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Anno II - n.117- giovedì 17 giugno 2010

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l’ Anno I - n°2 - € 0,50

L’intervento

In ricordo di Fanfani Era un toscanaccio verace, anche se amava ricordare una componente calabrese per via di madre. Protagonista della politica italiana fin dai tempi di De Gasperi e della Costituente, con Aldo Moro uno dei due cavalli di razza della DC, come ebbe efficacemente a definirli Donat Cattin. Con l’occasione del centenario, un volume della Marsilio ricorda la politica estera dell’Italia guidata da Fanfani, e l’originalità del suo approccio ai grandi temi della pace e dello sviluppo, con una attenzione costante all’atlantismo in forma però originale e dinamica, sia verso il blocco comunista che la situazione medio orientale. Insomma un vero statista Amintore Fanfani, sempre attento a metter insieme le grandi questioni di politica interna con lo scenario internazionale, europeo e mondiale, terreno utile, nella sua strategia, per mettere alla prova il partito comunista italiano. Difficile non provare se non imbarazzo, certo una grande distanza tra il ricordo di Fanfani e la modestia delle questioni sollevate nel dibattito di questi giorni tra gli ex democristiani all’interno del partito democratico: una sorta di rivendicazione di maggiore spazio, un po’ più di potere, ripromettendosi di superare per questa via la crisi di identità e di iniziativa. Purtroppo su questo terreno le difficoltà sono più antiche e restano tutte in piedi. Di conseguenza la stessa funzione del partito democratico fa fatica ad essere avvertita come significativa ed utile. Nuccio Fava

quotidiano www.altroquotidiano.it

I sondaggi danno in calo la popolarità del premier

Silvio non piace più Sacconi è il ministro più amato

Silvio Berlusconi sta calando in popolarità. Lo dice tra gli altri il sondaggio Ipr Marketing per Repubbblica.it. Resta ai minimi storici la fiducia nel premier. Il Cavaliere è a quota 41%, la stessa attestata un mese fa. Un dato ben lontano da quel 62% fatto segnare nell'ottobre 2008, ma anche dal 48% registrato allo scadere del 2009. Colpa forse delle inchieste e del caso Scajola. La fiducia nel governo cresce rispetto allo scorso anno ma rimane sempre bassa: era del 35% un mese fa, oggi è al 37%. In calo di 4 punti percentuali quelli che rivelano di non gradire le mosse dell'esecutico: dal 65 al 58%. In testa ai ministri più graditi c'è il titolare del Welfare Maurizio Sacconi con il 64% : in crescita di due punti percentuali rispetto allo scorso. Evidentemente la riforma delle pensioni non ha suscitato grande scandalo nell’elettorato.

La Nutella rischia di diventare fuori legge in Europa Nutella a rischio dopo il primo sì del Parlamento Ue all’introduzione, per ogni alimento, del miglior profilo nutrizionale. L’allarme è del vicepresidente del gruppo Ferrero, Francesco Paolo Fulci, che avverte: questo voto, se confermato, potrebbe “mettere fuori legge la Nutella e la stragrande maggioranza dei prodotti dolciari”. L’emendamento è stato presentato dalla deputata tedesca Renate Sommer (Ppe) e chiedeva l’eliminazione dei profili nutrizionali dalla normativa con cui l’Europa punta a regolamentare l’informazione sulle etichette alimentari al consumatore, ed in particolare i messaggi promozionali. Quell’emendamento è quindi decaduto, e ora ci si attende che il commissario europeo

alla sanità John Dalli presenti la proposta sui profili nutrizionali allo specifico Comitato europeo. Una parte dell’industria agroalimentare dell’Ue aveva fortemente criticato l’idea di Bruxelles di definire il miglior profilo nutrizionale di ogni prodotto, sulla base della sola presenza di grassi saturi, zuccheri e sale. C’è il rischio, sostenevano, di indurre il consumatore in errore, convincendolo che ci sono cibi buoni e cibi cattivi, e creando quindi disparità di trattamento tra i più importanti settori dell’industria alimentare europea.

Mondiali

Spagna incornata dalla Svizzera

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ell’ultima partita della prima giornata della fase a gironi la Svizzera compie il primo “miracolo” iridato sconfiggendo per 1 a 0 la super-favorita Spagna campione d’Europa in carica. L’eroe della giornata è tale Gelson Fernandes, elvetico d’adozione ma originario delle Isole di Capo Verde, abile nell’approfittare di un batti e ribatti in area iberica e lesto nel spingere la sfera alle spalle di Iker Casillas. l tutto avveniva al 54° minuto di una partita molto concitata dove le furie rosse spagnole controllavano il pallino del gioco per larghi tratti senza però riuscire mai a concretizzare ciò che veniva costruito. La Svizzera ha saputo aspettare gli avversari salvo poi colpirli alla prima vera occasione utile dopo una perfetta azione di contropiede. Ora per la Spagna si mette male visto che il prossimo avversario, il Cile di Marcelo Bielsa, ha anch’esso tre punti in classifica grazie al successo di misura ottenuto contro l’Honduras e, soprattutto, ha mostrato un’invidiabile forma fisica.

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VentiquattrOre

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maNovRa

CogNE biS

moNza

Roma

Evitare i tagli agli assegni di invalidità per le persone affette dalla sindrome di Down. E' quanto chiedono sette deputati del Pdl in una lettera indirizzata a Silvio Berlusconi, e ai ministri dell'Economia, della Salute e del Welfare. “Il combinato disposto di quanto previsto dalla Manovra - si legge nella lettera - di fatto esclude i portatori di sindrome di Down dalla fascia di protezione sociale".

Annamaria Franzoni, all'inizio dell'interrogatorio al processo Cogne bis, in cui è imputata per calunnia, non ha trattenuto le lacrime quando ha rievocato il giorno della morte del figlio Samuele. In aula, a Torino ha ripetuto il racconto che aveva già reso al processo terminato con la sua condanna per omicidio. Quando il giudice le ha chiesto se avesse due figli, ha risposto in modo affermativo. Poi, alzando gli occhi al cielo, ha detto: "Tre".

Attimi di paura alla piscina comunale di Monza. Una ventina di persone ha mostrato sintomi da intossicazione con bruciore agli occhi e difficoltà respiratorie. Il 118 ha inviato un'automedica, tre ambulanze e il Posto medico avanzato per l'eventuale ricovero dei bagnanti, tra i quali tre presentavano sintomi più decisi. All'origine l'errore di un addetto dell'impianto che ha messo nell'acqua acido solforico.

Brutta avventura per una diciannovenne americana, in vacanza nella Capitale. La ragazza è stata infatti costretta a un rapporto sessuale dal portiere dell'albergo dove alloggiava. Le indagini condotte dagli uomini del Commissariato Viminale hanno portato al fermo di Polizia Giudiziaria di un incensurato 54enne italiano. La studentessa americana era ospite, di un albergo nel quartiere Parioli di Roma.

