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arcireport

settimanale a cura dell’Arci | anno XI | n. 30 | 30 luglio 2013 | www.arci.it | report @arci.it

Nuovo slancio alla Campagna sulle 3 Leggi di Marco Solimano*

È stato posticipato al 20 settembre il

termine ultimo per inviare i moduli, debitamente firmati ed autenticati, relativi alla campagna nazionale Tre leggi. Le tre proposte hanno come obiettivo l’introduzione del reato specifico di tortura, maggiore democrazia ed umanizzazione all’interno delle carceri, la cancellazione degli articoli più ‘carcerogeni’ della legge Fini Giovanardi sulle droghe. La mobilitazione prodotta sui territori in questi mesi ha dato l’impressione che, dal punto di vista politico, avesse già raggiunto un suo peso e significato. Il recente decreto legge sulle carceri, oltre ad introdurre alcune piccole ma significative innovazioni, ha di fatto depotenziato la cosiddetta legge ex Cirielli, che inibiva la possibilità, per chi era recidivo per lo stesso reato, di poter chiedere alternative alla pena detentiva ed altri benefici previsti dall’ordinamento. Ma nei giorni scorsi, in sede di conversione parlamentare del decreto, al Senato ci si è trovati di continua a pagina 2

L’emergenza inventata che annulla i diritti di Filippo Miraglia

Errare è umano ma perseverare, come ci hanno insegnato, è diabolico. Forse l’attuale governo di larghe intese sperava che l’estate 2013 fosse caratterizzata da temporali e maremoti e che dunque il canale di Sicilia risultasse impraticabile alle imbarcazioni. Forse pensava che avrebbero provveduto gli amici egiziani, libici o tunisini a bloccare le persone in cerca di protezione internazionale (e sono la maggioranza) o, più semplicemente, alla ricerca di una vita migliore. O forse, e pare la spiegazione più probabile, era ed è in tutt’altre faccende affaccendato e quindi senza il tempo o la voglia di pensare a come approntare una normale accoglienza per qualche migliaio (in media 17 mila negli ultimi 10 anni) di persone che ogni anno chiedono protezione al nostro Paese, e tanto meno di occuparsi di organizzare l’arrivo sulle nostre coste di poche migliaia di persone (in media negli ultimi 8 anni circa 25 mila all’anno). Tutto prevedibile, nulla di straordinario. Soprattutto numeri ben al di sotto di quelli che affrontano altri paesi europei. Invece, come ogni anno, sembra che il destino ci abbia riservato un evento straordinario e imprevedibile. Lo Stato e la sua macchina non erano preparati. C’è

sempre una giustificazione ovviamente: la crisi, l’instabilità di governo, la fase politica difficile… Il risultato come al solito è un sistema al collasso, l’emergenza assunta quasi a ideologia, o a scelta culturale, le comunità locali investite da un evento ‘normalmente straordinario’. E poi, ma a questo sembriamo interessati in pochi, produzione di ingiustizie, discriminazioni e, purtroppo in molti, troppi casi, anche morti. L’isola di Lampedusa costretta ancora una volta, nonostante il meritevole impegno della sindaca Giusi Nicolini, a far fronte ad arrivi, salvataggi, tutti per fortuna condotti con professionalità e generosità dalla guardia costiera e dalle altre forze dell’ordine impegnate nel canale di Sicilia, non programmati e quindi con strutture inadeguate e strumenti insufficienti. Le persone obbligate a vivere una condizione che può essere descritta nei termini vietati dalle convenzioni internazionali e dalle leggi che puniscono i trattamenti disumani o degradanti (e non è forse degradante vivere in 1200 in un centro con 300 posti!). continua a pagina 2


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arcireport n. 30 | 30 luglio 2013

segue dalla prima pagina

segue dalla prima pagina

fronte ad una vera e propria farsa orchestrata da PdL-Lega-Fratelli d’Italia e M5S. Sono stati di fatto cancellati tutti i miglioramenti introdotti dal decreto e la legge ex Cirielli è tornata integra al suo vecchio splendore. Un vero scandalo che ha trovato convergenze trasversali e che ha messo pesantemente in discussione quel che lo stesso Governo aveva adottato con il suo decreto legge. Allora la pressione su Governo e Parlamento deve aumentare e la campagna sulle tre Leggi deve trovare nuove energie, impegno e visibilità sino all’ultimo giorno possibile. La posta in gioco è altissima. In discussione c’è la qualità della nostra democrazia, la riconoscibilità e fruibilità dei diritti individuali e collettivi, il rispetto della dignità e dell’integrità delle persone detenute o ristrette in altri luoghi totali come OPG o CIE. L’Arci deve rinnovare ed intensificare il suo sforzo e la sua presenza nel tempo che rimane per la raccolta di firme, attivare luoghi di discussione e confronto, mobilitare le sue basi associative e dare un contributo decisivo e fondamentale per la riuscita della Campagna. Negli ultimi tempi anche i Giovani democratici, a livello nazionale, hanno aderito alla campagna così come altri partiti della sinistra italiana. Vanno costruiti luoghi e comitati sui territori, coinvolgendo associazioni locali, Cgil, Camere Penali e tutte le realtà che si muovono nel campo dei diritti e della detenzione. Un ultimo grande sforzo collettivo per riaffermare la centralità della persona e dei suoi inalienabili diritti, per contribuire a riformare il sistema sanzionatorio nel nostro Paese, per cancellare o limitare il peso di leggi che hanno creato una vera e propria devastazione nel nostro sistema giuridico e che hanno prodotto un drammatico sovraffollamento negli istituti penitenziari, come la Bossi Fini, il reato di immigrazione clandestina, la Fini Giovanardi, la ex Cirielli e i vari decreti sicurezza nel tempo varati. Questa campagna deve arrivare nel suo porto naturale, il Parlamento, nessuno si può assumere il rischio e la responsabilità di un suo fallimento, di un ulteriore slittamento o di una situazione di empasse. Tutti i moduli, debitamente firmati, autenticati e con allegato certificato elettorale dovranno essere inviati a: Unione delle Camere penali italiane, via del Banco di Santo Spirito 42, 00186 Roma.

L’opinione pubblica ancora una volta investita da informazioni che alimentano l’idea della ‘invasione’ di una ‘massa di disperati’, cioè la convinzione che sono tanti, troppi e pure ingrati perché osano lamentarsi. La solita rappresentazione distorta che alimenta razzismo. E come Lampedusa, tanti altri luoghi dove le persone vengono espropriate della loro umanità, trasformati in stranieri senza diritti. Così, per esempio, a Siracusa c’è un luogo - ne parliamo in questa pagina - dove i minori vengono tenuti per mesi, numerosissimi, in condizioni di promiscuità con adulti, senza alcuna tutela, contro il buon senso e contro la legge. A Siracusa, come a Lampedusa, in nome di un’emergenza inventata,si ledono i diritti fondamentali delle persone. Tra questi si lede, insieme al diritto dei minori a vedersi riconosciuta subito una specifica e adeguata accoglienza,

* Responsabile Arci area Carceri

migranti

l’articolo 13 della Costituzione, che riguarda la libertà delle persone. A Lampedusa come a Siracusa e in altri luoghi/non luoghi, le persone vengono trattenute illegittimamente, anche per lunghi periodi, in attesa che si definisca il loro percorso. Viene cioè leso un principio costituzionale tanto importante a causa di ritardi dovuti al’incompetenza o all’inconsistenza dell’organizzazione dello Stato. In questo Lampedusa è il simbolo e allo stesso tempo il sintomo di una malattia della nostra democrazia che rischia di contaminare giorno dopo giorno le fondamenta della convivenza. Ricominciare dall’isola più a sud del Paese, riaffermando i diritti delle persone e i principi costituzionali, può essere, in questa strana estate italiana, un modo per sostenere la necessità di un cambio di stagione, di una alternativa all’unica vera emergenza, quella democratica. miraglia@arci.it

Emergenza sbarchi nella Provincia di Siracusa Le associazioni propongono un nuovo sistema di accoglienza Siracusa è diventata un luogo di frontiera. Dal primo gennaio sono arrivati sulle sue coste più di 3000 migranti. TUTTI (richiedenti asilo, minori, donne in stato di gravidanza, famiglie con bambini ) vengono accolti presso il Centro Umberto I in condizioni di promiscuità, senza informazioni, senza alcuna attività di accompagnamento all’integrazione, senza il rispetto delle norme sanitarie. Durante una visita effettuata il 14 luglio è stata rilevata la presenza di 75 minori non accompagnati somali, divisi in due stanzoni, con i materassi per terra e condizioni igieniche disastrose. Ad oggi i minori somali sono ancora lì. Dopo lo sbarco del 23 luglio, si sono aggiunti altri 60 minori stranieri non accompagnati. Oltre a loro, vivono lì coi genitori molti bambini dai 15 giorni agli 8 anni d’età. L’Umberto I non è un Centro di primo soccorso e accoglienza, ma un luogo di prima emergenza gestito dalla Clean Service, una ditta di pulizie che avrebbe dovuto occuparsi dell’accoglienza per un massimo di 72 ore (necessarie per l’identificazione e il trasferimento). Non si è quindi mai dotata di operatori sociali, legali e persone in grado di informare i migranti dei loro diritti. All’interno della struttura non esiste un presidio sanitario. L’Arci ha avanzato delle proposte per superare questa situazione. 1. Porre fine alla logica degli interventi emergenziali progettando un sistema di accoglienza.

