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MAGAZINE

LA SALUTE NATURALE RACCONTATA DAGLI ESPERTI

n. 43

Periodico mensile – Anno V, numero 43/2015 – €

Poste Italiane - Sped. in A.P. DL 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI

3,50 – Canton Ticino chf 7,00

LUGLIO 2015

MAGAZINE

LA NOTTE SOLSTIZIALE L’iperico e le altre erbe guaritrici

Prevenire a tavola

Dossier

Il lato buono dell’amaro

L’ARTE DEL CAMMINARE

CURIAMOCI CON S. ILDEGARDA Elisir d’assenzio, il rimedio sovrano

Tecniche e segreti per corroborare il corpo e la mente

NUTRIZIONE NATURALE

AROMATERAPIA

L’OLIO DI SEMI DI CANAPA

FRANCO BERRINO INSEGNA: ECCO COME EVITARE I RISCHI DELLO ZUCCHERO

TAMANÙ E LE ESSENZE PER PREPARARE LA PELLE ALL’ESPOSIZIONE SOLARE

UNA MINIERA DI GRASSI BUONI: IL CUORE E I VASI RINGRAZIANO

OMEOPATIA PER LE PIANTE. Contro “ruggini”, lumache e gli stress dell’orto


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Sommario NUTRIZIONE NATURALE pag. 12 Il lato buono dell’amaro pag. 16 Obiettivo dimagrimento,

come la mettiamo con il “dolce”? pag. 22 Olio di semi di canapa,

fai il pieno di acidi grassi “buoni”

IL MONDO DELLE ERBE pag. 26 Pratiche erboristiche

del Solstizio d’estate pag. 32 La medicina di Ildegarda,

Absinthium elisir

LE ALTRE MEDICINE

OMEOPATIA pag. 74

Omeopatia per le piante

pag. 76

Le scale senza fine del rimedio Vanilla

pag. 70 Biotransenergetica:

varcare la soglia del risveglio


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pag. 46

DOSSIER

L’arte del CAMMINARE Camminare naturalmente Un gesto che non sappiamo più fare L’automassaggio ai piedi Fitwalking, un’idea olimpionica… per tutti Earthing, la connessione con la Terra Nordic Walking Yoga Pranayama, esercizi per una camminata perfetta

RUBRICHE

La camminata meditativa

Il periscopio pag. 8

Sulle ali di Psiche pag. 10

Ci salverà un fiore pag. 38

Aromaterapia pag. 40

Scoperte in soffitta pag. 45

Prepariamolo in casa pag. 80

Le ricette del mese pag. 82

Il mercato della salute pag. 85

Libri pag. 90

Web trend pag. 93

Annunci olistici pag. 94

L’ultima domanda pag. 98


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Nutrizione naturale

ori p a s i e d a t r e p o c s a All

Il lato buono dell’AMARO

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Il gusto amaro segnala la presenza di sostanze tossiche ma anche di importanti principi benefici. Approfittiamone seguendo anche l’esempio della cucina orientale.

“R

Carla Barzanò

estare con l’ amaro in bocca…”, “ essere amareggiati”…”versare lacrime amare”…Nel linguaggio comune il sapore amaro è collegato a sfumature emotive negative. Non a caso. In natura l’amaro è spesso accompagnato dalla presenza di sostanze tossiche, come gli alcaloidi. È il sapore del pericolo, dell’allarme. Nei suoi confronti abbiamo una avversione innata. I recettori gustativi che lo percepiscono, circa trenta, possono distinguere una grande varietà di sostanze amare, ma il sapore di fondo non cambia da sostanza a sostanza. Questo fenomeno si verifica perché ogni cellula gustativa racchiude quasi tutti e trenta i recettori dell’amaro. Il centro del cervello deputato a registrare il sapore riceve lo stesso stimolo, indipendentemente dalla sostanza amara che lo ha generato.

