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Anno II - n. 182 - Sabato 18 settembre 2010

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Tenente italiano ucciso dai terroristi in Afghanistan

Uno o più colpi di kalashnikov durante un blitz per catturare quattro 'insorti' che, poco prima, avevano piazzato una bomba lungo una strada. E' morto così, nella provincia di Farah, il tenente Alessandro Romani, 36 anni, romano, ufficiale del 9/o reggimento d'assalto paracadutisti Col Moschin della Folgore. Un nuovo lutto che cade alla vigilia di una giornata considerata "cruciale", il voto per le elezioni legislative, e caratterizzata da una quantità di incidenti in tutto l'Afghanistan, compreso l'Ovest affidato al comando del generale degli alpini Claudio Berto, dove un razzo è stato tirato contro una base italiana, sono stati sequestrati candidati e loro sostenitori, sono stati compiuti attentati ai mezzi che trasportavano le schede elettorali e un ordigno rudimentale piazzato su una bicicletta è stato fatto esplodere nel cuore di Herat, dove si trovano le due basi principali degli oltre 3.500 soldati italiani. Il tenente Romani - celibe, con molte missioni in prima linea alle spalle - è stato ucciso nel distretto di Bakwa, nella parte orientale della provincia ad altissimo rischio di Farah, ad un anno esatto dalla strage di Kabul, in cui vennero uccisi altri sei parà della Folgore.

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Veltroni. Giura di non voler creare una corrente

Il giro di Walter

Ne fanno parte 75 parlamentari Pd che hanno sottoscritto il documento del “movimento” promosso dall’ex segretario Sono 75 i parlamentari del Pd che hanno sottoscritto il documento che dovrebbe fare da piataforma del “movimento” (volutamente con la m minuscola) promosso da Veltroni, Gentiloni e Fioroni. Ma è stata cancellata la frase sulla “mancanza di una bussola” e si dice che non è contro Bersani (foto). di

Nuccio Fava

La campagna acquisti del cavaliere non pare raggiungere l'obbiettivo, pur proclamato certo e scontato, forse troppo precipitosamente, dallo stesso Berlusconi. Ha finito per accrescere oltre all'incertezza, un sentimento sempre più diffuso di squallore e di ripugnanza verso la politica e i suoi protagonisti. A prescindere da collocazione e schieramen-

AI LETTORI

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iN EdiZioNE STaMPaBiLE NoN viENE PuBBLicaTo La doMENica E iL LuNEdì il sito invece viene costantemente aggiornato 7 giorni su 7

ti, che sono apparsi del resto mobili e vulnerabili, in ragione di convenienze e opportunismi congiunturali, al punto da far tornare in uso vecchi termini come "trasformismo" e "ascarismo", la cui pratica del resto non è mai scomparsa del tutto nella nuova stagione del bipolarismo all'italiana. Berlusconi ha dunque i suoi problemi, accresciuti dall'atteggiamento disinvolto di Maroni e Frattini a proposito del grave

Forti dubbi sullo sventato attentato al Papa Volevano assassinare il Papa? Un brivido di orrore ha turbato la visita di Benedetto XVI in Gran Bretagna. Sei musulmani del Nord Africa (in prevalenza algerini) sono stati arrestati a Londra perché sospettati di preparare un attentato contro la vita del Pontefice. Un sospetto che secondo un corrispondente della Bbc ha fatto scattare gli arresti "per precauzione", mentre per il Guardian è stata una "conversazione" intercettata a far partire l'operazione di Scotland Yard. Anche funzionari governativi Usa hanno espresso un certo scetticismo.

incidente provocato dai Libici contro un peschereccio italiano e dall'eccesso di zelo verso Sarkosy sulla delicata materia dell'espulsione dei room, condannata severamente dal Parlamento Europeo. Nuove questioni che non migliorano in alcun modo il contenzioso ormai irreversibile con il presidente della Camera e che al contrario mettono in evidenza che senza i finiani il governo non disporrebbe della maggioranza. Ma se tutto questo non bastasse a rendere più confusa e sconcertante la situazione, ci sono i sommovimenti e le manovre in corso nel partito democratico a fornire nuovo materiale. Walter Veltroni è il principale protagonista dell'affondo contro il segretario e contro la linea del partito giudicata inadeguata e perdente . Il malessere viene da lontano e ripropone la difficoltà di far convivere -in una nuova sintesi equilibrata- gli esponenti delle due meggiori componenti del Pd, di provenienza post comunista ed ex Dc. Il ragionamento può apparire non privo di un certo schematismo, anche perchè rischia di trascurare il fondamentale capitolo delle alleanze, della nuova legge elettorale, dello stesso atteggiamento da tenere verso Berlusconi e nei confronti del segretario Bersani in occasione delle primarie. In pratica assistiamo ad una messa in discussione di tutto da parte di Veltroni, che pure aveva a suo tempo annunciato il ritiro dalla politica. Avevamo forse capito male e in ogni caso, trascurato quanto personalismi e ambizioni siano connaturati ad un certo modo di intendere la politica. Resta comunque il miglior regalo che Berlusconi potesse aspettarsi in tempi così complicati.


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MalteMPo

INGhIlterra

Giovanni Brusca indagato per riciclaggio e tentata estorsione

Una violenta tempesta si è abbattuta su New York, facendo cadere alberi, danneggiando i cavi della luce e provocando la morte di una persona, rimasta schiacciata da un albero abbattutosi sulla sua auto nel Queens. Oltre 26mila abitanti del quartiere sono rimasti senza elettricità; stessa sorte per altri 5mila su Staten Island. Il tornado ha avuto inizio alle 17, ora locale, con venti fortissimi che hanno progressivamente spazzato Staten island, Brooklyn, Bedford Stuyvesant e infine Queens. In pochi attimi le strade sono state ingombrate da alberi strappati e detriti, molti tetti sono stati scoperchiati e la corrente elettrica si è interrotta. Bloccati anche i trasporti. I voli aerei sono stati interrotti.

Un influente politico pachistano che viveva in esilio a Londra dalla fine degli anni ‘90 è stato ucciso nella capitale inglese. Lo riferiscono i media britannici on line. La Bbc, che cita i leader del suo partito, riferisce che Imran Farooq, è stato assassinato all’esterno della sua abitazione nel nord di Londra, a Green Lane, Edgware. La polizia metropolitana ha reso noto che un uomo di 50 anni é morto dopo essere stato ripetutamente accoltellato e che presentava anche ferite alla testa: è deceduto mentre il personale medico cercava di soccorrerlo sul luogo dell’aggressione. Farooq era uno dei fondatori del partito Mqm (Muttahida Qaumi Movement) .

Giovanni Brusca, fra gli esecutori della strage di Capaci poi diventato collaboratore di giustizia, è indagato per riciclaggio, fittizia intestazione di beni e tentata estorsione aggravata. Nell'ambito di un'inchiesta che coinvolge persone vicine all'ex boss, sono state effettuate perquisizioni nelle province di Palermo, R o m a , Milano, Chieti e Rovigo. Gli investigatori sono alla ricerca del "tesoro" accumulato illecitamente da Brusca. I militari hanno trovato una grossa somma di denaro, circa 200mila euro in contanti, a casa della moglie dell'ex boss. Perquisite la cella di Brusca e le abitazioni dei cognati e di conoscenti, in tutto una decina di persone, dove sarebbe stati trovati documenti che gli investigatori giudicano "importanti". Oltre all'intestazione dei beni a prestanomi, che risalirebbe a prima dell'arresto, e al reato di riciclaggio, gli inquirenti gli contestano un tentativo di estorsione. In una lettera scritta dal carcere di Rebibbia in cui è detenuto, il pentito avrebbe chiesto un "favore" a un conoscente minacciandolo di rappresaglie, se non avesse obbedito: "Ti rompo la testa", avrebbe scritto.

tempestaaNewYork Politicopakistano unapersonamorta uccisoalondra

decreto

“Roma capitale” con il sì anche di Bossi. Che però... Con il sì unanime del governo, taglia il traguardo il primo decreto su Roma capitale avviato dalla giunta di sinistra. Proprio alla vigilia del 140esimo anniversario della breccia di Porta Pia, il sindaco Gianni Alemanno puo' festeggiare il concretizzarsi di un nuovo status per la sua citta', preludio all'acquisizione di nuovi poteri che dovranno pero' essere definiti nei prossimi mesi con un secondo decreto. Ma se il via libera viene suggellato in Consiglio dei ministri da un abbraccio tra Alemanno e Roberto Calderoli, non passano neanche tre ore perche' il leader della Lega Umberto Bossi dichiari: ''Ora ci vuole la capitale del Nord''.

Di Pietro vuole subito le elezioni

“Il governo dobbiamo sfiduciarlo in questa legislatura ed essere pronti a offrire un'alternativa". lo chiede il leader dell'Italia dei Valori antonio di Pietro, dal palco della festa del partito a Vasto. "In questa legislatura ci sono le condizioni per poterlo sfiduciare? - si chiede l'ex pm -. Beh il mese di agosto sembrava di sì, settembre non so, ottobre. Poi si deve fare è la mozione di sfiducia al ministro dello sviluppo economico Berlusconi”.

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Direttore responsabile: Ennio Simeone Redazione tel. 06 86293192 Indirizzo e-mail: redazione@altroquotidiano.it Editrice: GEcEM (Gestione Cooperativa Editoria Multimediale) - Presidente:Stefano clerici Sede legale: Via Aldo Sandulli 45, Roma Registrazione del Tribunale Roma n..343/08 del 18 settembre 2008 - Registrato al ROC Partita Iva 09937731009

L’OnOmAsticO domenico San domenico nato nel tonchino meridionale, entrò nell'ordine domenicano nel 1825, e una volta ordinato sacerdote, oltre alla missione si dedicò alla formazione spirituale dei futuri sacerdoti. Scoppiata la persecuzione anticristiana, continuò instancabile il suo apostolato. Nell'aprile del 1840 fu catturato e condannato a morte.

AccAdde Oggi 1810: Junta Il 18 settembre 1810 prima Junta di governo in cile. anche se prevista per governare solo in assenza del re, fu di fatto il primo passo verso l'indipendenza dalla Spagna.


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PeruGIa

rIMINI

“La si riconosceva per l'inesperienza nei rapporti con le altre detenute". A descrivere un lato inedito di Amanda Knox, la giovane americana condannata a 26 anni per l'omicidio di Meredith Ketcher, è la sua ex compagna di cella nel carcere di Capanne (Perugia). In un libro, la brasiliana Florisbela Inocencio de Jesus racconta la trasformazione psicologica e fisica della Knox, da intraprendente studentessa a detenuta indurita dal carcere. Il ritratto che ne esce è comunque ben lontano dalla Amanda che si vedeva nei filmati pubblicati su Youtube. Comunque, continua la battaglia dei genitori della ragazza convinti della sua innocenza.

Una balestra appesa ad un muro, un'arma quasi ornamentale, fino a ieri soltanto un pezzo di arredamento kitsch. E' quella che ha ucciso Monica Anelli, avvocato di 40 anni di Rimini, che nella tarda mattinata è stata colpita a morte al collo da un dardo scoccato da quell'oggetto che le era diventato familiare e che faceva parte della collezione dello zio. Quello zio, Stefano Anelli 62 anni, da subito irreperibile e cercato dalla Squadra mobile che si è tolto la vita in auto, sulle colline riminesi, con un'altra balestra. Stefano Anelli aveva anche tentato di far saltare in aria la palazzina. Ma i vigili hanno scoperto la fuga di gas.

l’ex compagna di cella uccidelanipoteconuna svela: “amanda indurita balestrapoisiammazza dalla vita carceraria” conundardoaltorace

calcIo

loreto

FoGGIa

Violenzasuragazza Il Portogallo vuole incelladueminori Mou come ct

Scossasismica avvertita finoaNapoli

All’inizio dell’estate due ragazzi di 15 e 16 anni avrebbero abusato di una quattordicenne nel pieno centro di Loreto Aprutino, in provincia di Pescara. I ragazzi sono stati arrestati ieri pomeriggio. Della vicenda la procura è stata informata dai servizi sociali. Sono pochi i particolari che emergono dello squallido episodio. I due ragazzini avrebbero trascinato a forza la 14enne nel garage abbandonato di una casa diroccata. Lì dentro avrebbero tentato per due volte di abusare di lei, dopo averle strappato gli abiti. A salvarla l’intervento di alcune amiche della vittima che erano presenti quando la 14enne è stata portata nell’edificio. Le giovani hanno cominciato ad urlare e hanno fatto credere ai ragazzi che stessero per arrivare i carabinieri. Questo ha messo in fuga i due. Tutto è rimasto segreto fino a quando i servizi sociali si sono rivolti alla Procura.

