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Anno III - n. 69 - Lunedì 24 ottobre 2011 EdiZioNE iN PdF stampabile gratis dal sito www.altroquotidiano.it Si PuBBLicA dal lunedì al venerdì

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Questo numero è stato aggiornata alle ore 11 di lunedì 24 ottobre

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Dolore e lutto per Marco Marco Simoncelli è morto così, ieri, sulla pista del Gran Premio della Malesia: è scivolato, ha perso il controllo della moto ed è andato a sbattere contro Eduards, che era seguito da Valentino Rossi. PAG. 3

Merkel e Sarkozy ironizzano sull’affidabilità dell’Italia Cooperante

Ultimatum e figuraccia

Ma Berlusconi non si scompone: “Colpa di Bini Smaghi e della sinistra” L’Europa ha dato un ultimatum al governo italiano: decreto sviluppo entro mercoledì e sorriso di derisione sull’affidabilità dell’Italia. Ma Berlusconi non si scompone: "Sarkozy - ha spiegato lui imperterrito - si è adontato per Bini Smaghi che non si dimette dalla Bce. Noi gli abbiamo offerto dei posti prestigiosissimi ma lui li ha rifiutati". E poi: “Colpa dell’opposizione, che parla sempre male del governo”. di

N

Nuccio FAVA

on era mai accaduto che l’Italia fosse strapazzata in pubblico in modo così plateale da Germania e Francia. Rispondendo alla domanda di un giornalista che chiedeva dell’affidabilità del nostro paese, la Merkel e Sarkosy hanno sorriso con imbarazzo e sufficienza davanti alle telecamere, per ribadire poi nel modo più esplicito che l’Italia è in grave ritardo nel corrispondere agli obblighi e alle responsabilità che le spettano.

Riferimento esplicito alla situazione della Grecia e dovrebbe essere imbarazzante per Berlusconi un giudizio così negativo non da parte di magistrati e giornalisti – come è solito dire il Cavaliere ma dai leader dell’Europa riuniti in consiglio straordinario a Bruxelles in vista del prossimo già convocato per mercoledì. L'inequivocabile mimica facciale e le richieste della Merkel e Sarkosy sono state incassate da Berlusconi con disinvolta incoscienza, quasi a richiamare quel “ghe pensi mi“

che ci ha portato al disastro attuale. Non si tratta però questa volta di ripetere lo show improvvisato alla variopinta convention degli amici di Scilipoti o più volte ripetute negli incontri con la sua scombinata maggioranza. Da troppo tempo l’Italia è sotto le lenti preoccupate della stampa internazionale e soprattutto di una Europa alle prese con enormi difficoltà. Grazie ai governi del Cavaliere siamo riusciti a divenire il problema maggiore di questa travagliata Europa.

italiana rapita in Algeria Una cooperante italiana, Rossella Urru, rappresentante del Comitato Italiano Sviluppo dei Popoli (CISP), è stata rapita in Algeria insieme con due colleghi spagnoli - Ainhoa Fernandez de Rincon, dell'Associazione amici del popolo Saharoui e Enric Gonyalons dell'organizzazione spagnola Mundobat - nel campo di rifugiati saharaoui di Rabuni, che si trova vicino a Tinduf. Nel blitz sarebbero rimasti feriti lo spagnolo Enric Gonyalons ed il guardiano del campo. La Farnesina rivolge agli organi di informazione un appello a mantenere, sul caso, il necessario riserbo, nell' interesse della nostra cittadina. Rossella Urru ha 30 anni, è originaria della provincia di Oristano, è una studiosa del mondo arabo. Urru lavora nel campo profughi Saharaoui da due anni ed è coordinatrice dell'intervento della Ong per interventi per la nutrizione, per l'acqua e per la salute del materno infantile. Il campo dove è avvenuto il sequestro accoglie 150 mila rifugiati. Il Cisp si occupa di questo tipo di interventi dal 1984.


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Tav e Val di Susa: manifestazione pacifica

lunedì 24 ottobre 2011

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La migLiore deL giorno

Perini: «Solo chi gufava sarà rimasto scontento» Niente incidenti, niente scontri, nemmeno dopo che, impugnando delle cesoie rosse, un piccolo gruppo di dimostranti ha simbolicamente reciso un pezzo di rete di recinzione del cantiere per la costruzione della linea ferroviaria veloce Torino-Lione (foto) La manifestazione dei No Tav in Val di Susa si è svolta pacificamente ad onta dei timori della vigilia. Viso scoperto, mani nude e un grande striscione "Giù le mani dalla Valsusa" ha aperto il corteo che da Giaglione si è mosso verso Chiomonte. Le forze dell'ordine, con 1.700 uomini, 15 autoblindo e un idrante, schierate a tutela della zona off limits istituita dalla prefettura di Torino per difendere il cantiere della Tav, non hanno dovuto effettuare interventi. La zona è stata anche sorvolata da un elicottero per tutta la durata della dimostrazione. Uno dei leader storici dei No TAV, Alberto Perino, ha ribadito la volontà di arrivare alle reti ma senza alcuna azione violenta contro le forze dell'ordine. Bloccati in 16. Polizia e Carabinieri, che da ieri controllano l'area off limits e le vie di accesso alla Val Susa, si sono limitati a bloccare 16 persone trovate in possesso di maschere da sub e antigas, pas-

