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Anno II - n. 177 - Venerdì 10 settembre 2010

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Ora di punta di

Moisè AstA

E i problemi della gente?

EdiZioNE EstivA

Vengo anch’io.Bossi ci ripensa e si riallinea a Berlusconi

Carroccio al rimorchio

arebbe ora si tornasse – dopo le recenti scaraS Nuova retromarcia del leader leghista, che viene convinto mucce deconcentranti della

maggioranza governativa – a pensare ai problemi reali della gente, sempre più difficoltata a sbarcare il lunario. L’interesse delle diverse fazioni a sciogliere il dilemma “elezioni sì elezioni no” dovrebbe cedere il passo alla volontà vera di creare un margine alla crisi che non dà segni di allentamento, e fare i conti con l’analisi odierna dell’OCSE che vede il nostro Paese “come quello con la peggiore crescita economica tra tutti i paesi del G7” e per il quale stima una contrazione preoccupante dell’economia, che ridimensiona quella briciola di ottimismo (espressa l’altro ieri) della BCE quando ha sottolineato che “in futuro la ripresa dovrebbe procedere a un ritmo moderato a fronte di una perdurante incertezza”. Quest’ultima è legata alle prospettive reali per il mercato del lavoro e all’aggiustamento dei conti pubblici. Due tabù, da queste parti! rgono – come dice la BCE – profonde riforme (le vere ed erga omnes, non quelle “ad usum delphini”) per quei Paesi (come, appunto, l’Italia) che hanno subito “una perdita di competitività” e sono condizionati “da disavanzi di bilanci e disavanzi esterni elevati”. Basta, dunque, con schermaglie e arzigogoli, vicende personali e relative norme ad hoc. L’uomo della strada – non quello “che tira quattro paghe per il lesso” – si aspetta altro da chi ha malauguratamente scelto come guida!

U

con la promessa di un buon esito della campagna acquisti «Io vado avanti», aveva detto Berlusconi, invertendo la rotta che aveva imboccato verso elezioni anticipate e sconfessando Bossi, che aveva ipotizzato un voto di sfiducia della Lega al governo per costringere Napolitano a sciogliere le Camere e portare gli elettori al voto. E 24 ore dopo il leader padano ha cambiato di nuovo opinione: sì, andiamo avanti, ci sto anch’io. A convincerlo a non esercitare il suo peso (vedi tabella a lato) pare sia stato il conto che il coordinatore Denis Verdini, esperto in “campagne acquisti”, gli ha portato sulla possibilità che alcuni parlamentari non più della maggioranza siano disposti a sostenere la coalizione. “Ho l’impressione che il governo Berlusconi farà la fine di quello di Prodi”, ha commentato Casini.

AI LETTORI

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Costiera amalfitana devastata una ragazza ingoiata dal fango

iN EdiZioNE stAMPABiLE NoN viENE PuBBLicAto LA doMENicA E iL LuNEdì il sito invece viene costantemente aggiornato 7 giorni su 7 PAG. 2


VentiquattrOre

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venerdì 10 settembre 2010

In Italia e nel Mondo

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DiSPerSA Per il MAlTeMPo

MAGGiorAnzA

Sciacallaggio di Brunetta su Bonanni

Costa amalfitana, Maroni: «Al voto si cerca una ragazza stravinciamo» Sono gravi i danni arrecati dall'ondata di maltempo che si è abbattuta sulla costiera amalfitana. Nel comune di Atrani è tracimato il fiume Dragone: le acque hanno invaso le strade trascinando verso il mare numerose auto e moto. Le strade del piccolo centro della costiera sono state invase dai detriti. Sul posto sono giunti numerosi uomini dei vigili del fuoco e dei carabinieri. Al momento le forze dell'ordine fanno sapere che non si segnalano vittime anche se si sta cercando una ragazza che lavora in un bar invaso dall'acqua e dai detriti, dal quale è già stato messo in salvo il proprietario.

TrenTo

Sottratta alla madre dopo il parto: è adottabile Appena nata, subito dopo il taglio del cordone ombelicale, era stata sottratta alla giovane madre dai servizi sociali su disposizione del Tribunale dei minori di Trento. Ora lo stesso Tribunale ha deciso: la bimba, ormai allontanata dalla madre considerata incapace di accudirla, può essere adottata. La sentenza - che prevede da subito un affidamento preadottivo, senza attendere il mese utile per l'impugnazione della sentenza - mette per ora fine alla vicenda che tanto scalpore ha provocato a livello nazionale mettendo in moto anche una gara di solidarietà nei confronti della giovane donna, che aveva deciso di tenere il figlio nonostante uno stipendio di 500 euro al mese.

Mentre Berlusconi è convinto che la maggioranza possa reggere la Lega non si dice spaventata dallo spauracchio delle elezioni. «Se non c'è una maggioranza, è meglio andare alle elezioni: rivinciamo, stravinciamo e torniamo più forti di prima», ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, intervenendo alla festa dei giovani del Pdl Atreju. '«Sono nel governo Berlusconi - ha detto il ministro Tremonti - convinto di continuare questa attività. E per me è ragione di orgoglio. Abbiamo l'idea di andare avanti. Se poi non si può...ma io sono nel Governo».

Gaffe di Andreotti

Bufera su Andreotti per una frase detta al corriere della sera su Giorgio Ambrosoli (l'avvocato che si occupò della liquidazione dell'impero di Michele sindona e che fu ucciso da un suo sicario l'11 luglio del 1979): «Non voglio sostituirmi alla polizia o ai giudici, certo, è una persona che in termini romaneschi se l'andava cercando». dopo le polemiche Andreotti si è scusato: «un grave fraintendimento sulle mie valutazioni delle tragiche circostanze della morte del dottor Ambrosoli».

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Direttore responsabile: Ennio simeone Redazione: tel: 06-86293192 Indirizzo e-mail: redazione@altroquotidiano.it Editrice: GEcEM (Gestione Cooperativa Editoria Multimediale) - Presidente:stefano clerici Sede legale: Via Aldo Sandulli 45, Roma Registrazione del Tribunale Roma n..343/08 del 18 settembre 2008 - Registrato al ROC Partita Iva 09937731009

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«Noi intendiamo tenere aperte le nostre feste che sono luoghi di dibattito pubblico. Non organizziamo 'katanga'. L'ordine pubblico lo tutela chi lo deve tutelare». il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, torna così su quanto accaduto alla festa di torino dove è stato duramente contestato Raffaele Bonanni, dopo che nei giorni scorsi lo stesso trattamento era stato riservato al presidente del senato, Renato schifani. Ma dal governo arriva la dura bordata del ministro Brunetta. che si allinea a chi nel Pdl, già nei giorni passati, aveva attaccato il Pd. «L'attacco è potuto avvenire perché dentro l'anima del Pd si mantiene una componente razionaria e squadrista» dice il titolare della Pubblica Amministrazione. secca la replica dei democratici: «Le parole di Brunetta si commentano da sole: sono un triste atto di sciacallaggio politico», ha dichiarato l'ex ministro cesare damiano.

L’OnOmasticO Agabio Agabio visse nella metà del iV secolo. la sua figura viene presentata come quella del pastore sapiente che, dedicandosi alla preghiera e al digiuno, riesce ad essere coraggiosa guida del gregge lui affidato, fino alla morte che i calendari da sempre collocano al 10 settembre.

accadde Oggi 1846: macchina da cucito elias Howe ottiene il brevetto per la macchina da cucito.


no Alle eSPUlSioni

ereDiTà BeTTenCoUrT

rom, l’europa censura Parigi

Perquisita la sede del partito di Sarkozy

Le espulsioni dei Rom dalla Francia "violano i Trattati e le leggi della Ue". Il marchio della censura sulle politiche antiimmigrazione di Sarkozy e Fillon è stato impresso dall'Europarlamento, che ha approvato la risoluzione presentata dalla sinistra per una volta unita (Verdi, sinistra radicale e liberaldemocratici hanno aderito al testo presentato dai socialdemocratici di S&D). Il caso riguarda anche l’Italia: nelle premesse di motivazione della risoluzione sono citate anche le intenzioni del ministro dell'Interno Maroni di imitare le procedure adottate in Francia.

La polizia ha perquisito i locali della sede dell'Ump, il partito del presidente Nicolas Sarkozy, a Parigi, nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte tangenti dell'ereditiera L'Oreal, Lilian Bettencourt, ai politici. Si tratta della prima volta che la sede del partito del presidente viene perquisita. L'informazione, confermata da Xavier Bertrand, segretario generale del partito, è stata diffusa dalla rivista Paris Match. La polizia, che ha perquisito per un'ora e mezza circa la sede del partito Ump a Parigi, stava cercando "la corrispondenza" tra il ministro del Lavoro, Eric Woerth, e Patrice de Maistre, il gestore del patrimonio di Liliane Bettencourt.

eSTeri

il MiniSTro DeGli

Sakineh, iran: «Caso montato» Il caso Sakineh "è chiaramente una montatura dell'Occidente per esercitare pressioni sull'Iran". E' quanto ha sottolineato il ministro degli esteri iraniano, Manuchehr Mottaki, in un intervento riportato dal sito online della Press Tv. Si cerca - ha aggiunto - di far "esplodere il caso, politicizzarlo e trasformarlo in una sceneggiata politica". Mottaki ha parlato di ''propaganda'' riferendosi all'impegno dell'occidente in difesa della donna, accusata di adulterio e complicità nell'omicidio del marito, sottolineando che si tratta di una ''mossa con motivazioni politiche''. Entrando nel dettaglio del caso, per il quale pende (anche se sospesa in attesa di revisione) una sentenza di lapidazione, il ministro ha ricordato che i '''criminali non devono essere tutelati o premiati o accolti come rifugiati in altri paesi''. Il responsabile degli Esteri di Teheran ha quindi criticato il ''doppio standard'' che usa ''l'Occidente: i paesi che violano i principi fondamentali dei diritti umani con centri di detenzione come Guantanamo o Abu Ghraib - ha rimarcato - non dovrebbero porsi come difensori dei diritti umani''.

SCArSA CoMPeTiTiViTA’

italia ultima del G7 L'Italia resta ferma al 48/o posto nella classifica mondiale della competitività del Global Competitiveness Report 2009-2010 pubblicata ogni anno a Ginevra dal World Economic Forum (Wef). La classifica - guidata quest'anno da Svizzera, Svezia, Singapore e dagli Stati Uniti che hanno perso due posizioni - vede l'Italia preceduta da tutti i maggiori Paesi industrializzati. L'Italia resta ancora ''nettamente il Paese del G7 piu' basso nella classifica'', osserva il Wef nei suoi commenti, superata dalla Lituania e preceduta da Paesi come la Tunisia (32esima) o la Polonia (39).

CUBA

Socialismo, Fidel fa un passo indietro

dopo due mesi dalla sua ricomparsa in pubblico, Fidel castro parla per la prima volta sulla situazione di cuba per dire che il modello socialista introdotto da lui nel 1959 non è più appropriato al Paese. ''il modello economico cubano non è più adatto a noi''. E' stata questa l'unica frase pronunciata dal 'Lider Maximo' su cuba, da anni con gravi problemi economici.

CoSe Di QUeSTo MonDo

Afganistan, militari uccidevano per sport Cinque soldati americani sono stati incriminati per aver ucciso civili in Afghanistan per sport. "Uccidevano a casaccio e collezionavano le dita dei morti come trofei", scrive il Guardian citando investigatori e documenti legali. Cinque dei militari del cosiddetto 'kill team' rischiano la pena di morte per aver ucciso tre uomini afghani per puro diverti-

mento in distinte "esecuzioni a casaccio" nel corso di quest'anno. Altri sette soldati avrebbero insabbiato gli omicidi e picchiato una recluta che avrebbe denunciato gli assassini. Secondo il Guardian, che riprende un servizio del quotidiano dell'esercito Usa Army Times, le accuse nei confronti del sergente Calvin

Gibbs, 25 anni, e dei suoi complici, sono le più gravi di crimini di guerra emerse dal teatro di guerra afghano. Secondo gli investigatori Gibbs e gli altri del 'kill team', membri di una unità di fanteria basata a Ramrod nella provincia meridionale di Kandahar, avevano cominciato a parlare di uccidere civili lo scorso novembre.

