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Lunedì 29 giugno 2009 - Edizione ore 15

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Anno I - n° 17 - € 0,50

Ora di punta di MoIsè AstA

Il traballìo di Emma

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on si tratta di essere nostalgici incalliti e acritici di un operaismo famelico e onnivoro (anche se, ai giorni nostri, le macchine da smontare e deporre ad arrugginire in magazzino sono sostituite dagli extracomunitari da rimpatriare), ma il ricorrente traballìo di Confindustria sta lì a dimostrare che, tutto sommato, l’organizzazione dei datori di lavoro non ha mai cambiato linea nei confronti dei prestatori d’opera, specie se ha potuto avvalersi della complicità di compagini governative votate alla protezione dei “più forti” . Ci si potrà pur dire che l’accentuarsi di tale condotta è legata alla svolta che il mondo dei lavoratori ha subito dopo il 14 ottobre 1980, momento culmine delle divergenze politiche e sindacali tra gli impiegati e i quadri intermedi della Fiat di Torino (i cosiddetti “colletti bianchi”) con la “marcia dei 40.000”. on risulta, tuttavia, che il “team” confindustriale, pur dinanzi all’ammorbidimento delle organizzazioni sindacali, riesca a schierarsi, una sola volta almeno, con la bistrattata controparte. Non dovrebbero bastare la sobrietà e la competenza di Emma Marcegaglia a chiudere il discorso secolare tra chi promuove e paga il lavoro e chi lo esegue. Strizzare costantemente l’occhio a chi aziona le leve del potere ignorandone o sottovalutandone i mille limiti è un po’ marchiano. Ad esempio, di fronte alle incredibili minacce alla libera editoria (poi, come al solito, rimangiate senza pudore), lanciate come al tempo dell’orbace, non si può tacere. Non se ne dispiaccia la perspicace presidente Emma.

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Compie oggi 84 anni. L’appello a politici e stampa

Napolitano: «Tregua alle liti durante il G8» Una lunga telefonata con Silvio Berlusconi

Honduras nel caos Coprifuoco imposto dai militari

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«Sarebbe giusto, di qui al G8, data la delicatezza di questo grosso appuntamento internazionale, avere una tregua nelle polemiche». Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano parlando con i giornalisti a Capri, dove sta trascorrendo il giorno del suo 84° compleanno. «Io capisco - ha aggiunto il capo dello Stato - le ragioni dell'informazione e della politica, ma il mio augurio ed il mio auspicio in questo momento sono di una tregua nelle polemiche».Come al solito, il consenso di tutti i rappresentanti delle forze politicche è stato unanime, con calorosi apprezzamenti per l’equilibrio che impronta i comportamenti del presidente. In mattinata Napolitano aveva avuto una lunga telefonata con Berlusconi.

SOTTOTRACCIA Sostenitori del deposto presidente Zeraya in piazza dopo la decisione dei militari di bloccarlo in Costa Rica. Il servizio a pagina 6

Golpe in Honduras. Preoccupazione di Obama, Chavez, Fidel Castro, Simona Ventura e tutti i naufraghi dell’Isola dei famosi Idran

Blocchi stradali degli operai Fiat in Sicilia PALERMO - Sciopero e picchettaggio nella Fiat di Termini Imerese e nelle aziende dell'indotto contro l'ipotesi di riconversione dello stabilimento, che, secondo, quanto annunciato dall'amministratore delegato Sergio Marchionne, dal 2012 non assemblerà più auto. Sono stati poi attuati blocchi sull'autostrada Palermo-Catania, all'altezza dell'area industriale di Termini Imerese. Gli operai hanno distribuito volantini agli automobilisti, spiegando le ragioni della protesta.

Il segretario Cgil, Epifani, ha spiegato loa protesta affermando che «le dichiarazioni dell'amministratore delegato della Fiat sono incomprensibili». «Se la riconversione dipende dalla domanda di auto - ha aggiunto - prima vediamo come va la domanda. È una decisione contraddittoria rispetto a quanto fatto e detto dalla Fiat fino a qualche giorno fa». Nel pomeriggio sono stati rimossi i blocchi sia nella stazione ferroviaria di Fiumetorto e sia sull'autostrada Palermo-Catania.


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Iran

Si al conteggio dei voti, 5 ostaggi liberi L'Iran ha dichiarato che sono stati liberati cinque dei nove dipendenti iraniani dell'ambasciata britannica arrestati ieri a Teheran. Il portavoce del ministro degli Esteri Hassan Qashqavi ha spiegato che il ministro degli Esteri britannico David Milliband e il ministro degli Esteri iraniano Manouchehr Mottaki si sono parlati al telefono ieri sera. I media iraniani hanno dato notizia ieri dell'arresto di diversi dipendenti locali dell'ambasciata bri-

tannica con l'accusa di aver partecipato attivamente alle proteste post-elettorali. Intanto, è iniziato il riconteggio parziale dei voti delle controverse elezioni presidenziali del 12 giugno, secondo quanto riportato dall'emittente al-Alam. Il massimo organo legislativo iraniano, il Consiglio dei Guardiani, aveva acconsentito a ricontare un campione casuale del 10% dei voti. Ma il candidato sconfitto, Mousavi ha rifiutato la proposta.

Operai Fiat in piazza Bloccati treni e autostrada

Papa Ratzinger: «Trovati frammenti di ossa appartenenti a san Paolo»

Tensione attorno agli stabilimenti Fiat di Termini Imerese (Palermo). Gli operai del gruppo torinese e delle aziende dell'indotto hanno occupato i binari della stazione ferroviaria di Fiumetorto, bloccando la circolazione ferroviaria. Blocchi sull'autostrada Palermo-Catania dove i lavoratori distribuiscono volantini . La protesta divampa contro l'ipotesi di riconversione dello stabilimento della Fiat a partire dal 2012.

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Direttore responsabile: Ennio simeone Redazione e stampa: via Carciano 45, 00131 Roma tel. 06 4131710 - Fax 06 41299020 redazione@altroquotidiano.it Editrice: GECEM (Gestione Cooperativa Editoria Multimediale) - Presidente:stefano Clerici Sede legale: Via Aldo Sandulli 45, Roma Registrazione del Tribunale Roma n..343/08 del 18 settembre 2008 Partita Iva 09937731009

Auguri presidente Napolitano «Caro Presidente, nel giorno del suo compleanno le giungano, anche a nome dei colleghi Senatori, i più sinceri ed affettuosi auguri». Così il Presidente del Senato, Renato Schifani, nel messaggio inviato al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che compie oggi 84 anni. «L'impegno che dall'inizio del suo mandato profonde con alto senso dello Stato, a sostegno della nostra democrazia - afferma il Presidente Schifani -, rappresenta per tutti un esempio di sensibilità ed equilibrio».

Grande emozione ha suscitato l'annuncio di papa Benedetto XVI sulla ricognizione, la prima nella storia, sulla tomba di Paolo che si trova sotto l'omonima Basilica a Roma. Il Pontefice ha rivelato che sono stati trovati frammenti di ossa umane risalenti al primo-secondo secolo. "Ciò - ha spiegato il Papa - sembra confermare l'unanime e incontrastata tradizione che si tratti dei resti mortali dell'apostolo Paolo". Le analisi e i reperti trovati, frammenti d'ossa, grani d'incenso, un lino laminato d'oro, hanno confermato ha proclamato Ratzinger - la tradizione religiosa di quasi 20 secoli, secondo cui, proprio in quel sarcofago, vengono venerati i resti dell'apostolo delle genti. La Chiesa cattolica aveva effettuato da tempo scavi e ricerche per individuare con certezza la tomba di Pietro, cardine della stessa fede cattolica e del primato del vescovo di Roma.

Potenza, a 113 anni muore la nonna d’Europa E' morta, a Pietrapertosa (Potenza), nella sua casa, come lei aveva sempre voluto, circondata dall'amore dei suoi famigliari, Lucia Lauria, che, con 113 anni, quattro mesi e 25 giorni, risultava essere la donna più vecchia d'Italia e d'Europa. Secondo quanto riportato dalla tabella del sito internet del "Gerontology Research Group", infatti Lucia Lauria - che era nata a Pietrapertosa il 4 marzo 1896 - era la persona più vecchia d'Europa, preceduta in tutto il mondo solo da altre otto, in prevalenza americane e giapponesi: al "primo posto" c'é la statunitense Gertrude Baines, nata il 6 aprile 1894. Il primato italiano resta invece quello di Virginia Dighero, morta a Lavagna (Genova) il 28 dicembre 2005, all'età di 114 anni e quattro mesi. A Pietrapertosa, le sue condizioni di salute erano peggiorate, ma a Nonna Lucia non è mai mancato l'affetto dei suoi cari e dei suoi compaesani.


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Trovato positivo all’alcoltest, si uccide

Albania

Elezioni, gli exit poll in favore di Berisha Assegnano una vittoria di misura al Partito democratico del premier uscente Sali Berisha i primi exit poll delle elezioni legislative tenute ieri in Albania. Stando alle interviste condotte su 12 mila elettori dall'istituto americano Zogby International, nel nuovo parlamento di Tirana il Pd si aggiudicherà 69 seggi contro i 55 del Partito socialista del sindaco di Tirana, Edi Rama .

Libano

Al via le consultazioni per il nuovo governo Saad Hariri, premier designato del Libano, avvia oggi le consultazioni per procedere alla formazione del nuovo governo. I lavori, potrebbero concludersi nell'arco di pochi giorni così come potrebbero essere necessarie settimane.

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Mappamondo

Imperia

Un 22enne di Imperia si è ucciso, sparandosi un colpo di pistola alla testa, dopo essere stato fermato dai carabinieri e, trovato con un tasso alcolemico nel sangue di 0,7, costretto a tornare a piedi a casa. Il giovane, che aveva fatto domanda per diventare vigile del fuoco come il padre, era apparso molto preoccupato per l'infrazione e temeva i rimproveri del genitore. Gli stessi carabinieri l'avevano rassicurato, ma non è bastato. Nonostante la garanzia che, visto il lieve superamento del limite, non ci sarebbero state gravi conseguenze penali, i militari hanno dovuto impedirgli di continuare a guidare, e così il giovane ha chiamato il padre per riportare l'auto a casa, distante poche centinaia di metri. Rientrato nella sua abitazione, si è chiuso in camera sua e si è sparato con l'arma, regolarmente detenuta in casa. Trasportato agonizzante in ospedale, è morto un paio di ore più tardi.

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E Condoleeza ci prova di Moisè Asta

Gheddafi: “Difendiamo l’Africa” «Se non riusciremo a difendere l'Africa, le sue risorse e anche la sua indipendenza, il continente potrà essere nuovamente colonizzato e schiavizzato, come è stato nel passato». Lo ha detto l presidente di turno dell'Unione, il colonnello Muhammar Gheddafi, aprendo a Sirte la 15ø sessione ordinaria del Consiglio Esecutivo dell'Unione Africana. Gheddafi ha rivolto un preoccupato pensiero all'Africa. «Qualsiasi analista - ha detto il leader libico - direbbe che gli africani sono stagnanti, poichè non siamo in grado di affrontare i negoziati sul commercio mondiale».

