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Anno II - n.195 - Mercoledì 6 ottobre 2010

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Ora di Punta dI

StefAno CLeRICI

Il porco e la sora Camilla nche i parlamentari finiani A - che hanno appena gettato le basi del loro nuovo partito -

si sono dichiarati disponibili a un governo che abbia come primo obiettivo quello di "scannare il porco". Dove "porco" sta per "porcellum", ovvero l'attuale sistema elettorale definito così non - come sarebbe normale - dai suoi oppositori, bensì dal suo primo firmatario, il leghista Calderoli. tando alle cronache di questi giorni piace a tutta l'opposizione l'idea di una nuova legge che restituisca ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti, strappando a un pugno di boiardi il privilegio di nominare nel chiuso di una stanza un migliaio di persone che dovrebbero curare gli interessi della collettività, cioè di tutti noi elettori. E strappando a un partito che sì e no tocca il 30% dei voti la possibilità di ottenere la maggioranza di seggi. Giusto, giustissimo. Ma è verosimile? Non c'è il rischio che questa sacrosanta voglia di "scannare il porco" finisca come la solita storia della sora Camilla, che "tutti la vogliono e nessuno la piglia"? Il rischio c'è, ma esiste anche il modo di neutralizzarlo. Se tutta l'opposizione è davvero convinta che con un nuovo governo (tecnico, di unità nazionale, d'emergenza, chiamatelo come volete) si possa cambiare legge elettorale e poi tornare alle urne, allora - se ci sarà crisi e relative consultazioni sul Colle - l'opposizione dovrà parlare a Napolitano con una sola voce.Proporzionale? Maggioritario? Con o senza collegi? Oppure un sistema misto? Decidetelo subito. E all'unanimità. Di fronte al paese. Altrimenti, quando saremo al dunque, a fare festa sarà solo il "poroco”.

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Dopo la nascita del nuovo partito (o movimento) di Fini

Elezioni più vicine Possibili inedite alleanze per cambiare la legge elettorale

''Non sappiamo cosa c'e' dietro l'angolo. Io spero che il governo arrivi a fine legislatura, ma dobbiamo tenerci pronti ad eventuali sorprese''. Gianfranco Fini taglia le cime che ancora tengono i 'futuri-

sti' ancorati al progetto politico del Pdl, da' una piegatura ancora piu' netta alla rotta tracciata a Mirabello e confermata un attimo dopo il voto di fiducia al governo. ''Far nascere un nuovo sog-

‘Ndrangheta contro i giudici

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AI LETTORI

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in edizione stampabile non viene pubblicato la domenica e il lunedì Il sito invece viene costantemente aggiornato 7 giorni su 7

La ‘ndrangheta si fa sempre più aggressiva, minacciosa e spregiudicata. L’altra notte ha fatto trovare nei pressi del palazzo di giustizia di Reggio Calabria (come mostra la foto) un bazooka (fuori uso, ma efficace allo scopo di lanciare un messaggio intimidatorio) preannunciato con una telefonata nella quale si diceva che era destinato al capo della Procura, Pignatone. Un gesto che fa seguito ad altri, prima c’era stato quello contro il procuratore generale ed aveva suggerito l’iniziativa promossa dal Quotidiano della Calabria con un grande corteo sfilato sabato 25 settembre per le strade di Reggio. Altre notizie a PAG. 3

getto politico e' ineludibile. E non sara' una An in piccolo, ma un Pdl in grande'', li spinge in avanti verso il partito, che oggi entra in gestazione e vedra' la luce, dopo la tappa intermedia della convention di Perugia a novembre, nella seconda meta' di gennaio con l'Assemblea Costituente a Milano. I finiani si chiudono per tutto il pomeriggio nelle nobiliari stanze di Palazzo Serlupi Crescenzi, sede di FareFuturo. E dalle parole del leader capiscono subito che ha poco senso attardarsi in distinguo terminologici. ''Meglio parlare di movimento di opinione organizzato che di partito'', abbozza un suggerimento il moderatissimo Silvano Moffa. Fini concorda, ma e' chiaro a tutti che di partito si parla e che si può andare verso scenari diversi. Lo dice in chiaro il capogruppo Italo Bocchino: ''Se qualcuno vuole portare il paese al voto, si puo' discutere di cambiare la legge elettorale, perche' su questo non c'e' un vincolo di coalizione. E sulle regole si possono anche fare alleanze spurie con il centrosinistra''. ''La legge elettorale cosi' come e' a me non piace. Cominciamo a discuterne, a ragionare sulla posizione da prendere'', dice Fini agli otto finiani che restano piu' lungo a parlare con lui: Bocchino, Viespoli, Briguglio, Granata, Della Vedova, Menia, Moffa e Urso, i designati alla 'segreteria' di Fli (con un possibile ruolo di coordinatore per Urso), anche se non si trova nessuno disposto a confermare.


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MaltEMpo a prato

MilaNo

Confondono setticemia per influenza, muore ragazza a Bari

Dopo aver investito la Liguria, l'ondata di maltempo si è abbattuta sulla Toscana. Tre donne cinesi sono morte a Prato a causa delle forti piogge. I corpi delle vittime sono stati recuperati dai vigili del fuoco all'interno di un sottopasso che era stato invaso dall'acqua. Squadre dei vigili del fuoco, della Provincia di Firenze e del volontariato di protezione civile sono intervenute la notte scorsa anche nella piana fiorentina, nel Mugello e nell'empolese in seguito ad allagamenti. Al momento si registrano precipitazioni abbondanti. La sala operativa della Protezione Civile monitora costantemente la situazione. E il maltempo si dovrebbe spostare tra oggi e domani nel sud della penisola.

Il pm di Milano che coordina l'inchiesta sul fallito agguato al direttore di Libero, Maurizio Belpietro, ha effettuato un sopralluogo nel palazzo dove abita il giornalista. Era presente anche il caposcorta di Belpietro. Il poliziotto, che per ora risulta vittima di un tentato omicidio, ha simulato quanto avvenuto sulle scale dello stabile. Il primo a varcare il portone per far ritorno nella sua abitazione, intorno alle 22 di lunedì, è stato il padrone di casa, accompagnato dalla tutela, Poi, intorno alle 22.30, è arrivato il pm Pradella, Presente il caposcorta di Belpietro, Alessandro N. E un agente che ha finto di essere il presunto aggressore.

E' solo un'influenza", le avevano assicurato i medici dell'ospedale di Putignano, nel Barese. Poco più di un mese dopo, però, Antonella Mansueto, 22 anni, è morta. La causa del decesso è una "cancrena conseguente a una trombosi per shock settico". La famiglia della giovane ha denunciato l'accaduto alla Procura che ha aperto un'inchiesta. Se i medici avessero riconosciuto la setticemia, spiega una perizia dell'accusa, Antonella sarebbe ancora in vita. La ragazza, una studentessa di Farmacia, era entrata in ospedale per asportare una cisti al coccige, un intervento considerato banale. Il decorso post operatorio, racconta il Corriere della Sera, sembrava tranquillo. Poi, invece, la ferita è peggiorata. "Il chirurgo Aldo Calò, che l'ha operata, diceva che il suo operato non doveva essere messo in discussione", si legge nell'esposto alla Procura. Due mesi dopo l'operazione le condizioni di Antonella precipitano. La febbre arriva a 42, ma il medico di guardia assicura: "Solo influenza". In realtà si tratta di setticemia diffusa. La ragazza viene ricoverata all'ospedale di Noci, dove i medici si rendono conto della gravità della situazione. Al nosocomio di Acquaviva delle Fonti si tenta il tutto per tutto e vengono amputate le gambe e le dita delle mani della giovane. Quattro giorni dopo Antonella muore. 2Voglio che una cosa così brutta non accada a altri", ha detto la madre di Antonella.

Sottopassoallagato tredonnemorte

FraNCia

Arrestati in due operazioni 12 sospetti terroristi La polizia francese ha arrestato , in due distinte operazioni, 12 persone sospettate di legami con l'estremismo islamico. Nella prima operazione arrestate tre persone, due a Marsiglia e una a Bordeaux, i cui nomi erano stati trovati addosso all'algerino arrestato sabato a Napoli. Altre nove persone sono state fermate invece a Marsiglia e Avignone: questi arresti non sono collegati con gli altri tre. Nella seconda operazione, sequestrate armi e numerose munizioni. Le operazioni riguardano gli avvisi giunti lunedì dalla Fox che hanno spiegato che la Francia con l’Italia e il Belgio rappresentano un bersaglio per i terroristi.,

Sopralluogo a casa di Belpietro

Giulio: “Centreremo gli obiettivi”

“Gli obiettivi sul 2010 saranno assolutamente centrati". lo ha detto il ministro dell'Economia Giulio tremonti nel corso di un'audizione in parlamento riferendosi agli obiettivi di finanza pubblica. E ha aggiunto: Si potrebbero creare "scenari avversi in altre parti d'Europa ma non in italia". Concludendo: "Non ci può essere crescita senza stabilità dei conti. Non esiste scelta tra rigore e crescita".

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Direttore responsabile: ennio Simeone Redazione tel. 06 86293192 Indirizzo e-mail: redazione@altroquotidiano.it Editrice: GeCeM (Gestione Cooperativa Editoria Multimediale) - Presidente:Stefano Clerici Sede legale: Via Aldo Sandulli 45, Roma Registrazione del Tribunale Roma n..343/08 del 18 settembre 2008 - Registrato al ROC Partita Iva 09937731009

L’OnOmasticO Bruno San Bruno nato in Germania nel 1030 e vissuto poi tra il suo paese, la Francia e l'italia, dove morì nel 1101, Bruno o Brunone, professore di teologia e filosofia, sceglie ben presto la strada della vita eremitica. in Calabria nella Foresta della torre fonda una nuova comunità. più tardi, a poca distanza, costruirà un altro monastero per la vita comunitaria.

accadde Oggi 1799: Castricum il 6 ottobre 1799 nella battaglia di Castricum una coalizione franco-olandese sconfigge la coalizione anglo-russa durante il periodo della Seconda rivoluzione.


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potENza

lUCCa

Il nuovo incidente probatorio chiesto dall'accusa nell'indagine sul delitto di Elisa Claps sarebbe nato al termine di uno scontro tra gli inquirenti e il perito nominato dal gip di Salerno. Secondo il professore Vincenzo Pascali che ha analizzato i reperti trovati nel sottotetto della Chiesa della Trinità di Potenza sarebbe esclusa la presenza dell'indagato, Danilo Restivo. I pm hanno giudicato la perizia piena di "censure varie, in taluni casi gravi". Alla luce di tali rilievi, i pm Rosa Volpe e Luigi D'Alessio hanno chiesto al gip di disporre, con un secondo incidente probatorio.

Un uomo è morto a Borgo a Mozzano (Lucca) dopo un conflitto a fuoco con una guardia giurata. Il malvivente, con due complici, ha tentato di rapinare l'ufficio postale del paese. Il vigilante, che stava scaricando alcune borse piene di valori, ha reagito sparando alcuni colpi e ferendo a morte uno dei tre. Gli altri due si sono dati alla fuga, ma uno di loro è stato bloccato poco dopo dai carabinieri. Si tratta di Marco Marotta, 33 anni, di Roma. Il rapinatore aveva sparato con una scacciacani. Il terzo complice, come detto, è riuscito a sfuggire alla cattura allontanandosi a bordo di una Fiat Panda. Diversi i posti di blocco per rintracciarlo.

Elisa Claps, scontro Fallito colpo alle poste tra periti, chiesto nuovo finisce in tragedia: incidente probatorio ucciso rapinatore

CalCio

UNGhEria

rEGGio CalaBria

Fuga di gas tossici reds in crisi, torres quattro le vittime verso la Juventus

Fatto trovare bazooka davanti al tribunale

Stato di emergenza in tre comuni dell’ovest dell’Ungheria per una fuga di un derivato di alluminio nei pressi di Ajka, che ha causato la morte di almeno 4 persone, secondo quanto riferisce l’agenzia Mti. Le autorità hanno spiegato che, la fuga della sostanza tossica è avvenuta a seguito della rottura di un argine di un contenitore all’aperto di uno stabilimento di lavorazione dell’alluminio. Masse di allumina, fango rosso derivato del prodotto, sono fuoriuscite lunedì notte inondando due comuni vicino ad Ajka (Ungheria ovest). Il fango, altamente corrosivo, ha provocato la morte di 4 persone e un centinaiodi feriti di cui alcuni in modo gravi. Altre sette persone risultano scomparse, i feriti sono stati nel ricoverati in ospedale. La protezione civile ha lavorato per diverse ore ed è tuttora impegnata a cercare di neutralizzare con gesso il fango alcalino.

Un bazooka è stato trovato dalla polizia davanti al tribunale di reggio Calabria, dopo una telefonata anonima in cui è stato minacciato il procuratore di reggio, Giuseppe pignatone. Subito dopo il ritrovamento dell'arma, la polizia ha avviato l'esecuzione di 250 perquisizioni nei confronti di affiliati a cosche della 'ndrangheta. Nell'operazione sono stati impiegati oltre 750 tra poliziotti, carabinieri e finanzieri. Secondo quanto appreso finora, il bazooka sarebbe stato trovato dopo una telefonata anonima al 113 partita da una cabina pubblica. la cabina è già stata individuata: si trova nelle vicinanze del Consiglio regionale della Calabria e sul posto si sono recati gli agenti della polizia scientifica, che hanno effettuato accertamenti. Dopo i successivi esami èstato poi accertato che il bazooka era inoffensivo. l'arma, infatti, secondo quanto hanno riferito gli investigatori, era monouso e poiché era già stata utilizzata aveva perso la sua potenzialità offensiva. resta, comunque, senpre alta la tensione nella città dello Stretto.

la profonda crisi di risultati che sta attanagliando il liverpool potrebbe costringere ad uno dei pezzi pregiati della rosa di roy hodgson a cercarsi un altro club. Su tutti senza dubbio Fernando torres e la Juve è già pronta.

CoSE Di qUESto MoNDo

Condannato per le perdite manager di Societé Generale

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'ex trader di Societé Generale, Jerome Kerviel, è stato condannato dal tribunale di Parigi a cinque anni di prigione, di cui almeno tre da scontare senza condizionale, e a pagare alla banca francese un risarcimento di 4,9 miliardi di euro, pari alla perdita che aveva provocato all'inizio del 2008 con operazioni speculative non autorizzate. L'ex opera-

tore, scrivono i giudici, "ha oltrepassato il quadro del suo mandato prendendo posizioni speculative all'insaputa della banca, e in proporzioni gigantesche". Accolta quindi in pieno la tesi dell'accusa, che aveva richiesto una pena solo leggermente più elevata di quella comminata, cinque anni di cui quattro senza condizionale. Nei primi giorni del 2008, l'allora

trentenne Kerviel nel giro di appena due settimane aveva acquisito, senza l'autorizzazione dei superiori, posizioni speculative per quasi 50 miliardi di euro (pari a una volta e mezzo i fondi propri di SocGen) su futures legati agli indici borsistici europei, scommettendo su un rialzo dei mercati. Un’operazione che pagherà cara.


