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MAGAZINE

LA SALUTE NATURALE RACCONTATA DAGLI ESPERTI

n. 40

APRILE 2015

MAGAZINE

RINNOVARSI IN PRIMAVERA

Periodico mensile – Anno V, numero 40/2015 – €

Poste Italiane - Sped. in A.P. DL 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI

3,50 – Canton Ticino chf 7,00

Può bastare un giorno detox alla settimana

Per notti serene Prova le tisane della tradizione mediterranea

Dossier

Pancia GONFIA?

Il mondo delle argille

Le quattro regole da seguire a tavola

Guida all’impiego di un dono della terra

AROMATERAPIA

PREPARIAMOLO IN CASA

ROCK STEADY BOXING

BATTI LA SPOSSATEZZA PRIMAVERILE CON L’ESSENZA DI MENTA O VERBENA

BUONO E SALUTARE: HEMP-FU, IL TOFU DI SEMI DI CANAPA

UNA NUOVA DISCIPLINA PER TENERE A BADA IL MORBO DI PARKINSON

IL MONDO DELLE ERBE. Tintura di camomilla, rimedio medievale per lo stomaco


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Sommario NUTRIZIONE NATURALE pag. 12 Primavera, rinnoviamoci

con la dieta pag. 18 Ho la pancia gonfia!

IL MONDO DELLE ERBE pag. 24 Le tisane della

buonanotte secondo la teoria dei 4 elementi

pag. 28 La tintura di camomilla

per il mal di stomaco

LE ALTRE MEDICINE

OMEOPATIA pag. 70

Sono un portento! Ma gli altri vedono solo l’ambizione…

pag. 74

Gli ultimi giorni del signor Quark!

pag. 62 Low Dose Medicine,

farmaci a dosi ultrabasse… eppure funzionano

pag. 66 Io il Parkinson

lo prendo a pugni!


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pag. 40

DOSSIER

ARGILLA Un altro dono di Madre Terra Un antico rimedio per la salute e la bellezza Le regole di base per l’impiego

RUBRICHE

I diversi tipi di argilla e la loro applicazione cosmetica

Il periscopio pag. 8

Psicoterapia per tutti i giorni pag. 10

Ci salverà un fiore pag. 31

Aromaterapia pag. 34

Scoperte in soffitta pag. 38

Prepariamolo in casa pag. 76

Le ricette del mese pag. 78

Il mercato della salute pag. 80

Libri pag. 84

Annunci olistici pag. 88

L’ultima domanda pag. 98


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Il mondo delle erbe

LE TISANE DELLA

buonanotte secondo la teoria dei 4 elementi Vi proponiamo tre tisane per conciliare il sonno. La visione olistica della medicina tradizionale mediterranea ci suggerisce malva, tiglio e biancospino. Matteo Politi

N

ella scelta delle piante per favorire il sonno notturno possiamo confidare sull’insegnamento dell’antica Medicina tradizionale mediterranea (MTM). Seguendo i parametri della MTM, il giorno si suddivide in due metà di dodici ore ciascuna: da mezzanotte a mezzogiorno e da mezzogiorno a mezzanotte. Le due parti del giorno vengono ulteriormente suddivise ottenendo quattro intervalli temporali da intendere come segue: da mezzanotte all’alba; dall’alba a mezzogiorno; da mezzogiorno al tramonto; dal tramonto a mezzanotte.

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I fondamenti di tutto ciò che esiste Secondo la MTM, poi, i fenomeni naturali sono governati da quattro qualità: Caldo, Freddo, Secco e Umido. Dalla combinazione di queste qualità hanno luogo, come enunciato dalla teoria formulata da Empedocle, contemporaneo di Ippocrate, i quattro elementi, ovvero: Fuoco (Caldo e Secco); Aria (Calda e Umida); Acqua (Fredda e Umida) e Terra (Fredda e Secca). Non solo; in quella che forse rappresenta la più olistica tra le discipline che descrivono il funzionamento della vita e del mondo, ai quattro elementi vengono associati i quattro gruppi dei segni zodiacali, i quattro segni cardinali, le quattro stagioni, le


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quattro fasi della vita e quello che in questo caso più interessa da vicino: le quattro fasi della giornata.

