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17 COPERTINA_Layout 1 04/02/13 14.30 Pagina 1

SALUTE ARMONIA BENESSERE NATURALE

Periodico mensile – Anno III, numero 17/2013 – €

Poste Italiane - Sped. in A.P. DL 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI

3,50 – Canton Ticino chf 7,00

MARZO 2013

MAGAZINE

n. 17

La lezione Feng Shui Impariamo a leggere i messaggi della casa

Psicologie energetiche Fast Reset, guarigione emotiva in pochi passi

Soffia via il dolore Non solo farmaci: prova il Reiki e le tradizioni mediche orientali

MAGAZINE

AROMATERAPIA

Via stress e tensioni con pimento e petitgrain

RIMEDI OMEOPATICI

LE ALTRE MEDICINE

NUTRIZIONE NATURALE

NOVE SOLUZIONI MIRATE PER TRATTARE LA SINUSITE DEL TUO BAMBINO

FANG SONG GONG, METODO DI RILASSAMENTO DALL’ANTICA CINA

KATHERINE KOUSMINE, UNA FUCINA DI IDEE PER UNA CUCINA SALUTARE

PREPARIAMOLO IN CASA. Guida pratica alla produzione casalinga di yogurt


17 SOMMARIO_Layout 2 04/02/13 19.20 Pagina 04

Sommario OMEOPATIA pag. 12 Malattie cutanee,

non solo una questione di pelle pag. 16 Raffreddore e tosse non

passano: sarĂ  sinusite?

IL MONDO DELLE ERBE pag. 26 Moringa oleifera

un albero “tuttofare

pag. 28 Cannella e salice

contro raffreddore e reumatismi

LE ALTRE MEDICINE pag. 64 Fast reset

Un metodo rapido per trasformare le emozioni

pag. 69 Fang song gong

Tecniche di rilassamento attivo pag. 74 Feng Shui

Il messaggio dei luoghi

NUTRIZIONE NATURALE pag. 78 Il metodo Kousmine

Un altro modo di nutrirsi pag. 82 Torniamo ai ceci,

altro che bistecche...


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pag. 42

DOSSIER

Soffia via il dolore Medicina cinese, sbloccare il qi per battere il dolore La via dello Yoga per alleviare il dolore Correggiamo gli errori che provocano mal di schiena Un aiuto profondo: il Reiki

RUBRICHE

Quando i colori si portano via il dolore

Il periscopio pag. 8

Psicoterapia per tutti i giorni pag. 10

Il tuo omeotipo pag. 20

I nostri amici animali pag. 22

Sulle ali di Psiche pag. 24

Ci salverĂ  un fiore pag. 32

La pianta del mese pag. 35

Aromaterapia pag. 36

Scoperte in soffitta pag. 39

I consigli dell’erborista pag. 40

Le ricette del mese pag. 85

Prepariamolo in casa pag. 86

Il mercato della salute pag. 89

Libri e web trend pag. 9o

Annunci olistici pag. 94


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Omeopatia

Raffreddore e tosse non passano: sarà sinusite? Sbalzi di temperatura e contatto costante con i germi dei compagni di gioco mettono a dura prova la salute delle vie respiratorie dei nostri bimbi. Vediamo che cosa ci consiglia il nostro pediatra omeopata di fiducia. Nunzio Chiaramida

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a quando è iniziato l’inverno, il bambino ha il naso ostruito e secrezioni nasali dense che elimina con difficoltà; il disturbo dura per diversi giorni. Si potrebbe trattare di sinusite. La sinusite, o più precisamente rinosinusite secondo le ultime definizioni della Società italiana di Pediatria, è l’infiammazione di una o più cavità paranasali che inizia a partire da una rinite generalmente di origine virale. I seni paranasali sono quelle piccole cavità delle ossa intorno al naso che, quando le “comunicazioni” con il naso si ostruiscono, possono facilmente andare incontro a ristagno di secrezioni e a sovrapposizioni batteriche. Quando il raffreddore dura da più di dieci giorni con una costante secrezione dal naso, potrebbe manifestarsi la sinusite che si può accompagnare ad altri sintomi quali tosse sia di giorno che di notte e alitosi, mentre la febbre è bassa o anche assente. Difficilmente il bambino, tranne quelli più grandicelli, riferiscono come gli adulti i dolori caratteristici della sinusite.

È quasi sempre di origine infettiva In base alla durata la sinusite può essere acuta, subacuta o cronica, mentre a seconda delle cavità paranasali interessate può essere frontale, mascellare, etmoidale o sfenoidale. Nell’80 per cento dei casi la sinusite è di origine infettiva, mentre nel 20 per cento è su base allergica. L’ostruzione delle vie comunicative tra i seni paranasali e il naso per le infiammazioni

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conseguenti a riniti virali o allergiche, con conseguente blocco del drenaggio delle secrezioni, rappresenta il meccanismo iniziale della sinusite. Questi dotti che mettono in comunicazione seni paranasali e naso sono di dimensioni modeste nel bambino e si ostruiscono facilmente. Avere quindi un sistema immunitario efficiente, in grado di superare rapidamente le infezioni o evitare le allergie attraverso la terapia omeopatica costituzionale, è molto importante. Infatti, le infezioni respiratorie ricorrenti (che abbiamo affrontato nel numero di gennaio di questa rubrica) e le manifestazioni allergiche respiratorie (trattate in due precedenti articoli) sono spesso la base di partenza della sinusite.

