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Anno II - n. 182 - Venerdì 17 settembre 2010

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Ora di punta di

stefAno CleriCi

E’ di moda il fuoco amico

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www.altroquotidiano.it

Veltroni. Pensa di formare un “movimento” nel partito

Ha perso la bussola

i risiamo. Visto che il Pdl è squassato da una lotta C Uscito dal letargo, sostiene che il Pd è privo di una strategia, intestina che potrebbe portarci

anche al voto anticipato, cosa ti fa il Pd? Non vuole e non riesce proprio a essere da meno dei suoi avversari. Ed ecco allora l'ex segretario Walter Veltroni che lancia il suo "movimento", con tanto di raccolta firme, per ribadire la "vocazione maggioritaria" del partito che ha contribuito a fondare. Partito che oggi, in mano a Bersani, non avrebbe più, secondo lui, una "bussola strategica". Il che - come ovvio - ha scatenato un fuoco "amico" incrociato che se farà una sola vittima, quella sarà proprio il Pd. l nostro pensiero - che è frutto di grande affetto, di profonda stima e di sincera comprensione - va al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale, nella sua infinita saggezza - non solo figlia dell'età ma di un'esperienza di lotta politica che lo ha forgiato come pochi altri - continua a ripetere a ogni piè sospinto che solo un clima più sereno, una rinuncia agli interessi di bottega (sempre nel rispetto delle diverse opinioni) può aiutare questo paese ad affrontare i veri problemi che lo assillano. Che sono innanzi tutto il lavoro, la scuola, la crisi economica e morale che ci sta devastando. E non certo le risse tra maggioranza e opposizione o addirittura tra politici eletti nelle stesse liste. a una parte, Berlusconi che non sopporta il più piccolo dissenso. Dall'altra un centrosinistra che non riesce a trovare una voce unica. In mezzo, noi cittadini ed elettori sempre più disorientati e stanchi. In nome del popolo italiano fate finire questa assurda sceneggiata.

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proprio come D’Alema diceva di lui quando ne era segretario Lui l’ha fatto e lui rischia di sfasciarlo perché, dice, ''il Pd è senza bussola'': la stessa frase che ripeteva Massimo D'Alema nelle riunioni della sua associazione Red durante le segreterie di Walter Veltroni e di Dario Franceschini, e ha promosso assieme a Beppe Fioroni e Paolo Gentiloni, un documento fortemente critico annunciando non la nascita di una corrente interna al Pd, bensì quella di un movimento che ''coinvolga forze interne ed esterne al partito''. Ed e' in questa logica che lo stesso Veltroni lancia l'idea di un candidato premier “esterno al Pd, come lo fu Romano Prodi”, dimenticando che Prodi non solo era interno, ma era il cofondadore del Pd. Pier Luigi Bersani ha replicato che ''non si puo' stare dentro e fuori'', e Massimo D'Alema che parla di un Veltroni che ha diviso la minoranza con la nascita di una ''minoranza della minoranza''. Ma ''a che

AI LETTORI

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in ediZione stAMPABile non viene PuBBliCAto lA doMeniCA e il lunedì il sito invece viene costantemente aggiornato 7 giorni su 7

pro?'', si chiede. Il documento osserva che nonostante la ''crisi irreversibile del centrodestra'' il Pd non riesce ad intercettare l'elettorato deluso del Pdl, tanto e' vero che e' inchiodato al 25%, mentre

era al 34% alle elezioni del 2008, quando Berlusconi era al massimo dei consensi. Un ''paradosso'' lo definisce il documento, e anche Massimo D'Alema , in una intervista alla ''Stampa'' ammette che questo ''e' un problema'' che pero' ''Bersani ha affrontato nel modo giusto con il discorso di domenica a Torino''. L'analisi del documento e' ben diversa: il Pd potra' ritrovare appeal se con ''coraggio'' e ''innovazione'' ripropone un progetto politico e un programma ''riformista'' che sappia parlare a tutto il Paese. Sono, in realtà, le stesse cose che dice Bersani, il quale a Torino ha tracciato un vero programma di governo. E allora?

La dottrina di Sarkozy di

S

Moisè AstA

ollecitato a riflettere sulla fame nel mondo, un allievo (imbevuto delle “dottrine” del nonno filonazista) se ne uscì con l’agghiacciante “soluzione” dell’eliminazione fisica degli affamati. Orribile pure a riferirne; ma, negli ultimi giorni, la Francia (un po’ dimentica della triade valoriale di libertà, uguaglianza e fratellanza) ha acceso un fenomeno sconvolgente, che si sostanzia nel mettere 300 euro in tasca del rom (lo afferma il ministro Besson) e ricondurlo nel Paese di origine (ieri ne sono stati spediti 139 in Romania e Bulgaria). E l’ineffabile Sarkozy, indignato per essersi sentito dire dal vice presidente dell’Ue, Viviana Reding, che “nemmeno durante la II guerra mondiale la situazione per questa comunità

era così degradante”, si è consolato con la solidarietà di Berlusconi e di Bossi. ppure il Cavaliere (come i leader della Lega) non manca di fare la “genuflessioncella d’uso” alle alte sfere cattoliche che, sul tema, hanno ben altre vedute. Mons. Marchetto, del Pontificio Consiglio Migranti, infatti, ricorda che “51 campi illegali sono stati smantellati in agosto”, “le espulsioni non possono essere collettive secondo l’ordinamento europeo… se non c’è pericolo per la sicurezza” e, infine, che le norme francesi obbligano i comuni oltre i 5000 abitanti a riservare zone protette per questa “gens de voyage” che noi chiamiamo rom o sinti. Roba da brividi, e fa senso che non è solo Sarkozy lo stolto.

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CoNFiNdustRia

ENNa

John Elkann “Nasceranno due Fiat forti e ambiziose”

Nel 2010 si sono persi quasi 500mila posti di lavoro. A dirlo è il Centro studi di Confindustria, secondo il quale “il 2010 si chiuderà con 480 mila persone occupate in meno rispetto al 2008?. Con un ricorso alla cassa integrazione “che rimarrà alto per il resto del 2010?. Sono 450 mila sono i posti di lavoro già persi a fine giugno, altri 30 mila sono “a rischio” nella seconda metà dell’anno. Per il CsC “l’occupazione non ripartirà prima dell’anno prossimo”, con una stima del +0,4% delle unità di lavoro, ed un tasso di disoccupazione che “salirà, terminando il 2011 al 9,3%”. Sul fronte della ripresa “la performance dell’Italia è tra le peggiori, così come lo era stata nella recessione”, dice il rapporto di autunno.

Un pregiudicato ha stuprato un amico che lo aveva ospitato nella casa dei genitori a Piazza Armerina (Enna). Il 27enne di Barrafranca aveva trascorso la giornata con l’amico 18enne e aveva accettato la sua ospitalità, avendo perso il pullman del ritorno. Ma, nel sonno, ha violentato l’amico. Richiamati dalle urla, i genitori si sono scagliati sull’aggressore che per sfuggire alla violenza dei genitori ha preferito buttarsi nelle grinfie della polizia. Lì è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale. Successivamente l’amico è stato visitato al pronto soccorso dell’ospedale dove i medici hanno confermato la violenza.

L'assemblea degli azionisti della Fiat ha approvato, a larga maggioranza, lo spin off che dà vita a due gruppi, Fiat e Fiat Industrial. “E' un'assemblea storica per la Fiat. Nasceranno due Fiat forti, ambiziose, con persone pronte a realizzare gli obiettivi". Lo ha detto il presidente, J o h n Elkann, aprendo l'assemblea degli azionisti d e l Lingotto, convocata per deliberare sullo spin-off. Elkann ha ricordato come dallo scorporo nascano una Fiat “che con l'accordo con la Chrysler si é molto rafforzata" e la Fiat Industrial "meno conosciuta che però nei settori in cui opera è una delle società più grosse con 60 mila dipendenti, 70 stabilimenti, un fatturato di 30 miliardi". “In Fiat non abbiamo paura del futuro e vogliamo costruirlo", e le parole del Elkann sono state sottolineate da un applauso. Al Limgotto è intervenuto anche Sergio Marchionne: “La scissione permetterà all'azienda di iniziare un nuovo capitolo della sua storia, le due società nate dalla scissione avranno maggiori libertà di azione anche nel caso maturino possibilità di stringere alleanze". Assente all’assemblea Montezemolo.

Nel2010andatipersi Pregiudicatostupra 480milapostidilavoro amicocheloospitava

Rai E MEdiasEt

L’Antitrust: escludere i call center dal televoto L’Antitrust chiede a Rai e Mediaset di escludere le utenze business dal meccanismo del televoto e minaccia di aprire istruttorie in caso di non adeguamento. E’ quanto si legge nel bollettino dell’autorità dopo le segnalazioni giunte dai consumatori sul Festival di Sanremo e il Grande Fratello di numerose telefonate per votare fatte da operatori specializzati del settore. In particolare “entro 20 giorni le due società dovranno comunicare all’Autorità le misure adottate. “Ci aspettiamo che le due società si adeguino alle indicazioni – dichiara il Presidente Catricalà – perché altrimenti dovremo aprire due procedure sanzionatorie”.

La Gelmini e la scuola che “verrà”

“dal 2011 la scuola avrà a disposizione un miliardo di euro ogni anno da investire nella qualità”. Lo ha detto il ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini, intervenendo a Canale 5 alla “telefonata” di Maurizio Belpietro. “il che significa – ha aggiunto – investimenti per l’edilizia scolastica, laboratori, formazione degli insegnanti, computer”. insomma una scuola che dovrebbe puntare sulla qualità. sarà...

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Direttore responsabile: ennio simeone Redazione tel. 06 86293192 Indirizzo e-mail: redazione@altroquotidiano.it Editrice: GeCeM (Gestione Cooperativa Editoria Multimediale) - Presidente:stefano Clerici Sede legale: Via Aldo Sandulli 45, Roma Registrazione del Tribunale Roma n..343/08 del 18 settembre 2008 - Registrato al ROC Partita Iva 09937731009

L’OnOmasticO roberto Bellarmino Roberto Bellarmino nacque a Montepulciano nel 1542 da una ricca e numerosa famiglia. Nel 1560 entrò nella Compagnia di Gesù. studiò a Padova e a Lovanio e al Collegio romano di Roma. in quegli anni tra i suoi alunni c'era anche san Luigi Gonzaga. Venne creato cardinale e arcivescovo di Capua nel 1599.

accadde Oggi 1759: Cum primum il 17 settembre, 1759 papa Clemente Xiii pubblica la lettera Enciclica Cum primum, sulla corruzione dei chierici, contro l'esercizio della mercatura da parte di questi.


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da MiLaNo a BRuXELLEs La sPEzia

atterraggio d’emergenza Mortol’operaiocolpito per motivi tecnici daunaputrelladiferro per l’aereo di Berlusconi inuncantierenautico

Un problema tecnico ha costretto a un atterraggio d'emergenza all'aeroporto di Milano Linate il volo di Stato a bordo del quale il premier, Silvio Berlusconi, si stava recando a Bruxelles. Il problema, relativo a un finestrino della cabina di pilotaggio, è stato rilevato mentre l'aereo era sopra Zurigo. L'aereo è atterrato regolarmente, e ha raggiunto la capitale belga con un velivolo sostitutivo. Il problema riguardava un parabrezza, che si sarebbe scheggiato. La segnalazione di richiesta assistenza alla torre di Linate è stata subito evasa e dopo dieci minuti è rientrata. Subito è stato predisposto un nuovo volo per il Belgio.

iNtERCEttato iN CELLa

Un operaio padovano di 40 anni, Claudio Bonfante, è morto ieri notte all'ospedale Sant'Andrea della Spezia, dopo essere stato colpito da una putrella di ferro mentre lavorava nel cantiere nautico Valdettaro a Portovenere. Al momento dell'incidente, avvenuto martedì pomeriggio, l'uomo, dipendente della ditta De Nicola di Cittadella, stava smontando con alcuni colleghi un carroponte per la movimentazione delle imbarcazioni. Sul posto sono accorsi vigili del fuoco e sanitari del 118 che hanno trasportato l'operaio in codice rosso nel nosocomio spezzino, dove, nonostante le cure, è deceduto alcune ore dopo.