Nella medicina orientale

È utile contro alcuni disturbi

Per l’Ayurveda l’amaro è legato agli elementi etere e aria, ed è un gusto leggero, fresco e secco. Queste sue caratteristche lo rendono indicato in caso di difficoltà digestive e bruciori di stomaco. In piccole quantità i cibi amari aiutano, inoltre, a mitigare il disagio di chi soffre molto il caldo e attenuano le infiammazioni, soprattutto dovute al calore, leniscono i disturbi dell’acne e contrastano i parassiti intestinali. Gli ingredienti amari sono poi raccomandabili alle persone di costituzione robusta, tendenti a trattenere liquidi e all’aumento di peso. Iniziare il pasto con un’isalata di verdure a foglia leggermente amare, per esempio, è una strategia per perdere qualche chilo.

Secondo i principi dell’Ayurveda, come tutti i sapori anche l’amaro ha un effetto sull’emotività. Un menu che offra anche solo quantità moderate di questo sapore favorisce la creatività, la spontaneità e rende più realisti, mentre l’abuso di amaro può accentuare paura, insicurezza e disillusione.

La medicina cinese collega l’amaro al fuoco, al cuore, all’estate e lo suggerisce in piccole quantità per tonificare i reni: quindi per rinforzare le ossa e combattere il caldo.

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Nutrizione naturale

Un segnale di pericolo Probabilmente questo meccanismo durante l’evoluzione ha rappresentato un vantaggio: permette di riconoscere con immediatezza una potenziale fonte di pericolo. Sta di fatto che la sensibiltà nei suoi confronti è superiore rispetto a quella relativa agli altri sapori. Le donne percepiscono l’amaro meglio degli uomini. La sensibilità aumenta, poi, nei primi mesi di gravidanza, come a proteggere il nascituro. Non a caso in questa fase molte gestanti improvvisamente aboliscono il caffè.

Una fonte di preziosi flavonoidi L’intensità di percezione dell’amaro varia comunque da 1 a 500 da individuo a individuo ed è influenzata prima di tutto da fattori genetici. I cosidetti “super tester”, molto sensibili all’amaro già alla nascita, sono condizionati da questa peculiarità nelle loro scelte alimentari. Molti, per esempio, non mangiano tendenzialmente verdure amare, come quelle della famiglia dei cavoli, e trasmettono l’abitudine anche ai figli. Una consuetudine che può trasformarsi in problema. Numerosi sono infatti i vegetali dal gusto amaro che non contengono veleni e sono invece una fonte di sostenze protettive preziose, come i flavonoidi.

Abituare il gusto all’amaro I condizionamenti sono superabili con l’allenamento e la consuetudine. È possibile, infatti, insegnare ai bambini ad apprezzare fin da piccoli le verdure tendenzialmente amare. Nell’ottica infantile è inutile però puntare sulla razionalità: argomenti come “mangia la verdura che ti fa bene” risultano poco convincenti. Meglio quindi far leva sull’esempio, coinvolgerli direttamente nella preparazione del cibo,

che mette in gioco sensi ed emozioni, spingerli a piccoli assaggi mirati come se si trattasse di un gioco. A poco a poco il sapore amaro entra così a far parte della loro “memoria gustativa” e gli ingredienti da valorizzare risultano sempre più famigliari, finché le preclusioni per l’amaro vengono vinte senza alcuna coercizione.

L’Ayurveda guida le scelte Seguiamo la scuola dell’Ayurveda. Puntiamo su piccole porzioni di ingredienti amari, scegliendo in particolare – fra le verdure – lattuga, radicchio, cicoria, rucola, scorzanera, asparagi, bietole, carciofi. Fra la frutta amara si trovano albicocche, pompelmi, arancia amara. Quest’ultima è anche una buona regolatrice dell’appetito, ma controindicata in gravidanza e allattamento. Lasciate in infusione per 10 minuti, un cucchiaio scarso di foglie, fiori e scorza d’arancio amaro essiccati in 3 dl di acqua, filtrate e bevete. Consumatela fra un pasto e l’altro per non più di 4-6 settimane.

