Page 1

46 COPERTINA_Layout 1 08/10/15 15.58 Pagina 1

Periodico mensile – Anno V, numero 46/2015 – €

Poste Italiane - Sped. in A.P. DL 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI

3,50 – Canton Ticino chf 7,00 NOVEMBRE 2015

MAGAZINE

LA SALUTE NATURALE RACCONTATA DAGLI ESPERTI

n. 46 MAGAZINE NUTRIRE IL CERVELLO ALIMENTI E INTEGRATORI PROTETTIVI

Melanie Joy: le trappole del carnismo

Sorpresa: le prugne salva-osso

Disturbi del ciclo

Rispondiamo con i 12 sali di Schüssler

BASTA SIGARETTE! Ecco le erbe che aiutano a smettere

Dossier

Scopri le tecniche per risvegliare i Chakra L’OLIO DEI QUATTRO VENTI LASCIAMOLI GERMOGLIARE NON SARÒ MALATO? PROBLEMI INTESTINALI? PROVA UNA CLASSICA RICETTA A BASE DI ESSENZE

DAL SEME ALLA PIANTA: L’ERBA D’ORZO RIVELA I SUOI SEGRETI

GUIDA AI FIORI DI BACH PER LIBERARSI DALL’IPOCONDRIA

PREPARIAMOLO IN CASA. Le salsine low cost che ravvivano la cucina vegan


46 SOMMARIO_Layout 2 07/10/15 18.03 Pagina 04

Sommario NUTRIZIONE NATURALE pag. 12 L’alimentazione

che salva il cervello pag. 18 Oltre il carnismo.

La consapevolezza che apre gli occhi

IL MONDO DELLE ERBE pag. 22 Erbe anti-fumo pag. 26 Erba d’orzo, la forza

delle foglioline verdi pag. 34 L’olio dei 4 venti, un

balsamo intestinale

LE ALTRE MEDICINE pag. 58 Il ritorno della memoria

dell’acqua

pag. 62 I sali di Schüssler

per i disturbi mestruali

OMEOPATIA pag. 66

Quando la gola si infiamma


46 SOMMARIO_Layout 2 07/10/15 18.04 Pagina 05

pag. 40

DOSSIER

Risvegliare i CHAKRA

RUBRICHE

Prana Dharana. Come aumentare il flusso energetico Hong-so. La meditazione quotidiana Maha Mudra. Una posizione Yoga risanatrice Hatha Yoga. Nove posizioni per stimolare i Chakra In conclusione...

Il periscopio pag. 8

Psicoterapia per tutti i giorni pag. 10

Ci salverĂ un fiore pag. 30

Scoperte in soffitta pag. 38

I nostri amici animali pag. 70

Prepariamolo in casa pag. 72

Le ricette del mese pag. 76

Il giramondo pag. 78

Il mercato della salute pag. 83

Libri e web trend pag. 84

Annunci olistici pag. 88

L’ultima domanda pag. 98


46 nutrizione naturale melanie_Layout 2 07/10/15 17.52 Pagina 18

Nutrizione naturale

OLTRE IL CARNISMO La consapevolezza che apre gli occhi Daniele Magni

A

scoltare Melanie Joy e leggere i suoi libri equivale a intraprendere un viaggio di consapevolezza che non può lasciare indifferenti. Il modo delicato ma incisivo con cui affronta il tema del consumo di carne e la presentazione di dati inoppugnabili pone domande che richiedono risposte, anche se in realtà giustificazioni al consumo di alimenti di derivazione animale non ce ne sono, a eccezione del piacere edonistico di mangiare cibi senza chiedersi troppo il perché. Senza quindi salire sul piedistallo e impartire lezioni di comportamento – ognuno sia libero di decidere che cosa mettere nel piatto – ci limitiamo a evidenziare le proposte di Melanie.

