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Periodico mensile – Anno IV, numero 33/2014 – €

AGOSTO 3,50 – Canton Ticino chf 7,00 SETTEMBRE 2014 Poste Italiane - Sped. in A.P. DL 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI

MAGAZINE

LA SALUTE NATURALE RACCONTATA DAGLI ESPERTI

n. 33 MAGAZINE

DOSSIER

Gli esercizi di ricarica Ogni giorno il pieno di energia!

Antico Messico Le “piante medicina” e il viaggio nel Peyotl

DIETA ZONA

Dimagrire non basta: i consigli di Gigliola Braga

REFLUSSO ESOFAGEO

VERDURE IN CUCINA Impara a utilizzare anche ciò che di solito si butta via

Curiamoci con l’omeopatia e i rimedi naturali

CRONORIFLESSOLOGIA

NUTRIZIONE NATURALE

IL MONDO DELLE ERBE

LIBERARSI DAI TRAUMI DEL PASSATO LAVORANDO SULLA SPINA DORSALE

PIATTI SALUTARI E GUSTI STRATOSFERICI CON POCHE GOCCE DI OLI ESSENZIALI

FIOR DI FINOCCHIETTO, NASTURZIO, PIMPINELLA E LE ALTRE AROMATICHE

SULLE ALI DI PSICHE. La via della felicità? Secondo lo Zen si trova nel “qui e ora”


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Sommario NUTRIZIONE NATURALE pag. 14 La ZONA su misura

per la donna pag. 20 Verdure senza scarti:

prima di buttare ci facciamo un pensierino?

IL MONDO DELLE ERBE pag. 24 Le piante medicina

del Centro America pag. 30 Erbe aromatiche, le

regine dell’estate sbarcano in cucina pag. 34 Quel problemino dei

bambini...

LE ALTRE MEDICINE

OMEOPATIA pag. 70

Esofagite da reflusso, si cura con l’omeopatia

pag. 74

Gatto, cane e coniglio: stesse personalità, stesso rimedio

pag. 62 Cronoriflessologia:

la medicina del quando

pag. 66 India, come vivere

la pienezza dell’estate


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pag. 34

DOSSIER

YOGODA, gli esercizi di ricarica di Paramhansa Yogananda

RUBRICHE

Per la tradizione indiana il lavoro sul corpo è molto di più di un semplice esercizio fisico. Lo dimostra anche la sequenza di esercizi Yogoda, rivelata in Occidente dal maestro Yogananda. Si tratta di far “vibrare” il corpo al fine di aprirsi al Prana, l’energia universale che sostiene ogni forma di vita. Per imparare serve solo applicazione e forza di volontà.

Il periscopio pag. 8

Sulle ali di Psiche pag. 10

Aromaterapia pag. 36

Ci salverà un fiore pag. 40

Scoperte in soffitta pag. 43

Le ricette del mese pag. 78

Prepariamolo in casa pag. 80

Il mercato della salute pag. 83

Libri pag. 84

Web trend pag. 87

Annunci olistici pag. 88

L’ultima domanda pag. 98


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Nutrizione naturale

Verdure senza scarti Prima di buttare ci facciamo un pensierino? Foglie appena rovinate, “barbe”, bucce: sbagliamo a buttarle. Con qualche semplice accorgimento possiamo usarle in cucina con grande soddisfazione. Vediamo come procedere. Roberta Fetoni

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U

siamo in cucina le parti delle verdure che solitamente consideriamo come degli scarti, gettandole nel cestino della spazzatura senza pensarci. I nostri consumi sfrenati generano colture intensive che impoveriscono i terreni e minacciano la nostra salute per l’abuso di sostanze chimiche nocive: vogliamo avere piante belle e frutti perfetti in ogni stagione. Non è che siamo diventati schizzinosi? Dobbiamo comprendere che gli sprechi ci fanno male, ma si tratta anche di una questione di rispetto: verso la natura stessa, verso i nostri soldi e verso chi pagherebbe per avere da mangiare quello che noi gettiamo.

Foglie di radicchio, verze e cavoli cappuccio Uno degli esempi più lampanti è rappresentato dalle foglie e coste esterne di alcune verdure che solitamente si scartano perché un po’ rovinate, dure, non più vigorose… o semplicemente per abitudine. Iniziamo con il radicchio.