Altri ingredienti amari Sono considerati amari, poi, formaggio di pecora e grano saraceno. Aiuta, infine, aggiungere ai piatti un pizzico di spezie e aromi amari, che correggono, fra l’altro, l’effetto squilibrante di gusti troppo salati o troppo dolci. Raccomandabili sono rosmarino, timo, salvia, genziana, cumino (amaro, piccante); semi di finocchio (amaro, dolce); curcuma (amaro, piccante;, cannella (dolce, piccante, amaro). Miscelarne due o tre per volta ha un buon effetto armonizzante. È amaro, per concludere, il caffè, da usare con molta moderazione per non creare squilibri.

Una tisana al posto del caffè con cumino e semi di finocchio Ottima a fine pasto, come digestivo (dosi per 2 tazze): Mescolate ½ cucchiaino di semi di cumino, ½ cucchiaino di semi di finocchio e aggiungeteli a 3 decilitri di acqua in ebollizione. Spegnete, coprite e fate riposare 10 minuti. Frullate il liquido ottenuto e bevetelo caldo o tiepido, addolcendo con piccole quantità di miele di castagno o di arancio.

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Un pasto “amaro” completo dall’antipasto al dessert INSALATA VERDE MISTA ESTIVA Un antipasto rinfrescante e saziante.

Ingredienti 200 g di insalata a foglie verdi fra cui radicchio, cicoria lattughino, 1 carota grande, 1 ciuffo di erba cipollina, 2 cucchiai di olio di canapa, 1 cucchiaio di semi di canapa tritati, 1 cucchaino di semi di sesamo, il succo di 1 limone, sale marino integrale q.b.

Preparazione ● Lavate l’insalata, asciugatela e mettetela in un’insalatiera. Unite la carota tagliata molto sottile, l’erba cipollina sminuzzata, i semi e condite con un’emulsione di olio, sale e succo di limone. Servite subito.

Suggerimenti Se preferite l’insalata la sera, lavatene una quantità doppia e scottatela per un minuto in una padella dal fondo pesante con poco olio extra vergine d’oliva e un cucchiaio di acqua, poi conditela con l’emusione di olio di canapa.

RISO E FAGIOLI MUNG Digestiva, rinfrescante e mitiga l’appetito.

Ingredienti 120 g di riso basmati, 100 g di fagioli mung germogliati, 1 presa di semi di finocchio, 1 presa di cumino, 1 rametto di rosmarino, 1 cucchiaino di curcuma in polvere, 2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva, 1 spicchio d’aglio, sale marino integrale q.b.

Preparazione ● I germogli si preparano in anticipo. Lasciate a bagno i fagioli mung per 24 ore, sciacquateli e spargeteli su un piatto. Manteneteli umidi, sciacquandoli 2-3 volte al giorno, finché hanno sviluppato un piccolo germoglio. Occorrono circa 24-36 ore. ● Mettete i fagioli in una casseruola, unite cumino, aglio, rosmarino, semi di finocchio e una presa di sale. Coprite e cuocete per mezz’ora. ● Nel frattempo sciacquate il riso e mettetelo in una casseruola con 250 ml di acqua e poco sale. Cuocetelo al dente, finché l’acqua è completamente assorbita, aromatizzatelo con olio e curcuma. ● Scolate i fagioli (tenendo da parte il brodo per una minestra). ● Distribuite il riso su due piatti, dandogli la forma di una cupoletta con l’aiuto di

Le dosi indicate sono per due persone. Usate ingredienti biologici.

un mestolo e disponetevi intorno i fagioli. Servite con olio da aggiungere a piacere.

Suggerimenti In questa stagione abbinate il piatto con pomodorini a spicchi conditi con olio, sale, succo di limone e prezzemolo. Provatelo anche con riso basmati integrale.

MACEDONIA AL TIMO FRESCO Deliziosa anche come prima colazione del mattino o a merenda.

Ingredienti 100 g di mirtilli, 100 g di lamponi, 1 pesca gialla, il succo di 1 limone, 1 cucchiaino di scorza di limone, 1 cucchiaino di foglie di timo fresco, 1 cucchiaino di miele di castagno o di altro miele amarognolo, cannella q.b.

