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Periodico mensile – Anno VI, numero 53/2016 – €

Poste Italiane - Sped. in A.P. DL 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI

3,50

GIUGNO 2016

MAGAZINE

LA SALUTE NATURALE RACCONTATA DAGLI ESPERTI

n. 53 MAGAZINE OSSA PIÙ ROBUSTE Con l’equiseto si contrasta l’osteoporosi

Elisir a tavola Perché il peperoncino fa così bene?

DOS S IE R

OM

LE “ERBE MAESTRO” Le terapie dei guaritori dell’Amazzonia

Il suono più potente dell’universo

PROBLEMA REFLUSSO

AROMATERAPIA

IDEA DAL GIAPPONE

CONSIGLI NUTRIZIONALI: GLI ALIMENTI DA EVITARE E QUELLI DA PREFERIRE

COCKTAIL DI OLI ESSENZIALI PER ALLEVIARE I SINTOMI DELL’ALLERGIA PRIMAVERILE

LA BELLEZZA SINONIMO DI SALUTE: LASCIAMOCI SCEGLIERE DA UN FIORE

PREPARIAMOLO IN CASA. Escursioni all’aria aperta: spazio alla schiscetta vegan


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Sommario NUTRIZIONE NATURALE pag. 12 Un insidioso reflusso pag. 16 Il maestoso ritorno

del peperoncino pag. 20 La scienza del purè

(non solo patate)

IL MONDO DELLE ERBE pag. 24 Le piante

della passione pag. 28 Quel fiore che ci sceglie pag. 32 Ossa più robuste

grazie all’Equiseto

LE ALTRE MEDICINE

AROMATERAPIA pag. 36

Il cocktail coreano contro l’allergia primaverile

pag. 58 Avrah Ka Dabra,

il potere creativo della parola pag. 64 Le piante intelligenti

I NOSTRI AMICI ANIMALI pag. 74

dell’Amazzonia

La digitopressione per gatti in difficoltà

PREPARIAMOLO IN CASA pag. 78

Schiscette vegan


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pag. 42

DOSSIER

OM, il suono più potente dell’universo

RUBRICHE

Introduzione al bija mantra Il potere terapeutico dei mantra dell’Himalaya Il Nyasa dei suoni Il mantra come strumento di guarigione

Il periscopio

Il giramondo pag. 82

pag. 8

Psicoterapia per tutti i giorni

Le ricette del mese pag. 84

pag. 10

Scoperte in soffitta pag. 40

Omeopatia per i bambini pag. 70

Libri

Il mercato della salute pag. 91

Scelti per voi pag. 93

Annunci olistici pag. 86

Web trend pag. 89

pag. 94

L’ultima domanda pag. 98


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Nutrizione naturale

MANGIARE PICCANTE

Il maestoso ritorno del

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PEPERONCINO


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Non che sia mai sparito dai nostri piatti ma, di recente, l’ingrediente “hot” per eccellenza è al centro dell’attenzione per le sue proprietà preventive. Che cosa c’è di nuovo? Fabio Fioravanti

È

un momento d’oro per il peperoncino: titoli sui giornali ne decantano le proprietà salutari. Addirittura si parla di lui come di un ingrediente per aumentare l’aspettativa di vita. Che cosa sta succedendo? Tante cose. Ma prima di tutto hanno suscitato grande interesse i risultati di un enorme studio effettuato in Cina: il consumo di cibi resi piccanti dal peperoncino sembra abbattere il rischio di morte.

Risultato a sorpresa L’indagine è stata condotta dalle università di Harvard e Pechino avvalendosi della collaborazione di mezzo milione di cinesi. I quali sono stati sottoposti a un questionario: “Quante volte alla settimane mangi cibi contenenti peperoncino?” Nel periodo di studio (2004-2013) ventimila di quelle persone sono decedute. È stato quindi facile per i ricercatori verificare se esisteva una correlazione tra il rischio di


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Nutrizione naturale

la quantità di peperoncino consumata. E, in effetti, chi aveva mangiato piccante per 1 o 2 volte alla settimana ha beneficiato di una riduzione del rischio pari al 10% rispetto a chi non ne aveva mangiato affatto. Scegliendo pasti hot per 3-7 volte alla settimana il rischio di morte era ancora più basso: meno 14%. La protezione si esplica soprattutto sulle cause legate al diabete e ai tumori.