2. Istituire, con regolare bando di gara, un centro di Primo Soccorso e Accoglienza in cui la permanenza massima sia di 48 ore. 3. Privilegiare forme di accoglienza diffusa e decentrata, con la creazione di centri di piccole dimensioni. 4. Accogliere subito i minori nelle strutture destinate a loro, evitando situazioni di promiscuità con gli adulti, senza alcun tipo di servizio dedicato. Nessun minore deve essere ospitato nel Centro Umberto I. Possibili strutture alternative sono già state indicate. 5. La spesa - che non può ricadere solo sui sindaci - dev’essere sostenuta da adeguate risorse statali, gestite d’accordo con ANCI, Regioni e Terzo Settore, mettendo al centro il superiore interesse del minore. 6. Snellire le procedure di tutela. 7. Incentivare l’affidamento a famiglie anziché il ricovero in strutture, perché più economico e qualitativamente migliore. 8. Per i minori richiedenti asilo deve essere accelerata la procedura di inserimento nei centri SPRAR e comunque in luoghi idonei alla loro accoglienza. 9. Deve essere rafforzato il sistema SPRAR nella quota dell’accoglienza destinata ai minori non accompagnati richiedenti asilo. Non si attenda il compimento del diciottesimo anno d’età per la domanda d’asilo. L’Arci è disponibile a mettere a disposizione competenze e passione affinché si realizzi a Siracusa un sistema di accoglienza virtuoso e solidale.


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cultura

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Nasce LIVE il network di musica dal vivo Arci Real, Mei e MArteLive per la prima volta in sinergia per promuovere i grandi eventi della musica dal vivo indipendente ed emergente Nasce LIVE, il network della musica dal vivo che mette in sinergia ArciReal (la rete di circoli Arci che propongono musica dal vivo), Mei-Meeting delle Etichette Indipendenti e MArteLive, tra i protagonisti della nuova scena indipendente ed emergente italiana, che da metà settembre a metà ottobre organizzeranno i tre eventi più rappresentativi del loro lavoro e più attesi dal pubblico, dagli artisti e dagli operatori del settore Dal 12 al 14 settembre torna a Mantova Viva il Live!, l’appuntamento nazionale della rete ArciReal. Quest’anno, oltre alla tradizionale sede del circolo Arci Tom, moltiplicherà le location, coinvolgendo altri circoli e ‘invadendo’ la città, dal centro alla periferia. Il programma prevede concerti, workshop, incontri, iniziative culturali. Sarà anche un’occasione di visibilità per l’intera rete Real, ormai una realtà consolidata del panorama musicale nazionale, forte di collaborazioni importanti con i principali attori del settore. Per informazioni www.arcireal.com Dal 27 al 29 settembre si terrà invece la terza edizione del MEI 2.0 di Faenza, realizzato

in collaborazione con la Rete dei Festival. La più grande vetrina per i giovani musicisti emergenti, nelle ultime due edizioni ha ospitato più di 600 band, 400 stand espositivi, 100 siti, blog e web radio, personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, 50 incontri e una Notte Bianca con un circuito di oltre trenta spazi di musica dal vivo. Tra gli artisti di quest’anno: Pierpaolo Capovilla, leader de Il Teatro degli Orrori, Cristiano Godano dei Marlene Kuntz, Peppe Voltarelli, Bandabardò, Shel Shapiro, Enrico Ruggeri,Almamegretta,GeneGnocchi,Omar Pedrini, Fabrizio Moro, Roberta Di Lorenzo e tanti altri. Per informazioni www.meiweb.it Infine, la Biennale MArteLive, il festivalconcorso nazionale diventato biennale nel 2012, le cui selezioni si tengono su tutto il territorio italiano. Le selezioni degli artisti in concorso, iniziate ad ottobre 2011, si concluderanno a settembre 2013, quando inizierà la fase finale della dodicesima edizione che si concluderà a ottobre. Nel mese di settembre si terranno le finali regionali o di macroarea

nella formula multiartistica che contraddistingue il festival; i vincitori delle singole finali approderanno alla finale nazionale che si terrà all’interno della Biennale MArteLive 2013 a Roma dal 15 al 20 ottobre. Per informazioni www.martelive.it

ArtLab2013 Si terrà a Lecce dal 24 al 28 settembre l’ottava edizione di ArtLab, l’appuntamento in cui la comunità professionale della cultura, le imprese, la società civile e le amministrazioni pubbliche si confrontano su territori, cultura e innovazione. Un’occasione di sviluppo, dialogo e condivisione irrunciabile per chi opera oggi nel mondo culturale. La partecipazione è gratuita. Iscrizioni e informazioni su artlab.fitzcarraldo.it

Alla Mostra di Venezia nessun incontro con i politici dopo i tagli alla cultura Il mondo del cinema, alla vigilia della Mostra di Venezia, protesta per i tagli al tax credit, tagli immotivati poiché per la copertura dei fondi allo spettacolo era stata introdotta una nuova accisa sulla benzina con questa finalità: un terzo destinato al tax credit e due terzi alle missioni all’estero. Il dubbio è che l’accisa abbia semplicemente cambiato rotta, e sia servita per sostenere la nautica di lusso. La Mostra di Venezia è sempre stata una passerella di politici e notabili - evitati dagli appassionati di cinema - che nel corso del ventennio hanno contribuito assiduamente ad abbattere la cultura in Italia. Lo sfacelo continua anche ora, lo provano i fatti, ed è per questo che all’annuncio che il ministro ai Beni Culturali Massimo Bray avrebbe indetto a Venezia un’assise «per parlare» di cinema, tutte le associazioni dello spettacolo hanno dichiarato compatte che non parteciperanno ad alcun convegno veneziano, e che anzi «ritireranno immediatamente i propri

rappresentanti dai tavoli preparatori degli Stati Generali, riterranno sgradita la presenza di chiunque del Governo voglia presenziare a manifestazioni veneziane, annunciando fin d’ora di uscire dalle sale di proiezione se questo accadesse, metteranno in campo da oggi le iniziative di lotta e mobilitazione più utili, efficaci, eclatanti, per far capire ai cittadini come l’Italia sarà più povera senza il proprio cinema». Anche Lidia Ravera, assessore alla cultura della Regione Lazio, ha portato la solidarietà sua e di Zingaretti ai lavoratori (un indotto considerevole soprattutto nel Lazio), agli imprenditori e agli autori, con la promessa di sostenere le loro lotte. «Mai più tagli alla cultura, se dovesse accadere mi dimetterei», aveva dichiarato solennemente Letta appena nominato premier: invece lo scontro si è acceso già poco dopo nel mese di luglio, quando il governo ha tagliato 45 milioni al tax credit dopo aver tagliato di 22 milioni il fondo unico dello spettacolo (il tax credit è il credito

d’imposta che prevede la possibilità di compensare debiti fiscali con il credito maturato a seguito di un investimento nel settore cinematografico). È intervenuto nei giorni scorsi contro queste decisioni Riccardo Tozzi, presidente dell’Anica, che allarga il pericolo anche a tutto l’indotto del turismo ed ha tenuto a ricordare che al contrario di quanto aveva dichiarato, «Letta sta facendo il più grosso taglio al cinema mai fatto dai governi precedenti». Il pericolo per il cinema, come per le altre industrie italiane, è quello della delocalizzazione, un fenomeno già abbondantemente utilizzato dalla televisione negli anni passati, che significa lasciare senza lavoro le maestranze in Italia. È una questione di cifre, ma più ancora uno scenario desolante: nel documento che le associazioni hanno presentato ai ministri erano contenute le richieste del settore: ripristino a 90 milioni per la dotazione del tax credit contro un taglio che ferma il 90% dei nostri film e blocca l’arrivo di produzioni estere.