Preparazione ● Lavate i frutti di bosco e divideteli fra due ciotole. Unite la pesca sbucciata e tagliata a dadini, la scorza di limone, il miele stemperato nel succo di limone, il timo e mescolate. ● Lasciate riposare mezz’ora prima di servire, a temperatura ambiente. Cannella a piacere.

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Il mondo delle erbe

La formula del preparato è giunta fino a noi. Per Ildegarda mantiene in salute, eliminando gli agenti nocivi, rivelandosi utile contro problemi intestinali e malinconie. Sabrina Melino

Una cima di Assenzio comune: ingrediente portante dell’elisir di santa Ildegarda.

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La medicina di Ildegarda

ABSINTHIUM ELISIR Il “rimedio sovrano contro tutti i languori”

S

anta Ildegarda consigliava a tutti per la sua azione depurativa e immunostimolante l’assunzione dell’Absinthium Elisir come “cura di primavera da effettuarsi da maggio ad ottobre”. È uno dei tanti rimedi proposti da questa donna geniale, grande intellettuale del Medioevo, ancora oggi di estrema attualità.

Le prescrizioni della Santa I rimedi naturali che santa Ildegarda ci ha indicato sono uno dei mezzi che abbiamo a disposizione per intraprendere un percorso di guarigione, o ancor meglio per preservare la salute. La medicina ildegardiana, a livello somatopsichico, consta di sei pilastri o regole auree di vita: scegliere il cibo giusto per noi, un corretto equilibrio tra ore di

Santa Ildegarda di Bingen (1098-1179), monaca benedettina, fu una personalità straordinariamente eclettica. Cosmologa, filosofa, musicista, naturalista: è considerata una delle figure più significative del Medioevo. Ultima figlia di una famiglia aristocratica, entrò in convento all’età di 8 anni e vi rimase fino alla morte avvenuta all’età, per quei tempi straordinaria, di 81 anni (ancora più sorprendente se si pensa che Ildegarda ebbe sempre salute cagionevole). La sua vita fu segnata dal dono profetico delle visioni: nei suoi libri (che iniziò a scrivere a 42 anni “per volere della Luce Vivente”) Ildegarda ci trasmette un sapere profondo e una visione della realtà in cui Macrocosmo universale e Microcosmo umano sono strettamente interdipendenti e integrati in armonia, sempre in movimento e sempre in equilibrio. Un tutto pervaso ed alimentato dall’energia vitale o “Viriditas”, che è portatrice di forza, salute e gioia. La sua grande lezione è ancora d'attualità: “Nell’intera creazione ci sono forze terapeutiche nascoste”: piante, animali, astri, minerali, tutto concorre non solo alla bellezza del creato, ma anche al raggiungimento del benessere dell’uomo. In pratica la medicina ildegardiana si pone come antesignana della moderna “medicina integrata” o della “medicina del futuro” che riprende in considerazione anche il rapporto fondamentale tra noi e l’ambiente in cui viviamo.

La grande lezione di un genio medioevale

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Il mondo delle erbe

L’ARTERIOSCLEROSI SECONDO SANTA ILDEGARDA (e gli occhi come “segno di vita”) L’Absinthium Elisir è anche utile nel prevenire l’arteriosclerosi, basata secondo Ildegarda su processi a catena che partono dalla non corretta depurazione del sangue attraverso i reni e dalla conseguente formazione di depositi aterosclerotici, destinati a causare calo della vista, perdita di memoria, difficoltà di concentrazione e problemi cardiocircolatori. Quando Ildegarda, parlando dell’assenzio, dice “schiarisce gli occhi” sicuramente si riferisce alla capacità di impedire la formazione di questi microdepositi ma ancora una volta dobbiamo leggervi un significato simbolico. Per Ildegarda gli occhi sono “segno di vita”: «Quando un uomo è sano nel corpo e i suoi occhi sono puri e trasparenti, di qualsiasi colore siano, egli ha in sé il segno della vita; così se i suoi occhi sono puri e trasparenti come una nuvola bianca, attraverso la quale, talvolta, si intravede un’altra nuvola azzurra, egli vivrà e non morirà presto». L’Absinthium Elisir rivela dunque attraverso gli occhi, il suo effetto benefico sullo stato di salute dell’uomo.

lavoro e di riposo, la meditazione o preghiera, la disintossicazione, il digiuno, l’utilizzo di rimedi e di pratiche naturali.

