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Periodico mensile – Anno V, numero 45/2015 – €

Poste Italiane - Sped. in A.P. DL 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI

3,50 – Canton Ticino chf 7,00

OTTOBRE 2015

MAGAZINE

LA SALUTE NATURALE RACCONTATA DAGLI ESPERTI

n. 45

Dossier

MAGAZINE

Le difese naturali contro la cistite

Aroma Mondo TERAPIA DELLE ERBE Le cinque piante essenze tradizionali da tenere del solstizio in casa d’autunno

DANZE FLOREALI

Riconnetti te stesso con Madre Terra

Deepak Chopra

MEDICINA CINESE Ora è la Quinta stagione: ecco le antiche regole

«A tavola? Segui l’Ayurveda...»

RIENTRO DALLE VACANZE

I NOSTRI AMICI ANIMALI

BENESSERE DELLA BOCCA

IL DOTTOR EDWARD BACH INSEGNA LA RIPARTENZA SENZA STRESS E TENSIONI

OMEOPATIA RISOLUTIVA PER LA DERMATITE DELLA MICETTA BUBOLINA

MIRRA, PROPOLI, SALVIA E CALENDULA: PROVIAMO I RIMEDI ERBORISTICI

PREPARIAMOLO IN CASA. Raperonzolo e bacche di rosa canina: è il momento!


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Sommario NUTRIZIONE NATURALE pag. 12 Deepak Chopra: i sei

sapori dell’Ayurveda pag. 18 Integratori sì…

se integrano veramente

IL MONDO DELLE ERBE pag. 20 Le piante dell’Equinozio

d’Autunno

pag. 24 La via erboristica

al benessere della bocca pag. 28 Rientro difficile?

Prova i fiori di Bach

LE ALTRE MEDICINE

OMEOPATIA pag. 68

La rabbia inespressa di Staphisagria

pag. 72

La micetta Bubolina ha la dermatite allergica

pag. 56 Medicina tradizionale

cinese: la Quinta stagione

pag. 62 Le danze

dei fiori di Bach


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pag. 32

DOSSIER

Difese naturali contro la CISTITE Cistiti recidivanti, una sfida che si può vincere Un aiuto concreto dal mondo delle piante Quando l’origine si nasconde nella psiche ... E non dimentichiamo i probiotici

RUBRICHE

Spegnere il fuoco con la riflessologia del piede

Il periscopio

Le ricette del mese pag. 76

pag. 8

Sulle ali di Psiche

Il mercato della salute pag. 79

pag. 10

Scoperte in soffitta pag. 30

Prepariamolo in casa pag. 74

Libri pag. 84

Web trend pag. 87

Annunci olistici pag. 88

L’ultima domanda pag. 98


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Nutrizione naturale

Integratori sì… se integrano veramente Senz’altro utili ma prestiamo attenzione alla qualità dei prodotti sul mercato. Una specialista dell’università di Milano ci spiega la situazione e le trappole da evitare. Lella Cusin

P

rima di tutto la qualità della materia prima. Una stessa erba può essere più o meno ricca di sostanze attive in base al processo di coltivazione, conservazione e produzione. «Quando parliamo di integratori – spiega Patrizia Restani del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari dell’Università di Milano – la qualità può variare moltissimo: per qualità intendiamo quante molecole attive, quelle responsabili dell’effetto biologico, sono presenti nel prodotto, ma anche la garanzia che non siano presenti molecole indesiderate, tossiche. Il rischio è che un prodotto contenga contaminanti ambientali, come metalli pesanti, oppure naturali come le micotossine».

La qualità ha il suo costo Ma come facciamo ad evitare brutte sorprese? «Solo in Italia sono presenti 1500 aziende di integratori e abbiamo 54mila prodotti sul mercato», osserva Alessandro Colombo, dell’Associazione Industrie Prodotti

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Alimentari. «Alcune sono corrette, altre meno corrette, ma in alcuni casi, purtroppo, si arriva alla frode». «La qualità costa – continua Restani – perché una buona materia prima ha il suo prezzo e anche i controlli comportano una spesa. Quindi non scegliamo un prodotto solo perché costa poco, diffidiamo delle offerte scontatissime e attenti al web dove possiamo trovare di tutto». Va detto che in Italia è previsto un processo di controllo e notifica di tutti gli integratori: l’utente può consultare la lista dei prodotti approvati dal ministero. Ciò non avviene in tanti paesi europei (Laa lista ministeriale si trova sul sito: www.salute.gov.it, cercare “registro integratori alimentari”).