Non solo cura, ma anche prevenzione La terapia omeopatica costituzionale è dunque sempre il miglior approccio terapeutico per la cura e la prevenzione di tale patologia. Alcuni rimedi omeopatici possono, comunque, essere utili nel percorso terapeutico del bambino con sinusite lieve; è consigliabile rivolgersi al controllo medico omeopatico e specialistico per la diagnosi e per seguire il decorso della patologia, specialmente nei casi più impegnativi. Per alcuni rimedi bisogna considerare che le diluizioni basse aumentano la secrezione, mentre quelle alte la diminuiscono. Ecco a seguire alcuni dei rimedi utilizzati nelle sinusiti (riassunti nella tabella a lato), con le caratteristiche reazioni che li identificano.


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I rimedi omeopatici per la sinusite Thuja occidentalis

Sticta pulmonaria

Mezereum

se il flusso nasale è bloccato

se la secrezione si secca

se ha tante crosticine

Kali bichromicum se le secrezioni sono appiccicose

Teucrium marum verum se il naso è tappato

Mercurius solubilis se il bimbo è super agitato

Natrum sulphuricum se piove sempre

Balsamum peruvianum se è intasato dal catarro

Cinnabaris se le secrezioni sono scure

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Omeopatia

Nove soluzioni per il tuo bambino Thuja occidentalis Il bambino Thuja ha le secrezioni nasali “bloccate” come il suo pensiero. Presenta infatti idee fisse e continua a rimuginare sulle stesse cose. Pensa costantemente a piccoli episodi della giornata, facendo le stesse domande e cercando rassicurazioni anche per cose di piccolo conto. Il flusso del pensiero sembra essersi bloccato come le secrezioni che si accumulano nella zona retronasale. Si può avere sinusite mascellare con dolore a livello dello zigomo specialmente a sinistra. La febbre non è elevata e si accompagna a sudorazione untuosa. Si aggrava con il tempo umido e dopo aver bevuto tè.

Kali bichromicum Il bambino è pignolo e testardo; a seguito di ripetuti raffreddori compare un addensamento delle secrezioni che sono appiccicose come colla e determinano difficoltà a soffiarsi il naso, con fuoriuscita di caratteristiche mucosità filanti giallastre. Questo rimedio innesca dolori in punti fissi, ad esempio alla radice del naso in caso di sinusite frontale. Si può avere perdita dell’olfatto e alternanza tra i disturbi respiratori e quelli intestinali.

Teucrium marum verum Se il bambino ha il naso completamente ostruito e pur soffiando il naso non esce nulla potrebbe essere indicato questo rimedio, utile per sbloccare la situazione in quei bambini che hanno fatto molti aerosol e preso molti farmaci senza ottenere risultati apprezzabili. Sono bambini nervosi e ipersensibili, particolarmente loquaci soprattutto la sera. L’ostruzione nasale è peggiore alla narice di destra e vi può essere poliposi nasale o adenoidite recidivante.

Mercurius solubilis Il bambino Mercurius solubilis può avere secrezioni nasali maleodoranti, con alitosi. La situazione si aggrava di notte: non riesce a respirare bene con il naso, dorme con la bocca aperta e perde saliva. Durante il sonno

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notturno è madido di sudore. La lingua è ingrossata. È un bambino molto irritabile e si muove in continuazione.

Sticta pulmonaria Questo rimedio è utile quando la secrezione nasale si secca facilmente e porta alla formazione di croste. Di notte, la tosse è così insistente che il bambino fatica ad addormentarsi. In questi pazienti ogni semplice raffreddore tende a persistere e a complicarsi con la sinusite. Sono bambini vivaci e molto loquaci.

Cinnabaris La secrezione nasale è acida; quando il bambino si soffia il naso spesso il muco contiene sangue. È più colpito il lato sinistro, con dolore che migliora stendendosi a destra; si aggrava se dorme girato a sinistra o sul dorso.

Natrum sulphuricum È il giusto rimedio per bambini che tendono ad accumulare liquidi e che peggiorano notevolmente, anche a livello caratteriale e mentale, quando il tempo volge al brutto e le giornate piovose si susseguono. Il raffreddore è spesso accompagnato da cefalea. Spesso alla sinusite si accompagna la bronchite asmatica.

Balsamum peruvianum Utile quando all’abbondanza delle secrezioni catarrali si associa, alla sera, sinusite cronica con aggravamento dell’ostruzione nasale. La tosse grassa è seguita da espulsione di una grande quantità di catarro. La sinusite si può innescare anche su una base allergica in bambini atopici. La sinusite si manifesta in genere senza febbre pur con l’abbondanza di catarro.