Voto in Argentina

Sconfitta la coppia Peronista. “Tutto è andato nella norma” Sconfitta in Argentina per il partito del presidente Cristina Kirchner e suo marito Nestor, alle elezioni di medio termine per il rinnovo della metà dei 257 deputati della Camera e di un terzo dei 72 senatori. Secondo i primi risultati parziali, il Fronte peronista per la vittoria (Fjpv) guidato dalla coppia è stato sconfitto nel distretto di Buenos Aires e nelle province di Santa Fè, Cordoba, Mendoza e Entre Rios. «Accettiamo i risultati, non solleviamo nessuna denuncia di frode», ha dichiarato l'ex presidente Nestor Kirchner, sconfitto per pochi punti a Buenos Aires dal rivale Francisco de Narvaez del partito peronista dissidente Union-Pro. De Narvaez ha ottenuto il 35% mentre Kirchner il 32%, secondo dati non ancora definitivi. Probabilmente Kirchner,

presidente fra il 2003 e il 2007, riuscirà comunque ad ottenere un seggio in parlamento, ma sua moglie dovrà ora governare con un parlamento dove il suo partito è in minoranza. Il voto rappresentava un test per la popolarità della «presidenta» e i risultati riaprono i giochi per le elezioni presidenziali del 2011, con uno scontro tutto interno alle due anime del peronismo. Va sottolineato che è molto forte la presenza di italiani che hanno ottenuto la cittadinanza argentina e il loro voto potrebbe essere stato determinante. Comunque, dalle urne è uscita una situazione di stallo che mette di fatto in difficoltà i vertici del governo che saranno costretti a rivedere accordi e magari nuove alleanze.

Con riferimento al contrastato dopo voto che ha riportato Ahmedinejak alla presidenza del suo Paese, “l’Iran è in un momento di forte cambiamento”, ha detto Condoleeza Rice, ambasciatrice statunitense all’ONU, che fu – non lo si dimentichi – prima donna della “giocoliera” Amministrazione Bush jr. Non le si può dar torto dinanzi al coraggio, alla tenacia e alla perseveranza con cui le schiere degli oppositori – in nome della democrazia – vanno crescendo. Ora, fin da ieri sera, da Teheran, fanno pure eco piacevoli ed entusiasmanti, i canti di protesta dei sostenitori dei libertari in rivolta, intonati dalle terrazze, come nella rivoluzione del 1979, in preparazione e sostegno della grande manifestazione odierna, precariamente propagandata da una sorta di catena umana tra siti web che hanno anche diffuso agghiaccianti “video” sulle precedenti aggressioni poliziesche ai dimostranti. E si spera non si ripetano, oggi, spargimenti di sangue e pretestuose catture! Nonostante la disponibilità USA (con Rice) e UE (con Solana) a dialogare pure sugli infuocati temi del nucleare, gli spifferi monsonici, dall’Iran, neppure accennano al rientro: si espellono diplomatici esteri, si imprigionano funzionari iraniani che lavorano in Ambasciate straniere e Khamenei persevera nelle sue minacce. E’ proprio pesante la situazione; sembra ormai impossibile che il resto del mondo stia a guardare. Bando alle guerre, ma si mobiliti la diplomazia planetaria per cercare soluzioni da far applicare con immediatezza. Prima che sia troppo tardi!


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Le poleniche sul capo del governo

Rotondi: «Mai ci sarà dialogo col Pd» Da sinistra in senso orario: Berlusconi, letta, Rotondi e Capezzone

Enrico Letta spiega perché Berlusconi è in declino. Capezzone replica parlando di popolarità in crescita del premier di stEfAno PAluzzI Certo è che l’inchiesta di Bari sui festini avvenuti nelle residenze di Berlusconi ha dato un grosso scossone alla politica italiana che è divisa. C’è chi sostiene che il Cavaliere deve dimettersi e chi, invece lo difende a spada tratta. Sarà, intanto il premier afferma che i dati sulla sua popolarità sono in crescita. E il ministro Rotondi aggiunge che con in Pd è impossibile alcun dialogo. Parola di Letta (Enrico) Enrico Letta, esponente del Pd, intervistato dalla Stampa, addirittura parla di declino del premier e di un futuro governo tecnico. Sostiene Letta: «E’ cominciato il declino finale del premier. Le conferme vengono da quanto detto da Tremonti, che ha dovuto negare governi tecnici, e dal fatto stesso che Berlusconi si sia infilato in un vertice internazionale a Corfù dove non era stato invitato». In caso di caduta del governo, prosegue Letta, «penso sarebbe molto utile se il centrodestra tentasse di terminare la legislatura con un altro premier. Questo consentirebbe la fine

dell'anomalia Berlusconi, stabilizzando la maggioranza su una linea normale, e a noi di costruire un'alleanza con l'Udc e altre forze». Dalle alleanze del Pd, spiega Letta, verrà anche il nome del candidato del centrosinistra, perchè «l'idea del nostro statuto che il nostro segretario sia automaticamente il candidato premier è fallita. Il candidato - dichiara - lo dovremo scegliere per forza con i nostri alleati attraverso primarie di coalizione». Ancora più

duro Pino Sgobio del Pdci. «Più va avanti e più affossa il Paese. Governo autoritario Questo è un governo classista e autoritario. Quella di Berlusconi - sottolinea Sgobio - è un'Italia da basso impero e bene fanno alcuni giornali, nazionali e internazionali, ad occuparsi dell'anomalia nostrana. Ciò che è grave, però, è la totale inadeguatezza del governo sui temi economici e sociali: è il governo di Confindustria e prima va a casa e meglio è per i lavoratori e le famiglie italiane». Volo di corvi Naturalmente il Pdl fa cerchio attorno al suo leader. «C'è un incessante quanto infruttuoso

volo di corvi nei cieli italiani. Gli ambienti italiani e stranieri sono e saranno sempre più delusi dalla popolarità del premier Berlusconi», afferma il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone. L’uomo del programma Il ministro per l’Attuazione del Programma di Governo, Rotondi cosi interviene: «Siamo offesi dall'intervista di Enrico Letta che ci invita a deporre Berlusconi: con un Pd che parla questo linguaggio non è possibile nessun dialogo. Scegliere l'interlocutore con cui parlare è una prassi leninista. Se questi sono i moderati del Pd, meglio i comunisti».

I consigli di Castagnetti al Pd «Franceschini più moderno» Avrebbe preferito il rinvio del congresso. Ma ora che la macchina si è avviata, il parlamentare del Pd Pierluigi Castagnetti spiega in un'intervista al «Messaggero» perchè si è schierato con Dario Franceschini. «Bersani è probabilmente il nostro migliore uomo di governo. Da ministro è stato un riformatore coraggioso. Al congresso tuttavia bisogna scegliere il segreterio del partito e Dario incarna l'idea di un Pd più moderno e meno ideologico». Quindi l'ex segretario dei Popolari ha già pronto un ticket: Bersani candidato premier del Pd alle prossime elezioni e Franceschini a guidare il partito». Quindi, per Castagnetti, bisogna puntare più sugli uomini che sulle parole. Pierluigi Castagnetti del Pd


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Web-sismografo di uno scandalo

Chi “googla” il Cavaliere Quanto nuoce il gossip berlusconiano all’immagine del nostro Paese? Proviamo a dare una risposta a questa e ad altre domande sfruttando i più avanzati strumenti di Google DI

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Grafico 1

fRAnCEsCo nARDI

ene o male non conta, purché si parli di me». A dirlo era un italiano che è stato purtroppo molto noto nel mondo. La sua popolarità però non è stato possibile valutarla con l‘aiuto degli straodinari strumenti di cui si dispone oggi. Tra questi nuovi strumenti, Google è certamente il più facile da usare: il leader tra i motori di ricerca offre infatti molti servizi, gratuiti e accessibili a tutti, che possono aiutare a fugare dubbi e togliersi curiosità particolari. Da più parti, seppur con diverse motivazioni, si sta ripetendo che lo scandalo che coinvolge Berlusconi in questi ultimi tempi lede in modo significativo l’immagine del nostro Paese. Chi accusa il premier lo fa allo scopo di evidenziare l’enormità dello scandalo, Berlusconi fa altrettanto cercando di imputarne gli effetti a chi ne diffonde i contenuti ai quattro venti. Noi ci siamo chiesti quanto è vero tutto questo e abbiamo provato a tirar fuori delle cifre capaci di descrivere con qualche dettaglio la dimesione di questo fenomeno. Per farlo abbiamo utilizzato Google Trends, l’innovativo servizio del motore di ricerca che permette di scoprire quali sono i termini di ricerca più utlizzati nel mondo su internet e di valutarne anche il “trend”, ovvero l’andamento in un dato periodo di tempo. I risultati della nostra ricerca sulla chiave “Silvio Berlusconi” forniscono alcune risposte alle domande che abbiamo posto. Ovviamente si tratta di dati il cui si-

gnificato non è estendibile alle valutazioni dell’opinione pubblica del pianeta, ma solo a coloro che adoperano internet con maggiore frequenza, che non sono comunque in numero trascurabile. Abbiamo dunque scoperto che l’inchiesta che sta coinvolgendo il premier determina nel mondo un’esplosione di curiosità nei suoi confronti. Come si vede dal primo grafico qui a lato, il numero di persone che cercano informazioni sul Cavaliere è quasi raddoppiato rispetto a quanti hanno condotto la stessa ricerca in occasione delle elezioni politiche del 2006 e del 2008. Questo lascerebbe pensare che i danni d’immagine per il nostro Paese siano molto elevati, considerata la mole dei dati. Il secondo grafico però mitiga lievemente la percezione di questo danno. Si riferisce infatti alle “nuove richieste” per la stessa chiave di ricerca. Ebbene la vicenda, che coincide con le elezioni europee, non ha determinato un numero straordinario di nuove ricerche, ed è rimasto poco sopra la media delle precedenti tornate elettorali. Si può forse azzardare una conclusione ottimistica, e cioè che lo scandalo starebbe nuocendo alla sola immagine del premier, sul quale cercano informazioni bene o male sempre le stesse persone. Non possiamo certificarlo come dato assoluto, però è certo che questo suggeriscono i risultati di una pur banale ricerca su Google.

nel grafico la mole di richieste su Google nel mondo per la voce “silvio Berlusconi”. si notano i picchi della curva in corrispondenza delle elezioni politiche del 2006 e 2008. Valori quasi raddoppiati in questi ultimi mesi del 2009 in occasione delle elezioni europee e del sexy-gate che ha coinvolto il premier.

Grafico 2

Questo grafico mostra invece le “nuove referenze” per la medesima chiave di ricerca “silvio Berlusconi”. I picchi coincidono, come per il grafico precedente, con le elezioni politiche del 2006 e del 2008 e quelle europee del 2009. Differente invece l’impatto sui nuovi utenti: chi ha cercato notizie su Berlusconi in relazione all’inchiesta di Bari lo aveva già fatto in precedenza.

Geografia della curiosità Si ha percezione di un interesse planetario al nostro sex-gate nazionale, ma in realtà a cercare notizie sulla vicenda sono solo gli europei

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oltissimi occhi sono puntati sulle inchieste di Bari e sul ruolo che avrebbe Berlusconi. Ma di chi sono questi occhi? La stragrande maggioranza, come ovvio, sono occhi italiani, mentre il resto è disseminato prevalentemente negli altri paesi europei. Nell’elenco dei più interessati al nostro sex-gate nazionale compaiono, nell’ordine, la Svizzera, la Spagna, l’Austria, il Belgio, la Svezia e la Finlandia. A seguire la Francia e l’Argentina, unico paese extracomunitario a comparire nella top-ten in virtù della grande comunità di italiani che vi si è formata con la grande ondata migratoria. Ultima la Germania. Fuori dalla classifica gli Stati Uniti d’America, dove tutta la vicenda sembra non aver riscosso particolare interesse. f.n.