CaLCio

EdiMBuRGo

Riinaalfiglio: Non Roma, c’è tensione sonullasuBorsellino tra totti e Ranieri

ilPapa: “sulla pedofilialaChiesa nonhavigilato”

Il capomafia corleonese Totò Riina ha incontrato in carcere il figlio Giovanni, anche lui detenuto per una condanna all'ergastolo. Nella conversazione tra i due, intercettata dagli investigatori e pubblicata dal settimanale "L'Espresso", si parla delle stragi del '92. "Della morte di Borsellino non so nulla, l'ho saputo dalla tv", ha detto il boss. Non mancano poi gli attestati di stima all'altro padrino corleonese, Bernardo Provenzano. Dopo 14 anni di isolamento al 41 bis Totò Riina ha quindi potuto incontrare in carcere Giovanni, uno dei suoi quattro figli. Il boss era consapevole di essere intercettato e la sua conversazione con il figlio è una summa di "sapere'' mafioso". Riina ha dato consigli pratici al ragazzo: "Sposati una corleonese e mai una palermitana" e manifestato la sua stima a Provenzano che, secondo il boss, non avrebbe alcun ruolo nella sua cattura.

il Papa è arrivato a Edimburgo, da dove è iniziata la sua visita di quattro giorni nel Regno unito. Benedetto XVi ha raccontato che le "rivelazioni" sullo scandalo dei preti pedofili "sono state per me uno shock, sono motivo di grande tristezza" perché "è difficile da capire come questa perversione sia stata possibile". Certo, ha spiegato il Papa, la Chiesa "non è stata sufficientemente vigilante". "ora siamo in un momento di penitenza, di umilità e di sincerità - ha detto il Papa - come ho scritto anche ai vescovi dell'irlanda. dobbiamo realizzare un tempo di penitenza e di umilità e dobbiamo rinnovare e reimparare una assoluta sincerità. il sacerdote nel momento dell'ordinazione - ha spiegato Benedetto XVi -, promette a Cristo di servire quel buon pastore che ama, aiuta e guida la verità”. E sul nazismo ha affermato davanti alla regina Elisabetta ii: “La Gran Bretagna si oppose a una tirannia nazista che negava a molti la nostra comune umanità, come agli ebrei, considerati non degni di vivere".

Clima pesante nella Roma dopo l'ennesima sconfitta. La «doppietta» 1-5 contro il Cagliari e 0-2 contro il Bayern ha alzato la tensione negli spogliatoi giallorossi. E indiscrezioni parlano di tensione tra totti e il tecnico Ranieri.

CosE di quEsto MoNdo

E’ stata la moglie a far uccidere il pensionato

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veva simulato una rapina e invece era stata proprio la moglie a far uccidere da 3 killer a Conegliano Veneto il pensionato Eliseo David, 71 anni. Laura De Nardo, 61 anni, ha confessato di fronte alle precise contestazioni mosse dagli inquirenti di fronte alle contraddizioni nel racconto della dinamica dei fatti. Con la Nardi sono stati ammanettati i suoi

complici: Ivan Marin (36), di Vazzola (Treviso), disoccupato; Gennaro Geremia (48), di Visnà di Vazzola (Treviso), pregiudicato, manutentore presso un hotel di Mestre (Venezia) e Mirko Della Giustina (29), di Fregona (Treviso), idraulico. Dopo 24 ore dall'omicidio dell'anziano, avvenuto all'interno della sua abitazione, la mobile trevigiana, coordinata da

Riccardo Tumminia, assieme al Commissariato di Conegliano, ha risolo il caso: duecentomila euro è la cifra che sarebbe stata pagata dalla Nardi per uccidere Eliseo David. Il particolare è emerso nelle indagini della polizia di Treviso che ha avuto un prezioso aiuto da personale del Gabinetto interregionale di Polizia scientifica. Movente: l'eredità.


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Nel 140° della presa di Roma

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La migLiOre deL giOrnO

Se il 20 settembre io potessi parlare a Porta Pia... di

ulderiCo nistiCò

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l 20 settembre corre il 140mo della presa di Roma, che verrà festeggiato dallo Stato italiano, e fin qui si capisce, alla presenza del cardinal Bertone, il che si capisce... o almeno io lo capisco un po’ di meno. Non so cosa dirà Sua Eminenza, ma, se fossi io al Suo posto – si fa per dire, non sono manco diacono! – io pronunzierei, grosso modo, questo discorso: “Riveridissime autorità italiane, dopo tutti questi decenni, e mutate le cose, è ovvio che ormai stanno più o meno bene così. Dal Concordato del 1929 la Chiesa ha di nuovo un suo Stato, per quanto piccolo, e perciò è salva la millenaria libertas Ecclesiae. La faccenda di Porta Pia era più o meno inevitabile; però, per la verità storica, io sono qui per onorare, assieme ai soldati italiani, anche gli zuavi pontifici che, per ordine del beato Pio IX nella veste di re dello Stato Pontificio di allora, spararono addosso ai bersaglieri e ne subirono i colpi, e molti di loro caddero. Pregherò per tutti i caduti di entrambe le parti. Arrivederci”. Io direi così. Temo però che non si sentiranno queste belle e franche parole, bensì qualche contorsione atta a dimostrare... beh, ad insinuare che nel 1870 il papa Pio IX e il generale Kanzler non spararono ma misero dei fiori nei loro cannoni; e che erano tutti perfettamente d’accordo nel fare l’unità d’Italia assieme alla massoneria. Perché me la prendo con Porta Pia? Ma perché non sono tollerabili la reinvenzione della storia e il buonismo retroattivo che si versano a piene mani a proposito di qualsiasi cosa. Basterebbe un pochino di senso storico: oggi la pensiamo, più o meno a torto o a ragione, così; un tempo la pensavano, a ragione o a torto, cosà. programma e il programma medesimo. Cosa resta allora dell'autonomia dei direttori di rete e di testata? Cosa resta del diritto di cronaca? Quella del Sono entrato in possesso di Dg Masi è una circolare che, una circolare-bavaglio della perfino nel linguaggio, assomiDirezione generale Rai che dà glia più a un mattinale della inizio ad una grande campavecchia questura che non a un gna di mobbing contro tutti i documento di un'azienda che programmi che non piacciono tra l'altro si occupa di informaal direttore generale e al prezione. Farò avere questa gramier. In particolare il punto 2 vissima circolare al presidente della comunicazione urgente della Commissione di del direttore Masi in cui si arriVigilanza, all'Autorità delle va a minacciare la chiusura Comunicazioni, alla Fnsi e d'ufficio di un programma in all'Usigrai. presenza di una difformità tra Giuseppe Giulietti le schede predisposte di un portavoce Articolo 21

Rai Circolare-bavaglio del dg Masi

staino su “l’unità”

Il no alla caccia con 14.000 firme

Il "Movimento vegetariano no alla caccia", Oipa e Lac, hanno presentato i risultati di una petizione, che ha ricevuto il sostegno di 14.000 firme raccolte in tutta Italia, indirizzata al Presidente del Senato e volta a chiedere al legislatore l'abolizione di una pratica barbara e anacronistica quale la caccia. Oggigiorno, oltre a essere meramente uno "sport" per i cacciatori assetati di violenza, la caccia produce spesso anche altre vittime non sempre appartenenti alle "specie cacciabili". Come si evince dai dati resi noti dall'Associazione vittime della caccia, si tratta di un bollettino rosso di sangue non solo degli animali uccisi ma anche degli uomini. In soli 5 mesi (dal

2 settembre 2009 al 31 gennaio 2010) sono stati registrati 30 morti e 87 feriti per armi da caccia. In particolare, gli incidenti verificatesi strettamente in ambito venatorio, contano 23 morti e 72 feriti. I 14.000 cittadini sottoscrittori della petizione intendono in questo modo sostenere i ddl già presentati in Commissione ambiente al Senato per l'abolizione della pratica venatoria. Tale iniziativa ha la piena e convinta adesione di parlamentari Radicali, che parteciperanno alla manifestazione per l'abolizione della caccia, indetta dal "Movimento vegetariano No alla caccia" in collaborazione con le maggiori sigle animaliste, sabato 18 settembre a Venezia. donatella Poretti senatrice radicale del Pd

L’addizionale Irpef alle Regioni dallo 0,9 al 3 per cento La bozza del decreto legislativo sull'autonomia delle entrate per gli enti locali riserva amare sorprese: le tasse regionali (addizionale Irpef) potranno aumentare dallo 0,9% attuale al 3%, un aumento del 200%, che i governatori regionali potranno disporre in relazione alle esigenze di cassa. Figuriamoci se i nostri rappresentanti regionali non si precipiteranno a ordinare l'aumento. Ma Berlusconi non aveva detto che non avrebbe aumentato le tasse? Quelle regionali sono diverse da quelle nazionali, direbbe il nostro presidente. Insomma il gioco delle tre carte. L'altra novita' della bozza e' il definitivo accantonamento dell'ipotesi di eliminare le Province: la tassa di circolazione sull'autotrasporto diventera' provinciale oltre ad una quota di partecipazione al bollo auto, il che significa che si vogliono confermare e consolidare le Province che costano al contribuente 16 miliardi di euro l'anno. Ma Berlusconi non voleva abolirle? Anche Bossi, in un primo momento, voleva farlo; poi, una volta conquistate alcune poltrone provinciali, ha cambiato idea. Gia', il potere logora chi non ce l'ha. Il tutto e' un regalo dell'ineffabile ministro alla Semplificazione Normativa, Roberto Calderoli. Un altro "Porcellum"? Primo Mastrantoni, segretario Aduc


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Diritti & DOVeri

commerciante

preVidenZa

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Invalidità e visite di controllo Sono un commerciante all’ingrosso di pelletterie ed ho 59 anni. Nell’aprile 2000 ho ottenuto dall’INPS, a seguito di un importante intervento chirurgico, l’assegno di invalidità, che mi è stato confermato nel 2003 e nel 2006, diventando così definitivo. Nel 2009 sono stato chiamato, inaspettatamente, a visita di revisione e l’assegno mi è stato tolto per “miglioramento delle patologie”. E’ giusta una decisione del genere? F. M., Palermo di norma, l’assegno diventa definitivo dopo 3 visite positive. Ma, se l’invalido ha un reddito da lavoro dipendente, o autonomo o da impresa, che superi 3 volte il trattamento minimo annuo, l’iNPs è obbligato a verificare di anno in anno (legge 222 del 2004) se il soggetto sia effettivamente invalido ed, in caso negativo, a revocare la prestazione. E’ probabile che sia il suo caso.

