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MAGAZINE

LA SALUTE NATURALE RACCONTATA DAGLI ESPERTI

3,90

OTTOBRE 2017

MAGAZINE FUNGHI MEDICINALI Reishi & Co. per la salute del fegato Poste Italiane - Sped. in A.P. DL 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI Prima immissione: 20 settembre 2017

Periodico mensile – Anno VII, numero 67/2017 – €

n. 67

ATTUALITÀ Libertà di cura sotto attacco

Dossier Riflessologia del piede Risanare dalle nostre radici

SOS CISTITE Prova il decotto di gramigna

ESSICCARE È FACILE

PER I CAPELLI SFIBRATI

IL MASSAGGIO TUINA

METTIAMO IN DISPENSA UNA SCORTA DI FRUTTA E VERDURA PER L’INVERNO

SOFFERENTI DOPO L’ESTATE: RINVIGORIAMOLI CON GLI OLI VEGETALI E LE ESSENZE

EREDITATO DALL’ANTICA CINA, È UNA GRANDE ARTE PER IL BENESSERE

AMICI ANIMALI. Le fusa del gatto: frequenze auto-curative (per lui e per noi)


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Sommario NUTRIZIONE NATURALE pag. 18 L’arte di essiccare pag. 24 La lezione della

Macrobiotica contro la stitichezza

IL MONDO DELLE ERBE pag. 28 Funghi medicinali

per un fegato sano pag. 34 Il decotto

di Gramigna per la cistite

pag. 38 I mille impieghi

del Rosmarino

LE ALTRE MEDICINE

ATTUALITÀ pag. 10

Libertà di cura ancora sotto attacco

pag. 68 Il massaggio Tuina

AROMATERAPIA pag. 74 L’apertura dei Chakra

attraverso gli animali

pag. 42

Capelli sfibrati dopo le vacanze: passiamo alle contromisure


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pag. 52

DOSSIER

Riflessologia del piede Risanare dalle nostre radici ● Introduzione ● Le mappe zonali ● Il trattamento in pratica ● Per gambe e caviglie gonfie ● Massaggi per una nuova vita

RUBRICHE

● Stop al mal di testa

Il periscopio

Prepariamolo in casa pag. 78

pag. 8

Psicoterapia per tutti i giorni

I nostri amici animali pag. 82

pag. 14

Ci salverà un fiore

Le ricette del mese

pag. 46

Scoperte in soffitta pag. 50

pag. 84

Libri

Web trend pag. 88

Scelti per voi pag. 91

Annunci olistici pag. 92

L’ultima domanda pag. 86

pag. 98


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Il mondo delle erbe

Funghi medicinali per un fegato sano Schemi efficaci, convalidati da anni di studio ed esperienze: protagonista il Reishi, spesso associato a Cordyceps, Agaricus e Maitake. Utilissimi per prevenire e combattere le malattie epatiche. Walter Ardigò

N

ella medicina tradizionale orientale, il Reishi (Ganoderma lucidum) e i funghi medicinali sono rimedi ampiamente utilizzati in tutte le malattie del fegato. Questi funghi infatti svolgono molteplici azioni, importanti per la salute dell’organo.

È vero che fanno male al fegato? I funghi medicinali non solo non fanno male al fegato ma al contrario sono un eccellente metodo di cura delle malattie epatiche. È molto semplice dimostrarlo. Infatti questi rimedi sono molto efficaci nella cura delle malattie del fegato: riducono le transaminasi alte e spesso le riportano alla normalità (GOT, GPT e γ-GT) quando il fegato è intossicato (cattiva alimentazione, alcol, sigarette). Ma danno un contributo positivo anche quando è affetto da epatiti virali (A, B e C). Sono quindi un valido aiuto per prevenire e combattere le malattie epatiche.

Gli stessi enzimi del corpo umano Il primo effetto che colpisce è la capacità che il Reishi, il Cordyceps, l’Agaricus e il Maitake hanno di rafforzare il fegato, che ritorna a lavorare come un efficiente laboratorio depurativo in grado di eliminare agevolmente tossine, grassi in eccesso e radicali liberi. Come fanno? Questi funghi medicinali conten-

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gono gli stessi enzimi del fegato umano: sia quelli depurativi, sia quelli antiossidanti. I primi aiutano il fegato a svolgere la sua fondamentale azione depurativa (liberandolo dalle sostanze tossiche), i secondi lo proteggono dalle malattie. Ma quest’organo, come tutti i depuratori, accumula impurità, si ossida e per questo va a sua volta ripulito: più viene depurato, più la salute è fiorente. Il suo progressivo logoramento, per le tossine, l’età e le malattie è dovuto all’impoverimento delle sostanze di cui ha bisogno per restare in salute. Quali?