Tutto merito di un hamburger Oggi punta di diamante del movimento vegano mondiale, Melanie Joy non “nasce” vegana: fino all’età di vent’anni si è cibata, come ogni americano medio, di quantità massicce di carne (più di 100 kg l’anno). Poi la svolta: “A seguito di un ricovero ospedaliero causato dal consumo di un hamburger contaminato”, ci ha raccontato Melanie, “mi sono chiesta quale fosse il reale motivo del mio cibarmi di animali. La risposta è arrivata velocemente, disarmante ma al tempo stesso ineccepibile: man-

Melanie Joy è una psicologa che gira il mondo con l’obiettivo di indurre a riflettere sulla violenza alla quale vengono sottoposte molte specie animali per soddisfare il nostro appetito. L’abbiamo incontrata al Sana di Bologna e ci ha colpito in profondità. 18


46 nutrizione naturale melanie_Layout 2 07/10/15 17.53 Pagina 19

19


46 nutrizione naturale melanie_Layout 2 07/10/15 17.53 Pagina 20

Nutrizione naturale : Joy online ie n la e M Segui

ism.org rnism www.carn beyondca / m o .c k o cebo e www.fa giare carne non è una necessità, quindi è una scelta. Questa consapevolezza mi ha illuminato e fatto aprire gli occhi su una realtà sconvolgente: lo sterminio a cui vengono sottoposti ogni anno miliardi di animali”.

I numeri impressionanti di un’ecatombe immorale Eh sì, avete letto bene: miliardi. Per l’esattezza 60, considerando soltanto gli animali terrestri. Esseri viventi di cui non c’è traccia visibile, che arrivano nei nostri piatti senza che se ne conosca – o se ne voglia conoscere – l’origine e la sofferenza. “Il 98 per cento degli animali che allietano i nostri pasti provengono da allevamenti intensivi” spiega Melanie. “Capannoni senza finestre, ubicati in luoghi remoti e inaccessibili. Non ci sono mucche felici che pascolano nei prati o galline che gironzolano serene. Soltanto animali tenuti segregati in condizioni agghiaccianti, che nella loro breve vita provano ogni tipo di sofferenza”.

Ma come la mettiamo con i nostri amici a quattro zampe? Eppure, le nostre vite sono allietate dalla presenza di animali, che molto spesso trattiamo come se fossero membri della famiglia a tutti gli effetti. “Gli animali ci importano, siamo connessi con loro”, racconta Melanie ricordando con commozione l’infanzia e l’adolescenza in compagnia dell’inseparabile Friz, un cane a cui era legata da un filo indissolubile. “Insegniamo ai nostri figli a essere gentili nei confronti degli animali, ne facciamo i protagonisti delle loro storie più belle, la vista di un cerbiatto in un bosco o di un delfino nel mare ci regala sensazioni dolcissime e di riverenza. E se sentiamo parlare di maltrattamenti nei confronti di un gattino o di un cagnolino veniamo scossi da moti di indignazione, lo consideriamo un oltraggio inaccettabile”. Ma la fettina di vitello nel piatto o il petto di tacchino alla griglia ci lasciano indifferenti. “Siamo in grado di accarezzare con una mano il nostro fedele cane e con l’altra stringere una coscia di pollo”, continua Melanie. “Quando si tratta di specie commestibili, è come se ci fosse un anello mancante nel nostro processo percettivo: non riusciamo a fare il collegamento tra la carne che mangiamo e la sua origine. Schemi mentali profondamente radicati dentro di noi ci indicano quali animali siano commestibili, preservandoci dal sentire un disagio emotivo o psicologico quando ce ne cibiamo. La sensazione che perdiamo più rapidamente è il disgusto del nostro gesto”.

Alla radice del carnismo

Lasagne. Il segreto è il ragù… Melanie Joy è solita iniziare le sue relazioni parlando di lasagne. O meglio, di ragù. “Sei a cena da amici, la padrona di casa porta in tavola una teglia di lasagne profumate”, racconta Melanie. “Dopo un paio di bocconi, non riesci a trattenerti e chiedi alla cuoca quale carne meravigliosa abbia usato per farcirle. La sua risposta ti manda di traverso l’ultimo boccone. Per il ragù ha usato carne… di cane. Il passaggio dall’estasi al disgusto è immediato. Eppure è sempre e soltanto carne. Il problema è quindi la percezione: crediamo sia giusto mangiare le mucche ma non i cani. Tutto qui”.

20

Esiste quindi un’ideologia che ci condiziona e che ci fa mangiare alcune specie di animali. “A questa ideologia violenta ho dato il nome di carnismo. È un’ideologia dominante, invisibile e profondamente insita nella società”, commenta Melanie. “Ed è profondamente in contrapposizione con gli ideali che ci caratterizzano: è contro la giustizia, contro i nostri sentimenti più reconditi. Il carnismo ci fa compiere azioni contrarie ai nostri valori, senza che ne siamo consapevoli”.

