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Periodico mensile – Anno V, numero 38/2015 – €

Poste Italiane - Sped. in A.P. DL 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI

3,50 – Canton Ticino chf 7,00 FEBBRAIO 2015

MAGAZINE

LA SALUTE NATURALE RACCONTATA DAGLI ESPERTI

n. 38 MAGAZINE

ARROSTI VEGETALI Succulenti e salutari: la regina è la zucca

LE PIANTE PER L’INVERNO Quali scegliere contro i malanni di stagione

DIETA ENERGETICA Una soluzione in chiave vegan

Dossier

PIANETA ALGHE Il cibo che viene dal mare

Disturbi respiratori Il training basato sulle vocali

ERBE ANTI-REUMATISMI

TAMBURO ARMONICO

INDIANI D’AMERICA

L’ARTIGLIO DEL DIAVOLO E LE ALTRE CURE VEGETALI: ECCO COME SI USANO

UN NUOVO STRUMENTO PER RIEQUILIBRARE IL SISTEMA CORPO-PSICHE

GLI UOMINI MEDICINA: IL LORO INSEGNAMENTO È ANCORA D’ATTUALITÀ

PREPARIAMOLO IN CASA. Raffreddori e mal di gola? Prova i nostri sciroppi!


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Sommario NUTRIZIONE NATURALE pag. 16 Sempre stanchi?

Potrebbe dipendere da ciò che mangiamo. pag. 20 Gli arrosti vegetali

IL MONDO DELLE ERBE pag. 24 Reumatismi, il regno

verde viene in aiuto pag. 30 Erboristeria per l’inverno pag. 34 Gelsomino e salvia,

un’iniezione di fiducia nell’anno nuovo

LE ALTRE MEDICINE

OMEOPATIA pag. 72

La scarlattina e il talento di Belladonna

pag. 78

Mila fuori dall’inferno

pag. 60 AEIOU Training, in

soccorso al respiro

pag. 64 Indiani d’America,

i pionieri della medicina dolce pag. 70 Fascite plantare, una

soluzione low-tech


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pag. 42

DOSSIER

PIANETA ALGHE Il cibo che viene dal mare Le alghe nel piatto Le super-alghe: Spirulina, Klamath e Clorella Guida pratica all’impiego in cucina

RUBRICHE

Kombu, un’alga in aiuto alla tiroide

Il periscopio pag. 8

Psicoterapia per tutti i giorni pag. 10

Sulle ali di Psiche pag. 12

Ci salverà un fiore pag. 38

Scoperte in soffitta pag. 41

Omeopatia in azione pag. 76

Prepariamolo in casa pag. 80

Le ricette del mese pag. 84

Il mercato della salute pag. 87

Libri e web trend pag. 88

Annunci olistici pag. 92

L’ultima domanda pag. 98


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Nutrizione naturale

BRENDAN BRAZIER E LA SUA DIETA ENERGETICA

Sempre stanchi? Potrebbe dipendere da ciò che mangiamo. Fabio Fioravanti

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È

ormai considerato uno dei maggiori esperti mondiali di nutrizione vegan. Ma tutto quello che Brendan Brazier (nella foto a sinistra) ha capito sulla nutrizione è stato ricavato dalla sua esperienza personale. Perché Brendan è stato campione di una delle più impegnative discipline sportive: l’Ironman Triathlon, una gara in cui l’atleta non riposa mai nell’arco di un’intera giornata, sempre impegnato a nuotare, correre e spingere sui pedali della bicicletta.

Trarre energia dai cibi vivi Potrà sembrare strano che, a fronte di uno sport tanto impegnativo, Brendan abbia deciso di adottare una dieta vegan (con qualche piccola eccezione), eppure è così e il suo modo di approcciarsi alla dieta sta raccogliendo vasti consensi di pubblico. Attualmente, l’ex campione è tra i più richiesti consulenti di nutrizione nel mondo dello sport professionistico in nord America. Ma i principi alla base della sua dieta (la “Thrive Diet”) trovano applicazione in un ambito molto più ampio. Fatica fisica e mentale e non avete fatto nulla? Può capitare. Secondo Brazier il problema si supera seguendo le sue idee sull’alimentazione. I principi basilari sono tre.

