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Anno II - n. 233 - Sabato 27 novembre 2010

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in edizione stampabile non viene pubblicato la domenica e il lune € 0,50

Ora di punta di

StEFaNo ClEriCi

L’incognita delle “autorità terze” della Gelmini

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www.altroquotidiano.it

Immondizia a Napoli

Scuole e università

Fischiato Berlusconi Non si fermano L’Ue: nuove sanzioni le manifestazioni

l ministro Mariastella IfarsiGelmini sa bene che se vuole ascoltare dalle nuove

generazioni è indispensabile andare su Youtube. Perciò, è lì che ha lanciato il suo appello alla popolazione studentesca oggi in rivolta contro di lei, o meglio contro la sua riforma dell'università. Tranquilla, pacata, senza il minimo cenno di stizza, ha spiegato agli studenti che non devono "farsi strumentalizzare" e che nessuno nel governo, tanto meno lei, intende "rubargli il futuro", come recita qualche striscione apparso negli ultimi giorni in qualche piazza o in cima a prestigiosi monumenti nazionali. "Questa non è una riforma contro di voi", ha spiegato la Gelmini agli studenti, "ma, al contrario, è per voi, per i vostri interessi". E poi ha aggiunto che è necessario "avere dei concorsi improntati ad una maggiore trasparenza", che "l'università deve premiare i migliori", che "non si possono più distribuire finanziamenti a pioggia ma orientare le scelte economiche nella maniera più virtuosa". Perché "cosi' si liberano risorse da utilizzare per prestiti d'onore, borse di studio, residenze universitarie, per aiutare voi nel percorso di studio. E non per mantenere cattedre, corsi e sedi distaccate, tutte cose che oggi non servono e che il paese, nel mezzo di una crisi economica, non si può più permettere". E chi potrebbe mai contrastare queste sacrosante parole contro privilegi consolidati e poteri baronali?

segue a pagina 4

Berlusconi ieri è tornato a Napoli, ma l’accoglienza è stata contrassegnata da contestazioni

Sono proseguite anche ieri le manifestazioni contro le riforma Gelmini nonostante l’appello su Youtube

La trama del Cavaliere:Rifiuti, Pompei, Finmeccanica e Wihileaks

La trovata del complotto Ora Berlusconi ha deciso di agitare il fantasma della congiura, un complotto internazionale contro di lui e contro il suo governo, ordita non si sa bene da chi, ma – lascia intendere – con una partecipazione incrociata della magistratura italiana, dei giornali di vari paesi e persino del sito internet americano Wikileaks. A tenergli bordone, in una conferenza stampa governativa a più voci, è stato il ministro degli esteri Fantini. Ed ecco, dunque, i “pilastri” della congiura delineata – con accostamenti aberranti e arbitrari – dal Cavaliere, che, vedendo traballare il suo potere, mette in atto ogni sorta di arma di pressione: 1. La campagna di denigrazione sui mass media di mezzo mondo, con le immagini dell’immondizia

E’ toccato al ministro Frattini raccontare la trama del “complotto” che invadono le strade di Napoli o quelle del crollo di Pompei. 2. L’annuncio di Wikileaks di prossime rivelazioni sulla politica estera degli Stati Uniti, che riguarderebbero – come è ovvio – anche l’Italia. 3. Addirittura l’inchiesta aperta

daIla Procura di Roma sull’Enav, un’inchiesta che viene definita da Berlusconi “criminale” perché potrebbe investire una struttura come la Finmeccanica di cui l’Italia deve andar fiera. Siamo in presenza, insomma, di una offensiva senza esclusione di colpi e con un messaggio preoccupante, lanciato in pasto all’opinione pubblica irresponsabilmente, senza valutare l’impatto che esso può avere. Soprattutto lasciando intendere che a condurre la regia vi possa essere “una figura che gode di prestigi internazionale e che mira a sostituirsi a Berlusconi al vertice del governo”: c’è chi azzarda il nome di Draghi, chi quello di Montezemolo. C’è da giurarci che finiranno ben presto nel tritacarne dei giornali di regime: Giornale, Libero, il Tempo.

Corteo Cgil. Primo bagno di folla per la Camusso Si e' ferito al labbro giocando a basket il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e la ferita e' stata suturata con 12 punti. Nella partita amichevole organizzata il giorno dopo il Thanksgiving, Obama e' "stato inavvertitamente colpito da una gomitata", ha spiegato il capo ufficio stampa della Casa bianca Robert Gibbs. (segue) Subito dopo lo scontro in partita, giocata con l'inseparabile consi-

gliere personale Reggie Love e altri membri della sua famiglia, il presidente e' stato medicato e suturato "dallo staff medico della Casa Bianca", ha aggiunto Gibbs nella nota che precisa come per Obama sia stato utilizzato un filo di sutura molto piu' sottile del normale che fa aumentare il numero dei punti ma li rende piu' forti, garantendo una cicatrice piu' piccola. Mentre veniva ricucito,


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MarChIoNNe

teraMo

sabato 27 novembre 2010

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INChIeSta eNav

I suv di Jeep e alfa a puerpera dissero costruiti a Mirafiori che il feto era morto

Corruzione e frode, indagati vertici e manager

I modelli che verranno prodotti a Mirafiori saranno "vetture di punta di Jeep e Alfa Romeo, i marchi più internazionali che abbiamo nei nostri due gruppi e che hanno potenzialità di sviluppo sul mercato globale". Marchionne ha spiegato nell’incontro coi sindacati, che "portare la nuova piattaforma americana a Mirafiori vuol dire garantire allo stabilimento la possibilità di produrre fino a 250mila-280 mila vetture l'anno. Significa più di 1.000 auto al giorno". "Noi siamo disponibili - ha detto Marchionne - a partire subito per mettere in pratica il progetto per Mirafiori. Se lo finalizziamo in tempi rapidi, saremo in grado di adeguare l'impianto alle nuove produzioni nel giro di un anno e mezzo. In questo modo, potremo rispettare i tempi per il lancio commerciale “.

Perquisizioni sono state eseguite ieri mattina a Roma negli uffici dell'Enav e nelle società che hanno ricevuto appalti da parte dell'ente nell'ambito dell'inchiesta sul maxi riciclaggio svolta dalla Procura di Roma che ha coinvolto alcune società telefoniche. L'operazione è svolta dai carabinieri del Ros e dalla Guardia di Finanza. Le indagini condotte dalla Procura di Roma puntano ad accertare eventuali fatti di corruzione e frode fiscale. Nell'ambito dell'inchiesta sono indagati il presidente dell'Enav Luigi Martini, l'ad dell'ente Guido Pugliesi, la responsabile della Selex sistemi integrati, Marina Grossi, moglie del presidente di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini, e Lorenzo Borgogni, manager di Finmeccanica (indagato per il suo ruolo in una delle società perquisite). L'inchiesta sull'Enav si intreccia anche con quella su Finmeccanica, indagine questa che verte su una presunta attività di riciclaggio che ruota attorno all'acquisizione della società Digint da parte di Gennaro Mokbel. In particolare su Enav la Procura di Roma ha aperto due fascicoli ed entrambi configurano l'ipotesi di falso in bilancio. Un fascicolo è al vaglio del pm Emanuele Di Salvo e sarebbe stato aperto dopo le dichiarazioni di un ex dipendente dell'Ente: l'attività degli inquirenti si sarebbe concentrata sull'acquisizione da parte dell'Enav del ramo di azienda Vitrociset.

Studenti ancora in piazza

CataNIa

Rubò e travolse con un camion un autista Arrestato dalla polizia La squadra mobile di Catania ha arrestato Damiano Giovanni Palermo, il presunto omicida di Salvatore Niesi, il camionista 35enne travolto nel tentativo di impedire il furto del suo furgone. Niesi era sceso dal suo mezzo e si era fermato in un bar della zona industriale di Catania. Mentre prendeva il caffè aveva notato una persona alla guida del suo camion e si era messo davanti al mezzo per bloccare il ladro, ma era stato trascinato per 250 metri. Dopo l'arresto, si è costituito anche il complice di Damiano Giovanni Palermo. L’uomo avrebbe seguito il camionista a bordo di una Panda.

