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l’

quotidiano

segue da pagina 8 Concilio Vaticano II per un Vaticano III), quando non riescono a gabbare gli elettori con le armi della dialettica e della democrazia, provano ad annientare gli avversari con tutti i mezzi immaginari possibili, compresi quelli moralmente riprovevoli. Dopo il fallimento degli amici magistrati in casacca rossa, le truppe cattoprogressiste hanno pensato di disarcionare il cavaliere nero laddove, si sa, è più “debole”: le donne. Per sua stessa ammissione, il più amato e votato dagli italiani, ha però onestamente ammesso di non essere un santo. Se ai sinistri “moralizzatori”, vale a dire coloro che alle donne prediligono i “diversamente orientati” venisse chiesta la prova del “chi è senza peccato scagli la prima pietra”, se ne vedrebbero delle belle. Onestà intellettuale pretenderebbe che le abitudini individuali di un qualsivoglia cittadino venissero lasciate nell’ambito della sfera privata. Purtroppo in Italia la politica va di pari passo con la mutazione dei costumi, cioè “diversamente funzionante”. La decadenza morale in cui l’Italia massonico-risorgimentale è finita, ha generato uno stato di cose per cui fare gossip equivale ad un atto politico. D’altra parte, se la stessa “Famiglia Cristiana” ha diagnosticato che in virtù delle frequentazioni femminili, Berlusconi è un malato, come pensare di innalzare il livello culturale ed etico degli italiani? E per rimanere sul piano della corretta informazione, qualità che dovrebbe contraddistinguere un media cattolico, è possibile sapere le ragioni per cui “Famiglia Cristiana” non ha speso una parola circa i gusti sessuali di Boffo, Vendola, Marrazzo e Sircana? Par condicio non avrebbe preteso che almeno si parlasse di “piccoli malati”? O forse il settimanale pluricommissariato dal Vaticano per posizioni contrarie al Magistero ritiene che il “vizietto” delle donne sia più grave dell’accompagnarsi a gay, trans, effeminati e travestiti? Gianni Toffali Verona

tribuna Governo e maggioranza bocciano i fondi per il Mezzogiorno

venerdì 5 novembre 2010

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La migLiOre deL giOrnO

Non comprendiamo l’atteggiamento del governo e della maggioranza che hanno dato parere negativo al nostro emendamento che chiede soltanto di utilizzare i fondi FAS per il Mezzogiorno, secondo quanto stabilisce la legge. Il Movimento per le Autonomie, in accordo con FLI, pretende un’inversione di rotta reale sulla politica verso il sud e la ricerca scientifica, con impegni precisi e dettagliati prima della votazione in commissione bilancio del Ddl di stabilità. on. aurelio Misiti portavoce nazionale del Movimento per le Autonomie

Riuscirà la Polverini a ridurre le Asl nel Lazio?

“Il numero delle Asl verra' ridotto da 12 a 8 (con l'obiettivo finale di giungere a 6 entro la fine della legislatura. Una per Roma citta', una per la Provincia e una ciascuna per le altre quattro Provincie)..." E' quanto promesso dall'allora candidata alla presidenza della regione Lazio, Renata Polverini. La riduzione delle Asl sara' il vero test per capire se la presidente e assessore alla Salute, Polverini, intende avviare "una forte razionalizzazione delle strutture", come promesso, o sara' artefice e vittima dell'ennesima lottizzazione partitica. Le mani dei partiti sulla sanita', insomma. Le prossime settimane ci diranno in quale direzione la presidente Polverini intende muoversi. Primo Mastrantoni segretario Aduc

Regolamento anti moschee abusive ad Arzignano

Arzignano e la sicurezza: un binomio che fa scuola. Mentre sono ancora additati come “esemplari” alcuni provvedimenti innovativi disposti dall’Amministrazione Gentilin (quali l’ordinanza antibullismo, che per la prima volta in Italia permette alla polizia locale di

staino su “l’unità” essere invitata dagli insegnanti ad entrare nelle scuole per sanzionare i bulli, oppure il provvedimento noto come protocollo “Legalità e Giovani” concertato tra varie Istituzioni per educare ai giovani alla legalità), il laboratorio Arzignano sta producendo altri significativi lavori. Si tratta, questa volta, della scrittura del primo regolamento - con norme dettagliate soprattutto di natura urbanistica e sanitaria - destinato a stroncare la costituzione e l’esercizio di moschee abusive o comunque di centri di culto istituiti aggirando le regole, che sicuramente farà clamore visto che avviene con la rottura degli schemi abituali e l’apertura di nuove prospettive. Così, quando il problema “moschea sì, moschea no” impegna le varie amministrazioni di destra o di sinistra in lunghi dibattiti che tuttavia danno sempre tante parole e quasi mai soluzioni, la Lega Nord di Arzignano, affronta concretamente il tema e propone la soluzione. In prima fila l’ideatore del regolamento, l’assessore alla sicurezza ed immigrazione Enrico Marcigaglia, che assieme all’assessore all’edilizia ed urbanistica Massimo Signorin, hanno unito le forze e le competenze per scrivere un regolamento che sarà destinato a fare da apripista a livello nazionale. E’ da ricordare che Arzignano, città abitata da circa 26.000 abitanti e situata nell’ovest vicentino,

annovera una percentuale di cittadini stranieri pari al 21%. Ad oggi, nel solo territorio di Arzignano, si contano ben 5 centri religiosi professanti diverse fedi, nella fattispecie : 1) centro religioso Musulmano 2) centro religioso Indù 3) centro religioso Induista 4) centro religioso Sikh 5) centro religioso Testimoni di Geova A causa di una normativa che non è al passo con i tempi riguardo specialmente le richieste di apertura dei cosiddetti centri culturali (termine dietro il quale si nascondono spesso varie e fantasiose attività) possono sorgere di fatto, con la dizione di centri ricreativi e/o culturali, alcune moschee che, seppur improprie, esplicano la propria funzione eludendo le più comuni normative edilizie, urbanistiche ed igienico sanitarie. La conseguenza di tale deficit normativo è evidente ed in sintesi può manifestarsi con : - moschee improprie insediate all’interno di appartamenti; - moschee improprie assolutamente prive degli standard a parcheggio; - moschee improprie prive dei requisiti igienico sanitari minimi per la loro attività; - moschee improprie in assoluto stato di sovraffollamento. Ciò ad Arzignano non potrà più accadere. u. M., Arzignano (Vc)

05novembre2010  

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