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Colpo di Stato in Honduras

Il popolo in piazza rivuole Zelaya la popolazione honduregna blocca i carri armati

L’esericito ha destituito il presidente. Al suo posto si è insediato Roberto Micheletti. La protesta dei cittadini favorevoli all’ex premier di Maria Do santos L'esercito dell’Honduras ha arrestato ed esiliato in Costa rica il presidente Manuel Zelaya, membro del gruppo dell'Alternativa boliviana per le Americhe (Alba), guidato da Chavez, dopo che ha cercato di estendere il limite del suo mandato quadriennale -- proprio come avevano fatto prima di lui anche Chavez e i suoi alleati in Ecuador e Bolivia. Colpi d’arma da fuoco Colpi d'arma da fuoco sono stati

sparati vicino al palazzo presidenziale in Honduras, dove sono scoppiate le proteste a seguito del primo colpo di stato militare nell'America centrale dalla Guerra Fredda. Barricate a Tegucigalpa Centinaia di sostenitori di Zelaya, alcuni con il volto coperto da maschere, hanno formato barricate e abbattuto cartelloni pubblicitari nel centro della capitale, Tegucigalpa, bloccando le strade verso il Palazzo presi-

denziale. Testimoni hanno sentito degli spari fuori dal palazzo dopo l'arrivo di un furgone sul luogo delle proteste, e sembra sia arrivata anche un'ambulanza. Non è chiaro sia stato ad aprire il fuoco, ma secondo uno dei testimoni non sembrano esserci feriti. I simpatizzanti del capo dello Stato honduregno, Manuel Zelaya, si trovano davanti alla residenza presidenziale a Tegucigalpa, per protestare. "Siamo disposti a rimanere mobilizzati in modo permanente nonostante il coprifuoco imposto dalle dalle autorità", ha detto un dirigente dei contadini, che è accompagnato da studenti, operai e indigeni, tra gli altri.Finora non è stato ancora reso noto il numero

delle persone arrestate durante il golpe. Zelaya, in carica dal 2006, è stato prelevato dalla sua residenza ieri all'alba dopo aver provocato l'ira di Congresso, magistratura ed esercito per aver cercato di organizzare un referendum non ufficiale per estendere il limite del suo mandato quadriennale. Micheletti il golpista Il Congresso honduregno ha nominato come presidente ad interim Roberto Micheletti, che ha imposto il coprifuoco per ieri notte e stanotte. La Corte Suprema del Paese ha dichiarato di aver ordinato all'esercito di rimuovere Zelaya.

Chavez minaccia l’intervento armato Chavez, nemico del commercio Usa e della politica estera in America Latina, è diventato il simbolo della sinistra nella regione, soprattutto durante l'amministrazione Bush. Poche ore dopo il golpe in Honduras, ha organizzato un meeting d'emergenza in Nicaragua con tutti gli alleati dell'Alba e ha minacciato di movimentare il proprio esercito se le forze armate dell'Honduras attacche-

ranno la sua ambasciata. E la replica dall’Honduras non si è fatta attendere. “Se Chavez minaccia la guerra, Siamo pronti" Roberto Micheletti, il presidente designato in Honduras dopo la deposizione di Manuel Zelaya, ha così respinto le minacce di intervento militare del capo dello Stato venezuelano . "Vedo con molta preoccupazione quello che dice Chavez senza riflettere, che non

venga a minacciarci", ha ammonito Micheletti, aggiungendo di essere "totalmente sicuro del nostro esercito, che è pronto ad intervenire".L'amministrazione del presidente Usa Barack Obama, l'Ue e altri stati hanno espresso il proprio sostegno a Zelaya, sequestrato dalle truppe e trasferito in aereo in Costa Rica. Chavez, presidente del Venezuela


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Il mistero Michael Jackson

Sospetti su doctor Murray Eseguita una seconda autopsia sul corpo di Michal Jackson e ascoltato per tre ore il medico che gli è stato vicino fino alla morte. E quando il medico lo ha trovato, il polso della pop star batteva debolmente e respirava appena. La seconda autopsia La famiglia Jackson ha chiesto e ottenuto che sul corpo del cantante fosse effettuata una seconda autopsia «indipendente» e secondo quanto riferito dal Los Angeles Times l'esame è già stato eseguito, ma i risultati non sono stati resi noti. Tuttavia sarebbe emerso che il cantante non sia morto per un infarto ma a causa di un uso eccessivo di farmaci. Ma c’è anche una seconda ipotesi, quella che il medico abbia dato a Jackson una medicina sbagliata. E quando è stato trovato disteso sul letto,il suo polso batteva debolmente e respirava appena. Comunque, al momento “doc” Murray non è indagato ed è stato sentito per tre ore dalla polizia. Il cardiologo ha tentato di rianimare Jackson con un massaggio cardiaco prima dell'arrivo dei medici del pronto soccorso che lo hanno trasportato all'Ucla Medical Center di Los Angeles, dove è stato dichiarato morto. Nel suo colloquio con la polizia, il dottore "ha collaborato per definire le circostanze della morte e per chiarire alcune incongruenze". In uan nota si legge che “gli investigatori hanno detto che il medico non è in alcun modo un sospetto ed è considerato un testimone della tragedia". Nel comunicato si afferma che Murray è sempre rimasto a Los Angeles dal giorno della morte di Michael Jackson e vi rimarrà fin quando la sua presenza sarà necessaria. E che non ha fornito alcuna notizia sul tipo trattamento medico a cui era sottoposto il cantante. Ma

Eseguita su volontà della famiglia la seconda autopsia. Il medico si difende: «Non ho dato farmaci potenti». Il cordoglio di Obama di DEnnIs stIPE

ha confermato di non avere dato a Michael alcun potente farmaco. E come si diceva, su questo punto gli investigatori avranno conferme solo quando arriverà l’esito dell’autopsia. Sequestrate le auto Tornando alle indagini va aggiunto che gli investigatori hanno posto sotto sequestro le automobili che si trovavano nei parcheggi della mega villa di Michael Jackson. Per gli investigatori si tratta di un atto dovuto in quanto potrebbero emergere elementi utile. Intanto probabilmente si aprirà un’altra battaglia legale sull’affidamento dei figli che ora sono sotto la custodia del tribunale.

sopra Michael Jackson su una sedia a rotelle. sotto il cantante con il volto coperto da cerotti

Nessun tumore Nel dicembre scorso circolavano voci che Jackson Jackson soffriva di cancro alla pelle. Voci smentite due mesi fa da Randy Phillips, presidente e direttore generale di AEG Live . L'avvocato di Michael Jackson, dopo che la star aveva avuto un collasso nella sua casa di Los Angeles aveva detto che il cantante faceva uso di farmaci contro il dolore a causa di varie fratture subite per una caduta dal palcoscenico e durante la sua attività artistica. Gli antidolorifici, secondo il legale, erano diventati un problema per la sua attività artistica Il cordoglio di Obama Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha scritto una lettera alla famiglia di Michael Jackson per esprimerle il suo cordoglio. Obama non ha voluto commentare pubblicamente la morte del cantante. Il presidente vedeva in Jackson «un artista spettacolare» la cui vita aveva avuto «aspetti tragici e tristi».


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il Giornale

C’è voglia di complotto C’è voglia di complotto. Anzi ce n’è un disperato bisogno. Lo evoca da giorni il presidente Mahmoud Ahmadinejad denunciando le interferenze di Barack Obama e dell’Europa colpevoli di soffiare sul fuoco della protesta. Lo liquida con disprezzo la suprema Guida Alì Khamenei parlando di «idiozie occidentali sulle elezioni». Lo tessono le voci del regime ripetendo la favola di una Neda uccisa davanti agli obbiettivi grazie ai trucchi dell’espulso corrispondente della Bbc John Leyne. Lo costruiscono ad arte i servizi di sicurezza mandati sabato ad arrestare otto o nove iraniani colpevoli solo di lavorare nella sede dell’ambasciata britannica di Teheran. [...] (dall’articolo di Gian Micalessin)

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le opinioni degli altri

Teheran sfida gli inglesi Secondo atto di un golpe Il sequestro di otto dipendenti iraniani dell’ambasciata britannica, le accuse di interferenza rivolte da Mahmud Ahmadinejad a Barack Obama, l’appello dell’ayatollah Ahmed Khatami a «giustiziare i rivoltosi» e la repressione asimmetrica dei manifestanti da parte dei miliziani islamici suggeriscono che è iniziato il secondo atto del «golpe di Ali Khamenei», come l’iranista Mehdi Khalaji del Washington Institute ha definito l’esito ufficiale del voto presidenziale iraniano. [...] Un secondo atto con il quale Khamenei punta a chiudere la crisi liquidando ogni opposizione. La parte militare avviene nelle strade di Teheran dove i cecchini dei pasdaran sparano dai tetti e i basiji in tuta nera aggrediscono i manifestanti picchiandoli con i manganelli. [...] (dall’editoriale di Maurizio Molinari)

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l’Unità

Comunanza di vocaboli Distratti dalla vita spericolata del presidente del Consiglio [...] corriamo sempre più il rischio di perdere di vista quel che accade accanto a noi. E di illuderci che le violazioni dei diritti fondamentali riguardino mondi remoti e regioni esotiche. La cronaca internazionale ci conferma in questa illusione. Anche se, sempre più spesso, quegli «strani» nomi delle vittime sono accompagnati da attributi e qualifiche che ce li rendono vicini. Saeed Valadbaygi è un nome esotico [...]. Ma la parola che indica quel che faceva fino a qualche giorno fa - «blogger» - appartiene al nuovo vocabolario del mondo. Questa comunanza di lemmi ci aiuta a immaginare l’orrore. (dall’editoriale di Giovanni Maria Bellu)

la Repubblica

CORRIERE DELLA SERA

Si rievoca il grande classico spettro coloniale britannico

L’Iraq, un nodo importante

La protesta è stata dispersa, frantumata, almeno per ora, dalle milizie islamiche, e adesso, con le piazze deserte, il regime basato su un voto inquinato cerca di squalificare quella protesta di massa. Non era una spontanea collera popolare, esplosa all’interno della società, ma un complotto ordito dai nemici storici dell’Iran. Questo dicono, in coro, la Guida suprema Khamenei e il presidente Ahmadinejad, e con loro tutti gli artefici dell’elezione contestata. La trionfante comitiva dei repressori tenta di darsi una legittimità denunciando la mano straniera alle spalle dei milioni di manifestanti che hanno fatto barcollare la Repubblica islamica. E, frugando più nel passato che nel presente, sceglie come bersaglio principale delle invettive la vecchia Inghilterra. La riesu-

mazione dell’ex potenza coloniale, ormai più presente nei testi di storia che nelle memorie, equivale a un colpo di scena. Sembra un trucco teatrale ad uso non soltanto interno. È un’idea geniale mettere sotto accusa l’ex impero britannico, un tempo tanto presente nella regione, e in particolare coautore, con la Cia, nel 1953, del colpo di Stato contro Mohammed Mossadegh, colpevole di avere nazionalizzato il petrolio e di avere cacciato (temporaneamente) lo shah e la moglie Soraya. La storia alimenta così il sempre vivo orgoglio della patria persiana. Khamenei e Ahmadinejad agitano polverosi fantasmi capaci di accendere l’immaginazione popolare [...]. (dal commento di Bernardo Valli)

Domani, gli Stati Uniti compiranno il primo passo verso il disimpegno dall’Iraq entro la fine del 2011. Il generale Ray Odierno ritirerà dalle città irachene tutte le truppe da combattimento americane, lasciandovi soltanto 10 mila istruttori e consiglieri e un numero imprecisato di uomini dei corpi speciali per la loro protezione. Le truppe verranno trasferite in basi operative avanzate e si terranno pronte a intervenire, ha ammonito Odierno, in caso di emergenza. A oltre 6 anni dall’inizio della guerra, si aprirà così quella che Obama spera sarà la sua ultima fase: per la prima volta, la sicurezza dell’Iraq dipenderà dalle forze armate e di polizia irachene. Gravi interrogativi pesano sullo scambio di consegne tra Washington e Bagdad. Negli ultimi giorni, i terroristi di Al Qaeda e, si sospetta, di gruppi sunniti baathisti hanno

intensificato gli attentati facendo strage di civili sciiti con 72 vittime a Sadr City, nella capitale, e 73 a Kirkurk. E mentre il premier iracheno Maliki ha indicato nella data di domani l’alba della nuova indipendenza, il generale Birwari ha ammesso che la preparazione delle forze armate irachene è inadeguata. A conferma dei timori sulla transizione, gli Stati Uniti manterranno in Iraq gli attuali 130 mila uomini fino al prossimo settembre, e incominceranno a rimpatriare le loro truppe di combattimento solo dall’estate del 2010. Non è inoltre escluso che mantengano una massiccia presenza, sino a 50 mila uomini, anche dopo il 2011: il Pentagono ha speso infatti oltre 100 milioni di dollari nelle «Fobs», durature fortezze nelle campagne isolate. [...] (dal servizio di Ennio Caretto)


