occupato dei rapporti di questi con le istituzioni in un agile libretto e sapido libretto, dal titolo Sindaci imprenditori. Tutto parte dalla considerazione che la politica italiana è

sempre più distante dai cittadini e sempre più simile a una casta incapace di fermare la deriva del Paese. L'Italia, avverte l’autore, è però ricca di anticorpi ben distribuiti e diffusi in quella provincia che viene evocata tanto spesso quanto poi ignorata nelle scelte strategiche. Tra gli ottomila campanili sparsi lungo la Penisola, scrive Basso, si trovano più di 300 sindaci con una storia imprenditoriale alle

Sindaci Imprenditori Roberto Basso, Rubettino 2009 160 pagine, 12 euro

spalle. «Persone che hanno deciso di mettere la propria esperienza alla prova della carica elettiva più diretta e più responsabilizzata nel nostro panorama istituzionale. Sono "primi cittadini" che si confrontano quotidianamente con i bisogni della comunità in cui vivono. Amministratori prima che politici. Uomini e donne che mettono passione in ciò che fanno e si emozionano davanti al frutto sem-

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plice del loro lavoro: la riconoscenza dei concittadini». Sindaci imprenditori racconta attitudini individuali ma anche un modello virtuoso di rapporto tra gli italiani e le loro istituzioni. Parla di leadership, partecipazione, pragmatismo, libertà intellettuale, spirito di servizio. Perché viaggiando da Trieste a Lecce, tra Velletri, Olbia e Lecco, dalla Campania al Piemonte, si trova un patrimonio di competenze e soprattutto di valori ben radicati ai quali attingere un po' di ottimismo per far ripartire la società italiana. Roberto Basso trasmette un certo ottimismo, ma non nega il buio profondo in cui tante amministrazioni mal gestite languono. C’è stata una stagione in cui si è parlato di Italia dei sindaci, ebbene, piuttosto che finita, leggendo Basso, si potrebbe dire mai davvero iniziata. Sindaci imprenditori è un libro che si legge in poche ore ma che lascia un senso di soddisfazione. Ben fatto. Lo consigliamo.

I processi di democratizzazione nel settore informativo avviati interrotti negli anni Settanta

Il degrado dell’informazione I giornali che fanno e disfanno la democrazia nel Paese E in libreria il nuovo libro di Beppe Lopez: Giornali e democrazia. Il sottotitolo recita: Analisi del degrado dell’informazione in Italia, partendo dallo spartiacque della fine degli anni Settanta e dalla vicenda-metafora del primo quotidiano locale moderno e popolare: il Quotidiano di Lecce. Dopo un saggio introduttivo “I giornali, fattori o demolitori di democrazia”- nel quale riprende e sviluppa un’analisi già avviati nei suoi precedenti saggi e in particolare ne La casta dei giornali, e temi quotidianamente trattati nel suo sito “Informazione e demo-

crazia” (www.infodem.it) – l’autore descrive i processi di democratizzazione anche nel settore informativo avviati e subito interrotti negli anni Settanta, per poi soffermarsi ampiamente sulla emblematica avventura del quotidiano locale da lui fondato nel 1979, dopo aver partecipato alla fondazione di Repubblica. Il Quotidiano di Brindisi, Lecce e Taranto nacque esattamente trent’anni fa, il 6 giugno 1979. E costituì, per una serie di ragioni, un punto di riferimento innovativo a livello nazionale e non soltanto sul piano specificamente giornalistico.

Nacque, si insediò e fu interrotto: come successe, in generale, al processo di democratizzazione e di socializzazione avviato e stroncato in quegli anni in Italia. Da quello spartiacque della vita nazionale nasce il processo di restaurazione e di omologazione di cui il degrado che vivono oggi la nostra democrazia e la nostra informazione è il frutto maturo. Beppe Lopez ha attraversato e raccontato quasi mezzo secolo di storia italiana. Ha collaborato con le più importanti testate nazionali. Ha partecipato, come già detto, alla fondazione di Repubblica. Ha fondato e diretto numerosi quotidiani e riviste. Ha collaborato con le più importanti testate nazionali. Ha poi anche diretto la Quotidiani Associati. La scrittura, come si vede, è un

Giornali e democrazia Glocal editrice 211 pagine, 16 euro

vizio- Lopez, infatti, ha scritto anche due fortunati romanzi: Capatosta presso Mondadori e La scordanza (Marsilio). Ha ottenuto uno straordinario successo editoriale con La casta dei giornali (Stampa alternativa-Eri).


