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LA SALUTE NATURALE RACCONTATA DAGLI ESPERTI

Periodico mensile – Anno III, numero 24/2013 – €

Poste Italiane - Sped. in A.P. DL 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI

3,50 – Canton Ticino chf 7,00 NOVEMBRE 2013

MAGAZINE

n. 24 MAGAZINE

I 5 TIBETANI

Come stimolare i chakra per rivitalizzare l’organismo

DOSSIER

Pel le

Prenditene cura con i massaggi vietnamiti e le altre strategie naturali

Arriva il freddo Ecco le erbe che rinforzano le difese immunitarie

Bacche di Acai Il superfood dell’Amazzonia

Dal Tibet Alimentarsi secondo la tartaruga

IL MONDO DELLE ERBE

MEDICINA INDIANA

OMEOPATIA

ALLA SCOPERTA DEL TRIFOGLIO ROSSO PER LA MENOPAUSA

I SOGNI CHE RIVELANO LA MALATTIA E LA GUARIGIONE

CEFALEA DELLO SCOLARO, I GIUSTI RIMEDI CHE APPORTANO SOLLIEVO

IL GIRAMONDO. La grotta pirenaica di Gargas: l’enigma delle mani preistoriche


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Sommario NUTRIZIONE NATURALE pag. 10 Bacche di Acai

Il superfood dell’Amazzonia pag. 14 La tartaruga tibetana

Una guida pratica alla buona alimentazione

IL MONDO DELLE ERBE pag. 18 Il freddo alle porte.

Alziamo la guardia con le erbe immunostimolanti

pag. 22 Trifoglio rosso

Un toccasana per la menopausa

LE ALTRE MEDICINE

OMEOPATIA pag. 72

Quando la scuola scatena il mal di testa

pag. 76

Bryonia alba Tosse facile, irritabilità e avarizia

pag. 60 I 5 Tibetani

elisir di lunga vita

pag. 66 Sogni di malattia

e di guarigione


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pag. 28

DOSSIER

Pelle, curiamola secondo natura

RUBRICHE

La cura naturale del viso Smagliature e cellulite: le soluzioni verdi Un must: la pomata di Calendula I meridiani e le malattie della pelle. Una questione energetica I fiori di Bach per il ristoro della pelle La via vietnamita alla bellezza del volto Piede I punti da massaggiare per rigenerare la pelle Principio antiaging: il tè di Oolong Psicosomatica. Tutto quello che la cute ha da dirci

Il periscopio pag. 8

Scoperte in soffitta pag. 25

Lezioni di Feng Shui pag. 68

Il giramondo pag. 78

Le ricette del mese pag. 80

Il mercato della salute pag. 83

Libri pag. 89

Annunci olistici pag. 92

L’ultima domanda pag. 98


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Nutrizione naturale

La tartaruga tibetana Una guida pratica alla buona alimentazione Alimentarsi nel modo giusto seguendo i ritmi stagionali: lo insegna la sapienza degli altipiani. Basta seguire le indicazioni fornite dalla tartaruga celeste. Beatrice Ciardi

“S

i narra che in principio, nell’universo, una grande tartaruga volava nello spazio cantando, senza una precisa direzione”. La tartaruga rappresenta in questa metafora l’uomo, e il “vagare senza direzione” rappresenta l’inconsapevolezza delle nostre azioni, causa primaria dei nostri disequilibri. “Il Buddha della Saggezza sapendo che il non dare una direzione alla propria esistenza è un modo di vivere inconsapevole, che porta inevitabilmente alla sofferenza e alla malattia, mosso dalla compassione scoccò la freccia della Saggezza che colpì la tartaruga da Est ad Ovest. L’animale colpito dovette fermarsi suo malgrado e cadde sulla terra con la pancia. Irata e intimorita dell’accaduto con il muso rivolto a Sud sputò fuoco mentre con la coda rivolta a Nord perse l’urina”.