La sera, ovvero l’elemento Acqua La MTM associa alla mezzanotte l’apice dell’umidità; all’alba l’apice del calore; a mezzogiorno l’apice della secchezza; al tramonto l’apice del freddo. Ecco che la sera, ovvero dal tramonto a mezzanotte, è governata dall’elemento Acqua in quanto combinazione di freddezza e umidità. Tra le varie virtù di questo elemento troviamo quelle di sciogliere, dissolvere, attenuare, attutire, moderare, ammorbidire; tutte dinamiche che possono favorire la quiete e il sonno.

Tisane sul finire del giorno Forse non è a caso che la sera risulti spesso il momento della giornata preferito per assumere le proprietà benefiche delle erbe

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Il mondo delle erbe

MEDICINA TRADIZIONALE MEDITERRANEA: mai troppo tardi per riscoprirla Di validi saperi antichi ne esistono molti, tanti quante le culture d’ogni paese. Quello attinto per questo articolo, che prende spunto da un testo dell’autore (si veda qui sotto), riguarda essenzialmente il sistema medico e filosofico sviluppatosi nella Grecia antica, in cui la figura di Ippocrate è

fondante. Questo sistema di pensiero, evolutosi nel tempo attraverso altri importanti autori, tra cui Galeno prima e Avicenna poi, è rimasto in vita per molti secoli fino ad essere a poco a poco screditato e sostituito dal pensiero scientifico moderno tuttora dominante. Il sapere della cosiddetta Medicina tradizionale

mediterranea (MTM) – che unisce cielo e terra attraverso la mescolanza dei quattro elementi (Terra, Acqua, Aria, Fuoco) diffusi ovunque (zodiaco, fili d’erba, umani e tutti gli esseri del pianeta) – fa da sfondo anche per interpretare i vari momenti della giornata consigliandoci al meglio.

Per approfondire:

➜ Politi, M., La Giornata Naturopatica. 2014, L’Età dell’Acquario Edizioni. ➜ Giannelli, L., Medicina Tradizionale Mediterranea. 2006, Tecniche Nuove Edizioni.

particolarmente indicata e che può risolvere egregiamente. È meno indicata per dormire. Esistono, infatti, piante più adatte della camomilla per conciliare il sonno.

Preferiamo la malva

sotto forma di infusi e decotti, proprio perché il veicolo di trasporto delle forze officinali erboristiche è appunto l’acqua. In questo momento è bene ricercare sapori che possano regalarci sensazioni di morbidezza e di abbraccio avvolgente. Quali erbe scegliere?

Meglio della camomilla La camomilla – forse la più consumata e conosciuta tra le tisane per la notte – contiene in parte queste caratteristiche. Tuttavia, la nota aromatica è abbastanza pronunciata e forte, e in realtà converrebbe assumerla in caso di difficoltà intestinali per cui risulta

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Prima tra tutte la malva (Malva sylvestris). In sé contiene l’elemento Acqua espresso in maniera molto evidente. Le foglie sono infatti molto ampie e morbide, a denotare come questo elemento sia in esse contenuto. Il sapore risulta erbaceo, ovvero non caratteristico: in altre parole la foglia di malva non ha sapore, è insipida. Questo è un altro indizio della presenza dell’elemento acqua, che attenua infatti ogni picco ed eccesso, sia nei sapori che negli odori. La stessa parola «malva» ha radici comuni alla parola «molle» a denotare le caratteristiche dominanti di questa erba dalle molteplici proprietà officinali, tutte essenzialmente di tipo «emolliente».

Tanti benefici in una tazza L’effetto emolliente, che la ricerca scientifica moderna attribuisce a particolari composti chimici denominati polisaccaridi o sostanze mucillagginose, lo si può ottenere a carico di vari distretti del corpo. Infatti la malva è nota


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per agire positivamente nei casi di infiammazione del cavo orale come le gengiviti, usando in questo caso la tisana come collutorio. Agisce inoltre sulle mucose dell’apparato respiratorio, attenuando eventuali infiammazioni localizzate come nel caso di laringiti, faringiti e tossi secche. Egualmente, agisce a livello intestinale, attenuando eventuali bruciori di stomaco ma anche rendendo più morbide e umide le feci, risultando quindi favorevole nei casi di stipsi.

Un calmante del sistema nervoso Contenendo in sé l’elemento acqua, la malva risulta utile per spegnere il fuoco che può manifestarsi in vari modi, con infiammazioni localizzate appunto, ma anche come eccesso d’ira, ansia, rabbia e nervosismo, tutte situazioni che di certo non aiutano ad addormentarsi. Per questo la malva è anche un ottimo calmante del sistema nervoso, da usare la sera prima di andare a letto e per familiarizzare sempre più con l’elemento acqua caratteristico di questa fase della giornata.