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le arringhe dei tre pubblici ministeri A Torino la città aspetta parole chiare sulle cause della tragedia della Thyssen. Era il 6 dicembre 2007 quando in quella tragica notte sette lavoratori perirono a causa di un incendio scoppiato sulla linea 5 dello stabilimento, che produce acciai speciali. Il procuratore Raffaele Guariniello ha iniziato la sua arringa conclusiva all'udienza del processo con cui si apre la fase finale del dibattimento. La proprietà della fabbrica e l'amministratore delegato Harald Espenhahn, sono sotto accusa per omicidio doloso. È durata circa 5 ore la prima udienza dedicata alla requisitoria dei tre pm, Raffaele Guariniello, Laura Longo e Francesca Traverso. Dopo un'introduzione di Guariniello, la parola è passata al sostituto procuratore Laura Longo che ha illustrato le condizioni dello stabilimento di corso Regina Margherita al momento della tragedia: nella esposizione dei fatti ha puntato il dito contro l’azienda, chiedendosi: “Come mai uno stabili-

“Perché l’ad della Thyssen va condannato” dI

GIULIAno PennACChIo

I pm Guariniello, Longo e traverso durante una pausa

mento che rientrava nella categoria di industrie ad alto era sprovvisto di certificato antincendio?” La proprietà dell’azienda, evidentemente, aveva abban-

donato la fabbrica torinese già da alcuni anni: lì non venivano effettuati interventi di manutenzione da tempo. “Quelle condizioni di degrado degli impianti non dimostra-

no solo l'omissione dolosa di cautele ma anche che Espenhahn, l’AD, aveva accettato il rischio, che non poteva nutrire alcuna concreta fiducia che gli incendi non si verificassero. Lui aveva decretato la morte dello stabilimento di Torino e aveva abbandonato lo stabilimento e gli operai a se stessi - ha aggiunto - il procuratore ". Presenti al processo molti familiari delle vittime,associazioni dei caduti sul lavoro, sindacati. Graziella Rodinò, madre di Rosario, una delle vittime del rogo, si è augurato il massimo della pena per gli imputati. "Anche se con gradi diversi ha affermato - c'è stato la manovra di far dire il falso ai testimoni. I tedeschi avevano il potere decisionale ai massimi livelli, ma a vedere in che situazione era la fabbrica sono stati gli italiani. In prigione devono finire, almeno per un po'. I veri condannati restiamo noi, per tutta la vita. Nessuno ci riporterà a casa figli, fratelli, mariti”, ha concluso.

Plurimandato assicurativo: sì a un’indagine dI GIovAnnI MettI* Il Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione (SNA) condivide le argomentazioni e le preoccupazioni espresse dal presidente dell’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato, Antonio Catricalà, nell’audizione del 29 settembre 2010 presso la X Commissione Industria Commercio e Turismo del Senato della Repubblica. Nelle posizioni dell’Authority ritroviamo molte delle tesi e delle posizioni sostenute dagli agenti assicurativi e siamo certi di aver contribuito in maniera concreta alla maggiore consapevolezza sui gravissimi problemi che affliggono il mercato assicurativo e penalizzano gravemente i consumatori. Infatti da tempo, in varie sedi, parlamentari e convegnistiche, lo SNA ha denunciato sia le criticità di livello strutturale che impediscono una reale e concreta concorrenza del mercato assicurativo in Italia,

sia i fattori di tipo congiunturale che hanno portato ad un incremento smisurato ed intollerabile delle tariffe nella Rcauto. Da questo punto di vista sono pienamente condivisibili i timori manifestati dall’Authority sul possibile comportamento elusivo dell’obbligo a contrarre perpetrato dalle compagnie per mezzo di tariffazioni volutamente eccessive, soprattutto nel Meridione d’Italia, così come le perplessità su una comparazione dei prodotti basata esclusivamente sulla componente prezzo, senza che sia posta la dovuta attenzione ai contenuti contrattuali delle diverse polizze, a volte estremamente difformi tra di loro e di conseguenza alla reale tutela del bisogno di sicurezza proveniente dai consumatori. Sottolineiamo che solo una piena applicazione della Legge 40/2007 sull’abolizione degli obblighi di esclusiva nei mandati

agenziali potrà consentire il completo dispiegarsi dei benefici effetti della normativa sulla concorrenzialità del settore, per adesso ancora soltanto potenziali. E’ inutile permettere agli agenti di rappresentare più imprese, se le compagnie generaliste si rifiutano di rilasciare mandati aggiuntivi e ostacolano con ogni mezzo le proprie reti nell’attuazione del plurimandato. Solo il vero rispetto di quanto prescritto dalla legge può far sì che gli agenti esprimano appieno il proprio ruolo di consulenti autonomi a tutto tondo rispetto alle esigenze degli assicurati. Ci rendiamo, pertanto, completamente disponibili a collaborare ad una eventuale indagine Antitrust sull’oggettiva applicazione del plurimandato, unica reale garanzia di una vera concorrenza nel settore auto e in generale nel mercato assicurativo italiano. *Presidente nazionale SNA


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Nella conquista dei clienti

Scarsa informazione dalle società elettriche dI

PRIMo MAStRAntonI*

Le aziende energetiche partecipate dalla pubblica amministrazione continuano la conquista della clientela. AceaElectrabel, la municipalizzata dell'energia partecipata dal comune di Roma, ha iniziato la sua campagna di telemarketing per provare a acquisire l'assenso a passare dal servizio a maggior tutela al cosiddetto mercato libero. In questi giorni ci giungono le segnalazioni telefoniche di utenti preoccupati dell'entita' delle bollette. Da indagini effettuate sul sito dell'AceaElectrabel non abbiamo trovato alcun riferimento alle attuali tariffe in vigore ne' a quelle che dovranno essere applicate da gennaio 2011, rimandando l'informazione al sito dell'Autorita' per l'energia elettrica e il gas. Alcuni utenti ci segnalano, infatti, che l'offerta non consente adeguati confronti con le proprie attuali

condizioni contrattuali e quelle prospettate, in assenza di una chiara descrizione delle stesse condizioni, come previsto dal Codice di condotta commer ciale della stessa AceaElectrolabel. Del problema abbiamo interessato sia l'Autorita per l'energia elettrica e il gas che l'Antitrust. *segretario Aduc

Così in giugno veniva pubblicizzata un’iniziativa Acea

parte la campagna Coop “acqua di casa mia” Gli italiani bevono una media di 195 litri a testa all’anno di acqua minerale (primi in Europa e terzi nel Mondo), dalle fonti alla tavola il trasporto dell’acqua mette in movimento nel nostro paese ogni anno qualcosa come 480.000 tir (messi uno accanto all’altro formano una fila di 8000 km), ogni italiano consuma in media al giorno 237 litri d’acqua. Numeri impressionanti da cui parte la nuova campagna consumerista perfettamente in linea con l’impegno ambientale di Coop e assolutamente innovativa nei contenuti, tanto più se a presen-

tarla è la prima catena della grande distribuzione italiana. Un dossier scientifico, un depliant informativo, uno spot istituzionale che sarà presentato in anteprima domani a Milano in una conferenza stampa e negli oltre 1440 punti vendita uno “scaffale parlante”. Interverranno Vincenzo Tassinari presidente Consiglio di Gestione di Coop Italia (Consorzio nazionale per gli acquisti e le politiche di marketing) e Aldo Soldi presidente Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori-Coop).

Se sui giornali e in tv si parla di vino in “volgar chic” Adua Villa dà l’impressione che il suo obiettivo sia apparire, essere famosa, farsi notare e, possibilmente, ammirare diventando un modello da imitare. Il suo sogno è l’esclusività, poter ostentare classe, stile, signorilità, conoscenza e cultura condite da sguardi pseudo-affascinanti e sorrisi pseudo-ammaliatori che vagheggiano con voluttà un’appartenenza ad una pseudo-élite. Purtroppo classe e signorilità sono qualità innate non autocertificabili. Chi ne gode non le nomina mai e non ne fa vanto. Ci sono o non ci sono; denaro e notorietà non contano. Quelli come lei (i “vorrei ma non sono”) hanno l’istinto e il bisogno irrefrenabile di autoreferenziarsi, sfoggiando le loro conoscenze, proponendosi come maestri di vita, eleggendosi arbitri del cosa è il bello e del cosa è chic. Pensano che ciò basti a camuffare la loro antropologica ordinaria volgarità ma, dato che questa, per usare le parole di Massimo Fini, è proprio “il non stare nei propri panni”, si

finisce per metterla ancor più in evidenza. Lo si poteva notare nelle sue comparsate televisive e lo si può leggere negli articoli in cui ciarla di vino nell’inserto “Libero Gusto” del sabato, curato da Carlo Cambi. Dalla loro noiosa lettura si può apprendere (in ordine cronologico) che è appassionata di opera, che frequenta ambienti vip holliwoodiani, che non si perde gite in barca in mete esclusive, che indossa mutande e intimo di seta, che va a Saint Tropez in negozi danarosi e feste in piscina, che è esperta di sigari, che adora i “bigini” di epica classica, che conosce gli orologi preziosi. Tutta una serie di informazioni che al lettore interessato non potrebbero fregare di meno, per poi arrivare, in poche righe finali, a parlarci in modo imbarazzante del vino della settimana. Ci tiene molto ogni volta ad accreditare le sue opinioni facendoci sapere quante volte ha bevuto un vino e quanti ne abbia nella sua fornitissima cantina, quasi che

le sue valutazioni altrimenti non sarebbero abbastanza autorevoli e condivisibili. Il fatto è che lei dà l’impressione di non amare il vino, il vino (lo abbiamo già scritto) è un mezzo come un altro per apparire per affermare il proprio ego e fare gossip. Indossare abiti firmati non vuol dire essere eleganti, guidare una fuoriserie non vuol dire essere bravi piloti, assaggiare grandi vini non è sufficiente per definirsi ottimi bevitori. Eppure i media le danno tanto spazio. Non c’è da sorprendersene in una società modernista: massificata e massificante sono pochi i veri enofili che amano e rispettano il vino. Molti di più coloro che consumano vini costosi con ignoranza e fatuità, solo per affermare il loro status di benestanti dal portafoglio gonfio e appagare la loro vanità appoggiando sul tavolo etichette famose. Adua Villa è il loro mèntore: una volgar chic che piace ai volgar snob. Elai elai.culturadelvino@libero.it


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Calabria. Dopo il bazooka contro il pm

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La migLiOre deL giOrnO

Vogliamo chiarezza sui misteri di Reggio Giovedi pomeriggio si discuterà alla Camera l’interpellanza urgente che con la onorevole Angela Napoli e altri 30 deputati (Pd-Idv-Fli) abbiamo presentato al governo sui misteri di Reggio Calabria all’indomani delle bombe alla procura e delle recenti minacce della ‘ndrangheta. Chiederemo al Ministro degli Interni di dirci tutta la verità su quanto accade a Reggio Calabria da alcuni mesi. E di riferire sul ruolo inquietante di agenti dei Servizi segreti sul territorio e sull’intreccio tra politica e criminalità. Chiederemo informazioni anche su alcune indiscrezioni di stampa su presunti rapporti di amicizia tra l’allora sindaco Scopelliti e alcuni ambienti reggini. E chiederemo notizie sull’ultima vile minaccia a Pignatone. Ecco il testo della interpellanza: «I fatti e i “misteri” di Reggio Calabria rischiano di condizionare la vita civile e democratica dell'intera regione; l'attentato al procuratore generale presso la corte d'appello di Reggio Calabria è sconcertante e mette in luce il tipo di impegno che il Governo garantisce nell'offerta di beni pubblici essenziali come la giustizia nel Mezzogiorno. Il Governo, ad avviso degli interroganti, si è dimostrato non in grado di proteggere adeguatamente il procuratore generale dopo ben due attentati, mentre la magistratura calabrese è privata dei mezzi più elementari per poter funzionare: manca perfino la benzina ai mezzi di servizio, non sono utilizzabili gli strumenti di lavoro quotidiano, l'organico delle procure risulta scoperto al 60 per cento, le Forze dell'ordine non sono messe nelle condizioni di agire, tutte le promesse fatti e gli impegni presi in tal senso dal Governo risultano al momento inevasi. La Regione Calabria nella precedente legislatura si era dovuta perfino fare carico di un intervento finanziario di 5 milioni di euro per fare fronte a delle urgenti necessità delle forze dell'ordine e della sicurezza. A Reggio Calabria non è chiaro il ruolo dei servizi segreti che, a sentire autorevoli magistrati (si vedano le dichiarazioni alla stampa di Cisterna) e importanti giornalisti

(Galullo del Sole 24 ore), sono sempre presenti a vario titolo nelle vicende di snodo della città dal ruolo avuto nelle elezioni comunali del 2002 e riportato nelle inchieste giudiziarie, alla vicenda del tritolo a palazzo San Giorgio, alle vicende di questi giorni. La vicenda del presunto attentato all'allora sindaco Scopelliti non è mai stata chiarita, mentre le cronache giudiziarie nonché espliciti reportage giornalistici, mai contestati, evidenzierebbero rapporti e legami di amicizia tra lo stesso ed esponenti della criminalità organizzata. Il clima torbido venutosi a creare in questi anni cerca di mettere sullo stesso piano lettere anonime, che puntualmente arrivano quando serve distogliere l'attenzione da altro, bombe e minacce vere. Tutto ciò premesso, chiediamo di sapere: - cosa intenda fare il Governo, per quanto di competenza, per far luce sugli inquietanti fatti che accadono a Reggio Calabria, dal ritrovamento su segnalazione dei Servizi del tritolo a palazzo San Giorgio, alle bombe presso la corte d'appello di Reggio Calabria e davanti all'abitazione privata del procuratore generale; -quali misure intenda adottare per proteggere adeguatamente i magistrati esposti nella lotta alla criminalità; -cosa intenda fare per coprire l'organico delle procure e dei tribunali calabresi e per dotare la magistratura, le Forze dell'ordine e istituzioni impegnate nella quotidiana lotta alla criminalità organizzata dei mezzi finanziari e strumentali necessari all'affermazione dello Stato di diritto». L’interpellanza reca le firme dei deputati Laratta, Angela Napoli, Barbato, Andrea Orlando, Giachetti, Motta, Losacco, Mattesini, Laganà Fortugno, Esposito, Oliverio, Misiani, Berretta, Grassi, Agostini, Marco Carra, Lo Moro, Cesare Marini, Bellanova, Capano, Trappolino, Villecco Calipari, Minniti, Siragusa, Tullo, Razzi, Zazzera, Messina, Cambursano, Di Stanislao, Scilipoti, Misiti, Servodio. Franco laratta