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migranti

I dati del IX Rapporto Cnel sugli indici di integrazione degli immigrati in Italia Il IX Rapporto Cnel misura (attraverso 18 diversi indicatori statistici) sia il grado di attrattività che province e regioni esercitano sulla popolazione straniera in Italia, sia il potenziale di integrazione di ciascun territorio. Ed è questo l’indice più importante, il ‘potenziale di integrazione’, costruito su un insieme di fattori che riguardano l’inserimento sociale e occupazionale degli immigrati. Tra le regioni, il grado maggiore di attrattività (basato su numero di immigrati residenti, loro densità e stabilità) è della Lombardia, che supera di gran lunga Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Piemonte, Liguria. Tra le province, la massima attrattività spetta a Brescia che sorpassa Prato, perché molti cinesi stanno abbandonando l’area pratese dove avevano le loro attività imprenditoriali, spostandosi in altre zone del Paese. Secondo il Rapporto la regione a più alto potenziale di integrazione degli immigrati è oggi il Piemonte (nel 2009

era il Friuli Venezia Giulia), seguito da Emilia Romagna, Liguria, Friuli, Abruzzo, Marche. Ultime, Puglia e Calabria. Tra le province, in testa ci sono Macerata, Mantova, Imperia e Pistoia. Ultime, Crotone, Ragusa e Foggia. In generale, le condizioni di inserimento sociale e occupazionale sono più facili nei piccoli centri. Tutto il Nord Est - ad eccezione dell’Emilia Romagna – registra negli ultimi due anni una notevole contrazione del proprio potenziale di integrazione. E comunque, rispetto al 2009, il Rapporto denuncia come «in Italia le condizioni di inserimento sociale e lavorativo degli immigrati (come, del resto, degli italiani) hanno conosciuto un generale e diffuso peggioramento». «Per i figli degli immigrati si pone con urgenza il problema dell’acquisizione della cittadinanza, come ha riportato in evidenza la recente campagna L’Italia sono anch’io - sostiene Giorgio Alessandrini, consigliere del Cnel - alla

‘Ma che razza di discorsi’: l’università estiva su immigrazione e razzismo Una università estiva che parla di razzismo non è una novità. Razzismo, antirazzismo, immigrazione, multiculturalità, interculturalità sono anzi tra i temi che hanno generato più studi e convegni in Italia negli ultimi 20 anni. Da quando l’Italia si è accorta di essere diventata terra di immigrazione, oltre che di emigrazione, non si parla d’altro. Soltanto che in questi 20 anni poche cose sono cambiate. L’immigrato è rimasto solo oggetto di studio. Quasi mai protagonista delle riflessioni o nei dibattiti. La novità di questa università estiva è il fatto che tutti i docenti sono di origine immigrata. Quindi immigrazione e razzismo, oltre ad averli studiati,li hanno vissuti sulla propria pelle. Un laboratorio di formazione antirazzista, progettato e condotto da soggetti al cui profilo professionale si coniuga un’elaborazione del/sul razzismo che parte anche dal proprio vissuto. Il razzismo va contrastato con molteplici strumenti, compresi quello della formazione, la creazione di spazi di discussione, confronto e scambio di conoscenze ed esperienze. L’università estiva sarà dunque un luogo di formazione per supportare le azioni sociali, politiche, culturali,

educative e didattiche dei/delle partecipanti. Strumenti per coadiuvare le iniziative di opposizione e resistenza alle ideologie e alle pratiche quotidiane impregnate da razzismo. Promossa dalla neonata associazione nazionale Prendiamo la Parola, costituita da persone immigrate e di origine straniera e sostenuta da vari enti pubblici e privati, l’università estiva Ma che razza di discorsi! è aperta a partecipanti di ogni età, nazionalità, provenienza, livello di istruzione, interessati ad affrontare e contrastare le diverse forme di discriminazione, razzismo e xenofobia. Proposta formativa rivolta in particolare a insegnanti, educatori ed educatrici, avvocati, giornalisti e giornaliste, operatori e operatrici di associazioni, mediatori e mediatrici, operatori e operatrici sindacali, funzionari di uffici pubblici che si occupano di immigrazione, referenti dei centri interculturali e anche operatori e operatrici nell’ambito della salute. Si svolgerà a Firenze dal 21 al 25 agosto e avrà carattere residenziale. Per informazioni e iscrizioni http://prendiamolaparola. org/2013/07/10/universita-estiva2125-agosto-2013/

luce delle esigenze di riconoscimento e di partecipazione delle seconde generazioni, ormai numerose in Italia. È dunque sempre più auspicata la riforma dell’attuale legge sulla cittadinanza e l’introduzione dello ius soli. Se cittadinanza significa partecipazione e pari dignità, sono evidenti i limiti che si riscontrano, sotto questo aspetto, a livello sociale ed economico: basti pensare che per gli immigrati le retribuzioni, come pure le condizioni generali di lavoro, sono ancora molto più basse rispetto a quelle degli italiani». Il Rapporto critica anche un’Italia «ancora troppo preoccupata solo di difendersi dai cosiddetti clandestini (categoria nella quale spesso vengono impropriamente inclusi anche i richiedenti asilo), finendo per rendere più complicata anche la vita di chi è entrato e si stabilito regolarmente nel paese, costringendoli a un’esistenza ‘a punti’ che li espone al rischio costante di perdere il diritto al soggiorno».

Tutelare i minori stranieri non accompagnati Continuano ad arrivare in Italia minori stranieri non accompagnati in cerca di protezione, costretti ad affrontare da soli la traversata in mare alla ricerca di condizioni di vita migliori. E in Italia si continua a non garantire loro i diritti riconosciuti. L’Arci denuncia il mancato rispetto dei requisiti previsti dalla normativa in materia di accoglienza e tutela dei minori stranieri non accompagnati e dei minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo. Chiediamo che, al fine di proteggere il supremo interesse del minore, vengano con urgenza prese queste misure: collocamento immediato, anche durante l’accertamento dell’età e la definizione del tutore, dei msna nelle strutture ad hoc e comunque mai in centri con più di 50 posti; il collocamento deve avvenire previo accordo con il Comune sul cui territorio si trova la comunità di accoglienza e la copertura delle spese deve essere sostenuta da adeguate risorse statali, gestite d’accordo con Anci, Regioni e Terzo Settore; ricorso agli affidi familiari tutorati e guidati; garanzia dell’accesso alla procedura di richiesta asilo e rafforzamento del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) prevedendo un numero di posti in accoglienza per i msnara adeguato alle esigenze.


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economiasociale

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All’Expo 2015 il padiglione della società civile di Emanuele Patti

Nutrire il pianeta energie per la vita, è lo slogan\mission che ha accompagnato tutto il percorso della candidatura di Milano per ospitare l’Expo 2015 ed ora quello della sua concreta organizzazione. È stato da subito ovvio per tutti che si trattava dei temi per i quali una vasta porzione del mondo del Terzo Settore, italiano e non, ha combattuto grandi battaglie sociali e culturali per quell’altro mondo possibile, più attento al futuro del nostro Pianeta, le sue risorse, l’ambiente, l’alimentazione, la lotta alle povertà. E comunque la si pensasse rispetto all’organizzazione e all’utilità di queste esposizioni planetarie, era palese che per la prima volta in un dossier di candidatura si metteva al centro il ruolo delle organizzazioni di terzo settore. Addirittura ipotizzandone un padiglione tra quelli delle varie nazioni aderenti. A tutti è sembrato importante mettere in sicurezza ed in autonomia da subito alcuni temi che in questi anni hanno visto le nostre organizzazioni protagoniste nella costruzione del movimento dei movimenti, all’inizio del secolo nuovo, con Porto Alegre e i primi forum sociali,

l’agenda di Genova 2001, con le sue tragiche conseguenze, il Social Forum europeo di Firenze del 2002, fino al Forum Mondiale di quest’anno a Tunisi. Impossibile pensare che tutto questo potesse trovare nell’Expo altri soggetti che raccontassero cosa è stato fatto, e si sta facendo, in tutto il mondo su questi temi. L’economia sociale di territorio, i beni comuni come l’acqua e l’energia, che in Italia hanno segnato fortemente l’opinione pubblica con il grande risultato dei referendum, gli stili di vita consapevoli, l’agricoltura, i gruppi di acquisto solidale, le lotte del lavoro e per il diritto al lavoro, i diritti di cittadinanza, sono tutte battaglie da intestare all’associazionismo e alla cooperazione non profit che vede, ad esempio nei Forum del Terzo Settore, suggellato un patto e una visione comune, nonostante le culture differenti e ci fa ritrovare insieme nella difesa dei valori del volontariato, della cittadinanza attiva di promozione sociale e della cooperazione. Ed è per questo che, su input del Forum Terzo Settore Lombardia, si è deciso di cogliere una sfida diffici-

le, e cioè quella di provare a realizzare il padiglione della società civile. Costituendo la Fondazione Triulza (dal nome della Cascina che sarà il quartier generale della società civile, nel sito Expo) circa una trentina di organizzazioni nazionali e lombarde provano a sfidare Expo e il mondo intero che verrà al confronto su questi temi dal nostro particolarissimo punto di vista, se paragonato a quello degli Stati nazionali. Infatti, come si legge nello Statuto: «...La Fondazione Triulza nasce su iniziativa di organizzazioni operanti nel sociale, impegnate nella realizzazione di una società equa e di uno sviluppo umano sostenibile, nella difesa dei diritti umani e del patrimonio naturale, nella diffusione della cultura della pace e della cooperazione, nella promozione di modelli economici etici e inclusivi...» Sfide importanti e che si potranno portare a casa culturalmente solo se ci sarà un futuro anche oltre i sei mesi dell’esposizione mondiale, ma soprattutto se si sarà capaci di rendere popolare e fruibile tutto quello che bene è scritto nello Statuto. patti@arci.it