Le basi del suo pensiero medico Il telaio teorico su cui si basa l’esperienza di Ildegarda è il pensiero medico medioevale, ovvero la medicina ippocratico-galenica fondata sulla dottrina tradizionale dei 4 elementi: (Fuoco, Aria, Terra e Acqua); allo stesso modo l’uomo è formato dai 4 umori (bile gialla, sangue, bile nera e flemma). I 4 umori combinano caldo, freddo, secco e umido (ad esempio la Bile gialla, corrispondente al Fuoco, è caldo e secco). Il principio essenziale del corpo umano è considerato il calore, a sua volta temperato dal freddo. Dunque la salute dipende dall’equilibrio tra caldo e freddo, e tra secco e umido, e poiché anche le piante vengono considerate in base alla loro proprietà (calda o fredda, secca o umida) i rimedi verranno scelti in base all’equilibrio da ristabilire.

Le mirabili proprietà dell’assenzio Per quanto riguarda l’assenzio, nel “Libro delle Crea-

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ture divine” la Badessa dI Bingen ci descrive così l’Elisir e le sue molteplici funzioni: «L’assenzio è molto caldo e pieno di virtù ed è il rimedio sovrano contro tutti i languori (“Principalis magistra ad omnes languores”). Quando l'assenzio è fresco, pestalo e spremine il succo attraverso una benda, poi fai cuocere a fuoco moderato con vino e miele. Questo liquido, freddo, placa in te i dolori ai reni e la melanconia, schiarisce gli occhi, riconforta il cuore, impedisce al polmone di indebolirsi, riscalda lo stomaco, purga le viscere e assicura una buona digestione». L’assenzio è dunque “caldo e secco”. Esso è nel contempo amaro, astringente e acre.

I benefici dell’Elisir Tra le sue virtù vi è quella in primo luogo di giovare allo stomaco, favorire la “cozione”, conferire calore e mitigare i dolori. Agevola inoltre l'espulsione delle scorie tossiche, lenisce gli spasmi addominali, è vermifugo, giova nell'ittero, blocca la diarrea e i flussi catarrali. L’assenzio è adatto a tutte le costituzioni, sia quelle dove prevale l’umidità (“flemmatica” e “sanguigna”) sia quella “melanconica” (ove prevale la Bile nera, fredda e secca): in questi individui com-


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batte efficacemente i processi di disbiosi intestinale contrastando sia la stitichezza, dovuta ad atonia, sia la diarrea. È molto efficace contro i processi fermentativi intestinali.

Anche per le costituzioni colleriche Al “bilioso” (predisposto alla collera e, per natura costituzionale, anch’egli caldo e secco) l’assenzio va dato dopo aver superato la crisi massima, ovvero lo stato di maggior produzione e riversamento della bile (massimo stress emotivo). In questi individui, infatti, la stitichezza è dovuta in genere a secchezza intestinale e non ad atonicità o disbiosi, dunque con l’assenzio “caldo” andremmo ulteriormente a “disseccare”. Favorisce l'espulsione della Bile gialla appiccicata

allo stomaco e all'intestino, sia per via intestinale che renale.

Un’idea che ha precorso i tempi L’espressione “impedisce ai tuoi polmoni di indebolirsi“ (ovvero, di essere vulnerabile alle infezioni) è un esempio di grande intuizione da parte della Badessa di Bingen. Oggi sappiamo che l’intestino ha un ruolo immunitario fondamentale, non solo attraverso la microflora che protegge dalle aggressioni batteriche, ma anche perché è proprio in questa sede che è presente il cosiddetto GALT (tessuto linfoide associato alla mucosa). Circa il 70% delle cellule del sistema immunitario, tra cui linfociti B e T, si localizzano lungo il tratto digerente.

