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PRIORITA’ PROGRAMMATICHE - MARIO LUCINI Premessa Abbiamo un obiettivo grande ed impegnativo: risollevare la nostra città, mortificata e umiliata da diciassette lunghi anni di amministrazione di centro-destra. Per raggiungerlo è necessario l’impegno di donne e uomini che amano Como e la vivono nel quotidiano fianco a fianco con gli altri cittadini. Persone che sappiano ascoltare e comprendere bisogni e aspettative, che sappiano studiare e ragionare per costruire proposte in grado di promuovere la crescita sociale ed economica della città, che siano disponibili al confronto. Persone umili. Persone coraggiose. La “buona politica” è legata al “metodo” più di quanto normalmente si pensi. L’esperienza di queste giunte è stata l'opposto di quanto questa città avesse bisogno. Si è fondata sull'esclusione dei cittadini e dei loro rappresentanti dal percorso di elaborazione delle scelte; si è fondata su una presunzione di autosufficienza e su un’attenzione rivolta più all’autoconservazione che alla soluzione dei problemi della città. E’ questo atteggiamento miope la radice, la causa prima di tutti i fallimenti e dei veri e propri disastri che abbiamo sotto gli occhi, dalle paratie alla Ticosa, che nulla hanno di casuale. Condizione aggravata da un’interpretazione distorta del significato dell’elezione diretta del Sindaco, vista in termini di assoluta personalizzazione, come una delega in bianco sancita una volta per tutte dal voto, non bisognosa dell'umile quotidianità del confronto. La qualità come obiettivo generale della politica amministrativa In questi anni Como è franata proprio sull’elemento su cui aveva sempre fondato il proprio benessere, sia in termini di sviluppo sociale che economico: la “qualità”. Dobbiamo davvero impegnarci a costruire insieme percorsi orientati al benvivere, pur nella consapevolezza delle difficoltà. Ricostruire “qualità” non è certo un obiettivo raggiungibile attraverso la sola amministrazione della cosa pubblica, ma l’azione amministrativa può fare molto, se impostata secondo criteri di sobrietà, sostenibilità, partecipazione, solidarietà e inclusione sociale. Obiettivi di fondo Ricostruire “qualità” significa: • tutelare e valorizzare le ricchezze paesaggistiche, storiche e architettoniche della nostra città, arrestandone il processo di pesante compromissione in atto; • contrastare i gravi fenomeni di inquinamento atmosferico e ambientale con efficaci e innovative politiche tanto nel campo dell’energia e della mobilità quanto in quello della produzione e raccolta dei rifiuti; • sostenere gli sforzi di innovazione da parte di soggetti economici e realtà produttive, favorirne i legami con l’università e supportare una crescita coerente di quest’ultima; • creare nuove centralità, a partire dai nuclei periferici, e spazi di incontro, di relazione e di scambio culturale, con particolare attenzione a giovani ed anziani; • individuare efficaci forme di sostegno per le persone e le famiglie colpite dalla crisi economica; • individuare, anche in collaborazione con il privato sociale, percorsi di inclusione per categorie e persone a rischio di marginalità; • riattivare progetti seri e qualificati di edilizia residenziale pubblica in grado di rispondere alla pressante domanda di abitazioni a prezzi accessibili; • promuovere la pratica dell’attività sportiva, occasione di crescita per i giovani e di incontro per gli adulti, attraverso il sostegno delle società presenti sul territorio, (in particolare le realtà sportive che operano nel mondo della disabilità nonché le


società che praticano i cosiddetti sport minori) l'adeguata manutenzione delle strutture esistenti e la loro sensata integrazione con nuovi impianti; riservare un’attenzione importante alla cura della cosa pubblica, perché è doveroso porre rimedio alla innegabile condizione di degrado in cui versa la città.

Solo un lavoro di squadra, aperto, diffuso sul territorio, capace di coinvolgere donne e uomini con diverse e specifiche sensibilità e competenze potrà metterci nelle condizioni di elaborare proposte serie, credibili ed efficaci in questi ed altri settori. L’azione di buon governo cresce insieme a una comunità attenta alla dimensione della cura, alle relazioni personali, alla valorizzazione delle differenze.

La buona amministrazione come priorità delle priorità Amministrare bene significa muoversi dalle concrete situazioni e dai bisogni con competenza e dinamismo, valorizzando innanzitutto le risorse interne comunali (che devono essere rimotivate ad un lavoro di obiettivo e valorizzate nelle competenze) e cercando sinergie e partenariati di progetto. Amministrare bene significa anche agire nella trasparenza, garantendo la dovuta accessibilità agli atti amministrativi.  Per il territorio non potrà essere certo trascurata l’esigenza di individuare risposte su alcuni macro progetti, ma particolare attenzione dovrà essere posta nell’attuazione di piccole iniziative diffuse, spesso a costi limitati, che possono tradurre il senso della qualità in capacità di motivare i cittadini a sentirsi parte del processo di cura e ri-costruzione della città. I macro progetti (che nascono dal fallimento degli interventi dell’attuale amministrazione) esigono prioritariamente interventi precisi di ridefinizione del ruolo del Comune; tra questi: -

