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d e l l ’ A r c i

anno IX - n. 31 13 settembre 2011

www.arci.it report@arci.it

Sviluppo, diritti sociali e democrazia

Riaprono le scuole tra tagli e proteste

+ Dopo il via libera del Senato, la manovra si avvia verso l'approvazione definitiva alla Camera. Con l'ennesimo voto di fiducia, visto che è il solo modo di sopravvivere per questa maggioranza ormai debolissima, divisa e screditata. Non hanno altra scelta che blindare il pacchetto così com'è, con le modifiche introdotte in extremis che ne aggravano l'effetto sui bilanci delle famiglie e sui redditi più bassi. Ma questa batosta non basterà a calmare la turbolenza e la voracità dei mercati, perché i conti non tornano e tutti lo sanno. L'Italia e il suo debito restano nell'occhio del ciclone e gli indici negativi di Milano svettano nel crollo delle borse della zona euro. Così negli ambienti del governo già si parla di una nuova manovra in autunno, destinata a produrre ulteriori costi sociali. Siamo vicini al punto di rottura: un disastroso corto circuito fra sviluppo economico, diritti sociali e democrazia. E' il fallimento del liberismo, come dimostrano le ultime vicende europee: i pesanti interventi pubblici per contrastare l'andamento dei mercati demoliscono nei fatti il principio liberista dell'autonomia delle politiche monetarie da quelle fiscali e sociali dei singoli stati. La realtà è che questa crisi c'entra ben poco con l'economia reale ed è frutto del ruolo distruttivo della finanziarizzazione dell'economia. La finanza non è più uno strumento dell'economia produttiva ma il vero potere occulto, in balia di speculatori che coperti dall'anonimato decidono quali economie salvare e quali affondare e attaccano la stessa sovranità degli stati. L'unica vera autorità europea è ormai la Bce, i governi non hanno la forza di opporsi ai poteri finanziari e preferiscono scaricare i costi della crisi sui più deboli anziché cercare l'alternativa di uno sviluppo mirato ai beni pubblici e sociali, alla qualità e alla sostenibilità delle attività produttive. In Italia tutto questo è reso ancor più grave dalla volontà del governo di usare la crisi come pretesto per normalizzare per legge le relazioni sociali e sindacali. L'articolo 8 è la prova di un disegno autoritario che insieme ai diritti sociali sta demolendo anche i principi della nostra Costituzione. Mobilitarsi per cancellarlo è un dovere non solo del sindacato, ma di tutte le forze politiche e sociali che avvertono la gravità della questione democratica apertasi nel paese e intendono provare a costruire, con la fine del ventennio berlusconiano, una prospettiva di reale cambiamento.

iniziato ieri, per 4 milioni di alunni di 12 regioni, il nuovo anno scolastico. Nei giorni successivi toccherà alle altre regioni. Ma insegnanti, alunni e genitori troveranno scuole ancora più povere e l'anno scolastico inizia tra le proteste. Nei giorni scorsi il governo ha trasmesso alla Camera lo schema di direttiva ministeriale che finanzia l’autonomia scolastica, con un taglio del 38 per cento sui fondi che arriveranno alle scuole. Questo significa che in futuro le famiglie dovranno pagarsi quella miriade di attività e servizi previsti dalle istituzioni scolastiche: dal servizio pre e post-scuola, che consente ai genitori che lavorano di accompagnare in anticipo e prelevare in ritardo gli alunni delle materne e delle elementari, alle attività di recupero per gli alunni in difficoltà, a quelle di sostegno per i disabili. Questi stessi fondi sono anche usati per il potenziamento della lingua straniera, le

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PACE I PAGINA 2 La Marcia per la Pace compie 50 anni

gite scolastiche, le attività teatrali e di cineforum e per quelle alternative alla Religione cattolica. Per la prima volta il budget che dà un senso alla tanto sbandierata ‘autonomia scolastica’ scende al di sotto dei 100 milioni e prevede per il 2011 poco meno di 79 milioni. In 10 anni il finanziamento è stato decurtato del 71 per cento, andando pesantemente a incidere sul budget per l’aggiornamento degli insegnanti e sul Piano dell’offerta formativa (Pof), introdotto per adattare l’offerta alle esigenze del territorio in cui è inserita la singola scuola. Con i trasferimenti statali ridotti all'osso, i presidi sono costretti a rivolgersi ai genitori. Una prassi ‘odiosa’ secondo la stessa Gelmini, che della situazione è la principale responsabile. E guardando i bilanci di previsione delle scuole si scopre che in molti casi i finanziamenti dello stato saranno inferiori ai contributi ‘volontari’ dei genitori.

L’ITALIA SONO ANCH’IO I PAGINA 3 L’editore Carlo Feltrinelli spiega perché sostiene la Campagna


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La Marcia per la Pace compie 50 anni Partirà il 25 settembre alle 9, dai Giardini del Frontone di Perugia, come è tradizione, la Marcia per la pace e la fratellanza dei popoli giunta quest'anno alla sua cinquantesima edizione. La prima risale infatti al 24 settembre del 1961, organizzata da Aldo Capitini, tra i primi in Italia a cogliere e teorizzare il pensiero non violento gandhiano. In quell'occasione venne per la prima volta utilizzata la Bandiera della pace, simbolo dell'opposizione nonviolenta a tutte le guerre. Capitini descrisse così l'esperienza della marcia «Aver mostrato che il pacifismo, che la nonviolenza, non sono inerte e passiva accettazione dei mali esistenti, ma sono attivi e in lotta, con un proprio metodo che non lascia un momento di sosta nelle solidarietà che suscita e nelle proteste, nelle denunce aperte, è un grande risultato della Marcia». In questi 50 anni si è sedimentata in Italia e nel mondo una cultura che rifiuta la soluzione armata dei conflitti, che si batte per l'affermazione dei diritti umani, che ha teorizzato e sperimentato pratiche di resistenza nonviolenta, di interposizione pacifica, di solidarietà attiva. Gli articoli che pubblichiamo di seguito ne rappresentano una testimonianza. Ma questo è anche l'anno del 150° dell'unità di Italia: due anniversari che, con le dovute differenze, ci dicono quanto l'impegno della società civile sia stato e sia fondamentale per costruire democrazia, comunità, progresso sociale e civile.

Guerre, terrorismo: mai più Democrazia, diritti, giustizia in tutto il mondo Articolo di Tom Benetollo e Raffaella Bolini, 8 ottobre 2001 ono giorni drammatici, in cui c'è giustamente grande allarme fra i cittadini. L'attacco terroristico alle Twin Towers ha profondamente colpito tutti. Questo crimine contro l'umanità ha posto, in modo sconvolgente l'esigenza di operare contro il terrorismo, in tutte le sue forme. Una lotta che ha contenuti ideali, morali e politici fondamentali per costruire una civiltà degna di questo nome. Una lotta a 360 gradi. L'Onu si è espressa con chiarezza. Ma il passo compiuto in queste ore - con i bombardamenti in Afghanistan - va nella direzione sbagliata. È un errore politico. Un'azione di polizia internazionale può agirla solo l'Onu, e comunque non include azioni di bombardamento. Cosa è allora quello che sta avvenendo? È giusta l'inquietudine per quello che avverrà nei prossimi giorni, su cui nulla è dato di sapere. Concentrare l'azione sull'Afghanistan può permettere maggiore azione ai terroristi ‘dormienti’, i quali non aspettano altro che occasioni per una escalation del terrore. La lotta al terrorismo, per essere efficace e globale, deve avere come soggetto l'Onu, che deve poter agire a nome dell'intera umanità per sradicare il terrorismo con misure politiche, economiche, diplomatiche e anche di polizia internazionale. L'applicazione delle risoluzioni Onu per uno Stato palestinese, per una giusta pace in Medio Oriente e l'abolizione dell'embargo all'Iraq sono provvedimenti urgenti in questa strategia politica. Questa, per l'Onu, è la grande occasione per essere l'architrave di uno ‘stato di diritto globale’ che si ponga l'obiettivo di affermare pace, democrazia, diritti e giustizia nel mondo intero. In questa occasione, il potere decisionale deve essere consegnato all'Assemblea generale dell'Onu per un forte rilancio di questo consesso, perché assuma la responsabilità che gli compete.

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È sbagliata l'idea che ogni Stato possa ritenersi libero di farsi giustizia da sé. È necessario scegliere la via della legalità internazionale con la massima coerenza. Tanto più nelle situazioni drammatiche. È l'Onu altresì il vero garante del futuro dell'Afghanistan. Sulla base del diritto, della Carta dei diritti umani, con un processo di riconciliazione e di rinascita che non deve avere ‘padrini’, ma garanti imparziali. Non si tratta, in Afghanistan, di favorire forze che hanno dimostrato inaffidabilità o peggio, ma di lavorare su un orizzonte totalmente nuovo, dando così una concreta prospettiva ai diritti politici, sociali, civili di cittadini martellati da ogni forma di oppressione, dall'oscurantismo, dall'annullamento della democrazia: la tragica vicenda delle donne afghane è esemplare. Siamo infine preoccupati per i profughi afgani. Una nuova ondata di disperati - due milioni, che si aggiungono ai tre milioni precedenti - sono destinati a condizioni inumane. Facciamo appello alla solidarietà di tutti. In questo clima angoscioso e plumbeo l'alternativa è: vivere. Non lasciamoci mettere il burka - alle idee, alle scelte e anche alla qualità della vita quotidiana. Non rinunciamo alla creatività. Su questa base ci attiviamo nelle iniziative di questi giorni. E sviluppiamo il più grande impegno per la partecipazione alla Marcia Perugia-Assisi. Contro il terrorismo. Contro la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali. Contro i rischi di una guerra di civiltà e ogni forma di intolleranza e di razzismo. Ci sono alternative: diffondere democrazia e partecipazione in tutto il pianeta, affermare un nuovo modo di vivere e di produrre, superare le enormi disuguaglianze che condannano alla disperazione larga parte del pianeta. UN MONDO DIVERSO È POSSIBILE. È NECESSARIO. È URGENTE.

