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47 COPERTINAok_Layout 1 09/11/15 14.22 Pagina 1

Periodico mensile – Anno V, numero 47/2015 – €

Poste Italiane - Sped. in A.P. DL 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI

3,50 – Canton Ticino chf 7,00 DICEMBRE 2015

MAGAZINE

LA SALUTE NATURALE RACCONTATA DAGLI ESPERTI

n. 47 MAGAZINE

FUNGO SHIITAKE SCHIERIAMO UN GRANDE DIFENSORE

AROMATERAPIA

le essenze per l’infanzia SANTA ILDEGARDA Le mille virtù del rizoma di galanga

DENTOSOFIA:

Gli alimenti e le erbe che proteggono la vista

la via olistica alla salute della bocca

INFLUENZA IN ARRIVO

RINFORZARE I CAPELLI

LEZIONE TAOISTA

TENIAMOLA A BADA CON I CONSIGLI DELLA NUTRIZIONISTA

USIAMO I GEMMODERIVATI SECONDO LA MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

RESTIAMO IN FORMA CON GLI ESERCIZI DEI CINQUE ANIMALI

SULLE ALI DI PSICHE. Teatro esperienziale, un altro modo per liberare le emozioni


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Sommario NUTRIZIONE NATURALE pag. 14 Fungo Shiitake,

il difensore pag. 20 La dieta anti-influenzale pag. 24 Le bacche

di Aronia

IL MONDO DELLE ERBE pag. 26 S. Ildegarda, la Galanga

“spezia della vita” pag. 30 Un mondo di essenze

per i nostri bambini

LE ALTRE MEDICINE pag. 62 La dentosofia pag. 68 Scienza taoista,

gli esercizi dei Cinque Animali

OMEOPATIA pag. 72

L’acne rosacea e quei soldi che se ne vanno


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pag. 44

DOSSIER

Nuove soluzioni per la cura della vista L’alimentazione salvavista: mangiare per l’occhio Occhi infiammati: vince l’Euphrasia Luteina & co.: la via degli integratori Miopi a tutto spiano: dove sta il problema?

RUBRICHE

Ortocheratologia, una procedura innovativa

Il periscopio pag. 8

Sulle ali di Psiche pag. 10

Ci salverà un fiore pag. 34

Scoperte in soffitta pag. 36

Salute e benessere pag. 39

Prepariamolo in casa pag. 76

Le ricette del mese pag. 80

Il mercato della salute pag. 83

Scelti per voi pag. 85

Libri e web trend pag. 86

Annunci olistici pag. 90

L’ultima domanda pag. 98


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Nutrizione naturale

I consigli della nutrizionista

La dieta ANTI-INFLUENZALE

Le scelte alimentari fanno la differenza. Aiutano a prevenire l’infezione e a combatterla meglio quando ci ammaliamo. Infine, facilitano il recupero in convalescenza. Elisabetta Ravera

a sensazione di malessere, la gola che pizzica, brividi e poi calore, un mal di testa martellante. Ci siamo: probabilmente siamo stati colpiti dal virus influenzale. Ogni anno, a partire dall’autunno, è un fiorire di indicazioni e consigli per prevenire o affrontare al meglio questa malattia che può essere fastidiosa, sì, ma anche pericolosa se non gestita in maniera corretta. L’influenza è una vera e propria tempesta che sconvolge il nostro sistema immunitario, impegnandolo in una lotta contro l’invasore virale. Ma non solo: questa lotta produce cellule morte, prodotti di scarto che si traducono in sintomi come dolori muscolari, la sensazione di avere le “ossa rotte”, un senso di nausea e problemi intestinali.