A Roma dal 6 all’8 settembre l’altra Cernobbio di Sbilanciamoci! Europa diseguale. Le alternative alla recessione e alle diseguaglianze. Si apre all’insegna della crisi europea l’undicesima edizione del forum di Sbilanciamoci L’impresa di un’economia diversa, in programma a Roma dal 6 all’8 settembre. Perchè se è vero che l’austerità ha fallito, allora la parola d’ordine non può che essere: rovesciare le politiche di austerità e ridare voce alle ragioni dell’uguaglianza per uscire dalla crisi e rifondare il progetto democratico a livello nazionale e continentale. Ma nel quinto anno dall’inizio della Grande Crisi anche l’analisi non è sufficiente e così ogni sessione tematica sarà accompagnata dall’elaborazione di proposte politiche alternative per rilanciare l’economia, creare nuovo lavoro, dare speranza ai giovani, assicurare diritti e solidarietà sociale. E mentre il gotha della politica e della finanza si ritroverà come ogni anno a Cernobbio, il Forum di Sbilanciamoci ha

scelto le Officine Zero (il 6 settembre) e il Teatro Valle occupato (il 7 e 8), due realtà che sperimentano concretamente nuove forme di socialità e di cooperazione dal basso. Cinque sono le sessioni in programma, a cui si aggiungono sei seminari tematici autogestiti. Nella prima sessione di venerdì 6 (dalle 15.30 alle 17.30) aprirà il Forum la domanda: Quale modello redistributivo in Europa e in Italia? e a discuterne saranno Felice Roberto Pizzuti, Anna Maria Simonazzi, Angelo Marano e Monica Di Sisto, moderati da Roberta Carlini. La seconda sessione avrà al centro il tema di come finanziare una nuova economia che crei lavoro e che sia sostenibile e più equa: il dibattito, moderato da Andrea Baranes, si svilupperà a partire dalle relazioni di Vincenzo Comito, Marco Bersani, Giulio Tagliavini e Tonino Perna. Sabato 7 settembre, dalle 14,30 alle

16,30, ci sarà la terza sessione sul tema Riconversione ecologica come occasione di redistribuzione: pace, ambiente, cooperazione: coordinano Maurizio Gubbiotti e Martina Pignatti, e intervengono Mauro Palma, Raffaele K. Salinari, Massimo Paolicelli, Anna Donati e Guido Viale. La quarta sessione di sabato (dalle 17 alle 19), coordinata da Federico Del Giudice e Grazia Naletto, avrà al centro il tema Lavoro, welfare e conoscenza: come combattere le diseguaglianze sociali. Ne discuteranno Linda Laura Sabbadini, Francesco Garibaldo, Chiara Saraceno, Claudio Gnesutta, Andrea Ranieri. Domenica 8, concluderà il Forum la tavola rotonda sulle proposte di Sbilanciamoci per cambiare la rotta d’Italia e d’Europa. Partecipano: Andrea Baranes, Mireille Bruyère, Trevor Evans, Stefano Lenzi, Elena Monticelli, Grazia Naletto, Licio Palazzini, Mario Pianta, Carlo Testini e Riccardo Troisi.


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esteri

L’Italia riprenda relazioni diplomatiche dirette coi leader politici di Hezbollah di Silvia Stilli direttrice Arcs

Arci è da sempre vicina alla popolazione libanese, che vive in una situazione di conflitto civile permanente dalla fine degli anni ‘70, in quello che Robert Fisk chiama Il martirio di una nazione. La crisi siriana ha riaperto antiche piaghe, perchè proprio Israele e Siria hanno più volte violato i confini, occupato e colpito il Libano, ieri e oggi drammaticamente ‘invaso’ da profughi in fuga o cacciati da questi due Paesi. La secolarizzazione del potere di clan familiari che si fronteggiano per interessi contrastanti e per orientamenti religiosi nel Paese dei Cedri non è in sé una questione di politica interna, è legata alle dinamiche, agli equilibri e alleanze nella Regione. Subito dopo la fine del conflitto israelo-palestinese dell’estate 2006, l’Italia si è mobilitata per far fronte all’emergenza post guerra in Libano, ha accettato la sfida complicata e rischiosa, non solo politicamente, del comando UNIFIL nel Sud del Paese. Ma soprattutto ha sostenuto e anche promosso l’azione congiunta di ong, società civile, enti locali e regioni, università, aziende ospedaliere e settore privato per la ricostruzione materiale e sociale del Libano. Da allora, per 4 anni, la popolazione libanese, di qualunque estrazione sociale, orientamento politico e religioso, da Tripoli alla Bequaa, da Beirut al Monte Libano, da Sidone all’estremo Sud controllato da Hezbollah, ha incontrato professionisti, cooperanti, amministratori locali italiani. E tanti giovani volontari che hanno trascorso alcuni periodi dell’anno con i ragazzi nei campi palestinesi, tra le bambine e i bambini sciiti lavoratori, con i giovani isolati dal resto del Paese nelle zone di confine. L’Arci, dal 2002, ha realizzato con continuità iniziative e progetti di solidarietà, cooperazione e volontariato internazionale con partner delle comunità locali in tutte le aree del Libano. Arci Toscana è oggi impegnata in un programma di formazione e sviluppo locale con fondi europei in alcune municipalità governate da esponenti Hezbollah. L’Arcs, ong dell’Arci, nell’ultimo anno ha realizzato iniziative umanitarie per profughi siriani, donne e giovani in particolare, nella Valle della Beqaa, in accordo con

istituzioni legate al movimento Hezbollah. Nei giorni scorsi il nostro Governo ha sottoscritto insieme ai Ministri degli Esteri europei una delibera che definisce ‘terrorista’ l’ala armata di Hezbollah. Questo impedisce ai militari dell’esercito di ‘resistenza’ di entrare nei Paesi Ue e comporta il congelamento dei soldi depositati nelle banche europee. Si tratta di una scelta politica diversa da quella dei Governi statunitense e inglese, che mettono sullo stesso piano militari e politici Hezbollah, ma incrina di fatto le relazioni, fino ad oggi importanti, tra le istituzioni di