Nessun miracolo… a volte furbate Un altro suggerimento: «Di norma – osserva la specialista milanese – è meglio diffidare di chi annuncia miracoli. Magari al pubblico viene detto che è tutto “naturale” sebbene sia presente l’inghippo. È capitato per esempio che un integratore, presentato come dimagrante naturale, contenesse sibutramina, un farmaco la cui vendita è stata vietata per i rischi che comporta. Oppure, tempo fa abbiamo scoperto che un sedicente “tonico stimolante” conteneva in realtà qualcosa di simile al Viagra: era compreso nel kit di viaggio rilasciato da un’agenzia ai suoi clienti, insieme al biglietto aereo».

Il caso riso rosso fermentato «Il problema esiste», conferma Andrea Poli, direttore della Nutrition Foundation of Italy, che ha organizzato una conferenza sul tema in occasione dell’Expo. «Sulla rivista scientifica Archives of Internal Medicine è stato pubblicato un lavoro molto eloquente. Hanno esaminato 180 integratori a base di riso rosso fermentato: si tratta di un prodotto naturale che contiene monacolina derivata dal fungo Monascus. A volte i medici lo consigliano ai pazienti con colesterolo alto che non vogliono assumere farmaci. La monacolina funziona infatti come una statina. Ebbene, si è visto che alcuni prodotti addirittura non contenevano per nulla monacolina, e in generale in tutti i prodotti la quantità di monacolina presente variava di un fattore da uno a cento. Ovviamente, se un prodotto non contiene la giusta dose di statina non è efficace sulla colesterolemia».

A cosa servono? Lo dice il nome stesso… Gli specialisti peraltro sono concordi nel ritenere che un integratore di buona qualità contribuisca efficacemente al mantenimento dello stato di benessere. A patto, però, che questi prodotti siano utilizzati per “integrare” o “completare” una dieta sana ed equilibrata. In nessun caso vanno considerati come sostituti della medesima.

Quando l’integratore interagisce col farmaco Un altro aspetto importante per i consumatori riguarda i rischi di interazione degli integratori con i farmaci. Se si assumono terapie farmacologiche è sempre buona norma informare il medico dell’intenzione di prendere un integratore. Qui sotto, i principali rischi associati agli integratori di maggior consumo. INGREDIENTE DELL’INTEGRATORE

FARMACO ASSUNTO CONTEMPORANEAMENTE

RISCHIO DI INTERAZIONE

ARANCIO AMARO

Caffeina, feniletilamina

Tossicità per il cuore

GINKGO BILOBA

Aspirina, ibuprofene, warfarin

Possibili emorragie

GINSENG

Anticoagulanti, antidepressivi

Sindromi maniacali

IPERICO

Statine, contraccettivi, loperamide

Minore biodisponibilità e perdita di effetto del farmaco

LIQUIRIZIA

Farmaci antipertensivi

Riduzione dell’effetto antipertensivo

TÈ VERDE

Statine

Aumento del rischio di rabdomiolisi (grave danno ai muscoli)

Fonte: Dipartimento Scienze Farmacologiche e Biomolecolari, Università di Milano.

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Ci salverà un fiore

Maria Grazia Parisi

Rientro difficile? Prova i fiori di Bach Rieccoci in pista dopo un periodo di vacanza. Tutto bene? Se qualcosa non va possiamo sempre ricorrere alla floriterapia…

C

he le vacanze siano state riposanti o avventurose, che ci si sia divertiti o annoiati, ora è il momento di riprendere gli impegni e la routine di casa, lavoro, scuola: la vita di sempre, insomma. Non per tutti, però, questo ritorno alla normalità è indolore. Vediamo come i fiori di Bach ci possono aiutare a rientrare nei ranghi velocemente e nelle migliori condizioni possibili e a fare delle difficoltà incontrate, quando si riesce, addirittura un momento di riflessione e di crescita.

Non riesco a carburare La testa è rimasta in vacanza? Ce ne accorgiamo perché la mattina facciamo fatica a darci una motivazione per alzarci e

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affrontare gli impegni quotidiani, e perché ci sembra un’impresa superiore alle nostre forze compiere ciò che abbiamo sempre fatto. È probabile che siamo partiti lasciandoci alle spalle qualche situazione non risolta: una scarsa motivazione lavorativa o un problema in sospeso, un conflitto famigliare, un dubbio sulle proprie capacità. Ritrovarcele tali e quali al ritorno, dopo averle per un po’ messe da parte, può avere su di noi un impatto più duro del previsto. Niente paura: cominciate ad assumere

Clematis

Hornbeam per la sensazione di non carburare mentalmente e di girare a vuoto e Centaury per aumentare la forza di volontà.