Deputati Pdl “Persone Down evitare tagli”

La Franzoni Per errore acido in aula in lacrime nella piscina “Ho tre figli” 20 intossicati

Ragazza violentata da portiere

Il romano era accusato di tre violenze sessuali

La Foto

Condanna per bianchini

Mentana a La7

17 anni per il ragioniere incastrato dal dna Luca Bianchini, il ragioniere di 34 anni accusato di essere lo stupratore seriale di Roma, è stato condannato a 17 anni di reclusione. Bianchini è accusato di tre violenze sessuali avvenute in box condominiali alla periferia della Capitale tra l'aprile e il luglio del 2009. La sentenza è stata emessa dalla VII sezione del Tribunale collegiale presieduta da Aldo Scivicco dopo circa due ore e mezza di camera di consiglio. Il pm Antonella Nespola aveva chiesto 15 anni. Le aggressioni a sfondo sessuale avvennero tutte in box auto in quartieri residenziali di Roma periferici, all'Ardeatino e

alla Bufalotta. Bianchini, che all'epoca era anche dirigente di un circolo del Pd a Roma, si è sempre dichiarato innocente. Ad incastrarlo anche l'esame del Dna. E' scoppiata in lacrime e ha abbracciato il pm ringraziandolo. Così una delle vittime di Luca Bianchini ha reagito alla lettura della sentenza che ha condannato il suo aguzzino. La donna ha presenziato a quasi tutte le sentenze. Alla lettura del dispositivo è scoppiata a piangere e ha abbracciato il suo legale, l'avvocato Teresa Manente. Poi ha abbracciato il magistrato ringraziandolo.

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Direttore responsabile: Ennio Simeone Redazione: tel: 06-86293192 Indirizzo e-mail: redazione@altroquotidiano.it Editrice: GECEM (Gestione Cooperativa Editoria Multimediale) - Presidente:Stefano Clerici Sede legale: Via Aldo Sandulli 45, Roma Registrazione del Tribunale Roma n..343/08 del 18 settembre 2008 - Registrato al ROC Partita Iva 09937731009

L'ex direttore del tg5 e conduttore di matrix, Enrico mentana, si avvia a diventare, dopo 16 mesi dall'abbandono di mediaset, il direttore del tg di La7, emittente controllata da telecom italia media.

L’OnOMAsticO

Eufemia La beata Eufemia di altenmunster, figlia dei Conti di andechs, bertoldo ii e Sofia, fu sorella della beata matilde, badessa di Diessen, e della riformatrice del monastero di admont, agnese. morì il 17 giugno del 1180 circa e fu sepolta a Diessen.

AccAdde Oggi La partita del secolo il 17 giugno 1970 a Città del messico si disputa la Semifinale dei campionati del mondo di calcio fra italia e germania ovest (4-3 dts.) passerà alla storia come la "partita del secolo". mondiali vinti poi dal brasile che superarono appunto l’italia.


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Stati UNiti

Teheran ha annunciato la costruzione di un altro impianto nucleare

in texas eseguita condanna a morte dopo 32 anni di attesa

L'Iran ha annunciato la costruzione di un secondo reattore di ricerca in campo medico, oltre a quello già in funzione da molti anni a Teheran. Lo ha affermato il capo dell'Organizzazione per l'energia nucleare iraniana, Ali Akbar Salehi, citato dal sito della televisione di Stato. "L'Iran sta progettando un reattore per produrre isotopi radioattivi che sarà più potente del reattore di Teheran e che sarà presto autorizzato", ha precisato Salehi. Il capo del programma nucleare iraniano ha detto che il nuovo impianto sarà usato, per la produzione di far- L’Iran ha annunciato la costruzione di un impianto maci per la cura del cancro. nucleare che sarà utilizzato per scopi medici.

Dopo un'attesa di 32 anni, il Texas ha messo a morte David Powell, un detenuto condannato alla pena capitale per l'uccisione di un poliziotto. Il lunghissimo stillicidio nel braccio della morte aveva attratto attenzione sul suo caso facendo parlare alcuni giuristi di "punizione crudele", contraria a quanto previsto dalla Costituzione americana. Powell, 59 anni, era stato condannato a morte per avere ucciso a colpi di mitraglietta un agente.Al momento dell'omicidio Powell era sotto l'effetto della droga, il poliziotto che aveva fermato la sua vettura per un controllo era stato frreddato.

FRaNCia

Stati UNiti

Obama: “La marea nera Piogge torrenziali e frane è diventata un’epidemia” sono almeno 15 le vittime “E' una epidemia di cui l'America combatterà gli effetti per mesi, perfino anni a venire. Lo ha detto il presidente Barack Obama nel suo primo discorso dall'Ufficio Ovale, riferendosi alla tragedia della marea nera. “Faremo pagare Bp per il danno che ha provocato", ha aggiunto il presidente, precisando che “informerà il presidente di Bp che devono accantonare ogni risorsa necessaria per rimborsare le vittime del disastro ecologico". “Bp dovrà compensare i lavoratori e le imprese danneggiate a causa della irresponsabilità della loro societa - ha proseguito Obama -. Questo fondo non dovrà essere controllato da Bp, ma da una commissione indipendente". “Faremo tutto quello che è necessario per aiutare le coste del Golfo e la gente della regione a riprendersi da questa tragedia'', ha detto dalla Casa Bianca. Per l'America la sfida della marea nera ''che assalta le nostre coste'' è ''una priorita''' come quelle poste dalla recessione sul fronte interno e, all'estero, dalla lotta contro Al Qaeda ''dovunque essa esista''. “Il futuro dell'energia pulita è adesso''. Obama ha aggiunto che “questo è il momento per questa generazione di imbarcarsi in una missione nazionale per liberare le forze dell'innovazione americana e riprendere il controllo del nostro destino''.

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untuali come il ritardo di un treno sono arrivati i Mondiali di calcio. Inutile nasconderlo: se le Olimpiadi fanno diventare tutti ultras del quattro di coppia o dello skeet o se l’America’s Cup trasforma un popolo disanti e calciatori in navigatori, i Mondiali risvegliano il patrio orgoglio. Chi più chi meno tutti s’infervorano per gli azzurri fin quando restano in gara, salvo tornare a parlare di calciomercato o, perché no, tornare ad odiare il gioco più bello

Quindici persone hanno perso la vita e altre quattro risultano disperse in seguito alle piogge torrenziali che si sono abbattute sulla Francia, nel dipartimento della Var (sud-est). Le vittime sono originarie di Draguignan, Luc-en-Provence, di Les Arcs, di Muy e Roquebrune-sur-Argens. Al momento si ignorano le circostanze dei decessi. Nel dipartimento, dall'inizio della perturbazione, lunedì scorso, sono caduti in media dai 40 agli 80 mm di pioggia. I vigili del fuoco hanno effettuato in poche ore oltre 600 interventi, aiutati anche da un migliaio di uomini di altri dipartimenti e da otto elicotteri. Le precipitazioni hanno causato, frane, interruzioni nelle linee ferroviarie e stradali: è stata totalmente bloccata la circolazione dei treni fra Nizza e Tolone. Chiuso anche l'aeroporto di Hyeres-Tolone.