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Il mondo delle erbe

Azione sul “secondo cervello” L’intestino è sede del “cervello enterico”: la credenza tradizionale che la pancia fosse la sede delle emozioni viene confermata dalla recente scoperta che esiste un “cervello” nel nostro intestino, indipendente e nello stesso tempo connesso con quello cranico, con cui concorre allo svolgersi delle funzioni vitali dell’organismo. Mentre il cervello cranico incamera ed elabora dati suscitando le emozioni, il “cervello enterico” le memorizza e le elabora con quelle già presenti nell’inconscio. In pratica, prepara la “versione emotiva” con cui verranno letti i dati del

cervello cranico. Questo “secondo cervello” secerne sostanze psicoattive (oppiacei, antidolorifici, calmanti) e in particolare il 95% della serotonina (neurotrasmettitore implicato nel tono dell’umore).

Per scacciare la malinconia Parlando dell’Elisir, Ildegarda dice che “scaccia la malinconia”, e ciò per un duplice ordine di motivazioni. Da un lato l’azione antinfiammatoria, antibatterica e antiparassitaria del rimedio favorisce la corretta funzionalità intestinale; dall’altro la produzione di serotonina ha un effetto benefico a livello del tono dell’umore. Tuttavia, per Ildegarda il termine “melanconia” ha un’accezione più ampia: è lo stato che predispone alla malattia e che prima del peccato originale non esisteva. Al momento della creazione c’era un perfetto equilibrio tra macrocosmo universale e microcosmo umano. Ildegarda identifica la melanconia con il “flegma tiepido” che si è coagulato nell’uomo dopo il peccato originale, provocando in ciascuno di noi un abbassamento dell’energia vitale e predisponendoci alla malattia attraverso l’alterazione dell’equilibrio dei 4 umori.

Prevenzione a 360 gradi Dunque Ildegarda considera l’assenzio “rimedio a tutte le malattie” proprio per la sua capacità di prevenirle dando al corpo la forza di eliminare gli agenti nocivi che vi circolano (effetto legato all’ampio spettro antibatterico, all’azione antiparassitaria e antinfiammatoria) e combattendo la melanconia che indebolisce il corpo.

L’ Assenzio secondo la fitoterapia moderna L’Assenzio maggiore (Artemisia absinthium L. 1753) è una piccola pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Asteraceae. Ha un odore penetrante, aromatico e un sapore speziato, molto amaro. Il fitocomplesso che caratterizza l'assenzio e le sue proprietà medicamentose è costituito da svariati principi attivi: nell'olio essenziale si ritrovano principalmente alfa e beta tujone (monoterpeni comuni anche alla Salvia officinalis, Tanacetum vulgaris e alle varie specie di ginepro e cedro), tuioli, carburi monoterpenici e una buona quantità di azuleni; nella pianta sono presenti inoltre flavonoidi, tannini, polline e lattoni sesquiterpenici tra cui absinthina (principio attivo amaro caratteristico): di recente si è scoperto che l’assenzio ha un’azione antitumorale proprio grazie all’absinthina che agisce sui geni regolatori della proliferazione cellulare. Questi principi attivi si ritrovano soprattutto nelle foglie, negli steli e nelle sommità fiorite della pianta, che ne costituiscono dunque la droga.

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MAGAZINE

Main sponsor

Sand in Taufers Campo Tures

dal 18 al 25 luglio

La prima “RESPIRACTION WEEK” è in VALLE AURINA! L'Altra medicina magazine vi attende con: ✔ conferenze ✔ escursioni ✔ trattamenti olistici ✔ area espositiva

... e tanto altraonaanacora per una settim “tutto respiro” di benessere! Ecco le conferenze in programma ✔ Lunedì 20 luglio Salute e benessere ambientale Relatore: Vincenzo Di Spazio ✔ Martedì 21 luglio Il respiro, la via più semplice al benessere Relatrice: Arianna Paccagnella

✔ Giovedì 23 luglio Sfumature emotive della respirazione: fiori di Bach e maestria delle emozioni. Percorso teorico-esperienziale Relatore: Sergio Laricchia

✔ Mercoledì 22 luglio Omeopatia: ci si può fidare di questa “acqua fresca”? Relatrice: Antonella Ronchi

✔ Venerdì 24 luglio Facciamo “respirare” il nostro intestino Relatrice: Rosi Coerezza

Tutte le informazioni nel sito

www.respiractionweek.it

Email: info@laltramedicina.it


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calorie: è quanto bruciamo camminando a buon passo per 30 minuti. Gli spaghetti aglio e olio ne apportano 320 a porzione.