IL MESSAGGIO DA PORTARE A CASA

Altri effetti benefici

Ma probabilmente è solo la punta dell’iceberg. La capsaicina appare anche in grado di ridurre l’infiammazione, ● Usare il peperoncino di migliorare lo stato metabolico, di almeno due volte alla promuovere il dimagrimento e risulta settimana. salutare per i microrganismi “buoni” ● È importante che sia che popolano il nostro intestino (e tra accompagnato da un po’ l’altro è anche un digestivo). Inoltre, di grassi: l’extravergine come fanno notare gli esperti, la capd’oliva va benissimo. saicina non è l’unica sostanza conte● Evitiamo in caso di nuta nel peperoncino: si sospetta che gastrite e reflusso la sua azione benefica avvenga grazie Capsaicina blocca-tumori gastroesofageo. all’interazione con altre molecole (caSebbene gli scienziati non ritengano rotene, vitamine e antiossidanti). ancora definitivi tali risultati, ci sono Siamo di fronte a una vera e propria “scienza del pealtri buoni motivi per introdurre il peperoncino nella peroncino”. A proposito, un consiglio: la capsaicina dieta (senza esagerare). Ci si chiede come fa il peè solubile nei grassi e in questo modo riesce a peperoncino ad essere così benefico per l’organismo. netrare nei tessuti del corpo. Quindi è bene che i noGli studi ruotano attorno alla capsaicina, ovvero la stri pasti piccanti contengano una certa quota di sostanza responsabile del gusto piccante (più è picgrassi. Anche una moderata assunzione di alcol aiuta cante, più contiene capsaicina). Alcune ricerche, ad assorbire la capsaicina. come quelle di David Popovich, della Massey University, Nuova Zelanda, hanno dimostrato che la capsaicina rallenta la crescita delle cellule tumorali in Nella medicina popolare americana provetta. Sembra, addirittura, che le induca a suiciNaturalmente, il peperoncino è un ingrediente tradidarsi: un meccanismo denominato “apoptosi”. «Noi zionale della sua terra d’origine: l’America centrale e scienziati pensiamo che la capsaicina e altri compomeridionale. I primi conquistadores riferirono che sti contenuti nei vegetali aiutino a prevenire il cancro Maya e Aztechi lo mettevano dappertutto. Se ne faanche in questo modo: stimolando il suicidio delle ceva anche una medicina consistente in una zuppa di cellule maligne», spiega Popovich. mais cotto in acqua fortificata con forti dosi di

Un po’ di storia

DA CRISTOFORO COLOMBO ALLA PAPRIKA DEL GULASH ➜ In Messico hanno iniziato a coltivarlo circa seimila anni fa. Al netto di ogni storia alternativa (peraltro non così improbabile), il primo europeo ad incontrare il peperoncino fu probabilmente Cristoforo Colombo: fu lui a chiamare così questi inediti frutti. Gli ricordavano, infatti, il gusto piccante del pepe, che però appartiene a tutt’altro genere (Piper non Capsicum). Secondo le cronache, il primo peperoncino ad arrivare in Europa fu portato da Diego Alvarez Chanca, medico di bordo durante il secondo viaggio di Colombo verso l’America. ➜ Furono, però, i portoghesi a portare il peperoncino verso l’Estremo oriente, nei paesi che attualmente sono i maggiori produttori (e consumatori) di questo alimento. Dall’India, poi, il vegetale fece il percorso inverso. Sbarcò in Turchia e, attraverso la dominazione ottomana, si affermò in Ungheria dove lasciò il segno sotto forma di paprika e di… gulash.