Una risorsa preziosa alla portata di tutti Le cellule del fegato hanno bisogno di due gruppi di sostanze: il Citocromo P-450, cioè una serie di enzimi necessari per digerire e trasformare tutto ciò che deve elaborare, e gli enzimi antiossidanti (SOD, perossidasi, catalasi), necessari per neutralizzare i radicali liberi, che continuano a formarsi in gran numero a livello epatico. Per questo i funghi medicinali, che sono fonte preziosa di queste molecole (che abbiamo in comune con loro), non sono un optional, ma sono necessarie per restare in salute.

Un centro anti-veleni sempre attivo Il fegato, infatti, è il principale laboratorio biochimico dell’organismo: funziona un po’ come un cen-


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si di numero in è la base to i: h iu c is s e o R n Il fungo pia. È co i micotera ll’immortalità. e sch em i d d e il fungo Cina com tro anti-veleni che si occupa di neutralizzare e smaltire le sostanze chimiche e tossiche connesse alle diete squilibrate, ma anche ai farmaci, agli additivi, alle sigarette e all’alcol. Ma non solo, perché l’organo è anche il centro di produzione e di spedizioni di mattoni e carburante a tutte le cellule del corpo. Un fegato in buono stato, dunque, è indispensabile per mantenere in salute il nostro organismo. Il fegato quando è in difficoltà richiede una quantità maggiore di energia, che sottrae al resto dell’organismo. Ecco perché rafforzare le funzioni del fegato significa rafforzare tutto l’organismo. Cordyceps e Agaricus sono formidabili nel migliorare l’energia personale.

Un’opportunità di prevenzione Se il fegato è sano, il Reishi contribuisce a mante-

nerlo in salute svolgendo un’efficace azione preventiva. In quest’ambito il fungo gode di altissima considerazione, ancora più efficace delle erbe fitoterapiche tipicamente utilizzate per supportare il fegato (Cardo mariano, Bardana, Carciofo e Tarassaco). Teniamo presente che il dosaggio minimo efficace è di 2 grammi di fungo medicinale al giorno, da assumere regolarmente per almeno tre mesi.

Normalizzare le transaminasi Il Reishi, inoltre, viene utilizzato in Micoterapia contro i disturbi e le malattie epatiche. Un segnale di sofferenza, rilevabile attraverso un esame del sangue, è l’aumento dei valori delle transaminasi, di bilirubina e γ-GT. In questi casi il Reishi e gli altri funghi medicinali migliorano o spesso riportano alla norma i valori elevati delle transaminasi (GOT e GPT), della γ-GT

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Il mondo delle erbe

e della bilirubina, in diverse patologie del fegato. Spesso, nelle forme iniziali, sono sufficienti tre mesi per ottenere questi importanti benefici. Quando invece l’organo è più in difficoltà e si è sviluppata una condizione di maggior disagio – come in alcune patologie del fegato (disfunzioni di vecchia data e steatosi) – le condizioni migliorano comunque, un po’ più lentamente ma sempre in maniera significativa. Anche nelle epatiti virali non c’è da perdere le speranze perché anche in questi casi un ampio assortimento di funghi medicinali è in grado di dare un valido contributo. Entriamo più nel dettaglio.

e munitari difese im le i ia S z . n tale s pote ica e men L’Agaricu nergia fis edicinali. e l’ m i ta h n g e n fu ri lt e au m a n p esso co associa s

Funghi per il “fegato grasso” I funghi medicinali sono efficaci anche impiegati da soli, ma danno il loro meglio se vengono assunti in associazione poiché lavorano in sinergia. Nelle malattie di solito si utilizzano tre funghi. Pensiamo alla steatosi epatica, ovvero al cosiddetto fegato grasso: condizione che a lungo andare provoca la distruzione delle cellule epatiche segnalata dall’innalzamento delle transaminasi. Ebbene, il Reishi attiva il processo di eliminazione dei grassi in eccesso contribuendo a ripulire le cellule epatiche e riuscendo spesso a normalizzare le tran-


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ce si riprodu in natura : is s n e e lt in a ss lle bruco su Cordycep rva di un la la o tr n de et. e del Tib montagn

saminasi. L’effetto viene potenziato se associamo al Reishi il Pleurotus e il Cordyceps.