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Mondiali. In libreria “100 volte Italia” del mondo. Eppure la storia della nostra Nazionale è un po’ anche la storia del nostro Belpaese. e sanno qualcosa Andrea Saronni e Paolo Madeddu che, a quattro mani, hanno scritto “100 volte Italia”, edito da Ultra Sport. I cultori di numeri e moduli sono avvisati: queste trecento pa-

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gine non sono un almanacco e quindi chi cerca statistiche e tutti i nomi di chi ha indossato la casacca azzurra almeno per un minuto in un secolo è pregato di girare al largo. aronni e Madeddu guardano i primi cento anni della nostra Nazionale sotto un punto di vista

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completamente diverso. Niente numeri ma emozioni. iente liste o schemi bensì le storie nate in campo o ai suoi bordi. Tanti retroscena, tanti (cento) titoli accattivanti di aneddoti scritti con taglio strettamente giornalistico. gni tanto ci scappa la canzonatura vecchio stile ma è l’ironia e la padronanza della materia a farla di gran lunga da padrona.

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il FattO

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L’interrogatorio di Bertolaso

Anche Sepe tirato in ballo Fu il cardinale Crescenzio Sepe, a lungo al vertice di Propaganda Fide e oggi arcivescovo di Napoli, a indirizzare Guido Bertolaso al professor Francesco Silvano, collaboratore dell’organizzazione religiosa. Quest’ultimo poi gli mise a disposizione l’appartamento di via Giulia a Roma. Lo ha riferito lo stesso capo della Protezione civile, interrogato martedì dai pm di Perugia titolari dell’inchiesta sugli appalti per i “Grandi eventi”. Agli inquirenti, Bertolaso ha spiegato agli inquirenti di avere contattato “personalmente” il cardinale Sepe, che conosceva da tempo. Nella primavera-estate del 2003 il sottosegretario aveva infatti chiesto e ottenuto, per vicende personali, di soggiornare presso il collegio universitario di Propaganda Fide, sempre a Roma. L’attività lavorativa del Capo del dipartimento della Protezione civile – ha sostenuto lui stesso nella nota diffusa martedì sera subito dopo l’interrogatorio – si era però “mostrata incompatibile con il regime di vita degli studenti dell’ateneo a causa degli orari imposti dalla sua attività istituzionale”. Fu quindi il cardinale Sepe a indirizzare Bertolaso – secondo quanto avrebbe riferito lui stesso ai pubblici ministeri – al professor Silvano, che gli mise a disposizione l’appartamento di via Giulia. Il sottosegretario ha anche spiegato di avere soggiornato nella casa fino alla fine del 2003 quando tornò a vivere nella sua abitazione. Ma ai magistrati ha anche rivelato di avere mantenuto la disponibilità dell’appartamento, senza comunque soggiornarvi, per un altro anno, quando restituì le chiavi. Nel corso dell’inter-

Il capo della Protezione civile avrebbe spiegato ai pm di essere stato messo in contatto con il prof. Silvano grazie al cardinale di Arcangelo Aragonese

Sopra, Guido Bertolaso. Sotto il cardinale Sepe

rogatorio, i pm hanno poi contestato a Bertolaso le dichiarazioni rese dall’architetto Angelo Zampolini, che gli inquirenti sospettano abbia rici-

clato denaro per Diego Anemone. E’ stato lui ad aver detto di aver pagato l’affitto della casa di via Giulia (per conto del costruttore, è il so-

spetto di chi indaga) senza però fornire date, almeno a quanto sarebbe emerso nell’interrogatorio di Bertolaso. Il capo della Protezione civile ha comunque negato che ciò sia avvenuto quando soggiornava nell’abitazione. Di questa Bertolaso ha ribadito di avere pagato le bollette ma non l’affitto. Ai pubblici ministeri di Perugia il sottosegretario ha consegnato anche alcune foto di un immobile nella zona di Positano, anche questo finito all’attenzione degli inquirenti. “Un rudere che apparteneva a mia madre”, ha sottolineato Bertolaso ai magistrati. “La Procura di Perugia faccia “chiarezza” sull’ennesima fuga di notizie”, è quanto chiedono gli avvocati di Bertolaso, Filippo Dinacci e Giovanni Dean, dopo la diffusione di alcuni passaggi dell’interrogatorio del capo della Protezione civile. “Prendiamo ancora una volta atto dell’abitudine di fare i processi sui giornali – dicono – e la cosa ci sorprende non poco anche in considerazione del fatto che i difensori, come nel precedente interrogatorio non hanno chiesto né ottenuto copia dell’atto”. I difensori si dicono “convinti che su questa ennesima circostanza la Procura di Perugia saprà far chiarezza. E comunque preme rilevare che la pubblicazione di contenuti per stralci di un atto, lo rende oggetto di possibili travisamenti”. Quanto alle “fantasiose case” in Costa Azzurra e a Positano, gli avvocati sottolineano che “il dottor Bertolaso, pur non essendo il tema oggetto d’indagine, ha chiarito che la casa in Costa Azzurra è inesistente e che quella a Positano è un rudere di proprietà della famiglia da più generazioni”.


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argOmenti

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metafore ed economia

Tremonti tra piccoli sassi e grandi massi dI

MArIo LEttIErI* E PAoLo rAIMondI**

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e un masso ostruisce la strada, non basta fare il pieno di benzina alla macchina per superarlo: occorre rimuoverlo per andare avanti. E’ una delle tante metafore che il ministro Giulio Tremonti ci ha recentemente raccontato. E’ una riflessione vera, peccato che sia stata un po’ sprecata per sostenere la magra proposta sulla libertà d’impresa e il tentativo di giustificare risolutori tagli di bilancio. Se veramente bastassero meno burocrazia e dei ritocchi ai conti pubblici, sicuramente necessari, per sgonfiare la bolla del debito e per rimettere in moto il motore dell’economia, tutti sarebbero disposti a dei sacrifici, che comunque dovrebbero interessare soprattutto i detentori di grandi patrimoni e di alti redditi.

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orse Tremonti ha volutamente scambiato “la pagliuzza per la trave”. Lui sa che il masso da rimuovere è un altro e più grande. Si chiama “fallimento di un sistema finanziario perverso e senza regole” che, più di due anni dopo l’esplosione della crisi finanziaria e bancaria mondiale, ancora domina i mercati. ei giorni scorsi la Federal Reserve ha completato uno studio sui comportamenti di 28 tra le maggiori banche americane e ha concluso che i programmi di incentivi e di bonus, che tanto hanno con-

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tribuito a provocare la crisi peggiore dalla Grande Depressione del ’29, rimangono al loro posto. E i gestori di operazioni ad alto rischio operano come prima. Ma sembra che la Fed non intenda renderlo pubblico prima del prossimo anno. Questo la dice lunga sulla volontà di intervenire per correggere le malefatte e portare chiarezza nei settori più opachi della finanza. Kenneth Feinberg, lo “zar anti bonus” nominato dal presidente Obama per indagare sul comportamento delle banche che hanno usufruito degli aiuti governativi per evitare la bancarotta, avrebbe concluso che i 25 massimi dirigenti di 180 dei 420 istituti finanziari coinvolti, hanno continuato a incassare bonus e prebende vergognose. Feinberg non ha un’autorità esecutiva, può soltanto denunciare pubblicamente i fatti e forse creare abbastanza imbarazzo per chi ha abusato dei soldi pubblici.

