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Anno II - n.197 - Venerdì 8 ottobre 2010

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Ora di Punta dI StefAno ClerICI

Fini e la Rai “privatizzata”

ini, dunque, ha rilanciato F una vecchia idea: privatizzare la Rai. Negli studi di

"Annozero" - programma pluribersagliato dall'attuale maggioranza e quindi palcoscenico perfetto per una simile iniziativa - ha scagliato i suoi strali contro i partiti che quel palazzo di viale Mazzini lo hanno in pratica occupato dal giorno dopo l'inaugurazione. E' una vecchia idea, dicevamo. Sono anni che, all'indomani di ogni polemica più o meno violenta su questa o quella trasmissione, sulla par condicio e quant'altro, c'è qualcuno che se ne esce con questa "ricetta magica". E il presidente della Camera non è il primo. Né, probabilmente, sarà l'ultimo. a è davvero una "ricetta magica"? Parliamoci chiaro: se è un problema di far cassa, quanti imprenditori - almeno nei nostri confini hanno la reale possibilità di fare un così cospicuo investimento? Tanto per cominciare, escludiamo Berlusconi, perché solo un pazzo - e il Cavaliere non ci sembra lo sia - potrebbe tirare fuori miliardi di euro per comprare quello che che oggi ha già gratis. Allora, chi resta? Vogliamo forse pensare a una nuova "cordata patriottica"? Suvvia, la Rai non è l'Alitalia. e il problema, invece, è politico - come noi pensiamo- allora non c'è bisogno di privatizzare. Basta stabilire insieme regole precise e applicarle. Basta che i consiglieri di amministrazione siano solo espressione delle numerose capacità professionali nel mondo della comunicazione. Ma Fini sa che questa sarebbe l'ennesima miccia, forse la più pericolosa, gettata nella "polveriera" che è oggi il centrodestra, di cui dice di fare ancora parte?

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www.altroquotidiano.it

Perquisiti direttore, vice e redazione del “Giornale”

Chi di dossier ferisce... I pm: «Si preparavano a prendere di mira la Marcegaglia» “Il Giornale” di Feltri, Sallusti e Berlusconi stava progettando un'attività di dossieraggio nei confronti della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia come quella condotta contro Fini per la casa di Montecarlo? Per verificare questa ipotesi, emersa da alcune intercettazioni di sms e di conversazioni tra un giornalista e un collaboratore di primo piano della

imprenditrice, i magistrati della Procura di Napoli hanno disposto una perquisizione nella sede del quotidiano e nelle abitazioni di Alessandro Sallusti e Nicola Porro, rispettivamente direttore e vicedirettore del quotidiano milanese. I due risultano indagati per violenza privata nei confronti della Marcegaglia in quanto la loro iniziativa sarebbe stata la conseguenza di una intervista che

“Violentai mia nipote Sarah dopo averla uccisa”

L’orrore di una confessione

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«Prima la strangolai, poi la violentai», ha confessato lo zio di Sarah Scazzi. PAG. 2

AI LETTORI

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Perr Calore esclusa la pista politica

in edizione stampabile non viene pubblicato la domenica e il lunedì Il sito invece viene costantemente aggiornato 7 giorni su 7

Gli inquirenti scartano la pista politica per l’uccisione del terrorista nero pentito Sergio Calore, accoltellato nel suo casolare. PAG. 3

il presidente di Confindustria rilasciò al Corriere della Sera in cui esprimeva critiche nei confronti del governo Berlusconi. "Sono contento di queste perquisizioni così si renderanno conto che non abbiamo alcun dossier", ha dichiarato Vittorio Feltri, da pochi giorni direttore editoriale Vittorio Feltri. L'inchiesta è condotta dai pm di Napoli Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock e nasce da una indagine svolta dai carabinieri del Noe su uno smaltimento illecito di rifiuti in cui sono coinvolti importanti gruppi industriali. Gli inquirenti intercettarono il giorno dopo un sms inviato da Porro a Rinaldo Arpisella, responsabile dei rapporti con la stampa della Marcegaglia: "Ciao Rinaldo, domani super pezzo giudiziario sugli affari della family Marcegaglia". Pochi minuti dopo i due parlano al telefono: il giornalista, in un passaggio evidenziato nel decreto di perquisizione, afferma "...adesso ci divertiamo per venti giorni romperemo il cazzo alla Marcegaglia come pochi al mondo!", aggiungendo che non si trattava di uno scherzo e di aver "spostato i segugi da Montecarlo a Mantova". In un'altra telefonata con il responsabile delle relazioni esterne di Mediaset, il collaboratore della Marcegaglia chiede un intervento di Fedele Confalonieri, il presidente Mediaset, che si sarebbe poi realmente attivato presso il Giornale. C'é agli atti inoltre un'altra telefonata, del 22 settembre, tra Porro e Arpisella in cui il giornalista afferma: "...dobbiamo trovare un accordo perché se no non si finisce più qui...la signora se vuole gestire i rapporti con noi deve saper gestire...quello che cercavo di dirti è che dobbiamo cercare di capire come disinnescare in maniera reciprocamente vantaggiosa...". La Marcegaglia disse ai magistrati: "Ho sicuramente percepito l’avvertimento come un rischio reale e concreto per la mia persona.


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RoMA

Federalismofiscale primosìdalgoverno

Primo via libera del Consiglio dei ministri al decreto attuativo del federalismo fiscale riguardante i tributi delle Regioni e i costi standard della sanità. Ora il testo andrà all'esame della Conferenza Unificata e del Parlamento per poi tornare in Consiglio dei ministri per il via libera definitivo. Lo conferma il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito lasciando la riunione. “E’ una data molto importante per l'Italia''. Si mostra soddisfatto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa: “Siamo molto soddisfatti - dice La Russa -, Tremonti è stato bravo. E' stato scelto un federalismo avanzato ma moderato e solidale. E’ un provvedimento nel quale si riconoscono tutte le regioni d’Italia”.

ReGGio CALAbRiA

Summit mafioso per uccidere il pm Pignatone Summit di mafia tra clan palermitani e della Locride e un napoletano per organizzare l’omicidio del procuratore Pignatone e del suo vice. L’incontro, che si si sarebbe tenuto in un casolare alla periferia di Messina il 10 settembre, aveva lo scopo di mettere a punto la strategia concordata in una precedente riunione per assassinare i due magistrati di Reggio Calabria. A rivelarlo e’ un documento anonimo arrivato per posta alla Dia di Caltanissetta un paio di settimane fa. Nei giorni scorsi vicino al tribunale di Reggio Calabria era stato trovato un bazooka, mentre si è deciso poi di inviare nella città dello Stretto l’esercito.

PALeRMo

Aveva allestito a casa sua un vero e proprio studio medico, ma non si era mai laureato. Il sedicente professionista, 63 anni, è stato denunciato a Palermo. L'indagine è scaturita dal ricovero, presso l'ospedale Civico di Palermo, di una persona entrata in coma, in conseguenza delle cure praticate dal falso medico. L'uomo era stato quindi trasferito presso il reparto di neuro-rianimazione. Sequestrato lo studio e le attrezzature mediche. Le perquisizioni hanno permesso di accertare che il 63enne era un rappresentante di abbigliamento già molto noto alle forze dell’ordine. Nei prossimi giorni sarà interrogato dal pm titolare dell’indagine.

Llosa Nobel per la letteratura

il Nobel per la letteratura è stato assegnato a Mario Vargas Llosa, lo scrittore peruviano famoso anche per la sua lotta in difesa dei diritti civili. Smentendo i pronostici, che indicavano come grandi favoriti il keniota Ngugi e lo statunitense Cormac McCarthy, lo scrittore 74 enne è stato premiato per la sua «cartografia delle strutture del potere e le sue immagini taglienti della resistenza, rivolta e sconfitta degli individui».

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Direttore responsabile: ennio Simeone Redazione tel. 06 86293192 Indirizzo e-mail: redazione@altroquotidiano.it Editrice: GeCeM (Gestione Cooperativa Editoria Multimediale) - Presidente:Stefano Clerici Sede legale: Via Aldo Sandulli 45, Roma Registrazione del Tribunale Roma n..343/08 del 18 settembre 2008 - Registrato al ROC Partita Iva 09937731009

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Giallo di Avetrana

Curato da falso medico: in coma

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venerdì 8 ottobre 2010

Michele Misseri “Ho strangolato e stuprato Sara” “L'ho strangolata con una cordicella mentre era di spalle e ho abusato di lei dopo che era già morta": è la rivelazione agghiacciante che ha fatto agli investigatori Michele Misseri, zio di Sara Scazzi e suo assassino che mercoledì sera è stato fermato dai carabinieri per sequestro di persona, omicidio volontario e occultamento di cadavere. Sempre secondo le dichiarazioni dell'uomo, che nella scorsa notte ha accompagnato gli investigatori sul luogo in cui ha occultato il cadavere, la ragazza sarebbe stata strangolata nel garage di casa Misseri il giorno stesso della scomparsa, nel primo pomeriggio del 26 agosto scorso. Prima di nascondere il corpo gettandolo in una specie di pozzo-cisterna su un terreno di sua proprietà, a circa due chilometri dal paese, Misseri l'ha denudato e ha successivamente bruciato i vestiti. Intanto, ha fatto sentire la sua voce la figlia dell’indagato, Sabrina. “Mio padre deve pagare per quello che ha fatto, ha preso in giro tutta l'Italia. Noi non avevamo alcun sospetto''. Tanti gli attestati di solidarietà. “Addio, piccolo angelo": è questo uno dei messaggi lasciati dai compagni di scuola su un cartellone esposto davanti all'abitazione di Sara Scazzi. I compagni di scuola dell'istituto alberghiero "Mediterraneo" di Marugio (Taranto) ieri non sono entrati in classe e hanno deciso spontaneamente di andare ad Avetrana “per dare un segnale di solidarietà alla famiglia di Sara".

L’OnOmasticO Ugo Cappellano dell'ordine di San Giovanni di Gerusalemme "i Cavalieri di Malta ", Ugo visse tra il Xii e il Xiii secolo e resse il complesso di San Giovanni di Pré, conosciuto come la Commenda di San Giovanni di Pré, a Genova, proprio davanti al porto. Qui sorge tuttora la chiesa di San Giovanni di Prè, dove Ugo venne sepolto intorno al 1230.

accadde Oggi 1815: Murat L’8 ottobre 1815 l'ex-Re di Napoli Gioacchino Murat sbarca con ventotto compagni a Pizzo Calabro per cercare di recuperare il proprio trono, ma è arrestato


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GUidoNiA

delitto Sergio Calore Gli inquirenti escludono la pista politica Il corpo senza vita del terrorista di Ordine Nuovo, Sergio Calore, pentito è stato ritrovato martedì pomeriggio dalla moglie, anche lei terrorista ma di sinistra e anche lei collaboratrice di giustizia, in un casolare di sua proprietà a Guidonia Montecelio vicino Roma, paese d’origine di Sergio Calore. Le indagini dei carabinieri coordinati dalla Procura di Tivoli sono a tutto campo, per il momento, però, la matrice politica sembra poco probabile. Calore, che aveva 58 anni, sarebbe stato ucciso con una picconata e poi con una coltellata alla gola: presenta infatti una profonda ferita sul collo.

venerdì 8 ottobre 2010

FiUMiCiNo

donna incinta aveva ovuli di coca nella vagina Abortisce in ospedale

Due corrieri della droga, marito e moglie boliviani, sono stati fermati a Fiumicino. Si fingevano turisti, invece trasportavano nello stomaco e nella vagina ovuli di cocaina dal Sud America. La donna, incinta, ha poi abortito in ospedale: la contaminazione dell'involucro, pieno di droga, ha causato l'interruzione della gravidanza. In ospedale, la donna ha espulso 122 ovuli e l'uomo 80 per un totale di 202 ovuli, pari a 2.5 kg di cocaina. A fermare i due corrieri allo scalo romano sono stati gli uomini della Guardia di Finanza, in collaborazione con lo Svad dell'Agenzia delle Dogane.

CALCio

UNGHeRiA

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iL GioRNALe

Fanghi tossici: pesci Prandelli sicuro “bisogna vincere” morti nei fiumi

indagati Sallusti e Porro per dossier su Marcegaglia

Comincia ad apparire in tutta la sua drammatica realtà il disastro ecologico provocato in Ungheria dai fanghi tossici fuorusciti dal bacino di contenimento di una fabbrica di alluminio della città di Ajka nella parte occidentale del Paese. Dopo aver contaminato le acque dei fiumi Mercal e Raba, il fango ha ora raggiunto il Danubio provocando la morte di numerosi pesci. Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha effettuato una visita a sorpresa nell'area, nella parte occidentale del paese, colpita dallo sversamento dei liquami tossici di lavorazione dell'alluminio che ha provocato un disastro naturale. Il premier ha ribadito che la causa del disastro potrebbe essere stata un errore umano. Lo ha riportato l'agenzia di stampa magiara Mti. Orban ha chiarito che le autorità sono impegnate a verificare le responsabilità dell'incidente.

La redazione del Giornale è stata perquisita in base ad un provvedimento della procura di Napoli. L'inchiesta, coordinata dai pm Piscitelli e Woodcock, vede al centro presunte minacce del quotidiano milanese nei confronti di emma Marcegaglia, dopo alcune dichiarazioni del presidente della Confindustria contro l'azione del governo. indagati per i presunti dossier il direttore del quotidiano, Alessandro Sallusti, e il vicedirettore Nicola Porro. i carabinieri hanno cercato file e documenti che potrebbero rivelare una presunta attività di dossieraggio ai danni della Mercegaglia. i pm partenopei intendono approfondire alcune conversazioni tra i due giornalisti, e il segretario del leader degli industriali relative a insistenze affinché la Marcegaglia "correggesse" alcune dichiarazioni forti contro l'azione del governo: minacciando la pubblicazione di notizie che l'avrebbero danneggiata. il decreto di perquisizione ha portato al sequestro di pc e documentazione in possesso dei due giornalisti.

“Le prossime partite saranno tutte esami per noi, viviamo perennemente sotto esame. Non nascondo che quella con irlanda del Nord e Serbia sono determinanti per il cammino verso gli europei". A parlare è il ct della Nazionale Prandelli.

CoSe di QUeSto MoNdo

Savona, bambino di 3 anni ucciso dalla madre

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l corpo di un bambino di tre anni è stato ritrovato lungo la strada di San Bartolomeo del Bosco, sulle alture di Savona. A compiere l'omicidio la madre, che ha confessato dopo un lungo interrogatorio. La donna ha strangolato il figlioletto, Andrea Q., in preda a una crisi post partum, e poi ha tentato il suicidio lanciandosi con la propria auto da un dirupo. Adesso è piantonata, in stato di

shock, all'ospedale San Paolo. Secondo la confessione, la donna che era uscita di casa intorno all'alba con il primogenito, dopo aver vagato per ore nei boschi della zona, ha strangolato il piccolo e, prima di gettarsi da un dirupo con la macchina, ha chiamato il marito. Teatro della vicenda è il bivio di San Bartolomeo del Bosco tra Cimavalle e Naso di Gatto. La donna, un'italiana, soffriva di

depressione post partum. Da 10 giorni aveva avuto un altro bambino. Secondo alcuni testimoni oculari, l'uomo quando è stato trovato dalla polizia era in lacrime, sdraiato a terra vicino al corpicino del figlio e stava tentando di rianimarlo. Il papà della vittima era appena arrivato in cima alla strada che da Savona sale lungo il bosco alla ricerca della moglie e del figlioletto.