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Ma non trascuriamo il pepe A differenza del peperoncino anche gli antichi Romani conoscevano il pepe (e ne andavano ghiotti). I frutti di questa pianta (Piper nigrum) contengono non solo la capsaicina ma anche la piperina, altra sostanza da non sottovalutare. È noto che aumenta la secrezione degli acidi gastrici, favorendo la digestione e contribuisce a contenere i livelli di grassi nel sangue. In più, appare protettiva contro le lesioni cancerose e ha un leggero effetto antidepressivo. Dunque, sì al pepe sui nostri piatti, in particolare insieme alla curcuma di cui favorisce la biodisponibilità dei preziosi principi attivi.

“chilli”, il nome del peperoncino nell’antica lingua Nahuatl. La pozione era proposta per curare tossi e raffreddori, per rafforzare il corpo e alleviare la depressione. Presso i nativi dell’Arizona, invece, i peperoncini selvatici venivano raccolti, bolliti e dati da bere ai malati per indurre la sudorazione: dopodiché il rito prevedeva una tazza di acqua marina, potente purgante. Non mancavano riferimenti di natura religiosa: gli eredi degli Aztechi sospettavano che chi si asteneva dal mangiare il peperoncino fosse uno… stregone da tenere alla larga.

Punge i mammiferi ma non gli uccelli Dal punto di vista botanico si parla del genere Capsicum (dalla parola greca kapos, morso). Il genere comprende 5 specie domesticate, a loro volta suddivise in molte varietà (tra cui il peperone). Tra le più famose il pepe di Cayenna, il tabasco, il jalapenos e il famoso habanero, originario di Cuba e il più ardente di tutti. È interessante notare come la Natura, ancora una volta, abbia fatto le cose per bene. Il gusto piccante viene percepito dai mammiferi e li respinge: il peperoncino si protegge in questo modo dai loro succhi gastrici che distruggerebbero i semini. Gli uccelli invece non fanno una piega, se ne servono tranquillamente ma i semi una volta inghiottiti non vengono distrutti: anzi, l’uccello, volando qua e là, contribuisce a disseminarli nell’ambiente.

Ricetta

La polvere di Chili Un insaporitore popolare in svariate tradizioni culinarie: tex-mex, indiana, cinese, thai e coreana. Si tratta di unire le polveri di peperoncino di Cayenna (mezzo cucchiaio), paprika (2 cucchiai), origano (2 cucchiai), cumino (mezzo cucchiaio), polvere d’aglio (mezzo cucchiaio), polvere di cipolla (un pizzico). Conservare al buio in luogo asciutto. ● Variante: aggiungere 2 peperoncini “ancho” al posto della paprika. ➜ Da sapere La straordinaria diffusione delle spezie piccanti si deve anche al loro potere antimicrobico ad ampio spettro. Oltre alla polvere di Chili, ricordiamo la miscela francese Quattro spezie (pepe, aglio, zenzero e noce moscata) spesso usata per preparare le salsicce, o anche il curry e la pickling spice a base di senape, coriandolo, aglio e cannella.

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53 dossier 1_Layout 2 06/05/16 15.57 Pagina 42

Dossier

pag. 42

Il suono più potente dell’universo pag. 46

Il potere terapeutico dei mantra dell’Himalaya

Nell’immagine il suono dell’OM in lingua sanscrita.

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pag. 50

Il Nyasa dei suoni pag. 54

Il mantra come strumento di guarigione


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Il suono più potente dell’universo

OM Il suono più potente dell’universo È la vibrazione originaria, al centro delle religioni dell’India. «A migliaia si recano in pellegrinaggio alle sorgenti del Gange», scriveva Swami Nirmalananda Giri. «Tali pellegrinaggi sono esternalizzazioni del pellegrinaggio dello Spirito, che si compie risalendo il fiume interiore dell’OM fino alla sua Sorgente». Uno strumento, dunque, di riconnessione con il Divino e con l’intera creazione. Perché Dio – specificava Swami Kriyananda – proietta l’universo tramite la vibrazione.