Le energie delle cinque stagioni La punta della freccia rappresenta l’energia del Metallo collegata alla stagione dell’autunno, la parte terminale della stessa è l’energia del Legno collegata alla stagione della primavera. L’energia del Fuoco è l’estate e l’energia dell’Acqua è l’inverno, infine la pancia della tartaruga, quindi la zona centrale dell’animale, è l’energia della Terra e rappresenta una quinta stagione chiamata di Transizione: in termini più occidentali la possiamo collegare ai nostri cambi di stagione. Questi sono i Khams, termine tibetano che descrive le energie delle stagioni e quindi le loro influenze sulla nostra vita.

1 4 L’altra medicina

Seguire i consigli della tartaruga Lo schema vuole rendere chiaro come l’alternarsi delle stagioni possa influire sul nostro stile di vita dal punto di vista sia energetico sia alimentare e che, se l’uomo vuole mantenere la sua salute e il suo equilibrio interno, deve essere consapevole che ogni periodo dell’anno può influenzare i nostri organi interni; i quali saranno sottoposti ciclicamente a periodi di maggiore sovraccarico. In questo modo potrà apportare naturali modifiche al proprio stile di vita, compresa l’alimentazione. Si utilizzano anche rimedi erboristici opportuni che andranno a depurare in modo profondo gli organi bersaglio della stagione attuando così una strategia preventiva che è alla base di una buona salute fisica, mentale ed energetica.

Estate e primavera Vediamo nello specifico come la Medicina Tradizionale Tibetana suggerisce il comportamento stagionale. Partiamo da Est: siamo nel periodo detto del Legno e collegato alla stagione primavera. In questo periodo dovremmo prenderci maggior cura del fegato con cibi leggeri e rinfrescanti, dal gusto amaro. È bene, in generale, non fare eccessivi sforzi fisici e stare il più possibile immersi nella natura nutrendo gli occhi del bel colore verde che in questo periodo ci regala la stagione; si suggerisce di bere acqua e zafferano considerato la medicina regina del fegato. Seguendo verso Sud arriva l’estate con la sua energia Fuoco: in questa stagione il cuore è più sensibile e per pacificarlo si può usare in quantità moderate noce moscata e chiodi di garofano nei cibi e nelle be-


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NORD

3 DICEMBRE 21 DICEMBRE

3 MARZO 21 MARZO INVERNO

acqua RENI VESCICA URUNARIA cardamamo verde

AUTUNNO

metallo

OVEST

POLMONI INTESTINO CRASSO midollo di bamb첫

STAGIONE DI TRANSITO

terra STOMACO MILZA cardamomo nero

PRIMAVERA

legno FEGATO CISTIFELLEA zafferano

EST

ESTATE

fuoco CUORE INTESTINO TENUE noce moscata

3 SETTEMBRE 21 SETTEMBRE

3 GIUGNO 21 GIUGNO

SUD www.laltramedicina.it 1 5


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Nutrizione naturale

vande, considerate, rispettivamente, la medicina regina del cuore e dell’aorta. Cerchiamo di evitare cibi e bevande eccessivamente fredde.

che ha come bersaglio stomaco e milza. Ad ogni “cambio di stagione” dovremmo curare bene l’alimentazione, che dovrà essere depurativa e, in armonia con la propria costituzione, preparare tè di cardamomo nero per rinforzare stomaco e milza.

Autunno e inverno L’autunno (Ovest) porta con sé l’energia del Metallo e richiede una particolare attenzione ai polmoni: utilizzare polvere di bambù come aiuto ai polmoni o in sostituzione Rodhiola rosea. Il tè di Rodhiola, molto apprezzato in Tibet, favorisce infatti la purificazione dei polmoni. Giungiamo poi all’inverno (Nord), il cui Khams predominante è l’Acqua. Il freddo e l’umidità che caratterizzano questa stagione rendono sensibili i reni. È necessario mantenere il corpo caldo con opportuni esercizi fisici e consumare cibo con potenzialità calda. Ottimo il decotto di cardamomo verde considerato la medicina ideale per i reni.