Il reverendo rinuncia al rogo del Corano poi ci ripensa Tensione alle stelle alla vigilia dell'annunciato rogo del Corano da parte del pastore Terry Jones: l'interpol ha diramato un'allerta globale su possibili attentati terroristici e attacchi contro innocenti, mentre il dipartimento di Stato Usa ha messo in guardia gli americani in tutto il mondo. i talebani a n n u n c i a n o : "Colpiremo tutti i cristiani". Per Barack obama, l'iniziativa di Jones aiuta al Qaida: "l'iniziativa fa il gioco di al Qaida e mette veramente in pericolo i militari in iraq e Afghanistan. Ci potrebbero essere gravi violenze in luoghi come Pakistan o Afghanistan", ha detto il presidente Usa, poche ore prima che interpol e dipartimento di Stato americano elevassero il livello di guardia. Alla fine Terry Jones ha rinunciato al suo proposito.


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la contestazione a Bonanni durante la festa del Pd Ma solo ora scoprono che cosa fanno i “centri sociali”? Dopo l' aggressione squadristica a Bonanni, tutti i giornali, i politici e le istituzioni grondano di indignazione e condanne. Ma tutti costoro non si erano accorti prima di cosa sono e cosa fanno i cosiddetti "Centri Sociali"? Da anni queste associazioni a delinquere praticano e predicano l' illegalità, le occupazioni abusive, l' anarchia, gli assalti alle sedi istituzionali, le intimidazioni a tutti coloro che la pensano diversamente. Senza parlare delle "feste" abusive che fanno nelle loro "sedi" occupate (cioe' edifici altrui di cui si sono appropriati) rovinando la vita alle popolazioni abitano attorno. Ad esempio il sottoscritto scrive dalle vicinanze di Rho, dove uno di questi centri anti-sociali (si chiama "Fornace") sta occupando da anni un edificio di una ditta. Lo hanno addirittura rioccupato dopo lo sgombero della polizia 2 anni fa. Ora ci fanno dentro tutti i loro porci comodi (copresi i soliti festini con musiche assordanti fino alle 5 del mattino). Vendono alcolici, non pagano le tasse, non si sa da dove prendono la corrente elettrica. La zona circostante (stazione compresa) e' periodicamente imbrattata da graffiti, scritte minatorie, manifesti abusivi. Il sottoscritto e' stato presente durante uno dei loro assalti in un pubblico convegno intercomunale lo scorso novembre. Sono entrati con le bandiere e le urla. Sono saliti sul palco degli oratori coi megafioni per fare il loro comizio, tappando la bocca agli oratori (sindaco compreso). E tutti noi presenti, li' a subire le loro angherie. Come a Torino, Ma nessuno ne ha parlato!

Due mesi fa hanno assaltato il consiglio comunale coi fumogeni interrompendolo e vandalizzando anche la sede comunale. E in altre parti d' Italia la situazione non e' diversa. Pensiamo a cosa sono a Milano il "Cantiere", il "Cox", il Leoncavallo, i Transiti, ecc. Tutti gruppi che hanno siti internet dove possono tranquillamente lanciare i loro proclami. Pero' finora di fronte a questa situazione assurda e vergognosa, tutti hanno taciuto ! Tantomeno i vari paldini della "legalita'" che sfilano tutti i giorni nelle piazze con le camicie viola o i libretti rossi, schiumando indignazione, come partiti quale Rifondazione Comunista. Lo stesso Pd (che ora si scandalizza per gli assalti dei centri sociali durante i suoi festival), quando vengono effettuati sgomberi di centri sociali abusivi, protesta contro la polizia. Chiediamo che tutti i partiti, di destra e sinistra, si uniscano (come ai tempi delle BR) per isolare e sconfiggere queste minoranze di prepotenti. dott. Angelo Mandelli www.associazionekatyn.com P. S.- Un paio di mesi fa, prefettura e questura hanno cercato di sgomberare (finalmente) un centro sociale abusivo in zona Ticinese. A fronte di questo evento, ecco le parole espresse allora da Basiglio Rizzo della lista Fo a “Milanotoday”: «Vorrei capire le ragioni di questo sgombero con tale dispiegamento di forze da parte della polizia. Io penso che i giovani siano una risorsa per la nostra città e meritano degli spazi. Se gli spazi non vengono loro dati può anche succedere che se li prendano..». Ed ecco anche ciò che disse un certo Majorino del Pd: "Mi sembra tanto la solita logica degli sgomberi fini a se stessi. Io penso che la soluzione sia quella di cercare di misurarsi col dialogo...».

venerdì 10 settembre 2010

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La migLiOre deL giOrnO

Maramotti su “l’unità”

Se quella è eversione che cosa sono le minacce di un ministro? Secondo copione tutto l'establiscement della oligarchia italiana si è radunata attorno a Raffaele Bonanni, vittima della contestazione di un gruppo di giovani durante la Festa del Pd di Torino per stigmatizzare l'accaduto ed invocare un giro di vite poliziesco. Lo stesso Bonanni, dopo una prima reazione abbastanza contenuta, ha aggiunto benzina al fuoco sostenendo che c'era l'intenzione di fargli del male. La studentessa che ha lanciato il pedardo fumogeno è stata subito individuata, non so ancora se arrestata, e già i giornali sanno che "frequenta" il centro sociale "Askatasuna". Ho visto la scena in tv. La cosa che mi ha maggiormente colpito è stata l'isterica gesticolazione di Enrico Letta, il suo braccio teso minacciosamente verso i giovani, la sua pesante ed irresponsabile affermazione: "Noi e voi non abbiamo niente in comune, voi con noi non c'entrate niente", una sorta di scomunica reiterata diverse volte contro giovani che potrebbero anche sbagliare ma non possono

essere trattati come delinquenti da un dirigente politico di primo piano, dal vicesegretario nazionale del Pd. Letta ha anche redarguito la polizia contestandole di non avere saputo prevenire ed impedire la contestazione. Ha testualmente detto: Ritengo che siano stati compiuti reati gravi e spero che si analizzi fino in fondo per capire cosa è successo". E' un invito a schedare tutti? E se fossero già tutti schedati? Sono mai stati considerati "reati" gravi i lanci dei fumogeni durante le partite di calcio? Si è subito parlato di Centri Sociali. I Centri Sociali sono i Rom della politica italiana. Criminalizzati e scacciati dalle loro sedi, che magari dopo vengono concesse ai Centri Pound, sono classificati come gli anarchici tra gli eversori. L'accusa di terrorismo nei loro confronti è sempre sulla punta della lingua della destra al potere. Sacconi ieri ha evocato appunto il terrorismo nel suo messaggio di solidarietà a Bonanni. Della repressione dei giovani dei centri sociali e degli squatters si sa molto poco perchè il loro isolamento politico è totale: la sinistra italiana si è sempre tenuta a distanza da questa esperienza che nasce dalla emarginazione sociale e continua a pagina 5


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la contestazione a Bonanni alla festa del Pd a Torino segue da pagina 4 che costituisce una risposta comunitaria spesso di grande interesse culturale. Sono rari i politici che frequentano i centri sociali e si occupano dei loro problemi. Spesso questi giovani non votano perchè non si aspettano niente dalla politica e dalle istituzioni democratiche. Si considerano paria, esclusi e alcuni di loro si autoescludono per sfiducia. La contestazione di Torino è germinata dalla anomalia della situazione italiana in cui potenti confederazioni sindacali sono schierate con il padronato e sottoscrivono la sua agenda di spoliazione dei diritti dei lavoratori. In quale Paese del mondo i sindacati anzichè dare miglioramenti ai loro rappresentati ne tolgono? Se mettete in fila tutti gli accordi stipulati dal 1992 a questa parte non c'è ne è uno solo che dia qualcosa ai lavoratori. Venti anni di trattative nelle quali il padronato si è ripreso quello che era stato strappato dalle generazioni precedenti e dalla fase di normalità dell'Italia in cui i sindacati erano espressione dei lavoratori e tutelavano i loro diritti. Ma questi sindacati, la Cisl e l'Uil in particolare, anche nel rapporto con il Governo e con il Parlamento si distinguono per una inquietante riforma del diritto del lavoro. In Parlamento giace il cosiddetto "collegato lavoro" che attacca l'art.18 . La legge Biagi che ha rovinato sei milioni di giovani precarizzandoli a vita ed è stata scritta dallo stesso Raffaele Bonanni che si vanta di esserne coautore assieme a Sacconi. Bonanni attacca la Fiom, unica resistenza attiva contro questo piano di destabilizzazione sociale del padronato e la ingiuria come estremista e fondamentalista. Bonanni si schiera con la Marcegaglia e conduce con questa le danze verso una totale deregulation del lavoro. L'Italia viene riportata a prima della nascita del movimento operaio e del sindacato. L'obiettivo è renderla appetibile come la Tunisia e spostare

un’ altra consistente fetta di Pil dal monte salari ai profitti ed alle rendite. Lo scandalo italiano non è nel pedardo della studentessa ma nello straripante potere della destra. E' anomalo che un sindacato non difenda i lavoratori ma sottoscrive accordi con il padronato che li danneggiano. E' anomalo un grande partito di opposizione che è anche partito della Confindustria e si contende i favori di questa con il partito al governo. E' anomalo un Paese in cui il ministro alle Riforme e capo della Lega minaccia di sfiduciare il governo di cui fa parte e di organizzare una marcia su Roma di diecimilioni (sic) di padani. L'eversione non è rappresentata dalla studentessa e dai cartelloni diligentemente preparati dai giovani contestatori? L'eversione è nel sovversivismo delle classi dirigenti (per ripetere una frase notissima di Gramsci) e nella anomalia della opposizione che non rappresenta un blocco sociale diverso da quello che appoggia il governo. Venti milioni di lavoratori italiani non hanno rappresentanza politica in Parlamento. L'estremismo nasce dal vuoto lasciato dalla sinistra che diventa destra. Pietro Ancona già membro dell'esecutivo della Cgil e consigliere del CNEL

Bonanni per l’incivile contestazione subita alla Festa Nazionale del Pd a Torino. Si tratta di un gesto inaccettabile per un partito che si definisce democratico anche se compiuto da facinorosi che non rappresentano il partito in cui milito perchè altrimenti non sarebbe più il mio partito. L’attacco alla Cisl nella persona del suo segretario è di particolare gravità anche per il delicato momento che il Paese sta vivendo, stretto com’è nella morsa della crisi economica che tanti lavoratori stanno pagando sulla loro pelle e che manifesta segni di grave difficoltà anche nel nostro territorio. Una deriva pericolosa che richiama alla memoria gli anni bui che sfociarono nella violenza politica. Pertanto, nel rinnovarti i miei sentimenti di solidarietà, che ti prego di estendere al segretario Bonanni, ti assicuro il mio sostegno nel respingere con forza tutte quelle manifestazioni antidemocratiche e potenzialmente autoritarie di cui la nostra Italia non ha affatto bisogno». emanuela Baio senatrice del Pd

La mia solidarietà al segretario della Cisl

Tutte le volte che attraversiamo un periodo come quello attuale di “crisi” economica, storica, morale, sociale leggo interventi fotocopia di sociologi, storici, filosofi, economisti, teologi che spiegano, con perfetta analisi etimologica e filologica, che la parola “crisi” non va letta come decadenza ma come rinnovamento, rinascita. Forse sarà perché la lingua evolve e le parole assumono, col tempo, significati che ne scarnificano quello iniziale, ma in giro vedo molta decadenza, poca rinascita, nessun rinnovamento. Antonio Geretto tto2@libero.it

Ho inviato al segretario della Cisl di Monza e Brianza, Marco Viganò, dopo i gravi fatti contro il segretario Bonanni, questa lettera, che chiedo sia pubblicata: «Caro Marco, desidero esprimere attraverso di te la mia solidarietà alla Cisl e al segretario Raffaele

la parola “crisi Decadenza o rinascita?

