Issuu on Google+

16 COPERTINA_Layout 1 03/01/13 11.22 Pagina 1

SALUTE ARMONIA BENESSERE NATURALE

Periodico mensile – Anno III, numero 16/2013 – €

Poste Italiane - Sped. in A.P. DL 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI

3,50 – Canton Ticino chf 7,00 FEBBRAIO 2013

MAGAZINE

n. 16 MAGAZINE Respirazione Pranayama Gli esercizi per ritrovare serenità

Giù gli zuccheri! Si può fare con lo Yoga e altri metodi naturali

Massaggio tibetano Tradizione antistress

Rimedi omeopatici Ti aiutano a riscoprire la gioia di vivere

Facciamoci un succo Per ottenere il massimo da frutta e verdura

IL MONDO DELLE ERBE

IPNOSI REGRESSIVA

FIORI DI BACH

PROVIAMO IL TÈ ROSSO, L’INFUSO SUDAFRICANO RICCO DI VIRTÙ SALUTARI

RIVIVERE IL PASSATO PER SUPERARE I PROBLEMI DEL PRESENTE

LA SCELTA NATURALE CHE RISOLVE TUTTI I TIPI DI PIGRIZIA

SULLE ALI DI PSICHE. Hernán Mamani, viaggio nel mondo di un curandero


16 sommario_Layout 2 07/01/13 10.44 Pagina 04

Sommario OMEOPATIA pag. 12 Le deflessioni

dell’umore pag. 16 Pipì a letto,

un messaggio da interpretare

IL MONDO DELLE ERBE pag. 26 Gomma

da masticare: un’eredità della cultura MAYA

pag. 30 Tè rosso, un regalo

dal Sudafrica

LE ALTRE MEDICINE pag. 62 Guida pratica

all’ipnosi regressiva

pag. 68 Ragione e

sentimento: un conflitto risolto dal Pranayama

pag. 72 Ku nye chi

Il massaggio tibetano che mantiene giovani

NUTRIZIONE NATURALE pag. 78 KOJI il fungo

del Giappone pag. 80 Succo crudo vegetale,

un elisir di lunga vita


16 sommario_Layout 2 07/01/13 10.44 Pagina 05

pag. 40

DOSSIER

Giù gli zuccheri! Erbe contro il diabete: vediamo su cosa puntare Quello che manca per regolare la glicemia Tradizione indiana: scegliamo lo Yoga per il diabete Il rapporto con la madre all’origine del diabete

RUBRICHE

Un bel massaggio è sempre d’aiuto

Il periscopio pag. 8

Psicoterapia per tutti i giorni pag. 10

Il tuo omeotipo pag. 20

I nostri amici animali pag. 22

Sulle ali di psiche pag. 24

Ci salverà un fiore pag. 34

Aromaterapia pag. 36

Scoperte in soffitta pag. 39

Esercizio del mese pag. 77

Le ricette del mese pag. 83

Prepariamolo in casa pag. 84

Il mercato della salute pag. 86

Il giramondo pag. 88

Libri e web trend pag. 91

Annunci olistici pag. 94


16 omeopatia umore_Layout 2 07/01/13 10.41 Pagina 12

Omeopatia

Le deflessioni dell’umore Una possibile risposta con la medicina omeopatica


16 omeopatia umore_Layout 2 07/01/13 10.41 Pagina 13

Ci sono dei momenti in cui tutto sembra andare per il verso sbagliato. La risposta è sempre e solo il farmaco antidepressivo? È interessante apprendere che cosa ha da dire un medico omeopata con una lunga esperienza nella cura di questi disturbi. Giuseppe Fagone