Sbaglio sempre o dimentico tutto La mancanza di concentrazione da post-ferie si può esprimere anche con un aumento degli errori e delle trascuratezze. Clematis è senza dubbio un rimedio-chiave nell’affrontare la “fuga” dalla realtà che questo sintomo potrebbe significare. Questo rimedio serve quando ci si distrae con grande facilità, si dimenticano cose, dati, oggetti, azioni, ma la persona è quasi sempre in grado di indicare in quali pensieri o fantasie era immersa. Se, invece, non si riesce più di tanto a ricordare a che cosa si stava pensando nel momento della distrazione, è più


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Centaury indicato Chestnut Bud, che viene assunto per rendersi più permeabili alle esperienze e quindi ritenerle e farne tesoro. Se fosse presente anche la paura di sbagliare a causa di questa tendenza a dimenticare e a distrarsi – quindi si cerca di fare il meno possibile e di assumersi sempre meno responsabilità – può essere aggiunto Larch. Se, infine, c’è la sensazione di essere sovraccarichi, o che quanto ci attende è letteralmente “troppo” per noi, il rimedio giusto è Elm.

l’atterraggio nella dura realtà: Vervain per l’insofferenza acuta (se è chiaramente manifestata), Elm per l’eccesso di carico, Gentian per lo scoramento e Impatiens per l’inevitabile tensione mentale e fisica che accompagna tutto questo. Naturalmente, oltre a ciò sarebbe utile e anzi intelligente porsi il problema di come affrontare davvero la questione. Siamo sicuri che la cosa o la persona che non tolleriamo più sia realmente e del tutto colpevole del nostro malessere? È possibile che ci siano da parte nostra delle pretese sui “giusti” comportamenti o sulle “giuste” prestazioni che ci aspettiamo? Vervain è indicato anche quando ci sembra che gli altri non rispettino verità e giustizia.

È tempo di bilanci Il rientro dalle vacanze è per molti un momento cruciale per fare i propri bilanci interiori: potremmo persino sentire la necessità di fare qualche scomoda scelta. In questo caso Wild Oat vi servirà per recuperare la chiarezza circa la vostra vera strada; Walnut vi guiderà nell’accettare un eventuale cambiamento e Cerato vi sarà utile per aumentare il contatto con la vostra parte più profonda e veritiera e avere accesso alla vostra guida interiore. Larch, infine, vi può proteggere dal sentirvi bloccati ad agire nella giusta direzione per evitare di sbagliare, mentre occorrerà Mimulus se la paura che vi frena riguarda conseguenze concrete.

Basta, non ce la faccio più! Fare uno stacco permette di dare una differente valutazione alla nostra abituale realtà. Se però il rientro ha assunto toni cupi o drammatici, se cioè da quando abbiamo ripreso le attività consuete non riusciamo più a sopportare qualcosa o qualcuno, ecco qui un bel mix di rimedi floreali con i quali possiamo provare ad ammortizzare

Vervain

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Dossier

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donna su 3, nell’arco della vita, incappa in una fastidiosa cistite. Per il 10-15% delle donne italiane è un vero tormento.

Difese naturali contro la

CISTITE pag. 34

Cistiti recidivanti, una sfida che si può vincere pag. 40

Un aiuto concreto dal mondo delle piante pag. 46

Quando l’origine si nasconde nella psiche pag. 50

… E non dimentichiamo i probiotici pag. 52

Spegnere il fuoco con la riflessologia del piede

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o più episodi all’anno. Oppure 2 o più episodi nell’arco di 6 mesi. In questo caso gli esperti parlano di cistite recidivante.

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uomo ogni 20 donne. I maschietti sono meno colpiti dalle cistiti rispetto alla controparte femminile.

Problema frequente, purtroppo, e soprattutto tra le donne. Capita spesso che ci si rivolga alle terapie antibiotiche senza successo: ne consegue una sorta di pellegrinaggio da medico a medico mentre il disturbo si fa sempre più fastidioso e frequente. Che fare? Forse è poco noto che la medicina naturale propone una serie di strategie terapeutiche, attualmente valorizzate anche in ambito specialistico. Non abbattersi, la soluzione c’è sempre, basta saperla trovare. Iniziamo il dossier ospitando un articolo di Alessandra Graziottin, professoressa di Ginecologia presso il San Raffaele Resnati di Milano. La specialista spiega bene il motivo per cui le cistiti recidivanti risultano così resistenti alle cure. E propone una strategia orientata al naturale, ora considerata la più efficace contro le cistiti. La fitoterapia si avvale, inoltre, di alcune piante ad azione diuretica, antibiotica e potenziante le difese immunitarie. Un’avvertenza: non trascurare il medico se decidete di assumere questo tipo di trattamento.

Erbe, probiotici, medicina psicosomatica, riflessologia e persino uno zucchero estratto dal larice o dalla betulla: non mancano gli spunti per risolvere finalmente il disturbo.