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Omeopatia per bambini

Nunzio Chiaramida

TV, COMPUTER E VIDEOGIOCHI:

eccessi dannosi per i piccoli 70

Proiettati fuori dalla realtà , i bambini sono esposti al rischio di disturbi e dipendenze: proteggiamoli anche con l’omeopatia.


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N

on appena tornati da scuola si mettono davanti ad uno schermo di televisione o di computer e ci restano ore ogni giorno. Così facendo molti bambini iniziano a presentare una serie di disturbi che limitano la loro vitalità. Inoltre alcuni bambini molto piccoli vengono a contatto sempre più spesso con videogiochi in cellulari e tablet, esponendosi già in età molto precoce a tali agenti.

Distacco dal mondo reale Lo schermo crea una barriera tra il mondo reale e il bambino, condizionando la capacità di ideazione e la fantasia da cui deriverà la sua creatività e le possibilità di dare un contributo alla società quando sarà adulto. Troppi stimoli e un rapporto non equilibrato con i computer possono creare problemi che, specialmente negli adolescenti, aprono la strada a patologie come la IAD (Internet Addiction Disorder) o sindrome da dipendenza da internet che è al vaglio degli psichiatri per essere inserita nel DSM V, il sistema di classificazione dei disturbi mentali più utilizzato a livello internazionale. Secondo Goldberg – lo psichiatra americano che per primo ha proposto tale definizione – si manifesterebbe una vera e propria dipendenza come quella da sostanze.

L’abuso di videogiochi Alcuni psichiatri hanno identificato anche una sindrome da dipendenza da videogiochi: bambini anche molto piccoli manifesterebbero un bisogno

compulsivo di dedicarsi ai videogiochi. L’abuso di videogiochi limita la capacità di affrontare la vita reale e il dialogo con i familiari oltre a poter causare, come riportano anche le avvertenze allegate alle confezioni delle console da gioco, una serie di possibili disturbi, in particolare nei bambini più sensibili. Trascorrere molte ore davanti al computer può condurre alla “Computer vision syndrome” o sindrome da visione al computer, che è stata identificata dall’American optometric association con sintomi quali sensibilità alla luce, appannamento della vista, secchezza degli occhi e mal di testa.

L’omeopatia viene in aiuto Per contrastare i possibili disturbi e utilizzare in modo proficuo la televisione e il computer o i videogiochi è bene cercare di limitare il tempo dedicato a queste attività o quanto meno bilanciarlo con altrettanta attività all’aria aperta. Passeggiare nel verde scarica tante tensioni che possono accumularsi nell’organismo. Anche l’omeopatia potrà aiutare i bambini nel superare le difficoltà di un cattivo rapporto con videogiochi e computer, liberandoli dal pericolo di rimanere bloccati in un mondo irreale che non è il loro. L’omeopatia è utile anche ai genitori nel riappropriarsi degli spazi educativi e relazionali con i propri figli consentendo di recuperare una maggiore consapevolezza della posta in gioco in un rapporto familiare più sereno.

Ruta graveolens per occhi arrossati La Ruta in forma omeopatica è un grande rimedio per i disturbi da computer e televisione. È utile sia per i dolori alla colonna vertebrale e al collo da errata postura, sia per i disturbi visivi e l’affaticamento che consegue al trascorrere molte ore davanti ad uno schermo. È anche uno dei rimedi principali per la “Sindrome da visione al computer”: gli occhi si arrossano, bruciano per lo sforzo prolungato e la vista si annebbia con lacrimazione e palpebre che manifestano tremori. Da tenere presente anche in caso di dolore ai tendini del polso per l’uso eccessivo di mouse, cellulari o tablet touchscreen.

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Omeopatia per bambini

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rimedi omeopatici per proteggerli dallo schermo Scegliete il rimedio più indicato in base alle caratteristiche del bambino e ai disturbi dovuti all’ossessione per computer, tablet, cellulari e videogiochi.

