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LUGLIO 2016

MAGAZINE

LA SALUTE NATURALE RACCONTATA DAGLI ESPERTI

n. 54 MAGAZINE PADABYANGAM Il massaggio del piede secondo l’India

Periodico mensile – Anno VI, numero 54/2016 – €

Poste Italiane - Sped. in A.P. DL 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI

3,50

RIGENERIAMO LA PELLE Si può fare anche a tavola

DAOYIN L’arte taoista del movimento

Erbe CURATIVE

Detox

Prostata: le ricette occidentali e cinesi

Dossier: un giorno di depurazione con i succhi verdi

ALTRO CHE KETCHUP

SCEGLI IL FIORE DI BACH

L’ORO DELLA SARDEGNA

ALTERNATIVE SALUTARI DA ETIOPIA, SERBIA INDONESIA E MAROCCO

TRAVOLTI DAGLI ATTACCHI DI PANICO: LA FLORITERAPIA PUÒ DARE UNA MANO

TORNIAMO AL LENTISCO, UNA PIANTA E UN OLIO ALLEATI DEL BENESSERE

PREPARIAMOLO IN CASA. Oleoliti e unguenti di rosmarino, lavanda e iperico


53 SOMMARIO_Layout 2 09/06/16 15.31 Pagina 04

Sommario NUTRIZIONE NATURALE pag. 12 Proteggiamo

la pelle a tavola pag. 18 Allergia alimentare: come

si scopre e si cura pag. 22 Quattro alternative

alle solite salsine

IL MONDO DELLE ERBE pag. 26 Tradizione cinese,

il calore nemico della prostata pag. 31 Ipertrofia prostatica,

le piante che curano pag. 36 L’olio del Lentisco

LE ALTRE MEDICINE

CI SALVERÀ UN FIORE pag. 40

Gli alleati naturali per combattere il panico

pag. 60 Padabyangam,

il massaggio del piede secondo l’India pag. 66 Daoyin, il Tao insegna

a muoversi

PREPARIAMOLO IN CASA pag. 78

Gli oleoliti medicali


53 SOMMARIO_Layout 2 09/06/16 12.58 Pagina 05

pag. 48

DOSSIER

Un giorno detox con i succhi verdi Introduzione Mettiamoci all’opera, come si procede? Estrattore acceso, le ricette più gettonate

RUBRICHE

Realizzare i supersucchi

Il periscopio pag. 8

Sulle ali di psiche pag. 10

Aromaterapia pag. 44

Scoperte in soffitta pag. 46

Omeopatia in azione pag. 72

I nostri amici animali pag. 76

Le ricette del mese pag. 82

Il mercato della salute pag. 84

Scelti per voi pag. 87

Libri e Web trend pag. 88

Annunci olistici pag. 92

L’ultima domanda pag. 98


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Nutrizione naturale

È la carta d’identità della nostra salute: per trattarla bene privilegiamo alcune categorie di alimenti. Carla Barzanò

Consigli pratici

Proteggiamo la pelle a tavola 12


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I

l menu gioca un ruolo importante per salvaguardare la pelle. La sua salute dipende, infatti, da un delicato equilibrio di sostanze: ormoni, grassi, proteine, vitamine, minerali, senza contare l’acqua, ingrediente vitalizzante e ringiovanente per eccellenza. L’influsso della dieta, del resto, è visibile: chi segue regimi troppo drastici – poveri, per esempio, di grassi e proteine – si trova spesso con una pelle sottile, ruvida e priva di elasticità.

Una miriade di funzioni Ma, prima di tutto, a cosa serve la pelle? Certo, contribuisce in modo determinante al nostro modo di apparire, ma non è solo un involucro esterno. Ci difende anche dall’ingresso di microbi potenzialmente patogeni, traumi e agenti chimici. Inoltre, previene la perdita di liquidi e partecipa alla regolazione della temperatura grazie alle ghiandole sudoripare. Come se non bastasse coordina la riposta immunitaria e ha un ruolo nella sintesi della vitamina D. Senza contare la sua funzione sensoriale, che la rende in grado di registrare e trasmettere stimoli tattili, termici, dolorifici, mentre nello strato più profondo percepisce segnali vibratori. La natura ha dotato la pelle di una straordinaria resistenza e capacità di rigenerarsi: le sue cellule si rinnovano ogni 4-6 settimane.