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culture

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Libri

Quando la cronaca diventa scrittura “L’istinto del lupo solitario” di Massimo Lugli, finalista al Premio Strega di Stefano Clerici Un cronista di razza è approdato al Premio Strega. Massimo Lugli, per anni a “Paese Sera” e oggi inviato speciale di “Repubblica” è entrato nella rosa dei dodici finalisti del prestigioso premio letterario con il suo romanzo d’esordio, “L’istinto del lupo solitario” (edizioni Newton Compton). Una storia dura e cruda, come le tante in cui Lugli si è imbattuto nella sua vita professionali e che ha raccontato, con stile diretto e asciutto, nelle pagine di cronaca dei quotidiani in cui ha lavorato. Per capire di che si tratta, bastano le parole della presentazione. Eccole. “Il confine che separa le ville dei ricchi dai bivacchi dei senza tetto è sottile come la lama di un coltello. Da una parte, donne avvolte nel profumo francese, domestici in livrea e ragazze au pair che parlano tutte le lingue del mondo. Dall'altra, le mense di carità, i giacigli improvvisati nel freddo della notte, l'amore rubato alla disperazione quotidiana. A cavallo tra questi due mondi, la favola feroce del ragazzo che divenne Lupo è un treno che corre lungo scene di ordinaria violenza e struggente stupore; aggressioni,

lotte, tradimenti, omicidi e vendette che, senza tregua, impongono al protagonista di fare la sua scelta e di affrontare la dura scuola della vita. Attorno alla figura solitaria di Lupo, una gal-

come si dice in gergo, è il mare in cui Lugli, ha sempre voluto nuotare. Mi si perdoni l’autocitazione. Quando ho recensito per “Repubblica” il suo secondo libro, scrissi testual-

leria di personaggi sorprendenti: il saggio Tamoa, la sensuale Parvati, il laido Sugo, il patetico Giobbe, il brutale Ivan. Sullo sfondo di avventure nere e romantiche, le inquietudini della generazione degli anni Settanta, il furore politico e le battaglie a colpi di chiave inglese che anticipano i bagliori del terrorismo”. Del resto, la Cronaca Nera,

mente: “I lettori mi consentano ora un ricordo personale. Quando, ormai parecchio tempo fa, dirigevo la Cronaca di Roma di Repubblica, pensai che l’indiscutibile talento di Massimo Lugli – già sperimentato anni prima in quella favolosa scuola di giornalismo che fu Paese Sera – potesse essere impiegato anche oltre i con-

fini della cronaca nera, da lui sempre amata, allontanandolo un po’ dalle scie del sangue quotidiano e accostandolo invece a temi sociali, politici o cosiddetti “leggeri”, che – ne ero certo - Massimo avrebbe trattato con la stessa elevata professionalità. Ci provai. E anche lui ci provò. Con risultati eccellenti. Ma vedevo che sul suo volto non si leggeva più lo stesso entusiasmo, la stessa carica. Capii che era un errore tentare di piegare la sua natura. Perché, c’è poco da fare, Massimo ha sempre avuto l’istinto del lupo. E il lupo – mi si perdoni la banalità – perde il pelo, ma non il vizio. Non a caso sulla controcopertina si legge: Un nuovo romanzo firmato dal cronista di nera Massimo Lugli. Cronista di nera: il suo orgoglioso marchio di fabbrica”. Sapere che Massimo è arrivato a tanto traguardo, ci fa gran piacere. Ieri, amici e colleghi lo hanno festeggiato durante un simpatico cocktail organizzato dall’editore. Inutile dire che il messaggio più gettonato è stato: “Massimo, in bocca al lupo!”.