Contro le epatopatie, ma guidati da un esperto In caso di malattia epatica è necessario rivolgersi al medico di fiducia. Per scegliere i funghi medicinali adatti, da associare ai farmaci, si consiglia di evitare il fai-da-te e di rivolgersi a uno specialista per mettere a punto le dosi, le associazioni e i tempi del trattamento. Anche nelle epatiti B e C, i funghi medicinali danno un contributo interessante. Il micoterapeuta punterà sulla somministrazione contempo-

ratica p n I

Istruzioni per l’uso

Precisiamo che i funghi medicinali esprimono pienamente la loro efficacia se ci si rivolge a un professionista esperto in Micoterapia, in grado di personalizzare la cura. È importante scegliere i funghi più adatti, ma è ancora più importante assumere la posologia corretta.

perfetta salute, non certo perché i funghi medicinali sono “pesanti”. In questi casi, si consiglia di assumere i rimedi a stomaco pieno.

✔ Servono tre mesi per vedere i risultati. Per ottenere il massimo è però preferibile utilizzare la Micoterapia per lunghi periodi. Del resto, perché interrompere un trattamento che aiuta a stare meglio senza provocare effetti collaterali? In alternativa si possono fare cicli di tre mesi, per esempio nei periodi di maggiore stress, come nei cambi di stagione. Tuttavia, occorre sapere che in questo caso i benefici saranno minori. Per avere un bel giardino, devi prendertene cura tutti i giorni.

✔ Nelle ricerche cliniche che spesso durano 2-3

✔ La Micoterapia può essere impiegata anche da

mesi gli scienziati utilizzano un dosaggio compreso tra 3 e 6 grammi al giorno. Mai scendere sotto i 2 grammi al giorno: con questo dosaggio – circa la metà di quello usato dagli scienziati – si ottengono gli stessi risultati ottenuti dai ricercatori ma in tempi più lunghi.

chi usa regolarmente i medicinali. Quest’associazione risulta particolarmente preziosa, perché i funghi non interferiscono con i farmaci e inoltre contrastano con efficacia gli effetti collaterali provocati proprio dai farmaci.

✔ Consigliamo di assumere i funghi medicinali in un’unica somministrazione, per comodità, perché sono altamente digeribili e privi di effetti collaterali. Possono essere assunti a digiuno o a stomaco pieno, la scelta è a piacere.

✔ Se compaiono disturbi a carico di questi organi significa che l’apparato digerente non è in

✔ È fondamentale assumerli insieme alla vitamina C perché i principi attivi presenti nei funghi medicinali vengono assorbiti a livello intestinale in modo più completo aumentando così l’efficacia della cura. Conviene scegliere la vitamina C nella forma lipo, cioè legata (esterificata) a una sostanza oleosa: in questo modo i principi attivi penetrano più facilmente nelle cellule.

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Il mondo delle erbe

Come scegliere i micoterapici I funghi medicinali si classificano come integratori alimentari, non occorre dunque la ricetta medica per acquistarli.

ta della i rotagonis p re b dei fungh le e c e: è u n o k a Un altro it a M pia è il Micotera epatiti. zati nelle z li più uti ranea di quattro funghi: Reishi, Cordyceps, Agaricus e Maitake: 2 grammi di fungo medicinale al giorno di ogni fungo.

Il Reishi combatte su più fronti Ma che cosa fanno esattamente questi funghi? Perché danno un utile contributo nelle epatiti? Il Reishi agisce su tre livelli. Il primo è il potenziamento delle difese immunitarie. Attiva cioè la produzione di interferoni e di citochine e aumenta i linfociti CD4+, le potenti armi di difesa contro i virus (Ardigò 2015 e 2017). Com’è noto in letteratura anche il Cordyceps, il Maitake e l’Agaricus hanno un meccanismo d’azione molto simile a quello del Reishi, rafforzando tutte le componenti del sistema immunitario, che diventa così più efficiente. Tutti quattro sono molto attivi nel risanare le cellule del fegato che, rafforzandosi, riescono a svolgere con più efficacia tutte le funzioni epatiche. L’uso della Micoterapia, inoltre, è compatibile con l’impiego dei farmaci di sintesi chimica di cui riduce e risolve gli effetti collaterali. La Micoterapia non riduce e non altera l’azione del farmaco chimico, ma aggiunge sempre un importante contributo positivo.