Una nuova scossa di terremoto di magnitudo 3.3 con una profondità di 26 chilometri, è stata registrata ieri sera alle 21,20 nel Foggiano nella zona tra Foggia, Carapelle, Ortanova. Tanta paura e l'incubo della catastrofe come poco più di un anno fa all'Aquila, ma nessun danno e nessun ferito. Più forte quella di magnitudo 4.4 che alle 14,20 ha squassato una vasta zona, fino ad essere avvertita nel Napoletano e nel Potentino. Nell'area dell’epicentro tante persone si sono riversate per strada, gridando, con i centralini delle forze dell'ordine e dei vigili del fuoco della zona presi d'assalto per avere informazioni. Tanta gente in strada anche nella vicina Termoli. Le verifiche compiute dalla protezione civile, soprattutto negli edifici pubblici e nelle scuole, non hanno fanno registrare danni a cose o persone: solo in due a Foggia hanno fatto ricorso alle cure del 118 per malori da spavento. Entro 10 chilometri rispetto all'epicentro si trova solo la città di Foggia, tra dieci e 20 chilometri si trovano i comuni di Carapelle, Orta Nova, Rignano Garganico e Ordona, tutti in provincia di Foggia. L'area colpita dal terremoto è da considerare a pericolosità sismica elevata e le località interessate sono tutte comprese nella "zona 2" della classificazione sismica del territorio nazionale.

assediato dai giornalisti del suo Paese, che gli chiedono se allenerà la nazionale portoghese per le prossime due partite, Mourinho lascia la scelta al real Madrid: "Io accetterei per amor di patria, ma rifiuterei nel caso il club si opponesse”

coSe dI queSto MoNdo

ha fatto uccidere il marito per l’eredità

A

veva simulato una rapina e invece era stata proprio la moglie a far uccidere da 3 killer a Conegliano Veneto il pensionato Eliseo David, 71 anni. Laura De Nardo, 61 anni, ha confessato di fronte alle precise contestazioni mosse dagli inquirenti di fronte alle contraddizioni nel racconto della dinamica dei fatti. Con la Nardi sono stati ammanettati i suoi

complici: Ivan Marin (36), di Vazzola (Treviso), disoccupato; Gennaro Geremia (48), di Visnà di Vazzola (Treviso), pregiudicato, manutentore presso un hotel di Mestre (Venezia) e Mirko Della Giustina (29), di Fregona (Treviso), idraulico. Dopo 46 ore dall’omicidio dell’anziano, avvenuto all’interno della sua abitazione, la mobile trevigiana, coordinata da

Riccardo Tumminia, assieme al Commissariato di Conegliano, ha risolo il caso: duecentomila euro è la cifra che sarebbe stata pagata dalla Nardi per uccidere Eliseo David. Il particolare è emerso nelle indagini della polizia di Treviso che ha avuto un prezioso aiuto da personale del Gabinetto interregionale di Polizia scientifica. Movente: l’eredità.


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In occasione del 150°

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LA migLiOre deL giOrnO

Raccontiamo a scuola la vera storia dell’Unità d’Italia Abbiamo indirizzato una lettera ai dirigenti e al personale della scuola della provincia di Cosenza e vorremmo che la pubblicaste, almeno nei suoi passi ssenziali. Ecco il testo: «E’ ripreso l’insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado, e non è usuale che esse ricevano un messaggio da un movimento politico, specie al di fuori di competizioni elettorali. Siamo fortemente impegnati per determinare la rinascita del Sud; siamo altresì convinti che non si potrà avere uno sviluppo significativo se non attraverso una rivoluzione culturale di ogni mente che ama, vive ed opera in questa nostra terra. In tutto ciò un ruolo di fondamentale importanza è rivestito dalle istituzioni scolastiche ad ogni livello. Riteniamo che un popolo senza memoria sia un popolo senza futuro, e per molto tempo il nostro futuro ci è stato assegnato anziché avercelo costruito. Ma anche le condizioni territoriali ed infrastrutturali, oggettivamente carenti, nonché un generale disinteresse delle istituzioni e di una politica lontana dalle necessità reali della gente, ne hanno compromesso notevolmente lo sviluppo sociale, civile ed economico. Ancora oggi l’emigrazione è fenomeno ben presente. Il popolo meridionale ha assolutamente bisogno di riappropriarsi della sua storia. L’anno che viene vedrà le celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia; unità fatta, pagata e sofferta dalla gente del sud e divenuta ormai una questione

di giustizia nazionale che non può essere ulteriormente sottaciuta da parte delle istituzioni. Intendiamo, quindi, sensibilizzare e sollecitare i vari organismi affinché siano parte attiva nel diffondere tra le nuove generazioni la conoscenza dela vera storia della nostra unitò nazionale. Il personale docente dell’istruzione pubblica, ad ogni livello, è stato ed è pilastro fondamentale della cultura e della conoscenza e svolge un ruolo delicato spesso in condizioni di difficoltà e spesso poco riconosciuto ed apprezzato. La verità sulla nostra storia non deve far paura! La verità libererà il nostro popolo e ne farà un popolo adulto, con la testa alta, fiero ed orgoglioso del proprio passato e di appartenere ad una terra di gente spesso sfruttata ma laboriosa che la propria vita l’ha guadagnata e vissuta tra lacrime e sangue». raffaele Papa commissario provinciale MpA vise segretario nazionale MpA

Perché abbiamo occupato la scuola di Acquaformosa Ho occupato l’altra mattina la scuola dell'obbligo di Acquaformosa, piccolo comune arbresh calabrese che con la riforma Gelmini viene fortemente penalizzato. Con me, che ho raccolto l'invito del sindaco Giovanni Manoccio, anche il consigliere regionale Guccione, i sindaci del Pollino, il sindacato, tantissimi genitori e alun-

Marassi sul “Mattino” ni. Acquaformosa combatte una battaglia di civiltà. Qui sono stati violati diritti fondamentali come il diritto all'istruzione. Il governo sta uccidendo il futuro dei bambini che nelle aree interne rischiano di sprofondare nella miseria e nella povertà culturale. Chiedo al ministro Gelmini di venire in Calabria, di venire ad Acquaformosa, di toccare con mano i guasti che la sua riforma sta provocando nel sud. Franco laratta deputato del Pd

Ma in Italia le leggi anti-burqa esistono già...

Va di moda in questi giorni dopo che in Francia è stata approvata una norma che vieta di andare in giro col burqa, fare a gara a chi vorrebbe proporre una legge simile, con pene molto severe. In prima fila la Leganord. Io, che non amo donne e uomini mascherati, se non a carnevale, sono perplesso. Cio' che viene proposto, infatti, non avrebbe nessun bisogno di esserlo, perche' sono norme e divieti che gia' esistono li' dove, per motivi di ordine pubblico, e' vietato andare in giro mascherati. La mia per-

plessita' nasce dal fatto che si percepisce e si vede benissimo che, al di la' delle roboanti dichiarazioni dei promotori di queste leggi per la salvaguardia della dignita' delle donne, si tratta solo di un'occasione per rimarcare la propria xenofobia contro il diverso. Non bastava, per esempio, a fronte di diverse segnalazioni di non applicazione delle norme vigenti, interrogare il ministro degli Interni per chiedergli una maggiore vigilanza per l'osservanza della legge? Evidentemente no, perche' l'interrogazione avrebbe dovuto avere documentazione delle disattese applicazioni delle norme sul mascheramento del volto (quante saranno....) e si sarebbe limitata a chiedere che si applicasse la legge nello spirito della stessa: non andare mascherati in giro per essere sempre riconoscibili e individuabili da parte dell'autorita' di polizia. E' inoltre evidente che la proposta di legge tende a creare un clima di odio e di caccia al burqa, magari con “squadre padane” che girano per le strade segnalando alla polizia i vari casi, di fatto militarizzando il territorio con un sorta di caccia al diverso. Vincenzo donvito presidente Aduc


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Diritti & DOVeri

commerciante

PreVidenZA

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Invalidità e visite di controllo Sono un commerciante all’ingrosso di pelletterie ed ho 59 anni. Nell’aprile 2000 ho ottenuto dall’INPS, a seguito di un importante intervento chirurgico, l’assegno di invalidità, che mi è stato confermato nel 2003 e nel 2006, diventando così definitivo. Nel 2009 sono stato chiamato, inaspettatamente, a visita di revisione e l’assegno mi è stato tolto per “miglioramento delle patologie”. E’ giusta una decisione del genere? F. M., Palermo di norma, l’assegno diventa definitivo dopo 3 visite positive. Ma, se l’invalido ha un reddito da lavoro dipendente, o autonomo o da impresa, che superi 3 volte il trattamento minimo annuo, l’INPS è obbligato a verificare di anno in anno (legge 222 del 2004) se il soggetto sia effettivamente invalido ed, in caso negativo, a revocare la prestazione. e’ probabile che sia il suo caso.

Operaio di 56 anni

Pensione a luglio 2012 Sono nato il 6 maggio 1954 ed ho iniziato a lavorare nel mese di giugno 1971, dapprima come operaio semplice, ed infine come operaio specializzato. I contributi risultano tutti regolarmente versati, senza interruzione. Manca il servizio militare, che non ho fatto. Quando potrei andare in pensione? L. Amato, Foggia dovrà raggiungere i 40 anni di contribuzione, a giugno 2011, ed attendere la relativa finestra che, per effetto della legge 122 del 2010, si aprirà il 1° luglio 2012, a 58 anni di età.

madre superstite

Ha diritto se ha più di 65 anni Un mio cugino è deceduto nel 2009. Era stato riconosciuto

Risponde il dottor aNToNiNo NicoLo’ Potete inviargli i vostri quesiti direttamente all’indirizzo e-mail: toniconc@libero.it oppure potete telefonargli al numero 388 0554031 ogni giovedì dalle 15 alle 18

Per gravi motivi familiari

Congedo senza perdere il posto Mi trovo in una situazione di forti dubbi. A causa di una grave malattia di un familiare, avrei necessità di abbandonare il lavoro per almeno 1 anno. Perderei il posto? L’assenza verrebbe ugualmente retribuita? D. V., Lecce I lavoratori dipendenti, per gravi motivi familiari, possono chiedere un periodo, continuativo o frazionato, di congedo, non superiore a 2 anni. durante tale periodo il dipendente conserva il posto di lavoro, ma non ha diritto alla retribuzione e non può svolgere alcuna attività lavorativa. Il congedo non viene calcolato come anzianità di servizio né ha copertura previdenziale. Per tale circostanza, appunto, il lavoratore può chiedere il riscatto del periodo o il versamento di contributi volontari. invalido nel 2005 dall’INPS, con l’attribuzione di un assegno di invalidità. Aveva raggiunto 28 anni di lavoro dipendente ed era celibe. Vorremmo sapere se alla madre, di 80 anni ed inabile, spetti per caso una quota di pensione come superstite. Finora non è stata fatta nessuna domanda, sul presupposto che non le competa nulla. C. Ricci, Grosseto la pensione ai superstiti può spettare anche ai genitori di un assicurato o pensionato. e’ necessario, però, che ognuno di loro abbia un’età superiore ai 65 anni, che non sia titolare di altra pensione e risulti a carico del lavoratore deceduto alla data della morte. Inoltre, può essere concessa soltanto nel caso in cui non vi siano né coniuge né figli superstiti o, pure esistendo, non abbiano titolo alla pensione.

disoccupazione

Indennizzata ma non computata Mia madre, classe 1951, è pensionata di anzianità quale ex lavoratrice dipendente. Nella sua vita lavorativa ha 2 periodi di disoccupazione indennizzata, per complessivi 8 mesi. Per il diritto alla pensione, tale periodo non è stato conteggiato, come da normativa. Vorrei chiederle: quando, nel 2011, compirà 60 anni, potrà fare domanda di ricostituzione della pensione, per far calcolare quegli 8 mesi ed ottenere un incremento economico? V. Genova, Padova la risposta è negativa. Infatti, l’INPS non ha tenuto conto degli 8 mesi di disoccupazione soltanto ai fini del diritto alla pensione, ma li ha sicuramente presi in considerazione per determinarne l’importo. Se ha ancora dei dubbi, può recarsi alla Sede che ha liquidato la

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avvertiamo i lettori che alcuni quesiti e relativi pareri vengono ripetuti perché riguardano argomenti che hanno già ottenuto risposta

pensione e far verificare la situazione contributiva presa a base del calcolo.

rateizzazione

Riscatto periodi lavorativi inoltrato Mio marito ha all’INPS, lo scorso aprile, domanda di rendita vitalizia per riscattare precedenti periodi lavorativi privi dei dovuti versamenti. Telefonicamente, ha saputo che la domanda è stata accolta e che quanto prima riceverà l’apposita comunicazione. Considerato, però, che l'importo che gli verrà richiesto sarà certamente oneroso, le chiedo se ne è prevista la rateizzazione e, in caso positivo, in quale misura. P. G., Roma la risposta tranquillizzerà suo marito. Sì, è prevista la rateizzazione dei contributi da versare fino ad un massimo di 60 rate mensili.

con figlia disabile

Finestra a febbraio 2012 Mio fratello ha una figlia disabile (invalidità riconosciuta da tempo al 100%). E’ nato nel febbraio del 1954 e lavora, quale dipendente, da gennaio 1972. Quando andrà in pensione? Sono previste agevolazioni previdenziali per la sua situazione? V. Bianco, Torino Purtroppo, non sono previste agevolazioni in termini di pensione (solo permessi dal lavoro in base alla legge n 104/1992). Per ottenere la pensione di anzianità, che è quella per lui più vicina, suo fratello dovrà raggiungere i 40 anni di contribuzione. Maturerà i requisiti, quindi, a gennaio 2012 e, poi, occorrerà attendere la prevista finestra di uscita (febbraio 2013).