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Teheran sfida gli inglesi

Il Messaggero

Il problema che ci allarma di più: la questione nucleare In Iran la repressione continua. Ahmadinejad ha criticato gli appelli rivoltigli dal G-8 di Trieste e da vari Stati di cessare le violenze contro i dimostranti, definendoli indebite indebite ingerenze negli affari interni iraniani. Continua la propaganda del regime che attribuisce le manifestazioni un complotto straniero. Sono probabili espulsioni di diplomatici e arresti di membri dell’opposizione. I contestatori dei risultati del voto sono stati spiazzati dall’Ayatollah Rasfanjani, il potente capo del Consiglio degli Esperti, che finora li aveva appoggiati. Egli li ha invitati ad obbedire alla Guida Suprema ed a cessare ogni manifestazione di protesta. E’ probabile che la "normalizzazione" continuerà. Non vedremo una "primavera di

Manifestazione di solidarietà al popolo iraniano

Teheran". Intanto, prosegue l’arricchimento dell’uranio. Il problema del nucleare non è appeso nel vuoto. Va esaminato nel contesto geopolitico generale. USA ed Iran avevano negoziato, quando Teheran si

era resa conto che gli USA non si sarebbero ritirati dall’Iraq. Ahmadinejad aveva addirittura dato una mano alla sua stabilizzazione, quando aveva temuto che gli USA rafforzassero troppo sunniti e curdi.

Era stato "ricompensato" con il NIE (National Intelligence Estimates). In esso, gli USA affermavano che l’Iran avesse cessato la costruzione di un’arma atomica sin dal 2003. Era stata da parte di Bush una garanzia contro un bombardamento americano.Dal punto di vista politico, un negoziato è oggi divenuto più difficile sia per gli USA che per l’Iran. I termini del problema sono però sempre gli stessi. Non sarebbero cambiati neppure se Moussavi fosse stato eletto presidente. Non penso che Obama pensasse di poter ottenere, con la sua politica della mano tesa, la rinuncia dell’Iran all’armamento nucleare. [...] (dall’editoriale di Carlo Jean)

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il Giornale

Una vita da Basiji

Gli occhi stretti e infuriati di Ahmadinejad

I Basiji, i combattenti islamici volontari, godono di molti privilegi, ma per Sadjad Ramezan-Ali, le cose sono molto più complicate. Non è un Basiji particolarmente felice. Non che abbia dubbi sulle buone ragioni della loro missione - sono stati i protagonisti della repressione dell’onda verde - o che gli ripugni attraversare ogni sera Teheran, seduto sul sellino di una moto, manganellando i sostenitori di Mousavi. Anzi. «Non ingannatevi - dice nell’atrio di un albergo nel centro di Teheran, dove accetta di rispondere alle nostre domande -. Tutti rientreranno nei ranghi. Abbiamo già dato prova di ciò che sappiamo fare e per il nostro eroe Ahmadinejad siamo pronti a superare noi stessi». [...] (dall’articolo di Serge Michel)

Fra poco, se da Teheran promanerà solo il silenzio e i ragazzi spariranno dai tetti e dalle piazze, sarà colpa nostra. Perché avremo fatto mancare loro la bandiera con la nostra mancanza di coraggio. Il leader di quei giovani non è Moussavi, né chiunque altro dal 12 giugno si sia atteggiato a difensore della loro libertà. Il loro leader, ovvero l’icona libertaria in cui essi si rispecchiano, su cui proiettano i loro desideri, la parte da cui deve venire lo squillo di tromba, siamo noi. È il nostro modo di vivere arioso che li guida, i luoghi di lavoro misti, energici e frenetici, le serate dell’estate cittadina al concerto, i ragazzi e le ragazze che camminano allacciati, le palestre, le donne con le maniche corte e la gonna al ginocchio, l’aperitivo, le letture, i film, la musica. La libertà di andare per la strada preferita, di «leggere Lolita a Teheran». Siamo

anche, ai loro occhi carichi di utopia, quelli che sanno far funzionare l’economia, redistribuire la ricchezza, buttar giù inflazione che là è al 30 per cento e la disoccupazione, a più del 20 per cento. Moussavi non è mai stato per la rivolta democratica e liberale. La sua storia di clerico promotore del programma atomico è nota. Semmai Zahra, sua moglie, una voce femminile nel buio di una società in cui la donna non ha volto, ha fatto la differenza. Ma se noi occidentali siamo l’idealtipo della rivoluzione iraniana, siamo anche responsabili del suo andamento: e in queste ore di ripiegamento i ragazzi di Teheran devono essere molto tristi, anzi, disperati e anche stupiti perché siamo un leader in stato di choc, arreso, impaurito. Sanno che Ahmadinejad e Khatami ci vedono già piegati, e sentono piegarsi an-

ch’essi le ginocchia. Li abbatte, quanto la repressione fisica, il G8 della prudenza, perché l’Europa condanna a mezza bocca ma non sanziona, Miliband tuona per i suoi otto impiegati imprigionati ma non richiama l’ambasciatore, Solana ripete di non volere interferire negli affari interni dell’Iran anche se non gli piace la repressione e promette di riprendere i colloqui sul nucleare, mentre Obama alza appena il tono dopo giorni fatali di silenzio; ed è logico dunque che Ahmadinejad stringa gli occhi infuriati e minacci di nuovo gli Usa e l’Europa accusandoli di intromissione mentre Ahmed Khatami dice, galvanizzante suggerimento concettuale, che allo slogan «abbasso l’America» bisogna aggiungere «abbasso l’Inghilterra». [...] (dall’editoriale di Fiamma Nirenstein)


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commenti, inchieste, reportage

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il Giornale

Sergio Rubini in Puglia: “Il mio teatro di posa a cielo aperto” Appena può, Sergio Rubini torna a far cinema in Puglia. Si direbbe una questione di pelle, odori, colori, dialetto. «È il mio personale teatro di posa a cielo aperto», gli piace dire. Cominciò nel 1990 con La stazione e v’è tornato almeno altre dieci volte. Del resto, lì è nato, a Grumo Appula, cinquant’anni fa. Da tre settimane è di nuovo da quelle parti (Bari, Gravina, San Vito dei Normanni...) per girare il suo nuovo film, il decimo da regista. Titolo, semplice e misterioso allo stesso tempo, L’uomo nero. Produce Donatella Botti con Raicinema, da un copione firmato dallo stesso Rubini insieme a Domenico Starnone e Carlo Cavalluzzi. Come sempre, cast ricco: Fabrizio Gifuni, Riccardo Scamarcio e Valeria Golino di

Sergio Rubini sul set

nuovo insieme sullo schermo (non succedeva dai tempi di Texas), Margherita Buy, Maurizio Micheli, Anna Falchi, Mario Maranzana, Mariolina De Fano. E naturalmente lui, Rubini, nei panni del protagonista, tal Ernesto Rossetti, un capostazione con la passione per la pittura impressionista.

Anziano e morente all’inizio del film, prima che il flashback lo riporti, più giovane e combattivo, ai prediletti anni Sessanta. Che cosa racconta L’uomo nero? [...] Tutto ruota attorno alle ambizioni artistiche di un capostazione, appunto Rubini, sposato con una professoressa

di lettere (la Golino) e padre di un bambino, Gabriele, che da grande avrà le fattezze di Gifuni. Ricorda il regista-attore, che al mondo dell’arte ha dedicato il precedente Colpo d’oc«Negli anni chio: Sessanta-Settanta vi fu un’esplosione di interesse nei confronti degli impressionisti [...]». Uno di questi, appunto, è Ernesto Rossetti ne L’uomo nero. Sfidando il ridicolo, prende a dipingere alla maniera del prediletto Paul Cézanne, e per questo viene preso di mira nel paesino in cui abita, San Vito. [...] I notabili lo sfottono, ironizzano sulle sue ambizioni artistiche. E intanto spiega Rubini - «le frustrazioni dell’uomo si riversano in famiglia [...] tra sfuriate e insofferenze». [...]. (dall’articolo di Michele Anselmi)

CORRIERE DELLA SERA

la stampa

Per il Pd la sfida più complicata consiste nel fare i conti con Di Pietro

Politica e “bon ton”

Chiunque diventerà leader del Pd dovrà accollarsi un lascito pesante, frutto delle scelte compiute da D’Alema e Veltroni, che in epoche diverse pensarono di utilizzare Di Pietro e finirono per esserne usati. Perché qualunque strategia, qualsiasi alleanza vorrà costruire il prossimo segretario dei Democratici, dovrà fare i conti con l’Italia dei valori, che è posta al crocevia di ogni opzione. Ora «Tonino» non è più il ministro dimissionario, debole e isolato del ‘97, quando D’Alema — tra il malumore della base — lo candidò senatore nel Mugello con l’intento di rafforzarsi prima di puntare a palazzo Chigi. E non è nemmeno il capo di un partito che alla vigilia delle elezioni, un anno fa, non era sicuro di superare il quorum nelle urne, se Veltroni non gli avesse offerto l’apparentamento. Eppure (quasi) tutti i maggiorenti democratici erano contrari, lo dissero durante una riunione rimasta riservata, che proprio il leader aveva convocato per conoscere l’orientamento del partito. «Mi spiace non poter restare ad ascoltarvi. Devo scappare in Campidoglio per disbrigare le ultime formalità», chiese

scusa il segretario che si era appena dimesso da sindaco di Roma per sfidare Silvio Berlusconi: «Lascio a Dario il compito di riferirmi». E «Dario», Dario Franceschini, che era suo vice, più tardi gli raccontò come da Marini, a D’Alema, a Rutelli, tutti — con la sola eccezione di Enrico Letta — fossero ostili a un’alleanza con l’Idv. «Sta bene», commentò Veltroni. Che poco dopo firmò l’accordo con Di Pietro. Difficile spiegare politicamente il filo rosso che tiene unite scelte distanti undici anni l’una dall’altra, è certo — come spiega oggi Parisi — che «quell’apparentamento sconfessò la linea del Pd a vocazione maggioritaria. Walter sostenne che era un’eccezione, invece fu una contraddizione. E ora quella contraddizione ha presentato il conto». Ora «Tonino» guida una forza che vale l’8% alle Europee: fintanto che si barcamenava sul filo della soglia di sopravvivenza del 4% era più facile gestire il rapporto, minacciare di romperlo per poi rinegoziarlo. (dall’editoriale di Francesco Verderami)

La Provincia rossa di Roma ha un consigliere al bon ton: il signor Andrea La Spina della Cimarra dei Sacconi di Montalto, che solo per fare la firma sarà costato all’erario un bel capitale in biro. Qualcuno grida allo scandalo per lo spreco di denaro pubblico (circa trentamila euro l’anno), qualcun altro per l’ennesimo esempio di familismo italico, essendo il consigliere provinciale al bon ton figlio del consigliere comunale al bon ton: marchese Sebastiano La Spina della Cimarra eccetera, gentiluomo di Sua Santità e cameriere segreto di cappa e spada del Papa, assunto nel 1685, pardon, nel 1985 da un sindaco democristiano, ma entusiasticamente riconfermato dai suoi successori di sinistra. Ora, non vi sfuggirà l’aspetto più divertente della vicenda, che illustra l’anomalia italiana meglio di un trattato. Mentre nella sede della Provincia, caposaldo dei demo(aristo)cratici, si paga un signore per stabilire le precedenze e i posti a tavola, a Palazzo Grazioli, distante non più di trecento metri, si fanno trenini nei corridoi e ciascuno entra ed esce come gli pare, con un paio di telefonini in tasca per fotografare i bagni e chissà cos’altro. [...]. (dal corsivo di Massimo Gramellini)