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Compresse o capsule? La compressa costituisce la scelta ideale perché contiene una quantità di fungo maggiore rispetto alla capsula.

Intero o concentrato? I funghi medicinali sono disponibili sia nella versione fungo intero sia nella versione concentrata, chiamata estratto secco (E.S.). Il fungo intero – come ce lo regala la Natura – racchiude sette classi di principi attivi ed è indicato per ogni patologia. I principi attivi, molto importanti, sono: beta-glucani, terpeni, adenosina, enzimi, chelanti, antiossidanti e probiotici, molti dei quali assai rari in Natura. Nell’estratto secco il fungo concentrato contiene una quantità molto maggiore di beta-glucani, una delle sostanze più nobili del fungo, importante per le patologie legate a deficit delle difese immunitarie e nelle malattie degenerative. Tuttavia, poiché tutte le sostanze presenti nel fungo medicinale sono importanti la formula ideale comprende una miscela equilibrata di fungo intero e di E.S.

Perché leggere l’etichetta? Prima di acquistare i funghi medicinali sotto forma di integratori alimentari, è bene controllare attentamente le etichette. Esse devono indicare la quantità di fungo e di eccipienti contenuti.


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ScuolaTao è un luogo di formazione e di incontro per tutti coloro che desiderano iniziare un percorso o migliorare le proprie conoscenze e abilità nel campo della medicina cinese. Per il Tuina, ScuolaTao è accreditata a OTTO , aderente alla FISTQ e riconosciu–ƒ†ƒŽ‘‹–ƒ–‘‡…‹…‘…‹‡–‹Ƥ…‘†‡ŽŽ‡ discipline Bio Naturali della regione Lombardia. ScuolaTao è membro del WFAS, organismo riconosciuto dall’OMS e accreditata per l’agopuntura presso la Regione Emilia Romagna.

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Dossier

I piedi raccontano molto di noi: le nostre sofferenze sul piano fisico ma anche le preoccupazioni, le ansie, le paure che, a volte, hanno un’influenza negativa sulla qualità di vita. Iniziamo a guardarli sotto questi aspetti. Daniela Roccatello

Riflessologia del piede Risanare dalle nostre radici

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Una bella camminata sulla spiaggia a piedi nudi è la forma piÚ naturale di auto-massaggio. Ma va bene anche in giardino o su un prato: togliamoci le scarpe!

SOMMARIO pag. 52

Introduzione

pag. 58

Le mappe zonali

pag. 60

Il trattamento in pratica

pag. 62

Per gambe e caviglie gonfie

pag. 64

Massaggi per una nuova vita

pag. 66

Stop al mal di testa


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Dossier

P

ensiamoci: i nostri piedi fanno un duro lavoro perché sostengono il peso di tutto il corpo e devono garantire i giusti movimenti. Di conseguenza, ne registrano ogni tipo di contrazione, che è l’espressione iniziale di tante sofferenze psicofisiche. Contrazioni che magari rimangono per lungo tempo asintomatiche nel resto del corpo ma che, viceversa, vengono immediatamente segnalate nei piedi. Primo compito del riflessologo è appunto quello di fare una “lettura morfologica” tramite l’osservazione del piede: già la presenza di calli, gonfiori, rughe, solchi e altri segni denuncia che qualcosa nel corpo non va e fornisce utili indicazioni per porvi rimedio.

Il piede racconta come sta il corpo In altre parole, i piedi sono uno specchio dello stato di benessere del corpo. Non appaia strano perché gli esempi sono innumerevoli e si ritrovano nei testi di semeiotica medica che ogni studente di medicina doveva studiare a fondo, un approccio che forse si è un po' perso nel tempo (peccato!). Il formicolìo a due dita di una mano spesso riflette una sofferenza delle vertebre cervicali... Un dolore insistente sul lato destro della schiena (sotto il polmone) spesso segnala un problema che ha la sua sede nel fegato o nella cistifellea... E così via.