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n altro masso da rimuovere è rappresentato dai derivati OTC che, dopo un ridimensionamento iniziale all’inizio della crisi, hanno continuato a crescere, mentre la produzione, l’occupazione e l’economia nel suo insieme calavano. Negli Usa a fine dicembre 2009 sono arrivati a 213 trilioni di dollari e a livello mondiale a 615 trilioni con un aumento del 12% in un anno. Per le banche, la combina-

zione della bolla dei derivati, dei titoli tossici presenti nei loro bilanci e della rinvigorita propensione al rischio speculativo, sta creando nuove minacce di crisi.

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e ne è parlato anche in un recente convegno finanziario a Vienna e alla Bce di Francoforte. La paura di nuove insolvenze sta minando la fiducia tra le stesse banche che, senza assolute garanzie, non si fanno più credito tra di loro. L’aumento costante e progressivo del tasso Libor (London interbanking offered rate, il tasso di riferimento per i crediti a breve tra banche) sta a sottolineare queste difficoltà. Nel mezzo della paralisi provocata dal fallimento della Lehman Brothers e dalla paura di altri crolli bancari, era arrivato quasi al 5%.

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’Institute of International Finance (IIF), una potente lobby che rappresenta oltre 400 banche, ha fatto a Vienna un’alzata di scudi contro le riforme bancarie in discussione al G20, che, secondo loro, porterebbero ad una perdita di Pil del 3% in 5 anni nei paesi industrializzati. L’IIF calcola che nello stesso periodo, a seguito della riforma bancaria, l’intero settore necessiterà di un aumento di 700 miliardi di dollari di capitale azionario e dovrà sottoscrivere nuovi debiti per 5,4 trilioni di dollari per far fronte a nuove richieste di capitale e di liquidità. A Vienna si è domandato che, nel mezzo delle

attuali turbolenze dei mercati, i risultati dello stress test di molte banche europee dovrebbero rimanere confidenziali. Evidentemente si tratta di conti non molto rosei. Di fronte a tali dimensioni dei problemi e a tali sfide, dovrebbe essere evidente che i tagli di 25 miliardi di euro in due anni in Italia o di 80 miliardi in 4 anni in Germania, incideranno marginalmente sulle cause della crisi. Non spostano i massi pesanti.

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ertamente bisogna riconoscere a Tremonti di essere stato tra i primi uomini di governo a parlare della necessità di una riforma del sistema, di regole più stringenti e condivise e di un nuova Bretton Woods. Forse oggi l’atto più coraggioso e di immediato effetto politico sarebbe l’adesione dell’Italia alle decisioni della Merkel e di Sarkozy di proibire le speculazioni in derivati e tutte le operazioni finanziarie “nude”, fatte senza vere garanzie e senza un interesse effettivo per i titoli o le merci sottostanti. Sarebbe un segnale importante e la concreta dimostrazione della volontà di costruire un’Europa con sufficiente autorità per intervenire e cambiare le regole del sistema. *Sottosegretario Economia nel governo Prodi ** Economista


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il tricolore e l’unità d’italia

Ma quante volte nella storia quella bandiera è stata avversata dI

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MigLiOre deL giOrnO

VInCEnzo PItAro

Glorioso tricolore, ahinoi, quanti detrattori! Quel vessillo rosso, bianco e verde a bande orizzontali è la sola cosa buona, altamente simbolica, che ci è stata tramandata. Eppure continua ancora a dare fastidio a qualche politico (politico?) del Terzo millennio. Adottata per la prima volta dalla Repubblica Cispadana il 7 gennaio del 1797, la nostra bandiera nazionale, in varie epoche, non ebbe certo vita facile. Si tentò di levargli il verde, di aggiungere (al centro) stemmi araldici, simboli di parte, addirittura di sostituirne alcuni colori. Nel 1848 fu fatta propria dal monarca sabaudo poiché il verde, secondo il simbolismo massonico ereditato dai giacobini, rappresentava la natura e con essa l’acquisto dei diritti di natura, anzitutto uguaglianza e libertà contro il dispotismo, che a quei tempi poteva essere solo papale o monarchico. Con l’Unità d’Italia, poi, tutto lasciò pensare che il tricolore fosse finalmente ormai come scolpito nella roccia. Invece ci furono ancora persone e luoghi che lo rigettarono. Le persone furono i componenti del clero e i luoghi erano le chiese. La questione romana era ancora aperta. Stato e Santa Sede continuavano a ignorarsi, clericali e massoni scendevano spesso ai ferri corti. Nel 1887 una circolare del Santo Uffizio aveva addirittura stabilito che nei luoghi di culto potevano entrare solo

«bandiere benedette». Venne così a crearsi una strana situazione: «benedette» col rito cattolico (al momento della consegna al reggimento o alla nave) erano soltanto le bandiere, gli stendardi o i gagliardetti militari introdotti in occasione, ad esempio, di funerali religiosi. Tutti gli altri vessilli, che pur avendo i colori nazionali costituivano l’emblema di un sodalizio o di un partito, restavano inesorabilmente fuori della porta. Ciò provocò lamentele e continui alterchi. Nel marzo 1899, nella chiesa romana di Sant’Andrea delle Fratte si verificò un incidente tanto clamoroso da provocare una discussione in Parlamento. In risposta ad una interrogazione degli onorevoli Barzilai e Budassi il governo dichiarò che bisognava distinguere tra le bandiere appartenenti ad associazioni private e quelle dello Stato, delle province e dei comuni e che una esclusione dal recinto dei sacri edifici sarebbe stata illegittima. Simili controversie ebbero fine grazie ai Patti Lateranensi del 1929. Ma non finirono con ciò le disavventure di un drappo ormai onusto di storia e di gloria. Durante il secondo conflitto mondiale la bandiera italiana si sdoppiò a causa della rottura dell’unità nazionale e soldati di un solo sangue e di una sola patria caddero uccisi nel corso della guerra fratricida che ne derivò. www.vincenzopitaro.it

Marassi sul “Mattino”

Compensi di conduttori e ospiti tv

Populismo, non trasparenza dI

roSArIo trEfILEttI*

Va bene la trasparenza, ma, il recente provvedimento che vuole rendere noti i compensi dei conduttori del servizio pubblico nei titoli di coda dei programmi, con la trasparenza non c’entra un bel nulla. Si tratta solo dell’ennesimo violento attacco al servizio pubblico radiotelevisivo. Facendo leva sulla legittimo diritto all’informazione dei cittadini, infatti, si intende mettere in atto un bieco gesto all’insegna del più sfrenato populismo e della falsa demagogia. Noi ci siamo sempre battuti, e continueremo a farlo, per la trasparenza. Ma, in questo senso, una misura equa e dignitosa dovrebbe prevedere la pubblicazione dei compensi dei conduttori sui siti dei rispettivi programmi o sul sito della RAI. Se, veramente, si volesse av-

viare un’operazione all’insegna della trasparenza e della correttezza, come prima cosa, bisognerebbe partire dall’eliminazione di ogni intromissione politica o partitica all’interno del servizio pubblico. Queste sì sono voci che pesano sui bilanci. Inoltre, sempre in questa direzione, come ribadiamo da tempo, malgrado le “presenze nobili”, si dovrebbe giungere, una volta per tutte, al definitivo superamento della Commissione di Vigilanza RAI che, in più occasioni, si è rivelata non solo inutile, ma anche dannosa. Noi come Federconsumatori, naturalmente, metteremo in campo ogni iniziativa di carattere giuridico-legale per contrastare questa misura aberrante. *Presidente Federconsumatori


