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Poste Italiane - Sped. in A.P. DL 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI

Periodico mensile – Anno VI, numero 55/2016 – €

3,50

AGOSTO SETTEMBRE 2016

MAGAZINE

LA SALUTE NATURALE RACCONTATA DAGLI ESPERTI

n. 55 MAGAZINE La buona idratazione Le regole per l’estate e lo sport

Dossier

Rimedi

YOGA

NATURALI

Guida rapida alle piante contro il diabete

per la donna Facciamo i primi passi

AYURVEDA Pratiche e consigli per la stagione del fuoco

LE ERBE DEL PRETE

AROMATERAPIA

ECOTERAPIA

LE RICETTE ERBORISTICHE DI UN LEGGENDARIO SACERDOTE VERONESE

ESSENZE PER CAGNOLINI, POSSONO AIUTARLI IN TANTISSIMI MODI

LA NATURA COME MEDICINA (CON L’AIUTO DEI FIORI DI BACH)

PREPARIAMOLI IN CASA Balsamo labbra, deodorante e antizanzare senza chimica


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Sommario NUTRIZIONE NATURALE pag. 12 Guida pratica

all’idratazione pag. 18 Più vegetali nella dieta:

un altro motivo per farlo

IL MONDO DELLE ERBE pag. 24 I rimedi naturali

contro il diabete pag. 28 Le erbe del prete

di Sprea

LE ALTRE MEDICINE

I NOSTRI AMICI ANIMALI pag. 66

Oli essenziali per nasi-tartufo

pag. 56 Ayurveda per la

stagione del fuoco pag. 62 Ecoterapia, quando la

Natura diventa medicina

PREPARIAMOLO IN CASA pag. 70

Cosmesi naturale per la tua estate


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pag. 40

DOSSIER

Basic Yoga per la donna

RUBRICHE

Introduzione Primo passo: impariamo a respirare La Mucca gatto e il Nervo della vita La Locusta e l’Arco Facciamo il Cammello Asana di stiramento e Arciere Sat Kriya e la Candela

Il periscopio pag. 8

Psicoterapia per tutti i giorni pag. 10

Ci salverà un fiore pag. 32

Aromaterapia pag. 36

Scoperte in soffitta pag. 38

Il giramondo pag. 72

Le ricette del mese pag. 74

Il mercato della salute pag. 77

Scelti per voi pag. 83

Libri e Web trend pag. 84

Annunci olistici pag. 88

L’ultima domanda pag. 98


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Il mondo delle erbe

I rimedi naturali contro il DIABETE Il mondo delle piante offre anche l’opportunità di controllare meglio la glicemia. Vediamo quali sono (ma non tagliamo fuori il medico...). Stefania La Badessa

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Avviso ai lettori

L’uso delle erbe richiede necessarie precauzioni. Evitate la raccolta basandovi semplicemente sulle fotografie (comprese le nostre) e, all’inizio, fatevi accompagnare da una persona esperta. Inoltre, un’erba può andar bene per alcuni e manifestare disturbi in altre persone, soprattutto se è in corso una terapia farmacologica. Consultare un medico o un fitoterapeuta.

Piante antidiabete. Nella pagina a lato il Gelso, in questa pagina il Mirtillo di cui, in questo caso, si usano le foglie.

A

lcune piante possono rappresentare un’interessante opzione di trattamento – insieme ad un regime dietetico controllato e a un adeguato stile di vita – nei casi di diabete di tipo 2 che presentano valori glicemici di poco superiori alla norma, prima ancora che sia necessario ricorrere alla terapia farmacologica. Estratti e integratori possono anche affiancare i farmaci ma si tratta sempre di decisioni da prendere sotto controllo medico. Detto questo andiamo alla scoperta delle piante più utilizzate contro il diabete. Partiamo innanzitutto dalle più famose: Gymnema e Mirtillo.

