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SALUTE ARMONIA BENESSERE NATURALE

Periodico mensile – Anno II, numero 15/2012 – €

Poste Italiane - Sped. in A.P. DL 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI

3,00 – Canton Ticino chf 6,00 GENNAIO 2013

MAGAZINE

n. 15 MAGAZINE Fiori di Bach per un felice Capodanno Muniamoci del kit d’emergenza

Le verdure dell’inverno Cavoli, zucche e carciofi Scopriamo l’Ai Chi La danza nell’acqua ci regala energia vitale

Alchimia degli oli essenziali Le “gocce di luce” dell’antica tradizione

Splenda il sole sui nostri bambini 5 idee per cuccioli pieni di gioia e salute

OMEOPATIA

CRANIOSACRALE

ASTROLOGIA MEDICA

SEMPRE MALATI ALL’ASILO O A SCUOLA? CI SONO I RIMEDI

COME RICONOSCERE I VARI TIPI DI PIANTO E CORRERE AI RIPARI

PROPOSTE NATURALI PER I SEGNI ZODIACALI DELL’INVERNO

PREPARIAMOLO IN CASA. Che orgoglio il pane fatto con le nostre mani!


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Sommario OMEOPATIA pag. 12 A scuola e all’asilo,

uno scudo contro tosse e mal di gola pag. 16 Aurum metallicum:

gli alti e bassi del Re “buono”

IL MONDO DELLE ERBE pag. 22 Nel cuore alchemico

degli oli essenziali

pag. 28 Zoapatle. Il “rimedio

per la donna” dell’America centrale

LE ALTRE MEDICINE pag. 64 Zodiaco d’inverno.

La salute dei segni letta negli astri

NUTRIZIONE NATURALE pag. 78 Alga Nori: la regina del Sushi pag. 80 D’inverno, alla scoperta di

pag. 70 Ai bambini piace il craniosacrale pag. 74 Ai Chi: quando

il Tai Chi si immerge in acqua

cavoli, zucche e carciofi


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pag. 40

DOSSIER

Splenda il sole sui nostri bambini Le scelte alimentari che fanno la vera differenza L’antica sapienza dell’India per i primi anni di vita I fiori di Bach per i problemi della crescita Anche i piccoli meditano e i risultati si vedono

RUBRICHE

Con il gioco si cresce meglio

Il periscopio pag. 8

Psicoterapia per tutti i giorni pag. 10

I nostri amici animali pag. 18

Sulle ali di psiche pag. 20

Ci salverà un fiore pag. 30

Aromaterapia pag. 32

La pianta del mese pag. 35

I consigli dell’erborista pag. 36

Scoperte in soffitta pag. 39

Esercizio del mese pag. 62

Prepariamolo in casa pag. 84

Il giramondo pag. 86

Il mercato della salute pag. 89

Libri e web trend pag. 90

Annunci olistici pag. 94


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Sulle ali di Psiche

a cura della redazione

La frequenza sottratta La guerra lampo musicale del dottor Joseph Goebbels he cosa c’entrano i nazisti con l’accordatura degli strumenti musicali? A quale scopo il ministro nazista Joseph Goebbels nel 1939 impose il diapason a 440 hertz? La storia è ancora poco nota. Ancora oggi il LA a 440 Hz è la nota utilizzata per le accordature. Non così in passato. La frequenza per le accordature utilizzata dai musicisti classici come Mozart o Verdi era il LA a 432 Hz, con la significativa eccezione di Wagner, che componeva a 440 Hz ed era, forse non a caso, il compositore preferito dai gerarchi nazisti. Lo stesso Giuseppe Verdi si impegnò a fondo per ufficializzare il diapason a 432 Hz.