1

I processi di digestione e assimilazione consumano molta

energia. Noi possiamo mangiare un cibo ricco di energia ma se quel cibo, per essere digerito, brucia troppe calorie alla fine il bilancio è in perdita. Resta poco “carburante” per le nostre attività fisiche e mentali. I cibi da preferire sono quelli altamente digeribili, in primis frutta e pseudocereali integrali (amaranto, grano saraceno, quinoa, riso selvatico).

2

Preferire i cibi alcalinizzanti. Quelli acidificanti non solo danneggiano la salute ma causano anche affaticamento. Brazier consiglia anche di puntare sulla clorofilla, contenuta nelle foglie verdi (e negli integratori).

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Eliminare il “debito biologico”. Con questo termine si intende il calo di energia causato soprattutto dal consumo di zucchero raffinato e caffè. Ma anche di tutti i cibi “frazionati”, non integrali. Tali alimenti stimolanti producono inizialmente una botta di energia che però ben presto si esaurisce. L’organismo paga il prezzo con l’affaticamento. Inoltre, stimolano eccessivamente le ghiandole surrenali inducendole a produrre troppo cortisolo, l’ormone dello stress. E alla lunga, sotto stress, le forze vengono meno.

Gli alimenti alcalinizzanti VEGETALI Alghe, asparagi, broccoli, carote, cavolfiori, cetrioli, cipolle, fagiolini, germogli, peperoni, piselli, porri, sedano, verdure a foglia verde, zucchine, zucca

PSEUDOCEREALI Amaranto, grano saraceno, miglio, quinoa, riso selvatico

FRUTTA Limone, mango, papaia, pompelmo. Ma anche ananas, arance, bacche, banane, cachi, ciliegie, datteri, fichi, melagrane, mele, melone, pere, pesche, uva

OLI Canapa, lino e zucca

VARIE Rooibos, tè verde, zenzero

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Nutrizione naturale

Esauriti dal cibo insalubre

La piramide rivitalizzante

Potremmo dire che la dieta di Brazier – denominata in italiano “dieta energ-etica” e ideata per combattere la fatica negli sport di resistenza estrema – è ora proposta contro la stanchezza generica che attanaglia tante persone. A volte, non ci si capacita: com’è possibile che mi senta così vuoto di energia, pur vivendo nell’abbondanza? Secondo Brendan dipende proprio dal nostro stile alimentare. Pensiamo di fare il carico di energia, ma le cose nel corpo funzionano diversamente.

Ma di fatto che cosa dobbiamo mangiare secondo Brazier? Ovviamente tanta frutta e verdura, legumi, bacche, pseudocereali e semi. Si segue una piramide alimentare che raccomanda di puntare sui vegetali fibrosi (45% di ciò che mangiamo), seguiti da legumi, semi e pseudocereali come fonti proteiche (20%) e dalla frutta (20%). I grassi invece li ricaviamo da frutta secca, noci, avocado e oli non raffinati. Amidi e cereali non dovrebbero superare il 5%. Per dolcificare si usa la frutta, come datteri, stevia e succo di agave.

Brendan Brazier La cucina energetica Edizioni Sonda Pagine 256, euro 19,90

Prima traduzione italiana di un libro di Brendan Brazier. Una breve introduzione teorica seguita da 150 ricette vegetali e integrali. Una parte del libro è dedicata alle ricette “energ-etiche” per gli sportivi.

IL BURGER SECONDO BRENDAN BRAZIER Si può rinunciare al burger? No, non si può. Ma optiamo per un burger tutto (o quasi) vegetale. Secondo Brendan Brazier è il tipo di cibo su cui puntare.