Le creme non bastano Anche se non sempre siamo consapevoli di tutte queste potenzialità, investiamo molte risorse per migliorare il nostro aspetto. Ottenere un’epidermide levigata e luminosa è un sogno che coltiviamo, talvolta a caro prezzo, con cosmetici dalle promesse accattivanti. Ma, spesso, creme e altri rimedi esterni non garantiscono una pelle sana e armoniosa. Il suo equilibrio, infatti, dipende principalmente dall’interno e rispecchia il nostro modo di vivere e quello che mangiamo.

L’integratore probiotico per prepararsi all'estate Reazioni allergiche, irritazioni, pigmentazioni irregolari e perdita di elasticità sono disturbi che in questa stagione possono accentuarsi. Alcuni integratori a base di ingredienti naturali aiutano a prevenirli rallentando il fisiologico processo di invecchiamento, favorito da diversi fattori legati a stress e ambiente. Quattro-sei settimane sono necessarie per rilevare i primi benefici. Il primo passo, spiega la dottoressa Barbara Aghina – biologa molecolare esperta di integratori alimentari e di prodotti nutraceutici – è sostenere la pelle migliorando l’equilibrio della flora batterica intestinale (eubiosi). La sua profonda azione “regolatoria”, benefica sul sistema immunitario della mucosa intestinale, si manifesta esternamente attraverso l’asse intestino-pelle, facilitando la regressione di eczemi, dermatiti, acne e disidratazione. Di conseguenza l'aspetto della cute appare più fresco, omogeneo e sano. Gli integratori probiotici di qualità contengono diverse varietà di Bifidobatteri e Lattobacilli selezionati, vitali e dotati di elevata capacità di colonizzare l’intestino interagendo in modo benefico su più tipologie di batteri nei diversi segmenti intestinali. Utile, inoltre, è l'aggiunta di biotina, vitamina che secondo numerosi studi scientifici ha un ruolo essenziale per sostenere il benessere e la salute della pelle, delle unghie e dei capelli.

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Nutrizione naturale

Puntiamo sui giusti alimenti Diverse ricerche hanno dimostrato che un menu ricco di principi attivi antiossidanti e di cibi capaci di proteggere l’intestino fa bene anche alla cute. Ortaggi, frutta e legumi, in particolare, meritano il posto d’onore nella lista della spesa per proteggere la pelle. Di seguito alcuni suggerimenti per goderne a pieno le proprietà. Seguiamoli almeno per alcuni mesi consecutivi.

Frutta e ortaggi freschi Grazie al pool di vitamine e minerali che contengono sono la quintessenza per una pelle elastica e vitale. Cinque porzioni al giorno, sia crude, sia cotte e di colori diversi, sono il minimo per assicurare l'effetto protettivo e rigenerante. A proposito di colori: ● rosso, arancio e giallo corrispondono alla presenza di licopeni, particolarmente utili per preparare la pelle all’esposizione al sole. Il consumo abituale di pomodori, melone, albicocche e carote aumenta di quattro volte la resistenza ai raggi ultravioletti. Resta ovviamente fondamentale usare adeguati filtri solari e non esporsi al sole nelle ore più calde. ● Viola e blu (ma anche rosso e arancio) – colori che caratterizzano, per esempio, mirtilli, lamponi, prugne, ciliegie, uva – assicurano poi un

buon apporto di flavonoidi, che mitigano gli effetti dannosi dell'inquinamento e prevengono le infiammazioni responsabili, fra le altre cose, dell’invecchiamento cutaneo. ● Il verde, in particolare di broccoli e spinaci, è una buona fonte di coenzima 10, sostanza coinvolta nella prevenzione della formazione dei radicali liberi, legata a fumo, sole e inquinamento. Quanto? A volontà (almeno cinque porzioni al giorno).