Gymnema, la "mangia-zucchero" Della Gymnema (Gymnema silvestre), pianta rampicante originaria dell’India e dell’Africa, vengono utilizzate le foglie. Il suo nome hindu “gurmar” significa letteralmente “mangia-zucchero” e fa riferimento alla sua capacità di ridurre l’assorbimento intestinale di glucosio, ma anche di stimolare l’attività delle cellule beta del pancreas nella produzione di insulina e favorire l’utilizzazione di glucosio da parte dei tessuti. Si riduce così il tasso di glicemia basale

e post-prandiale. Gli effetti, rilevabili già in circa 60 minuti, si protraggono per 5-6 ore. Generalmente ben tollerati, gli estratti di Gymnema sono sconsigliati in gravidanza ed allattamento. Inoltre possono potenziare l’attività dell’insulina o dei farmaci ipoglicemizzanti, richiedendo un aggiustamento medico del dosaggio del farmaco.

Gymnema si può utilizzare in estratto secco – titolato in acido gymnemico e standardizzato – due volte al giorno, mezz’ora prima dei pasti principali, seguendo le indicazioni indicate dall’azienda produttrice in merito alla quantità di capsule o compresse, che può variare secondo la concentrazione dell’estratto.

Anche il Mirtillo, ma le foglie Del Mirtillo (Vaccinium myrtillus) tutti conoscono le bacche, utili nei casi di fragilità capillare e insufficienza venosa. L’azione ipoglicemizzante, invece, è tipica delle foglie della pianta, anche per l’elevato contenuto di cromo. Quest’ultimo elemento giocherebbe un ruolo nel

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Il mondo delle erbe

Si parla di diabete quando… L’iperglicemia, ossia elevate concentrazioni di glucosio nel sangue, è la caratteristica fondamentale del paziente diabetico: si vede con esami mirati. In condizioni normali, i valori della glicemia a digiuno oscillano tra 60 e 100 mg di glucosio/dl di sangue, ma rientrano ancora nella normalità fino a 130-150 mg/dl. La diagnosi di diabete di tipo 2 si pone quando:

✔ La glicemia è maggiore di 200 milligrammi di glucosio – su decilitro di sangue (mg/dl) – in qualsiasi momento della giornata.

✔ La glicemia a digiuno è maggiore di 126 mg/dl. ✔ La glicemia dopo 120 minuti dall’OGTT – prova da carico orale di glucosio – è maggiore di 200 mg/dl.

controllo del diabete per la sua capacità di incrementare l’azione dell’insulina: rientra infatti nel “fattore di tolleranza al glucosio”, sostanza a basso peso molecolare che, legandosi all’insulina e al suo recettore, riesce ad influenzare il metabolismo degli zuccheri. Se ne utilizza l’infuso, l’estratto secco o la Tintura madre, quest’ultima ad un dosaggio consigliato di 45 gocce per 3 volte al giorno in poca acqua lontano dai pasti.

Il gelso bianco della Cina Il Gelso (Morus Alba L.) è un albero originario della Cina, ampiamente diffuso anche in Giappone e Corea poiché le sue foglie rappresentano il nutrimento principale del baco da seta. Nota da tempo alla medicina tradizionale cinese, questa pianta rientra ormai da qualche anno, anche in Occidente, nella composizione di integratori utilizzati nel controllo della glicemia. Deve la sua efficacia alla capacità di ritardare la digestione e l’assorbimento degli zuccheri: si ottiene così la riduzione dei valori della glicemia post-prandiale. In tal senso, l’estratto può quindi rappresentare un buon complemento sia nelle forme leggere di diabete, sia in presenza di iperglicemia anche durante trattamenti farmacologici già in atto. Trattandosi però di situazioni particolarmente delicate è necessario, anche in questo caso, valutare con il medico l’inserimento in terapia dell’integra-

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La polvere di Gurmar ricavata dalla Gymnema

tore, per l’aggiustamento del dosaggio insulinico e degli altri farmaci. Evitare in gravidanza e allattamento. Per una corretta somministrazione viene suggerita l’assunzione degli estratti in media tre volte al giorno, dopo ogni pasto. Per il raggiungimento di una buona efficacia è necessario un uso costante per un periodo di almeno 30 giorni.