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sOciALe A CurA dI

fIdALMA fILIPPELLI

progetti di utilità socio-pedagogica

Riscopriamo i giochi di strada della tradizione L’Associazione Sportiva “Torre Angela”, che opera da oltre 10 anni sul territorio dell’omonima e storica borgata romana, si propone, tra gli altri, un obiettivo che noi giudichiamo oltremodo significativo sul piano socio-pedagogico: il recupero dei giochi di strada della tradizione. L’Associazione è nata nel 1998 in seguito al bisogno di creare per le zone di Torre Angela e Torrenova un servizio di sostegno ai giovani affinchè potessero occupare il tempo libero in modo sano e costruttivo, ed essere dunque meno esposti al rischio di cadere nelle maglie della microcriminalità o nella dipendenza dalle droghe. L’interesse per gli sport in generale è convo-

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gliato verso gli sport ed i giochi all’aperto della tradizione nel 2003, anno in cui L’Associazione ha organizzato con la collaborazione del Municipio II di Roma il grande evento “ Il futuro del passato” a Villa Ada. In questa occasione giovani e meno giovani hanno avuto modo di riscoprire attività divenute obsolete come per esempio il tiro alla fune, e di praticare per la prima volta giochi e sport di cui neppure conoscevano l’esistenza, sebbene facessero parte della storia della popolazione provinciale ed in qualche caso nazionale. Nel 2008 il magnifico scenario dei Fori Imperiali di Roma ha fatto da sfondo alla Manifestazione “La memoria dei

giochi di strada”, nell’ambito della quale sono stati riproposte con grande successo varie attività ludico-sportive della tradizione popolare, come il cerchio, la ruzzola, le piastrelle, i tappi, rubabandiera e tanti altri. A questa edizione è seguita quella del 2009, con la novità della riscoperta dei giochi della tradizione valdostana, e quella del 2010, con il coinvolgimento delle Scuole “Dario Pagano” e “Chico Mendez”. Un tuffo nel passato dal valore socio-pedagogico inestimabile, sia per l’importanza

che rivestono i giochi senso-motori - soprattutto all’aperto - nel processo di crescita dei bambini, sia per il recupero di tesori della tradizione territoriale. In un mondo, il nostro, in cui il gioco infantile è divenuto quasi esclusivamente gioco solitario piuttosto che comunitario, in spazi angusti e chiusi invece che all’aperto, con costosi e standardizzati giocattoli industriali al posto di manufatti tanto “poveri” quanto creativi. f. f.

Un convegno dedicato all’azione sociale dei cattolici in rete

Obiettivo “Roma città reciproca” “Roma città reciproca” è l’ambizioso progetto che intendono realizzare le agenzie del sociale di matrice cattolica della capitale, fermamente intenzionate ad operare in rete per la salvaguardia delle fasce più deboli.

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l 19 giugno si terrà a Roma, alle 16,30 presso il Domina Hotel Conference (via Siderno 37 e via Taurianova 44), un importante convegno dal titolo “Roma città reciproca”, organizzato dalla Comunità di Capodarco sul tema “Analisi e mappatura del disagio nella

città di Roma”. A confrontarsi tra loro e con le istituzioni, le maggiori organizzazioni di promozione umana e sociale di matrice cattolica della capitale, da Sant’Egidio alla Compagnia delle Opere, dalla Caritas al Borgo Ragazzi Don Bosco,

dalla Fondazione Don Gnocchi all’Opera Don Guanella, dall’Opera Don Calabria alle Fondazioni Don Luigi Di Liegro e Don Orione. L’obiettivo è quello di valutare l’efficacia di un percorso condiviso di idee e programmi per la costruzione di una città a dimensiome

comunitaria e reciproca. In definitiva, ciò che queste mastodontiche ed efficienti agenzie del sociale di ispirazione cattolica intendono proporre è un nuovo modello di società e di città basato sull’azioni in rete a tutela delle fasce più deboli. Il Presidente della Conunità Capodarco Don Vinicio Albanesi ha infatti dichiarato: “Parleremo di ispirazione evangelica e nuovo welfare. A settembre faremo convergere le nostre diversità in una presa di posizione comune”. Fidalma Filippelli


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PrevidenZA Pensione

Qual è la nuova finestra? mia moglie è un'impiegata di un'agenzia di viaggi privata e compirà 59 anni, con 37 anni e mezzo di anzianità contributiva, il 31 ottobre del 2010. Qual è, con la nuova normativa, introdotta con decreto legge di maggio scorso, la sua finestra di uscita? gaLLo – NEttUNo L'interessata potrà andare in pensione di anzianità con la quota 95 (raggiunta nel corrente anno 2010) e con la vecchia finestra del 1° luglio 2011.

risponde il dottor AntonIno nICoLo’

Potete inviargli i vostri quesiti direttamente all’indirizzo e-mail: toniconc@libero.it oppure potete telefonargli al numero 388 0554031 ogni giovedì dalle 15 alle 18

sPeciALe MAnOvrA

Per chi ha già i requisiti non conta la finestra mobile Sono un operaio in un’industria tessile, e sono nato il 19 maggio 1951. Ho raggiunto “quota 95” nel 2009 e sarei potuto andare in pensione con la finestra di gennaio 2010. Sono tuttora al lavoro perché vorrei raggiungere i 40 anni di contribuzione. mi dicono che, stando così le cose, potrei andare in pensione in qualsiasi momento, con i vecchi requisiti. E’ vero? N. FaLLaNi – SCaNDiCCi (Fi) Sì, è vero. Considerato che ha già raggiunto il diritto alla pensione e alla finestra relativa, lei non è soggetto alla “finestra mobile”, introdotta con il decreto legge di maggio.

Manovra

Le quote rimangono invariate Pensione Non ho ben chiaro se, con Con la riforma le novità di fine maggio in perde un anno

materia previdenziale, sarà ancora possibile andare in pensione, per le donne del pubblico impiego, con le vecchie “quote” : 95, 96 e 97. Complimenti per l’utile rubrica. D. moRigi - RavENNa

Sì, rimarranno ancora in vigore, in quanto il decreto legge non ha inciso su di esse. Pertanto basterà ancora quota 95 per il corrente anno 2010; quota 96 per il biennio 20112012; quota 97 dal 2013 in poi. E’ bene rammentare che la “quota” presuppone, in ogni caso, l’età richiesta (59 nel 2010, 60 nel biennio 20112012 e 61 dal 2013 in poi).