Guardia di Finanza Amianto e altri scandali Non si è ancora spenta l’eco dei due sottufficiali della Guardia di Finanza indagati per corruzione a Vicenza lo scorso agosto che oggi si apprende di un nuovo caso di presunta concussione a Trieste. E purtroppo, nel Triveneto, è dagli anni Novanta che si verificano continui casi di corruzione e concussione nel corpo della Guardia di Finanza, dai più eclatanti della Tangentopoli del Veneto, che videro coinvolti gli alti ufficiali del Corpo Petrassi e Guaragna, ai meno importanti ma pur sempre significativi episodi che toccarono finanzieri in servizio al Nucleo di Polizia Tributaria di Trieste e dell’allora 19^ Legione (ora denominato Comando Provinciale). Sarebbe proprio il caso di ripescare la celeberrima frase di Tito Livio «Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur» per rimarcare che se da un lato ci sono stati, in questi ultimi anni, numerosi finanzieri che hanno chiesto a viva voce di percepire i diritti previsti dalla Legge 257/1992 (più comunemente conosciuta come benefici a favore degli esposti all’amianto) vedendoseli sistematicamente negare nonostante siano stati iscritti nel Registro Regionale degli esposti, dall’altro lato continuano a verificarsi saltuariamente episodi di presunta corruzione o concussione... lorenzo lorusso presidente del Movimento dei Finanzieri Democratici ilmovimentofd@yahoo.it. Lettera trasmessaci da Fedele Boffoli Trieste


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notte rosa Rubrica ideata e realizzata da Carmine Castoro

Stefano orlandi

Foto e miss il glamour ora sbarca su Internet Velate, seminude, in pose inequivocabili, prorompenti, formosissime, più magre, sportive, supersexy, con abbigliamento fetish, lingerie trasparenti, perizoma che “spariscono” fra curve pericolosissime, col dito in bocca, sorridenti, di impronta mediterranea o esotica, nordica o un po’ “a stelle e strisce”, con minijeans, pellicciotti, minigonne, con la mano che scivola davanti, con una cravatta maschile su addominali scolpiti o drappi di raso rosso dall’ombelico in giù, davanti a uno specchio o in mezzo a una fitta vegetazione, mollemente adagiate su un arenile, o su un “banale” letto matrimoniale, con i capelli rosso ciliegia, la pelle di ebano, scultoree, languide, rigogliose, ma sempre e comunque belle in modo devastante per l’immaginario maschile… Ce n’è davvero per tutti i gusti su Internet a livello di fotografia applicata alla moda; un cofanetto umano che delizia l’occhio, una sorta di “bamboloteca” virtuale dove tante ragazze si esibiscono muovendo i primi passi

nel mondo della bellezza per quello che sembra essere un vero e proprio trend emergente: basta coi calendari cartacei, basta con gli allegati ai magazine nazionali, basta con i mesi da sfogliare fra saldatori e martelli di un’officina, o fra cassetti e schedari di un ufficio con la bellona di turno tutta serpentata che ammicca da un foglio di carta patinata. Oggi serve una linea telefonica, un pc, la capacità di navigare sui siti giusti e…pam, stanno lì, le modelle inarrivabili, con le loro sinuosità da sballo, occhieggiano, si propongono mute, ma più che parlanti, con quello che la natura gli ha donato e il bisturi magari ha corretto, provocando ipersalivazione e tachicardie al solo sfogliare quello che sembra essere proprio un catalogo elettronico che mai finirà in edicola. Ne sa qualcosa di queste vetrine da web Stefano Orlandi, foto-

grafo e gestore di due siti (www.blackstyle.it e www.calendariomodelle.org) che, da anni e da svariate decine di migliaia di contatti, propone profili di ragazze, aspiranti top model, che da tutte le parti d’Italia inviano i loro scatti più “succulenti” ma sempre all’insegna del buon gusto per apparire e farsi notare a portata di clic. A costo zero: uno strumento di lavoro utilissimo per tutti. Per il fotografo che coltiva la sua passione, per le “miss” che hanno un book online consultabile da tutti, per gli operatori del settore che possono scegliere e fare offerte di lavoro. Vedansi i casi di Giovanna Rigato ex Grande Fratello 2007 e di Eva Collini, ex Schedina per la Ventura, entrambe immortalate dalla Fuji FinePix s7000 di Stefano prima della loro popolarità in tv. “I siti li ho creati per le ragazze nuove, per promuoversi in questo ambiente, fare i primi passi

nel mondo dello spettacolo, e sta riscuotendo molto successo”, sottolinea il “toscanaccio” Stefano che sta già lavorando ai prossimi calendari dedicati alle sue Lolite 2010. “Non sono solo teenager –sottolinea-, sono acqua e sapone e quindi più facili da fotografare delle professioniste, spontanee, vere, senza atteggiamenti precostituiti o posture costruite, hanno molta voglia di fare e tanta inesperienza, e questo, spesso, le rende inaffidabili e poco coerenti con i dati e le aspirazioni che dichiarano sul sito. Ma io do possibilità a tutte di avere una scheda personale sui miei siti senza chiedere inutilmente soldi per composit e servizi come fanno tante agenzie che non mantengono quasi mai le promesse che fanno”. “E’ vero – sottolinea Fabiola, una vera “peperina” di Varese, una cascata di capelli ricci, occhi verdi impertinenti, frizzante e simpatica protagonista dei calendari di Stefano 2008 -, anche io ho avuto esperienze poco rassicuranti con manager continua a pagina 7


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notte rosa segue da pagina 6 del settore che spillano solo soldi senza creare veri sbocchi di lavoro. Ma l’importante è non scoraggiarsi, andare avanti, insistere, dare molto di sé attraverso l’immagine e crearsi tutti i supporti giusti per una futura carriera”. E se Fabiola studia Lingue proiettandosi già nei suoi viaggi intercontinentali, da uno showroom parigino a una collezione primavera-estate in America, Cristina, romena, 24 anni appena compiuti, sensuale e dalle linee fisiche armoniosissime, una vera bomba sexy in erba dimostra anche pragmatismo: “Il mondo della moda mi stuzzica perché quando ero al liceo ho fatto un concorso di miss e l’ho vinto e ha iniziato a piacermi, anche se i miei genitori non erano d’accordo. Quando mi sono trasferita in Italia con mio fratello, una mia amica mi ha presentato un fotografo e ho cominciato a seguire i miei sogni, i miei desideri. Faccio ancora cose piccole ma che mi danno soddisfazione, e già ho ottenuto il risultato di far parlare di me, in Romania, giornali molto importanti. Sarebbe bello riuscire a costruire una carriera gratificante in questo campo, ma se uno lo fa solo per sogno non dura una vita, e per questo mi sto impegnando molto anche all’università”. Dunque il fashion system come attività collaterale, immagine, intrattenimento, utopia delle grandi passerelle, dei sarti parigini magari, ma anche un sentiero pieno di trappole e difficoltà per chi vuole davvero affrontarlo come il lavoro primario. “Sono tanti anni che faccio la modella, da quando avevo 17 anni, giovanissima quindi, e ho conosciuto i lati più oscuri della moda, dello spettacolo: allettante, divertente, frizzante ma pronto a nascondere tranelli e pericoli per una modella giovane e bella che deve essere intelligente, saper usare la testa, sempre lucida nel capire chi ha davanti. In questo settore ci sono uomini che ti illudono

dicendo che sei la più bella e che puoi farcela chiedendoti in cambio, però, un certo dazio –sottolinea la fascinosa milanese Claudia-. Sapersi difendere da provocazioni e

compromessi, e da autentiche piaghe sociali come droga, prostituzione e anoressia se si vuole

le dive di Bruno oliviero

E' stato proprio Bruno Oliviero ad immortalare per la prima volta la bellezza di Ornella Muti, Vittoria Belvedere, ma anche quella di Anna Falchi, Edwige Fenech, Isabella Ferrari, Agostina Belli, Simona Ventura, Corinne Clery, Licia Coló, Barbara Chiappini, Serena Grandi, fino alle dive del momento come le "letterine" Federica Villani e Alessia Ventura, e poi Luciana Francioli, la valletta apparsa accanto ad Alberto Castagna in "Stranamore" e Moran Atias co-conduttrice con Carlo Conti. Senza dimenticare le grandi indimenticabili star del cinema come Sofia Loren, Charlotte Rampling, Claudia Cardinale, Monica Vitti, o regine della passerella come Naomi Campbell ed Eva Herzigova. In loro il "fotografo delle dive", protagonista sui set cinematografici in giro per il mondo dagli anni ‘60, ha colto quel "quid", quel misterioso elemento che rappresenta la qualità fondamentale per raggiungere il successo. Negli ultimi anni, l’artista Oliviero ha messo a disposizione la sua esperienza di talent-scout dello zoom per valorizzare fascino e sex appeal di tante “new-entry” del mondo della celluloide e del fashion-system, lavorando prevalentemente per rotocalchi rosa e riviste di gossip, e inaugurando una speciale iniziativa di calendari on line di starlette molto attraenti. Fra le donne che hanno seminato gioia e seduzione nel corso degli ultimi anni, Camilla Ferranti, Samoa, Shakyra, Radka Vavrova, Symba, per non dire di intere collezioni molto glamour dai nomi accattivanti: Le Peccatrici, Sexy Stars, Le Moschettiere della Bellezza, Beauty Models. L’operazione per catturarle sul nostro pc è molto semplice e così si possono ammirare comodamente gli scatti più “pinky” delle singole miss. E il web si tinge di rosa… c.cast.

arrivare ad essere top: questa è la strada molto dura e difficile che deve affrontare una ragazza se utilizza le sue armi senza compromessi. A qualsiasi tipo di successo si può arrivare, dico sempre io. Rigettando il ricatto, e scegliendo di fare sesso con chi mi pare, per piacere o sentimento, anche con uno sconosciuto, ma senza scendere a trattativa con nessuno. Siamo in una società dove se non sei nessuno non sei considerato, ma non bisogna modificare la propria personalità, soprattutto per farsi sempre rispettare da chi ti sta vicino, ti vuole bene e crede in te”. Sfilate per moda, intimo e gioielli, spot televisivi, campagne pubblicitarie per grossi marchi, riviste che hanno parlato di lei: un già ricco curriculum per la quasi trentenne Claudia ammirabile in gallery mozzafiato super cliccate sui più grandi motori di ricerca, e anche lei un talento scoperto e valorizzato da Stefano Orlandi. Le fa eco Chiara, 19 anni, sarda, studentessa a Perugia di Scienze Motorie: “Vivo il calendario online come un gioco, non è né un punto di partenza né di arrivo, perché in realtà il mio sogno è la danza, fare la ballerina. Ad Amici di Maria de Filippi? Perché no…”. Il sogno di Stefano, invece, è l’impegno quotidiano che profonde nel suo lavoro di fotografo per ottenere scatti sempre più gratificanti ed espandere le attività commerciali che nascono sempre da quelle di tipo estetico. “Sto portando avanti adesso un marchio moda di t-shirt – sottolinea Orlandi -, ‘Kiss The Prince’ per il quale cerchiamo testimonial che possono farsi avanti sulle info del mio sito, e fra poche settimane, come ogni anno, il calendario con le più belle della mia scuderia di giovani modelle”. Foto e cv delle modelle a selezionenotterosa@gmail.com


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Mostra del Cinema di Venezia

Il film di Saverio Costanzo tratto dal romanzo di Paolo Giordano

“Numeri primi” da horror

La storia di Alice e Mattia, uniti e divisi nello stesso tempo, segnati nel corpo dai traumi subiti nell'infanzia, è diventata un horror nel film di Saverio Costanzo 'La solitudine dei numeri primi' dall'omonimo romanzo bestseller con cui l'esordiente Paolo Giordano vinse il Premio Strega nel 2008. "C'é un enorme dolore nel romanzo e l'unico modo per rappresentarlo è l'horror che permette di sdrammatizzare, di rendere accessibile la sofferenza. Il vero horror è ironico" dice