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Poterium spinosum

Una pianta molto promettente Si moltiplicano gli studi sul Gelso. Interessanti sono anche le attività “secondarie” di questa pianta che ha dimostrato di essere capace di intervenire sulle patologie spesso concomitanti e aggravanti la salute del paziente diabetico. Utile soprattutto per la prevenzione delle conseguenze cardiocircolatorie del diabete: la pianta possiede, infatti, un’attività antiossidante e preventiva nei confronti dei danni aterosclerotici grazie ai flavonoidi del fitocomplesso: sembrerebbe in grado di tenere sotto controllo anche i grassi nel sangue e la pressione arteriosa. Ad oggi non sono noti effetti collaterali o controindicazioni specifiche: all’uso del Gelso comunque potrebbero essere correlati disturbi di lieve entità quali flatulenza ed azione lassativa.

Poterium spinosum, l’insulina vegetale

Non dimentichiamoci delle fibre Se assunte 15-30 minuti prima dei pasti, con un’abbondante quantità di acqua, le fibre solubili favoriscono la diminuzione dei livelli di glicemia in quanto capaci di ostacolare – a livello dell’intestino – l’assorbimento di zuccheri ed altri nutrienti. Tra le fibre più adatte allo scopo figurano il glucomannano (Amorphophallus konjac), l’Ispagul (Plantago ovata) e l’Avena (Avena sativa). Da ricordare: le fibre alterano l’assorbimento non solo degli zuccheri ma anche di molti farmaci: pertanto se si assumono farmaci in prossimità dei pasti è opportuno parlarne con il medico o il farmacista. Ne va della nostra sicurezza.

Il dosaggio consigliato è di 2 grammi di fibre solubili a scelta con un bicchiere d’acqua abbondante per 2 volte al giorno, 10 minuti prima dei pasti principali.

Per favore, niente automedicazione Ci raccomandiamo, in caso di diabete, di astenersi dall’automedicazione, valutando attentamente con il proprio medico o fitoterapeuta la strategia più adatta alla singola situazione. In nessun caso il paziente diabetico deve pensare di poter sospendere la terapia farmacologica a favore di quella a base di integratori naturali. Rimoduliamo semmai la terapia stessa dietro consiglio e attenta valutazione del diabetologo.

In virtù della sua efficacia nella terapia del diabete mellito di tipo 2 e dell’assenza – almeno per quanto indagato finora – di effetti collaterali o reazioni avverse, il Poterium spinosum L. si propone nell’ambito della moderna fitoterapia come uno dei rimedi naturali più indicati per il controllo dell’iperglicemia. Si tratta di un arbusto tipico delle zone a clima mediterraneo, dove è anche conosciuto con il nome popolare di “spinaporci”. È una pianta ben nota tra i beduini della Siria che la utilizzano in forma di decotto come bevanda tradizionale e antidiabetico. L’azione ipoglicemizzante del Poterium sembrerebbe essere principalmente legata alla capacità dei principi attivi del fitocomplesso di regolare la produzione di insulina da parte delle cellule del pancreas. Alcuni studi clinici avrebbero dimostrato che un uso costante della pianta – in forma di Tintura madre – favorirebbe la riduzione dei valori glicemici, consentendo in alcuni casi la graduale ma completa sospensione dei farmaci ipoglicemizzanti orali e la diminuzione giornaliera delle unità d’insulina. Questo però va fatto solo con un'attenta supervisione medica.

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Aromaterapia

Gemma Astolfo

ROSA DAMASCENA Il profumo del Paradiso Da sempre nei paesi musulmani è il fiore del Profeta. Ora l’essenza si rivela efficace come antistress, analgesico e anche per dormire meglio.