Grave denuncia di una donna di 35 anni di Teramo, cui dissero che il bambino che aveva in grembo era morto e che doveva urgentemente sottoporsi ad un raschiamento. Il giorno dopo, invece, il suo ginecologo le disse che il figlio che aspettava era sano e che la sua gravidanza procedeva regolarmente. L'episodio è avvenuto al pronto soccorso dell'ospedale Sandro Pertini di Roma, dove la donna si era recata dopo un malore. L''avvocato della donna, Francesca Vancheri, ha presentato una diffida e valuterà insieme alla sua assistita se sporgere denuncia. ''Hanno fatto una cosa di una gravità inaudita, non la passeranno liscia perché io andrò fino in fondo”.

e’ continuata anche ieri la oltranza la protesta degli studenti contro il ddl Gelmini. Un migliaio di studenti, tra giovani universitari e ragazzi delle superiori, hanno occupato la stazione ferroviaria di Genova Principe. Poco prima gli studenti avevano dato vita a un corteo nel centro cittadino, aprendo la manifestazione con lo striscione "Nell'ignoranza la sottomissione, nella conoscenza la ribellione".

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L’OnOmasticO Bernardino

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Direttore responsabile: Ennio Simeone Redazione tel. 06 86293192 Indirizzo e-mail: redazione@altroquotidiano.it Registrazione del Tribunale Roma n..343/08 del 18 settembre 2008 - Registrato al ROC Editrice: GECEM (Gestione Cooperativa Editoria Multimediale) - Presidente:Stefano Clerici Vicepresidente Eloisa Covelli. Consigliere: Fidalma Filippelli

Direttore editoriale: alessandro Cardulli Sede legale: Via Aldo Sandulli 45, Roma Partita Iva 09937731009

Il suo nome era Giovanni amici e nacque nel 1421 a Fossa. Primeggiò negli studi che si potevano frequentare allora, si addottorò in Giurisprudenza ed a 21 anni entrò tra i Frati Minori dell’osservanza nel 1445, cambiando il nome di Giovanni in quello di Bernardino, venne aggiunto il luogo di nascita, così diventò Fra’ Bernardino da Fossa.

accadde Oggi 1940: antonescu Il 27 novembre 1940 in romania, le Guardie di ferro del generale Ion antonescu arrestano e giustiziano oltre 60 degli aiutanti del re in esilio Carol II di romania.


VentiquattrOre

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StraGe DI BreSCIa

Maroni: “Possibile modificare la legge sul segreto di Stato” “La legge sul segreto di Stato se si vuole può anche essere cambiata”. Lo afferma il ministro dell'Interno Roberto Maroni commentando la proposta dei familiari delle vittime della strage di Piazza della Loggia di togliere il segreto di Stato. “Sono sempre per la totale trasparenza aggiunge - anche se questa decisione specifica non e' di competenza del mio ministero”. “Il segreto di Stato esiste in tutti i Paesi, non per coprire indagini o qualcuno, ma per ragioni di sicurezza nazionale”. Le parole di Maroni sono state accolte con soddisfazione anche da alcuni esponenti dell’opposizione. “Solo così si potranno risolvere i tanti misteri italiani”.

IL PIaNo DeL GoverNo

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CoMPeteNze

Napolitano ha firmato il decreto corretto sui rifiuti in Campania

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha emanato il decreto legge recante “Disposizioni relative al subentro delle amministrazioni territoriali della Regione Campania nelle attività di gestione del ciclo integrato dei rifiuti” nel testo definitivo trasmesso dalla presidenza del Consiglio dei ministri che tiene significativamente conto delle osservazioni e delle richieste di chiarimento formulate dal capo dello Stato. Le correzioni riguardano l’affidamento alla Regione del coordinamento dello smaltimento dei rifiuti e l’alternativa alle discariche che erano state abolite: materia sulla quale aveva protestato la Carfagna entrando in conflitto con Alessandra Mussolini.

vIeNI vIa CoN Me

CoNGreSSo aNM

Promessi al Sud Fazio e Saviano: «Niente da replicare» 80 miliardi

I magistrati : maggiore rispetto e autonomia

Ai blocchi di partenza il Piano per il Sud: conterà su risorse per 80 miliardi di euro e punterà sulle infrastrutture, dalle ferrovie a nuove scuole, sulla fiscalità di vantaggio e sulla Banca del Mezzogiorno. Tutto in un documento e due decreti, uno ministeriale e uno legislativo. Il Piano è stato presentato ieri dal premier Silvio Berlusconi e da quasi l’intero governo alle parti sociali. Il Sud è “un problema nazionale”, ha detto il presidente del Consiglio, annunciando “provvedimenti sostanziosi” e la “concentrazione di fondi su iniziative strategiche per non disperdere le risorse in mille rivoli”. Questo Piano è “una parte qualificante, la base del Piano che l’Italia presenterà all’Europa”, ha sottolineato il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Tra gli “elementi chiave” del Piano, come emerge dalla bozza del documento, figura la Banca del Mezzogiorno, progetto fortemente voluto da Tremonti.

“abbiamo assistito, a una serie di interventi episodici e contingenti dettati dall’esigenza di risolvere situazioni legate a singole vicende processuali e sempre mirati a limitare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura”. Dal palco del 30/mo congresso dell’associazione nazionale magistrati il presidente Luca Palamara mette sotto accusa la politica della giustizia del governo. Nel mirino c’e’ non solo l’annunciata riforma costituzionale ma anche i “non meno insidiosi progetti di legge ordinaria in materia di intercettazioni, processo breve e polizia giudiziaria svincolata dal pm”. “Queste riforme, accusa il leader del sindacato delle toghe, non serviranno “assolutamente” a far durare meno i processi perché la loro finalità e “ridisegnare i rapporti tra politica e magistratura alterando le attuali divisioni tra poteri dello Stato così come delineate dal Costituente nel 1948?. Se si separano le carriere e si va verso un doppio Csm, si avrà inevitabilmente un ritorno al passato con l’assogettivazione del pm all’esecutivo”.

alla direzione della rai, che sollecita la concessione di un “diritto di replica” anche per i casi englaro e Welby, trasmessi nella scorsa puntata di “vieni ia con me”, Fazio e Saviano replicano, giustamente, che non c’è nyulla da replicare. «Noi raccontiamo storie di persone».

CoSe DI QUeSto MoNDo

Facebook vuole brevettare la parola Face

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resto la parola "face" (faccia) su Internet avrà un "padrone". Facebook è infatti a un passo dal garantirsi l'uso esclusivo del termine sul web, facendolo diventare il suo nuovo marchio. La notizia, rivelata dalla Bbc, ha fatto subito tremare i colossi della Rete, preoccupati per quello che potrebbe accadere. Se verrà concessa la registrazione, il marchio potrà essere usato solo sul web, minac-

ciando gli altri prodotti che utilizzano la parola "face". Al momento il termine non è ancora di proprietà di Facebook, ma presto la diatriba a riguardo potrebbe essere molto serrata. L'ufficio brevetti statunitense avrebbe richiesto una dichiarazione di utilizzo della parola, pretendendo chiarimenti circa il futuro utilizzo dell'eventuale marchio.Se Mark Zuckeberg, patron della società che conta

quasi 600 milioni di utenti nel mondo, riuscirà nell'impresa segnerà un ulteriore successo al suo palmares. Reazioni ufficiali dai concorrenti, per ora, non ce ne sono, ma i primi a drizzare le antenne sono stati i vertici di Cupertino. A rischio, infatti, sembra esserci anche Facetime di Apple, l'applicazione che consente le video-chat ai possessori dei prodotti della Mela.