Saverio Costanzo del film con Alba Rohrwacher e Luca Marinelli, ultimo degli italiani in Concorso a Venezia 67 e da oggi nelle sale, distribuito in 380 copie da Medusa. Nel cast anche Isabella Rossellini e Filippo Timi. L'accoglienza alla Mostra del Cinema e la grande attesa per l'uscita del film hanno un po' provato il regista che arriva a citare Luchino Visconti. "Ma cosa vi aspettavate - dice rivolto ai giornalisti -. Vi aspettavate il Gattopardo? Non ho fatto altro in questi

giorni che leggere della trepida attesa per questo film, bisogna stare attenti agli aggettivi". Poi cita John Carpenter, Ingmar Bergman, Michelangelo Antonioni e "l'horror anni '80 con cui sono cresciuto'' come punti di riferimento e spiega che l'esplorazione di generi è per lui un modo per vincere un po' la noia. "Ho dei limiti che voglio superare con il mestiere che faccio. La paura più grande é scoprirmi invisibile". E dice che le definizioni che gli sono piaciute di più del suo film sono anche "thriller soprannaturale, come ne ha parlato il direttore della Mostra, e horror di sentimento". Timido e delicato Paolo Giordano, che è diventato un autore bestseller a 26 anni con il suo romanzo d'esordio diventato oggi il film, di cui firma con Costanzo la sceneggiatura, ci tiene a dire che 'tutti pensano che uno scrittore debba cosceneggiare il suo libro per difenderlo. Non e' così. Il processo di separazione da 'La solitudine dei numeri primi' è iniziato quando ho scelto di cedere i diritti. Non ho ansia di possesso in questo senso. Se uno è attaccato a quello che ha prodotto non dovrebbe permettere che qualcuno ci lavori. Questo è stato subito chiaro tra me e Saverio". E poi, "rivedendo il film da spettatore ho ritrovato il senso anch'io. E' stata la prima volta che mi sono commosso di cose che mi doveva-

venerdì 10 settembre 2010

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no commuovere prima". Alice (Alba Rohrwacher), rimasta zoppa dopo una rischiosa caduta su una pista da sci che il padre l'ha costretta a scen(Luca Mattia e dere, Marinelli), che non si perdona il suicidio della sorella gemella con disagi mentali, che ha abbandonato su panchina una durante una festa: con queste immagini forti si apre il romanzo mentre nel film "dovevamo spostare la domanda non su cosa accade ma perché. Dovevamo creare piani di lettura incrociati" dice il regista. 'Queste immagini sono un archetipo del dolore originario, delle ferite da cui cerchiamo di emanciparci e questo mi e' sembrato miracoloso nel libro di Giordano" spiega Costanzo che ha scoperto lo scrittore quando stava diventando famoso. Inoltre, "lavorare su una piccola etica del corpo era la cosa che mi interessava di più e mi sembra che il tema del corpo oggi sia il filo conduttore di questa Mostra del cinema". Alba Rohrwacher dimagrita come un grissino è entrata perfettamente nei tormenti di Alice: "é la prima volta che sono arrivata a un personaggio partendo da un lavoro drastico sul corpo. Così é stato più facile capire chi fossero i personaggi dentro". Per Giordano è chiaro "il libro funziona per sottrazione di immagini e questo è impossibile al cinema. Il punto di partenza é stata la consapevolezza di questa difficoltà. Il libro resta sempre sul filo, il film non se lo può permettere". La musica, con brani da Morricone mi ha aiutato a "storicizzare" e "non abbiamo mai avuto la pretesa di essere realistici. Ho voluto lavorare sull'immaginario". (Ansa) FoTo. in alto (accanto al titolo) : Paolo Giordano, autore del romazo, e (a destra) il regista Saverio Costanzo. Sotto al titolo una scena del film con Alba rohrwacher e luca Marinelli


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MiNicRiticHE dEi FiLM cHE PotREtE vEdERE NELLE sALE E NELLE ARENE congrega dei Parabolani ad uccidere la scienziata, non è molto piaciuto, ma secondo il regista quello che si vede nel film è solo il 30 per cento del male che ha fatto l'alto prelato.

Affetti & dispetti (La nana) Regia: sebastiàn silva con catalina saavedra, claudia celedòn. La storia di una donna di bassa statura? Niente di tutto questo. La nana è una sorta di "tata" italiana, la colf che vive con la famiglia, occupandosi sia della casa che dei bambini. Qui magistralmente interpretata da una bravissima e sconosciutissima attrice cilena (Catalina Saavedra, non a caso premiata al Sundance ed a Torino), che praticamente da sola sostiene tutto il film, riuscendo a mettere tutti in ombra. La pellicola ha un impianto molto teatrale, si svolge all'interno delle varie stanze della villetta di una famiglia benestante. I dialoghi sono pochi ed il tutto trapela e si intuisce dalle espressioni di questa cameriera, introversa, scorbutica e dallo sguardo triste. Un volto spesso in primo piano che riesce a spiegare meglio di mille parole stati d'animo ed emozioni. Vale la pena darci un'occhiata solo per vederla all'opera.

Amante (L') inglese Regia: catherine corsini con Kristin scott thomas, sergi Lopez Epopea tutta al femminile dove protagonista è una donna che lotta per affermare la propria autodeterminazione. Suzanne vive in una bella villa nel sud della Francia con un marito e due figli adolescenti. Una esistenza borghese e piena di noia spezzata dall'incontro con Ivan, rude operaio spagnolo con qualche errore alle spalle, che un giorno arriva per ristrutturare lo studio dell'abitazione. Un'avventura che si trasforma presto in passione travolgente e vero amore. Il marito, noto medico della zona molto attento alle apparenze ed in procinto di lanciarsi nella carriera politica, più che altro ferito dall'essere stato scaricato per un semplice operaio, cer-

Alice in Wonderland

Mia Wasikowska in “Alice in Wonderland” cherà in tutti i modi di contrastare la liaison, ricorrendo anche a biechi ricatti. Finale catartico.

A serious man Regia: Joel & Ethan coen con Michael stuhlbarg Il film è ambientato nel 1967 in una comunità ebraica di una non bene identificata cittadina del Mid West. Larry Gopnik è un docente universitario e cerca di vivere secondo le regole della collettività. Tenta di fare del suo meglio nonostante abbia il figlio che fuma erba, la figlia che vuole rifarsi il naso, la moglie lo lascia per un altro uomo e tanta sfiga lo perseguita. Il tutto condito da un tagliente umorismo yiddish. Gli stessi Coen, intervenuti al festival del cinema di Roma, hanno ammesso di aver attinto a piene mani, nello scrivere la sceneggiatura, dai ricordi della loro infanzia. Grande prova dell'attore protagonista, Michael Stuhlbarg, in Italia del tutto sconosciuto del quale però si intuisce l'enorme capacità interpretativa per cui è noto nell'universo teatrale Usa.

A single man Regia: tom Ford con colin Firth e Julianne Moore Patinato e forse stilisticamente troppo perfetto (poteva essere diversamente?), ma con un grande Colin Firth nei

panni di un professore universitario che non riesce a dare un senso alla vita dopo la morte del suo compagno per un incidente stradale. Discreto esordio alla regia per il celebre stilista texano che è riuscito a fare un film con parecchie imperfezioni, eppure coinvolgente ed emozionante. Libero adattamento del romanzo di Christopher Isherwood "Un uomo solo", è un racconto sull'amore interrotto, sull'isolamento della condizione umana e l'importanza dei momenti apparentemente insignificanti della vita.

Agora Regia: Alejandro Amenàbar con Rachel Weisz, Max Minghella Non è un film contro il cristianesimo ma contro tutti i fond a m e n t a l i s m i . Sostanzialmente è questa la chiave di lettura. Un concetto però non condiviso dalle alte gerarchie della Chiesa che, secondo la casa di distribuzione, dopo una proiezione riservata ha avuto reazioni stizzite di dissenso sul taglio dato alla pellicola. La vera storia della filosofa greca Ipazia uccisa e fatta a pezzi dagli integralisti cristiani nel 391 dopo Cristo ad Alessandria d'Egitto, ha faticato non poco ad uscire in Italia, suscitando, come era prevedibile, parecchie polemiche. Il ruolo del vescovo Cirillo, che avrebbe istigato la

Regia: tim Burton con Mia depp, Johnny Anne Wasikowska, Hathaway. Spettacolare ed emozionante Burton. Ancora una volta non delude, regalandoci una inedita Alice, indipendente, moderna ed ormai ventenne. Non più la bambina del Paese delle Meraviglie, ma una donna che intraprende un nel viaggio nuovo Sottomondo per conoscere il suo futuro, che non sarà quello di sposare il viscido e stupido Lord Hamish. Il suo destino è diventare una donna d'affari. Johnny Depp sempre all'altezza dei personaggi che interpreta, anche in questo caso bizzarro e divertente al punto giusto nei panni del Cappellaio Matto. Strepitosa Helena Bonham Carter (dolce metà del regista), la tirannica "capocciona" monarca Iracondia, dal carattere irascibile ed una certa propensione a tagliare la testa dei suoi nemici, che poi lascia soavemente galleggiare nel fossato che circonda il castello.

Avatar Regia: James cameron con Worthington, sam sigourney Weaver Cosa dire di più di quanto non si sia già sproloquiato su questo film. Gli effetti sono davvero speciali (l'animazione è splendida, in particolare le figure dei Na'vi e l'ambientazione di Pandora), la storia però, per quanto politicamente corretta, è un po' banalotta. I buoni, i cattivi, l'amore, il lieto fine, con tanto di pistolotto moralistico. Il cattivo è così cattivo da sembrare una caricatura. Già dalle prime scene si capisce al volo dove andrà a parare e soprattutto come


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MiNicRiticHE dEi FiLM cHE PotREtE vEdERE NELLE sALE E NELLE ARENE uomini daranno inizio ad una relazione segreta, ma la loro passione proibita dovrà scontare la punizione del gruppo di estrema destra. Tuttavia l'amore e l'attrazione sessuale è così forte che, pur dovendo infrangere ogni regola, Lars e Jimmy non riusciranno a mettere fine alla relazione. Attori all'altezza di uno script non facile ed alquanto complesso da interpretare. Da non perdere. Marc'Aurelio d'Oro al Festival di Roma.

finirà. E poi sembra un lungo déjà-vu. A tratti viene in mente "Balla coi lupi", "The Fountain" di Aronofskye (ma l'albero della vita non è simile?), "Soldato blu", "Il signore degli anelli", "Apocalypse Now" e chi più ha più ne metta. Un consiglio: provate a vederlo anche nella versione normale, senza gli occhialini, nei cinema che non hanno il 3D. I colori sono molto più vivaci.

Baciami ancora Regia: Gabriele Muccino con stefano Accorsi, vittoria Puccini, Pierfrancesco Favino, claudio santamaria, Giorgio Pasotti, Marco cocci, sabrina impacciatore. Muccino in grande forma. La trasferta americana gli ha fatto bene, lo ha galvanizzato ed arricchito e con la macchina da presa fa faville. Corre letteralmente dietro agli attori, non li molla un istante nel tentativo di estrapolare emozioni e sentimenti. Dopo i trentenni racconta gioie e dolori della generazione dei quaranta. Il ritorno alle radici ma anche la voglia di rimettersi in gioco, l'amore per l'altra persona e quello per i figli. Un gruppo di amici impegnati in una estenuante ricerca della felicità. Forse una costruzione un po' troppo adrenalitica ed affannata (in 2 ore e19 di durata), ma decisamente efficace nel delineare i personaggi. La new entry Vittoria Puccini non fa rimpiangere Giovanna Mezzogiorno.

Bangkok dangerous Regia: oxide e danny Pang con Nicolas cage e charlie Young Remake dell'omonima pellicola del '99 dei fratelli di Hong Kong, già noti per "The eye", che rifanno se stessi. Come spesso avviene, la star indigena viene rimpiazzata da quella a stelle e strisce. In questo caso Nicolas Cage,

cado dalle nubi

Giovanna Mezzogiorno, Rocco Papaleo, Paolo Briguglia, Alessando Gassman e Max Gazzè in una scena di “Basilicata coast to coast” che oltre al ruolo di interprete principale (spietato killer che si innamora di una ragazza sordomuta) si è anche ritagliato quello da produttore. Action movie a tinte noir (con velleità da thriller psicologico) che però non convince per niente. Regia svogliata ma anche una performance non certo eccellente del protagonista che si ostina a porsi con la stessa smorfia stampata sul volto, nel tentativo di esternare disagio ed inquietudine.

dietro alla macchina da presa per l'attore Rocco Papaleo, fino ad ora quasi esclusivamente relegato nei panni del caratterista, che con questa strampalata pellicola tenta di raccontare risorse e potenzialità della sua terra. Cinque amici, una piccola band di provincia per non rinunciare ai propri sogni. Cast credibile ed a proprio agio nelle singole interpretazioni, anche per un cantante come Gazzè alla sua prima prova cinematografica.