Operaio di 56 anni

Pensione a luglio 2012 Sono nato il 6 maggio 1954 ed ho iniziato a lavorare nel mese di giugno 1971, dapprima come operaio semplice, ed infine come operaio specializzato. I contributi risultano tutti regolarmente versati, senza interruzione. Manca il servizio militare, che non ho fatto. Quando potrei andare in pensione? L. Amato, Foggia dovrà raggiungere i 40 anni di contribuzione, a giugno 2011, ed attendere la relativa finestra che, per effetto della legge 122 del 2010, si aprirà il 1° luglio 2012, a 58 anni di età.

madre superstite

Ha diritto se ha più di 65 anni Un mio cugino è deceduto nel 2009. Era stato riconosciuto

risponde il dottor Antonino niColo’ Potete inviargli i vostri quesiti direttamente all’indirizzo e-mail: toniconc@libero.it oppure potete telefonargli al numero 388 0554031 ogni giovedì dalle 15 alle 18

assunzione di una domestica

Comunicazione all’Inps Vorrei sapere quali sono gli adempimenti preliminari obbligatori, previsti dalla normativa, per l’assunzione di una lavoratrice domestica (colf) presso la propria abitazione. Ho paura di sbagliare e di vedermi affibbiate delle sanzioni. B. Serra, Perugia innanzi tutto è necessario controllare la regolarità dei documenti dell’eventuale lavoratrice. Poi può procedere ad effettuare l’assunzione. Per essa sussiste l’obbligo di dare comunicazione alla sede iNPs competente in base alla residenza del datore di lavoro. tale comunicazione ha efficacia anche nei riguardi del Centro per l’impiego e per l’iNaiL e deve essere effettuata entro le ore 24 del giorno precedente a quello di inizio del rapporto di lavoro. invalido nel 2005 dall’INPS, con l’attribuzione di un assegno di invalidità. Aveva raggiunto 28 anni di lavoro dipendente ed era celibe. Vorremmo sapere se alla madre, di 80 anni ed inabile, spetti per caso una quota di pensione come superstite. Finora non è stata fatta nessuna domanda, sul presupposto che non le competa nulla. C. Ricci, Grosseto La pensione ai superstiti può spettare anche ai genitori di un assicurato o pensionato. E’ necessario, però, che ognuno di loro abbia un’età superiore ai 65 anni, che non sia titolare di altra pensione e risulti a carico del lavoratore deceduto alla data della morte. inoltre, può essere concessa soltanto nel caso in cui non vi siano né coniuge né figli superstiti o, pure esistendo, non abbiano titolo alla pensione.

disoccupazione

Indennizzata ma non computata Mia madre, classe 1951, è pensionata di anzianità quale ex lavoratrice dipendente. Nella sua vita lavorativa ha 2 periodi di disoccupazione indennizzata, per complessivi 8 mesi. Per il diritto alla pensione, tale periodo non è stato conteggiato, come da normativa. Vorrei chiederle: quando, nel 2011, compirà 60 anni, potrà fare domanda di ricostituzione della pensione, per far calcolare quegli 8 mesi ed ottenere un incremento economico? V. Genova, Padova La risposta è negativa. infatti, l’iNPs non ha tenuto conto degli 8 mesi di disoccupazione soltanto ai fini del diritto alla pensione, ma li ha sicuramente presi in considerazione per determinarne l’importo. se ha ancora dei dubbi, può recarsi alla sede che ha liquidato la

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Avvertiamo i lettori che alcuni quesiti e relativi pareri vengono ripetuti perché riguardano argomenti che hanno già ottenuto risposta

pensione e far verificare la situazione contributiva presa a base del calcolo.

rateizzazione

Riscatto periodi lavorativi inoltrato Mio marito ha all’INPS, lo scorso aprile, domanda di rendita vitalizia per riscattare precedenti periodi lavorativi privi dei dovuti versamenti. Telefonicamente, ha saputo che la domanda è stata accolta e che quanto prima riceverà l’apposita comunicazione. Considerato, però, che l'importo che gli verrà richiesto sarà certamente oneroso, le chiedo se ne è prevista la rateizzazione e, in caso positivo, in quale misura. P. G., Roma La risposta tranquillizzerà suo marito. sì, è prevista la rateizzazione dei contributi da versare fino ad un massimo di 60 rate mensili.

con figlia disabile

Finestra a febbraio 2012 Mio fratello ha una figlia disabile (invalidità riconosciuta da tempo al 100%). E’ nato nel febbraio del 1954 e lavora, quale dipendente, da gennaio 1972. Quando andrà in pensione? Sono previste agevolazioni previdenziali per la sua situazione? V. Bianco, Torino Purtroppo, non sono previste agevolazioni in termini di pensione (solo permessi dal lavoro in base alla legge n 104/1992). Per ottenere la pensione di anzianità, che è quella per lui più vicina, suo fratello dovrà raggiungere i 40 anni di contribuzione. Maturerà i requisiti, quindi, a gennaio 2012 e, poi, occorrerà attendere la prevista finestra di uscita (febbraio 2013).


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Televisione

Tra la lotteria e le canzoni Conti fa venire la nostalgia di CristinA ArChilletti Torna su Raiuno il grande varietà del venerdì sera “I migliori anni”, programma ideato e condotto da Carlo Conti, abbinato quest’anno alla Lotteria Italia. Per il format italiano venduto in tutto il mondo sono quattordici gli appuntamenti in diretta dall’Auditorium Rai di Roma a partire da oggi per giocare con la memoria e ripercorrere i momenti d’oro di cinquant’anni di musica, televisione, cinema, cronaca e costume del nostro Paese. Con personaggi unici e speciali memorabilia quattro decenni della nostra storia riprendono a sfidarsi in ogni puntata, un confronto diretto tra gli anni ’60, ’70, ’80 e ’90, rappresentati anche quest’anno dalle bellissime madrine Sara Facciolini, Roberta Morise, Elena Ossola e Angela Tuccia. Tra le novità della nuova stagione del programma di Raiuno oltre all’abbinamento con la Lotteria Italia, anche l’atteso ritorno di Nino Frassica, che con la sua contagiosa ilarità sarà il protagonista di simpatiche incursioni in studio, e la collaborazione (ma lui preferisce definirla “un’intrusione”) nel cast autorale di Pasquale Panella (l’autore dei testi degli ultimi cinque album di Lucio Battisti, di tante canzoni di Zucchero e delle opere rock di Riccardo Cocciante, Notre Dame de

Ritornano “I migliori anni” da oggi per quattordici puntate. La trasmissione sarà abbinata all’estrazione della Befana

Carlo Conti con le sue vallette Paris e Giulietta e Romeo).In questa prima emozionante sfida sarà Sylvie Vartan a riportarci come per magia nei favolosi anni Sessanta: la prima rock girl francese e indiscussa regina dello yéyé salirà sul palco de “I Migliori Anni” con Zum Zum Zum e alcuni dei suoi più grandi successi. E per i fab ’60 non potevano mancare le note della celebre Marina che Rocco Granata voleva "al più presto sposar”. Per i grandi successi targati anni Ottanta, come un tuffo nel passato, arrivano Toquinho con Acquarello, delicata poesia sul senso della vita e dell'amicizia, e il gruppo newyorkese Indeep con la scatenata Last night a Dj saved my life, uno dei brani

che hanno fatto la storia della Disco Dance. Ed è il tormentone Brutta, che Alessandro Canino porta al Festival di Sanremo nel 1992, a caratterizzare gli anni Novanta, uno dei decenni attraversati dai successi del cantautore Raf, ospite de “I Migliori Anni” con Sei la più bella del mondo e Cosa resterà degli anni ’80. Protagonisti della pagina del programma dedicata al Cinema saranno due miti assoluti come Mariangela Melato e Giancarlo Giannini, una coppia cinematografica davvero straordinaria che con Carlo Conti ripercorrerà una eccezionale carriera artistica, a cominciare dall’indimenticabile trilogia diretta da Lina

Wertmuller (nel 1972 “Mimì Metallurgico”, nel 1973 “Film d’amore e d’anarchia” e nel 1974 “Travolti da un insolito destino”).Anche quest’anno, i decenni in gara saranno votati dalla speciale Giuria, cento ragazzi diciottenni che non hanno mai vissuto in prima persona le storie e le emozioni rievocate in trasmissione e che, in diretta, eleggeranno il decennio che li avrà appassionati di più. Canzoni e ricordi anche per tentare la fortuna: saranno due infatti i momenti dello show che caratterizzeranno lo spazio dedicato ai premi milionari della Lotteria Italia: il gioco musicale con il Juke Box e il gioco incentrato sulla mitica Bianchina, la piccola utilitaria di cinquant’anni fa. Per partecipare basta avere un biglietto della Lotteria e comporre il numero 894004 da telefono fisso oppure inviare un sms al numero 4784787. Come da tradizione, il 6 gennaio 2011, nel corso della finalissima del programma, saranno estratti il primo premio di 5 milioni di euro ed altri ricchi premi, quest’anno abbinati al “Noi che…”, quel particolare momento della memoria che ha accompagnato la fine di ogni puntata della scorsa stagione televisiva e che è diventato un grande successo editoriale: frasi legate al passato scritte in diretta dai telespettatori, via sms.


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venerdì 17 settembre 2010

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Anteprima cinema Daogginellesale“Mangia, Prega, Ama” conJuliaRobertseXavierBardem

Lo stereotipo trito dell’homo italicus di

luCiAnA veCChioli

«Dell'Italia amo il senso della convivialita', il fatto che vi riuniate attorno a grandi tavoli tutti insieme, in allegria. Quelle tavolate con attori e maestranze sono il ricordo più bello del set romano» - dice un'affascinante Julia Roberts appena arrivata a Roma insieme a Javier Barden, Richard Jenkins e al regista Ryan Murphy per l'anteprima europea del nuovo film 'Mangia Prega Ama', adattamento dell'omonimo romanzo di Elizabeth Gilbert, bestseller da 6,2 milioni di copie solo negli Usa. «La cosa bella di voi italiani e' che siete calmi, non avete sempre fretta come avviene in America». Non c'è niente da fare, gli stereotipi sugli italiani sono davvero duri a morire. La conferma, oltre che dalle parole della star hollywoodiana, arrivano anche dal film, lanciato in grande stile dalla Sony Pictures Releasing con una serata capitolina piena di vip ed un tappeto rosso di oltre cinquecento metri davanti al Cinema Moderno, da oggi nelle sale con oltre 300 copie. La Roberts interpreta una scrittrice americana che, in fuga dalla sua insoddisfazione sentimentale ed esistenziale, arriva in Italia e si lascia affascinare dal cibo e dal dolce far niente. Poi va in India e scopre l'aspetto spirituale della vita. Infine a Bali ritrova l'amore con un affascinante brasiliano (Javier Bardem) anche lui divorziato e con un figlio ormai grande. La prima parte della pellicola

che racconta il viaggio a Roma e poi a Napoli è una serie interminabile di banalità e luoghi comuni (per la verità presenti, in quantità minori, anche nel resto del film) che sarà difficile ritrovare in altre produzioni. L'homo italicus è rappresentato in tutte le salse. Mentre guarda le partite di calcio tutto intento a litigare e gesticolare. Parla ad alta voce. Apostrofa le ragazze che incontra per strada con un bel "A' bone!". All'amica della Roberts le toccano anche il culo. Al bar ovviamente non rispetta la fila e strilla l'ordinazione al barista nel tentativo di sopraffare chi c'è prima di lui. Le signore anziane ostentano imbarazzo ed un certo fastidio nel sapere che la protagonista è divorziata e single e parlano in continuazione di "famiglia". Ciliegina sulla torta, mentre stanno tutti intorno ad una tavola imbandita ed ovviamente mangiano "a quattro canasse"

(leit motiv dell'episodio), nel cercare l'abbinamento di una parola con le capitali mondiali la Roberts con tono trionfale dice: "Roma sinonimo di sesso". Of course. Certo, viene da chiedersi a quale personaggio pubblico italiano si siano ispirati per mettere in fila questa lunga serie di fesserie. Tra gli attori italiani presenti nel cast, i nostri Luca Argentero e Andrea Di Stefano. Tanto per capire il livello, a uno dei ragazzi che la scrittrice conosce a Roma è stato dato il nome di Luca Spaghetti, interpretato da Giuseppe Gandini. La stessa attrice, comunque, in parte riconosce l'eccessiva rappresentazione stereotipata del nostro Paese. «Io vengo dal Sud degli Stati Uniti e so bene cosa significhi essere rappresentati come stereotipi - spiega - ma la cosa importante e' che si tratti questo argomento con delicatezza, con gentilezza e amore come abbiamo fatto nel film. Inoltre - precisa - non dobbiamo dimenticare che abbiamo rappresentato l'esperienza personale di una donna, il suo vissuto e le sue impressioni". Più interessante la spiegazione che, allo stesso appunto, dà Javier

Bardem: «L'Italia stereotipata che vedete nel film è quella che i turisti cercano quando vengono qui - dice l'attore che ad ottobre sarà sul set del nuovo film di Terrence Malick -. La stessa cosa è accaduta nel film di Woody Allen “Vicky Cristina Barcelona” (di cui era protagonista con la moglie Penelope Cruz dalla quale avrà un figlio, ndr) in cui gli spagnoli non si sono minimamente identificati, mentre il resto del mondo si', al punto che oggi i turisti vengono a Barcellona a cercare quei luoghi descritti nel film". La Robert si dice molto vicina al suo personaggio. L'attrice, infatti, spiega che anche lei tra i 20 e i 30 anni ha fatto una cosa simile: «Ho deciso di prendermi una pausa di riflessione e di non fare più film, a meno che non fossi convinta. Ho iniziato a rifiutare tutto e mi sono fermata quasi due anni - continua - al punto che ho intaccato anche i miei risparmi. Mi chiedevo se non facessi male, ma oggi credo di aver fatto la scelta giusta». Una condotta professionale che non ha mai cambiato, spiega, e che ancora oggi la porta a "scegliere solo i copioni che mi appassionano e con personaggi interessanti". La fortuna di chiamarsi Julia Roberts, comunque, ha permesso che le proposte continuassero ad arrivare anche quando i rifiuti erano massicci. «La pietra miliare della mia carriera e' stato tuttavia il film di Alan Pakula, 'Rapporto Pelican'. Ho deciso di farlo, ero convinta e sono certa che sia il film che ha rappresentato il punto di svolta".