Giannelli sul “Corriere della sera”

Il Nobel a Edwards: opposte reazioni Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Vecchio detto ma sempre valido. L'occasione per confermare il proverbio ci viene dalla posizione dalla Chiesa cattolica che, per bocca del presidente della Pontificia Accademia per la Vita, Ignacio Carrasco de Paula, ha "condannato" l'attribuzione del premio Nobel a Robert Edwards, noto per gli studi sulla fecondazione in vitro. C'e' commercio di ovociti, si dichiara. Come dire che l'inventore del motore a scoppio e' responsabile degli incidenti automobilistici. Il conflitto tra Scienza e Chiesa cattolica e' antico e il "vizio" di quest'ultima di entrare a piedi uniti sulla palla persevera, oggi come allora. Galileo docet. Non possiamo che ringraziare tutti coloro che si dedicano allo studio e alla ricerca scientifica. Grazie, Edwards. primo Mastrantoni

***

Grande vittoria della scienza sull’oscurantismo cattolico, hanno esultato laici e laicisti all’indomani dell’assegnazione del premio Nobel per la medicina assegnato al prof. Robert Edwards. In realtà al padre della fecondazione in provetta, i massoni di Stoccolma avrebbero dovuto assegnare ben altri premi. Se è vero che la medicina cura le patologie, che ci azzecca la fecondazione in vitro con la cura dell’infertilità? Ha dunque senso aver assegnato un Nobel per la medicina ad un alchimista che ha giocato a fare

Dio, ma che non ha affatto risolto le cause della sterilità né dal punto di vista patologico, né epidemiologico? Come ha precisato il Presidente della Pontificia Accademia della Vita mons. Ignaco Carrasco de Paula, lo scientista Edwards “è la causa del mercato di milioni di ovociti, degli embrioni abbandonati che finiranno per morire e dello stato confusionale sulla procreazione assistita con figli nati da nonne o mamme in affitto”. Verità, logica, buon senso e onestà intellettuale avrebbero consigliato che al novello Frankestein venisse assegnato lo stesso premio che avrebbe senz’altro conseguito il dottor Mengele se il nazismo non fosse stato sconfitto. Come spiegare che il comitato di Stoccolma abbia ignorato che l’applicazione della selezione innaturale della specie tramite fecondazione in vitro è una pratica nazista darwinista che disattende qualsiasi problematica di ordine etico e che riduce l’uomo da soggetto a oggetto? Semplice: quando si rimuove il concetto di Padre Creatore dall’orizzonte umano, l’uomo si acceca di superbia sino al punto di credere di essere Dio. Peccato sia solo un misero mortale! Che altro sono l’illuminismo, il razionalismo e lo scientismo, se non goffi e tragici tentativi di scimmiottare il Padre Eterno con le conseguenze che tutti sappiamo? La sanguinosa storia del novecento insegna. E che dire degli orfani che languono in qualche freddo istituto nell’attesa di essere adottati, e che “grazie” al premio Nobel il loro sogno mai s’avvererà? Gianni toffali Verona


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Diritti & DOVeri

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sOciaLe A CURA dI

fIdALMA fILIPPeLLI

progetti socio-artistici d’avanguardia

Accademia del Cuore: talenti con e senza disabilità Esiste a Roma una speciale realtà socio-artistica che si chiama Accademia del Cuore, la quale coltiva dal 2006 un progetto interessante ed innovativo, il primo in Europa nel suo genere: unire in un percorso formativo professionale della durata di tre anni ragazzi con disabilità e ragazzi normodotati. L’impostazione seguita è quella dell’Accademia di spettacolo, con corsi di danza, recitazione, doppiaggio, regia, musica, canto, fotografia, scenografia, scrittura creativa, teatro bimbi e trucco e parrucco, che non solo hanno luogo in una struttura priva di barriere architettoniche, ma beneficiano di spazi pensati e progettati per l’insegnamento congiunto a persone

L’eVentO

con e senza disabilità. Il principio che sostiene questo progetto è molto semplice e mutuato dal mondo del volontariato: solo attraverso la reciproca conoscenza e la condivisione di un’esperienza si superano le barriere del pregiudizio. E’ l’incontro di due mondi in una società che li tiene perlopiù separati, ed è un incontro destinato a funzionare proprio perchè filtrato attraverso un progetto socio-educativo che nasce da uno scopo e persegue obiettivi pratici. L’Associazione Accademia del Cuore vuole infatti colmare il vuoto dell’offerta dei servizi a persone con disabilità e talento artistico, in un ambiente che non sia di nicchia bensì integrato.

Il progetto dell’Accademia del cuore, sostenuto anche dalla Fondazione Vodafone Italia, è stato appoggiato da Poste Italiane, ente che ha voluto ospitare le attività didattiche dell’Associazione presso locali di proprietà di una delle Società del Gruppo, in via Ugo Amaldi 8, in zona Marconi di Roma. Sono presenti nell’equipe di lavoro non solo insegnanti e direttori delle varie discipline artistiche, ma anche un’assistente sociale e

tre psicologhe, che si occupano della sfera più propriamente emotiva e relazionale. A partire da quest’anno accademico, che sta per iniziare, due sono i percorsi didattici: dai 7 a 15 anni di età e dai 15 anni in su. Per chi volesse saperne di più: Accademia del Cuore Onlus, via U.Amaldi 8, Roma, tel./fax 0 6 / 5 4 1 3 7 5 5 , info@artenelcuore.it, www.artenelcuore.it. f. f.

Pubblicato da Giunti Editore un libro sul disagio nel clero

“Preti sul lettino”: anche la Chiesa è in burn out Giunti Editore ha appena pubblicato un libro che denuncia il disagio psicologico del clero in relazione al ruolo lavorativo. Il burn out, patologia a carico delle professioni d’aiuto, non risparmia i sacerdoti, soprattutto i missionari.

E

’ stato appena pubblicato dalla Giunti Editore un libro dall’accattivante titolo “Preti sul lettino”. Gli autori sono Giuseppe Crea, sacerdote comboniano e psicoterapeuta e Fabrizio Mastrofini, giornalista e psicologo. Il problema denunciato nelle 144

pagine del volume è il burn out di un clero stanco, insoddisfatto e stressato per sovraccarico lavorativo. I dati degli psicoterapeuti che lavorano con sacerdoti e suore in difficoltà relazionali riportano come frequenti alcune criticità:

iperresponsabilità, carico eccessivo, incompresione da parte degli altri, “mobbing”dei superiori, difficoltà nei rappporti coi collaboratori laici. Gli autori mettono in evidenza i problemi affettivi e la scarsa formazione ricevuta dal clero per

affrontarli. In considerazione di ciò, vengono analizzate le prospettive future e ci si interroga sul ruolo di questi funzionari del sacro formati a vivere una vita separata dalla gente, per evitare che il disagio dilaghi in problematiche più gravi come, per esempio, la pedofilia. La soluzione proposta è un vocational center per la formazione permanente dei formatori, oltre ad un «centro di primo ascolto» per i preti in difficoltà, con un eventuale sostegno psicologico. Fidalma Filippelli


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Diritti & DOVeri PreVidenZa

invalido deceduto

Che cosa spetta alla madre ottantenne Un mio cugino è deceduto nel 2009. Era stato riconosciuto invalido nel 2005 dall’INPS, con l’attribuzione di un assegno di invalidità. Aveva raggiunto 28 anni di lavoro dipendente ed era celibe. Vorremmo sapere se alla madre, di 80 anni ed inabile, spetti per caso una quota di pensione come superstite. Finora non è stata fatta nessuna domanda, sul presupposto che non le competa nulla. C. Ricci, Grosseto la pensione ai superstiti può spettare anche ai genitori di un assicurato o pensionato. E’ necessario, però, che ognuno di loro abbia un’età superiore ai 65 anni, che non sia titolare di altra pensione e risulti a carico del lavoratore deceduto alla data della morte. inoltre, può essere concessa soltanto nel caso in cui non vi siano né coniuge né figli superstiti o, pure esistendo, non abbiano titolo alla pensione.

rateizzazione

Periodi precedenti da riscattare Mio marito ha inoltrato all’INPS, lo scorso aprile, domanda di rendita vitalizia per riscattare precedenti periodi lavorativi privi dei dovuti versamenti. Telefonicamente, ha saputo che la domanda è stata accolta e che quanto prima riceverà l’apposita comunicazione. Considerato, però, che l'importo che gli verrà richiesto sarà certamente oneroso, le chiedo se ne è prevista la rateizzazione e, in caso positivo, in quale misura. P. G., Roma la risposta tranquillizzerà suo marito. Sì, è prevista la rateizzazione dei contributi da versare fino ad un massimo di 60 rate mensili.

Risponde il dottor AntonIno nICoLo’ Potete inviargli i vostri quesiti direttamente all’indirizzo e-mail: toniconc@libero.it oppure potete telefonargli al numero 388 0554031 ogni giovedì dalle 15 alle 18

dipendente pubblica

Disoccupazione non conteggiata Mia madre, classe 1951, è pensionata di anzianità quale ex lavoratrice dipendente. Nella sua vita lavorativa ha 2 periodi di disoccupazione indennizzata, per complessivi 8 mesi. Per il diritto alla pensione, tale periodo non è stato conteggiato, come da normativa. Vorrei chiederle: quando, nel 2011, compirà 60 anni, potrà fare domanda di ricostituzione della pensione, per far calcolare quegli 8 mesi ed ottenere un incremento economico? V. Genova, Padova la risposta è negativa. infatti, l’iNpS non ha tenuto conto degli 8 mesi di disoccupazione soltanto ai fini del diritto alla pensione, ma li ha sicuramente presi in considerazione per determinarne l’importo. Se ha ancora dei dubbi, può recarsi alla Sede che ha liquidato la pensione e far verificare la situazione contributiva presa a base del calcolo.

Figlia disabile

superstiti

Niente agevolazioni per il padre

I redditi da capitale non vanno dichiarati

Mio fratello ha una figlia disabile (invalidità riconosciuta da tempo al 100%). E’ nato nel febbraio del 1954 e lavora, quale dipendente, da gennaio 1972. Quando andrà in pensione? Sono previste agevolazioni previdenziali per la sua situazione? V. Bianco, Torino

Mia zia, insegnante elementare a riposo, è divenuta, dallo scorso maggio, anche titolare di una pensione di reversibilità, (circa 1.600 euro mensili). Inoltre, ha una buona disponibilità bancaria, nascente anche da vecchi certificati di deposito e titoli finanziari ben remunerativi. Paga, come previsto, la dovuta ritenuta fiscale alla fonte. Ai fini del cumulo con la pensione, deve denunciare tali rendite di capitale all’INPDAP? G. Marino, Messina

purtroppo, non sono previste agevolazioni in termini di pensione (solo permessi dal lavoro in base alla legge n 104/1992). per ottenere la pensione di anzianità, che è quella per lui più vicina, suo fratello dovrà raggiungere i 40 anni di contribuzione. Maturerà i requisiti, quindi, a gennaio 2012 e, poi, occorrerà attendere la prevista finestra di uscita (febbraio 2013).

Sua zia può stare tranquilla. per il cumulo con la pensione ai superstiti non si tiene conto dei redditi di capitale, soggetti a ritenuta alla fonte, come interessi bancari, Bot, CCt e analoghi. pertanto non vanno dichiarati nemmeno sui modelli reddituali che gli Enti previdenziali inviano periodicamente.

mercoledì 6 ottobre 2010

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Avvertiamo i lettori che alcuni quesiti e relativi pareri vengono ripetuti perché riguardano argomenti che hanno già ottenuto risposta

Per evitare sanzioni

Adempimenti per assumere una colf Vorrei sapere quali sono gli adempimenti preliminari obbligatori, previsti dalla normativa, per l’assunzione di una lavoratrice domestica (colf) presso la propria abitazione? Ho paura di sbagliare e di vedermi affibbiate delle sanzioni. B. Serra, Perugia innanzi tutto è necessario controllare la regolarità dei documenti dell’eventuale lavoratrice. poi può procedere ad effettuare l’assunzione. per essa sussiste l’obbligo di dare comunicazione alla Sede iNpS competente in base alla residenza del datore di lavoro. tale comunicazione ha efficacia anche nei riguardi del Centro per l’impiego e per l’iNail e deve essere effettuata entro le ore 24 del giorno precedente a quello di inizio del rapporto di lavoro.

Operaio

Pensionato nel 2011 ma pensione dal 2012 Sono nato il 6 maggio 1954 ed ho iniziato a lavorare nel mese di giugno 1971, dapprima come operaio semplice, ed infine come operaio specializzato. I contributi risultano tutti versati, senza interruzione. Manca il servizio militare, che non ho fatto. Quando potrei andare in pensione? L. Amato, Foggia Dovrà raggiungere i 40 anni di contribuzione, a giugno 2011, ed attendere la relativa finestra che, per effetto della legge 122 del 2010, si aprirà il 1° luglio 2012, a 58 anni di età.


to n Me e PL P SU

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CINEguida

Film in programmazione Ad occhi chiusi documentario sul tango l progetto si propone di esplorare, attraverso una dettagliata documentazione ed analisi, i risvolti sociali, psicologici ed esistenziali che il ballo del tango ha nella nostra società, ponendo l'accento sull'esperienza dei diretti protagonisti grazie alle storie e alle testimonianze dei tangueri e delle tanguere, di chi cioè vive questo ballo come una componente essenziale della propria vita, a cui si affiancheranno le analisi di importanti studiosi della contemporaneità (antropologi, psicologi, sociologi..),Seguiremo così Rossana, giovane artista italiana che grazie al tango riscatta la sua femminilità, subendo una reale metamorfosi dello spirito. Incontreremo Nicola, Pietro e Simonetta, che a passi di tango riescono a tenere lontane le loro malattie fisiche e dell'anima. L'intreccio narrativo sarà costellato e impreziosito da voci evolti di numerosi protagonisti: conosceremo i più importanti ballerini argentini in circolazione (Sebastian Arce Mariana Montes Cicho Fruomboli etc...), maestri di tango, studiosi e ricercatori.

(L')Amore buio Regia: Antonio Capuano con Irene de Angelis, Gabriele Agrio, Luisa Ranieri, Corso Salani, valeria Golino, Anna Ammirati, fabrizio Gifuni Alla fine di una domenica di sole, mare, tuffi e pizza, quattro ragazzini, approfittano di

Irene, anche lei adolescente. Uno di loro, Ciro 16 anni, la mattina dopo va a denunciare sé e gli altri. Vengono condannati a due anni di reclusione. Quei due mondi, così opposti e diversi, finiranno coll’attrarsi, incontrarsi, fondersi. Irene e Ciro, da lontano (l’uno dal carcere di Nisida, e l’altra dalla casa meravigliosa dove vive con la famiglia in una delle zone belle della città), quasi senza accorgersene, lentamente cominceranno un irresistibile avvicinamento.