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uno degli oli essenziali più costosi perché la Rosa Damascena distilla le sue gocce di profumo con grande parsimonia. Quintali di petali per poche gocce di essenza. E non esistono sostituti sintetici che si avvicinino a quel delizioso aroma (guardarsi quindi dalle solite adulterazioni…). Un segno del Cielo: per il mondo arabo e persiano è il fiore del Profeta Maometto (“Gole Mohammadi”). En passant, ricordiamo anche il nostro Dante con la sua visione della Rosa al

È

centro del Paradiso. Meno conosciuti, forse, gli impieghi di questa incomparabile essenza di cui ora viene segnalata l’azione antistress, analgesica, e, secondo alcuni nuovi studi, favorente il buon sonno.

Antistress 4 gocce di essenza in un olio base. Pratichiamo leggeri massaggi sulla fronte, sotto il mento e attorno all’ombelico. Perché funziona? Alcuni ricercatori giapponesi hanno visto che il profumo di questa rosa blocca la reazione di


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allarme scatenata dal cosiddetto “odore del predatore”. Sappiamo infatti che alcune sostanze rilasciate da animali carnivori agiscono in profondità sul cervello delle possibili prede scatenando comportamenti di fuga e di stress. La rosa funziona come un antidoto: uno dei pochissimi che si conoscano. È interessante perché oggi c'è un'epidemia di stress: la Rosa di Damasco può aiutarci a superarlo? Lo stanno studiando.

Contro il dolore 4 gocce nel diffusore oppure versata in poca acqua distillata: possiamo semplicemente bagnare un fazzoletto. Inalare per una ventina di minuti. La segnalazione più recente proviene da alcune università

iraniane. Hanno visto che, con la strategia illustrata qui sopra, si abbatte il dolore nelle persone portatrici di ustioni che si sottopongono alle medicazioni. La Rosa Damascena è indicata poi per alleviare la cefalea con un massaggio alle tempie (una goccia di vera essenza in poco olio base).

Il fiore della Kaaba

Per dormire meglio

■ La Kaaba della Mecca – per il mondo islamico “la casa di Dio” – e, in generale, le moschee di tutto il mondo si dotano da sempre di un profumo particolare: nelle chiese cristiane è quello dell'incenso, per i musulmani è l’Acqua di rose.

Poche gocce nel diffusore o su un fazzoletto: inalare poco prima di andare a letto. È difficile dormire quando si è in attesa di un intervento chirurgico. Si è osservato però che il profumo della rosa migliora la qualità del sonno in questi pazienti giustamente ansiosi. Questo è valido sempre, non solo in ospedale.

■ Tradizionalmente il prodotto di migliore qualità, o comunque più famoso, proviene dalla Persia, esattamente dalle coltivazioni di Kashan. La Persia, da molti secoli, è anche il produttore originale dell’olio essenziale di Rosa di Damasco: è la loro bellissima rosa ma ne esistono più di duecento altre specie.

Prepariamo l’acqua di rose Si chiama "Gulab" in arabo: l’acqua di rose è un’alternativa meno costosa dell’essenza e viene raccomandata come cosmetico. Va bene sia per la pelle infiammata, magari in presenza di acne, sia per le pelli più delicate. Basta vaporizzarla sulla cute, anche attorno agli occhi, effettuando un leggero massaggio. Non è difficile da preparare in casa.

✔ PROCEDIMENTO Un mazzo di dodici rose: scegliete i petali, pulendoli bene sotto abbondante acqua corrente. Versateli in mezzo litro di acqua distillata e accendete il fuoco. Quando bolle riducete subito la fiamma, per ridurre al minimo il vapore emesso (gli oli essenziali si trovano proprio nelle goccioline di vapore). Continuate a scaldare per circa dieci minuti, poi spegnete il fuoco ma lasciate ancora in infusione per un’oretta. A questo punto non resta che filtrare, riempire una bottiglia di vetro che va mantenuta in frigorifero. Si conserva per pochi giorni.