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MiniCritiChe dei filM dell’Anno congrega dei Parabolani ad uccidere la scienziata, non è molto piaciuto, ma secondo il regista quello che si vede nel film è solo il 30 per cento del male che ha fatto l'alto prelato.

Affetti & dispetti (la nana) regia: sebastiàn silva con Catalina saavedra, Claudia Celedòn. La storia di una donna di bassa statura? Niente di tutto questo. La nana è una sorta di "tata" italiana, la colf che vive con la famiglia, occupandosi sia della casa che dei bambini. Qui magistralmente interpretata da una bravissima e sconosciutissima attrice cilena (Catalina Saavedra, non a caso premiata al Sundance ed a Torino), che praticamente da sola sostiene tutto il film, riuscendo a mettere tutti in ombra. La pellicola ha un impianto molto teatrale, si svolge all'interno delle varie stanze della villetta di una famiglia benestante. I dialoghi sono pochi ed il tutto trapela e si intuisce dalle espressioni di questa cameriera, introversa, scorbutica e dallo sguardo triste. Un volto spesso in primo piano che riesce a spiegare meglio di mille parole stati d'animo ed emozioni. Vale la pena darci un'occhiata solo per vederla all'opera.

Amante (l') inglese regia: Catherine Corsini con Kristin scott thomas, sergi lopez Epopea tutta al femminile dove protagonista è una donna che lotta per affermare la propria autodeterminazione. Suzanne vive in una bella villa nel sud della Francia con un marito e due figli adolescenti. Una esistenza borghese e piena di noia spezzata dall'incontro con Ivan, rude operaio spagnolo con qualche errore alle spalle, che un giorno arriva per ristrutturare lo studio dell'abitazione. Un'avventura che si trasforma presto in passione travolgente e vero amore. Il marito, noto medico della zona molto attento alle apparenze ed in procinto di lanciarsi nella carriera politica, più che altro ferito dall'essere stato scaricato per un semplice operaio, cer-

Alice in Wonderland

Mia Wasikowska in “Alice in Wonderland” cherà in tutti i modi di contrastare la liaison, ricorrendo anche a biechi ricatti. Finale catartico.

A serious man regia: Joel & ethan Coen con Michael stuhlbarg Il film è ambientato nel 1967 in una comunità ebraica di una non bene identificata cittadina del Mid West. Larry Gopnik è un docente universitario e cerca di vivere secondo le regole della collettività. Tenta di fare del suo meglio nonostante abbia il figlio che fuma erba, la figlia che vuole rifarsi il naso, la moglie lo lascia per un altro uomo e tanta sfiga lo perseguita. Il tutto condito da un tagliente umorismo yiddish. Gli stessi Coen, intervenuti al festival del cinema di Roma, hanno ammesso di aver attinto a piene mani, nello scrivere la sceneggiatura, dai ricordi della loro infanzia. Grande prova dell'attore protagonista, Michael Stuhlbarg, in Italia del tutto sconosciuto del quale però si intuisce l'enorme capacità interpretativa per cui è noto nell'universo teatrale Usa.

A single man regia: tom ford con Colin firth e Julianne Moore Patinato e forse stilisticamente troppo perfetto (poteva essere diversamente?), ma con un grande Colin Firth nei

panni di un professore universitario che non riesce a dare un senso alla vita dopo la morte del suo compagno per un incidente stradale. Discreto esordio alla regia per il celebre stilista texano che è riuscito a fare un film con parecchie imperfezioni, eppure coinvolgente ed emozionante. Libero adattamento del romanzo di Christopher Isherwood "Un uomo solo", è un racconto sull'amore interrotto, sull'isolamento della condizione umana e l'importanza dei momenti apparentemente insignificanti della vita.

Agora regia: Alejandro Amenàbar con rachel Weisz, Max Minghella Non è un film contro il cristianesimo ma contro tutti i fond a m e n t a l i s m i . Sostanzialmente è questa la chiave di lettura. Un concetto però non condiviso dalle alte gerarchie della Chiesa che, secondo la casa di distribuzione, dopo una proiezione riservata ha avuto reazioni stizzite di dissenso sul taglio dato alla pellicola. La vera storia della filosofa greca Ipazia uccisa e fatta a pezzi dagli integralisti cristiani nel 391 dopo Cristo ad Alessandria d'Egitto, ha faticato non poco ad uscire in Italia, suscitando, come era prevedibile, parecchie polemiche. Il ruolo del vescovo Cirillo, che avrebbe istigato la

regia: tim Burton con Mia depp, Johnny Anne Wasikowska, hathaway. Spettacolare ed emozionante Burton. Ancora una volta non delude, regalandoci una inedita Alice, indipendente, moderna ed ormai ventenne. Non più la bambina del Paese delle Meraviglie, ma una donna che intraprende un nel viaggio nuovo Sottomondo per conoscere il suo futuro, che non sarà quello di sposare il viscido e stupido Lord Hamish. Il suo destino è diventare una donna d'affari. Johnny Depp sempre all'altezza dei personaggi che interpreta, anche in questo caso bizzarro e divertente al punto giusto nei panni del Cappellaio Matto. Strepitosa Helena Bonham Carter (dolce metà del regista), la tirannica "capocciona" monarca Iracondia, dal carattere irascibile ed una certa propensione a tagliare la testa dei suoi nemici, che poi lascia soavemente galleggiare nel fossato che circonda il castello.

Avatar regia: James Cameron con Worthington, sam sigourney Weaver Cosa dire di più di quanto non si sia già sproloquiato su questo film. Gli effetti sono davvero speciali (l'animazione è splendida, in particolare le figure dei Na'vi e l'ambientazione di Pandora), la storia però, per quanto politicamente corretta, è un po' banalotta. I buoni, i cattivi, l'amore, il lieto fine, con tanto di pistolotto moralistico. Il cattivo è così cattivo da sembrare una caricatura. Già dalle prime scene si capisce al volo dove andrà a parare e soprattutto come


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MiniCritiChe dei filM dell’Anno uomini daranno inizio ad una relazione segreta, ma la loro passione proibita dovrà scontare la punizione del gruppo di estrema destra. Tuttavia l'amore e l'attrazione sessuale è così forte che, pur dovendo infrangere ogni regola, Lars e Jimmy non riusciranno a mettere fine alla relazione. Attori all'altezza di uno script non facile ed alquanto complesso da interpretare. Da non perdere. Marc'Aurelio d'Oro al Festival di Roma.

finirà. E poi sembra un lungo déjà-vu. A tratti viene in mente "Balla coi lupi", "The Fountain" di Aronofskye (ma l'albero della vita non è simile?), "Soldato blu", "Il signore degli anelli", "Apocalypse Now" e chi più ha più ne metta. Un consiglio: provate a vederlo anche nella versione normale, senza gli occhialini, nei cinema che non hanno il 3D. I colori sono molto più vivaci.

Baciami ancora regia: Gabriele Muccino con stefano Accorsi, vittoria Puccini, Pierfrancesco favino, Claudio santamaria, Giorgio Pasotti, Marco Cocci, sabrina impacciatore. Muccino in grande forma. La trasferta americana gli ha fatto bene, lo ha galvanizzato ed arricchito e con la macchina da presa fa faville. Corre letteralmente dietro agli attori, non li molla un istante nel tentativo di estrapolare emozioni e sentimenti. Dopo i trentenni racconta gioie e dolori della generazione dei quaranta. Il ritorno alle radici ma anche la voglia di rimettersi in gioco, l'amore per l'altra persona e quello per i figli. Un gruppo di amici impegnati in una estenuante ricerca della felicità. Forse una costruzione un po' troppo adrenalitica ed affannata (in 2 ore e19 di durata), ma decisamente efficace nel delineare i personaggi. La new entry Vittoria Puccini non fa rimpiangere Giovanna Mezzogiorno.

Bangkok dangerous regia: oxide e danny Pang con nicolas Cage e Charlie Young Remake dell'omonima pellicola del '99 dei fratelli di Hong Kong, già noti per "The eye", che rifanno se stessi. Come spesso avviene, la star indigena viene rimpiazzata da quella a stelle e strisce. In questo caso Nicolas Cage,

Cado dalle nubi

Giovanna Mezzogiorno, rocco Papaleo, Paolo Briguglia, Alessando Gassman e Max Gazzè in una scena di “Basilicata coast to coast” che oltre al ruolo di interprete principale (spietato killer che si innamora di una ragazza sordomuta) si è anche ritagliato quello da produttore. Action movie a tinte noir (con velleità da thriller psicologico) che però non convince per niente. Regia svogliata ma anche una performance non certo eccellente del protagonista che si ostina a porsi con la stessa smorfia stampata sul volto, nel tentativo di esternare disagio ed inquietudine.

dietro alla macchina da presa per l'attore Rocco Papaleo, fino ad ora quasi esclusivamente relegato nei panni del caratterista, che con questa strampalata pellicola tenta di raccontare risorse e potenzialità della sua terra. Cinque amici, una piccola band di provincia per non rinunciare ai propri sogni. Cast credibile ed a proprio agio nelle singole interpretazioni, anche per un cantante come Gazzè alla sua prima prova cinematografica.

Brotherhood Basilicata coast to (fratellanza) coast regia: nicolo donato regia: rocco Papaleo con Alessandro Gassman, Paolo Briguglia, Max Gazzè, rocco Papaleo, Giovanna Mezzogiorno Easy Rider in salsa lucana. Dal Tirreno allo Ionio a piedi per dieci giorni, attraversando una delle regioni più belle e suggestive del nostro Sud d'Italia. Divertente e surreale road movie musicale che vede protagonisti cinque personaggi in cerca delle proprie identità. Interessante esordio

con thure lindhardt, david dencik Una delle pellicole più interessanti in circolazione quest'estate. La storia di un amore pericoloso ma soprattutto la ricerca della propria identità. Deluso da un mancato avanzamento di carriera, Lars decide di lasciare l'esercito. Più per noia che per convinzione decide di aderire ad un movimento neo-nazista dove conosce Jimmy. I due

regia: Gennaro nunziante con dino Abbrescia, fabio troiano e Giulia Michelini Ignorante, cafone, scorretto, razzista, non azzecca un congiuntivo, però sfonda nel mondo della tv. Il trionfo della mediocrità. La fotografia esatta dell'Italia di oggi, quella che ci propina tutti i giorni il piccolo schermo. E lui, Checco Zalone, il comico di Zelig, ci sguazza. La sua parodia è esilarante. Un esordio felice per il comico tv, rispetto a tanti colleghi che hanno tentato la stessa strada con risultati davvero deludenti. Riesce a fare un film corale dove anche i personaggi di contorno danno il loro significativo contributo, evitando che la storia sia solo una lunga sfilza di gag. Prende in giro tutti, con ingenuità usa un linguaggio scorretto ed assurdo. Fa la pipì nella sacra ampolla di acqua del Po e scambia Alberto da Giussano per un Power Ranger.