Mezereum È indicato per bambini introversi e ipersensibili alle correnti d’aria. Le secrezioni escorianti dal naso “bruciano” il labbro superiore. È consigliato nella sinusite mascellare con dolore a guance e zigomi.


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Il mondo delle erbe

Cannella e salice contro raffreddore e reumatismi L’inverno non molla la presa? E siamo sempre alle prese con nuovi raffreddoracci e vecchi reumatismi? La natura mette a disposizione due rimedi senza tempo. Stefania La Badessa

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a stagione fredda rappresenta spesso un vero e proprio pericolo per la salute: il freddo intenso e i ricorrenti sbalzi di temperatura fra l’esterno e i luoghi chiusi creano le condizioni più adatte allo sviluppo delle cosiddette “malattie da raffreddamento”, rendendo più frequenti anche le riacutizzazioni di indolenzimenti generalizzati a muscoli e articolazioni. In effetti si tratta, più che di una vera e propria malattia, di un insieme di fenomeni che possono coinvolgere le vie aeree e l’apparato osteo-articolare: l’organismo – per le cause sopra citate – subisce nel complesso un abbassamento delle difese immunitarie, lasciando così la “via libera” all’ingresso di virus e batteri e conseguentemente alle infezioni. Per contrastare, in modo naturale, le infreddature invernali non mancano i rimedi da tenere in considerazione prima di ricorrere ai farmaci veri e propri. Tra questi la cannella e il salice possiedono una tradizione antichissima, ma una efficacia apprezzabile anche ai tempi d’oggi.

Cannella, calore speziato contro le infreddature Conosciuta soprattutto per il suo aroma intenso e per il suo gusto piccante la cannella – oltre a essere una spezia preziosa in cucina – può rappresentare un valido rimedio naturale di antichis-

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sima tradizione. Se ne trova menzione già in antichi erbari cinesi risalenti al 2700 a.C., nei quali veniva indicata come rimedio per la febbre, per la digestione, per i disturbi mestruali. Quando si parla di cannella, in realtà si fa riferimento alla parte più esterna della corteccia prelevata dal fusto e dai rami del Cinnamomum zeylanicum Br. et Nees (fam. Lauraceae), un piccolo albero originario dello Sri Lanka, coltivato anche in numerosi altri paesi tropicali, come India, Giava e Brasile. Utilizzata soprattutto in associazione ad altre erbe per correggere il sapore di infusi e tisane, la cannella possiede proprietà curative “riscaldanti” che le consentono di rappresentare un buon rimedio contro tutte le malattie legate al freddo, dal raffreddore ai reumatismi.

Molte proprietà favorevoli La sua azione tonica le consente di favorire un pronto recupero dal senso di spossatezza che caratterizza le infreddature, mentre le proprietà antisettiche e antimicotiche del suo olio essenziale – efficace su batteri, funghi e virus – rendono la cannella un ottimo rimedio per contrastare gli “attacchi” dei microrganismi che caratterizzano la stagione invernale. Da non trascurare sono anche le proprietà


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Perché scegliere la cannella? Ha proprietà riscaldanti: ottima quando il freddo è entrato nelle ossa Combatte virus e batteri: collabora a sconfiggere le malattie da raffreddamento È un tonico: vince la spossatezza legata alle infezioni invernali È anche digestiva: spesso i virus invernali mettono a dura prova la digestione

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digestive di questa spezia, capace di favorire anche l’eliminazione del gonfiore a livello addominale. Se assunta una mezz’ora prima dei pasti principali può quindi essere utile per stimolare l’appetito, favorire la digestione, ridurre il senso di pienezza e l’eccesso di gas intestinali. Comunemente la si può reperire in commercio in bastoncini o già macinata in polvere, da utilizzare per prepararne l’infuso, dall’aroma speziato e caldo: una punta di cucchiaino da tè di corteccia polverizzata è la dose indicata per una tazza di acqua bollente.

Non esageriamo con le dosi Ma esistono in commercio diverse formulazioni, sia come tintura madre, che estratto secco e olio essenziale. La cannella non ha controindicazioni se utilizzata come aroma in cucina, ma l’uso a scopo curativo deve essere limitato, per evitare fenomeni di tossicità, ed è comunque sconsigliato in gravidanza e al di sotto dei 12 anni di età.

La “ricetta” consigliata quando il freddo colpisce Si prepara in due mosse. 1. Prima facciamo l’infuso: basta meno di mezzo cucchiaino di polvere di cannella in una tazza d’acqua bollente. 2. Ideale è l’associazione tra cannella, miele e un po’ di zenzero: una punta di cucchiaino di radice di zenzero aggiunta all’infuso di cannella può aiutare a calmare l’infiammazione e favorisce un pronto recupero grazie alla sua azione stimolante sul sistema immunitario.