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commenti, inchieste, reportage

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La mafia seguita a offendere e temere Peppino Impastato Sono trascorsi trentun anni dall’omicidio di Peppino Impastato. Alla mafia quella figura di «rivoluzionario», che con l’ironia e lo sfottò ha affrontato i clan di Cinisi, ancora oggi non va giù. A distanza di tanto tempo i figli dei mafiosi vicini al boss Tano Badalamenti tentano di demolirne la figura di antimafioso, provando a riproporre la tesi che Peppino era «un terrorista» morto mentre piazzava una bomba sulla ferrovia vicino al suo paese. Questa tesi la si ascolta nelle intercettazioni fatte dai carabinieri del Ros nell’inchiesta «centopassi» che il 22 maggio scorso ha portato all’arresto fra la Sicilia e la Toscana, passando anche per il Sud America, di una decina di presunti mafiosi, fra cui il figlio di don Tano, Leonardo Badalamenti, bloccato a San Paolo in Brasile e poi scarcerato. L’inchiesta è della procura di Palermo e il vecchio Badalamenti è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio Impastato. Ad essere intercettato è uno degli arrestati, Gaspare Ofria, imprenditore originario di Cinisi e trapiantato in Toscana, che tenta di screditare Impastato. Ofria è il nipote del vecchio Badalamenti. Al telefono con un’amica nel gennaio 2007 parla di Peppino come di «un fenomeno», un «Che Guevara siciliano... che la politica si è inventato per strumentalizzare un argomento, e prendere forza per rovesciarla contro altre persone». La donna però difende la figura di Impastato, e lui l’attacca. Dice: «Allora tu sei completamente con l’anticristo!». L’imprenditore è figlio di Gaspare Ofria, al quale vennero sequestrati i beni perché ritenuto un affiliato alle cosche «perdenti» e si trasferì nel

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1981 in Toscana con la famiglia. Erano gli anni dell’invasione dei corleonesi, della guerra di mafia, e i superstiti di queste «famiglie» si inabissarono, rimanendo fedeli alle storiche regole dell’omertà. Gaspare Ofria, parlando con Leonardo Badalamenti, elogia le gesta di «don Tano», attribuendogli il merito di aver saputo «superare intelligentemente» il momento peggiore, stando «con la bocca chiusa», facendo intendere che nella loro famiglia pentiti non ve ne sono stati rispetto ai corleonesi. Dopo trent’anni i figli dei clan «perdenti» tornano alle vecchie regole mafiose e sostengono i vecchi boss e le loro idee, dando contro alle vittime della mafia come Peppino Impastato. La stessa cosa è successa per Mauro Rostagno, il sociologo giornalista assassinato a Trapani. La mafia trapanese, abituata a mantenere un ferreo controllo del territorio e degli uomini, mal sopportava Rostagno che, da una tv privata e con quel suo modo irridente di sfidare Cosa nostra, ricordava molto Impastato. Rostagno come Impastato costituiva una «spina nel fianco» dei clan mafiosi. Di entrambi i casi si è occupata la Dia di Palermo. E un parallelismo fra le due vicende è d’obbligo: come Peppino Impastato, nell’isolamento di un paese interamente controllato da un potente boss mafioso come Gaetano Badalamenti, costituiva per la sua sola esistenza un affronto per il boss della zona, rappresentando ogni sua trasmissione, ogni sua parola una sfida allo strapotere mafioso [...] (dall’articolo di Lirio Abbate)

La migliore di oggi

Giannelli sul Corriere

Avvenire

Scontro tra guelfi e ghibellini su eugenetica ed eutanasia Si avvicina il momento in cui, dopo l’approvazione ottenuta in Senato, si comincerà, presso la Camera dei deputati, a discutere il disegno di legge sulla fine della vita umana: prima in Commissione, poi in Aula. E già, da diverse parti, si sta riaprendo un dibattito finalizzato ancora una volta a degradare la sostanza biopolitica del confronto, riducendolo a un ennesimo scontro tra guelfi e ghibellini. Impostando così la questione, una cosa sola è certa: vincano gli uni o vincano gli altri, sarà la bioetica a perdere, perché le ripugna ridurre nei confini soffocanti dell’ ideologia questioni come l’autodeterminazione, l’accanimento, l’abbandono terapeutico, il destino della medicina nell’età della tecnica. Spiace perciò dover prendere atto dell’acredine e perfino dell’aggressività con cui molti laicisti (ma per fortuna non tutti!) cercano di riportare il dibattito sorto a seguito della vicenda Englaro alla stanca, esasperante e infondata con-

flittualità tra cattolici e laici. È indubbio che i temi legati alle questioni giuridiche sulla fine della vita umana sono di quelli che dividono: non dividono però per ragioni confessionali, ma per la diversa valutazione della configurazione etica che vengono ad assumere nel mondo d’oggi le trionfanti tecniche biomediche. Questo è il cuore del problema ed è un problema strettamente bioetico e non religioso, come dimostra il fatto che in bioetica ogni riferimento alla Scrittura, ai dogmi, ai Concili, al magistero della Chiesa viene sempre dopo un buon uso della comune e condivisa ragione morale. Alcuni esempi? Non perché sia ripugnante alterare il progetto di Dio sulle sue creature che si deve dire di 'no' all’eugenetica, ma per la rischiosissima alterazione dell’eguaglianza alla nascita tra gli uomini che l’eugenetica porta inevitabilmente con sé. [...] (dall’editoriale di Francesco D’Agostino)


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Reggio Calabria

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Trento

Il circolo Polimeni Raccolta dei rifiuti a rischio chiusura in dodici lingue Rischia la chiusura un simbolo di Reggio Calabria. Lo storico Circolo tennis “Rocco Polimeni”, nato nel 1929 e intitolato a uno dei migliori tennisti reggini, caduto in guerra e decorato con medaglia d’oro, dopo 80 anni sta per essere chiuso. Il terreno su cui sorge, infatti, è proprietà del Demanio, che ha deciso di metterlo all’asta ed entro luglio sarà assegnato ad un proprietario privato, togliendolo alla gestione dei soci. Il rischio è che si trasformi in un ente finalizzato al solo guadagno, mentre ora non ha scopo di lucro. Il circolo conta 5mila associati e ha sfornato negli ultimi anni tante promesse del tennis. Ha

ospitato la Coppa Davis e la Federation Cup e proprio a novembre dovrebbe tenersi la finale Italia-Usa della coppa femminile a squadre. Le voci della vendita del terreno del club si erano rincorse in questi ultimi anni ed ora si sta cercando di salvarlo “in extremis”. «Ci è difficile pensare scrivono in un comunicato i presidenti del Coni provinciale e regionale- che il Circolo Polimeni che da 80 anni è un fiore all’occhiello non solo dello sport reggino, ma anche del tennis calabrese e nazionale, possa essere messo in vendita come una qualunque struttura senza anima né storia».

Isola del Giglio

gue sulla raccolta differenziata. Il progetto prende il via mercoledì prossimo, 1 luglio, ed è stato presentato da Riccardo Szumski, Presidente di Savno, insieme a Thiam Massamba, Presidente dell’Associazione culturale italiani e stranieri (Acis) e Debora Basei del Progetto Riciclati. Ma non è tutto. Per coinvolgere i cittadini e spiegare in maniera divertente come differenziare, sottolinea Savno, è stato ideato anche «un progetto di alta valenza sociale di integrazione, dal titolo “Se fai bene ti premio, se fai male ti insegno”, che si concluderà con l’assegnazione di tanti premi di eco-design, al 100% riciclati».

Roma

Salvate la foca monaca In Italia ci sono ancora almeno 25 aree marine da proteggere. Quelle tutelate sono 26 ma dovrebbero «essere 50». Tra queste, Pantelleria che «non ha nessuna forma di tutela a mare» e la parte marina dell'isola del Giglio. Il vicedirettore di Legambiente e responsabile mare, Sebastiano Venneri, chiede per il nostro mare soltanto «maggiore attenzione» perché «in alcuni casi non è una questione di soldi». All'isola del Giglio, per esempio, osserva Venneri, «l'avvistamento della foca monaca meritava qualcosa

Una raccolta differenziata dei rifiuti accessibile a tutti, anche agli extracomunitari di diverse lingue ed etnie. Parte con questo obiettivo nei 35 Comuni della Provincia di Treviso la campagna di “Savno” (Servizi Ambientali Veneto Nord Orientale), che lancia, per primo in Italia, il progetto pilota “Anch’io faccio la differenza!”, campagna informativa dedicata ai cittadini extracomunitari. L’azienda, che da sette anni si occupa della gestione di tutti i servizi di igiene ambientale di 35 Comuni della provincia di Treviso, ha infatti ideato una inedita campagna informativa rivolta alle etnie presenti sul territorio, che prevede diverse attività, prima fra tutte la realizzazione di un manuale in 12 lin-

Sos multe pazze di più» se si pensa che ce ne sono «soltanto 350 in tutto il Mediterraneo e che è ritornata dopo 40 anni di assenza». Oltre a Pantelleria, in Sicilia soffre anche l'area marina di Lampedusa che vive «una situazione disordinata e pesante» sia per l'assenza di «un piano regolatore» e l'assalto del cemento sia perché «il direttore della riserva protetta delle isole Pelagie è stato sollevato dall'incarico». In alcuni casi, osserva Venneri, «non servono quattrini, ci sono interventi a costo zero.

«Mettere tutto in rete, con un collegamento informatico. Per mercoledì ho convocato Gerit, Roma Entrate e la ragioneria comunale: metteremo a punto un protocollo d'intesa per creare un sistema informatico di collegamento tra tutte le realtà interessate, la Prefettura e gli uffici del Giudice di pace. L'unico modo per evitare che il problema vada avanti all'infinito». Lo ha detto in un'intervista a “Il Messaggero” Maurizio Leo, neoassessore al Bilancio del Comune di Roma, parlando dell'iter dei ricorsi contro le

multe e delle contravvenzioni cadute in prescrizione. «Il primo passo che faremo sarà una verifica congiunta, tra Comune e Gerit, delle multe ormai prescritte, che non possono più essere incassate - ha proseguito - Anche grazie al nuovo sistema informatico potremo liberarci di buona parte dell'arretrato: il nostro primo obiettivo è quello di creare meno disagi possibili ai cittadini». «Si potranno saldare le multe arretrate - ha concluso Leo - quelle per cui non c'è ancora un giudizio definitivo».


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POrtaFOglIO

Il dibattito

Riforma delle pensioni Ichino: “Farla subito” «Non possiamo sfogliare margherite, dobbiamo attuare questa riforma altrimenti nel giro di pochi mesi scatterà la sanzione dell'Unione europea, una sanzione che non ci possiamo assolutamente permettere». Lo ha detto il giuslavorista e parlamentare del Pd, Pietro Ichino, a margine di una conferenza sul Welfare, in merito alla sentenza della Corte di Giustizia europea che impone di equiparare nella pubblica amministrazione l'età della pensione di vecchiaia delle donne a quella degli uomini. Rispetto a possibili resistenze da parte del centrosinistra a questa riforma Ichino dice: «Sono bipartisan, vedo infatti le stesse resistenze nel centrodestra e nel centrosinistra. Credo sia quindi necessaria una concezione della parità che deve essere conquistata sia a destra che a sinistra». «Bisogna uscire da un equilibrio perverso aggiunge Ichino - nel quale si usa l'età pensionabile ridotta per risarcire le donne lavoratrici di una condizione deteriore nel lavoro e nella società». Adempiere all'obbligo comunitario, aggiunge il senatore Pd, «ci permette di destinare risorse che si libereranno da questo aumento dell'età pensionabile interamente a sostegno del lavoro femminile e della condizione della donna».