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culture & tenDenze

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Moda. Medina docet

SEGNALIBRI “Montelepre”

Vestivamo alla tunisina? Anche oggi

Il bandito Giuliano e i misteri del suo paese

di Monica Simeone Tunisi. Al turista che nella Medina si imbatte per la prima volta nell'abbigliamento tipico del posto non sfuggirà che molti di questi capi di abbigliamento hanno ispirato ed ispirano la moda occidentale per la loro semplicità ed eleganza. Il fascino dell’hama. Al Caffè degli Artisti di Tunisi chiacchiero con la mia amica Nama Jazi, costumista tunisina, che mi racconta come ancora conservi il lungo velo bianco di seta, l'hama, tipico di Tunisi, appartenuto a sua madre : adesso in città non se ne vedono più molte di donne con il lungo velo, ma se vai nel sud del paese, a Tamerza, Sodes, Tozeur, Nafta, vedi ancora molte donne avvolte nel lungo velo di cotone nero leggerissimo con una fascia colorata che differenzia il posto di provenienza e che le copre totalmente dal sole e dal vento. Sotto l’hama il futa. A Tunisi il vestito tipico della donna è composto da pantaloni larghi ricamati sul fondo, camicia bianca ricamata e un bolerino stretto in vita, ricamato, e, sopra i pantaloni, un lungo telo annodato in vita, il futa - un a sorta di pareo - il tutto coperto dal lungo velo bianco, l'hama.

Due immagini scattate alla Medina, nel cuore di Tunisi: un uomo e un a donna nelll’abigliamento tipico

Per lo più le donne che non vestono all'occidentale portano la jebba, sopratutto al sud, una lunga veste in colori spesso vivacissimi, in cotone o in seta, ricamata, e alla Medina, se eviti la maggior parte dei negozi turistici, riesci ancora a trovare qualche jebba ricamata a mano o tessuta al telaio. In testa le donne portano il velo: se non è quello lungo, tipico del posto (nero nel sud e bianco a Tunisi), può essere, sopratutto in città, uno piu corto di vari colori e tessuti. Le scarpe sono delle ciabattine di pelle, chiuse davanti e a volte ricamate, o anche aperte come i nostri sandali in cuoio, fatte a mano. I gioielli. Sono semplici ma belli: la tipica collana con la maglia tunisina in argento o in oro è di gran moda anche da noi in que-

sto momento: si chiama rehana , è composta da una serie di anelli di metallo piatti che compongono una lunga catena , alla fine della quale spesso ci appendono “la mano di fatima” un portafortuna molto usato nella gioielleria tunisina. La jebba per uomini. A Tunisi, ma sopratutto al sud, gli uomini indossano la jebba, la lunga veste di seta o di cotone ricamata tono su tono, in colori chiari, avorio, grigio o a righe: se giri per la Medina in alcuni negozietti puoi trovarne di raffinatissime, ricamate a mano. Molto eleganti. La jebba si indossa su pantaloni corti sotto il polpaccio e larghi, quelli che noi occidentali chiamiamo ”alla turca”, e sopra una camicia ed il gilet ricamato dello stesso tessuto della jebba.

LA CASA editrice “La Zisa” seleziona opere letterarie di nuovi autori da pubblicare nelle proprie collane di narrativa, poesia e saggistica. Per partecipare è sufficiente inviare la propria opera (corredata da nome, cognome, indirizzo, numeri telefonici email e una breve nota autobio-

Aspiranti scrittori cercansi grafica), entro il 30 giugno, a: Edizioni La Zisa, via Francesco Guardione, 5/E - 90139 – Palermo; o via e-mail a: manoscritti@lazisa.it o