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Camminare naturalmente. Un gesto che non sappiamo più fare

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L’automassaggio ai piedi

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Fitwalking, un’idea olimpionica… per tutti

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Earthing, la connessione con la Terra

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Nordic walking

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Yoga Pranayama, esercizi per una camminata perfetta

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La camminata meditativa

Introduzione all’arte del CAMMINARE 46


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milioni. È il numero di persone che praticano il Nordic walking nel mondo. È tra gli sport in più rapida crescita.

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per cento è la percentuale di italiani che, secondo i dati del Censis, evita qualsiasi tipo di attività fisica.

Il camminare è l’attività fisica più semplice, alla portata di tutti, e ci regala indiscutibili benefici per il corpo, documentati ormai da centinaia di studi scientifici. Il panorama è piuttosto vario: troviamo esperti di fitness specializzati nell’insegnamento, gruppi di persone che si radunano per camminare a piedi nudi o anche meditatori che amano dedicarsi alla loro pratica preferita camminando. In questo dossier solo qualche spunto per incuriosirvi. Iniziamo con un articolo dedicato al significato del camminare naturalmente: bisognerebbe pensarci ed eventualmente trovare tempo per alcune semplici attività, come lo squat, che non sappiamo più fare. Dopo una bella camminata, non c’è niente di meglio di un bel massaggio al piede: lo pratichiamo secondo i dettami della riflessologia plantare. Due parole, poi, sul Nordic walking: tra le altre cose, brucia tante calorie e aiuta a dimagrire.

In montagna o al mare (ma anche attorno al nostro isolato): è il momento di “alzarsi e camminare”. Scegliete quindi nel dossier l’idea o lo spunto che più incontra i vostri interessi.

Passiamo poi all’Earthing: è un modo per riacquisire contatto con la Terra. Si tratta di camminare a piedi nudi su superfici naturali: secondo alcuni se ne ricava una carica energetica che entra in profondità.

Apriamo quindi una finestra sul mondo del Fitwalking: ce n’è per tutti i gusti. Per i bambini, le famiglie e gli sportivi, giovani ed anziani. Si tratta solo di definire il proprio livello di attività, magari con il supporto di un istruttore. Infine, andiamo in India con qualche esercizio di respirazione Pranayama da praticare prima, durante e dopo le nostre camminate. E sempre dall’India apprendiamo, con le parole dello psichiatra Jacques Vigne, il significato della camminata meditativa, e le ricadute per il benessere psicofisico. 47


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Omeopatia

Omeopatia per le piante I rimedi di Hahnemann entrano nell’orto: un’opportunità tutta da scoprire. Giuseppe Fagone benefici dell’omeopatia si devono alla “suggestione”? All’effetto placebo? E allora come mai l’omeopatia funziona anche sulle piante? Per avvicinarsi al mondo dell’agro-omeopatia possiamo visitare a Milano un orto a

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impatto zero, trattato con i princìpi dell’omeopatia e le tecniche della biodinamica. L’iniziativa è stata promossa dalla FIAMO, la Federazione italiana degli omeopati unicisti, con il sostegno della Fondazione Belladonna.

importantissimo e va indagato; allo stesso modo le circostanze che hanno portato alla malattia e le cause che la mantengono. Osserviamo alcuni esempi di trattamenti omeopatici per i problemi che possiamo trovare nell’orto o nel giardino.