Non solo alimentazione Il cambio di stagione Arriviamo, infine, ai cambi di stagione o meglio alla stagione della transizione che precede di 18 giorni l’inizio di ogni stagione effettiva: è l’energia della Terra

I seminari sul benessere secondo la tradizione del Tibet La medicina tibetana – che sta avendo un’ampia diffusione grazie al lavoro di uno dei suoi massimi esponenti, il dottor Nida Chenagtsang – insegna la conoscenza olistica del micro e del macro cosmo per vivere in armonia con l’ambiente e con se stessi. Le persone interessate a questo tipo di percorso possono seguire i seminari di “Percorsi del benessere tibetano”, da cui abbiamo estrapolato il tema della “Tartaruga”: si tratta di otto incontri in programma a partire dal mese di ottobre: si svolgono a Roma, a Napoli e in Toscana. Per info: infoitalia@medicinatibetana.com o telefonare al 327.5451123 www.medicinatibetana.com

1 6 L’altra medicina

Oggi, più che mai, l’uomo moderno deve essere in grado di imprimere alla propria vita la giusta direzione. Questo comprende non solo le abitudini giornaliere (per esempio come alimentarsi), ma anche le conoscenze che consentano di fare prevenzione in modo semplice e naturale utilizzando il giusto movimento. Oltre a usare lo “schema della tartaruga”, molti medici tibetani insegnano ai propri pazienti lo yoga tibetano di auto-guarigione (Ne Jang) o come preparare tisane e decotti per la depurazione, l’auto-massaggio come prevenzione, le modalità corrette per pacificare la mente mediante la meditazione oppure la conoscenza del proprio ambiente per renderlo più armonioso applicando i profondi principi del feng shui tibetano (Sa Che) e gli influssi astrologici.


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Scoperte in soffitta

Gemma Astolfo

Il Müesli L’antesignano del raw food Maximilian Bircher-Benner

A

lla fine dell’Ottocento il medico svizzero Maximilian BircherBenner era alle prese con i suoi pazienti del sanatorio di Zurigo. Come aiutarli a superare la malattia? Invece di puntare sui farmaci, Bircher-Benner si convinse che bisognava giocare sull’alimentazione e sullo stile di vita: sveglia all’alba, a letto alle 9 di sera, attività fisica in mezzo alla natura e…Müesli. Diceva che la sua vera fonte di ispirazione non erano i colleghi delle cliniche tedesche ma i pastori delle Alpi svizzere. In questo senso Bircher-Benner

può essere considerato uno degli antesignani della moderna naturopatia: nella sua ottica ogni malattia origina da un rapporto squilibrato tra l’uomo e la Natura. ● Il Müesli si basa sulle osservazioni della dieta dei montanari attorno a Zurigo. Basta con il pane e la carne: si deve puntare su semi oleosi, avena integrale tra i cereali, latte o panna e frutta. Una ricetta che oggi diremmo ispirata alla

filosofia “raw food”. In poco tempo, la fama del Müesli si divulga anche tra le famiglie borghesi d’Oltralpe ma nel resto del mondo bisognerà aspettare gli anni Sessanta del Novecento: quando il nuovo interesse per vegetarianesimo e naturismo susciterà l’interesse dell’industria alimentare per il Müesli svizzero e, negli Stati Uniti, per i Corn flakes di mais di John Harvey Kellogg, anche lui soprintendente in un sanatorio all’inizio del Novecento.

La ricetta originale Esistono sul mercato numerosi tipi di Müesli, con vari ingredienti. In origine, però, la ricetta era più semplice e, anche oggi, possiamo prepararla in casa. ● Un cucchiaio di fiocchi d’avena resi morbidi con poca acqua ● Il succo di mezzo limone ● 2 cucchiai di latte o un cucchiaio di latte condensato ● Una mela grattuggiata al momento, compresa la buccia ● Una spolverata di nocciole o di mandorle ridotte in piccoli pezzi.