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Il mondo delle erbe

Perché scegliere la corteccia del salice? la febbre • Abbassa Rende meno •reumatismi dolorosi i È anche utile contro le •cefalee e i dolori mestruali

zione – in acido salicilico, sostanza dalle note proprietà antinfiammatorie e antireumatiche. Tra gli altri principi attivi vanno ricordati i flavonoidi, alcune resine, l’olio essenziale e alcuni tannini. Il salice, utilizzato dalla medicina cinese come antidolorifico sin dal 500 a.C., potrebbe essere considerato, in definitiva, il diretto antenato dell’aspirina (acido acetilsalicilico): in qualità di “aspirina” vegetale, il salice bianco può risultare utile non solo in caso di reumatismi, ma anche come antipiretico negli stati febbrili di varia natura, negli stati influenzali e nelle malattie da raffreddamento, ma anche come antidolorifico nelle cefalee, negli stati di indolenzimento diffuso articolare e muscolare, e persino nella dismenorrea (stato doloroso legato al ciclo). Il salice deve quindi la sua efficacia al suo contenuto di “salicilati”, sostanze dotate di attività antinfiammatoria perché capaci di limitare direttamente la produzione nell’organismo delle prostaglandine, sostanze che intervengono sia nei processi infiammatori che in quelli di regolazione della temperatura. La loro origine naturale garantisce ai salicilati anche un’azione notevolmente meno irritante per la mucosa gastrica, rispetto a quella dei farmaci sintetici a base di acido acetilsalicilico.

Precauzioni doverose È bene però evidenziare che, a causa dell’azione antiaggregante piastrinica, gli estratti di salice bianco sono sconsigliati a chi effettua terapie anticoagulanti, e devono essere assunti con cautela dai soggetti allergici ai salicilati. In ogni caso, rimane sconsigliato l’utilizzo durante la gravidanza e l’allattamento.

Salice bianco, l’aspirina vegetale Il salice bianco, Salix alba, è un albero a foglie caduche appartenente alla famiglia delle Salicaceae; originario dell’Europa centrale e meridionale, dell’Africa settentrionale e dell’Asia, può raggiungere i 20 metri di altezza. Possiede lunghi rami, flessibili e arcuati, dal noto portamento “ricadente” tipico dei salici. Del salice, per le proprietà antinfiammatorie, viene utilizzata la corteccia dei rami più giovani (2-3 anni di vita), raccolti durante l’autunno o all’inizio della primavera, momenti in cui la concentrazione dei principi attivi nella pianta è maggiore.

Il più famoso antinfiammatorio naturale Tra i numerosi principi attivi presenti nella corteccia si distingue per importanza la “salicina”, che in termini tecnici è un glucoside salicoside: questa sostanza – grazie a una reazione chimica enzimatica – si trasforma in glucosio e alcool salicilico, che nel nostro organismo viene poi trasformato – per ossida-

3 0 L’altra medicina

La tisana di salice Il salice può essere assunto in forma di tisana, per alleviare i momenti più difficili di influenze e raffreddori, oppure anche contro i dolori reumatici. Si prepara un decotto di 2-3 grammi (corrispondenti a circa due cucchiaini da tè) di corteccia finemente tagliata in circa 150 ml d’acqua portando a ebollizione e filtrando dopo 10-15 minuti. Ricordate comunque che la corteccia del salice si può assumere come estratto in capsule o come estratto fluido (simile allo sciroppo).


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Le altre medicine

FAST RESET Un metodo rapido per trasformare le emozioni

C’è chi è paralizzato dalla paura oppure è ancorato a convinzioni che lo trascinano sempre più in basso. Per uscire da questi tunnel è stata messa a punto una nuova tecnica di psicologia energetica. Ce ne parla l’autrice. Maria Grazia Parisi 6 4 L’altra medicina

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o cercato per anni uno strumento psicologico applicabile a chiunque, rapido e sicuro, che fosse efficace nel trasformare non solo le emozioni “disturbanti” (paura, rabbia, tristezza, angoscia, colpa…), ma anche le convinzioni auto-sabotanti, le più difficili, nel mio lavoro di psicoterapeuta, da far individuare e soprattutto da far modificare alle persone che sperimentano un disagio. Ho dapprima provato e coltivato, con una certa soddisfazione, diverse tecniche adatte al mio scopo, tratte dal vasto novero delle cosiddette Psicologie Energetiche (Energy Psychology), e alla fine me ne sono creata una su misura, che ha proprio tutte queste caratteristiche e, inoltre, una velocità e stabilità d’azione spesso sorprendente. Per arrivare a ciò, ho dovuto integrare diverse conoscenze di come il cervello e in particolare la memoria funziona con la mia esperienza pregressa e con qualche fortunata intuizione. Il risultato, cioè questa metodica, benché non possa affatto sostituire il lavoro dello psicoterapeuta, rappresenta a mio parere uno strumento


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molto versatile, associabile ad ogni altro tipo di terapia psicologica o medica, oltre che costituire, in molti casi, anche un efficace e davvero rapido autoaiuto emozionale.