L

Evitiamo di sovraccaricare l’organismo La nutrizione è certamente parte in causa nella prevenzione dell’influenza e delle infezioni dovute a virus parainfluenzali più blandi e che colpiscono anche in primavera e autunno. Come aiutare il nostro corpo a difendersi? Intanto, evitando di caricarlo di tossine e di sostanze che, se consumate di routine, ap-

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pesantiscono gli organi interni: attenzione soprattutto alla salute dell’intestino, importante paladino del sistema immunitario. Una sua buona funzionalità corrisponde a un potenziamento delle difese contro gli agenti esterni, virus compresi. In generale, e in particolare nei mesi invernali, è buona norma evitare di caricare il corpo di alimenti che lo costringeranno a una fase digestiva laboriosa, cui farà seguito uno smaltimento faticoso delle scorie. Cibi impegnativi come quelli ricchi in creme, panna, salse e grassi dovrebbero essere eliminati, come sono da evitare i dolci troppo ricchi in zucchero, i prodotti da forno confezionati industrialmente e gli alimenti in scatola.

Prima mossa: nutrirsi giornalmente con cibi freschi, come frutta e verdura di stagione.

Non solo spremuta di arance Non basta, poi, sentirsi al sicuro dall’attacco virale consumando sporadicamente una spremuta di arance ma occorre nutrirsi giornalmente con cibi freschi, come frutta e verdura di stagione, consumati possibilmente entro pochissimi giorni dall’acquisto, meglio crudi per avere la certezza di sfruttare al 100% le vitamine e i minerali in essi contenuti. Secondo i dettami della dieta mediterranea devono essere 5 le


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Febbrone da influenza: come ci alimentiamo?

✔ Da preferire

Nei giorni di febbre alta una dieta ricca in fluidi è da preferire proprio per il suo potere riequilibrante e non appesantisce il fisico già fin troppo provato. Puntare su frullati di frutta e verdura, tisane con melissa, zenzero, cannella, addolcite con una dose generosa di miele, che è un antibatterico naturale eccellente. Puntiamo anche su tè verde o tè bancha. Le tisane aiutano anche ad alleviare sintomi fastidiosi come la tosse.

✔Da evitare

Meglio evitare i cibi che possono contribuire ad aumentare la produzione del catarro, come il latte di mucca, i formaggi (specialmente quelli cremosi, spalmabili e ricchi in grassi) e in generale gli alimenti troppo ricchi di zuccheri e grassi.

✔Con moderazione

Senza esagerare è possibile consumare la ricotta o uno yogurt di consistenza liquida a base di latte scremato fermentato in grado di aiutare l’intestino a ripopolarsi di batteri “buoni”. Quando poi la febbre inizia a calare è necessario riprendere ad alimentarsi con nutrienti che aiutino il sistema digestivo a riabituarsi a lavorare con i cibi solidi.

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Nutrizione naturale

porzioni giornaliere di frutta e verdura, suddivise tra i pasti principali e gli spuntini: non dovrebbero mai mancare agrumi (arance, limoni, pompelmi e mandarini), mele, pere e banane. Ottimi anche i kiwi, ricca fonte di vitamina C, da consumare maturi.

Mancanza di appetito Ma se, nonostante tutte le precauzioni, arriva come ospite indesiderato l’influenza? Sia nella fase acuta, sia in convalescenza – cioè nei giorni immediatamente successivi al calo della temperatura corporea – è presente mancanza di appetito, spesso accentuata e aggravata dalla concomitante assunzione di farmaci antinfiammatori, antivirali e antibiotici. Il quadro di inappetenza, cioè scarsa voglia di alimentarsi, può essere aggravato da disturbi intestinali, come, ad esempio, vomito e diarrea. Spesso non si sente neppure il gusto degli alimenti e in bocca persiste uno sgradevole sapore amarognolo. Che fare allora?

Le tre “elle” della saggezza popolare I nostri vecchi dicevano: ”lana, latte, letto”. Tre parole che racchiudono molta saggezza. Intanto è indispensabile non fare gli eroi, uscendo di casa con la feb-

COME SARÀ LA PROSSIMA INFLUENZA?