Palermo. “Montelepre, il dopoguerra e i misteri di Giuliano” è il titolo del volume di Salvatore Badalamenti, edito da La Zisa (pp.160 - euro 13,00), che è stato presentato da Pino Dicevi mercoledì presso il circolo Arci "Malaussene" di piazzetta Resuttano 4. IL LIBRO. Dal 1943 al 1950, quando fu ucciso, Salvatore Giuliano è stato un protagonista di spicco del banditismo siciliano. Tra le decine di delitti di cui si macchiò o di cui fu accusato spicca la strage di Portella della Ginestra compiuta durante la festa del I maggio 1947. Ma vittima della sua trista fama è anche Montelepre, il piccolo e povero comune siciliano che gli ha dato i natali. A questo paese è dedicato il lavoro di Badalamenti. che è nato e cresciuto a Montelepre, dove è stata anche consigliere comunale del Pci. Attualmente lavora nella segreteria di una scuola statale. segreteria@lazisa.it. Gli autori delle opere ritenute idonee per la pubblicazione riceveranno una proposta editoriale. I dattiloscritti non saranno restituiti. Per ulteriori informazioni: tel. 091 331104 - cell. 328 4728708 o 329 0326070; e-mail: presidente@lazisa.it -


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granDe schermo

Mussolini, la prima moglie

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Lo sfigato che si fa furbo

Vincere Soffocare

regia di Marco Bellocchio con Giovanna Mezzogiorno, Filippo Timi, Michela Cescon, Fausto Russo Alesi Belocchio torna ad affrontare la Storia del '900 regalandoci uno dei suoi film migliori. La complessa personalità di Benito Mussolini vista con gli occhi della prima moglie Ida Dalser, che gli diede il primogenito maschio Benito Albino. Un ritratto doloroso e lucido, raccontato in gran parte attraverso filmati originali dell'epoca, di una ribelle che fino alla morte ha gridato la sua verità contrariamente ad un regime che la voleva zitta ed invisibile. Due esistenze cancellate dalla memoria riportate in vita qualche anno fa da un documentario di Rai 3. Ben interpretato dalla Mezzogiorno e da un credibile Filippo Timi. Michela Cescon è Rachele.

La natura secondo Olmi Terra Madre Regia E. Olmi - Documentario Contadini, allevatori, pescatori e produttori agricoli arrivati da 153 Paesi del mondo affrontano il tema legato ad una agricoltura più sostenibile, lontana dalle odierne tecniche di sfruttamento esasperato e devastante. Le isole Svalbard, a Nord della Norvegia, per raccontare l'inaugurazione della Banca Mondiale dei Semi. Dehradun, in India, per riprendere la raccolta del riso nella fattoria di Vandana Shiva, dove sono custoditi i semi di riso tramandati di generazione in generazione. Ultima tappa a San Cipriani, nel Veneto. Qui Olmi, insieme all'inconfondibile stile di Franco Piavoli, racconta la storia di un uomo che per più di quarant'anni ha vissuto lontano dalla modernità, nutrendosi solo con i frutti della terra.

Pagina a cura di LUCIANA VECCHIOLI

Regia di Clark Gregg con Sam Rockwell, Anjelica Huston

Il matrimonio del giovane Mussolini (Filippo Timi) con Ida Dal-

Tra cinema e giornalismo

La regola del sequel

Star System - Se non ci sei non esisti

Una notte al museo 2

Regia di Robert Weide con Simon Pegg, Jeff Bridges

Regia di Shawn Levy con Ben Stiller, Owen Wilson, Robin William

Una sorta di Bridget Jones al maschile. Un giornalista un po' imbranato e bruttarello, arrivato dalla provincia, che riesce ad infiltrarsi nei party più esclusivi della Grande Mela per toccare e conoscere da vicino le grandi star del cinema. Riuscirà a farsi accettare? Solo se saprà rispettare le ferree regole della giungla. Commedia divertente e graffiante che racconta abbastanza dettagliatamente di come vanno le cose nel dorato e scintillante mondo della celluloide ed in quello altrettanto ambito del giornalismo. L'altra faccia della medaglia.

In genere i sequel non sono sempre all'altezza delle opere prime ed anche in questo caso la regola non viene smentita. Perduta la freschezza della novità e nonostante un Ben Stiller che cerca di mettercerla tutta e nonostante le battute, inserite solo nella versione italiana, che alludono a Berlusconi (guardare i trailer che girano in tv) il film non decolla. Certo, non è facile raccontare il seguito di un museo dove le statue di notte si animano. In mancanza di una prescrizione medica si poteva anche evitare.