P

rimo paziente: «Dottore non so cosa mi succede, ma da qualche settimana vedo tutto storto, ogni cosa mi sembra inutile e mi prende una strana ansia, come se dovesse accadere qualcosa di brutto da un momento all’altro». Secondo paziente: «Da qualche anno prendo l’antidepressivo e non riesco a guarire, mi dicono che queste forme hanno costantemente bisogno di una cura, ma io non mi sento più io, non mi fa piacere nulla, nemmeno quello che mi è sempre piaciuto. Non sopporto nemmeno che gli altri siano allegri, tutto mi preoccupa eppure non ho voglia di parlarne con nessuno». Questi passi di colloqui in studio con due diversi pazienti sono un esempio che descrive come si sentono molte persone che attraversano una deflessione dell’umore, che nel primo caso è di recente insorgenza e nel secondo oltre ad essere pervasivo si è cronicizzata.

I rimedi per questi due casi Il primo paziente dapprima attribuisce la sua ansia ad una vessazione subita sul lavoro, in cui ha sentito mortificato il suo valore come venditore, meravigliandosi lui stesso che la cosa lo avesse colpito, perché mai era stato sensibile alle critiche. La raccolta accurata della sua storia personale, però, permette di risalire alla vaccinazione antiinfluenzale fatta proprio pochi giorni prima della “vessazione”. È stato sufficiente usare per qualche giorno Carcinosinum MK in gocce, tre gocce tre volte al giorno per risolvere il suo stato. Nel secondo caso il miglioramento inizia invece con Ambra grisea, utilizzato con diluizioni sempre crescenti: tuttavia la complessità del caso ha richiesto che oltre alla medicina omeopatica fosse necessario ricorrere all’aiuto di una psicoanalista ad indirizzo Gestalt.

Mi sembra di guardare il mondo dallo spazio Quattro anni fa ho visto in studio un sedicenne accompagnato dalla madre, un ragazzo che sembrava come tanti ne vedi in giro, capello arruffato, cuffie nelle orecchie, sguardo vago. «Da qualche mese mio figlio è sempre più assente, a scuola è sceso il suo rendimento, a casa non vuole parlare con nessuno, ascolta solo la sua musica e trascorre ore cercando di fare dei disegni che non finisce e provando a scrivere delle canzoni», questo il racconto della madre. Lui, il ragazzo, mi racconta che non riesce più a disegnare e a studiare perché si sente bloccato, vive come se «fossi lontano nello spazio e vedessi tutto da lassù, distaccato da tutto senza possibilità di mettermi in contatto». La sua è la storia di un ragazzo cresciuto in una famiglia molto presente e attiva, che ha assecondato le sue tendenze e quelle del fratello, ma che ha sempre richiesto un buon livello di rendimento. La prescrizione della medicina omeopatica Hydrogenum MK prima e successivamente XMK ed LMK, in gocce ripetute nei giorni, ha permesso di finire l’anno scolastico con la promozione e ha reso il ragazzo più partecipe e vivace, contento di riuscire di nuovo a fare i suoi disegni fantastici e di suonare con un gruppo di amici in una band.

www.laltramedicina.it 1 3


16 omeopatia umore_Layout 2 07/01/13 10.41 Pagina 14

Omeopatia

L’ingiustizia mi fa arrabbiare e mi sconforta Una signora viene in studio perché ha dei rialzi pressori, ma esponendo i suoi sintomi, dopo pochissimo, comincia a raccontare del suo superlavoro in ufficio, del senso di eccessiva responsabilità e della frustrazione di essere parte di un ufficio che i colleghi di altri uffici considerano, nonostante tutto, un luogo tranquillo. L’aver dovuto lasciare la casa paterna, insieme a una serie di lutti e delusioni amorose, hanno a poco a poco spinto questa donna in un senso di solitudine. Le palpitazioni e il rialzo pressorio sono sempre legati ad eventi avversi, che lei vive sempre come una ingiustizia o con sensi di colpa per non essere stata abbastanza previdente. L’umore sempre deflesso e l’ansia di non riuscire ad essere all’altezza del suo dovere la fanno apparire come se fosse sempre a lutto. Solo l’uso di Aurum muriaticum natronatum ha permesso nell’arco di un anno di recuperare una capacità di indulgenza verso se stessa, ma soprattutto ha permesso di imparare a dire no ad alcune richieste di lavoro eccessive, riuscendo così a dedicare a se stessa il tempo fuori dall’ufficio e recuperando un sorriso verso le persone vicine.