Focalizzare l’emozione, spostare l’attenzione La tecnica che ho ideato si chiama Fast Reset®, acronimo di Focused Awareness Shift Technique Reprocessing Emotional Subjective Experience Traits: tecnica di spostamento dell’attenzione per rielaborare l’esperienza emotiva soggettiva. Consiste nel focalizzare l’emozione incongrua e disturbante, meglio se individuando anche i cambiamenti fisici che la connotano, e poi nello spostare, con una particolare sequenza, l’attenzione su specifiche parti del corpo (per esempio le mani, i piedi o altre), la cui attivazione predomina su altre funzioni. Si mettono così in moto componenti diverse del sistema nervoso, modificandone temporaneamente il funzionamento ed ottenendo una spontanea trasformazione della valutazione che il soggetto darà, d’ora in poi, all’evento che gli attivava l’emozione disturbante. In contemporanea a questo spostamento sequenziale dell’attenzione, si pone l’accento su alcuni aspetti cognitivi, in particolare su quale sia la funzione “biologica”, quindi auto-difensiva, dell’emozione che vogliamo trattare, in modo da integrarla. Può infine seguire un rilascio della componente accessoria o eccessiva di questa funzione difensiva. Il tutto dura in genere pochi secondi per ogni aspetto trattato, e normalmente il lavoro compiuto dà un risultato stabile e definitivo.

Anche per affrontare le situazioni di disagio Oltre che sui disturbi d’ansia, le fobie, il panico, questa tecnica si è finora dimostrata utile nei postumi di traumi, nelle situazioni di lutto, nei problemi di autostima, nei disturbi del comportamento alimentare, nelle compulsività e in taluni disturbi fisici funzionali. Apprendere le sue basi è piuttosto semplice, anche se la sua applicazione sistematica può richiedere un po’ di pratica e di esperienza. È possibile utilizzarla per alleviare velocemente il proprio disagio in molte situazioni della vita quotidiana. Oppure, affidata a un operatore del benessere psicologico (psicologo, counselor, medico), può costituire uno strumento a integrazione della capacità di gestire il disagio emozionale dell’altro. Per capire in concreto di che cosa si tratta nelle due pagine successive illustriamo un “caso clinico” particolarmente significativo.

I passaggi chiave della tecnica ❖ FOCALIZZARE L’EMOZIONE

DISTURBANTE

«Qual è il problema?» «Che cosa succede al mio fisico? Dove sento di più le sensazioni collegate a questa emozione?»

INTEGRAZIONE DELL’EMOZIONE ❖ «Che cosa vorrebbe (farmi) fare o evitare, questa emozione, per difendermi?»

SPOSTARE L’ATTENZIONE ❖ «Ora sposto completamente la mia attenzione da quanto stavo sentendo o pensando a certe zone del corpo, per esempio le mie mani, per alcuni secondi»

RILASCIO DELL’EMOZIONE ❖ «Dell’emozione che avevo in corso, ora prendo solo ciò che mi appartiene o mi serve davvero»

SPOSTARE L’ATTENZIONE ❖ «Ora sposto completamente la mia attenzione da quanto stavo sentendo o pensando a certe zone del corpo, per esempio le mie mani, per alcuni secondi»

RIVALUTAZIONE DEL PROBLEMA O DELL’EMOZIONE RESIDUI


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Le altre medicine

Fast Reset in pratica: Una soluzione alla “malattia” dell’ordine Chiara è una ragazza molto diligente e studiosa, alle prese con il primo anno di Università. Mi riferisce un disturbo di insonnia, intervenuto nelle ultime settimane e associato, a suo dire, al periodo degli esami e alla tensione conseguente. Scopro ben presto, però, anche una serie di abitudini, vere e proprie piccole manie, acquisite negli anni di liceo e man mano consolidate, tanto che la ragazza le ritiene quasi “normali”.

Prima di uscire dall’aula in cui ha seguito la lezione, per esempio, Chiara “deve” mettere in ordine le sedie della sua fila. Oppure, gli oggetti sulla sua scrivania “devono” essere disposti in una certa maniera. La chiusura della porta di casa “va” controllata un certo numero di volte. Prima di addormentarsi, fa un ripasso mentale degli argomenti studiati durante il giorno e, se qualcosa non le sembra filare perfettamente, “deve” alzarsi a controllare sui libri o su Internet finché anche il più piccolo dubbio non è chiarito (ecco perché non dorme!).

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“Sentire” la paura Che cosa succederebbe, le domando, se improvvisamente le fosse impedito di eseguire tutte queste azioni di controllo? Chiara ha un’espressione sbigottita: non sia mai, sarebbe il panico! Per procedere, le chiedo di quantificare la sua reazione di paura all’idea di non poter più esplicare il controllo con le modalità che le sono care. Da uno a dieci, l’intensità del suo disagio è nove, e lo avverte prevalentemente alla gola e al petto. Mentre “sente” l’emozione, formuliamo una frase che contempla anche il riconoscimento del ruolo auto-protettivo dell’emozione stessa: “La mia paura di non poter più esercitare il mio controllo vuole evitarmi di stare male e di andare in panico”.