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Considerazioni sulle pesanti contestazioni alla Cisl

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entre il grande circo del Cavaliere compiva una nuova piroetta contro le elezioni anticipate (“mai immaginate né richieste”) un nuovo attacco alla sede nazionale della Cisl ripropone interrogativi inquietanti. Per lo stesso obbiettivo prescelto, la Cisl appunto, che esprime da sempre – lo ricorda anche Carniti - quella parte del sindacato marcatamente riformista che ha di recente lavorato per l’approvazione dell’accordo di Pomigliano. Accordo impegnativo e contrastato, giudicabile in vario modo, che rappresenta comunque una scelta difficile che i lavoratori hanno ritenuto di compiere in un momento di grande stretta aziendale e familiare. Questo lo sfondo nel quale sono maturate le gesta di violenza e la scelta dell’obbiettivo più clamoroso, venuto alla ribalta già con l’aggressione a Raffaele Bonanni alla festa nazionale del Pd a Torino, dove il segretario Cisl non riuscì neppure a cominciare l’intervento e - con grande imbarazzo – i dirigenti del Pd furono costretti impotenti a prendere atto della violenza subita. La giovane ‘guerrigliera’ autrice del lancio della bomba carta che raggiunse Bonanni non fu neppure fermata e formulò confuse e preoccupanti motivazioni sociologico-rivoluzionarie sul valore della lotta contro lo sfruttamento. a violenza non va mai sottovalutata e va sempre condannata senza ambiguità, da qualunque parte provenga:

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Condannare la violenza non basta, ma niente alibi dI

nUCCIo fAvA

esprime e comporta sempre costi umani e sociali rilevanti e ingiusti, riduce la libertà di tutti, snatura e rende comunque più difficili da raggiungere obbiettivi di maggiore solidarietà e giustizia. a condanna più netta e decisa però da sola non basta. Bisogna interrogarsi su quanto questo clima politico, rissoso e inconcludente non contribuisca a far sentire impotenti e lontani i cittadini e i giovani dalla politica, dai partiti, dal governo e dallo stesso sindacato, tutti strumenti che dovrebbero democraticamente concorrere, ciascuno per la propria parte, al miglioramento della società. Anche questo ovviamente non deve rappresentare alibi e condiscendenza alcuna col rischio di ricadere su quel tragico piano inclinato che ci portò ai lutti del terrorismo. Cercare di capire tutto ciò non significa in alcun modo condividerlo o giustificarlo. resce però una rottura profonda all’interno della società italiana, sempre più carente di canali di un’informazione significativa e di processi di formazione etico-civile. Non riesce in questo compito la scuola, la tv accresce in prevalenza il disastro, la politica è ridotta allo stato che ci tocca giorno per giorno osservare. Solo a partire da tale consapevolezza la lotta alla violenza potrà prendere corpo e diventare obbiettivo da perseguire insieme.

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la contestazione di Bonanni (con il lancio di un fumogeno) di un gruppuscolo alla festa del Pd

Comunità luterane riunite nel 500° della visita di Lutero a Roma La Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI) annuncia che le Comunità Luterane presenti sul territorio italiano si incontreranno a Roma, per una giornata di condivisione, studio e festa, a partire dal pomeriggio di sabato 9 ottobre e fino alla mattina della domenica successiva. L’appuntamento avrà una valenza del tutto speciale, in quanto coinciderà con l’anniversario del passaggio di Lutero a Roma, avvenuto nell’ottobre del 1510, quando – poco prima della sua laurea in Teologia – vi fu inviato in rappresentanza del convento agostiniano di Erfurt per questioni interne

all'Ordine. La manifestazione nasce dalla volontà di creare un'occasione di gioiosa fraternizzazione per rafforzare l'identità e incrementare l'unità dei luterani in Italia. E' la prima volta, infatti, che le Comunità luterane italiane, cresciute autonomamente ma organizzate nella CELI, si ritroveranno in un unico grande incontro di reciproca conoscenza: laici e religiosi, donne e uomini, giovani e anziani, in arrivo da ogni parte di Italia, vivranno tutti insieme fasi di studio, dibattito e riflessione alternati a occasioni d'intrattenimento e socializzazione, quali momenti di canto comune, una visita a

Trastevere sulle orme dei Cristiani e anche una degustazione di prodotti tipici regionali negli stand delle singole Comunità che presenteranno le proprie attività sul territorio. E a sottolineare ulteriormente l'importanza della manifestazione, ci sarà la partecipazione dei membri del Concistoro, della Presidenza del sinodo e di rappresentanti delle Comunità ungheresi, slovene e austriache. La Giornata avrà inizio con il benvenuto alle Comunità da parte del Decano Holger Milkau e si concluderà domenica mattina con il culto solenne presso la chiesa luterana di Via Sicilia 70.


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Chi e perché ha paura del “governo tecnico” S

MoISè AStA

embra attonita la “Italietta” berlusconiana. Si è diffuso un clima di terrore in una parte della maggioranza dinanzi alla prospettiva – legittima e supportata dalla Costituzione – di un governo tecnico che, a parere del leader Udc, Casini, “si fa in cinque minuti”. Così si cambia registro, negando le pur reiterate minacce di elezioni anticipate, ripristinando la politica delle promesse che poi non si mantengono, brandendo un fantomatico progetto di giusto ed equo fisco (dimentichi del dato certo di una “pressione” che, nel 1994, il Cavaliere trovò al 41% e ora è sopra il 43). Ha ragione Bersani: e che? vogliono continuare a prendere in giro gli italiani? ra il nodo cruciale è la legge elettorale. L’attuale “porcellum” lascia

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a 4 o 5 capi partito (con… tanti saluti alla sovranità del popolo!) il compito di scegliersi gli occupanti dei mille scranni in Parlamento. La cosa può piacere ai berluscones ma brucia la volontà dei singoli elettori. n governo tecnico preposto alla riforma elettorale, perciò, sarebbe davvero il minore dei mali nel Paese sempre più allo sfascio. E la storia recente ricorda, appunto, che fu l’Esecutivo “tecnico” di Ciampi, non limitatosi all’ordinaria amministrazione, a introdurre, con le leggi 276 e 277 del ’93 non solo il “mattarellum” ma rinnovò le relazioni industriali istituendo la concertazione. Sono questi i fatti. Il resto è solo accozzaglia di parole al vento. Mera propaganda, cioè.

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I sogni di una fanciulla infranti dalla guerra

tra porcellum e mattarellum

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venerdì 8 ottobre 2010

Primavera 2003. Mentre i tamburi della guerra minacciano Bagdad, Erfan, una ragazzina di tredici anni, corona il sogno di interpretare “Il lago dei cigni”, come il suo idolo Anna Pavlova. Ma la felicità ha vita breve: l'Iraq viene invaso e tutto cambia. La vita di tutti i giorni lascia il posto all'orrore, la guerra porta via a Erfan ogni parvenza di normalità: la danza, l'elettricità, l'acqua, la casa... fino a strapparle il padre, ucciso poco fuori città. Costretta a rifugiarsi in un buco puzzolente con la mamma, le sorella e la nonna Bibi, Erfan deve imparare a sopravvivere in questa nuova realtà. Con il passare dei mesi la ragazzina incontra nuovi amici, apprende l'importanza delle piccole cose e scopre l'amore. Lentamente si apre uno spiraglio alla speranza. La ballerina di bghdad di Gemma Pasqual i Escrivà Edizioni San Paolo CDU: R6N 24 160 pagine € 13,0

*** Gemma Pasqual i Escrivà, nata a Almoines (Valencia) nel 1967, è una scrittrice spagnola di lingua catalana. Prima di dedicarsi alla scrittura ha lavorato per diversi anni come analista per l'IBM. Ha collaborato con diverse riviste letterarie e tiene tuttora conferenze in numerosi centri culturali. E’ membro del consiglio dell’Associazione degli Scrittori in Catalano. Con questo romanzo ha vinto il premio “Barcanova” di letteratura per ragazzi.

La nuova giunta ha integrato gli stanziamenti decisi da quella precedente

Minoranze linguistiche: ulteriori fondi in Calabria “È un ulteriore intervento che punta alla conservazione e all’ampliamento della platea dei cittadini che conoscono e comprendono le lingue minori, patrimonio culturale dei comuni calabresi.” così l’assessore regionale alla Cultura della Calabria, Mario Caligiuri, ha commentato il provvedimento a favore delle minoranze linguistiche adottato dalla Giunta Regionale. Durante l’ultima seduta la Giunta regionale della Calabria ha approvato una ricognizione della legge regionale n. 15 per l’annualità 2010 che riguarda la realizzazione di progetti e attività per 400 mila euro. Queste risorse si sono aggiunte a quelle

già assegnate nelle settimane precedenti previste dalla Legge 482/ 1999 sulle "Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche” per un totale di 526 mila euro (tra i beneficiari, la Provincia di Catanzaro, la Provincia di Cosenza e la Provincia di Reggio Calabria, l'Unione Arberia e il Distretto Arbereshe composto da comuni del crotonese) e agli oltre 150.000 euro erogati come contributo previsto dalla Legge 15/2003 “Norme per la tutela e la valorizzazione della lingua e del patrimonio culturale delle minoranze linguistiche e storiche di Calabria” alla Provincia di Crotone e a 17 comuni (Guardia Piemontese, Bova, Bova Marina,

Roghudi, Caraffa di Catanzaro, Maida, Acquaformosa, Civita, Firmo, Frascineto, Plataci, San Basile, San Demetrio Corone, San Martino di Finita, Santa Sofia D'Epiro, Vaccarizzo Albanese, Carfizzi). Per avviare una politica organica e condivisa per tutta la legislatura, è stata fissata per il 13 ottobre 2010 una riunione per la formazione del Comitato Regionale per le minoranze linguistiche (COREMIL). Alla riunione parteciperanno i Sindaci dei 47 comuni calabresi con presenze arbëreshë, occitane o grecaniche e un rappresentante per ognuna delle 60 Associazioni che si occupano della valorizzazione delle lingue minori in Calabria.


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venerdì 8 ottobre 2010

tribuna

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Quella lezione del prof. Moffa...

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La migLiOre deL giOrnO

Non negare però le altre “facce” dell’Olocausto La stampa italiana è tutta mobilitata oggi a chiedere dure misure repressive nei confronti del professore Claudio Moffa definito "negazionista" per i suoi studi sull'Olocausto. Credo che il professor Moffa abbia il diritto di esprimere le sue opinioni senza essere criminalizzato e trattato come un delinquente. Non è giusto che ci siano argomenti tabù dei quali è vietato parlare. Quanti ritengono le tesi del professore Moffa sbagliate lo smentiscano nel merito citando le loro fonti e dicendo le loro cose. La "soluzione finale" dei nazisti per gli ebrei c'è stata e non solo per loro ma anche per i rom, per tanti soldati italiani, per i comunisti, gli omosessuali, e tanti tanti altri. Non si parla quasi mai delle vittime non ebree di Hitler ed i rom continuano ad essere deportati e perseguitati in Europa. Ma io sono convinto che l'uccisione di un milione o di sei milioni di esseri umani non attenua nè l'orrore nè la responsabilità dei criminali che l'hanno perpetrata. Per questo non mi sento molto interessato alla guerra di cifre sull'Olocausto. Ma nessuno ha il diritto di imbavagliare chi ritiene inattendibile la versione sostenuta da Israele. Oggi a Roma maratona oratoria pro-coloni d’Israele che debbono continuare a costruire in Cisgiordania previa demolizione delle case dei palestinesi, sdradicamento di ulivi, disseccamento dei pozzi. Con licenza di uccidere. In Israele migliaia di prigionieri palestinesi, donne e bambini in carcere con semplici misure amministrative. Questo nelle Università non viene detto e neppure dai grandi giornali come "Repubblica". Il prof. Moffa non insegna l'odio, come dice la Gelmini. Questo paese vive immerso nell'odio contro tutte le dissidenze ed il Potere ha una grande voglia di repressione. Nel momento in cui si scatena la

persecuzione ed il crucifige, esprimo solidarietà al professore Moffa e spero che continui il libero insegnamento nella scuola italiana garantito dalla Costituzione. Spero che la testa del professore Moffa non sia fatta rotolare e che non subisca danni per la campagna di odio e di intolleranza che si è scatenata contro di lui. Spero che continuiamo ad essere un paese civile capace di accettare laicamente anche chi non la pensavcome tanti altri e fa controcorrente. Pietro Ancona

La Rai e i partiti Finalmente cade un tabù anche a destra Il presidente Fini ci ha sollecitato a liberare la Rai dal controllo diretto dei partiti. Finalmente anche a destra è caduto il muro di Berlino sul tema e si può discutere di una radicale riforma del settore. Guai a lasciar cadere questa occasione e per questo chiederemo alle presidenze delle commissioni interessate di mettere finalmente in calendario le proposte già depositate. Ci auguriamo che non solo le opposizioni ma anche il gruppo di Futuro e Libertà vorranno sostenere questa richiesta. Giuseppe Giulietti portavoce di Articolo 21

Marassi sul “Mattino” gestione. La Presidente Polverini ascolti il grido di allarme dei genitori di bambini con gravi disabilità e mandi subito i propri ispettori a vedere cosa sta succedendo in questi centri e soprattutto blocchi gli automatismi degli accreditamenti. Faccia piuttosto una gara di evidenza pubblica per la gestione dei centri ex anni verdi e li affidi al più bravo e al più competente. Eviti questa giunta di continuare l’obbrobrio fatto dalla giunta MarrazzoBattaglia-Montino di dare con affidamento diretto la gestione di centri che sono accreditati con il servizio sanitario regionale. Il mercato, la concorrenza e la trasparenza sono antidoti alla discrezionalità e alla mala gestione. donato Robilotta già consigliere regionale Pdl Roma

ni saranno presto obbligati a pagare i pedaggi per spostarsi in città. Ed ora il Sindaco per coprire il disagio di chi aveva garantito che il pedaggio non sarebbe mai stato pagato, ritira fuori l'idea di un secondo anello. Probabilmente vuole comtinuare ad inanellare progetti infrastrutturali che, a rigor di logica, non verranno mai realizzati. Ricordo al Sindaco che con gli stessi fondi con i quali vuole realizzare questo secondo anello, si potrebbero realizzare due linee metro nella nostra città, sicuramente più utili ai cittadini e all'ambiente. A questo punto il Sindaco o quando fa queste dichiarazioni si rivolge ad alcuni imprenditori, o altrimenti, vista la perseveranza con cui continua a parlare di queste vicende, aspira a diventare il nuovo signore degli anelli. dario Nanni consigliere comunale Pd, Roma

Raccordo anulare L’inchiesta Giornali punitivi Alemanno Centro disabili novello “signore Ciò che emerge dall’inchiesta sul “Giornale” è che ci troviamo La Polverini davanti ad episodi di puro degli anelli”? squadrismo giornalistico. Una indica una gara Ci mancava anche la riproposi- testata usata a scopi punitivi, pubblica zione di un secondo Raccordo per distruggere chi osava ed osa Sulla questione della gestione Ri. Rei dei centri ex Anni Verdi, e in particolare di quelli gestiti dalla Unisan, ho inviato alla Polverini un dossier in cui ci sono tutte le mie interrogazioni, rimaste senza risposte, e tutte le mie denunce sulla

Anulare. In questi giorni il Sindaco Alemanno è alle prese con i due anelli della Capitale, anche se rischia di fare in entrambi i casi un buco nell'acqua. La vicenda dei giorni scorsi sul Gra si è conclusa nel peggiore dei modi visto che i roma-

criticare il governo e il presidente del Consiglio che, per interposto fratello, ne risulta il proprietario. Un giornale così e i suoi giornalisti andrebbero pesantemente sanzionati dall'Ordine. Franco Laratta giornalista e deputato


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Diritti & DOVeri PreVidenZa risponde il dottor AntonIno nIColo’

amministratore srl

Obbligo contributivo se ha un compenso Sono socio amministratore di una società a responsabilità limitata, che opera nel settore terziario, e partecipo con continuità al lavoro dell’impresa. Quali obblighi contributivi ho? Grazie. A. Ferruccio, Pordenone Se percepisce anche un compenso per la sua attività di amministratore (unico o come componente il consiglio di amministrazione) ha l’obbligo di iscriversi alla Gestione Commercianti dell’iNPS ed anche alla Gestione Separata dei lavoratori autonomi (con l’aliquota del 17%).