Le tre N della giustificazione Ma insomma, quante storie – verrebbe da dire – la sopravvivenza dell’uomo dipende dal consumo di carne, è giusto che sia così! In modo semplice e illuminante, Melanie Joy sgretola le nostre credenze. “Ci hanno insegnato fin da bambini che mangiare carne è normale, naturale e necessario. In realtà è l’esatto contrario: mangiare car-


46 nutrizione naturale melanie_Layout 2 07/10/15 17.53 Pagina 21

Per approfondire Scrittori e attivisti del mondo vegano e del movimento animalista hanno pubblicato in questi ultimi anni libri di grande interesse, in grado davvero di instillare quella consapevolezza che porta a una scelta drastica e a favore della vita. Ne segnaliamo quattro, i nostri preferiti, tutti editi da Sonda Edizioni.

1

2

3

4

1 Perché amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche, Melanie Joy Semplicemente imperdibile! La lettura di questo libro vi aprirà gli occhi e il cuore. 2 Finalmente la liberazione animale, Melanie Joy Le risposte strategiche e organizzative per contrastare il potere violento delle industrie che commercializzano carne. 3 Il maiale non fa la rivoluzione, Leonardo Caffo Il manifesto filosofico antispecista scritto con passione da uno tra i più autorevoli attivisti italiani. 4 Sulla cattiva strada, Annamaria Manzoni Un affresco spietato e commovente sulle atrocità commesse sugli animali.

ne non è normale, non è naturale e ancor meno necessario. Non è normale perché è il risultato di un’ideologia inculcata nel nostro cervello da millenni di storia. Le norme ci tengono in riga tracciando per noi sentieri da seguire, è la strada che prendiamo quando azioniamo il pilota automatico e non ci rendiamo conto che stiano seguendo una linea di azione che non abbiamo scelto consapevolmente. È forse normale rispettare la vita umana e non quella di una mucca? Mangiare carne non è naturale, sebbene i libri ci insegnino che la caccia e il consumo di carne siano stati praticati costantemente e facciano parte del nostro Dna. Ma la storia dell’uomo è costellata di comportamenti abominevoli: assassinii, stupri, usurpazione, guerre: ci appelliamo forse alla storia di queste pratiche per renderle giustificabili e quindi naturali? Credere che sia necessario mangiare carne fa apparire il sistema inevitabile: se non possiamo vivere senza carne, abolire il carnismo equivarrebbe a suicidarsi. Anche se sappiamo benissimo che è possibile sopravvivere senza carne, il sistema ci martella con questo mito, come se fosse vero e non modificabile. Il mito della necessità della carne per la nostra salute viene continuamente ribadito, pur se ormai esistono prove schiaccianti della sua infondatezza: il consumo di carne è ampiamente correlato con lo sviluppo

e l’espansione di alcune delle principali malattie dei paesi occidentali”.

L’alternativa al carnismo esiste! Se le parole di Melanie vi hanno in qualche modo toccato, la strada da percorrere si prospetta in discesa, ed è proprio la psicologa statunitense a indicarci il modo, sottolineando la sua passione per il nostro paese. “È ormai la mia quarta tappa in Italia, e ogni volta rimango sorpresa dall’affetto che mi circonda e dalla straordinaria crescita del movimento vegano”, sottolinea Melanie con gli occhi pieni di luce. “Ed è bellissimo constatare come, nella nazione che più al mondo celebra il cibo, il veganesimo stia prendendo piede. Non è una contraddizione: diventare vegani non vuol dire rinunciare al piacere della tavola, tutt’altro. Del resto già molti piatti della tradizione culinaria italiana hanno una forte impronta vegan, e sono davvero squisiti, raramente mangio cibi prelibati come quando sono in Italia!” E allora, come fare il grande passo? “Gradualmente, senza fretta”, conclude Melanie. “Iniziamo a ridurre il consumo di carne, uova, latte e arriverà il giorno in cui di questi alimenti potremo fare a meno. La nostra salute ne trarrà giovamento, il nostro cuore sarà più libero e tante vite non verranno sacrificate: saremo davvero i protagonisti del cambiamento”.