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notte rossa Rubrica ideata e realizzata da carmine castoro

alter ego club

Roma, 18 e 25 settembre ore 21

Giallo sexy... a bordo piscina Nel panorama capitolino dell’intrattenimento sexy sempre più all’insegna dell’”eros acquatico” con locali che si trasformano in veri e proprio centri benessere, con sale termali, saune, bagni turchi, amplissime vasche idromassaggio dove fare tuffi e immersioni “galeotte”, il club Alter Ego, zona Colli Albani, sta assumendo una posizione di rilievo per prestigio, ospitalità, originalità delle serate. E proprio la “pizza sexy con…delitto” che si svolgerà questo sabato 18 settembre, e il prossimo 25, nelle sale di grande relax dell’Alter Ego, rappresentano una linea di grande novità e gioco intrigante. Un format, quello del “murder party” all’italiana che sembra assicurare divertimento, coinvolgimento, facili amicizie, aspetti importanti soprattutto in un private club che mira fondamentalmente a questo. La cena con delitto (ma potrebbe essere anche pranzo o rinfresco servito ai tavoli o a buffet), in effetti, è una rappresentazione teatrale che si abbina ad un pasto. Il pubblico, tra una portata e l’altra, assiste a scene in giallo che culminano con un delitto. A questo punto agli spettatori viene chiesto di collaborare alle indagini per identificare il colpevole, le modalità e il movente dell’omicidio. Ambientazioni

diverse, storie coinvolgenti, cattureranno l’attenzione degli ospiti in un susseguirsi di vicen-

de e di emozioni fino all’ultima portata…Mettere alla prova le proprie doti investigative, fiutare

gli indizi, non lasciarsi ingannare dai depistaggi, individuare il movente, l’arma del delitto, ricostruire la scena del crimine e infine arrestare il colpevole prima che possa commettere ancora orrendi misfatti… Durante la cena con delitto, i commensali sono divisi per tavoli e costituiranno ognuno una squadra investigativa in competizione con tutte le altre per la soluzione del mistero, tra interrogatori ed analisi degli indizi che si svolgono tra una portata e l’altra. Come nel famoso film, “Invito a cena con delitto” dove i più famosi detective al mondo sono riuniti tutti insieme contemporaneamente, in queste serate in giallo è il cliente ad essere chiamato a partecipare al gioco e a cercare di svelare il mistero. Alla fine della serata ogni squadra investigativa sarà invitata ad indicare il colpevole, il movente e l’arma del delitto. Gli ospiti sono parte attiva e integrante della storia interpretando il ruolo degli investigatori, risolvendo enigmi, interrogando gli indiziati e prendono parte alle indagini e alle ricerche sul campo. Saranno in grado di scovare l’assassino? Mettendo alla

continua a pagina 7


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notte rossa

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agatha christie regina del “brivido”

segue da pagina 6 prova la loro abilità di investigatori e come i grandi Sherlock Holmes, Hercule Poirot e Maigret si prepareranno a risolvere il giallo e a condannare alla giustizia colui che ha compiuto il delitto. Insomma, piatti gustosi, un’atmosfera da giallo classico, un “assassino” da assicurare alla giustizia, un teatro interattivo, suggestivo e coinvolgente, che sviluppa fra i tavoli una vera e propria trama thriller da dipanare con le più acute doti logicodeduttive. Sono questi gli ingredienti della “pizza sexy con…delitto”, una serata chic e choc che vivrà un suo prestigioso appuntamento sabato 18 settembre, e il successivo 25 settembre, presso il club Alter Ego di Roma Info: alteregoclub.org (347-6041317 oppure 3398563297), e che prevede una affascinante articolazione di “indagini” nel clima caldo e avvolgente, composto di salottini, stanze-relax e delicate abatjour, dell’Alter Ego, quando le “squadre investigative” si confronteranno in un murder-game per vincere prestigiosi premi messi a disposizione dalla direzione della famosa associazione culturale romana, molto nota come centro benessere con sauna, bagno turco, vasca idromassaggio. La kermesse per Holmes in erba è supportata artisticamente dallo staff romano di Anime di Carta, gruppo capitanato dall’attrice Emanuela Petroni che, fra le tante iniziative teatrali, spettacolari, ludiche, artistiche di

grande prestigio porta avanti da anni anche il progetto di proporre in tutta Italia - partendo dalle esperienze maturate nel mondo anglosassone - nuove modalità di intrattenimento interattivo giallo, con il contributo e la consulenza di un organico composto da autori, registi, attori e tecnici in grado di allestire scene “da brivido” in contesti privati, pubblici, aziendali. Le cene con delitto rappresentano, in effetti, la versione più spettacolare e moderna del più classico gioco di ruolo inaugurato da Agatha Christie. In Inghilterra si svolge ancora oggi ogni fine settimana nella locanda dell’Old Swan, Vecchio Cigno, un originale Cluedo di cui la stessa scrittrice era stata l’inventrice, alla fine degli anni ’20, riparando in una località a pochi chilometri da Londra per un periodo di riflessione e separazione dal suo legittimo compagno Sir Archibald Christie. Più di dieci anni fa, l’importazione in Italia di un gioco che unisce sapori e intrattenimento e che prende molto chi vi partecipa,

proiettandolo negli scenari, felpati e inquietanti, dei gialli classici, ricreando l’inseguimento del “cattivo” da parte di “commissari” che, per quanto improvvisati, devono mettere in campo tutte le proprie facoltà cerebrali ed enigmistiche per ricostruire piste, indizi, tracce anche superficiali del passaggio dell’assassino. Lo staff della Petroni prevede un taglio colorato, fantasioso e scanzonato del classico giallo da libro Mondadori, ma non privo di rigore formale e precisione nello svolgersi della narrazione. Grande attenzione sarà riservata a costumi, parrucche, dettagli che caratterizzeranno i personaggi in scena. Nel corso della cena all’Alter Ego – private club che unisce da sempre gioco, trasgressione, intrattenimento studiato nei minimi particolari e la grande ospitalità dei padroni di casa Giorgio e Daniela- i commensali gareggeranno per la conquista di premi tra i quali ingressi gratuiti per coppie e singoli che si sono distinti nella soluzione. La serata sarà anche un’occasione per gradire il clima di grande convivialità dell’Alter Ego che da sempre ha adottato la strategia del gusto e della raffinatezza, per coniugare sempre sensualità e massimo coinvolgimento nell’ambiente. L’idea è anche quella di creare un appuntamento ricorrente nel club romano per una sorta di torneo sexy-giallo. Probabilmente lungo varie serate intitolate ad altrettanti famosi detective della letteratura gialla classica, un modo per ricordarli nei loro tic, nelle loro abitudini e abilità, così come sono stati creati da scrittori e maestri della criminologia.

dame agatha Mary clarissa Miller, Lady Mallowan, nota come agatha christie (Torquay, 15 settembre 1890 – Wallingford, 12 gennaio 1976), Giallista di fama mondiale, fu autrice anche di romanzi rosa scritti con lo pseudonimo di Mary Westmacott. È la scrittrice inglese più tradotta, anche più di Shakespeare: un miliardo di copie in 56 linguei. i suoi personaggi maggiori sono l'investigatore belga Hercule Poirot e la simpatica vecchietta, nonché intrigante indagatrice, Miss Marple. Hercule Poirot, protagonista nel primo romanzo della christie, Poirot a Styles court (1920), ottenne immediatamente grande popolarità, rientrando nel novero dei più grandi detective della letteratura poliziesca mondiale: molti dei romanzi che lo vedono recitare il ruolo di investigatore sono diventati dei veri e propri classici, uno su tutti assassinio sull'orient Express. Miss Marple, la celebre vecchina del villaggio di Saint Mary Mead che risolve i più intricati delitti grazie solo alla forza della sua curiosità e del pettegolezzo, apparve per la prima volta nel romanzo La morte nel villaggio (The Murder at the vicarage, 1930).


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Alla scoperta del modenese

Sulle orme dell’aceto balsamico Dal primo al 3 ottobre a Spilamberto c’è il rito della bollitura del mosto assieme alla kermesse su motori e sapori di

aNNa MaRia dE Luca

Come ogni anno a Spilamberto (Mo), nel primo fine settimana di ottobre, le strade del borgo si riempiono degli aromi della bollitura del mosto. Da venerdì 1 a domenica 3 ottobre nella patria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena si celebra un momento fondamentale della realizzazione del prezioso prodotto: su grandi fuochi, dentro a giganteschi paioli, il succo d’uva viene cotto lentamente ad una temperatura che non deve superare i settanta gradi, sino alla sua riduzione ad un mezzo o anche ad un terzo del suo volume iniziale. Dopo questo rito, che è anche un’occasione di festa, la base del Balsamico è pronta per essere pazientemente invecchiata in botti di legno diverso, di grandezza a scalare, fino all’ottenimento dei sapori, degli odori e dei colori caratteristici di uno dei prodotti gastronomici più pregiati al mondo. Il Museo dell’Aceto Balsamico Tradizionale in collaborazione con il Comune di

Spilamberto, la Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e le “Botteghe di Messer Filippo”, organizza, in occasione del rito della cottura del mosto, la kermesse “Vetrine Motori e Balsamici Sapori”. La manifestazione comincia venerdì 1 ottobre con l’apertura del mercatino dei prodotti biologici ed equosolidali. Nel tardo pomeriggio gli alpini sfilano per le vie del centro storico e organizzano degustazioni di prelibatezze tipiche della zona. In serata Giancarlo Marini presenta il suo libro “L’altra spesa. Consumare come il mercato non vorrebbe”; segue la proiezione di “Food Inc. – non guarderai più il cibo allo stesso modo” – di Robert Kenner. Sabato 2 ottobre i visitatori possono assistere al rito dal quale prenderà vita il prezioso Balsamico: la cottura del mosto a cielo aperto, nei caratteristici “paioli” governati, a fuoco lento, dai maestri delle 16 Comunità che aderiscono alla Consorteria. Nella splendida cornice del borgo di

Spilamberto si possono osservare tutti i passaggi che precedono le ulteriori fasi di preparazione dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e partecipare alle degustazioni guidate di Balsamico tenute dai maestri della Consorteria. E’ possibile assaggiare anche altre eccellenze gastronomiche del territorio. Domenica 3 ottobre i protagonisti sono i motori: l’associazione “Le botteghe di messer Filippo” raduna una serie di auto di prestigio, da quelle d’epoca fino a quelle con combustibile alternativo, trasformando per qualche ora le vie del paese in una passerella per le regine delle strade del passato e del futuro. Il pomeriggio è dedicato a una “Degustazione al Museo”: cultori, appassionati e “semplici” golosi possono assaporare l’Aceto Balsamico Tradizionale guidati dai Maestri della Consorteria. Anche quest’anno saranno

ospiti della manifestazione alcuni rappresentanti dei Musei del Gusto, delle Fattorie Didattiche e dei Consorzi più importanti del nostro territorio. Lunedì 4 ottobre viene assegnato il premio Lamberto d’oro 2010. Nelle giornate di sabato 2 e domenica 3 ottobre è possibile visitare gratuitamente il Museo dell’Aceto Balsamico Tradizionale, l’Acetaia sociale della Consorteria, la sede Ordine dell’Ordine del Nocino Modenese e la “cella di Messer Filippo”. Inoltre, per tutto il weekend, Spilamberto ospita le aziende agricole del territorio e la vendita diretta dei loro prodotti, laboratori per bambini, spettacoli, laboratori del gusto e iniziative culturali. Per info chiamare il Museo dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena (tel. 059.781614) o la Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena (tel. 059.785959). continua a pagina 9


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da visitare Spilamberto:

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* Il Museo dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, dal 2002 ha sede nella settecentesca Villa Fabriani: attraverso le sue sale è possibile conoscere le tradizionali tecniche, gli oggetti legati alla produzione, nonché immergersi nel fascino dei profumi e dei gusti di questo inimitabile prodotto. Il visitatore che attraverserà le sale del Museo scoprirà la complessità della sua preparazione resa perfetta dal tempo e dall’esperienza, apprezzerà la sua unicità assistendo a quei processi di produzione fino ad ora gelosamente custoditi di generazione in generazione. La Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena nasce nel 1967 con lo scopo di promuovere, organizzare e sostenere iniziative e manifestazioni dirette alla tutela e alla valorizzazione dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, nonché alla diffusione della sua conoscenza nel rispetto assoluto della tradizione. Svolge corsi di formazione e di approfondimento sul “Balsamico”, cura la pratica dell’esame organolettico per la conoscenza del prezioso prodotto, svolge annualmente

il Palio di S. Giovanni. Villa Comunale Fabriani, Via Roncati, 28, tel. 059.781614 www.museodelbalsamicotradizionale.org * Il Torrione Medievale (nella foto in basso) e la “Cella di Messer Filippo” sono posti all’ingresso del paese. Il torrione ospita il Museo Archeologico Antiquarium e la sede dell’Ordine del Nocino Modenese. I muri della cella erano interamente ricoperti da iscrizioni in rima e disegni, un vero e proprio diario tenuto da un colto prigioniero, conoscitore delle corti e degli usi del tempo. Entrambi sono visitabili su appuntamento: Ufficio Cultura del Comune tel. 059.789964 e cultura@comune.spilamberto.mo.it * L’Ordine del Nocino Modenese è un’associazione fondata a Spilamberto nel 1978 da un gruppo di signore che si sono riunite con l’obiettivo di salvaguardare e promuovere l’antico liquore a base di noci immature. La sede dell’Ordine è in Corso Umberto I, presso il Torrione Medievale. L’Ordine è visitabile gratuitamente su prenotazione: Sig.ra Bruna Ferrari Malmusi (Pres.) 059.783339 Sig.ra Vania Franceschelli (vice-Pres.) 335.6303613 segreteria@ordinedelnocinomodenese.it - www.ordine-

delnocinomodenese.it * Parco di Rocca Rangoni: la Rocca è stata costruita all’inizio del XIII sec. e più volte modificata fino ad assumere l’aspetto attuale. Originariamente orientata verso il Panaro, conserva ancora le tracce dell’antico ponte levatoio e delle mura perimetrali. Divenne abitazione signorile dei Rangoni, feudatari di Spilamberto dal sec. XV, negli anni 1650/60, quando fu trasformata da fortezza a residenza. Dal 2005 la Rocca è di proprietà del Comune di Spilamberto. L’ampio parco è aperto al pubblico dal martedì alla domenica dalle 8,30 alle 19,30. Chiuso il lunedì.