La paura diventa ansia Chiedo poi a Chiara di fare subito uno spostamento focalizzato e completo della sua attenzione sulle sue mani, tenute leggermente in tensione, per alcuni secondi, finché non compare spontaneamente un re-

6 6 L’altra medicina

spiro profondo. Ripetiamo l’intera sequenza e pronunciamo un’altra frase, che serve al rilascio: “Lascio andare dalla mia paura di non avere più il controllo e di soccombere al panico tutto quello che non mi serve e non mi appartiene più”, cui segue un nuovo spostamento dell’attenzione focalizzata. Subito dopo, Chiara mi annuncia che la sua paura prima così paralizzante è molto cambiata; adesso la avverte nella testa, ed assomiglia piuttosto ad un’ansia che qualora compaia un “buco” nel suo ordine, questo deve essere riempito al più presto possibile! Formuliamo perciò così la nuova frase: “L’ansia di quando trovo un “buco” nell’ordine vuole che io lo riempia al più presto, per sentirmi di nuovo al sicuro”.

Compare la rassegnazione Procediamo con lo spostamento del focus dell’attenzione, poi: “Lascio andare dalla mia ansia di dover riempire i buchi nell’ordine per sentirmi al sicuro tutto quello che non mi serve e non mi appartiene più”, cui segue un nuovo spostamento dell’attenzione per qualche secondo. Chiara mi confessa a questo punto di sentirsi un po’ svuotata e come rassegnata: “Ho capito che non potrò mai e poi mai avere tutto sotto il mio controllo!”. Quello che avverte ora è dunque la rassegnazione, che vuole farle prendere atto di questa impossibilità e dell’inutilità di sprecare così le sue energie. Procediamo come prima, con la frase di integrazione e quella di rilascio e gli spostamenti focalizzati dell’attenzione.

Maria Grazia Parisi Fast Reset Il metodo rapido di guarigione emotiva, Sperling & Kupfer, 2013. Il sito internet: www.fastreset.it


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Emerge un altro tipo di paura Ora vedo Chiara decisamente più sollevata, ma ha ancora un po’ di paura di ricadere nel vecchio schema. Presto fatto: “La paura di ricadere nello schema vuole evitarmi l’ossessione che non so controllare”. Segue il solito spostamento del focus dell’attenzione, una frase di rilascio e un nuovo spostamento dell’attenzione. “In effetti, lo schema potrebbe anche tornare, ma forse io potrei essere più capace di controllarlo”, afferma adesso. Come controprova, però, le chiedo che cosa succederebbe se lei smettesse completamente, da questo istante, di avere lo schema ossessivo. Chiara fa un’espressione stupita: ha scoperto di avere paura che, se lo “schema” sparisse, lei smetterebbe di essere una persona affidabile! Benissimo: “La mia paura di perdere lo schema vuole evitarmi di non essere più considerata una persona giudiziosa e affidabile”.

Conclusione: era solo uno spreco di tempo ed energie Completiamo tutta la sequenza. Chiara riemerge dopo qualche secondo e dichiara, con una certa enfasi: “Ma io sono già una persona seria e affidabile! Non ho bisogno di queste cose esteriori. Non dimostrano un bel niente, anzi, mi fanno sprecare tempo ed energie inutili, e pure il sonno!”. Quanta paura ha ancora, dello schema? Nessuna. E se dovesse ricapitare? “Mi ricorderò che non è quello il punto, che quel comportamento non mi rappresenta davvero, che il mio valore non è legato a quel tipo di controllo”. Chiara, dopo questa sessione, ha cominciato a lavorare sulle cause più “antiche” e profonde del suo disturbo d’ansia e sulle origini delle sue insicurezze, ma il sonno ha ripreso regolarità e non ha più dovuto mettere in atto in modo compulsivo le sue piccole ma disturbanti manie.

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Le altre medicine

FENG SHUI Il messaggio dei luoghi


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Se ne è parlato molto e non sempre a proposito. In realtà il Feng Shui, le cui radici affondano nella Cina millenaria, non ha nulla di magico. Si tratta di usare una legge di natura per risolvere problemi concreti. Lorenzo Durand

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e abbiamo già un’idea di cosa sia il Feng Shui, ci sono buone probabilità che sia sbagliata. Per decenni, il Feng Shui è stato presentato come un insieme di regole di provenienza non chiara, volte ad “armonizzare” misteriose energie all’interno dell’abitazione, oppure come una pratica magica, grazie alla quale, posizionando oggetti particolari in determinati punti di uno spazio, si potrebbero ottenere la salute, la fortuna sul lavoro, il partner ideale, e così via. Non sorprende, dunque, che il Feng Shui sia da molti ritenuto una pratica superstiziosa e di scarso spessore, anche perché, oltre a cozzare con il gusto estetico di molti, questi interventi hanno di solito risultati modesti. Se questa è l’idea che abbiamo del Feng Shui, vale la pena dargli una seconda chance, perché quello che molti esperti chiamano ormai junk Feng Shui (“Feng Shui spazzatura”) non è che una caricatura della disciplina di cui ha usurpato il nome. Il Feng Shui autentico si fonda su un sapere ben più consistente e profondo, in grado di prevenire o risolvere problemi molto concreti.