Le sue foglie esterne, private delle parti eventualmente rovinate, possono essere utilizzate come verdura da ripassare in padella con cipolla rossa, e magari con un po’ di vino rosso; oppure come condimento per la pasta, nel minestrone e nelle zuppe, o per preparare una stuzzicante frittata: in questo caso si fa andare il radicchio sminuzzato in padella con della cipolla prima di aggiungere le uova. Si può poi realizzare una crema, sempre con cipolla, da stemperare magari con delle patate. Lo stesso discorso vale per le foglie esterne delle verze e dei cavoli cappucci, ottimi ripassati in padella (non c’è bisogno di sbollentarli, cuociono benissimo con la loro acqua di vegetazione) uniti a un po’ di cipolla dorata e un pizzico di curcuma che aiuta la digestione e ben si sposa con il loro sapore.

Broccoli e cavolfiori, le foglie si mangiano Un’altra risorsa davvero appetitosa, e per qualcuno sorprendente, è rappresentata dalle fo-


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Ricette sfiziose con parti di verdure “recuperate” al gusto (se preferite i fagioli molto cotti o al dente).

✔ Spegnete e lasciate riposare. L'ideale sarebbe prepararla il giorno prima ma anche la mattina per la sera.

ZUPPA DI CANNELLINI E FINOCCHIO

✔ Mescolate bene il tutto e mettete in forno preriscaldato a 180° circa per una quarantina di minuti (anche i tempi di cottura possono variare a seconda che le verdure vi piacciano più o meno cotte.

E' un piatto unico, perchè contiene legumi e verdura, un piatto nutriente per l'apporto proteico dei fagioli; i finocchi sono ricchi di minerali, vitamine e hanno potere digestivo che bilancia l'effetto gonfiore dei legumi.

✔ Cuocete dei fagioli cannellini piuttosto al dente e teneteli da parte con la loro acqua.

✔ Prendete dei finocchi e tagliate grossolanamente le parti di scarto (quelle esterne che sono dure da mangiare crude e le così dette "barbe" verdi, i ciuffi).

FRITTELLE DI MIGLIO SENZA GLUTINE AI CIUFFI DI CAROTA

✔ Lavate le foglie delle carote ben sode e fresche.

✔ Lavatele e tenete da parte. Quantità uguali per fagioli e finocchi, 50-50. In una pentola capiente fate stufare con coperchio a fuoco basso per qualche minuto della cipolla bianca affettata non sottilmente e qualche spicchio d'aglio (una cipolla per tre spicchi d'aglio).

✔ Prendete una pirofila da forno, in vetro sarebbe l'ideale, senza ungerla.

✔ Aggiungete i finocchi lavati, coprite e continuate a stufare finchè diventeranno morbidi.

✔ Tagliate la zucca a pezzi non troppo grandi lasciando la buccia precedentemente lavata.

✔ Aggiungete a questo punto i fagioli con un po' della loro acqua di cottura (fino a coprire appena gli ingredienti) sale, un pizzico di zenzero in polvere e continuate a cuocere con coperchio semi chiuso.

✔ Tagliate la cipolla a fette spesse. ✔ Mettete le verdure nella pirofila

✔Portate a cottura in base

ZUCCA AL FORNO (CON LA BUCCIA)

con un paio di spicchi d'aglio puliti, spolverate con erba cipollina e curcuma, salate e coprite con latte di soia e vino bianco (due parti di latte di soia, una di vino).

✔ Portate ad ebollizione dell’acqua e scottatele per pochi minuti. ✔ Scolatele. Sminuzzatele. ✔ Trasferitele in una terrina ed aggiungete della farina di miglio ed un po’ di acqua. Salate.

✔ Mescolate con una forchetta. La consistenza deve essere tale da ottenere un composto compatto ma cremoso, non troppo liquido, che possa essere porzionato con un cucchiaio. In una pentola dai bordi alti scaldate olio di arachide: quando inizia a “fremere”, con un cucchiaio, senza riempirlo, prendete delle porzioni di pastella e friggetele.