Anche la medicina psicosomatica ha alcune frecce al suo arco. La dottoressa Luisa Maria Merati ci illustra in che modo le nostre problematiche psichiche possono favorire l’insorgere delle cistiti. Si lavora dunque in profondità attraverso tecniche come l’ipnosi e le visualizzazioni. Torniamo, poi, sui probiotici, i batteri buoni su cui si sta concentrando la ricerca clinica. Come spiega la professoressa Graziottin i probiotici sono molto utili per contrastare i batteri responsabili del disturbo. Infine, parliamo di riflessologia: punti specifici sulla pianta del piede concorrono ad alleviare i sintomi. 33


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Prepariamolo in casa

Giulia Landini

Vegetali di stagione: scopriamo due abitanti delle nostre aree verdi.

CUCINA D’AUTUNNO:

rosa canina e raperonzolo n autunno, girovagando per prati e boschi scoveremo, tra l’altro, le bacche purpuree della rosa canina e le piante del raperonzolo. Un avvertimento: all’inizio, se intendete raccogliere, fatevi sempre accompagnare da una guida esperta.

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Le bacche di rosa canina Questa bella e selvatica pianta

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cespugliosa cresce in zone boschive e nelle zone arbustive di macchia: tra maggio e giugno sboccia in delicati fiori rosa con 5 petali i quali lasceranno, poi, il posto a frutti carnosi di forma ovoidale di color rosso vivo (nella foto qui sopra, ndr). Si raccolgono in agosto-settembre. Si chiama “canina” perché il fondatore della botanica moderna, Linneo, riteneva che le sue radici

curassero dal morso della rabbia. L’ipotesi è stata rigettata ma il nome è rimasto. I frutti della rosa canina sono ricchissimi di vitamina C, tanto che durante la seconda guerra mondiale i soldati inglesi la somministravano ai bambini per garantire loro il giusto apporto dell’importante vitamina. In cucina utilizziamo le bacche per fare una buonissima marmellata.


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Radici e foglie di raperonzolo Il raperonzolo (Campanula rapunculus, il fiore nella foto cerchiata a fianco, ndr) è, invece, una pianta della famiglia delle campanulacee. Cresce spontaneamente in molte zone della penisola, nei terreni incolti, nei boschi, nei prati fino a una quota di circa 1500 metri. In alcune zone d’Italia però è vietata la raccolta. È anche possibile coltivarla nel proprio orto comprando i semi presso i negozi specializzati. I semi germinano dopo l’estate e in autunno, o in inverno, la pianta si può raccogliere completa della sua radice che assomiglia a una carota, leggermente amarognola ma con un retrogusto di nocciola. Anche le foglie sono un po’ amarognole e profumano di bosco. Il raperonzolo ha proprietà disinfettanti e antinfiammatorie, è ricco di vitamina C, fibre, proteine e sali minerali. In cucina le foglie e le radici tagliate sottilmente si gustano in insalata. In alternativa, possiamo attendere l’ingrossamento delle radici, che possono diventare lunghe fino a 10 centimetri, per consumarle cotte, per esempio fritte nel burro.

Marmellata di rosa canina INGREDIENTI 500 g di “frutti” di rosa canina (cinorrodi): è preferibile raccoglierli dopo le prime gelate; 250 g di zucchero di canna; 2 mele; 2 bicchieri d’acqua. PREPARAZIONE Mettere in una pentola i cinorrodi aperti a metà, privati accuratamente dei semi pelosi, le mele tagliate a pezzetti (con

la buccia se biologiche) e l’acqua, portando a ebollizione. Quando la frutta è cotta (dopo circa 20-30 minuti), frullare o passare il tutto con un passaverdura, aggiungere lo zucchero e rimettere sul fuoco per ulteriori 30 minuti. Quando la marmellata è pronta invasare, chiudere i barattoli di vetro e rovesciarli. Vanno rigirati solo quando si sono raffreddati. Etichettare e riporre in dispensa.

Insalata di patate, alliaria e raperonzolo unire i raperonzoli e condire il tutto con il pesto di alliaria.

INGREDIENTI Patate, pesto di erba alliaria (vedi ricetta qui sotto), raperonzoli selvatici.

Il pesto di alliaria

PREPARAZIONE Preparare il pesto di erba alliaria, cuocere le patate al vapore, lavare con cura i raperonzoli lasciando parte della radice: fare raffreddare le patate e tagliarle quindi a tocchetti,

Occorrono alcune foglie di alliaria petiolata, una manciata di semi di girasole, un po’ d’aceto, sale, pepe e olio. Tritare le foglie di alliaria e pestare i semi di girasole: amalgamare aggiungendo l’aceto e gli altri ingredienti.

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