Avvertiamo i lettori che alcuni quesiti e relativi pareri vengono ripetuti perché riguardano argomenti che hanno già ottenuto risposta

Sono un lavoratore autonomo (artigiano). maturerò il diritto alla pensione di vecchiaia nel mese di dicembre 2011. vorrei sapere da lei, vista la confusione che c’è in giro, quale sarebbe stata la mia finestra di uscita, prima dell’ormai famoso decreto legge del 31 maggio. E quale sarà invece l’uscita effettiva, dopo la recente manovra. grazie. maRtiN – poRDENoNE Con la vecchia normativa, lei avrebbe potuto avere la pensione con decorrenza luglio 2012, mentre, per effetto del decreto legge di maggio, dovrà attendere luglio 2013. In pratica, dovrà pazientare per altri 12 mesi.

Manovra

Non dovrà attendere tanto Sono una dipendente amministrativa del ministero del Lavoro e sono nata il 28 maggio 1952. assunta a ottobre 1973, non ho interruzioni lavorative. Devo attendere anch’io i 65 anni per andare in pensione? Nel 2017 avrò ben 44 anni di servizio! R. goRi - pRato Lei non dovrà attendere il 2017 né il compimento dei 65 anni. Ciò perché matura, prima di quella data, e precisamente nel 2012, i requisiti per la pensione di anzianità con 60 anni di età e 39 di contributi. Perciò le prospettive sono meno critiche di quanto immaginava.

vecchiaia

Signora soggiace alle nuove norme mia sorella è un’impiegata della Regione da luglio 1980 e svolge da 15 anni compiti contabili. E’ nata nel marzo 1951 e vorrebbe andare in pensione (di vecchiaia) nel 2011. Le toccherà attendere i 65 anni o possiede già i requisiti della vecchia normativa? p. bRiaNo - SavoNa No, non ha raggiunto i requisiti della vecchia normativa (61 anni entro il 2011), per cui soggiace alle nuove norme, introdotte di recente dal Governo, che prevedono, per le donne del pubblico impiego e a partire dal 2012, un’età minima di 65 anni.

Pensione

Requisiti maturati dipende dal mese mio padre, 60 anni, è un lavoratore autonomo e quest'anno raggiunge i 40 anni di contributi versati: quando potrà percepire la pensione? L. SERRa - oRiStaNo E’ necessario sapere se il requisito dei 40 anni sarà maturato nel primo semestre 2010 (in questo caso vale la finestra del 1° luglio 2011) oppure nel secondo semestre 2010 (finestra del 1° gennaio 2012).


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perbenismo di facciata

anti-reportage sul terremoto

Mine vaganti

draquila

Regia: Ferzan Ozpetek con Riccardo Scamarcio, Nicole Grimaudo, Alessandro Preziosi, Ennio Fantastichini, Lunetta Savino, Ilaria Occhini

Gruppo di famiglia in un interno. Il paragone con il grande film di Luchino Visconti finisce qui. Tuttavia, nulla da togliere al regista turco che ha realizzato un film godibile, intimo, per la prima volta curioso di esplorare il cuore della famiglia tradizionale e tradizionalista, animata dal perbenismo di facciata. Un nucleo numeroso, come tanti nel Sud d'Italia, proprietario di un pastificio, con una nonna dolce e ribelle, una madre affettuosa e tollerante, la zia stravagante (una piacevole sorpresa l'interpretazione di Elena Sofia Ricci), il padre molto attento alle apparenze e due figli gay che hanno da sempre nascosto la loro vera identità. Scamarcio particolarmente bravo a non strafare in un ruolo non certo facile. Sullo sfondo la splendida Lecce con i vicoli, piazze ed il candore della sua architettura.

La genialità di polanski

Regia: Sabina Guzzanti. Interpretato da Sabina Guzzanti

Viggo Mortensen in una drammatica scena di “the road”

Catastrofismo che cattura the road Regia: John Hilcoat con Viggo Mortensen, Robert Duvall, Charlize Theron

E' vero, è deprimente, triste, disperato, senza futuro, eppure è uno dei film più interessanti che il genere catastrofista abbia partorito negli ultimi anni. Completamente privo di retorica, un regista semi-sconosciuto porta

L’uomo nell’ombra Regia: Roman Polanski con Ewan McGregor, Pierce Brosnan. Che Polanski sia un maestro nella regia è fuor di dubbio ed anche in questa occasione dà prova di grande abilità del dirigere gli attori. Ha sdoganato definitivamente uno come Brosnan che nella vita ha trovato non poche difficoltà a costruire una dignitosa carriera non legata quasi esclusivamente al fascino ed al glamour. Unico punto debole forse una sceneggiatura a volte prevedibile ed improbabile (come quando il protagonista scova alcune delicate e segrete informazioni semplicemente consultando Internet. Va bene che nella rete si trova di tutto, ma questa volta appare un po' esagerato) per un film che ha la sua forza in una storia costruita su temi importanti, piena di inganni e tradimenti, dove ognuno è molto diverso da ciò che appare.

L’argentina dei tempi bui Il segreto dei suoi occhi Regia: Juan Josè Campanella con Ricardo Darìn, Soledad Villamil

Un noir, una commedia, una storia Sullo d'amore. sfondo l'Argentina peronista degli anni '70. Magica commistione di generi per raccontare uno dei periodi più cupi del Paese. Da questo punto di vista decisamente più efficace di tante pellicole che puntano al poli-

sul grande schermo il romanzo "La strada" del grande scrittore statunitense Cormac McCarthy. Lo fa rivelando notevoli capacità nel dirigere i pochi (ma buoni) attori del cast. Un film complesso, difficile, dove la macchina da presa è quasi esclusivamente puntata sui volti di un padre e di un figlio che cercano di sopravvivere in un'America desolata e distrutta da un misterioso cataclisma, dove gli esseri umani sono spinti a dare il meglio e (soprattutto) il peggio di sé. tico. Aspetto, questo, abilmente ed apparentemente relegato ai margini e che invece si rivela la vera anima. Il film ti entra dentro, lentamente, e per parecchio non ti molla. Con piglio sicuro il regista di origine italiana nato a Buenos Aires, dirige uno dei migliori lavori della stagione che non a caso ha conquistato l'Oscar destinato al film straniero riuscendo a battere opere di pregio come "Il profeta" e "Il nastro bianco". Cast più che apprezzabile, sceneggiatura essenziale, quasi scarna ma con la capacità di arrivare dritta alla meta. Da non perdere. Nello foto: Ricardo Darin

rubrica a cura di LuCIAnA VECCHIoLI

Il ministro dei Beni Culturali ha disertato il Festival di Cannes per protesta, il documentario secondo lui è fazioso e non veritiero. Ad alcuni aquilani è piaciuto ad altri per niente. Sabina Guzzanti riaccende le polemiche e questa volta si occupa del terremoto dell'Aquila e non solo. Snocciola con insolita pacatezza la sue teorie, utilizzando questa volta tecniche da reportage giornalistico, puntiglioso e cronologico. Non manca neanche la satira, con l'imitazione del premier. Una ricostruzione certosina di quello che è accaduto in Abruzzo ma anche al G8, a Napoli con la questione dei rifiuti e quant'altro. Da vedere.