Tè verde È un’altra ottima fonte di flavonoidi e diverse ricerche hanno dimostrato che assumerne un litro al giorno aumenta la resistenza della pelle a batteri e sostanze inquinanti, rendendola, fra l'altro, più elastica e idratata. Quanto? Due o tre tazze al giorno: con un litro l’effetto è sicuro.

Tè verde

RIGENERIAMOLA CON L’ACIDO IALURONICO ● Di interesse per nutrire dall’interno la pelle e il tessuto connettivo che la sostiene sono anche gli integratori a base di acido ialuronico. Questa molecola vitale, naturalmente presente nell’organismo, dona tonicità ed elasticità anche alle delicate strutture del derma. La sua concentrazione, massima durante la giovinezza, tende a diminuire con il passare degli anni, determinando progressivamente l’assottigliamento della pelle e la comparsa di rughe.

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● I cibi più ricchi delle sostanze necessarie a sintetizzare acido ialuronico sono carne e parti cartilaginose (brodo, stufati e bolliti senza eliminare ossa e tendini), che peraltro non si collocano in testa alla lista degli ingredienti salutari ed ecologici. Nei menu più equilibrati si può contate anche su ortaggi, frutta e derivati della soia, fra cui latte e yogurt. ● Gli integratori che lo contengono aiutano quando la pelle mostra segni

di stanchezza, assottigliamento e perdita di elasticità, oppure prima delle vacanze, se è prevista una esposizione maggiore del solito agli agenti atmosferici. I migliori prodotti, di origine naturale e senza ingredienti animali, forniscono sodio ialoronato in aggiunta a piccole quantità di vitamine A, C, silicio, magnesio e componenti vegetali fra cui Malva e Griffonia simplicifolia, che facilitano l'assorbimento dei principi attivi.


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Cacao

Il consi’gelsitoate per l PUNTIAMO SUI SUCCHI DURANTE LA GIORNATA Potete prepararli con l’estrattore, e portarli in ufficio già pronti, in un termos refrigerato, oppure acquistare quelli preparati (senza conservanti ed edulcoranti) in un buon negozio di alimentazione naturale. In questo caso mescolatene due o tre tipi diversi e arricchiteli con acqua e succo di limone fresco. Provate in particolare: ● in mattinata succo di mirtilli e ribes: grazie agli antociani e alla vitamina C irrobustiscono i vasi sanguigni e i tessuti e stimolano la circolazione superficiale migliorando l’aspetto dell’incarnato. Inoltre, aiutano a disintossicare l’intestino.

● A pranzo e a cena, prima dei pasti, come aperitivo, favorite centrifugati di pomodoro e carota, che grazie a caroteni e licopeni hanno un effetto antiossidante e immunostimolante e rendono la pelle più resistente al sole. Al bar: scegliete succo di pomodoro e condite con succo di limone.

Cacao Fornisce epicatechina, flavonoide che migliora la microcircolazione cutanea favorendo, così, il trasporto delle sostanze nutritive e l’eliminazione delle scorie e assicurando una rigenerazione ottimale. Quanto? Il consumo abituale di dieci grammi al giorno di cacao amaro, in aggiunta, per esempio, alla frutta, sembra rendere l’epidermide meno ruvida e secca.

Yogurt

Olio extra vergine d’oliva, olio di germe di grano e di girasole

Ricco di proteine pregiate e zinco, assicura la salute della flora batterica intestinale, implicata nell’equilibrio della pelle. Quanto? Ne serve circa una tazza al giorno privilegiando quello fresco e intero. Alternate lo yogurt vaccino con yogurt di capra, pecora, mandorle e soia.