Potete inviargli i vostri quesiti direttamente all’indirizzo e-mail: toniconc@libero.it oppure potete telefonargli al numero 388 0554031 ogni giovedì dalle 15 alle 18

specializzazione universitaria

Obbligo di contribuzione alla gestione separata dell’Inps Mio figlio, 26 anni, si è laureato in Medicina a luglio 2008. Sta ora frequentando il corso di specializzazione in ortopedia. Vorrei sapere se è obbligato, per quanto a tal proposito percepisce dall’Università, a versare contributi alla Gestione separata dell’INPS. Le notizie ricevute sono alquante vaghe. G. D’Angelo, Roma L’iNPS, investito della questione posta, ha dato un parere definitivo nel corso del 2009. Con un apposito messaggio ha previsto che il medico in formazione specialistica e non iscritto alla Cassa professionale debba versare la contribuzione alla Gestione Separata con l’aliquota piena, mentre quello iscritto alla Cassa è tenuto al versamento contributivo con aliquota ridotta. in sintesi, l’obbligo sussiste.

separazione dei beni

rateizzazione

contributi

Non contrasta con la reversibilità

Periodi precedenti da riscattare

Quali i tempi di prescrizione

Mio marito è un pensionato dello Stato, in quiescenza da 15 anni, mentre io sono sempre stata, su sue pressioni, una casalinga. Abbiamo un discreto patrimonio in separazione di beni. Mio marito è preoccupato perché ritiene che, in caso di sua premorienza, non mi competa la pensione di reversibilità.

Mio marito ha inoltrato all’INPS, lo scorso aprile, domanda di rendita vitalizia per riscattare precedenti periodi lavorativi privi dei dovuti versamenti. Telefonicamente, ha saputo che la domanda è stata accolta e che quanto prima riceverà l’apposita comunicazione. Considerato, però, che l'importo che gli verrà richiesto sarà certamente oneroso, le chiedo se ne è prevista la rateizzazione e, in caso positivo, in quale misura. P. G., Roma

I contributi, dovuti dai datori di lavoro al fondo pensioni dei lavoratori dipendenti, in quanto tempo si prescrivono? Ho ricevuto due risposte differenti: c’è chi parla di dieci anni e chi di cinque. Qual è la risposta più precisa? P. Padoani, Treviso

D. D., Arezzo Rassicuri suo marito in quanto il regime di separazione dei beni non incide assolutamente sul diritto e sulla misura della pensione al coniuge superstite. Addirittura, il diritto permane anche in caso di separazione legale, a meno che questa non sia determinata da colpa del coniuge superstite.

La risposta tranquillizzerà suo marito. Sì, è prevista la rateizzazione dei contributi da versare fino ad un massimo di 60 rate mensili.

La legge n° 153 del 1969 aveva stabilito che i contributi dovuti ai fondi pensionistici si prescrivessero dopo 10 anni dalla data dell’obbligo di versamento. Successivamente, la legge n° 335 del 1995, ha ridotto questo termine a 5 anni, a far tempo da gennaio 1996. Però, nei casi di denuncia dell’omissione da parte del lavoratore o dei suoi superstiti, la prescrizione rimane decennale.

giovedì 7 ottobre 2010

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Avvertiamo i lettori che alcuni quesiti e relativi pareri vengono ripetuti perché riguardano argomenti che hanno già ottenuto risposta

Per evitare sanzioni

Adempimenti per assumere una colf Vorrei sapere quali sono gli adempimenti preliminari obbligatori, previsti dalla normativa, per l’assunzione di una lavoratrice domestica (colf) presso la propria abitazione? Ho paura di sbagliare e di vedermi affibbiate delle sanzioni. B. Serra, Perugia innanzi tutto è necessario controllare la regolarità dei documenti dell’eventuale lavoratrice. Poi può procedere ad effettuare l’assunzione. Per essa sussiste l’obbligo di dare comunicazione alla Sede iNPS competente in base alla residenza del datore di lavoro. tale comunicazione ha efficacia anche nei riguardi del Centro per l’impiego e per l’iNAiL e deve essere effettuata entro le ore 24 del giorno precedente a quello di inizio del rapporto di lavoro.

autorizzazioni

Permessi per assistere la madre Sono un dipendente ministeriale con 20 anni di contribuzione presso l’INPDAP. Usufruisco di permessi giornalieri (legge 104) per assistere mia madre, affetta da gravi patologie. Non sono sicuro se devo o meno presentare apposita documentazione ogni volta che mi assento. C. Sarti, Bologna Solitamente, tale obbligo non sussiste. e’ sufficiente che esista l’autorizzazione ad assentarsi per 3 giorni ogni mese e non vengono richieste ulteriori formalità. La logica è che l’assistenza può essere esercitata anche con la costanza della presenza o nel disbrigo di incombenze a favore dell’assistito.


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Domenica al Palacavicchi

“Miss Cuba in Italia” con 23 bellezze in gara Madrina sarà la modella Keila Guilarte Gonzales

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ll’inizio per chi ha ideato il concorso “Miss Cuba Italia” era una splendida avventura, che come tutte le iniziative pionieristiche poteva rappresentare un salto nel buio. Oggi, Vincenzo Toccaceli, Presidente dell’Associazione Salsa per la Vita e ideatore del concorso, insieme a Patrizio Mancini, organizzatore della manifestazione più caraibica della capitale, possono ritenersi soddisfatti. Alla sua VI edizione “Miss Cuba” parte sotto i migliori auspici con 23 candidate al seguito provenienti da Napoli., Roma, Cosenza, Verona, Trieste, Udine, Rimini, Modena, Ascoli Piceno e Torino, ragazze giovani che aspirano al titolo di reginetta non solo per omaggiare la bellezza mulatta e statuaria della loro nazione, ma anche per non emarginare una fetta di mondo importante, dal momento che a Cuba non approvano i concorsi di bellezza. Le candidate saranno preparate, tra coreografie, portamento e quant’altro per salire in grande stile il 10 ottobre alle 20 sul palco del Palacavicchi. edia Partner della serata Radioradio (104,5- Sky 860 – www.radioradio.it), che avrà come conduttori il comico Marco Capretti e l’inviata di

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la precedente edizione di Miss Cuba Italia con esibizione in piazza di Spagna

Radioradio Paola Aspri. La giuria che è composta da Ilario Di Giovanbattista (Direttore Editoriale di Radioradio), Francesco Vergovich (Direttore di Radioradio), Gino Santercole, Melù Santercole, Stefano Pantano, Maurizio Mattioli, Josè Perez (Ballerino di “Amici”), Giorgio Lupano, insieme a giornalisti di carta stampata e televisiva, avrà modo di incoronare la più meritevole, valutandola sulla passerella che comprenderà tre uscite di rito: una in abito sportivo, in abito da sera e per ultimo in costume da bagno per delizia-

re gli ospiti vip e i paganti del lato b delle cubane. Ciliegina sulla torta della serata Keila Guilarte Gonzales (Modella e Madre Natura dell’ultima edizione di “Ciao Darwin”) che sarà la madrina della serata ed inoltre siederà in giuria. “Sono felicissima di rendere omaggio come testimonial a questa manifestazione. Inoltre avrei partecipato da candidata, se la mia carriera non avesse preso un’altra piega, perché penso che sia giusto dare un segnale di appartenenza ad una nazione che vive di bellezza e colori da far perdere la testa.

Le “Fleurs du mal” domani a Firenze Domani sera (ore 22) “Feurs du mal” in concerto all’Oktober rosso per la Festa regionale delle giovani comuinste della Toscana al circolo Arci dell’Isolotto. Il gruppo torna a Firenze dopo 2 anni e propone dal vivo il repertorio di rock mescolato al Blues, Swing, Funky, Latin-Rock e ballate, con testi in inglese,italiano e spagnolo, con diversi brani tratti dal recente cd "LOST &

FOUND" (2008-Blond Records), accanto a brani tratti dai precedenti cd ("Luna Blues"-2004-Storie Note; "Road Sweet Home"2001-Il Manifesto; "Fleurs du Mal 3"-1995-Toast Records) ed anche un paio di brani nuovi di zecca...

Nella mia vita tutto è successo per caso, in Italia ho trovato l’amore e per amore sono rimasta nel Bel Paese, dove da tanti anni faccio la modella. La mia più grande passione è il nuoto sincronizzato. A Cuba per dieci anni sono stata nella nazionale di Santiago di Cuba. Essere il portafortuna di 23 ragazze cubane che si battono per il titolo della più bella mi riempie di gioia, anche perché se ce l’ho fatto io, possono farcela anche loro, basta avere determinazione e la voglia di sorridere tipica del nostro carattere”.


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Festival di Roma, 5° edizione

Le 16 opere in concorso (molti film indipenenti) Il programma illustrato da Piera Detassis. Si ringiovanisce dI

lUCIAnA veCChIolI

Poche star, poco glamour, meno major ma in compenso dovremmo attenderci parecchia sostanza: tanti film giovani ed indipendenti. Anche la pattuglia delle pellicole in concorso made in Italy appare alquanto anomala, complessivamente sono quattro ma almeno tre non parlano italiano perché realizzate fuori del territorio nazionale. La quinta edizione del Festival di Roma punta alla qualità, prova a lanciare lo sguardo oltre i confini nazionali, tentando in qualche modo di scrollarsi di dosso una sorta di provincialismo imperante. "Raccontiamo temi forti, vicini all'attualità, ma attraverso un linguaggio strettamente cinematografico, niente neorealismo - annuncia il direttore artistico Piera Detassis - Il festival si ringiovanisce, si abbatte l'età media degli autori, classe '64, ci saranno molti più film indipendenti. Abbiamo anche un madrina giovanissima come Valeria Solarino. Ho letto che il festival è stato definito "Mamma Roma" per le tematiche famigliari affrontate, ma io direi che si tratta piuttosto di Roma Capitale. Abbiamo realizzato un breve montato che proporremo all'inizio dei film con le immagini più significativi della Città Eterna, per celebrare i suoi 140 anni". Sedici le opere in concorso, di cui dicevamo quattro italiane dirette da altrettanti registi per lo più sconosciuti al grande pubblico. "Avremmo voluto dare un titolo del tipo 2010 fuga dall'Italia" ironizza la direttrice

valeria Solarino, madrina della della manifestazione. In alto: Piera detassis, direttore artistico artistica. Vediamoli nel dettaglio. "Gangor" di Italo Spinelli, coproduzione italo-indiana, girato in India con un cast tutto straniero, parlato in hindi, tratto da un breve e toccante racconto sulle donne tribali della Purulia firmato dalla scrittrice Mahasweta Devi da sempre in prima linea nelle cause sociali e femminili. "Io sono con te" di Guido Chiesa, la storia di una ragazza vissuta nella Galilea di duemila anni fa: Maria di Nazareth. Girato in Tunisia, cast straniero, interamente parlato in arabo e greco antico, un viaggio alle radici del cristianesimo e della maternità. "Una vita tranquilla" di Claudio Cupellini, girato in Germania, protagonista Toni Servillo che per metà film parla tedesco. "La scuola è finita" di Valerio

Jalongo con Valeria Golino e Vincenzo Amato, storia ambientata in una scuola romana dove regna la difficile condizione di ragazzi ed insegnanti. Sette, invece, le pellicole Usa in concorso e fuori concorso. Si va dal dramma famigliare già passato a Toronto, "Rabbit Hole" di John Cameron Mithchell con protagonista e produttrice Nicole Kidman (la sua presenza non è stata confermata), all'atteso film sulla genesi di Facebook, "The social Network" di David Fincher, tra i favoriti per essere candidato all'Oscar e che sarà oggetto di un evento speciale. E poi ancora troviamo "Dog Sweat" girato clandestinamente in Iran, sulla vita dei giovani persiani. "I fiori di Kirkuk" produzione italiana e regista curdo che vive a Roma.

"Oranges and Sunshine" diretto da Jim Loach (figlio del regista Ken Loach) con Emily Watson. "Let me in" di Matt Reeves, remake di "Lasciami entrare". Anteprima del secondo film delle Winx, questa volta in 3D. Anteprima italiana di "Porco rosso", il capolavoro d'animazione realizzato da Hayao Miyazaki nel 1992 ancora inedito nel nostro Paese. Alla rassegna, che verrà aperta da "Last night" di Massy Tadjedin con Keira Knightley e Eva Mendes (entrambe confermate sul tappeto rosso), non mancherà poi film che provengono dalla televisione come il pilot di "Boardwalk Empire" di Martin Scorsese, "Carlos" di Olivier Assayas, "Le cose che restano" di Gianluca Tavarelli. Anteprima mondiale di venti minuti di "Dylan Dog: Dead of Night". Tra le star che sicuramente non mancheranno, Fanny Ardant che verrà a presentare un suo corto sui rom a Roma "Chimere assenti", Julianne Moore che riceverà l'Acting Award e presentare il suo ultimo film "The Kid are all right". Il presidente Gian Luigi Rondi, ha voluto ricordare come ogni anno gli omaggi del festival. La versione restaurata di "Rashomon" di Akira Kurosawa e su tutti l'omaggio a Ugo Tognazzi, a venti anni dalla scomparsa, con il documentario "Ritratto di mio padre" firmato dalla figlia Maria Sole. Ci sono poi i duetti che vedranno l'incontro fra Margherita Buy e Silvio Orlando, Giancarlo De Cataldo e Gabriele Salvatores, "Lezioni di cinema" con John Landis e Alexandre Rockwell.


to n Me e Pl P SU

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CINEguida

Film in programmazione Ad occhi chiusi documentario sul tango l progetto si propone di esplorare, attraverso una dettagliata documentazione ed analisi, i risvolti sociali, psicologici ed esistenziali che il ballo del tango ha nella nostra società, ponendo l'accento sull'esperienza dei diretti protagonisti grazie alle storie e alle testimonianze dei tangueri e delle tanguere, di chi cioè vive questo ballo come una componente essenziale della propria vita, a cui si affiancheranno le analisi di importanti studiosi della contemporaneità (antropologi, psicologi, sociologi..),Seguiremo così Rossana, giovane artista italiana che grazie al tango riscatta la sua femminilità, subendo una reale metamorfosi dello spirito. Incontreremo Nicola, Pietro e Simonetta, che a passi di tango riescono a tenere lontane le loro malattie fisiche e dell'anima. L'intreccio narrativo sarà costellato e impreziosito da voci evolti di numerosi protagonisti: conosceremo i più importanti ballerini argentini in circolazione (Sebastian Arce Mariana Montes Cicho Fruomboli etc...), maestri di tango, studiosi e ricercatori.

