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Anno II - n. 223 - Sabato 13 novembre 2010

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Ora di Punta dI EnnIo SImEonE

C’è liturgia e liturgia

parte la straordinaria, multiforme esibizione di A Benigni, e a parte la martel-

lante arringa di Saviano contro chi ricorre al fango per colpire l’avversario politico, la prima puntata del programma di Fabio Fazio, “Vieni via con me”, ha segnato una punta di geniale originalità con la lettura di alcuni “dizionari” degli stereotipi della terminologia corrente su fatti e fenomeni sociali e culturali, lettura affidata a persone o a personaggi che si caratterizzano per darne una efficace rappresentazione scenica. Tra questi il presidente della Regione Puglia, e leader della sinistra, Nichi Vendola, che si è prestato alla declamazione, apparentemente asettica ma allusivamente sarcastica e persino autoironica, dei fantasiosi termini con cui vengono indicati gli omosessuali. u questo non hanno avuto nulla da ridire i critici che si sono scatenati contro quella trasmissione, contro Saviano e contro Benigni. Ieri però, quando è stata annunciata la partecipazione, lunedì prossimo, di Gianfranco Fini e Pierluigi Bersani a “Vieni via con me”, probabilmente con lo stesso ruolo svolto da Vendola - l’uno per recitare qualcosa di destra, l’altro per fare altrettanto da sinistra - è scattata la macchina dei veti. «Niente politici in quel programma», ha tuonato il berlusconiano direttore Masi, difendendo la liturgia delle tribune politiche, mentre l’ecumenico Garimberti, reincarnazione della Sibilla Cumana, emetteva l’oracolo: «Il pluralismo si fa per addizione non per sottrazione». Altro stile, altra liturgia: quella del cerchiobottismo.

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Dopo a Fini (destra) e Bersani (sinistra) per “Vieni via con me”

Vengo anch’io! No e sì Masi si oppone, Garimberti dà un colpo al cerchio e uno alla botte Il presidente della Camera Gianfranco Fini e il segretario del Pd Pierluigi Bersani hanno accettato l'invito di Fabio Fazio e Roberto Saviano per “Vieni via con me”, dove nel corso della seconda puntata in onda lunedi' 15 novembre su Raitre alle 21, nello 'spirito' della trasmissione interverranno sui valori della destra e su quelli della sinistra. Immediata la reazione del direttore generale della Rai, Masi: niente politici o tutti i politici in quella trasmissione. E il suo vice, Marano, ha spedito una nota di servizio al direttore di Rai 3, Ruffinini, il quale replica: «Non ci sarà nessun talk show, solo un intervento in studio, in linea con la 'drammaturgia' del programma e nel rispetto delle regole della commissione di vigilanza». Le modalità saranno definite soltanto lunedì, in sede di prove, e allora - a quanto si apprende - si stabilirà anche se Fini e Bersani saranno presenti 'in scena' contemporaneamente. Entrambi, comunque hanno

accettato la “liturgia” di “Vieni via con me”, che vede gli ospiti intervenire su un tema, eventualmente anche leggendo un testo. Presumibilmente Fini spiegherà che cosa vuol dire essere di destra, quali sono i valori fondanti della cultura di destra, quali gli aspetti positivi e negativi, e altrettanto farà Bersani per la sinistra. Ma Marano ha sostenuto che anche la presenza del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ospite del programma lunedì scorso, non ci sarebbe dovuta essere. «Porteremo il presidente Fini e

il segretario Bersani lunedì in trasmissione, perché il nostro è un programma di approfondimento culturale e non un varietà». replica Loris Mazzetti, capostruttura di Raitre responsabile di “Vieni via con me”. Invece il presidente Garimberti se la casa con una affermazione ecumenica: «Il pluralismo si garantisce per addizione e non per sottrazione». Sfiducia. Intanto Pd e Idv hanno presentato la mozione di sfidfucia al governo. Pare che analoga iniziativa si apprestino a prendere Udc, Fli, Mpa e Api.

Rallenta la crescita del Pil in Italia Su base congiunturale la crescita in Italia dello 0,2% del Pil rappresenta un rallentamento rispetto agli altri paesi europei

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LeGGe di StabiLità

VeNezia

Chiuso il G20 Pronto il piano per contrastare per la crisi

Il governo riscrive il comma 47 del maxiemendamento che conteneva un fondo di 800 milioni per interventi vari. La nuova formulazione. presentata in Commissione Bilancio, oltre ad aumentare i fondi per le scuole paritarie a 245 milioni destina 100 milioni alla “proroga della liquidazione del 5 per mille”. Altri 30 milioni (oltre i 60 già stanziati) arrivano per il sostegno all’editoria (carta) e 375 vengono destinati alla partecipazione dell’Italia agli organismi internazionali. Il totale di questi interventi fa 750 milioni ma altri 50 milioni saranno ripartiti con un decreto del Consiglio per “riequilibrio socio economico, sviluppo territori attività di ricerca assistenza e cura dei malati oncologici, promozione attività sportive, culturali e sociali”.

La squadra mobile di Venezia ha sgominato una banda, composta da fiancheggiatori della ex 'mafia' del Brenta, specializzata in assalti a laboratori orafi, e furti con l'uso di esplosivi di casse continue di banche, uffici postali e ipermercati di Veneto, Friuli V.G., Molise, Marche, Lombardia e Emilia Romagna. Circa duecento agenti della Polizia di Stato hanno eseguito arresti e perquisizioni a carico di criminali accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati, furti aggravati, riciclaggio e assalti con esplosivo. Sono oltre una ventina i colpi che sono stati contestati agli indagati.

“La ripresa globale continua ad avanzare ma i rischi di inversione permangono. Siamo decisi a fare di più". E' quanto hanno sottolineanoto i Grandi del G20 nel comunicato finale del summit sudcoreano. Il G20 lancia dunque “un piano di Azione di Seul" per “assicurare un fermo impegno a cooperare", per “produrre un piano con impegni politici di ciascun paese e raggiungere i tre obiettivi di una crescita forte, sostenibile, equilibrata". Il G20 resterà "vigile" sugli “eccessi di volatilità delle valute" e ribadisce il no “alle svalutazioni competitive" sostenendo la “flessibilità dei tassi di cambio" per riflettere i “fondamentali economici". Sul fronte degli squilibri commerciali invece si legge nel comunicato finale - si sottolinea il no al protezionismo e la necessità "di ridurre gli eccessi" a livelli "sostenibili". Il G20 affida al "Gruppo di lavoro sul framework, con il supporto tecnico dell'Fmi e altre organizzazioni internazionali", lo sviluppo di "linee guida indicative" da riferire ai ministri delle finanze e ai Governatori Centrali". Una prima verifica - sottolinea sarà a metà del 2011. Infine, i grandi della terra hanno messo come punto focale la creazione di posti di lavoro per la ripresa economica “Riconosciamo l'importanza di fare fronte alle preoccupazioni più vulnerabili - si legge nel testo - e a questo fine siamo determinati a mettere i posti di lavoro come punto centrale della ripresa e fornire protezione sociale”.

Più soldi per le scuole Sgominata gang paritarie e l’editoria che rapinava banche

Unpiededi capraperlaBrambilla

Roma

Romena uccisa Resta in carcere Alessio Burtone Resta in carcere Alessio Burtone, il giovane che l'8 ottobre scorso ha colpito con un pugno al volto Maricica Hahaianu, l'infermiera romena deceduta poi dopo sette giorni di coma. Il tribunale del Riesame, presieduto da Vincenzo Capozza, ha respinto l'istanza presentata dall'avvocato di Burtone, Fabrizio Gallo, con la quale chiedeva la scarcerazione o il ripristino degli arresti domiciliari. Il legale del ragazzo ha annunciato che presenterà ricorso in Cassazione. Il giovane, una volta vista la gravità dell’accaduto aveva chiesto scusa alla famiglia della vittima. Manon ha potuto nulla contro la giustizia.

Un pacco contente una zampa di capra mozzata, indirizzato al ministro del turismo, michela Vittoria brambilla, e' stato rinvenuto dalla polizia al centro di smistamento delle Poste (CmP) dell'aeroporto di Fiumicino. Sul posto sono intervenuti gli artificieri della polizia, i quali, dopo aver appurato che nel pacco sospetto non c'erano tracce di esplosivi, hanno fatto la scoperta inquietante.

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Direttore responsabile: Ennio Simeone Redazione tel. 06 86293192 Indirizzo e-mail: redazione@altroquotidiano.it Editrice: GECEm (Gestione Cooperativa Editoria Multimediale) - Presidente:Stefano Clerici Sede legale: Via Aldo Sandulli 45, Roma Registrazione del Tribunale Roma n..343/08 del 18 settembre 2008 - Registrato al ROC Partita Iva 09937731009

L’OnOmasticO Agostina Sant'agostina Pietrantoni (al secolo Livia) morì non ancora 30enne pugnalata da un suo assistito all'ospedale Santo Spirito di Roma. era il 13 novembre del 1894. Giuseppe Romanelli uno dei malati più violenti - l'aveva minacciata più volte. ma lei aveva continuato ad aiutare sia lui che la mamma cieca. Così si concluse una vita dedicata agli altri.

accadde Oggi 1775: montreal il 13 novembre 1775 le forze rivoluzionarie americane del colonnello ethan allen strappano montreal al Generale britannico Guy Carleton.


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deLitto SaRah

miLaNo

Sabrina Misseri potrebbe assistere all'incidente probatorio del padre, Michele, venerdì 19 novembre in carcere, pur non avendo la possibilità di interloquire. Il gip del Tribunale di Taranto Martino Rosati, nel fissare infatti l'incidente probatorio, ha fatto notificare l'atto anche alla difesa di Sabrina, coindagata con il padre per l'omicidio di Sarah Scazzi. Se Sabrina dovesse rinunciare ad assistere all'interrogatorio del padre, dovrà comunicarlo allo stesso ufficio del gip. Intanto il legale di Michele Misseri ha smentito la notizia del presunto malore avuto dal suo assistito dopo un sopralluogo ad Avetrana.