Come la colonna vertebrale Pensiamo a un dolore diffuso a una o a entrambe le gambe che si irradia dal gluteo al polpaccio e a volte fino al piede. In realtà potrebbe anche non essere un problema specifico degli arti inferiori, ma riflettere sofferenze della colonna vertebrale, come nel caso della sciatica o dell’ernia del disco. Notiamo che la curvatura della colonna, anche detta spina dorsale, è molto simile alla visione laterale interna del piede (vedi la mappa in visione laterale, ndr): le curvature sono le stesse, come se il piede riassumesse in sé l'intera struttura della colonna vertebrale: guardando bene possiamo già rilevare sul piede alcune sofferenze vertebrali (scoliosi, rigidità del

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collo, contratture lombo-sacrali). Molti sono i casi in cui il nostro fisico ci fa percepire una sofferenza in un punto ben diverso e magari lontano da quello in cui risiede la causa della sofferenza.

Filo diretto con il cervello In riflessologia queste osservazioni sono state osservate e hanno avuto conferma nei trattamenti. Sul piede – come sul padiglione auricolare e sulle mani – sono presenti vere e proprie mappe di lettura di come stanno i nostri organi e visceri interni. Ne consegue che la stimolazione di alcuni punti o zone ben definite dei piedi ottiene risultati in altre parti del corpo. Per lo schema di lettura della scienza moderna tutto questo si potrebbe spiegare semplicemente come una stimolazione nervosa locale. Per noi riflessologi la pressione esercitata sulla zona riflessa è comunque una stimolazione nervosa che trasmette messaggi al cervello, stimolandolo a intervenire su organi, sistemi e apparati coinvolti nella sofferenza affinché le risorse disponibili nel corpo vengano liberate.

Gli effetti sul corpo e sulla psiche La riflessologia del piede, come oggi viene praticata, è particolarmente efficace contro alcuni tipi di sofferenze: iperacidità gastrica, colesterolo alto, gastriti, coliti, stipsi, affezioni urogenitali (mestruazioni irregolari, sterilità, cistiti, ecc.). Inoltre, è molto utile nei casi di artriti e artrosi diffuse e valgismo dell’alluce. Utile anche per contrastare i disagi della gravidanza (difficoltà di digestione, nausee, bambino podalico). Sul piano psichico, invece, si cerca di riportare le persone a uno stato di rilassamento liberandole da ansie, paure, angosce e panico. Oppure, in alcuni casi, si possono migliorare certi stati di depressione, tristezza, astenia, restituendo capacità di concentrazione, voglia di fare e motivazione alla vita.

I calli: espressioni di rabbia Ma non solo. Per noi riflessologi la presenza di callosità diffuse in


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Riflessologia del piede

UN PUNTO D’INCONTRO TRA ORIENTE E OCCIDENTE

Contrariamente al comune pensare la Riflessologia del piede nasce in Occidente, precisamente negli Stati Uniti, agli inizi degli anni Trenta del secolo scorso.

✱ La dobbiamo agli studi di William Fitzgerald, un medico otorinolaringoiatra che faceva il suo mestiere e aveva una mente aperta. Scoprì che – praticando delle pressioni con le

mani all’interno del cavo orale – si producevano delle anestesie naturali che permettevano di eseguire piccoli interventi chirurgici senza usare farmaci.

✱ Questa intuizione incuriosì i suoi colleghi e collaboratori che portarono avanti tale esperienza. Si resero così conto che i punti più efficaci nella cura e di maggiore sensibilità per

verificare lo stato di salute della persona si trovano appunto nei piedi, dove si concentra un gran numero di terminazioni nervose, in collegamento diretto col cervello. Nacque così la prima mappa zonale, con la dislocazione di tutti gli organi e visceri riflessi sul piede.

✱ In Oriente fin dall’antichità i piedi venivano toccati, curati e ritualmente

lavati, pensando di mantenere così in buona salute l’organismo. Anche nei dipinti murali ritrovati nelle tombe dell’antico Egitto ci imbattiamo in immagini di persone che si massaggiano i piedi: le nostre estremità sono legate al simbolismo della Terra e rappresentano il rapporto che noi abbiamo con essa e quindi le “radici” dell’essere umano.