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Nutrizione naturale

glie di broccoli e cavolfiori. Solitamente vengono vendute soltanto le cime già private delle foglie: e quando le troviamo spesso le scartiamo. Sbagliato! Se avete la possibilità di trovarne con le foglie, prendetele e cucinatele. Sono davvero gustose! Anch’esse possono essere ripassate in padella insieme alla loro cima (precedentemente sbollentate entrambe in acqua). Meglio ancora se le cuociamo prima al vapore in modo da non perdere le loro proprietà nell’acqua di cottura; possono essere utilizzate anche per realizzare delle creme (cuocere in tegame e poi frullare) arricchite con spezie, magari con un filo di acciuga: crema buonissima sui crostini. Le foglie dei broccoli e dei cavolfiori fanno un figurone insieme ai legumi misti per preparare un’ottima zuppa: nel caso possiamo prevenire il gonfiore intestinale con l’aggiunta di finocchio in polvere e sempre un po’ di curcuma.

La questione del finocchio Ed ecco un’altra sorpresa: le coste e le “barbe” dei finocchi. Le coste esterne sono solitamente più dure di quelle interne mentre le barbe… chi le ha mai prese in considerazione? Invece le coste esterne, compresi i gambi verdi, possono essere “cucinati”. Affettati non troppo sottili, sono ottimi passati in padella con pomodoro e origano. Funzionano benissimo nelle minestre e possiamo realizzare un’ottima zuppa con le coste esterne insieme alle cosiddette barbe verdi (i

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ravanelli: sono tenere e, se ne trovate di fresche e corpose, consumatele in insalata.

La buccia della zucca

ciuffi sulla sommità del prodotto) e ai fagioli cannellini. Provate: il sapore è delicato e l’eventuale effetto gas intestinale dovuto al legume viene attenuato dalle proprietà anti-gonfiore del finocchio. Ovviamente anche il grumolo bianco del finocchio (quello considerato “bulbo”) anche se un po’ duro può essere tagliato finemente e consumato crudo nelle insalate.

Frittelle e minestre di ciuffi di carote Altri “ciuffi” solitamente non considerati, sono quelli delle carote, non facili da trovare: le reperiamo nei negozi che vendono le carote a mazzi. Ebbene, non scartateli: sono un po’ duri, ma con una cottura un pochino più lunga, sono ottimi anch’essi per realizzare una minestra e per fare delle frittelle… da leccarsi le dita! Usiamoli anche per condire la pasta. Stesso discorso vale per le foglie dei

Ma passiamo alla zucca, che solitamente viene “sbucciata” prima di essere cucinata. Sappiate che la buccia, precedentemente lavata come per tutte le verdure, è ugualmente ottima. Se per esempio, volete cuocere la zucca a fette al forno, potete lasciare la buccia: il tutto acquisirà una maggior consistenza e un sapore più pronunciato e corposo. Per la patate novelle, che cominciano ad arrivare, vale lo stesso discorso: non sbucciatele! Se non l’avete mai fatto, provatele al forno, con la loro buccia. Ben lavate e affettate sottili, si condiscono con una generosa quantità di buon olio extra vergine di oliva, sale e rosmarino!

Non dimentichiamo il carciofo Un uso alternativo e intelligente è quello che possiamo fare delle foglie dei carciofi: oltre ad essere un ottimo alimento, sono anche un buon rimedio erboristico per il fegato. Quindi, pulite il carciofo scartando soltanto le foglie dure esterne e sbucciando il gambo, che può essere cucinato perché tenerissimo e gustoso. Le foglie più esterne, dopo averle lavate ed asciugate, sminuzzatele e fatele essiccare, se possibile al sole oppure a bassa temperatura in forno. Una volta secche le utilizzeremo per preparare salutari tisane.


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Scoperte in soffitta

Gemma Astolfo

Il balsamo del Perù

L’

albero può raggiungere i 20 metri di altezza. È il Myroxylon balsamum var. pereirae, originario della costa del Balsamo in San Salvador. «Nel XVII secolo – spiega il medico e ricercatore Francesco Di Ludovico – era considerato un fondamentale antiparassitario e cicatrizzante. Il balsamo del Perù fu largamente usato dai popoli del sud America per favorire la cicatrizzazione e la guarigione delle ferite; era così tenuto in considerazione da assumere i connotati di tributo di notevole valore per i capi indigeni. Il nome balsamo del Perù deriva dal fatto che l’esportazione di questo prodotto avveniva principalmente dal porto di Lima in Perù».

Si usa l’oleoresina ottenuta dal tronco, dopo essere stato battuto e bruciato. Si tratta di un liquido viscoso dall’odore di vaniglia e ha un gusto amaro.