Marco Furlan, uno dei due fondatori della formazione neonazista Ludwig, è tornato definitivamente libero. Lo ha deciso il giudice di sorveglianza di Milano. Furlan fu condannato a 27 anni di carcere. Con la sigla Ludwig, apparsa per la prima volta nel 1980 su un volantino con scritte in caratteri runici e una svastica, erano stati rivendicati 15 omicidi a sfondo razziale: tra le vittime barboni, preti, prostitute e omosessuali. Furlan fu condannato in via definitiva nel 1991 e venne dichiarato semi-infermo di mente. Ma già dall'aprile 2008, dopo 18 anni trascorsi in cella, per Furlan si sono aperte le porte della casa di reclusione di Opera.

Sabrina misseri potrebbe tornato in libertà Furlan assistere all’incidente fondatore del gruppo probatorio del padre neonazista “Ludwig”

CaLCio

mediCiNa

SaSSaRi

Aids, funziona Lite in Liga: «mou? il vaccino italiano Un farabutto»

Per vendetta sgozzati 7 cavalli da corsa

Buone notizie per il vaccino terapeutico contro l'Aids messo a punto in Italia presso l'Istituto Superiore di Sanità. Secondo i risultati ottenuti finora su 87 pazienti, la sperimentazione della terapia antiretrovirale (Haart) avrebbe infatti dimostrato che la cura aiuterebbe a rigenerare il sistema immunitario. "Abbiamo visto che il vaccino arriva dove i farmaci si fermano", ha spiegato Barbara Ensoli, la ricercatrice che guida il progetto. La sperimentazione, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Plos One, è in corso in 11 centri ed è stata finanziata con 13 milioni. Frutto di una ricerca che ha portato finora a 10 brevetti da parte di una struttura pubblica come l'Iss, il vaccino terapeutico è stato progettato per colpire la proteina Tat, ovvero il "motore" che consente al virus Hiv di replicarsi e diffondersi nell'organismo.

Sette cavalli da corsa sono stati sgozzati durante la notte all'interno delle scuderie dell'ippodromo "Pinna" di Sassari. Sei degli animali appartengono a un imprenditore nuorese, Salvatore Pili. Sarebbe proprio l'uomo, secondo i carabinieri della Compagnia di Sassari, l'obiettivo dell'atto criminale. ieri mattina sono stati i dipendenti dell'impianto ippico, che si trova a poche centinaia di metri dalla caserma, a fare la scoperta e ad avvisare i Carabinieri. Sul posto, insieme con i militari guidati dal capitano Sergio molinari, sono intervenuti gli esperti della Sezione investigazioni Scientifiche del Comando provinciale. Secondo i primi rilievi, tutti i cavalli sarebbero stati colpiti alla gola in modo da farli morire dissanguati i pochi secondi. Secondo gli investigatori il movente sarebbe da ricercare nelle vittorie che avevavo ottenuto in diversi tornei ippici i cavalli uccisi. L’imprenditore è stato sentito dagli investigatori ma nulla è trapelato su quanto riferito.

“mourinho è un farabutto". manolo Preciado, allenatore dello Sporting Gijon, attacca Josè mourinho. mou è stato criticato perchè ha accusato la formazione asturiana di aver "regalato" la vittoria al barcellona nella sfida giocata al Camp Nou.

CoSe di qUeSto moNdo

Jenna Jameson lascia il porno per “la famiglia”

U

na delle attrici più amate del cinema porno americano si ritira. Jenna Jameson vuole dedicarsi completamente ai figli. Lo ha annunciato in un'intervista alla rivista "W": "Non voglio che crescano dovendo vergognarsi del mio lavoro, Inoltre mi voglio tirare fuori da queste cose (l'industria dei film a luci rosse). Non ne ho più bisogno". La star ha annunciato più

volte il ritiro, stavolta sembra però sia la volta decisiva. Dunque l'ex pornostar vuole concentrarsi sui suoi due gemelli. "Non voglio che loro dicano 'Ecco mia mamma è una star dell'hard - ha detto l'attrice 36enne -. Voglio, invece, che un giorno possano dire: “Mamma ci ha voluto così bene da lasciare tutto per noi. Comunque ribadisco non ho nostalgia di questo

mondo e non voglio più fare copertine per i magazine, neanche per Maxim". Insomma Jenna stavolta fa sul serio e si sta godendo la sua nuova esistenza in California con il compagno Tito Ortiz. "Qui non sono Jenna Jameson ma solo una delle tante mamme che girano con il passeggino. Sono una ragazza normale e come tutti ho preoccupazioni e insicurezze".


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iniziativa della Camusso e della Cgil

Giovani Non+ disposti a tutt0 E' stato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, al fianco della segretaria confederale Vera Lamonica e di Ilaria Lani, responsabile delle Politiche Giovanili della Cgil Nazionale, a svelare, ieri mattina, nel corso di una conferenza stampa, il 'piccolo mistero' che circondava la campagna di comunicazione 'Giovani non più disposti a tutto', una campagna promossa in vista della manifestazione nazionale della CGIL del 27 novembre, che metterà al centro proprio i temi del lavoro e dei giovani. Da alcune settimane dei 'cliccatissimi' annunci, con richieste di lavoro assurde, come “Gruppo Finanziario CERCA laureata con MBA, disponibile a fare il caffè al Capo. E la spesa al sabato anticipando i soldi” oppure “Azienda leader nel largo consumo CERCA neolaureata bella presenza disposta a farsi consumare” circolavano per il web, attirando non poca attenzione. Fino a quando, da pochi giorni, il sito “www.nonpiu.it” li ha raccolti tutti ricoprendoli con la scritta “NoN+”. Proprio a sottolineare come le giovani generazioni non siano più disposte a sottostare alle continue ed incessanti richieste ricattatorie, che provengono da un mondo del lavoro sempre più basato sulla precarietà. L'unica cosa non chiara rimaneva chi fosse l'autore di questa campagna di protesta, almeno fino a questa mattina, quando il segretario generale della Cgil ha spiegato che a costruire questo percorso di sensibilizzazione sono stati i giovani della Cgil. Giovani, ha aggiunto la dirigente sindacale, che vivono una situazione non semplice legata alla crisi economica e alla dilagante precarietà. Un contesto reso ancora più difficile, ha spiegato il leader della Cgil, dall'imminente entrata in vigore del "Disegno di legge Lavoro", che ridisegna, attraverso lo strumento dell'arbitrato, una

geografia dei rapporti falsamente simmetrica, in cui si suppone che datore di lavoro e lavoratori abbiamo la stessa forza contrattuale. La Camusso ha, inoltre, ricordato che, proprio ieri, è stato inviato al ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, un primo testo dello "Statuto dei lavori", con l'invito alle parti sociali a costruire un avviso comune, in cui però nei fatti si propone “la cancellazione dello statuto dei lavoratori e dell'art.18, così come dei diritti e della libertà di organizzazione sindacale”. Una proposta che, come ha sottolineato il segretario generale, appare “assolutamente ingiusta, in particolare dentro questa fase di crisi”. Se questo è il quadro, si è chiesta Camusso, “c'è un futuro per giovani di dignità o devono continuare ad essere disposti a tutto?”. “Noi - ha concluso - non siamo disposti a tutto ed è necessario un cambiamento”. c. a.

telecom Quei contratti di “solidariertà” sulla pelle dei lavoratori

A Telecom Italia vengono imposti contratti di solidarietà che mettono in discussione i criteri piu' elementari di tutela del lavoratore. Si cerca di mantenere posti di lavoro ma in realtà a scapito dei lavoratori stesssi, forse perchè la società in passato è stata talmente "massacrata" che le cattive acque in cui naviga sembrano appartenere solo ai dipendenti. a loro si chiede l'ennesimo sacrificio. Mi dispiace che nessuna testata giornalistica (ad eccezione del “Fatto quotidiano”) ne abbia fatto menzione e cio è assurdo. Basta andare sul sito dell'Unione industriali di Roma

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La migliore del giorno

Staino su “l’Unità” per avere copia dell'accordo, ovviamente reso noto ai dipednenti solo a cose fatte. Non esiste purtroppo solo la Fiat ma anche la Telecom di cui ci si ricorda poco e male visto che hanno mangiato i potenti sopra, sia di destra che di sinistra. Laura V. Roma

Forum Giovani Non più silenzio sul popolo Saharawi

Il Forum Nazionale dei Giovani aderisce al Sit-in a favore del popolo Saharawi organizzato per oggi alle ore 15.30 davanti l’ambasciata Marocchina. “E’ ora di abbattere il muro di silenzio innalzato dagli organi di stampa e delle Istituzioni Internazionali sulle vicende del popolo Saharawi, un popolo costretto a vivere in esilio, diviso dalla sua terra da un muro di vergogna fatto di filo spinato e mine antiuomo costruito dal regime marocchino con la tacita complicità di numerosi Stati Occidentali. E’ ora che si ridia dignità a questo popolo - afferma il Forum - che da anni combatte per la propria libertà, che si dia dignità alle tante persone fatte scomparire dal regime marocchino, che si parli delle continue violazioni dei diritti umani perpetuati a danno della popolazione Saharawi residente nei territori occupati”.