samontagna e sciarpe nere. Tre di loro, bloccati dai carabinieri nell'area off limits e trovate in possesso di cesoie e tronchese, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Torino. Le donne alla testa del corteo hanno tagliato la rete e aperto un varco nella recinzione: dopo una breve trattativa tra i dirigenti di Polizia e la delegazione di No Tav le forze dell'ordine sono arretrate, lasciando che la "violazione" avvenisse tranquillamente. Perino soddisfatto. ''Credo che possiamo dirci più che soddisfatti. La manifestazione ha raggiunto gli obiettivi'', ha poi detto Alberto Perino all'assemblea dei manifestanti alla baita della Maddalena. L'assemblea ha accolto il suo discorso con un applauso quando ha detto: ''Abbiamo scontentato tutti quelli che gufavano, che volevano le botte. Ora l'appuntamento è per la prossima manifestazione che verrà decisa dal coordinamento dei movimenti''. La questura e la rete.In serata la questura di Torino ha fatto sapere che ''nessun atto illegale è stato diretto alle reti di cinta del cantiere della Tav in Val di Susa: la rete tagliata dai manifestanti è quella realizzata su una strada sterrata, a circa due chilometri dal cantiere, per delimitare un'ampia area di rispetto''.

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Direttore responsabile: Ennio Simeone Redazione tel. 06 86898861 Indirizzo e-mail: redazione@altroquotidiano.it Registrazione del Tribunale Roma n.343/08 del 18 settembre 2008 - Iscritto al ROC Editrice: GEcEM (Gestione Cooperativa Editoria Multimediale) - Presidente:Stefano clerici Sede legale: Via Aldo Sandulli 45, Roma Partita Iva 09937731009

Staino su “l’unità”

Turchia Centinaia di morti per il sisma Rifiutato l’aiuto di Israele

Ancora incerto il bilancio di vittime del devastante terremoto di magnitudo 7.2 che ha colpito ieri l'est della Turchia, nella zona del lago di Van. Comuqnue si parla di centinaia di morti e di feriti. Finora sono almeno 217 i morti accertati, 1.090 feriti e centinaia di dispersi. La scossa principale e' avvenuta ieri poco dopo le 13:30 locali con un epicentro localizzato a 17 chilometri di Van, citta' di quasi 380 mila abitanti. Il panico della gente è stato accresciuto da oltre 70 scosse di assestamento Offerte di aiuto sono subito giunte fra l'altro da Nato, Cina, Giappone, Usa (il presidente Obama ha detto di seguire l'evento ''con grande preoccupazione'') e anche da Israele nonostante la crisi diplomaticomilitare che la contrappone ad Ankara. Il presidente turco Abdullah Gul ha però declinato l'offerta del collega israeliano Shimon Peres (ma, si dice, anche tutte le altre), mentre il ministero degli esteri ha precisato di non avere fatto ancora nessuna richiesta di assistenza internazionale.

Argentina Cristina Kirchner rieletta: forte il distacco di Binner

Cristina Fernandez de Kirchner esce trionfante dalle elezioni e si concede un bagno di folla in Plaza de Mayo, mentre la Casa Rosada brilla nella notte e una folla di giovani osannante l'attende ore per poterle rendere omaggio nella sua nuova veste di presidente rieletta. Quando oltre il 51,1% dei seggi e' stato scrutinato, i consensi per Cristina sono al 53,2%, e si attende il che il responso del resto della Grande Buenos Aires, l'area metropolitana, possa rafforzare questo risultato. Forte il distacco sul secondo candidato piu' votato, il socialista Hermes Binner, che si attesta attorno al 17%. L'opposizione esce a pezzi e mette in guardia rispetto ad una forte concentrazione di potere della candidata del ''Frente para la Victoria''. ALTRE ELEZIONI. Ieri si è votato anche in Tunisia (alta l’affluenza alle urne: oltre il 70%), in Bulgaria (ha vinto il leader della dstra, ma dovrà affrontare il ballottaggio domenica prossima) e Svizzera, dove la destra ha subito un calo di oltre il due per cento.