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Il telefonino diventa una carta per lo shopping

Bri: “Servono banche più piccole”

Il telefonino che svolge il ruolo di 'fidelity card'. È in sintesi il contenuto dell'iniziativa di Miroglio Fashion, che attraverso i propri outlet ad insegna “Vestebene Factory Store”, ha avviato con il supporto di Telecom Italia la prima iniziativa a livello nazionale di fidelizzazione della clientela attraverso rete mobile che consente appunto di utilizzare il telefonino come una vera e propria carta fedeltà. Il progetto prevede la distribuzione, ai clienti di Miroglio Fashion, di telefonini con tecnologia radio a corto raggio Nfc contenenti un'applicazione software configurata nella Sim card Tim in grado di «dialogare» con i registratori di cassa Olivetti, anch'essi dotati di lettori a tecnologia Nfc. Il servizio innovativo consente ai clienti di registrare i punti fedeltà avvicinando semplicemente il telefonino al sistema di cassa e di controllare in tempo reale il punteggio acquisito direttamente sul display, senza dovere portare con sé un'apposita tessera. Sono inoltri previsti, prossimamente, l'invio alla clientela di Sms informativi sull'arrivo delle nuove collezioni o dei saldi e successivamente la possibilità di usufruire del servizio di Mobile Payment. L'iniziativa, che si avvale anche della collaborazione di Olivetti per l'integrazione nei punti vendita di registratori di cassa touchscreen di nuova generazione, vedrà inizialmente coinvolti cinque negozi appartenenti alla catena Vestebene-Factory.

Il risanamento del settore bancario travolto dalla crisi dovrà portare alla creazione di banche «più piccole, più semplici e più sicure». È il punto di vista della Bri, la Banca dei regolamenti internazionali, che mette in luce i rischi legati ai salvataggi pubblici. «Persino nei casi in cui sono stati essenziali», si legge nella relazione annuale, questi ultimi «paiono ostacolare più che favorire i necessari aggiustamenti». I piani di salvataggio, aiutando le banche a ottenere capitale di prestito e di rischio «permettono ai manager di sottrarsi alle difficili scelte necessarie a ridurre sia le dimensioni dei bilanci, sia le quantità di rischio assunto». Dall'inizio della crisi (terzo trimestre del 2007) alla fine del primo trimestre del 2009 la Bri calcola perdite bancarie mondiali (tra svalutazioni e accantonamenti) per 1.041,5 miliardi di dollari. Negli Stati Uniti, nel 2008, sono fallite 25 istituzioni con attività totali per 372 miliardi di dollari: un importo di circa dieci volte superiore a quello registrato in occasione della precedente crisi bancaria del 1993. Un altro rischio legato ai salvataggi pubblici è il rafforzamento della concentrazione nel settore finanziario. Un effetto paradossale dopo che la crisi, osserva la Bri nella relazione annuale, ha dimostrato come «i presunti vantaggi della diversificazione realizzata con la creazione di conglomerati finanziari erano un miraggio». Inoltre gli interventi pubblici di salvataggio ritardano la risoluzione del problema, emerso con la crisi, degli intermediari “troppo grandi per fal-

Moda. Il gruppo industriale francese di moda Pierre Cardin - se-

Casa. Nella seconda parte del 2008 le quotazioni immobiliari

condo il quotidiano Le Figaro - potrebbe passare a un fabbricante cinese di calzature, Guangzhou Jiansheng Trading, che sta cercando di acquistarlo. Un portavoce della 'maison' a Parigi, però, ha ridimensionato l'informazione, precisando che si tratterebbe soltanto della vendita di alcune licenze in Cina. Secondo il quotidiano francese, il gruppo cinese spera in una conclusione della trattativa entro un mese. L'offerta sarebbe di 20 milioni di euro per «fare man bassa su una marca partita negli anni Settanta alla conquista dell'impero».

delle principali località italiane sui laghi sono diminuite del 4,2%. È quanto emerge da un'analisi condotta dall'Ufficio Studi Tecnocasa secondo la quale sul Lago di Garda si registra una contrazione del 3,9%. Le località della sponda bresciana hanno segnalato una decrescita del 4,7%. Sulla sponda veronese la diminuzione dei prezzi è stata del 2,9%. Sul Lago Maggiore il mercato della seconda casa ha registrato una diminuzione del 4,7%. Invariate le quotazioni immobiliari di Intra. Variazioni negative anche per le località sui laghi del centro Italia.


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DIrIttI & DOverI

quotidiano

L’Altro Sociale

di fIDAlMA fIlIPPEllI In occasione della recente conferenza internazionale “Prodotti o persone? Il commercio equo e solidale in Europa va dalla parte giusta?”, l ’AGICES, Associazione di categoria delle organizzazioni di commercio equo e solidale, ha presentato un’anticipazione del Rapporto 2009, che verrà integralmente pubblicato in autunno. La forte rivelazione è che le realtà equosolidali iscritte al suo registro e sottoposte a costante monitoraggio hanno avuto un incremento di circa 1/3 delle vendite al dettaglio. Più che interessanti i numeri: 1000 persone impiegate in tutta Italia, di cui il 51% a tempo indeterminato, oltre un milione di euro di investimenti nel 2007, con particolare attenzione alle attività di formazione e informazione sui valori dell’equità, della giustizia economica, sociale e ambientale, oltre 23 milioni di euro dai prodotti venduti e un esercito di volontari in aumento. Mentre la crisi erode spazi crescenti di consumo anche in Europa, la nicchia equo-solidale tiene e anzi si espande, allettando consumatori sempre più consapevoli con le caratteristiche qualitative dei prodotti e con la promozione di valori salutisti e ambientali di cui si fa portatrice.

Professioni

Rapporto AGICES 2009

Per il commercio equosolidale è boom Un’anticipazione del rapporto AGICES 2009 rivela le cifre del boom del commercio equo e solidale in Italia: 1000 persone impiegate, di cui il 51% a tempo indeterminato, più di un milione di euro di investimenti nel 2007, oltre 23 milioni di euro dai prodotti venduti e un esercito di volontari in costante aumento. E mentre la crisi avanza inesorabile in Europa, il fatturato delle aziende equosolidali lievita di 1/3 grazie alle vendite al dettaglio. Ciò che attrae il consumatore non è solo la qualità delle merci ma soprattutto la scala dei valori salutisti, ambientali e socialmente equi sottesi al processo di produzione. Le organizzazioni che chiedono di iscriversi al Registro AGICES aumentano giorno per giorno e quelle già iscritte vedono lievitare i propri fatturati grazie ad una costante fiducia dei consumatori,

che scelgono di consumare meno quantitativamente e meglio qualitativamente. Ma cos’è il commercio equo e solidale o più semplicemente equo? E’ una forma di attività commer-

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ciale connotata dalla coesistenza di due obiettivi primari: massimizzazione del profitto sì, ma subordinata alla lotta allo sfruttamento e alla povertà determinati da cause economiche, politiche e sociali. I principali vincoli da rispettare per entrare nel circuito, così come previsto dalla Carta Italiana dei criteri del Commercio Equo e Solidale, sono: divieto del lavoro minorile, impiego di materie prime rinnovabili, spese per la formazione/scuola, cooperazione tra i produttori, sostegno alla comunità, creazione, laddove ne esistano i presupposti, di un mercato interno dei beni prodotti. Gli acquirenti, ovvero gli importatori, si impegnano a stabilire con i produttori prezzi e quantitativi minimi garantiti, a stipulare contratti a lunga durata e non stagionali, ad offrire adeguate consulenze sulle tecniche di produzione, a mettere a disposizione prefinanziamenti. La logica è quella di far sì che i produttori non rimangano tagliati fuori dagli andamenti capricciosi di mercati che non conoscono e che la produzione benefici le comunità locali, piuttosto che gravarle di costi insostenibili a livello sociale. La produzione biologica viene privilegiata per evitare agli operai e ai contadini l’esposizione a sostanze nocive.

Intervista a Francesco Castracane

Il ruolo dell’Educatore professionale Intervista a francesco Castracane Per delineare un profilo della figura e del ruolo dell’Educatore professionale ci siamo rivolti a Francesco Castracane, vicepresidente nazionale dell’Anep (Associazione nazionale educatori professionali). In sintesi si tratta di un operatore del settore sanitario, sociale e penitenziario, che progetta, programma e gestisce interventi in rete nell’area dei servizi alla persona, occupandosi di coloro i quali si trovano in stato di disagio e necessitano di un sostegno educativo per superare momenti di difficoltà e integrarsi, o reintegrarsi nel tessuto sociale.

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uesta professione - sottolinea Francesco Castracane - è nata in Italia, all’inizio degli anni 60 «dall’esigenza di creare

figure che si occupassero di educazione non formale». Ad oggi il profilo è stato riconosciuto solo dal ministero della

Salute, come operatore sociale e sanitario che interviene nell’area dei servizi alla persona, offrendo sostegno educativo progettato e finalizzato al reinserimento di soggetti disagiati . «Manca tuttavia - fa notare Castracane - un percorso formativo unico ed un retroterra teorico specifico che declini la pedagogia sulla riabilitazione piuttosto che sull’educazione formale, ma ciò rende nel contempo la professione adattabile a vari contesti. Ed è proprio questa capacità di stare sui territori

di frontiera che fa dell’educatore una figura richiestissima in Europa».L’educatore è presente nel settore socio-educativo del pubblico e nel privato sociale (case-famiglia, comunità terapeutiche, assistenza domiciliare educativa, lavoro di strada, centri senza fissa dimora). Castracane conclude con un appello agli educatori a difendere la professione, attravereso l’impegno quotidiano, offrendo la dimostrazione della sua grande utilità, della sua insostituibile funzione e della sua unicità per il comparto sanitario, sociale e penitenziario


Altro

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Dario, non ripetere gli errori di Walter La tattica di Bersani Caro direttore, certo che hanno una faccia tosta quelli del Pd perché prima Veltroni ha gridato all’autonomia di coalizioni con i partiti di sinistra che hanno dato vita al centro sinistra del governo Prodi. Ora Franceschini sta commettendo lo stesso errore di Veltroni. Secondo Bersani fa bene a ricucire tutte le aeree della sinistra che stanno fuori dal Pd. Perché ha constatato che si perde se si va divisi, l’ha imparato dai risultati delle europee e anche con i risultati della Sardegna. Se Franceschini intende fare lo stesso errore del suo predecessore allora se ne va a mare con tutto il Pd. Deve, secondo me, imparare da Bersani che con un allargamento al sociale punta a prendere i compagni di Sinistra e libertà con la loro autonomia all’interno del Pd. E’ questa la novità di Bersani. Il quale ha capito che non ce la può fare con solo il Pd a dare battaglia al centrodestra. L’apertura all’Udc per fare una coalizione puntando al centro non è l’ideale, perché, per esempio, a Brindisi ha vinto Ferrarese e quindi la chiamerei una vittoria bluffata dal punto di vista strategico. Il Pd, non avendo un candidato forte che lo rappresentasse, ha messo in campo Ferrarese, il quale si porta con sé Curto, quello del caso Del Russo a Fasano, come Antonino, l’ex sindaco di Brindisi. Ecco gli errori del Pd che devono pagare i suoi elettori di sinistra, hanno votato con la puzza sotto il naso per Ferrarese. Non è esaltante tutto queste. Pino Carrone

Problemi di Venezia propaganda e successo della Lega Di fronte al principale cimitero della terraferma di Venezia c’è un sistema di strade a scorrimento veloce, incroci, svincoli, rotonde, cavalcavia che neanche a Los An-