✱ 1

Al posto dell’hamburger

PRIMA OPZIONE:

burger di fagioli neri ● ● ● ● ● ● ● ●

120 g di fagioli neri cotti 85 g di fiocchi d’avena 15 g di lievito 25 g di formaggio vegan 1 cipolla 1 cucchiaino di senape 2 cucchiai di salsa tamari sale

Mettere in un recipiente i fagioli, l’avena, il formaggio e il lievito. Impastare con le mani. Nel frullatore mettere cipolla, senape e salsa tamari. Una volta frullato aggiungere all’impasto, aggiustare di sale. Per rendere sodo l’impasto aggiungere

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LA BEVANDA

Alimenti da cui prendere le distanze

Clorofilla Regina

Da eliminare o ridurre al minimo i prodotti a base di grano (preferendo miglio e farro), quelli che contengono glutine, lo zucchero raffinato e i latticini. Va abbattuto il consumo di pasta e pane, soprattutto quelli ottenuti da farine raffinate. Troppo difficile? Beh, occorre senz’altro impegno e tempo a disposizione. Tuttavia, a giudicare dalle ricette che propone, lo sforzo nel preparare i piatti di Brazier dovrebbe essere ben ripagato a tavola.

briciole di pane di grano ma germogliato. Formare dei burger e cuocerli in padella con un filo d’olio di cocco (circa un minuto per lato). Si conservano in frigo per 5 giorni. SECONDA OPZIONE:

cappello di fungo Champignon (o altro) Ungere il cappello, o i cappelli, da entrambi i lati. Arrostire sul fuoco finché non saranno visibili i segni della griglia.

2 Aldelposto formaggio Formaggio cheddar di anacardi (vegan)

● 300 g di anacardi ● 33 g di lievito alimentare in scaglie ● 125 ml di Rejuvelac ● un pizzico di aglio in polvere ● 25 g di miso ● 2 cucchiai di agar-agar ● sale

Consigliatissimo da Brandon Brazier: è uno dei succhi base della sua “dieta energ-etica”, una bomba alcalinizzante. Si fa così: ✔ Centrifugare a bassa velocità alcune foglie di cavolo riccio e una manciata di spinaci. ✔ Centrifugare ad alta velocità mezzo cetriolo con buccia, una costa di sedano, una mela con buccia, una pera. ✔ Unire i due succhi e aggiungere un cucchiaino di alga Clorella in polvere.

Lasciare gli anacardi in ammollo per 6-8 ore. Versarli nel frullatore insieme agli altri ingredienti a parte l’agar-agar. Frullare, trasferire in un recipiente e lasciar riposare a temperatura ambiente per almeno un giorno. Mettere il tutto in una casseruola, aggiungere l’agar-agar e cuocere a fuoco medio mescolando. Trasferire in un contenitore formando un piccolo panetto e lasciar rassodare per 6 ore in frigo.

✱ 3

La composizione del panino

Una volta preparato il burger e il formaggio, passiamo alla preparazione del panino. Brazier usa i panini per burger di grano germogliato. ● In padella cuocete il burger (può anche essere il vostro burger vegan preferito) ● Tagliate a metà il panino, e mettete il cheddar. Cuocete in

Che cos’è il Rejuvelac? Serve per preparare il cheddar di anacardi. Lasciare in ammollo in mezzo litro d’acqua 170 g di quinoa o di grano saraceno. Dopo 812 ore scolare, coprire con un panno, e lasciar riposare a temperatura ambiente, sciacquando 2-3 volte al giorno. Quando i grani cominciano a germogliare, aggiungere un litro d’acqua, coprire e lasciar riposare per 2 giorni. Alla fine scolare, eliminare i grani germogliati e conservare in frigo in un barattolo di vetro chiuso (massimo una settimana).

forno per 3-4 minuti finché il formaggio è fuso. ● A questo punto aggiungete le vostre verdure, hummus e salsine preferite: inserite il burger, chiudete il panino e… bon appetit!

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Il mondo delle erbe

Erboristeria per l’inverno Vi proponiamo un breve viaggio nei rimedi piÚ adatti per la stagione fredda. La Natura provvidenziale offre la sua soluzione: in chiave naturopatica, ovviamente. Matteo Politi 30


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sservando i movimenti della Natura possiamo cogliere nel ciclo dell’anno molte informazioni utili per la cura e il benessere personale. Più riusciamo a sintonizzarci con le forze in gioco che trasformano la Natura, stagione dopo stagione, meno fatica faremo ad adattarci al nuovo clima che verrà. In Inverno le foglie cadono a terra, marciscono e poi si sgretolano. Molti alberi si ritrovano nudi e disabitati. Tutto è quiete. Il colore marrone che prevale nel bosco invernale, richiama alla forza e alla solidità, alla capacità di resistenza, alla pazienza, al senso del dovere, alla responsabilità e alla costanza. Tutte doti preziose, specialmente nel rigido e freddo inverno.