Non è il Codice ma funziona

qui l'ultimo ed avventuroso capitolo uscito dalla penna di Dan Brown e magistralmente portato sullo schermo dall'ex Ricky Cunningham. Tra gli interpreti un luciferino Ewan McGregor nei panni del Camerlengo ed il nostro Favino, capitano delle guardie svizzere, poche battute e brutalmente ucciso a metà film. Meno appassionante de Il Codice da Vinci, "Angeli e demoni" è comunque un film che gli estimatori del genere non possono perdere.

Angeli e Demoni Regista Ron Howard con Tom Hanks, Ewan McGregor, Il Cern di Ginevra, il più grande e potente acceleratore di particelle al mondo, per capire i segreti del Big Bang, l'origine dell'universo. L'antimateria che passa nelle mani degli Illuminati, una setta anticlericale esistita cinque secoli fa. Parte da

La pellicola non rende merito al genio e allo stile asciutto ed innovativo dello scrittore cult Chuk Palahniuk, che con il suo linguaggio crudo e diretto ha raccontato forse meglio di altri la società americana. "Soffocare", tratto dall'omonimo libro pubblicato nel 2001, vede una grande Anjelica Huston nel ruolo della madre folle e rivoluzionaria. Il sempre bravo Sam Rockwell in quello del protagonista e lo sfigato Victor Mancini. Incallito sessuomane, frequenta uno di quei corsi per liberarsi dall'ossessione. Va a cena nei ristoranti di lusso e si ingozza volontariamente fino a soffocare per poi farsi "salvare" dal riccone di turno.

Il segreto di Consuelo Lezioni d'amore Regia di Isabel Coixet con Penelope Cruz e Ben Kingsley Un dramma sentimentale a tutti gli effetti, tratto dal breve romanzo "L'animale morente" del premio Pulitzer Philip Roth. Il professore David Kepesh è uno stimato docente universitario che ama vantarsi (come un impenitente dongiovanni) delle avventure con le sue giovani studentesse e che spesso si ritrova a commentare, in maniera dotta ed argomentata, con il suo amico e collega Georgem O'Heam. Ma quando la bellissima Consuelo Castillo un giorno varca la soglia dell'aula dove il professore sta tenendo una lezione, lui si innamora perdutamente della giovane. E' ossessionato dal suo corpo e dalla sua bellezza ed i ripetuti sospetti di tradimento e la notevole differenza d'età finiscono per allontanarla da lui. Due anni dopo, improvvisamente, la ragazza riappare e gli rivela un terribile segreto.


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PIccolo schermo

venerdì 5 giugno 2009

21

TELEFILM

Dr. House. Il clinico finisce in clinica Il finale della quinta stagione della celebre serie televisiva lascia i fan con il fiato sospeso Dalle parti del Princeton Hospital le cose si complicano sempre più. In Italia certe cose non si sono ancora viste, ma gli appassionati telespettatori americani, avanti di una serie, la quinta, sanno già tutto e non riescono a capacitarsene. Qui vi anticipiamo qualcosina, ma non tutto, per non togliervi il gusto di seguire il beniamino della medicina. Iopocondriaci o fatalisti, tutti hanno amato fin dall’inizio il caratteraccio di Greg House: cinico, scontroso ma a ben vedere anche sincera-

mente umano. La quinta serie, appena conclusasi in Usa, vede il celebre diagnosta alle prese con nuovi e più stringenti affari personali. L’uso del Vicodin, l’antidolorifico che adopera in massiccia quantità per mitigare il dolore alla gamba, lo mette più volte nei guai. Spesso, proprio per questo motivo, dovrà chiedere l’aiuto della Cuddy, la severa ma amorevole direttice dell’ospedale. A parte il gran finale a sorpresa è proprio la Cuddy a portare nuovi scompigli nella vita dell’affascinante

Hugh Laurie nelle vesti del tenebroso diagnosta G. House Greg. Disprezzata e vilipesa per anni da House, finalmente riesce a spuntarla e a imporre la sua femminilità. Gli episodi in cui avverrano i fatti cui abbiamo fatto cenno saranno trasmessi in anteprima per l’Italia dal canale Joi di Me-

diaset Premium, sul digitale terrestre, a partire dall’11 giugno, giorno in cui, forza del caso, Hugh Laurie festeggerà il suo cinquantesimo compleanno. Età che l’attore porta in modo invidiabile. Non a caso è considerato il medico più sexy della tv.