Un road movie musicale Basilicata coast to coast Regia: Rocco Papaleo con Alessandro Gassman, Paolo Briguglia, Max Gazzè, Rocco Papaleo, Giovanna Mezzo-

Easy Rider in salsa lucana. Dal Tirreno allo Ionio a piedi per dieci giorni, attraversando una delle regioni più belle e suggestive del nostro Sud d'Italia. Divertente e surreale road movie musicale che vede protagonisti cinque personaggi in cerca delle proprie identità. Interessante esordio dietro alla macchina da presa per l'attore Rocco Papaleo, fino ad ora quasi esclusivamente relegato nei panni del caratterista, che con questa strampalata pellicola tenta di raccontare risorse e potenzialità della sua terra. Cinque amici, una piccola band di provincia per non rinunciare ai propri sogni. Cast credibile ed a proprio agio nelle singole interpretazioni, anche per un cantante come Gazzè alla sua prima prova cinematografica.


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Storia d’amore in tempi di Regia: Silvio Soldini con Pierfrancesco Favino, Alba Rohrwacher, Giuseppe Battiston

ipazia contro l’oscurantismo Agorà Regia: Alejandro Amenàbar con Rachel Weisz, Max Minghella

Non è un film contro il cristianesimo ma contro tutti i fondamentalismi. Sostanzialmente è questa la chiave di lettura. Un concetto però non condiviso dalle alte gerarchie della Chiesa che, secondo la casa di distribuzione, dopo una proiezione ri-

il “riscatto” del maestro Il concerto Regia: Mihaileanu con Aleksei Guskov, MiouMiou "Il concerto" è quello per orchestra e violino di Cajkovskij. Bello e commovente il nuovo film del regista di "Train de vie". La storia di Andrei Filipov, celebre direttore russo d'orchestra licenziato in tronco ai tempi di Breznev per non aver cacciato i suoi musicisti ebrei. Trent'anni dopo, caduto in disgrazia, l'uomo lavora ancora al Bolshoi ma come custode. Grazie ad uno stratagemma riunisce la sua vecchia orchestra per tornare a suonare nel Teatro di Chatelet a Parigi. Parte alla ricerca spasmodica degli artisti che nello sfacelo dell'Unione Sovietica tutto fanno meno che suonare. Riuscirà a mettere insieme un consistente gruppo di varie etnie, dalla ebraica alla rom, nel tentativo di riscattare una "dignità umana calpestata".

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Alba rohrwacher e Pierfrancesco favino in una scena di “Cosa voglio di più”

Cosa voglio di più

Il ricordo di "Pane e tulipani" è ormai lontano, tanto da non sembrare un film di Soldini. Manca la poesia e quel tocco surreale che caratterizza il suo cinema, anche nell'affrontare temi vicini all'attualità. "Per la prima volta è stato un episodio di vita reale a far scattare in me l'idea di questo film" ha affermato. L'intento, quello di raccontare una storia d'amore in tempi di crisi, recessione e precariato, ma è come se mancasse di personalità. Ecco, forse ha un po' spiazzato il suo pubblico cercando di fare altro da quello realizzato fino ad ora, per questo il film non convince fino in fondo. Per il resto la bravura del regista milanese dietro alla macchina da presa è indiscutibile come quella nel dirigere gli attori, soprattutto nelle famose scene di sesso che sono sicuramente le più difficili.

giovedì 17 giugno 2010

L’altra faccia della società Scontro di civiltà per un ascensore in Piazza Vittorio Regia: Isotta Toso con Daniele Liotti, Kasia Smutniak, Francesco Pannofino

Peccato, un'occasione mancata. Perché l'omonimo romanzo di Amara Lakhous (se vi capita leggetelo), dal quale è stato tratto il film, è piacevole, a tratti divertente nel raccontare le vicissitudini di un gruppo di inquilini di varie nazionalità,

servata ha avuto reazioni stizzite di dissenso sul taglio dato alla pellicola. La vera storia della filosofa greca Ipazia uccisa e fatta a pezzi dagli integralisti cristiani nel 391 dopo Cristo ad Alessandria d'Egitto, ha faticato non poco ad uscire in Italia, suscitando, come era prevedibile, parecchie polemiche. Il ruolo del vescovo Cirillo, che avrebbe istigato la congrega dei Parabolani ad uccidere la scienziata, non è molto piaciuto, ma secondo il regista quello che si vede nel film è solo il 30 per cento del male che ha fatto l'alto prelato..

daniele Liotti e Marco rossetti in una scena di “Scontro di civiltà per un ascensore in Piazza Vittorio ricco di spunti interessanti per riflettere sulla nostra società. Lo scontro di civiltà del titolo, si consuma nel chiuso di un palazzo e di un condominio a Piazza Vittorio, nel cuore del quartiere più multietnico di Roma. Come spesso avviene, la trasposizione tradisce in parte l'opera letteraria, in questo caso però quello che manca è la mano ferma di una regia esperta capace di dirigere un buon cast di attori e plasmare, rendendola scorrevole e convincente, una trama a tratti complessa. Un intreccio narrativo con un preciso scopo, da scoprire solo nel finale.

rachel Weisz nei panni di Ipazia nel film “Agorà”

il dramma palestinese Il tempo che ci rimane Regia: Elia Suleiman con Saleh Bakri, Shafika Bajjali

Suleiman è nato a Nazareth in Palestina ed il film è semiautobiografico, in quattro episodi, sulla sua famiglia. E' ispirato ai diari del padre, a partire dal 1948 quando decise di partire per unirsi alla Resistenza dopo l'occupazione di Israele. Scene di vita quotidiana di quei palestinesi che decisero di restare e che furono chiamati "arabi israeliani", costretti a vivere da stranieri nella loro patria. Contrariamente a quanto si possa pensare non ha nulla della pesantezza che magari ci si potrebbe aspettare da una pellicola di questo genere, il regista (che interpreta tra l'altro anche se stesso) ci ha costruito sopra una storia surreale, piena di ironia, con musiche coinvolgenti. Senza trascurare però l'aspetto politico di una questione ancora attualissima ed irrisolta.


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La novità è lady marion

i trentenni e il consumismo

robin Hood

La nostra vita

Regia: Ridley Scott con Russell Crowe, Cate Blanchett, William Hurt, Max Von Sydow.

Certo, se si pensa che è stato il regista di Blade Runner e Thelma & Louise qualche attimo di sconforto assale. Non è che fosse così indispensabile l'ennesima pellicola su una figura trita e ritrita come l’arciere di Sherwood. Tuttavia non si può dire che sia, nel suo complesso, un brutto film. Conosciamo tutti le capacità del grande regista americano. Il prodotto infatti è ben confezionato, e non a caso sia Scott che Crowe lo hanno anche prodotto. A parte qualche sprazzo di vera noia, soprattutto durante le interminabili e sanguinolente scene di scontri armati tra buoni e cattivi, la vera novità è la figura di Lady Marion, qui in una insolita ed improbabile veste di rivoluzionaria in un’epoca dove le donne stavano zitte, obbedivano e procrea-

Elio Germano (premiato come miglior attore a Cannes con Javier Bardem) in una scena del film “La nostra vita” vano. Vedova di guerra senza figli, non solo respinge i pretendenti, ma combatte anche con

armatura e spada, coltiva i campi ed esprime la sua opinione. Già annunciato Robin