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Sin da piccoli patiti del computer, passano tanto tempo davanti allo schermo; l’insicurezza li spinge verso i pc o i tablet che utilizzano per fare i compiti o per cercare una risposta alle loro incertezze; superano brillantemente le prove scritte mentre le interrogazioni li mandano in crisi non potendo appoggiarsi al loro computer. Il silicio, che è la base dei processori dei computer, utilizzato in modo omeopatico, aiuterà questi bambini ansiosi e nervosi perché insicuri. Sono bambini deboli, che si stancano facilmente e diventano nervosi. Silicea curerà l’irritabilità legata alla stanchezza e consentirà loro di riprendere una vita serena e tranquilla.

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Kali phosphoricum Per gli studenti che consumano molta energia nervosa e sono sottoposti a molto stress mentale passando tanto tempo davanti al pc per studiare o per videogiochi del tipo sparatutto competitivi o picchiaduro. Questo rimedio permette di recuperare rapidamente le energie nervose e la stanchezza mentale, e combatte

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guscio dell’ostrica da cui deriva il rimedio che gli dà un senso di protezione dalle presunte insidie del mondo esterno. Il guardare troppo la televisione gli causa mal di testa e confusione. Il rimedio previene la ipereccitabilità nervosa di questi bambini.

Silicea

Il silicio dei computer è alla base del rimedio Silicea utile per i disturbi… da computer.

l’esaurimento nervoso di questi bambini. Li riconosciamo perché diventano nevrastenici e possono manifestare spasmi, tremori o anche formicolii e intorpidimento delle mani da eccessivo uso di controller.

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Calcarea carbonica Chi può beneficiare di Calcarea è il bambino sedentario, sempre davanti alla televisione e al computer. Dopo aver passato diverso tempo davanti ai videogiochi non dorme la notte, tende a svegliarsi in preda ad ansia e paura con incubi e allucinazioni; tuttavia lo schermo davanti a lui diventa come il

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Phosphorus

Tradizionalmente è un rimedio in grado di contrastare gli effetti delle cariche elettrostatiche presenti nell’ambiente come accade prima dei temporali. Tutti i sintomi simili a ciò che si verifica all’avvicinarsi di un temporale come mal di testa, vertigini, nausea, irrequietezza, ansia possono essere curati da questa preparazione omeopatica. I bambini che hanno Phosphorus come rimedio costituzionale risultano, inoltre, particolarmente sensibili agli effetti delle radiazioni elettromagnetiche e ne risentono molto quando vi sono esposti per lungo tempo.

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Radium bromatum

Altro rimedio da tenere in considerazione per l’eccesso di esposizione all’elettromagnetismo in bambini meteoropatici (cioè che risentono delle condizioni del


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tempo atmosferico) ed irrequieti. Soffrono di mal di testa specialmente alla regione della nuca e manifestano spesso disturbi alla vista, vertigini e nausea. Migliorano all’aria aperta e passeggiando. La testa si surriscalda quando sono davanti al computer o alla televisione, la bocca è secca e non hanno appetito. Non riescono a pensare chiaramente e tendono ad essere prostrati, abbattuti e depressi.

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Medorrhinum

Questo rimedio può essere utile in quei bambini e ragazzi che si mettono davanti allo schermo di un computer o alla televisione di sera e non andrebbero mai a letto. L’eccesso di input e di informazioni che arrivano loro è tale da mandarli in tilt creando un blocco e una difficoltà nella vita relazionale quotidiana. Più sono irrequieti e irritabili e più si dedicano a televisione e pc. Spesso hanno una fame

smodata, dolori alle gambe e desiderio di agrumi. ● Ricordiamo che la scelta del giusto rimedio omeopatico da somministrare ai propri figli, può contribuire a interrompere una spirale dannosa. Più i bambini si abituano agli “schermi”, più sarà difficile riportarli nel mondo reale. Ma, oltre a questo, consideriamo anche i rischi legati alle radiazioni elettromagnetiche (ne parliamo qui sotto, ndr).