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la trIbuna

quotidiano

geles. Un pedone che voglia esercitare il diritto di attraversarlo non trova né passaggi pedonali, né marciapiedi, né aiuole. Il rischio è elevato, e lo è ancora di più se si considera che la maggior parte delle persone che vanno e vengono dal cimitero sono persone anziane, tipicamente vecchiette sole in quanto vedove. Ora, le vecchiette, specie se vedove, sono una categoria umana assai noiosa e di compagnia poco apprezzata; tuttavia, pare che il loro diritto alla vita non possa essere messo in discussione. Ma il Comune di Venezia lo mette in discussione tutti i dì. Se poi guardiamo meglio, ci accorgiamo che la soluzione era stata trovata: si vedono, infatti, le entrate un sottopassaggio, interamente coperte di graffiti e rigorosamente chiuse a mezzo di strutture simili a cavalli di Frisia. Evidente ciò che è avvenuto: per la rinuncia a garantirne la sicurezza, si è deciso di chiudere il sottopasso. Questa pensata dell’amministrazione Cacciari riproduce, in piccolo, l’arretramento dello Stato nei confronti dell’illegalità. Un cittadino normale pensa, anzi sa, che la repressione è il solo rimedio. Sa anche che a venti chilometri di distanza, a Treviso, una cosa così sarebbe impensabile. La sinistra, invece di tenere aperto il sottopassaggio, racconta di quanto Gentilini sia razzista. Le due cose (tenere aperto e raccontare) non si escludono a vicenda: si potrebbe raccontare, e anche tenere aperto il sottopassaggio. Ma no: si sceglie di raccontare, e basta. Una settimana fa, una signora leghista ha scalzato il presidente Pd della Provincia di Venezia. Forse qualcuno potrebbe pensare che questa sia un'alternanza usuale. Sbaglierebbe. Alla Provincia di Venezia, un’amministrazione di destra non si era vista mai, a memoria d’uomo. Piero Dell’Olivo

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La vignetta

la febbre dei quesiti

Dieci domande per Oliviero Diliberto Il coordinatore regionale Fgci Lazio, Alessandro Mustillo rivolge “dieci domande” a Oliviero Diliberto a proposito del suo rapporto con Elia Valori. Ne abbiamo ricevuto il testo tra i commenti al nostro sito. Lo pubblichiamo. - Da quanto tempo conosci Elia Valori? - Sapevi dei trascorsi di questa persona e della sua iscrizione alla P2? - Eri a conoscenza dei risultati delle inchieste di De Magistris? - Ritieni opportuno per un segretario comunista, che fa della “questione morale” un principio essenziale, avere incontri pubblici con una persona di questo tipo? - Perché hai deciso di presentare un suo libro e partecipare a numerose presentazioni di sue pubblicazioni? - Perché lo hai più volte invitato ad iniziative di partito? - Le scelte politiche del partito sono mai state influenzate da questa conoscenza? - Nella tua attività da ministro hai mai firmato provvedimenti che in qualche modo fossero riconducibili ad affari ed interessi della persona in questione? - Hai avuto conversazioni o incontri privati con questa persona, e nel caso di che natura? - Non ritieni che incontri con persone di questo genere possano ulteriormente diminuire la fiducia dei cittadini nei confronti dei comunisti e della sinistra in generale?


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culture & tenDenze

Sull’Isola del Cinema

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Letteratura

Saviano chiude il festival ro-

L’omaggio della Capitale a Israele Prosegue la manifestazione più lunga dell’estate capitolina dedicata alla settima arte, l’Isola del Cinema. Da domani (30 giugno) al 2 luglio sull’Isola del Cinema sarà la volta della prima di una serie di eventi internazionali dedicati ai grandi paesi del mondo, il “Mediterraneo Special Event”. Nella storia culturale, economica e sociale del mediterraneo la Capitale è stata il punto d’incontro tra i popoli che giungevano a Roma tramite la porta del Tevere. L’iniziativa si propone di portare un contributo significativo al progetto più ampio che va sotto il titolo di “Roma Capitale del Mediterraneo”, in linea con gli indirizzi dell'attuale amministrazione capitolina che verrà rappresentata dal Presidente della Commissione Cultura del Comune di Roma, Federico Mollicone, e dal consigliere del Sindaco per i Rapporti Internazionali, Marco Vattani. Si comincia domani (30 giugno) con un omaggio a Israele, alla presenza di ambasciatori, della comunità ebraica romana, di Pnina Blayer, direttrice

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la locandina del film It all begins at sea

Per la proiezione di It all begins at sea in anteprima nazionale sarà presente la comunità ebraica romana del Festival Internazionale del Film di Haifa e di Ariela Piattelli, direttrice del Kolno’a Film Festival. Il film in programmazione in anteprima nazionale (Sala Fellini) sarà It all begins at sea

di Eitan Green. Seguirà la proiezione del corto Solo qui e sulla luna della video artista Tarin Gartner.

Roberto Saviano chiuderà il 30 giugno a Roma il Letterature festival internazionale, in una serata speciale su “L'Italia che ci riguarda”. L'autore del best seller ''Gomorra'' e del recente ''La bellezza e l'inferno'' (Mondadori) è il protagonista della serata conclusiva dell'edizione 2009 del Festival alla Basilica di Massenzio. Ad introdurre l'autore l'attrice Anna Bonaiuto con una lettura dal suo ultimo libro.

Sul web

Film censurati: spiegato il per-

A Milano in competizione le griglie roventi di 72 chef E’ stato il trionfo della carne cotta alla brace: si è svolta al parco Forlanini di Milano la seconda tappa di Griglie Roventi, il mondiale del barbecue (giunto alla quarta edizione) presentato dall’inviato di Striscia la Notizia Moreno Morello e al quale hanno preso parte 72 cuochi. Cottura, gusto, presentazione del piatto e look dei concorrenti: questi i criteri valutati dalla giuria presieduta da Franco Favaretto, presidente della Federazione Cuochi della Provincia di Venezia. Tra i giudici, anche il campione olimpico di ginnastica

alla sbarra Igor Cassina: "Sono un grande appassionato del barbeque - ha detto - mi piace cucinare alla grigli". La vittoria è andata a Bernardino Pachioli e Angelo D'Ugo, di Chieti, che hanno presentato un piatto dal titolo surreale: 'Costata e cocomero possono convivere?'. A loro sono andati in premio un weekend da trascorrere in una località turistica del Veneto, uno scrigno delle carni da 15 chili e 50 bottiglie di Vino Veneto doc, oltre alla possibilità di partecipare alla finale del 23 luglio a Caorle (Venezia).

Dal 16 luglio sarà possibile conoscere i motivi dei tagli di censura subiti dai film consultando consultando il sito www.italiataglia.it. Questi dati, relativi a 30.000 titoli, costituiscono il primo nucleo della banca dati di “Italia Taglia”, il progetto della Cineteca di Bologna sulle “vicende censorie” delle pellicole (lungometraggi, cortometraggi, pubblicità e attualità italiane ed estere) distribuite in Italia dal 1913 in poi.


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rIbalte

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Global Film & Music Fest

A Ischia si srotola il red carpet per le star di luCIAnA VECChIolI Ischia, isola del cinema? Sembrerebbe proprio di si. Almeno a vedere l'elenco delle manifestazioni che animano il piccolo gioiello del Golfo di Napoli dove non mancano di approdare ogni volta le più brillanti stelle del cinema mondiale, e non solo. Due gli eventi attesi per il mese di luglio. Iniziamo con l'Ischia Global Film & Music Fest. Un classico dell'estate che vedrà un ricco cast di artisti sfilare tra proiezioni, premiazioni, performance ed approfondimenti culturali. Sarà lo scenografo Dante Ferretti, vincitore di due premi Oscar, a presentare ufficialmente il 10 luglio l'evento a Napoli con il regista danese Billie August ed il governatore della Regione Campania Antonio Bassolino. Già noti alcuni degli ospiti più illustri. L'attrice spagnola Elsa Pataki sarà la madrina della settima edizione della manifestazione, in programma dal 12 al 19 luglio. Il regista John Landis, autore del cult movie "The Blues Brothers" e di "Thriller" (al momento il movie-clip più acclamato della storia dopo la prematura scomparsa di Michael Jackson), incoronerà Zucchero "Sugar" Fornaciari, "Re del blues italiano", consegnandogli il Global Music Award. All'evento saranno presenti tanti big della musica mondiale ad iniziare da Sting e

La madrina della manifestazione sarà l’attrice spagnola Elsa Pataki A Bocelli un premio alla carriera

l’Isola di ischia, in alto Bocelli e in basso Pataki Paul Young con cui Zucchero ha collaborato più volte in passato. L'inaugurazione invece, al Regina Isabella di Lacco Ameno, è affidata al rocker inglese Sting che, accompagnato dalla moglie-produttrice Trudie Styler e dall'amico regista Jim Gable, riceverà dal regista Paul Haggis l"Ischia William Walton Music Legend Award" in memoria del celebre compositore inglese che scelse l'isola come sua dimora. Ad Andrea Bocelli invece andrà l’Ischia Social Award per una

carriera all’insegna dell’impegno e della solidarietà. La stessa sera Francesca Archibugi ed il produttore Riccardo Tozzi saranno premiati per il film "Questione di cuore". Attesi ospiti come i registi Marc Forster e Joel Schumacher, gli attori Matt Dillon, Raoul Bova, Rosario Dawson, Michael Fassbender, Maria Grazia Cucinotta, Angela Basset, Terrence Howard. Dal 5 all'11 luglio, invece, nello scenario naturale del Castello Aragonese di Ischia Ponte e nel Borgo di Sant'Angelo si svolgerà la settima edizione di "Ischia Film Festival", il concorso che attribuisce un riconoscimento artistico alle opere ed ai registi che valorizzano i paesaggi e l'identità culturale dei luoghi in cui sono ambientate le produzioni. Ad aprire la manifestazione sarà il film "Villa Amalia" di Benoit Jacquot con Isabelle Huppert. Oltre settanta le opere, di cui quindici le anteprime. Alle pellicole si aggiunge un parterre che va dal premio Oscar Sir Ken Adam al maestro Mario Monicelli, dal cineasta newyorkese Abel Ferrara (preview del suo docufiction "Napoli, Napoli Napoli") all'attrice Donatella Finocchiaro. Ed ancora, Enrico Lo Verso, Edoardo Winspeare, Francesco Patierno e Maria Hengge.


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granDe schermO

I Transformers sono tornati

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Immigrazione e speranza

trasnsformers - la vendetta del caduto

Crossing over

Regia Michael Bay con Shia Labeouf, Megan Fox

Regia Wayne Cramer con Harrison Ford, Ray Liotta, Ashely Judd

Divertente, spettacolare, adrenalitico, nonostante la durata di oltre due ore, questo è un film che scorre via velocemente. Il rischio era che alla fine risultasse un po' noioso e ripetitivo. Invece, botte da orbi tra robotoni alieni buoni e cattivi (Autobots e Decepticons) ed una sana ironia nei dialoghi tra gli umani (la madre del giovane Sam e Alice, "l'amichetta" del collage, valgono l'intero film), salva la seconda puntata dei mitici Transformers. Ebbene sì, promossi a pieni voti. Anche se non amate il genere e dovete accompagnare figli e nipoti, vale la pena dare un'occhiata.

La stesura originale del film prevedeva scene talmente crude da indurre la produzione ad un drastico taglio di almeno 20 minuti prima di farlo uscire, lo scorso febbraio, negli Usa. Stessa versione decurtata destinata alle sale italiane. La dura realtà di un fenomeno come quello dell'immigrazione non può essere certo nascosta. Kramer, che ha scritto e diretto "Crossing Over", non ha lasciato spazio all'immaginazione. Attraverso l'operato dell'agente Max Brogan (Harrison Ford) racconta il destino di un gruppo di disperati. Pellicola di impegno civile (anche se un po' autocelebrativa), per sapere cosa avviene negli Usa, dove migliaia di persone ogni giorno varcano i confini con un sogno.