C

Il battito della Terra Viene naturale perciò porsi una domanda: che cosa c’è dietro questa oscura diatriba che al grande pubblico appare priva di significato? Ce lo spiega Fabio

2 0 L’altra medicina

Bottaini, musicista e fondatore dell’Ectomusica, tra i sostenitori del ritorno al LA a 432 Hz: «L’intonazione a 432 Hz che impiega la Scala Aurea usa un linguaggio basato sulla matematica dell’8 e sulla Sezione Aurea, mentre la musica standard a 440 hertz usa un linguaggio arbitrario e casuale. Il La a 432 Hz deriva dal Do a 256 Hz, multiplo dell’8, e tale accordatura produce la corretta frequenza di risonanza. Ricordo che 8 Hz è la cadenza del “battito cardiaco” della Terra cioè la risonanza di Schumann, i delfini comunicano con suoni a 8 Hz, il DNA si replica con questa frequenza, e questo è il ritmo delle onde alfa cerebrali».

Per saperne di più

www.ectomusica.it Iscrivetevi gratuitamente alla nostra Fanzine sul sito www.laltramedicina.it. Troverete un’intervista a Fabio Bottaini.

Una guerra occulta musicale? La decisione di abbandonare il LA a 432 Hz, promossa dapprima da Goebbels, forse su suggerimento di Hitler, grande estimatore di Wagner, è stata in seguito


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Ectomusica, un viaggio sonoro nella coscienza collettiva ufficializzata a Londra nel 1953 ed è attualmente la frequenza di riferimento a livello internazionale. «Con le dovute eccezioni naturalmente», spiega Bottaini. «Per esempio, La canzone del Sole di Battisti e Mogol e alcune canzoni dei Pink Floyd si basano sul LA a 432 Hz. È questa la frequenza naturale che informa le leggi fisiche che regolano l’universo. Tutto nell’universo vibra su questa frequenza, anche le nostre menti e i nostri corpi».

Il diapason e la nostra salute Ma per quale motivo, allora, è stata abbandonata la frequenza fondamentale? «Ai tempi di Wagner, le bande militari russe e austriache utilizzavano accordature tra i 440 e i 450 Hz perché si diceva che tali frequenze eccitavano gli animi predisponendoli alla battaglia. Utilizzare oggi il diapason a 440-442 Hz potrebbe essere utile a mantenere le persone in uno stato di disequilibrio neurofisiologico, con le ripercussioni sulla salute che ben possiamo immaginare…», propone Bottaini. Il musicista è anche un ricercatore nel campo della guarigione spirituale, attualmente impegnato in un progetto di applicazione della Ectomusica su persone con disturbo prolungato della coscienza (in stato di coma vegetativo).

L’Ectomusica è un nuovo modo di concepire il concerto che prevede il ritorno all’accordatura naturale, il LA a 432 Hz. L’ascoltatore non è più un elemento passivo ma diventa determinante nella creazione dell’evento sonoro. «Chi partecipa all’esperienza – spiega Fabio Bottaini, fondatore di questo nuovo modo di intendere la musica – fa un viaggio all’interno di se stesso, per accedere a dimensioni inesplorate. Durante la performance all’inizio emetto note casuali che si propagano nella coscienza collettiva e ritornano al pianoforte attraverso le mie mani: si forma un feedback tra tutte le persone che partecipano all’evento, me compreso. Il pianoforte diventa quindi una sorta di stampante sonora pilotata dalla coscienza collettiva».

Il ritorno all’armonia attraverso la musica

Alcuni musicisti moderni sono tornati all’accordatura a 432 Hz. Tra questi i Pink Floyd (qui sopra) e Lucio Battisti (a sinistra).

Suonare con strumenti accordati sul LA a 432 Hz potrebbe fare la differenza. Le ricerche di Maria Renold, tra le prime ricercatrici in questo filone di studi, hanno dimostrato infatti che l’intonazione standard sul LA a 440 Hz induce negli ascoltatori comportamenti di reciproco disagio e conflittualità. La stessa musica, suonata con un’accordatura sul LA a 432 Hz, determina nelle stesse persone una sensazione di benessere, di sincronizzazione e benevolenza. Il ripristino del LA a 432 Hz, anche conosciuto come “LA verdiano”, è stato oggetto in Italia di un disegno di legge presentato al parlamento italiano alcuni anni fa.