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«Questa stagione influenzale vedrà 3-4 virus protagonisti», ci spiega il professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano. «Avremo il già conosciuto virus A/H1N1 California che “completerà la sua opera”; poi un virus di origine svizzera A/H3N2; un

bre: restiamo a letto e riposiamo coperti in modo adeguato (lana); due semplici comportamenti che aiutano il fisico ad affrontare la lotta contro il virus. La terza elle, il latte, è stato simbolicamente scelto dalla saggezza popolare per indicare il migliore approccio alimentare che si deve tenere quando si è ammalati. Si suggerisce semplicemente che una giusta idratazione, con liquidi consumati caldi o a temperatura ambiente, e un’alimentazione leggera, ma nello stesso tempo sostanziosa, sono scelte indispensabili per supportare il fisico debilitato.

Fondamentale l’idratazione Evitare di idratarsi è sbagliato per due motivi. Intanto perché la febbre alta porta a disidratazione e questa situazione rischia di far accumulare le tossine, invece di diluirle, smaltirle ed espellerle attraverso i reni. La corretta assunzione dei liquidi permette inoltre una buona idratazione dell’intestino, e ciò comporta la sua corretta azione di smaltimento rifiuti, che altrimenti rischiano di accumularsi, contribuendo allo stato generale di intossicazione. I liquidi devono apportare sali minerali e vitamine, ma non zuccheri in eccesso.

virus thailandese B/Phuket e, forse, anche un altro virus B/Brisbane, proveniente dall’Australia. Gli ultimi tre virus elencati, rappresentano delle nuove varianti, ma non molto distanti dai virus che hanno circolato gli scorsi anni, quindi non

particolarmente preoccupanti. Ad oggi si può dire che la prossima stagione influenzale sarà di intensità media, ci aspettiamo 4-5 milioni di casi, ma l’effettiva diffusione dei virus dipenderà anche dall'andamento delle temperature». L’ondata è attesa per Natale. (red.)


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In convalescenza Come nutrirsi quando scende la febbre ■ Il menù tipo della buona convalescenza dà la preferenza a cereali come riso e orzo, conditi con olio extravergine di oliva o cucinati in passati di verdura, cui si può aggiungere un cucchiaio di parmigiano o grana grattugiato, carni bianche (pollo, coniglio o tacchino) e pesce cucinati alla piastra, oppure uova alla coque (sode sono meno digeribili). ■ Dopo aver consumato per qualche giorno frullati di frutta e verdura, è giunto il momento di ricominciare a introdurre piatti proteici con verdura cruda o cotta al vapore, condita con olio di oliva extravergine e un limone spremuto. È anche importante continuare a mantenere una corretta idratazione, con l’accortezza di evitare tutte le bevande dolci e i succhi di frutta confezionati industrialmente. ■ Torniamo man mano ad alimentarci con i ritmi preinfluenza. Suggerisco una colazione leggera a base, ad esempio, di fette biscottate e marmellata o miele, per proseguire con uno spuntino a base di frutta; a pranzo e cena consumiamo proteine ad alto valore biologico, cereali, patate al vapore e minestre vegetali, evitando i brodi di dado o di carne. Un aiuto supplementare per ridurre la tosse fastidiosa con catarro ci viene fornito in natura dalla famiglia vegetale delle brassicacee, come cavolini di Bruxelles, broccoli, cime di rapa e cavolfiori, da consumare dopo bollitura o al vapore, conditi con olio extravergine di oliva. ■ Bene una manciata di frutta secca ricca in vitamine del gruppo B, E, grassi omega 3 e sali minerali come calcio, ferro, potassio e fosforo utili per il recupero della forza muscolare. Si può iniziare a consumare i legumi quando le funzioni intestinali si sono normalizzate ed è tornato l’appetito. ■ Da evitare i cibi che impegnano di più l’organismo: salumi, formaggi cremosi o molto stagionati, dolci ricchi di creme o creme spalmabili, sughi e intingoli, carni rosse, i prodotti da forno ricchi di grassi come pizza e focaccia e in generale i piatti elaborati. Il messaggio è: non sovraffaticare l’organismo con alimenti impegnativi e restituire al nostro corpo tutta la forza possibile prima di ributtarsi nella mischia quotidiana.