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Le altre medicine

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L’apertura dei Chakra attraverso gli animali Agiamo sul corpo sottile attraverso una tecnica immaginativa che affonda le sue radici in India. Lo scopo? Lasciar fluire l’energia che sostiene le funzioni vitali del corpo. Ed evolvere dal punto di vista spirituale. Anita Prestinai bbiamo un corpo fisico e di questo siamo (quasi) tutti molto consapevoli, soprattutto quando subentrano gli acciacchi. Bisogna prendersene cura, certamente sì… infatti, se serve, andiamo dal dottore. Però, l’aspetto materiale non è conclusivo. Infatti, in varie culture – soprattutto India, Cina e antico Giappone, ma anche nel nostro Medioevo e più di recente con l’Antroposofia – si segnala che il corpo fisico è solo una delle tre componenti che ci costituiscono. Non esiste alcun essere umano senza questi tre corpi. Ma noi tendiamo a vederne solo uno…

A

Non siamo solo un corpo fisico E gli altri due corpi cosa sarebbero? C’è dell’altro? Sì, secondo la dottrina dei “tre corpi”, di grande successo in altri

tempi e aree geografiche. Riassumendo: il primo è quello fisico, di cui abbiamo detto. Il secondo è il Corpo sottile (o eterico, immaginale e quant’altro), per usare alcuni dei tanti termini con cui è stato designato. Il terzo è il corpo “cosmico”, di cui si hanno scarse notizie oggigiorno, che riguarda la nostra evoluzione spirituale.

Lavorare sul sistema dei Chakra Per quello che ne sappiamo questa tripartizione della nostra esistenza, origina in India molto tempo fa. O almeno, in quei luoghi è stata solidamente codificata e tramandata. Potrebbe essere una grande scoperta, forse da rivalorizzare anche oggi. In India avevano esperito che la realtà del Corpo sottile si traduce nel sistema dei Chakra. Come il corpo fisico, anche quello sottile ha la

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Le altre medicine

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La visualizzazione in pratica L’animal imagery è uno strumento di attivazione del corpo sottile. Entriamo cioè in comunicazione con i centri energetici che sostengono e ispirano le funzioni fisiche e mentali di cui abbiamo più di frequente consapevolezza. L’esercizio si dispiega in tre fasi.

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Preparatevi alla visualizzazione usando un procedimento che aiuti a rilassarvi. Un’ottima tecnica è quella del Sorriso interiore.

Concentratevi sulla fronte. Siate consapevoli dell’energia e della qualità emotiva in quest’area. Può aiutare a pensare che nella tradizione indiana la fronte – o meglio lo spazio tra le sopracciglia – è sede del Chakra Ajna, simile alla Luna e di colore bianco mentre il mantra è l’Om.

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Quell’energia può trasformarsi in un animale: aspettate che arrivi. Se non accade, riprovate. Osservate che aspetto ha l’animale, che cosa sta facendo. Quando la visualizzazione è stata stabilita, mettetevi in contatto con lui. Domandategli se ha un messaggio da consegnarvi. Scoprite il suo nome. Al termine ringraziatelo. Fategli presente che tornerete a trovarlo.

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Ripetete il procedimento per ciascuno dei Chakra. Nessuna fretta: si tratta di identificare un animale per ogni Chakra. E di ripetere la sessione completa più volte.

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Tanti modi per attivare le energie I Chakra hanno tanti attributi: consideriamoli come modi per interagire con il corpo sottile e attivare questi centri energetici. Stiamo parlando di colori, forme, immagini, suoni e mantra, fiori, divinità, pietre, sensi, parti anatomiche e… animali. Sono dei tramiti, strumenti per agganciarsi a questa realtà, scarsamente pervenuta nel nostro mondo moderno.

Visualizzare animali A volte, i Chakra si aprono spontaneamente in base

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alle esperienze che facciamo nella vita. In questo senso anche le nostre facoltà immaginative sono decisive. Si ritiene, per esempio, che il saper richiamare e rivivere con l’immaginazione una situazione piacevole riesca ad aprire il centro del cuore (Anahata). Oppure, si visualizzano gli animali associati ai Chakra, una pratica che ritroviamo nelle tradizioni induista e buddhista. Ma le varie culture differiscono nell’associare gli animali ai centri energetici...