O

Le piante del Capricorno Eppure nel bosco un po’ di verde resiste al freddo e al rigore, e, ragionando per analogia, è là che andremo a cercare sostegno e rimedi. Vecchie abitudini che ritornano: nel mese del Capricorno, che segna l’inizio dell’inverno, adorniamo gli spazi vissuti con richiami di verde. Che sia Agrifoglio, Pungitopo, Pino, Ginepro o Abete – quest’ultimo a padroneggiare nei salotti di Natale dei tempi nostri – l’intento è istintivamente rivolto a scongiurare quella forza oscura che ha denudato la Natura e messo a tacere i suoi abitanti. E forse non del tutto a caso scegliamo proprio determinate piante per adornare le nostre case all’inizio dell’Inverno. Posseggono infatti proprietà utili nella stagione fredda!

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Il mondo delle erbe

Ciò che resta dopo l’autunno Molti esseri vegetali durante l’autunno perdono il verde fogliame che cade a terra e a poco a poco si trasforma, si sgretola, si polverizza scomparendo ai nostri occhi. Queste polveri organiche e minerali che fertilizzano il terreno ricettivo, rappresentano la parte più concreta dell’essere vegetale, la parte solida che ha resistito ai processi putrefattivi autunnali. Il corrispettivo umano di questa parte concreta e solida del vegetale è rappresentato in primo luogo dal tessuto osseo e annessi. Ne deriva che sciogliere i dolori articolari, fluidificare le giunture, evitare il “freddo che penetra nelle ossa” – ma in senso lato anche dissolvere le rigidità emotive – sono tutte buone pratiche da tenere presente sopratutto in inverno.

Il verde che non teme il gelo Ma dove sono dunque i rimedi erboristici per sostenere questo tipo di processi fisiologici? Torniamo a osservare la Natura e li troveremo soprattutto nel verde che resiste all’inverno e che ci aiuterà a fare altrettanto. Ecco che l’Abete a Natale può entrare nelle nostre case non solo come ornamento, ma anche come rimedio sotto forma di unguento per massaggi esterni in caso di dolori reumatici a livello di ossa, cartilagini e articolazioni. Lo stesso potremo fare utilizzando le

foglie di Pino e di Ginepro, anch’esse ottime fonti di rimedi per i dolori da indurimento a carico dell’apparato osteoarticolare.

Foglie ad ago: ricettacoli di Fuoco Ciò che accomuna queste piante sempreverdi è la forma ad ago della foglia, la poca vistosità dell’infiorescenza e la presenza di olio essenziale. La foglia è dritta, dura, ridotta all’essenza, un filo sottile ma tenace. Ogni forma espansa diviene superflua in queste piante. Il rigore e la rigidità caratterizza questi vegetali, che possiedono però un elemento scaldante al loro interno sotto forma di olio essenziale. Questo fuoco verrà convogliato, per analogia, ai tessuti duri e rigidi del corpo umano apportandovi il calore necessario a sciogliere quei dolori da indurimento tipici del sistema osteo-articolare, che nella stagione fredda e umida possono accentuarsi.

Agrifoglio e Pungitopo, per liberarci dalle rigidità Passando invece all’Agrifoglio (bollire 60 g di radice in 100 cl d’acqua per 10 minuti) e al Pungitopo, piante sempreverdi ricorrenti anch’esse nella tradizione natalizia, in termini erboristici risulta interessante la loro azione diuretica e sulla microcircolazione. In questo caso, assunti per via interna, permettono quel drenaggio essenziale per allontanare dalle zone

Ricaviamo l’oleolita dall’albero di Natale Utile contro le rigidità osteoarticolari Ebbene sì, possiamo addirittura pensare di preparare il nostro unguento utilizzando alcuni rametti dell’Abete natalizio. Infatti basta raccogliere le foglie e metterle in un barattolo di vetro ricoprendole di olio di varia natura, purché di buona qualità. Avvolgiamo il barattolo in un panno e lasciamolo sul termosifone per il tempo delle vacanze di Natale. Poi filtriamo e abbiamo ottenuto un oleolita di foglie di Abete che possiamo utilizzare tal quale, oppure trasformare in unguento sciogliendo a bagno maria 1,5 grammi di cera d’api per ogni 10 ml di oleolita.