(l')Amore buio regia: Antonio Capuano con Irene de Angelis, Gabriele Agrio, luisa ranieri, Corso Salani, valeria Golino, Anna Ammirati, fabrizio Gifuni Alla fine di una domenica di sole, mare, tuffi e pizza, quattro ragazzini, approfittano di

Irene, anche lei adolescente. Uno di loro, Ciro 16 anni, la mattina dopo va a denunciare sé e gli altri. Vengono condannati a due anni di reclusione. Quei due mondi, così opposti e diversi, finiranno coll’attrarsi, incontrarsi, fondersi. Irene e Ciro, da lontano (l’uno dal carcere di Nisida, e l’altra dalla casa meravigliosa dove vive con la famiglia in una delle zone belle della città), quasi senza accorgersene, lentamente cominceranno un irresistibile avvicinamento.

Benvenuti al Sud regia: luca Miniero con Claudio Bisio, Alessandro Siani, Angela finocchiaro, valentina lodovini, nando Paone, Giacomo rizzo Remake della commedia francese, record di incassi, scritta, diretta ed interpretata da Dany Boon (al quale il film riserva un piccolo omaggio con una fugace apparizione), "Bienvenue chez le ch'tis" (in Italia uscita con il titolo di "Giù al Nord"). Il film sceneggiato da Massimo Gaudioso (coautore di "Gomorra") e diretto dal regista di "Incantesimo napoletano" sembra funzionare. Divertente, a tratti esilarante, soprattutto nella prima parte, quella che descrive la calata verso il Meridione da parte del brianzolo funzionario (Bisio) delle Poste Italiane. Con una certa abilità e sapienza la pellicola gioca su luoghi comuni e stereotipi sociali tra Nord e Sud che in questi ultimi anni una certa politica (quella leghista) ha

Giacomo rizzo, Claudio Bisio, Angela finocchiaro, Alessandro Siani e valentina lodovini in una scena di “Benvenuti al Sud” alimentato. Ben dosato, molto attento a non valicare alcuni confini (forse il regista avrebbe potuto osare di più, visto il contesto), lontano dal trash dei vari cinepanettoni, il film mette in luce vizi e virtù degli italiani. Perplessità su un finale scontato e buonista. Buon cast di attori protagonisti che però appaiano meno credibili dei colleghi (di rango) con ruoli da caratterista.

un affare di droga andato male, lascia il suo posto di professore di Filosofia Classica alla Brown University e torna al suo paese nativo, nel rurale Oklahoma. Al suo arrivo si rende conto che i racconti sulla morte di suo fratello sono "alquanto esagerati" e presto si trova coinvolto in uno dei complotti di Brady.

fratelli in erba

regia: Christopher nolan con leonardo di Caprio, Marion Cotillard, ellen Page, Cillian Murphy, Michael Caine, Complesso, di difficile fruizio-

regia: tim Blake nelson con edward norton, Melanie lynskey, Susan Sarandon, Keri russell, Maggie Siff Quando Bill Kincaid riceve la notizia dell'assassinio del suo gemello Brady, morto in

Inception

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CineguiDa

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MInICrItIChe deI fIlM In ProGrAMMAZIone nelle SAle ne, tutto improntato sul continuo gioco tra realtà e finzione, conscio e subconscio, che neanche il finale riesce a svelare, Nolan mette in campo uno dei suoi film più ambiziosi. Un labirinto, non solo metaforico, dove lo spettatore rischia più volte di perdersi nel tentativo di capire cosa realmente stia accadendo. Sforzo del tutto inutile, probabilmente è sufficiente lasciarsi trasportare dagli eventi che si susseguono incalzanti, confusi e non porsi troppe domande. Forse la forza del film è proprio qui, nel non delineare completamente il contesto in cui opera? Oppure è semplicemente una trovata furbetta? Presto ne verrà tratto anche un videogioco. A metà tra "Matrix" e "Shutter Island" di Scorsese, le incursioni di Dom Cobb (un ottimo Leonardo Di Caprio) nei meandri della mente umana ha già conquistato mezzo mondo. Ne esce fuori una sorta di thriller dove però non c'è colpevole.

Innocenti bugie regia: James Mangold con Cameron diaz, tom Cruise, Peter Sarsgaard Una solitaria casalinga della provincia americana (Cameron Diaz) vede la sua vita sconvolta dopo aver partecipato ad un apputamento al buio con quella che si rivela una super-spia internazionale (Tom Cruise) che la conduce in un pericoloso viaggio intorno al mondo per proteggere un'invenzione che potrebbe rivelarsi la chiave dei problemi energetici del pianeta.

la pecora nera regia: Ascanio Celestini con Giorgio tirabassi, luisa de Santis, Barbara valmorin, Maya Sans "Il manicomio è un condominio di santi. So' santi i poveri matti asini sotto le lenzuola cinesi, sudari di fabbricazione industriale, santa la suora che accanto alla lucetta sul como-

dino suo si illumina come un ex-voto. E il dottore è il più santo di tutti, è il capo dei santi, è Gesucristo". Così ci racconta Nicola i suoi trentacinque anni di "manicomio elettrico", e nella sua testa scompaginata realtà e fantasia si scontrano producendo imprevedibili illuminazioni. Nicola è nato negli anni sessanta, "i favolosi anni sessanta", e il mondo che lui vede dentro l'istituto non è poi così diverso da quello che sta correndo là fuori – un mondo sempre più vorace, dove l'unica cosa che sembra non potersi consumare è la paura.

la vendetta di Kid regia: Brad Peyton con Chris o'donnell, Jack McBrayer, Carlos Alazraqui, Paul rodriguez, Alec Baldwin, Michael Clarke duncan, Joe Pantoliano, roger Moore, Bette Midler, Malcolm Stewart, Malcolm Goodwin Continua il racconto della battaglia tra cani e gatti per il controllo della Terra. Gli amici a quattro zampe saranno impegnati a fronteggiare il ritorno di Kitty Galore intenta a progettare la sua vendetta e la conquista del mondo.

Mangia prega ama regia:: ryan Murphy con Julia roberts, James franco, Billy Crudup, Javier Bardem, richard Jenkins. Sarà pure un film tratto dal libro autobiografico di Elizabeth Gilbert, peraltro assai fedele al testo, ma non si può certo ignorare l'interminabile serie di banalità e luoghi comuni che contiene. Una così lunga sfilza di fesserie sull'italiano medio, rappresentato (senza un filo di ironia) in tutte le salse, non si era mai vista nella storia del cinema. Mentre guarda le partite di calcio, mentre litiga, gesticola ed ovviamente insulta l'avversario. Mentre apostrofa le ragazze per strada con un bel "A' bone!" e poi gli tocca il

culo. Non rispetta la fila e naturalmente "magna a quattro canasse" e parla solo di sesso e amore. Mancano i mandolini e poi siamo al completo. Definirla "eccessiva rappresentazione stereotipata del nostro Paese" è essere gentili. Come se non bastasse la commedia non ingrana la marcia giusta, a tratti appare stanca e noiosa, la storia della scrittrice in fuga dalla sua insoddisfazione sentimentale ed esistenziale non convince

Mordimi reGIA: Jason friedberg, Aaron Seltzer con Jenn Proske, Matt lanter, Chris riggi, Parodia della saga di Twilight, Mordimi èuna commedia sulla rabbia adolescenziale e i film romantici dei nostri tempi. Becca, un'adolescente ansiosa che non è una vampira, è incerta tra due ragazzi. Prima di poter scegliere, deve superare gli ostacoli creati dal padre ultraprotettivo, che la imbarazza trattandola come una bambina. Nel frattempo, anche gli amici di Becca vivono i loro problemi sentimentali. Tutti questi legami romantici arrivano a una conclusione esilarante durante il ballo scolastico.

niente paura regia: Piergiorgio Gay con luciano ligabue, musiche di luciano ligabue Niente paura è un film sull’identità nazionale nell'epoca delle "passioni spente", nell’epoca della crisi radicale della politica, in senso lato. Il film racconta - in modo non ideologico, ma attraverso le storie personali di uomini e donne comuni, di persone conosciute e dello stesso Ligabue - colonna sonora del film e "narratore per eccellenza" - come siamo e come eravamo, in realtà da dove veniamo (fine anni Settanta, primi anni Ottanta, quando si opera una svolta sia nelle istituzioni

che nel costume) e quale Paese siamo diventati oggi.

Quella sera dorata reGIA: James Ivory Omar Razaghi è uno studente di origini iraniane diplomatosi all'università del Colorado al quale viene assegnata un borsa di studio per scrivere la biografia ufficiale dell'autore scomparso latino-americano Jules Gund. Ma, a sorpresa, la Fondazione Gund nega a Omar l'autorizzazione alle ricerche. Su consiglio della fidanzata Deirdre, il ragazzo si reca in Uruguay per incontrare gli eredi e chiedere all'esecutore testamentario di cambiare idea. Ma si ritrova coinvolto in un vespaio di intrighi, relazioni improprie e stravaganze.

Sharm el SheikhUn’estate indimenticabile fabrizio Ugo regia: Giordani Brignano, enrico con Giorgio Panariello, laura dazzi, Cecilia torrisi, Michela Quattrociocche, elena russo, Maurizio Walter Casagrande, Santillo, daniele la leggia, fioretta Mari, ludovica Bizzaglia, hassan Shapi, Sergio Muniz Titolo esplicativo per non lasciare spazio a dubbi, location spettacolare, uno degli hotel a cinque stelle più famosi della celebre meta turistica, un cast di attori capace di soddisfare qualsiasi palato, da Nord a Sud. La formula è quella del cinepanettone anche se costruito con un tocco di maggiore eleganza, a parte la scena alla Tinto Brass con un'inquadratura po' troppo insistente sul lato b di una prostituta russa che tenta Brignano. sedurre di Equivoci, malintesi, bugie, sentimenti ed una incursione sul sociale che non guasta mai, il film scorre via senza problemi. Sempre esilaranti e riuscite le gag del comico


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MInICrItIChe deI fIlM In ProGrAMMAZIone nelle SAle del passato. La consapevolezza di essere diversi dagli altri non fa che accrescere le barriere che li separano dal mondo fino a portarli ad un isolamento inevitabile ma consapevole. L'idea del film nasce dal libro La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano, vincitore del premio Strega 2008.

Somewhere regia: Sofia Coppola con Stephen dorff, elle fanning, Chris Pontius, Michelle Monaghan, laura ramsey, robert Schwartzman, Giorgia Surina Johnny vive a Hollywood nel leggendario hotel Chateau Marmont. Se ne va in giro sulla sua Ferrari e casa sua è un flusso continuo di ragazze e pasticche. Totalmente a proprio agio in questa situazione di torpore, Johnny vive senza preoccupazioni. Fino a quando giunge inaspettatamente allo Chateau la figlia undicenne, Cleo (Elle Fanning), nata dal suo matrimonio fallito. Il loro incontro spinge Johnny a riflessioni esistenziali, sulla sua posizione nel mondo e ad affrontare la questione che tutti dobbiamo affrontare: quale percorso scegliere nella nostra vita?

Step-up 3 d reGIA: Jon Chu con harry Shum Jr., Adam G. Sevani, Kylie Goldstein Luke è un ballerino di strada orfano, impegnato nel disperato tentativo di non essere sfrattato dalla sua unica casa: un vecchio magazzino decadente che è invece il paradiso di tanti ballerini di strada provenienti da tutto il mondo. Per farlo lui e la sua crew dovranno vincere la World Jam Competition dove i migliori ballerini di strada del mondo si ritrovano faccia a faccia per decretare chi sia il più forte. Sulla strada per la vittoria incontrerà Natalie, una balle-

rina fantastica ma decisamente misteriosa....

the American regia: Anton Corbijn con George Clooney, Bruce Altman, violante Placido, thekla reuten, Paolo Bonacelli, filippo timi, Irina Björklund, Samuli vauramo, Björn Granath Solo ed unico tra gli assassini, Jack (interpretato da Clooney) è un esperto artigiano. Quando un lavoro in Svezia finisce in maniera più cruente di come se lo sarebbe aspettato, questo Americano all'estero promette al suo contatto Larry (Bruce Altman) che il suo prossimo incarico sarà il suo ultimo. Jack si ritira nella campagna italiana, dove si nasconde in un piccolo paesino sperduto e gode la lontananza dalla morte. Il suo compito, come assegnatoli da una donna belga, Mathilde, è nella costruzione di un'arma super letale. Sorprendendo se stesso, Jack si rivolge al prete locale Padre Benedetto e inizia una relazione amorosa con Clara. Nell'uscire dalla solitudine ed oscurità Jack però sta provocando la sorte.

the town regia: Ben Affleck con Ben Affleck, rebecca hall, Chris Cooper La storia racconta di un rapinatore di banche, interpretato da Ben Affleck, che si invaghisce della cassiera di una banca (Rebecca Hall) che ha svaligiato, senza sapere che in realtà questa è anche l'esca che un agente dell'FBI ha gettato al ladro per catturarlo.