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Cittadini per la pace ettembre 1991, da qualche mese un conflitto assurdo è scoppiato nella Jugoslavia. Nelle zone di frontiera fra la Serbia e la Croazia si combatte una strana e drammatica guerra: esercito regolare, polizia locale, bande armate si contendono il territorio con incredibile violenza e crudeltà. Un gruppo di pacifisti della Helsinki Citizens Assembly decide di attraversare le zone del conflitto. Sono in trecento su sei pullman. Arrivano da molte parti d'Europa e anche dal Canada e dagli Stati Uniti d'America. L'Arci, che da anni lavora nella HCA è fra gli organizzatori più importanti. C'è il suo presidente Giampiero Rasimelli e c'è Tom Benetollo. Chiara Ingrao rappresenta l'Associazione per la Pace, Flavio Lotti la Tavola per la Pace. C'è Luciana Castellina e, a Skopje, in Macedonia, da dove si muove un'altra ‘Carovana’, c'è Alex Langer. Il pullman del ‘lombardi’ parte da piazza della Scala, davanti a Palazzo Marino. E a ‘salutarlo’ vengono Massimo Gorla, il vicesindaco, molti consiglieri comunali. E la stampa. L'idea, semplice come tutte le idee geniali, piace e fa parlare. Imbarchiamo sul quel pullman l'immancabile cronista di Radio Popolare, un gruppo di sindacalisti, gente comune originaria della Jugoslavia e un funambolo con i suoi trampoli da lavoro. L'incontro con gli altri pacifisti è a Trieste, poi via attraverso la Slovenia, la Croazia, la Serbia, la Bosnia. Tappa finale Sarajevo, non ancora colpita dalla guerra. Il racconto di quel viaggio di una settimana sta tutto in un libricino giallo dal titolo Cittadini per la pace. Qualche copia è possibile ancora trovarla all'Arci di Milano. Il senso, invece, si può condensare in poche righe: è la prima esperienza di pacifismo che si fa ingerenza, che va sui posti del conflitto; che organizza la resistenza non violenta; che aiuta le popolazioni a ricostruire il senso di convivenza e tolleranza. L'idea che ancora ci muove, come associazione, nel fare solidarietà internazionale. Info: lusenti@arci.it

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Nel 150° dell’Unità d’Italia, nuovi italiani premono perchè un’altra unità sia celebrata ol deposito in Cassazione, lo scorso 2 settembre, dei testi delle due proposte di legge di iniziativa popolare sottoscritte dai promotori della Campagna L'Italia sono anch'io, ha preso il via la raccolta delle firme necessarie per la consegna delle leggi in Parlamento. Ci sono infatti 6 mesi di tempo per raccogliere 50mila firme in calce a ciascuna proposta. Ricordiamo che la Campagna è promossa da 19 organizzazioni della società civile e dall'editore Carlo Feltrinelli. Presidente del Comitato promotore è il sindaco di Reggio Emilia e vicepresidente dell'Anci Graziano Delrio. Di seguito Carlo Feltrinelli spiega il perché del suo convinto sostegno all'iniziativa.

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ROMA Il 15 settembre a partire dalle 20.30 il Comitato per la libertà, il diritto all'informazione, alla cultura e allo spettacolo promuove un sit in davanti agli studi di via Teulada contro il bavaglio messo al servizio pubblico

«La campagna L'Italia sono anch’io, per i diritti di cittadinanza, sta muovendo interesse, attenzione, consensi. Ne sono fiero e naturalmente mi sento coinvolto. Sono coinvolto come cittadino. Ritengo che la coesione sociale debba subire una drastica accelerazione. Per favorirla è importante assicurare il riconoscimento dei diritti di cittadinanza a chi di fatto vive, lavora, cresce i propri figli e invecchia in Italia. I residenti hanno diritto di partecipare attivamente all'amministrazione del paese. Da qui è decisivo che l'articolo 3 della Costituzione sia rispettato e che vengano eliminati quegli ostacoli che impediscono il raggiungimento di una vera uguaglianza. Sono coinvolto come padre. Immagino l'immediato futuro delle vite dei miei figli. Vedo la società a cui appartengono. Che è una società mossa, instabile, vitale per stimoli e contraddizioni. Vedo le nuove relazioni che si stabiliscono e come si stabiliscono, quando gli attuali compagni di scuola, che poi saranno colleghi universitari o di lavoro, hanno patrimoni culturali diversi dai loro. E vorrei che per loro e per gli interlocutori della loro giovinezza e della loro for-

L’Italia non rispetta i diritti umani Il Rapporto di Thomas Hammarberg È stato pubblicato in questi giorni a Strasburgo il Rapporto dell'ultima visita in Italia del Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Thomas Hammarberg, e i toni sono preoccupati «per i bassi e inaccettabili standard di vita riscontrati in molti insediamenti rom, specialmente in quelli abitati dai migranti e dalle loro famiglie». Ma Hammamberg bacchetta l'Italia anche per la tendenza discriminatoria così frequente nei discorsi pubblici di certi politici. Durante la sua permanenza a Milano si è recato di persona tra le baraccopoli di via Bacula, dove le famiglie, tutte di origine rumena, «vengono trasferite quotidianamente e sono costrette a vivere in luoghi inadeguati, con un alto rischio di contrarre malattie, senza elettricità e accesso all'acqua». I casi di violazione di diritti umani sono aggravati da «discorsi politici razzisti e xenofobi» e il Commissario ha ricordato il rammarico di Maroni perché molti rom e sinti, avendo la cittadinanza italiana, non possono essere espulsi, un esempio di «affermazioni contrarie alla dignità umana e strumentali a promuovere nella pubblica opinione l'accettazione di politiche che non

rispettano i diritti umani». Hammarberg ha intimato, inoltre, di dissipare l'incertezza sullo stato di oltre 15mila discendenti dei rom fuggiti dalla ex Yugoslavia tra gli anni '60 e '70, rimasti apolidi perché non gli è stata concessa la cittadinanza, e ha chiesto di promuovere una task force per assicurare l'inclusione sociale di rom e sinti. Il rapporto si sofferma poi sulla situazione di migranti, rifugiati e richiedenti asilo, criticando la «mancanza di chiarezza» sulla natura e le condizioni di vita dei centri di accoglienza e sottolineando l'assoluta priorità di assicurare ai migranti che attraversano il Mediterraneo soccorso e prima assistenza a prescindere dagli accordi internazionali, in particolare con Malta, sulla divisione delle responsabilità per i salvataggi. Ha inoltre ribadito la sua condanna dei respingimenti collettivi, facendo capire al governo che qualsiasi accordo con gli Stati del Nord Africa che non salvaguardi i diritti umani è «irregolare». Vale per la Tunisia, come per il recente Memorandum sottoscritto dal governo italiano e dal Consiglio nazionale transitorio libico.

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mazione il confronto fosse alla pari. Giovani cittadini con eguali diritti, ed eguali doveri. Sono coinvolto come editore. Ritengo che sia mio compito, e più in generale compito del mondo della cultura, attivare iniziative di sensibilizzazione a favore di una conoscenza più diffusa e profonda di questo tema. Non è assolutamente vero che tutti sanno delle interminabili procedure, dell'incoerenza e dell'anacronismo delle leggi di cui soffrono i cittadini che cittadini non sono ancora. La casa editrice Feltrinelli, le librerie Feltrinelli, la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e l'associazione Il razzismo è una brutta storia sono, in maniera diversa, istituzioni in grado di sostenere iniziative come quella de L'Italia sono anch'io. È nel dna del nostro lavoro. La grande speranza è quella di fare del nostro paese un luogo di civiltà, un luogo che traduca i 150 anni di unità in un futuro di trasformazione e consapevolezze. Centocinquant'anni fa gli italiani diventavano propriamente italiani. Non dimentichiamoci che ci sono altri italiani che premono perché un'altra unità sia celebrata».

La manovra penalizza anche gli immigrati La manovra finanziaria del governo si accanisce anche sugli immigrati. L'introduzione di una tassa sulle rimesse dei lavoratori stranieri, oltre a non produrre nessun introito visto che le banche non possono effettuare operazioni con stranieri non in regola, è animata da un intollerabile spirito persecutorio: anziché intervenire per far emergere le situazioni di sfruttamento in cui tanti di loro lavorano, determinando così ben altre entrate fiscali e contributive, si preferisce cercare di taglieggiare pochi sudati risparmi. Ma non si tratta dell'unico intervento discriminatorio contenuto del ddl. All'articolo 11, infatti, si stabiliscono requisiti rigidi per autorizzare tirocini professionali che escludono di fatto gli immigrati, in palese contraddizione con le affermazioni del ministero del Lavoro secondo cui lo strumento del tirocinio avrebbe dovuto essere un canale privilegiato per qualificare l'incontro fra domanda ed offerta di lavoro degli stranieri. Anche per quanto riguarda l'articolo 8, che smantella di fatto il diritto del lavoro e introduce libertà di licenziamento, è facile prevedere che i primi a subirne gli effetti saranno proprio questi lavoratori più deboli e ricattabili.