Radiazioni elettromagnetiche: come possiamo tutelarci? Anche l’eccesso di esposizione all’inquinamento elettromagnetico, specialmente nei bambini, è al centro del dibattito scientifico internazionale per la possibilità di una serie di rischi e disturbi: il gruppo di lavoro dell’Agenzia Internazionale della Ricerca sul Cancro (IARC) definisce le radiazioni emesse dalla telefonia mobile come “possibilmente cancerogene per l’uomo”: in particolare si teme che comportino rischi di sviluppo di tumori cerebrali come il glioma. In passato si era anche discusso dei rischi associati ai campi elettromagnetici emessi da elettrodotti ed elettrodomestici. In più, alcune persone sensibili possono sviluppare la cosiddetta “Electromagnetic hypersensitivity” caratterizzata da svariati disturbi. Per tutelarci ecco alcune norme da seguire: ● I bimbi, soprattutto maschi, non dovrebbero tenere il tablet o notebook sulle ginocchia per molto tempo. ● Dovrebbero portare calzature che non isolino completamente l’organismo da terra. ● Dovrebbero utilizzare la connessione ethernet rispetto al wi-fi e comunque spegnere il wi-fi quando è ora di dormire. ● Nei casi di maggiore esposizione potrebbe essere consigliabile difendersi con strumenti come un riequilibratore di campo elettromagnetico a cui attaccare le spine di pc e televisione. ● Dovrebbero avere alcune piante in casa come la Tillantsia juncea o il Cactus mexicana e animali da compagnia come i gatti (un micio aiuta a passare meno ore davanti agli schermi). ● Ma soprattutto può essere molto importante dedicare maggiore tempo ai propri figli, parlare e giocare con loro.

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Prepariamolo in casa

Giulia Landini

Schiscette vegan Un picnic tutto al vegetale sul prato e tra le fronde stuzzica il palato e rincuora lo spirito. Cosa mettiamo nel nostro cestino?

on l’arrivo della bella stagione ci troveremo spesso (si spera...) in mezzo alla Natura. Nello zainetto possiamo inserire qualche vivanda preparata in casa, seguendo i nostri gusti. Un bel picnic sotto un albero è quello che ci vuole per rilassarsi e osservare quello che accade attorno a noi, sui rami degli alberi, sulle alture o sul mare in lontananza, archiviando definitivamente i mesi del buio e del freddo. Tra le specialità alla nostra portata ci sono anche quelle che si ispirano alla cucina vegan. Sfateremo così un mito (oggi molto in voga) che non ha ragione di essere: quell’idea balzana secondo la quale il vegan è complicato, che occorre una cucina super-attrezzata, che i piatti non si prestano al trasporto come i panini col salame, che costa troppo, eccetera.

C

Niente di vero: certo se volete seguire le raccomandazioni del solito superchef che vi propone vegetali esotici e costosissimi e preparazioni estremamente elaborate è un altro discorso. Noi perseguiamo la semplicità: un po’ di tempo dovremmo pur dedicarlo a questa impresa ma non entreremo nella cucina esoterica che, in fondo, è spesso solo inutile esibizionismo. Ecco, allora, alcune specialità vegane “trasportabili” ovunque, in campagna, in collina, al mare ed eventualmente anche sul posto di lavoro in qualità di... schiscette. Perché no?

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Plumcake vegan con farina di ceci e zucchine È una perfetta torta salata da portare sui prati, nessun ingrediente di difficile reperibilità ✔ Ingredienti (verdure e impasto) Verdure ● 1 porro tagliato a rondelle sottili ● 250 g di zucchine grattugiate ● 3 cucchiai di olio extra vergine di oliva (evo) ● 1 cucchiaio di salsa di soia o tamari ● 1 cucchiaino di timo essiccato Per l'impasto ● 150 g di farina 0 ● 150 g di farina di ceci ● ½ cucchiaino di sale ● 200-220 ml di latte di avena (o di soia) ● 60 ml di olio evo ● 3 cucchiaini di cremortartaro o lievito per dolci.