Se mi lasci ti cancello

American gangster

Sky cinema, ore 22.50 Regia di Michel Gondry. Con Jim Carrey, Kate Winslet ed Elijah Wood

Premium C, ore 22.45 Regia di Ridley Scott. Con Denzel Washington, Russel Crowe e C.

Joel e Clementine s’incontrano per la prima volta ad una festa sulla spiaggia a Montauk, New York, e si innamorano in poco tempo. Dopo due anni, però, la relazione è già in crisi. Clementine scopre il servizio Lacuna Inc., una clinica diretta dal dottor Mierzwiak che sostiene di essere in grado di cancellare ricordi specifici dalla mente di una persona. Clementine sceglie di far cancellare Joel dalla sua mente, eliminando anche tutti i ricordi collegati alla loro storia d'amore. Quando Joel la cerca per cercare di far pace con lei, Clementine non ricorda chi egli sia, ed è corteggiata da Patrick, un tecnico della Lacuna che era rimasto colpito da Clementine e sta usando i suoi ricordi passati per ottenere il suo amore.

Il film tratta la vera storia di Frank Lucas, il più grande trafficante di droga ad Harlem. La vicenda si svolge negli anni '70 e trova Lucas, salito al potere dopo la morte del suo capo, Bumpy Johnson. La morte di Johnson fa smuovere ogni tipo di acqua nella malavita di New York. Ogni mafioso acquista più potere nel suo piccolo, e inizia una guerra tra potenti per la corsa al posto di Johnson. Ognuno inizia a estorcere sempre più denaro agli altri, non sapendo però che in realtà il vero favorito è Lucas. Frank è stato il braccio destro di Johnson per così tanto tempo da aver imparato tutto da lui. E l'unico che piange veramente la sua morte, senza pensare alla conquista del potere.

CULT-MOVIE George Clooney torna a E.R.

RAIDUE, 21.05

EUROPEE

La campagna elettorale in tv La televisione è ormai universlamente riconosciuta come strumento principe per la comunicazione politica. Grande attenzione è quindi riservata nei palinsesti alla chiusura della campagna elettorale per le eu-

ropee. Incontri e dibattiti con giornalisti ed esponenti delle varie fazioni in corsa sono previsti su tutte le reti con speciali e approfondimenti. In attesa

degli aggiornamenti sull’affluenza che saranno snocciolati durante tutto il fine settimana e delle dirette fiume di lunedì. Segnaliamo la chiusura delle ostilità su Raidue con una conferenza stampa del Pd alle 22.40. E quella di Raitre, con un confronto che andrà in onda alle 21.05. Fuori della mischia la puntata di stasera di Matrix, per la quale Alessio Vinci ha preparato argomenti più leggeri: spettacolo e sport.