Aspetti del nostro mondo interiore… da riscoprire Vediamo, per esempio, che per quanto concerne il Chakra del Cuore l’animale degli induisti è l’antilope e per i buddhisti l’elefante. Quest’ultimo animale, viceversa, viene indicato dagli induisti come veicolo di Vishuddha chakra (gola) laddove per i buddhisti è il pavone. «Ogni sistema dà forme diverse ad un ma-


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❙❙ John Mann, Iar Short Corpo di luce Edizioni Mediterranee Pagine 156, euro 13,50 teriale unico», rilevava lo studioso John Mann. «Ma se eliminiamo queste contraddizioni dall’essenziale, non vi è alcun dubbio che il corpo sottile rivesta un’importanza fondamentale per entrambi i sistemi. Gli animali non sono che aspetti del nostro mondo interiore». Cambiano a seconda delle circostanze, del clima culturale e dei simbolismi personali ma conservano la loro potenza nel favorire l’interazione con i Chakra.

Alla ricerca del nostro animale Il lavoro di “animal imagery” che presentiamo in queste pagine è una versione modernizzata di un esercizio antichissimo. È stato presentato negli anni Ottanta sulla rivista specializzata Journal of Transpersonal Psychology. La tecnica prende spunto dal regno della mitologia individuale: ognuno di noi può

RILASSAMENTO E PURIFICAZIONE

LA TECNICA DEL SORRISO INTERIORE ell’esercizio del Sorriso interiore l’energia che si accompagna all’atto del sorriso viene trasportata, passo passo, per tutte le parti del corpo fino a farle… sorridere. Ci si propone di generare quell’energia positiva tipica del sorriso spontaneo e di usarla per scacciare l’energia triste: il rilassamento che ne consegue scaccerà le tensioni. La tecnica origina in ambito taoista. Quel tipo di sorriso spontaneo può essere stimolato ricordando una situazione piacevole in cui abbiamo sorriso sinceramente.

N ❙❙

● Quando il sorriso si accende sulle labbra, trasferite la sua energia prima agli occhi, poi alle orecchie, lingua, corde vocali, polmoni, cuore e scendete fino ai piedi. Avanzate per gradi e lentamente. Non scoraggiatevi se momentaneamente la sensazione sfugge, tornate a riaccenderla concentrandovi sul ricordo. Il sorriso interiore procura un’immediata sensazione di benessere alla parte coinvolta. Sentite che si sciolgono negatività di cui non eravate nemmeno consapevoli. ● Consigliato non solo prima di visualizzare gli animali associati ai Chakra. In realtà andrebbe fatto in continuazione perché ci fa sentire bene.

Tra i tanti libri che parlano del tema di questo articolo, è notevole quello scritto anni fa da John Mann (State University di New York) e Lar Short. I due provano a rifare il punto e ci riescono. Spiegano come l’idea del Corpo sottile sia alla base di tradizioni come quella induista, buddhista, taoista, tantrica, polinesiana e anche in alcune proposte delle nostre parti, risalendo al Medioevo occidentale. Bel titolo ancora reperibile sul ricco catalogo delle Mediterranee.

scoprire gli animali associati ai propri Chakra tramite un’esplorazione spontanea. È difficile immaginare in anticipo che cosa succederà.

Cambiamenti cui fare caso In sostanza si visualizza l’animale in corrispondenza dei singoli Chakra disposti sul corpo. «All’inizio – spiega Mann – si stabilisce il cast degli attori. Si ripete il procedimento due volte alla settimana per più settimane. E tutte le volte che li visualizziamo osserviamo se hanno subito mutamenti fisici o se i loro interessi sono cambiati. Tutto ciò che li riguarda è carico del vostro simbolismo e può esercitare un influsso diretto sul processo di trasformazione personale. Sarebbe molto utile tenere un diario scritto in cui riportare le osservazioni di ogni seduta, in modo tale che i cambiamenti risultino più evidenti».

In attesa di risposte «Fate in modo che diventino vostri amici», continua lo studioso. «Essi hanno la possibilità di spiegarvi aspetti di voi stessi che non comprendete, ma prima dovete guadagnarvi la loro fiducia. Dopodiché domandate loro quello che avete bisogno di sapere». La tecnica può apparire ardua da apprendere per chi non è abituato a visualizzare: occorre un po’ di pazienza e applicazione. Si consiglia, comunque, di provare a praticarla sempre dopo aver raggiunto uno stato di quiete (a smartphone e TV spenti…). Al proposito, un esercizio interessante – di origine taoista – è quello del Sorriso interiore cui si attribuiscono effetti di purificazione e rilassamento (si veda il box a sinistra).

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