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La ‘non scuola’ che fa comodo al governo Agli studenti il compito di ricostruirla Un articolo di Jacopo Lanza dell'Unione degli Studenti i è spesso scherzato sul non-sense che caratteristica la politica (vicende private a parte) del Governo Berlusconi. È capitato non poche volte di faticare a trovare un senso ai tagli indiscriminati operati dai ministri Gelmini e Tremonti. In realtà si tratta di una scelta ben precisa: un Paese che poggi su solide non-istituzioni deve poter contare su un'ottima non-scuola, in modo che dei non-studenti, una volta finita anche la non-università, possano guadagnarsi da vivere con un non-lavoro. Il non-futuro è purtroppo una prospettiva tutt'altro che irreale. E se il governo era sempre preoccupato di svuotare di senso il parlamento per accentrare a sé tutti i poteri, ora una non-Europa impone più sacrifici ai lavoratori, più lacrime e più sangue. Ora, provate ad immedesimarvi in uno di quegli studenti che sta facendo proprio in questi giorni la prima settimana di scuola. Ci sono buone probabilità che vi troviate in un edificio pericoloso e/o pericolante; che abbiate cambiato già diversi insegnanti per diverse materie e che in questi giorni la cattedra non sia stata ancora assegnata; che la vostra famiglia abbia fatto l'impossi-

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bile per comprare nuovi libri di testo per un totale che si può misurare in kg che poi peseranno sulle vostre spalle ogni giorno nel tragitto casa-scuola e scuola-casa per la bellezza di non meno di trenta minuti all'andata e altrettanti al ritorno; probabilmente farete quella strada coi mezzi pubblici, e in verità non sarete così sorpresi di scoprire che il costo dell'abbonamento è aumentato. Giocando sempre con l'immaginazione potreste trovarvi ad ascoltare, per puro caso in un cambio dell'ora, due insegnanti che parlano di graduatorie fuori legge e di come il governo li stia prendendo in giro. Passando dalla segreteria per consegnare un modulo sentirete voci simili a quelle di prima, ma non stupitevi se invece dalla presidenza si sente una voce come «E di che si preoccupa? Qua non decide mica lei!» perché a furia di sentir parlare di merito e disciplina avrete cominciato a capire che in realtà si tratta di privilegi e gerarchia. Se ora posso con piacere ricordare che questo è un puro gioco di immaginazione, ho il dovere di avvisarvi che la realtà non ha bisogno di essere verosimile per esistere, e quindi non stupitevi se la scuola è sempre più in difficoltà.

Ma se vogliamo completare almeno un abbozzo del quadro di inizio scuola c'è ancora qualche piccolo tratto da tratteggiare. Infatti manca l'altro lato della storia: manifestazione dopo manifestazione, assemblea dopo assemblea gli studenti hanno cominciato a delineare un'idea diversa di scuola, proveniente dalle piazze riempite durante numerosi autunni e da quelle classi coi cocci intonaco caduti dal soffitto. È un processo lungo e complesso che ha dato vita a una proposta di riforma del modo stesso di concepire l'educazione. Non è una controriforma utile al gioco maggioranza-opposizione. Ma un'AltraRiforma fatta di idee e proposte, ma anche dei mezzi per costruirla. L'Alternativa al sistema a prende forma a partire dai luoghi della formazione che si riappropriano della democrazia e dei diritti, attraverso partecipazione e educazione antiautoritaria. Ed è per questo che decine e decine di migliaia di studenti scenderanno nelle piazze il 7 ottobre. E al governo gli studenti dicono una cosa: «Ora fate i conti con noi!», perché - parafrasando un vecchio canto di lotta cileno - questa volta non si tratta di cambiare un presidente, ma saranno gli studenti che costruiranno una scuola differente.

Tagli alla scuola e all’università? Fatto Un articolo di Lorenzo Zamponi della Rete della conoscenza on ci sono tagli alla scuola e all'università in questa manovra» ha trionfalmente annunciato la ministra Gelmini nella sua conferenza stampa di inizio anno. Un'affermazione che svela la tragicomica situazione italiana, in cui la crisi e l'emergenza sono diventate l'assoluta normalità e l'assenza di tagli è un'eccezione da festeggiare. Peccato, però, che quello della ministra sia un semplice trucco contabile: la cosiddetta 'manovra di Ferragosto', già riscritta e rimaneggiata decine di volte nelle ultime settimane, non contiene nuovi tagli ai finanziamenti a scuola e università per il 2012 semplicemente perché quei tagli sono già stati previsti da un'altra legge. La famigerata legge 133 del 6 agosto 2008, infatti, quella contro la quale gli studenti si ribellarono nell'autunno dell'Onda, non ha ancora finito di dispiegare i suoi effetti peggiori. Quel testo, anche se ora se lo ricordano in pochi, non si limitava a tagliare l'FFO, cioè la principale fonte di finanziamen-

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to degli atenei, ma prevedeva anche nuovi tagli, a scaglioni sempre crescenti, per i 5 anni a venire. E così, nel 2012 arriveranno altri tagli per ben 417 milioni, un assoluto record, chiaramente destinato ad essere battuto l'anno prossimo, quando i tagli ammonteranno a ben 455 milioni di euro. Se quindi l'università non è tra i settori del bilancio statale a dover versare il suo tributo alla crisi nella manovra, è solo perché questo tributo è già stato fissato altrove, e sarà scaricato, una volta di più, sugli studenti e sulle loro famiglie. Non è un caso, del resto, che una recente ricerca abbia rilevato un'impennata nel ricorso al prestito bancario da parte di studenti e genitori per sostenere gli studi universitari: le risorse tagliate dal governo devono rientrare da qualche parte nelle casse degli atenei, pena la loro chiusura. E così, ancora una volta, per abbattere il debito pubblico lo si trasforma in debito privato, a carico delle famiglie già pesantemente colpite dalla crisi.

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Del resto, neanche la manovra in discussione in parlamento in questi giorni riesce a risparmiare scuola e università. Sono arrivati, infatti, nuovi pesanti tagli agli enti locali, mettendo in serie difficoltà le regioni, incaricate di finanziare una parte del diritto allo studio. Alloggi, mense e borse di studio versano già in una situazione tragica, con decine di migliaia di studentesse e studenti, che pur essendo riconosciuti idonei per reddito e merito, non percepiscono la borsa di studio. Con i tagli al diritto allo studio di oltre 140 milioni in 2 anni, già previsti lo scorso anno, e i tagli alle regioni contenuti nella manovra, il governo decide di eliminare in maniera pressoché definitiva il diritto a poter accedere alla formazione e all'istruzione indipendentemente dalla propria condizione economica per migliaia di giovani, garantito dall'articolo 34 della Costituzione, tentando di sostituirlo con nuove borse di studio per merito, uno specchietto per le allodole che nasconde in realtà nuove forme di indebitamento per gli studenti.


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Manovra di ferragosto: ecco le principali novità che riguardano anche il mondo del non profit a manovra varata dal Governo il 12 agosto scorso (d.l. n. 138/2011), contiene previsioni destinate ad incidere, sia in maniera diretta che indiretta, sul comparto del non profit. Vediamone di seguito gli aspetti più significativi. La previsione sicuramente più preoccupante è quella relativa alla riduzione delle agevolazioni fiscali. La manovra anticipa di un anno la previsione del taglio di tutte le agevolazioni fiscali in misura del 5% (dal 2012) e del 20% (dal 2013). La misura potrà essere evitata solo se si individueranno altre forme di risparmio di importo equivalente. Tra le agevolazioni interessate, anche quelle relative al mondo associativo, per quanto concerne quote e contributi-corrispettivo versati dai soci, di cui all’art. 148, t.u.i.r. La previsione, oltre evidentemente al merito, vale a dire al tema del taglio delle agevolazioni in sé, pone anche il problema della modalità del ’taglio’, sia sul piano sostanziale (si pensi, ad esempio, alle quote da continuare a gestire totalmente in franchigia di imposta perché prive della caratteristica di corrispettivo), sia su quello degli adempimenti formali conseguenti, che potrebbero rivelarsi insostenibili sul piano gestionale. Un’altra previsione destinata ad avere effetti, sia pure in maniera meno diretta, sul nostro mondo è riferibile al tema della liberalizzazione delle attività economiche:

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Comuni, Province, Regioni e Stato dovranno legiferare per liberalizzare le attività economiche; se ciò non sarà fatto entro un anno dall’entrata in vigore della legge, le medesime attività economiche lecite saranno «... libere ...» e sarà «... permesso tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge ...». Tra tali attività economiche è opportuno ricordare quella relativa alla ‘somministrazione al pubblico di alimenti e bevande’, che si avvia appunto ad una completa liberalizzazione, aprendo scenari da un lato anche interessanti, ma sicuramente da monitorare con grande attenzione. Riportiamo di seguito altre previsioni contenute nella manovra che val la pena di richiamare schematicamente per la loro incidenza sul comparto del non profit: la tassazione delle rendite finanziarie. Dal 1 gennaio 2012 si armonizza al 20%, con poche eccezioni (es.: titoli di stato). Riguarda, tra gli altri, gli interessi su titoli e sui conti correnti; l’aumento dell’aliquota ordinaria IVA di 1 punto percentuale, dal 20 al 21%. La diposizione decorre dall’entrata in vigore della legge di conversione. Non riguarderà le fatture già emesse e registrate a tale data, ancorché con Iva a esigibilità differita. Stretta sull’uso del contante: la soglia delle transazioni si abbassa a 2.500 euro. Non saranno applicate sanzioni per le operazioni ‘sopra soglia’ svolte ad agosto, mese di entrata in vigore del decreto.