Myroxylon pereirae, l’albero da cui si estrae il balsamo del Perù

«Non si usa più internamente – precisa Di Ludovico – ma è impiegato localmente, in tintura o sotto forma di balsamo, come antisettico per la medicazione di ferite e come antiparassitario. Si segnala però la possibilità di fenomeni cutanei allergici».

Si può anche aggiungere ad altri incensi, possibilmente secchi, per le fumigazioni. Un tempo esistevano dei veri e propri specialisti nell’uso degli incensi: il balsamo del Perù, il cui aroma ricorda la vaniglia, rientrava nella cosiddetta “miscela della felicità”. Si riteneva infatti che donasse gioia, scacciando i cattivi pensieri.

LE PIANTE “VULNERARIE” Oltre al balsamo del Perù, altri vegetali sono stati proposte in passato come “vulnerari” per favorire la guarigione di ferite o lesioni cutanee e anche per prevenire infezioni (azione antisettica). Tra queste il buon vecchio timo. Se ne può fare un decotto lasciandone un mazzetto in acqua bollente per 10 minuti: con il liquido si risciacquano piaghe e ferite. Ma se c’è un’infezione in atto meglio consultare un medico.

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Le altre medicine

L’informazione dei traumi viene immagazzinata sulla colonna vertebrale e ogni vertebra corrisponde a un preciso anno di vita. Sapendo questo possiamo intervenire per risolvere disturbi e malattie. Ce ne parla l’autore della tecnica. 62


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CRONORIFLESSOLOGIA la medicina del quando Vincenzo Di Spazio

M

i sono sempre interrogato su un quesito senza risposta in medicina: per quale motivo si manifestano a una determinata età i sintomi di un malessere? Si manifestano per una latenza cronica che esplode all’improvviso in modo del tutto imprevedibile e casuale o il segnale viene generato da una fonte ignota? Per chi si occupa di medicina olistica è molto chiara la stretta relazione fra emozioni e malattia, ma si ignora il ruolo della dimensione del Tempo in questi fenomeni. In altre parole, la mia ricerca era tesa a scoprire la possibilità di individuare punti cutanei in grado di stabilire un contatto con la biografia traumatica dell’individuo (lutti, separazioni affettive, aborti, dissesti finanziari, conflitti familiari, ecc.). Sappiamo che l’esposizione a un evento avverso non genera soltanto una cascata emozionale (rabbia, disperazione, paura, ecc.), ma

tende a fissare l’informazione nel corpo sotto forma di malessere o addirittura di malattia.

La memoria conservata sui punti della colonna Circostanze fortunate hanno agevolato questa ricerca che si è concretizzata nel 1996: in quell’anno mi è stato possibile mappare una sorta di carta geografica del tempo sui punti della colonna vertebrale. I punti di questa straordinaria mappa corrispondono alla sequenza ordinata delle creste ossee vertebrali, sequenza palpabile sulla superficie cutanea della schiena. In pratica, i punti sono come lampadine che si accendono dopo l’esposizione a un evento traumatico. Ogni singolo punto (sono 24 come il numero complessivo delle vertebre mobili) diventa la porta di accesso a una precisa età della vita, il luogo nel Tempo in cui abbiamo registrato un’esperienza dolorosa. Per esempio, se devo intervenire sul

Quando i traumi del passato si ripercuotono sulle nuove generazioni Esiste una chiara analogia tra la cronoriflessologia e le costellazioni familiari. Queste ultime sono una tecnica di rilascio emozionale elaborata dal ricercatore tedesco Bert Hellinger, e consistono in una forma di rappresentazione psicodrammatica di eventi dolorosi avvenuti nell’ascendenza familiare. Vengono scelti dei rappresentanti che si

comportano come attori spontanei all’interno della matrice evocata. Il ruolo del costellatore, cioè il conduttore di questa rappresentazione, è la guida capace di interpretare lo svolgimento dell’evento passato; la riproduzione psicodrammatica di quanto è accaduto nel passato familiare facilita la risoluzione di blocchi emotivi che condizionano la vita attuale dell’individuo. Anche

in cronoriflessologia è possibile trattare eventi lontani nel tempo (vecchi di 2, 3 generazioni), trattando sulla colonna vertebrale i punti corrispondenti all’età degli antenati al momento dell’evento avverso. Come può accadere questo? È davvero un concetto totalmente estraneo alla scienza moderna? Sì, fino a qualche tempo fa. Ma ora le cose stanno cambiando. Uno studio condotto dalla

neurobiologa svizzera Isabelle Mansuy dell’università di Zurigo è stato pubblicato in aprile 2014 sulla prestigiosa rivista Nature Neuroscience. La ricerca dimostra la trasmissione transgenerazionale di traumi emotivi nella progenie di topolini esposti a esperienze stressanti. Il segnale traumatico viene trasferito attraverso l’alterata espressione del messaggero microRNA (MiRNA) e genera nei discendenti risposte comportamentali e metaboliche patologiche.