Su che cosa si basa? Partiamo dal principio. L’idea che l’ambiente possa influire sui processi della psiche e dell’organismo non ha in sé nulla di sorprendente né di particolarmente “mistico”: tutti abbiamo sperimentato l’effetto che determinati luoghi hanno sul nostro umore e sulle nostre prestazioni. Entrare in un hotel a cinque stelle dà una sensazione molto diversa dall’entrare in un ospedale, un casinò, un canile o una cattedrale. Dormire in alta montagna dà sensazioni diverse dal dormire in riva al mare. Diversi luoghi possono farci sentire confusi o concentrati, rilassati o tesi, accolti o respinti, collaborativi o competitivi, propositivi o riflessivi. Occupare un posto diverso allo stesso tavolo, o nella stessa stanza, può facilitarci o ostacolarci nel lavoro, e anche qualificarci in modo sottile come leader o subordinati, partner o avversari, protagonisti o pubblico. E anche se forse non ci siamo mai chiesti il perché, tutti noi abbiamo dei posti che prediligiamo e consideriamo “nostri”, o che istintivamente evitiamo.

Quando l’ambiente scatena problemi psicofisici Purtroppo, quasi nessuno realizza quanto l’ambiente incida sulla nostra vita fino al momento in cui non ci provoca dei disagi. Non è difficile capire, infatti, che così come un messaggio ambientale calibrato ad hoc può darci un grande aiuto nel raggiungere i nostri obiettivi, un ambiente che invia messaggi contrarianti o destabilizzanti può crearci ostacoli altrettanto grandi! Uno dei motivi più comuni per la richiesta di una consulenza è proprio che, subito dopo un trasloco, sono sorti “dal nulla” problemi fisici, relazionali o lavorativi. Il fatto che l’insorgere di problemi

acuti coincida con un trasloco rende più facile identificare la causa nella casa stessa, ma in realtà, il condizionamento ambientale è sempre in atto: sia che arrivi un trasloco a suonare la sveglia, sia che viviamo nella stessa casa per tutta la vita, i nostri sentimenti, pensieri e comportamenti saranno influenzati dall’ambiente, nel bene e nel male. Ad esempio, un’abitazione che stimola in modo discordante i due emisferi cerebrali può portare a problemi nelle relazioni di coppia, e/o a squilibri tra il lato maschile e femminile della psiche. Viceversa, una casa che stimola i

due emisferi nella giusta proporzione favorisce l’armonia tra i partner. Un’abitazione priva di un chiaro orientamento impedisce di focalizzare gli obiettivi, di prendere una direzione definita nella vita, mentre un asse retrofacciata ben marcato permette di procedere sicuri dei propri intenti. Non si tratta quindi solo di creare una sensazione di comfort, ma di fare le scelte più appropriate per ogni situazione. Dedichiamo più attenzione al rapporto con il nostro ambiente: potremmo scoprire che usarlo a nostro vantaggio è molto più facile che subirne passivamente gli effetti!

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Le altre medicine

Il luo-pan, tradizionale bussola geomantica utilizzata dai maestri di Feng Shui.

Perché questo avviene? È molto semplice: l’adattamento continuo all’ambiente è una legge universale della vita. Nessuna forma di vita può conservare e propagare se stessa a meno di stabilire il rapporto più efficiente e vantaggioso con il proprio ambiente. Per farlo, deve individuare le informazioni rilevanti in quell’ambiente e assumere il comportamento adeguato nel più breve tempo possibile. L’adattamento all’ambiente si esprime negli animali in ciò che chiamiamo istinto, cioè un “programma” interno che applica soluzioni rivelatesi vincenti nella storia della specie alle sfide provenienti dall’esterno. A dispetto del fatto che l’homo sapiens ha sviluppato – unico nel regno animale – la capacità del pensiero razionale, persiste anche in noi l’eredità ancestrale degli istinti. Anche in un essere umano odierno, le risposte agli impulsi ambientali sono del tutto automatiche, esattamente quanto in un antico uomo delle caverne, un cane, un pesce o un verme. Quello che dal campo della biologia e dell’etologia ci porta al Feng Shui è un’intuizione semplicissima, dal pragmatismo tipicamente cinese: se il corpo e la mente umana rispondono in modo automatico e subcosciente agli stimoli dell’ambiente, basterà allineare quegli stimoli ai nostri obiettivi coscienti, e la natura farà il lavoro per noi.