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Fiat. Marchionne pronto a trattare ma ripropone il modello Pomigliano E

’importante che l’amministratore delegato del Gruppo Fiat abbia indicato un progetto per produrre a Mirafiori auto e suv di classe superiore (segmenti C e D), anche se non prima della fine del 2012, con la tutela dell’occupazione. Rimane, per la Fiom, la richiesta di un tavolo di confronto generale su tutto il piano “Fabbrica Italia” per dare risposte e prospettive a tutti gli stabilimenti del nostro Paese. a Fiom è assolutamente determinata e interessata a far partire un vero negoziato, senza preconcetti, rispettoso della dignità del lavoro, del contratto e delle leggi, verificando fino in fondo le disponibilità di “ripartire da un foglio bianco”, espresse all’inizio dell’incontro di questa mattina a Torino, dall’Amministratore delegato del Gruppo Fiat, Marchionne. e proposte avanzate dalla Fiat nella seconda parte dell’incontro, sono però in contraddizione con tali disponibilità, in quanto sono stati ribaditi su molti punti contenuti e logiche dell’intesa separata realizzata per Pomigliano d’Arco (Napoli), fino alla costituzione di una newco, che notoriamente sono state giudicate dalla Fiom non accettabili.

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impianti di cui in un caso si arriva a proporre addirittura un turno di 10 ore giornaliere”. a Fiat ha poi indicato la volontà di intervenire sul trattamento di malattia, denunciando per Mirafiori un alto tasso di assenteismo portando come esempio positivo il basso tasso di assenteismo di Pomigliano. Non era forse fino a ieri l’assenteismo il problema che non permetteva di fare gli investimenti a Pomigliano? n ogni caso la Fiom, nel rispetto del mandato ricevuto nelle assemblee, avanzerà delle proposte per coniugare al meglio gli investimenti, la capacità produttiva di Mirafiori, i diritti e la tutela delle condizioni di lavoro e di salute delle lavoratrici e dei lavoratori. er la Fiom, una delle condizioni irrinunciabili per svolgere un vero negoziato, rimane il pieno coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori, al fine di assumere tutte le decisioni necessarie per realizzare un accordo condiviso e rispettoso del Contratto nazionale e dei principi costituzionali.

Le condizioni per L un vero negoziato di

Maurizio laNdiNi*

Ieri l’amministratore delegato della Fiat, Marchionne, ha incontrato i sidacati (tutti) esponendo il piano per produrre fino a 280.000 vetture l’anno dello stabilimento di torino (ne riferiamo a pag. 2). Pubblichiamo un commento del segretario generale della Fiom.

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a Fiat ha, infatti, proposto per Mirafiori la costituzione di una nuova società con riassunzione individuale dei singoli dipendenti, 120 ore di straordinario obbligatorio per ogni dipendente, la riduzione

delle pause per gli addetti alle linee di montaggio, lo spostamento della pausa mensa a fine turno in due casi su tre, “le clausole di responsabilità sugli accordi raggiunti, degli schemi di utilizzo degli

*segretario generale Fiom-Cgil

L’incognita delle “autorità terze” della Gelmini segue dalla 1° pagina Ma è tutto oro quello che luccica? Che cosa prevede questa benedetta (o maledetta) riforma universitaria? Siamo andati a dare un'occhiata sul sito governo.it, chiedendo una ricerca relativa alla riforma universitaria. Abbiamo così scoperto che il decreto approvato a suo tempo prevede, tra l'altro : "Entro sei mesi dall'approvazione della leggeŠsarà adottato un codice etico; ci sarà un nucleo di valutazione d'ateneo a maggioranza esterna; saranno gli studenti ad esprimere una valutazione dei professori, determinante per l'attribuzione dei fondi alle università da parte del mini-

steroŠ forte riduzione delle facoltà (al massimo 12 per ciascun ateneo); l'abilitazione nazionale sarà la condizione per l'accesso all'associazione e all'ordinariatoŠl'attribuzione dell'abilitazione avverrà in base a criteri di qualità, stabiliti con decreto ministeriale; sarà netta la distinzione tra reclutamento e progressione di carriera: entro una quota prefissata (1/3) i migliori docenti dell'ateneo che conseguono l'abilitazione nazionale al ruolo superiore potranno essere promossi con meccanismi meritocratici Ma chi sono queste autorità "terze" (di cui la Gelmini parla su Youtube) che dovranno dare i voti e decidere sul futuro di insegnanti e studenti? Che cosa è il "nucleo di valuta-

zione d'ateneo a maggioranza esterna"? E' una sorta di privatizzazione delle università, come temono in molti? Oppure abbiamo deciso (magari) che a giudicare le nostre università siano professori Cambridge o della Sorbona? La verità è che il ministro Gelmini lancia su internet un messaggio agli studenti il cui senso, detto alla romana, è questo: "Dovemo fà a fidasse". Niente di personale, per carità, ma oggi, cara Gelmini, chi si può fidare di un governo che va in giro col pallottoliere per capire se passerà il Natale? Noi certamente no. Ma pensiamo neanche la maggioranza degli studenti. Stefano Clerici


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Settegiorni

di Alfiero Grandi

Euro: la speculazione attacca, il governo guarda opo la Grecia la speculazione finanziaria attacca l’Irlanda e D nessuno può affermare seriamen-

te che sia finita qui, perché il vero obiettivo potrebbe essere l’euro. Del resto sia il Presidente europeo che la Cancelliera tedesca hanno parlato esplicitamente di pericolo per l’euro. Se dovessero entrare in sofferenza anche Portogallo e Spagna la situazione diventerebbe seria per l’area euro e per l’Europa. Dopo la crisi finanziaria, iniziata nel 2008, era necessario introdurre nuove e ferme regole in grado di controllare e guidare i mercati finanziari. E’ mancata la determinazione per farlo e ora la speculazione si sente di nuovo forte e attacca le finanze pubbliche, che pure sono peggiorate proprio per salvare le banche e quindi i mercati finanziari. Sarebbe un errore sottovalutare il significato del salvataggio dell’Irlanda, anche se si tratta di un paese che non ha un grande peso in Europa. erché si è arrivati alla crisi finanziaria ? Perché la struttura dei mercati finanziari è fuori controllo, complice la possibilità di rapido spostamento dei capitali e il ricatto che questo rappresenta. Perché le banche lucrano (soprattutto) dalle attività finanziarie, di qualunque tipo, comprese quelle più azzardate. Perché chi dovrebbe attestare la veridicità dei conti (agenzie di rating) non garantisce nulla, perché chi dovrebbe controllare non lo fa o non ha gli strumenti per farlo. restare denaro ad ogni costo e in quantità sempre maggiori fosse anche per tentare mirabolanti guadagni speculativi sono state le droghe dei mercati finanziari. Quando il gioco è finito le conseguenze non sono state solo finanziarie, ma è l’economia reale che ha subito un contraccolpo pesantissimo e la crisi si è propa-

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gata all’intero sistema economico. Per salvare le banche gli stati hanno dovuto trovare ingenti risorse. a crisi, secondo l’amministratore delegato della Borsa di Londra, è costata all’Europa una cifra impressionante: almeno 3.900 miliardi di euro, buona parte dei quali usciti dalla casse pubbliche per sostenere in vario modo il sistema bancario e cercare così di evitare il blocco dell’intera economia. L’aiuto al sistema bancario poteva essere diverso, purtroppo la via scelta è stata fare un grande regalo alle banche, che di fatto finanziano la speculazione con i soldi pubblici ricevuti. e conseguenze sull’economia reale sono state: meno consumi, meno occupazione, meno attività economica, in una parola: recessione. Il tenore di vita di buona parte delle persone è regredito e oggi sta peggio di prima della crisi. Non prima del 2015 l’economia non tornerà alla situazione pre-crisi. Le finanze pubbliche sono peggiorate rapidamente (ad esempio il debito pubblico italiano passerà dal 105 % del 2007 al 120 % del 2011) non solo per gli aiuti dati alle banche ma anche per effetto della recessione economica. La Grecia è vittima dei conti falsi del Governo di destra ma anche della recessione e i tagli decisi per soddisfare le condizioni poste per l’aiuto dall’Europa porteranno conseguenze pesantissime sulle condizioni di vita, soprattutto della parte più debole. ’ incredibile che i prestiti fatti alla Grecia e ora all’Irlanda per alcuni Stati prestatori, vedi Germania, siano un guadagno visto che faranno pagare interessi doppi rispetto a quanto costa loro indebitarsi sul mercato. Anche nel caso Irlanda le misure sono socialmente molto pesanti. In 3 anni il 10 % del PIL. Le risorse europee necessarie per salvare prima la Grecia e poi l’Irlanda