Benvenuti al Sud Regia: Luca Miniero con Claudio Bisio, Alessandro Siani, Angela finocchiaro, valentina Lodovini, nando Paone, Giacomo Rizzo Alberto (Claudio Bisio), responsabile dell'ufficio postale di una cittadina della Brianza, sotto pressione della moglie Silvia (Angela Finocchiaro), è disposto a tutto pur di ottenere il trasferimento a Milano. Anche fingersi invalido per salire in graduatoria. Ma il trucchetto non funziona e per punizione viene trasferito in un paesino della Campania, il che per un abitante del nord equivale a un vero e proprio incubo. Rivestito di pregiudizi, Alberto parte da solo alla volta di quella che ritiene la terra della camorra, dei rifiuti per le strade e dei "terroni" scansafatiche. Con sua immensa sorpresa, Alberto scoprirà invece un luogo affascinante, dei colleghi affettuosi, una popolazione ospitale e un nuovo e grande amico, il postino Mattia

Giacomo Rizzo, Claudio Bisio, Angela finocchiaro, Alessandro Siani e valentina Lodovini in una scena di “Benvenuti al Sud” (Alessandro Siani).

fratelli in erba Regia: tim Blake nelson con edward norton, Melanie Lynskey, Susan Sarandon, Keri Russell, Maggie Siff Quando Bill Kincaid riceve la notizia dell'assassinio del suo gemello Brady, morto in un affare di droga andato male, lascia il suo posto di professore di Filosofia Classica alla Brown University e torna al suo paese nativo, nel rurale Oklahoma. Al suo arrivo si rende conto che i racconti sulla morte di suo fratello sono "alquanto esagerati" e presto si trova coinvolto in uno dei complotti di Brady.

Inception Regia: Christopher nolan con Leonardo di Caprio, Marion Cotillard, ellen Page, Cillian Murphy, Michael Caine, Dom Cobb (Leonardo Di Caprio) è un abilissimo ladro, il migliore al mondo quando di tratta della pericolosa arte dell'estrazione: ovvero il furto di preziosi segreti dal profondo del subconscio mentre si sogna, quando la mente è al massimo della sua vulnerabilità. Le abilità di Cobb ne hanno fatto un giocatore di primo piano nel pericoloso mondo dello spionaggio indu-

continua nelle pagine successive


CineguiDa

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MInICRItIChe deI fILM In PRoGRAMMAZIone neLLe SALe striale, ma lo hanno reso un fuggitivo ricercato in tutto il mondo, costretto a lasciarsi alle spalle tutto ciò che ha sempre amato. Ma ora Cobb ha una chance di redenzione: un ultimo lavoro potrebbe restituirgli la sua vita, ma solo se riuscirà a rendere possibile l'impossibile.

Innocenti bugie Regia: James Mangold con Cameron diaz, tom Cruise, Peter Sarsgaard Una solitaria casalinga della provincia americana (Cameron Diaz) vede la sua vita sconvolta dopo aver partecipato ad un apputamento al buio con quella che si rivela una super-spia internazionale (Tom Cruise) che la conduce in un pericoloso viaggio intorno al mondo per proteggere un'invenzione che potrebbe rivelarsi la chiave dei problemi energetici del pianeta.

La pecora nera Regia: Ascanio Celestini con Giorgio tirabassi, Luisa de Santis, Barbara valmorin, Maya Sans "Il manicomio è un condominio di santi. So' santi i poveri matti asini sotto le lenzuola cinesi, sudari di fabbricazione industriale, santa la suora che accanto alla lucetta sul comodino suo si illumina come un ex-voto. E il dottore è il più santo di tutti, è il capo dei santi, è Gesucristo". Così ci racconta Nicola i suoi trentacinque anni di "manicomio elettrico", e nella sua testa scompaginata realtà e fantasia si scontrano producendo imprevedibili illuminazioni. Nicola è nato negli anni sessanta, "i favolosi anni sessanta", e il mondo che lui vede dentro l'istituto non è poi così diverso da quello che sta correndo là fuori – un mondo sempre più vorace, dove l'unica cosa che sembra non potersi consumare è la paura.

La vendetta di Kid Regia: Brad Peyton

con Chris o'donnell, Jack McBrayer, Carlos Alazraqui, Rodriguez, Alec Paul Baldwin, Michael Clarke duncan, Joe Pantoliano, Roger Moore, Bette Midler, Malcolm Stewart, Malcolm Goodwin Continua il racconto della battaglia tra cani e gatti per il controllo della Terra. Gli amici a quattro zampe saranno impegnati a fronteggiare il ritorno di Kitty Galore intenta a progettare la sua vendetta e la conquista del mondo.

Mangia prega ama Regia:: Ryan Murphy con Julia Roberts, James franco, Billy Crudup, Javier Bardem, Richard Jenkins, viola davis, Luca Argentero, Arlene tur, tuva novotny, Stephanie danielson, James Schram Liz Gilbert (Julia Roberts) ha tutto ciò che una donna moderna può sognare – un marito, una casa e una carriera di successo – ma come tante altre donne, è insoddisfatta, confusa ed è alla ricerca di cosa effettivamente desidera dalla vita. Appena divorziata, trovandosi ad un bivio, Liz decide di allontanarsi dal suo mondo rischiando tutto e, per dare un cambiamento radicale alla sua vita, intraprende un viaggio intorno al mondo, un percorso per ritrovare se stessa. Nel suo viaggio in Italia riscopre il piacere di mangiare; in India arricchisce la sua spiritualità e, inaspettatamente, a Bali ritrova il suo equilibrio interiore grazie al vero amore.

Mordimi ReGIA: Jason friedberg, Aaron Seltzer con Jenn Proske, Matt Lanter, Chris Riggi, Parodia della saga di Twilight, Mordimi èuna commedia sulla rabbia adolescenziale e i film romantici dei nostri tempi. Becca, un'adolescente ansiosa che non è una vampira, è incerta tra due ragazzi. Prima

di poter scegliere, deve superare gli ostacoli creati dal padre ultraprotettivo, che la imbarazza trattandola come una bambina. Nel frattempo, anche gli amici di Becca vivono i loro problemi sentimentali. Tutti questi legami romantici arrivano a una conclusione esilarante durante il ballo scolastico.

niente paura Regia: Piergiorgio Gay con Luciano Ligabue, musiche di Luciano Ligabue Niente paura è un film sull’identità nazionale nell'epoca delle "passioni spente", nell’epoca della crisi radicale della politica, in senso lato. Il film racconta - in modo non ideologico, ma attraverso le storie personali di uomini e donne comuni, di persone conosciute e dello stesso Ligabue - colonna sonora del film e "narratore per eccellenza" - come siamo e come eravamo, in realtà da dove veniamo (fine anni Settanta, primi anni Ottanta, quando si opera una svolta sia nelle istituzioni che nel costume) e quale Paese siamo diventati oggi.

Quella sera dorata ReGIA: James Ivory Omar Razaghi è uno studente di origini iraniane diplomatosi all'università del Colorado al quale viene assegnata un borsa di studio per scrivere la biografia ufficiale dell'autore scomparso latino-americano Jules Gund. Ma, a sorpresa, la Fondazione Gund nega a Omar l'autorizzazione alle ricerche. Su consiglio della fidanzata Deirdre, il ragazzo si reca in Uruguay per incontrare gli eredi e chiedere all'esecutore testamentario di cambiare idea. Ma si ritrova coinvolto in un vespaio di intrighi, relazioni improprie e stravaganze.

Sharm el SheikhUn’estate indimenticabile

fabrizio Ugo Regia: Giordani Brignano, enrico con Giorgio Panariello, Laura dazzi, Cecilia torrisi, Michela Quattrociocche, elena Russo, Maurizio Walter Casagrande, Santillo, daniele La Leggia, fioretta Mari, Ludovica Bizzaglia, hassan Shapi, Sergio Muniz (Enrico Romano Fabio Brignano), è un ottimo venditore di polizze assicurative si trasforma in mediocre mentitore quando rischia di perdere il lavoro e non dice nulla a casa; mamma Franca (Cecilia Dazzi), è un'eterna insegnante precaria costretta a prendere atto anche della precarietà del suo matrimonio, ma non ha il coraggio di dirlo al marito; la figlia Martina (Michela Quattrociocche), è reduce da un amore finito; mentre Giulia, adolescente è fan di Harry Potter, all'eterna ricerca del suo primo vero amore. A chiudere, c'è nonna Camilla (Fioretta Mari). Con la scusa di portare tutti in vacanza Fabio, che odia il mare, convince i suoi a partire con lui per alla volta del Mar Rosso...

(La)Solitudine dei numeri primi Regia: Saverio Costanzo con Alba Rohrwacher, Luca Marinelli, Martina Albano, Arianna nastro, tommaso neri, vittorio Lomartire, Aurora Ruffino, Isabella Maurizio Rossellini, Roberto donadoni, Sbaratto, Giorgia Senesi, filippo timi 1984, 1991, 1998, 2007. Lungo questi anni le vite di Mattia e Alice scorrono parallele senza mai riuscire a congiungersi. Due infanzie difficili, compromesse da un avvenimento terribile che segnerà le fragili esistenze dei protagonisti fino alla maturità. Tra gli amici, in famiglia, sul lavoro, Mattia e Alice, portano dentro e fuori di loro i segni


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MInICRItIChe deI fILM In PRoGRAMMAZIone neLLe SALe del passato. La consapevolezza di essere diversi dagli altri non fa che accrescere le barriere che li separano dal mondo fino a portarli ad un isolamento inevitabile ma consapevole. L'idea del film nasce dal libro La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano, vincitore del premio Strega 2008.

Somewhere Regia: Sofia Coppola con Stephen dorff, elle fanning, Chris Pontius, Michelle Monaghan, Laura Ramsey, Robert Schwartzman, Giorgia Surina Johnny vive a Hollywood nel leggendario hotel Chateau Marmont. Se ne va in giro sulla sua Ferrari e casa sua è un flusso continuo di ragazze e pasticche. Totalmente a proprio agio in questa situazione di torpore, Johnny vive senza preoccupazioni. Fino a quando giunge inaspettatamente allo Chateau la figlia undicenne, Cleo (Elle Fanning), nata dal suo matrimonio fallito. Il loro incontro spinge Johnny a riflessioni esistenziali, sulla sua posizione nel mondo e ad affrontare la questione che tutti dobbiamo affrontare: quale percorso scegliere nella nostra vita?

Step-up 3 d ReGIA: Jon Chu con harry Shum Jr., Adam G. Sevani, Kylie Goldstein Luke è un ballerino di strada orfano, impegnato nel disperato tentativo di non essere sfrattato dalla sua unica casa: un vecchio magazzino decadente che è invece il paradiso di tanti ballerini di strada provenienti da tutto il mondo. Per farlo lui e la sua crew dovranno vincere la World Jam Competition dove i migliori ballerini di strada del mondo si ritrovano faccia a faccia per decretare chi sia il più forte. Sulla strada per la vittoria incontrerà Natalie, una balle-

rina fantastica ma decisamente misteriosa....

the American Regia: Anton Corbijn con George Clooney, Bruce Altman, violante Placido, thekla Reuten, Paolo Bonacelli, filippo timi, Irina Björklund, Samuli vauramo, Björn Granath Solo ed unico tra gli assassini, Jack (interpretato da Clooney) è un esperto artigiano. Quando un lavoro in Svezia finisce in maniera più cruente di come se lo sarebbe aspettato, questo Americano all'estero promette al suo contatto Larry (Bruce Altman) che il suo prossimo incarico sarà il suo ultimo. Jack si ritira nella campagna italiana, dove si nasconde in un piccolo paesino sperduto e gode la lontananza dalla morte. Il suo compito, come assegnatoli da una donna belga, Mathilde, è nella costruzione di un'arma super letale. Sorprendendo se stesso, Jack si rivolge al prete locale Padre Benedetto e inizia una relazione amorosa con Clara. Nell'uscire dalla solitudine ed oscurità Jack però sta provocando la sorte.

the town Regia: Ben Affleck con Ben Affleck, Rebecca hall, Chris Cooper La storia racconta di un rapinatore di banche, interpretato da Ben Affleck, che si invaghisce della cassiera di una banca (Rebecca Hall) che ha svaligiato, senza sapere che in realtà questa è anche l'esca che un agente dell'FBI ha gettato al ladro per catturarlo.

Una sconfinata giovinezza Regia: Pupi Avati con fabrizio Bentivoglio, francesca neri, Serena Grandi, Gianni Cavina, Lino Capolicchio, Manuela

Morabito, erika Blanc, vincenzo Crocitti Lino Settembre e sua moglie Chicca conducono una vita coniugale serena e senzaserie difficoltà. Sono entrambi soddisfatti delle loro professioni, lui prima firma alla redazione sportiva del Messaggero e lei docente di Filologia Medievale alla Gregoriana. L'unico vero dispiacere che ha accompagnato i venticinque anni di matrimonio è la mancanza di figli. Una mancanza che non ha compromesso la loro unione ma l'ha al contrario rinsaldata. L'oggi però, in modo totalmente inatteso, presenta loro una grossa preoccupazione: Lino da qualche tempo accusa problemi di memoria che mano a mano si accentuano andando a compromettere in modo sempre più evidente il quotidiano svolgersi delle sue attività sia nell'ambito professionale che familiare. Dapprima sia lui che Chicca decidono di riderci sopra ma il disturbo si manifesta sempre più fino a quando, dopo attenti e approfonditi esami, un neurologo diagnostica una patologia degenerativa delle cellule cerebrali. Inizia così una toccante storia d'amore fra un uomo che si allontana sempre più dal presente, con la mente trascinata in infiniti altrovi, e la sua donna che, rifiutando qualsiasi ipotesi di abbandono e qualsiasi ausilio che la escluda, decide di stargli accanto nel processo "regressivo"

Un weekend da bamboccioni Regia: dennis dugan con Adam Sandler, Kevin James, Rob Schneider Trent'anni dopo il diploma, cinque amici, vecchi compagni di squadra, si riuniscono per onorare la scomparsa dell'allenatore di basket d'infanzia. Con mogli e figli, trascorrono insieme il weekend del 4 luglio nella casa sul

lago dove anni prima avevano festeggiato la vittoria della squadra. Ricreando atmosfere del passato, scoprono che crescere non significa necessariamente diventare adulti.