Bruxelles e i leader del movimento di resistenza del Sud del Libano, con cui erano stati mantenuti dialogo aperto e anche aiuto diretto per evitare riprese cruente di conflitto civile e verso Israele. Se pure la Ministra degli Esteri Emma Bonino dichiara che «il dialogo con Hezbollah deve continuare per non indebolire ulteriormente il Paese», l’Arci esprime preoccupazione per le conseguenze della decisione europea, sottoscritta anche dall’Italia. Ci sono cooperanti, volontari, professionisti italiani che stanno lavorando in progetti soprattutto sostenuti da fondi della cooperazione internazionale italiana ed europea e attivi con le Agenzie Internazionali nell’aiuto ai profughi siriani nelle zone controllate dalle forze politiche e militari del movimento Hezbollah. Alcuni comitati dell’Arci e la sua ong Arcs hanno in Libano operatori attivi nei progetti, che diventano fortemente esposti dopo la sottoscrizione della dichiarazione europea, laddove per ritorsione possa evidenziarsi qualche isolata posizione estremistica: fino ad oggi questo tipo di deriva terroristica è stata controllata dal movimento Hezbollah,

che ne ha anche pagato le conseguenze con l’ultimo attentato di Beirut Sud. Condannare l’uso delle armi e della violenza per la soluzione dei conflitti è determinante, è quanto devono perseguire le diplomazie: in questo caso, però, si è usata l’accusa di ‘terrorista’ per un esercito di movimento che, se pure è lecito sia indotto a deporre le armi, non è dimostrato che abbia agito in tal senso. La scelta dei ministri degli esteri europei è dunque intempestiva e destabilizzante per il Libano, dove rischiano così di radicalizzarsi posizioni interne in un contesto regionale di crisi. Sulla vicenda siriana l’Europa tarda a definire posizioni chiare e a tradurle in atti concreti, soprattutto in termini di azione per la difesa dei diritti umani e di aiuto umanitario. L’Europa a livello internazionale deve autorevolmente porre la questione del diritto alla democrazia e alla vita per le vittime del conflitto civile in Siria, con la condanna decisa ad ogni sostegno armato esterno e l’attenzione a mantenere un dialogo aperto per la stabilità e la collaborazione dei Paesi al confine, quindi in primo luogo il Libano. L’Italia ha le credenziali e il curriculum storico per essere protagonista in Europa di questo processo, perchè nelle crisi in Medio Oriente si è sempre attivata in tal senso. La firma della delibera europea certo non aiuterà a fare passi in avanti rispetto alla mission dell’UNIFIL nei tempi stabiliti, col rischio di portare la popolazione dei Municipi Hezbollah a vedere la ‘missione di pace’ da oggi come un’occupazione illegittima di controllo del territorio, con conseguenti peggioramenti nelle relazioni con l’Italia, Paese maggiormente esposto. L’Arci chiede al Governo italiano di riprendere con convinzione relazioni diplomatiche dirette con i leader politici del movimento Hezbollah, in termini di riaffermazione effettiva del sostegno alla ricostruzione e alla pacificazione del territorio e di valorizzazione del percorso di cooperazione e solidarietà che sta portando avanti la sua società civile, a partire dalle ong e dalle associazioni di volontariato presenti nel Paese.


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esteri

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Tunisia, la rivoluzione continua Intervista di Giuliana Sgrena a Basma Khalfaoui Flavio Mongelli e Luigi Lusenti hanno incontrato nei giorni scorsi a Milano Basma Khalfaoui, dirigente del Fronte popolare tunisino, moglie di Chokri Belaid, assassinato in febbraio a Tunisi. Nel corso dell’incontro, Basma ha raccontato della forte preoccupazione dei democratici-progressisti per l’offensiva in atto contro di loro e contro i laici in generale, per l’aumento della repressione e del ricorso alla violenza politica spesso connivente con lo Stato. Hanno dato vita alla Fondazione Chokri, contro la violenza, quella politica in particolare, ma non solo. Basma ha militato nel Rassemblement delle donne democratiche e ritiene importante il ruolo delle associazioni. Chiede all’Arci un aiuto sul piano formativo alla nascente associazione. È stato quindi previsto un nuovo incontro in Tunisia, probabilmente a settembre. Basma ha anche chiesto di manifestare sostegno e solidarietà contro la violenza politica, aiutandoli a fare lobby su ciò, coinvolgendo anche la Remdh. Di seguito l’intervista di Giuliana Sgrena a Basma. «Quanto sta accadendo in Egitto alimenta la nostre speranze e potrebbe avere una influenza sulla Tunisia, perché il nemico comune sono i Fratelli musulmani». È l’opinione di Basma Khalfaoui, avvocata e moglie di Chokri Balaid, il leader del Fronte popolare tunisino assassinato il 6 febbraio scorso. Da sempre militante della sinistra e del movimento delle donne, dopo l’assassinio del marito è diventata l’icona della Tunisia che si batte per l’affermazione dei valori della rivoluzione contro il progetto teocratico di Ennahdha, il partito islamista al potere. In Egitto i militari hanno preso il potere contro un presidente che era stato eletto più o meno democraticamente e per questo molti lo considerano un golpe. «Quello avvenuto in Egitto non è un golpe, è la continuazione della rivoluzione. La legittimazione non proviene solo dalle elezioni, ma dal governare con l’accordo della maggioranza della popolazione. Quando è la maggioranza che contesta, e in Egitto era la maggioranza dei tamarot (i sostenitori della petizione contro Morsi) che contestava l’operato del governo, non vi è più le-

gittimità. Altrimenti anche la dittatura poteva essere considerata legittimata da elezioni. Per noi del Fronte popolare la legittimità è rappresentata dal buon governo». Lei spera che via sia un effetto Egitto sulla Tunisia, il Fronte popolare ha rapporti con l’esercito tunisino? «Due settimane fa il capo di stato maggiore generale Rachid Ammari ha presentato le sue dimissioni durante un dibattito televisivo, sostenendo che il governo non ha più legittimità dopo il 6 febbraio (la data dell’assassinio di Belaid). Durante la rivoluzione ci sono stati buoni rapporti tra i partiti che ora fanno parte del Fronte popolare e l’esercito che ha avuto un ruolo positivo. Per noi i rapporti con l’esercito sono rapporti istituzionali, come li abbiamo con il ministro dell’interno. Certo, se saranno confermate le voci secondo le quali il nuovo capo di stato maggiore sarà un uomo vicino a Ennahdha, non sarà più possibile mantenere questi rapporti». Lei ha avuto un incontro con il nuovo ministro dell’interno, ci sono novità sull’assassinio di Chokri? «Dopo tre mesi, senza che fosse trovata traccia degli assassini, ho costituito un comitato nazionale per la ricerca della verità (Irva) e il 12 luglio ho avuto un incontro con il ministro Lofti Ben Jeddou che mi ha confermato il nulla di fatto». Però lei rimprovera anche e soprattutto al vecchio governo di non aver protetto Chokri, che aveva ricevuto minacce... «Chokri riceveva molte minacce e aveva chiesto alle autorità di indagare, in risposta era stato attaccato dall’allora ministro degli interni che l’aveva definito un uomo che turbava l’ordine pubblico. Era minacciato anche dagli imam che lo consideravano un miscredente. Così è stato assassinato e il ministro che non si è mai assunto la responsabilità dell’accaduto è stato nominato premier del nuovo governo». Ma l’assassinio ha creato una forte reazione nel paese, che ha fatto sì che il progetto di Chokri - creare un nuovo partito della sinistra, il Fronte popolare - continui. «L’assassinio ha determinato una re-

azione popolare spontanea in tutto il paese, ai suoi funerali hanno partecipato 1 milione e mezzo di tunisini. Questa forte reazione dimostra la volontà di impedire che si affermi il terrorismo sul modello algerino. Dopo l’assassinio Ennahdha aveva promesso un governo di tecnici, ma il partito si è spaccato e non ha mantenuto la promessa. Però è positivo che ci sia stata una nuova rivolta che ha portato democratici e progressisti ad aderire al Fronte popolare. Ora stiamo preparando tre mobilitazioni importanti: il 25 luglio, in occasione della festa della repubblica, il 6 agosto, a sei mesi dall’assassinio, per chiedere la verità sulla morte di Chokri e il 13 agosto in occasione della festa della donna. Molte donne l’hanno festeggiata l’8 marzo, ma noi vogliamo mantenere questo elemento di identità». Secondo i sondaggi, se vi fossero oggi elezioni in Tunisia, Ennahdha non sarebbe più il primo partito, in testa vi sarebbe Nidaa Tounes (nuovo partito formato dall’ex premier della transizione Beji Caid Essebsi con ex-ministri, esponenti liberali e della sinistra). Nidaa Tounes e il Fronte popolare potrebbe costituire l’alternativa al governo islamista. È possibile questa alleanza? «Un’alleanza elettorale per formare un governo democratico è possibile: le differenze tra noi e Nidaa Tounes riguardano il programma economico e sociale, ma da Ennahdha oltre al programma ci divide il progetto di società. Il Fronte popolare sostiene la separazione tra politica e religione, noi non siamo contro l’islam ma la religione deve essere una questione personale. Potrebbe quindi esistere una alternativa elettorale agli islamisti ma non è ancora stata fissata la data delle elezioni e soprattutto non è stata ancora varata la costituzione, né c’è una data per la sua presentazione. E ci sono problemi tutti i giorni. Insieme a Nidaa Tounes potremo fare pressione. Alcuni partiti chiedono lo scioglimento della costituente e la sua sostituzione con una commissione tecnica che arrivi in un mese a una proposta di costituzione, per poter poi avere elezioni a marzo con un nuovo governo (il sindacato Ugtt sta promuovendo un dialogo per la formazione di un governo di salvezza nazionale)».