Che fine ha fatto osama Bin laden? documentario di Morgan spurlock Dopo "Super Size Me", il regista, autore, produttore ed attore del cinema indipendente americano mette mano ad un'altra provocatoria impresa: scovare Bin Laden e soprattutto capire se c'è qualcuno che ha mai provato veramente a cercarlo. Sopra a tutti, Cia ed FBI. Inizia a New York


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MiniCritiChe dei filM dell’Anno e fa il giro del mondo. Attraversa Egitto, Marocco, Israele, Palestina, Arabia Saudita, Afghanistan fino alle regioni tribali del Pakistan. Lungo il percorso interroga esperti ed imam, accademici e terroristi. In Europa visita i ghetti delle grandi città dove gli immigrati aspirano alla guerra santa. Irriverente, divertente e parecchio documentato il film paradossalmente sviluppa una profonda comprensione dei conflitti che turbano il mondo, con parecchi spunti di riflessione.

Pierfrancesco favino e Alba rohrwacher in “Cosa voglio di più”

Che fine hanno fatto i Morgan? regia: Marc lawrence con hugh Grant, sarah Jessica Parker Veramente il sottotitolo potrebbe essere: che fine ha fatto Hugh Grant? Il ragazzo, ormai cinquantenne per la verità, non sembra più quello di "Quattro matrimoni e un funerale" oppure "Notting Hill". Film noioso e non riuscito nonostante lo sforzo produttivo di mettere insieme due star del cinema inglese ed americano. L'idea di catapultare in piena campagna una coppia di cittadini doc che non riesce a staccarsi dal BlackBerry, per andare a vivere nel Wyoming (accanto a cavalli, orsi e rudi cow-boy con tanto di pistola nella fondina), poteva anche funzionare. In questo caso però non fa neanche tanto ridere. Sceneggiatura debole e recitazione altrettanto sciatta.

City island regia: raymond de felitta con Andy Garcia, Alan Arkin, Julianna Margulies Da tempo non vedevamo una sceneggiatura così curata e ben scritta. Risultato, una spassosissima commedia con una storia che gira intorno al classico gioco delle verità nascoste, ambientata in uno dei quartieri meno noti di New York. Protagonista, un inedito ed istrionico Andy

Garcia, nei panni della guardia carceraria con il pallino della recitazione (la scena del suo primo provino vale tutto il film), con parecchi scheletri nell'armadio, come del resto hanno tutti gli altri componenti della famiglia. Ottimo cast di attori, diretto con impegno da un regista che arriva dal cinema indipendente i cui film fanno spesso il giro dei festival più prestigiosi e che ha anche recentemente affermato di ispirarsi al nostro Pietro Germi. Cosa volere di più?

Chloe regia: Atom egoyan con Julianne Moore, liam neeson Apparentemente un thriller, ma molto più intenso nella sua struttura e complessità. E' anche una storia d'amore, di suspance ed ipotetici tradimenti. Viaggio, con qualche perversione, in un tranquillo ma fragile ménage coniugale. Catherine, stimata ginecologa della middle class, sta organizzando una festa a sorpresa per il compleanno del marito David, professore di musica. La stessa sera l'uomo perde però il volo da New York per tornare a casa e la moglie comincia a nutrire qualche sospetto, soprattutto dopo aver scoperto nel suo cellulare un ambiguo sms di una delle sue allieve. Una sera a cena fuori con amici, Catherine incontra per caso

Chloe, giovane e bellissima escort di lusso. Per liberarsi dell'ossessione decide di ingaggiarla per testare la fedeltà del marito. Resterà invischiata invece in un gioco pericoloso che la condurrà ad un rapporto lesbo.

Christmas (A) Carol regia: robert Zemeckis con i volti di Jim Carrey, Gary oldman e Colin firth Onestamente un po' troppo lugubre e poco adatto a bimbi molto piccoli per essere definito un film di Natale destinato alle famiglie. Inizia con un morto disteso dentro una bara con due monete sugli occhi, per poi proseguire con una serie di fantasmi che fanno visita al vecchio avaro Scrooge nella sua casa oscura e sinistra. Tuttavia l'adattamento cinematografico della celebre fiaba di Charles Dickens è un piccolo capolavoro, soprattutto di tecnica. Realizzato con il sistema motion capture (quello utilizzato per The Polar Express), ossia cattura delle espressioni degli attori (celebri!) riportate digitalmente sul grande schermo sotto forma di animazione, riesce a dare una profondità ed una nitidezza alle immagini da sembrare un film su pellicola.

City island regia: raymond de felitta

con Andy Garcia, Alan Arkin, Julianna Margulies Era da tempo che non vedevamo una sceneggiatura così curata e ben scritta. Risultato, una spassosissima commedia con una storia che gira intorno al classico gioco delle verità nascoste, ambientata in uno dei quartieri meno noti di New York. Protagonista, un inedito ed istrionico Andy Garcia, nei panni della guardia carceraria con il pallino della recitazione (la scena del suo primo provino vale tutto il film), con parecchi scheletri nell'armadio, come del resto hanno tutti gli altri componenti della famiglia. Ottimo cast di attori, diretto con impegno da un regista che arriva dal cinema indipendente i cui film fanno spesso il giro dei festival più prestigiosi e che ha anche recentemente affermato di ispirarsi al nostro Pietro Germi. Cosa volere di più?

Colpo di fulmine - il mago della truffa regia: John requa e Glenn ficarra con Jim Carrey, ewan McGregor Certo, la storia nella fase di scrittura della sceneggiatura è stata parecchio romanzata ma sembra che tutti gli eventi descritti siano realmente accaduti. Basta questo per rendere il film apprezzabile di una certa attenzione, perché se fosse vero solo un terzo di


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MiniCritiChe dei filM dell’Anno glioso e cronologico. Non manca neanche la satira, con l'imitazione del premier. Una ricostruzione certosina di quello che è accaduto in Abruzzo ma anche al G8, a Napoli con la questione dei rifiuti e quant'altro. Da vedere.

quello narrato è davvero incredibile come un uomo possa arrivare a fare tanto nel corso di una vita. A parte questo, l'interpretazione di Carrey è un po' troppo fumettistica e gli eventi si susseguono con un certa confusione. Un morigerato agente di polizia, sposato con prole, che suona l'organo in chiesa, dopo un incidente stradale decide di cambiare vita. Si dichiara gay, inizia a vivere una esistenza stravagante fatta di truffe ed imbrogli che lo porta dritto in prigione dove incontra Phillip Morris, l'amore della sua vita. Per lui tenterà, con successo, un colpo impossibile dietro l'altro.

Cosa voglio di più regia: silvio soldini con Pierfrancesco favino, Alba rohrwacher, Giuseppe Battiston Il ricordo di "Pane e tulipani" è ormai lontano, tanto da non sembrare un film di Soldini. Manca la poesia e quel tocco surreale che caratterizza il suo cinema, anche nell'affrontare temi vicini all'attualità. "Per la prima volta è stato un episodio di vita reale a far scattare in me l'idea di questo film" ha affermato. L'intento, quello di raccontare una storia d'amore in tempi di crisi, recessione e precariato, ma è come se mancasse di personalità. Ecco, forse ha un po' spiazzato il suo pubblico cercando di fare altro da quello realizzato fino ad ora, per questo il film non convince fino in fondo. Per il resto la bravura del regista milanese dietro alla macchina da presa è indiscutibile come quella nel dirigere gli attori, soprattutto nelle famose scene di sesso che sono sicuramente le più difficili.

Crazy heart regia: scott Cooper con Jeff Bridges, Maggie Gyllenhaal, Colin farrell, robert duvall Non sarà il Drugo del Grande

due vite per caso

sabina Guzzanti che assume le sembranze di silvio Berlusconi in “draquila”, di cui è lei stessa regista Lebowski, ma anche qui il grande Jeff Bridges riesce ancora a dare il meglio di sé per un film, low-budget, che gira interamente intorno alla sua figura. Intreccio narrativo forse scontato e prevedibile che però l'attore, con ammiccamenti e grande capacità interpretativa, riesce a rendere interessante ed accattivante. Invecchiato, appesantito, alcolizzato ed in fase discendente, Bad Blake è una vecchia gloria del country che ora deve accontentarsi di qualche isolato locale della sconfinata provincia americana ed alloggiare in alberghi di quarta categoria. Il casuale incontro con una giovane giornalista di una rivista locale che vuole intervistarlo, gli cambierà in qualche modo la vita.

dragon trainer regia: dean deblois e Chris sanders Delizioso cartone animato in 3D, da vedere anche nella versione normale, non si perde nulla. Il tocco magico è quello della Dream Works Animation, creatori di Shrek e Madagascar. Portatore di due messaggi facili ma corposi, che di questi tempi non guastano. Non bisogna aver

paura ad uscire fuori dal coro, affermando le proprie opinioni, e soprattutto non bisogna aver timore di ciò che esternamente può apparire diverso da noi. Il piccolo e gracile vichingo Hic vive in un comunità dove da sempre si combattono i draghi che rubano le pecore. Ma lui è un progressista ed è convinto che il dialogo con il nemico sia invece la strada giusta. Il suo senso dell'umorismo non si concilia però con gli ideali della tribù, dei coetanei e del forzuto padre, Stoick l'Immenso. Tratto dai libri della britannica Cressida Cowell.

draquila - l'italia che trema regia: sabina Guzzanti Il ministro dei Beni Culturali ha disertato il Festival di Cannes per protesta, il documentario secondo lui è fazioso e non veritiero. Ad alcuni aquilani è piaciuto ad altri per niente. Sabina Guzzanti riaccende le polemiche e questa volta si occupa del terremoto dell'Aquila e non solo. Snocciola con insolita pacatezza la sue teorie, utilizzando questa volta tecniche da reportage giornalistico, punti-

regia: Alessandro Aronadio con lorenzo Balducci, isabella ragonese. Sgombriamo subito il campo. Sarà pure il raccomandatissimo figlio del famoso imprenditore coinvolto nello scandalo degli appalti al G8, ma Lorenzo Balducci è perfetto nel ruolo di Matteo Carli. Riesce con sorprendente capacità recitativa ad interpretare due ruoli affini ma non uguali. Una sorta di Sliding Doors all'italiana, per raccontare il doppio destino di un ventenne che una notte piovosa incontra per caso un'auto con dei poliziotti a bordo. L'incontro o lo scontro con quegli uomini determinerà il resto della sua vita. Rabbia, paura ed angoscia di una generazione che forse non ha futuro. Interessante esordio alla regia del giovane regista romano già apprezzato al Festival di Berlino.

e' complicato regia: nancy Meyers con Meryl streep, Alec Baldwin, steve Martin E' sempre un piacere ritrovare la grande Meryl, anche se in questo caso è protagonista di una commedia non proprio originalissima e forse troppo hollywoodiana per un talento del suo livello. Tuttavia, tanto di cappello ad una attrice che a sessant'anni è ancora capace di trovare un ruolo di primo piano in un ambiente dove dopo i quaranta già si annaspa. Grazie alle sue innate capacità è in grado di far apparire decente un film che molto probabilmente con altri interpreti avrebbe creato qualche imbarazzo. La storia del triangolo over 50 tra una


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MiniCritiChe dei filM dell’Anno donna, il suo ex marito ed un ipotetico pretendente stenta a decollare. E poi, va bene dare un'immagine di donna realizzata ma perché la scelta di stamparle sul viso, dall'inizio alla fine, quell'insistente sorriso a volte davvero fuori luogo?

interrogativi, soprattutto rispetto al ruolo giocato da un potente generale di Saddam Hussein.

happy family

fuori controllo regia: Martin Campbell con Mel Gibson, ray Winstone Con qualche ruga in più e qualche capello in meno ma con la stessa spavalderia ritorna dopo sette anni Mel Gibson e lo fa con un thriller ad alta tensione, che fonde politica, ecologia ed affari (loschi). Ancora una volta impegnato nella consueta lotta solitaria contro tutti e tutto, senza esclusione di colpi. Le immagini iniziali sono di sicuro impatto. L'inaspettata uccisione a sangue freddo della giovane Emma, sulla porta della casa del padre poliziotto, solletica subito la curiosità dello spettatore. Un avvio repentino per una storia avvincente, ben girata, senza troppe sbavature. Non male per chi ama il genere.