Una sconfinata giovinezza regia: Pupi Avati con fabrizio Bentivoglio, francesca neri, Serena Grandi, Gianni Cavina, lino Capolicchio, Manuela

Morabito, erika Blanc, vincenzo Crocitti Lino Settembre e sua moglie Chicca conducono una vita coniugale serena e senzaserie difficoltà. Sono entrambi soddisfatti delle loro professioni, lui prima firma alla redazione sportiva del Messaggero e lei docente di Filologia Medievale alla Gregoriana. L'unico vero dispiacere che ha accompagnato i venticinque anni di matrimonio è la mancanza di figli. Una mancanza che non ha compromesso la loro unione ma l'ha al contrario rinsaldata. L'oggi però, in modo totalmente inatteso, presenta loro una grossa preoccupazione: Lino da qualche tempo accusa problemi di memoria che mano a mano si accentuano andando a compromettere in modo sempre più evidente il quotidiano svolgersi delle sue attività sia nell'ambito professionale che familiare. Dapprima sia lui che Chicca decidono di riderci sopra ma il disturbo si manifesta sempre più fino a quando, dopo attenti e approfonditi esami, un neurologo diagnostica una patologia degenerativa delle cellule cerebrali. Inizia così una toccante storia d'amore fra un uomo che si allontana sempre più dal presente, con la mente trascinata in infiniti altrovi, e la sua donna che, rifiutando qualsiasi ipotesi di abbandono e qualsiasi ausilio che la escluda, decide di stargli accanto nel processo "regressivo"

lago dove anni prima avevano festeggiato la vittoria della squadra. Ricreando atmosfere del passato, scoprono che crescere non significa necessariamente diventare adulti.

20 sigarette regia: Aureliano Amadei con Carolina Crescentini, vinicio Marchioni, Giorgio Colangeli, Massimo Popolizio, Gisella Burinato, Antonio Gerardi, duccio Camerini, luciano virgilio, Alberto Basaluzzo, orsetta de rossi, edoardo Pesce Novembre 2003: Aureliano, 28enne, precario nel lavoro e negli affetti, riceve all'improvviso l'offerta di partire per lavorare come aiuto regista alla preparazione di un film che si svolge in Iraq, al seguito della "missione di pace" dei militari italiani, con il regista Stefano Rolla. Aureliano non fa in tempo a finire un pacchetto di sigarette che si ritrova protagonista della tragedia dell'attentato alla caserma di Nassirya del 12 Novembre 2003. E' l'unico "civile" sopravvissuto di una strage che ha ucciso ben 19 italiani...

Un weekend da bamboccioni regia: dennis dugan con Adam Sandler, Kevin James, rob Schneider Trent'anni dopo il diploma, cinque amici, vecchi compagni di squadra, si riuniscono per onorare la scomparsa dell'allenatore di basket d'infanzia. Con mogli e figli, trascorrono insieme il weekend del 4 luglio nella casa sul

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fIlM dellA SCorSA StAGIone Che Potrete PreSto rIvedere In tv

film recenti che potrete vedere in tv Affetti & dispetti (la nana) regia: Sebastiàn Silva con Catalina Saavedra, Claudia Celedòn. La storia di una donna di bassa statura? Niente di tutto questo. La nana è una sorta di "tata" italiana, la colf che vive con la famiglia, occupandosi sia della casa che dei bambini. Qui magistralmente interpretata da una bravissima e sconosciutissima attrice cilena (Catalina Saavedra, non a caso premiata al Sundance ed a Torino), che praticamente da sola sostiene tutto il film, riuscendo a mettere tutti in ombra. La pellicola ha un impianto molto teatrale, si svolge all'interno delle varie stanze della villetta di una famiglia benestante. I dialoghi sono pochi ed il tutto trapela e si intuisce dalle espressioni di questa cameriera, introversa, scorbutica e dallo sguardo triste. Un volto spesso in primo piano che riesce a spiegare meglio di mille parole stati d'animo ed emozioni. Vale la pena darci un'occhiata solo per vederla all'opera.

Agora regia: Alejandro Amenàbar con rachel Weisz, Max Minghella Non è un film contro il cristianesimo ma contro tutti i fond a m e n t a l i s m i . Sostanzialmente è questa la chiave di lettura. Un concetto però non condiviso dalle alte gerarchie della Chiesa che, secondo la casa di distribuzione, dopo una proiezione riservata ha avuto reazioni stizzite di dissenso sul taglio dato alla pellicola. La vera

storia della filosofa greca Ipazia uccisa e fatta a pezzi dagli integralisti cristiani nel 391 dopo Cristo ad Alessandria d'Egitto, ha faticato non poco ad uscire in Italia, suscitando, come era prevedibile, parecchie polemiche. Il ruolo del vescovo Cirillo, che avrebbe istigato la congrega dei Parabolani ad uccidere la scienziata, non è molto piaciuto, ma secondo il regista quello che si vede nel film è solo il 30 per cento del male che ha fatto l'alto prelato.

Alice in Wonderland regia: tim Burton con Johnny depp, Mia Wasikowska, Anne hathaway. Spettacolare ed emozionante Burton. Ancora una volta non delude, regalandoci una inedita Alice, indipendente, moderna ed ormai ventenne. Non più la bambina del Paese delle Meraviglie, ma una donna che intraprende un nuovo viaggio nel Sottomondo per conoscere il suo futuro, che non sarà quello di sposare il viscido e stupido Lord Hamish. Il suo destino è diventare una donna d'affari. Johnny Depp sempre all'altezza dei personaggi che interpreta, anche in questo caso bizzarro e divertente al punto giusto nei panni del Cappellaio Matto. Strepitosa Helena Bonham Carter (dolce metà del regista), la tirannica monarca "capocciona" Iracondia, dal carattere irascibile ed una certa propensione a tagliare la testa dei suoi nemici, che poi lascia soavemente galleggiare nel fossato che circonda il castello.

Amante (l') inglese regia: Catherine Corsini con Kristin Scott thomas, Sergi lopez Epopea tutta al femminile dove protagonista è una donna che lotta per affermare la propria autodeterminazione. Suzanne vive in una bella

villa nel sud della Francia con un marito e due figli adolescenti. Una esistenza borghese e piena di noia spezzata dall'incontro con Ivan, rude operaio spagnolo con qualche errore alle spalle, che un giorno arriva per ristrutturare lo studio dell'abitazione. Un'avventura che si trasforma presto in passione travolgente e vero amore. Il marito, noto medico della zona molto attento alle apparenze ed in procinto di lanciarsi nella carriera politica, più che altro ferito dall'essere stato scaricato per un semplice operaio, cercherà in tutti i modi di contrastare la liaison, ricorrendo anche a biechi ricatti. Finale catartico.

A serious man regia: Joel & ethan Coen con Michael Stuhlbarg Il film è ambientato nel 1967 in una comunità ebraica di una non bene identificata cittadina del Mid West. Larry Gopnik è un docente universitario e cerca di vivere secondo le regole della collettività. Tenta di fare del suo meglio nonostante abbia il figlio che fuma erba, la figlia che vuole rifarsi il naso, la moglie lo lascia per un altro uomo e tanta sfiga lo perseguita. Il tutto condito da un tagliente umorismo yiddish. Gli stessi Coen, intervenuti al festival del cinema di Roma, hanno ammesso di aver attinto a piene mani, nello scrivere la sceneggiatura, dai ricordi della loro infanzia. Grande prova dell'attore protagonista, Michael Stuhlbarg, in Italia del tutto sconosciuto del quale però si intuisce l'enorme capacità interpretativa per cui è noto nell'universo teatrale Usa.

A single man regia: tom ford con Colin firth e Julianne Moore Patinato e forse stilisticamente troppo perfetto (poteva essere diversamente?), ma con un grande Colin Firth nei

panni di un professore universitario che non riesce a dare un senso alla vita dopo la morte del suo compagno per un incidente stradale. Discreto esordio alla regia per il celebre stilista texano che è riuscito a fare un film con parecchie imperfezioni, eppure coinvolgente ed emozionante. Libero adattamento del romanzo di Christopher Isherwood "Un uomo solo", è un racconto sull'amore interrotto, sull'isolamento della condizione umana e l'importanza dei momenti apparentemente insignificanti della vita.

Avatar regia: James Cameron con Sam Worthington, Sigourney Weaver Cosa dire di più di quanto non si sia già sproloquiato su questo film. Gli effetti sono davvero speciali (l'animazione è splendida, in particolare le figure dei Na'vi e l'ambientazione di Pandora), la storia però, per quanto politicamente corretta, è un po' banalotta. I buoni, i cattivi, l'amore, il lieto fine, con tanto di pistolotto moralistico. Il cattivo è così cattivo da sembrare una caricatura. Già dalle prime scene si capisce al volo dove andrà a parare e soprattutto come finirà. E poi sembra un lungo déjà-vu. A tratti viene in mente "Balla coi lupi", "The Fountain" di Aronofskye (ma l'albero della vita non è simile?), "Soldato blu", "Il signore degli anelli", "Apocalypse Now" e chi più ha più ne metta. Un consiglio: provate a vederlo anche nella versione normale, senza gli occhialini, nei cinema che non hanno il 3D. I colori sono molto più vivaci.

Baciami ancora regia: Gabriele Muccino con Stefano Accorsi, vittoria Puccini, Pierfrancesco favino, Claudio Santamaria, Giorgio Pasotti, Marco Cocci, Sabrina


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fIlM dellA SCorSA StAGIone Che Potrete PreSto rIvedere In tv Impacciatore. Muccino in grande forma. La trasferta americana gli ha fatto bene, lo ha galvanizzato ed arricchito e con la macchina da presa fa faville. Corre letteralmente dietro agli attori, non li molla un istante nel tentativo di estrapolare emozioni e sentimenti. Dopo i trentenni racconta gioie e dolori della generazione dei quaranta. Il ritorno alle radici ma anche la voglia di rimettersi in gioco, l'amore per l'altra persona e quello per i figli. Un gruppo di amici impegnati in una estenuante ricerca della felicità. Forse una costruzione un po' troppo adrenalitica ed affannata (in 2 ore e19 di durata), ma decisamente efficace nel delineare i personaggi. La new entry Vittoria Puccini non fa rimpiangere Giovanna Mezzogiorno.

Mezzogiorno Easy Rider in salsa lucana. Dal Tirreno allo Ionio a piedi per dieci giorni, attraversando una delle regioni più belle e suggestive del nostro Sud d'Italia. Divertente e surreale road movie musicale che vede protagonisti cinque personaggi in cerca delle proprie identità. Interessante esordio dietro alla macchina da presa per l'attore Rocco Papaleo, fino ad ora quasi esclusivamente relegato nei panni del caratterista, che con questa strampalata pellicola tenta di raccontare risorse e potenzialità della sua terra. Cinque amici, una piccola band di provincia per non rinunciare ai propri sogni. Cast credibile ed a proprio agio nelle singole interpretazioni, anche per un cantante come Gazzè alla sua prima prova cinematografica.

Bangkok dangerous

Brotherhood (fratellanza)

regia: oxide e danny Pang con nicolas Cage e Charlie Young Remake dell'omonima pellicola del '99 dei fratelli di Hong Kong, già noti per "The eye", che rifanno se stessi. Come spesso avviene, la star indigena viene rimpiazzata da quella a stelle e strisce. In questo caso Nicolas Cage, che oltre al ruolo di interprete principale (spietato killer che si innamora di una ragazza sordomuta) si è anche ritagliato quello da produttore. Action movie a tinte noir (con velleità da thriller psicologico) che però non convince per niente. Regia svogliata ma anche una performance non certo eccellente del protagonista che si ostina a porsi con la stessa smorfia stampata sul volto, nel tentativo di esternare disagio ed inquietudine.

Basilicata coast to coast regia: rocco Papaleo con Alessandro Gassman, Paolo Briguglia, Max Gazzè, rocco Papaleo, Giovanna

regia: nicolo donato con thure lindhardt, david dencik Una delle pellicole più interessanti in circolazione quest'estate. La storia di un amore pericoloso ma soprattutto la ricerca della propria identità. Deluso da un mancato avanzamento di carriera, Lars decide di lasciare l'esercito. Più per noia che per convinzione decide di aderire ad un movimento neo-nazista dove conosce Jimmy. I due uomini daranno inizio ad una relazione segreta, ma la loro passione proibita dovrà scontare la punizione del gruppo di estrema destra. Tuttavia l'amore e l'attrazione sessuale è così forte che, pur dovendo infrangere ogni regola, Lars e Jimmy non riusciranno a mettere fine alla relazione. Attori all'altezza di uno script non facile ed alquanto complesso da interpretare. Da non perdere. Marc'Aurelio d'Oro al Festival di Roma.

Cado dalle nubi regia: Gennaro nunziante

con dino Abbrescia, fabio troiano e Giulia Michelini Ignorante, cafone, scorretto, razzista, non azzecca un congiuntivo, però sfonda nel mondo della tv. Il trionfo della mediocrità. La fotografia esatta dell'Italia di oggi, quella che ci propina tutti i giorni il piccolo schermo. E lui, Checco Zalone, il comico di Zelig, ci sguazza. La sua parodia è esilarante. Un esordio felice per il comico tv, rispetto a tanti colleghi che hanno tentato la stessa strada con risultati davvero deludenti. Riesce a fare un film corale dove anche i personaggi di contorno danno il loro significativo contributo, evitando che la storia sia solo una lunga sfilza di gag. Prende in giro tutti, con ingenuità usa un linguaggio scorretto ed assurdo. Fa la pipì nella sacra ampolla di acqua del Po e scambia Alberto da Giussano per un Power Ranger.

Che fine ha fatto osama Bin laden? documentario di Morgan Spurlock Dopo "Super Size Me", il regista, autore, produttore ed attore del cinema indipendente americano mette mano ad un'altra provocatoria impresa: scovare Bin Laden e soprattutto capire se c'è qualcuno che ha mai provato veramente a cercarlo. Sopra a tutti, Cia ed FBI. Inizia a New York e fa il giro del mondo. Attraversa Egitto, Marocco, Israele, Palestina, Arabia Saudita, Afghanistan fino alle regioni tribali del Pakistan. Lungo il percorso interroga esperti ed imam, accademici e terroristi. In Europa visita i ghetti delle grandi città dove gli immigrati aspirano alla guerra santa. Irriverente, divertente e parecchio documentato il film paradossalmente sviluppa una profonda comprensione dei conflitti che turbano il mondo, con parecchi spunti di riflessione.

Che fine hanno fatto i Morgan? regia: Marc lawrence con hugh Grant, Sarah Jessica Parker Veramente il sottotitolo potrebbe essere: che fine ha fatto Hugh Grant? Il ragazzo, ormai cinquantenne per la verità, non sembra più quello di "Quattro matrimoni e un funerale" oppure "Notting Hill". Film noioso e non riuscito nonostante lo sforzo produttivo di mettere insieme due star del cinema inglese ed americano. L'idea di catapultare in piena campagna una coppia di cittadini doc che non riesce a staccarsi dal BlackBerry, per andare a vivere nel Wyoming (accanto a cavalli, orsi e rudi cow-boy con tanto di pistola nella fondina), poteva anche funzionare. In questo caso però non fa neanche tanto ridere. Sceneggiatura debole e recitazione altrettanto sciatta.

City Island regia: raymond de felitta con Andy Garcia, Alan Arkin, Julianna Margulies Da tempo non vedevamo una sceneggiatura così curata e ben scritta. Risultato, una spassosissima commedia con una storia che gira intorno al classico gioco delle verità nascoste, ambientata in uno dei quartieri meno noti di New York. Protagonista, un inedito ed istrionico Andy Garcia, nei panni della guardia carceraria con il pallino della recitazione (la scena del suo primo provino vale tutto il film), con parecchi scheletri nell'armadio, come del resto hanno tutti gli altri componenti della famiglia. Ottimo cast di attori, diretto con impegno da un regista che arriva dal cinema indipendente i cui film fanno spesso il giro dei festival più prestigiosi e che ha anche recentemente affermato di ispirarsi al nostro Pietro Germi. Cosa volere di più?