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Ci salverà un fiore

Maria Grazia Parisi

Sul lavoro, non sempre le cose filano per il verso giusto: puntiamo sul soccorso floreale.

Fiori di Bach per l’ufficio

C

hissà quante volte ci ritroviamo a disagio in uno dei luoghi in cui passiamo più tempo, l’ufficio. Come riuscire ad ammorbidire l’atmosfera e rimettere gli animi in sintonia? Lev Tolstoj scrisse: “Tutti vogliono cambiare il mondo, ma nessuno vuole cambiare se stesso”. Invece, possiamo almeno provare a cambiare l’impatto che il nostro luogo di lavoro ha su di noi partendo proprio da noi stessi, cercando, per esempio, di

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modulare il nostro atteggiamento mentale anche grazie all’intervento dei fiori di Bach, preziosi alleati pure in questa situazione.

Troppo lavoro sulla mia scrivania Un periodo di lavoro eccessivo può lasciare il segno sia sulla psiche, sia sul fisico: la sensazione di non farcela, lo scoraggiamento, la tensione muscolare che si trasforma in cefalea o dolori alla schiena o alle spalle o in insonnia, e via

dicendo. Elm è il primo rimedio floreale a cui pensare, in quanto dedicato alla momentanea sensazione di “eccesso di carico”. Segue Gentian per alleviare lo sconforto che quasi inevitabilmente ne consegue. Hornbeam può invece aiutare nel caso sia subentrata anche una certa stanchezza mentale che spesso porta con sé la demotivazione. Possiamo poi ricorrere a Larch quando ci sentiamo letteralmente bloccati dal timore di non farcela a portare a termine tutto quanto,


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oppure di fallire in qualcosa di importante. Infine, ricordiamoci di Oak se tendiamo sempre più spesso a portarci il lavoro a casa e soprattutto se sembra “costarci” di meno continuare a lavorare anche nel tempo libero o in orari non canonici piuttosto che rinunciarvi o delegare ad altri una parte dei nostri impegni.

In ufficio nessuno mi ascolta o mi capisce Nel lavoro, ci sono poche cose più irritanti della sensazione di trovarsi in balìa di persone

ottuse, irresponsabili o semplicemente indifferenti. Se questo è quanto state vivendo, provate intanto a correggere il vostro stato d’animo, per esempio con Holly nel caso in cui tutto ciò vi susciti una vera e propria reazione di rabbia a causa dell’incomprensione di cui siete oggetto. Potete aggiungere Impatiens se vi sembra anche di essere circondati da persone troppo lente; Water Violet se vi appaiono superficiali, limitate o di scarso interesse umano e tendete quindi a starvene da soli

Perché non riesco a impormi? Sia che abbiate un ruolo di leader, sia che il vostro lavoro venga diretto da altri, può capitare a volte di non sentirsi in grado di portare avanti le proprie iniziative o decisioni o semplicemente di dire di no e di sostenere il proprio dissenso. Se il problema sono le eventuali reazioni altrui, e se ne temete gli effetti concreti (per esempio rimostranze, punizioni o rimproveri), Mimulus può senz’altro aiutarvi. Se il problema lo avvertite più come

una sorta di “blocco” che vi inibisce in toto, ricorrete a Larch. Infine, se fate fatica a svincolarvi dalla volontà altrui, ma vi ritrovate spesso (e malvolentieri) a fare quello che vogliono gli altri, pensate a Centaury, il rimedio adatto a restituirvi l’energia che vi serve per dire la vostra e non farvi sempre mettere i piedi in testa. E comunque, perlomeno non sentitevi troppo soli: in fondo, ciascuno di noi ha le sue debolezze.

per lavorare meglio; Beech se notate soprattutto gli errori che fanno gli altri e perdete molto tempo a metterli in evidenza. Invece, è il caso di prendere Chicory se vi sembra che, malgrado i vostri buoni consigli e tutto quello che fate per gli altri (compreso correggerli quando sbagliano) non ricevete mai abbastanza in cambio. Se siete proprio amareggiati per certi atteggiamenti nei vostri confronti (in particolare l’indifferenza, l’ostilità o il sentirsi sfruttati), potete aggiungere Willow, soprattutto se lo vivete come una sorta di “karma” che vi perseguita. Infine, sperando però che non vi serva mai, tenete a portata di mano Cherry Plum o Rescue Remedy se vi sembra che qualcosa o qualcuno stiano per farvi esplodere!