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dove mangiare:

* Ristorante Villa alle Grazie Via Matteotti, 13 - Tel. 059.782250 www.villaallegrazie.com * Trattoria Da Cesare - Via S. Giovanni, 38 Tel. 059.784259 * Trattoria La Tana dei Tassi Via San Giovanni, 25 - Tel. 059.784989 * Ristorante San Pellegrino Tel. 059.782213 * Trattoria La Tana dei Tassi Via San Giovanni, 25 - Tel. 059.784989

dove dormire:

* Hotel La Cartiera 4*S Via Sega, 2 – 41058 Vignola (Mo) - Tel. 059.767089 Internet: www.hotellacartiera.it * Hotel San Pellegrino 3* Via Vignolese, 1130 - Tel. 059.784318 Internet: www.hotelsanpellegrino.it * Affittacamere Da Emma Via Modenese, 2201/2203 Cell. 329.6360115 * B&B Balsamico Via Matteotti, 5 - Cell. 345.3465951 e-mail: info@bebbalsamico.it internet: www.beb-balsamico.it


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Calcio. Commento al campionato

Traguardi mancati E’ sfida aperta tra Melo e Veltroni Il giocatore della Juve come l’esponende del Pd è alla ricerca di una nuova “sistemazione”. Intanto si aspetta la conferma del Milan di Dinho e Ibra di GiuSEPPE MaRicoNda La parentesi internazionale della Coppe (Champions ed Europa league) hanno evidenziato ancora una volta tutta la fragilità del sistema calcio italiano, non solo sotto il profilo tecnico, tattico ed agonistico, ma anche psicologico. Lo scontro "dialettico" in diretta tv tra Arrigo Sacchi (uno che ha contribuito a scrivere la recente storia calcistica del Milan) e Zlatan Ibrahimovic (uno che aspira a ritagliarsi un ruolo nella vicenda rossonera di oggi) è la spia evidente di un malessere, di un malcontento che regna negli spogliatoi e fors'anche nella stessa dirigenza societaria. Si diceva di campagna elettorale più che di campagna acquisti per rafforzare la squadra: a Cesena è apparso del tutto evidente e il campo stava

per ribadirlo anche a San Siro contro l'Auxere; poi gli infortuni prima e l' invenzione …millimetrica dello svedese hanno impresso una svolta. La punta di uno scarpino può cambiare il corso di una partita. E, ancora, anche se sembra incredibile, una mano ad Allegri potrebbero averla data proprio i due più recente infortuni: fuori Ambrosini e iniezione di gioventù a centro campo con Boateng; e fuori Pato, dentro Robinho senza creare malumori. Il problema si riproporrà quando saranno tutti disponibili…Ma il calcio è bello proprio perché i nodi si affrontano man mano, e se poi le circostanze ti danno una mano… Del Neri, ad esempio, in cuor suo probabilmente aspetta una circostanza per concedere a Felipe Melo

Felipe Melo, ancora una incognita, e sotto Walter Veltroni

un anno sabbatico… E' il Veltroni del calcio… Ha affossato la Juve di Ferrara non trovando per un anno intero una posizione in campo e facendosi notare più per le sanzioni disciplinari che per il gioco; ha cancellato il Brasile dal campionato sudafricano, e contro i modesti polacchi ha causato un rigore da dilettante, ma quali danni ulteriori ha in mente? E Valter Veltroni, noto tifoso juventino, in politica è riuscito a cancellare la sinistra dal Parlamento, ha consegnato Roma ad Alemanno (dimettendosi da sindaco…), ha perso tutte le elezioni della sue segreteria, ora aspira a tornare ad un ruolo di primo piano nel pd. Per fare quali altri danni? I danni all'immagine del Napoli li ha fatti e li continua a fare il suo presidente De Laurentis: dopo l'abolizione dello sconto sui biglietti per gli handicappati, ha deciso di lasciare fuori dello stadio i microfoni Rai per gli incontri di coppa europea. Lo stadio San Paolo è stato l'unico a non essere collegato con il tradizionale "minuto per minuto" radiofonico, e l'azienda pubblica ci ha aggiunto anche del suo, ignorando che esiste il diritto - dovere di cronaca. Ha evitato accuratamente di aggiornare il risultato, forse anche perché gli olandesi dell'Utrecht hanno inchiodato sullo 0 a 0 i napoletani. Ma almeno qualche notizia sull'andamento del gioco si poteva e doveva dare. Ma chi raccoglie la protesta? Non basta il segnale che molti napoletani hanno già dato disertando gli spalti o fischiando? Senza l'apporto - spesso determinante - del pubblico napoletano è facile prevedere un cammino in salita per Mazzarri, che lo scorso

anno aveva trovato alleate le "famose" circostanze degli ultimi minuti. Con il Bari gli ultimi minuti sono stati …"circostanze contrarie". A lungo andare - dicevano gli esperti di un tempo- nel calcio tutto si bilancia. Anche gli errori arbitrali, di destra o di sinistra. E a proposito di arbitri a San Siro per l'anticipo Milan - Catania è stato designato Emidio Morganti, che era il quarto uomo nella contestata partita di Cesena. Il designatore Braschi, a differenza di tutti noi, conosce il giudizio di Morganti sull'arbitraggio di Carmine Russo (definito di sinistra da Berlusconi) e, dunque, quale mistero nasconde la sua decisione? Un tentativo di riparare ad eventuali errori o manifestazione di ininfluenzabilità? Vedremo al termine dei 90 minuti, anche se -sulla carta, ma solo sulla carta- l'impegno con gli uomini di Giampaolo non dovrebbe essere proibitivo per Ronaldinho e soci. Per il resto, chiusa in modo non esaltante, la prima parentesi europea nel torneo di casa nostra sono attese le conferme di Chievo (ospiterà il Brescia), del Cesena (se la vedrà con il Lecce), e di Bari o Cagliari, messe a confronto nella partita dell'ora di pranzo. Per il resto tra le cosiddette grandi, primo vero collaudo per Benitez e la sua Inter sul difficile campo di Palermo e difficoltà per questa Juve sul campo dei bianconeri ancora più disperati, quell'Udinese di Guidolin unica squadra a zero punti. Decisiva (brutto, ma ovvio aggettivo dopo solo due settimane) la partita all'Olimpico tra una Roma - dilaniata da polemiche- e un Bologna, prima squadra ad aver sostituito l'allenatore. Quante altre seguiranno questo pessimo esempio?


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Maurizio Battista

L’attualità tutta da ridere al Sistina Il comico racconta la sua storia in uno spettacolo dal 21 settembre al 10 ottobre nel principale teatro della Capitale di

cRiSTiNa aRcHiLLETTi

Maurizio Battista è uno dei comici di estrazione romana attualmente più popolari ed apprezzati. Da sempre porta sul palcoscenico la comicità istintiva della situazione quotidiana: matrimoni instabili, mariti infedeli, mogli depresse, suocere impossibili da sopportare. Senza mai ricorrere alla scappatoia dell'imitazione o della parolaccia, sa come coinvolgere ed appassionare il pubblico grazie alla frizzante e spassosa parlata romana ed alla grande verve istintiva che lo contraddistingue. Non tutti sanno che il padre del comico possedeva un bar (che Maurizio mantiene tuttora perché gli è utile, come lui stesso sostiene, “a mantenere i piedi per terra” n.d.r.) e, probabilmente proprio il suo essere stato abituato al contatto con la gente lo ha aiutato ad approcciare il pubblico nella maniera giusta ed a riuscire ad individuare i temi più cari alla gente comune; i suoi cavalli di battaglia, infatti, sono il matrimonio, i vizi e le virtù dell' unione di fatto all'italiana. L’altra partioclare abilità di Battista risiede nella capacità di trovare il senso comico nella notizia di cronaca e nel fatto di costume. La naturale inclinazione a scovare il lato divertente dove nessuno riesce a vederlo fa di lui

uno dei più bravi e ricercati cabarettisti italiani. Ha lavorato in alcuni tra i più prestigiosi teatri della capitale, tra cui: Agorà, Eliseo, Anfitrione, Satiri, Bagaglino, Olimpico, Belli e Parioli, solo per citarne alcuni. Cosa ci fa, però, Maurizio Battista al Teatro Sistina? Sarà lui stesso a spiegarlo al pubblico direttamente dal palco dello storico teatro romano e lo farà raccontandoci la lunga strada, a volte tortuosa, che ha percorso in questi anni per arrivare al prestigioso ed ambito palcoscenico di Via Sistina. Potremo, quindi, ascoltare e gustare con

piacere gli aneddoti e gli episodi narrati attraverso la sua voce sarcastica, i suoi gesti eloquenti e le sue pause beffarde. Si comincerà proprio dai racconti dei suoi esordi, di quando si esibiva nei locali della capitale o meglio di quando i suoi spettacoli si svolgevano nelle cantine che avevano una caratteristica particolare: gli artisti salivano sul palco con il cappotto. E non se lo toglievano mai, ma non per il freddo, bensì per la paura che qualcuno avrebbe potuto sottrarlo al legittimo proprietario ed il rischio che il cappotto venisse ‘trafugato’ era talmente elevato che nessuno rischiava. Ecco spiegato il titolo, …dalla cantina al Sistina ed il suo spettacolo inizierà esattamente così, a sipario chiuso e con il cappotto indosso. Fu proprio in queste cantine che nacquero i pezzi più famosi del suo repertorio, quelli che poi, con il tempo, sono diventati i suoi cavalli di battaglia, e che ci proporrà in questa felice occasione: “la siringa”, “paletta e secchiello” e il famo-

sissimo “Portaportese”. Battista ripercorrerà poi altre tappe della sua storia per arrivare a narrare, con un escamotage drammaturgico, le favole dei nostri tempi, questa volta prendendo in prestito i cartelloni dei cantastorie. Del resto la sua attività può essere a buon diritto annoverata tra i metodi di trasmissione orale della cultura popolare. Le sue storie ‘romanzate’ hanno radici profonde nella vita quotidiana dei nostri tempi. Ed ecco, appunto, le gesta eroiche della Principessa Tulipani, del Principe Ciccione e del Principe Seccone - ogni riferimento è puramente casuale - che hanno popolato le cronache di quotidiani e settimanali dell’estate. Da buon menestrello si farà accompagnare – non da un chitarra – ma da un intero gruppo musicale, l’Acquofono band, per arrivare alla sua morale della storia. Per gli amanti dell’Hi Tec, invece, uno schermo gigante dominerà la scena anche se, in realtà, non è funzionante ma funge solo da custodia di articoli e brani tratti dai periodici e giornali, con gli episodi salienti dell’estate che sta per finire. Ancora uno spettacolo pieno di sorprese e divertimento, all’insegna della schiettezza e della spontaneità che da sempre caratterizzano Battista.


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MiNicRiTicHE dEi FiLM dELL’aNNo congrega dei Parabolani ad uccidere la scienziata, non è molto piaciuto, ma secondo il regista quello che si vede nel film è solo il 30 per cento del male che ha fatto l'alto prelato.

affetti & dispetti (La nana) Regia: Sebastiàn Silva con catalina Saavedra, claudia celedòn. La storia di una donna di bassa statura? Niente di tutto questo. La nana è una sorta di "tata" italiana, la colf che vive con la famiglia, occupandosi sia della casa che dei bambini. Qui magistralmente interpretata da una bravissima e sconosciutissima attrice cilena (Catalina Saavedra, non a caso premiata al Sundance ed a Torino), che praticamente da sola sostiene tutto il film, riuscendo a mettere tutti in ombra. La pellicola ha un impianto molto teatrale, si svolge all'interno delle varie stanze della villetta di una famiglia benestante. I dialoghi sono pochi ed il tutto trapela e si intuisce dalle espressioni di questa cameriera, introversa, scorbutica e dallo sguardo triste. Un volto spesso in primo piano che riesce a spiegare meglio di mille parole stati d'animo ed emozioni. Vale la pena darci un'occhiata solo per vederla all'opera.

amante (L') inglese Regia: catherine corsini con Kristin Scott Thomas, Sergi Lopez Epopea tutta al femminile dove protagonista è una donna che lotta per affermare la propria autodeterminazione. Suzanne vive in una bella villa nel sud della Francia con un marito e due figli adolescenti. Una esistenza borghese e piena di noia spezzata dall'incontro con Ivan, rude operaio spagnolo con qualche errore alle spalle, che un giorno arriva per ristrutturare lo studio dell'abitazione. Un'avventura che si trasforma presto in passione travolgente e vero amore. Il marito, noto medico della zona molto attento alle apparenze ed in procinto di lanciarsi nella carriera politica, più che altro ferito dall'essere stato scaricato per un semplice operaio, cer-

alice in Wonderland

Mia Wasikowska in “alice in Wonderland” cherà in tutti i modi di contrastare la liaison, ricorrendo anche a biechi ricatti. Finale catartico.

a serious man Regia: Joel & Ethan coen con Michael Stuhlbarg Il film è ambientato nel 1967 in una comunità ebraica di una non bene identificata cittadina del Mid West. Larry Gopnik è un docente universitario e cerca di vivere secondo le regole della collettività. Tenta di fare del suo meglio nonostante abbia il figlio che fuma erba, la figlia che vuole rifarsi il naso, la moglie lo lascia per un altro uomo e tanta sfiga lo perseguita. Il tutto condito da un tagliente umorismo yiddish. Gli stessi Coen, intervenuti al festival del cinema di Roma, hanno ammesso di aver attinto a piene mani, nello scrivere la sceneggiatura, dai ricordi della loro infanzia. Grande prova dell'attore protagonista, Michael Stuhlbarg, in Italia del tutto sconosciuto del quale però si intuisce l'enorme capacità interpretativa per cui è noto nell'universo teatrale Usa.

a single man Regia: Tom Ford con colin Firth e Julianne Moore Patinato e forse stilisticamente troppo perfetto (poteva essere diversamente?), ma con un grande Colin Firth nei

panni di un professore universitario che non riesce a dare un senso alla vita dopo la morte del suo compagno per un incidente stradale. Discreto esordio alla regia per il celebre stilista texano che è riuscito a fare un film con parecchie imperfezioni, eppure coinvolgente ed emozionante. Libero adattamento del romanzo di Christopher Isherwood "Un uomo solo", è un racconto sull'amore interrotto, sull'isolamento della condizione umana e l'importanza dei momenti apparentemente insignificanti della vita.