Non dimentichiamo il tiglio Un’altra pianta per la notte è il tiglio (Tilia cordata), un rimedio ben conosciuto come rilassante naturale. Nelle foglie, e soprattutto nei fiori, sono presenti anche in questo caso le mucillaggini, insieme ad altre sostanze che in fitoterapia vengono considerate utili per combattere insonnia, tachicardia, nervosismo e mal di testa dovuto a stati d’ansia e di stress, svolgendo un’azione calmante anche a carico del sistema circolatorio, riducendo l’ipertensione. Come per la Camomilla, anche il tiglio possiede una nota aromatica da cui si ricava il corrispondente olio essenziale che risulta soprattutto calmante e ipnotico.

Una maestosa nota di sacralità Notate: in molte città sono presenti esemplari di tiglio, che con l’arrivo della primavera liberano i loro profumi floreali, e contribuiscono a rendere più calma e piacevole anche l’atmosfera urbana. La possibilità del tiglio di vivere parecchi secoli ha fatto assumere a questo albero, che può raggiungere notevoli dimensioni, il simbolo di una longevità sacra. Per questo risulta adeguato consumare una tisana di Tiglio alla sera, nella fase terminale della giornata, perché questa assuma la sacralità, la calma e la saggezza che solo un albero tanto bello e potente come il Tiglio è in grado di regalare.

BIANCOSPINO

la pianta che calma le acque del mare interiore Si può anche ottenere una tisana soporifera utilizzando il biancospino (Crataegus monogyna). Foglie e fiori di biancospino vengono utilizzati in erboristeria per rallentare e regolarizzare il ritmo cardiaco, risultando utili nei casi di insonnia, eccessiva irritabilità e negli stati d’ansia e angoscia. Questo rimedio aiuta a entrare in contatto con il proprio inconscio attraverso i sogni e a sviluppare una direzione propria in armonia con la natura, risultando quindi ben indicato nella fase serale prima di coricarsi. Il biancospino agisce sul cuore, lo dice anche la fitoterapia moderna. Ma è un cuore da intendersi non solo a livello organico. È il cuore emotivo, la mente-cuore con la quale percepiamo la vita. Calmando le acque di tali percezioni, il sonno se ne gioverà. L’elemento acqua è quello maggiormente connesso all’ambito emotivo, ed è bene che tali acque non siano per niente agitate soprattutto prima di prendere sonno. In questi termini il biancospino è in risonanza con l’elemento acqua, ovvero con il mare di emozioni in cui siamo immersi vivendo: nuoteremo tanto meglio quanto più quiete saranno le sue acque.

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Il mondo delle erbe

Un rimedio tradizionale

La tintura di camomilla per il mal di stomaco Una ricetta tradizionale, che origina nel Medioevo e si distingue per le sue proprietà spasmolitiche. Gemma Astolfo

S

i considerava un buon rimedio per il mal di stomaco, soprattutto quello dovuto, come si diceva una volta, a eccitazione nervosa. Insomma, quel quadro di sintomi di cui soffrono le persone che somatizzano nell’apparato digerente. Ma che cosa si intende per tintura? Il procedimento è molto antico e risale probabilmente ai metodi farmaceutici di epoca medievale. Si usa l’alcol puro e si può preparare in casa.

Effetti e modalità d’assunzione Senza esagerare, se ne possono assumere uno o due cucchiaini al giorno. La camomilla ha un effetto calmante, decongestionante, spasmolitico e anti-irritativo sulla mucosa di stomaco e primo intestino. Ma anche in caso di dolori mestruali. Lo

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Come preparare la tintura Ingredienti:

• 20 grammi di fiori di camomilla secchi • 100 ml di alcol (70 gradi) Procedimento: ✺ Inizialmente usiamo circa la metà dell’alcol (50 ml): mettiamo tutta la camomilla nell’alcol in un vaso di vetro ben chiuso. ✺ Lasciamo a macerare per circa 4-5 giorni. ✺ Peschiamo la camomilla e riponiamola in un altro vaso di vetro in cui avremo versato l’altra metà dell’alcol (non buttiamo l’alcol della prima macerazione). ✺ Lasciamo macerare per altri 4-5 giorni. ✺ Spremiamo bene il residuo della camomilla e uniamo i due liquidi filtrandoli accuratamente. ✺ Le tinture si conservano al riparo dalla luce e dall’aria, in bottiglie di vetro scure ben chiuse. La temperatura esterna non dovrebbe superare i 15 gradi.