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24 DOSSIER INTRO_Layout 2 07/10/13 12.00 Pagina 26

84

percentuale di donne che ritengono la cellulite il loro principale e più temuto inestetismo.

Pelle curiamola secondo natura

pag. 28

La cura del viso: detergere e idratare

pag. 34

Le erbe per cellulite e smagliature

pag. 38

Un must: la pomata di Calendula

pag. 40

pag. 44

pag.48

pag. 52

Il massaggio plantare che rigenera la cute

pag. 54

Il tè di Oolong un antiaging “esterno”

pag. 56

Psicosomatica, tutto quello che la pelle ha da dirci

Meridiani sulla pelle: questione d’energia Ristoro della pelle con i fiori di Bach La via vietnamita alla bellezza del viso


24 DOSSIER INTRO_Layout 2 07/10/13 12.01 Pagina 27

30

anni. Diversi dermatologi consigliano alla donna di iniziare a utilizzare una crema anti-rughe a partire da questa età.

3

centinaia di euro. E’ la spesa annuale delle donne italiane under-35 per creme e prodotti di bellezza (230 euro le over).

La pelle è un “organo” particolare: ci delimita rispetto al mondo esterno ma è anche in stretto contatto con il nostro “interno”. Tutti gli esperti che abbiamo consultato in questo dossier sono concordi nel dire che la pelle esprime la nostra interiorità. E prendendoci cura della nostra pelle otteniamo benefici anche per tutto il resto del corpo. Inutile spendere soldi per creme costose se non sappiamo detergere il viso e idratarlo. Questa è la prima regola: ce ne parla una specialista in dermatologia cosmetologica. La pelle Possiamo puntare con fiducia su alcune erbe per trattare i più comuni inestetismi: cellulite e smagliature. Non dimentichiamo poi un classico della fitoterapia tradizionale: la pomata di Calendula. Forse è meno noto che anche l’agopuntura può essere utile per i problemi della pelle: secondo la visione cinese si tratta di una questione energetica. E i fiori di Bach? Se la pelle esprime le emozioni, a volte subendone le conseguenze, i fiori sono la chiave per entrare nella scatola nera emozionale.

“parla”, porta messaggi. E’ la parte di noi che si interfaccia sul mondo ma è anche uno schermo sul quale sono proiettati turbamenti interni e sofferenze. Guardiamola con un altro occhio.

Importante anche il contributo che può fornire la riflessologia: attraverso la stimolazione di alcuni punti del piede otteniamo un effetto anche a livello cutaneo. Mirata sul volto è invece la tecnica riflessologica vietnamita (Dien Chan), di cui presentiamo nove massaggi da eseguire regolarmente. E dopo aver ricordato i benefici del tè di Oolong, chiudiamo questo dossier con l’inquadramento offerto dalla psicosomatica. Lo specialista in questa materia è consapevole che, proprio sulla pelle, si generano segnali rivelatori di ciò che sta avvenendo in altre parti dell’organismo. Corpo e psiche sono profondamente interconnessi. www.laltramedicina.it 2 7


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Le altre medicine


15 Le altre medicine tibetani_2_Layout 2 07/10/13 16.08 Pagina 61

I 5 TIBETANI elisir di lunga vita Bastano venti minuti al giorno per favorire il riequilibrio della secrezione ormonale, ritrovando così benessere e nuova energia psicofisica. E tanto meglio se poi sembreremo più giovani… Andrea Serena

T

utti noi vorremmo porre un freno all’inevitabile passare degli anni. Pia illusione, purtroppo, la carta d’identità non fa sconti. Eppure, qualcosa di concreto si può fare per rallentare il processo d’invecchiamento, sembrare più giovani e “sentirsi” meno anni addosso. Al proposito, ci vengono in aiuto i maestri del Paese degli altopiani, il Tibet, con una serie di esercizi che

hanno ripercussioni positive sul nostro benessere psicofisico. Si tratta dei 5 riti tibetani, semplici pratiche che traggono origine in particolare dallo yoga indiano classico Darshana e da quello tibetano. E funzionano alla grande, non sono soltanto una moda del momento! Prima di addentrarci negli esercizi veri e propri, cerchiamo di capire come lavorano e perché sono così efficaci per la salute dell’intero organismo.