agora Regia: alejandro amenàbar con Rachel Weisz, Max Minghella Non è un film contro il cristianesimo ma contro tutti i fond a m e n t a l i s m i . Sostanzialmente è questa la chiave di lettura. Un concetto però non condiviso dalle alte gerarchie della Chiesa che, secondo la casa di distribuzione, dopo una proiezione riservata ha avuto reazioni stizzite di dissenso sul taglio dato alla pellicola. La vera storia della filosofa greca Ipazia uccisa e fatta a pezzi dagli integralisti cristiani nel 391 dopo Cristo ad Alessandria d'Egitto, ha faticato non poco ad uscire in Italia, suscitando, come era prevedibile, parecchie polemiche. Il ruolo del vescovo Cirillo, che avrebbe istigato la

Regia: Tim Burton con Mia depp, Johnny anne Wasikowska, Hathaway. Spettacolare ed emozionante Burton. Ancora una volta non delude, regalandoci una inedita Alice, indipendente, moderna ed ormai ventenne. Non più la bambina del Paese delle Meraviglie, ma una donna che intraprende un nel viaggio nuovo Sottomondo per conoscere il suo futuro, che non sarà quello di sposare il viscido e stupido Lord Hamish. Il suo destino è diventare una donna d'affari. Johnny Depp sempre all'altezza dei personaggi che interpreta, anche in questo caso bizzarro e divertente al punto giusto nei panni del Cappellaio Matto. Strepitosa Helena Bonham Carter (dolce metà del regista), la tirannica "capocciona" monarca Iracondia, dal carattere irascibile ed una certa propensione a tagliare la testa dei suoi nemici, che poi lascia soavemente galleggiare nel fossato che circonda il castello.

avatar Regia: James cameron con Worthington, Sam Sigourney Weaver Cosa dire di più di quanto non si sia già sproloquiato su questo film. Gli effetti sono davvero speciali (l'animazione è splendida, in particolare le figure dei Na'vi e l'ambientazione di Pandora), la storia però, per quanto politicamente corretta, è un po' banalotta. I buoni, i cattivi, l'amore, il lieto fine, con tanto di pistolotto moralistico. Il cattivo è così cattivo da sembrare una caricatura. Già dalle prime scene si capisce al volo dove andrà a parare e soprattutto come


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MiNicRiTicHE dEi FiLM dELL’aNNo uomini daranno inizio ad una relazione segreta, ma la loro passione proibita dovrà scontare la punizione del gruppo di estrema destra. Tuttavia l'amore e l'attrazione sessuale è così forte che, pur dovendo infrangere ogni regola, Lars e Jimmy non riusciranno a mettere fine alla relazione. Attori all'altezza di uno script non facile ed alquanto complesso da interpretare. Da non perdere. Marc'Aurelio d'Oro al Festival di Roma.

finirà. E poi sembra un lungo déjà-vu. A tratti viene in mente "Balla coi lupi", "The Fountain" di Aronofskye (ma l'albero della vita non è simile?), "Soldato blu", "Il signore degli anelli", "Apocalypse Now" e chi più ha più ne metta. Un consiglio: provate a vederlo anche nella versione normale, senza gli occhialini, nei cinema che non hanno il 3D. I colori sono molto più vivaci.

Baciami ancora Regia: Gabriele Muccino con Stefano accorsi, vittoria Puccini, Pierfrancesco Favino, claudio Santamaria, Giorgio Pasotti, Marco cocci, Sabrina impacciatore. Muccino in grande forma. La trasferta americana gli ha fatto bene, lo ha galvanizzato ed arricchito e con la macchina da presa fa faville. Corre letteralmente dietro agli attori, non li molla un istante nel tentativo di estrapolare emozioni e sentimenti. Dopo i trentenni racconta gioie e dolori della generazione dei quaranta. Il ritorno alle radici ma anche la voglia di rimettersi in gioco, l'amore per l'altra persona e quello per i figli. Un gruppo di amici impegnati in una estenuante ricerca della felicità. Forse una costruzione un po' troppo adrenalitica ed affannata (in 2 ore e19 di durata), ma decisamente efficace nel delineare i personaggi. La new entry Vittoria Puccini non fa rimpiangere Giovanna Mezzogiorno.

Bangkok dangerous Regia: oxide e danny Pang con Nicolas cage e charlie Young Remake dell'omonima pellicola del '99 dei fratelli di Hong Kong, già noti per "The eye", che rifanno se stessi. Come spesso avviene, la star indigena viene rimpiazzata da quella a stelle e strisce. In questo caso Nicolas Cage,

cado dalle nubi

Giovanna Mezzogiorno, Rocco Papaleo, Paolo Briguglia, alessando Gassman e Max Gazzè in una scena di “Basilicata coast to coast” che oltre al ruolo di interprete principale (spietato killer che si innamora di una ragazza sordomuta) si è anche ritagliato quello da produttore. Action movie a tinte noir (con velleità da thriller psicologico) che però non convince per niente. Regia svogliata ma anche una performance non certo eccellente del protagonista che si ostina a porsi con la stessa smorfia stampata sul volto, nel tentativo di esternare disagio ed inquietudine.

dietro alla macchina da presa per l'attore Rocco Papaleo, fino ad ora quasi esclusivamente relegato nei panni del caratterista, che con questa strampalata pellicola tenta di raccontare risorse e potenzialità della sua terra. Cinque amici, una piccola band di provincia per non rinunciare ai propri sogni. Cast credibile ed a proprio agio nelle singole interpretazioni, anche per un cantante come Gazzè alla sua prima prova cinematografica.

Brotherhood Basilicata coast to (Fratellanza) coast Regia: Nicolo donato Regia: Rocco Papaleo con alessandro Gassman, Paolo Briguglia, Max Gazzè, Rocco Papaleo, Giovanna Mezzogiorno Easy Rider in salsa lucana. Dal Tirreno allo Ionio a piedi per dieci giorni, attraversando una delle regioni più belle e suggestive del nostro Sud d'Italia. Divertente e surreale road movie musicale che vede protagonisti cinque personaggi in cerca delle proprie identità. Interessante esordio

con Thure Lindhardt, david dencik Una delle pellicole più interessanti in circolazione quest'estate. La storia di un amore pericoloso ma soprattutto la ricerca della propria identità. Deluso da un mancato avanzamento di carriera, Lars decide di lasciare l'esercito. Più per noia che per convinzione decide di aderire ad un movimento neo-nazista dove conosce Jimmy. I due

Regia: Gennaro Nunziante con dino abbrescia, Fabio Troiano e Giulia Michelini Ignorante, cafone, scorretto, razzista, non azzecca un congiuntivo, però sfonda nel mondo della tv. Il trionfo della mediocrità. La fotografia esatta dell'Italia di oggi, quella che ci propina tutti i giorni il piccolo schermo. E lui, Checco Zalone, il comico di Zelig, ci sguazza. La sua parodia è esilarante. Un esordio felice per il comico tv, rispetto a tanti colleghi che hanno tentato la stessa strada con risultati davvero deludenti. Riesce a fare un film corale dove anche i personaggi di contorno danno il loro significativo contributo, evitando che la storia sia solo una lunga sfilza di gag. Prende in giro tutti, con ingenuità usa un linguaggio scorretto ed assurdo. Fa la pipì nella sacra ampolla di acqua del Po e scambia Alberto da Giussano per un Power Ranger.

che fine ha fatto osama Bin Laden? documentario di Morgan Spurlock Dopo "Super Size Me", il regista, autore, produttore ed attore del cinema indipendente americano mette mano ad un'altra provocatoria impresa: scovare Bin Laden e soprattutto capire se c'è qualcuno che ha mai provato veramente a cercarlo. Sopra a tutti, Cia ed FBI. Inizia a New York


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MiNicRiTicHE dEi FiLM dELL’aNNo e fa il giro del mondo. Attraversa Egitto, Marocco, Israele, Palestina, Arabia Saudita, Afghanistan fino alle regioni tribali del Pakistan. Lungo il percorso interroga esperti ed imam, accademici e terroristi. In Europa visita i ghetti delle grandi città dove gli immigrati aspirano alla guerra santa. Irriverente, divertente e parecchio documentato il film paradossalmente sviluppa una profonda comprensione dei conflitti che turbano il mondo, con parecchi spunti di riflessione.

Pierfrancesco Favino e alba Rohrwacher in “cosa voglio di più”

che fine hanno fatto i Morgan? Regia: Marc Lawrence con Hugh Grant, Sarah Jessica Parker Veramente il sottotitolo potrebbe essere: che fine ha fatto Hugh Grant? Il ragazzo, ormai cinquantenne per la verità, non sembra più quello di "Quattro matrimoni e un funerale" oppure "Notting Hill". Film noioso e non riuscito nonostante lo sforzo produttivo di mettere insieme due star del cinema inglese ed americano. L'idea di catapultare in piena campagna una coppia di cittadini doc che non riesce a staccarsi dal BlackBerry, per andare a vivere nel Wyoming (accanto a cavalli, orsi e rudi cow-boy con tanto di pistola nella fondina), poteva anche funzionare. In questo caso però non fa neanche tanto ridere. Sceneggiatura debole e recitazione altrettanto sciatta.

city island Regia: Raymond de Felitta con andy Garcia, alan arkin, Julianna Margulies Da tempo non vedevamo una sceneggiatura così curata e ben scritta. Risultato, una spassosissima commedia con una storia che gira intorno al classico gioco delle verità nascoste, ambientata in uno dei quartieri meno noti di New York. Protagonista, un inedito ed istrionico Andy

Garcia, nei panni della guardia carceraria con il pallino della recitazione (la scena del suo primo provino vale tutto il film), con parecchi scheletri nell'armadio, come del resto hanno tutti gli altri componenti della famiglia. Ottimo cast di attori, diretto con impegno da un regista che arriva dal cinema indipendente i cui film fanno spesso il giro dei festival più prestigiosi e che ha anche recentemente affermato di ispirarsi al nostro Pietro Germi. Cosa volere di più?

chloe Regia: atom Egoyan con Julianne Moore, Liam Neeson Apparentemente un thriller, ma molto più intenso nella sua struttura e complessità. E' anche una storia d'amore, di suspance ed ipotetici tradimenti. Viaggio, con qualche perversione, in un tranquillo ma fragile ménage coniugale. Catherine, stimata ginecologa della middle class, sta organizzando una festa a sorpresa per il compleanno del marito David, professore di musica. La stessa sera l'uomo perde però il volo da New York per tornare a casa e la moglie comincia a nutrire qualche sospetto, soprattutto dopo aver scoperto nel suo cellulare un ambiguo sms di una delle sue allieve. Una sera a cena fuori con amici, Catherine incontra per caso

Chloe, giovane e bellissima escort di lusso. Per liberarsi dell'ossessione decide di ingaggiarla per testare la fedeltà del marito. Resterà invischiata invece in un gioco pericoloso che la condurrà ad un rapporto lesbo.

christmas (a) carol Regia: Robert Zemeckis con i volti di Jim carrey, Gary oldman e colin Firth Onestamente un po' troppo lugubre e poco adatto a bimbi molto piccoli per essere definito un film di Natale destinato alle famiglie. Inizia con un morto disteso dentro una bara con due monete sugli occhi, per poi proseguire con una serie di fantasmi che fanno visita al vecchio avaro Scrooge nella sua casa oscura e sinistra. Tuttavia l'adattamento cinematografico della celebre fiaba di Charles Dickens è un piccolo capolavoro, soprattutto di tecnica. Realizzato con il sistema motion capture (quello utilizzato per The Polar Express), ossia cattura delle espressioni degli attori (celebri!) riportate digitalmente sul grande schermo sotto forma di animazione, riesce a dare una profondità ed una nitidezza alle immagini da sembrare un film su pellicola.

city island Regia: Raymond de Felitta

con andy Garcia, alan arkin, Julianna Margulies Era da tempo che non vedevamo una sceneggiatura così curata e ben scritta. Risultato, una spassosissima commedia con una storia che gira intorno al classico gioco delle verità nascoste, ambientata in uno dei quartieri meno noti di New York. Protagonista, un inedito ed istrionico Andy Garcia, nei panni della guardia carceraria con il pallino della recitazione (la scena del suo primo provino vale tutto il film), con parecchi scheletri nell'armadio, come del resto hanno tutti gli altri componenti della famiglia. Ottimo cast di attori, diretto con impegno da un regista che arriva dal cinema indipendente i cui film fanno spesso il giro dei festival più prestigiosi e che ha anche recentemente affermato di ispirarsi al nostro Pietro Germi. Cosa volere di più?

colpo di fulmine - il mago della truffa Regia: John Requa e Glenn Ficarra con Jim carrey, Ewan McGregor Certo, la storia nella fase di scrittura della sceneggiatura è stata parecchio romanzata ma sembra che tutti gli eventi descritti siano realmente accaduti. Basta questo per rendere il film apprezzabile di una certa attenzione, perché se fosse vero solo un terzo di


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MiNicRiTicHE dEi FiLM dELL’aNNo glioso e cronologico. Non manca neanche la satira, con l'imitazione del premier. Una ricostruzione certosina di quello che è accaduto in Abruzzo ma anche al G8, a Napoli con la questione dei rifiuti e quant'altro. Da vedere.

quello narrato è davvero incredibile come un uomo possa arrivare a fare tanto nel corso di una vita. A parte questo, l'interpretazione di Carrey è un po' troppo fumettistica e gli eventi si susseguono con un certa confusione. Un morigerato agente di polizia, sposato con prole, che suona l'organo in chiesa, dopo un incidente stradale decide di cambiare vita. Si dichiara gay, inizia a vivere una esistenza stravagante fatta di truffe ed imbrogli che lo porta dritto in prigione dove incontra Phillip Morris, l'amore della sua vita. Per lui tenterà, con successo, un colpo impossibile dietro l'altro.