21


46 il mondo delle erbe fumo_Layout 2 08/10/15 13.38 Pagina 22

Il mondo delle erbe

ago major t n a Pl

Erbe anti-fumo Dobbiamo disassuefare noi o una persona cara? Vediamo cosa propone la fitoterapia. Stefania La Badessa

S

mettere di fumare non è facile: richiede grande determinazione e notevole forza di volontà. Qualunque rimedio o coadiuvante, dal farmacologico al naturale, risulta privo di qualsiasi efficacia se non supportato adeguatamente da una ferrea volontà nel liberarsi da questo pessimo vizio. Il primo passo consiste quindi nel prendere la decisione che cambierà in meglio la qualità e l’aspettativa di vita del nostro organismo, scegliendo di allontanare il fumo dalla propria esistenza.

22

Schiavi della nicotina Inutile evidenziare i danni, peraltro ben noti a chi fa uso di sigarette, devastanti per la salute. Si può puntare però l’attenzione su tutti i rimedi che la natura ci mette a disposizione per fornire alla nostra forza di volontà un supporto stabile che consenta di superare i momenti più difficili del processo di disassuefazione: perché in realtà il vero problema è rappresentato proprio dalla dipendenza del nostro organismo alle sostanze contenute nella sigaretta, prima fra tutte la nicotina. Tra i rimedi naturali “anti-fumo” possono quindi rientrare quelli utili per aiutare l’organismo ad allontanarsi dalla sigaretta, ma anche quelli necessari a ritrovare salute e benessere, capaci di contrastare i danni all’organismo e i diversi effetti dell’astinenza, dallo stress all’insonnia.

Primo: la piantaggine Quando, nonostante le migliori intenzioni, il desiderio di fumare una sigaretta diventa incontrollabile è possibile ricorrere ad alcuni rimedi naturali capaci di rendere sgradevole ogni tentativo di accostare la sigaretta alla bocca.


46 il mondo delle erbe fumo_Layout 2 08/10/15 13.38 Pagina 23

Avviso ai lettori

L’uso delle erbe richiede necessarie precauzioni. Evitate la raccolta basandovi semplicemente sulle fotografie (comprese le nostre) e, all’inizio, fatevi accompagnare da una persona esperta. Inoltre, un’erba può andar bene per alcuni e manifestare disturbi in altre persone, soprattutto se è in corso una terapia farmacologica. Consultare un medico o un fitoterapeuta.

Pianta erbacea annuale ampiamente diffusa nei prati incolti e tradizionale rimedio antitussivo, capace di calmare le infiammazioni delle vie respiratorie, la piantaggine (Plantago major), può essere utilizzata in tintura madre (gocce) proprio per favorire la disassuefazione dal fumo. Non mancano in commercio forme più pratiche di applicazione come gli spray orali, da tenere a portata di mano per ogni evenienza, anche lontano da casa. Tintura madre: la si utilizza applicandola 2-3 volte al giorno per spennellature sulle gengive oppure la si può assumere per via orale tenendola qualche secondo

Iperico

o Kudzu. Si tratta di una pianta della famiglia delle leguminose ampiamente diffusa in Estremo oriente, con la denominazione di Ge-gen, sia in ambito curativo che alimentare. Le radici di questa pianta – per l’elevata concentrazione di isoflavoni che contengono – rappresentano un’alternativa alla soia come rimedio per il trattamento di alcuni disturbi tipici della menopausa, soprattutto osteoporosi e rischi cardiovascolari. Ad alcuni dei suoi principi attivi – oltre a quelli ad azione disintossicante e antiossidante – sarebbe stata attribuita anche la capacità di interagire con alcuni tipi di recettori a livello del sistema nervoso, inclusi quelli specifici per la nicotina. Grazie a tale interazione sarebbe in grado di limitare le crisi di astinenza che si verificano interrompendo l’assunzione di questa sostanza. Seppur ancora alla ricerca delle necessarie conferme scientifiche, volte al chiarimento del meccanismo d’azione della pianta, la pueraria rimane uno dei rimedi più utilizzati nella disassuefazione sia dal fumo che dall’alcol. Si usa in estratto secco – ottenuto dalle radici – in compresse e capsule (solitamente da 200 mg), da assumere alla dose di due compresse per 2 volte al giorno, protraendo il trattamento da un minimo di 4 settimane a un massimo di 2 mesi.