Tassazione delle cooperative: aumenta del 10% la quota imponibile degli utili destinati a riserva obbligatoria; le cooperative a mutualità prevalente si vedono, inoltre, aumentare dal 30 al 40% la quota imponibile degli utili destinati a riserva indivisibile. Reati tributari: inasprite le pene per i reati fiscali e abbassate le soglie della punibilità; con l’entrata in vigore della legge, ad esempio, il reato si produce quando l’evasione, per ciascun tributo, supera i 30 mila euro. Si ricorda che i termini di accertamento in caso di reati sono raddoppiati (31 dicembre dell’ottavo anno successivo alla presentazione della dichiarazione, decimo anno se la dichiarazione è omessa). Da segnalare infine un’ultima previsione che ci preoccupa non poco e che riguarda il coinvolgimento delle amministrazioni comunali nell’azione di accertamento. La manovra ha infatti stabilito consistenti incentivi economici per spingere i Comuni a essere parte attiva nella lotta all’evasione dei tributi statali. La preoccupazione deriva dal fatto che, specie negli ultimi tempi, il mondo associativo ha avuto con molte amministrazioni locali non pochi problemi già sul piano della corretta interpretazione e attuazione della materia amministrativa ad oggi di loro competenza: l’estendersi dei poteri a nuovi ambiti potrebbe riservarci qualche sgradevole sorpresa. Info: rossi@arci.it

Pesante attacco del governo al sistema delle cooperative olti economisti e un'area vasta di forze politiche e sociali ritengono che la risposta ad una crisi economica e finanziaria come quella che ha colpito l'occidente in questi ultimi anni non possa essere caratterizzata soltanto dai tagli alla spesa sociale e al puro contenimento del debito pubblico. Non vi è dubbio sulla urgenza di una radicale riconversione del funzionamento dello Stato e della qualità degli investimenti pubblici prevedendo più efficienza a costi ridotti senza deprimere la partecipazione dei cittadini e senza eludere le domande concrete di formazione, istruzione, salute e lavoro. In questi campi fondamentali lo Stato dovrebbe ‘aiutare a fare’ favorendo tutti quei mondi dell'economia mista che, come richiama la Costituzione italiana, concorrono al benessere collettivo. Le misure contenute nelle ultime versioni della manovra economica del governo, oltre che essere confuse e contraddittorie, sono

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anche profondamente ingiuste e sbagliate ai fini di una politica di rilancio dello sviluppo economico e dell'occupazione. La manovra infatti, oltre a mescolare provvedimenti che tagliano fondi agli Enti locali con il reiterato tentativo di colpire la contrattazione collettiva dei lavoratori, finisce per alimentare, per scopi di pura propaganda elettorale, un ennesimo attacco al mondo della cooperazione italiana. Nonostante vi sia stata una clamorosa sentenze della Corte di Giustizia del Lussemburgo (chiamata a pronunciarsi dalla Corte di Cassazione italiana), che ha ribadito che l'attuale fiscalità applicata alla cooperazione in Italia non configuri il cosiddetto ‘aiuto di stato’, il governo non recede dai suoi propositi punitivi verso la cooperazione. La Corte infatti riconosce alle cooperative il carattere di imprese rette da principi di funzionamento che le differenziano nettamente dagli altri operatori economici privati e conferma che i regimi normativi e fiscali del-

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l'attività mutualistica non rappresentano aiuti di stato. Da questo punto di vista quindi, non vi sono pretesti per giustificare il rinnovato attacco al sistema delle cooperative contenuto nella manovra, che, seppure approvata, inciderebbe in maniera irrisoria sul complesso delle misure adottate, mostrando così il suo carattere puramente ideologico e vessatorio. In effetti un governo credibile dovrebbe rispondere alla crisi incentivando la domanda che può rimettere in moto l'economia a partire da una politica per l'occupazione soprattutto per giovani, donne e sud del paese. Si tratterebbe di fare scelte semplici e coraggiose riconvertendo, per esempio, gli stanziamenti per le grandi opere in politiche sociali a sostegno dei soggetti svantaggiati promuovendo un nuovo sistema di Welfare più efficiente, dinamico, fondato su diritti esigibili e al tempo stesso volano di nuova occupazione qualificata. Info: giovagnoli@arci.it


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Fuori i mercati e fuori i profitti dai servizi pubblici locali: si rispetti il voto referendario te proseguire come se nulla fosse, sbaglia di grosso. L'esperienza dei movimenti per l'acqua, insieme alle conflittualità sociali e movimenti in lotta, ha cambiato la cultura delle persone, producendo un effetto straordinario di rifiuto della delega e di nuova partecipazione sociale. Anche all'opposizione forse qualcuno dovrebbe cominciare a rendersene conto, invece di competere su chi meglio rassicura la Bce e mitiga la collera dei mercati. Sarà l'autunno a dimostrare come indietro non si torna: nei territori e a livello nazionale, con la mobilitazione sociale e la disobbedienza diffusa. Nel cuore l'insopportabilità del presente, negli occhi l'allegria del futuro. Info: marcattac@email.it

l 12 e il 13 giugno 27 milioni di donne e uomini hanno votato per la ripubblicizzazione dell'acqua e la difesa dei beni comuni. Affermando il diritto a decidere su ciò che a tutti appartiene. «Che fare?» devono essersi chiesti poteri forti finanziari e multi utilities di fronte al fatto che la favola decennale del ‘privato è bello’ è stata respinta. Quale miglior occasione se non l'alibi del precipitare della crisi finanziaria? Quale miglior mandante di astratti mercati che, come antiche divinità, si turbano chiedendo sacrifici? Ed ecco allora, nella macelleria sociale vestita da manovra economica del governo, rientrare dalla finestra ciò che i cittadini e le cittadine avevano cacciato fuori dalla porta. Avanti tutta con le privatizzazioni e con la svendita dei servizi pubblici locali e per convincere i Comuni basta adottare il metodo del bastone e la carota: taglio generalizzato dei trasferimenti per tutti e premi - in finanziamenti e in allentamento del patto di stabilità - per quelli che si dimostreranno docili esecutori dei diktat governativi. Il tutto - parola di Tremonti - escludendo l'acqua, perché del referendum non si può non tenerne conto.

Decisamente non ci siamo. Sull'acqua i cittadini hanno votato con chiarezza: fuori il mercato e fuori i profitti. Il che significa che a livello territoriale tutti gli enti locali devono mettere in campo le procedure per la ripubblicizzazione del servizio idrico, superando le SpA e coinvolgendo cittadini, lavoratori e comunità locali nella gestione. E devono altresì modificare le tariffe che, da fine luglio scorso, non possono più contenere l'adeguata remunerazione del capitale investito, ovvero i profitti garantiti ai gestori. Ma i referendum di giugno hanno anche detto ‘no’ alla consegna al mercato di tutti i servizi pubblici locali. La favola liberista ha fatto il suo tempo e le donne e gli uomini di questo paese hanno intrapreso la strada della riappropriazione sociale, il linguaggio dei beni comuni, una nuova idea della democrazia. Riproporre nella manovra la fotocopia del decreto Ronchi - seppur con l'eccezione dell'acqua - sui servizi pubblici locali, è un attacco diretto al voto referendario, al diritto di decidere delle persone e non fa che precipitare irreversibilmente il degrado della democrazia rappresentativa. Se qualcuno pensa di poter tranquillamen-

Il prezzo pagato dalle donne

L’articolo 8 della manovra va abolito Un appello di economisti e giuristi

Tra le tante ingiustizie della manovra finanziaria, in pochi sottolineano come i costi più alti verranno pagati dalle donne, come lavoratrici e come principali responsabili del lavoro di cura e assistenza in famiglia. Sono donne una grossa parte di quei dipendenti pubblici 'fannulloni' a cui è stato bloccato il rinnovo del contratto, i trattamenti economici integrativi e, nel caso degli insegnanti, gli scatti di anzianità. Il fondo costituito coi risparmi derivanti dall'innalzamento dell'età pensionabile, destinato, nelle promesse del governo, al rafforzamento dei servizi necessari per rendere più conciliabile per le donne lavoro e famiglia, è semplicemente scomparso. Intanto si aumenta l'età del pensionamento femminile anche nel settore privato, scordandosi di tutto ciò che per anni si è detto sulla fatica del doppio lavoro, dei servizi che servirebbero per rendere più facile alle donne stare 'alla pari' sul mercato del lavoro e che verranno ulteriormente falcidiati dai tagli agli enti locali. Chi ha un reddito individuale o familiare abbastanza alto potrà acquistare i servizi necessari sul mercato, le altre a casa.