Depressione e deflessione dell’umore L’omeopata, che spesso si sente dire che la medicina omeopatica è di aiuto per le patologie psicosomatiche ma non per le cose più gravi, si trova ad affrontare spesso problematiche che vanno dalle semplici ansie reattive a forme depressive post traumatiche fino ai disagi psichici più complessi, che solo erroneamente possono essere definiti disturbi psicosomatici, i quali, detto in tutta sincerità, non sono poi così semplici né da affrontare né tantomeno da curare. Ansia, depressione, deflessione dell’umore, definiscono stati diversi tra di loro. Mentre l’ansia è una condizione nella quale si vive la sensazione che qualcosa possa accadere, senza che noi possiamo impedirlo e limitarlo, la depressione è una importante patologia psichiatrica, cui il DSM-IV (il manuale per le diagnosi dei disturbi psichiatrici alla sua quarta versione, usato da tutti gli psichiatri) dedica molte pagine. Il termine deflessione dell’umore, invece, lo si usa per definire condizioni in cui un soggetto non riesce a mantenere uno stato di serenità o a godere pienamente delle gioie della vita, ma senza che questo progredisca fino alla limitazione delle capacità di relazione e attività, come accade con le vere e proprie depressioni.

E poi c’è anche l’ansia Lo stato di ansia è spesso associato alle forme di depressione o della semplice deflessione dell’umore, peggiorando la condizione del paziente. Il primo passo è sempre la corretta diagnosi dello stato di malattia e l’inquadramento all’interno di un percorso prognostico. Ogni omeopata affronta con regolarità pazienti che soffrono di ansie e depressioni, alcune di queste sono di tipo stagionale come un paziente che ho visto qualche anno fa che appena iniziava l’autunno con le piogge e la nebbia, fino a tutto l’in-

1 4 L’altra medicina


16 omeopatia umore_Layout 2 07/01/13 10.41 Pagina 15

verno, era non solo triste ma proprio depresso. La sua vita rifioriva con l’arrivo della primavera, fino a quando ha assunto Aurum metallicum che, oltre a migliorare il suo umore, ha guarito la sua ipertensione.

Non parliamo soltanto di depressione La maggior parte delle deflessioni dell’umore è riferita ad eventi scatenanti abbastanza comuni: un lutto, una delusione d’amore, un fallimento professionale o economico, una vita condotta all’interno di una condizione familiare difficile. Ognuno di questi casi ha manifestazioni diverse del proprio soffrire e quindi richiede diversi approcci terapeutici; nella gran parte è sufficiente l’uso di una medicina omeopatica o della sequenza di più di una medicina omeopatica se il caso è molto complesso, ma alcuni possono necessitare dell’aiuto della psicoanalisi, dell’intervento degli assistenti sociali o di un consulente della coppia o della famiglia. Le deflessioni dell’umore, non devono sempre essere inquadrate

nella definizione di depressione, molti stati dell’umore possono essere fisiologici. Per esempio, la tristezza dopo la morte di un caro o la rottura di una relazione, sono condizioni normali. Il problema può porsi quando questo stato si prolunga o si manifesta con atteggiamenti che mettono a rischio la relazione con il resto del mondo o con se stessi.

E non sempre serve il medico In altri casi non si tratta di depressione o ansia, ma della risposta fisiologica a condizioni esterne perturbanti come potrebbe essere una relazione familiare critica, un rapporto di lavoro vessatorio o mortificante, ma anche difficoltà economiche non dipendenti dalla propria imperizia o negligenza. In questi casi la possibilità di modificare lo stato delle cose, con l’intervento di un’azione socioassistenziale, sindacale o legale, è di per sé in grado di migliorare lo stato dell’umore senza bisogno di farmaci. Non necessariamente tutti i malesseri hanno bisogno dell’intervento del medico.