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Le altre medicine

Per approfondire Il lettore interessato può reperire i libri in cui Di Spazio entra nel dettaglio sulla sua tecnica. Gli ebook si possono scaricare dal sito www.ultimabooks.it e dalle principali librerie online.

Vincenzo di Spazio

Vincenzo Di Spazio

Positive making, la mente è gelosa dell’azione

I 24 Chakra del Tempo

Autoprodotto dall’autore Pagine 120, euro 9,99

trauma vissuto a 12 anni quando il paziente ha perso all’improvviso suo padre per un incidente, eseguo la stimolazione terapeutica sulla cresta ossea della 7a vertebra cervicale.

La sveglia suona sempre all’età X La mappa individuata sulla colonna vertebrale consente anche di effettuare un trattamento non solo curativo, ma anche preventivo. In che modo? Poniamo il caso di prima, quello del paziente che ha perso suo padre a 12 anni. Ogni punto della mappa corrisponde a 2 posizioni nel tempo; la 7a cervicale corrisponde sia al 13° anno di età, come anche al 48°. Cosa significa? Che quel paziente sarà esposto a un nuovo trauma a 47 anni compiuti? No, significa che a quell’età il soggetto tenderà ad essere più vulnerabile, sottoposto apparentemente a una ignota e inspiegabile pressione psicologica. Il vero significato è che il suo corpo, puntuale come una sveglia, risuonerà con un’informazione del suo lontano passato.

Il trattamento dei punti spinali Come vengono stimolati i punti spinali? Il punto critico viene individuato mediante la palpazione diretta e risulta dolente alla digitopressione. Viene poi sottoposto alla percussione con il martelletto non soltanto per attivarlo sul piano energetico come accade nel caso dei punti di agopuntura, ma anche per eccitare eventuali percezioni sul corpo (formicolii in alcuni distretti, senso di appesantimento, vuoto nello stomaco, sudorazione, palpitazioni cardiache, senso di costrizione toracica, vertigini, ecc.): i segnali so-

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Simplicissimus Euro 5,99

matici sono la memoria biologica di quanto è accaduto nel passato in occasione dell’evento avverso. La percussione viene integrata con la laser-puntura, un metodo alternativo rispetto all’infissione dell’ago come viene prescritto nell’agopuntura classica. Infine, sul punto viene applicato un normale cerotto (tecnica dell’Age-Taping) con il compito di mantenere aperta quella porta del Tempo e consentire all’informazione tossica di essere rilasciata. Il tape deve essere applicato sul punto spinale per un tempo non inferiore a 3-4 settimane in modo da ottenere un effetto più profondo.

Il programma Positive Making© In più, ci avvaliamo del programma d’intervento Positive Making, il principio ispiratore alla base della cronoriflessologia; in sostanza si tratta di una forma di addestramento utile a contrastare i sabotaggi della parte oscura della Mente, la cosiddetta Mente Errante. Dove vaga questo fantasma senza volto? Lo spettro ci sposta continuamente in 2 ambienti virtuali, il Passato o il Futuro; ci nega la transizione al Presente, perché il qui-e-ora è il luogo dove si genera realtà, un universo opposto e ostile ai bisogni della Mente Errante. Il programma Positive Making fornisce le strategie operative per contrastare le trappole e gli assalti di questo implacabile giudice interiore. In tale contesto il ruolo della cronoriflessologia è quello di identificare non solo l’oggetto del dolore (il ricordo del trauma e il giudizio sabotante sul medesimo), ma soprattutto di poterlo sottrarre all’incantesimo della Mente che lo aveva congelato nel corpo.