“bastaunattimo” Campagna e conferenza per la sicurezza stradale

“BastaUnAttimo”, la campagna nazionale per la sicurezza stradale e contro le stragi del sabato sera, promuove una conferenza lunedì 15 alle 10.30 presso la Camera dei Deputati - Sala Colonne Palazzo Marini (Roma, Via Poli n. 19) - dal titolo “Sicurezza Stradale: 2010, obiettivo fallito - L’Europa non raggiunge l’obiettivo di dimezzare le vittime della strada. Cosa è stato fatto e cosa possiamo ancora fare in Italia?”. Assieme a Carmelo di portavoce Lentino, BastaUnAttimo, ne discuteranno Marcello Aranci, Presidente Consulta di Roma per la Sicurezza Stradale, Giuseppa Cassaniti Presidente Mastrojeni, Associazione Familiari e Vittime della Strada, Armando Dionisi, della VIII Commissione dela Camera, Mauro Fabris, Presidente sulla Studio Commissione Sicurezza Stradale, Carla Mariani Presidente Vice Portili, Associazione Europea Familiari e Vittime della Strada, Gianluca Melillo, Consigliere del Forum, Luca Montanari, Dirigente Polizia Locale d'Italia e Mario Valducci, Presidente Commissione Trasporti della Camera dei Deputati (PDL).


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Legge di stabilità Tremonti aveva spergiurato che la nuova legge di bilancio non avrebbe più subito assalti alla diligenza, come era accaduto con le leggi finanziarie in passato. Tremonti aveva raccontato questa favoletta più volte negli anni passati e spesso era stato anche creduto. Basta ricordare che nel 2008 in occasione della prima manovra economico-finanziaria d’estate del Governo Berlusconi - aveva affermato che addirittura i conti pubblici sarebbero rimasti in ordine per gli anni a venire, cosa che come sappiamo si è rivelata non vera. Per la legge di stabilità (ex finanziaria) che in questi giorni è all’esame del parlamento, Tremonti aveva affermato che si sarebbe discusso solo di tabelle: entrate ed uscite. Nulla più. Al primo traballamento della maggioranza il Ministro dell’Economia ha cambiato opinione ed ha deciso di anticipare la manovra (pomposamente) definita per lo sviluppo, che altrimenti sarebbe stata relegata ad un altro provvedimento a fine anno. In realtà, come era prevedibile, la manovra per lo sviluppo è un modestissimo alleggerimento dei tagli già decisi agli Enti locali e alle Università. Tagli lineari, senza fare le scelte necessarie e che colpiscono nel gruppo, come ha sottolineato anche il Presidente della Repubblica

trucchi contabili e calo delle disponibilità Le altre misure sono alcuni, parziali rifinanziamenti di provvedimenti che già esistono come, ad esempio, la proroga degli ammortizzatori sociali. Non mancano trucchi contabili e finzioni. Ad esempio se i soldati italiani restano in Afghanistan come in altre parti del mondo occorre provvedere al finanziamento delle missioni militari, mentre la proposta del Governo è di finanziarle per soli 6 mesi. Dopo chi vivrà provvederà. In realtà sotto il profilo del bilancio dello Stato è semplice-

Fra tagli e finzioni l’Italia resta al palo dI

AlfIEro GrAndI

Invece questa misura viene esclusa e se non verrà reintrodotta sarà un ulteriore colpo all’occupazione che già è arrivata all’11 %. Perché Tremonti agisce in questo modo coprendo con frasi ad effetto l’assenza sostanziale di provvedimenti di sostegno allo sviluppo e all’occupazione ? La ragione è che Tremonti non può contraddire la linea fin qui seguita dal Governo. Per farlo dovrebbe mettere sotto tiro le rendite finanziarie, i redditi più alti che nella crisi hanno guadagnato, gli evasori che sono stati premiati con lo scudo fiscale a prezzi di favore.

Non ci sono misure mirate al riequilibrio fiscale

mente una finzione perché è chiaro che le missioni militari all’estero dureranno anche nel secondo semestre del 2011. Dello stesso tipo è rinnovare solo per alcuni mesi l’intervento finanziario per ridurre i ticket sulla diagnostica , anche in questo caso viene lasciato a chi verrà il cerino in mano. Questo modo di fare i conti è devastante perché sottovaluta sistematicamente spese pressoché obbligate e certe. E’ la classica polvere nascosta sotto il tappeto. Tremonti continua inoltre con la sua tecnica di trovare meno soldi di quanto sarebbe necessario in modo da costringere a rinunciare ad alcuni interventi o a ridurre la portata di quelli previsti. Infatti giorno dopo giorno calano le disponibilità iniziali promesse, ad esempio per l’Università si è già scesi da un miliardo di euro a 800 milioni. Con questa tecnica, che non affronta i problemi, Tremonti prepara le misure per la ripresa,

naturalmente si fa per dire. Mentre dovrebbe decidere quali sono le misure necessarie e cercare di conseguenza le risorse per finanziare gli interventi.

Nessun provvedimento per lo sviluppo Solo così si spiega come il Ministro possa arrivare ad escludere dalla legge di stabilità, e quindi per il prossimo anno, le detrazioni fiscali al 55 % per aumentare l’efficienza energetica e quindi ridurre le importazioni di prodotti petroliferi. La detrazione fiscale del 55 % ha avuto per unanime riconoscimento effetti positivi sia per il minore consumo di energia, che per gli investimenti privati che mette in moto e per l’occupazione che crea. Di questi tempi dovrebbe essere una misura prioritaria visto che unisce convenienza economica, risultati ambientali e occupazione.

In altre parole il Ministro avrebbe dovuto mettere sotto tiro esattamente chi è stato beneficiato in questi anni dal Governo e che appartiene al suo elettorato. Senza misure di riequilibrio nel prelievo fiscale, senza fare pagare chi può farlo mancano le risorse per aiutare la ripresa e l’occupazione. Queste misure non esistono perché mancano i finanziamenti e i finanziamenti mancano perché il Governo non vuole e non può chiederle a chi lo sostiene. Infatti se si può solo raschiare un altro poco il barile questo è più o meno il risultato possibile. Così la ripresa non sarà aiutata, l’occupazione continuerà a segnare il passo. In realtà questa rachitica legge di stabilità conferma che il problema principale è politico. Con questo Governo e con questo Ministro dell’economia l’Italia resterà al palo e il deterioramento delle attività produttive e dell’occupazione continuerà. In altre parole l’Italia paga un prezzo pesante per questo Governo ma anche per questo Ministro dell’Economia. L’opposizione dovrebbe occuparsi di questo, indicando una speranza per il futuro, facendo intendere agli italiani che questa non è l’unica minestra che può passare il convento e che un’alternativa è possibile, dura, ma possibile.


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POrtafOgliO

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Le organizzazioni unite del Lazio

La politica delle tre “I” rivendicata dall’Alleanza

A destra, Angela Birindelli, assessore all’Agricoltura della Regione Lazio. A sin, Giuseppe Codispoti, Legacoop Lazio

Innovazione, Integrazione di sistema, Internazionalizzazione. Il confronto all’Hotel Aran di Roma con Regione e Provincia “Alleanza per l’Agricoltura”, il coordinamento del Lazio tra le sei sigle dei produttori agricoli (Cia, Confagricoltura, Legacoop, Fedagri Confcooperative, Agci) è già pronta ad ospitare la settima associazione: Confimprese Italia, aderente alla Confapi. Lo ha annunciato Giuseppe Sparvoli di Fedagri Confcooperative alla fine del confronto programmatico che si è tenuto giovedì all’Hotel Aran Mantegna di Roma. Il confronto è stato introdotto da Giuseppe Codispoti, presidente di Legacoop Agroalimentare Lazio. «Noi abbiamo raccolto il grido di dolore ma anche di speranza che viene dalle imprese, che ci chiede unità», ha spiegato Codispoti. Il settore agricolo è ampiamente sottovalutato anche a causa di «un’immagine dell’agroalimentare italiano fatta di “chilometri zero” o “farmers’ market”», ha aggiunto. A seguire Paolo Perinelli, presidente di Confagricoltura Lazio ha letto il documento stilato

dalle sei associazioni in cui si chiede alle istituzioni la politica delle tre “I”: innovazione, integrazione di sistema (filiere) ed internazionalizzazione (vedi relazione in sintesi in allegato). «Non vi chiediamo di definire l’ennesimo, astratto, modello di sviluppo dell’agricoltura del Lazio – ha detto Perinelli ma di lavorare per valorizzare e facilitare l’agricoltura che c’è, le imprese e il loro posizionamento sul mercato e, semmai, costruire assieme un sistema di imprese e istituzioni». Subito dopo ha preso la parola l’assessore regionale al Turismo, Stefano Zappalà, che ha spiegato che da parte del suo assessorato si è già avviata la macchina di promozione dei prodotti laziali. Stessa cosa che sta già facendo la Provincia di Roma, come ha detto l’assessore Lo Fazio. «Come Provincia – ha argomentato – abbiamo promosso anche l’accesso al credito per le imprese locali. Ma da soli non ce la facciamo, occorre anche un aiuto da parte della Regione e

Da sinistra, Paolo Perinelli, Confagricoltura Lazio; Sandro Salvadori, Cia Lazio; Giuseppe Sparvoli, Confcooperative-Fedagri dell’Ue». Pastorelli ha sottolineato il problema dell’abbandono delle terre: «In parte le calamità naturali sono legate a questo, perché gli agricoltori sono le sentinelle del nostro territorio». Ha concluso il confronto l’assessore regionale alla Agricoltura Angela Birindelli, che ha spiegato di aver dovuto fronteggiare molte emergenze dall’inizio del suo assessorato «ma ora dobbiamo pensare a un piano a medio-lungo termine». «Tra le mie priorità c’è la semplificazione burocratica. Stiamo creando degli

sportelli unici per gli agricoltori in ogni provincia», ha assicurato l’assessore. La Regione, ha detto «vuole fare una legge sulla tracciabilità, in modo da creare un marchio per i prodotti laziali e anche dei corner, degli appositi spazi di vendita all’interno dei supermercati. Vuole promuovere i prodotti a chilometro zero anche nelle scuole, nei ristoranti... E sta cercando di investire anche nella formazione: 2 milioni di euro saranno destinati all’istruzione degli addetti del settore». e. c.