Conoscere i messaggi dei colori La cosa interessante è che moltissimi oggetti della vita quotidiana sono già costruiti in conformità a questo principio. Vi siete mai chiesti, ad esempio, perché il semaforo usi proprio il rosso e il verde? In natura, il verde è il colore della vegetazione, e dove c’è molta vegetazione, ci sono molte risorse: il mammifero in cerca di cibo non è costretto a competere con altri animali, e può quindi allentare la

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tensione. Nello stesso tempo è stimolato alla ricerca di un ricco bottino. Il rosso è ovviamente il colore del sangue; per un mammifero non dominante e non predatore - l’homo sapiens è un primate relativamente debole e sprovvisto di armi naturali - è segno della presenza di predatori e quindi di pericolo: attira l’attenzione e aumenta la vigilanza. Ecco spiegato perché nei semafori e in generale nella segnaletica stradale di tutti i paesi usiamo il verde per dire “è tutto ok, procedi tranquillo” e il rosso per dire “fai attenzione! c’è un pericolo!”. Tra ciò che fece l’inventore del semaforo e ciò che fa l’esperto di Feng Shui la differenza non è di sostanza, ma solo di consapevolezza e grado; ciò che il primo fa in modo elementare e inconsapevole, il secondo l’ha elevato ad arte, riuscendo a ottenere risultati ben più profondi e mirati.

Come lavora il Feng Shui Gli strumenti del Feng Shui sono semplici di per sé: forma, proporzione, simmetria, numero, colore, sensazioni tattili, esposizione solare, luce artificiale, suono, percorsi dell’attenzione. Ma usando questi elementi nelle giuste dosi e combinazioni, è possibile modulare i messaggi dell’ambiente in modo sorprendentemente articolato e preciso. Essenzialmente, quindi, il Feng Shui mira non tanto a creare una generica sensazione di “armonia” (che potrebbe anzi essere inadeguata e controproducente in certi casi) ma a stabilire la massima corrispondenza tra i messaggi sottili di un ambiente e la fun-

ESERCIZIO Impariamo a comprendere ciò che ci circonda Se vuoi diventare più consapevole degli effetti sottili dell’ambiente, comincia ad osservarlo in chiave analogica. Chiediti: a che cosa assomiglia questo oggetto o situazione in natura? Che cosa mi ricorda? Qual è il messaggio che potrebbe ricevere la mia parte animale? Corrisponde alla funzione di questo oggetto o ambiente?


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Due buone abitudini per rendere più sano il nostro ambiente zione che tale ambiente deve svolgere. Per un negozio, ad esempio, l’informazione ambientale deve essere tale da attrarre l’attenzione di un certo tipo di cliente e risvegliare in lui il desiderio di possedere o consumare la merce in vendita. L’ambiente di un ristorante self-service deve stimolare l’appetito e il piacere di mangiare, ma al tempo stesso indurre gli avventori a liberare il posto in breve tempo per lasciare spazio al turno successivo. Ora, questa è un’influenza a breve termine, simile nel principio a quella del semaforo. Ma se l’esperienza che ci lega al semaforo dura pochi secondi, e quella del self-service meno di un’ora, il rapporto con un’abitazione può durare anni o anche tutta la vita. Che succede allora?

L’abitazione e il condizionamento a lungo termine Chi lavora con il Feng Shui lo osserva di continuo: vi sono chiare corrispondenze tra le strutture spaziali della casa e le idee e dinamiche radicate nella psiche degli abitanti, così come nel loro vissuto. Queste includono il rapporto con la famiglia d’origine, con l’altro sesso, il livello di autostima, la possibilità di reperire risorse economiche, la capacità di spingersi avanti in una carriera, l’ispirazione creativa,

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Evitiamo di tenere in casa tutto ciò che può farla sembrare “malata”, come macchie di umido, sporco, perdite e oggetti rotti. Tutto dovrebbe essere integro e ben funzionante. Cerchiamo di evitare la formazione di accumuli di disordine che intralcino il passaggio e le attività quotidiane: l’informazione che creano è quella di “ostruzione” e “scarso controllo sul proprio interno”.

la vita sociale, l’immagine che proiettiamo all’esterno e molto altro. In questo non vi è nulla di misterioso; a far sembrare “magica” questa sorta di risonanza è solo il fatto che il condizionamento avviene in modo del tutto inconsapevole. Quando siamo esposti agli stessi messaggi ambientali per lunghi periodi, una risposta istintiva si trasforma in abitudine, e l’abitudine viene integrata nella personalità, arrivando a influenzare gli schemi del pensiero, i processi decisionali e, di conseguenza, anche gli eventi esterni; eventi che, solo in apparenza, sembrano del tutto indipendenti dalla situazione abitativa.

FUOCO LEGNO

TERRA

Il Feng Shui studia anche i rapporti fra i Cinque elementi (Legno, Fuoco, Terra, Metallo e Acqua), che si ritrovano nella medicina tradizionale cinese.

ACQUA

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