il lungolago come luogo di relazione tra città e lago: occorre restituire ai cittadini ed ai turisti la fruibilità del fronte lago, rimuovendo la frattura traumatica determinata dal cantiere paratie. A tale scopo è necessario abbandonare le parti del progetto dannose al sistema, che sono alla base dell’attuale situazione di stallo, e procedere in tempi rapidi e con il supporto di adeguate professionalità, alla progettazione del riassetto superficiale della passeggiata. Obiettivo fondamentale da perseguire con decisione è poi quello del risanamento del primo bacino, sino al recupero della sua balneabilità

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Area Ticosa: la scelta di affidarsi ciecamente al “mercato”, abdicando alla responsabilità di indirizzo urbanistico dell’Amministrazione comunale ha portato alla paralisi e ai fallimenti di questi anni; considerare l’area Ticosa come area strategica per la città significa “investire” in dotazioni di interesse collettivo e non limitarsi alla mera “monetizzazione” della cessione di suolo pubblico

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Gli strumenti programmatori sono la via maestra per costruire il futuro della nostra città. E’ urgente dotare Como di un Piano di Governo di Territorio rispettoso delle sue bellezze e delle persone che in essa vivono. E’ necessario l’aggiornamento del Piano Generale del Traffico Urbano, finalizzato alla ridefinizione della rete di mobilità urbana e supportato da interventi di promozione della competitività del trasporto pubblico, dal miglioramento dei collegamenti tra le linee e le stazioni ferroviarie e dall’individuazione di percorsi ciclo-pedonali protetti. L’aggiornamento del Piano Energetico, la rivitalizzazione di Agenda 21 e l’attuazione del nuovo appalto per la gestione dei rifiuti sono passaggi fondamentali per contrastare i gravi problemi di inquinamento ambientale e garantire percorsi di sviluppo sostenibile.


Quanto alle iniziative diffuse, si può pensare a: - piano articolato per l’eliminazione delle barriere architettoniche, a partire dagli edifici comunali; - salvaguardia e valorizzazione degli itinerari culturali che rendono Como città di spessore europeo; - manutenzione programmata del patrimonio comunale; - collegamento tra i quartieri con piste ciclabili; recupero dei sentieri della Spina Verde

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 Per la cultura e per i giovani: assumere un ruolo attivo nei confronti della presenza universitaria in Como significa creare un campus funzionale, predisporre residenze e agevolazioni per gli studenti, i docenti, i ricercatori; coordinamento e sinergia con le tante associazioni, anche con la creazione di una Consulta della Cultura, e con le istituzioni culturali esistenti; sostenere e potenziare le strutture esistenti: Musei, Pinacoteca, Biblioteca (di questa va individuata la possibilità di ampliare i servizi e gli strumenti informatici) individuare luoghi e spazi per l’aggregazione e l’espressione di creatività giovanile, anche in collegamento con le strutture (scuole, oratori) e le realtà associative già esistenti; puntare sulle opportunità dell’EXPO come occasione per dare respiro internazionale alla città; sostegno agli ambiti della ricerca e dell’innovazione che possono produrre significativi spazi e posti di lavoro  Per la cittadinanza attiva e il welfare locale: sostenere le iniziative di corresponsabilizzazione dei cittadini al bene comune; promuovere la partecipazione alla vita civica con incontri periodici nelle sedi circoscrizionali per lo scambio attivo di confronto sui problemi cittadini e di quartiere; sperimentare percorsi di bilancio partecipato e valutare la possibilità di istituzione di “Comitati di Quartiere” sostenere iniziative di inclusione e coesione sociale come elemento ineludibile di confronto e dialogo; avviare percorsi di prevenzione e recupero del disagio con particolare attenzione alle nuove povertà; raccordo costante con le associazioni di volontariato e no-profit (sentinelle del territorio) per una verifica dei bisogni e delle priorità; operare per la realizzazione del principio della sussidiarietà orizzontale e quindi per la valorizzazione delle energie e delle risorse positive dell'associazionismo, del volontariato e della cooperazione sociale del territorio comasco; attivare un Patto per la crescita, lo sviluppo e la valorizzazione tra il Comune e i soggetti di coordinamento delle realtà associative; tener conto del “fattore famiglia” come risorsa sociale da sostenere e valorizzare nei percorsi di cura e nel definire strumenti di accesso ai servizi comunali; interventi per le persone anziane, sia come valorizzazione delle risorse umane e delle relazioni intergenerazionali, sia come sostegno delle fragilità e delle situazioni di non autosufficienza;

 Per l’ambito istituzionale: promuovere ambiti di raccordo permanente tra i soggetti istituzionali (Provincia, ASL, Comuni limitrofi), evidenziando il ruolo di stimolo e servizio del comune capoluogo.

Programma Lucini  

Programma Lucini