cosa voglio di più Regia: Silvio Soldini con Pierfrancesco Favino, alba Rohrwacher, Giuseppe Battiston Il ricordo di "Pane e tulipani" è ormai lontano, tanto da non sembrare un film di Soldini. Manca la poesia e quel tocco surreale che caratterizza il suo cinema, anche nell'affrontare temi vicini all'attualità. "Per la prima volta è stato un episodio di vita reale a far scattare in me l'idea di questo film" ha affermato. L'intento, quello di raccontare una storia d'amore in tempi di crisi, recessione e precariato, ma è come se mancasse di personalità. Ecco, forse ha un po' spiazzato il suo pubblico cercando di fare altro da quello realizzato fino ad ora, per questo il film non convince fino in fondo. Per il resto la bravura del regista milanese dietro alla macchina da presa è indiscutibile come quella nel dirigere gli attori, soprattutto nelle famose scene di sesso che sono sicuramente le più difficili.

crazy Heart Regia: Scott cooper con Jeff Bridges, Maggie Gyllenhaal, colin Farrell, Robert duvall Non sarà il Drugo del Grande

due vite per caso

Sabina Guzzanti che assume le sembranze di Silvio Berlusconi in “draquila”, di cui è lei stessa regista Lebowski, ma anche qui il grande Jeff Bridges riesce ancora a dare il meglio di sé per un film, low-budget, che gira interamente intorno alla sua figura. Intreccio narrativo forse scontato e prevedibile che però l'attore, con ammiccamenti e grande capacità interpretativa, riesce a rendere interessante ed accattivante. Invecchiato, appesantito, alcolizzato ed in fase discendente, Bad Blake è una vecchia gloria del country che ora deve accontentarsi di qualche isolato locale della sconfinata provincia americana ed alloggiare in alberghi di quarta categoria. Il casuale incontro con una giovane giornalista di una rivista locale che vuole intervistarlo, gli cambierà in qualche modo la vita.

dragon Trainer Regia: dean deblois e chris Sanders Delizioso cartone animato in 3D, da vedere anche nella versione normale, non si perde nulla. Il tocco magico è quello della Dream Works Animation, creatori di Shrek e Madagascar. Portatore di due messaggi facili ma corposi, che di questi tempi non guastano. Non bisogna aver

paura ad uscire fuori dal coro, affermando le proprie opinioni, e soprattutto non bisogna aver timore di ciò che esternamente può apparire diverso da noi. Il piccolo e gracile vichingo Hic vive in un comunità dove da sempre si combattono i draghi che rubano le pecore. Ma lui è un progressista ed è convinto che il dialogo con il nemico sia invece la strada giusta. Il suo senso dell'umorismo non si concilia però con gli ideali della tribù, dei coetanei e del forzuto padre, Stoick l'Immenso. Tratto dai libri della britannica Cressida Cowell.

draquila - L'italia che trema Regia: Sabina Guzzanti Il ministro dei Beni Culturali ha disertato il Festival di Cannes per protesta, il documentario secondo lui è fazioso e non veritiero. Ad alcuni aquilani è piaciuto ad altri per niente. Sabina Guzzanti riaccende le polemiche e questa volta si occupa del terremoto dell'Aquila e non solo. Snocciola con insolita pacatezza la sue teorie, utilizzando questa volta tecniche da reportage giornalistico, punti-

Regia: alessandro aronadio con Lorenzo Balducci, isabella Ragonese. Sgombriamo subito il campo. Sarà pure il raccomandatissimo figlio del famoso imprenditore coinvolto nello scandalo degli appalti al G8, ma Lorenzo Balducci è perfetto nel ruolo di Matteo Carli. Riesce con sorprendente capacità recitativa ad interpretare due ruoli affini ma non uguali. Una sorta di Sliding Doors all'italiana, per raccontare il doppio destino di un ventenne che una notte piovosa incontra per caso un'auto con dei poliziotti a bordo. L'incontro o lo scontro con quegli uomini determinerà il resto della sua vita. Rabbia, paura ed angoscia di una generazione che forse non ha futuro. Interessante esordio alla regia del giovane regista romano già apprezzato al Festival di Berlino.

E' complicato Regia: Nancy Meyers con Meryl Streep, alec Baldwin, Steve Martin E' sempre un piacere ritrovare la grande Meryl, anche se in questo caso è protagonista di una commedia non proprio originalissima e forse troppo hollywoodiana per un talento del suo livello. Tuttavia, tanto di cappello ad una attrice che a sessant'anni è ancora capace di trovare un ruolo di primo piano in un ambiente dove dopo i quaranta già si annaspa. Grazie alle sue innate capacità è in grado di far apparire decente un film che molto probabilmente con altri interpreti avrebbe creato qualche imbarazzo. La storia del triangolo over 50 tra una


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MiNicRiTicHE dEi FiLM dELL’aNNo donna, il suo ex marito ed un ipotetico pretendente stenta a decollare. E poi, va bene dare un'immagine di donna realizzata ma perché la scelta di stamparle sul viso, dall'inizio alla fine, quell'insistente sorriso a volte davvero fuori luogo?

interrogativi, soprattutto rispetto al ruolo giocato da un potente generale di Saddam Hussein.

Happy Family

Fuori controllo Regia: Martin campbell con Mel Gibson, Ray Winstone Con qualche ruga in più e qualche capello in meno ma con la stessa spavalderia ritorna dopo sette anni Mel Gibson e lo fa con un thriller ad alta tensione, che fonde politica, ecologia ed affari (loschi). Ancora una volta impegnato nella consueta lotta solitaria contro tutti e tutto, senza esclusione di colpi. Le immagini iniziali sono di sicuro impatto. L'inaspettata uccisione a sangue freddo della giovane Emma, sulla porta della casa del padre poliziotto, solletica subito la curiosità dello spettatore. Un avvio repentino per una storia avvincente, ben girata, senza troppe sbavature. Non male per chi ama il genere.

Genitori&figli. agitare bene prima dell'uso Regia: Giovanni veronesi con Silvio orlando, Luciana Littizzetto. Michele Placido, Margherita Buy, Max Tortora, Elena Sofia Ricci, Piera degli Esposti Il confronto-scontro tra il mondo degli adulti e quello dei giovani di oggi attraverso lo sguardo della quattordicenne Nina. E' credibile il quadro che il regista toscano traccia delle nuove generazioni, riesce a fotografarne bene il malessere e l'incapacità di capirsi fino in fondo. Certo, in un contesto da commedia e con i toni leggeri del genere, a volte con profili appena tratteggiati ma decisamente convincenti. Decisamente miglio-

Tahar Rahim, protagonista del “Profeta” re invece il fronte dei cosiddetti "grandi", dove si capisce che Veronesi ha maggiore conoscenza della materia. Avvalendosi di un cast di attori di alto profilo, abbandona per il momento il film ad episodi per raccontare una storia più strutturata e ricca di sfumature rispetto ai precedenti lavori.

Green Zone Regia: Paul Greengrass con Matt demon, Greg Kinnear Agli americani non è piaciuto molto. Anzi, visti gli esigui incassi potremo dire quasi niente. Perché i cattivi, ebbene si, questa volta sono loro. A dirla tutta, è difficile trovare nella cinematografia a stelle e strisce un altro film così esplicito, così diretto, nell'incolpare il governo Usa di aver provocato una guerra senza senso. La Green Zone del titolo è il blindatissimo quartiere situato nel centro di Baghdad dove risiedono le truppe, è da qui che parte l'avvincente thriller a sfondo politico. Da qui il maresciallo Roy Miller e la sua squadra di ispettori ricevono l'incarico di scovare nel deserto dell'Iraq i depositi con le famose armi di distruzione di massa. Non trovando nulla di tutto ciò, l'ufficiale inizierà ad avere qualche sospetto ed a porsi degli

Regia: Gabriele Salvatores con Fabio de Luigi, diego abatantuono, Fabrizio Bentivoglio, Margherita Buy, carla Signoris, valeria Bilello Non è l'ennesimo film sulla famiglia. Salvatores semplicemente racconta degli uomini e delle donne, e lo fa con un film originale, poetico, spassoso, colorato, elaborato su diversi piani narrativi e continui passaggi tra finzione e realtà. Otto personaggi in cerca d'autore. Sono questi i protagonisti, la famiglia felice a cui il titolo ironicamente allude. Escluso Ezio, 38 anni, una vita trascorsa senza aver mai concluso nulla di buono che un giorno decide di scrivere una sceneggiatura per il cinema. Due coppie, i loro figli, i nonni, il cane, esseri del tutto inventati che ad un certo punto però vivono di luce propria, escono dallo schermo del computer di Ezio (un Fabio De Luigi in grande forma) per rivendicare la loro esistenza. Il cinema nel cinema.

i Gatti Persiani Regia: Bahman Ghodabi con Negar Shaghaghi, Hamed Behdad Durante la lavorazione il regista è stato arrestato per ben due volte. In Iran la musica è considerata, dall'attuale regime, impura in quanto fonte di allegria e quindi vietata. I ragazzi sono costretti a suonare e cantare clandestinamente, nel chiuso di cantine e sotterranei. Un mondo nascosto, del quale la maggior parte della popolazione ignora l'esistenza. Completamente girato a Teheran, al di là dell'aspetto musicale, è un interessante viaggio nelle dinamiche che oggi governano l'ex Persia,

che aiuta a capire meglio cosa stia realmente avvenendo in quel Paese. Premio Speciale della giuria al Festival di Cannes, la sceneggiatura è stata scritta da Ghobadi e dalla fidanzata Roxana Saberi, la giornalista americana di origine iraniana processata per spionaggio

il figlio più piccolo Regia: Pupi avati con christian de Sica, Laura Morante, Luca Zingaretti, Nicola Nocella Con la scusa di completare la trilogia sulla paternità (dopo "La cena per farli conoscere" e "Il papà di Giovanna"), Avati racconta l'Italia di oggi e lo fa con particolare cattiveria ed ironia, aiutato anche da un più che brillante cast di attori. Apparentemente parla di beghe familiari, in realtà dà vita ad un preciso affresco del Bel Paese: cinico, corrotto e corruttore, egoista, disposto a tutto in nome del dio denaro. Un insospettabile De Sica (dopo tanti cine-panettoni) riesce finalmente a dare corpo ad un personaggio complesso e spietato, il "furbetto del quartierino" di turno che pur di salvarsi dalla galera per i suoi guai finanziari, non si fa scrupolo di riversare le sue colpe sull'ingenuo figlio.

il mio amico Eric Regia: Ken Loach con Eric cantona, Steve Evets Un omaggio al calciatore del Manchester United Eric Cantona, personaggio discusso e borderline, per raccontare ancora una volta una storia di periferia. Loach lascia per il momento i toni seriosi dei suoi precedenti film ed affronta con leggerezza ed un tocco di fantasia i temi che gli sono da sempre cari. Il titolo originale, Looking for Eric, probabilmente si adatta meglio ad una storia dove il protagonista Eric Bishop, dipendente postale con una situazione famigliare


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MiNicRiTicHE dEi FiLM dELL’aNNo e sentimentale disastrata, è alla continua ricerca di se stesso. Nel tentativo di rimettere insieme i pezzi della sua vita immagina di dialogare con il grande campione francese, che nel film recita se stesso. Da non perdere nel finale la vera conferenza stampa di Cantona, rimasta nella storia del calcio.

il Mi$$ionario Regia: Roger delattre con Jean- Marie Bigard Divertente commedia degli equivoci, senza troppe pretese ma ben costruita, prodotta da Luc Besson. L'attore protagonista, che ha anche scritto la sceneggiatura, nel raccontare il suo primo incontro con Besson sul set di un precedente film, ha rivelato che in quell'occasione, prima di squadrarlo da cima a fondo, gli ha detto che lo avrebbe visto bene nei panni di un prete. Parole profetiche. Bigard veste i panni di Mario Diccara, ex galeotto appena uscito dalla prigione che ha qualche conto in sospeso con la malavita. Chiede aiuto al fratello prelato che gli suggerisce di raggiungere Padre Etienne in un paesino dell'Ardèche, travestito da sacerdote. Al suo arrivo scopre che il parroco è morto e gli abitanti lo scambiano per il sostituto.

il profeta Regia: Jacques audiard con Tahar Rahim e Niels arestrup Difficile non identificarsi con la faccia d'angelo del protagonista, perché anche se la storia è politicamente poco corretta (un percorso di formazione alla rovescia, un antieroe) non si può non stare dalla sua parte. Accertato ormai il fatto che il carcere non riabilita proprio nessuno, il film è abilmente orchestrato da un regista che conferma qualità straordinarie nel dirigere gli attori. La faccia del giovane Malik (felice esordio),

Morgan Freeman perfettamente nei panni di Nelson Mandela nel film “invictus” analfabeta e ladruncolo che entra in carcere per uscirne dopo sei anni più acculturato, spietato ed a capo di una pericolosa banda, e quella del boss corso César Luciani (si intuisce ad occhio nudo la consolidata esperienza anche teatrale), reggono praticamente tutto il film.

il segreto dei suoi occhi Regia: Juan Josè campanella con Ricardo darìn, Soledad villamil Un noir, una commedia, una storia d'amore. Sullo sfondo l'Argentina peronista degli anni '70. Magica commistione di generi per raccontare uno dei periodi più cupi del Paese. Da questo punto di vista decisamente più efficace di tante pellicole che puntano al politico. Aspetto, questo, abilmente ed apparentemente relegato ai margini e che invece si rivela la vera anima. Il film ti entra dentro, lentamente, e per parecchio non ti molla. Con piglio sicuro il regista di origine italiana nato a Buenos Aires, dirige uno dei migliori lavori della stagione che non a caso ha conquistato l'Oscar destinato al film straniero riuscendo a battere opere di pregio come "Il profeta" e "Il nastro bianco". Cast più che

apprezzabile, sceneggiatura essenziale, quasi scarna ma con la capacità di arrivare dritta alla meta. Da non perdere.

il tempo che ci rimane Regia: Elia Suleiman con Saleh Bakri, Shafika Bajjali Suleiman è nato a Nazareth in Palestina ed il film è semiautobiografico, in quattro episodi, sulla sua famiglia. E' ispirato ai diari del padre, a partire dal 1948 quando decise di partire per unirsi alla Resistenza dopo l'occupazione di Israele. Scene di vita quotidiana di quei palestinesi che decisero di restare e che furono chiamati "arabi israeliani", costretti a vivere da stranieri nella loro patria. Contrariamente a quanto si possa pensare non ha nulla della pesantezza che magari ci si potrebbe aspettare da una pellicola di questo genere, il regista (che interpreta tra l'altro anche se stesso) ci ha costruito sopra una storia surreale, piena di ironia, con musiche coinvolgenti. Senza trascurare però l'aspetto politico di una questione ancora attualissima ed irrisolta.

invictus Regia: clint Eastwood con Morgan Freeman e Matt

damon Il capitano Francois Pienaar entra nella minuscola cella dove per 27 anni è stato recluso Nelson Mandela. Allarga le braccia, come per prenderne le misure e dalla finestra lo immagina nel cortile, in catene, intento a spaccare pietre sotto il sole cocente. Perché un uomo che ha dovuto subire tanto dolore parla di perdono? Forse l'eccesso di retorica, inusuale per un film di Eastwood, può in un primo momento generare qualche attimo di smarrimento. Poi con lo scorrere delle immagini prevale l'emozione, quella di veder rappresentato un momento cruciale della storia del Sudafrica ma forse anche del mondo. Le interpretazioni di Freeman nei panni di Nelson Mandela e Damon in quelli del biondissimo capitano della squadra di rugby sono appassionanti.