Sette centri vitali che sprigionano energia Nel nostro corpo sono presenti sette centri energetici che la tradizione orientale chiama chakra (vortici). Non sono visibili ma hanno un ruolo estremamente importante: regolare la funzionalità delle ghiandole endocrine. Se l’organismo è sano, i chakra ruotano a grande velocità e tutto il sistema endocrino è in perfetta armonia, svolgendo al meglio i propri “doveri”. Se uno o più chakra non lavorano efficacemente, il

flusso energetico si inceppa, con ripercussioni negative su tutto l’organismo. I 5 tibetani concentrano la loro azione sui chakra: ecco allora che la pratica costante di questi esercizi riesce a rivitalizzare l’intero sistema endocrino. Vediamo dunque nel dettaglio i sette chakra: 1. muladhara o chakra della radice: si trova alla base della colonna vertebrale; 2. svadhistana o chakra sacrale: è situato nella bassa regione addominale, al di

sotto dell’ombelico; 3. manipura o chakra del plesso solare: si trova al di sopra dell’ombelico e al di sotto del torace; 4. anahata o chakra del cuore: è posizionato proprio al centro del torace; 5. vishuddha o chakra della gola: è situato a livello della gola; 6. adjnia o chakra della fronte: si trova al centro della fronte; 7. sahasrara o chakra della corona: è posizionato sulla sommità del cranio.

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Le altre medicine

Il ruolo dei chakra Nel nostro corpo sono presenti sette importanti ghiandole endocrine, il cui compito è quello di secernere ormoni. Se le ghiandole funzionano al meglio, il nostro corpo ne trae beneficio e gira “a mille”; se si registrano dei blocchi, i conseguenti squilibri ormonali causano problemi. La tradizione orientale ci insegna che queste sette ghiandole corrispondono ad altrettanti centri energetici chiamati chakra (vedi box alla pagina precedente). Così come accade per le ghiandole, se uno o

più chakra perdono vitalità sarà tutto l’organismo a soffrirne le conseguenze. Ecco quindi che i 5 riti tibetani, ideati apposta per stimolare i chakra e, di conseguenza, rivitalizzare le ghiandole, sono in grado di assicurare un benessere diffuso e di frenare il processo d’invecchiamento. In parole semplici, quindi, il riequilibrio mirato delle ghiandole che secernono ormoni determina lo stato di salute ottimale, che non è soltanto fisico ma comprende anche la sfera energetica, psichica e mentale.

Ecco i cinque riti tibetani Fase di riscaldamento

Considerando che siete “freddi”, è necessario qualche esercizio preparatorio che riscaldi i muscoli e prevenga eventuali blocchi. Iniziate a lavorare su testa e collo, eseguendo movimenti a spirale: prendete come punto di riferimento la punta del naso e muovete la testa fino a raggiungere la massima estensione, poi tornate al punto di partenza. Sgranchite anche piedi, mani e spalle allo stesso modo: movimenti rotatori che si allargano sempre più, arrivando alla massima estensione possibile. Oltre all’esecuzione, concentratevi sulla percezione di quello che state facendo.

A

C B

1

Primo rito Il primo rito lavora sulla spiralità. In piedi (A), braccia larghe, palme rivolte verso il basso, ruotare su se stessi in senso orario (B), in modo che il

6 2 L’altra medicina

braccio sinistro ruoti verso destra (C). Questo rito lavora su tutti i chakra. Fate però attenzione: questo tipo di esercizio rotatorio può provocare perdita dell’equilibrio e/o una leggera

nausea. È quindi consigliabile, almeno per le prime volte, eseguire i movimenti lentamente, con non più di 3-4 rotazioni, per poi aumentare a seconda del proprio sentire.