20 sigarette Regia: Aureliano Amadei con Carolina Crescentini, vinicio Marchioni, Giorgio Colangeli, Massimo Popolizio, Gisella Burinato, Antonio Gerardi, duccio Camerini, Luciano virgilio, Alberto Basaluzzo, orsetta de Rossi, edoardo Pesce Novembre 2003: Aureliano, 28enne, precario nel lavoro e negli affetti, riceve all'improvviso l'offerta di partire per lavorare come aiuto regista alla preparazione di un film che si svolge in Iraq, al seguito della "missione di pace" dei militari italiani, con il regista Stefano Rolla. Aureliano non fa in tempo a finire un pacchetto di sigarette che si ritrova protagonista della tragedia dell'attentato alla caserma di Nassirya del 12 Novembre 2003. E' l'unico "civile" sopravvissuto di una strage che ha ucciso ben 19 italiani...


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fILM deLLA SCoRSA StAGIone Che PotRete PReSto RIvedeRe In tv

film recenti che potrete vedere in tv Affetti & dispetti (La nana) Regia: Sebastiàn Silva con Catalina Saavedra, Claudia Celedòn. La storia di una donna di bassa statura? Niente di tutto questo. La nana è una sorta di "tata" italiana, la colf che vive con la famiglia, occupandosi sia della casa che dei bambini. Qui magistralmente interpretata da una bravissima e sconosciutissima attrice cilena (Catalina Saavedra, non a caso premiata al Sundance ed a Torino), che praticamente da sola sostiene tutto il film, riuscendo a mettere tutti in ombra. La pellicola ha un impianto molto teatrale, si svolge all'interno delle varie stanze della villetta di una famiglia benestante. I dialoghi sono pochi ed il tutto trapela e si intuisce dalle espressioni di questa cameriera, introversa, scorbutica e dallo sguardo triste. Un volto spesso in primo piano che riesce a spiegare meglio di mille parole stati d'animo ed emozioni. Vale la pena darci un'occhiata solo per vederla all'opera.

Agora Regia: Alejandro Amenàbar con Rachel Weisz, Max Minghella Non è un film contro il cristianesimo ma contro tutti i fond a m e n t a l i s m i . Sostanzialmente è questa la chiave di lettura. Un concetto però non condiviso dalle alte gerarchie della Chiesa che, secondo la casa di distribuzione, dopo una proiezione riservata ha avuto reazioni stizzite di dissenso sul taglio dato alla pellicola. La vera

storia della filosofa greca Ipazia uccisa e fatta a pezzi dagli integralisti cristiani nel 391 dopo Cristo ad Alessandria d'Egitto, ha faticato non poco ad uscire in Italia, suscitando, come era prevedibile, parecchie polemiche. Il ruolo del vescovo Cirillo, che avrebbe istigato la congrega dei Parabolani ad uccidere la scienziata, non è molto piaciuto, ma secondo il regista quello che si vede nel film è solo il 30 per cento del male che ha fatto l'alto prelato.

Alice in Wonderland Regia: tim Burton con Johnny depp, Mia Wasikowska, Anne hathaway. Spettacolare ed emozionante Burton. Ancora una volta non delude, regalandoci una inedita Alice, indipendente, moderna ed ormai ventenne. Non più la bambina del Paese delle Meraviglie, ma una donna che intraprende un nuovo viaggio nel Sottomondo per conoscere il suo futuro, che non sarà quello di sposare il viscido e stupido Lord Hamish. Il suo destino è diventare una donna d'affari. Johnny Depp sempre all'altezza dei personaggi che interpreta, anche in questo caso bizzarro e divertente al punto giusto nei panni del Cappellaio Matto. Strepitosa Helena Bonham Carter (dolce metà del regista), la tirannica monarca "capocciona" Iracondia, dal carattere irascibile ed una certa propensione a tagliare la testa dei suoi nemici, che poi lascia soavemente galleggiare nel fossato che circonda il castello.

Amante (L') inglese Regia: Catherine Corsini con Kristin Scott thomas, Sergi Lopez Epopea tutta al femminile dove protagonista è una donna che lotta per affermare la propria autodeterminazione. Suzanne vive in una bella

villa nel sud della Francia con un marito e due figli adolescenti. Una esistenza borghese e piena di noia spezzata dall'incontro con Ivan, rude operaio spagnolo con qualche errore alle spalle, che un giorno arriva per ristrutturare lo studio dell'abitazione. Un'avventura che si trasforma presto in passione travolgente e vero amore. Il marito, noto medico della zona molto attento alle apparenze ed in procinto di lanciarsi nella carriera politica, più che altro ferito dall'essere stato scaricato per un semplice operaio, cercherà in tutti i modi di contrastare la liaison, ricorrendo anche a biechi ricatti. Finale catartico.

A serious man Regia: Joel & ethan Coen con Michael Stuhlbarg Il film è ambientato nel 1967 in una comunità ebraica di una non bene identificata cittadina del Mid West. Larry Gopnik è un docente universitario e cerca di vivere secondo le regole della collettività. Tenta di fare del suo meglio nonostante abbia il figlio che fuma erba, la figlia che vuole rifarsi il naso, la moglie lo lascia per un altro uomo e tanta sfiga lo perseguita. Il tutto condito da un tagliente umorismo yiddish. Gli stessi Coen, intervenuti al festival del cinema di Roma, hanno ammesso di aver attinto a piene mani, nello scrivere la sceneggiatura, dai ricordi della loro infanzia. Grande prova dell'attore protagonista, Michael Stuhlbarg, in Italia del tutto sconosciuto del quale però si intuisce l'enorme capacità interpretativa per cui è noto nell'universo teatrale Usa.

A single man Regia: tom ford con Colin firth e Julianne Moore Patinato e forse stilisticamente troppo perfetto (poteva essere diversamente?), ma con un grande Colin Firth nei

panni di un professore universitario che non riesce a dare un senso alla vita dopo la morte del suo compagno per un incidente stradale. Discreto esordio alla regia per il celebre stilista texano che è riuscito a fare un film con parecchie imperfezioni, eppure coinvolgente ed emozionante. Libero adattamento del romanzo di Christopher Isherwood "Un uomo solo", è un racconto sull'amore interrotto, sull'isolamento della condizione umana e l'importanza dei momenti apparentemente insignificanti della vita.

Avatar Regia: James Cameron con Sam Worthington, Sigourney Weaver Cosa dire di più di quanto non si sia già sproloquiato su questo film. Gli effetti sono davvero speciali (l'animazione è splendida, in particolare le figure dei Na'vi e l'ambientazione di Pandora), la storia però, per quanto politicamente corretta, è un po' banalotta. I buoni, i cattivi, l'amore, il lieto fine, con tanto di pistolotto moralistico. Il cattivo è così cattivo da sembrare una caricatura. Già dalle prime scene si capisce al volo dove andrà a parare e soprattutto come finirà. E poi sembra un lungo déjà-vu. A tratti viene in mente "Balla coi lupi", "The Fountain" di Aronofskye (ma l'albero della vita non è simile?), "Soldato blu", "Il signore degli anelli", "Apocalypse Now" e chi più ha più ne metta. Un consiglio: provate a vederlo anche nella versione normale, senza gli occhialini, nei cinema che non hanno il 3D. I colori sono molto più vivaci.

Baciami ancora Regia: Gabriele Muccino con Stefano Accorsi, vittoria Puccini, Pierfrancesco favino, Claudio Santamaria, Giorgio Pasotti, Marco Cocci, Sabrina


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fILM deLLA SCoRSA StAGIone Che PotRete PReSto RIvedeRe In tv Impacciatore. Muccino in grande forma. La trasferta americana gli ha fatto bene, lo ha galvanizzato ed arricchito e con la macchina da presa fa faville. Corre letteralmente dietro agli attori, non li molla un istante nel tentativo di estrapolare emozioni e sentimenti. Dopo i trentenni racconta gioie e dolori della generazione dei quaranta. Il ritorno alle radici ma anche la voglia di rimettersi in gioco, l'amore per l'altra persona e quello per i figli. Un gruppo di amici impegnati in una estenuante ricerca della felicità. Forse una costruzione un po' troppo adrenalitica ed affannata (in 2 ore e19 di durata), ma decisamente efficace nel delineare i personaggi. La new entry Vittoria Puccini non fa rimpiangere Giovanna Mezzogiorno.

Mezzogiorno Easy Rider in salsa lucana. Dal Tirreno allo Ionio a piedi per dieci giorni, attraversando una delle regioni più belle e suggestive del nostro Sud d'Italia. Divertente e surreale road movie musicale che vede protagonisti cinque personaggi in cerca delle proprie identità. Interessante esordio dietro alla macchina da presa per l'attore Rocco Papaleo, fino ad ora quasi esclusivamente relegato nei panni del caratterista, che con questa strampalata pellicola tenta di raccontare risorse e potenzialità della sua terra. Cinque amici, una piccola band di provincia per non rinunciare ai propri sogni. Cast credibile ed a proprio agio nelle singole interpretazioni, anche per un cantante come Gazzè alla sua prima prova cinematografica.

Bangkok dangerous

Brotherhood (fratellanza)

Regia: oxide e danny Pang con nicolas Cage e Charlie Young Remake dell'omonima pellicola del '99 dei fratelli di Hong Kong, già noti per "The eye", che rifanno se stessi. Come spesso avviene, la star indigena viene rimpiazzata da quella a stelle e strisce. In questo caso Nicolas Cage, che oltre al ruolo di interprete principale (spietato killer che si innamora di una ragazza sordomuta) si è anche ritagliato quello da produttore. Action movie a tinte noir (con velleità da thriller psicologico) che però non convince per niente. Regia svogliata ma anche una performance non certo eccellente del protagonista che si ostina a porsi con la stessa smorfia stampata sul volto, nel tentativo di esternare disagio ed inquietudine.

Basilicata coast to coast Regia: Rocco Papaleo con Alessandro Gassman, Paolo Briguglia, Max Gazzè, Rocco Papaleo, Giovanna

Regia: nicolo donato con thure Lindhardt, david dencik Una delle pellicole più interessanti in circolazione quest'estate. La storia di un amore pericoloso ma soprattutto la ricerca della propria identità. Deluso da un mancato avanzamento di carriera, Lars decide di lasciare l'esercito. Più per noia che per convinzione decide di aderire ad un movimento neo-nazista dove conosce Jimmy. I due uomini daranno inizio ad una relazione segreta, ma la loro passione proibita dovrà scontare la punizione del gruppo di estrema destra. Tuttavia l'amore e l'attrazione sessuale è così forte che, pur dovendo infrangere ogni regola, Lars e Jimmy non riusciranno a mettere fine alla relazione. Attori all'altezza di uno script non facile ed alquanto complesso da interpretare. Da non perdere. Marc'Aurelio d'Oro al Festival di Roma.

Cado dalle nubi Regia: Gennaro nunziante

con dino Abbrescia, fabio troiano e Giulia Michelini Ignorante, cafone, scorretto, razzista, non azzecca un congiuntivo, però sfonda nel mondo della tv. Il trionfo della mediocrità. La fotografia esatta dell'Italia di oggi, quella che ci propina tutti i giorni il piccolo schermo. E lui, Checco Zalone, il comico di Zelig, ci sguazza. La sua parodia è esilarante. Un esordio felice per il comico tv, rispetto a tanti colleghi che hanno tentato la stessa strada con risultati davvero deludenti. Riesce a fare un film corale dove anche i personaggi di contorno danno il loro significativo contributo, evitando che la storia sia solo una lunga sfilza di gag. Prende in giro tutti, con ingenuità usa un linguaggio scorretto ed assurdo. Fa la pipì nella sacra ampolla di acqua del Po e scambia Alberto da Giussano per un Power Ranger.

Che fine ha fatto osama Bin Laden? documentario di Morgan Spurlock Dopo "Super Size Me", il regista, autore, produttore ed attore del cinema indipendente americano mette mano ad un'altra provocatoria impresa: scovare Bin Laden e soprattutto capire se c'è qualcuno che ha mai provato veramente a cercarlo. Sopra a tutti, Cia ed FBI. Inizia a New York e fa il giro del mondo. Attraversa Egitto, Marocco, Israele, Palestina, Arabia Saudita, Afghanistan fino alle regioni tribali del Pakistan. Lungo il percorso interroga esperti ed imam, accademici e terroristi. In Europa visita i ghetti delle grandi città dove gli immigrati aspirano alla guerra santa. Irriverente, divertente e parecchio documentato il film paradossalmente sviluppa una profonda comprensione dei conflitti che turbano il mondo, con parecchi spunti di riflessione.

Che fine hanno fatto i Morgan? Regia: Marc Lawrence con hugh Grant, Sarah Jessica Parker Veramente il sottotitolo potrebbe essere: che fine ha fatto Hugh Grant? Il ragazzo, ormai cinquantenne per la verità, non sembra più quello di "Quattro matrimoni e un funerale" oppure "Notting Hill". Film noioso e non riuscito nonostante lo sforzo produttivo di mettere insieme due star del cinema inglese ed americano. L'idea di catapultare in piena campagna una coppia di cittadini doc che non riesce a staccarsi dal BlackBerry, per andare a vivere nel Wyoming (accanto a cavalli, orsi e rudi cow-boy con tanto di pistola nella fondina), poteva anche funzionare. In questo caso però non fa neanche tanto ridere. Sceneggiatura debole e recitazione altrettanto sciatta.

City Island Regia: Raymond de felitta con Andy Garcia, Alan Arkin, Julianna Margulies Da tempo non vedevamo una sceneggiatura così curata e ben scritta. Risultato, una spassosissima commedia con una storia che gira intorno al classico gioco delle verità nascoste, ambientata in uno dei quartieri meno noti di New York. Protagonista, un inedito ed istrionico Andy Garcia, nei panni della guardia carceraria con il pallino della recitazione (la scena del suo primo provino vale tutto il film), con parecchi scheletri nell'armadio, come del resto hanno tutti gli altri componenti della famiglia. Ottimo cast di attori, diretto con impegno da un regista che arriva dal cinema indipendente i cui film fanno spesso il giro dei festival più prestigiosi e che ha anche recentemente affermato di ispirarsi al nostro Pietro Germi. Cosa volere di più?


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fILM deLLA SCoRSA StAGIone Che PotRete PReSto RIvedeRe In tv Chloe Regia: Atom egoyan con Julianne Moore, Liam neeson Apparentemente un thriller, ma molto più intenso nella sua struttura e complessità. E' anche una storia d'amore, di suspance ed ipotetici tradimenti. Viaggio, con qualche perversione, in un tranquillo ma fragile ménage coniugale. Catherine, stimata ginecologa della middle class, sta organizzando una festa a sorpresa per il compleanno del marito David, professore di musica. La stessa sera l'uomo perde però il volo da New York per tornare a casa e la moglie comincia a nutrire qualche sospetto, soprattutto dopo aver scoperto nel suo cellulare un ambiguo sms di una delle sue allieve. Una sera a cena fuori con amici, Catherine incontra per caso Chloe, giovane e bellissima escort di lusso. Per liberarsi dell'ossessione decide di ingaggiarla per testare la fedeltà del marito. Resterà invischiata invece in un gioco pericoloso che la condurrà ad un rapporto lesbo.