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ambiente

L’acqua nel mirino di Marco Bersani Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Troppo indizi vanno nella direzione di un nuovo attacco al movimento per l’acqua e alla vittoria referendaria. Si tratta di episodi territorialmente specifici, ma che insieme assumono un’importante rilevanza nazionale perchè segnalano un mutamento di clima e preparano un autunno in cui lo scontro sarà diretto e completo. Se fino a poco tempo fa, l’incertezza di un quadro politico fondato sul più grande inciucio a minimo consenso che si sia mai realizzato (l’accordo Dc-Pci a metà anni ‘70 il consenso ce l’aveva eccome) sembrava aprire una pluralità di brecce che a livello locale facevano avanzare con una certa consistenza i processi di ripubblicizzazione territoriale dell’acqua, sembra ora iniziata una fase diversa. I segnali sono tanti: da Pistoia che caccia l’assessore che più si era spesa per la ripubblicizzazione a Torino, dove ogni segnale di apertura di un percorso sta per essere celermente chiuso; dalla messa nell’angolo della legge d’iniziativa popolare in Sicilia all’arretramento del percorso in Romagna Acque; fino al recentissimo diretto attacco della

Regione Campania alla ripubblicizzazione nella città di Napoli. Sono tutti segnali che, accompagnati dalla stizza che ormai caratterizza ogni dichiarazione pubblica di Federutility e dalla protervia con cui l’Aeeg procede senza riflettere sul suo sostanziale fallimento, ci dicono che i poteri forti hanno tirato fuori le unghie e vogliono chiudere definitivamente l’anomalia della vittoria referendaria (come chiedono da tempo la

Commissione Ue, il Fondo Monetario, la Deutsche Bank etc.). La mia impressione è che il governo ‘a larghe intese e a consenso zero’ si stia sempre più connotando come governo costituente (come in parte lo fu

No Muos, continua la mobilitazione Dopo la marcia indietro del presidente della Regione Sicilia Crocetta, continuano le mobilitazioni dei comitati No Muos. A Niscemi è stata occupata l’aula del Consiglio comunale a conclusione di una seduta del consiglio straordinario in cui erano state richieste inutilmente le dimissioni della giunta e dei consiglieri come atto di protesta contro i governi nazionale e regionale. Intanto una delegazione dei comitati, a Palermo per il pronunciamento della Cga (Consiglio giustizia amministrativa), ha dapprima organizzato un sit in sotto le finestre della Regione e poi ha tenuto una conferenza stampa con gli avvocati Nello Papandrea e Paola Ottaviano. «Senza il parere positivo della sovrintendenza della Provincia di Caltanissetta – chiariscono i legali - i lavori non dovrebbero ripartire». Pur tenuto conto dei gravi vizi contenuti nella revoca, ancora è presto per decidere su una eventuale impugnativa contro questo ultimo provvedimento della

Regione. «In ogni caso - sottolineano resta pendente il ricorso in primo grado davanti al Tar di Palermo, proposto nel 2011 del Comune di Niscemi». Per Papandrea, tuttavia, nella relazione dell’Istituto superiore di Sanità, in base alla quale la Regione ha di fatto sbloccato i lavori, erano presenti «elementi di preoccupazione che emergevano chiaramente e che andavano tenuti in considerazione per mantenere il principio di precauzione. Sbaglia la Regione nel sostenere che quel principio non va più applicato». Davanti al giudice amministrativo, i legali No Muos e di Legambiente hanno poi denunciato che l’autorizzazione paesaggistica è scaduta il 18 giugno scorso. «La Marina statunitense non potrà riprendere i lavori all’interno della riserva naturale di Niscemi e sarà necessario avviare un nuovo iter autorizzativo. Un’eventuale prosecuzione delle opere sarebbe del tutto abusiva».

il già precedente governo Monti) e che le larghe intese possano davvero diventare il terreno strategico scelto dai poteri forti per il futuro di medio periodo. Credo resti solo il problema di una collocazione differente di Berlusconi (la vera incognita è la reazione psicologica del personaggio alle condanne) per poi poter esplicitare l’accordo politico di lungo corso. Oltre a potenziare la mobilitazione territoriale per respingere i nuovi attacchi e far avanzare la ripubblicizzazione, sono convinto che dovremo tenere tese le antenne su quello che arriverà dal Parlamento con la prossima Legge di stabilità: Confindustria - via Sole24ore - si è già schierata esplicitamente per l’inserimento delle aziende speciali (e le SpA a totale capitale pubblico) nel patto di stabilità interno. Non escluderei il tentativo - che a mio avviso faranno - di presentare ancora una volta una legge quadro organica sui servizi pubblici locali che provi a chiudere definitivamente la partita. A tutte e tutti noi il compito di dimostrargli che, ancora una volta, hanno fatto i conti senza l’oste.

Il film ‘Trashed’ per Rifiuti Zero La campagna Rifiuti Zero è entrata nell’ultima fase di raccolta firme. La proposta di legge di iniziativa popolare nasce con l’obiettivo di cambiare la legge nazionale in vigore per la gestione dei rifiuti, sulla base delle indicazioni votate nella recente Risoluzione del Parlamento Europeo che prevede la chiusura di inceneritori e discariche in Europa entro il 2020. Per rilanciare l’iniziativa, i promotori invitano le associazioni, i comitati, i gruppi civici aderenti alla campagna ad organizzare, in concomitanza con assemblee con tavoli di raccolta firme, proiezioni del film Trashed. Verso rifiuti zero di Candida Bray. Un film che è un feroce atto d’accusa nei confronti della grande economia mondiale, ma anche un forte incitamento alla lotta e al cambiamento, in nome di un mondo migliore. Jeremy Irons, protagonista del film, conduce attraverso i cinque continenti, mostrando quanto l’inquinamento dell’aria, della terra e degli oceani stia mettendo sempre più in pericolo non solo la salute, ma la stessa esistenza del genere umano. zerowastelazio@gmail.com


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festivalestivi

I Festival estivi targati Arci MAMA africa meeting Oltre 130 tra workshop e moduli formativi di danza, percussioni e canti tradizionali. Circa 400 pre-iscrizioni da tutta Europa. Quaranta docenti/artisti coadiuvati da una trentina di accompagnatori. E ancora: campeggio, mercatino, dibattiti, proiezioni, concerti, spazio bimbi, birreria, bar, ristorante con cucina locale e africana. È il Mama Africa Meeting, divenuta una delle principali kermesse europee sulle arti espressive e linguaggi dell’Africa dell’Ovest, che torna dal 29 luglio al 4 agosto nei boschi della Lunigiana. La base del Mama Africa 2013 si sposta, trasferendosi dal Parco del Donatore di Mulazzo al Parco Dancing il Nido a Selva di Filetto, borgo del Comune di Villafranca in Lunigiana (MS), ma rimane intatta la formula degli anni passati che vede la collaborazione con gli enti locali per l’uso di altre strutture dell’area per lo svolgimento delle attività formative. «Mama Africa – spiega Gianluca Mengozzi, presidente di Arci Toscana – è una manifestazione che cresce di anno in anno, sia come presenze, sia come qualità della proposta interculturale, e si pone uno dei più importanti eventi della regione sul fronte del dialogo e dell’incontro». Tra i corsi e laboratori ‘speciali’ (dedicati agli incroci di passato

e futuro delle culture tradizionali dell’Africa Occidentale) figurano quest’anno anche stage di danza sui balafon, danza afro jazz, teatro, teatro danza. Questa ottava edizione ha visto anche un’anteprima. Nel pomeriggio del 28 luglio, organizzatori e docenti hanno dato vita alla Mama Africa Parade, parata di benvenuto che partirà dal Parco Il Nido per arrivare al centro del borgo di Filetto. I temi al centro dei dibattiti saranno il contrasto delle mutilazioni genitali femminili, l’accoglienza dei rifugiati, le questioni legate alla crisi economica e al debito degli Stati sovrani. Ogni giornata sarà chiusa dal cartellone dei concerti sul main stage all’interno del Parco Il Nido. Quest’anno in primo piano ci saranno gli stessi docenti, tutti musicisti e artisti conosciuti nell’ambito della scena europea filoafricana: Sidiki Camara e Kalifa Kone Duo, Naby Camara, Reggae Ouattara. E ancora tanto spazio per i più piccoli. Anche quest’anno, sarà attivo il villaggio di Benteremà in cui bambine e bambini potranno giocare, trovare animazioni e partecipare a laboratori di danza e percussioni. L’ingresso agli eventi è gratuito. www.mamaafrica.it