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Dossier

I fiori di Bach per i problemi della crescita

Maneggiare con cura: la psiche del bambino è ancora in via di formazione ma capire che cose si agita in quelle piccole testoline significa poter fare qualcosa di concreto per loro: anche con i fiori del dottor Bach. Maria Grazia Parisi 5 2 L’altra medicina

A

sei anni vogliono fare le “veline” e usano Internet e i gadget tecnologici meglio di noi; a otto possono soffrire di veri attacchi di panico prima delle verifiche scolastiche e si angosciano se non sono così popolari sui social network. A dieci si autodiagnosticano problemi di autostima o di depressione o non vedono l’ora di sfondare nel business “per fare un sacco di soldi ed essere un vincente”. E, purtroppo, questi esempi sono tratti da casi reali. È una generazione di alieni? Oppure i bambini di oggi sono semplicemente frutto e specchio dei nostri comportamenti? Nessuno viene al mondo con il manuale di istruzioni per la sua educazione, e ovviamente ogni famiglia può contare solo sul buonsenso e sull’esperienza degli adulti per maneggiare quel materiale così fragile e complesso che è la psiche di un bambino. Allora, senza naturalmente alcuna pretesa di risolvere dinamiche tanto articolate e soggettive, pro-


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Splenda il sole sui nostri bambini

viamo a dare un’occhiata agli errori più comuni che noi adulti talvolta commettiamo in questo difficilissimo compito e, dove possibile, suggeriamo l’intervento correttivo e i fiori di Bach più appropriati.

Mio figlio fa continuamente i capricci Soluzione: saper ascoltare I bambini, che sono molto impressionabili, anche quando non lo danno a vedere (o quando a noi piacerebbe che non lo fossero), non hanno purtroppo la capacità di verbalizzare esattamente le loro emozioni. Così, quello che a volte prende le forme esteriori di un capriccio, di un sintomo fisico fittizio o di una rabbia immotivata, può avere altre ragioni, per esempio un disagio o una paura non chiaramente avvertiti dal piccolo e perciò inespressi a parole, ma magari trasformati in una reazione difensiva incongrua. “Che cosa senti? Dove lo senti? A che cosa assomiglia?” sono semplici domande che possiamo rivolgere al bambino per aiutare noi e lui a orientarci verso la natura di questo disagio, metterlo a fuoco e, quando si può, risolverlo. Punire o imporsi (ma anche cedere) senza aver prima dato attenzione e capito che cosa gli sta succedendo allontana sempre di più dalla consapevolezza noi e il bambino e, soprattutto, alla lunga fa sentire lui “sbagliato”. E, magari, anche incapace o inadatto, il che può minare davvero l’autostima.

manovra di salvataggio: se io, bambino, mi rendessi conto di dipendere totalmente da una persona scriteriata o incapace, l’angoscia e l’impotenza conseguenti mi schiaccerebbero. Se, invece, penso di essere io quello “cattivo”, in qualche modo posso continuare a poter contare su di lui, anche se il prezzo è il sentirmi, ancora una volta, sbagliato. Spesso anche atteggiamenti precoci di ribellione, pretese di comandare e dirigere al posto degli adulti, hanno origine dal fatto che il piccolo ha sentito per qualche ragione venir meno la capacità degli adulti di proteggerlo dalla paura e dall’angoscia. E quindi cerca lui stesso di ottenere una forma di controllo sull’ambiente, naturalmente con tutti i limiti dell’età e dell’inesperienza, mettendosi, dove può, a dettare le “sue” regole. Questo accade sia quando i genitori dimostrano essi stessi un atteggiamento eccessivamente ansioso e pauroso. .

Fiori di Bach: Per l’insicuro: Pine per il senso di colpa, Willow se si sente vittima di ingiustizie, Crab Apple se si vergogna di sé. Per il piccolo comandante: Vine se pretende di imporre la sua volontà, Chicory se fa il “maestrino”; Holly per la rabbia, se espressa; Cherry Plum se tende letteralmente a “esplodere”.