Alternati fra loro, garantiscono un connubio d’acidi grassi essenziali, in particolare acido linoleico, che rendono la pelle elastica e luminosa. Inoltre, sono una fonte di vitamina E, antiossidante che previene la formazione dei radicali liberi, fra i maggiori responsabili delle rughe. Quanto? Circa tre cucchiai al giorno, spremuti a freddo e crudi, alternando fra loro le varietà.

Semi oleosi In questa stagione scegliete girasole, zucca e sesamo che contengono – come l’olio che ne deriva – acidi grassi

Yogurt

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Nutrizione naturale

Semi di zucca Quanto? Due o tre porzioni la settimana di semi di soia precedentemente ammollati e bolliti, abbinati ai cereali, in alternativa a fagioli o altri legumi. Al loro posto, potete provare anche latte e latticini di soia. Nel menu di ogni giorno potete poi usare uno o due cucchiaini di tamari o altra salsa di soia biologica (senza glutammati!) per verdure e cereali.

Acqua

essenziali e irrancidiscono meno facilmente di noci e nocciole, più adatte, invece, in autunno e inverno. I semi oleosi rappresentano, fra le altre cose, una buona sorgente di proteine e di zinco nei menu vegetariani e vegani. Quanto? Usatene 1-2 cucchiai al giorno, nello yogurt del mattino e nelle insalate.

Aiuta a eliminare le tossine ed è indispensabile per favorire tutti gli scambi e le reazioni chimiche che servono a rigenerare la pelle. Inoltre, idrata in profondità. Utilizzatela al naturale, oligominerale, oppure in forma di succhi, centrifugati, frullati e infusi. Quanto? Ne servono fino a due litri al giorno, in aggiunta ai cibi più acquosi e dissetanti, come ortaggi e frutta. Bevetela a piū riprese, durante la giornata, senza però sforzarvi.

Soia

Fagiolini di soia

Contiene fitoestrogeni e proteine pregiate che contribuiscono al rinnovamento della pelle e sembra avere una azione benefica anche su unghie e capelli.

LA RICETTA

“Pappa" di cereali rigenerante per la prima colazione Con polline e lievito di birra che la arricchiscono di aminoacidi essenziali, enzimi, ferro, zinco e vitamine del gruppo B. Per una persona: la sera, prima di coricarvi, mettete 40-50 g di fiocchi di cereali misti integrali (avena, orzo, riso, grano saraceno) in una fondina. Unite un cucchiaino di polline e acqua quanto basta per coprire il tutto. Poco prima del consumo aggiungete 200 g di yogurt fresco intero, eventualmente di soia o di mandorle (a temperatura ambiente), 1 cucchiaino di lievito di birra, 1 cucchiaio di miele, 200 g di frutta di stagione fresca, il succo di ½ limone. Mescolate e consumate con tè verde a piacere.

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Il mondo delle erbe

r t a s o t e n r r a a l l a D L’OLIO DEL LENTISCO Andiamo alla riscoperta di uno dei tesori della Sardegna di cui, stranamente, si parla molto poco. Se ne ricava un olio pregiato ma anche una resina, un tempo molto ricercata. Chiara Firinu

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Nell’immagine, le bacche di Lentisco. Quando sono mature assumono un colore scuro

S

e il mastice di Chios è la perla dell’Egeo, l’olio di Lentisco è l’oro della Sardegna. Le sue proprietà nutrizionali, lenitive e cicatrizzanti lo rendono un rimedio di qualità superiore e un ottimo alimento. Assolutamente da riscoprire, spieghiamo per quale motivo.

Splendore mediterraneo Grecia, Tunisia, Algeria, Italia… terre baciate dal sole, dal vento e dal mare. Un ambiente, quello del Mediterraneo, che ha selezionato un particolare tipo di flora, unica al mondo. L’Italia non ha nulla da invidiare alle terre africane: tuttora abbiamo mirti, ginepri, cisti, corbezzoli e ancora ginestre, ulivi, olivastri, fichi d’India, agavi, agrumi, elicrisi e quant’altro. Ma forse ci stiamo dimenticando qualcosa: meno conosciuto è un arbusto sempreverde che popola in abbondanza la terra di Sardegna. Si chiama Lentisco (Pistacia lentiscus).