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Diritti & DOVeri PreVidenZa

riscatto

Lavoro subordinato prima del 1966 Ho saputo da un mio collega, ugualmente interessato, che è possibile riscattare anche il lavoro svolto, anteriormente al 1996, quale lavoratore parasubordinato. La notizia mi può essere utile, a condizione che il costo del riscatto sia sostenibile. D. Greco, Bari L'importo è calcolato dall'inps sui compensi percepiti nei periodi oggetto del riscatto. Se non è possibile dimostrare l'ammontare dei compensi, l'onere di riscatto è calcolato in base al reddito minimo stabilito per i commercianti. Una volta ricevuta dall’iNPS la lettera con l’importo da pagare, l'interessato ha 60 giorni di tempo per versarlo. il pagamento può essere effettuato in un'unica soluzione oppure rateizzato in 60 mensilità. il mancato versamento nei termini viene considerato come rinuncia alla domanda e ne comporta la decadenza, mentre il tardivo pagamento può essere considerato, a richiesta, come nuova domanda.

inabilità

Le regole in uso all’Inpap Mio cognato era un pensionato INPDAP, quale ex dipendente ASL. Ai fini della pensione INPDAP da liquidare ai superstiti, quali caratteristiche devono possedere i soggetti dichiarati “inabili” per averne diritto? Il quesito interessa un mio nipote di 27 anni, al quale è deceduto di recente il padre. P. Scaringi, Trani Secondo le norme attualmente in vigore, l’inabilità richiesta corrisponde ad un’assoluta impossibilità a svolgere qualsiasi attività che produca reddito, e deve essere certificata dalle asl, dalle Commissioni

risponde il dottor AnTonIno nIColo’ Potete inviargli i vostri quesiti direttamente all’indirizzo e-mail: toniconc@libero.it oppure potete telefonargli al numero 388 0554031 ogni giovedì dalle 15 alle 18

reversibilità

Se un coniuge muore prima di andare in pensione e l’altro lavora Sono preoccupato per un’eventuale situazione che potrebbe verificarsi: se per caso un coniuge dovesse morire prima di andare in pensione, si perderebbero tutti gli anni di contributi versati? L'altro coniuge non percepirebbe nulla come pensione di reversibilità, anche se lo stesso da 36 anni lavora in un ente statale? F. De Santis, Campobasso il coniuge superstite ha diritto alla pensione di reversibilità, pari al 60% della pensione del coniuge defunto. Sono previste riduzioni se il coniuge superstite ha redditi propri oltre certi limiti. quindi, se nel caso citato la persona ha un'altra pensione o uno stipendio la rendita di reversibilità, sarà probabilmente ridotta. mediche di verifica o dagli ospedali militari con una delle seguenti diciture: “il soggetto è assolutamente e permanentemente inabile a qualsiasi attività lavorativa” oppure “il soggetto è permanentemente inabile a proficuo lavoro”.

insegnante

Possibile pensione più part-time, ma... Sono una insegnante di scuola statale, nata il 10-12-1950. Il 318- 2011 maturerò una anzianità contributiva di anni 35 , 0 mesi e 19 giorni. Le chiedo: 1- se la pensione si riscuoterà subito, dal mese successivo al pensionamento (settembre 2011) ; 2- se è possibile che io faccia la richiesta di "Pensione più parttime" e in questo caso a quanto ammonterà lo stipendio aggiuntivo alla pensione, e se vi sono trattenute o detrazioni particolari... Insomma se c'è una ragionevole convenienza (a

parte il desiderio di restare ancora un pò nell'insegnamento). F. M., Lecco Lei maturerà "quota 96", essenziale per la pensione di anzianità il 10-12-2011 (61 anni di età più 35 di contributi). Poichè appartiene al mondo della scuola, i requisiti richiesti e conseguiti entro il 31 dicembre dell'anno, si considerano già perfezionati alla data del 31 agosto. Pertanto, lei potrà andare in pensione a settembre 2011 e da quel mese riceverà il relativo trattamento economico. Per quanto riguarda il part-time, è "teoricamente" possibile, ma è necessario che al momento del pensionamento lei abbia lasciato il lavoro. Successivamente, dovrebbe instaurare un nuovo rapporto lavorativo (cosa, a mio avviso, alquanto difficile). Lo stipendio del part-time è direttamente proporzionato al lavoro intero. Le

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Avvertiamo i lettori che alcuni quesiti e relativi pareri vengono ripetuti perché riguardano argomenti che hanno già ottenuto risposta

altre incombenze rimangono inalterate e legate al reddito conseguito.

disccupato

Deve aspettare i 65 anni Mio marito ha già 30 anni di contributi assicurativi all’INPS. A fine 1995 ne aveva poco più di 19. Da qualche tempo è disoccupato ed a 59 anni è ben difficile trovare lavoro. Potrebbe avere la pensione anticipata, sia pure col calcolo contributivo? S. Missori, Napoli Purtroppo, suo marito, di fronte alla situazione descrittami, deve attendere il compimento dei 65 anni. Né può optare per il sistema contributivo in quanto al 31-12-95 aveva già superato i 18 anni di contribuzione. inoltre, ammesso che l’opzione fosse possibile, non ne avrebbe alcun beneficio, in quanto da gennaio 2008 l’età minima, anche per il contributivo, è stato portato a 60 anni (per le donne) ed a 65 (per gli uomini).

disoccupazione

Indennità è soggetta all’Irpef

Sono un perito contabile impegnato periodicamente con lavori a progetto. Sono pertanto iscritto alla Gestione Separata INPS. Alcuni mesi addietro ho ricevuto 1.450 euro per indennità di disoccupazione con requisiti ridotti. Agli sportelli Inps mi hanno riferito che per tale somma mi perverrà, nel 2011, un modello CUD. Le chiedo: la prestazione ricevuta va aggiunta ai redditi del 2010? Il modello CUD conterrà ritenute previdenziali e fiscali? L. Sabatini, Terni Le indennità di disoccupazione sono soggette all’iRPeF, mentre non sono soggette a ritenute previdenziali.


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Storia, lingua, costumi, moralità e regole

Le verità note e le verità sconosciute sui popoli rom dI

CoSTEl AnTonESCU*

Gli zingari in Italia, come nel resto del mondo, rappresentano una comunità eterogenea, dalle mille sfumature e dalle mille espressioni. Mille sono anche gli anni della storia degli zingari divisi essenzialmente in tre gruppi principali: Rom, Sinti e Kalé (gitani della penisola iberica). A questi gruppi principali si ricollegano tanti gruppi e sottogruppi, affini e diversificati, ognuno con proprie peculiarità. Essi hanno un’origine comune, l’india del nord e una lingua comune, il romanès o romani hib diviso in svariati dialetti.

in italia

L’opinione pubblica, che dei Rom e Sinti conosce poco o niente, tende a massificare e a confondere i diversi gruppi zingari, soprattutto tende a condannare e ad emarginare senza capire. La popolazione zingara in Italia rappresenta lo 0,16% circa dell’intera popolazione nazionale essendo stimati in un numero di persone compreso fra le 80.000 e le 110.000 unità. Sono presenti solo Sinti e Rom con i loro sottogruppi. I Sinti sono soprattutto insediati nel nord dell’Italia e i Rom nell’Italia centro-meridionale. Essi rappresentano gli zingari di antico insediamento a cui vanno aggiunti vari gruppi

zingari di recente e di recentissima immigrazione. Circa 1.80% degli zingari che vivono nel nostro Paese hanno la cittadinanza italiana, il 20% circa è rappresentato da zingari extracomunitari, soprattutto provenienti dai territori della ex-Jugoslavia. Circa il 75% e di religione cattolica, il 20% di religione musulmana e il 5% raggruppa: ortodossi, testimoni di Geova e pentecostali.

Le origini indiane

L’origine indiana degli zingari si è scoperta nel XVIII secolo attraverso lo studio della lingua zingara. Con lo studio filologico si è potuto ricostruire ipoteticamente l’itinerario seguito dagli zingari nel loro lungo cammino in quanto essi prendevano a prestito parole dai popoli con cui venivano a contatto. Dall’India del nord sono arrivati in Europa attraverso la Persia, l’Armenia e l’Impero Bizantino. Dai Balcani si sono diramati in tutta Europa, arrivando anche in Russia e, con le deportazioni, nelle Americhe e in Australia. Sono molti gli studiosi che credono che i Rom abruzzesi, fra i primi gruppi zingari arrivati in Italia, siano arrivati attraverso l’Adriatico provenienti dalle coste albanesi e greche, probabilmente per sfuggire alla repressione dei turchi

ottomani. A sostegno di tale tesi si è fatto riferimento all’assenza nella parlata dei Rom abruzzesi di termini tedeschi e slavi. Ma si può obiettare: i turchi ottomani conquistarono tutta la Grecia e l’attuale Albania fra il 1451 e il 1520 (L. Piasere), mentre i Rom in Italia arrivarono molto tempo prima (il primo documento che attesta l’arrivo degli zingari è del 1422, ma ci sono molti indizi che inducono a credere che i Rom arrivarono ancora prima); i Rom abruzzesi hanno nella loro parlata sia termini tedeschi come tiÒ, glàse, brèg (ted. tiÒch = tavolo, glas = bicchiere, berg = montagna), sia termini serbo croati come plaxtà = lenzuola (s.c. phahta), niÒte = nulla (s. c. nista), a Òtar = catturare, afferrare (s.c. staviti), nikt (nikkete) = nessuno (s.c. nikto), a pukav. = fare la spia, denunciare (s.c. bukati), po (pro) = per (s.c. po); inoltre, perché i Rom con le loro carovane avrebbero dovuto viaggiare per via mare, via a loro scomoda, inusuale e all’epoca minacciata dai turchi, se per secoli avevano dimostrato di spostarsi con sicurezza e rapidità per via terra? Tutto ciò induce a credere che il grosso dei Rom abruzzesi sia arrivato in Italia dal nord per via terra, proveniente, dall’Albania o

dalla Grecia, attraversando la ex-Jugoslavia e territori di lingua tedesca. Non è da escludere che effettivamente piccoli nuclei siano arrivati in Italia attraverso l’Adriatico assieme ad altre minoranze come Serbo Croati e Albanesi. Tutto è comunque ancora da provare.