Fiori di Bach: Heather, Holly e Chicory per la petulanza e il voler richiamare l’attenzione; Agrimony per il tormento interiore; Aspen e Star of Bethlehem per le eventuali paure inconsapevoli.

Mio figlio è ingovernabile o insicuro Soluzione: saper infondere fiducia Per il bambino, gli adulti sono i riferimenti-chiave, i potenti e saldi (si spera) garanti della sua sicurezza, e perciò godono di un’enorme credibilità. Ma se l’adulto viene meno, per qualche ragione, al suo ruolo, se, per esempio, si lascia spesso andare a scenate di rabbia, o esagera le manifestazioni di frustrazione, vittimismo, ripicca, talvolta sarà proprio il bambino a credersi responsabile di questi comportamenti. Non riuscirà, cioè, ad attribuire questi atteggiamenti ai problemi dell’adulto e a distogliersene. In realtà, questa è anche una inconscia

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Dossier

Mio figlio è trascurato e indisciplinato Soluzione: regole chiare e spiegazioni semplici Un corollario a quanto detto sopra è la necessità che il bambino ha di confini disegnati da mani autorevoli, all’interno dei quali si sentirà al sicuro. Orari, spazi di libertà, compiti di ciascun membro della famiglia vanno ben stabiliti, delineati e, quando serve, imposti. Più il genitore si sente tranquillo circa la bontà delle regole e del fatto che esse sono applicate nell’interesse del bambino, più il piccolo le riterrà “normali” e non cercherà, più di tanto, di scantonarle. Se tra i genitori ci sono delle discrepanze nel valore o nell’opportunità dati a questo o a quell’aspetto, si creerà invece confusione e, di conseguenza, insicurezza. Anche le eventuali deroghe alle regole di casa (che devono essere poche, chiare e semplici, non ossessive), qualora siano necessarie, vanno spiegate con pazienza e autorevolezza.

Fiori di Bach: Larch, Clematis e Gentian per la trascuratezza; Vine, Vervain, Holly e Impatiens per l’indisciplina; Holly e Chicory se tende a polemizzare e colpevolizzare.

Mio figlio è impaziente e irritabile Soluzione: dare il buon esempio Tra le cose più difficili da imparare nella vita c’è sopportare la noia e fare fronte alla frustrazione. Peraltro, entrambe sono evenienze che spingono a sviluppare la creatività e la capacità di risolvere i problemi in modo inedito. Ma se gli adulti hanno essi stessi problemi a gestirle, se mal sopportano ritardi o imprevisti e non sono in grado di reagire con calma, ben difficilmente lasceranno che i bambini siano a loro volta in grado di allenarsi a superare analoghi disagi, e ben difficilmente saranno in grado di trasmettere strategie utili al riguardo. Bambini lasciati troppo tempo intenti a giochi elettronici o davanti al televisore, o assorbiti per la gran parte della giornata in fittissime attività preordinate dagli adulti possono anch’essi diventare incapaci di stare fermi e tranquilli per più di qualche minuto e insofferenti, e sviluppare eventuali difficoltà di concentrazione in età scolastica e addirittura problemi relazionali.

Fiori di Bach: Holly, Impatiens, Agrimony e Gentian per l’impazienza e l’irritabilità; White Chestnut, Chestnut Bud e Clematis per la concentrazione.

5 4 L’altra medicina

Come riconoscere i tre stili di attaccamento dei nostri bambini I bambini sviluppano naturalmente un attaccamento alle figure parentali. Ma non sempre le cose filano lisce. Di che stile è il tuo bambino?