Una bacca particolare È parente del Pistacchio ma anche del Mango e dell’Anacardo, cioè le piante della famiglia delle Anacardiaceae. La bacca del Lentisco ha una gradazione rosso scura, così scura da apparire quasi nera quando raggiunge la sua completa maturazione. Il sapore delle bacche è intenso, resinoso, pungente, astringente e allappante (significa che "lega" la lingua e il palato, ndr).


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Il mondo delle erbe

UNA PIANTA SATURNINA Essenze, legno e olio Del Lentisco si usa davvero tutto. Dalle foglie si estrae un olio essenziale con proprietà antisettiche e balsamiche; il suo legno viene utilizzato per produrre carbone vegetale e per riscaldare (è lento nel bruciare e fornisce molto calore); dalle drupe si ricava un olio pregiato che si presume risalga all’epoca nuragica sarda: a Barumini, in Sardegna, gli scavi archeologici hanno individuato un luogo dove pare avvenisse la pestatura delle drupe.

Il mastice di Chios (la resina) Il Lentisco è conosciuto soprattutto per la sua resina, oggi prodotta esclusivamente sull’isola greca di Chio (da qui il nome di "mastice di Chios"). Solo nelle

Le piante governate dall’archetipo Saturno hanno legni profumati, che faticano a rovinarsi e sono molto resistenti alle intemperie. Presentano frutti dalle bacche nerastre e hanno proprietà astringenti e coagulanti, incorruttibili e imputrescibili. Tutte proprietà manifeste nella pianta del Lentisco. condizioni climatiche presenti su quest’isola, infatti, la pianta riesce a produrre la cosiddetta “perla del mar Egeo”. Questa resina si ottiene incidendo il fusto della pianta di Lentisco, dal quale essuda la resina, di consistenza collosa che poi solidifica. Lo stesso processo si riscontra in altre piante che pro-

Un olio buonissimo: anche un rimedio per pelle e capelli Diversi ricercatori stanno rivalorizzando il Lentisco che, incredibilmente, era caduto nel dimenticatoio. Si conosceva fin dai tempi di Ippocrate, Dioscoride e Plinio che ne citano le innumerevoli proprietà benefiche. Non era strano per loro associare la pianta del Lentisco al pianeta Saturno, governatore della stessa. La scienza nutrizionale moderna ha acclarato le seguenti proprietà: ● Quando lo mettiamo nel piatto L’olio è ricco di vitamina

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E, omega 6 e omega 3, cioè quello che ricerchiamo nei tanto decantati oli di pesce. Questi acidi grassi sono per loro natura costituenti delle membrane cellulari e concorrono a rendere quest’olio un buon alleato per la pelle sia nell’uso cosmetico, sia nell’uso alimentare. In cucina, benché un tempo molto utilizzato, sono ancora pochi gli

chef che lo utilizzano (ma diamogli tempo: arriveranno...). ● Per la pelle Un ottimo cicatrizzante: si applica su scottature solari e bruciature. Si usa anche per vari disequilibri cutanei: dai foruncoli (abbinato a cera d’api) alle dermatosi, agli eczemi e molto altro. Dopo l’applicazione non rimane untuosità perché l’olio viene assorbito

totalmente con un leggero massaggio. Lenitivo nelle irritazioni dopo l’epilazione anche sulle zone più sensibili. ● Per i capelli L’olio di Lentisco risulta estremamente efficace come impacco ristrutturante e nutriente per i capelli. Olio sui capelli? Sì, non è una novità: la tradizione indiana la considerava una pratica salutistica e naturale oltre che estetica. Capelli morbidi, setosi e più lucenti. L’olio di Lentisco ha proprietà di questo tipo, rigeneranti e ricostituenti per la capigliatura. Dona consistenza, lucentezza e rinforza il capello senza appesantirlo. Bene dopo le vacanze estive quando, per essere stati esposti a sole e salsedine, i capelli soffrono.