stesso nome botanico, Matricaria chamomilla, rivela l’antico impiego: “Matricaria” deriva da “matrix”, che significa “utero”. Può anche essere utile per ridurre i sintomi delle stomatiti, cioè le afte in bocca: in questo caso la useremo come collutorio, mettendo un cucchiaino di tintura in un bicchiere d’acqua.

Un concentrato di Sole Anche la camomilla è un’Asteracea, una “figlia dell’astro”, nella fattispecie il Sole. Questa famiglia, che comprende anche l’Arnica, il Girasole e la Calendula, si contraddistingue per l’infiorescenza a capolino. Non è “un” fiore ma un insieme di tanti piccoli fiori. L’attrazione per il Sole delle Asteracee è testimoniata dal fatto che alcune specie, volgono il capolino al passaggio dell’astro in cielo, come nel caso del Girasole.

ATTENZIONE A NON SBAGLIARE PIANTA! La camomilla, che rivedremo fiorire a partire da maggio, può essere confusa con altri fiori, in particolare il piretro (Tanacetum). Da quest’ultimo si ricava un insetticida, tra i pochi ammessi in agricoltura biologica. Per riconoscere la camomilla puntiamo sul profumo, sulle foglioline a forma di aghi e sulla conformazione dell’infiorescenza: il petalo, o meglio la “ligula”, ricade verso terra.

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Dossier

millesimi di millimetro: sono le dimensioni delle particelle d’argilla. Quelle della sabbia piÚ fine arrivano solo a 1/16 di mm.

ARGILLA Un altro dono di Madre Terra

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pag. 42

Argilla, un antico rimedio per la salute e la bellezza

pag.48

Le regole di base per l’impiego

pag. 54

I diversi tipi di argilla e la loro applicazione cosmetica


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sono i tipi “puri” di argilla secondo gli esperti. Va detto, però, che più spesso in Natura si trovano tra loro mischiati.

2,5

millenni prima di Cristo: le prime prove d’impiego medico dell’argilla da parte dell’uomo .(in Mesopotamia).

Il rimedio si trova sotto i nostri piedi e da molto tempo è stato incorporato nei sistemi medici tradizionali. Come l’acqua, le erbe, i frutti e alcuni minerali, l’argilla ha molto a che fare con noi. Lo testimonia persino la Bibbia quando parla del nostro progenitore Adamo: il racconto della Genesi parla di un Uomo plasmato da Dio a partire dalla terra rossa. Ma a parte queste suggestioni, l’argilloterapia è arrivata fino ai nostri giorni e può contare su modalità d’impiego forgiate da un’esperienza millenaria. Sarebbe un peccato non conoscere le opzioni salutistiche e cosmetiche Come di questo materiale. Ad accompagnarci nel viaggio tra le argille è Mara Ravaioli, una professionista che per lavoro si occupa di cosmetica naturale. Il percorso che ha ideato per noi si delinea in tre grandi capitoli. Nel primo, illustriamo le proprietà dell’argilla, comprovate dall’uso e dai risultati. Proprietà che – lo ricordiamo – non si limitano affatto alla cosmesi. Al contrario, in passato, l’argilla è stata adottata dai principali luminari della medicina.

usare l’argilla? E quali sono le ricadute per la bellezza e il benessere? Più di quante siamo soliti pensare. Distinguiamo però tra i vari tipi di argilla e scopriamo le caratteristiche di ognuna.