Christmas (A) Carol Regia: Robert Zemeckis con i volti di Jim Carrey, Gary oldman e Colin firth Onestamente un po' troppo lugubre e poco adatto a bimbi molto piccoli per essere definito un film di Natale destinato alle famiglie. Inizia con un morto disteso dentro una bara con due monete sugli occhi, per poi proseguire con una serie di fantasmi che fanno visita al vecchio avaro Scrooge nella sua casa oscura e sinistra. Tuttavia l'adattamento cinematografico della celebre fiaba di Charles Dickens è un piccolo capolavoro, soprattutto di tecnica. Realizzato con il sistema motion capture (quello utilizzato per The Polar Express), ossia cattura delle espressioni degli attori (celebri!) riportate digitalmente sul grande

schermo sotto forma di animazione, riesce a dare una profondità ed una nitidezza alle immagini da sembrare un film su pellicola.

City Island Regia: Raymond de felitta con Andy Garcia, Alan Arkin, Julianna Margulies Era da tempo che non vedevamo una sceneggiatura così curata e ben scritta. Risultato, una spassosissima commedia con una storia che gira intorno al classico gioco delle verità nascoste, ambientata in uno dei quartieri meno noti di New York. Protagonista, un inedito ed istrionico Andy Garcia, nei panni della guardia carceraria con il pallino della recitazione (la scena del suo primo provino vale tutto il film), con parecchi scheletri nell'armadio, come del resto hanno tutti gli altri componenti della famiglia. Ottimo cast di attori, diretto con impegno da un regista che arriva dal cinema indipendente i cui film fanno spesso il giro dei festival più prestigiosi e che ha anche recentemente affermato di ispirarsi al nostro Pietro Germi. Cosa volere di più?

Colpo di fulmine - Il mago della truffa Regia: John Requa e Glenn ficarra con Jim Carrey, ewan McGregor Certo, la storia nella fase di scrittura della sceneggiatura è stata parecchio romanzata ma sembra che tutti gli eventi descritti siano realmente accaduti. Basta questo per rendere il film apprezzabile di una certa attenzione, perché se fosse vero solo un terzo di quello narrato è davvero incredibile come un uomo possa arrivare a fare tanto nel corso di una vita. A parte questo, l'interpretazione di Carrey è un po' troppo fumettistica e gli eventi si susseguono con un certa confusione. Un morigerato agente di polizia, sposato con prole, che suona l'organo in chiesa, dopo un inci-

dente stradale decide di cambiare vita. Si dichiara gay, inizia a vivere una esistenza stravagante fatta di truffe ed imbrogli che lo porta dritto in prigione dove incontra Phillip Morris, l'amore della sua vita. Per lui tenterà, con successo, un colpo impossibile dietro l'altro.

Cosa voglio di più Regia: Silvio Soldini con Pierfrancesco favino, Alba Rohrwacher, Giuseppe Battiston Il ricordo di "Pane e tulipani" è ormai lontano, tanto da non sembrare un film di Soldini. Manca la poesia e quel tocco surreale che caratterizza il suo cinema, anche nell'affrontare temi vicini all'attualità. "Per la prima volta è stato un episodio di vita reale a far scattare in me l'idea di questo film" ha affermato. L'intento, quello di raccontare una storia d'amore in tempi di crisi, recessione e precariato, ma è come se mancasse di personalità. Ecco, forse ha un po' spiazzato il suo pubblico cercando di fare altro da quello realizzato fino ad ora, per questo il film non convince fino in fondo. Per il resto la bravura del regista milanese dietro alla macchina da presa è indiscutibile come quella nel dirigere gli attori, soprattutto nelle famose scene di sesso che sono sicuramente le più difficili.

Crazy heart Regia: Scott Cooper con Jeff Bridges, Maggie Gyllenhaal, Colin farrell, Robert duvall Non sarà il Drugo del Grande Lebowski, ma anche qui il grande Jeff Bridges riesce ancora a dare il meglio di sé per un film, low-budget, che gira interamente intorno alla sua figura. Intreccio narrativo forse scontato e prevedibile che però l'attore, con ammiccamenti e grande capacità interpretativa, riesce a rendere interessante ed accattivan-

te. Invecchiato, appesantito, alcolizzato ed in fase discendente, Bad Blake è una vecchia gloria del country che ora deve accontentarsi di qualche isolato locale della sconfinata provincia americana ed alloggiare in alberghi di quarta categoria. Il casuale incontro con una giovane giornalista di una rivista locale che vuole intervistarlo, gli cambierà in qualche modo la vita.

dragon trainer Regia: dean deblois e Chris Sanders Delizioso cartone animato in 3D, da vedere anche nella versione normale, non si perde nulla. Il tocco magico è quello della Dream Works Animation, creatori di Shrek e Madagascar. Portatore di due messaggi facili ma corposi, che di questi tempi non guastano. Non bisogna aver paura ad uscire fuori dal coro, affermando le proprie opinioni, e soprattutto non bisogna aver timore di ciò che esternamente può apparire diverso da noi. Il piccolo e gracile vichingo Hic vive in un comunità dove da sempre si combattono i draghi che rubano le pecore. Ma lui è un progressista ed è convinto che il dialogo con il nemico sia invece la strada giusta. Il suo senso dell'umorismo non si concilia però con gli ideali della tribù, dei coetanei e del forzuto padre, Stoick l'Immenso. Tratto dai libri della britannica Cressida Cowell.

draquila - L'Italia che trema Regia: Sabina Guzzanti Il ministro dei Beni Culturali ha disertato il Festival di Cannes per protesta, il documentario secondo lui è fazioso e non veritiero. Ad alcuni aquilani è piaciuto ad altri per niente. Sabina Guzzanti riaccende le polemiche e questa volta si occupa del terremoto dell'Aquila e non solo. Snocciola con insolita pacatezza la sue teorie, utilizzan-


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fILM deLLA SCoRSA StAGIone Che PotRete PReSto RIvedeRe In tv do questa volta tecniche da reportage giornalistico, puntiglioso e cronologico. Non manca neanche la satira, con l'imitazione del premier. Una ricostruzione certosina di quello che è accaduto in Abruzzo ma anche al G8, a Napoli con la questione dei rifiuti e quant'altro. Da vedere.

due vite per caso Regia: Alessandro Aronadio con Lorenzo Balducci, Isabella Ragonese. Sgombriamo subito il campo. Sarà pure il raccomandatissimo figlio del famoso imprenditore coinvolto nello scandalo degli appalti al G8, ma Lorenzo Balducci è perfetto nel ruolo di Matteo Carli. Riesce con sorprendente capacità recitativa ad interpretare due ruoli affini ma non uguali. Una sorta di Sliding Doors all'italiana, per raccontare il doppio destino di un ventenne che una notte piovosa incontra per caso un'auto con dei poliziotti a bordo. L'incontro o lo scontro con quegli uomini determinerà il resto della sua vita. Rabbia, paura ed angoscia di una generazione che forse non ha futuro. Interessante esordio alla regia del giovane regista romano già apprezzato al Festival di Berlino.

e' complicato Regia: nancy Meyers con Meryl Streep, Alec Baldwin, Steve Martin E' sempre un piacere ritrovare la grande Meryl, anche se in questo caso è protagonista di una commedia non proprio originalissima e forse troppo hollywoodiana per un talento del suo livello. Tuttavia, tanto di cappello ad una attrice che a sessant'anni è ancora capace di trovare un ruolo di primo piano in un ambiente dove dopo i quaranta già si annaspa. Grazie alle sue innate capacità è in grado di far apparire decente un film che molto probabilmente con altri

interpreti avrebbe creato qualche imbarazzo. La storia del triangolo over 50 tra una donna, il suo ex marito ed un ipotetico pretendente stenta a decollare. E poi, va bene dare un'immagine di donna realizzata ma perché la scelta di stamparle sul viso, dall'inizio alla fine, quell'insistente sorriso a volte davvero fuori luogo?

fuori controllo Regia: Martin Campbell con Mel Gibson, Ray Winstone Con qualche ruga in più e qualche capello in meno ma con la stessa spavalderia ritorna dopo sette anni Mel Gibson e lo fa con un thriller ad alta tensione, che fonde politica, ecologia ed affari (loschi). Ancora una volta impegnato nella consueta lotta solitaria contro tutti e tutto, senza esclusione di colpi. Le immagini iniziali sono di sicuro impatto. L'inaspettata uccisione a sangue freddo della giovane Emma, sulla porta della casa del padre poliziotto, solletica subito la curiosità dello spettatore. Un avvio repentino per una storia avvincente, ben girata, senza troppe sbavature. Non male per chi ama il genere.

Genitori&figli. agitare bene prima dell'uso Regia: Giovanni veronesi con Silvio orlando, Luciana Littizzetto. Michele Placido, Margherita Buy, Max tortora, elena Sofia Ricci, Piera degli esposti Il confronto-scontro tra il mondo degli adulti e quello dei giovani di oggi attraverso lo sguardo della quattordicenne Nina. E' credibile il quadro che il regista toscano traccia delle nuove generazioni, riesce a fotografarne bene il malessere e l'incapacità di capirsi fino in fondo. Certo, in un contesto da commedia e con i toni leggeri del genere, a volte con profili appena trat-

teggiati ma decisamente convincenti. Decisamente migliore invece il fronte dei cosiddetti "grandi", dove si capisce che Veronesi ha maggiore conoscenza della materia. Avvalendosi di un cast di attori di alto profilo, abbandona per il momento il film ad episodi per raccontare una storia più strutturata e ricca di sfumature rispetto ai precedenti lavori.

Green Zone Regia: Paul Greengrass con Matt demon, Greg Kinnear Agli americani non è piaciuto molto. Anzi, visti gli esigui incassi potremo dire quasi niente. Perché i cattivi, ebbene si, questa volta sono loro. A dirla tutta, è difficile trovare nella cinematografia a stelle e strisce un altro film così esplicito, così diretto, nell'incolpare il governo Usa di aver provocato una guerra senza senso. La Green Zone del titolo è il blindatissimo quartiere situato nel centro di Baghdad dove risiedono le truppe, è da qui che parte l'avvincente thriller a sfondo politico. Da qui il maresciallo Roy Miller e la sua squadra di ispettori ricevono l'incarico di scovare nel deserto dell'Iraq i depositi con le famose armi di distruzione di massa. Non trovando nulla di tutto ciò, l'ufficiale inizierà ad avere qualche sospetto ed a porsi degli interrogativi, soprattutto rispetto al ruolo giocato da un potente generale di Saddam Hussein.

happy family Regia: Gabriele Salvatores con fabio de Luigi, diego Abatantuono, fabrizio Bentivoglio, Margherita Buy, Carla Signoris, valeria Bilello Non è l'ennesimo film sulla famiglia. Salvatores semplicemente racconta degli uomini e delle donne, e lo fa con un film originale, poetico, spassoso, colorato, elaborato

su diversi piani narrativi e continui passaggi tra finzione e realtà. Otto personaggi in cerca d'autore. Sono questi i protagonisti, la famiglia felice a cui il titolo ironicamente allude. Escluso Ezio, 38 anni, una vita trascorsa senza aver mai concluso nulla di buono che un giorno decide di scrivere una sceneggiatura per il cinema. Due coppie, i loro figli, i nonni, il cane, esseri del tutto inventati che ad un certo punto però vivono di luce propria, escono dallo schermo del computer di Ezio (un Fabio De Luigi in grande forma) per rivendicare la loro esistenza. Il cinema nel cinema.

I Gatti Persiani Regia: Bahman Ghodabi con negar Shaghaghi, hamed Behdad Durante la lavorazione il regista è stato arrestato per ben due volte. In Iran la musica è considerata, dall'attuale regime, impura in quanto fonte di allegria e quindi vietata. I ragazzi sono costretti a suonare e cantare clandestinamente, nel chiuso di cantine e sotterranei. Un mondo nascosto, del quale la maggior parte della popolazione ignora l'esistenza. Completamente girato a Teheran, al di là dell'aspetto musicale, è un interessante viaggio nelle dinamiche che oggi governano l'ex Persia, che aiuta a capire meglio cosa stia realmente avvenendo in quel Paese. Premio Speciale della giuria al Festival di Cannes, la sceneggiatura è stata scritta da Ghobadi e dalla fidanzata Roxana Saberi, la giornalista americana di origine iraniana processata per spionaggio

Il figlio più piccolo Regia: Pupi Avati con Christian de Sica, Laura Morante, Luca Zingaretti, nicola nocella Con la scusa di completare la trilogia sulla paternità (dopo "La cena per farli conoscere"


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fILM deLLA SCoRSA StAGIone Che PotRete PReSto RIvedeRe In tv e "Il papà di Giovanna"), Avati racconta l'Italia di oggi e lo fa con particolare cattiveria ed ironia, aiutato anche da un più che brillante cast di attori. Apparentemente parla di beghe familiari, in realtà dà vita ad un preciso affresco del Bel Paese: cinico, corrotto e corruttore, egoista, disposto a tutto in nome del dio denaro. Un insospettabile De Sica (dopo tanti cine-panettoni) riesce finalmente a dare corpo ad un personaggio complesso e spietato, il "furbetto del quartierino" di turno che pur di salvarsi dalla galera per i suoi guai finanziari, non si fa scrupolo di riversare le sue colpe sull'ingenuo figlio.

Il mio amico eric

tagonista, che ha anche scritto la sceneggiatura, nel raccontare il suo primo incontro con Besson sul set di un precedente film, ha rivelato che in quell'occasione, prima di squadrarlo da cima a fondo, gli ha detto che lo avrebbe visto bene nei panni di un prete. Parole profetiche. Bigard veste i panni di Mario Diccara, ex galeotto appena uscito dalla prigione che ha qualche conto in sospeso con la malavita. Chiede aiuto al fratello prelato che gli suggerisce di raggiungere Padre Etienne in un paesino dell'Ardèche, travestito da sacerdote. Al suo arrivo scopre che il parroco è morto e gli abitanti lo scambiano per il sostituto.

Il profeta

Regia: Ken Loach con eric Cantona, Steve evets Un omaggio al calciatore del Manchester United Eric Cantona, personaggio discusso e borderline, per raccontare ancora una volta una storia di periferia. Loach lascia per il momento i toni seriosi dei suoi precedenti film ed affronta con leggerezza ed un tocco di fantasia i temi che gli sono da sempre cari. Il titolo originale, Looking for Eric, probabilmente si adatta meglio ad una storia dove il protagonista Eric Bishop, dipendente postale con una situazione famigliare e sentimentale disastrata, è alla continua ricerca di se stesso. Nel tentativo di rimettere insieme i pezzi della sua vita immagina di dialogare con il grande campione francese, che nel film recita se stesso. Da non perdere nel finale la vera conferenza stampa di Cantona, rimasta nella storia del calcio.