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Libri

La limpia, un rituale di riequilibrio energetico | TRADIZ

IONE E INNOVA ZIO

NE, TER RITORIO E SALUTE STUDI / 2

Alfonso Julio Francesc Aparicio Mena o Di Ludo vico L

MEDICIN A LIMPIA NEL LE E TRADIZ IONA MESOAM ERICANLEI UN APPR AD OC

a limpia (“pulitura”) è un rituale sanatore fisico-simbolico, usato nella medicina tradizionale amerindiana per ripristinare l’equilibrio psicofisico dell’essere umano. Le origini del rituale si perdono nella notte dei tempi, e rimandano al sapere magico-religioso delle grandi culture mesoamericane (Maya, Nahua, Aztechi, ecc.).

L

■ La limpia è stata approfondita, con un intenso lavoro di ricerca sul campo, dal medico fitoterapeuta italiano Francesco Di Ludovico e dallo spagnolo Alfonso Aparicio Mena. Di che cosa si tratta? Una limpia si realizza in modi differenti: il più comune consiste nel passare attorno al corpo rami di piante con caratteristiche speciali. Secondo i terapeuti popolari e i curanderos che la praticano ciò permette di realizzare una mobilizzazione energetica insieme all’assorbimento e alla neutralizzazione delle influenze negative. Si usano spesso anche fumigazioni con copal, e persino aromi e colori. Oppure si può passare un uovo sulle parti dolenti. A ciò si accompagnano preghiere e invocazioni.

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■ Si fanno limpias ad animali, abitazioni, negozi, luoghi di riunione, terreni agricoli e quant’altro. Alla base del rituale si colloca l’idea che la malattia abbia origine da un’alterazione, da un blocco energetico che deve essere rimosso attraverso la “pulitura”. Spiegano gli Autori: «A comporre l’essere umano, secondo i nativi del Mesoamerica, oltre al corpo e alla mente partecipa “qualcosa in più”; un quid che si potrebbe parafrasare come “spirito dinamico” ovvero vibrante vitalità. Da come riferiscono le fonti si tratta di una sorta di energia vitale che è parte integrante di tutto il Creato e quindi anche dell’Uomo».

CIO ANTR UNO DI RIEQ OPOLOG UILIBRIO DEI PIÙ ANTIC ICO HI PR DELLE CU LTURE ME OCEDIMENTI SOAMER ICANE

Medicina del Mesoamerica

Alfonso JA Mena, Francesco Di Ludovico La limpia nelle medicine tradizionali mesoamericane Aracne Pagine 92, euro 8,00

Incontro con i curanderos della limpia Gli Autori hanno incontrato diversi guaritori che praticano la limpia. «Persone di mente agile, buone psicologhe», riferiscono. «Con semplicità ed eleganza spiegano, ti studiano e adattano le loro attività a chi si trovano di fronte. Si va via soddisfatti dopo averli incontrati: sono i saggi del villaggio, ligi al dovere e generosi, non ricercano il plauso».


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IL MANUALE COMPLETO PER LA LIBERTÀ INTERIORE Basato sugli insegnamenti di Paramhansa Yogananda

Psicologia energetica

Liberarsi dal dolore

[

Meditazione

Filosofia

Ispirazione

Preghiere

Tradizione indiana

Vita quotidiana

Maria Grazia Parisi Dimagrire con il FastReset Sperling & Kupfer Pagine 62, euro 1,99 (e-book)

Jayadev Jaerschky Kriya Yoga Ananda Edizioni Pagine 240, euro 20,00

Ideata negli Stati Uniti, la terapia dei Punti Trigger prevede la stimolazione di determinati punti muscolari attraverso pressioni manuali lente di intensità variabile. L’obiettivo primario è liberare l’assistito dai dolori di carattere osteomuscolare, dal mal di schiena all’artrite, alle conseguenze di traumi. Ma anche dolori in altre parti del corpo: tipico caso il mal di testa. Un Trigger Point – spiegano gli Autori – si riconosce perché premendolo genera una sensazione dolorosa a distanza. Tecnica utile anche contro il dolore cronico, e può essere eseguita in auto-trattamento.

Perché così spesso le diete non funzionano? Perché non riusciamo a fermarci quando mangiamo? La fame emotiva può essere il vero problema. Una soluzione consiste nel metodo di psicologia energetica FastReset, messo a punto dal medico e psicoterapeuta Maria Grazia Parisi, collaboratrice di questa rivista. Pochi semplici passi per tornare a un rapporto più sereno con il cibo. Maria Grazia è impegnata nell’insegnamento del suo metodo in Italia e all’estero. Potete trovare le info sui corsi direttamente sul suo sito web: www.fastreset.it.