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ducono resine, come ad esempio Boswellia Sacra da cui si estrae l’Incenso e Commiphora Myrrha da cui si ricava la Mirra. Ma forse ci siamo persi qualcosa: nel Mediterraneo, infatti, era abitudine bruciare la resina di Lentisco così come l’Incenso e la Mirra (anche insieme) per gli effetti sanificanti, balsamici, “sacri”, equiparabili alle fumigazioni.

Un antico rimedio popolare Diverse sono le leggende e le antiche usanze che accompagnano questo prezioso bene della Grecia, dove un tempo i ladri di mastice venivano puniti con multe salate o addirittura con l’amputazione di un orecchio, del naso, fino ad arrivare all’impiccagione. Da quelle parti, fin dai tempi più antichi, si usava masticare il mastice (ovvero la resina del Lentisco) per il potere disinfiammante e astringente su denti e gengive, e per l’azione purificante, rinfrescante di tutto il cavo orale (proprietà molto note in campo odontoiatrico). Lo stesso avveniva in Sardegna secondo la tradizione popolare: si masticava qualche bacca di Lentisco per ottenere gli stessi effetti risananti.

L’oro della Sardegna Ma veniamo a noi: abbiamo affermato che “l’olio di Lentisco è l’oro della Sardegna”. Perché diciamo questo? Perché è un vero dono della natura, noto fin dall'antichità, e pieno di virtù salutari. L’antica tradizione lo vedeva impiegato in cucina come succedaneo dell’olio di oliva. Veniva usato anche per la frittura perché ha un elevato punto di fumo, persino maggiore dell’olio d’oliva.

La produzione della Chessa Le drupe della Chessa (il Lentisco in lingua sarda) ancora oggi come un tempo si mettono a bollire in acqua e portate a spremitura a freddo con un procedimento simile alla spremitura delle olive per estrarne l’olio (“s’ozu lentischinu” per i sardi). Ovviamente, per mantenere e preservare tutte le qualità e le proprietà di un olio così pregiato, bisogna agire solo con spremitura a freddo e con mezzi meccanici. L’olio si presenta con un colore tra il verde e il giallo molto intenso, un profumo balsamico, resinoso, pungente e dal carattere deciso. Sentiamo la magia della terra sarda con i suoi aromi trasportati dal vento ed esaltati dal calore del sole. Perché ricerchiamo prodotti esotici di dubbia provenienza e qualità? Torniamo al Lentisco, una delle erbe sotto casa nostra.

UNA LEGGENDA DELL’ISOLA DI CHIOS

Il Lentisco e la figlia del Sultano «Una giovane fanciulla – la figlia del Sultano – si innamorò perdutamente di un giovane incontrato nei pressi di un arbusto dal profumo intenso. Ogni giorno, uscendo dal palazzo correva al luogo del primo incontro, dove il Lentisco, con il suo profumo, coronava il sogno dei due giovani innamorati. Un brutto giorno, sotto il Lentisco, la ragazza non trovò nessuno. Attese inutilmente per lunghe ore, ma il giovane non ritornò. Per giorni la fanciulla sperò di rivederlo e si distrusse dal dolore, ma a nulla valsero le lacrime. Il Sultano, messo a conoscenza del fatto, cercò di consolare la figlia, ma tutti i tentativi andarono a vuoto. La sua adorata figlia rischiava di morire dal dolore. Fu allora che il Sultano ordinò di piantare in tutta l’isola gli arbusti di Lentisco. Si pensò che il giovane si fosse perduto durante una spedizione in altre terre: il profumo intenso forse avrebbe potuto guidarlo a casa, per ridare all'innamorata la voglia di vivere. E così accadde. Quando la figlia poté riabbracciare il suo amato, fu travolta dalla gioia. Ma, dopo aver tanto pianto, non aveva più lacrime da spendere. Gli alberi, impressionati dal sentimento di questa giovane fanciulla, che non riusciva più a piangere, “piansero” per lei perle di resina. Da quel lontano giorno, solo a Chios, gli alberi di Lentisco producono la resina pregiata, testimoni di un così grande amore. Correva l’anno 700».