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venerdì 5 giugno 2009

22

Villa Certosa

Forbes

“Foto private”. E Berlusconi querela El Paìs

Obama unico capo di Stato tra le celebrità

Le prime foto di Villa Certosa, pubblicate dal quotidiano spagnolo El Paìs, stanno velocemente facendo il giro del mondo. Si tratta solo di una piccola selezione: cinque scatti su una mole di circa settecento esistenti. Le immagini un po' sgranate, ma con i soggetti ben distinguibili, confermano le voci sulle quali si sono rincorse le cronache in questi ultimi giorni. Ben visibili sono le sagome di giovani donne che prendono il sole in perizoma e topless tra le piante rare di cui si vanta il Cavaliere. C o s ì c o m e n o n mancano foto di nudi maschili integrali. Altri scatti ritraggono invece Berlusconi in compagnia di ospiti, ma sempre con la consueta tenuta blu scura. Tra le foto a contenuto meno piccante, spicca quella di un uomo, in tutto somigliante ad Apicella, il chitarrista che da anni allieta le serate di Berlusconi, accompagnandolo nelle sue performance canore, che scende dalla scaletta di un aereo battente bandiera italiana. La possibilità che si tratti di un aereo di Stato, come molte volte detto in questi giorni, a ben gaurdare l'immagine pubblicata da El Pais, appare effettivamente concreta. Il Premier, incalzato dalla pubblicazione delle foto nello scandalo di cui è oggetto da quasi un mese, ha definito l'avvenuto come «una violazione della privacy inaccettabile». «Si tratta di foto innocenti» ha detto poi a Radio Anch'io, annunciando anche querela per la testata spa-

NEW YORK (Reuters) - Il presidente Usa Barack Obama è l'unico capo di stato in carica a comparire nella Forbes Celebrity 100 Power List, con il gran numero di copertine e i due best-seller venduti ad offuscare la linea di demarcazione tra politica e star system. Il presidente americano si è classificato in 49esima posizione, in una lista annuale basata sulle entrate delle celebrità e sulla loro presenza nei media. Obama ha guadagnato, lo scorso anno, ben 2,5 milioni di dollari con i suoi due best-seller. "Obama è di gran lunga la persona più famosa del mondo", ha detto Lacey Rose della rivista Forbes. "La sua storica corsa alla Casa Bianca lo ha certamente aiutato a vendere più di un milione di copie del suo libro, e gli ha garantito una costante presenza sulle copertine dei giornali". "C'è un grande interesse nei suoi confronti, come presidente, come uomo-famiglia e come celebrità". Obama è il primo afro-americano ad essere eletto alla Casa Bianca.Le prime quattro posizioni sono appannaggio di quattro donne, con Angelina Jolie che si è assicurata il primo posto, seguita da Oprah Winfrey, Madonna e Beyonce Knowles.Nella classifica dei guadagni, però, la Jolie impallidisce, con i suoi 27 milioni di dollari, dinanzi alle altre concorrenti. I dati relativi allo scorso anno parlano di 275 milioni di dollari guadagnati da Oprah Winfrey, di110 milioni incassati da Madonna e di 87 milioni per la cantante Beyonce.

Uno degli scatti di Villa Certosa (foto www.elpais.com)

Carradine morto, forse per autoerotismo La morte di David Carradine potrebbe essere stata causata da un «gioco autoerotico», secondo un responsabile della polizia thailandese. L'attore è stato trovato «con una corda intorno al collo ed una intorno agli organi genitali. Le due funi erano poi attaccate a un attaccapanni nella sua stanza», ha dichiarato oggi in una conferenza stampa il generale Worapong Siewpreecha, della polizia di Bangkok. «In queste circostanze non possiamo essere certi sia stato un suicidio, ma potrebbe essere morto masturbandosi», ha aggiunto il generale. Il protagonista della serie tv «Kung fu» e del film «Kill Bill» ieri è stato trovato impiccato nudo nella sua camera d'albergo in lussuoso albergo di Bangkok: i risultati dell'autopsia sono attesi nelle prossime 24 ore. (ANSA-AFP).

Mentana chiude con Mediaset Mediaset ed Enrico Mentana hanno risolto consensualmente il rapporto di lavoro. L’azienda «ringrazia Mentana per l'importante lavoro svolto in 18 anni di collaborazione e gli formula i migliori auguri -si legge in una nota- per il suo futuro professionale». Si conclude così il contenzioso aperto tra il conduttore di Matrix e Canale 5, in seguito al rifiuto della rete di fare delle finestre di informazione durante la trasmissione Grande Fratello, dopo la morte di Eluana. Il giudice del lavoro, al quale si era rivolto Enrico Mentana, aveva chiesto il reintegro del conduttore. Con questo accordo, il giornalista rinuncia a rientrare a Canale 5. el.cov.


aq5giugno