L'isola delle coppie Regia: Peter Billingsley con vince vaughn, Jason Bateman, Kristen Bell Coppia in crisi convince gli amici ad accompagnarla in una vacanza terapeutica per sposi con problemi coniugali, in uno splendido resort di Bora Bora. Il costo del biglietto è esoso ma se accettano di andare con loro verrà dimezzato. Partono, convinti di andare incontro ad una vacanza a cinque stelle invece scopriranno presto che la frequentazione della stravagante terapia non è a discrezione di chi ne ha bisogno e non è un optional. Jean Reno con il codino nelle vesti di santone che dovrebbe aiutare gli sposi. Una commedia (furbetta) che deve essere presa per quello che è: un paio d'ore di divertimento ammirando e sognando località tropicali irraggiungibili per molti. Non rimarrà nella storia del cinema

L'uomo che verrà Regia: Giorgio diritti con alba Rohrwacher e Maya


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MiNicRiTicHE dEi FiLM dELL’aNNo Sansa Girato con assoluto rigore, non scade mai nella retorica. Diretto in maniera magistrale, con attori di grande spessore che recitano i rari dialoghi in dialetto bolognese (sottotitolati in italiano). Meritatamente premiato all'ultimo festival del cinema di Roma, ripercorre gli ultimi nove mesi dalla strage di Marzabotto dove furono massacrate dai nazisti 770 persone, per la maggior parte donne, bambini ed anziani. Il racconto cadenzato dei nove mesi d'attesa per la nascita di un bambino in un'umile famiglia di contadini, attraverso lo sguardo della sorellina muta di otto anni. Film di forte impatto emotivo, forse di non facile fruizione, ma decisamente da non perdere.

L'uomo nell'ombra Regia: Roman Polanski con Ewan McGregor, Pierce Brosnan. Che Polanski sia un maestro nella regia è fuor di dubbio ed anche in questa occasione dà prova di grande abilità del dirigere gli attori. Ha sdoganato definitivamente uno come Brosnan che nella vita ha trovato non poche difficoltà a costruire una dignitosa carriera non legata quasi esclusivamente al fascino ed al glamour. Unico punto debole forse una sceneggiatura a volte prevedibile ed improbabile (come quando il protagonista scova alcune delicate e segrete informazioni semplicemente consultando Internet. Va bene che nella rete si trova di tutto, ma questa volta appare un po' esagerato) per un film che ha la sua forza in una storia costruita su temi importanti, piena di inganni e tradimenti, dove ognuno è molto diverso da ciò che appare.

L'uomo nero Regia: Sergio Rubini con valeria Golino, Sergio Rubini, Riccardo Scamarcio, Guido

stra sull'Italia con le sue storie di immigrazione, sfruttamento, valori famigliari. Cast ben assortito. Unica stonatura, forse, un finale troppo happy, da commedia.

La prima cosa bella

Raoul Bova e Elio Germano (premiato come miglior attore a cannes con Javier Bardem) in una scena del film “La nostra vita” Gianquinto. Uno dei migliori film di Rubini. Intenso, commovente, ironico e fortemente autobiografico. Dopo "La stazione" del 1990, il regista/ attore torna a parlare della sua infanzia e della Puglia ripartendo da quella stazione ferroviaria che sembra sia rimasta fortemente ancorata ai ricordi. Ma questa volta lo fa con un tocco di maggiore maturità, riuscendo a fare un film più compiuto. Sceneggiatura ben calibrata, cast di attori decisamente convincenti. Iniziando dal piccolo e straordinario protagonista fino ad arrivare ad una brava Valeria Golino che riesce ad interpretare il ruolo di una donna moderna ed emancipata degli anni '60, che non rinuncerebbe mai al suo lavoro di insegnante, capace però di conservare intatti gli atavici dettami della tradizione.

La bocca del lupo Regia: Pietro Marcello con i reali protagonisti della storia. Piccolo film di nicchia, per raffinati cultori del cinema d‘autore. Ricco di poesia e sentimento. Due anime perse raccontano le loro vite. Sullo sfondo la Genova storica, descritta e fotografata alla De Andrè. Quella di ieri, delle "tripperie" ormai scomparse, e quella di oggi percorsa dai

disperati e dagli ultimi. Enzo è appena uscito dalla galera e attraversa la città, alla ricerca dei luoghi di un tempo ormai dismessi. Nella piccola casa nel ghetto, tra i vicoli del vecchio quartiere, l'aspetta da anni l’amatissima Mary, prostituta transessuale. Nato da un'idea della fondazione San Marcellino, gesuiti di Genova, che da anni assiste in diversi modi la comunità dei senza tetto, degli emarginati.

La nostra vita Regia: daniele Luchetti con Elio Germano, Raoul Bova, isabella Ragonese, Luca Zingaretti, Stefania Montorsi, Giorgio colangeli. Un grande Elio Germano, che ha ampiamente meritato il premio come miglior attore a Cannes, per un film sui trentenni di oggi. Quelli che non hanno santi in paradiso, forse i nuovi proletari come li definisce lo stesso Luchetti. In realtà dei giovani intelligenti e svegli che cercano di farsi strada in un mondo dove la priorità sono i soldi e la loro capacità di comprarci più cose possibili. Figli di un consumismo sfrenato, ma anche capaci di mettere al mondo tre figli nella totale incertezza economica e con il desiderio di fare il grande salto in avanti. Il film però non è solo questo. Anche una grande fine-

Regia: Paolo virzì con valerio Mastandrea, Stefania Sandrelli, claudia Pandolfi, Micaela Ramazzotti. Svolta intimista per il regista toscano che si allontana decisamente dalle tematiche sociali che hanno caratterizzato le sue precedenti pellicole, per concentrarsi sui sentimenti e sulla psicologia dei personaggi in una sorta di romanzo famigliare. Un percorso tutto nuovo per il quale sceglie l'attrice simbolo della commedia all'italiana, la splendida Stefania Sandrelli che insieme ad un Mastandrea in grande forma (una delle migliori interpretazioni dell'attore romano nel ruolo di Bruno e del suo mal di vivere) da vita ad un duetto recitativo di ottimo livello, riuscendo a coinvolgere l'intero cast. Costruito su due piani temporali, il film percorre circa quarant'anni di vita livornese, la storia di una mamma bellissima e svampita e dei suoi due figlioli dagli anni 70/80 fino ai nostri giorni.

La vita è una cosa meravigliosa Regia: carlo vanzina con Gigi Proietti, vincenzo Salemme, Enrico Brignano, Nancy Brilli, Luisa Ranieri Saranno pure i furbetti del quartierino, ladroni e corrotti, però in fondo in fondo sono dei buoni. Insomma, prevale la tesi dei "birbantelli". E' questa l'Italia descritta dai Vanzina. Gli italiani? Un popolo di cialtroni, dicono, sempre pronti a trovare la scorciatoia, la raccomandazione, l'appoggio del potente di turno, ma subito dopo arriva puntuale l'assoluzione. Così il direttore di un potente


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MiNicRiTicHE dEi FiLM dELL’aNNo gruppo bancario, intrallazzone ed imbroglione, si ritira in campagna a coltivare gli ortaggi in compagnia di belle ragazze (!), il chirurgo che cercava e dispensava favori a destra e manca si redime andando a curare i poveri. Il poliziotto intercettatore, che usa il suo potere per conquistare una bella ragazza, ritrova l'amore. E via discorrendo. Unico punto forza del film un eccellente cast di attori, che riesce a tenere in piedi una storia mediocre ed improbabile. Con tutto il "materiale" che la cronaca regala ogni giorno si poteva fare veramente di più.

Le quattro volte Regia: Michelangelo Frammartino Il regista milanese di origine calabrese, dopo il bellissimo e pluripremiato "Il dono" ci regala un nuovo lavoro dove creatività e poesia si fondono per raccontare il fascino arcaico di una terra dove il tempo sembra si sia fermato. Interamente girato senza dialoghi, senza attori, solo con rumori di sottofondo, utilizzando la tecnica del documentario (come peraltro aveva già fatto con il primo lungometraggio), la cinepresa si limita a riprendere scene di vita quotidiana di un piccolo villaggio rurale, in realtà riesce a leggere oltre le immagini. Illustra il ciclo della vita e della natura, attraverso uno sguardo originale ed innovativo che può ricordare quello di Franco Piavoli e Vittorio De Seta. Accolto a Cannes da giudizi più che lusinghieri dalla critica internazionale.

Matrimoni ed altri disastri Regia: Nina di Majo con Margherita Buy, Fabio volo, Luciana Littizzetto, Francesca inaudi. L'intento della regista era una commedia semplice e sofistica, in realtà è complicata (tanto da apparire improbabi-

una scena corla di “Mine vaganti” di ozpetek. in primo piano Elena Sofia Ricci (a sinistra) e Riccardo Scamarcio

le) ed abbastanza ordinaria, quasi scontata. Sceneggiatura debole e poco equilibrata, dialoghi fuori dal mondo. La Buy, sulla cui faccia la cinepresa non molla mai un attimo facendo sparire dallo schermo tutto il resto, fa sempre la solita parte della single ansiosa e nevrotica. Poi, per chissà quale magico artifizio, ad un certo punto tutti si innamorano di lei. L'adolescente inquieto, l'intellettuale di sinistra inevitabilmente sfigato, il tecnico che aggiusta i computer e pure il cognato mezzo leghista ed ignorante come una capra al quale dà anche un bacetto tutto casto. Cast stellare sottoutilizzato.

Mine vaganti Regia: Ferzan ozpetek con Riccardo Scamarcio, Nicole Grimaudo, alessandro Preziosi, Ennio Fantastichini, Lunetta Savino, ilaria occhini Gruppo di famiglia in un interno. Il paragone con il grande film di Luchino Visconti finisce qui. Tuttavia, nulla da togliere al regista turco che ha realizzato un film godibile, intimo, per la prima volta curioso di esplorare il cuore della famiglia tradizionale e tradizionalista, animata dal perbenismo di facciata. Un nucleo numeroso, come tanti nel Sud d'Italia, proprietario di un pastificio, con una nonna

dolce e ribelle, una madre affettuosa e tollerante, la zia stravagante (una piacevole sorpresa l'interpretazione di Elena Sofia Ricci), il padre molto attento alle apparenze e due figli gay che hanno da sempre nascosto la loro vera identità. Scamarcio particolarmente bravo a non strafare in un ruolo non certo facile. Sullo sfondo la splendida Lecce con i vicoli, piazze ed il candore della sua architettura.

Nine Regia: Rob Marshall con daniel day-Lewis, Sophia Loren, Nicole Kidman, Penelope cruz, Marion cotillard Già il musical di Broadway sembra non sia piaciuto per nulla a Fellini. Immaginate cosa potrebbe dire oggi di questo film, se fosse ancora vivo. Una sfilza di banalità e luoghi comuni sull'Italia e sugli italiani, da non credere. La pizza, i mandolini e siamo al completo. Ovviamente nulla a che vedere con un capolavoro come “8 e mezzo“. A parte questo, le canzoni sono accattivanti, i balletti rocamboleschi, i costumi sfavillanti. Ingredienti essenziali per catturare il grande pubblico. Per non parlare della lunga sfilza di star e bellezze internazionali. Penelope Cruz insolitamente conturbante e sexy. Guido

Contini è affascinante, glamour e donnaiolo ma non possiede l'ironia di Mastroianni.

Notte folle Manhattan

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Regia: Mira Nair con Steve carell, Tina Fey Battute e situazioni scopiazzate da altre celebri pellicole, tuttavia divertente ed anche poco corretta (è pieno di parolacce) per una commedia americana destinata alle famiglie. La coppia Carell & Fey funziona, ben diretta dal regista di "Una notte al museo", per cui alla fine il film risulta piacevole ed alcune gag sono davvero esilaranti. Ipotetico plot alla intrigo internazionale, con il più classico scambio di persona. Una tranquilla ed annoiata coppia con tanto di prole chiassosa, che vive nella provincia del New Jersey, decide di uscire dalla routine concedendosi una serata speciale e cenare in uno dei ristoranti più trandy della città. Non avendo la prenotazione, però, hanno la malaugurata idea di prendere il posto di una coppia che non si è presentata.