✔ UNA MASCHERA PER IL VISO Con l’acqua di rose si fa una maschera semplicissima. Versate due cucchiai d'acqua di rose in un’analoga quantità di yogurt ed eventualmente anche un poco di buon miele. Mescolate bene e applicate sul volto lasciando in posa per un quarto d’ora fino al risciacquo.


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Dossier

BASIC YOGA PER LA DONNA Facciamo il “primo passo”, poi lo Yoga farà il resto. Il periodo estivo, nel quale molti di noi riescono a concedersi una vacanza, è il periodo giusto per iniziare. ipassiamo alcune posizioni di base, consigliate soprattutto alle donne sebbene anche i maschietti non disprezzeranno. Ci accompagna in questo viaggio Shakta Kaur Khalsa, insegnante di fama internazionale di Yoga per adulti e bambini.

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La visione olistica «Cosa significa Yoga in sostanza? La parola – ci spiega Shakta – deriva dalla forma sanscrita Yug che significa “aggiogare”, fissare insieme. Vuol dire che lo Yoga riesce a fissare insieme le svariate parti di noi, spesso pensate come corpo, mente e spirito». Lo Yoga è dunque la scienza che, attraverso l’attivazione dei nostri centri energetici (Chakra), ci permette di ritrovare noi stessi, il Sé di cui spesso non siamo consapevoli e che, appunto, è l’unione di tutte le parti del nostro essere. Con la pratica costante, facendosi seguire

da un buon Maestro, ne deriveranno benefici a tutti i livelli: sul corpo, ma anche sulla mente e sulla nostra evoluzione spirituale.

Sequenze in spiaggia Esistono molti stili Yoga, diverse scuole. Le posizioni (Asana) che proponiamo nelle pagine seguenti appartengono alla tradizione dell’Hatha Yoga e del Kundalini Yoga, secondo l’elaborazione proposta da Shakta Kaur Khalsa: per approfondire vi consigliamo la lettura del suo libro (vedi qui sotto). Andrebbero eseguite tutti i giorni, utilizzando due tipi di respirazione: profonda e di Fuoco (vedi a pagina 42). Tenete presente che in molti casi è importante eseguire qualche esercizio di riscaldamento: certe sequenze Yoga, infatti, possono dare luogo a infortuni. Per questo noi partiremo da un Asana di riscaldamento per poi eseguire alcune semplici sequenze.

Per approfondire Shakta Kaur Khalsa ● Yoga per donne ● Macro Edizioni ● Pagine 220 ● Euro 19,50 Un manuale pratico davvero ben fatto. Il libro si distingue per l’apparato iconografico e le note dell’autrice, semplici e mai banali. Si parte dall’inizio, dalle basi dello Yoga per esplorare in seguito sequenze per rilassarsi, equilibrarsi, energizzarsi. Un capitolo è dedicato alla vita di coppia e alle cure materne, un altro alla terza età. Il tutto sempre coniugato al femminile.

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55 dossier 1 _Layout 2 06/07/16 17.51 Pagina 41

Basic Yoga per la donna

Primo passo: impariamo a respirare pag. 42

La Mucca gatto e il Nervo della vita pag. 44

pag. 46

La Locusta

e l’Arco Facciamo il Cammello pag. 48

Asana di stiramento e Arciere pag. 50

Sat Kriya e la Candela pag. 52

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55 LE ALTRE MEDICINE eco_Layout 2 06/07/16 18.58 Pagina 62

Le altre medicine

r e a t p o i a c E Quando la Natura diventa medicina Stress, depressione, ansia fuori controllo: e se la causa risiedesse nella perdita di contatto con il mondo naturale? C’è chi prescrive passeggiate nel verde… Fabio Fioravanti 62

ei Paesi anglosassoni è già una nuova professione. Cresce la comunità degli ecoterapisti, per lo più medici o psicologi specializzati nell’uso di un particolare tipo di medicina: la Natura. Il loro manifesto sta nelle parole di Linda Buzzell, tra i pionieri di questa nuova disciplina: «La gente ormai vive in gabbie imposte dalla visione del mondo moderna e dalle attuali strutture economico-politiche», dice. «Qualcuno parla ormai di “disordine da deficit di Natura”. Aiutare le persone a fuggire da queste prigioni è un lavoro fantastico».