✔ Preparazione Per le verdure In una wok scalda l’olio e aggiungi il porro a rondelle, fai stufare versando la salsa di soia e il timo; aggiungi le zucchine grattugiate e cuoci per 10 minuti. Come si fa l'impasto Scalda il forno a 180 gradi. In una ciotola unisci le farine e il sale; quindi addiziona col latte e l’olio, lavora bene l’impasto e aggiungi il cremortartaro. Unisci le zucchine e i porri all’impasto, lavora cercando di unire tutti gli ingredienti, ma non esagerare con il tempo, un minuto è più che sufficiente! ✔ Mossa finale Trasferisci l'impasto in una forma da plumcake foderata di cartaforno e inforna per 45 minuti a 200 gradi.

Cous cous di cavolfiore alle spezie Questo è un primo prêt a porter sul genere freddo e crudista. ✔ Ingredienti ● 2 cavolfiori ● 1 peperone, 1 cipolla ● 2 carote, sedano e 3 pomodorini ● 200 g di semi di zucca ● pizzichi di cumino a piacere

● curcuma e curry ● capperi, olive e piselli ● sale, pepe, 1 limone ● olio. ✔ Preparazione Per il cous cous Frullare con il robot da cucina il cavolfiore e i semi di zucca in modo


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da ottenere una granella simile alla classica semola. Trasferire il cous cous di cavolfiore all’interno di una ciotola capiente e condirlo con cumino, curcuma, curry, sale, pepe, limone e olio. Per il condimento Tagliare a cubetti il peperone, la cipolla (meglio se prima la mariniamo con sale e aceto di mele per un'ora), i pomodorini, la carota e il sedano. Aggiungete i capperi, precedentemente dissalati, i piselli e le olive. Salare e pepare il condimento. ✔ Mossa finale Unire il cous cous al condimento, grattugiare la buccia del limone sopra il tutto.


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Prepariamolo in casa

Raw sushi (ma senza pesce) C'è chi sperimenta e, ispirandosi al sushi, trova nuove ricette. Come questa. ✔ Ingredienti ● 1 cucchiaio di semi di lino ● 3 cucchiai di semi di girasole ● 5 mandorle ● 1 o 2 cucchiai di tahina ● 6 pomodori secchi

● 1 zucchina fresca ● 1 cucchiaino raso di cumino ● Il succo di mezzo limone ● Uno spicchio d'aglio (se piace). ✔ Preparazione Frullate in un frullatore potente o macina caffè i semi. Aggiungete tahin e pomodori secchi ammollati

ttino Un dolcee r da portagiro in

BROWNIES CRUDISTI AL CIOCCOLATO Per noi golosi un dolcettino, alla fine, risulta molto gradito... ✔ Ingredienti (per 6 persone) 180 g di noci 120 g di mandorle 270 g di datteri secchi morbidi denocciolati 40 g di cacao amaro in polvere. ✔ Preparazione Frullate i datteri fino a ridurli ad una crema compatta. Frullate anche le mandorle e le noci creando una farina. Amalgamate

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per mezz' ora e poi gli altri ingredienti. Fate delle polpettine con le mani. ✔ Mossa finale Prendete un foglio di alga nori. Schiacciate con le mani le polpette sull’alga. Con un pelapatate fate delle listarelle di una carota e di una zucchina. Poi avvolgete il tutto nell’alga.

Altre ricette Chandima Soysa La schiscetta vegan Edizioni Sonda Pagine 96, euro 9,90

aggiungendo il cacao. Se preferite ottenere un composto ancora più dolce, unite due cucchiai di sciroppo d’agave. Foderate di carta forno una teglia e stendete l’impasto in modo da formare un rettangolo. Compattatelo per bene e livellatene la superficie. Ponetelo in frigorifero per 2-4 ore (non si cuoce... è crudista). Tagliate il rettangolo in tanti quadrati dalle dimensioni regolari e provate ad assaggiarlo, non staremo qui a elencare le proprietà nutrizionali...

Quiche di carote, caviale di lenticchie, vermicelli di soia... tante ricette vegane ma tutte facilmente trasportabili in borsa o nel portavivande. Goduriose le foto dei budini e dei semolini...

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