Il Kriya Yoga è stato introdotto in Occidente dal maestro Paramhansa Yogananda, di cui su questo numero della rivista presentiamo gli Esercizi di ricarica. Il Kriya Yoga è una scienza antichissima: per Paramhansa è «la via più facile, più efficace e più scientifica per accostarsi all’Infinito». Gli aspetti fondamentali di questo insegnamento, mantenuto a lungo segreto, sono finalmente esposti dall’autore in maniera efficace ed esaustiva: un metodo di evoluzione interiore con ricadute pratiche per la vita di tutti i giorni.

Il classico

C. Davies, A. Davies Il manuale della terapia dei Trigger Point BIS Edizioni Pagine 350, euro 16,50

Henry David Thoreau Camminare Oscar Mondadori Pagine 60 euro 7,50 Entrare in un bosco, percorrere un prato, seguire un vecchio sentiero e... far perdere le nostre tracce: attività che ritemprano, e che a volte cambiano la nostra visione del mondo. La migliore introduzione all’arte del cammino, lettura da non perdere per gli appassionati, resta

quest’opera di Henry David Thoreau (1812-1862), piena di fascino. Si vorrebbe leggere più spesso libri come questo. Lo scrittore americano non parla degli aspetti salutistici di questa pratica (peraltro evidenti), a lui interessa ben altro. Il “camminatore”, secondo Thoreau, è la persona che riesce a rendersi indipendente dai propri pensieri, a liberare la mente per guardare dentro a se stesso, senza filtri e condizionamenti. Una giornata trascorsa a camminare nell’incanto della natura non è mai una giornata persa. È un percorso di conoscenza: c’è un mondo là fuori con cui possiamo entrare in sintonia.

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Libri

L’arte del camminare: i nipotini di Thoreau A tutti i camminatori: se Thoreau è cibo per la vostra mente (della nostra di sicuro) sappiate che la sua eredità non è andata persa. Sono numerosi i libri che riprendono le sue intuizioni, declinandole in vari modi. Ci limitiamo alle ultime uscite editoriali.

ssolutamente da conoscere Robert Macfarlane che nei suoi libri conduce il lettore nel bel mezzo della natura, a piedi ovviamente. Ci perdiamo forse qualcosa a causa della nostra dipendenza automobilistica? Leggendo Macfarlane è evidente che ci perdiamo moltissimo... brutta cosa la fretta. Dopo “Luoghi selvaggi”, Einaudi ha mandato in libreria la sua ultima opera “Le antiche vie”: meravigliose camminate sui sentieri “storici” di Inghilterra, Scozia, Palestina, Spagna e Tibet. Storia, geologia, antropologia, scienze naturali in un mix inedito tenuto insieme dal senso della meraviglia e dall’ispirazione poetica dell’autore. Che, tra l’altro, è anche un ragguardevole scrittore.

A

Robert Macfarlane Le antiche vie Einaudi Pagine 424, euro 22,00

Alessandro Vergari Slow walk Essere Felici Edizioni Pagine 168, euro 7,90 cco un Thoreau nostrano che va al punto: riusciamo ancora a godere della forma di una nuvola o dei colori di una farfalla? Conosciamo i doni della lentezza? Seguono consigli pratici perché Vergari è una guida ambientale escursionistica. Accompagna i turisti nella natura toscana, e non solo.

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Alma Brunetto Camminare con i bastoncini Fusta Editore Pagine 47, euro 6,00 l camminare visto da un’angolazione sportiva. È il Nordic Walking, una vera e propria disciplina con le sue regole, i suoi miti, la sua sensibilità. Andare per sentieri, con i due bastoncini è una pratica insegnata da istruttori, e le adesioni sono in crescita. Qui una bussola sintetica per orientarsi nel mondo del Nordic.

I

Luigi Nacci Alzati e cammina Ediciclo editore Pagine 192, euro 15,00 ensa al camminare come ciò che ti salverà da una caduta senza fine". Un altro Thoreau, sempre italiano. Il segreto è la leggerezza, la capacità di lasciar andare. Via tutti quegli insulsi oggetti dallo zaino, via le abitudine radicate, stop! E se piove pazienza, anche la pioggia può donare serenità.

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