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doloranti ed espellere attraverso le vie urinarie quegli indurimenti reumatici disciolti dagli unguenti di Abete, Pino e Ginepro, con cui dunque lavorano in sinergia. Questa modalità di formulare un rimedio erboristico complesso deriva da una visione e da un approccio olistico nell’affrontare un tipo di problematica spesso aggredita solo con cure anti-dolorifiche, le quali però non portano a nessun tipo di miglioramento effettivo della problematica stessa.

Il significato della febbre e un errore frequente Con l’inverno sopraggiungono spesso gli stati influenzali che ci costringono a letto e al riparo dal freddo. Il corpo di solito reagisce innalzando la temperatura e provocando stati febbrili. Questo tipo di risposta all’aggressione di agenti virali è fisiologica, è un’arma di difesa che il corpo mette in atto per sanarsi e auto-guarirsi. Purtroppo, però, nell’era moderna l’aumento della temperatura corporea viene considerato come una patologia, e spesso, se colpiti da stati febbrili, tendiamo ad assumere antipiretici, ovvero i rimedi che abbassano la temperatura, limitando di fatto il potere di auto-guarigione del corpo stesso. Certo, elevate temperature corporee prolungate nel tempo possono risultare molto pericolose e anche letali, per cui si tratta di “negoziare con il male” tenendo comunque sotto controllo l’andamento della febbre misurando spesso la temperatura, ma senza necessariamente abbatterla in maniera brusca.

Il vin brulé, molto più di un momento conviviale Anzi, una via naturale per combattere l’influenza e quindi ridurre la febbre, consiste proprio nell’assumere dei rimedi erboristici che apportino calore in maniera rapida, decisa e incisiva. Una ricetta classica in questo caso è quella del vin brulé, dove troviamo una serie di sostanze vegetali ad alto contenuto di oli essenziali, fuoco organico, ricchi di elementi con spiccate proprietà antivirali. Soprattutto gli oli essenziali della Cannella e dei Chiodi di Garofano agiscono direttamente contro i virus, sui quali il loro fuoco va ad agire in qualche modo “bruciandoli” in maniera selettiva. Se vogliamo sfruttare queste proprietà terapeutiche evitando l’assunzione di alcol, possiamo preparare un semplice decotto a partire dalla miscela di erbe utilizzate nella ricetta del vin brulé.

Essenze in armonia con l’inverno: rientriamo in noi stessi Se vogliamo sfruttare le proprietà terapeutiche delle piante che resistono all’inverno su un piano più sottile, fatto di pensieri ed emozioni, possiamo avvalerci delle frazioni sottili e leggere estraibili dalle stesse piante. ● Ad esempio, sempre il caro Abete natalizio può tornare utile stavolta sotto forma di olio essenziale, per lo studio e la concentrazione, e per focalizzare l’attenzione. ● L'essenza di Ginepro dona invece sicurezza e presenza. Come fossero tutti movimenti centripeti, di taglio del superfluo e riduzione all’essenziale, in armonia con il ritmo dominante della stagione invernale: anche le Natura ora è concentrata in se stessa. Se invece cerchiamo un effetto più dissolvente verso certe emozioni sclerotizzate, dobbiamo rivolgere l’attenzione verso le piante sempreverdi che, oltre a possedere il calore sottoforma di olio essenziale, presentano foglie espanse, dove cioè un’acqua vitale è penetrata nelle foglie riuscendo ad ammorbidire la forma sclerotizzata tipica delle aghifoglie. ● In questo caso ci rivolgiamo per esempio all’Alloro: questa fragranza, oltre a favorire la concentrazione, stimola la voglia di rinnovamento e cambiamento. Particolarmente utile dunque nel tardo inverno, quando si avvicina l’irresistibile forza trasformativa della Primavera alle porte.