Regia: Jacques Audiard con tahar Rahim e niels Arestrup Difficile non identificarsi con la faccia d'angelo del protagonista, perché anche se la storia è politicamente poco corretta (un percorso di formazione alla rovescia, un antieroe) non si può non stare dalla sua parte. Accertato ormai il fatto che il carcere non riabilita proprio nessuno, il film è abilmente orchestrato da un regista che conferma qualità straordinarie nel dirigere gli attori. La faccia del giovane Malik (felice esordio), analfabeta e ladruncolo che entra in carcere per uscirne dopo sei anni più acculturato, spietato ed a capo di una pericolosa banda, e quella del boss corso César Luciani (si intuisce ad occhio nudo la consolidata esperienza anche teatrale), reggono praticamente tutto il film.

Il Mi$$ionario

Il segreto dei suoi occhi

Regia: Roger delattre con Jean- Marie Bigard Divertente commedia degli equivoci, senza troppe pretese ma ben costruita, prodotta da Luc Besson. L'attore pro-

Regia: Juan Josè Campanella con Ricardo darìn, Soledad villamil Un noir, una commedia, una storia d'amore. Sullo sfondo

l'Argentina peronista degli anni '70. Magica commistione di generi per raccontare uno dei periodi più cupi del Paese. Da questo punto di vista decisamente più efficace di tante pellicole che puntano al politico. Aspetto, questo, abilmente ed apparentemente relegato ai margini e che invece si rivela la vera anima. Il film ti entra dentro, lentamente, e per parecchio non ti molla. Con piglio sicuro il regista di origine italiana nato a Buenos Aires, dirige uno dei migliori lavori della stagione che non a caso ha conquistato l'Oscar destinato al film straniero riuscendo a battere opere di pregio come "Il profeta" e "Il nastro bianco". Cast più che apprezzabile, sceneggiatura essenziale, quasi scarna ma con la capacità di arrivare dritta alla meta. Da non perdere.

damon Il capitano Francois Pienaar entra nella minuscola cella dove per 27 anni è stato recluso Nelson Mandela. Allarga le braccia, come per prenderne le misure e dalla finestra lo immagina nel cortile, in catene, intento a spaccare pietre sotto il sole cocente. Perché un uomo che ha dovuto subire tanto dolore parla di perdono? Forse l'eccesso di retorica, inusuale per un film di Eastwood, può in un primo momento generare qualche attimo di smarrimento. Poi con lo scorrere delle immagini prevale l'emozione, quella di veder rappresentato un momento cruciale della storia del Sudafrica ma forse anche del mondo. Le interpretazioni di Freeman nei panni di Nelson Mandela e Damon in quelli del biondissimo capitano della squadra di rugby sono appassionanti.

Il tempo che ci rimane L'isola delle coppie

Regia: elia Suleiman con Saleh Bakri, Shafika Bajjali Suleiman è nato a Nazareth in Palestina ed il film è semiautobiografico, in quattro episodi, sulla sua famiglia. E' ispirato ai diari del padre, a partire dal 1948 quando decise di partire per unirsi alla Resistenza dopo l'occupazione di Israele. Scene di vita quotidiana di quei palestinesi che decisero di restare e che furono chiamati "arabi israeliani", costretti a vivere da stranieri nella loro patria. Contrariamente a quanto si possa pensare non ha nulla della pesantezza che magari ci si potrebbe aspettare da una pellicola di questo genere, il regista (che interpreta tra l'altro anche se stesso) ci ha costruito sopra una storia surreale, piena di ironia, con musiche coinvolgenti. Senza trascurare però l'aspetto politico di una questione ancora attualissima ed irrisolta.

Regia: Peter Billingsley con vince vaughn, Jason Bateman, Kristen Bell Coppia in crisi convince gli amici ad accompagnarla in una vacanza terapeutica per sposi con problemi coniugali, in uno splendido resort di Bora Bora. Il costo del biglietto è esoso ma se accettano di andare con loro verrà dimezzato. Partono, convinti di andare incontro ad una vacanza a cinque stelle invece scopriranno presto che la frequentazione della stravagante terapia non è a discrezione di chi ne ha bisogno e non è un optional. Jean Reno con il codino nelle vesti di santone che dovrebbe aiutare gli sposi. Una commedia (furbetta) che deve essere presa per quello che è: un paio d'ore di divertimento ammirando e sognando località tropicali irraggiungibili per molti. Non rimarrà nella storia del cinema

Invictus

L'uomo che verrà

Regia: Clint eastwood con Morgan freeman e Matt

Regia: Giorgio diritti con Alba Rohrwacher e Maya


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fILM deLLA SCoRSA StAGIone Che PotRete PReSto RIvedeRe In tv Sansa Girato con assoluto rigore, non scade mai nella retorica. Diretto in maniera magistrale, con attori di grande spessore che recitano i rari dialoghi in dialetto bolognese (sottotitolati in italiano). Meritatamente premiato all'ultimo festival del cinema di Roma, ripercorre gli ultimi nove mesi dalla strage di Marzabotto dove furono massacrate dai nazisti 770 persone, per la maggior parte donne, bambini ed anziani. Il racconto cadenzato dei nove mesi d'attesa per la nascita di un bambino in un'umile famiglia di contadini, attraverso lo sguardo della sorellina muta di otto anni. Film di forte impatto emotivo, forse di non facile fruizione, ma decisamente da non perdere.

L'uomo nell'ombra Regia: Roman Polanski con ewan McGregor, Pierce Brosnan Che Polanski sia un maestro nella regia è fuor di dubbio ed anche in questa occasione dà prova di grande abilità del dirigere gli attori. Ha sdoganato definitivamente uno come Brosnan che nella vita ha trovato non poche difficoltà a costruire una dignitosa carriera non legata quasi esclusivamente al fascino ed al glamour. Unico punto debole forse una sceneggiatura a volte prevedibile ed improbabile (come quando il protagonista scova alcune delicate e segrete informazioni semplicemente consultando Internet. Va bene che nella rete si trova di tutto, ma questa volta appare un po' esagerato) per un film che ha la sua forza in una storia costruita su temi importanti, piena di inganni e tradimenti, dove ognuno è molto diverso da ciò che appare.

Gianquinto. Uno dei migliori film di Rubini. Intenso, commovente, ironico e fortemente autobiografico. Dopo "La stazione" del 1990, il regista/ attore torna a parlare della sua infanzia e della Puglia ripartendo da quella stazione ferroviaria che sembra sia rimasta fortemente ancorata ai ricordi. Ma questa volta lo fa con un tocco di maggiore maturità, riuscendo a fare un film più compiuto. Sceneggiatura ben calibrata, cast di attori decisamente convincenti. Iniziando dal piccolo e straordinario protagonista fino ad arrivare ad una brava Valeria Golino che riesce ad interpretare il ruolo di una donna moderna ed emancipata degli anni '60, che non rinuncerebbe mai al suo lavoro di insegnante, capace però di conservare intatti gli atavici dettami della tradizione.

La bocca del lupo Regia: Pietro Marcello con i reali protagonisti della storia Piccolo film di nicchia, per raffinati cultori del cinema d‘autore. Ricco di poesia e sentimento. Due anime perse raccontano le loro vite. Sullo sfondo la Genova storica, descritta e fotografata alla De Andrè. Quella di ieri, delle "tripperie" ormai scomparse, e quella di oggi percorsa dai disperati e dagli ultimi. Enzo è appena uscito dalla galera e attraversa la città, alla ricerca dei luoghi di un tempo ormai dismessi. Nella piccola casa nel ghetto, tra i vicoli del vecchio quartiere, l'aspetta da anni l’amatissima Mary, prostituta transessuale. Nato da un'idea della fondazione San Marcellino, gesuiti di Genova, che da anni assiste in diversi modi la comunità dei senza tetto, degli emarginati.

L'uomo nero Regia: Sergio Rubini con valeria Golino, Sergio Rubini, Riccardo Scamarcio, Guido

La nostra vita Regia: daniele Luchetti con elio Germano, Raoul Bova, Isabella Ragonese, Luca

Zingaretti, Stefania Giorgio Montorsi, Colangeli. Un grande Elio Germano, che ha ampiamente meritato il premio come miglior attore a Cannes, per un film sui trentenni di oggi. Quelli che non hanno santi in paradiso, forse i nuovi proletari come li definisce lo stesso Luchetti. In realtà dei giovani intelligenti e svegli che cercano di farsi strada in un mondo dove la priorità sono i soldi e la loro capacità di comprarci più cose possibili. Figli di un consumismo sfrenato, ma anche capaci di mettere al mondo tre figli nella totale incertezza economica e con il desiderio di fare il grande salto in avanti. Il film però non è solo questo. Anche una grande finestra sull'Italia con le sue storie di immigrazione, sfruttamento, valori famigliari. Cast ben assortito. Unica stonatura, forse, un finale troppo happy, da commedia.

La prima cosa bella Regia: Paolo virzì con valerio Mastandrea, Stefania Sandrelli, Claudia Pandolfi, Micaela Ramazzotti. Svolta intimista per il regista toscano che si allontana decisamente dalle tematiche sociali che hanno caratterizzato le sue precedenti pellicole, per concentrarsi sui sentimenti e sulla psicologia dei personaggi in una sorta di romanzo famigliare. Un percorso tutto nuovo per il quale sceglie l'attrice simbolo della commedia all'italiana, la splendida Stefania Sandrelli che insieme ad un Mastandrea in grande forma (una delle migliori interpretazioni dell'attore romano nel ruolo di Bruno e del suo mal di vivere) da vita ad un duetto recitativo di ottimo livello, riuscendo a coinvolgere l'intero cast. Costruito su due piani temporali, il film percorre circa quarant'anni di vita livornese, la storia di una mamma bellis-

sima e svampita e dei suoi due figlioli dagli anni 70/80 fino ai nostri giorni.

La vita è una cosa meravigliosa Regia: Carlo vanzina con Gigi Proietti, vincenzo Salemme, enrico Brignano, nancy Brilli, Luisa Ranieri Saranno pure i furbetti del quartierino, ladroni e corrotti, però in fondo in fondo sono dei buoni. Insomma, prevale la tesi dei "birbantelli". E' questa l'Italia descritta dai Vanzina. Gli italiani? Un popolo di cialtroni, dicono, sempre pronti a trovare la scorciatoia, la raccomandazione, l'appoggio del potente di turno, ma subito dopo arriva puntuale l'assoluzione. Così il direttore di un potente gruppo bancario, intrallazzone ed imbroglione, si ritira in campagna a coltivare gli ortaggi in compagnia di belle ragazze (!), il chirurgo che cercava e dispensava favori a destra e manca si redime andando a curare i poveri. Il poliziotto intercettatore, che usa il suo potere per conquistare una bella ragazza, ritrova l'amore. E via discorrendo. Unico punto forza del film un eccellente cast di attori, che riesce a tenere in piedi una storia mediocre ed improbabile. Con tutto il "materiale" che la cronaca regala ogni giorno si poteva fare veramente di più.

Le quattro volte Regia: Michelangelo frammartino Il regista milanese di origine calabrese, dopo il bellissimo e pluripremiato "Il dono" ci regala un nuovo lavoro dove creatività e poesia si fondono per raccontare il fascino arcaico di una terra dove il tempo sembra si sia fermato. Interamente girato senza dialoghi, senza attori, solo con rumori di sottofondo, utilizzando la tecnica del documentario (come peraltro aveva già fatto con il primo


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fILM deLLA SCoRSA StAGIone Che PotRete PReSto RIvedeRe In tv lungometraggio), la cinepresa si limita a riprendere scene di vita quotidiana di un piccolo villaggio rurale, in realtà riesce a leggere oltre le immagini. Illustra il ciclo della vita e della natura, attraverso uno sguardo originale ed innovativo che può ricordare quello di Franco Piavoli e Vittorio De Seta. Accolto a Cannes da giudizi più che lusinghieri dalla critica internazionale.

Matrimoni ed altri disastri Regia: nina di Majo con Margherita Buy, fabio volo, Luciana Littizzetto, francesca Inaudi. L'intento della regista era una commedia semplice e sofistica, in realtà è complicata (tanto da apparire improbabile) ed abbastanza ordinaria, quasi scontata. Sceneggiatura debole e poco equilibrata, dialoghi fuori dal mondo. La Buy, sulla cui faccia la cinepresa non molla mai un attimo facendo sparire dallo schermo tutto il resto, fa sempre la solita parte della single ansiosa e nevrotica. Poi, per chissà quale magico artifizio, ad un certo punto tutti si innamorano di lei. L'adolescente inquieto, l'intellettuale di sinistra inevitabilmente sfigato, il tecnico che aggiusta i computer e pure il cognato mezzo leghista ed ignorante come una capra al quale dà anche un bacetto tutto casto. Cast stellare sottoutilizzato.

Mine vaganti Regia: ferzan ozpetek con Riccardo Scamarcio, nicole Grimaudo, Alessandro Preziosi, ennio fantastichini, Lunetta Savino, Ilaria occhini Gruppo di famiglia in un interno. Il paragone con il grande film di Luchino Visconti finisce qui. Tuttavia, nulla da togliere al regista turco che ha realizzato un film godibile, intimo, per la prima volta curioso di esplorare il cuore della fami-

glia tradizionale e tradizionalista, animata dal perbenismo di facciata. Un nucleo numeroso, come tanti nel Sud d'Italia, proprietario di un pastificio, con una nonna dolce e ribelle, una madre affettuosa e tollerante, la zia stravagante (una piacevole sorpresa l'interpretazione di Elena Sofia Ricci), il padre molto attento alle apparenze e due figli gay che hanno da sempre nascosto la loro vera identità. Scamarcio particolarmente bravo a non strafare in un ruolo non certo facile. Sullo sfondo la splendida Lecce con i vicoli, piazze ed il candore della sua architettura.

nine Regia: Rob Marshall con daniel day-Lewis, Sophia Loren, nicole Kidman, Penelope Cruz, Marion Cotillard Già il musical di Broadway sembra non sia piaciuto per nulla a Fellini. Immaginate cosa potrebbe dire oggi di questo film, se fosse ancora vivo. Una sfilza di banalità e luoghi comuni sull'Italia e sugli italiani, da non credere. La pizza, i mandolini e siamo al completo. Ovviamente nulla a che vedere con un capolavoro come “8 e mezzo“. A parte questo, le canzoni sono accattivanti, i balletti rocamboleschi, i costumi sfavillanti. Ingredienti essenziali per catturare il grande pubblico. Per non parlare della lunga sfilza di star e bellezze internazionali. Penelope Cruz insolitamente conturbante e sexy. Guido Contini è affascinante, glamour e donnaiolo ma non possiede l'ironia di Mastroianni.

notte folle Manhattan

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Regia: Mira nair con Steve Carell, tina fey Battute e situazioni scopiazzate da altre celebri pellicole, tuttavia divertente ed anche

poco corretta (è pieno di parolacce) per una commedia americana destinata alle famiglie. La coppia Carell & Fey funziona, ben diretta dal regista di "Una notte al museo", per cui alla fine il film risulta piacevole ed alcune gag sono davvero esilaranti. Ipotetico plot alla intrigo internazionale, con il più classico scambio di persona. Una tranquilla ed annoiata coppia con tanto di prole chiassosa, che vive nella provincia del New Jersey, decide di uscire dalla routine concedendosi una serata speciale e cenare in uno dei ristoranti più trandy della città. Non avendo la prenotazione, però, hanno la malaugurata idea di prendere il posto di una coppia che non si è presentata.