Genitori&figli. agitare bene prima dell'uso regia: Giovanni veronesi con silvio orlando, luciana littizzetto. Michele Placido, Margherita Buy, Max tortora, elena sofia ricci, Piera degli esposti Il confronto-scontro tra il mondo degli adulti e quello dei giovani di oggi attraverso lo sguardo della quattordicenne Nina. E' credibile il quadro che il regista toscano traccia delle nuove generazioni, riesce a fotografarne bene il malessere e l'incapacità di capirsi fino in fondo. Certo, in un contesto da commedia e con i toni leggeri del genere, a volte con profili appena tratteggiati ma decisamente convincenti. Decisamente miglio-

tahar rahim, protagonista del “Profeta” re invece il fronte dei cosiddetti "grandi", dove si capisce che Veronesi ha maggiore conoscenza della materia. Avvalendosi di un cast di attori di alto profilo, abbandona per il momento il film ad episodi per raccontare una storia più strutturata e ricca di sfumature rispetto ai precedenti lavori.

Green Zone regia: Paul Greengrass con Matt demon, Greg Kinnear Agli americani non è piaciuto molto. Anzi, visti gli esigui incassi potremo dire quasi niente. Perché i cattivi, ebbene si, questa volta sono loro. A dirla tutta, è difficile trovare nella cinematografia a stelle e strisce un altro film così esplicito, così diretto, nell'incolpare il governo Usa di aver provocato una guerra senza senso. La Green Zone del titolo è il blindatissimo quartiere situato nel centro di Baghdad dove risiedono le truppe, è da qui che parte l'avvincente thriller a sfondo politico. Da qui il maresciallo Roy Miller e la sua squadra di ispettori ricevono l'incarico di scovare nel deserto dell'Iraq i depositi con le famose armi di distruzione di massa. Non trovando nulla di tutto ciò, l'ufficiale inizierà ad avere qualche sospetto ed a porsi degli

regia: Gabriele salvatores con fabio de luigi, diego Abatantuono, fabrizio Bentivoglio, Margherita Buy, Carla signoris, valeria Bilello Non è l'ennesimo film sulla famiglia. Salvatores semplicemente racconta degli uomini e delle donne, e lo fa con un film originale, poetico, spassoso, colorato, elaborato su diversi piani narrativi e continui passaggi tra finzione e realtà. Otto personaggi in cerca d'autore. Sono questi i protagonisti, la famiglia felice a cui il titolo ironicamente allude. Escluso Ezio, 38 anni, una vita trascorsa senza aver mai concluso nulla di buono che un giorno decide di scrivere una sceneggiatura per il cinema. Due coppie, i loro figli, i nonni, il cane, esseri del tutto inventati che ad un certo punto però vivono di luce propria, escono dallo schermo del computer di Ezio (un Fabio De Luigi in grande forma) per rivendicare la loro esistenza. Il cinema nel cinema.

i Gatti Persiani regia: Bahman Ghodabi con negar shaghaghi, hamed Behdad Durante la lavorazione il regista è stato arrestato per ben due volte. In Iran la musica è considerata, dall'attuale regime, impura in quanto fonte di allegria e quindi vietata. I ragazzi sono costretti a suonare e cantare clandestinamente, nel chiuso di cantine e sotterranei. Un mondo nascosto, del quale la maggior parte della popolazione ignora l'esistenza. Completamente girato a Teheran, al di là dell'aspetto musicale, è un interessante viaggio nelle dinamiche che oggi governano l'ex Persia,

che aiuta a capire meglio cosa stia realmente avvenendo in quel Paese. Premio Speciale della giuria al Festival di Cannes, la sceneggiatura è stata scritta da Ghobadi e dalla fidanzata Roxana Saberi, la giornalista americana di origine iraniana processata per spionaggio

il figlio più piccolo regia: Pupi Avati con Christian de sica, laura Morante, luca Zingaretti, nicola nocella Con la scusa di completare la trilogia sulla paternità (dopo "La cena per farli conoscere" e "Il papà di Giovanna"), Avati racconta l'Italia di oggi e lo fa con particolare cattiveria ed ironia, aiutato anche da un più che brillante cast di attori. Apparentemente parla di beghe familiari, in realtà dà vita ad un preciso affresco del Bel Paese: cinico, corrotto e corruttore, egoista, disposto a tutto in nome del dio denaro. Un insospettabile De Sica (dopo tanti cine-panettoni) riesce finalmente a dare corpo ad un personaggio complesso e spietato, il "furbetto del quartierino" di turno che pur di salvarsi dalla galera per i suoi guai finanziari, non si fa scrupolo di riversare le sue colpe sull'ingenuo figlio.

il mio amico eric regia: Ken loach con eric Cantona, steve evets Un omaggio al calciatore del Manchester United Eric Cantona, personaggio discusso e borderline, per raccontare ancora una volta una storia di periferia. Loach lascia per il momento i toni seriosi dei suoi precedenti film ed affronta con leggerezza ed un tocco di fantasia i temi che gli sono da sempre cari. Il titolo originale, Looking for Eric, probabilmente si adatta meglio ad una storia dove il protagonista Eric Bishop, dipendente postale con una situazione famigliare


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MiniCritiChe dei filM dell’Anno e sentimentale disastrata, è alla continua ricerca di se stesso. Nel tentativo di rimettere insieme i pezzi della sua vita immagina di dialogare con il grande campione francese, che nel film recita se stesso. Da non perdere nel finale la vera conferenza stampa di Cantona, rimasta nella storia del calcio.

il Mi$$ionario regia: roger delattre con Jean- Marie Bigard Divertente commedia degli equivoci, senza troppe pretese ma ben costruita, prodotta da Luc Besson. L'attore protagonista, che ha anche scritto la sceneggiatura, nel raccontare il suo primo incontro con Besson sul set di un precedente film, ha rivelato che in quell'occasione, prima di squadrarlo da cima a fondo, gli ha detto che lo avrebbe visto bene nei panni di un prete. Parole profetiche. Bigard veste i panni di Mario Diccara, ex galeotto appena uscito dalla prigione che ha qualche conto in sospeso con la malavita. Chiede aiuto al fratello prelato che gli suggerisce di raggiungere Padre Etienne in un paesino dell'Ardèche, travestito da sacerdote. Al suo arrivo scopre che il parroco è morto e gli abitanti lo scambiano per il sostituto.

il profeta regia: Jacques Audiard con tahar rahim e niels Arestrup Difficile non identificarsi con la faccia d'angelo del protagonista, perché anche se la storia è politicamente poco corretta (un percorso di formazione alla rovescia, un antieroe) non si può non stare dalla sua parte. Accertato ormai il fatto che il carcere non riabilita proprio nessuno, il film �� abilmente orchestrato da un regista che conferma qualità straordinarie nel dirigere gli attori. La faccia del giovane Malik (felice esordio),

Morgan freeman perfettamente nei panni di nelson Mandela nel film “invictus” analfabeta e ladruncolo che entra in carcere per uscirne dopo sei anni più acculturato, spietato ed a capo di una pericolosa banda, e quella del boss corso César Luciani (si intuisce ad occhio nudo la consolidata esperienza anche teatrale), reggono praticamente tutto il film.

il segreto dei suoi occhi regia: Juan Josè Campanella con ricardo darìn, soledad villamil Un noir, una commedia, una storia d'amore. Sullo sfondo l'Argentina peronista degli anni '70. Magica commistione di generi per raccontare uno dei periodi più cupi del Paese. Da questo punto di vista decisamente più efficace di tante pellicole che puntano al politico. Aspetto, questo, abilmente ed apparentemente relegato ai margini e che invece si rivela la vera anima. Il film ti entra dentro, lentamente, e per parecchio non ti molla. Con piglio sicuro il regista di origine italiana nato a Buenos Aires, dirige uno dei migliori lavori della stagione che non a caso ha conquistato l'Oscar destinato al film straniero riuscendo a battere opere di pregio come "Il profeta" e "Il nastro bianco". Cast più che

apprezzabile, sceneggiatura essenziale, quasi scarna ma con la capacità di arrivare dritta alla meta. Da non perdere.

il tempo che ci rimane regia: elia suleiman con saleh Bakri, shafika Bajjali Suleiman è nato a Nazareth in Palestina ed il film è semiautobiografico, in quattro episodi, sulla sua famiglia. E' ispirato ai diari del padre, a partire dal 1948 quando decise di partire per unirsi alla Resistenza dopo l'occupazione di Israele. Scene di vita quotidiana di quei palestinesi che decisero di restare e che furono chiamati "arabi israeliani", costretti a vivere da stranieri nella loro patria. Contrariamente a quanto si possa pensare non ha nulla della pesantezza che magari ci si potrebbe aspettare da una pellicola di questo genere, il regista (che interpreta tra l'altro anche se stesso) ci ha costruito sopra una storia surreale, piena di ironia, con musiche coinvolgenti. Senza trascurare però l'aspetto politico di una questione ancora attualissima ed irrisolta.

invictus regia: Clint eastwood con Morgan freeman e Matt

damon Il capitano Francois Pienaar entra nella minuscola cella dove per 27 anni è stato recluso Nelson Mandela. Allarga le braccia, come per prenderne le misure e dalla finestra lo immagina nel cortile, in catene, intento a spaccare pietre sotto il sole cocente. Perché un uomo che ha dovuto subire tanto dolore parla di perdono? Forse l'eccesso di retorica, inusuale per un film di Eastwood, può in un primo momento generare qualche attimo di smarrimento. Poi con lo scorrere delle immagini prevale l'emozione, quella di veder rappresentato un momento cruciale della storia del Sudafrica ma forse anche del mondo. Le interpretazioni di Freeman nei panni di Nelson Mandela e Damon in quelli del biondissimo capitano della squadra di rugby sono appassionanti.

l'isola delle coppie regia: Peter Billingsley con vince vaughn, Jason Bateman, Kristen Bell Coppia in crisi convince gli amici ad accompagnarla in una vacanza terapeutica per sposi con problemi coniugali, in uno splendido resort di Bora Bora. Il costo del biglietto è esoso ma se accettano di andare con loro verrà dimezzato. Partono, convinti di andare incontro ad una vacanza a cinque stelle invece scopriranno presto che la frequentazione della stravagante terapia non è a discrezione di chi ne ha bisogno e non è un optional. Jean Reno con il codino nelle vesti di santone che dovrebbe aiutare gli sposi. Una commedia (furbetta) che deve essere presa per quello che è: un paio d'ore di divertimento ammirando e sognando località tropicali irraggiungibili per molti. Non rimarrà nella storia del cinema

l'uomo che verrà regia: Giorgio diritti con Alba rohrwacher e Maya


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MiniCritiChe dei filM dell’Anno sansa Girato con assoluto rigore, non scade mai nella retorica. Diretto in maniera magistrale, con attori di grande spessore che recitano i rari dialoghi in dialetto bolognese (sottotitolati in italiano). Meritatamente premiato all'ultimo festival del cinema di Roma, ripercorre gli ultimi nove mesi dalla strage di Marzabotto dove furono massacrate dai nazisti 770 persone, per la maggior parte donne, bambini ed anziani. Il racconto cadenzato dei nove mesi d'attesa per la nascita di un bambino in un'umile famiglia di contadini, attraverso lo sguardo della sorellina muta di otto anni. Film di forte impatto emotivo, forse di non facile fruizione, ma decisamente da non perdere.

l'uomo nell'ombra regia: roman Polanski con ewan McGregor, Pierce Brosnan. Che Polanski sia un maestro nella regia è fuor di dubbio ed anche in questa occasione dà prova di grande abilità del dirigere gli attori. Ha sdoganato definitivamente uno come Brosnan che nella vita ha trovato non poche difficoltà a costruire una dignitosa carriera non legata quasi esclusivamente al fascino ed al glamour. Unico punto debole forse una sceneggiatura a volte prevedibile ed improbabile (come quando il protagonista scova alcune delicate e segrete informazioni semplicemente consultando Internet. Va bene che nella rete si trova di tutto, ma questa volta appare un po' esagerato) per un film che ha la sua forza in una storia costruita su temi importanti, piena di inganni e tradimenti, dove ognuno è molto diverso da ciò che appare.