Terzo: l’iperico

Pu

Ansia, irritabilità, stress, insonnia e cattivo umore sono solo alcuni dei sintomi che possono decisamente complicare la vita quotidiana a chi decide di dare un taglio alle “bionde”.

ta a b o ia l r a er

in bocca prima di deglutire, alla dose di 7-10 gocce per 5-6 volte al giorno, lontano dai pasti in poca acqua.

Secondo: la pueraria Altro rimedio naturale utilizzato nella disassuefazione dal fumo, ma anche dall’abuso di alcol, è la Pueraria lobata

23


46 il mondo delle erbe fumo_Layout 2 08/10/15 13.41 Pagina 24

Il mondo delle erbe

Grindelia

PER DISINTOSSICARE I POLMONI DAI VELENI DELLA SIGARETTA Inutile negarlo: qualunque fumatore è perfettamente consapevole che nei suoi polmoni vanno ad accumularsi – soprattutto in seguito a un fumo intensivo e protratto negli anni – un numero approssimativo di 4000 sostanze dannose prodotte dalla combustione del tabacco e della carta che lo avvolge. Ciò implica uno stato di malessere generale dell’apparato respiratorio che si ritrova non solo intasato dal progressivo deposito sulla sua intera superficie della lunga serie di sostanze presenti nel fumo di sigaretta, ma anche più soggetto a problemi respiratori quali tosse, catarro, bronchiti croniche che possono poi sfociare negli esiti della ben più grave BPCO (broncopneumopatia cronica costruttiva) o delle forme tumorali specifiche. Sollievo alle vie respiratorie

24

può essere fornito da piante capaci di favorire la fluidificazione del catarro e il drenaggio di muco, che rappresenta comunque un meccanismo di difesa attuato dai polmoni nei confronti delle numerose sostanze nocive contenute nel fumo di sigaretta. Tra le piante più efficaci vanno citate la drosera, la piantaggine, l’eucalipto, il timo, l’elicriso e la grindelia. Quest’ultima – più recente nell’uso occidentale per i problemi delle vie respiratorie rispetto alle altre piante indicate – è una pianta erbacea di origine californiana, caratterizzata da fiori di un colore giallo intenso molto simili alle comuni margherite, ricoperti in superficie da una secrezione di consistenza resinosa. Proprio in questa resina balsamica sono contenuti i principi attivi della pianta,

capace di agire in modo mirato sui vari aspetti delle problematiche bronchiali. Grazie alle sue saponine è in grado di favorire l’espettorazione, fluidificando le secrezioni bronchiali mentre le resine presenti formano – quasi agendo come un film protettivo – una barriera nei confronti degli agenti nocivi e irritanti (virus, polveri, pollini, batteri, ecc.). I flavonoidi ed i composti fenolici, poi, contrastano l’infiammazione e favoriscono la normalizzazione dell’epitelio che riveste le vie aeree.

Ricorda Le piante suggerite possono essere vantaggiosamente impiegate in forma di infusi e decotti, ma anche sciroppi, gocce e capsule. Ai fini di un’efficacia ottimale l’uso dovrà essere frequente e in alcuni periodi costante, allo scopo di favorire un processo di “disintossicazione” dalle sostanze che opprimono le vie aeree e ne alterano la corretta funzionalità.


46 il mondo delle erbe fumo_Layout 2 08/10/15 13.41 Pagina 25

Per dare il giusto supporto al sistema nervoso, sentendosi più forti e motivati, è possibile ricorrere a una pianta ben nota e apprezzata per le sue proprietà antidepressive, l’iperico o erba di san Giovanni (Hypericum perforatum). Ampiamente utilizzato in Germania per trattare gli stati depressivi di lieve-moderata entità, questa pianta è stata oggetto negli Stati Uniti di uno studio specifico mirato a individuare il suo ruolo anche nella disassuefazione dal fumo. Condotto su 24 pazienti, lo studio ha evidenziato – dopo sole 12 settimane di trattamento – la capacità di sospendere definitivamente la dipendenza dalle sigarette, nel 40% dei partecipanti al trial.