La resina del Lentisco da cui si ricava il Mastice di Chios, la perla dell’Egeo.

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Dossier

La giornata detox coni SUCCHI VERDI n succo di mela o di carota va benissimo, ma la Natura ha molto altro da offrirci, molto di più. Perché, ad esempio, non puntare sul “verde”? Questo colore, tipico di tante verdure, presenta un vantaggio: segnala la presenza di un vero e proprio arsenale di molecole detox e, solitamente, apporta una quantità minore di zuccheri.

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Mettiamoci all’opera, come si procede?

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Estrattore acceso, le ricette più gettonate

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Realizzare i supersucchi

a cura della redazione


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Un giorno detox

Non chiediamo troppo a noi stessi Parliamo allora di depurazione con i succhi verdi. Le diete disintossicanti prevedono una pausa dell’alimentazione quotidiana e, spesso, il consumo di succhi per un certo numero di giorni. In molti casi sentiamo proporre schemi rigorosissimi – faticosi, lunghi digiuni – e restrizioni protratte nel tempo. Può avere un senso a patto di usare la testa: non sono privi di rischi per alcune categorie di persone e, spesso, “respingono” invece di “attrarre”. Serve a poco impegnarsi in simili imprese per poi abbandonare ogni buon proposito in quanto… ”non fa per noi”. Perché invece non scegliamo una strategia più sostenibile? Una giornata o due a base di succhi

BENEFICI AD AMPIO RAGGIO

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Vocazione disintossicante I succhi verdi ricavati dalle verdure sono ricchissimi di sostanze detox, a cominciare dalla clorofilla. Ma anche di vitamine, minerali, enzimi, aminoacidi e antiossidanti. Molti composti si legano alle tossine e le eliminano, altri accendono gli enzimi cellulari deputati alla disintossicazione, altri ancora neutralizzano l’azione nefasta delle scorie che si accumulano nell’organismo.

2

Alcalinizzare Ma nel “verde” non ci sono solo i nutrienti. Le verdure, insieme ai legumi e ai semi oleosi, costituiscono la base della cosiddetta “dieta

Perché i succhi verdi?

alcalina”. Ridurre l’ambiente acido in cui lavorano le nostre cellule vuol dire metterle al riparo da vari tipi di danni tossici (all’origine di un gran numero di malattie).

3

Il digerente ringrazia Sono facilmente digeribili: non gravano sul processo digestivo che, quindi, viene alleggerito dai gravosi compiti cui spesso lo sottoponiamo. In questo modo liberiamo energia per altre funzioni.

4

Più energia e anti-aging Detox significa anche

recuperare le forze, migliorare le nostre capacità di resistenza a stress e sforzi fisici o mentali. Insomma, ricaricare le batterie. Ma non solo: quando prendiamo i succhi, di fatto, stiamo adottando una strategia anti-aging e persino... cosmetica.

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Schemi più complessi Non parliamo in questo dossierino dei “lunghi semi-digiuni” a base di succhi. Troppo impegnativi per essere trattati qui. Ci sono proposte mirate su colon e intestino, sul fegato, sulla pelle, sui metalli pesanti, per micosi o dermatiti, e molto altro.

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Dossier

ogni tanto: non esistono regole fisse. Seguiamo anzi le nostre preferenze, proviamo ad esplorare i gusti naturali e troviamo i giusti abbinamenti tra i vegetali. È tutto di guadagnato per noi.

A digiuno per un giorno E con i cibi solidi come la mettiamo? Su questo punto le varie scuole discutono animatamente: stop totale oppure è consentito mangiare qualcosa? Certamente, bisogna ridurre la quantità di alimenti ma non è detto che si debba per forza digiunare. Meno mangiamo durante la nostra giornata detox più risparmiamo energie solitamente consumate dalla digestione. Quest’energia quindi si rende disponibile per altre funzioni fisiologiche, tra cui quelle che il nostro organismo dedica all’auto-depurazione: a volte, pur tagliando zuccheri, grassi e altri combustibili calorici ci sentiamo persino più in forza.