Nella seconda parte, sintetizziamo le modalità d’impiego. L’uso può essere interno ed esterno. Possiamo bere l’acqua argillosa oppure applicarla in vari modi sulla cute. I vari metodi, con un po’ d’impegno, si imparano facilmente. Tra l’altro è sempre gratificante lavorare con le materie della Natura. Entriamo infine nel merito dei vari tipi di argilla, distinguendole in base al colore che dipende dalla composizione minerale. Per l’occasione, Mara ci propone anche qualche ricetta ma ne trovate altre sul suo sito web. Con questo dossier vogliamo dare le informazioni di base per introdurvi nel regno delle “terre”. Il resto verrà da sé col tempo e l’esperienza. Buona lettura. 41


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Prepariamolo in casa

Giulia Landini

Formaggi vegetali (2)

HEMP-FU Il tofu di semi di canapa

U

n tofu dal sapore molto particolare, ricco di buone componenti come gli acidi grassi della serie Omega, tutti gli aminoacidi essenziali (è un alimento ricco di proteine) e vitamine. Insomma, dal punto di vista nutrizionale è davvero molto interessante! Orientale? È stato “inventato” in

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Pianura Padana qualche anno fa. Ecco il sito dell’inventore dell’Hemp-Fu. Ha creato un laboratorio artigianale in provincia di Cremona e vende i suoi prodotti Veg online: http://www.armoniaebonta.it Mentre il classico tofu di soia, di cui abbiamo parlato sul numero

scorso, si ottiene facendo cagliare il latte di soia, il tofu di canapa, cioè l’Hemp-Fu, si ottiene facendo cagliare il latte di canapa, che difficilmente si trova nei negozi sotto-casa, per cui andrà autoprodotto. Vediamo come si procede. Post Scriptum per gli interessati: nessun cannabinoide dai semi di canapa...


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SIAMO PRONTI A PRODURRE IL FORMAGGIO INGREDIENTI ● 250 g di semi di canapa interi (vanno

bene anche quelli decorticati) ● 1 litro di acqua ● 1 cucchiaino di nigari (cloruro di

magnesio: serve per cagliare).

PRIMO PASSO ✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺ Prepariamo il latte di canapa Lavare i semi in un colino a maglie strette sotto acqua corrente, trasferirli in una bacinella con un litro di acqua tiepida e lasciarli in ammollo per almeno un paio d’ore, meglio se tutta la notte. Terminato l’ammollo, scolare i semi in un colino a maglie strette, ma non buttate l’acqua. Frullare i semi aggiungendo acqua di ammollo (se

necessario): frullare dapprima lentamente poi gradualmente aumentiamo la velocità. Aggiungere poi poco per volta tutta l’acqua di ammollo. Il latte di canapa così ottenuto va filtrato in un colapasta rivestito da un telo per eliminare tutte le fibre dei semi. Torcere bene il telo per scolare l’acqua trattenuta.

SECONDO PASSO ✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺ Passiamo alla cagliata Trasferire il latte di canapa ottenuto in una pentola e portarlo a ebollizione. Sciogliere il nigari in una tazzina d’acqua. Portare il latte a 80 gradi spegnendo il fuoco e versare il nigari. Il latte inizierà a cagliare.

TERZO PASSO ✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺ Diamogli una forma da formaggio Attendere qualche minuto per lasciar cagliare. A questo punto procedere come per il tofu di soia. Bisogna dare forma al nostro formaggio. Usate le formine che avete in casa foderandole con garza o un tovagliolo. Dalla pentola pescate i piccoli fiocchi che si sono formati, magari servendovi di un altro colino, e riponeteli nello stampo. Strizzando, colate bene l’acqua. Dopo un’ora trasferite il tovagliolo in una bacinella di acqua fredda, e lasciatelo lì per un’ora. A questo punto è pronto. Si può conservare in frigo per qualche giorno immerso in acqua.

pi ù f a

e ci l Fare il latte vegetale con il Chufamix

In commercio esiste uno strumento inventato in Spagna, in realtà per autoprodurre l’orzata ma che si presta bene anche per i formaggi vegetali. Il suo nome è Chufamix e l’orzata (Orxata) è molto popolare in Spagna, una volta anche da noi. Lo strumento è formato da un contenitore al cui interno si ✱ inserisce un filtro a maglie molto strette. E poi c’è un pestello e un coperchio. Si versa l’acqua nel contenitore – nelle ricette che troverete allegate allo strumento, viene indicato non meno di un litro – quindi viene inserito il filtro, e dentro al filtro i semi scelti per fare il latte. Occorre usare un frullatore a immersione per frullare i semi che ✱ rilasceranno tutte le sostanze nell’acqua. Questa si colorerà di bianco: con il pestello pestiamo bene i semi. A questo punto si rimuove il filtro e in un batter d’occhio abbiamo ottenuto il nostro buon latte veg autoprodotto. Lo potete dolcificare aggiungendo ai semi dell’uvetta o dei datteri (o il miele o frutta dolce) da frullare insieme al resto.

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