Avena Quarto: l’avena

L’iperico si usa in estratto secco in capsule o compresse, seguendo le indicazioni riportate sulla confezione dall’azienda in merito al dosaggio, oppure in tintura madre (gocce) alla dose di 30 gocce, per 3 volte al giorno in poca acqua dopo i pasti. Per quanto sicuro alle dosi raccomandate, può interferire con l’efficacia di alcuni farmaci e causare irritazione gastrica e nausea, ma anche reazioni di fotosensibilizzazione. Si consiglia di ricorrere al consiglio di una figura professionale, escludendo comunque l’uso dell’iperico in gravidanza e allattamento.

ji o G

In alternativa, l’Avena sativa è un’altra pianta capace di dare un valido supporto al sistema nervoso. Aiuta a controllare l’ansia e lo stress tipici delle prime settimane di allontanamento dalla sigaretta: si usa in gocce (tintura madre). Grazie alle sue proprietà toniche, ma al tempo stesso sedative ed antidepressive, può risultare un ottimo alleato nella lotta al fumo. La dose corrisponde generalmente a 45 gocce da diluire in poca acqua, per tre volte al giorno, mezz’ora prima dei pasti.

Il fumo brucia le difese antiossidanti: ricorriamo alle erbe che le ristabiliscono Un danno reale apportato dalla sigaretta all’organismo è l’incremento – lento ma progressivo – della formazione di radicali liberi, capaci a loro volta di favorire lo stress ossidativo e i processi di invecchiamento a livello cellulare: il fumo determina anche l’impoverimento di molte sostanze nutritive presenti nel nostro organismo, soprattutto la vitamina C, ma anche A, E, magnesio, rame, zinco, manganese, cromo e selenio. La dieta dovrà quindi essere ricca di frutta e verdura fresca, così da fornire il giusto apporto di sostanze nutritive ed antiossidanti. È inoltre possibile ricorrere a rimedi naturalmente ricchi di principi attivi antiossidanti – quali antociani, flavonoidi, polifenoli – come il tè verde, il rooibos, il goji, la spirulina e il lievito di birra. La forma più efficace è sicuramente l’estratto secco in capsule, ma si può ricorrere anche all’infuso. Fondamentale, in ogni caso, prolungare l’assunzione per almeno 4 settimane, ripetendo poi un altro ciclo di cura dopo un periodo di pausa di 15 giorni.

25


46 dossier 1 _Layout 2 07/10/15 16.14 Pagina 40

Dossier

Risvegliare

I CHAKRA L’arte indiana dei sette centri energetici pag. 36

Risvegliare i Chakra pag. 36

Prana Dharana. Come aumentare il flusso energetico pag. 36

Hong-so. La meditazione quotidiana pag. 36

Maha Mudra. Una posizione Yoga risanatrice pag. 36

Hatha Yoga. Nove posizioni per stimolare i Chakra pag. 36

In conclusione...


46 dossier 1 _Layout 2 07/10/15 16.15 Pagina 41

Risvegliare i Chakra

appiamo davvero come siamo fatti? Quale forza sostiene il nostro corpo, la mente, lo spirito? E quali sono le origini della buona salute e della felicità ? La tradizione indiana su questo punto ha le idee chiare: dentro di noi esiste una struttura sofisticata basata sulla gestione dell’energia cosmica: il sistema dei Chakra. Possiamo provare a impossessarci di questa straordinaria conoscenza. Ce ne parla Jayadev Jaerschky, che dirige ad Assisi la Scuola Europea di Ananda Yoga, ben noto tra gli addetti ai lavori per la freschezza del suo approccio a una materia immensa, ricca di infiniti risvolti. Anche molto concreti: nelle pagine seguenti Jayadev ci introduce ad alcune pratiche per il risveglio dei Chakra. Buona lettura, dunque.

S

Nell’immagine una rappresentazione del Chakra Sahasrara sotto forma di fiore di loto dai mille petali.

Jayadev Jaerschky


46 Prepariamolo in casa_Layout 2 08/10/15 16.01 Pagina 72

Prepariamolo in casa

Giulia Landini

Salse e insaporitori vegan: buoni e veloci

Per donare sapore e tono alla cucina vegana, ecco venire in nostro aiuto salse, insaporitori e aromi speciali. 72

e pensiamo alla cucina vegana – tofu bianco insapore, seitan e verdure grigliate o bollite – la voglia di sperimentare viene meno. In realtà , la cucina vegan è molto ricca, variegata e gustosa: soprattutto se impariamo a conoscere gli ingredienti e a insaporirli con salse e preparazioni ad hoc. Ecco allora alcune idee per preparare in casa salse e condimenti sani e molto aromatici: i vostri piatti vegani insipidi saranno solo un ricordo!