«L'inseguirsi quotidiano di proposte inique ed estemporanee che ha caratterizzato il cammino della manovra finanziaria rischia di distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dalla sorte dell'articolo 8 del Decreto, ossia dalla norma che rappresenta l'attentato più grave, dalla nascita della Repubblica, ai danni dei diritti dei lavoratori. Infatti, non è in gioco questa o quella legge protettiva, ma l'intero diritto del lavoro, perché l'articolo 8 consente ai contratti aziendali (o territoriali) di derogare non solo ai contratti collettivi nazionali, ma anche - e questo è davvero enorme - alle disposizioni di legge. Si tratta di un vero tentativo di eversione dell'ordinamento, ed in specifico del principio fondante di gerarchia delle fonti del diritto, che da sempre prevede la prevalenza della legge sul contratto individuale e collettivo, e, in materia di lavoro, che le leggi siano inderogabili, perché i lavoratori siano protetti anche contro la loro debolezza e ricattabilità. Proprio per questo, invece, il Ministro Sacconi e la Confindustria vogliono che ogni datore di lavoro possa eliminare in parte o tutte le tutele legislative dei suoi dipendenti (a cominciare da quella contro i licenzia-

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No al taglio all’assistenza! Fermiamoli con una firma! è l’appello promosso dalla Fish contro la riforma fiscale e assistenziale che penalizza gravemente i disabili. È possibile firmare cliccando su ww.fishonlus.it/fermiamoli

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FIRMA L’APPELLO!

menti ingiustificati) solo concordandolo con un sindacalista locale. In questo modo si seminano caos e ingiustizia perché il mondo del lavoro diverrebbe 'a pelle di leopardo' a seconda che il rappresentante sindacale aziendale sia 'rigido' o 'cedevole' e si sparge il seme della discordia civile, perché le reazioni degli interessati contro la svendita 'al minuto' a livello aziendale dei loro diritti potrebbero divenire incontrollabili. È invece principio irrinunciabile che su eventuali sacrifici che vengano loro richiesti - ma che mai possono comunque riguardare diritti legislativamente stabiliti - i lavoratori interessati si pronuncino direttamente, con referendum, in modo vincolante. L'articolo 8 del Decreto è anche tecnicamente una norma insostenibile, e per più versi incostituzionale. Pertanto, se il decreto verrà convertito in legge, sarà fermamente combattuta da tutti gli operatori giuridici democratici nelle sedi di competenza. Adesso occorre però privilegiare il profilo politico, e cioè scongiurare la vergogna che una norma del genere possa divenire legge della nostra Repubblica». Per aderire: associazione@dirittisocialiecittadinanza.org


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cultura

La lotta per una cultura bene comune: anche in Italia soffia un ‘venticello’ di cambiamento il 28 giugno. In occasione del Meeting Internazionale Antirazzista, dopo lo spettacolo di Paolo Hendel, Il tempo delle susine verdi, Raffaella Bolini nel salutare gli amici convenuti a Cecina dal paesi del Mediterraneo per testimoniare la loro ‘primavera araba’, auspica anche da noi il ‘vento del cambiamento’. «Per il momento soffia un venticello» afferma Raffaella. Quello dei movimenti riuniti nella stagione dei referendum e dei beni comuni. Un venticello sostenuto da istanze di partecipazione che si sta allargando a macchia di leopardo, coinvolgendo territori, comunità, ambiti culturali differenti, per certi versi inaspettati in un contesto che a tratti - a molti appare anestetizzato. È il 29 aprile. Nella sede romana della casa editrice Laterza si danno appuntamento scrittori, giornalisti, critici e cineasti per riappropriarsi della definizione di ‘intellettuali’ e provare a raccogliere adesioni «non attorno a istanze estetiche, bensì politiche e sociali». Sono quelli della Generazione TQ (Trenta-Quaranta) che nei mesi successivi elaborano un manifesto ‘aperto’. Accanto al richiamo forte del dovere, ad una netta

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assunzione di responsabilità e ad un esercizio costante di autocritica, TQ si propone «di agire anche e soprattutto con il pensiero rivolto alle generazioni che verranno». È il 22 agosto. Federico Campagna, collaboratore di Alfabeta2, pubblicando sul sito della rivista il Manifesto per i sessantenni, raccoglie gli stimoli offerti da TQ assegnando alla propria generazione una nuova mission: «se abbiamo lo spazio, apriamo comuni! Se abbiamo le lettere, scriviamo manifesti! […] A sessant'anni non resta che il futuro […] Il futuro dei giovani, di quelli che restano, sarà il nostro trionfo più grande». È il 9 settembre. Alfabeta2 esce in edicola con il titolo Primavera dell'anno Uno, accendendo un focus doveroso sull'occupazione del Teatro Valle e la riappropriazione dell'ex Cinema Palazzo a Roma, sull'impegno del movimento TQ. Vicende diverse, ma caratterizzate dal medesimo segno distintivo ovvero azioni declinate ‘collettivamente’ secondo un metodo partecipato. È il 10 settembre. Christian Caliandro su Artribune pubblica, con titolo liberatorio, Generazione TQ, la cultura è politica (finalmente). E il venticello del cambiamento è in

Un dialogo silenzioso tra culture diverse: a Venezia ‘Io sono Li’ di Andrea Segre In concorso alla 68esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia Io sono Li di Andrea Segre, un film straordinario anche per la presenza di bravissimi attori: Zhao Tao, Marco Paolini, Rade Sherbedgia, Roberto Citran, Giuseppe Battiston. È la storia di Shun Li, un'operaia che lavora in un laboratorio tessile della periferia romana, dove vige il massimo sfruttamento, per ottenere i documenti e riuscire a far venire in Italia suo figlio di 8 anni. All'improvviso i suoi datori di lavoropadroni la trasferiscono a Chioggia, una piccola città isola della laguna veneta per lavorare come barista in un'osteria. Quella stessa piccola osteria è frequentata da anni da Bepi, pescatore di origine slave, soprannominato dagli amici ‘il poeta’. Il loro incontro è una fuga poetica dalla solitudine, un dialogo silenzioso tra culture diverse, ma non lontane. Ma l'amicizia tra Shun Li e Bepi turba - per motivi diversi - le due comunità: quella cinese e quella chioggiotta che ostacolano questo nuovo viaggio, di cui forse hanno semplicemente ancora troppa paura. Un bellissimo film per riflettere sul rapporto tra gli individui in un

mondo che sempre più tende a creare occasioni di contaminazioni e di crisi identitarie. Altro motivo importante per cui ne parliamo è che, in un Festival già caratterizzato da diversi film italiani sull'immigrazione, Segre ha promosso, insieme ad altri registi, autori, attori, produttori del cinema italiano l'appello di denuncia e sensibilizzazione Il cinema con i migranti, per contribuire con la loro voce, oltre che con i loro racconti, alla costruzione di una società meno soggetta a chiusure e derive xenofobe e più preparata a comprendere i flussi di immigrazione e a dialogare con i nuovi cittadini. L'appello, rivolto all'opinione pubblica e alle istituzioni, ha già raccolto tantissime adesioni tra cui quelle dell'Arci e dell'Ucca. I firmatari chiedono innanzitutto che siano fatti tutti gli sforzi per porre fine all'eccidio di profughi in fuga dalla Libia, che venga abolito il reato di clandestinità, che vengano ripensati e riorganizzati i vari centri di accoglienza, che venga riconosciuta la piena cittadinanza ai giovani di seconda generazione. Info: www.iosonoli.com

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aumento, prende forza! Lo si capisce da ciò che sta succedendo in regioni periferiche come la Calabria, tra le ultime a recepire le onde concentriche delle dinamiche di cambiamento, dove invece cresce la rete dei soggetti culturali che denunciano un uso improprio e inefficace delle risorse comunitarie destinate allo spettacolo e ai beni culturali. È il 4 settembre, infatti, quando Per un teatro altro che raggruppa attori, registi, operatori culturali mette sotto accusa la gestione del Magna Graecia Teatro Festival e invita alla «lotta per una cultura come ‘bene comune’», con l'obiettivo di confrontarsi sulle «criticità del sistema culturale regionale, aprendo un ampio dibattito sul corretto rapporto tra cultura e politica». È il ‘venticello’ degli ‘stati febbrili’ che, come ci ricorda Andrea Cortellessa nell'editoriale di Alfabeta2, «nel linguaggio medico sono indizi di uno stato di crisi, destinato - al bivio - a risolversi in catastrofe o salvezza». È il venticello delle generazioni a confronto che vogliono costruire un'alternativa, comune e condivisa, al lungo ‘sonno della ragione’. Info: gennaro.dicello@gmail.com

Arci e Banca Etica a ‘Internazionale’ La finanza etica non potrà sostituire integralmente la finanza tradizionale, ma quanto è in grado di contagiarla nelle buone pratiche? Qual è l’impatto della finanza speculativa sul benessere globale del pianeta e delle persone? Quali sono le risposte alternative proposte dalla finanza etica? Quale il ruolo dei media? Sono alcune delle domande a cui cercherà di rispondere l’incontro Oltre la crisi internazionale: le proposte della finanza etica promosso da Banca Etica e Arci, che si terrà il 2 ottobre alle 12 presso la Sala dei Comuni del Castello Estense a Ferrara. L’evento si inserisce nella programmazione del Festival di Internazionale, che si tiene quest’anno dal 30 settembre al 2 ottobre e che raduna per un weekend giornalisti, scrittori, artisti e lettori in un ricco programma di appuntamenti. L'ingresso a tutti gli eventi è gratuito. Il calendario con il programma completo e i temi che verranno affrontati sarà presentato il 15 settembre alle 12 presso la sala Lorenzo Natali della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, a Roma. Info: www.internazionale.it/festival


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Una biblioteca può cambiare la vita: le attività di Arcs per la Campagna ‘Biblioteche Solidali’