LO STILE INSICURO Starebbe sempre attaccato a mamma o a papà, vuole sempre essere aiutato a svolgere i suoi impegni, è lamentoso e piagnucoloso o si arrabbia se non gli si dà retta per più di qualche minuto: è il bambino che ha uno stile di attaccamento insicuro o ansioso. Spesso è frutto di un atteggiamento genitoriale che oscilla dall’allarme o dall’irritazione per qualche errore del bambino a un sentimento di colpa e quindi alla dimostrazione di affetto compensatoria, ma con molta ambiguità e discontinuità nell’esprimere tutto ciò. L’adulto è quindi percepito come imprevedibile e incapace di dare sicurezza.

LO STILE EVITANTE Vuole fare sempre tutto da solo, non sopporta di essere guidato e corretto, e non dimostra particolarmente l’affetto con gesti o slanci spontanei: è lo stile evitante, e talvolta è conseguenza di un atteggiamento genitoriale, magari inconscio, di rifiuto, o può derivare da semplice (ma cronica) trascuratezza. Il bambino, perciò, impara a “fare a meno” dell’adulto inaffidabile.

LO STILE SICURO Esplora volentieri il suo mondo, richiede sempre più autonomia, talvolta si ribella o protesta ma allaccia buone relazioni con altre persone e soprattutto sa corrispondere con gesti, sorrisi, abbracci spontanei all’affetto che riceve. È lo stile sicuro, e proviene dal fatto che il bambino sa che, anche se momentaneamente si allontana dai genitori, troverà in loro sempre un porto accogliente in cui tornare e una protezione garantita dai pericoli.


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Le altre medicine

Ai Chi: quando il Tai Chi si immerge nell’acqua

Adatto a tutte le età, facile da praticare e molto gradevole, l’Ai Chi riunisce i benefici del Tai Chi a quelli dello stretching. L’acqua tiepida fa il resto… Italo Bertolasi 7 4 L’altra medicina

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illenaria “danza meditativa” e pratica salutista, che scritti del passato fanno risalire a tremila anni fa, il Tai Chi è meditazione in movimento. Un tirocinio della coscienza che ci avvicina alla realtà ultima. Anticamente si effettuava in spazi selvatici ricchi di “Chi” – energia – dove il praticante, osservando la danza degli elementi, riuniva se stesso a terra e cielo, percependo, in uno stato di grazia chiamato “satori”, la totalità e l’individualità di tutte le cose. Il Tai Chi è quindi una pratica che esalta cura, eros e spiritualità. Il Tai Chi tradizionale si svolge a terra ma in Giappone si è studiata l’opportunità di “danzarlo” in ac-


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qua. Jun Konno, ex trainer della nazionale olimpionica di nuoto giapponese e oggi promotore dell’associazione “Aqua Dynamics Institute” di Yokohama, ha provato a praticarlo in una piscina termale, scoprendone l’enorme beneficio aggiunto dall’acqua “madre”, tiepida e rilassante. Jun Konno ha chiamato questo nuovo Tai chi acquatico Ai Chi. «L’ispirazione per creare l’Ai Chi è nata osservando il piacere che provano i Giapponesi nell’eseguire con precisione gli esercizi fisici», sostiene Konno. «Gli orientali non amano l’eccessivo dinamismo e l’uso energico della forza. Piuttosto, preferiscono le pratiche in cui ci si muove con lentezza e più consapevolezza. Oggi l’Ai Chi è entrato a far parte della quotidianità di migliaia di giapponesi. Studi dell’università di Tsukuba e Tokai – in Giappone – ne hanno stabilito il valore: durante la pratica dell’Ai Chi il consumo di ossigeno si accresce del 4-7%. I movimenti dell’Ai Chi sono una “ginnastica” respiratoria che tonifica il flusso d’ossigeno al cervello riducendo così stati depressivi e prevenendo così l’insorgere di malattie “Il degenerative come l’Alzheimer».