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Il prezzo che stiamo pagando L’urgenza della riconnessione col mondo naturale si fa sentire soprattutto nell’ambito della salute mentale: campo d’indagine proprio dell’Ecopsicologia, sorta negli anni Novanta in California e insegnata in alcune università. Disturbi da stress, ansia, depressione con i loro correlati psicosomatici potrebbero, secondo questa scuola, essere alleviati con attività più o meno strutturate a diretto contatto con la Natura, dalle semplici escursioni al giardinaggio, al badare agli animali. «Noi facevamo parte della Natura. Oggi non più e stiamo pagandone il prezzo» osserva Buzzell. Tesi ormai sostenuta da più parti, e persino dal grande biologo Edward Wilson con la sua ipotesi della Biofilia: noi siamo geneticamente predisposti per stare insieme con altre forme di vita, dalle piante agli animali. Se ne veniamo separati, entriamo in sofferenza.

Passeggiare al chiuso non è la stessa cosa Ci sono delle prove? Sì, per quanto da ritenersi limitate poiché tuttora l’ecoterapia non convince tutti gli psicoterapeuti (il numero dei “convinti” però è in crescita). Uno studio tra i più citati – firmato dall’università dell’Essex in Inghilterra – dimostra che una passeggiata immersi nella natura selvaggia migliora l’autostima e riduce i parametri della depressione. Si dirà: bella forza, è noto che ogni tipo di attività fisica contribuisce a centrare questi obiettivi. Vero, però lo studio inglese ha dimostrato che la stessa “passeg-

giata” effettuata nel bel mezzo di un centro commerciale non solo è molto meno benefica ma in alcuni casi suscita persino maggiore depressione. Insomma, rispetto agli ambienti sintetici, il “verde” fa la differenza. E, a più riprese, si sono trovati riscontri su altri atteggiamenti mentali disturbanti, come la rabbia, la tristezza, il sentirsi vuoti d’energia e d’autostima.

Stop e zainetto in spalla Gli ecoterapisti, prima di tutto, sensibilizzano sulla necessità di prendersi pause regolari in mezzo alla natura. Nelle realtà più avanzate si prevedono attività specifiche nei parchi, terapie assistite dagli animali e periodi di residenza nelle “Care farm” ovvero fattorie integrate nel servizio sanitario nazionale (più di 600 in Olanda) dove spesso si pratica l’ortoterapia. Ma anche noi possiamo muoverci autonomamente dedicando un po’ di tempo all’orto, al giardino, alle escursioni nel verde, o anche allo stare seduti in un prato osservando che cosa si muove attorno a noi, ristabilendo la connessione perduta. Come spiega lo psicoterapeuta Craig Chalquist, primo al mondo a lanciare un “diploma in Ecoterapia” in ambito universitario: «Non si tratta solo di abbracciare un albero. Il vero potenziale dell’ecoterapia si esprime pienamente se quell’albero ci sta davvero a cuore e intendiamo preservarlo per chi verrà dopo di noi».

Medici che prescrivono... parchi L’anno scorso si è visto che il semplice “camminare in un parco” spegne le aree cerebrali associate alla ruminazione: si libera la mente dai pensieri che la affollano (Proceedings of the National Academy of Sciences). Anche per questo motivo negli Stati Uniti alcuni medici cominciano a prescrivere… parchi. È il caso del pediatra Robert Zarr di Washington: «Se un paziente viene da me con la polmonite gli prescrivo antibiotici e gli dico di prenderli un tot di volte al giorno. Perché non dovrei fare lo stesso con… i parchi? Se c’è distress mentale prescrivo di prendere una certa dose di “parchi”: quante volte farlo e dove andare». Washington, infatti, è stata la prima città statunitense a stilare una lista di parchi adatti all’Healthcare (cura della salute): oggi in America ci sono già più di 150 programmi simili.