Senza scrittura

Da questa piccola introduzione si può ben comprendere come sia difficile ricostruire la storia dei Rom, sia perché i documenti a disposizione sono pochi ed incompleti, sia perché i Rom non hanno lasciato nessuna testimonianza scritta. La storia dei Rom è una storia che non nasce dall’interno della sua comunità proprio perché essi rappresentano un popolo senza scrittura che affida alla "memoria" e alla tradizione orale il compito di trasmettere la propria storia e la propria cultura. La storia dei Rom è fatta dai Caggé (non zingari) attraverso le osservazioni di quanti ai Rom si sono in qualche modo interessati per la curiosità e la meraviglia che suscitavano o attraverso le disposizioni delle autorità pubbliche. Così dalla lettura delle Cronache del XV secolo si possono ricostruire som-

continua a pag. 9


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segue da pag. 8 mariamente gli itinerari seguiti dagli zingari in Europa. Il primo documento che segnala l’arrivo degli zingari in Italia è quello del 18 luglio 1422, un’anonima cronaca bolognese contenuta nella Rerum Italicarum Scriptores di Ludovico Antonio Muratori: "A di 18 luglio 1422 venne in Bologna un duca d’Egitto, il quale aveva nome Andrea, e venne con donne, putti e uomini del suo paese, e potevano essere ben cento persone…… " Dalle "grida" e dai bandi che dal 1500 si sono susseguiti fino al 1700 si possono dedurre le politiche attuate dalle autorità nei confronti degli zingari: politiche di espulsione, di reclusione, di repressione, di deportazione, ovvero politiche votate al più completo rifiuto. (Attualmente siamo nella fase della politica di assimilazione).

Senza gerarchie

I Rom abruzzesi, con cittadinanza italiana, rappresentano dunque uno dei primissimi gruppi zingari arrivati in Italia e grazie alla lunga permanenza sono relativamente più inseriti nel contesto sociale ed economico della società maggioritaria rispetto ad altri gruppi di recente immigrazione. In passato le attività principalmente esercitate erano quelle che lasciavano spazio all’essere e alla creatività e quelle che facilitavano i rapporti umani. Da qui l’attività di musicisti, di fabbri calderari, di commercianti di cavalli, di lavoratori di metalli. Il progresso tecnologico, il boom economico, lo sviluppo delle attività industriali hanno soppiantato le attività tradizionali e la maggioranza dei Rom ha dovuto operare una riconversione economica, ma il modo di porsi di fronte alla vita e di interiorizzarla e soprattutto la struttura sociale dei Rom e rimasta nei secoli pressoché immutata. L’istituzione fondamentale su cui si regge la società romanes è la famiglia,

intesa nel senso più ampio, come gruppo cioè che si riconosce nella discendenza da un antenato comune. Da sempre oggetto di violenza i Rom hanno rafforzato i rapporti endogamici e i vincoli di solidarietà familiare, mantenendo invece verso l’esterno un atteggiamento ostile. Vi è in questo un profondo senso di sfiducia e un’intima esigenza di difesa. Il sistema sociale e vissuto nelle profonde componenti umane, basato essenzialmente sul severo rispetto delle norme etico-morali che regolano e disciplinano la comunità romanes per garantire ai singoli individui la piena integrazione. Essi tutelano la dignità e l’onore del Rom. Non esistono classi o gerarchie sociali se si esclude quella semplicistica di ricchi e poveri, cosicché anche il più ricco e in relazione con il più povero e viceversa in base ad un principio di eguaglianza che riflette una ottica di vita di tipo orizzontale. In questo contesto il Rom abruzzese si sente parte di una totalità singolare che lo porta a differenziarsi sia dai caggé (non zingari) sia dagli altri gruppi zingari (Rom stranieri, Sinti, Kalé). ciò si traduce in un proprio stile di vita con modi proprio di esprimersi e di comportarsi.

Né re né regine

Alcune norme sono vincolanti, ad esempio: alle romniá abruzzesi non è assolutamente consentito dall’etica romanès di fumare, di indossare pantaloni, di truccarsi, di indossare costumi da bagno al mare, di giocare d’azzardo. Le donne che vogliono avere una

buona reputazione ed intendono essere rispettate dai Rom si adeguano al rispetto di tali norme morali, che non le confonde con gli altri. Un Rom si sente perfettamente sicuro in seno alla sua comunità, costituita dall’insieme di tanti singoli gruppi parentelari dove non esistono né regine né tantomeno re, come invece tende a far credere il sensazionalismo giornalistico che copre con la fantasia e l’immaginazione le proprie carenze informative. In mondo romano vien perciò presentato o in termini mitologici o in termini criminalizzanti, l’una e l’altra forma sono delle distorsioni che alterano il mondo zingaro producendo stereotipi negativi e pregiudizi di cui i Rom restano vittime. La sicurezza del Rom deriva dalla tradizione che lo pone sicuro di fronte al futuro e dalla coesione, che lo pone sicuro davanti all’imprevedibile. Tutto ciò si traduce in un forte equilibrio psicologico. Le relazioni ben strette fra educazione, coesione ed equilibrio psicologico sono minacciate con i contatti conflittuali esterni. Si pensi ad un bambino Rom che frequenta la scuola pubblica: entrare a contatto con una realtà che presenta dei modelli di vita funzionale alla società maggioritaria a cui e difficile per lui adattarsi, gli provoca inevitabilmente uno smarrimento in quanto è costretto ad operare una difficile scelta che nella maggior parte dei casi lo induce a ripercorrere la strada degli affetti familiari; da adulto mostrerà un atteggiamento ostile verso quella società non

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ancora preparata ad accoglierlo se non attraverso l’assimilazione. Lo stesso dicasi dei matrimoni misti in cui l’individuo esterno viene a rappresentare un elemento di disturbo se non riesce ad integrarsi. Il cardine della struttura sociale dei Rom e la famiglia patriarcale, dove il vecchio, considerato saggio, ne é rappresentante riconosciuto. Ci sono Rom che vengono esclusi per le loro pessime qualità morali, sono considerati "gavalé" e sono derisi e scherniti. I frequenti contatti all’interno del mondo romano hanno da sempre attivato una fitta rete di comunicazione interna che porta i Rom ad essere a1 corrente di ciò che accade a famiglie zingare anche molto distanti.

il tranello

I mass media rappresentano oggi, assieme alle organizzazioni tentacolari pseudo-zingare, la più grande minaccia all’esistenza dei Rom poiché infondono modelli di vita che allontanano i giovani dalla tradizione facendo allargare le maglie delle relazioni sociali e familiari, creando anche nuovi gusti e nuove esigenze che alterano l’etica romanès e che infondono nei Rom l’arrivismo e la necessità di possedere a tutti i costi il superfluo. Da qui le attività illecite. I Rom non preparati alla maniera dei caggé, cadono nel tranello. La lingua dei Rom abruzzesi detta "romanès" o "romaní hib" è strettamente imparentata con le lingue neo-indiane e conserva ancora fedelmente un gran numero di vocaboli di origine indiana. La lingua romani è arricchita di imprestiti persiani, armeni, greci, serbo-croati, di alcuni vocaboli tedeschi e di elementi dialettali dell’Italia centromeridionale a testimonianza dell’itinerario seguito dai Rom nel lungo cammino iniziato dal nord-ovest dell’India verso occidente. *Costel Antonescu, giornalista di Realitatea TV, noto network televisivo rumeno


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PersOnaggi

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Fiorenzo Magni il terzo uomo con Bartali e Coppi

Festa per i 90 anni del “leone delle Fiandre” dI

GIUSEPPE mArICondA

Una vita in discesa: Fiorenzo Magni compie novant'anni. A festeggiarlo oggi i tifosi e gli amici della “Ciclo officina" di Legnano, presieduta da Giuseppe Biselli. Legnano, sede della gloriosa squadra verde oliva, è il posto più indicato per rivivere le imprese, a volte memorabili, del campione di ciclismo. Fu soprannominato il “leone delle Fiandre”, per la sua strepitosa impresa dal '49 al 51: tre vittorie consecutive nel ”Ronde van Vlaanderen”, una delle cinque “classiche monumento” del ciclismo mondiale, che si svolge in Belgio dal 1913. Da Vaiano, ora in provincia di Prato, dove nacque il 7 dicembre del 1920, si trasferiì giovanissimo a Monza. Il primo approccio con la bici e la vittoria in una gara a cronometro a coppia nella Milano che si preparava alla guerra. Poi la pausa forzata, provocata dagli eventi bellici ed il ritorno in sella nel 1948, giusto in tempo per assumere, come dire, la posizione di “terzo uomo” tra Bartali e Coppi. Gino Bartali, toscano come lui era il mito di quella generazione che cominciava a conoscere un giovanotto di nome Fausto Coppi, al quale un ruppo di sportivi casertani aveva regalato una bicicletta. Nel 1948, a sorpresa la prima

foTo. fiorenzo magni in una scalata e a un arrivo di tappa. Sotto: con Coppi e Bartali; in basso a destra: una recente immagine del campione novantenne

vittoria nel giro d'Italia: scoppiarono polemiche per l'accusa di aver ricevuto spinte sul passo del Pordoi, in una tappa decisiva. Gli furono inflitti due minuti di penalizzazione, ma riuscì a conservare 11 secondi di vantaggio con spericolate gimkane in discesa. Era una delle sue caratteristiche: lanciarsi a velocità impressionante lungo i tornanti che portavano a valle per recuperare il tempo perso nelle scalate. Tre giri di Fiandre, come ricordato, altri due giri d'Italia e l'ultima maglia rosa indossata a 35 anni. Un record ancora imbattuto. Nel suo palmares anche tre Giri del Piemonte, tre Trofei

Baracchi e tre Campionati d'Italia, secondo ai mondiali del 1951 (dietro lo svizzero Ferdi Kübler) e al Giro d'Italia del 1956 (alle spalle del lussemburghese Charly Gaul). Una immagine è rimasta impressa nella memoria: il suo arrivo con una spalla fratturata reggendo il manubrio della bicicletta con un tubolare stretto tra i denti. Infine una testimonianza sulla sua disponibilità, amicizia e solidarietà: maglia gialla nel Tour de France del '50 si ritirò con tutta la squadra perché alcuni spettatori francesi “incazzati”, come nella canzone di Paolo Conte, aggredirono Gino Bartali perché vinceva troppo...

