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venerdì 5 novembre 2010

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Festival internazionale del Film di Roma

Ultimo giorno con proteste di centri sociali e giornalisti La contestazione dei critici riguardava la mancata proiezione della fiction Rai “Le cose che restano” di

Invasione a sorpresa del red carpet da parte di alcune centinaia di manifestanti dei centri sociali romani contro il caro-casa e, come se non bastasse, anche le accese proteste dei giornalisti durante la conferenza stampa della fiction per la Rai "Le cose che restano" (è il verso di una poesia di Emily Dickinson) di Gianluca Tavarelli, indetta dagli organizzatori senza la consueta proiezione anticipata per la stampa. Ultima giornata del Festival del film di Roma all'insegna delle polemiche, prima della premiazione di questa sera. Il battibecco più acceso è quello tra i giornalisti ed i produttori della miniserie. "Solo De Laurentiis con i suoi cinepanettoni organizza conferenze senza far vedere il film ma in quel caso si sa sempre di che prodotto si tratta", dicono da un fronte. "Non c'è alcun desiderio strategico, probabilmente il film non è stato proiettato prima perché dura circa sei ore" rispondono. In effetti la durata crea qualche problema, ma a questo punto ci si chiede se il festival sia la vetrina giusta per un prodotto televisivo. "E' la storia di una famiglia borghese di professionisti che è colpita da un lutto che sconvolge tutti gli equilibri - tentano di

luciaNa vEcchioli

due immagini della manifestazione dei centri sociali sul red carpet della Festa In alto: claudio santamaria e Paola cortellesi, che fanno parte del ricco cast della fiction diretta da Gianluca tavarelli

spiegare gli sceneggiatori Stefano Rulli e Sandro Petraglia - Si è parlato di un seguito de "La meglio gioventù" di Marco Tullio Giordana, in realtà questa è una storia che dura solo un anno e si svolge nei giorni nostri. E' la generazione dei nostri figli, quella che va dai 20 ai 35 anni". Tavarelli lo descrive

"come un grande affresco sulla sostanza della società italiana, anzi della società occidentale, che affronta temi come l'immigrazione, l'omosessualità, un'apertura nuova nei rapporti interpersonali. Le vicende che il film racconta sono molto minime, tristemente quotidiane, piccoli spostamenti del cuore, grani o

piccoli tradimenti. E' un film pieno di dolore, d'emozione tangibile. Era importante non renderlo lacrimevole, grazie a degli attori che recitassero in modo molto naturale, molto vero”. Il cast è stellare. Ennio Fantastichini e Daniela Giordano sono i genitori di quattro ragazzi tra loro molto diversi: Lorenzo Balducci, Paola Cortellesi, Claudio Santamaria ed Alessandro Sperduti. Santamaria è un omosessuale. "Si occupa di flussi migratori - dice l'attore è un omosessuale che sullo schermo per la prima volta viene rappresentato in maniera normale senza le forti caratterizzazioni di tante fiction, dove il gay deve essere sempre ben identificabile, per tranquillizzare il pubblico".

05novembre2010  

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