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sono rilevanti, se poi dovessero seguire Portogallo e Spagna la cifra complessiva diventerebbe veramente importante. Speriamo che l’Italia resti fuori dall’occhio del ciclone, ma ogni sicumera è fuori luogo perché la speculazione ha intrapreso in grande stile l’attacco ai deficit pubblici degli stati europei perché purtroppo non sono state tagliate le unghie alla speculazione. l governo italiano si è distinto per non avere tentato alcuna iniziativa. Di più, si è tenuto ben lontano da quelle tentate da altri. La crisi delle finanze pubbliche dei paesi più esposti dell’Europa porterà a tagli che renderanno questi paesi ancora più deboli, con un’economia più asfittica e ridotta, socialmente più ingiusta. A tagli seguiranno altri tagli. Nei paesi più esposti ci sono proteste sociali importanti che dovrebbero richiamare l’attenzione di tutta l’Europa ed è un grave errore di miopia pensare che tanto i problemi riguardano altri. ueste importanti risorse potevano essere impiegate diversamente ? Ci sono altre vie per affrontare la crisi ? Certamente. Un conto è tagliare su un’economia in crisi, altro è aiutare la ripresa economica e utilizzare una parte delle risorse così create per ridurre il debito pubblico. In Europa sono state avanzate proposte interessanti sia per sterilizzare la parte di debito pubblico in più creata dalla crisi (un fondo garantito dalla tassazione sulle transazioni finanziarie) sia per aiutare la ripresa e l’occupazione (un fondo europeo ad hoc). Purtroppo queste proposte non sono nemmeno state prese in considerazione. Neppure la sinistra europea riesce a sostenere una via alternativa, o almeno non con la forza necessaria. uesto lascia campo libero alla risposta liberista e di destra che oggi ha nella Germania il suo campione. La Germania sta

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meglio degli altri paesi europei. Non dovrebbe essere dimenticato che Tremonti è arrivato a dire che l’Italia stava creando meno debito pubblico della Germania. La Germania ha deciso che vuole difendere anzitutto le sue esportazioni e che gli altri paesi dell’euro debbono pagare in proprio le loro difficoltà. Il risultato è che si spenderanno montagne di denaro per peggiorare le condizioni di vita. Di certo la Germania oggi non privilegia l’orizzonte europeo. E’ una linea miope ma purtroppo per ora è così. Di qui la pressione per cambiare i trattatti europei e le regole di finanza pubblica. In pratica è un allargamento delle regole tedesche, ma non dell’economia tedesca, che in buona parte scaricano la tenuta della Germania sul resto dell’Europa. ’Italia è prossima ad un debito del 120 % del PIL, dopo una recessione dell’8 % in 2 anni che ha ridotto le entrate pubbliche. Essere, per ora, fuori dall’occhio del ciclone non è una buona ragione per sottovalutare la situazione. Il governo italiano è stato corrivo alla linea tedesca e ha raccontato agli italiani che le nuove regole sul debito pubblico, di stampo tedesco, sono gestibili dall’Italia. Balle. Se prevarrà questa linea monetarista e conservatrice l’Italia vedrà i sorci verdi, perché dovrà rientrare in velocità entro il 60 % del debito pubblico. Rispettare il 3 % di deficit non basterà più. Entro dicembre 2010 sapremo cosa il resto dell’Europa si aspetta dall’Italia. Si tratta, secondo alcune indiscrezioni, di 25 miliardi di tagli. Si può determinare una situazione sociale grave, anche senza arrivare al rischio default, come dimostra il Portogallo che sta cercando di farcela da solo al prezzo di drastici tagli. Il problema è che non emerge una linea alternativa in Europa. l Ministro Tremonti sembra essere, in realtà, il più pessimista sul futuro dell’attuale Governo Berlusconi. Infatti ha predisposto la legge di stabilità (ex finanziaria) solo per metà dell’anno prossimo e ha sostanzialmente accettato i vincoli finanziari di stampo tedesco che graveranno sui futuri Governi italiani. ome a dire: tanto toccherà ad altri provvedere. Il centro sinistra, uso questo vocabolo impreciso, deve prepararsi non solo alle primarie ma ad avere idee chiare su cosa fare e non sarà una passeggiata..

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Di fronte ai fermenti in atto

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migLiOre deL giOrnO

GRANDE COALIZIONE CERCASI (PRESTO) di

NuCCio Fava

La scena è dominata dal grande movimento di studenti e ricercatori che scuote il paese da Palermo a Torino e dall’annuncio di provvedimenti rilevanti per il Mezzogiorno, compresa finalmente la Banca per il sud. Sia per la scuola sia l’università vengono in luce ritardi e responsabilità di lunga durata, che diventano addirittura bibliche in relazione a responsabilità e omissioni delle classi dirigenti riguardo al dualismo, sempre più grave, nord- sud. Se collochiamo le due questioni, come sarebbe doveroso, nel contesto delle sfide e dei rischi della situazione europea, è possibile cogliere con più nettezza la posta in gioco: il futuro delle nuove generazioni, legato a quanto si riuscirà a realizzare- nonostante la crisi in atto- per l’avvenire di tutto il nostro sistema formativo e il mondo della ricerca; in secondo luogo decisive risulteranno le scelte per lo sviluppo del Mezzogiorno, compresa un’efficace politica del credito, non assistenzialistica e clientelare, ma in grado di favorire iniziative produttive durature, sottratte agli infiniti tentacoli delle mafie e della

corruzione anche politica. Siamo dinnanzi dunque a scadenze cruciali, da cui può dipendere la stessa tenuta unitaria del Paese, che si governa senza un dialogo significativo con i giovani e il mondo della ricerca, né ignorando il rischio di due Italie, del nord e del sud, sempre più distanti e non ricomprese in un disegno unitario. Invece delle troppe chiacchiere sul tappeto, con un presidente del consiglio che dichiara che le elezioni sarebbero irresponsabili e che al tempo stesso il suo governo è inamovibile nonostante i ripetuti voti negativi per la maggioranza, sarebbe necessario- a cominciare proprio dal Cavaliere- di prendere atto della situazione ed aprire anche formalmente la crisi. Se si ha a cuore davvero il bene del paese si favorisca, con atteggiamento costruttivo e senso di responsabilità, un governo di grande coalizione, come sperimentato più volte in Germania. Superata la tempesta e in condizioni meno rischiose, si potrà affrontare serenamente le urne confidando, nonostante tutto, sulla capacità di valutazione e di scelta dei cittadini.