Il diritto alla felicità la donna di nessuno Regia Vincenzo marano con Anna Galiena, Laurent Lucas Sarà la provenienza dal piccolo schermo di Vincenzo Marano, da anni direttore della fotografia, sceneggiatore e regista di serie tv in Francia, che trasforma "La donna di nessuno" in un prodotto forse maggiormente aderente ad un linguaggio televisivo. Un giallo, una storia animata da una serie di personaggi così diversi, eppure destinati ad incontrarsi. Prostitute d'alto bordo, un giudice ambizioso e senza scrupoli, una giornalista alla ricerca della verità. Un intreccio di esistenze, dove trova spazio, oltre al dramma, anche l'amore.

Pagina a cura di luCIAnA VECChIolI

la locandina del film “transformers”

Una donna “sciupamaschi”

Una favola per adulti

la ragazza del mio migliore amico

Coraline e la porta magica

Regia Howard Deutch con Dane Cook, Kate Hudson, Alec Baldwin

Regia Henry Selick. La voce di Coraline è di Fanning

Diciamolo subito. "La ragazza del mio migliore amico" è una commedia "romantically incorrect", anzi scorrettissima. Parolacce, doppi sensi, volgarità varie. Però si ride e parecchio. E poi c'è l'amore. Lui, Tank, è un bello e dannato abile a sedurre le donne. Lei, Alexis (Kate Hudson), è la donna ideale che tutti vorrebbero, stufa però di fare la brava ragazza e così decide di aprirsi a nuove esperienze diventando una "sciupamaschi". Il suo ex non ne è proprio contento.

I postumi della sbornia una notte da leoni Regista Todd Phillips con Bradley Cooper, Justin Bartha, Ed Helms Il titolo originale del film è "The hangover", tradotto sarebbe "i postumi della sbornia". In effetti rispetto a "Una notte da leoni" rende molto meglio l'idea di ciò che accade durante tutto il film. Il regista è Todd Phillips, quello di "Old

Non è un cartone animato per bambini, se non per i più grandicelli. "Coraline e la porta magica" è un magnifico film d'animazione in stop-motion 3D. Una favola nera, inquietante e visionaria, dal punto di vista figurativo decisamente raffinata, tratta dal romanzo di Neil Gaiman, diretta dal regista di Nightmare Before Christmas. Inevitabile l'accostamento con lo stile di Tim Barton. La storia, quella di una ragazzina di 11 anni, trascurata dai genitori impegnati nel loro lavoro, che un giorno scopre un mondo parallelo pieno di insidie. School" e "Starsky & Hutch", e questa volta ci propone una divertente e ben orchestrata commedia sugli effetti della vecchia e sempre buona sindrome di Peter Pan. A pochi giorni dal matrimonio, Doug si reca in macchina fino alla città di Las Vegas con i suoi migliori amici e lo strano cognato per un indimenticabile addio al celibato. Il mattino dopo la loro suite è completamente distrutta, lo sposo è sparito e c'è una tigre nel bagno.

Tre vite un destino Il prossimo tuo Regia: Anne Ritta Ciccone con Maya Sansa, Jean-Hugues Anglade Passato l'anno scorso con successo al Festival del cinema di Roma "Il prossimo tuo" contempla la vita di tre persone apparentemente del tutto estranee tra loro. In comune: il terrore che nell'altro, nell'estraneo, possa annidarsi il pericolo. Eeva è una hostess di terra che lavora ad Helsinki e tiene tutti ad una certa distanza pensando di poter controllare la realtà. Jean Paul vive a Parigi, è un giornalista che affronta lo shock post-traumatico dopo essere sfuggito per pura casualità ad un attentato. Maddalena (Maya Sansa) abita in un quartiere popolare di Roma, è una giovane pittrice che si rifugia nella propria arte e non crede più nell'amore e negli uomini, fino a quando non incontra una bambina.


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PIccOlO schermO

quotidiano

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Teledipendenze

I telefilm anni ’80 e il buco dell’ozono Fecero tendenza le acconciature cotonate dalle Charlie’s Angels a Jane Fonda di CARlA MontEfoRtE Quando nel 1976 Aron Spelling - dio unico e onnipotente del piccolo schermo (e che sia santificato il nome suo essendosi egli manifestato con telemiracoli come Starky e Hutch, Dynasty, Twin Peaks, Beverly Hills 90210, Melrose Place, Streghe ecc.) - decise di inviare tre dei suoi angeli nei televisori americani prima, e del resto globo poi - per benedire e salvare i palinsesti internazionali tutti - accadde qualcosa di davvero portentoso: un'enorme nube di lacca invase il cosmo

Prossimamente

Vita studentesca alla Cyprus Dal 27 luglio ogni lunedì alle 22 su Fox andrà in onda la seconda serie di Greek. Alla Cyprus-Rhodes University vi sono 3 confraternite che animano la vita studentesca: la

tutto. Da allora il mondo non fu più lo stesso: le acconciature delle ragazze di ogni emisfero conobbero l'effetto volume. E gli strati dell'ozono conobbero l'irreparabile declino. Sabrina Duncan, Jill Munroe e Kelly Garret - Kater Jackson, Farrah Fawccet e Jaclyn Smith - le tre ex poliziotte assunte come detective nell'agenzia di Charlie - l'uomo senza volto ma di cui tutti conoscono nuca e braccia - combattendo con destrezza e arguzia - e molto molto glamour - per ripulire le

le protagoniste del mitico telefilm Charlie’s Angels strade di San Diego dal crimine, strette nei loro pantaloni a zampa d'elefante, sul finire degli anni 70 cambiarono radicalmente il modello femminile dando vita al mito della donna atletica. Cosicchè il poster di Farrah in costume rosso divenne oggetto di culto, ed il mercato del videotape conobbe il boom dell'aerobica in cofanetto (vedi Jane Fonda). Il segreto di tanto successo? "Gli uomini guardano le tre protagoniste, le donne i vestiti".

Kappa Tau Gamma, l'Omega Chi Delta e la Zeta Beta Zeta. Rusty Cartwright cerca di riscattarsi dalla fama di nerd candidandosi ad entrare in una confraternita causando grande preoccupazione alla sorella Casey. Infatti, essendo già inserita nella vita del campus come una leader, teme che il fratello possa intralciare la sua vita e rovinarle la reputazione.

Lo spot

La Tim “salva” dalle ex

Nello spot vediamo i quattro ragazzi raggiungere con il loro furgoncino rosso e blu un locale davvero molto suggestivo, con una spettacolare vista sul mare. È lì che i ragazzi dovrebbero esibirsi. Già, dovrebbero, perché arrivati al locale, scoprono di non essere l'unica band della serata. A esibirsi c'è, infatti, anche Valentina, l'ex di Marco del precedente episodio. La TBand, davanti alle difficoltà, proveranno a chiamare altri locali avendo attivato TIM Carta Vacanze.

L’universo dei migranti

Voce del verbo amore

Rai 1 ore 23.25 - La valigia con lo spago, magazine condotto da Luca De Mata

Canale 5, ore 21.10 Voce del verbo amore, film di Andrea Manni con Giorgio Pasotti

Speranze, illusioni, storie di sofferenza e di dolore. Da oggi per quattro settimane, su Raiuno, in seconda serata, va in onda La valigia con lo spago, un’inchiesta ideata da Luca De Mata. Una finestra sull’universo dei migranti, che fa raccontare dalla loro viva voce cosa significhi l’esperienza della speranza, trasformata spesso in sofferenza. Nel corso delle puntate, ci condurrà in tutto il mondo, in Argentina, Moldavia, Slovacchia, Francia, Inghilterra, Spagna, Italia, Stati Uniti, Canada, Thailandia, dove il dramma dei migranti è diverso ma anche profondamente uguale e umano.

Ugo e Francesca, 35enni, sono sposati da dieci anni e hanno due figli. La frenesia della vita moderna, la difficoltà di conciliare famiglia e lavoro e soprattutto la routine di coppia li allontanano. Finché giunge inevitabile, e lì per lì senza grossi traumi, la separazione. Voce del verbo amore, opera seconda di Andrea Manni, prende avvio proprio da qui, dal momento in cui le strade dei protagonisti si dividono. Ma il destino è bizzarro: scommettiamo che scopriranno di amarsi ancora? Lo spunto, non originalissimo ma pur sempre di stringente attualità.


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PersOne

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La nomina

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Diana Curmei eletta Miss Italia nel Mondo

Carla Fracci diventa assessore a Firenze

la miss vincitrice

Miss Italia nel Mondo 2009 è la moldava Diana Curmei, 19 anni di Chisinau, scelta fra 50 finaliste di 43 nazioni. E' la 19ª reginetta delle bellezze italiane residenti all'estero, concorso nato dalla sorella maggiore Miss Italia che si tiene in settembre. Diana è stata eletta al Palazzo del Turismo di Jesolo. Diana invece a Jesolo ci è arri-

Il click

vata ed è stata incoronata dal presidente Emanuele Filiberto dopo cinque fasi di gara, grazie al televoto del pubblico a casa, agli sms, e alla giuria in studio voluta tutta al maschile, con Aldo Montano e Billy Costacurta. Diana ha dovuto faticare per conquistare l'agognata corona, tra balletti, sfilate di moda, talk show e quiz-game.

Il progetto

Ferdi e Simona insieme nel “Covo” Sorrentino ora pensa a un film con Sean Penn

Carla fracci "E' con molto orgoglio e anche con una certa emozione, che comunico che l'assessore alla cultura della mia giunta sara' la signora Carla Fracci " E' quanto dichiara il presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci. "Carla Fracci afferma- è un punto di riferimento per la cultura italiana e non solo, è una donna con forte senso civico, con idee per il nostro territorio, dove da molti anni vive, e con la capacità di metterle a frutto. Ma soprattutto, e questo è il punto che mi preme di più, è un'artista, e penso che in questo momento a Firenze ci sia bisogno dello sguardo, della sensibilità di un'artista, che aiuti a svolgere un lavoro serio sulla cultura. Per questo abbiamo deciso di chiedere alla signora Fracci di lavorare con noi, e siamo davvero felici che lei abbia accettato''.

ferdi Berisa, vincitore del Grande fratello 9, al party per GhP, Green hot Pleasure, nuovo brand di abbigliamento giovane. E a santa Margherita ligure, il montenegrino ha festeggiato il marchio insieme ad un’altra ex gieffina, simona salvemini. I due sono stati ospiti dell'imprenditore Gabriele Pennisi al “Covo di nord Est”, nota discoteca della località turistica. Paolo sorrentino

Darth Vader è il più cattivo personaggio del cinema Il più cattivo personaggio di tutti i tempi? E' Darth Vader di Star Wars, voce metallica e armatura nera. In una classifica del Times, che ha eletto i 50 personaggi più malvagi della storia del cinema, al secondo posto si è classificato il cannibale Hannibal Lecter del Silenzio degli innocenti e al terzo il

perfido Henry Potter de La vita e' meravigliosa di Frank Capra. Segue poi lo psicopatico Norman Bates di Psycho e il conte Orlock di Nosferatu. The Joker è settimo.

Paolo Sorrentino conferma il suo prossimo progetto: un film in lingua inglese interpretato da Sean Penn. Titolo provvisorio 'This must be the place” (Questo deve essere il posto). E' la storia, già anticipata a Cannes, di una ricca rock star a riposo (Penn) che si trasforma in cacciatore di nazisti per stanare l'ufficiale che ha assassinato suo padre. Sorrentino ha ritirato ieri a Taormina i Nastri d'argento per la regia e la sceneggiatura di Il divo.


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