S


46 Prepariamolo in casa_Layout 2 08/10/15 14.34 Pagina 73

Mix di erbe aromatiche alla curcuma Preparazione perfetta per gli amanti delle erbe aromatiche e dei sapori speziati e molto definiti. Le erbe dovranno essere previamente essiccate e la curcuma ridotta in polvere. Per insaporire minestre, zuppe, risotti, ma anche stufati di verdure, tofu, seitan.

Parmigiano vegan Questo pesto di semi, oltre ad essere molto salutare, è davvero squisito e veloce da preparare: unica avvertenza, cucinatene piccole quantità alla volta, poiché i semi, una volta frullati, perdono velocemente le loro virtuose proprietà. Il parmigiano vegan è particolarmente apprezzato sulla pasta, ma anche al posto del sale sulle insalate. INGREDIENTI ✱ 14 cucchiai di sesamo leggermente tostato ✱5 cucchiai di semi di girasole e 5 di zucca ✱3 cucchiai di mandorle o anacardi ✱3 cucchiai di lievito alimentare in fiocchi ✱2 cucchiai di sale integrale.

INGREDIENTI ✱1 cucchiaio di origano essiccato ✱1 cucchiaio di timo essiccato ✱1 cucchiaio di dragoncello

essiccato ✱1 cucchiaio di maggiorana essiccata ✱1 cucchiaio di curcuma in polvere ✱1 cucchiaio di sale integrale (facoltativo) PREPARAZIONE Frullare grossolanamente tutti gli ingredienti e riporre il preparato in un vasetto. Questa operazione si può fare anche a mano, semplicemente sbriciolando le erbe e aggiungendo la curcuma, mescolando poi bene con un cucchiaio di legno. Non ha scadenza.

Puntiamo anche sulla salsa non tonnata Salsa a base di tofu che somiglia moltissimo alla famosa versione con il pesce. Ottima per farcire piadine, torte salate, panini, sandwich, e come salsa da stuzzichino. È la salsa che si utilizza nella cucina vegan per farcire il seitan tonné: si taglia il seitan a fette molto fini (tipo roast beef), si passa in padella con olio extravergine di oliva, quindi si adagia su un piatto e si copre con la salsa non tonnata. INGREDIENTI ● 150 g di tofu silken (ma va bene anche quello classico di più facile reperibilità)

● 1 cucchiaino abbondante di miso di riso o di orzo ● 1 cucchiaino abbondante di salsa tahina ● 1 cucchiaino scarso di aceto di mele PREPARAZIONE Sbollentare il tofu classico (non quello silken) per qualche minuto, quindi spezzettarlo e mettetelo nel mixer aggiungendo il miso, la salsa tahina e l'aceto. Frullate il tutto fino ad ottenere una cremina omogenea e molto liscia. Regolate di acidità qualora vi sembri scarica di aceto. Consumare entro due giorni.

PREPARAZIONE Si frulla tutto – se siete in possesso di un mortaio sarebbe indicato pestare i semi – e si invasetta. Si mantiene oltre un mese, ma è buona norma prepararne piccole quantità affinché il preparato non si ossidi.

73


46 Prepariamolo in casa_Layout 2 08/10/15 14.31 Pagina 74

Prepariamolo in casa

Salsa alle olive, capperi e senape Questa salsa si può utilizzare per farcire piadine, torte salate, panini, sandwich, come salsa da stuzzichino e per condire verdure cotte al vapore. È adatta anche per mantecare risotti e pasta, a patto che il suo sapore particolare si sposi con il sugo preparato. INGREDIENTI ✱150 g di tofu silken o crema di tofu ✱ 50 g di olive nere denocciolate ✱ 30 g di capperi ✱ 2 cucchiai di senape di Digione PREPARAZIONE Frullare tutti gli ingredienti dolcemente, fino a formare una crema molto liscia e densa. Consumare entro due giorni.