l'uomo nero regia: sergio rubini con valeria Golino, sergio rubini, riccardo scamarcio, Guido

stra sull'Italia con le sue storie di immigrazione, sfruttamento, valori famigliari. Cast ben assortito. Unica stonatura, forse, un finale troppo happy, da commedia.

la prima cosa bella

raoul Bova e elio Germano (premiato come miglior attore a Cannes con Javier Bardem) in una scena del film “la nostra vita” Gianquinto. Uno dei migliori film di Rubini. Intenso, commovente, ironico e fortemente autobiografico. Dopo "La stazione" del 1990, il regista/ attore torna a parlare della sua infanzia e della Puglia ripartendo da quella stazione ferroviaria che sembra sia rimasta fortemente ancorata ai ricordi. Ma questa volta lo fa con un tocco di maggiore maturità, riuscendo a fare un film più compiuto. Sceneggiatura ben calibrata, cast di attori decisamente convincenti. Iniziando dal piccolo e straordinario protagonista fino ad arrivare ad una brava Valeria Golino che riesce ad interpretare il ruolo di una donna moderna ed emancipata degli anni '60, che non rinuncerebbe mai al suo lavoro di insegnante, capace però di conservare intatti gli atavici dettami della tradizione.

la bocca del lupo regia: Pietro Marcello con i reali protagonisti della storia. Piccolo film di nicchia, per raffinati cultori del cinema d‘autore. Ricco di poesia e sentimento. Due anime perse raccontano le loro vite. Sullo sfondo la Genova storica, descritta e fotografata alla De Andrè. Quella di ieri, delle "tripperie" ormai scomparse, e quella di oggi percorsa dai

disperati e dagli ultimi. Enzo è appena uscito dalla galera e attraversa la città, alla ricerca dei luoghi di un tempo ormai dismessi. Nella piccola casa nel ghetto, tra i vicoli del vecchio quartiere, l'aspetta da anni l’amatissima Mary, prostituta transessuale. Nato da un'idea della fondazione San Marcellino, gesuiti di Genova, che da anni assiste in diversi modi la comunità dei senza tetto, degli emarginati.

la nostra vita regia: daniele luchetti con elio Germano, raoul Bova, isabella ragonese, luca Zingaretti, stefania Montorsi, Giorgio Colangeli. Un grande Elio Germano, che ha ampiamente meritato il premio come miglior attore a Cannes, per un film sui trentenni di oggi. Quelli che non hanno santi in paradiso, forse i nuovi proletari come li definisce lo stesso Luchetti. In realtà dei giovani intelligenti e svegli che cercano di farsi strada in un mondo dove la priorità sono i soldi e la loro capacità di comprarci più cose possibili. Figli di un consumismo sfrenato, ma anche capaci di mettere al mondo tre figli nella totale incertezza economica e con il desiderio di fare il grande salto in avanti. Il film però non è solo questo. Anche una grande fine-

regia: Paolo virzì con valerio Mastandrea, stefania sandrelli, Claudia Pandolfi, Micaela ramazzotti. Svolta intimista per il regista toscano che si allontana decisamente dalle tematiche sociali che hanno caratterizzato le sue precedenti pellicole, per concentrarsi sui sentimenti e sulla psicologia dei personaggi in una sorta di romanzo famigliare. Un percorso tutto nuovo per il quale sceglie l'attrice simbolo della commedia all'italiana, la splendida Stefania Sandrelli che insieme ad un Mastandrea in grande forma (una delle migliori interpretazioni dell'attore romano nel ruolo di Bruno e del suo mal di vivere) da vita ad un duetto recitativo di ottimo livello, riuscendo a coinvolgere l'intero cast. Costruito su due piani temporali, il film percorre circa quarant'anni di vita livornese, la storia di una mamma bellissima e svampita e dei suoi due figlioli dagli anni 70/80 fino ai nostri giorni.

la vita è una cosa meravigliosa regia: Carlo vanzina con Gigi Proietti, vincenzo salemme, enrico Brignano, nancy Brilli, luisa ranieri Saranno pure i furbetti del quartierino, ladroni e corrotti, però in fondo in fondo sono dei buoni. Insomma, prevale la tesi dei "birbantelli". E' questa l'Italia descritta dai Vanzina. Gli italiani? Un popolo di cialtroni, dicono, sempre pronti a trovare la scorciatoia, la raccomandazione, l'appoggio del potente di turno, ma subito dopo arriva puntuale l'assoluzione. Così il direttore di un potente


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MiniCritiChe dei filM dell’Anno gruppo bancario, intrallazzone ed imbroglione, si ritira in campagna a coltivare gli ortaggi in compagnia di belle ragazze (!), il chirurgo che cercava e dispensava favori a destra e manca si redime andando a curare i poveri. Il poliziotto intercettatore, che usa il suo potere per conquistare una bella ragazza, ritrova l'amore. E via discorrendo. Unico punto forza del film un eccellente cast di attori, che riesce a tenere in piedi una storia mediocre ed improbabile. Con tutto il "materiale" che la cronaca regala ogni giorno si poteva fare veramente di più.

le quattro volte regia: Michelangelo frammartino Il regista milanese di origine calabrese, dopo il bellissimo e pluripremiato "Il dono" ci regala un nuovo lavoro dove creatività e poesia si fondono per raccontare il fascino arcaico di una terra dove il tempo sembra si sia fermato. Interamente girato senza dialoghi, senza attori, solo con rumori di sottofondo, utilizzando la tecnica del documentario (come peraltro aveva già fatto con il primo lungometraggio), la cinepresa si limita a riprendere scene di vita quotidiana di un piccolo villaggio rurale, in realtà riesce a leggere oltre le immagini. Illustra il ciclo della vita e della natura, attraverso uno sguardo originale ed innovativo che può ricordare quello di Franco Piavoli e Vittorio De Seta. Accolto a Cannes da giudizi più che lusinghieri dalla critica internazionale.

Matrimoni ed altri disastri regia: nina di Majo con Margherita Buy, fabio volo, luciana littizzetto, francesca inaudi. L'intento della regista era una commedia semplice e sofistica, in realtà è complicata (tanto da apparire improbabi-

una scena corla di “Mine vaganti” di ozpetek. in primo piano elena sofia ricci (a sinistra) e riccardo scamarcio

le) ed abbastanza ordinaria, quasi scontata. Sceneggiatura debole e poco equilibrata, dialoghi fuori dal mondo. La Buy, sulla cui faccia la cinepresa non molla mai un attimo facendo sparire dallo schermo tutto il resto, fa sempre la solita parte della single ansiosa e nevrotica. Poi, per chissà quale magico artifizio, ad un certo punto tutti si innamorano di lei. L'adolescente inquieto, l'intellettuale di sinistra inevitabilmente sfigato, il tecnico che aggiusta i computer e pure il cognato mezzo leghista ed ignorante come una capra al quale dà anche un bacetto tutto casto. Cast stellare sottoutilizzato.

Mine vaganti regia: ferzan ozpetek con riccardo scamarcio, nicole Grimaudo, Alessandro Preziosi, ennio fantastichini, lunetta savino, ilaria occhini Gruppo di famiglia in un interno. Il paragone con il grande film di Luchino Visconti finisce qui. Tuttavia, nulla da togliere al regista turco che ha realizzato un film godibile, intimo, per la prima volta curioso di esplorare il cuore della famiglia tradizionale e tradizionalista, animata dal perbenismo di facciata. Un nucleo numeroso, come tanti nel Sud d'Italia, proprietario di un pastificio, con una nonna

dolce e ribelle, una madre affettuosa e tollerante, la zia stravagante (una piacevole sorpresa l'interpretazione di Elena Sofia Ricci), il padre molto attento alle apparenze e due figli gay che hanno da sempre nascosto la loro vera identità. Scamarcio particolarmente bravo a non strafare in un ruolo non certo facile. Sullo sfondo la splendida Lecce con i vicoli, piazze ed il candore della sua architettura.

nine regia: rob Marshall con daniel day-lewis, sophia loren, nicole Kidman, Penelope Cruz, Marion Cotillard Già il musical di Broadway sembra non sia piaciuto per nulla a Fellini. Immaginate cosa potrebbe dire oggi di questo film, se fosse ancora vivo. Una sfilza di banalità e luoghi comuni sull'Italia e sugli italiani, da non credere. La pizza, i mandolini e siamo al completo. Ovviamente nulla a che vedere con un capolavoro come “8 e mezzo“. A parte questo, le canzoni sono accattivanti, i balletti rocamboleschi, i costumi sfavillanti. Ingredienti essenziali per catturare il grande pubblico. Per non parlare della lunga sfilza di star e bellezze internazionali. Penelope Cruz insolitamente conturbante e sexy. Guido

Contini è affascinante, glamour e donnaiolo ma non possiede l'ironia di Mastroianni.

notte folle Manhattan

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regia: Mira nair con steve Carell, tina fey Battute e situazioni scopiazzate da altre celebri pellicole, tuttavia divertente ed anche poco corretta (è pieno di parolacce) per una commedia americana destinata alle famiglie. La coppia Carell & Fey funziona, ben diretta dal regista di "Una notte al museo", per cui alla fine il film risulta piacevole ed alcune gag sono davvero esilaranti. Ipotetico plot alla intrigo internazionale, con il più classico scambio di persona. Una tranquilla ed annoiata coppia con tanto di prole chiassosa, che vive nella provincia del New Jersey, decide di uscire dalla routine concedendosi una serata speciale e cenare in uno dei ristoranti più trandy della città. Non avendo la prenotazione, però, hanno la malaugurata idea di prendere il posto di una coppia che non si è presentata.

Percy Jackson e gli dei dell'olimpo - il ladro di fulmini regia: Chris Columbus con logan lerman, Pierce Brosnan


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MiniCritiChe dei filM dell’Anno Il paragone con le avventure di Harry Potter è inevitabile. Il regista ne ha diretti ben due. Come il celebre maghetto anche Percy Jackson ha poteri sovrannaturali, per metà divino e per metà umano, con l'innata capacità di tenere a bada il male. Anche lui ha genitori "magici", è figlio del dio greco Poseidone, e molte delle situazioni in cui si trova porta inevitabilmente al personaggio della Rowling. L'apparizione dell'Idra a tre teste non può non ricordare Fuffy il cane a tre teste di Hagrid. Solo una squallida copia dunque? Niente affatto. Il film ha una sua valenza, si lascia vedere con piacere, in qualche modo è anche educativo (all'inizio insegnanti e compagni di scuola lo credono mentalmente limitato) e poi potrà riempire il vuoto che Potter lascerà. Moderno classico della letteratura fantasy dello scrittore Rick Riordan, "Il ladro di fulmini" è il primo di una serie di cinque libri, l'ultimo uscito a maggio dello scorso anno.

Piccolo (il) nicolas ed i suoi genitori regia: laurent tirard con françois-Xavier demaison, daniel Prévost Adattamento sul grande schermo di uno dei più importanti classici per l'infanzia francesi, probabile primo esempio di letteratura moderna per piccoli, nato dalla fantasia di René Goscinny (l'ideatore di Asterix) e JeanJacques Sempè. Il protagonista è un bambino di otto anni, Nicolas, una sorta di Gian Burrasca d'Oltralpe. Ambientato negli anni '50, le avventure del pestifero ragazzino con la sua strampalata combriccola di amici, divertono molto e riescono a creare un processo di identificazione sia nei bimbi che nei grandi, con un abile doppio piano di lettura. Riuscita trasposizione sul grande schermo, senza

russel Crowe (a destra) nel ruolo che il regista ridley scott gli ha assegnato per la nuova versione di “robin hood” trascurare le magiche atmosfere dei racconti.