back to the future Giunto alla sua VII edizione, il Festival Arthing, organizzato dall’associazione culturale Pensiero Attivo, in collaborazione con il Linea Gotica circolo Arci, la Provincia di Matera e il Comune di Ferrandina quest’anno si proietta direttamente nel futuro. Back to the Future è infatti il tema dell’edizione 2013 che permetterà di rivalutare l’esperienza della tradizione che ci lega alle nostre origini in chiave post-contemporanea. Tanti i momenti di scambio e condivisione creativi, dal laboratorio per bambini condotto dall’associazione Torri Umane d’Irsina, che insegnerà ai più piccoli il classico Pizzicantò alla mini RadioAttiva, esperienza di successo della scorsa edizione dedicata alle giovani generazioni emergenti pronte a cimentarsi come spreaker radiofonici; dall’incontro con il mondo della lettura e della letteratura

con il Maestro Antonio La Cava e il suo Bibliomotocarro alla mostra fotografica Dopolavoro/Nero della fotoreporter Martina Leo sulle condizione dei migranti a Boreano, reportage commissionato dalla Provincia di Potenza e Arci Basilicata; dallo Slow aperitive con degustazione guidata dei prodotti locali fino al concertone finale con Cisco Bellotti (ex Modena City Ramblers), in tour con il suo Indietro popolo. Durante la serata sarà possibile anche partecipare al digital photo contest I(n) stanti per il 2019, ideato da Pensiero Attivo a supporto della Candidatura di Matera a capitale europea della Cultura per il 2019, che conta già più di mille scatti e l’appoggio del Blues in town di Policoro! Appuntamento il 20 agosto, a partire dalle 18, presso il Chiostro del monastero di San Domenico a Ferrandina (Matera). fb Linea Gotica Circolo Arci

Elmo incontra il mondo Ritorna, nel cuore della Maremma toscana, l’XI edizione del festival Elmo incontra il mondo, un appuntamento che propone, dopo il successo dei precedenti anni, una programmazione ricca di concerti e spettacoli. Si va dalla musica popolare latinoamericana dei Yukabrava, che aprono il

festival, al rock d’autore dei Tribù Sinestesia. Ad accompagnare le notti di Elmo incontra il mondo, le pizziche e le tarantelle dei Maremma strega pizzica band e le alchimie sonore degli Areamag, ai quali è stato assegnato prorio in questi giorni il Premio Amnesty Italia Emergenti. L’ultima serata vede la presenza di band locali di qualità: Ilunam dog senza ritegno alcuni e Grego dj & Voice Lilith. L’evento, promosso da Arci Veltha, si svolge dall’11 al 15 agosto ad Elmo (GR), piccolo centro a poca distanza dai più noti Sorano, Sovana e Pitigliano, nella splendida cornice naturale del Parco Archeologico della Città del Tufo. veltha@tiscalinet.it


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giovani

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Sul monte Arci il campo per i giovani Quattro giorni di dibattito e approfondimento con laboratori, gruppi di lavoro e tavole rotonde di Franco Uda presidente Arci Sardegna

Da diversi anni a questa parte i campi giovanili sono diventati un investimento per tutta l’Arci. L’enorme successo che raccolgono i campi antimafia nei quali oltre 800 giovani ogni anno trascorrono 10 giorni delle loro vacanze nelle campagne di Corleone o della Calabria confiscate alla criminalità organizzata contribuendo così alla diffusione di una consapevolezza di legalità democratica; la grande partecipazione ai campi di lavoro e conoscenza all’estero (quest’anno in Mozambico, Rwanda, Tunisia, Palestina, Giordania, Cuba, Brasile), realizzati in partenariato con le associazioni locali; la recente esperienza dei campi estivi per i giovani sui temi dell’associazionismo, della cittadinanza, della partecipazione e della memoria (Summer Skill). Il campo che si vuole realizzare quest’anno per la prima volta in Sardegna nasce dalle considerazioni ed esperienze sopra esposte coniugate con un aspetto incidentale, apparentemente marginale, ma che assume una forte valenza simbolica: al centro della nostra Isola c’è un monte che porta lo stesso nome della nostra associazione. Inoltre, e per niente marginalmente, si tratta di uno dei territori più affascinanti della Sardegna, che concentra bellezza naturalistica con patrimonio storico-culturale. Il progetto dell’Arci Sardegna mira quindi a inserire la regione sarda nel più vasto ambito nazionale dell’organizzazione di campi rivolti prevalentemente alle giovani generazioni come strumento di conoscenza e sperimentazione di pratiche partecipative. Nella fattispecie il campo estivo sul Monte Arci vuole essere un’opportunità per i giovani sardi di approfondimento di tematiche che trovano un riscontro nell’attualità e nel dibattito culturale e sociale di tutti

i giorni come la cittadinanza attiva, il rispetto e la tutela dell’ambiente e del territorio, le discriminazioni e le ingiustizie sociali, i diritti civili, la memoria e la testimonianza, l’associazionismo e la democrazia. Questi temi saranno trattati, nel corso dei quattro giorni del campo, attraverso la pratica dei laboratori e dei gruppi di lavoro, di tavole rotonde di approfondimento, di momenti seminariali ad hoc, che scandiranno il programma in tutto il suo svolgersi: un laboratorio sulla gestione nonviolenta dei conflitti, sull’associazionismo, sulla scoperta e valorizzazione dei prodotti enogastronomici e artigianali del territorio. In particolare si svolgeranno 4 laboratori sull’associazionismo e la cittadinanza attiva, sulla gestione nonviolenta dei conflitti, sulla legalità democratica e l’antimafia sociale, sulla pratica della fotografia. Alla fine di ogni giornata saranno svolte delle tavole rotonde sull’ambiente e gli stili di vita (Il territorio come luogo di rinascita delle comunità e di democrazia partecipata), sui temi globali (Diritti, migrazioni e coopera-

zione), sul carcere e i diritti civili (Figli della società). Le peculiarità del Monte Arci ci consentiranno inoltre di prevedere dei percorsi: il percorso archeologico con la visita al Museo dell’ossidiana, il percorso naturalistico con una escursione sui sentieri del Monte e un percorso della memoria ad Ales con la visita alla casa natale di Antonio Gramsci e alla biblioteca gramsciana dove potremo vedere l’atto di nascita del grande intellettuale sardo datato 22 gennaio 1891 nella stessa Ales. Inoltre vorremmo che questa diventasse un’occasione di promozione del territorio e delle sue risorse con la scoperta ed esplorazione dei sentieri naturalistici e archeologici del Monte Arci, contribuendo anche alla manutenzione e alla messa in opera di piccole iniziative che potranno essere concordate con le istituzioni e gli Enti Locali del territorio. Intendiamo fare ciò con il coinvolgimento delle comunità locali, delle Amministrazioni pubbliche, delle istituzioni culturali e di qualsivoglia genere che possano produrre un rafforzamento del partenariato e degli obbiettivi generali del progetto. Intendiamo inoltre mettere in comune le attività culturali collaterali che saranno parte integrante del programma del campo come la musica, con un concerto dal vivo; il cinema, con la proiezione dell’ultimo film di Peter Marcias Dimmi che destino avrò, sul tema delle relazioni interculturali; una serata, curata dal Responsabile scientifico del Planetario di Cagliari dell’Unione Sarda, sulla scoperta e conoscenza delle costellazioni e della volta celeste attraverso una vera e propria lezione di astronomia da svolgersi sul Monte Arci con l’ausilio di telescopi e di altre strumentazioni tecnologiche. Per informazioni e iscrizioni: sardegna@arci.it


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L’importanza di essere piccoli