Brotherhood Basilicata coast to (Fratellanza) coast Regia: Nicolo donato Regia: Rocco Papaleo con Alessandro Gassman, Paolo Briguglia, Max Gazzè, Rocco Papaleo, Giovanna Mezzogiorno Easy Rider in salsa lucana. Dal Tirreno allo Ionio a piedi per dieci giorni, attraversando una delle regioni più belle e suggestive del nostro Sud d'Italia. Divertente e surreale road movie musicale che vede protagonisti cinque personaggi in cerca delle proprie identità. Interessante esordio

con thure Lindhardt, david dencik Una delle pellicole più interessanti in circolazione quest'estate. La storia di un amore pericoloso ma soprattutto la ricerca della propria identità. Deluso da un mancato avanzamento di carriera, Lars decide di lasciare l'esercito. Più per noia che per convinzione decide di aderire ad un movimento neo-nazista dove conosce Jimmy. I due

Regia: Gennaro Nunziante con dino Abbrescia, Fabio troiano e Giulia Michelini Ignorante, cafone, scorretto, razzista, non azzecca un congiuntivo, però sfonda nel mondo della tv. Il trionfo della mediocrità. La fotografia esatta dell'Italia di oggi, quella che ci propina tutti i giorni il piccolo schermo. E lui, Checco Zalone, il comico di Zelig, ci sguazza. La sua parodia è esilarante. Un esordio felice per il comico tv, rispetto a tanti colleghi che hanno tentato la stessa strada con risultati davvero deludenti. Riesce a fare un film corale dove anche i personaggi di contorno danno il loro significativo contributo, evitando che la storia sia solo una lunga sfilza di gag. Prende in giro tutti, con ingenuità usa un linguaggio scorretto ed assurdo. Fa la pipì nella sacra ampolla di acqua del Po e scambia Alberto da Giussano per un Power Ranger.

che fine ha fatto osama Bin Laden? documentario di Morgan spurlock Dopo "Super Size Me", il regista, autore, produttore ed attore del cinema indipendente americano mette mano ad un'altra provocatoria impresa: scovare Bin Laden e soprattutto capire se c'è qualcuno che ha mai provato veramente a cercarlo. Sopra a tutti, Cia ed FBI. Inizia a New York


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MiNicRiticHE dEi FiLM cHE PotREtE vEdERE NELLE sALE E NELLE ARENE e fa il giro del mondo. Attraversa Egitto, Marocco, Israele, Palestina, Arabia Saudita, Afghanistan fino alle regioni tribali del Pakistan. Lungo il percorso interroga esperti ed imam, accademici e terroristi. In Europa visita i ghetti delle grandi città dove gli immigrati aspirano alla guerra santa. Irriverente, divertente e parecchio documentato il film paradossalmente sviluppa una profonda comprensione dei conflitti che turbano il mondo, con parecchi spunti di riflessione.

Pierfrancesco Favino e Alba Rohrwacher in “cosa voglio di più”

che fine hanno fatto i Morgan? Regia: Marc Lawrence con Hugh Grant, sarah Jessica Parker Veramente il sottotitolo potrebbe essere: che fine ha fatto Hugh Grant? Il ragazzo, ormai cinquantenne per la verità, non sembra più quello di "Quattro matrimoni e un funerale" oppure "Notting Hill". Film noioso e non riuscito nonostante lo sforzo produttivo di mettere insieme due star del cinema inglese ed americano. L'idea di catapultare in piena campagna una coppia di cittadini doc che non riesce a staccarsi dal BlackBerry, per andare a vivere nel Wyoming (accanto a cavalli, orsi e rudi cow-boy con tanto di pistola nella fondina), poteva anche funzionare. In questo caso però non fa neanche tanto ridere. Sceneggiatura debole e recitazione altrettanto sciatta.

city island Regia: Raymond de Felitta con Andy Garcia, Alan Arkin, Julianna Margulies Da tempo non vedevamo una sceneggiatura così curata e ben scritta. Risultato, una spassosissima commedia con una storia che gira intorno al classico gioco delle verità nascoste, ambientata in uno dei quartieri meno noti di New York. Protagonista, un inedito ed istrionico Andy

Garcia, nei panni della guardia carceraria con il pallino della recitazione (la scena del suo primo provino vale tutto il film), con parecchi scheletri nell'armadio, come del resto hanno tutti gli altri componenti della famiglia. Ottimo cast di attori, diretto con impegno da un regista che arriva dal cinema indipendente i cui film fanno spesso il giro dei festival più prestigiosi e che ha anche recentemente affermato di ispirarsi al nostro Pietro Germi. Cosa volere di più?

chloe Regia: Atom Egoyan con Julianne Moore, Liam Neeson Apparentemente un thriller, ma molto più intenso nella sua struttura e complessità. E' anche una storia d'amore, di suspance ed ipotetici tradimenti. Viaggio, con qualche perversione, in un tranquillo ma fragile ménage coniugale. Catherine, stimata ginecologa della middle class, sta organizzando una festa a sorpresa per il compleanno del marito David, professore di musica. La stessa sera l'uomo perde però il volo da New York per tornare a casa e la moglie comincia a nutrire qualche sospetto, soprattutto dopo aver scoperto nel suo cellulare un ambiguo sms di una delle sue allieve. Una sera a cena fuori con amici, Catherine incontra per caso

Chloe, giovane e bellissima escort di lusso. Per liberarsi dell'ossessione decide di ingaggiarla per testare la fedeltà del marito. Resterà invischiata invece in un gioco pericoloso che la condurrà ad un rapporto lesbo.

christmas (A) carol Regia: Robert Zemeckis con i volti di Jim carrey, Gary oldman e colin Firth Onestamente un po' troppo lugubre e poco adatto a bimbi molto piccoli per essere definito un film di Natale destinato alle famiglie. Inizia con un morto disteso dentro una bara con due monete sugli occhi, per poi proseguire con una serie di fantasmi che fanno visita al vecchio avaro Scrooge nella sua casa oscura e sinistra. Tuttavia l'adattamento cinematografico della celebre fiaba di Charles Dickens è un piccolo capolavoro, soprattutto di tecnica. Realizzato con il sistema motion capture (quello utilizzato per The Polar Express), ossia cattura delle espressioni degli attori (celebri!) riportate digitalmente sul grande schermo sotto forma di animazione, riesce a dare una profondità ed una nitidezza alle immagini da sembrare un film su pellicola.

city island Regia: Raymond de Felitta

con Andy Garcia, Alan Arkin, Julianna Margulies Era da tempo che non vedevamo una sceneggiatura così curata e ben scritta. Risultato, una spassosissima commedia con una storia che gira intorno al classico gioco delle verità nascoste, ambientata in uno dei quartieri meno noti di New York. Protagonista, un inedito ed istrionico Andy Garcia, nei panni della guardia carceraria con il pallino della recitazione (la scena del suo primo provino vale tutto il film), con parecchi scheletri nell'armadio, come del resto hanno tutti gli altri componenti della famiglia. Ottimo cast di attori, diretto con impegno da un regista che arriva dal cinema indipendente i cui film fanno spesso il giro dei festival più prestigiosi e che ha anche recentemente affermato di ispirarsi al nostro Pietro Germi. Cosa volere di più?

colpo di fulmine - il mago della truffa Regia: John Requa e Glenn Ficarra con Jim carrey, Ewan McGregor Certo, la storia nella fase di scrittura della sceneggiatura è stata parecchio romanzata ma sembra che tutti gli eventi descritti siano realmente accaduti. Basta questo per rendere il film apprezzabile di una certa attenzione, perché se fosse vero solo un terzo di


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MiNicRiticHE dEi FiLM cHE PotREtE vEdERE NELLE sALE E NELLE ARENE glioso e cronologico. Non manca neanche la satira, con l'imitazione del premier. Una ricostruzione certosina di quello che è accaduto in Abruzzo ma anche al G8, a Napoli con la questione dei rifiuti e quant'altro. Da vedere.

quello narrato è davvero incredibile come un uomo possa arrivare a fare tanto nel corso di una vita. A parte questo, l'interpretazione di Carrey è un po' troppo fumettistica e gli eventi si susseguono con un certa confusione. Un morigerato agente di polizia, sposato con prole, che suona l'organo in chiesa, dopo un incidente stradale decide di cambiare vita. Si dichiara gay, inizia a vivere una esistenza stravagante fatta di truffe ed imbrogli che lo porta dritto in prigione dove incontra Phillip Morris, l'amore della sua vita. Per lui tenterà, con successo, un colpo impossibile dietro l'altro.

cosa voglio di più Regia: silvio soldini con Pierfrancesco Favino, Alba Rohrwacher, Giuseppe Battiston Il ricordo di "Pane e tulipani" è ormai lontano, tanto da non sembrare un film di Soldini. Manca la poesia e quel tocco surreale che caratterizza il suo cinema, anche nell'affrontare temi vicini all'attualità. "Per la prima volta è stato un episodio di vita reale a far scattare in me l'idea di questo film" ha affermato. L'intento, quello di raccontare una storia d'amore in tempi di crisi, recessione e precariato, ma è come se mancasse di personalità. Ecco, forse ha un po' spiazzato il suo pubblico cercando di fare altro da quello realizzato fino ad ora, per questo il film non convince fino in fondo. Per il resto la bravura del regista milanese dietro alla macchina da presa è indiscutibile come quella nel dirigere gli attori, soprattutto nelle famose scene di sesso che sono sicuramente le più difficili.

crazy Heart Regia: scott cooper con Jeff Bridges, Maggie Gyllenhaal, colin Farrell, Robert duvall Non sarà il Drugo del Grande

due vite per caso

sabina Guzzanti che assume le sembranze di silvio Berlusconi in “draquila”, di cui è lei stessa regista Lebowski, ma anche qui il grande Jeff Bridges riesce ancora a dare il meglio di sé per un film, low-budget, che gira interamente intorno alla sua figura. Intreccio narrativo forse scontato e prevedibile che però l'attore, con ammiccamenti e grande capacità interpretativa, riesce a rendere interessante ed accattivante. Invecchiato, appesantito, alcolizzato ed in fase discendente, Bad Blake è una vecchia gloria del country che ora deve accontentarsi di qualche isolato locale della sconfinata provincia americana ed alloggiare in alberghi di quarta categoria. Il casuale incontro con una giovane giornalista di una rivista locale che vuole intervistarlo, gli cambierà in qualche modo la vita.

dragon trainer Regia: dean deblois e chris sanders Delizioso cartone animato in 3D, da vedere anche nella versione normale, non si perde nulla. Il tocco magico è quello della Dream Works Animation, creatori di Shrek e Madagascar. Portatore di due messaggi facili ma corposi, che di questi tempi non guastano. Non bisogna aver

paura ad uscire fuori dal coro, affermando le proprie opinioni, e soprattutto non bisogna aver timore di ciò che esternamente può apparire diverso da noi. Il piccolo e gracile vichingo Hic vive in un comunità dove da sempre si combattono i draghi che rubano le pecore. Ma lui è un progressista ed è convinto che il dialogo con il nemico sia invece la strada giusta. Il suo senso dell'umorismo non si concilia però con gli ideali della tribù, dei coetanei e del forzuto padre, Stoick l'Immenso. Tratto dai libri della britannica Cressida Cowell.

draquila - L'italia che trema Regia: sabina Guzzanti Il ministro dei Beni Culturali ha disertato il Festival di Cannes per protesta, il documentario secondo lui è fazioso e non veritiero. Ad alcuni aquilani è piaciuto ad altri per niente. Sabina Guzzanti riaccende le polemiche e questa volta si occupa del terremoto dell'Aquila e non solo. Snocciola con insolita pacatezza la sue teorie, utilizzando questa volta tecniche da reportage giornalistico, punti-

Regia: Alessandro Aronadio con Lorenzo Balducci, isabella Ragonese. Sgombriamo subito il campo. Sarà pure il raccomandatissimo figlio del famoso imprenditore coinvolto nello scandalo degli appalti al G8, ma Lorenzo Balducci è perfetto nel ruolo di Matteo Carli. Riesce con sorprendente capacità recitativa ad interpretare due ruoli affini ma non uguali. Una sorta di Sliding Doors all'italiana, per raccontare il doppio destino di un ventenne che una notte piovosa incontra per caso un'auto con dei poliziotti a bordo. L'incontro o lo scontro con quegli uomini determinerà il resto della sua vita. Rabbia, paura ed angoscia di una generazione che forse non ha futuro. Interessante esordio alla regia del giovane regista romano già apprezzato al Festival di Berlino.

E' complicato Regia: Nancy Meyers con Meryl streep, Alec Baldwin, steve Martin E' sempre un piacere ritrovare la grande Meryl, anche se in questo caso è protagonista di una commedia non proprio originalissima e forse troppo hollywoodiana per un talento del suo livello. Tuttavia, tanto di cappello ad una attrice che a sessant'anni è ancora capace di trovare un ruolo di primo piano in un ambiente dove dopo i quaranta già si annaspa. Grazie alle sue innate capacità è in grado di far apparire decente un film che molto probabilmente con altri interpreti avrebbe creato qualche imbarazzo. La storia del triangolo over 50 tra una


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MiNicRiticHE dEi FiLM cHE PotREtE vEdERE NELLE sALE E NELLE ARENE donna, il suo ex marito ed un ipotetico pretendente stenta a decollare. E poi, va bene dare un'immagine di donna realizzata ma perché la scelta di stamparle sul viso, dall'inizio alla fine, quell'insistente sorriso a volte davvero fuori luogo?

interrogativi, soprattutto rispetto al ruolo giocato da un potente generale di Saddam Hussein.