Predators regia: nimrod Antal con Adrien Brody, laurence fishburne, Alice Braga Remake dell'action movie interpretato nell'87 da Schwarzenegger, con un inedito Adrien Brody nei panni dell'ex marine tutto muscoli, tattica militare e mitraglietta in spalla. Mercenario alla guida di un gruppetto di veri cattivi. Letteralmente piovuti dal cielo, ben presto scopriranno di essere stati catapultati in un pianeta alieno per essere trasformati in prede. Uomini (e donna) allenati ad uccidere che invece saranno spietatamente cacciati ed eliminati da una nuova razza di predators alieni, guerrieri astutissimi in grado di rendersi invisibili. Film ben orchestrato, di sicuro effetto, altamente confezionato. Apprezzabile.

Prince of Persia - le sabbie del tempo

regia: Mike newell con Jake Gyllenhaal, Ben Kingsley, Alfred Molina Dopo "I pirati dei Caraibi" ecco un altro film tratto da un videogioco degli anni '80. A dirigerlo questa volta il regista inglese di "Quattro matrimoni e un funerale" e di "Harry Potter e il calice di fuoco". Se piace il genere, l'action fantasy è piacevole e scorre abbastanza facilmente nonostante le oltre due ore di durata. Le scenografie esotiche dell'antica Persia, in gran parte riprodotte al computer, non deludono le aspettative. C'è tutto. Il principe bello e muscoloso che corre lungo i muri, la principessa misteriosa e furba, il pugnale, le arti magiche, la lotta contro le forze oscure, ed uno stuolo di allenatissimi stuntman. Insomma, un bel fumettone. Sempre ottime le Interpretazioni di Molina e Kingsley.

remember me regia: Allen Coulter con robert Pattinson, emilie de

ravin Una sorpresa. Che il vampiretto più celebre del momento si sia cimentato, nonostante il travolgente successo di Twilight, in una pellicola del genere depone a favore di questo bel ragazzone rimasto improvvisamente sepolto dalla notorietà e da una stuolo di adoranti fan. Il film, contrariamente a quanto si possa credere, non è solo una storia d'amore destinata al filone giovanilistico, l'intreccio è molto più raffinato e complesso, pieno di humour, acume, con dialoghi ben scritti ed interpretati. Finale sorprendente che vuole essere un omaggio alla città di New York. Senza voler svelare nulla, perché l'epilogo è davvero inaspettato, la storia parte da due ventenni provenienti da mondi del tutto opposti, che si incontrano in maniera non proprio casuale, e che si innamorano. Ma non ci sarà l'happy end.

the road regia: John hilcoat con viggo Mortensen, robert duvall, Charlize theron E' vero, è deprimente, triste, disperato, senza futuro, eppure è uno dei film più interessanti che il genere catastrofista abbia partorito negli ultimi anni. Completamente privo di retorica, un regista semi-sconosciuto porta sul grande schermo il romanzo "La strada" del grande scrittore statunitense Cormac McCarthy. Lo fa rivelando notevoli capacità nel dirigere i pochi (ma buoni) attori del cast. Un film complesso, difficile, dove la macchina da presa è quasi esclusivamente puntata sui volti di un padre e di un figlio che cercano di sopravvivere in un'America desolata e distrutta da un misterioso cataclisma, dove gli esseri umani sono spinti a dare il meglio e (soprattutto) il peggio di sé.

robin hood regia: ridley scott con russel Crowe, Cate


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MiniCritiChe dei filM dell’Anno Blanchett, William hurt, Max von sydow. Certo, se si pensa che è stato il regista di Blade Runner e Thelma & Louise qualche attimo di sconforto assale. Non è che fosse così indispensabile l'ennesima pellicola su una figura trita e ritrita come l’arciere di Sherwood. Tuttavia non si può dire che sia, nel suo complesso, un brutto film. Conosciamo tutti le capacità del grande regista americano. Il prodotto infatti è ben confezionato, e non a caso sia Scott che Crowe lo hanno anche prodotto. A parte qualche sprazzo di vera noia, soprattutto durante le interminabili e sanguinolente scene di scontri armati tra buoni e cattivi, la vera novità è la figura di Lady Marion, qui in una insolita ed improbabile veste di rivoluzionaria in un’epoca dove le donne stavano zitte, obbedivano e procreavano. Vedova di guerra senza figli, non solo respinge i pretendenti, ma combatte anche con armatura e spada, coltiva i campi ed esprime la sua opinione. Già annunciato Robin Hood 2.

una scena di “shutter island”. Al centro: leonardo di Caprio

sto caso però quello che manca è la mano ferma di una regia esperta capace di dirigere un buon cast di attori e plasmare, rendendola scorrevole e convincente, una trama a tratti complessa. Un intreccio narrativo con un preciso scopo, da scoprire solo nel finale.

scontro di civiltà per shutter island un ascensore a regia: Martin scorsese con leonardo di Caprio, Mark Piazza vittorio regia: isotta toso con daniele liotti, Kasia smutniak, francesco Pannofino Peccato, un'occasione mancata. Perché l'omonimo romanzo di Amara Lakhous (se vi capita leggetelo), dal quale è stato tratto il film, è piacevole, a tratti divertente nel raccontare le vicissitudini di un gruppo di inquilini di varie nazionalità, ricco di spunti interessanti per riflettere sulla nostra società. Lo scontro di civiltà del titolo, si consuma nel chiuso di un palazzo e di un condominio a Piazza Vittorio, nel cuore del quartiere più multietnico di Roma. Come spesso avviene la trasposizione tradisce in parte l'opera letteraria, in que-

Buffalo, Ben Kingsley, Max von sydow. Un affresco sul dolore e sulla follia. Film particolarmente claustrofobico e cupo, con una magnifica fotografia, come tutte le opere di Scorsese curato e costruito nei minimi particolari. Maestro nel dirigere i suoi attori. Dramma psicologico avvincente, che lascia con il fiato sospeso sino alla fine, mai scontato, con una ambientazione quasi maniacale. Un'isola-fortezza, battuta dal vento e da una pioggia incessante, sede di un noto manicomio criminale. Siamo nel 1954, all'apice della Guerra Fredda, quando il capo della polizia locale Daniels (Di Caprio) ed il suo collega ven-

gono convocati a Shutter Island per indagare sulla misteriosa scomparsa di una pluriomicida, ma nulla è come appare.

simon Konianski

un giovane laureato in filosofia, disoccupato, abbandonato dalla moglie, costretto a tornare a vivere con il padre, un ex deportato che gli darà del filo da torcere anche da morto.

regia: Micha Wald con Jonathan Zaccai, Popeck Un popolo che sa ridere della propria tragedia. Sul filone di una serie di riuscitissime commedie dallo humour yiddish (da "Train de vie" in poi), arriva questo giovane e sconosciuto regista belga di origini ebraiche che al suo secondo lungometraggio mette in luce un talento del quale probabilmente sentiremo parlare ancora. Dosato e con il giusto cast di attori, costruisce un film divertente e drammatico, irriverente e scoppiettante, graffiante e doloroso. Colonna sonora dai ritmi leggeri ed accattivanti in netto contrasto dal contesto narrativo. Più che l'accostamento con Woody Allen, Radu Mihaileanu o al nostro Benigni, lo stile somiglia molto a quello dei grandi fratelli Coen che sullo stesso argomento hanno realizzato "A serious man". Fortemente autobiografico, è il racconto di

regia: Alessandro d'Alatri con dario Castiglio, Martina Codecasa D'Alatri torna a sorprenderci. Dopo il cine-panettone alternativo "Commediasexy", il regista romano questa volta firma un film completamente in digitale, a basso budget, interpretato da attori semisconosciuti. Una commedia sentimentale appartenente al filone giovanilistico, dai risvolti sociali, ambientata nella splendida isola di Ventotene che, ad onor del vero, contribuisce parecchio alla riuscita della storia tratta dal romanzo di Anna Pavignano (In bilico sul mare). Il giovane e bel Salvatore (Dario Castiglio, figlio di Peppino di Capri) d'estate porta i turisti in giro con il suo gozzo mentre d'inverno fa il muratore in nero nei cantieri sulla terraferma. L'amore arriva con Martina, la ragazza di buona famiglia che

sul mare


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MiniCritiChe dei filM dell’Anno usa la sua barca per le immersioni da sub.

the Wolfman regia: Joe Johnston con Benicio del toro, emily Blunt, Anthony hopkins Monster movie di tutto rispetto. Diretto con mano ferma ed interpretato con la stessa convinzione da un intenso Benicio Del Toro (bravo anche con il pesante trucco da lupo) accanto al sempre straordinario Hopkins, nel ruolo del padre. Remake del classico horror "L'uomo lupo" di George Waggner del 1941, costruzione di un sanguinoso puzzle con un'antica maledizione che trasforma le persone in lupi mannari durante le notti di luna piena, che sta lentamente uccidendo gli abitanti di Blackmoor. Poco splatter ma di certo non annoia, diligentemente condensato in poco più di un'ora e mezza con una tensione narrativa che non cala mai. Interessante ricostruzione d'epoca in stile vittoriano.

tra le nuvole regia: Jason reitman con George Clooney e vera farmiga Un film attraversato da un umorismo fresco e leggero per affrontare un tema di scottante attualità, dai risvolti inevitabilmente drammatici. La storia di un "tagliatore di teste", un manager molto ricercato in tempi di crisi, che le aziende assumono per brevi periodi con il compito di licenziare il personale in eccesso. Un grande Clooney nei panni del professionista senza scrupoli che dopo tanti anni spesi felicemente tra una città e l'altra dell'America, improvvisamente sente di dover cambiar vita. La sfilza dei dipendenti che passa sotto la mannaia di Clooney sono veri disoccupati provenienti da Detroit e St. Louis, le città più colpite dalla recessione. Il regista è il figlio di Ivan Reitman, quello che ha diretto "Ghostbusters".

George Clooney e vera farmiga in una scena di “tra le nuvole” di Jason reitman

triage regia. danis tanovic con Colin farrell, Paz vega, Christopher lee Premio Oscar nel '93 con No Man's Land, Tanovic ritorna ad affrontare gli orrori della guerra, da un altro punto di vista. Quello dei sopravvissuti. Di coloro che ce l'hanno fatta, ma che hanno lasciato in quei terribili luoghi gran parte della loro vita. Tratto dall'omonimo romanzo dell'ex reporter Scott Anderson che ha seguito i conflitti in Uganda, Beirut, Cecenia e Bosnia il film è la storia di due fotoreporter inviati nel Kurdistan iracheno nel 1988 poco prima dei massacri di gas ordinati da Saddam Hussein. Le scene sono forti, particolarmente violente e sanguinolenti. In un ospedale da campo improvvisato, senza acqua ed attrezzature adeguate, il medico è costretto a sparare in testa ai pazienti più gravi, quelli senza speranze.

the twilight Saga: eclipse regia: davide slade con Kristen stewart, robert Pattinson, taylor lautner

il cast al completo di “the twilight”, terza pellicola della saga ”eclipse”, ma anche la peggiore

E' troppo facile parlare male del film, talmente è insulso. Il peggiore dei tre. Nella prima parte non succede praticamente nulla. Ci sono dei neovampiri che cercano vittime da succhiare in giro per la città (sai che novità!), sarebbero dei cattivoni che tentano di organizzare un piccolo esercito per far fuori Bella. I dialoghi tra i tre protagonisti hanno temi fissi e ripetitivi. Parole come amore, cuore, sentimento vengono usate fino allo sfinimento. Lei dice al vampiro Edward: "io ti amo, sono pronta a morire per te", mentre al licantropo pettoruto Jacob ribadisce "sono solo tua amica", però si capisce

che forse c'è dell'altro dopo due bacetti non proprio casti. I due rivali, con piglio molto maschio, fanno a gara nel rassicurarla. "Ti proteggo io" afferma uno, "no, a lei ci penso io" ribatte l'altro. Salvo poi allearsi per salvarle la pelle (si fa per dire). Va bene, trattasi di pellicola per adolescenti. Ma che fatica arrivare sino alla fine.

Recensioni di LUCIANA VECCHIOLI


17settembre2010