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fIlM dellA SCorSA StAGIone Che Potrete PreSto rIvedere In tv Chloe regia: Atom egoyan con Julianne Moore, liam neeson Apparentemente un thriller, ma molto più intenso nella sua struttura e complessità. E' anche una storia d'amore, di suspance ed ipotetici tradimenti. Viaggio, con qualche perversione, in un tranquillo ma fragile ménage coniugale. Catherine, stimata ginecologa della middle class, sta organizzando una festa a sorpresa per il compleanno del marito David, professore di musica. La stessa sera l'uomo perde però il volo da New York per tornare a casa e la moglie comincia a nutrire qualche sospetto, soprattutto dopo aver scoperto nel suo cellulare un ambiguo sms di una delle sue allieve. Una sera a cena fuori con amici, Catherine incontra per caso Chloe, giovane e bellissima escort di lusso. Per liberarsi dell'ossessione decide di ingaggiarla per testare la fedeltà del marito. Resterà invischiata invece in un gioco pericoloso che la condurrà ad un rapporto lesbo.

Christmas (A) Carol regia: robert Zemeckis con i volti di Jim Carrey, Gary oldman e Colin firth Onestamente un po' troppo lugubre e poco adatto a bimbi molto piccoli per essere definito un film di Natale destinato alle famiglie. Inizia con un morto disteso dentro una bara con due monete sugli occhi, per poi proseguire con una serie di fantasmi che fanno visita al vecchio avaro Scrooge nella sua casa oscura e sinistra. Tuttavia l'adattamento cinematografico della celebre fiaba di Charles Dickens è un piccolo capolavoro, soprattutto di tecnica. Realizzato con il sistema motion capture (quello utilizzato per The Polar Express), ossia cattura delle espressioni degli attori (celebri!) riportate digitalmente sul grande

schermo sotto forma di animazione, riesce a dare una profondità ed una nitidezza alle immagini da sembrare un film su pellicola.

City Island regia: raymond de felitta con Andy Garcia, Alan Arkin, Julianna Margulies Era da tempo che non vedevamo una sceneggiatura così curata e ben scritta. Risultato, una spassosissima commedia con una storia che gira intorno al classico gioco delle verità nascoste, ambientata in uno dei quartieri meno noti di New York. Protagonista, un inedito ed istrionico Andy Garcia, nei panni della guardia carceraria con il pallino della recitazione (la scena del suo primo provino vale tutto il film), con parecchi scheletri nell'armadio, come del resto hanno tutti gli altri componenti della famiglia. Ottimo cast di attori, diretto con impegno da un regista che arriva dal cinema indipendente i cui film fanno spesso il giro dei festival più prestigiosi e che ha anche recentemente affermato di ispirarsi al nostro Pietro Germi. Cosa volere di più?

Colpo di fulmine - Il mago della truffa regia: John requa e Glenn ficarra con Jim Carrey, ewan McGregor Certo, la storia nella fase di scrittura della sceneggiatura è stata parecchio romanzata ma sembra che tutti gli eventi descritti siano realmente accaduti. Basta questo per rendere il film apprezzabile di una certa attenzione, perché se fosse vero solo un terzo di quello narrato è davvero incredibile come un uomo possa arrivare a fare tanto nel corso di una vita. A parte questo, l'interpretazione di Carrey è un po' troppo fumettistica e gli eventi si susseguono con un certa confusione. Un morigerato agente di polizia, sposato con prole, che suona l'organo in chiesa, dopo un inci-

dente stradale decide di cambiare vita. Si dichiara gay, inizia a vivere una esistenza stravagante fatta di truffe ed imbrogli che lo porta dritto in prigione dove incontra Phillip Morris, l'amore della sua vita. Per lui tenterà, con successo, un colpo impossibile dietro l'altro.

Cosa voglio di più regia: Silvio Soldini con Pierfrancesco favino, Alba rohrwacher, Giuseppe Battiston Il ricordo di "Pane e tulipani" è ormai lontano, tanto da non sembrare un film di Soldini. Manca la poesia e quel tocco surreale che caratterizza il suo cinema, anche nell'affrontare temi vicini all'attualità. "Per la prima volta è stato un episodio di vita reale a far scattare in me l'idea di questo film" ha affermato. L'intento, quello di raccontare una storia d'amore in tempi di crisi, recessione e precariato, ma è come se mancasse di personalità. Ecco, forse ha un po' spiazzato il suo pubblico cercando di fare altro da quello realizzato fino ad ora, per questo il film non convince fino in fondo. Per il resto la bravura del regista milanese dietro alla macchina da presa è indiscutibile come quella nel dirigere gli attori, soprattutto nelle famose scene di sesso che sono sicuramente le più difficili.

Crazy heart regia: Scott Cooper con Jeff Bridges, Maggie Gyllenhaal, Colin farrell, robert duvall Non sarà il Drugo del Grande Lebowski, ma anche qui il grande Jeff Bridges riesce ancora a dare il meglio di sé per un film, low-budget, che gira interamente intorno alla sua figura. Intreccio narrativo forse scontato e prevedibile che però l'attore, con ammiccamenti e grande capacità interpretativa, riesce a rendere interessante ed accattivan-

te. Invecchiato, appesantito, alcolizzato ed in fase discendente, Bad Blake è una vecchia gloria del country che ora deve accontentarsi di qualche isolato locale della sconfinata provincia americana ed alloggiare in alberghi di quarta categoria. Il casuale incontro con una giovane giornalista di una rivista locale che vuole intervistarlo, gli cambierà in qualche modo la vita.

dragon trainer regia: dean deblois e Chris Sanders Delizioso cartone animato in 3D, da vedere anche nella versione normale, non si perde nulla. Il tocco magico è quello della Dream Works Animation, creatori di Shrek e Madagascar. Portatore di due messaggi facili ma corposi, che di questi tempi non guastano. Non bisogna aver paura ad uscire fuori dal coro, affermando le proprie opinioni, e soprattutto non bisogna aver timore di ciò che esternamente può apparire diverso da noi. Il piccolo e gracile vichingo Hic vive in un comunità dove da sempre si combattono i draghi che rubano le pecore. Ma lui è un progressista ed è convinto che il dialogo con il nemico sia invece la strada giusta. Il suo senso dell'umorismo non si concilia però con gli ideali della tribù, dei coetanei e del forzuto padre, Stoick l'Immenso. Tratto dai libri della britannica Cressida Cowell.

draquila - l'Italia che trema regia: Sabina Guzzanti Il ministro dei Beni Culturali ha disertato il Festival di Cannes per protesta, il documentario secondo lui è fazioso e non veritiero. Ad alcuni aquilani è piaciuto ad altri per niente. Sabina Guzzanti riaccende le polemiche e questa volta si occupa del terremoto dell'Aquila e non solo. Snocciola con insolita pacatezza la sue teorie, utilizzan-


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fIlM dellA SCorSA StAGIone Che Potrete PreSto rIvedere In tv do questa volta tecniche da reportage giornalistico, puntiglioso e cronologico. Non manca neanche la satira, con l'imitazione del premier. Una ricostruzione certosina di quello che è accaduto in Abruzzo ma anche al G8, a Napoli con la questione dei rifiuti e quant'altro. Da vedere.

due vite per caso regia: Alessandro Aronadio con lorenzo Balducci, Isabella ragonese. Sgombriamo subito il campo. Sarà pure il raccomandatissimo figlio del famoso imprenditore coinvolto nello scandalo degli appalti al G8, ma Lorenzo Balducci è perfetto nel ruolo di Matteo Carli. Riesce con sorprendente capacità recitativa ad interpretare due ruoli affini ma non uguali. Una sorta di Sliding Doors all'italiana, per raccontare il doppio destino di un ventenne che una notte piovosa incontra per caso un'auto con dei poliziotti a bordo. L'incontro o lo scontro con quegli uomini determinerà il resto della sua vita. Rabbia, paura ed angoscia di una generazione che forse non ha futuro. Interessante esordio alla regia del giovane regista romano già apprezzato al Festival di Berlino.

e' complicato regia: nancy Meyers con Meryl Streep, Alec Baldwin, Steve Martin E' sempre un piacere ritrovare la grande Meryl, anche se in questo caso è protagonista di una commedia non proprio originalissima e forse troppo hollywoodiana per un talento del suo livello. Tuttavia, tanto di cappello ad una attrice che a sessant'anni è ancora capace di trovare un ruolo di primo piano in un ambiente dove dopo i quaranta già si annaspa. Grazie alle sue innate capacità è in grado di far apparire decente un film che molto probabilmente con altri

interpreti avrebbe creato qualche imbarazzo. La storia del triangolo over 50 tra una donna, il suo ex marito ed un ipotetico pretendente stenta a decollare. E poi, va bene dare un'immagine di donna realizzata ma perché la scelta di stamparle sul viso, dall'inizio alla fine, quell'insistente sorriso a volte davvero fuori luogo?

fuori controllo regia: Martin Campbell con Mel Gibson, ray Winstone Con qualche ruga in più e qualche capello in meno ma con la stessa spavalderia ritorna dopo sette anni Mel Gibson e lo fa con un thriller ad alta tensione, che fonde politica, ecologia ed affari (loschi). Ancora una volta impegnato nella consueta lotta solitaria contro tutti e tutto, senza esclusione di colpi. Le immagini iniziali sono di sicuro impatto. L'inaspettata uccisione a sangue freddo della giovane Emma, sulla porta della casa del padre poliziotto, solletica subito la curiosità dello spettatore. Un avvio repentino per una storia avvincente, ben girata, senza troppe sbavature. Non male per chi ama il genere.

Genitori&figli. agitare bene prima dell'uso regia: Giovanni veronesi con Silvio orlando, luciana littizzetto. Michele Placido, Margherita Buy, Max tortora, elena Sofia ricci, Piera degli esposti Il confronto-scontro tra il mondo degli adulti e quello dei giovani di oggi attraverso lo sguardo della quattordicenne Nina. E' credibile il quadro che il regista toscano traccia delle nuove generazioni, riesce a fotografarne bene il malessere e l'incapacità di capirsi fino in fondo. Certo, in un contesto da commedia e con i toni leggeri del genere, a volte con profili appena trat-

teggiati ma decisamente convincenti. Decisamente migliore invece il fronte dei cosiddetti "grandi", dove si capisce che Veronesi ha maggiore conoscenza della materia. Avvalendosi di un cast di attori di alto profilo, abbandona per il momento il film ad episodi per raccontare una storia più strutturata e ricca di sfumature rispetto ai precedenti lavori.

Green Zone regia: Paul Greengrass con Matt demon, Greg Kinnear Agli americani non è piaciuto molto. Anzi, visti gli esigui incassi potremo dire quasi niente. Perché i cattivi, ebbene si, questa volta sono loro. A dirla tutta, è difficile trovare nella cinematografia a stelle e strisce un altro film così esplicito, così diretto, nell'incolpare il governo Usa di aver provocato una guerra senza senso. La Green Zone del titolo è il blindatissimo quartiere situato nel centro di Baghdad dove risiedono le truppe, è da qui che parte l'avvincente thriller a sfondo politico. Da qui il maresciallo Roy Miller e la sua squadra di ispettori ricevono l'incarico di scovare nel deserto dell'Iraq i depositi con le famose armi di distruzione di massa. Non trovando nulla di tutto ciò, l'ufficiale inizierà ad avere qualche sospetto ed a porsi degli interrogativi, soprattutto rispetto al ruolo giocato da un potente generale di Saddam Hussein.

happy family regia: Gabriele Salvatores con fabio de luigi, diego Abatantuono, fabrizio Bentivoglio, Margherita Buy, Carla Signoris, valeria Bilello Non è l'ennesimo film sulla famiglia. Salvatores semplicemente racconta degli uomini e delle donne, e lo fa con un film originale, poetico, spassoso, colorato, elaborato

su diversi piani narrativi e continui passaggi tra finzione e realtà. Otto personaggi in cerca d'autore. Sono questi i protagonisti, la famiglia felice a cui il titolo ironicamente allude. Escluso Ezio, 38 anni, una vita trascorsa senza aver mai concluso nulla di buono che un giorno decide di scrivere una sceneggiatura per il cinema. Due coppie, i loro figli, i nonni, il cane, esseri del tutto inventati che ad un certo punto però vivono di luce propria, escono dallo schermo del computer di Ezio (un Fabio De Luigi in grande forma) per rivendicare la loro esistenza. Il cinema nel cinema.

I Gatti Persiani regia: Bahman Ghodabi con negar Shaghaghi, hamed Behdad Durante la lavorazione il regista è stato arrestato per ben due volte. In Iran la musica è considerata, dall'attuale regime, impura in quanto fonte di allegria e quindi vietata. I ragazzi sono costretti a suonare e cantare clandestinamente, nel chiuso di cantine e sotterranei. Un mondo nascosto, del quale la maggior parte della popolazione ignora l'esistenza. Completamente girato a Teheran, al di là dell'aspetto musicale, è un interessante viaggio nelle dinamiche che oggi governano l'ex Persia, che aiuta a capire meglio cosa stia realmente avvenendo in quel Paese. Premio Speciale della giuria al Festival di Cannes, la sceneggiatura è stata scritta da Ghobadi e dalla fidanzata Roxana Saberi, la giornalista americana di origine iraniana processata per spionaggio

Il figlio più piccolo regia: Pupi Avati con Christian de Sica, laura Morante, luca Zingaretti, nicola nocella Con la scusa di completare la trilogia sulla paternità (dopo "La cena per farli conoscere"


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fIlM dellA SCorSA StAGIone Che Potrete PreSto rIvedere In tv e "Il papà di Giovanna"), Avati racconta l'Italia di oggi e lo fa con particolare cattiveria ed ironia, aiutato anche da un più che brillante cast di attori. Apparentemente parla di beghe familiari, in realtà dà vita ad un preciso affresco del Bel Paese: cinico, corrotto e corruttore, egoista, disposto a tutto in nome del dio denaro. Un insospettabile De Sica (dopo tanti cine-panettoni) riesce finalmente a dare corpo ad un personaggio complesso e spietato, il "furbetto del quartierino" di turno che pur di salvarsi dalla galera per i suoi guai finanziari, non si fa scrupolo di riversare le sue colpe sull'ingenuo figlio.

Il mio amico eric

tagonista, che ha anche scritto la sceneggiatura, nel raccontare il suo primo incontro con Besson sul set di un precedente film, ha rivelato che in quell'occasione, prima di squadrarlo da cima a fondo, gli ha detto che lo avrebbe visto bene nei panni di un prete. Parole profetiche. Bigard veste i panni di Mario Diccara, ex galeotto appena uscito dalla prigione che ha qualche conto in sospeso con la malavita. Chiede aiuto al fratello prelato che gli suggerisce di raggiungere Padre Etienne in un paesino dell'Ardèche, travestito da sacerdote. Al suo arrivo scopre che il parroco è morto e gli abitanti lo scambiano per il sostituto.