Commissario tecnico della nazionale di ciclismo, qualche breve esperienza in politica, è stato uno dei fautori delle sponsorizzazioni delle magliette dei corridori. Questo ha portato nel ciclismo industrie che non si occupavano solo di biciclette, come ai suoi tempi. Una svolta epocale,ma che, forse, ha portato anche qualche problema nel desiderio di vincere molto e spesso. Ma Fiorenzo Magni è uno di quegli alfieri che andavano avanti a forza di zabaioni e “fiorentine”: un ciclismo che non conosceva ancora quelle che. con un eufemismo, oggi si possono chiamare “vitamine sintetiche”.


To n mE E Pl P SU

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CINEguida

Film in programmazione Adele e l’enigma del faraone

regia: luc Besson con louise Bourgoin, mathieu Amalric, Gilles lellouche, Jean-Paul rouve 1912. Adèle Blanc-Sec, giovane e intrepida giornalista, è pronta a tutto pur di raggiungere i suoi scopi, compreso sbarcare in Egitto e ritrovarsi alle prese con mummie di tuti i generi. Nello stesso momento a Parigi, scoppia il panico! Un uovo di pterodattilo vecchio di 136 milioni di anni si è appena schiuso su di uno scaffale del Giardino delle Piante, e l'uccello che ne è uscito sta semindando il panico nei cieli della capitale francese... .

Ad occhi chiusi documentario sul Tango l progetto si propone di esplorare, attraverso una dettagliata documentazione ed analisi, i risvolti sociali, psicologici ed esistenziali che il ballo del tango ha nella nostra società, ponendo l'accento sull'esperienza dei diretti protagonisti grazie alle storie e alle testimonianze dei tangueri e delle tanguere, di chi cioè vive questo ballo come una componente essenziale della propria vita, a cui si affiancheranno le analisi di importanti studiosi della contemporaneità (antropologi, psicologi, sociologi..),Seguiremo così Rossana, giovane artista italiana che grazie al tango riscatta la sua femminilità, subendo una reale metamorfosi dello spirito. Incontreremo Nicola, Pietro e Simonetta, che a passi di

tango riescono a tenere lontane le loro malattie fisiche e dell'anima. L'intreccio narrativo sarà costellato e impreziosito da voci evolti di numerosi protagonisti: conosceremo i più importanti ballerini argentini in circolazione (Sebastian Arce Mariana Montes Cicho Fruomboli etc...), maestri di tango, studiosi e ricercatori.

(l')Amore buio regia: Antonio Capuano con Irene de Angelis, Gabriele Agrio, luisa ranieri, Corso Salani, Valeria Golino, Anna Ammirati, fabrizio Gifuni Alla fine di una domenica di sole, mare, tuffi e pizza, quattro ragazzini, approfittano di Irene, anche lei adolescente. Uno di loro, Ciro 16 anni, la mattina dopo va a denunciare sé e gli altri. Vengono condannati a due anni di reclusione. Quei due mondi, così opposti e diversi, finiranno coll’attrarsi, incontrarsi, fondersi. Irene e Ciro, da lontano (l’uno dal carcere di Nisida, e l’altra dalla casa meravigliosa dove vive con la famiglia in una delle zone belle della città), quasi senza accorgersene, lentamente cominceranno un irresistibile avvicinamento.

Benvenuti al Sud regia: luca miniero con Claudio Bisio, Alessandro Siani, Angela finocchiaro, Valentina lodovini, nando Paone, Giacomo rizzo Remake della commedia francese, record di incassi, scritta, diretta ed interpretata da

Una scana di “Una vita tranquilla”, protagonista Toni Servillo, premiato come miglior attore alla festa internazionale del cinema di roma Dany Boon (al quale il film riserva un piccolo omaggio con una fugace apparizione), "Bienvenue chez le ch'tis" (in Italia uscita con il titolo di "Giù al Nord"). Il film sceneggiato da Massimo Gaudioso (coautore di "Gomorra") e diretto dal regista di "Incantesimo napoletano" sembra funzionare. Divertente, a tratti esilarante, soprattutto nella prima parte, quella che descrive la calata verso il Meridione da parte del brianzolo funzionario (Bisio) delle Poste Italiane. Con una certa abilità e sapienza la pellicola gioca su luoghi comuni e stereotipi sociali tra Nord e Sud che in questi ultimi anni una certa politica (quella leghista) ha alimentato. Ben dosato,

molto attento a non valicare alcuni confini (forse il regista avrebbe potuto osare di più, visto il contesto), lontano dal trash dei vari cinepanettoni, il film mette in luce vizi e virtù degli italiani. Perplessità su un finale scontato e buonista. Buon cast di attori protagonisti che però appaiano meno credibili dei colleghi (di rango) con ruoli da caratterista.

Buried - Sepolto regia: rodrigo Cortés con ryan reynolds regia: rodrigo Cortés con ryan reynolds Girato in 17 giorni con un

continua nelle pagine successive


CineguiDa

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mInICrITIChE dEI fIlm In ProGrAmmAZIonE nEllE SAlE budget di circa due milioni di euro, acclamato all'ultimo Sundance Festival, unico protagonista il bel Ryan (marito di Scarlett Johansson), il thriller claustrofobico del regista spagnolo non convince. Interamente ambientato all'interno una bara di legno, tre metri sotto la sabbia in una misteriosa località irachena, a disposizione solo 90 minuti di ossigeno ed un cellulare per mettersi in contatto con l'esterno. Il contractor Paul Conroy è davvero nei guai. I talebani per liberarlo vogliono molto denaro. Tutto qua. Novantaquattro minuti di suspance, a volte stucchevole e prestuosa, con finale prevedibile, che non spiega la lungaggine di un film che potrebbe benissimo essere ridimensionato ad un mediometraggio o addirittura un cortometraggio. Alcuni eccessi (visto il contesto già drammatico) potevano anche essere evitati, come quando un serpente a sonagli attraversa, sotto i vestiti, l'intero corpo del protagonista fino a rientrare nel buco dal quale era uscito. L'escamotage della guerra in Iraq è solo un espediente per nobilitare l'intera operazione. Hitchcock è assai lontano.

Cattivissimo me regia: Pierre Coffin, Chris renaud, Sergio Pablos Delizioso cartone animato in 3D, blockbuster Usa della scorsa estate, nel quale per la prima volta troviamo in veste di doppiatore il nostro Max Giusti, per nulla intimidito a dar voce ad un personaggio in America affidato al grande Steve Carrell. Il cattivissimo (ma poi si scopre non esserlo veramente fino in fondo) è un certo signor Gru, scienziato senza scrupoli che vive in un casa nera con un desolato prato sul davanti. Gru adora ogni genere di misfatto, è veramente malvagio e sta progettando un colpo davvero eccezionale, rapire la luna. E come è prassi, dietro ogni

grande cattivo c'è sempre una mamma...criticona. Tutto questo fino a quando non si imbatte in tre piccole orfanelle che gli daranno filo da torcere, cercando in tutti i modi di farsi adottare.

fair game regia: doug liman con naomi Watts, Sean Penn, Sam Shepard Interessante ma un po' noioso. L'intento è quello di confezionare un atto di denuncia politica, ma riesce solo in parte. Uno sguardo nei corridoi del potere attraverso l'autobiografia di una agente segreto della Cia, Valerie Plame, che scopre contrariamente a ciò che vuole credere il governo degli Stati Uniti, che in Iraq non ci sono armi di distruzione di massa. Il marito ambasciatore in pensione di Valerie viene inviato in Africa per indagare su alcuni voci che vorrebbero una possibile vendita di uranio arricchito all'Iraq. Non trovando alcuna traccia di tutto questo, Joe (interpretato da un Penn sottotono) scrive un articolo sul New York Times con le sue conclusione, scatenando una bufera. Per tutta risposta la Casa Bianca rivela la copertura della propria agente segreta, creando seri problemi alla coppia.

figli delle stelle regia: lucio Pellegrini con Pierfrancesco favino, fabio Volo, Giuseppe Battiston, Claudia Pandolfi, Paolo Sassanelli, Giorgio Tirabassi. Surreale, a tratti grottesco, divertente, il film è un omaggio più o meno esplicito a Mario Monicelli. Detto questo, la banda di sfigati sul modello dei "Soliti ignoti" che vuole rapire il ministro "paraculo" (un riuscitissimo cameo dell'ex portavoce di D'Alema, Fabrizio Rondolino) ed invece sequestra il sottosegretario perbene, può apparire una storia nostalgica, vintage, in

realtà parla molto di noi. Esilarante e sorprendente interpretazione di Favino: accento umbro ed addosso un monclaire arancione anni '80 davvero indimenticabile. Certo, non è Monicelli (al film manca del tutto la proverbiale causticità del regista toscano), tuttavia la pellicola di Pellegrini rappresenta una novità in un panorama cinematografico italiano a volte decisamente piatto in termini di contenuti ed argomenti.

fratelli in erba regia: Tim Blake nelson con Edward norton, melanie lynskey, Susan Sarandon, Keri russell, maggie Siff Quando Bill Kincaid riceve la notizia dell'assassinio del suo gemello Brady, morto in un affare di droga andato male, lascia il suo posto di professore di Filosofia Classica alla Brown University e torna al suo paese nativo, nel rurale Oklahoma. Al suo arrivo si rende conto che i racconti sulla morte di suo fratello sono "alquanto esagerati" e presto si trova coinvolto in uno dei complotti di Brady.