Studenti dell’aquila Anche noi abbiamo manifestato Ieri mattina anche a L’Aquila, come in tutti gli altri Atenei italiani, l’Udu ha intrapreso azioni di protesta contro il DDL Gelmini. Nonostante le tante vertenze derivanti dalle criticità territoriale, già dal grande corteo del 17 novembre gli studenti dell’Aquila stanno sostenendo anche le proteste nazionali. Blitz si sono svolti in tutta la città: sui tetti delle Facoltà di Scienze, Medicina, Lettere e presso il salone dello studente un gran numero di studenti ha attaccato e srototolato striscioni per chiedere il ritiro immediato del DDL . Grande partecipazione all’interno delle facoltà e anche nel salone dello studente, presso la

guardia di finanza di Coppito, dove è stato messo uno striscione :”città militare o città dei saperi”. Oggi saremo a Roma, con gli studenti e il mondo dell’Università, insieme al grande corteo della Cgil, in un appuntamento che per l’Università sarà una grande occasione per esprimere il dissenso contro il DDL Gelmini. Il DDL va ritirato, l’Udu e gli universitari continueranno anche la prossima settimana e poi ancora prima dell’approvazione definitiva per salvare l’Università pubblica e il Diritto allo studio. Unione degli universitari L’Aquila

Marassi sul “Mattino”

Piano per il Sud La bufala governativa

E’ una operazione scandalosa, di pura facciata, che fa girare le stesse risorse, come le vacche di Fanfani. Il Piano per il Sud è l’ennesima presa in giro di un Governo che al Nord manda 20miliardi in contanti per le infrastrutture e al Sud destina clamorose bufale. Eccole in dettaglio: Incentivi alle imprese: Il Fondo Jeremie Mezzogiorno utilizzerebbe i fondi strutturali (quindi soldi già presenti ed operativi, niente di aggiuntivo). ricerca, innovazione e istruzione: Secondo la nota di Palazzo Chigi ammontano a 12,5 miliardi di euro i fondi destinati alla ricerca, allo sviluppo tecnologico e all'innovazione, si tratta delle risorse che rientrano nell'ambito della politica di coesione 20072013. Legalità: assolutamente aria trita e ritrita. Nessuna novità e nessuna risorsa. Grandi opere: al solito il Governo parla di alta-velocità al sud, della Salerno-Reggio Calabria, di strade ed autostrade ponti e ferrovie ma non indica alcuna risorsa certa, non prevede tempi e modi di realiz-

zazione, in sostanza anche qui tutto è soltanto fumo. Servizi pubblici locali: il Governo qui addirittura rinuncia ad ogni intervento dello Stato e rimanda alla gestione dei privati settori fondamentali come l’acqua ed i rifiuti. Franco Laratta deputato del Pd

Boicottiamo le radio che boicottano la musica italiana

Il Mei attua lo sciopero contro le radio e invita a non sintonizarsi sui network che boicottano la musica italiana. Dal momento che non c'e' stato nessun segnale di apertura da parte delle radio nei nostri confronti, che smentisca quanto sostenuto da tutto il mondo della musica italiana, dai piccoli artisti indipendenti fino a tanti big italiani, invitiamo gli ascoltatori ad attuare uno sciopero contro i grandi network radiofonici privati nazionali nei giorni del Mei di sabato 27 e domenica 28 novembre e invitiamo a non sintonizzarsi sulle radio che boicottano la nuova musica italiana. Giordano Sangiorgi organizzatore del Meeting degli indipendenti, Faenza


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argOmenti

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sabato 27 novembre 2010

7

Il CdA Rai e “Vieni via con me”

L’editto che imbavaglia

Il problema non è se, per l’occasione, la associazioni pro vita saranno in qualche modo presenti nell’ultima puntata di “Vieni via con me”. Certo è cosa grave, forse impossibile in qualsiasi altra televisione di un paese demoratico. Ma questa volta davvero il consiglio di amministrazione della Rai, a maggioranza berlusconiana, ha superato se stesso con l’aiuto del consigliere dell’Udc. Si è messo sotto i piedi le regole minime che garantiscono libertà e autonomia dell’informazione. Nessun editore si era mai permesso nel nostro paese di intervenire, perlomeno pubblicamente, nel merito di un programma o di una testata giornalistica per dire cosa si deve dire, scrivere, far conoscere, chi deve partecipare. Perfino Berlusconi, editore per eccellenza, nega di fare pressioni sui giornali di famiglia o collegati. Si parla di “risarcimento” dovuto alle associazioni pro vita, di “ replica” a quanto hanno detto nella seconda puntata Peppino Englaro e Mina Welby. Replica a che? Hanno raccontato due storie dolorose, di una figlia di e di un marito: non hanno offeso nessuno, non hanno diffamato nessuno, non hanno calunniato nessuno, non hanno affermato cose false, non hanno chiamato in causa le associazioni per la vita, non hanno inneggiato alla morte. Allora ? L’ironia della Dandini: più di un miliardo i punti di vista La realtà è che con quella votazione da cui si sono dissociati i consiglieri in carico Pd, Van Straten e Rizzo Nervo, si è emesso un editto che imbavaglia l’informazione, quella poca che rimane...Anzi la vieta proprio perché nessun programma può, se questa linea passasse, mandare in onda servizi, inchieste senza che qualcuno si alzi in piedi e dica “vengo anch’io”. Spiace che in questo schieramento si sia trovato anche il pre-

Si fanno paladini del silenzio proprio quegli esponenti della maggioranza che aveva tagliato i fondi destinati ai malati di Sla di

alESSaNdro Cardulli

non si parla. Però si danno le notizie relative all’editto di alcuni ministri che vogliono impedire ai Comuni di mettere nero su bianco le volontà dei loro cittadini, il testamento appunto, il rifiuto di terapie che privano la persona della sua dignità. Se la Rai facesse davvero informazione forse le associazioni pro vita non avrebbero avuto bisogno di cercare spazio in questo programma, ripetiamo, da diecimilioni di telespettatori. Spazi possibili per i racconti delle associazioni pro vita

sidente della Rai che ha espresso il suo voto favorevole. Spiace, ma questo voto aggrava la situazione. E’ il segno delle pressioni che sulla Rai vengono esercitate; la campagna dell’Avvenire, il giornale dei Vescovi, che ha messo nel mirino “ Vieni via con me” perché aveva portato di fronte a dieci milioni di telespettatori temi certo difficil, ma di grande interesse popolare, è un segnale chiaro che viene dall’altra sponda del Tevere. Riassume bene Serena Dandini il problema che nel corso del programma “Parla con me”, mostra ai telespettatori questo messaggio: "Attenzione - Vi avvertiamo che esistono 1.438.932.587 punti di vista differenti per qualsiasi opinione o idea ascolterete all'interno di questo programma". Il cartello di coda riprende : "Attenzione Vi avvertiamo che esistono 1.438.932.587 punti di vista differenti per qualsiasi opinione o idea abbiate ascoltato all'interno di questo programma".

Una clamorosa autorete del consiglio di amministrazione rai La maggioranza del consiglio di amministrazione della Rai non solo si è reso responsabile di un atto che può paralizzare l’informazione del servizio pubblico ma ha commesso anche una formidabile autorete. Ha firmato, di fatto, una dichiarazione in cui si confessa che ben poca attenzione viene data dalla più grande azienda della informazione, dello spettacolo e della cultura ai problemi reali, quelli che la gente avverte, i grandi avvenimenti che toccano la coscienza, i diritti, le libertà della persona. A volte se ne parla, ma solo quando diventano cronaca, il “fattaccio”, oppure sono motivo di scontro fra le forze politiche o vedono l’insorgere di pulsioni delle gerarchie ecclesiastiche. Poi più niente, l’oblio. Eluana e Welby, nomi da dimenticare proprio mentre è ancora in piedi la legge sul testamento biologico di cui, appunto,

Del resto finalmente si parla di lotte degli operai e degli studenti perché hanno adottato forme inusuali per far conoscere quanto sta avvenendo nelle fabbriche e nelle scuole, nell’università. I tetti e le terrazze, le gru, sono così diventati una sorta di sala stampa. Ma è questo un paese normale? Ci pare giusto che le associazioni pro vita facciano conoscere i loro problemi, parlino di quanto fanno per alleviare, se possibile, le sofferenze dei loro cari, la disperazione per non poter fare di più, la speranza che la vita possa tornare a scorrere. Fa specie che si facciano paladini di questa esigenza esponenti politici che fanno parte di quella maggioranza che taglia i fondi per i disabili e aveva eliminato quelli per coloro che sono affetti da Sla. La Rai ha tutte le possibilità di far conoscere storie, di raccontare, di informare insomma su un mondo del dolore. Gli spazi ci sono tutti. Basta palare un po’ meno del delitto di Avetrana che occupa tutti i pomeriggi, oppure suggerire alla Ventura che al posto delle “schedine”, immobili fanciulle seminude che lanciano sguardi assassini, racconti una storia italiana, di un paese vero, che c’è. Magari parlando anche di calcio. Si dirà: ma la domenica ci vuole allegria, niente tristezze, meglio le ragazzette. Diceva Mike Buongiorno: “Allegria!”. Ma erano altri tempi e parlava di altro.