Salsa di fagioli neri Provatela per accompagnare le farciture di panini, piadine e sandwich; si sposa bene anche come base per torte salate al posto del solito formaggio (in tal caso abbondate!). INGREDIENTI ✱ 200 gr di fagioli neri precedentemente cotti ✱ 1 cucchiaino di semi di finocchio ✱ 2 cucchiai abbondanti di salsa tahina ✱ 2 cucchiaini di aceto di mele o agro di umeboshi ✱ sale q.b. PREPARAZIONE Frullare gli ingredienti insieme aggiungendo l’acqua di cottura dei fagioli (o acqua del rubinetto) piano piano, fino a formare una crema liscia, densa e omogenea.

Scopriamo il pesto di sedano Non è il classico pesto, ma vi assicuriamo che il suo sapore conquista anche i palati più difficili. Si può utilizzare come il classico fratello genovese, sulla pasta, oppure in insoliti modi... per preparare lasagne, per condire risotti o insalate di cereali calde e fredde, come crema base di torte salate, pizze e focacce.

Ingredienti ● 200 g di sedano ● 1 cipolla ● 1 cucchiaio di aceto balsamico ● 2 bicchieri di salamoia di basilico, aglio e bacche di ginepro ● olio extravergine di oliva PER LA SALAMOIA ● 10 foglie di basilico ● 5 spicchi di aglio ● 1 manciata di bacche di ginepro ● 30 g di sale PREPARAZIONE DELLA SALAMOIA Mettete a bollire 1 litro di acqua con aglio, basilico, le bacche di ginepro, il sale. Fate sobbollire per 10 minuti. La salamoia è pronta. PREPARAZIONE DEL PESTO Tagliate la cipolla a rondelle fini e soffriggetela leggermente nell’olio extravergine di oliva e nell’aceto balsamico. Aggiungete il sedano tagliato a pezzettini e fate cuocere bagnandolo con la salamoia quando si asciuga. Quando il sedano sarà cotto, circa 20 minuti, frullatelo finemente fino a ottenere un composto morbido e spumoso. Invasettatelo e coprite con olio extravergine di oliva per conservarlo. Si può anche fare scorta congelandolo.

74


46 Ultima Domanda_Layout 2 08/10/15 14.43 Pagina 98

L’ultima domanda

Che cos’è l’HIIT? E a cosa serve?

ultima tendenza dell’esercizio fisico: non impegnarsi in lunghe sessioni di nuoto o di corsa, nel tentativo di dimagrire, ma concentrare l’attività in poco tempo a intensità quasi massimale. La strategia, denominata HIIT (High-Intensity Interval Training), brucia il doppio di calorie rispetto a una lunga corsa.

L’

Negli Stati Uniti si fa un gran parlare di questa tecnica, peraltro supportata da diverse ricerche scientifiche. Il New York Times è arrivato a proporre un’apposita App per guidare i lettori a eseguire l’HIIT. Oltre a bruciare calorie, questo training migliora i livelli di glicemia e la funzione cardiaca. E appare particolarmente appropriato per le persone che soffrono d’artrite. Di fatto, l’HIIT viene consigliato negli Stati Uniti anche dall’American College of Sports

98

Medicine: basta disporre di una cyclette casalinga. Si richiede, però, di usare la testa (come sempre, del resto). Le ricerche sono state effettuate sotto supervisione medica: è prudente quindi informare il medico della nostra intenzione, soprattutto se in famiglia ci sono stati casi di eventi cardiovascolari o se noi stessi soffriamo di malattie di cuore.

Risposta:

È un nuovo training che concentra lo sforzo fisico in pochi minuti. Brucia più calorie di una lunga corsa.

L’HIIT in pratica Un minuto di attività fisica intensa. Non si deve raggiungere lo sforzo massimale ma fermarsi un po’ prima. Ad esempio, se al massimale diamo un punteggio pari a 10 e a riposo 3, lo sforzo percepito durante questo minuto dovrebbe attestarsi sul 9.

1

Subito dopo trascorriamo un minuto di inattività, seduti o sdraiati. Non fermiamoci però completamente, manteniamo le gambe in leggero movimento.

2 3 4

Ripetere il minuto di attività fisica e poi di nuovo riposo. Si procede così per venti minuti. Il training, secondo il programma, va effettuato tre volte alla settimana.

Sfogliatore 46  
Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you