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rizzato dalla scarsità di servizi destinati all'educazione e all'assistenza sociale, da un tessuto sociale disgregato a causa della rivalità tra gruppi di potere locali, della frammentazione etnico politica e delle tensioni del passato, scarso è il senso di appartenenza a una cittadinanza comune e possibile è l'instaurarsi di tensioni e attriti. In questo contesto opera l'associazione di donne Women Youth Assembly, che nel 1980 ha creato l'unica biblioteca presente nella zona. La biblioteca opera per il rafforzamento dei legami all'interno della comunità locale, in quanto è aperta a tutti, senza fare distinzioni tra gruppi etnico religiosi. Oltre ai corsi di recupero per i giovani delle famiglie meno abbienti, la biblioteca, anche grazie al sostegno di Arcs, negli ultimi anni ha ampliato l'offerta di servizi. Attualmente organizza corsi di teatro, di disegno, cineforum, corsi di lettura e scrittura creativa. Si tratta di attività di estrema importanza per i bambini e i giovani del luogo che spesso a causa dei traumi e degli episodi di violenza subiti presentano disagi nella socializzazione e disturbi nell'apprendimento. Attraverso le attività della

biblioteca i bambini imparano a confrontarsi, ad aprirsi agli altri, a riconoscere le proprie emozioni e a governare i propri stati d'animo negativi. Imparano a ascoltare e a gestire il conflitto, a costruire quello che è il senso della comunità. Per questo sostenere la biblioteca significa aiutare a costruire la pace. Arcs ci crede fermamente e invita tutti a unirsi a questo progetto con un piccolo gesto di solidarietà. Durante le serate ci sarà uno stand presso cui sarà possibile donare per i progetti della Campagna. Si può poi sostenere l'intera Campagna anche in altri modi: per scoprirli visitate la pagina dedicata al'interno del sito del Comune di Roma. Info: www.comune.roma.it

BOLOGNA CESTAS mette a disposizione fino a 10 borse di studio per il corso di specializzazione in Comunicazione giornalistica, dal nord al sud: giornalisti e giornalismi per l’informazione Info: www.cestasinformazione.org

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o scorso venerdì sera a Roma la Campagna Biblioteche Solidali delle Biblioteche del Comune di Roma ha presentato la settimana di eventi che si terranno dal 22 al 29 settembre nella cornice dell'iniziativa San Lorenzo in piazza. In quella settimana si avvicenderanno presentazioni di libri, concerti, proiezioni di film e troveranno spazio momenti di approfondimento sui 10 progetti vincitori del bando di Biblioteche Solidali. Nata nel 2006, la Campagna promuove e adotta progetti di associazioni, onlus e ong che mirano a far nascere e a sostenere biblioteche nel Sud del mondo. Le biblioteche e l'accesso libero e gratuito alla lettura possono essere infatti un mezzo importantissimo non solo per favorire l'istruzione, la cultura e l'informazione, ma anche per migliorare le condizioni di vita, promuovere l'inclusione sociale e la pace. Il 28 settembre Arcs presenterà il suo progetto a sostegno della biblioteca di Aley, in Libano. Questa biblioteca è un importantissimo centro d'educazione, d'incontro e scambio per bambini, giovani, famiglie del luogo. In un contesto caratte-

Il 23 e 24 settembre La rivoluzione egiziana di ‘Ala al-Aswani il Meeting dei giovani Un libro per raccontare i giorni della rivolta 4030 giovani provenienti da 105 città; di questi, 3500 sono studenti di 89 scuole superiori e gli altri sono giovani provenienti da organizzazioni italiane e dai paesi del Mediterraneo. Sono alcuni dei numeri dei partecipanti al Meeting 1000 giovani per la pace, che si svolgerà a Bastia Umbra il 23 e 24 settembre alla vigilia della Marcia Perugia-Assisi per la pace e la fratellanza dei popoli. Il Meeting si aprirà con l’assemblea plenaria dal tema La nostra idea di pace; nei due giorni si alterneranno seminari, laboratori, lezioni di pace, testimonianze. Di sera spazio al divertimento: il 23 settembre con il concerto per la pace e lo spettacolo Charlatown - Acrobazie nel mercato globale, di Claudio Cremonesi e Giorgio Donati; il 24 settembre con La storia siamo noi con la Banda Osiris e Chi non la pensa come noi, spettacolo e canzoni sulle musiche di Georges Brassens con Alberto Patrucco. La domenica mattina appuntamento alle 9 ai Giardini del Frontone per dare inizio alla Marcia. I giovani che intendono partecipare al Meeting possono ancora compilare e inviare la scheda pubblicata sul sito della Tavola della Pace. Info: www.perlapace.it

Un libro che racconta gli ultimi avvenimenti di un Egitto in rivolta. La rivoluzione egiziana di 'Ala al-Aswani, edizioni Feltrinelli, in Italia dal 7 settembre, è una raccolta di articoli dell’autore che descrive, narra e spiega le premesse della rivoluzione dello scorso 25 gennaio. Il più importante scrittore egiziano, storica voce di opposizione al regime di Mubarak, racconta l'Egitto oppresso, quello di un intero popolo capace di riprendere in mano il proprio destino con la forza della protesta democratica. Il libro affronta il tema delle sommosse popolari contro il regime di Mubarak, raccontando i 18 lunghi giorni di rivoluzione in piazza Tahrir, giorni di soddisfazione che hanno costretto il presidente a dimettersi. Più di mille morti, per la maggior parte giovani, uccisi per una giusta causa: ristabilire la democrazia in un paese di tradizione liberale, ormai sopraffatto dalla tirannide. Ma al-Aswani mette in luce un altro aspetto significativo di tutta la vicenda: l'umiliazione e la perdita di dignità di un popolo ritenuto, da sempre, pacifista. Il suo punto di vista si sofferma sulla voglia di un popolo di sfuggire alle prepotenze e racconta la forza della

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gente a ribellarsi contro un regime di soprusi. al-Aswani racconta l'Egitto che non abbiamo voluto vedere: l'Egitto della dissidenza, umiliato e oppresso, disperato e senza più dignità. L'Egitto che aveva deciso di fuggire, con i suoi emigranti e i suoi giovani, alla ricerca di un futuro certo e dignitoso. E racconta come un popolo, raggiunto il fondo, riesca a riscattarsi e a riguadagnare la sua fierezza. al-Aswani spiega cos'è successo prima e dopo il 25 gennaio, prima e dopo la rivoluzione, il passaggio netto e necessario dal regime restrittivo alla vera democrazia, soffermandosi proprio sul tema della ‘democrazia’, unica soluzione, a suo parere, ai problemi delle società. L’introduzione del libro è curata da Paola Caridi, giornalista e blogger di invisiblearabs.com, e inizia così: «La rivoluzione può essere impalpabile, la rivoluzione può essere un soffio persistente, che continua anche dopo giorni, settimane e mesi da quei giorni eroici, la rivoluzione può essere la eco sempre più flebile, col passare del tempo, che reitera all’infinito quell’urlo possente che ha riempito i 18 giorni della più grande epopea egiziana contemporanea».


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A Molfetta musica e riflessione con ‘Aritmia Mediterranea’, Festival del circolo Il cavallo di Troia ritmia Mediterranea, che la musica abbia inizio! Alle 18 e 30 del 15 settembre si apriranno i cancelli del parco di Ponente a Molfetta e si darà il via all’edizione numero 9 del Festival molfettese, organizzato dal circolo Arci Il cavallo di Troia, che, come tutti gli anni, è gratuito e aperto a tutti. Aritmia Mediterranea, come tradizione vuole, non è solo musica, ma anche momenti di incontro, di riflessione, di condivisione. Il tema scelto per quest’anno è Da qui se ne vanno tutti. Alle 19 della prima giornata aritmica si terrà un incontro dal titolo E tu sei nato nella terra giusta? per discutere di Puglia, lavoro e nuove generazioni. L’incontro sarà l’occasione ideale per discutere con lucidità di lavoro e opportuni-

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MILANO Al Carroponte di Sesto San Giovanni il 14 settembre alle 21 si inaugura la mostra fotografica del viaggio di Carovana internazionale antimafie. A seguire, uno spettacolo teatrale

tà che mancano, di scelte difficili e partenze, in una Puglia che partorisce lavoratori brillanti che sempre più spesso scelgono di emigrare. Interverranno Annibale D'Elia, Funzionario Regione Puglia per le Politiche giovanili e Pasquale Chieco, Ordinario Diritto del lavoro Università di Bari; modera Corrado Minervini, responsabile organizzazione Aritmia Mediterranea. Si discuterà della scelta insopportabile tra un lavoro di poche pretese e un biglietto di sola andata, una scelta che molti fanno sotto silenzio. Alle 21 inizia la musica, con le esibizioni di Antonello Papagni e K.I.D., cantautore biscegliese che ha trovato due nuovi compagni per il suo girovagare nel KID (Karma In Distorsione) e i Carpacho!, band romana pop, autori dell’inno Regole per un cervello difettoso. A chiudere la prima serata i Serpenti, il nuovo volto dell’elettronica nostrana che ha reinventato il connubio fra elettronica e pop, proiettando la band verso i più prestigiosi palcoscenici nordeuropei e non solo. Venerdì 16 settembre, stessa location, inizio delle attività alle 19, si racconteranno le storie arrivate nel sito della manifestazione. Storie di vita di lavoratori

costretti a emigrare alla ricerca di un futuro migliore. A seguire la proiezione di Recinti di Andrea Gadaleta Caldarola, reportage che racconta la nascita della tendopoli di Manduria nel 2011 e la permanenza dei tunisini nel campo. Il documentario ripercorre le tappe dei migranti fino al rilascio dei permessi di protezione umanitaria, dall’isola di Lampedusa fino a Ventimiglia, passando da Manduria e analizza il quadro giuridico, l’impatto sul territorio e il ruolo dei media nella gestione dell’emergenza. Alle 21 di nuovo musica: ad inaugurare la serata gli icSfattones, duo di impronta rock garage, con il loro rock dissacrante, vibrante e potente; a seguire i Medina Box per toccare i territori del funk, del reagge e del soul, e a chiudere i pionieri della ‘pugliesità’, i potentissimi Après la Classe. In entrambe le giornate del Festival il villaggio aritmico pullulerà di vita: sperimentazioni fotografiche sul tema Da qua se ne vanno tutti, una mostra fotografica sull’argomento di quest’anno, curata da Dado Minervini e Simona Ardito, che raccoglierà i vincitori del contest e opere pregiate di numerosi artisti italiani. Info: www.aritmiamediterranea.org