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Stadi & dintOrni

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sabato 27 novembre 2010

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Anteprima campionato Fuori dal terreno di gioco le dispute più aspre

Se la Lega (calcio) mette a rischio l’autonomia arbitrale di

GiuSEppE MariCoNda

Autonomia a rischio per gli arbitri, polemiche sul contratto dei calciatori con lo sciopero ancora da scongiurare, presidenti non contenti della visibilità offerta dal pallone che annunciano la volontà di scendere in campo (politico): insomma il mondo del calcio tiene banco anche al di fuori del rettangolo di gioco. Eppure - sotto il profilo tecnico - questo turno di Champion's è stato ricco di soddisfazioni per le italiane: una Roma a due velocità che ha prima depresso poi esaltato migliaia di appassionati accorsi all'Olimpico, il Milan che riscopre Ronaldinho, oltre alla conferma del solito Ibrahimovic, l'Inter, infine, che risorge e si prepara per la finale mondiale di metà dicembre. Tutti argomenti da esaltare fantasia e speranze ed ecco profilarsi la protesta degli arbitri. Marcello Nicchi, presidente dell'Aia, denuncia: la Lega (quella del calcio, poi parleremo dell'altra... quella poltica) vuole togliere l'autonomia ai direttori di gara, proponendo nella riforma dello statuto che il designatore venga scelto non dai responsabili delle giacchette nere, ma dal presidente federale. Se questo fosse vero, aggiunge, si bloccherebbero subito i 30 mila e passa arbitri che garantiscono la disputa di circa 15 mila partite alla settimana in tutte le categorie. D'altra parte lo sciopero degli arbitri già è in atto in Scozia:

convocati i giudici di gara delle altre nazioni. Ma a Glasgow e dintorni i motivi sono altri: uno è quello che più appassiona gli scozzesi, che come è noto sono... parsimoniosi e ci tengono particolarmente alla ...sterlina. Arbitri compresi. All'euro, invece, ci tengono i calciatori italiani che in vista del rinnovo del contratto collettivo non chiedono solo garanzie economiche (almeno non tutti), ma vogliono evitare anche loro i rischi della precarietà. Per motivi tecnici o di infortunio che siano. Un tira e molla che dovrebbe trovare uno sbocco nella riunione convocata per il primo dicembre. Vedremo: ancora tanti i dubbi e i nodi da sciogliere. Dubbi che non ha più Maurizio Zamparini: il nodo del suo ingresso in politica l'ha già sciolto. Lui, veneto ma presidente del Palermo, si candida a capeggiare una specie- come dire -di altra Lega del sud, diversa forse da quella che ha in mente Gianfranco Miccichè.

Sud senza rappresentanti

Sull'operato di Silvio Berlusconi,infatti, è drastico Zamparini : "Non ha realizzato niente di quello che aveva promesso e questo paese ora muore di tasse, burocrazia, disoccupazione, e anche di assenza di liberta" che manca "quando si è spia-

ti, fotografati e per entrare in uno stadio si deve passare attraverso venti tornelli". Allora? Allora serve "un movimento di opinione che non è né di destra, né di sinistra. I problemi della gente non hanno né colore politico né ideologia. In Italia, continua Zamparini, c'é un solo un partito che è vicino alla gente ed è la Lega, ma è al Nord, il Sud è senza rappresentanza". Il legista del nord che prenderebbe a cuore le ragioni del sud? che dire? Aspettiamo Zamparini all'opera. Un solo rischio : le leghe potrebbero diventare troppe.

Con il pensiero ad abu Dhabi

Ma torniamo al calcio giocato con gli interessanti confronti dell'anticipo: il Milan a Genova contro i blu cerchiati si gioca tutta la credibilità conquistata con il primato in classifica e il passaggio del turno in Europa. E' vero la Samp senza Cassano non fa più tanta paura, ma Pazzini ha trovato grandi motivazioni ed è diventato il capo di un gruppo che, sembra, non conoscere ostacoli. L'ostacolo più duro per la Fiorentina si chiama da sempre Juventus e questa volta alle difficoltà della squadra viola si sommano i momenti di grazia di Krasic e di Del Neri. Juventus- Fiorentina va sempre ben oltre la sola partita di calcio, grazie alla

dichiarazioni , un tempo di Franco Zeffirelli, più recentemente di tecnici, giocatori che sono passati da un club all'altro e dirigenti viola. Un compito difficile quello assegnato al giovane, ma brillante arbitro Valeri di Roma. Domenica all'ora di pranzo toccherà all'Inter confermare di essere in salute (si fa per dire con tutti quegli infortunati...) dopo essere approdata al secondo turno della Champion's. Confermata ancora l'assoluta necessità di Cambiasso. Con lui in squadra non solo si riesce a ripartire rapidamente, ma lo si trova al posto giusto nel momento giusto. Una rapidità di movimento assolutamente ineguagliabile. E con un Cambiasso in forma, uno Sneijder che recupera anche senza Eto'o (che si è scusato per il gesto inconsulto di Verona) la squadra può puntare su Parma con qualche ambizione. Anche se ora si comincia già a pensare al “mondiale” di Abu Dhabi, ma le tappe di avvicinamento prevedono dopo Parma, Lazio e Werder Brema. A concludere la giornata calcistica il posticipo domenicale di Palermo, con la Roma, che non intende cedere alla lusinghe neo leghiste di Zamparini e non troverebbe nulla da ridire se, a fine partita, tifosi palermitani arrabbiati per l'esito dell'incontro cominciassero a urlare “Roma ladrona”. Leghisti vecchi e nuovi cambia poco...


to N ME E pl p Su

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CINEguida

Film in programmazione Benvenuti al Sud regia: luca Miniero con Claudio Bisio, alessandro Siani, angela Finocchiaro, valentina lodovini, Nando paone, Giacomo rizzo Remake della commedia francese, record di incassi, scritta, diretta ed interpretata da Dany Boon (al quale il film riserva un piccolo omaggio con una fugace apparizione), "Bienvenue chez le ch'tis" (in Italia uscita con il titolo di "Giù al Nord"). Il film sceneggiato da Massimo Gaudioso (coautore di "Gomorra") e diretto dal regista di "Incantesimo napoletano" sembra funzionare. Divertente, a tratti esilarante, soprattutto nella prima parte, quella che descrive la calata verso il Meridione da parte del brianzolo funzionario (Bisio) delle Poste Italiane. Con una certa abilità e sapienza la pellicola gioca su luoghi comuni e stereotipi sociali tra Nord e Sud che in questi ultimi anni una certa politica (quella leghista) ha alimentato. Ben dosato, molto attento a non valicare alcuni confini (forse il regista avrebbe potuto osare di più, visto il contesto), lontano dal trash dei vari cinepanettoni, il film mette in luce vizi e virtù degli italiani. Perplessità su un finale scontato e buonista. Buon cast di attori protagonisti che però appaiano meno credibili dei colleghi (di rango) con ruoli da caratterista.