Happy Family

Fuori controllo Regia: Martin campbell con Mel Gibson, Ray Winstone Con qualche ruga in più e qualche capello in meno ma con la stessa spavalderia ritorna dopo sette anni Mel Gibson e lo fa con un thriller ad alta tensione, che fonde politica, ecologia ed affari (loschi). Ancora una volta impegnato nella consueta lotta solitaria contro tutti e tutto, senza esclusione di colpi. Le immagini iniziali sono di sicuro impatto. L'inaspettata uccisione a sangue freddo della giovane Emma, sulla porta della casa del padre poliziotto, solletica subito la curiosità dello spettatore. Un avvio repentino per una storia avvincente, ben girata, senza troppe sbavature. Non male per chi ama il genere.

Genitori&figli. agitare bene prima dell'uso Regia: Giovanni veronesi con silvio orlando, Luciana Littizzetto. Michele Placido, Margherita Buy, Max tortora, Elena sofia Ricci, Piera degli Esposti Il confronto-scontro tra il mondo degli adulti e quello dei giovani di oggi attraverso lo sguardo della quattordicenne Nina. E' credibile il quadro che il regista toscano traccia delle nuove generazioni, riesce a fotografarne bene il malessere e l'incapacità di capirsi fino in fondo. Certo, in un contesto da commedia e con i toni leggeri del genere, a volte con profili appena tratteggiati ma decisamente convincenti. Decisamente miglio-

tahar Rahim, protagonista del “Profeta” re invece il fronte dei cosiddetti "grandi", dove si capisce che Veronesi ha maggiore conoscenza della materia. Avvalendosi di un cast di attori di alto profilo, abbandona per il momento il film ad episodi per raccontare una storia più strutturata e ricca di sfumature rispetto ai precedenti lavori.

Green Zone Regia: Paul Greengrass con Matt demon, Greg Kinnear Agli americani non è piaciuto molto. Anzi, visti gli esigui incassi potremo dire quasi niente. Perché i cattivi, ebbene si, questa volta sono loro. A dirla tutta, è difficile trovare nella cinematografia a stelle e strisce un altro film così esplicito, così diretto, nell'incolpare il governo Usa di aver provocato una guerra senza senso. La Green Zone del titolo è il blindatissimo quartiere situato nel centro di Baghdad dove risiedono le truppe, è da qui che parte l'avvincente thriller a sfondo politico. Da qui il maresciallo Roy Miller e la sua squadra di ispettori ricevono l'incarico di scovare nel deserto dell'Iraq i depositi con le famose armi di distruzione di massa. Non trovando nulla di tutto ciò, l'ufficiale inizierà ad avere qualche sospetto ed a porsi degli

Regia: Gabriele salvatores con Fabio de Luigi, diego Abatantuono, Fabrizio Bentivoglio, Margherita Buy, carla signoris, valeria Bilello Non è l'ennesimo film sulla famiglia. Salvatores semplicemente racconta degli uomini e delle donne, e lo fa con un film originale, poetico, spassoso, colorato, elaborato su diversi piani narrativi e continui passaggi tra finzione e realtà. Otto personaggi in cerca d'autore. Sono questi i protagonisti, la famiglia felice a cui il titolo ironicamente allude. Escluso Ezio, 38 anni, una vita trascorsa senza aver mai concluso nulla di buono che un giorno decide di scrivere una sceneggiatura per il cinema. Due coppie, i loro figli, i nonni, il cane, esseri del tutto inventati che ad un certo punto però vivono di luce propria, escono dallo schermo del computer di Ezio (un Fabio De Luigi in grande forma) per rivendicare la loro esistenza. Il cinema nel cinema.

i Gatti Persiani Regia: Bahman Ghodabi con Negar shaghaghi, Hamed Behdad Durante la lavorazione il regista è stato arrestato per ben due volte. In Iran la musica è considerata, dall'attuale regime, impura in quanto fonte di allegria e quindi vietata. I ragazzi sono costretti a suonare e cantare clandestinamente, nel chiuso di cantine e sotterranei. Un mondo nascosto, del quale la maggior parte della popolazione ignora l'esistenza. Completamente girato a Teheran, al di là dell'aspetto musicale, è un interessante viaggio nelle dinamiche che oggi governano l'ex Persia,

che aiuta a capire meglio cosa stia realmente avvenendo in quel Paese. Premio Speciale della giuria al Festival di Cannes, la sceneggiatura è stata scritta da Ghobadi e dalla fidanzata Roxana Saberi, la giornalista americana di origine iraniana processata per spionaggio

il figlio più piccolo Regia: Pupi Avati con christian de sica, Laura Morante, Luca Zingaretti, Nicola Nocella Con la scusa di completare la trilogia sulla paternità (dopo "La cena per farli conoscere" e "Il papà di Giovanna"), Avati racconta l'Italia di oggi e lo fa con particolare cattiveria ed ironia, aiutato anche da un più che brillante cast di attori. Apparentemente parla di beghe familiari, in realtà dà vita ad un preciso affresco del Bel Paese: cinico, corrotto e corruttore, egoista, disposto a tutto in nome del dio denaro. Un insospettabile De Sica (dopo tanti cine-panettoni) riesce finalmente a dare corpo ad un personaggio complesso e spietato, il "furbetto del quartierino" di turno che pur di salvarsi dalla galera per i suoi guai finanziari, non si fa scrupolo di riversare le sue colpe sull'ingenuo figlio.

il mio amico Eric Regia: Ken Loach con Eric cantona, steve Evets Un omaggio al calciatore del Manchester United Eric Cantona, personaggio discusso e borderline, per raccontare ancora una volta una storia di periferia. Loach lascia per il momento i toni seriosi dei suoi precedenti film ed affronta con leggerezza ed un tocco di fantasia i temi che gli sono da sempre cari. Il titolo originale, Looking for Eric, probabilmente si adatta meglio ad una storia dove il protagonista Eric Bishop, dipendente postale con una situazione famigliare


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MiNicRiticHE dEi FiLM cHE PotREtE vEdERE NELLE sALE E NELLE ARENE e sentimentale disastrata, è alla continua ricerca di se stesso. Nel tentativo di rimettere insieme i pezzi della sua vita immagina di dialogare con il grande campione francese, che nel film recita se stesso. Da non perdere nel finale la vera conferenza stampa di Cantona, rimasta nella storia del calcio.

il Mi$$ionario Regia: Roger delattre con Jean- Marie Bigard Divertente commedia degli equivoci, senza troppe pretese ma ben costruita, prodotta da Luc Besson. L'attore protagonista, che ha anche scritto la sceneggiatura, nel raccontare il suo primo incontro con Besson sul set di un precedente film, ha rivelato che in quell'occasione, prima di squadrarlo da cima a fondo, gli ha detto che lo avrebbe visto bene nei panni di un prete. Parole profetiche. Bigard veste i panni di Mario Diccara, ex galeotto appena uscito dalla prigione che ha qualche conto in sospeso con la malavita. Chiede aiuto al fratello prelato che gli suggerisce di raggiungere Padre Etienne in un paesino dell'Ardèche, travestito da sacerdote. Al suo arrivo scopre che il parroco è morto e gli abitanti lo scambiano per il sostituto.

il profeta Regia: Jacques Audiard con tahar Rahim e Niels Arestrup Difficile non identificarsi con la faccia d'angelo del protagonista, perché anche se la storia è politicamente poco corretta (un percorso di formazione alla rovescia, un antieroe) non si può non stare dalla sua parte. Accertato ormai il fatto che il carcere non riabilita proprio nessuno, il film è abilmente orchestrato da un regista che conferma qualità straordinarie nel dirigere gli attori. La faccia del giovane Malik (felice esordio),

Morgan Freeman perfettamente nei panni di Nelson Mandela nel film “invictus” analfabeta e ladruncolo che entra in carcere per uscirne dopo sei anni più acculturato, spietato ed a capo di una pericolosa banda, e quella del boss corso César Luciani (si intuisce ad occhio nudo la consolidata esperienza anche teatrale), reggono praticamente tutto il film.

il segreto dei suoi occhi Regia: Juan Josè campanella con Ricardo darìn, soledad villamil Un noir, una commedia, una storia d'amore. Sullo sfondo l'Argentina peronista degli anni '70. Magica commistione di generi per raccontare uno dei periodi più cupi del Paese. Da questo punto di vista decisamente più efficace di tante pellicole che puntano al politico. Aspetto, questo, abilmente ed apparentemente relegato ai margini e che invece si rivela la vera anima. Il film ti entra dentro, lentamente, e per parecchio non ti molla. Con piglio sicuro il regista di origine italiana nato a Buenos Aires, dirige uno dei migliori lavori della stagione che non a caso ha conquistato l'Oscar destinato al film straniero riuscendo a battere opere di pregio come "Il profeta" e "Il nastro bianco". Cast più che

apprezzabile, sceneggiatura essenziale, quasi scarna ma con la capacità di arrivare dritta alla meta. Da non perdere.

il tempo che ci rimane Regia: Elia suleiman con saleh Bakri, shafika Bajjali Suleiman è nato a Nazareth in Palestina ed il film è semiautobiografico, in quattro episodi, sulla sua famiglia. E' ispirato ai diari del padre, a partire dal 1948 quando decise di partire per unirsi alla Resistenza dopo l'occupazione di Israele. Scene di vita quotidiana di quei palestinesi che decisero di restare e che furono chiamati "arabi israeliani", costretti a vivere da stranieri nella loro patria. Contrariamente a quanto si possa pensare non ha nulla della pesantezza che magari ci si potrebbe aspettare da una pellicola di questo genere, il regista (che interpreta tra l'altro anche se stesso) ci ha costruito sopra una storia surreale, piena di ironia, con musiche coinvolgenti. Senza trascurare però l'aspetto politico di una questione ancora attualissima ed irrisolta.

invictus Regia: clint Eastwood con Morgan Freeman e Matt

damon Il capitano Francois Pienaar entra nella minuscola cella dove per 27 anni è stato recluso Nelson Mandela. Allarga le braccia, come per prenderne le misure e dalla finestra lo immagina nel cortile, in catene, intento a spaccare pietre sotto il sole cocente. Perché un uomo che ha dovuto subire tanto dolore parla di perdono? Forse l'eccesso di retorica, inusuale per un film di Eastwood, può in un primo momento generare qualche attimo di smarrimento. Poi con lo scorrere delle immagini prevale l'emozione, quella di veder rappresentato un momento cruciale della storia del Sudafrica ma forse anche del mondo. Le interpretazioni di Freeman nei panni di Nelson Mandela e Damon in quelli del biondissimo capitano della squadra di rugby sono appassionanti.

L'isola delle coppie Regia: Peter Billingsley con vince vaughn, Jason Bateman, Kristen Bell Coppia in crisi convince gli amici ad accompagnarla in una vacanza terapeutica per sposi con problemi coniugali, in uno splendido resort di Bora Bora. Il costo del biglietto è esoso ma se accettano di andare con loro verrà dimezzato. Partono, convinti di andare incontro ad una vacanza a cinque stelle invece scopriranno presto che la frequentazione della stravagante terapia non è a discrezione di chi ne ha bisogno e non è un optional. Jean Reno con il codino nelle vesti di santone che dovrebbe aiutare gli sposi. Una commedia (furbetta) che deve essere presa per quello che è: un paio d'ore di divertimento ammirando e sognando località tropicali irraggiungibili per molti. Non rimarrà nella storia del cinema

L'uomo che verrà Regia: Giorgio diritti con Alba Rohrwacher e Maya


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MiNicRiticHE dEi FiLM cHE PotREtE vEdERE NELLE sALE E NELLE ARENE sansa Girato con assoluto rigore, non scade mai nella retorica. Diretto in maniera magistrale, con attori di grande spessore che recitano i rari dialoghi in dialetto bolognese (sottotitolati in italiano). Meritatamente premiato all'ultimo festival del cinema di Roma, ripercorre gli ultimi nove mesi dalla strage di Marzabotto dove furono massacrate dai nazisti 770 persone, per la maggior parte donne, bambini ed anziani. Il racconto cadenzato dei nove mesi d'attesa per la nascita di un bambino in un'umile famiglia di contadini, attraverso lo sguardo della sorellina muta di otto anni. Film di forte impatto emotivo, forse di non facile fruizione, ma decisamente da non perdere.