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Quali sono i benefici I 5 riti tibetani svolgono un’azione benefica anche sugli apparati muscolo-scheletrico e respiratorio, contribuendo inoltre a favorire uno stato di salute ottimale. Ma non solo: grazie al maggior flusso energetico che deriverà dalla corretta pratica dei 5 tibetani, sarà l’intero organismo a trarne sicuri vantaggi, con ricadute benefiche anche per la mente, più “libera” per affrontare al meglio le tante problematiche quotidiane. E per ottenere i primi risultati non è necessario at-

tendere molto: già dopo un paio di mesi di esercizi eseguiti con costanza, corpo e mente daranno segnali positivi e i flussi energetici saranno rivitalizzati.

È l’ora di iniziare Nonostante non siano esercizi particolarmente impegnativi dal punto di vista fisico, è sempre buona cosa consultare il proprio medico di fiducia per capire se ci siano disturbi fisici che sconsiglino l’esecuzione dei riti. Una volta ottenuto il “via libera”, fatevi guidare, perlomeno le prime volte, da una

B

A

2

Secondo rito Distesi a terra, supini, braccia lungo i fianchi (A), sollevare contemporaneamente le gambe a 90 gradi rispetto al busto (piedi flessi a martello) e la testa verso il petto (B). Spalle, schiena e bacino rimangono a contatto con il suolo. Inspirare durante la flessione ed espirare nella fase di distensione. Questo rito lavora sui chakra 1, 2, 3 e 5.

D

C

Versione alternativa. Nel caso risulti difficile alzare e abbassare le gambe distese, il rito può essere effettuato partendo dalla posizione iniziale con le ginocchia piegate (C): in questo modo la colonna vertebrale viene meno sollecitata (D).

3

Terzo rito In ginocchio, mani posizionate sui glutei, piedi in appoggio sulle dita flesse e in contatto con il suolo, testa appoggiata sullo sterno (A). Inarcare all'indietro testa, spalle e il tratto toracico della schiena (B). Inspirare quando si inarca ed espirare mentre si ritorna alla posizione di partenza. Durante il rito mantenere rilassate le mascelle. Questo rito lavora sui chakra 3, 4, 5 e 6.

A

B

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15 Le altre medicine tibetani_2_Layout 2 07/10/13 16.08 Pagina 64

Le altre medicine

persona preparata che vi insegni i giusti movimenti da effettuare, in modo che gli esercizi vengano assimilati e divengano poi automatici. Si parte gradualmente: la prima settimana ogni esercizio verrà ripetuto tre volte, la seconda cinque, e via via così fino a un massimo di ventun ripetizioni per ogni rito. Questo vuol dire che si raggiungerà il top alla decima settimana. Poi proseguite così, cercando solo di focalizzarvi sugli esercizi per effettuarli sempre al meglio. L’unico esercizio per cui non sono previste le ventuno ripetizioni è il primo, per il quale l’indicazione è di non superarne dodici.

4

Il mattino ha l’oro in bocca Come capita spesso, fare esercizio fisico subito dopo essersi alzati dal letto garantisce i risultati migliori. Certo, svegliarsi di buon’ora ed eseguire i 5 riti richiede forza di volontà e costanza. Sappiate però che, così facendo, ne trarrete grande energia e la giornata da affrontare vi sembrerà meno impegnativa. I riti si possono comunque eseguire anche di sera; in questo caso, vi regaleranno tranquillità e una migliore qualità del sonno. È comunque anche una questione di tempo e comodità: ognuno dovrà trovare il momento più propizio all’esecuzione.

Quarto rito Seduti, gambe distese e piedi larghi quanto le anche; tronco eretto, mento che tocca lo sterno e palme appoggiate a terra con le dita in avanti (A), piegare le ginocchia, sollevare il bacino e rovesciare indietro la testa, inspirando si sale (B) ed espirando si torna alla posizione di partenza.