La forza vitale dell’acqua

e

Ai Chi, attivare la forza per l’autoguarigione

Praticando l’Ai Chi con regolarità si migliora la flessibilità del corpo e la mobilità delle articolazioni e si riequilibra il nostro allineamento posturale. Nell’Ai Chi, infatti, si è “centrati” lungo un asse che è “disegnato” dalla linea che riunisce cranio, torace e bacino – i tre “pesi” del corpo – e che ha il suo baricentro nell’Hara, il ventre “cervello”. Quando ci si muove lentamente in acqua, con i piedi ben radicati a terra, concentrando l’attenzione sul respiro nel nostro Hara, si può “lavorare” con grande efficacia sul nostro allineamento, ascoltando e correggendo le eventuali disarmonie. Le rotazioni, le flessioni e gli allungamenti stimolano in modo antagonista i muscoli flessori ed estensori delle articolazioni. Tra questi, in modo particolare, i muscoli Tai Chi scheletrici. Si stimolano i legamenti della spalla e i muscoli intorno alla è la più pura clavicola, alla scapola e all’osso naturale forma sacro/bacino.

L’Ai Chi stimola la fluidità e la libertà del di movimento corpo in acqua e la circolazione del Chi, Ma il “lavoro” più importante è quello organico” l’energia vitale che scorre attraverso i invisibile che avviene nella nostra “meridiani”. La sequenza comprende 19 Chungliang misteriosa interiorità. Praticando con movimenti – Kata – che ci rieducano a un Al Huang costanza si attiva un processo di “galateo” di gesti lenti coordinati al ritmo del chiarezza mentale e di autoguarigione, che respiro, eleganti e circolari. Ci permettono di ci permette di individuare tutto quello che ci “ascoltare” le sensazioni corporee e le emozioni che procura tensione: i ritmi di vita stressanti, il sorgono dal profondo del cuore, innescando così superlavoro della mente sempre occupata da uno stato di pace e di serenità. pensieri e giudizi, e il nostro corpo, spesso non L’Ai Chi è una pratica individuale che stimola conamato, rigido e duro. L’Ai Chi introduce un galateo sapevolezza, capacità di ascolto e attiva un processo di gesti eleganti, un modo d’agire calmo, di autoguarigione. E’ anche un’arte marziale che, attotalmente rilassato. traverso la ripetizione del gesto, rafforza disciplina e maestria. L’Ai Chi conserva inoltre i principi della culÈ davvero la strada maestra per ritornare in tura Zen: compiere ogni gesto senza inutili sprechi armonia con se stessi, con gli altri e con tutto energetici. E in parte senza il “fare”, cioè senza inquello che ci circonda. L’Ai Chi ci riavvicina anche tenzionalità. In acqua, per esempio, tutto può accaalla natura “madre” che ci nutre e che, in modo dere lasciandosi fluire. simbolico, è rappresentata dall’acqua che ci cura e sostiene con la sua forza di guarigione. Anche se i Acqua calda per “danzare” meglio nostri stili di vita ci allontanano dall’antico sentire Per praticare l’Ai Chi ci si immerge in un’acqua orientale, con l’Ai Chi ognuno potrà sperimentare la bassa: l’altezza ideale è di 1,20 metri. I piedi devono potenza di quel “vuoto” che è all’interno di noi e essere ben radicati al fondo vasca, le gambe leggerche si rivela meditando. mente allargate e piegate, le spalle immerse nell’ac-

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Le altre medicine

Informazioni pratiche Per conoscere tutto quello che accade nel mondo dell’Ai Chi, per consultare il calendario dei corsi e l’elenco degli operatori diplomati, visitate il sito dell’Associazione italiana di Ai Chi: www.aichi.it

qua. Questa “messa a terra” – grounding – ci dona equilibrio e stabilità, per poi espandersi meglio in acqua. Quando si “danza” l’Ai Chi nell’acqua calda di una vasca benessere si è in contatto con i quattro elementi: la terra – che si raggiunge con i piedi radicati al fondo vasca –, il fuoco – che riscalda l’acqua dal nucleo incandescente della terra –, l’acqua – medium perfetto che ci fa galleggiare e riunire al tutto – e l’aria – che ci “nutre” respirando. La piscina si trasforma in un ambiente perfetto dove gli elementi si fondono in armonia. E dove si possono sentire connessi corpo, mente e spirito.