Notizie Brevi Dj experience LA SPEZIA - Nell'ambito del progetto Territorio solidale, giovedì 15 settembre alle 18 si svolgerà, presso il circolo Origami, Dj Experience, performance live dei giovanissimi protagonisti del corso per dj organizzato dal comitato Arci di La Spezia. Territorio solidale è un progetto di rete volto a favorire l'integrazione di minori stranieri ricongiunti nel contesto sociale, che si pone come obiettivo quello di favorire l'inserimento sociale degli adolescenti immigrati, creando occasioni di incontro e di condivisione ed opportunità di divertimento. Info: www.arciorigami.it

Giovani nella lotta alle mafie VOLTERRA (PI) - Il 18 settembre alle 18 appuntamento presso il circolo Arci di Villamagna con Il protagonismo dei giovani nella lotta alle mafie, dibattito con Rosario Crocetta, eurodeputato, già sindaco di Gela, Maurizio Pascucci, responsabile legalità Arci Toscana, Cesare Bartaloni di Libera Volterra e Stefania Bozzi di Arci Pisa. A seguire cena della legalità

con i prodotti provenienti dalle terre liberate alle mafie. L’incontro è realizzato in collaborazione con il circolo Placido Rizzotto e Libera. Info: 347/5462765

Dialogo di fotografia TREPUZZI (LC) - La poeta-fotografa Gioia Perrone propone, presso il circolo Arci di Trepuzzi, Dialogo di fotografia, seminario partecipativo-laboratoriale itinerante, in tre giornate a partire da giovedì 15 settembre. Gli incontri sono rivolti agli appassionati del mezzo fotografico e a chiunque voglia ‘viaggiare’ attraverso lo scatto fotografico. La partecipazione è a numero chiuso (max 20 partecipanti). La quota di iscrizione è di 20 euro. Info: gioietta_846@yahoo.it

ranno le proiezioni, con inizio alle 21.15, presso il teatrino del Circolo Artistico di Arezzo. Primo appuntamento con Ricomincio da tre, di e con Massimo Troisi e Lello Arena. Ingresso gratuito. Info: www.arciarezzo.it

Festa di fine estate ORERO (GE) - Il circolo Arci Belleville e la cooperativa agricola Monte di Capenardo presentano Festa in una notte di fine estate, sabato 17 settembre alla fattoria di Casareggio di Orero. Cena a kilometro 0, esibizione dei Sean’s dream, gruppo folk irlandese, letture sotto l’albero per i più piccoli dal titolo Racconti: ponti per confronti, a cura del Teatro scalzo. Info: info@arcibelleville.org

Tre comici italiani

La notte dei diritti

AREZZO - Tre comici italiani è il titolo della rassegna di Arci Arezzo e Ucca, in collaborazione con Sentieri selvaggi e Circolo Artistico, che celebra tre dei comici italiani più celebri e significativi: Massimo Troisi, Ugo Tognazzi e Alberto Sordi. Dal 20 settembre e per i successivi due martedì si ter-

VIAREGGIO - Giornata all’insegna dei diritti e della legalità sulla Marina di Torre del Lago dedicata ai temi della comunità LGBT e a quelli dell’antimafia sociale: appuntamento il 17 settembre con La notte dei diritti. Da Corleone alla Versilia, cento passi per i diritti, la libertà e la democrazia.

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In programma dibattiti, aperitivo e cena con i prodotti delle cooperative che lavorano sui campi confiscati, un incontro con Paolo Patanè, presidente Arcigay, Gianluca Mengozzi, presidente Arci Toscana e Maria Luisa Mazzarella, giovane napoletana che nel 2009 fu picchiata selvaggiamente per aver difeso un amico omosessuale. Tra i promotori dell’iniziativa, Arcigay e comitato Arci Versilia. Info: www.arciversilia.info

Spettacoli nel weekend TREVIGLIO (BG) - Doppio appuntamento nel fine settimana al circolo Arci Fuorirotta di Treviglio. Il 17 settembre alle 19 all’interno di Vicoli, rassegna di teatri in strada,TaeTeatro presenta La follia dell’imbianchino, studio poetico teatrale su Bertold Brecht. Il 18 settembre alle 21 appuntamento con lo spettacolo Spacco tutto. Generalmente sono molto più tranquillo di Roberto D’Izzia, digressione graffiante sui pilastri della società contemporanea: la dis-informazione della tv, la politica, il lavoro e la religione. Info: arci_fuorirotta@hotmail.it


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Il circolo T.I.L.T. di Imola festeggia i suoi 15 anni al Teatro Lolli con spettacoli e ‘Sere d’ottobre’ assione, progetti, partecipazione: rinnovando questo impegno con la propria storia e con il territorio in cui opera, il circolo Arci T.I.L.T. (Trasgressivo Imola Laboratorio Teatro) presenta presso il Teatro Lolli di Imola una ricca serie di appuntamenti. Dopo lo spettacolo Que viva Anita! del 9 settembre scorso (vedi ArciReport n. 30), si prosegue sabato 17 settembre alle 21 con Ho meco Anita, saggio finale del laboratorio tenuto da Marta Dalla Via e Massimiliano Buldrini nella stagione 2010/2011. Più di dieci attori in scena: è l'occasione di capire a quali esiti di qualità può arrivare un laboratorio teatrale frequentato da partecipanti che non hanno specifici scopi professionali, ma riservano grande serietà alle proprie attività di elezione. Venerdì 23 settembre alle 21 toccherà invece a un'attrice professionista, Reina Saracino in Lessico famigliare Piccoli frammenti di maternità, spettacolo che per i testi si avvale dell'apporto di Elena Gessi e Lisa Laffi. Reina da qualche anno è un'importante presenza in T.I.L.T.,

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Inizia ‘Non è un paese per donne?’ Ha inizio con la proiezione di Precious il 15 settembre Non è un paese per donne? rassegna cinematografica di donne r-esistenti promossa dal Centro Donna (progetto in partenariato tra Arci Valle Susa e la città di Collegno) e il comitato Pari opportunità della città di Collegno, in collaborazione con il Centro cinematografico culturale L'Incontro e Amnesty International gruppo Italia 115. Non è un paese per donne nasce con l'intento di portare sul grande schermo la realtà attuale su alcune tematiche, spesso tenute all'oscuro, riguardanti le azioni e le pratiche femminili di resistenza alla negazione dei propri diritti e della propria identità. Sei le storie di donne, umane e coraggiose, scelte per la rassegna, sei le pellicole che, da settembre a marzo, parleranno di esperienze in cui le donne, per esistere, devono resistere alla violenza, agli abusi, ai soprusi nella vita privata e sul mondo del lavoro. Le proiezioni sono divise in due cicli, dal 15 settembre al 22 novembre e dall’8 al 22 marzo. Si comincia con Precious giovedì 15 alle 21 presso il Centro L’incontro. Ingresso gratuito.

dove sviluppa anche percorsi di teatro rivolti ai bambini, conducendoli con particolare perizia e sensibilità. Terminato il prologo settembrino, l'associazione entra nel vivo della propria stagione con la rassegna Sere d'ottobre (IV edizione). Sabato 8 ottobre alle 21 è di scena Enrico Vagnini con Io, Adriano, nessuno di Tommaso Boni, liberamente ispirato a Mémoires d'Hadrien di Marguerite Yourcenar. Enrico Vagnini, attore, regista e drammaturgo, anima la vita di T.I.L.T. su molteplici piani. Conduce laboratori per adolescenti, collabora con il gruppo Tabù strettamente legato alle iniziative del Dipartimento di Salute mentale dell'Ausl di Imola, crea spettacoli. Uno dei risultati di questi intrecci si potrà vedere sabato 15 ottobre alle 16 con lo spettacolo itinerante del gruppo Tabù/TaMbù diretto da Enrico Vagnini e Mustapha Moufid, e intitolato Il principe, la matrigna e lo stregone, uno spettacolo particolarmente adatto ai bambini. Dall'attenzione di T.I.L.T. ai luoghi della storia (il Teatro Lolli fu a lungo uno spazio

interno al manicomio provinciale), dalla sua vocazione a interagire con varie anime artistiche nasce per l'appuntamento di sabato 22 ottobre ore 21 lo spettacolo Voci - Immagini dal manicomio. A partire dai testi del gruppo di scrittura Viaemiliaventicinque, Cristina Gallingani ha creato una drammaturgia che mette in scena dieci suoi compagni di passione teatrale, con l'apporto tecnico e artistico di Massimiliano Buldrini e Luca Tanieli. Infine sabato 29 ottobre alle 21, conclude la rassegna lo spettacolo Falsi ritorni di Giuseppe La Licata, con la compagnia Ex-Stranieri di Palermo, esito del laboratorio teatrale condotto con Patrizia D'Antona e Sabina De Pasquale. Con questa nutrita kermesse l'associazione festeggia i suoi 15 anni, sottolinea la sua forza creativa e organizzativa. La tela di relazioni umane e artistiche che vanno dal Brasile di Anita Garibaldi, alla Sicilia degli immigrati - ma non dimentica una storia vicina come quella della reclusione manicomiale - sono un pegno di lunga durata. Info: www.tiltonline.org