La principessa solitaria nella torre Di questa donna, bella e intelligente, mi parla una sua amica che fa di tutto perché venga dall’omeopata per guarire. Me la presenta dicendo: «Lei vuole rimanere da sola perché ama stare in alto e vede gli altri come esseri piccoli con cui non può perdere tempo a parlare. È come una principessa sulla torre. Ha problemi con gli uomini perché nessuno è alla sua altezza e, anche se sembra che si preoccupi per il mondo, in realtà non è così. Vuole essere confortata e avere affetto, ma subito si scusa perché si sente di disturbo». Quando vedo la paziente il suo principale disturbo è la gastrite e il reflusso esofageo. Solo dopo, prendendo confidenza, comincia a raccontare della forte preoccupazione per i genitori anziani e malati, della sensazione di solitudine e abbandono e dell’afflato che sente per la sofferenza degli altri. Ha una grande paura delle malattie e di poter avere il cancro, ma questo rivela la sua vera sofferenza: la perdita del compagno qualche anno prima a seguito di un tumore che lo ha ucciso poco più che quarantenne. Lei è veramente cosciente delle sue qualità e vorrebbe evitare di sembrare superiore agli altri ma non ci riesce, perché lei deve sempre tenere le fila della situazione, non può perdere il controllo. Il miglioramento è innescato da una medicina omeopatica non comune per questo tipo di persone, Phosphorus flavus, somministrato nel tempo a diluizioni sempre crescenti, cui è seguito un netto miglioramento della sintomatologia.

www.laltramedicina.it 1 5


16 ALTRE PRANAYAMA_Layout 2 07/01/13 10.13 Pagina 68

Le altre medicine

Ragione e sentimento: un conflitto risolto dal Pranayama “Il cuore, a dargli ascolto...”, scriveva il nostro Alessandro Manzoni, racconta ciò che più lo consola ma è poi la ragione a farlo star male. Come conciliare il contrapposto sentire? Proviamo a... respirare! Daniela Roccatello

I

l cervello accoglie, attraverso i sensi, il mondo esterno che spesso entra dentro di noi senza averlo scelto. Il cuore, inteso come sede delle emozioni e dei sentimenti più profondi, reagisce a queste imposizioni con un disagio che crea sofferenze sia fisiche che psichiche: i battiti aumentano, arrivano delle extrasistole, lo stomaco duole, la digestione si blocca) oppure ci sentiamo in colpa, impotenti di fronte a dei veri e propri nemici che minano la salute del corpo-mente-spirito (cattive notizie, immagini immorali, suoni sgradevoli, odori nauseabondi...).

Se la mente... mente

che, dopo aver guardato i nostri esami, ci butta addosso, senza mezzi termini, una diagnosi inaspettata che ci trascina con una rapidità sorprendente in uno stato di ansia profonda. Momenti di paura. Ci ritroviamo tremanti, sudati, increduli. Vorremmo gridare “AIUTO!” invece riusciamo solo a simulare con il nostro viso e la nostra parola una falsa sicurezza e una serena accettazione del verdetto al fine di dimostrarci all’altezza della situazione. Risultato immediato: un netto contrasto tra fuori e dentro di noi.

Orecchio teso involontariamente Le orecchie, si sa, sono sempre aperte, di conseguenza capita di ascoltare, non volendolo, una conversazione che qualcuno fa a voce alta, trovandosi casualmente a... portata di udito, senza nemmeno che questa persona si renda conto di nuocere al malcapitato che gli sta accanto. Che fare? Dire di abbassare i toni o rimanere in silenzio e sperare che finisca presto? La battaglia fra noi e noi è dichiarata.