A

B

Versione alternativa. Distesi, braccia lungo i fianchi e palme a terra, ginocchia ripiegate con i talloni vicini ai glutei (C), sollevare il bacino, inspirando (B). Si ritorna alla posizione di partenza espirando. Questo rito lavora sui chakra 3, 4 e 5.

D

C

Sesto tibetano: un rito controverso

6 4 L’altra medicina

Durante uno degli incontri in cui parlava dei 5 tibetani, il colonnello Bradford (vedi box a lato) colpì tutti con una rivelazione sorprendente: in realtà i riti sono sei e non cinque! Lasciato sfumare lo stupore generale, il militare in

pensione spiegò nel dettaglio questo sesto rito, che viene illustrato da Kelder nel suo best seller “I cinque tibetani, l’antico segreto della fonte della giovinezza”. Definito dall’autore “il completamento dei cinque riti”, il sesto

tibetano si focalizza sull’appagamento sessuale, inteso come conoscenza della propria energia sessuale finalizzata alla creatività. La maggior parte degli esperti di riti tibetani rimane comunque “fedele” ai 5 classici.


15 Le altre medicine tibetani_2_Layout 2 07/10/13 16.08 Pagina 65

L’avvincente racconto del colonnello Bradford

5

Quinto rito Proni, bacino e arti sfiorano terra, testa eretta, palme delle mani appoggiate a terra larghe quanto le spalle e piedi appoggiati sulle dita flesse larghe quanto le anche (A), sollevare il bacino, espirando (B). Inspirare tornando alla posizione di partenza.

A

B

Versione alternativa. Si cambia il punto di appoggio, che dai piedi passa alle ginocchia. Questo rito coinvolge tutti i chakra.

C

D

Tutto nasce dall’incontro di due personaggi alquanto singolari: Peter Kelder, ricercatore e viaggiatore curioso, e il colonnello Bradford (nome di fantasia), militare in pensione dell’esercito britannico. Siamo nel sud della California, negli anni Trenta del secolo scorso. Il primo approccio avviene in un parco. Kelder è seduto su una panchina a leggere il quotidiano quando viene avvicinato da un signore anziano. I due iniziano a chiacchierare amabilmente: Kelder rimane affascinato dai racconti del militare della Corona. Nasce così una sincera amicizia, corroborata da lunghe nottate trascorse a raccontarsi i fatti più salienti delle loro vite. Kelder percepisce che il colonnello Bradford ha qualcosa da confidare, ma sembra riluttante a farlo. Messo a proprio agio dal giovane nuovo amico, il militare “svuota il sacco”. Anni addietro, quando era di stanza in India, il militare aveva incontrato alcuni preti tibetani che sostenevano di conoscere il segreto della “Fonte della Giovinezza”, racchiuso in uno sperduto monastero negli altopiani del Tibet. Da quel momento, la ricerca di quel monastero era diventata una vera e propria ossessione per il militare. Ecco allora che, un giorno, Bradford confidò a Kelder di aver preso una decisione irrevocabile: partire alla ricerca della fantomatica Fonte della Giovinezza. Dopo 4 anni di silenzio, un giorno Kelder ricevette una lettera da Bradford, il quale annunciava di aver centrato il suo obiettivo e di essere in procinto di tornare negli Stati Uniti per renderlo partecipe delle sue scoperte. Una sera, rispondendo al citofono, Kelder ebbe un sussulto: “Sono il colonnello Bradford”, sentì dire con voce squillante. L’emozione e la gioia svanirono quando Kelder aprì la porta di casa: si trovò infatti davanti un giovane sconosciuto, non certo l’anziano amico. “Pensavo che sarei stato accolto con più entusiasmo”, disse la persona che, nonostante le apparenze, era proprio il colonnello Bradford! Che cosa era successo? Semplicemente, Bradford aveva scoperto i 5 tibetani. Estasiato dai racconti del colonnello e conforatato dalla prova evidente del suo ringiovanimento, Kelder scrisse il famoso libro che ne svela i segreti...

Foto di Franco Cortellino www.laltramedicina.it 6 5


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