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38 DOSSIER INTROOK_Layout 2 09/01/15 10.38 Pagina 42

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Dossier

mila: il numero di specie d’alga, secondo una stima recente. Quelle mangerecce sono solo la punta dell’iceberg.

Pianeta alghe Il cibo che viene dal mare

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pag. 44

Le alghe nel piatto

pag. 48

Le super-alghe: Spirulina, Klamath e Clorella

pag. 53

Guida pratica all’impiego in cucina

pag. 56

Kombu, un’alga in aiuto alla tiroide


38 DOSSIER INTROOK_Layout 2 09/01/15 10.38 Pagina 43

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grammi di CO2 tolti dall’atmosfera per ogni grammo d’alga: senza le alghe l’effetto serra renderebbe la Terra un inferno inabitabile.

3,6

miliardi di anni: età delle microalghe (cianobatteri). Sono state loro a inventare la fotosintesi e la vita terrestre.

Non ancora molto conosciuti dal grande pubblico, alcuni tipi di alghe rientrano tradizionalmente nelle scelte alimentari di diverse popolazioni, sulle sponde dei laghi o sulle rive degli oceani. Da noi, oggi, c’è chi profetizza alle alghe un luminoso futuro... in cucina, al punto da soppiantare gli alimenti terrestri come fonte di proteine e vitamine. Non sappiamo se le cose prenderanno questa piega ma è certo che, ormai, anche dalle nostre parti possiamo trovare le alghe nei reparti di alcuni supermercati, erboristerie, e negozi bio. Ma come dobbiamo orientarci nel superRicche di market marino? Prima di tutto è bene conoscere le particolarità nutrizionali delle alghe: alcune sono ricche di vitamine, proteine e aminoacidi, oligoelementi e minerali che conosciamo bene perché a volte sono prescritti in forma di integratori. Calcio, ferro e iodio, soprattutto. Il consiglio per chi intenda procedere su questa strada è di non abusare e di orientarsi in modo oculato tra le varie alghe.

nutrienti, sfiziose in cucina e con una lunga storia alle spalle. Ma per molti metterle nel piatto resta una “mission impossible”. Eppure, una spolveratina quotidiana non sarebbe male...

Un discorso a parte meritano le cosiddette microalghe, cui vengono attribuite proprietà interessanti in ottica preventiva. Parliamo in particolare di Spirulina, Klamath e Clorella. Vediamo come approfittarne. Trasferiamoci, poi, in cucina perché un alimento sarà anche ricco di eccezionali nutrienti ma, se non è gradevole al palato, difficilmente troverà un posto stabile nelle nostre diete. Possiamo consumare le alghe in vari modi, e rendere per esempio più digeribili i legumi. Ma possono anche, come nel caso dell’agar agar, essere usate per proteggere la mucosa gastrointestinale irritata o come efficace lassativo.

Infine, entriamo nel merito di un intervento mirato contro l’ipotiroidismo. Protagonista è l’alga Kombu, ricchissima di iodio ma da consumare in quantità adeguate. 43


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Omeopatia in azione

Roberto Petrucci

Croton tiglium è anche una delle 50 erbe fondamentali della medicina tradizionale cinese.

Una ragazza ESPLOSIVA Un terribile eczema e la tendenza a “buttare fuori” con violenza: scegliamo Croton tiglium, una pianta con lo stesso carattere. 76

I

n occasione di una lezione che ho tenuto in Romania ho visitato una ragazza di 15 anni per un eczema impetiginizzato diffuso a tutto il corpo. I problemi dermatologici erano iniziati all'età di 3 anni; all’età di 7 anni una terapia cortisonica aveva portato alla regressione pressoché completa dell’eruzione, ma a 12 anni si è avuto di nuovo un grave peggioramento. La paziente aveva seguito anche vari trattamenti omeopatici ma senza ottenere risultati significativi.

Le malattie dell’infanzia Nell’infanzia ha avuto numerose

parassitosi, tra cui infestazione da pidocchi. Ha sofferto di intolleranza al latte materno e di coliche del lattante con diarree esplosive. A 8 anni ha contratto la varicella che ha avuto un andamento alquanto impegnativo, con vescicole emorragiche; inoltre, durante la malattia, è caduta in uno stato di obnubilamento del sensorio durato per 3 giorni.