La strada è il luogo dove è possibile incontrare occasionalmente una persona a noi antipatica, che si è dimostrata ostile o gelosa della nostra vita. Quando la vediamo, è a pochi passi da noi, non è più possibile evitarla, allora decidiamo di salutarla con gentilezza, magari con una cordiale stretta di mano e un gran Il cuore sorriso. In tale occasione la mente… mente: non siamo riusciti a essere ha le sue ragioni sinceri e di conseguenza ci senche la ragione tiamo adirati con noi stessi.

non conosce

Sicurezza esteriore, ma... Esistono parole che ci terrorizzano. Basta ricordare, ad esempio, il medico

W. Shakespeare

La vista aggredita dalla realtà circostante Può succedere che, guardandoci attorno, incontri, situazioni o immagini per noi riprovevoli colpiscano i nostri occhi quando meno ce lo aspettiamo e che di conseguenza non continua a pag. 70

6 8 L’altra medicina


16 ALTRE PRANAYAMA_Layout 2 07/01/13 10.13 Pagina 69

I primi esercizi di respirazione Attraverso alcuni facili esercizi di respirazione profonda del Pranayama, antica arte terapeutica indiana, la rivalità che spesso esiste tra cuore e cervello si trasforma in amicizia e sostegno reciproci. Proviamo l’esperienza unica di pacificare ragione e sentimento con l’unico mezzo che tutti abbiamo a disposizione: il respiro. Iniziamo qui sotto con un esercizio che predispone il corpo e la mente agli esercizi successivi.

SBLOCCO DEL DIAFRAMMA

Assumendo questa posizione, ad occhi chiusi, inspira profondamente.

Espira e contemporaneamente metti le mani sotto alle coste.

Piega il busto in avanti finché i polsi toccano le cosce.

In questa posizione continua a respirare per almeno 30 secondi. www.laltramedicina.it 6 9


16 ALTRE PRANAYAMA_Layout 2 07/01/13 10.13 Pagina 70

Le altre medicine

riusciamo ad evitare. In città soprattutto la nostra vista è continuamente aggredita da innumerevoli stimoli sia appositamente studiati per attirare il nostro sguardo (i cartelloni pubblicitari, le scritte sui muri) sia causati da situazioni particolari (ad esempio, il degrado sociale e ambientale). Vorremmo non incontrare mai certe situazioni riprovevoli che a volte però sono anche potenti seduttrici, usate nelle grandi metropoli come richiamo per farci spendere tempo e denaro. Come convivere con l’inevitabile senza che il nostro essere più intimo ne soffra?

Una via d’uscita Le situazioni sopra descritte creano inevitabilmente una separazione tra la ragione che ci costringe ad accettare e il sentimento che vorrebbe solo scegliere

quello che ci fa sentire bene. Tutte le volte che siamo costretti a dire “SÌ” mentre vorremmo dire “NO”, il conflitto fra mente e cuore, fra ragione e sentimento è certo. Tra i sensi, recettori sempre attivi e sempre aperti di un mondo non voluto e il cuore che, invece, esige un filtro, uno scudo che gli garantisca la possibilità di decidere che cosa accogliere e viceversa che cosa rifiutare, inizia un condizione di attrito altalenante tra dentro e fuori, un elastico di cui non conosciamo il limite e la cui rottura percepiremmo come uno schiaffo o una ferita con conseguenze più o meno gravi. Noi non possiamo cambiare gli eventi che dal mondo esterno, più o meno inaspettatamente, ci arrivano addosso, ma grazie ad un nuovo modo di respirare correttamente riusciremo a modificare il no-

BAHYA

Da sinistra: inspira ed espira profondamente dal naso. Poi piega la testa in avanti fino a chiudere la trachea; contemporaneamente contrai la cintura addominale. Resta in apnea. Infine, quando ancora non senti l'esigenza di respirare, alza la testa, rilascia la muscolatura addominale ed inspira profondamente. Benefici: smorza l’ira, i battiti cardiaci rallentano, predispone alla meditazione, riduce l’ipertensione.