L'uomo nell'ombra Regia: Roman Polanski con Ewan McGregor, Pierce Brosnan. Che Polanski sia un maestro nella regia è fuor di dubbio ed anche in questa occasione dà prova di grande abilità del dirigere gli attori. Ha sdoganato definitivamente uno come Brosnan che nella vita ha trovato non poche difficoltà a costruire una dignitosa carriera non legata quasi esclusivamente al fascino ed al glamour. Unico punto debole forse una sceneggiatura a volte prevedibile ed improbabile (come quando il protagonista scova alcune delicate e segrete informazioni semplicemente consultando Internet. Va bene che nella rete si trova di tutto, ma questa volta appare un po' esagerato) per un film che ha la sua forza in una storia costruita su temi importanti, piena di inganni e tradimenti, dove ognuno è molto diverso da ciò che appare.

L'uomo nero Regia: sergio Rubini con valeria Golino, sergio Rubini, Riccardo scamarcio, Guido

stra sull'Italia con le sue storie di immigrazione, sfruttamento, valori famigliari. Cast ben assortito. Unica stonatura, forse, un finale troppo happy, da commedia.

La prima cosa bella

Raoul Bova e Elio Germano (premiato come miglior attore a cannes con Javier Bardem) in una scena del film “La nostra vita” Gianquinto. Uno dei migliori film di Rubini. Intenso, commovente, ironico e fortemente autobiografico. Dopo "La stazione" del 1990, il regista/ attore torna a parlare della sua infanzia e della Puglia ripartendo da quella stazione ferroviaria che sembra sia rimasta fortemente ancorata ai ricordi. Ma questa volta lo fa con un tocco di maggiore maturità, riuscendo a fare un film più compiuto. Sceneggiatura ben calibrata, cast di attori decisamente convincenti. Iniziando dal piccolo e straordinario protagonista fino ad arrivare ad una brava Valeria Golino che riesce ad interpretare il ruolo di una donna moderna ed emancipata degli anni '60, che non rinuncerebbe mai al suo lavoro di insegnante, capace però di conservare intatti gli atavici dettami della tradizione.

La bocca del lupo Regia: Pietro Marcello con i reali protagonisti della storia. Piccolo film di nicchia, per raffinati cultori del cinema d‘autore. Ricco di poesia e sentimento. Due anime perse raccontano le loro vite. Sullo sfondo la Genova storica, descritta e fotografata alla De Andrè. Quella di ieri, delle "tripperie" ormai scomparse, e quella di oggi percorsa dai

disperati e dagli ultimi. Enzo è appena uscito dalla galera e attraversa la città, alla ricerca dei luoghi di un tempo ormai dismessi. Nella piccola casa nel ghetto, tra i vicoli del vecchio quartiere, l'aspetta da anni l’amatissima Mary, prostituta transessuale. Nato da un'idea della fondazione San Marcellino, gesuiti di Genova, che da anni assiste in diversi modi la comunità dei senza tetto, degli emarginati.

La nostra vita Regia: daniele Luchetti con Elio Germano, Raoul Bova, isabella Ragonese, Luca Zingaretti, stefania Montorsi, Giorgio colangeli. Un grande Elio Germano, che ha ampiamente meritato il premio come miglior attore a Cannes, per un film sui trentenni di oggi. Quelli che non hanno santi in paradiso, forse i nuovi proletari come li definisce lo stesso Luchetti. In realtà dei giovani intelligenti e svegli che cercano di farsi strada in un mondo dove la priorità sono i soldi e la loro capacità di comprarci più cose possibili. Figli di un consumismo sfrenato, ma anche capaci di mettere al mondo tre figli nella totale incertezza economica e con il desiderio di fare il grande salto in avanti. Il film però non è solo questo. Anche una grande fine-

Regia: Paolo virzì con valerio Mastandrea, stefania sandrelli, claudia Pandolfi, Micaela Ramazzotti. Svolta intimista per il regista toscano che si allontana decisamente dalle tematiche sociali che hanno caratterizzato le sue precedenti pellicole, per concentrarsi sui sentimenti e sulla psicologia dei personaggi in una sorta di romanzo famigliare. Un percorso tutto nuovo per il quale sceglie l'attrice simbolo della commedia all'italiana, la splendida Stefania Sandrelli che insieme ad un Mastandrea in grande forma (una delle migliori interpretazioni dell'attore romano nel ruolo di Bruno e del suo mal di vivere) da vita ad un duetto recitativo di ottimo livello, riuscendo a coinvolgere l'intero cast. Costruito su due piani temporali, il film percorre circa quarant'anni di vita livornese, la storia di una mamma bellissima e svampita e dei suoi due figlioli dagli anni 70/80 fino ai nostri giorni.

La vita è una cosa meravigliosa Regia: carlo vanzina con Gigi Proietti, vincenzo salemme, Enrico Brignano, Nancy Brilli, Luisa Ranieri Saranno pure i furbetti del quartierino, ladroni e corrotti, però in fondo in fondo sono dei buoni. Insomma, prevale la tesi dei "birbantelli". E' questa l'Italia descritta dai Vanzina. Gli italiani? Un popolo di cialtroni, dicono, sempre pronti a trovare la scorciatoia, la raccomandazione, l'appoggio del potente di turno, ma subito dopo arriva puntuale l'assoluzione. Così il direttore di un potente


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MiNicRiticHE dEi FiLM cHE PotREtE vEdERE NELLE sALE E NELLE ARENE gruppo bancario, intrallazzone ed imbroglione, si ritira in campagna a coltivare gli ortaggi in compagnia di belle ragazze (!), il chirurgo che cercava e dispensava favori a destra e manca si redime andando a curare i poveri. Il poliziotto intercettatore, che usa il suo potere per conquistare una bella ragazza, ritrova l'amore. E via discorrendo. Unico punto forza del film un eccellente cast di attori, che riesce a tenere in piedi una storia mediocre ed improbabile. Con tutto il "materiale" che la cronaca regala ogni giorno si poteva fare veramente di più.

Le quattro volte Regia: Michelangelo Frammartino Il regista milanese di origine calabrese, dopo il bellissimo e pluripremiato "Il dono" ci regala un nuovo lavoro dove creatività e poesia si fondono per raccontare il fascino arcaico di una terra dove il tempo sembra si sia fermato. Interamente girato senza dialoghi, senza attori, solo con rumori di sottofondo, utilizzando la tecnica del documentario (come peraltro aveva già fatto con il primo lungometraggio), la cinepresa si limita a riprendere scene di vita quotidiana di un piccolo villaggio rurale, in realtà riesce a leggere oltre le immagini. Illustra il ciclo della vita e della natura, attraverso uno sguardo originale ed innovativo che può ricordare quello di Franco Piavoli e Vittorio De Seta. Accolto a Cannes da giudizi più che lusinghieri dalla critica internazionale.

Matrimoni ed altri disastri Regia: Nina di Majo con Margherita Buy, Fabio volo, Luciana Littizzetto, Francesca inaudi. L'intento della regista era una commedia semplice e sofistica, in realtà è complicata (tanto da apparire improbabi-

una scena corla di “Mine vaganti” di ozpetek. in primo piano Elena sofia Ricci (a sinistra) e Riccardo scamarcio

le) ed abbastanza ordinaria, quasi scontata. Sceneggiatura debole e poco equilibrata, dialoghi fuori dal mondo. La Buy, sulla cui faccia la cinepresa non molla mai un attimo facendo sparire dallo schermo tutto il resto, fa sempre la solita parte della single ansiosa e nevrotica. Poi, per chissà quale magico artifizio, ad un certo punto tutti si innamorano di lei. L'adolescente inquieto, l'intellettuale di sinistra inevitabilmente sfigato, il tecnico che aggiusta i computer e pure il cognato mezzo leghista ed ignorante come una capra al quale dà anche un bacetto tutto casto. Cast stellare sottoutilizzato.

Mine vaganti Regia: Ferzan ozpetek con Riccardo scamarcio, Nicole Grimaudo, Alessandro Preziosi, Ennio Fantastichini, Lunetta savino, ilaria occhini Gruppo di famiglia in un interno. Il paragone con il grande film di Luchino Visconti finisce qui. Tuttavia, nulla da togliere al regista turco che ha realizzato un film godibile, intimo, per la prima volta curioso di esplorare il cuore della famiglia tradizionale e tradizionalista, animata dal perbenismo di facciata. Un nucleo numeroso, come tanti nel Sud d'Italia, proprietario di un pastificio, con una nonna

dolce e ribelle, una madre affettuosa e tollerante, la zia stravagante (una piacevole sorpresa l'interpretazione di Elena Sofia Ricci), il padre molto attento alle apparenze e due figli gay che hanno da sempre nascosto la loro vera identità. Scamarcio particolarmente bravo a non strafare in un ruolo non certo facile. Sullo sfondo la splendida Lecce con i vicoli, piazze ed il candore della sua architettura.

Nine Regia: Rob Marshall con daniel day-Lewis, sophia Loren, Nicole Kidman, Penelope cruz, Marion cotillard Già il musical di Broadway sembra non sia piaciuto per nulla a Fellini. Immaginate cosa potrebbe dire oggi di questo film, se fosse ancora vivo. Una sfilza di banalità e luoghi comuni sull'Italia e sugli italiani, da non credere. La pizza, i mandolini e siamo al completo. Ovviamente nulla a che vedere con un capolavoro come “8 e mezzo“. A parte questo, le canzoni sono accattivanti, i balletti rocamboleschi, i costumi sfavillanti. Ingredienti essenziali per catturare il grande pubblico. Per non parlare della lunga sfilza di star e bellezze internazionali. Penelope Cruz insolitamente conturbante e sexy. Guido

Contini è affascinante, glamour e donnaiolo ma non possiede l'ironia di Mastroianni.

Notte folle Manhattan

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Regia: Mira Nair con steve carell, tina Fey Battute e situazioni scopiazzate da altre celebri pellicole, tuttavia divertente ed anche poco corretta (è pieno di parolacce) per una commedia americana destinata alle famiglie. La coppia Carell & Fey funziona, ben diretta dal regista di "Una notte al museo", per cui alla fine il film risulta piacevole ed alcune gag sono davvero esilaranti. Ipotetico plot alla intrigo internazionale, con il più classico scambio di persona. Una tranquilla ed annoiata coppia con tanto di prole chiassosa, che vive nella provincia del New Jersey, decide di uscire dalla routine concedendosi una serata speciale e cenare in uno dei ristoranti più trandy della città. Non avendo la prenotazione, però, hanno la malaugurata idea di prendere il posto di una coppia che non si è presentata.

Percy Jackson e gli dei dell'olimpo - il ladro di fulmini Regia: chris columbus con Logan Lerman, Pierce Brosnan


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MiNicRiticHE dEi FiLM cHE PotREtE vEdERE NELLE sALE E NELLE ARENE Il paragone con le avventure di Harry Potter è inevitabile. Il regista ne ha diretti ben due. Come il celebre maghetto anche Percy Jackson ha poteri sovrannaturali, per metà divino e per metà umano, con l'innata capacità di tenere a bada il male. Anche lui ha genitori "magici", è figlio del dio greco Poseidone, e molte delle situazioni in cui si trova porta inevitabilmente al personaggio della Rowling. L'apparizione dell'Idra a tre teste non può non ricordare Fuffy il cane a tre teste di Hagrid. Solo una squallida copia dunque? Niente affatto. Il film ha una sua valenza, si lascia vedere con piacere, in qualche modo è anche educativo (all'inizio insegnanti e compagni di scuola lo credono mentalmente limitato) e poi potrà riempire il vuoto che Potter lascerà. Moderno classico della letteratura fantasy dello scrittore Rick Riordan, "Il ladro di fulmini" è il primo di una serie di cinque libri, l'ultimo uscito a maggio dello scorso anno.

Piccolo (il) Nicolas ed i suoi genitori Regia: Laurent tirard con François-Xavier demaison, daniel Prévost Adattamento sul grande schermo di uno dei più importanti classici per l'infanzia francesi, probabile primo esempio di letteratura moderna per piccoli, nato dalla fantasia di René Goscinny (l'ideatore di Asterix) e JeanJacques Sempè. Il protagonista è un bambino di otto anni, Nicolas, una sorta di Gian Burrasca d'Oltralpe. Ambientato negli anni '50, le avventure del pestifero ragazzino con la sua strampalata combriccola di amici, divertono molto e riescono a creare un processo di identificazione sia nei bimbi che nei grandi, con un abile doppio piano di lettura. Riuscita trasposizione sul grande schermo, senza

Russel crowe (a destra) nel ruolo che il regista Ridley scott gli ha assegnato per la nuova versione di “Robin Hood” trascurare le magiche atmosfere dei racconti.