Il profeta

regia: Ken loach con eric Cantona, Steve evets Un omaggio al calciatore del Manchester United Eric Cantona, personaggio discusso e borderline, per raccontare ancora una volta una storia di periferia. Loach lascia per il momento i toni seriosi dei suoi precedenti film ed affronta con leggerezza ed un tocco di fantasia i temi che gli sono da sempre cari. Il titolo originale, Looking for Eric, probabilmente si adatta meglio ad una storia dove il protagonista Eric Bishop, dipendente postale con una situazione famigliare e sentimentale disastrata, è alla continua ricerca di se stesso. Nel tentativo di rimettere insieme i pezzi della sua vita immagina di dialogare con il grande campione francese, che nel film recita se stesso. Da non perdere nel finale la vera conferenza stampa di Cantona, rimasta nella storia del calcio.

regia: Jacques Audiard con tahar rahim e niels Arestrup Difficile non identificarsi con la faccia d'angelo del protagonista, perché anche se la storia è politicamente poco corretta (un percorso di formazione alla rovescia, un antieroe) non si può non stare dalla sua parte. Accertato ormai il fatto che il carcere non riabilita proprio nessuno, il film è abilmente orchestrato da un regista che conferma qualità straordinarie nel dirigere gli attori. La faccia del giovane Malik (felice esordio), analfabeta e ladruncolo che entra in carcere per uscirne dopo sei anni più acculturato, spietato ed a capo di una pericolosa banda, e quella del boss corso César Luciani (si intuisce ad occhio nudo la consolidata esperienza anche teatrale), reggono praticamente tutto il film.

Il Mi$$ionario

Il segreto dei suoi occhi

regia: roger delattre con Jean- Marie Bigard Divertente commedia degli equivoci, senza troppe pretese ma ben costruita, prodotta da Luc Besson. L'attore pro-

regia: Juan Josè Campanella con ricardo darìn, Soledad villamil Un noir, una commedia, una storia d'amore. Sullo sfondo

l'Argentina peronista degli anni '70. Magica commistione di generi per raccontare uno dei periodi più cupi del Paese. Da questo punto di vista decisamente più efficace di tante pellicole che puntano al politico. Aspetto, questo, abilmente ed apparentemente relegato ai margini e che invece si rivela la vera anima. Il film ti entra dentro, lentamente, e per parecchio non ti molla. Con piglio sicuro il regista di origine italiana nato a Buenos Aires, dirige uno dei migliori lavori della stagione che non a caso ha conquistato l'Oscar destinato al film straniero riuscendo a battere opere di pregio come "Il profeta" e "Il nastro bianco". Cast più che apprezzabile, sceneggiatura essenziale, quasi scarna ma con la capacità di arrivare dritta alla meta. Da non perdere.

damon Il capitano Francois Pienaar entra nella minuscola cella dove per 27 anni è stato recluso Nelson Mandela. Allarga le braccia, come per prenderne le misure e dalla finestra lo immagina nel cortile, in catene, intento a spaccare pietre sotto il sole cocente. Perché un uomo che ha dovuto subire tanto dolore parla di perdono? Forse l'eccesso di retorica, inusuale per un film di Eastwood, può in un primo momento generare qualche attimo di smarrimento. Poi con lo scorrere delle immagini prevale l'emozione, quella di veder rappresentato un momento cruciale della storia del Sudafrica ma forse anche del mondo. Le interpretazioni di Freeman nei panni di Nelson Mandela e Damon in quelli del biondissimo capitano della squadra di rugby sono appassionanti.

Il tempo che ci rimane l'isola delle coppie

regia: elia Suleiman con Saleh Bakri, Shafika Bajjali Suleiman è nato a Nazareth in Palestina ed il film è semiautobiografico, in quattro episodi, sulla sua famiglia. E' ispirato ai diari del padre, a partire dal 1948 quando decise di partire per unirsi alla Resistenza dopo l'occupazione di Israele. Scene di vita quotidiana di quei palestinesi che decisero di restare e che furono chiamati "arabi israeliani", costretti a vivere da stranieri nella loro patria. Contrariamente a quanto si possa pensare non ha nulla della pesantezza che magari ci si potrebbe aspettare da una pellicola di questo genere, il regista (che interpreta tra l'altro anche se stesso) ci ha costruito sopra una storia surreale, piena di ironia, con musiche coinvolgenti. Senza trascurare però l'aspetto politico di una questione ancora attualissima ed irrisolta.

regia: Peter Billingsley con vince vaughn, Jason Bateman, Kristen Bell Coppia in crisi convince gli amici ad accompagnarla in una vacanza terapeutica per sposi con problemi coniugali, in uno splendido resort di Bora Bora. Il costo del biglietto è esoso ma se accettano di andare con loro verrà dimezzato. Partono, convinti di andare incontro ad una vacanza a cinque stelle invece scopriranno presto che la frequentazione della stravagante terapia non è a discrezione di chi ne ha bisogno e non è un optional. Jean Reno con il codino nelle vesti di santone che dovrebbe aiutare gli sposi. Una commedia (furbetta) che deve essere presa per quello che è: un paio d'ore di divertimento ammirando e sognando località tropicali irraggiungibili per molti. Non rimarrà nella storia del cinema

Invictus

l'uomo che verrà

regia: Clint eastwood con Morgan freeman e Matt

regia: Giorgio diritti con Alba rohrwacher e Maya


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fIlM dellA SCorSA StAGIone Che Potrete PreSto rIvedere In tv Sansa Girato con assoluto rigore, non scade mai nella retorica. Diretto in maniera magistrale, con attori di grande spessore che recitano i rari dialoghi in dialetto bolognese (sottotitolati in italiano). Meritatamente premiato all'ultimo festival del cinema di Roma, ripercorre gli ultimi nove mesi dalla strage di Marzabotto dove furono massacrate dai nazisti 770 persone, per la maggior parte donne, bambini ed anziani. Il racconto cadenzato dei nove mesi d'attesa per la nascita di un bambino in un'umile famiglia di contadini, attraverso lo sguardo della sorellina muta di otto anni. Film di forte impatto emotivo, forse di non facile fruizione, ma decisamente da non perdere.

l'uomo nell'ombra regia: roman Polanski con ewan McGregor, Pierce Brosnan Che Polanski sia un maestro nella regia è fuor di dubbio ed anche in questa occasione dà prova di grande abilità del dirigere gli attori. Ha sdoganato definitivamente uno come Brosnan che nella vita ha trovato non poche difficoltà a costruire una dignitosa carriera non legata quasi esclusivamente al fascino ed al glamour. Unico punto debole forse una sceneggiatura a volte prevedibile ed improbabile (come quando il protagonista scova alcune delicate e segrete informazioni semplicemente consultando Internet. Va bene che nella rete si trova di tutto, ma questa volta appare un po' esagerato) per un film che ha la sua forza in una storia costruita su temi importanti, piena di inganni e tradimenti, dove ognuno è molto diverso da ciò che appare.

Gianquinto. Uno dei migliori film di Rubini. Intenso, commovente, ironico e fortemente autobiografico. Dopo "La stazione" del 1990, il regista/ attore torna a parlare della sua infanzia e della Puglia ripartendo da quella stazione ferroviaria che sembra sia rimasta fortemente ancorata ai ricordi. Ma questa volta lo fa con un tocco di maggiore maturità, riuscendo a fare un film più compiuto. Sceneggiatura ben calibrata, cast di attori decisamente convincenti. Iniziando dal piccolo e straordinario protagonista fino ad arrivare ad una brava Valeria Golino che riesce ad interpretare il ruolo di una donna moderna ed emancipata degli anni '60, che non rinuncerebbe mai al suo lavoro di insegnante, capace però di conservare intatti gli atavici dettami della tradizione.

la bocca del lupo regia: Pietro Marcello con i reali protagonisti della storia Piccolo film di nicchia, per raffinati cultori del cinema d‘autore. Ricco di poesia e sentimento. Due anime perse raccontano le loro vite. Sullo sfondo la Genova storica, descritta e fotografata alla De Andrè. Quella di ieri, delle "tripperie" ormai scomparse, e quella di oggi percorsa dai disperati e dagli ultimi. Enzo è appena uscito dalla galera e attraversa la città, alla ricerca dei luoghi di un tempo ormai dismessi. Nella piccola casa nel ghetto, tra i vicoli del vecchio quartiere, l'aspetta da anni l’amatissima Mary, prostituta transessuale. Nato da un'idea della fondazione San Marcellino, gesuiti di Genova, che da anni assiste in diversi modi la comunità dei senza tetto, degli emarginati.

l'uomo nero regia: Sergio rubini con valeria Golino, Sergio rubini, riccardo Scamarcio, Guido

la nostra vita regia: daniele luchetti con elio Germano, raoul Bova, Isabella ragonese, luca

Zingaretti, Stefania Giorgio Montorsi, Colangeli. Un grande Elio Germano, che ha ampiamente meritato il premio come miglior attore a Cannes, per un film sui trentenni di oggi. Quelli che non hanno santi in paradiso, forse i nuovi proletari come li definisce lo stesso Luchetti. In realtà dei giovani intelligenti e svegli che cercano di farsi strada in un mondo dove la priorità sono i soldi e la loro capacità di comprarci più cose possibili. Figli di un consumismo sfrenato, ma anche capaci di mettere al mondo tre figli nella totale incertezza economica e con il desiderio di fare il grande salto in avanti. Il film però non è solo questo. Anche una grande finestra sull'Italia con le sue storie di immigrazione, sfruttamento, valori famigliari. Cast ben assortito. Unica stonatura, forse, un finale troppo happy, da commedia.

la prima cosa bella regia: Paolo virzì con valerio Mastandrea, Stefania Sandrelli, Claudia Pandolfi, Micaela ramazzotti. Svolta intimista per il regista toscano che si allontana decisamente dalle tematiche sociali che hanno caratterizzato le sue precedenti pellicole, per concentrarsi sui sentimenti e sulla psicologia dei personaggi in una sorta di romanzo famigliare. Un percorso tutto nuovo per il quale sceglie l'attrice simbolo della commedia all'italiana, la splendida Stefania Sandrelli che insieme ad un Mastandrea in grande forma (una delle migliori interpretazioni dell'attore romano nel ruolo di Bruno e del suo mal di vivere) da vita ad un duetto recitativo di ottimo livello, riuscendo a coinvolgere l'intero cast. Costruito su due piani temporali, il film percorre circa quarant'anni di vita livornese, la storia di una mamma bellis-

sima e svampita e dei suoi due figlioli dagli anni 70/80 fino ai nostri giorni.

la vita è una cosa meravigliosa regia: Carlo vanzina con Gigi Proietti, vincenzo Salemme, enrico Brignano, nancy Brilli, luisa ranieri Saranno pure i furbetti del quartierino, ladroni e corrotti, però in fondo in fondo sono dei buoni. Insomma, prevale la tesi dei "birbantelli". E' questa l'Italia descritta dai Vanzina. Gli italiani? Un popolo di cialtroni, dicono, sempre pronti a trovare la scorciatoia, la raccomandazione, l'appoggio del potente di turno, ma subito dopo arriva puntuale l'assoluzione. Così il direttore di un potente gruppo bancario, intrallazzone ed imbroglione, si ritira in campagna a coltivare gli ortaggi in compagnia di belle ragazze (!), il chirurgo che cercava e dispensava favori a destra e manca si redime andando a curare i poveri. Il poliziotto intercettatore, che usa il suo potere per conquistare una bella ragazza, ritrova l'amore. E via discorrendo. Unico punto forza del film un eccellente cast di attori, che riesce a tenere in piedi una storia mediocre ed improbabile. Con tutto il "materiale" che la cronaca regala ogni giorno si poteva fare veramente di più.

le quattro volte regia: Michelangelo frammartino Il regista milanese di origine calabrese, dopo il bellissimo e pluripremiato "Il dono" ci regala un nuovo lavoro dove creatività e poesia si fondono per raccontare il fascino arcaico di una terra dove il tempo sembra si sia fermato. Interamente girato senza dialoghi, senza attori, solo con rumori di sottofondo, utilizzando la tecnica del documentario (come peraltro aveva già fatto con il primo


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fIlM dellA SCorSA StAGIone Che Potrete PreSto rIvedere In tv lungometraggio), la cinepresa si limita a riprendere scene di vita quotidiana di un piccolo villaggio rurale, in realtà riesce a leggere oltre le immagini. Illustra il ciclo della vita e della natura, attraverso uno sguardo originale ed innovativo che può ricordare quello di Franco Piavoli e Vittorio De Seta. Accolto a Cannes da giudizi più che lusinghieri dalla critica internazionale.

Matrimoni ed altri disastri regia: nina di Majo con Margherita Buy, fabio volo, luciana littizzetto, francesca Inaudi. L'intento della regista era una commedia semplice e sofistica, in realtà è complicata (tanto da apparire improbabile) ed abbastanza ordinaria, quasi scontata. Sceneggiatura debole e poco equilibrata, dialoghi fuori dal mondo. La Buy, sulla cui faccia la cinepresa non molla mai un attimo facendo sparire dallo schermo tutto il resto, fa sempre la solita parte della single ansiosa e nevrotica. Poi, per chissà quale magico artifizio, ad un certo punto tutti si innamorano di lei. L'adolescente inquieto, l'intellettuale di sinistra inevitabilmente sfigato, il tecnico che aggiusta i computer e pure il cognato mezzo leghista ed ignorante come una capra al quale dà anche un bacetto tutto casto. Cast stellare sottoutilizzato.

Mine vaganti regia: ferzan ozpetek con riccardo Scamarcio, nicole Grimaudo, Alessandro Preziosi, ennio fantastichini, lunetta Savino, Ilaria occhini Gruppo di famiglia in un interno. Il paragone con il grande film di Luchino Visconti finisce qui. Tuttavia, nulla da togliere al regista turco che ha realizzato un film godibile, intimo, per la prima volta curioso di esplorare il cuore della fami-

glia tradizionale e tradizionalista, animata dal perbenismo di facciata. Un nucleo numeroso, come tanti nel Sud d'Italia, proprietario di un pastificio, con una nonna dolce e ribelle, una madre affettuosa e tollerante, la zia stravagante (una piacevole sorpresa l'interpretazione di Elena Sofia Ricci), il padre molto attento alle apparenze e due figli gay che hanno da sempre nascosto la loro vera identità. Scamarcio particolarmente bravo a non strafare in un ruolo non certo facile. Sullo sfondo la splendida Lecce con i vicoli, piazze ed il candore della sua architettura.

nine regia: rob Marshall con daniel day-lewis, Sophia loren, nicole Kidman, Penelope Cruz, Marion Cotillard Già il musical di Broadway sembra non sia piaciuto per nulla a Fellini. Immaginate cosa potrebbe dire oggi di questo film, se fosse ancora vivo. Una sfilza di banalità e luoghi comuni sull'Italia e sugli italiani, da non credere. La pizza, i mandolini e siamo al completo. Ovviamente nulla a che vedere con un capolavoro come “8 e mezzo“. A parte questo, le canzoni sono accattivanti, i balletti rocamboleschi, i costumi sfavillanti. Ingredienti essenziali per catturare il grande pubblico. Per non parlare della lunga sfilza di star e bellezze internazionali. Penelope Cruz insolitamente conturbante e sexy. Guido Contini è affascinante, glamour e donnaiolo ma non possiede l'ironia di Mastroianni.

notte folle Manhattan

a

regia: Mira nair con Steve Carell, tina fey Battute e situazioni scopiazzate da altre celebri pellicole, tuttavia divertente ed anche

poco corretta (è pieno di parolacce) per una commedia americana destinata alle famiglie. La coppia Carell & Fey funziona, ben diretta dal regista di "Una notte al museo", per cui alla fine il film risulta piacevole ed alcune gag sono davvero esilaranti. Ipotetico plot alla intrigo internazionale, con il più classico scambio di persona. Una tranquilla ed annoiata coppia con tanto di prole chiassosa, che vive nella provincia del New Jersey, decide di uscire dalla routine concedendosi una serata speciale e cenare in uno dei ristoranti più trandy della città. Non avendo la prenotazione, però, hanno la malaugurata idea di prendere il posto di una coppia che non si è presentata.