Gorbaciof regia: Stefano Incerti con Toni Servillo, mi Yang, Geppy Gleijeses, nello mascia, Marino Pacileo, detto Gorbaciòf a causa di una vistosa voglia sulla fronte, è il contabile del carcere di Poggioreale a Napoli. Pacileo, schivo e silenzioso, ha una sola passione: il gioco d'azzardo. Quando scopre che il padre di Lila, la giovane cinese di cui è innamorato, non può coprire un debito contratto al tavolo da gioco, Pacileo sottrae i soldi dalla cassa del carcere e li dà alla ragazza. Dal quel momento, tra partite sbagliate, riscossione di tangenti e rapine, inizia una spirale discendente dalla quale non riuscirà più ad uscire.

Il ragazzo che abitava in fondo al mare regia: mario Santocchio con daniele ferrari, Tiziana Cristina Giacomo, de Gervasio Cappelli, Celentano Nell'autunno 2009 vengono spedite tre cassette presso l'abitazione della giovane T. Nicole giornalista Osservando le immagini, si accorge del grosso scoop che ne potrebbe trarre, si tratta di un videodiario degli ultimi giorni di vita di un ragazzo. La giornalista riesce a farsi produrre un documentario dalla redazione, che dirigerà lei stessa. Maiori e Amalfi sono le location dove si sviluppano le ricerche, cercando di ricostruire la dinamica delle azioni svolte dal ragazzo dalla identità sconosciuta. Il videodiario si concentra su una fanciulla che ogni pomeriggio si reca Sul porto, dove viene flmata a sua Insaputa. Sara proprio lei a recarsi presso l'hotel dove alloggia la troupe per raccontare i dettagli della storia tra i quali lo scambio di lettere che avveniva tra i due sul porto, l'unico mezzo di comunicazione che avevano...

Inception regia: Christopher nolan con leonardo di Caprio, marion Cotillard, Ellen murphy, Cillian Page, michael Caine, Complesso, di difficile fruizione, tutto improntato sul continuo gioco tra realtà e finzione, conscio e subconscio, che neanche il finale riesce a svelare, Nolan mette in campo uno dei suoi film più ambiziosi. Un labirinto, non solo metaforico, dove lo spettatore rischia più volte di perdersi nel tentativo di capire cosa realmente stia accadendo. Sforzo del tutto inutile, probabilmente è sufficiente

continua nelle pagine successive


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guiDaCinema

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mInICrITIChE dEI fIlm In ProGrAmmAZIonE nEllE SAlE lasciarsi trasportare dagli eventi che si susseguono incalzanti, confusi e non porsi troppe domande. Forse la forza del film è proprio qui, nel non delineare completamente il contesto in cui opera? Oppure è semplicemente una trovata furbetta? Presto ne verrà tratto anche un videogioco. A metà tra "Matrix" e "Shutter Island" di Scorsese, le incursioni di Dom Cobb (un ottimo Leonardo Di Caprio) nei meandri della mente umana ha già conquistato mezzo mondo. Ne esce fuori una sorta di thriller dove però non c'è colpevole.Caprio) è un abilissimo ladro, il migliore al mondo quando di tratta della pericolosa arte dell'estrazione: ovvero il furto di preziosi segreti dal profondo del subconscio mentre si sogna, quando la mente è al massimo della sua vulnerabilità.

la pecora nera regia: Ascanio Celestini con Giorgio Tirabassi, luisa de Santis, Barbara Valmorin, maya Sans "Il manicomio è un condominio di santi. So' santi i poveri matti asini sotto le lenzuola cinesi, sudari di fabbricazione industriale, santa la suora che accanto alla lucetta sul comodino suo si illumina come un ex-voto. E il dottore è il più santo di tutti, è il capo dei santi, è Gesucristo". Così ci racconta Nicola i suoi trentacinque anni di "manicomio elettrico", e nella sua testa scompaginata realtà e fantasia si scontrano producendo imprevedibili illuminazioni. Nicola è nato negli anni sessanta, "i favolosi anni sessanta", e il mondo che lui vede dentro l'istituto non è poi così diverso da quello che sta correndo là fuori – un mondo sempre più vorace, dove l'unica cosa che sembra non potersi consumare è la paura.

la vendetta di Kid regia: Brad Peyton con Chris o'donnell, Jack mcBrayer, Carlos Alazraqui, Paul rodriguez, Alec Baldwin Continua il racconto della battaglia tra cani e gatti per il controllo della Terra. Gli amici a quattro zampe saranno impegnati a fronteggiare il ritorno di Kitty Galore intenta a progettare la sua vendetta e la conquista del mondo.

l’estate d’inverno regia: davide Sibaldi con fausto Cabra, Pia lanciotti E' notte fonda in una lussuosa camera di un motel di Copenaghen. Christian, un ragazzo diciannovenne, ha appena avuto un rapporto sessuale con Lulù, una prostituta di trentotto anni. Quando la donna si sta preparando per andarsene lui la ferma e le chiede di rimanere ancora un'ora con lui. Solo un'ora per parlare. Dopo qualche incertezza i due cominciano a raccontarsi e presto i loro demoni prendono una sembianza: disperazione e abbandono hanno mangiato le loro vite. La donna è in fuga da un passato segnato da violenza e distruzione mentre Christian è alla ricerca della madre. Due punti di vista a confronto...

mangia prega ama regia:: ryan murphy con Julia roberts, James franco, Billy Crudup, Javier Bardem, richard Jenkins, Viola davis, luca Argentero, Arlene Tur, Tuva novotny, Stephanie danielson, James Schram Liz Gilbert (Julia Roberts) ha tutto ciò che una donna moderna può sognare – un marito, una casa e una carriera di successo – ma come tante altre donne, è insoddisfatta, confusa ed è alla ricerca di cosa effettivamente desidera dalla vita. Appena

divorziata, trovandosi ad un bivio, Liz decide di allontanarsi dal suo mondo rischiando tutto e, per dare un cambiamento radicale alla sua vita, intraprende un viaggio intorno al mondo, un percorso per ritrovare se stessa. Nel suo viaggio in Italia riscopre il piacere di mangiare; in India arricchisce la sua spiritualità e, inaspettatamente, a Bali ritrova il suo equilibrio interiore grazie al vero amore.

maschi contro femmine regia: fausto Brizzi con Paola Cortellesi, fabio de luigi, Sarah felberbaum, Chiara francini, lucia ocone, francesco Pannofino, Alessandro Preziosi, Paolo ruffini, Carla Signoris, nicolas Vaporidis, Giorgia Wurth, Claudio Bisio, nancy Brilli, Giuseppe Cederna, luciana littizzetto, Emilio Solfrizzi E’ una commedia che ruota intorno al tema del conflitto tra uomini e donne. Walter (Fabio De Luigi) e Monica (Lucia Ocone) sono una giovane coppia alle prese con il primo figlio. Come molti nella loro situazione, hanno completamente sospeso le loro interazioni sessuali. Chiara (Paola Cortellesi) e Diego (Alessandro Preziosi) sono due vicini di casa. Sono come il giorno e la notte. Marta (Chiara Francini) e Andrea (Nicolas Vaporidis) sono due migliori amici che condividono uno sgangherato appartamento. Marta è lesbica, Andrea è etero, entrambi sono appena stati lasciati sotto lo sguardo divertito del terzo inquilino. Nelle rocambolesche avventure quotidiane dei nostri protagonisti incontriamo gli amici di sempre Marcello (Claudio Bisio) un chirurgo plastico, Piero (Emilio Solfrizzi) un benzinaio divertente e un po' volgare e Anna (Luciana Littizzetto).

mordimi rEGIA: Jason friedberg, Aaron Seltzer con Jenn Proske, matt lanter, Chris riggi, Parodia della saga di Twilight, Mordimi èuna commedia sulla rabbia adolescenziale e i film romantici dei nostri tempi. Becca, un'adolescente ansiosa che non è una vampira, è incerta tra due ragazzi. Prima di poter scegliere, deve superare gli ostacoli creati dal padre ultraprotettivo, che la imbarazza trattandola come una bambina. Nel frattempo, anche gli amici di Becca vivono i loro problemi sentimentali. Tutti questi legami romantici arrivano a una conclusione esilarante durante il ballo scolastico.

niente paura regia: Piergiorgio Gay con luciano ligabue, musiche di luciano ligabue Niente paura è un film sull’identità nazionale nell'epoca delle "passioni spente", nell’epoca della crisi radicale della politica, in senso lato. Il film racconta - in modo non ideologico, ma attraverso le storie personali di uomini e donne comuni, di persone conosciute e dello stesso Ligabue - colonna sonora del film e "narratore per eccellenza" - come siamo e come eravamo, in realtà da dove veniamo (fine anni Settanta, primi anni Ottanta, quando si opera una svolta sia nelle istituzioni che nel costume) e quale Paese siamo diventati oggi.

Passione - Una avventura musicale regia: John Turturro documentario sulla canzone napoletana A metà tra documentario e

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mInICrITIChE dEI fIlm In ProGrAmmAZIonE nEllE SAlE fiction, l'italo-americano John Turturro svela l'amore profondo per Napoli e gli rende omaggio con una carrellata di artisti. Canzoni e cantanti, musicisti e poeti, personaggi leggendari e di oggi. Un approfondito lavoro di ricerca sul campo, che riesce ad intrattenere con garbo e divertimento. Emozionante viaggio nelle sonorità partenopee, completamente privo dell'immancabile retorica e dei soliti luoghi comuni, attraverso i quartieri più popolari e storici della città. Protagonisti artisti del calibro di Enzo Avitabile, Pino Daniele, Eugenio Bennato, uno strepitoso duetto tra Massimo Ranieri e Lina Sastri, la potente voce di Raiz leader degli Almamegretta, Peppe Servillo ed gli Avion Travel, un magnifico Peppe Barra in una versione della "Tammurriata nera", il sax di James Senese, un esilarante Fiorello alle prese con "Caravan Petrol", celebre successo di Carosone.