7 0 L’altra medicina


16 ALTRE PRANAYAMA_Layout 2 07/01/13 10.13 Pagina 71

ANULOMA VILOMA

Respirazione a narici alternate. Da sinistra: con il pollice chiudi la narice destra ed inspira dalla narice sinistra. Chiudi con l’indice la narice sinistra. Alza il pollice ed espira dalla narice destra: inspira dalla stessa narice. Si conclude sempre l’esercizio espirando dalla narice sinistra. Benefici: pulisce le nadi (in sanscrito, tubo, canale), migliora la memoria recente e la concentrazione, dilata il tempo della nostra giornata.

Il respiro, questo sconosciuto Quietare la mente, liberarla da pensieri ossessivi, ripetitivi e a volte molto negativi che impediscono di esprimere emozioni e sentimenti propri della forza del cuore come la passione nel fare, il rispetto e la devozione assoluta per la vita in sé, l’essere fedeli ai propri ideali e quant’altro. Questo l’aiuto che viene dai nostri polmoni, luogo di scambio preziosissimo per la nostra vita e la nostra salute: inspiriamo e portiamo ossigeno a tutte le cellule per rigenerarle, espiriamo e buttiamo fuori anidride carbonica, quel ve-

leno che deve uscire dal nostro corpo ad ogni respiro perché si disintossichi e lo renda finalmente libero da rabbie inespresse, preoccupazioni mai risolte, dubbi che negano la fiducia necessaria al fine di riuscire a capire quale decisione prendere per riuscire a “fare la cosa giusta”.

L’OBIETTIVO IN SINTESI “SALDO PENSARE” REGGE “RETTO SENTIRE” SALVA A “CHIARO VOLERE” SEGUE L’ATTO Quando il nostro stato di coscienza è in armonia con questo mantra offerto da un grande maestro, siamo certi che ogni divisione, conflitto o separazione tra ragione e sentimento è finalmente risolto.

Foto di Pranayama Milano

stro atteggiamento interiore al fine di conciliare al meglio la vita fuori e dentro di noi. Un modo di respirare che ci permetta di essere più calmi, più distaccati ma comunque partecipi alla vita degli altri, un respiro che offra la possibilità di rafforzare la nostra vita morale per diventare sempre più unici fra ciò che pensiamo, sentiamo e vogliamo. Il respiro Pranayama “allena” e fortifica la componente emotiva a stare di fronte agli impulsi esterni provenienti attraverso i sensi, e a quietare il turbamento animico che essi provocano. Si impara a leggere l’evento esterno come quasi si fosse una terza persona, pur vivendo pienamente le emozioni da esso provocate.

www.laltramedicina.it 7 1


16 ALTRE MED MASSAGGIF_Layout 2 07/01/13 15.07 Pagina 72

Le altre medicine

KU NYE CHI Il massaggio tibetano che mantiene giovani


16 ALTRE MED MASSAGGIF_Layout 2 07/01/13 15.07 Pagina 73

Pressione su specifici punti e meridiani con l’impiego di oli medicamentosi a base di spezie: scopriamo una tecnica antistress millenaria, fonte inesauribile di energia.

“Lo stato di salute equilibrato ci da rà lunga vita e assenza di malattia” Nida Chenagtsan

g

Gabriella Centonze

l massaggio ku nye chi è un’antichissima pratica terapeutica tibetana trasmessa da maestro a discepolo senza interruzione fino ai nostri giorni. È difficile rintracciarne l’origine, ma è probabile che sia nata parallelamente allo sviluppo del complesso sistema medico tradizionale tibetano, le cui origini risalgono a circa ottomila anni fa. Questa tecnica di massaggio, sviluppatasi in modo unico nella “terra delle mille piante medicinali”, assume connotazioni proprie e viene utilizzata per la guarigione di numerose patologie, prime fra tutte quelle derivanti da un eccesso di stress, il che la rende una pratica quanto mai attuale ai nostri giorni. Questo trattamento favorisce il profondo rilassamento fisico e psichico: le persone che ricevono il massaggio ku nye chi riferiscono, nei giorni seguenti, una “rinnovata” energia e un senso di quiete.