Percy Jackson e gli dei dell'olimpo - il ladro di fulmini Regia: chris columbus con Logan Lerman, Pierce Brosnan


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MiNicRiTicHE dEi FiLM dELL’aNNo Il paragone con le avventure di Harry Potter è inevitabile. Il regista ne ha diretti ben due. Come il celebre maghetto anche Percy Jackson ha poteri sovrannaturali, per metà divino e per metà umano, con l'innata capacità di tenere a bada il male. Anche lui ha genitori "magici", è figlio del dio greco Poseidone, e molte delle situazioni in cui si trova porta inevitabilmente al personaggio della Rowling. L'apparizione dell'Idra a tre teste non può non ricordare Fuffy il cane a tre teste di Hagrid. Solo una squallida copia dunque? Niente affatto. Il film ha una sua valenza, si lascia vedere con piacere, in qualche modo è anche educativo (all'inizio insegnanti e compagni di scuola lo credono mentalmente limitato) e poi potrà riempire il vuoto che Potter lascerà. Moderno classico della letteratura fantasy dello scrittore Rick Riordan, "Il ladro di fulmini" è il primo di una serie di cinque libri, l'ultimo uscito a maggio dello scorso anno.

Piccolo (il) Nicolas ed i suoi genitori Regia: Laurent Tirard con François-Xavier demaison, daniel Prévost Adattamento sul grande schermo di uno dei più importanti classici per l'infanzia francesi, probabile primo esempio di letteratura moderna per piccoli, nato dalla fantasia di René Goscinny (l'ideatore di Asterix) e JeanJacques Sempè. Il protagonista è un bambino di otto anni, Nicolas, una sorta di Gian Burrasca d'Oltralpe. Ambientato negli anni '50, le avventure del pestifero ragazzino con la sua strampalata combriccola di amici, divertono molto e riescono a creare un processo di identificazione sia nei bimbi che nei grandi, con un abile doppio piano di lettura. Riuscita trasposizione sul grande schermo, senza

Russel crowe (a destra) nel ruolo che il regista Ridley Scott gli ha assegnato per la nuova versione di “Robin Hood” trascurare le magiche atmosfere dei racconti.

Predators Regia: Nimrod antal con adrien Brody, Laurence Fishburne, alice Braga Remake dell'action movie interpretato nell'87 da Schwarzenegger, con un inedito Adrien Brody nei panni dell'ex marine tutto muscoli, tattica militare e mitraglietta in spalla. Mercenario alla guida di un gruppetto di veri cattivi. Letteralmente piovuti dal cielo, ben presto scopriranno di essere stati catapultati in un pianeta alieno per essere trasformati in prede. Uomini (e donna) allenati ad uccidere che invece saranno spietatamente cacciati ed eliminati da una nuova razza di predators alieni, guerrieri astutissimi in grado di rendersi invisibili. Film ben orchestrato, di sicuro effetto, altamente confezionato. Apprezzabile.

Prince of Persia - Le sabbie del tempo

Regia: Mike Newell con Jake Gyllenhaal, Ben Kingsley, alfred Molina Dopo "I pirati dei Caraibi" ecco un altro film tratto da un videogioco degli anni '80. A dirigerlo questa volta il regista inglese di "Quattro matrimoni e un funerale" e di "Harry Potter e il calice di fuoco". Se piace il genere, l'action fantasy è piacevole e scorre abbastanza facilmente nonostante le oltre due ore di durata. Le scenografie esotiche dell'antica Persia, in gran parte riprodotte al computer, non deludono le aspettative. C'è tutto. Il principe bello e muscoloso che corre lungo i muri, la principessa misteriosa e furba, il pugnale, le arti magiche, la lotta contro le forze oscure, ed uno stuolo di allenatissimi stuntman. Insomma, un bel fumettone. Sempre ottime le Interpretazioni di Molina e Kingsley.

Remember me Regia: allen coulter con Robert Pattinson, Emilie de

Ravin Una sorpresa. Che il vampiretto più celebre del momento si sia cimentato, nonostante il travolgente successo di Twilight, in una pellicola del genere depone a favore di questo bel ragazzone rimasto improvvisamente sepolto dalla notorietà e da una stuolo di adoranti fan. Il film, contrariamente a quanto si possa credere, non è solo una storia d'amore destinata al filone giovanilistico, l'intreccio è molto più raffinato e complesso, pieno di humour, acume, con dialoghi ben scritti ed interpretati. Finale sorprendente che vuole essere un omaggio alla città di New York. Senza voler svelare nulla, perché l'epilogo è davvero inaspettato, la storia parte da due ventenni provenienti da mondi del tutto opposti, che si incontrano in maniera non proprio casuale, e che si innamorano. Ma non ci sarà l'happy end.

The road Regia: John Hilcoat con viggo Mortensen, Robert duvall, charlize Theron E' vero, è deprimente, triste, disperato, senza futuro, eppure è uno dei film più interessanti che il genere catastrofista abbia partorito negli ultimi anni. Completamente privo di retorica, un regista semi-sconosciuto porta sul grande schermo il romanzo "La strada" del grande scrittore statunitense Cormac McCarthy. Lo fa rivelando notevoli capacità nel dirigere i pochi (ma buoni) attori del cast. Un film complesso, difficile, dove la macchina da presa è quasi esclusivamente puntata sui volti di un padre e di un figlio che cercano di sopravvivere in un'America desolata e distrutta da un misterioso cataclisma, dove gli esseri umani sono spinti a dare il meglio e (soprattutto) il peggio di sé.

Robin Hood Regia: Ridley Scott con Russel crowe, cate


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MiNicRiTicHE dEi FiLM dELL’aNNo Blanchett, William Hurt, Max von Sydow. Certo, se si pensa che è stato il regista di Blade Runner e Thelma & Louise qualche attimo di sconforto assale. Non è che fosse così indispensabile l'ennesima pellicola su una figura trita e ritrita come l’arciere di Sherwood. Tuttavia non si può dire che sia, nel suo complesso, un brutto film. Conosciamo tutti le capacità del grande regista americano. Il prodotto infatti è ben confezionato, e non a caso sia Scott che Crowe lo hanno anche prodotto. A parte qualche sprazzo di vera noia, soprattutto durante le interminabili e sanguinolente scene di scontri armati tra buoni e cattivi, la vera novità è la figura di Lady Marion, qui in una insolita ed improbabile veste di rivoluzionaria in un’epoca dove le donne stavano zitte, obbedivano e procreavano. Vedova di guerra senza figli, non solo respinge i pretendenti, ma combatte anche con armatura e spada, coltiva i campi ed esprime la sua opinione. Già annunciato Robin Hood 2.

una scena di “Shutter island”. al centro: Leonardo di caprio

sto caso però quello che manca è la mano ferma di una regia esperta capace di dirigere un buon cast di attori e plasmare, rendendola scorrevole e convincente, una trama a tratti complessa. Un intreccio narrativo con un preciso scopo, da scoprire solo nel finale.

Scontro di civiltà per Shutter island un ascensore a Regia: Martin Scorsese con Leonardo di caprio, Mark Piazza vittorio Regia: isotta Toso con daniele Liotti, Kasia Smutniak, Francesco Pannofino Peccato, un'occasione mancata. Perché l'omonimo romanzo di Amara Lakhous (se vi capita leggetelo), dal quale è stato tratto il film, è piacevole, a tratti divertente nel raccontare le vicissitudini di un gruppo di inquilini di varie nazionalità, ricco di spunti interessanti per riflettere sulla nostra società. Lo scontro di civiltà del titolo, si consuma nel chiuso di un palazzo e di un condominio a Piazza Vittorio, nel cuore del quartiere più multietnico di Roma. Come spesso avviene la trasposizione tradisce in parte l'opera letteraria, in que-

Buffalo, Ben Kingsley, Max von Sydow. Un affresco sul dolore e sulla follia. Film particolarmente claustrofobico e cupo, con una magnifica fotografia, come tutte le opere di Scorsese curato e costruito nei minimi particolari. Maestro nel dirigere i suoi attori. Dramma psicologico avvincente, che lascia con il fiato sospeso sino alla fine, mai scontato, con una ambientazione quasi maniacale. Un'isola-fortezza, battuta dal vento e da una pioggia incessante, sede di un noto manicomio criminale. Siamo nel 1954, all'apice della Guerra Fredda, quando il capo della polizia locale Daniels (Di Caprio) ed il suo collega ven-

gono convocati a Shutter Island per indagare sulla misteriosa scomparsa di una pluriomicida, ma nulla è come appare.

Simon Konianski

un giovane laureato in filosofia, disoccupato, abbandonato dalla moglie, costretto a tornare a vivere con il padre, un ex deportato che gli darà del filo da torcere anche da morto.

Regia: Micha Wald con Jonathan Zaccai, Popeck Un popolo che sa ridere della propria tragedia. Sul filone di una serie di riuscitissime commedie dallo humour yiddish (da "Train de vie" in poi), arriva questo giovane e sconosciuto regista belga di origini ebraiche che al suo secondo lungometraggio mette in luce un talento del quale probabilmente sentiremo parlare ancora. Dosato e con il giusto cast di attori, costruisce un film divertente e drammatico, irriverente e scoppiettante, graffiante e doloroso. Colonna sonora dai ritmi leggeri ed accattivanti in netto contrasto dal contesto narrativo. Più che l'accostamento con Woody Allen, Radu Mihaileanu o al nostro Benigni, lo stile somiglia molto a quello dei grandi fratelli Coen che sullo stesso argomento hanno realizzato "A serious man". Fortemente autobiografico, è il racconto di

Regia: alessandro d'alatri con dario castiglio, Martina codecasa D'Alatri torna a sorprenderci. Dopo il cine-panettone alternativo "Commediasexy", il regista romano questa volta firma un film completamente in digitale, a basso budget, interpretato da attori semisconosciuti. Una commedia sentimentale appartenente al filone giovanilistico, dai risvolti sociali, ambientata nella splendida isola di Ventotene che, ad onor del vero, contribuisce parecchio alla riuscita della storia tratta dal romanzo di Anna Pavignano (In bilico sul mare). Il giovane e bel Salvatore (Dario Castiglio, figlio di Peppino di Capri) d'estate porta i turisti in giro con il suo gozzo mentre d'inverno fa il muratore in nero nei cantieri sulla terraferma. L'amore arriva con Martina, la ragazza di buona famiglia che

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MiNicRiTicHE dEi FiLM dELL’aNNo usa la sua barca per le immersioni da sub.

The Wolfman Regia: Joe Johnston con Benicio del Toro, Emily Blunt, anthony Hopkins Monster movie di tutto rispetto. Diretto con mano ferma ed interpretato con la stessa convinzione da un intenso Benicio Del Toro (bravo anche con il pesante trucco da lupo) accanto al sempre straordinario Hopkins, nel ruolo del padre. Remake del classico horror "L'uomo lupo" di George Waggner del 1941, costruzione di un sanguinoso puzzle con un'antica maledizione che trasforma le persone in lupi mannari durante le notti di luna piena, che sta lentamente uccidendo gli abitanti di Blackmoor. Poco splatter ma di certo non annoia, diligentemente condensato in poco più di un'ora e mezza con una tensione narrativa che non cala mai. Interessante ricostruzione d'epoca in stile vittoriano.

Tra le nuvole Regia: Jason Reitman con George clooney e vera Farmiga Un film attraversato da un umorismo fresco e leggero per affrontare un tema di scottante attualità, dai risvolti inevitabilmente drammatici. La storia di un "tagliatore di teste", un manager molto ricercato in tempi di crisi, che le aziende assumono per brevi periodi con il compito di licenziare il personale in eccesso. Un grande Clooney nei panni del professionista senza scrupoli che dopo tanti anni spesi felicemente tra una città e l'altra dell'America, improvvisamente sente di dover cambiar vita. La sfilza dei dipendenti che passa sotto la mannaia di Clooney sono veri disoccupati provenienti da Detroit e St. Louis, le città più colpite dalla recessione. Il regista è il figlio di Ivan Reitman, quello che ha diretto "Ghostbusters".

George clooney e vera Farmiga in una scena di “Tra le nuvole” di Jason Reitman

Triage Regia. danis Tanovic con colin Farrell, Paz vega, christopher Lee Premio Oscar nel '93 con No Man's Land, Tanovic ritorna ad affrontare gli orrori della guerra, da un altro punto di vista. Quello dei sopravvissuti. Di coloro che ce l'hanno fatta, ma che hanno lasciato in quei terribili luoghi gran parte della loro vita. Tratto dall'omonimo romanzo dell'ex reporter Scott Anderson che ha seguito i conflitti in Uganda, Beirut, Cecenia e Bosnia il film è la storia di due fotoreporter inviati nel Kurdistan iracheno nel 1988 poco prima dei massacri di gas ordinati da Saddam Hussein. Le scene sono forti, particolarmente violente e sanguinolenti. In un ospedale da campo improvvisato, senza acqua ed attrezzature adeguate, il medico è costretto a sparare in testa ai pazienti più gravi, quelli senza speranze.

The Twilight Saga: Eclipse Regia: davide Slade con Kristen Stewart, Robert Pattinson, Taylor Lautner

il cast al completo di “The Twilight”, terza pellicola della saga ”Eclipse”, ma anche la peggiore

E' troppo facile parlare male del film, talmente è insulso. Il peggiore dei tre. Nella prima parte non succede praticamente nulla. Ci sono dei neovampiri che cercano vittime da succhiare in giro per la città (sai che novità!), sarebbero dei cattivoni che tentano di organizzare un piccolo esercito per far fuori Bella. I dialoghi tra i tre protagonisti hanno temi fissi e ripetitivi. Parole come amore, cuore, sentimento vengono usate fino allo sfinimento. Lei dice al vampiro Edward: "io ti amo, sono pronta a morire per te", mentre al licantropo pettoruto Jacob ribadisce "sono solo tua amica", però si capisce

che forse c'è dell'altro dopo due bacetti non proprio casti. I due rivali, con piglio molto maschio, fanno a gara nel rassicurarla. "Ti proteggo io" afferma uno, "no, a lei ci penso io" ribatte l'altro. Salvo poi allearsi per salvarle la pelle (si fa per dire). Va bene, trattasi di pellicola per adolescenti. Ma che fatica arrivare sino alla fine.

Recensioni di LUCIANA VECCHIOLI


18settembre2010