La realtà senza attori

action fantasy accattivante

Le quattro volte

Prince of Persia Le sabbie del tempo

Regia: Michelangelo Frammartino

Regia: Mike Newell con Jake Gyllenhaal, Ben Kingsley, Alfred Molina

Dopo "I pirati dei Caraibi" ecco un altro film tratto da un videogioco degli anni '80. A dirigerlo questa volta il regista inglese di "Quattro matrimoni e un funerale" e di "Harry Potter e il calice di fuoco". Se piace il genere, l'action fantasy è piacevole e scorre abbastanza facilmente nonostante le oltre due ore di durata. Le scenografie esotiche dell'antica Persia, in gran parte riprodotte al computer, non deludono le aspettative. C'è tutto. Il principe bello e muscoloso che corre lungo i muri, la principessa misteriosa e

Regia: Daniele Luchetti con Elio Germano, Raoul Bova, Isabella Ragonese, Luca Zingaretti, Stefania Montorsi, Giorgio Colangeli. Un grande Elio Germano, che ha ampiamente meritato il premio come miglior attore a Cannes, per un film sui trentenni di oggi. Quelli che non hanno santi in paradiso, forse i nuovi proletari come li definisce lo stesso Luchetti. In realtà dei giovani intelligenti e svegli che cercano di farsi strada in un mondo dove la priorità sono i soldi e la loro capacità di comprarci più cose possibili. Figli di un consumismo sfrenato, ma anche capaci di mettere al mondo tre figli nella totale incertezza economica e con il desiderio di fare il grande salto in avanti. Il film però non è solo questo. Anche una grande finestra sull'Italia con le sue storie di immigrazione, sfruttamento, valori famigliari. Cast ben assortito. Unica stonatura, forse, un finale troppo happy, da commedia.

Jake Gillenhaal in “Prince of Persia”

furba, il pugnale, le arti magiche, la lotta contro le forze oscure, ed uno stuolo di alleInstuntman. natissimi

somma, un bel fumettone. Sempre ottime le Interpretazioni di Molina e Kingsley.

Il regista milanese di origine calabrese, dopo il bellissimo e pluripremiato "Il dono" ci regala un nuovo lavoro dove creatività e poesia si fondono per raccontare il fascino arcaico di una terra dove il tempo sembra si sia fermato. Interamente girato senza dialoghi, senza attori, solo con rumori di sottofondo, utilizzando la tecnica del documentario (come peraltro aveva già fatto con il primo lungometraggio), la cinepresa si limita a riprendere scene di vita quotidiana di un piccolo villaggio rurale, in realtà riesce a leggere oltre le immagini. Illustra il ciclo della vita e della natura, attraverso uno sguardo originale ed innovativo che può ricordare quello di Franco Piavoli e Vittorio De Seta. Accolto a Cannes da giudizi più che lusinghieri dalla critica internazionale.


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PiccOlO SchermO

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L’ALtrO cAnALe

propria originalissima visione del piccolo schermo e della nostra società. Sorrisi amari e tanta verità indorata appunto proprio da un sorriso. Ma il cavallo di viale Mazzini si è imbizzarrito perchè in tempi di bocche imbavagliate dire la verità - anche sorridendo - ovviamente non è concesso. E così Bertolino rischia di sparire, come la Dandini e il suo "Parla con me". Insomma non avremo con chi parlare. Cosa guardare allora in Rai? C'è

L’osceno del vilaggio e il cavallo Rai dI

MrIA frAnCESCA rotondAro

Il “villaggio globale” ritrova il suo specchio, lo spazio in cui guardarsi per “rileggere” i propri linguaggi, per vedere i riflessi del proprio comunicare. Uno specchio ironico: quello di Glob, l’Osceno del Villaggio, il programma di Raitre condotto da Enrico Bertolino in onda di domenica, in seconda serata (alle 23.12). Un viaggio nella babele mediatica che Enrico Bertolino affronta a suo modo insieme ai suoi ospiti e al pubblico con schede e interviste, e con le tessere del puzzle televisivo di Blob, che propone la

Mattina in famiglia, La vita in diretta, un cartone animato ogni tanto, ma c'è soprattutto una televisione del servizio pubblico che sembra non poter parlare né di politica, né di intercettazioni, né di scandali giudiziari, né di appalti truccati. Un video registrato, dove le uniche cose che cambiano sono le domande dei quiz e le ricette de "La prova del cuoco". Eppure ci sono 926 mila telespettatori (l’8,09 per cento di share) che hanno scelto Bertolino e la sua irresistibile rassegna stampa (Globnews 24). «Il duce cita Berlusconi: se mi ruba le battute almeno che mi paghi i diritti Siae» è il titolo con cui apre La Repubblica, ma quella di Bertolino. Insomma: quello che i giornali non dicono. Altro che prime pagine bianche, lui è davvero l'eroe senza bavaglio.

AuditeL

PriMA serAtA / 17 giugnO Rai 1 - Francia – italia Ripetizione della partita decisiva per il cammino degli azzurri agli europei di calcio 2008. Rai 2 olanda – Romania Ripetizione della partita degli europei di calcio 2008. Rai 3 venezia, la luna e tu il film di Dino Risi, con Alberto Sordi, Nino Manfredi, Marisa Allasio. Canale 5. Ricordati di me Il film drammatico, diretto da Gabriele Muccino, con Fabrizio Bentivoglio, Laura Morante, Monica Bellucci, Gabriele Lavia, Silvio Muccino e Nicoletta Romanoff. italia 1 - Heidi film d’animazione del 2005 in prima visione

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Anche il Brasile fa asso pigliatutto Stasera su La7 in “Atlantide” si parlerà della Grande Muraglia cinese

Rete 4 . La signora ammazzatutti commedia brillante con Kathleen Turner

La7 - atlantide Stasera si parla della Grande Muraglia Cinese e del Vallo di Adriano.

LA teLenOtiZiA La prossima settimana passaggio di consegne Piroso-MenE' prevista per la prossima settimana la firma del contratto come direttore del Tg de La7 per Enrico Mentana (foto a sinistra). Sarebbero da definire le ultime limature, ma gli ultimi giorni sono stati importanti e sembra chiaro che il giornalista si appresti a prendere il posto di Antonello Piroso (foto a desta) come direttore del Tg de La7. L'ex conduttore di Matrix non com-

ottimi ascolti martedì per il debutto della nazionale verdeoro ai campionati mondiali di calcio: con la vittoria per 2-1 sulla Corea del nord, il Brasile non avrà entusiasmato i propri tifosi ma in compenso ha tenuto incollati una media di 8.975.000 telespettatori, pari al 35% di share. L’effetto Mondiale continua a nuocere sul palinsesto serale delle altre reti: su Canale 5, il film drammatico La casa sul lago del tempo con Sandra Bullock e Keanu reeves ha raccolto 3.401.000 telespettatori e il 14,69 % di share. Su raidue, il primo episodio di Squadra Speciale Cobra 11, L’uomo ombra, è stato visto da 2.441.000 telespettatori con uno share pari al 10,13%. Il secondo episodio, Sotto pressione, è stato visto da 1.995.000 telespettatori con uno share pari al 7,56%.

aq17giugno2010  

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