Cattivissimo me regia: pierre Coffin, Chris renaud, Sergio pablos Delizioso cartone animato in 3D, blockbuster Usa della

scorsa estate, nel quale per la prima volta troviamo in veste di doppiatore il nostro Max Giusti, per nulla intimidito a dar voce ad un personaggio in America affidato al grande Steve Carrell. Il cattivissimo (ma poi si scopre non esserlo veramente fino in fondo) è un certo signor Gru, scienziato senza scrupoli che vive in un casa nera con un desolato prato sul davanti. Gru adora ogni genere di misfatto, è veramente malvagio e sta progettando un colpo davvero eccezionale, rapire la luna. E come è prassi, dietro ogni grande cattivo c'è sempre una mamma...criticona. Tutto questo fino a quando non si imbatte in tre piccole orfanelle che gli daranno filo da torcere, cercando in tutti i modi di farsi adottare.

dalla vita in poi regia: Gianfrancesco lazotti con Cristiana Capotondi, Filippo Nigro, Nicoletta romanoff, Carlo Buccirosso, Gianni Cinelli, pino insegno, Carlo Giuseppe Gabardini, arcangelo iannace Ruoli ed InterpretRosalba ama Danilo, un ragazzo che dovrà trascorrere parecchi anni in carcere. Per alleviargli la sofferenza della detenzione decide di scrivergli ogni giorno una lettera, dolce, appassionata, lirica. Ma tradurre in parole i suoi sentimenti non le riesce facile e ricorre all'aiuto di Katia, la sua amica del cuore, costretta a vivere su una sedia a rotelle. Katia si ritrova dunque a fare il "sugo”.

luca argentero, valentina ludovini e alessandro Gassman protagonisti di “la donna della mia vita”

Harry potter e i doni della morte (parte i) regia: david Yates con daniel radcliffe, Emma Watson, rupert Grint, Helena Bonham Carter, Michael Gambon, alan rickman, ralph Fiennes, Dopo la scomparsa di Silente, la forza distruttiva di Voldemort appare praticamente inarrestabile. Harry Potter ed i suoi due fedeli amici Ermione e Ron sono costretti scappare come fuggiaschi, braccati ovunque dalle forze oscure. La loro ultima speranza è quella di trovare e distruggere tutti gli horcrux e frenare in questo modo l’avanzata del Male. Come riuscirci quando tutto sembra ormai perduto?

i fiori di Kirkurk

regia: Fariborz Kamkari con Elisabetta pellini, Morjana alaoui, Ertem Eser Iraq, anni Ottanta, in pieno regime Saddam Hussein: Najla (Morjana Alaoui) è una dottoressa costretta a scegliere tra i suoi sogni e il rispetto delle tradizioni cui è legata la sua famiglia. Dall'Italia, dove ha studiato, Najla decide di tornare a Kirkuk alla ricerca del fidanzato coinvolto nella resistenza. L'amore, il tradimento e il destino dei due uomini intenzionati a sposarla, Sherko (Ertem Eser) e Mokhtar (Mohamed Zouaoui), s'intrecciano nel racconto della sua vita, sullo sfondo di uno dei capitoli più brutali e inesplora-

continua nelle pagine successive


Cineguida

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MiNiCritiCHE dEi FilM iN proGraMMazioNE NEllE SalE ti della storia dell'Iraq, mescolando tratto sentimetale e accuratezza documentaria.

illegal regia: olivier Massetdepasse con anne Coesens, Esse lawson, alexandre Ivan 14 anni e Tania, sua madre, vivono in Belgio da 8 anni da immigrati clandestini provenienti dalla Russia. In continuo stato di allerta, Tania vive nel terrore che la polizia le controlli l'identità - fino al giorno in cui viene arrestata. Madre e figlio vengono separati e la donna viene trasferita in un centro di detenzione. Farà tutto ciò che è in suo potere per riunirsi al figlio, malgrado la costante minaccia della deportazione che pende sopra la sua testa.

in carne e ossa regia: Christian angeli con alba rohrwacher, luigi diberti, Maddalena Crippa, In una villa decadente e solitaria, Edoardo e Alica, alle soglie del venticinquesimo anno di matrimonio, attendono l'arrivo di Francois, giovane e noto psichiatra, chiamato per fare una diagnosi su Viola, la loro figlia venticinquenne, che vive rasentando l'anoressia. La presenza dello psichiatra scatena a poco a poco una guerra familiare per la conquista della "preda": lo stesso Francois. E Viola, la più debole, potrà capovolgere a suo favore la sua condizione di sudditanza...

io sono con te Regia: Guido Chiesa con Nadia Khlifi, rabeb Srairi, Mustapha Benstiti, Giorgio Colangeli, Fabrizio Gifuni, Mohamed idoudi, Carlo Cecchi La storia di una ragazza vissuta nella Galilea di duemila anni fa: Maria di Nazareth. Grazie a lei, con la nascita del figlio Gesù, si inaugura un nuovo corso nella storia del-

l'uomo. Le domande sollevate sono più che mai all'ordine del giorno e riguardano il nascere, il crescere, l'educare i figli, il ruolo della donna nella società, il senso della parola amore, in una prospettiva squisitamente femminile. Maria è la donna capace di seguire il proprio istinto, esaltato dalla condizione di madre, in un sano equilibrio con la razionalità, anche a costo di sottrarsi alla legge e alla società, come farà poi il figlio. In questo, secondo gli autori, sta la sua modernità. Nel proprio percorso, Maria è sostenuta dalla presenza discreta di Giuseppe, il patriarca “che si fa da parte” o, come vuole l'etimologia del suo nome, “aggiunge”, rinunciando al primato maschile.

la donna della mia vita regia: luca lucini con luca argentero, alessandro Gassman, valentina lodovini, Stefania Sandrelli, Giorgio Colangeli, Sonia Bergamasco, lella Costa, Gaia Bermani amaral, Franco Branciaroli Il film racconta la storia di due fratelli molto diversi tra loro, Leonardo (Argentero) e Giorgio (Gassman). Tanto il primo è affidabile e sensibile, quanto il secondo è incostante e donnaiolo. E tuttavia i due sono sempre stati uniti. Almeno fino al giorno in cui Giorgio scopre che la nuova fidanzata del fratello non è altri che Sara (Lodovini), con la quale ha avuto una delle sue turbolenti relazioni extraconiugali. Spetterà, quindi, alla madre Alba (Sandrelli) ripristinare l’ordine familiare e lo farà non senza sorprese e colpi di scena che provocheranno un grande scompiglio.

la scuola è finita regia: valerio Jalongo con vincenzo amato, Fulvio Forti, valeria Golino, antonella ponziani,

Marcello Mazzarella, alfio Sorbello, paola pace, Silly togni Istituto Pestalozzi, Roma. Una scuola pubblica come tante, dove alunni e professori condividono ormai la stessa noia e lo stesso sfinimento. Ci sono momenti di gioia, però. Alex Donadei li distribuisce a pagamento in pasticche colorate, durante la ricreazione. Ecco perché Alex è così popolare tra i ragazzi e così poco amato dai professori. Fa eccezione la professoressa Daria Quarenghi, che col suo Centro d'ascolto è impegnata in un solitario tentativo di recupero del ragazzo, e il professor Talarico, che una mattina se lo vede affibbiare alla sua classe dalla preside.

last night regia: Massy tadjedin con Keira Knightley, Eva Mendes, Sam Worthington, daniel Eric Gold, Guillaume Canet, Griffin dunne, New York. Una giovane coppia, bella, innamorata e benestante, viene messa alla prova, nella stessa notte, da ogni forma di seduzione e tentazione: mentre Michael (Sam Worthington) è in viaggio di lavoro con la sua nuova e sexy collega Laura (Eva Mendes), sua moglie Joanna (Keira Knightley) incontra per caso l'altro grande amore della sua vita, Alex (Guillaume Canet). Nell'arco di sole trentasei ore, i due innamorati saranno costretti a confrontarsi con scelte che non avrebbero mai pensato di dover fare.

l’estate di Martino regia:: Massimo Natale con treat Williams, luigi Ciardo, pietro Masotti, Matteo pianezzi, Simone Borrelli, Matilde pezzotta, renata Malinconico L'estate del 1980 è un'estate di sangue, contrassegnata

dalla tragedia di Ustica del 27 giugno e dall'attentato nella stazione di Bologna del 2 agosto: tragici episodi che fanno da sfondo alla storia di Martino (Luigi Ciardo) e al suo rapporto con il capitano Clark (Treat Williams), un militare americano, e Silvia (Matilde Maggio) la ragazza del fratello. Rapporti paralleli ma strettamente collegati che corrono e crescono sul filo del surf. Martino abbandonerà il suo guscio e saprà conquistare le onde e l'amore, il capitano riuscirà a sconfiggere i fantasmi del suo passato e Silvia al termine delle vacanze potrà tornare a casa...