I

Un’ora e mezzo di… delizia Il massaggio completo ku nye chi dura generalmente un’ora e mezzo e si può effettuare anche una volta al

mese a scopo preventivo. È indicato per gli anziani (ne beneficiano in termini di energia rinnovata, migliore elasticità e qualità del sonno), per i bambini, anche piccoli (sono molto ricettivi al massaggio!) e per gli sportivi (ne beneficiano in termini di mobilità articolare, circolazione e rilassamento muscolare). Vediamo nel dettaglio le quattro fasi.

Prima fase L’operatore fa penetrare l’olio terapeutico in tutto il corpo del ricevente. Questa prima fase si chiama ku, che in tibetano significa “applicare”. Gli oli impiegati per il massaggio sono di tre tipi: olio di sesamo, olio d’oliva e olio di girasole (vedi sotto). La differenza è da ricercare nella potenzialità dell’olio stesso; quello di sesamo e girasole hanno una potenza più calda, mentre quello d’oliva è più fresco. Durante il processo di oliazione, la pelle del ricevente viene cosparsa di olio tiepido; i movimenti dolci e non invasivi dell’operatore permettono un profondo assorbimento di questo “elisir”, lasciando la pelle morbida e nutrita.

Un’arte antica: come preparare l’olio Ancor oggi in Tibet si seguono le indicazioni tramandate da millenni per mantenere inalterata la preparazione degli oli utilizzati per il massaggio. Si fanno bollire per molte ore, in uno dei tre oli scelti (olio di sesamo, d’oliva o di girasole), spezie come coriandolo, anice, chiodi di garofano, noce moscata oppure si mettono a macerare fiori di calendula o polvere di sandalo. Dopo aver filtrato le spezie, l’olio viene “caricato” per molti giorni al sole se ha qualità calda o ai raggi della luna se ha qualità più fresca.

www.laltramedicina.it 7 3


16 ALTRE MED MASSAGGIF_Layout 2 07/01/13 15.07 Pagina 74

Le altre medicine

Seconda fase Eccoci adesso alla fase di “mobilizzazione delle articolazioni” (tsik jor). Mediante movimenti sapienti e delicati, l’operatore scioglie le articolazioni riscaldandole e stimolandole in modo opportuno per facilitare e recuperare la mobilità articolare e l’elasticità muscolare. Questo procedimento è particolarmente indicato per chi ha la necessità di liberarsi dalle tensioni muscolari accumulate e dalle rigidità causate da posture scorrette.

Terza fase Arriviamo così al massaggio vero e proprio (nye). Consiste in diciannove tecniche ben strutturate per far lavorare i muscoli precedentemente riscaldati. Due esempi: tug-nye (scuotere con vibrazione) consiste nello scuotere delicatamente,

con la mano aperta, i muscoli della schiena per indurre vibrazioni piacevoli che rilassano profondamente la muscolatura; nun-kor-nun prevede digitopressioni abbinate a rotazioni utilizzando i polpastrelli o il palmo delle mani; agisce affievolendo i dolori in punti specifici.

Quarta fase È il momento in cui viene “rimosso” l’olio (chi). In questa fase finale, molto piacevole e rigenerante, si cospargono schiena, gambe, braccia e addome con un leggerissimo strato di farina di ceci e viene effettuato un impercettibile scrubs favorendo la microcircolazione. Se le gambe soffrono di cellulite, alla farina di ceci si può mescolare la farina di semi di carruba, che ha un’azione lenitiva mirata.