Predators Regia: Nimrod Antal con Adrien Brody, Laurence Fishburne, Alice Braga Remake dell'action movie interpretato nell'87 da Schwarzenegger, con un inedito Adrien Brody nei panni dell'ex marine tutto muscoli, tattica militare e mitraglietta in spalla. Mercenario alla guida di un gruppetto di veri cattivi. Letteralmente piovuti dal cielo, ben presto scopriranno di essere stati catapultati in un pianeta alieno per essere trasformati in prede. Uomini (e donna) allenati ad uccidere che invece saranno spietatamente cacciati ed eliminati da una nuova razza di predators alieni, guerrieri astutissimi in grado di rendersi invisibili. Film ben orchestrato, di sicuro effetto, altamente confezionato. Apprezzabile.

Prince of Persia - Le sabbie del tempo

Regia: Mike Newell con Jake Gyllenhaal, Ben Kingsley, Alfred Molina Dopo "I pirati dei Caraibi" ecco un altro film tratto da un videogioco degli anni '80. A dirigerlo questa volta il regista inglese di "Quattro matrimoni e un funerale" e di "Harry Potter e il calice di fuoco". Se piace il genere, l'action fantasy è piacevole e scorre abbastanza facilmente nonostante le oltre due ore di durata. Le scenografie esotiche dell'antica Persia, in gran parte riprodotte al computer, non deludono le aspettative. C'è tutto. Il principe bello e muscoloso che corre lungo i muri, la principessa misteriosa e furba, il pugnale, le arti magiche, la lotta contro le forze oscure, ed uno stuolo di allenatissimi stuntman. Insomma, un bel fumettone. Sempre ottime le Interpretazioni di Molina e Kingsley.

Remember me Regia: Allen coulter con Robert Pattinson, Emilie de

Ravin Una sorpresa. Che il vampiretto più celebre del momento si sia cimentato, nonostante il travolgente successo di Twilight, in una pellicola del genere depone a favore di questo bel ragazzone rimasto improvvisamente sepolto dalla notorietà e da una stuolo di adoranti fan. Il film, contrariamente a quanto si possa credere, non è solo una storia d'amore destinata al filone giovanilistico, l'intreccio è molto più raffinato e complesso, pieno di humour, acume, con dialoghi ben scritti ed interpretati. Finale sorprendente che vuole essere un omaggio alla città di New York. Senza voler svelare nulla, perché l'epilogo è davvero inaspettato, la storia parte da due ventenni provenienti da mondi del tutto opposti, che si incontrano in maniera non proprio casuale, e che si innamorano. Ma non ci sarà l'happy end.

the road Regia: John Hilcoat con viggo Mortensen, Robert duvall, charlize theron E' vero, è deprimente, triste, disperato, senza futuro, eppure è uno dei film più interessanti che il genere catastrofista abbia partorito negli ultimi anni. Completamente privo di retorica, un regista semi-sconosciuto porta sul grande schermo il romanzo "La strada" del grande scrittore statunitense Cormac McCarthy. Lo fa rivelando notevoli capacità nel dirigere i pochi (ma buoni) attori del cast. Un film complesso, difficile, dove la macchina da presa è quasi esclusivamente puntata sui volti di un padre e di un figlio che cercano di sopravvivere in un'America desolata e distrutta da un misterioso cataclisma, dove gli esseri umani sono spinti a dare il meglio e (soprattutto) il peggio di sé.

Robin Hood Regia: Ridley scott con Russel crowe, cate


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MiNicRiticHE dEi FiLM cHE PotREtE vEdERE NELLE sALE E NELLE ARENE Blanchett, William Hurt, Max von sydow. Certo, se si pensa che è stato il regista di Blade Runner e Thelma & Louise qualche attimo di sconforto assale. Non è che fosse così indispensabile l'ennesima pellicola su una figura trita e ritrita come l’arciere di Sherwood. Tuttavia non si può dire che sia, nel suo complesso, un brutto film. Conosciamo tutti le capacità del grande regista americano. Il prodotto infatti è ben confezionato, e non a caso sia Scott che Crowe lo hanno anche prodotto. A parte qualche sprazzo di vera noia, soprattutto durante le interminabili e sanguinolente scene di scontri armati tra buoni e cattivi, la vera novità è la figura di Lady Marion, qui in una insolita ed improbabile veste di rivoluzionaria in un’epoca dove le donne stavano zitte, obbedivano e procreavano. Vedova di guerra senza figli, non solo respinge i pretendenti, ma combatte anche con armatura e spada, coltiva i campi ed esprime la sua opinione. Già annunciato Robin Hood 2.

una scena di “shutter island”. Al centro: Leonardo di caprio

sto caso però quello che manca è la mano ferma di una regia esperta capace di dirigere un buon cast di attori e plasmare, rendendola scorrevole e convincente, una trama a tratti complessa. Un intreccio narrativo con un preciso scopo, da scoprire solo nel finale.

scontro di civiltà per shutter island un ascensore a Regia: Martin scorsese con Leonardo di caprio, Mark Piazza vittorio Regia: isotta toso con daniele Liotti, Kasia smutniak, Francesco Pannofino Peccato, un'occasione mancata. Perché l'omonimo romanzo di Amara Lakhous (se vi capita leggetelo), dal quale è stato tratto il film, è piacevole, a tratti divertente nel raccontare le vicissitudini di un gruppo di inquilini di varie nazionalità, ricco di spunti interessanti per riflettere sulla nostra società. Lo scontro di civiltà del titolo, si consuma nel chiuso di un palazzo e di un condominio a Piazza Vittorio, nel cuore del quartiere più multietnico di Roma. Come spesso avviene la trasposizione tradisce in parte l'opera letteraria, in que-

Buffalo, Ben Kingsley, Max von sydow. Un affresco sul dolore e sulla follia. Film particolarmente claustrofobico e cupo, con una magnifica fotografia, come tutte le opere di Scorsese curato e costruito nei minimi particolari. Maestro nel dirigere i suoi attori. Dramma psicologico avvincente, che lascia con il fiato sospeso sino alla fine, mai scontato, con una ambientazione quasi maniacale. Un'isola-fortezza, battuta dal vento e da una pioggia incessante, sede di un noto manicomio criminale. Siamo nel 1954, all'apice della Guerra Fredda, quando il capo della polizia locale Daniels (Di Caprio) ed il suo collega ven-

gono convocati a Shutter Island per indagare sulla misteriosa scomparsa di una pluriomicida, ma nulla è come appare.

simon Konianski

un giovane laureato in filosofia, disoccupato, abbandonato dalla moglie, costretto a tornare a vivere con il padre, un ex deportato che gli darà del filo da torcere anche da morto.

Regia: Micha Wald con Jonathan Zaccai, Popeck Un popolo che sa ridere della propria tragedia. Sul filone di una serie di riuscitissime commedie dallo humour yiddish (da "Train de vie" in poi), arriva questo giovane e sconosciuto regista belga di origini ebraiche che al suo secondo lungometraggio mette in luce un talento del quale probabilmente sentiremo parlare ancora. Dosato e con il giusto cast di attori, costruisce un film divertente e drammatico, irriverente e scoppiettante, graffiante e doloroso. Colonna sonora dai ritmi leggeri ed accattivanti in netto contrasto dal contesto narrativo. Più che l'accostamento con Woody Allen, Radu Mihaileanu o al nostro Benigni, lo stile somiglia molto a quello dei grandi fratelli Coen che sullo stesso argomento hanno realizzato "A serious man". Fortemente autobiografico, è il racconto di

Regia: Alessandro d'Alatri con dario castiglio, Martina codecasa D'Alatri torna a sorprenderci. Dopo il cine-panettone alternativo "Commediasexy", il regista romano questa volta firma un film completamente in digitale, a basso budget, interpretato da attori semisconosciuti. Una commedia sentimentale appartenente al filone giovanilistico, dai risvolti sociali, ambientata nella splendida isola di Ventotene che, ad onor del vero, contribuisce parecchio alla riuscita della storia tratta dal romanzo di Anna Pavignano (In bilico sul mare). Il giovane e bel Salvatore (Dario Castiglio, figlio di Peppino di Capri) d'estate porta i turisti in giro con il suo gozzo mentre d'inverno fa il muratore in nero nei cantieri sulla terraferma. L'amore arriva con Martina, la ragazza di buona famiglia che

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MiNicRiticHE dEi FiLM cHE PotREtE vEdERE NELLE sALE E NELLE ARENE usa la sua barca per le immersioni da sub.

the Wolfman Regia: Joe Johnston con Benicio del toro, Emily Blunt, Anthony Hopkins Monster movie di tutto rispetto. Diretto con mano ferma ed interpretato con la stessa convinzione da un intenso Benicio Del Toro (bravo anche con il pesante trucco da lupo) accanto al sempre straordinario Hopkins, nel ruolo del padre. Remake del classico horror "L'uomo lupo" di George Waggner del 1941, costruzione di un sanguinoso puzzle con un'antica maledizione che trasforma le persone in lupi mannari durante le notti di luna piena, che sta lentamente uccidendo gli abitanti di Blackmoor. Poco splatter ma di certo non annoia, diligentemente condensato in poco più di un'ora e mezza con una tensione narrativa che non cala mai. Interessante ricostruzione d'epoca in stile vittoriano.

tra le nuvole Regia: Jason Reitman con George clooney e vera Farmiga Un film attraversato da un umorismo fresco e leggero per affrontare un tema di scottante attualità, dai risvolti inevitabilmente drammatici. La storia di un "tagliatore di teste", un manager molto ricercato in tempi di crisi, che le aziende assumono per brevi periodi con il compito di licenziare il personale in eccesso. Un grande Clooney nei panni del professionista senza scrupoli che dopo tanti anni spesi felicemente tra una città e l'altra dell'America, improvvisamente sente di dover cambiar vita. La sfilza dei dipendenti che passa sotto la mannaia di Clooney sono veri disoccupati provenienti da Detroit e St. Louis, le città più colpite dalla recessione. Il regista è il figlio di Ivan Reitman, quello che ha diretto "Ghostbusters".

George clooney e vera Farmiga in una scena di “tra le nuvole” di Jason Reitman

triage Regia. danis tanovic con colin Farrell, Paz vega, christopher Lee Premio Oscar nel '93 con No Man's Land, Tanovic ritorna ad affrontare gli orrori della guerra, da un altro punto di vista. Quello dei sopravvissuti. Di coloro che ce l'hanno fatta, ma che hanno lasciato in quei terribili luoghi gran parte della loro vita. Tratto dall'omonimo romanzo dell'ex reporter Scott Anderson che ha seguito i conflitti in Uganda, Beirut, Cecenia e Bosnia il film è la storia di due fotoreporter inviati nel Kurdistan iracheno nel 1988 poco prima dei massacri di gas ordinati da Saddam Hussein. Le scene sono forti, particolarmente violente e sanguinolenti. In un ospedale da campo improvvisato, senza acqua ed attrezzature adeguate, il medico è costretto a sparare in testa ai pazienti più gravi, quelli senza speranze.

the twilight Saga: Eclipse Regia: davide slade con Kristen stewart, Robert Pattinson, taylor Lautner

il cast al completo di “the twilight”, terza pellicola della saga ”Eclipse”, ma anche la peggiore

E' troppo facile parlare male del film, talmente è insulso. Il peggiore dei tre. Nella prima parte non succede praticamente nulla. Ci sono dei neovampiri che cercano vittime da succhiare in giro per la città (sai che novità!), sarebbero dei cattivoni che tentano di organizzare un piccolo esercito per far fuori Bella. I dialoghi tra i tre protagonisti hanno temi fissi e ripetitivi. Parole come amore, cuore, sentimento vengono usate fino allo sfinimento. Lei dice al vampiro Edward: "io ti amo, sono pronta a morire per te", mentre al licantropo pettoruto Jacob ribadisce "sono solo tua amica", però si capisce

che forse c'è dell'altro dopo due bacetti non proprio casti. I due rivali, con piglio molto maschio, fanno a gara nel rassicurarla. "Ti proteggo io" afferma uno, "no, a lei ci penso io" ribatte l'altro. Salvo poi allearsi per salvarle la pelle (si fa per dire). Va bene, trattasi di pellicola per adolescenti. Ma che fatica arrivare sino alla fine.

Recensioni di LUCIANA VECCHIOLI


10settembre2010