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Le altre medicine

La potenza delle immagini naturali Anche quando non è possibile immergersi in un ambiente naturale possiamo trarre vantaggio dalle videosequenze. Ecco le prove. Cristina Fino

ai primi anni Ottanta ricercatori di tutto il mondo stanno dimostrando, attraverso sperimentazioni in diversi ambiti, l’efficacia del guardare immagini di natura per ritrovare il benessere e favorire processi di guarigione. Questo filone di ricerca ha documentato effetti antistress, di riduzione del dolore e di potenziamento della memoria, della concentrazione e della creatività.

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Quadri in movimento In Italia, queste acquisizioni sostanziano la collana di DVD Experience Nature che, suddivisi in 40 temi, propongono filmati e suoni di ambienti naturali. L’omogeneità delle immagini fa sì che, mentre scorrono in sequenza, la mente le consideri come un unico ambiente, e non è sollecitata a intervenire. Questo permette di mantenere vivo l’interesse molto più a lungo

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perché, oltre al movimento intrinseco della scena, vi è una cadenza, un alternarsi dei quadri, che rinnova continuamente lo stimolo alla visione e consente la rigenerazione profonda a livello fisico, mentale, emotivo e spirituale (www.alamarlife.com).

Il senso della meraviglia Tutti possono dedicare un po’ di tempo a questa pratica, comodamente seduti a casa. Ma, recentemente, sono state fatte alcune importanti sperimentazioni su persone in difficoltà come tossicodipendenti e persone colpite da Alzheimer. Ai tossicodipendenti, gli operatori della Cooperativa Il Punto Onlus (Biella) hanno somministrato una sequenza lunga (12,30 minuti) ogni tre giorni, due ore totali in un mese. Si è registrato un notevole miglioramento delle loro condizioni con un significativo


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spostamento da stati d’animo di stanchezza e tristezza verso rilassamento e meraviglia.

Video per malati gravi Sempre a Biella, presso la RSA Maria Grazia dell’Opera Pia Cerino Zegna, i video Experience Nature sono stati utilizzati sui pazienti con Alzheimer, testimoniando notevoli miglioramenti delle facoltà cognitive e dell’attenzione in queste persone (si veda a fianco, ndr). Inoltre, i malati si riposano, sono più sereni, rilassati e tornano a

Bambini più sereni e collaborativi Utilizzati in via sperimentale in alcune scuole materne e asili nido dell’isola d’Elba, i video Experience Nature hanno favorito rilassamento e concentrazione anche nei più piccoli. Le maestre hanno constatato più attenzione e coinvolgimento, più impegno negli esercizi di pittura. Ma anche una maggiore serenità e collaborazione degli uni con gli altri, evitando così quei piccoli litigi e incomprensioni che spesso si colgono nella cooperazione tra bambini.

PER SBLOCCARE LA CREATIVITÀ

tessere relazioni senza l’intervento di operatori. La sensazione di benessere permane anche nelle ore successive: dopo le visioni serali, non si registrano casi di vagabondaggio notturno, nemmeno tra le persone abitualmente più agitate.

Ricordi che riemergono Con le persone affette da demenza i video acquistano una valenza maggiore, perché favoriscono anche la reminiscenza. Recuperare i ricordi della propria vita è una grande rassicurazione: la persona sente che ha una struttura temporale dentro la quale è inserita, come individuo e come identità, e questo tranquillizza anche le più ansiose, quindi anche il processo cognitivo migliora, perché non bloccato dall’ansia.

Su malati d’Alzheimer la visione di filmati Experience Nature (www.alamarlife.com) ha un grande effetto. Nelle immagini vediamo cosa sono in grado di fare prima (a sinistra) e dopo aver guardato il video (a destra). Le capacità di concentrazione e psicomotorie migliorano. È uno stimolo per la loro creatività, con evidenti ricadute sulla qualità di vita.

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