Conchiglie di fiume e yoga, antiage naturale! Il massaggio del viso con le conchiglie e lo yoga sono due trattamenti dall’antica medicina tibetana che contribuiscono ad allentare le tensioni muscolari del viso e a rinforzare e ossigenare la muscolatura facciale. Nei corsi organizzati dall’Accademia di Medicina tradizionale tibetana (www.iattm.net/ita), di cui il fondatore e direttore è il dottor Nida Chenagtsang, si potranno apprendere le seguenti tecniche: auto-trattamento: prevede il massaggio di 19 punti del viso mediante la tecnica di ‘’kor nun kor’’, che permette di alleviare numerose condizioni di disequilibrio come: cefalee, insonnia, ipertensione, epistassi, scarsa memoria, gengiviti, stanchezza visiva, influenza, sinusite, rigidità muscolare, bruxismo; yoga tibetano ne jang: verranno spiegati 6 esercizi di questa antica pratica che favorisce un’ottimale circolazione sanguigna, allentamento delle tensioni muscolari e una potente tonificazione di tutta l’area del viso e del sottomento, apportando benefici anche alla cervicale; l’uso della conchiglia di fiume: il massaggio del viso con la conchiglia di fiume, piacevole e rilassante, è particolarmente indicato per prevenire e lenire le rughe facciali ed è un potente anti-stress; preparazione degli oli per l’auto-massaggio: verranno spiegate le modalità per la realizzazione delle sostanze da utilizzare per il massaggio, con particolare attenzione all’uso di spezie ed erbe mediante bollitura a bagnomaria e successiva esposizione ai raggi del sole e della luna.

7 4 L’altra medicina


16 ALTRE MED MASSAGGIF_Layout 2 07/01/13 15.07 Pagina 75

La terapia con il bastoncino Antica pratica millenaria esclusivamente tibetana, trasmessa da maestro a discepolo, la terapia con il bastoncino (yuk cho) risale agli yogi tibetani della tradizione ngakpa. Utilizzata in seguito come terapia di guarigione dalla medicina tradizionale tibetana, che la incluse nella ricca gamma di terapie esterne, può essere applicata singolarmente o in associazione alle altre. Chiamato “lo strumento che realizza i desideri”, il bastoncino è da sempre utilizzato per curare tutte le affezioni muscolari e nevralgiche ed è potentissimo nella risoluzione di problematiche quali lombosciatalgia, sciatica, mal di schiena, mal di stomaco, torcicollo, mal di testa, eccesso di liquidi alle caviglie, crampi... I bastoncini, fatti di ratan (bambù pieno), sono caratterizzati da 4 tipi diversi di terminazione. La loro efficacia è dovuta all’effetto vibrazionale prodotto sulle parti trattate (testa, viso, colonna vertebrale, spalle, braccia dolenti); se usati con sapienza e delicatezza possono dare risultati molto efficaci.

In occasione della prima edizione dell’Olis Festival di Milano

MAGAZINE

organizza il convegno

Splenda il sole sui nostri bambini. Come aiutarli a crescere in armonia e salute

Interverranno Carlotta Galetti (Pranayama), Clara Granatieri (nutrizione naturale), Maria Grazia Parisi (floriterapia), Roberto Petrucci (omeopatia), Roberto Solimè (fitoterapia) Sabato 9 febbraio alle ore 14.00 presso Superstudio Più, via Tortona, 27 Milano

Con il contributo di:


PROVA PUBBLICITA_Layout 2 03/12/12 12.08 Pagina 50

Non la solita newsletter! Periodico online N° 04 Gennaio 2013 www.laltramedicina.it fanzine@laltramedicina.it

«Non c’è niente di insignificante nel mondo: tutto dipende dal tuo punto di vista» Johann Wolfgang Goethe

Scarica o sfoglia online la nostra fanzine, trovi interviste a opinion leader e una scelta di notizie che non devono passare sotto silenzio.

Iscrizione gratuita sul sito web: www.laltramedicina.it


L'altra medicina magazine 16 preview