A Lecco ‘Nessuno escluso’, rassegna che celebra i 150 anni dell’Unità d’Italia Sei incontri di altissimo livello per Nessuno escluso, la rassegna culturale organizzata in occasione del 150° dell’Unità d’Italia da Arci Lecco, Cgil Lecco, Sinistra ecologia libertà, Rifondazione Comunista e la Fondazione Ciceri Losi. «La rassegna non ha un taglio classico storico, ma vuole aprire una finestra sulle tematiche che riteniamo essere fondanti della nostra Repubblica - spiega il presidente dell’Arci Lecco Davide Ronzoni - I temi scelti vertono su tematiche quali il lavoro, la laicità, lo studio, la libertà, l’uguaglianza». La rassegna, che ha preso il via il 12 settembre con la

proiezione del cortometraggio Stato privato, imperniato su video interviste realizzate da Arci e Giovani Comunisti sul mondo del lavoro, e a seguire con gli interventi di Fulvio Fammoni della segreteria nazionale Cgil e di Francesca Ruocco del Coordinamento nazionale dei precari della conoscenza, prosegue ora con un appuntamento in programma per mercoledì 21 settembre presso la Camera del lavoro Cgil dal titolo Libera Chiesa in libero Stato. Interviene Giulio Giorello, filosofo, matematico ed epistemologo. Info: www.arcilecco.it

A Reggio Calabria la prima Festa dell’Acqua Tutto pronto per la prima Festa dell'Acqua reggina promossa dal comitato Acqua pubblica reggino e quello di Villa San Giovanni e da numerose realtà dell’associazionismo reggino tra cui l’Arci provinciale. Tre giorni di discussione e confronto, di musica, arte e iniziative, che si terranno nella Pineta Zerbi di Reggio Calabria dal 16 al 18 settembre: stand, banchetti, laboratori e servizi ristoro popoleranno il villaggio dell'acqua

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dalle 18 del pomeriggio per l'intero fine settimana. Ogni giornata sarà aperta da tre tavoli tematici moderati dai giornalisti reggini, che discuteranno delle problematiche del servizio idrico integrato a Reggio, della possibilità di gestione pubblica e partecipata, della difesa delle risorse ambientali e di tutti i beni comuni. Dopo gli incontri, la conclusione delle serate sarà affidata a concerti e performance di artisti.


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società

100 partecipanti al primo campo nazionale Arci dedicato ai giovani per riflettere sui valori dell’associazione iovani dai 18 ai 35 anni hanno avuto l'opportunità di partecipare a un'occasione di confronto, conoscenza e scambio mediante laboratori interattivi che si sono sviluppati dal 19 al 24 agosto. Condivisione e creatività: un percorso grazie al quale i giovani che vi hanno partecipato sono andati alla scoperta delle radici dell'associazione per riflettere sui valori fondanti e apportare nuova linfa. Il campo è stato realizzato grazie all'impegno di alcuni dirigenti giovani e non giovani del comitato torinese. Gianni Limone, da un lato, ha seguito e sostenuto il gruppo dei giovani dell'ArciLife e del circolo Margot nell'elaborazione del progetto; dall'altro ha operato sia nell'ambito della Testata giovani nazionale sia a livello di comitato torinese e regionale affinché l'iniziativa potesse avere il sostegno adeguato per essere realizzata. Daniele Mandarano, uno dei più giovani dirigenti dell'Arci locale e non solo, ha lavorato duramente per arrivare alla costruzione di un buon progetto e per coagulare le energie dei suoi giovani amici e compagni di strada carmagnolesi i quali hanno dato un contributo enorme alla buona riuscita del campo. Gli

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obiettivi di questo primo campo nazionale erano molteplici: occorreva ripetere e migliorare l'esperienza pilota compiuta nel 2009 dalla sola associazione Arcilife (rivolta in quell'occasione al proprio bacino territoriale); verificare il grado di interesse da parte dei giovani verso le tematiche dell'associazionismo e verso i valori fondanti dell'Arci; riannodare la propria storia e il proprio vissuto, la propria visione della vita alle visioni e i vissuti che hanno determinato la nascita e la crescita della nostra associazione. L'esperienza, nata anche con il contributo di Franco Uda e Giangi Parigini, è stata un luogo di scambio e apprendimento informale; ha sollecitato i giovani che vi hanno preso parte a considerare questo un primo passo verso la ricostruzione di un'idea di partecipazione diversa da quella che considera l'impegno e il volontariato sociale un lavoro come un altro, scoprendo o riscoprendo il senso di parole e concetti spogliati da tempo del loro significato profondo. Infine il campo si è configurato come spazio fisico e mentale nel quale provare a ristabilire una connessione tra passato e presente, tra motivazioni originarie e necessità di creare nuove forme di

identità e solidarietà. Sono stati circa 100 i giovani che hanno affollato i gruppi di lavoro, una decina i volontari adulti coinvolti che hanno dato il loro contributo teorico o pratico per animare alcuni dei momenti di laboratorio, tra di loro Gianni Vattimo, Cesare Alvazzi, vecchio ed energico partigiano, Aldo Manuali. Svariati ospiti hanno contribuito ad immettere altri punti di vista per sollecitare la riflessione, come i giovani di Onda Urbana e quelli di Sassuolo o i referenti della rete Recosol. Importante anche il tempo dedicato allo svago e alle attività ricreative e aggregative che hanno rafforzato il senso di appartenenza e l'idea di una potenzialità tutta da manifestare. Protagonisti assoluti del campo sono stati i giovani che hanno prodotto un notevole corpus di proposte e visioni (in via di rielaborazione) che saranno oggetto di un report più approfondito e presto disponibile. Sul sito del comitato di Torino sono presenti alcuni reportage e video sui momenti di attività che hanno avuto luogo a Prà Catinat, realizzati da Silvia e Hermann (in servizio civile al comitato di Torino). Info: www.arcitorino.it

La magnifica ossessione IndiCinema alle Giornate degli autori

A Legnago torna finalmente il cinema Cineforum Legnago - FIC e UCCA Legnago hanno aderito alla proposta di gestione della Multisala Cinecentrum, operando in sinergia nella costruzione di eventi culturali proposti

dalla Sala. Nasce quindi il Cineforum legnaghese, con l'intento di non perdere per strada molto cinema che diventa troppo spesso invisibile, poiché costituito da opere minori e meno conosciute italiane e straniere, ma soprattutto di qualità, che noi tanto supportiamo nelle nostre rassegne. Aderendo al Cineforum legnaghese si potrà scegliere tra 3 proiezioni in ognuno dei tre giorni di programmazione. La sinergia proseguirà con incontri con gli autori, proiezioni di classici del cinema, ma anche concerti, anteprime e opere in diretta.

O.P. - L’ordine pubblico, Genova 2001 È disponibile il video O.P. Genova 2001, l'ordine pubblico durante il G8, al costo di 5 euro. È basato sui materiali del processo in corso a Genova contro 25 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio, reato punibile con pena da 8 a 15 anni. Presenta la ricostruzione dei fatti di venerdì 20 luglio 2001, mostrando come le forze dell'ordine hanno gestito l'ordine pubblico trasformando le strade in un teatro di guerra. Il film è stato realizzato e messo a disposizione dalla segreteria del Genoa Legal Forum. Si può anche richiedere direttamente alla segreteria dell'Ucca (ucca@arci.it)

Hanno collaborato a questo numero Marco Bersani, Silvia De Silvestri, Gennaro Di Cello, Carlo Feltrinelli, Sergio Giovagnoli, Jacopo Lanza, Giovanni Limone, Luigi Lusenti, Daniele Mandarano, Giuliano Rossi, Paola Scarnati, Lorenzo Zamponi, Giuliana Zanelli In redazione Andreina Albano, Maria Ortensia Ferrara, Carlo Testini Direttore responsabile Emanuele Patti Direttore editoriale Paolo Beni

www.ucca.it / ucca@arci.it

Indicinema entra nel vivo è il titolo del convegno che si è svolto nell'ambito delle Giornate degli Autori, alla 68sima° Mostra del Cinema di Venezia, per la presentazione della proposta del modello culturale di rilancio del Cinema Indipendente Italiano. I rappresentanti di IndiCinema hanno definito proposte e richieste per dare impulso a una nuova stagione del cinema italiano, in particolare nuovi criteri di selezione delle opere, riforma nella composizione delle commissioni giudicanti, organismi esterni di controllo sulle produzioni, creazione di un paradigma etico e culturale. Interessante il dibattito in cui, dopo gli interventi dei responsabili culturali dei partiti che hanno dato prova della consapevolezza delle urgenze dell'intero settore, sono intervenuti Greta Barbolini a nome dell'Ucca, Fabrizio Ferrari per la RIFF, Mario Lorini per la FICE, Serena Mignai per la DER e Giulio Scarpati per la CGIL, evidenziando una volontà di confluenza per un percorso innovativo per il cinema indipendente.

Impaginazione e grafica Claudia Ranzani Progetto grafico Sectio - Roma, Cristina Addonizio Editore Associazione Arci Redazione Roma, via dei Monti di Pietralata n.16 Registrazione Tribunale di Roma n. 13/2005 del 24 gennaio 2005

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Questa è la locandina realizzata dall’Ucca per promuovere la rassegna di film e documentari dedicata a ‘Le ragioni della laicità’. La rassegna è a disposizione dei circoli che intendono aderire all’iniziativa. Oltre alle locandine, sono disponibili gratuitamente anche i manifesti. Le richieste devono essere inoltrate alla segreteria dell'Ucca (ucca@arci.it; milani@arci.it) 13 settembre 2011 n. 31

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