Sharm el SheikhUn’estate indimenticabile regia: Ugo fabrizio Giordani con Enrico Brignano, Giorgio Panariello, laura Torrisi, Cecilia dazzi, michela Quattrociocche, Elena russo, maurizio Casagrande, Walter Santillo, daniele la leggia, fioretta mari, ludovica Bizzaglia, hassan Shapi, Sergio muniz Titolo esplicativo per non lasciare spazio a dubbi, location spettacolare, uno degli hotel a cinque stelle più famosi della celebre meta turistica, un cast di attori capace di soddisfare qualsiasi palato, da Nord a Sud. La formula è quella del cinepanettone anche se costruito con un tocco di maggiore eleganza, a parte la scena alla Tinto Brass con un'inquadratura po' troppo insistente sul lato b di una

prostituta russa che tenta di sedurre Brignano. Equivoci, malintesi, bugie, sentimenti ed una incursione sul sociale che non guasta mai, il film scorre via senza problemi. Sempre esilaranti e riuscite le gag del comico romano (pochi attori italiani sono capaci di sfoderare i suoi tempi comici) che in coppia con Casagrande sembra funzionare. Panariello, per quanto si sforzi, non riesce proprio ad essere cattivo.

(La)Solitudine dei numeri primi regia: Saverio Costanzo con Alba rohrwacher, luca marinelli, martina Albano, Arianna nastro, Tommaso neri, Vittorio lomartire, Aurora ruffino, Isabella rossellini, maurizio donadoni, roberto Sbaratto, Giorgia Senesi, filippo Timi 1984, 1991, 1998, 2007. Lungo questi anni le vite di Mattia e Alice scorrono parallele senza mai riuscire a congiungersi. Due infanzie difficili, compromesse da un avvenimento terribile che segnerà le fragili esistenze dei protagonisti fino alla maturità. Tra gli amici, in famiglia, sul lavoro, Mattia e Alice, portano dentro e fuori di loro i segni del passato. La consapevolezza di essere diversi dagli altri non fa che accrescere le barriere che li separano dal mondo fino a portarli ad un isolamento inevitabile ma consapevole. L'idea del film nasce dal libro La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano, vincitore del premio Strega 2008.

Somewhere regia: Sofia Coppola con Stephen dorff, Elle fanning, Chris Pontius, michelle monaghan, laura ramsey, robert Schwartzman, Giorgia Surina Johnny vive a Hollywood nel leggendario hotel Chateau

Marmont. Se ne va in giro sulla sua Ferrari e casa sua è un flusso continuo di ragazze e pasticche. Totalmente a proprio agio in questa situazione di torpore, Johnny vive senza preoccupazioni. Fino a quando giunge inaspettatamente allo Chateau la figlia undicenne, Cleo (Elle Fanning), nata dal suo matrimonio fallito. Il loro incontro spinge Johnny a riflessioni esistenziali, sulla sua posizione nel mondo e ad affrontare la questione che tutti dobbiamo affrontare: quale percorso scegliere nella nostra vita?

te al suo contatto Larry (Bruce Altman) che il suo prossimo incarico sarà il suo ultimo. Jack si ritira nella campagna italiana, dove si nasconde in un piccolo paesino sperduto e gode la lontananza dalla morte. Il suo compito, come assegnatoli da una donna belga, Mathilde, è nella costruzione di un'arma super letale. Sorprendendo se stesso, Jack si rivolge al prete locale Padre Benedetto e inizia una relazione amorosa con Clara. Nell'uscire dalla solitudine ed oscurità Jack però sta provocando la sorte.

Step-up 3 d

The Town

rEGIA: Jon Chu con harry Shum Jr., Adam G. Sevani, Kylie Goldstein Luke è un ballerino di strada orfano, impegnato nel disperato tentativo di non essere sfrattato dalla sua unica casa: un vecchio magazzino decadente che è invece il paradiso di tanti ballerini di strada provenienti da tutto il mondo. Per farlo lui e la sua crew dovranno vincere la World Jam Competition dove i migliori ballerini di strada del mondo si ritrovano faccia a faccia per decretare chi sia il più forte. Sulla strada per la vittoria incontrerà Natalie, una ballerina fantastica ma decisamente misteriosa....

regia: Ben Affleck con Ben Affleck, rebecca hall, Chris Cooper La storia racconta di un rapinatore di banche, interpretato da Ben Affleck, che si invaghisce della cassiera di una banca (Rebecca Hall) che ha svaligiato, senza sapere che in realtà questa è anche l'esca che un agente dell'FBI ha gettato al ladro per catturarlo.

The American regia: Anton Corbijn con George Clooney, Bruce Altman, Violante Placido, Thekla reuten, Paolo Bonacelli, filippo Timi, Irina Björklund, Samuli Vauramo, Björn Granath Solo ed unico tra gli assassini, Jack (interpretato da Clooney) è un esperto artigiano. Quando un lavoro in Svezia finisce in maniera più cruente di come se lo sarebbe aspettato, questo Americano all'estero promet-

Una sconfinata giovinezza regia: Pupi Avati con fabrizio Bentivoglio, francesca neri, Serena Grandi, Gianni Cavina, lino Capolicchio, manuela morabito, Erika Blanc, Vincenzo Crocitti Lino Settembre e sua moglie Chicca conducono una vita coniugale serena e senzaserie difficoltà. Sono entrambi soddisfatti delle loro professioni, lui prima firma alla redazione sportiva del Messaggero e lei docente di Filologia Medievale alla Gregoriana. L'unico vero dispiacere che ha accompagnato i venticinque anni di matrimonio è la mancanza di figli. Una mancanza che non ha compromesso la loro

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unione ma l'ha al contrario rinsaldata. L'oggi però, in modo totalmente inatteso, presenta loro una grossa preoccupazione: Lino da qualche tempo accusa problemi di memoria che mano a mano si accentuano andando a compromettere in modo sempre più evidente il quotidiano svolgersi delle sue attività sia nell'ambito professionale che familiare. Dapprima sia lui che Chicca decidono di riderci sopra ma il disturbo si manifesta sempre più fino a quando, dopo attenti e approfonditi esami, un neurologo diagnostica una patologia degenerativa delle cellule cerebrali. Inizia così una toccante storia d'amore fra un uomo che si allontana sempre più dal presente, con la mente trascinata in infiniti altrovi, e la sua donna che, rifiutando qualsiasi ipotesi di abbandono e qualsiasi ausilio che la escluda, decide di stargli accanto nel processo "regressivo"

Un weekend da bamboccioni regia: dennis dugan con Adam Sandler, Kevin James, rob Schneider Trent'anni dopo il diploma, cinque amici, vecchi compagni di squadra, si riuniscono per onorare la scomparsa del-

l'allenatore di basket d'infanzia. Con mogli e figli, trascorrono insieme il weekend del 4 luglio nella casa sul lago dove anni prima avevano festeggiato la vittoria della squadra. Ricreando atmosfere del passato, scoprono che crescere non significa necessariamente diventare adulti.

20 sigarette regia: Aureliano Amadei con Carolina Crescentini, Vinicio marchioni, Giorgio Colangeli, massimo Popolizio, Gisella Burinato, Antonio Gerardi, duccio Camerini, luciano Virgilio, Alberto Basaluzzo, orsetta de rossi, Edoardo Pesce Novembre 2003: Aureliano, 28enne, precario nel lavoro e negli affetti, riceve all'improvviso l'offerta di partire per lavorare come aiuto regista alla preparazione di un film che si svolge in Iraq, al seguito della "missione di pace" dei militari italiani, con il regista Stefano Rolla. Aureliano non fa in tempo a finire un pacchetto di sigarette che si ritrova protagonista della tragedia dell'attentato alla caserma di Nassirya del 12 Novembre 2003. E' l'unico "civile" sopravvissuto di una strage che ha ucciso ben 19 italiani...

Wall Street - Il denaro non dorme mai regia: oliver Stone con michael douglas, Shia laBeouf, Carey mulligan "Non è un sequel ma la giusta conclusione". Ha ragione Oliver Stone, il secondo capitolo del suo fortunato film ha la stessa struttura portante ma è una storia del tutto diversa dalla precedente. Anche Gordon Gekko ad un certo punto esclama: "Questo è l'impero del male, io ero un dilettante". In effetti molto intorno a lui è cambiato e Stone fornisce un quadro più che esauriente di quanto sta accadendo nel mondo della finanza e dell'economia. La pellicola è scritta, girata ed interpretata magnificamente, per cogliere fino in fondo il significato dei dialoghi (sferzanti e caustici), occorrerebbe portarsi dietro la sceneggiatura scritta. La scena più rappresentativa: i banchieri riuniti intorno ad un tavolo, nel disperato tentativo di salvare i loro istituti di credito dal fallimento, decidono di ricorrere alle sovvenzioni statali, ammettendo la sconfitta: "Statalismo e socialismo, è quello contro cui abbiamo sempre combattuto".

A sinistra una scena di “lo zio Boonmee“ A destra: michael douglas in “Wall Street”

(Lo) Zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti regia: Apichatpong Weerasethakul con Thanapat Saisaymar, Jenjira Pongpas, Affetto da una grave disfunzione renale, zio Boonmee ha scelto di passare i suoi ultimi giorni in una casa di campagna, circondato dalle persone che ama. Lì, gli appare il fantasma della moglie morta anni prima, che inizia a prendersi cura di lui. E il figlio da tempo perduto fa il suo ritorno a casa in una forma non umana. Riflettendo sulle ragioni della sua malattia, Boonmee attarversa la giungla con tutta la famiglia, diretto verso una misteriosa grotta in cima a una collina: il luogo dove è nato per la prima volta...

Con la collaborazione di lUCIAnA VECChIolI

13novembre2010  

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