Il ritorno al ventre materno La temperatura dell’acqua dovrà essere di 34-35 °C. Un tepore che addolcisce la “risposta” del si-

7 6 L’altra medicina

stema termoregolatore che si attiva nel cervello – ipotalamo – e nei termorecettori della pelle con i suoi “sensori”. L’acqua a 35 °C conserva l’equilibrio termico del nostro corpo ai valori ottimali, ci permette un’immersione statica e ci procura sensazioni di benessere e serenità, riportandoci alle piacevolezza della culla uterina, quando danzavamo felici nel liquido amniotico del ventre materno. L’Ai Chi è un “body work” acquatico completo che accresce la sensibilità e la consapevolezza sensoriale. Il nostro corpo è attraversato da nervi sensori dotati di propriocettori che registrano ogni stimolo rimandando poi tutte queste informazioni – impulsi nervosi – al midollo spinale e al cervello. Nell’acqua tiepida la pelle, stimolata dal calore,

dalla pressione e dal movimento acqueo, si rivitalizza e sensibilizza, ricevendo una quantità enorme di “carezze”. La “danza” dell’Ai Chi è un’ottima ginnastica posturale che ci aiuta ad ampliare la coordinazione motoria.

Fa bene anche al respiro L’Ai Chi può trasformarsi in uno strumento di autodiagnosi. La lentezza dei gesti, mediati dall’acqua, la capacità di “ascolto” dei messaggi che emergono dal corpo ci fanno individuare le zone contratte o quelle ipo o ipersensibili che si possono stimolare o decontrarre. Coordinando la respirazione col movimento si potenzia il ritmo respiratorio e il ritmo cardiaco. L’Ai Chi è un’ottima ginnastica respiratoria. Nell’Ai Chi, come in molte altre discipline orientali, si


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previlegia la respirazione di “pancia”. La posizione in acqua – schiena dritta, piedi ben radicati al fondo vasca con le gambe allargate e leggermente piegate – facilita il flusso del respiro che si coordinerà ai movimenti con una sincronia perfetta: inspirazione (movimenti di apertura con il palmo delle mani rivolte al cielo), espirazione (movimenti di ritorno al centro con il palmo verso il basso). Nell’Ai Chi si ripete una sequenza fluida di movimenti “rotondi”, lenti e continui. Simili a quelli delle nuvole o delle onde marine mosse dal vento.

Per saperne di più Per approfondire quanto letto nell’articolo vi consigliamo questo ottimo e semplice volume, nel quale ogni aspetto dell’Ai Chi viene trattato con chiarezza e illustrato da immagini che aiutano all’esecuzione pratica dei movimenti. Molto interessanti le sezioni dedicate all’Ai Chi in gravidanza e per la coppia.

Italo Bertolasi, Jun Konno Ai Chi Edizioni Red! Pagine 110 euro 16,90

La serie di movimenti La sequenza di 19 movimenti dell’Ai Chi si può imparare facilmente in un fine settimana. All’inizio della pratica si possono studiare solo i primi “5 movimenti del respiro”, ripetendoli più volte. Dopo aver raggiunto la padronanza del gesto, tutto fluirà con armonia e naturalezza. Il respiro ritroverà così il suo ritmo, più lento e naturale. Poi si praticano i 5 movimenti per sciogliere e liberare le braccia e la parte alta del corpo. Seguono i 3 kata per muovere bacino e le gambe. Poi i 3 per prendere e ridare energia all’acqua. E infine gli ultimi 3 integrativi per concludere la pratica con dei giri circolari che ci riportano al centro di noi stessi.

