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“Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia”

ATTIVISTI COMITATO ACQUA BENE COMUNE DEL SARONNESE


Per divulgare le nostre conoscenze, semplificare l’approccio con l’argomento “acqua bene comune” e creare una catena di informatori e attivisti, abbiamo ideato questo prontuario che ti consigliamo di leggere e diffondere in tutti i modi possibili.

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CHI SIAMO?

SITI UTILI E CONTATTI:

Il movimento per l’acqua comincia il suo cammino già negli Anni Novanta rifacendosi alle esperienze positive dell’America Latina.

www.acquabenecomune.org

Oggi, il Forum nazionale movimenti per l’acqua è una delle maggiori realtà di movimento presenti in Italia. E' stato il principale protagonista che ha coinvolto e accompagnato il popolo italiano nella splendida vittoria referendaria del 12 e 13 giugno del 2011. Un soggetto organizzato in maniera orizzontale, costruito sulla base dei comitati locali connessi fra loro in un continuo scambio di esperienze e informazioni.

blog.libero.it/ACQUASARONNESE

abcsaronnese@gmail.com

“Il Comitato acqua bene comune del saronnese” si riunisce tutti i mercoledì alle ore 21.00 presso la sede in Via Maestri del Lavoro (palazzina Auser, sopra la CGIL) a Saronno.

Nell’organizzazione non mancano però il supporto tecnico e legale di una segreteria nazionale e i momenti di incontro, ai quali partecipano attivisti di tutto il Paese, per analizzare i problemi, condividere priorità e modi di intervento.

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la tutela dell’acqua dall’inquinamento e dagli sprechi per le generazioni future attraverso organi di controllo partecipato

LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE La nostra soluzione è scritta in una legge di iniziativa popolare e depositata in Parlamento dal 2007: “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico”.

La partecipazione è infatti un elemento vitale del movimento, per crescere ed affermare con determinazione e intelligenza la volontà di salvaguardare il bene comune acqua.

“Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia”

Questa legge, sottoscritta da oltre 400 mila cittadine/i, chiarisce gli aspetti tecnici, finanziari e politici per raggiungere l’obiettivo di una vera ripubblicizzazione del servizio idrico. Questa legge purtroppo non è ancora stata discussa e rimane chiusa nei cassetti del Parlamento come tante altre leggi costruite dal basso. Ciò dimostra che ai Governi, di qualunque colore, non piace confrontarsi con il popolo, preferiscono imporre le proprie leggi costruite nel Palazzo. E’ tempo di riprendersi gli spazi che la democrazia offre e che sono un diritto di tutte le cittadine e i cittadini di questo Paese!

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CRONISTORIA NAZIONALE 

Nel 2009, L’art. 23bis della Legge 133 (decreto Ronchi) avvia il processo di privatizzazione dei Servizi Pubblici Locali (SPL) inserendo per legge l’obbligo di affidamento a società che avessero all’interno un soggetto privato con quote per un minimo del 40%. In breve tempo tutti i servizi pubblici sarebbero stati privatizzati. Il 12 e 13 giugno del 2011, attraverso il referendum, 27 milioni di italiani (circa il 60%) annullano l’art.23bis. Per quanto riguarda l’acqua, i quesiti hanno toccato due aspetti fondamentali: il primo ha cancellato l’obbligo di privatizzazione e il secondo ha tolto il profitto garantito sull’acqua. Si è affermato quindi che l’acqua è un bene comune da gestire fuori dal mercato e dalle logiche del profitto. Dopo soli 23 giorni dalla vittoria del referendum, il Governo Berlusconi prima e quello di Monti poi, hanno prodotto decreti legge per attaccare frontalmente quel

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QUAL È LA PROPOSTA CHE INDICA IL FORUM NAZIONALE MOVIMENTI PER L’ACQUA? La soluzione che indica il movimento per l’acqua è quella che si affida, all’interno del diritto pubblico, al modello delle Aziende Speciali: siamo contrari a qualsiasi forma di SpA e privatizzazione della gestione dell’acqua. Le Aziende Speciali sono enti strumentali dei Comuni o delle Province e garantirebbero, a differenza degli altri modelli:     

l’impossibilità di essere privatizzate (non sono società e non hanno azioni) maggior trasparenza l’obbligo del pareggio di bilancio (niente profitti) il controllo democratico anche dei Consigli Comunali (rappresentanti dei cittadini) la possibilità di costruire la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori per tutte le scelte che riguardano il servizio idrico

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E L’EUROPA? L’Unione Europea (UE) in tema di servizi pubblici locali non impone nulla. Mantiene una posizione neutrale affidando agli Stati membri la soluzione che preferiscono, indicando le quattro possibili varianti mediante l’affidamento:  a soggetti privati  a società miste pubblico/privato  a società “in house” (SpA a totale capitale pubblico)  all’autoproduzione, che per l’Italia significa: Aziende Speciali anche consortili (enti di diritto pubblico) ICE Il movimento per l’acqua ha preso ormai dimensioni europee e sono sempre di più le realtà coinvolte e le iniziative che si sviluppano. ICE è una campagna di raccolta firme perché si realizzi una legge europea che imponga agli Stati membri:   

risultato democratico, riproponendo i meccanismi a favore della privatizzazione dei Servizi Pubblici. I mercati e gli interessi privati non accettano la sconfitta e vogliono dettare le regole! 

La denuncia e la mobilitazione costante del Forum movimenti per l’acqua ha ostacolato una decisa azione del Governo per azzerare l’espressione dei cittadini e della democrazia in questo Paese. Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia.

Sentenza 199/2012. La Corte Costituzionale nel luglio 2012 finalmente boccia i decreti del Governo e richiama lo stesso e tutti gli organi preposti al rispetto del risultato referendario. Quello che il popolo ha scelto è legge!

l’assicurare a tutti i cittadini il diritto all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari una gestione della risorsa idrica fuori dalle logiche del mercato e delle liberalizzazioni l’intensificazione dell’impegno dell’Europa a livello mondiale sul diritto all’acqua

http://www.right2water.eu/it/ -8-

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CRONISTORIA LOCALE 

Nel 2010 la Regione Lombardia, ancora prima del referendum, ha approvato una legge (21/2010) sul Servizio Idrico Integrato (SII) che modifica quella esistente, favorendo il processo di privatizzazione della gestione dell’acqua. La

legge regionale, nonostante la bocciatura della Corte Costituzionale su due punti fondamentali, demanda alle Provincie il compito di realizzare delle gestioni uniche all’interno dei confini provinciali, aggregando tutte le realtà che operano sul territorio in un unico gestore, indirizzando i Comuni a dei percorsi che penalizzano fortemente la trasparenza e la democrazia. 

to unico per l’intera Provincia nella forma di S.p.A. a totale capitale pubblico. Un modello tutto italiano, un ibrido che non chiude le porte alle privatizzazioni e non le spalanca alla partecipazione democratica e al controllo dei cittadini ….ma la partita non finisce qui.

Infatti, la mobilitazione costante dei Comitati riapre il confronto per una gestione attraverso l’Azienda Speciale consortile.

Dicembre 2011 (dopo il referendum) : all’As-

semblea dei Sindaci, convocata dalla Provincia, i rappresentanti dei Comuni votano, senza le necessarie informazioni, l’unica proposta fortemente sostenuta dal Presidente Galli, ad eccezione di un esiguo numero di amministrazioni che si oppone (3 su 141) perché la proposta è incompleta: non viene infatti presentato il modello dell’Azienda Special. La proposta, dopo la ratifica in Consiglio Provinciale, diventerebbe pertanto quella di un sogget-6-

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