Che noia! È un periodo di stanca, il lavoro non gira, oppure è desolatamente routinario? Ricorrete di nuovo a Hornbeam per la stanchezza mentale e la demotivazione, ma non scordate Gorse se vi siete anche rassegnati a questo andamento e avete da tempo esaurito l’elenco delle possibili soluzioni. Impatiens è adatto quando la mancanza di stimoli vi mette addosso irrequietezza e nervosismo. Wild Oat, infine, può essere utile quando pensate che forse un certo lavoro o una certa mansione non facciano più per voi, ma non avete ancora messo in luce quale potrebbe essere la svolta futura perché vi piacciono (o non vi piacciono) molte cose nello stesso tempo.

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Dossier

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30 per cento: è la percentuale di persone miopi in Europa. Un numero in crescita. Si parla di una vera e propria epidemia.

Nuove soluzioni per la cura della vista

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pag. 46

L’alimentazione salvavista: mangiare per l’occhio

pag. 51

Occhi infiammati: vince l’Euphrasia

pag. 52

Luteina & co.: la via degli integratori

pag. 56

Miopi a tutto spiano: dove sta il problema?

pag. 58

Ortocheratologia, una procedura innovativa


47 DOSSIER INTROOK_Layout 2 07/11/15 16.07 Pagina 45

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per cento. Ancora trenta: è la percentuale di persone di età superiore ai 75 anni colpite da degenerazione maculare.

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per cento. Percentuale di disabilità visive evitabili anche con gli accorgimenti di cui parliamo in questo dossier.

Dopo aver dedicato un dossier al metodo Bates, abbiamo ancora qualcosa da dire sulla “cura” degli occhi: questa volta ci concentriamo sui principi nutrizionali che scongiurano le più comuni malattie dell’apparato visivo. Abbiamo sentito, al proposito alcuni “big” dell’oftalmologia italiana: il tema è molto caldo. Ormai è fuor di dubbio che l’alimentazione sia decisiva per la salute degli occhi: servono antiossidanti e particolari sostanze come la luteina che possiamo trarre da alcuni alimenti vegetali. Un motivo in più Gli spinaci e per privilegiare a tavola uno stile vegenerale tutte getariano. Parliamo anche di una pianta da sempre ritenuta dalla fitoterapia tra le più efficaci nel risolvere problematiche comuni come congiuntiviti e arrossamenti. È l’Euphrasia, l’erba “spacca occhiali”.

in le foglie verdi sono estremamente benefiche per gli occhi. Contengono infatti le stesse sostanze utilizzate negli integratori per la prevenzione delle più comuni malattie della vista.

Sta crescendo intanto l’impiego di integratori: è necessario fare il punto. Spesso, pur non essendo farmaci, gli stessi oculisti li consigliano ai loro pazienti. In alcuni casi – quando è presente una predisposizione familiare alla degenerazione maculare – può essere utile assumerli prima che compaia il problema. Ovviamente, anche le sostanze contenute negli integratori si ricavano dalle piante. Facciamo conoscenza, quindi, con gli smaglianti fiori gialli del Tagete, sebbene la luteina si estragga anche dalla Calendula.

Attenzione alla luce blu degli schermi di smartphone, tablet e via discorrendo: è nociva per gli occhi quanto la luce ultravioletta del Sole. E lo sapevate che in Europa è in corso un’epidemia di miopia? Che cosa sta accadendo e perché? Ce lo spiega l’oftalmologo Lucio Buratto. Infine, apriamo una finestra sull’ortocheratologia, una nuova tecnica per correggere i difetti visivi: le lenti a contatto si portano solo di notte e si tolgono al mattino. 45

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