Percy Jackson e gli dei dell'olimpo - Il ladro di fulmini Regia: Chris Columbus con Logan Lerman, Pierce Brosnan Il paragone con le avventure di Harry Potter è inevitabile. Il regista ne ha diretti ben due. Come il celebre maghetto anche Percy Jackson ha poteri sovrannaturali, per metà divino e per metà umano, con l'innata capacità di tenere a bada il male. Anche lui ha genitori "magici", è figlio del dio greco Poseidone, e molte delle situazioni in cui si trova porta inevitabilmente al personaggio della Rowling. L'apparizione dell'Idra a tre teste non può non ricordare Fuffy il cane a tre teste di Hagrid. Solo una squallida copia dunque? Niente affatto. Il film ha una sua valenza, si lascia vedere con piacere, in qualche modo è anche educativo (all'inizio insegnanti e compagni di scuola lo credono mentalmente limitato) e poi potrà riempire il vuoto che Potter lascerà. Moderno classico della letteratura fantasy dello scrittore Rick Riordan, "Il ladro di fulmini" è il primo di

una serie di cinque libri, l'ultimo uscito a maggio dello scorso anno.

Piccolo (Il) nicolas ed i suoi genitori Regia: Laurent tirard con françois-Xavier demaison, daniel Prévost Adattamento sul grande schermo di uno dei più importanti classici per l'infanzia francesi, probabile primo esempio di letteratura moderna per piccoli, nato dalla fantasia di René Goscinny (l'ideatore di Asterix) e JeanJacques Sempè. Il protagonista è un bambino di otto anni, Nicolas, una sorta di Gian Burrasca d'Oltralpe. Ambientato negli anni '50, le avventure del pestifero ragazzino con la sua strampalata combriccola di amici, divertono molto e riescono a creare un processo di identificazione sia nei bimbi che nei grandi, con un abile doppio piano di lettura. Riuscita trasposizione sul grande schermo, senza trascurare le magiche atmosfere dei racconti.

Predators Regia: nimrod Antal con Adrien Brody, Laurence fishburne, Alice Braga Remake dell'action movie interpretato nell'87 da Schwarzenegger, con un inedito Adrien Brody nei panni dell'ex marine tutto muscoli, tattica militare e mitraglietta in spalla. Mercenario alla guida di un gruppetto di veri cattivi. Letteralmente piovuti dal cielo, ben presto scopriranno di essere stati catapultati in un pianeta alieno per essere trasformati in prede. Uomini (e donna) allenati ad uccidere che invece saranno spietatamente cacciati ed eliminati da una nuova razza di predators alieni, guerrieri astutissimi in grado di rendersi invisibili. Film ben orchestrato, di sicuro effetto, altamente confezionato. Apprezzabile.

Prince of Persia - Le


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fILM deLLA SCoRSA StAGIone Che PotRete PReSto RIvedeRe In tv sabbie del tempo Regia: Mike newell con Jake Gyllenhaal, Ben Kingsley, Alfred Molina Dopo "I pirati dei Caraibi" ecco un altro film tratto da un videogioco degli anni '80. A dirigerlo questa volta il regista inglese di "Quattro matrimoni e un funerale" e di "Harry Potter e il calice di fuoco". Se piace il genere, l'action fantasy è piacevole e scorre abbastanza facilmente nonostante le oltre due ore di durata. Le scenografie esotiche dell'antica Persia, in gran parte riprodotte al computer, non deludono le aspettative. C'è tutto. Il principe bello e muscoloso che corre lungo i muri, la principessa misteriosa e furba, il pugnale, le arti magiche, la lotta contro le forze oscure, ed uno stuolo di allenatissimi stuntman. Insomma, un bel fumettone. Sempre ottime le Interpretazioni di Molina e Kingsley.

Remember me Regia: Allen Coulter con Robert Pattinson, emilie de Ravin Una sorpresa. Che il vampiretto più celebre del momento si sia cimentato, nonostante il travolgente successo di Twilight, in una pellicola del genere depone a favore di questo bel ragazzone rimasto improvvisamente sepolto dalla notorietà e da una stuolo di adoranti fan. Il film, contrariamente a quanto si possa credere, non è solo una storia d'amore destinata al filone giovanilistico, l'intreccio è molto più raffinato e complesso, pieno di humour, acume, con dialoghi ben scritti ed interpretati. Finale sorprendente che vuole essere un omaggio alla città di New York. Senza voler svelare nulla, perché l'epilogo è davvero inaspettato, la storia parte da due ventenni provenienti da mondi del tutto opposti, che si incontrano in maniera non proprio casuale, e che si innamorano. Ma non

ci sarà l'happy end.

the road Regia: John hilcoat con viggo Mortensen, Robert duvall, Charlize theron E' vero, è deprimente, triste, disperato, senza futuro, eppure è uno dei film più interessanti che il genere catastrofista abbia partorito negli ultimi anni. Completamente privo di retorica, un regista semi-sconosciuto porta sul grande schermo il romanzo "La strada" del grande scrittore statunitense Cormac McCarthy. Lo fa rivelando notevoli capacità nel dirigere i pochi (ma buoni) attori del cast. Un film complesso, difficile, dove la macchina da presa è quasi esclusivamente puntata sui volti di un padre e di un figlio che cercano di sopravvivere in un'America desolata e distrutta da un misterioso cataclisma, dove gli esseri umani sono spinti a dare il meglio e (soprattutto) il peggio di sé.

Robin hood Regia: Ridley Scott con Russel Crowe, Cate Blanchett, William hurt, Max von Sydow. Certo, se si pensa che è stato il regista di Blade Runner e Thelma & Louise qualche attimo di sconforto assale. Non è che fosse così indispensabile l'ennesima pellicola su una figura trita e ritrita come l’arciere di Sherwood. Tuttavia non si può dire che sia, nel suo complesso, un brutto film. Conosciamo tutti le capacità del grande regista americano. Il prodotto infatti è ben confezionato, e non a caso sia Scott che Crowe lo hanno anche prodotto. A parte qualche sprazzo di vera noia, soprattutto durante le interminabili e sanguinolente scene di scontri armati tra buoni e cattivi, la vera novità è la figura di Lady Marion, qui in una insolita ed improbabile veste di rivoluzionaria in un’epoca dove le donne stavano zitte, obbedivano e procreavano.

Vedova di guerra senza figli, non solo respinge i pretendenti, ma combatte anche con armatura e spada, coltiva i campi ed esprime la sua opinione. Già annunciato Robin Hood 2.

Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza vittorio Regia: Isotta toso con Liotti, Kasia daniele Smutniak, francesco Pannofino Peccato, un'occasione mancata. Perché l'omonimo romanzo di Amara Lakhous (se vi capita leggetelo), dal quale è stato tratto il film, è piacevole, a tratti divertente nel raccontare le vicissitudini di un gruppo di inquilini di varie nazionalità, ricco di spunti interessanti per riflettere sulla nostra società. Lo scontro di civiltà del titolo, si consuma nel chiuso di un palazzo e di un condominio a Piazza Vittorio, nel cuore del quartiere più multietnico di Roma. Come spesso avviene la trasposizione tradisce in parte l'opera letteraria, in questo caso però quello che manca è la mano ferma di una regia esperta capace di dirigere un buon cast di attori e plasmare, rendendola scorrevole e convincente, una trama a tratti complessa. Un intreccio narrativo con un preciso scopo, da scoprire solo nel finale.

Shutter Island Regia: Martin Scorsese con Leonardo di Caprio, Mark Buffalo, Ben Kingsley, Max von Sydow. Un affresco sul dolore e sulla follia. Film particolarmente claustrofobico e cupo, con una magnifica fotografia, come tutte le opere di Scorsese curato e costruito nei minimi particolari. Maestro nel dirigere i suoi attori. Dramma psicologico avvincente, che lascia con il fiato sospeso sino alla fine,

mai scontato, con una ambientazione quasi maniacale. Un'isola-fortezza, battuta dal vento e da una pioggia incessante, sede di un noto manicomio criminale. Siamo nel 1954, all'apice della Guerra Fredda, quando il capo della polizia locale Daniels (Di Caprio) ed il suo collega vengono convocati a Shutter Island per indagare sulla misteriosa scomparsa di una pluriomicida, ma nulla è come appare.

Simon Konianski Regia: Micha Wald con Jonathan Zaccai, Popeck Un popolo che sa ridere della propria tragedia. Sul filone di una serie di riuscitissime commedie dallo humour yiddish (da "Train de vie" in poi), arriva questo giovane e sconosciuto regista belga di origini ebraiche che al suo secondo lungometraggio mette in luce un talento del quale probabilmente sentiremo parlare ancora. Dosato e con il giusto cast di attori, costruisce un film divertente e drammatico, irriverente e scoppiettante, graffiante e doloroso. Colonna sonora dai ritmi leggeri ed accattivanti in netto contrasto dal contesto narrativo. Più che l'accostamento con Woody Allen, Radu Mihaileanu o al nostro Benigni, lo stile somiglia molto a quello dei grandi fratelli Coen che sullo stesso argomento hanno realizzato "A serious man". Fortemente autobiografico, è il racconto di un giovane laureato in filosofia, disoccupato, abbandonato dalla moglie, costretto a tornare a vivere con il padre, un ex deportato che gli darà del filo da torcere anche da morto.

Sul mare Regia: Alessandro d'Alatri con dario Castiglio, Martina Codecasa D'Alatri torna a sorprenderci. Dopo il cine-panettone alternativo "Commediasexy", il


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fILM deLLA SCoRSA StAGIone Che PotRete PReSto RIvedeRe In tv regista romano questa volta firma un film completamente in digitale, a basso budget, interpretato da attori semisconosciuti. Una commedia sentimentale appartenente al filone giovanilistico, dai risvolti sociali, ambientata nella splendida isola di Ventotene che, ad onor del vero, contribuisce parecchio alla riuscita della storia tratta dal romanzo di Anna Pavignano (In bilico sul mare). Il giovane e bel Salvatore (Dario Castiglio, figlio di Peppino di Capri) d'estate porta i turisti in giro con il suo gozzo mentre d'inverno fa il muratore in nero nei cantieri sulla terraferma. L'amore arriva con Martina, la ragazza di buona famiglia che usa la sua barca per le immersioni da sub.

Colin farrell e Paz vega in una scena di triage

the Wolfman Regia: Joe Johnston con Benicio del toro, emily Blunt, Anthony hopkins Monster movie di tutto rispetto. Diretto con mano ferma ed interpretato con la stessa convinzione da un intenso Benicio Del Toro (bravo anche con il pesante trucco da lupo) accanto al sempre straordinario Hopkins, nel ruolo del padre. Remake del classico horror "L'uomo lupo" di George Waggner del 1941, costruzione di un sanguinoso puzzle con un'antica maledizione che trasforma le persone in lupi mannari durante le notti di luna piena, che sta lentamente uccidendo gli abitanti di Blackmoor. Poco splatter ma di certo non annoia, diligentemente condensato in poco più di un'ora e mezza con una tensione narrativa che non cala mai. Interessante ricostruzione d'epoca in stile vittoriano.

tra le nuvole Regia: Jason Reitman con George Clooney e vera farmiga Un film attraversato da un umorismo fresco e leggero

per affrontare un tema di scottante attualità, dai risvolti inevitabilmente drammatici. La storia di un "tagliatore di teste", un manager molto ricercato in tempi di crisi, che le aziende assumono per brevi periodi con il compito di licenziare il personale in eccesso. Un grande Clooney nei panni del professionista senza scrupoli che dopo tanti anni spesi felicemente tra una città e l'altra dell'America, improvvisamente sente di dover cambiar vita. La sfilza dei dipendenti che passa sotto la mannaia di Clooney sono veri disoccupati provenienti da Detroit e St. Louis, le città più colpite dalla recessione. Il regista è il figlio di Ivan Reitman, quello che ha diretto "Ghostbusters".

the twilight Saga: eclipse Regia: davide Slade con Kristen Stewart, Robert Pattinson, taylor Lautner E' troppo facile parlare male del film, talmente è insulso. Il peggiore dei tre. Nella prima parte non succede pratica-

mente nulla. Ci sono dei neovampiri che cercano vittime da succhiare in giro per la città (sai che novità!), sarebbero dei cattivoni che tentano di organizzare un piccolo esercito per far fuori Bella. I dialoghi tra i tre protagonisti hanno temi fissi e ripetitivi. Parole come amore, cuore, sentimento vengono usate fino allo sfinimento. Lei dice al vampiro Edward: "io ti amo, sono pronta a morire per te", mentre al licantropo pettoruto Jacob ribadisce "sono solo tua amica", però si capisce che forse c'è dell'altro dopo due bacetti non proprio casti. I due rivali, con piglio molto maschio, fanno a gara nel rassicurarla. "Ti proteggo io" afferma uno, "no, a lei ci penso io" ribatte l'altro. Salvo poi allearsi per salvarle la pelle (si fa per dire). Va bene, trattasi di pellicola per adolescenti. Ma che fatica arrivare sino alla fine.

triage Regia. danis tanovic con Colin farrell, Paz vega, Christopher Lee

Premio Oscar nel '93 con No Man's Land, Tanovic ritorna ad affrontare gli orrori della guerra, da un altro punto di vista. Quello dei sopravvissuti. Di coloro che ce l'hanno fatta, ma che hanno lasciato in quei terribili luoghi gran parte della loro vita. Tratto dall'omonimo romanzo dell'ex reporter Scott Anderson che ha seguito i conflitti in Uganda, Beirut, Cecenia e Bosnia il film è la storia di due fotoreporter inviati nel Kurdistan iracheno nel 1988 poco prima dei massacri di gas ordinati da Saddam Hussein. Le scene sono forti, particolarmente violente e sanguinolenti. In un ospedale da campo improvvisato, senza acqua ed attrezzature adeguate, il medico è costretto a sparare in testa ai pazienti più gravi, quelli senza speranze.

Recensioni redatte con la collaborazione di Luciana vecchioli


06ottobre2010