Sì, possiamo mangiare qualcosa D’altro canto, le diete depurative rompono con la routine alimentare quotidiana. Può subentrare una sensazione di fame, manca qualcosa da mettere sotto i denti. Per questo motivo, se ne sentiamo il bisogno mangiamo pure qualcosa. A patto, però, di evi-

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tare alimenti pesanti, ricchi di grassi e calorie. Dunque, niente cibi pre-confezionati e industriali, caricati di ogni tipo di sostanze. Magari addentiamo una mela oppure prepariamoci una tazza di quinoa con avocado. Oppure un’insalata, una zuppa vegetale… La regola è molto semplice: “meno è meglio” e, nel caso, preferiamo alimenti semplici e naturali.

Non tutto e subito Su un punto vorremmo attirare la vostra attenzione: una giornata dedicata solo ai succhi non richiede una particolare preparazione. È anche possibile prolungare il periodo di “semi-digiuno” fino a due giorni, di solito senza particolari problemi: ognuno reagisce in modo diverso. Molto dipende anche da come solitamente ci nutriamo: se siamo abituati a uno stile alimentare pesante, risulterà più faticoso darci uno stop. Se, però, intendiamo prolungare il periodo di depurazione, è opportuno prepararsi: durante i giorni precedenti iniziamo a ridurre le porzioni, optiamo per alimenti via via più leggeri e limitiamo l’apporto di cibi calorici. «Se passate all’improvviso da un’alimentazione occidentale standard a un digiuno di diversi giorni – avverte la nutrizionista Cherie Calbom, conosciuta in America per la sua scuola detox – non


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Un giorno detox

Il detox non si fa con la frutta Meglio mangiarla intera o frullarla: non estrarne il succo. A differenza delle verdure, la frutta spesso contiene un’elevata quantità di zuccheri, perciò è bene assumerla insieme alla sua fibra che rallenta l’assorbimento del glucosio. Se estraiamo il succo rimuoviamo completamente la fibra insolubile. Il ché è da evitare.

MENO SUCCHI DI FRUTTA In ottica detox è bene quindi limitare i succhi di frutta: mangiamo il frutto intero o frulliamolo. Ciò non toglie che qualche frutto si possa introdurre nell’estrattore insieme alle verdure, possibilmente non oltre il 20% della quantità totale.

FRUTTA NO-LIMITS stupitevi se poi vi sentite così male da giurare che non lo rifarete mai più. È la cosiddetta “crisi di guarigione”. Molti si concedono un’abbuffata prima di mettersi a digiuno ma decisamente non è affatto una buona idea».

Per alcuni tipi di frutta, però, non esiste una limitazione alla quantità di succo che possiamo assumere. In particolare, via libera a limone, lime, pompelmo, frutti di bosco e mela verde.

La crisi di guarigione Chi ha accumulato troppe tossine può incappare, durante il digiuno con i succhi, in una “crisi di guarigione”, anche detta “reazione di Herxheimer”. È causata dal fatto che le tossine, espulse dai depositi dell’organismo, entrano in circolo provocando effetti indesiderati come cefalea, lingua bianca e impastata, nausea, eruzioni cutanee, stanchezza, stitichezza o diarrea e cambiamenti di umore. In genere, è una crisi momentanea e va interpretata in senso positivo: significa che stiamo eliminando “robaccia”. Se siamo molto intossicati da un regime alimentare errato, siamo anche più esposti al rischio di incorrere in questi fastidiosi sintomi. Per questo è bene procedere gradualmente, senza porsi obiettivi troppo ambiziosi all’inizio: è raro che la crisi si verifichi limitando il periodo detox ad un solo giorno o due. Se però lo facciamo regolarmente, magari una volta alla settimana o quando possiamo, procederemo sulla strada giusta della depurazione assicurandocene tutti i benefici.

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