Percy Jackson e gli dei dell'olimpo - Il ladro di fulmini regia: Chris Columbus con logan lerman, Pierce Brosnan Il paragone con le avventure di Harry Potter è inevitabile. Il regista ne ha diretti ben due. Come il celebre maghetto anche Percy Jackson ha poteri sovrannaturali, per metà divino e per metà umano, con l'innata capacità di tenere a bada il male. Anche lui ha genitori "magici", è figlio del dio greco Poseidone, e molte delle situazioni in cui si trova porta inevitabilmente al personaggio della Rowling. L'apparizione dell'Idra a tre teste non può non ricordare Fuffy il cane a tre teste di Hagrid. Solo una squallida copia dunque? Niente affatto. Il film ha una sua valenza, si lascia vedere con piacere, in qualche modo è anche educativo (all'inizio insegnanti e compagni di scuola lo credono mentalmente limitato) e poi potrà riempire il vuoto che Potter lascerà. Moderno classico della letteratura fantasy dello scrittore Rick Riordan, "Il ladro di fulmini" è il primo di

una serie di cinque libri, l'ultimo uscito a maggio dello scorso anno.

Piccolo (Il) nicolas ed i suoi genitori regia: laurent tirard con françois-Xavier demaison, daniel Prévost Adattamento sul grande schermo di uno dei più importanti classici per l'infanzia francesi, probabile primo esempio di letteratura moderna per piccoli, nato dalla fantasia di René Goscinny (l'ideatore di Asterix) e JeanJacques Sempè. Il protagonista è un bambino di otto anni, Nicolas, una sorta di Gian Burrasca d'Oltralpe. Ambientato negli anni '50, le avventure del pestifero ragazzino con la sua strampalata combriccola di amici, divertono molto e riescono a creare un processo di identificazione sia nei bimbi che nei grandi, con un abile doppio piano di lettura. Riuscita trasposizione sul grande schermo, senza trascurare le magiche atmosfere dei racconti.

Predators regia: nimrod Antal con Adrien Brody, laurence fishburne, Alice Braga Remake dell'action movie interpretato nell'87 da Schwarzenegger, con un inedito Adrien Brody nei panni dell'ex marine tutto muscoli, tattica militare e mitraglietta in spalla. Mercenario alla guida di un gruppetto di veri cattivi. Letteralmente piovuti dal cielo, ben presto scopriranno di essere stati catapultati in un pianeta alieno per essere trasformati in prede. Uomini (e donna) allenati ad uccidere che invece saranno spietatamente cacciati ed eliminati da una nuova razza di predators alieni, guerrieri astutissimi in grado di rendersi invisibili. Film ben orchestrato, di sicuro effetto, altamente confezionato. Apprezzabile.

Prince of Persia - le


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fIlM dellA SCorSA StAGIone Che Potrete PreSto rIvedere In tv sabbie del tempo regia: Mike newell con Jake Gyllenhaal, Ben Kingsley, Alfred Molina Dopo "I pirati dei Caraibi" ecco un altro film tratto da un videogioco degli anni '80. A dirigerlo questa volta il regista inglese di "Quattro matrimoni e un funerale" e di "Harry Potter e il calice di fuoco". Se piace il genere, l'action fantasy è piacevole e scorre abbastanza facilmente nonostante le oltre due ore di durata. Le scenografie esotiche dell'antica Persia, in gran parte riprodotte al computer, non deludono le aspettative. C'è tutto. Il principe bello e muscoloso che corre lungo i muri, la principessa misteriosa e furba, il pugnale, le arti magiche, la lotta contro le forze oscure, ed uno stuolo di allenatissimi stuntman. Insomma, un bel fumettone. Sempre ottime le Interpretazioni di Molina e Kingsley.

remember me regia: Allen Coulter con robert Pattinson, emilie de ravin Una sorpresa. Che il vampiretto più celebre del momento si sia cimentato, nonostante il travolgente successo di Twilight, in una pellicola del genere depone a favore di questo bel ragazzone rimasto improvvisamente sepolto dalla notorietà e da una stuolo di adoranti fan. Il film, contrariamente a quanto si possa credere, non è solo una storia d'amore destinata al filone giovanilistico, l'intreccio è molto più raffinato e complesso, pieno di humour, acume, con dialoghi ben scritti ed interpretati. Finale sorprendente che vuole essere un omaggio alla città di New York. Senza voler svelare nulla, perché l'epilogo è davvero inaspettato, la storia parte da due ventenni provenienti da mondi del tutto opposti, che si incontrano in maniera non proprio casuale, e che si innamorano. Ma non

ci sarà l'happy end.

the road regia: John hilcoat con viggo Mortensen, robert duvall, Charlize theron E' vero, è deprimente, triste, disperato, senza futuro, eppure è uno dei film più interessanti che il genere catastrofista abbia partorito negli ultimi anni. Completamente privo di retorica, un regista semi-sconosciuto porta sul grande schermo il romanzo "La strada" del grande scrittore statunitense Cormac McCarthy. Lo fa rivelando notevoli capacità nel dirigere i pochi (ma buoni) attori del cast. Un film complesso, difficile, dove la macchina da presa è quasi esclusivamente puntata sui volti di un padre e di un figlio che cercano di sopravvivere in un'America desolata e distrutta da un misterioso cataclisma, dove gli esseri umani sono spinti a dare il meglio e (soprattutto) il peggio di sé.

robin hood regia: ridley Scott con russel Crowe, Cate Blanchett, William hurt, Max von Sydow. Certo, se si pensa che è stato il regista di Blade Runner e Thelma & Louise qualche attimo di sconforto assale. Non è che fosse così indispensabile l'ennesima pellicola su una figura trita e ritrita come l’arciere di Sherwood. Tuttavia non si può dire che sia, nel suo complesso, un brutto film. Conosciamo tutti le capacità del grande regista americano. Il prodotto infatti è ben confezionato, e non a caso sia Scott che Crowe lo hanno anche prodotto. A parte qualche sprazzo di vera noia, soprattutto durante le interminabili e sanguinolente scene di scontri armati tra buoni e cattivi, la vera novità è la figura di Lady Marion, qui in una insolita ed improbabile veste di rivoluzionaria in un’epoca dove le donne stavano zitte, obbedivano e procreavano.

Vedova di guerra senza figli, non solo respinge i pretendenti, ma combatte anche con armatura e spada, coltiva i campi ed esprime la sua opinione. Già annunciato Robin Hood 2.

Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza vittorio regia: Isotta toso con liotti, Kasia daniele Smutniak, francesco Pannofino Peccato, un'occasione mancata. Perché l'omonimo romanzo di Amara Lakhous (se vi capita leggetelo), dal quale è stato tratto il film, è piacevole, a tratti divertente nel raccontare le vicissitudini di un gruppo di inquilini di varie nazionalità, ricco di spunti interessanti per riflettere sulla nostra società. Lo scontro di civiltà del titolo, si consuma nel chiuso di un palazzo e di un condominio a Piazza Vittorio, nel cuore del quartiere più multietnico di Roma. Come spesso avviene la trasposizione tradisce in parte l'opera letteraria, in questo caso però quello che manca è la mano ferma di una regia esperta capace di dirigere un buon cast di attori e plasmare, rendendola scorrevole e convincente, una trama a tratti complessa. Un intreccio narrativo con un preciso scopo, da scoprire solo nel finale.

Shutter Island regia: Martin Scorsese con leonardo di Caprio, Mark Buffalo, Ben Kingsley, Max von Sydow. Un affresco sul dolore e sulla follia. Film particolarmente claustrofobico e cupo, con una magnifica fotografia, come tutte le opere di Scorsese curato e costruito nei minimi particolari. Maestro nel dirigere i suoi attori. Dramma psicologico avvincente, che lascia con il fiato sospeso sino alla fine,

mai scontato, con una ambientazione quasi maniacale. Un'isola-fortezza, battuta dal vento e da una pioggia incessante, sede di un noto manicomio criminale. Siamo nel 1954, all'apice della Guerra Fredda, quando il capo della polizia locale Daniels (Di Caprio) ed il suo collega vengono convocati a Shutter Island per indagare sulla misteriosa scomparsa di una pluriomicida, ma nulla è come appare.

Simon Konianski regia: Micha Wald con Jonathan Zaccai, Popeck Un popolo che sa ridere della propria tragedia. Sul filone di una serie di riuscitissime commedie dallo humour yiddish (da "Train de vie" in poi), arriva questo giovane e sconosciuto regista belga di origini ebraiche che al suo secondo lungometraggio mette in luce un talento del quale probabilmente sentiremo parlare ancora. Dosato e con il giusto cast di attori, costruisce un film divertente e drammatico, irriverente e scoppiettante, graffiante e doloroso. Colonna sonora dai ritmi leggeri ed accattivanti in netto contrasto dal contesto narrativo. Più che l'accostamento con Woody Allen, Radu Mihaileanu o al nostro Benigni, lo stile somiglia molto a quello dei grandi fratelli Coen che sullo stesso argomento hanno realizzato "A serious man". Fortemente autobiografico, è il racconto di un giovane laureato in filosofia, disoccupato, abbandonato dalla moglie, costretto a tornare a vivere con il padre, un ex deportato che gli darà del filo da torcere anche da morto.

Sul mare regia: Alessandro d'Alatri con dario Castiglio, Martina Codecasa D'Alatri torna a sorprenderci. Dopo il cine-panettone alternativo "Commediasexy", il


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fIlM dellA SCorSA StAGIone Che Potrete PreSto rIvedere In tv regista romano questa volta firma un film completamente in digitale, a basso budget, interpretato da attori semisconosciuti. Una commedia sentimentale appartenente al filone giovanilistico, dai risvolti sociali, ambientata nella splendida isola di Ventotene che, ad onor del vero, contribuisce parecchio alla riuscita della storia tratta dal romanzo di Anna Pavignano (In bilico sul mare). Il giovane e bel Salvatore (Dario Castiglio, figlio di Peppino di Capri) d'estate porta i turisti in giro con il suo gozzo mentre d'inverno fa il muratore in nero nei cantieri sulla terraferma. L'amore arriva con Martina, la ragazza di buona famiglia che usa la sua barca per le immersioni da sub.

Colin farrell e Paz vega in una scena di triage

the Wolfman regia: Joe Johnston con Benicio del toro, emily Blunt, Anthony hopkins Monster movie di tutto rispetto. Diretto con mano ferma ed interpretato con la stessa convinzione da un intenso Benicio Del Toro (bravo anche con il pesante trucco da lupo) accanto al sempre straordinario Hopkins, nel ruolo del padre. Remake del classico horror "L'uomo lupo" di George Waggner del 1941, costruzione di un sanguinoso puzzle con un'antica maledizione che trasforma le persone in lupi mannari durante le notti di luna piena, che sta lentamente uccidendo gli abitanti di Blackmoor. Poco splatter ma di certo non annoia, diligentemente condensato in poco più di un'ora e mezza con una tensione narrativa che non cala mai. Interessante ricostruzione d'epoca in stile vittoriano.

tra le nuvole regia: Jason reitman con George Clooney e vera farmiga Un film attraversato da un umorismo fresco e leggero

per affrontare un tema di scottante attualità, dai risvolti inevitabilmente drammatici. La storia di un "tagliatore di teste", un manager molto ricercato in tempi di crisi, che le aziende assumono per brevi periodi con il compito di licenziare il personale in eccesso. Un grande Clooney nei panni del professionista senza scrupoli che dopo tanti anni spesi felicemente tra una città e l'altra dell'America, improvvisamente sente di dover cambiar vita. La sfilza dei dipendenti che passa sotto la mannaia di Clooney sono veri disoccupati provenienti da Detroit e St. Louis, le città più colpite dalla recessione. Il regista è il figlio di Ivan Reitman, quello che ha diretto "Ghostbusters".

the twilight Saga: eclipse regia: davide Slade con Kristen Stewart, robert Pattinson, taylor lautner E' troppo facile parlare male del film, talmente è insulso. Il peggiore dei tre. Nella prima parte non succede pratica-

mente nulla. Ci sono dei neovampiri che cercano vittime da succhiare in giro per la città (sai che novità!), sarebbero dei cattivoni che tentano di organizzare un piccolo esercito per far fuori Bella. I dialoghi tra i tre protagonisti hanno temi fissi e ripetitivi. Parole come amore, cuore, sentimento vengono usate fino allo sfinimento. Lei dice al vampiro Edward: "io ti amo, sono pronta a morire per te", mentre al licantropo pettoruto Jacob ribadisce "sono solo tua amica", però si capisce che forse c'è dell'altro dopo due bacetti non proprio casti. I due rivali, con piglio molto maschio, fanno a gara nel rassicurarla. "Ti proteggo io" afferma uno, "no, a lei ci penso io" ribatte l'altro. Salvo poi allearsi per salvarle la pelle (si fa per dire). Va bene, trattasi di pellicola per adolescenti. Ma che fatica arrivare sino alla fine.

triage regia. danis tanovic con Colin farrell, Paz vega, Christopher lee

Premio Oscar nel '93 con No Man's Land, Tanovic ritorna ad affrontare gli orrori della guerra, da un altro punto di vista. Quello dei sopravvissuti. Di coloro che ce l'hanno fatta, ma che hanno lasciato in quei terribili luoghi gran parte della loro vita. Tratto dall'omonimo romanzo dell'ex reporter Scott Anderson che ha seguito i conflitti in Uganda, Beirut, Cecenia e Bosnia il film è la storia di due fotoreporter inviati nel Kurdistan iracheno nel 1988 poco prima dei massacri di gas ordinati da Saddam Hussein. Le scene sono forti, particolarmente violente e sanguinolenti. In un ospedale da campo improvvisato, senza acqua ed attrezzature adeguate, il medico è costretto a sparare in testa ai pazienti più gravi, quelli senza speranze.

recensioni redatte con la collaborazione di luciana vecchioli

08ottobre2010  

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