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PrimOPianO

lunedì 24 ottobre 2011

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Lutto per la tragica fine di Marco Simoncelli, il campione più simpatico

La morte in diretta di Supersic Come gli altri campioni lo ricordano e commentano Una tragica fatalità, un'altra morte in diretta in pista come in Formula 1 fu per Senna e Villeneuve. Marco Simoncelli a Sepang riaccende le polemiche sulla sicurezza dei circuiti. "Purtroppo il nostro sport è pericoloso" ammette Agostini. "A volte ci si dimentica di quanto sia pericoloso questo sport" ribadisce Pedrosa, che a Simoncelli lo scorsa stagione tolse il saluto dopo il contatto al Gp di Francia. "Tutti i piloti che si cimentano nel motorismo sportivo - dice il team principal della Ferrari Domenicali - sono sempre esposti al rischio. Non bisogna mai abbassare la guardia ma dobbiamo sempre essere consapevoli che contro la fatalità non si può nulla". L'Italia piange colui che era considerato l'erede di Valentino Rossi. Una perdita grave per il motociclismo, ma lo è ancor più dal punto di vista umano. Allegro, generoso, solare, irruento, pilota che mordeva l'asfalto come pochi. Il suo passo dinoccolato, la folta capigliatura, l'accento romagnolo avevano conquistato tutti. Era il più alto del paddock, sotto di lui la moto sembrava piccola piccola. Eppure come pilota era spericolato, sempre al limite. Per Montezemolo è stato quello che per la F1 fu Villeneuve. "Mi aveva molto impressionato per la velocità, il talento e la grinta che aveva dimostrato quest'anno. Per queste qualità mi ricordava Gilles Villeneuve, ma il destino ha voluto accomunarli in un una maniera così tragica". Conosciuto in tutto il mondo Simoncelli era molto amato anche nel mondo del calcio (l'hanno voluto ricordare Totti, Sneijder, Iniesta, Giuseppe Rossi, Ramos). E il suo Milan lo aspettava la prossima settimana a Milanello. Messaggi anche dal rapper Jovanotti e da Fiorello. Piange lo stesso Dottore, che si è trovato suo malgrado coinvolto nell'incidente, anche se è riuscito miraco losamente a non cadere. "Oddio mio" ha detto rientrando ai box in lacrime, sentendosi sulla coscienza la morte del suo grande amico, anche se in realtà il colpo mortale non è stato della sua Ducati ma della Yamaha di Edwards. La tragedia si è consumata in un attimo. Al secondo giro Simoncelli è scivolato ma è rimasto aggrappato alla sua moto, che invece che all'esterno ha preso una traiettoria verso il centro pista, proprio nella direzione di Colin

dopo Renzo Pasolini (nel '73 mori' a Monza in una carambola con Saarinen), 28 anni dopo quello analogo ad Assen di Franco Uncini: lui per fortuna si salvò (venne investito dalla moto di Gardner e il casco gli volò via) e oggi è responsabile della Commissione sicurezza dell'Irta. La morte di Simoncelli è stato uno choc, e non solo per il motociclismo. Un minuto di silenzio è stato osservato nel calcio su tutti i campi della serie A, e le squadre sono scese in campo con il lutto al braccio. "Correvamo insieme da quando eravamo bambini - dice Andrea Dovizioso, un altro suo grande amico -. L'ho visto cadere tante volte senza farsi male, quasi fosse invulnerabile". "Oggi tutto questo è surreale" dice Biaggi. "La morte di Marco è una perdita enorme per tutto lo sport italiano" dice il sottosegretario Crimi. "Per tanti giovani italiani - scrive il ministro Meloni - è stato uno dei più significativi esempi di correttezza e passione sportiva".

1 Edwards e Rossi. L'americano ha preso in pieno Simoncelli, il cui casco è volato via. Il corpo esanime dello sfortunato pilota romagnolo è rimasto sull'asfalto. Si è capito subito della gravità dell'incidente, bandiera rossa e gara subito annullata. Immediati i soccorsi ma nonostante il prodigarsi dei medici della Clinica Mobile, non c'é stato nulla da fare. I sanitari hanno spiegato che Simoncelli è giunto in arresto cardiocircolatorio. La dinamica dell'incidente è molto simile a quella di Misano, in Moto2, dell'anno scorso, con Alex De Angelis e Scott Redding, che falciarono incolpevolmente il giapponese Tomizawa già caduto. Prima di questo maledetto Gp della Malaysia il

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3 giapponese era l'ultimo pilota morto in pista nel motomondiale. Un altro pilota italiano morto in pista 38 anni

LE foto. 1. l’impatto di Marco con Edwards 2. La caduta 3. Valentino Rossi li schiva per pochi centimetri


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