Ambiente di salute e malattia

Trapianti e “ruggine”

Se le piante si ammalano, è importante non solo sapere il nome della malattia che le ha colpite, ma osservare pure le cause ambientali e le reazioni che le singole piante hanno. Come per gli uomini, anche per le piante la malattia è solo la manifestazione della sofferenza nella sua totalità. Come per ogni essere vivente, l’influenza dell’ambiente è fattore

Cominciamo dal terreno: un terreno povero, che trattiene poco l’acqua, potrebbe aver bisogno di un trattamento preventivo con silicio, Silicea 6DH spuzzata sul terreno, o Equisetum allo stesso modo: li si usa una sola volta prima di seminare o trapiantare le piantine. Per i pomodori il basilico è una pianta complementare, che la


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protegge da alcune patologie come la “ruggine”: il trattamento può essere fatto anche con il basilico come rimedio, Ocimum Basilicum 6CH da sciogliere nell’acqua con cui innaffiare le piantine, una sola volta. Simile azione ha la Chamomilla per il peperone.

Lumache e sbalzi termici Un flagello di alcuni orti sono le lumache: il rimedio in questi casi è Helix tosta, da ripetere per qualche giorno sull’intera area

infestata. Gli effetti degli sbalzi termici dal caldo al freddo o viceversa, trovano giovamento dall’uso di Pulsatilla.

Piantine traumatizzate Gli esiti di traumi della corteccia della pianta, le potature o anche solo il trauma per la grandine o il vento possono essere trattati con Arnica montana, anche diluendo poche gocce di tintura madre nell’acqua con cui spuzzare la pianta o le piante traumatizzate.

PIANTE “CONSOLATE” CON PULSATILLA ✺

Poco tempo fa alcuni ricercatori hanno provato a esporre alcuni campioni di semi di soia a un particolare rimedio omeopatico. Con buona pace degli scettici, si è visto che in questo modo è possibile aumentare la crescita di radici e germogli.

Il rimedio utilizzato è Pulsatilla nigricans a diverse diluizioni: tutte le volte per ogni seme esposto a Pulsatilla ce n'era un altro cui veniva data solo acqua distillata. È stato quindi possibile fare un confronto.

Tutti i semi sono stati sottoposti a un processo di invecchiamento accelerato, tenendoli a una temperatura elevata per i primi due giorni. Alla fine i ricercatori hanno fatto le loro misurazioni: le piante trattate con Pulsatilla hanno mostrato una maggiore attività germinativa, i germogli erano più lunghi e le radici più pesanti. Sembra quasi che Pulsatilla convinca la pianta a crescere, meglio e più in fretta.

È difficile sostenere che l'effetto placebo funzioni anche per le piante. Evidentemente il rimedio agisce non per suggestione, ma per un’azione diretta sulla biologia degli organismi viventi.

Un’ultima osservazione. Nello studio le piantine sono state sottoposte a uno stress, a un ambiente ostile per farle invecchiare più in fretta. E guarda caso, Pulsatilla nigricans è conosciuta come il rimedio della consolazione, del conforto: può essere utile alle persone (e si direbbe anche alle piantine) che si sentono abbandonate, percependo il mondo esterno come ostile. Per la tradizione omeopatica, questo sentimento negativo riduce la vitalità e rallenta i ritmi vitali.

Una visita all’orto omeopatico L’orto omeopatico è stato allestito presso il Museo Botanico di Milano (via Margaria 1), a ridosso dell’Ospedale Niguarda. L’orto sarà il fulcro attorno a cui ruoterà una serie di conferenze: si potranno imparare i rudimenti della cura delle piante con l’omeopatia. Nella stessa località sono disponibili materiali didattici e video. Le visite potranno essere compiute concordando, con i volontari che seguono l’orto, la giornata e gli orari. Per info: 0744-429900 (www.fiamo.it oppure www.omeopatiabelladonna.it)

Le conferenze

✔ 11 LUGLIO 2015 L’uso dell’omeopatia nell’allevamento degli animali da reddito, esperienze di veterinari, allevatori e apicoltori.

✔ 12 SETTEMBRE 2015 Esperienze di agroomeopatia in Italia e in Europa, con le testimonianze di quelli che la usano ogni giorno.

✔ 10 OTTOBRE 2015

Le prospettive attuali dell’uso dell’omeopatia in veterinaria. L’educazione e le scelte alimentari per gli umani e i propri animali.

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