Un indizio importante Una caratteristica particolare è la sua reazione ad alcuni rimedi omeopatici; ad esempio, in seguito a un trattamento con Natrium muriaticum si è coperta di vescicole, non pruriginose, su


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tutto il corpo. Quando un rimedio non corretto provoca una manifestazione sintomatologica è importante tenere in considerazione i sintomi emersi in quanto molto spesso questi disturbi sono indicativi per il rimedio che dovrebbe essere somministrato; è come se il corpo volesse darci delle indicazioni per la corretta prescrizione.

Prurito e dolori all’addome Al momento della visita la ragazza presentava un grave eczema impetiginizzato, diffuso a tutto il corpo e con prurito intenso. Oltre ai problemi dermatologici soffre frequentemente di dolori addominali per cui deve piegarsi in avanti per avere un minimo di sollievo; questi episodi sono accompagnati da diarrea esplosiva, espulsa a getto.

Che cosa ci insegna questo caso? Il paziente ci parla, in molti modi, non solo perché racconta i suoi disturbi. Consideriamo anche gli aspetti mentali ed emozionali, il comportamento e la reattività, che spesso vengono meglio chiariti da un familiare o da un conoscente. Anche il corpo ci parla in modo chiaro: in questo caso la reattività esplosiva, che si manifesta con la tendenza a sviluppare certi sintomi fisici evidenziati dalle stesse caratteristiche di esplosività riscontrate a livello mentale. Le modalità che si trovano sul piano fisico dovrebbero trovare riscontro anche su quello psichico. Questo caso, quindi, illustra bene la necessità di dover considerare tutti gli aspetti del paziente, fisici e mentali, per pervenire alla prescrizione del rimedio omeopatico corretto.

** **

La mamma la descrive come una ragazza un po’ superficiale: ha spesso la tendenza a fare un po’ la “buffona” e difficilmente entra in relazione profonda con gli altri. Nel suo carattere ci sono aspetti contraddittori: in genere è attratta da nuove esperienze, ma in alcuni periodi manifesta l’esatto opposto con tendenza a voler fare sempre le stesse cose. Si arrabbia facilmente, è estremamente impulsiva e ha attacchi di irritabilità improvvisa nel corso dei quali tende a lanciare oggetti.

diarrea) e sulla pelle. Deve essere un rimedio con una reattività “esplosiva” a livello sia mentale sia fisico: la ragazza infatti si arrabbia facilmente, ha eruzioni importanti (azione centrifuga) e diarrea con feci espulse a getto, in modo esplosivo. La tendenza alle parassitosi mi ha orientato verso il regno vegetale, in quanto i pazienti con rimedi costituzionali vegetali mostrano una maggiore tendenza a manifestare proprio questo tipo di problemi. Ho pensato a una famiglia botanica specifica, cioè alle Euphorbiaceae in quanto – oltre alle similitudini omeopatiche – i frutti delle euforbie sono capsule che in genere si aprono in modo esplosivo quando i semi in esse contenuti giungono a maturazione.

Scegliamo il rimedio

Perché Croton tiglium?

Il rimedio deve agire sull’intestino (tendenza alle coliche addominali e alla

Il rimedio scelto è Croton tiglium perché nella materia medica omeopatica leggiamo: “Questo

Impulsività fuori controllo

rimedio è conosciuto per l’eczema e soprattutto per le diarree estive, con evacuazioni improvvise, brutali ed esplosive”. Oltre a ciò, Croton tiglium è indicato anche negli stati alternanti che, nella paziente, si evidenziano nel sintomo di voler sempre fare cose nuove alternato a periodi in cui vuole sempre fare la stessa cosa.

Miglioramenti fisici e caratteriali Al primo controllo, dopo 2 mesi dall’inizio della terapia omeopatica, la pelle andava già molto meglio (miglioramento dell’80%) e i problemi addominali erano scomparsi. Nel corso del tempo tutti i problemi fisici sono migliorati moltissimo e si è notato un cambiamento anche sull’aspetto caratteriale: permane la tendenza ad arrabbiarsi ma senza arrivare agli eccessi con lancio di oggetti come si osservava in passato.

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