Maschi contro femmine regia: Fausto Brizzi con paola Cortellesi, Fabio de luigi, Sarah Felberbaum, lucia Francini, Chiara Francesco ocone, alessandro pannofino, preziosi, paolo ruffini, Carla Signoris, Nicolas vaporidis, Giorgia Wurth, Claudio Bisio, Giuseppe Brilli, Nancy Cederna, luciana littizzetto, Emilio Solfrizzi E’ una commedia che ruota intorno al tema del conflitto tra uomini e donne. Walter (Fabio De Luigi) e Monica (Lucia Ocone) sono una giovane coppia alle prese con il primo figlio. Come molti nella loro situazione, hanno completamente sospeso le loro interazioni sessuali. Chiara (Paola Cortellesi) e Diego (Alessandro Preziosi) sono due vicini di casa. Sono come il giorno e la notte. Marta (Chiara Francini) e Andrea (Nicolas Vaporidis) sono due migliori amici che condividono uno sgangherato appartamento. Marta è lesbica, Andrea è etero, entrambi sono appena stati lasciati sotto lo sguardo

continua nella pagina successiva


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MiNiCritiCHE dEi FilM iN proGraMMazioNE NEllE SalE divertito del terzo inquilino. Nelle rocambolesche avventure quotidiane dei nostri protagonisti incontriamo gli amici di sempre Marcello (Claudio Bisio) un chirurgo plastico, Piero (Emilio Solfrizzi) un benzinaio divertente e un po' volgare e Anna (Luciana Littizzetto).

Noi credevamo regia: Mario Martone con luigi lo Cascio, valerio Binasco, toni Servillo, Francesca inaudi, andrea Bosca, luca zingaretti, Guido Caprino, renato Carpentieri Tre ragazzi del sud Italia, in seguito alla feroce repressione borbonica dei moti che nel 1828 vedono coinvolte le loro famiglie, maturano la decisione di affiliarsi alla Giovine Italia di Giuseppe Mazzini. Attraverso quattro episodi che corrispondono ad altrettante pagine oscure del processo risorgimentale per l'Unità d'Italia, le vite di Domenico, Angelo e Salvatore verranno segnate tragicamente dalla loro missione di cospiratori e rivoluzionari, sospese come saranno tra rigore morale e pulsione omicida, spirito di sacrificio e paura, carcere e clandestinità, slanci ideali e disillusioni politiche.

passione Un’avventura musicale regia: John turturro documentario sulla canzone napoletana A metà tra documentario e fiction, l'italo-americano John Turturro svela l'amore profondo per Napoli e gli rende omaggio con una carrellata di artisti. Canzoni e cantanti, musicisti e poeti, personaggi leggendari e di oggi. Un approfondito lavoro di ricerca sul campo, che riesce ad intrattenere con garbo e divertimento. Emozionante viaggio nelle sonorità partenopee, completamente privo dell'immancabile retorica e

dei soliti luoghi comuni, attraverso i quartieri più popolari e storici della città. Protagonisti artisti del calibro di Enzo Avitabile, Pino Daniele, Eugenio Bennato, uno strepitoso duetto tra Massimo Ranieri e Lina Sastri, la potente voce di Raiz leader degli Almamegretta, Peppe Servillo ed gli Avion Travel, un magnifico Peppe Barra in una versione della "Tammurriata nera", il sax di James Senese, un esilarante Fiorello alle prese con "Caravan Petrol", celebre successo di Carosone.

potiche. la bella statuina regia: François ozon con Catherine deneuve, Gérard depardieu, Judith Godrèche, Jérémie renier, Fabrice luchini, Karin viard, Evelyne dandry 1977, Sainte-Gudule, Francia settentrionale. Robert Pujol, ricco industriale, dirige con pugno di ferro la sua fabbrica di ombrelli, mostrandosi dispotico anche con i figli e con Suzanne, la "moglie-trofeo", sottomessa e costretta alla vita domestica. Quando gli operai entrano in sciopero e sequestrano Robert, Suzanne lo sostituisce alla guida della fabbrica. A sorpresa, la donna rivela una gran competenza e capacità d'azione. Ma Robert torna dal suo viaggio di riposo in forma smagliante e tutto si complica...

Stanno tutti bene regia: Kirk Jones con robert de Niro, drew Barrymore, Kate Beckinsale, Sam rockwell, Frank Goode ha dedicato tutta la vita alla famiglia, lavorando presso una fabbrica di cavi e risparmiando fino all'ultimo centesimo per mantenere i suoi cari. Ma appena andato in pensione, si rende conto di aver trascorso troppo poco tempo con i suoi quattro figli, e decide che è

giunto il momento di recuperare. Quando era ancora in vita, era sua moglie che manteneva i contatti, ma adesso che non c'è più, Frank capisce che spetta a lui tenerli d'occhio e tenta di riunire l'intera famiglia organizzando un barbecue per il weekend. Tuttavia, uno dopo l'altro, gli ospiti trovano una scusa per non presentarsi. Nonostante il divieto del medico, Frank vuole affrontare la questione a modo suo: prepara la valigia e parte per un viaggio attraverso gli Stati Uniti, con l'intenzione di fare una sorpresa ad ognuno dei suoi figli.

the social network regia: david Fincher con Jesse Eisenberg, andrew Garfield, Brenda Song, Justin timberlake, armie Hammer, Max Minghella, In una sera d'autunno del 2003, lo studente di Harvard Mark Zuckerberg, un genio dell'informatica, siede al suo computer e inizia con passione a lavorare ad una nuova idea. Passando con furore tra blog e linguaggi di programmazione, quello che prende vita nella sua stanza diventerà ben presto una rete sociale globale che rivoluzionerà la comunicazione. In soli sei anni e con 500 milioni di amici, Mark Zuckerberg è il più giovane miliardario della storia...ma per lui il successo porterà anche complicazioni sia personali, sia legali.

ti presento un amico regia: Carlo vanzina con raoul Bova, Martina Stella, Sarah Felberbaum, Kelly reilly, Barbora Bobulova, Stefano dionisi Marco è un giovane manager italiano che lavora a Londra, nel Marketing di una grande azienda di cosmetici. E' single, ma convive con una ragazza italiana che lavora anche lei nella capitale ingle-

se. La vita dei manager è dura. Siamo in pieno tempo di crisi e la sicurezza del "posto" di lavoro vacilla. Infatti la compagna di Marco viene licenziata. Travolta dalla paura del futuro, la ragazza decide di tornare in Italia dove si è risentita con il suo "ex". Marco digerisce male questa ennesima sconfitta sentimentale. Sul lavoro il Grande Capo lo promuove a nuovo Capo del Marketing dell'azienda. Ma dietro la promozione di Marco c'è una dolorosa trappola: dovrà recarsi a Milano e licenziare i rami secchi dell'azienda.

un marito di troppo regia: Griffin dunne con uma thurman, Colin Firth, Jeffrey dean Morgan, Sam Shepard, isabella rossellini Una psicologa esperta in problemi affettivi scopre, alla vigilia del proprio matrimonio, di essere già ufficialmente sposata con uno sconosciuto, a causa di un errore burocratico. Ora deve trovare il suo "marito di troppo" e convincerlo a divorziare...

Somewhere regia: Sofia Coppola con Stephen dorff, Elle Fanning, Chris pontius, Michelle Monaghan Johnny vive a Hollywood nel leggendario hotel Chateau Marmont. Se ne va in giro sulla sua Ferrari e casa sua è un flusso continuo di ragazze e pasticche. Totalmente a proprio agio in questa situazione di torpore, Johnny vive senza preoccupazioni. Fino a quando giunge inaspettatamente allo Chateau la figlia undicenne, Cleo (Elle Fanning), nata dal suo matrimonio fallito. Il loro incontro spinge Johnny a riflessioni esistenziali, sulla sua posizione nel mondo e ad affrontare la questione che tutti dobbiamo affrontare: quale percorso scegliere nella nostra vita?

27novembre2010  

27novembre2010

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