Yin e Yang si armonizzano Praticando la sequenza di Ai Chi, si “disegnano” in acqua cerchi, curve e spirali sempre più ampi. Con eleganza e morbidezza, “come se svolgeste il fragile filo di seta di un bozzolo”. La lentezza dei gesti ci permette di perfezionare il movimento e di affinare la percezione di Sé. La sequenza dei 19 movimenti si svolgerà senza interruzioni, come la danza delle “onde del mare” che si svolge senza principio e senza fine. Il ritmo dell’Ai Chi alterna azione a riposo, dolcezza a vigore. Così si armonizzano le due forze Yin – fredda e femminile – e Yang – calda e maschile – che per i cinesi regolano il nostro equilibrio psicosomatico e il benessere corpo-menteanima. Ricordiamoci ancora una volta che il termine “Ai Chi” significa muoversi centrati nel cuore e nell’energia della compassione. Anche per l’Ai Chi, come per le altri arti marziali, il fine ultimo non è raggiungere un risultato pratico ma piuttosto di aprirci a stati intuitivi e trascendenti. Un pretesto per portare amore e compassione.

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15 libri PAG90-92F_Layout 2 04/12/12 14.25 Pagina 92

Libri

Impariamo ad ascoltare il suono del silenzio I

n un mondo congestionato dalle chiacchiere, abbiamo perso la capacità di fare silenzio dentro noi stessi. Siamo bombardati da parole a tutti i livelli, parole sempre più vuote, con un significato sempre più flebile, parole addomesticate per vendere, o semplicemente per far sapere agli altri che esistiamo anche noi. Come antidoto vi proponiamo tre libri appena usciti che ci guidano alla riscoperta del silenzio. Negli Stati Uniti ha ottenuto un notevole successo di pubblico il libro di Susan Cain (nella foto qui sopra), tradotto in italiano con il titolo “Quiet - Il potere degli introversi in un mondo che non sa smettere di parlare”. Tesi provocatoria che sta facendo discutere. Smettiamo di guardare agli introversi come a individui asociali o pappemolli senza nerbo. Quelli che non parlano – dice la Cain – sono spesso dotati di ricchezza e forza interiore. E possono essere baciati dal genio: Einstein era introverso, come molti artisti e scienziati. Si può essere orgogliosi del proprio silenzio, perché è un atto di coraggio in difesa della nostra interiorità. Altrettanto esplicito l’invito a provare il silenzio che Silvia Ostertag ci rivolge dal suo libro “Silenzio vitale – Introduzione e pratica”. Silvia, scomparsa l’anno scorso, era Maestra Zen, musicista e navigatrice del mondo interiore. Attraverso alcuni testi e riflessioni, derivanti dalla sua lunga esperienza, l’autrice svizzera parla della meditazione nel silenzio, che è anche una forma di ascolto di una realtà più profonda. Nel rumore cui siamo quotidianamente esposti non siamo in grado di cogliere le epifanie del mondo dello spirito, di percepirne i messaggi “sottili”: solo

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nel silenzio possiamo recuperare la capacità di ascoltarli.

La pratica del silenzio appartiene anche alla grande tradizione cristiana, quella degli eremiti, dei Padri del deserto. Le vestigia di questo insegnamento per l’elevazione spirituale, e la ricerca di Dio, si trovano ancora in alcuni luoghi della presenza cristiana nel mondo. In particolare nella chiesa Ortodossa. Ce ne parla il teologo ortodosso Michel Laroche nel suo libro “La via del silenzio”. Perché nel deserto e nella solitudine possiamo essere tentati, come sant’Antonio, ma anche ritrovare noi stessi, e ricevere in dono la “giusta misura” per muoverci nella folla e valutare ciò che è davvero importante per noi.

Susan Cain Il potere degli introversi Bompiani Pagine 432, euro 17,00

Silvia Ostertag Silenzio vitale Gabrielli Editore Pagine 140, euro 14,00

Michel Laroche La via del silenzio Amrita Pagine 160, euro 14,00


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Non la solita newsletter! Periodico online N° 04 Gennaio 2013 www.laltramedicina.it fanzine@laltramedicina.it

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L'altra medicina numero 15  

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