Con l’Arci SassiScritti poesia e musica nei borghi dell’Appennino bolognese La rassegna L’importanza di essere piccoli, giunta alla sua terza edizione (4-9 agosto), organizzata dal circolo Arci SassiScritti di Porretta Terme (Bo) con la direzione artistica di Azzurra D’Agostino e Daria Balducelli, realizzata con il contributo di Arci Bologna, Regione Emilia Romagna, Fondazione del Monte e Provincia di Bologna Distretti Culturali, ha avuto nell’ultimo anno un sensibile incremento dei Comuni che aderiscono al progetto. Ad arricchire la ‘geografia poetica’ dei luoghi che accoglieranno gli incontri e i concerti si sono aggiunti il comune di Vergato e il suo pittoresco Suzzano, Grizzana Morandi con La Scola, il Parco dei Laghi di Suviana e Brasimone con il Poranceto, un bosco di alberi secolari, e Granaglione con il parco fluviale di di Molino del Pallone. Il fiorire di nuove adesioni è un dato positivo se si considera che alla base della rassegna c’è lo spirito di condivisione, valore che l’inverno scorso ha permesso all’associazione SassiScritti di essere selezionata al premio nazionale cheFare (www.che-fare.com) con il progetto Custodi. Manuela Dago, Franca Mancinelli, Francesca Matteoni, Marco Simonelli con Bart La Falaise e Federico Frascarelli (sei giovani artisti per un’anteprima che sia uno spazio per le voci nuove), Colapesce e Stefano Dal Bianco, Anna Maria Carpi e Giangrande, Cesare Basile e Ida Travi, Pino Marino e Antonella Anedda, Umberto Maria Giardini e Milo De Angelis si incontreranno per la

prima volta in questi giorni, il cantautore ascolterà il poeta e viceversa, incontri e scambi preziosi che trasfigureranno ed esalteranno gli scorci più belli e sconosciuti dell’Appennino. Il borgo de La Scola arroccato attorno alle sue torri e ai suoi due oratori risalenti al 1300; il Poranceto - un fiabesco bosco di castagni secolari; il parco fluviale del greto del Reno che solca la valle del Molino del Pallone; gli ampi panorami che abbracciano Suzzano; la bellezza domestica di Massovrana di Badi e la dolcezza dei declivi di Capugnano. I luoghi che daranno asilo alla rassegna sono i protagonisti, come gli artisti e i loro abitanti, di un evento che accade una volta all’anno ma che porta con sé il lavoro dei mesi precedenti, fatto di incontri, di laboratori, di pensieri condivisi davanti al fuoco, la lenta e paziente creazione di una comunità sensibile all’incontro con lo ‘straniero’, un appuntamento vissuto gioiosamente dagli abitanti stessi che accolgono i visitatori in un vero e proprio ‘ricevimento’ culturale aperto a tutti. I buffet con prodotti locali saranno infatti preparati dalle pro loco, dalle associazioni culturali, o da semplici cittadini e cittadine che desiderano contribuire alla realizzazione della manifestazione. Infine, ma non meno importante, è la gratuità della rassegna che ribadisce il valore imprescindibile della cultura, da considerarsi come qualcosa che deve essere pubblico, diritto e possibilità a cui tutti sono invitati. sassiscritti.wordpress.com

‘Periferia dell’impero’ a Sessa Aurunca Si terranno il 10 e 11 agosto a partire dalle 21, presso il chiostro del Castello Ducale di Sessa Aurunca (CE), le serate finali della quarta edizione del Festival internazionale del cortometraggio Periferia dell’Impero. L’iniziativa, promossa dal circolo Arci Matidia in collaborazione con Film Commission Regione Campania e con il comune di Sessa Aurunca, vedrà la proiezione dei 13 corti finalisti e la successiva premiazione dei vincitori. Centocinquanta le opere presentate provenienti da Italia, Spagna, Argentina, Brasile,

Iran, Germania, anche di autori noti nel panorama cinematografico nazionale e internazionale. 13 i corti finalisti, due i premi in palio, che saranno assegnati uno dalla giuria qualificata, composta da esperti del settore e giornalisti, l’altro dal pubblico, che potrà votare i corti ritenuti migliori. Questa edizione si chiude con una interessante novità: grazie al gemellaggio con festival analoghi organizzati all’estero, dal prossimo anno il Festival assumerà carattere internazionale. arci.matidia@libero.it

in più festival contro il carbone VADO LIGURE Il 17 e 18 agosto

a Vado Ligure ci sarà il primo Festival contro il carbone, organizzato dalla Rete savonese Fermiamo il carbone di cui fa parte anche l’Arci Savona. L’appuntamento è sul lungomare di Zinola, tra le attività previste figurano dibattiti sui problemi causati dalla centrale a carbone di Vado Ligure. Oltre a teatro, musica, mostre, stand espositivi e cucina.

TERRE DI MUSICA PUGLIA Un viaggio artistico attra-

verso i beni confiscati in Puglia, tra musica e momenti di discussione: è il progetto Terre di musica, che vede protagonista lo storico gruppo folk rock Parto delle nuvole Pesanti. Il 5 agosto il gruppo sarà a Villa Santa Barbara, bene confiscato nel territorio di Torchiarolo e sul quale, da anni, si svolgono i campi antimafia organizzati da Arci, Cgil, Spi e Libera. Alle 20 si terrà un concerto a Mesagne nel circolo Arci Salento Fun Park. L’evento è organizzato dall’Arci Puglia e da Arci Brindisi, in collaborazione con Libera Terra Puglia. Il 6 agosto il viaggio proseguirà con la visita sui terreni confiscati di Cerignola in località Scarfone e in contrada Toro. In serata, il gruppo incontrerà i ragazzi del campo antimafia. comunicazione@arcipuglia.org

Cinemallaperto GUAGNANO Continua Cinemal-

laperto, rassegna estiva itinerante per le vie del paese promossa dall’Arci Rubik: appuntamento il 1 agosto alle 21.30 nella villa della zona Caponnazzo con Nuovo Cinema Paradiso. fb Arci Rubik

cena della legalità LECCO Il 2 agosto alle 20 il circolo Arci Promessi Sposi ospiterà i partecipanti al laboratorio Mettiamo in scena la legalità per una cena della legalità, ovvero un momento in cui gustare prodotti giusti e liberi parlando di antimafia e di beni confiscati. Ingresso riservato ai soci Arci. fb Circolo Arci Promessi Sposi


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culturascontata i tanti vantaggi della tessera Arci w w w. a r c i / a s s o c i a r s i . i t a cura di Enzo Di Rienzo

roma attraversa il tevere Roma - Museo di Roma in Traste-

vere, fino al 6 ottobre. Una mostra documentale che illustra il Tevere ed il suo rapporto con Roma osservato da una prospettiva originale. I circa quaranta pannelli esposti, infatti, contrappongono alle architetture più importanti della Roma post unitaria, riproduzioni di incisioni e dipinti che illustrano le trasformazioni del panorama architettonico e urbanistico della città. www.museodiromaintrastevere.it

scritto sulla pelle daphne cazalet genova - Castello d’Albertis,

fino al 6 ottobre. Si tratta di una installazione di opere su carta dai colori brillanti che esplorano la cultura ed il retroterra dell’artista, Daphne Cazalet, nata in India. Daphne riempie la delicata carta giapponese, talvolta lunga quanto un sari indiano, con gli intricati motivi, le storie e le immagini ricordate e ricreate a partire dalla sua infanzia. www.museidigenova.it

Gintaras Didžiapetris colore e dispositivo genova - Museo d’Arte con-

temporanea di Villa Croce, fino all’8 settembre. Colore e dispositivo riunisce per la prima volta la trilogia di Didžiapetris girata in 16mm (Optical Events, 2010; A Byzantine Place, 2011; Transit, 2012). Spesso si tratta di interventi minimali, quasi invisibili, che lasciano intravedere un mondo in cui narrazione e memoria si intrecciano, un mondo mentale portatore di un misticismo ipnotico. www.museidigenova.it

archimede. arte e scienza dell’invenzione roma - Musei Capitolini, fino

al 1 gennaio 2014. Una mostra sulla figura di Archimede, ingegno del III secolo a.C.. L’esposizione rivela i tanti aspetti del geniale scienziato siracusano illustrando lo straordinario contributo che hanno dato le sue indagini e invenzioni alla conoscenza del mondo antico e dei secoli a venire. Un percorso affascinante, arricchito da una selezione di reperti archeologici, che aiuteranno a capire l’ambiente in cui visse e operò Archimede. www.museicapitolini.org

società

Le nostre radici. Il nostro futuro

Il mutuo soccorso come buona pratica associativa dell’Arci di domani di Walter Massa presidente Arci Liguria

La crisi di sistema che tanto spazio occupa nelle nostre analisi è qualcosa con cui fare i conti una volta per tutte. Spesso ne diamo una lettera dinamica, ma l’impressione è che assumerla in modo inequivocabile significhi pensarla come una condizione statica, ineludibile. Una condizione necessaria per provare a trovare soluzioni non più rimandabili. Con questa consapevolezza abbiamo ripreso a ragionare del tema della mutualità e delle forme del mutuo soccorso. Una riflessione che guarda all’esperienza del passato, alle nostre radici, ma che riguarda le prospettive del nostro sistema di welfare ed anche una scelta di campo necessaria per il mondo Arci. Recuperandone lo spirito e provando ad attualizzarne gli strumenti. In questo senso sono un punto di riferimento imprescindibili le Società di Mutuo Soccorso che quella storia oggi rappresentano pur nelle loro diverse evoluzioni. Per questo nei mesi scorsi Arci Liguria ha organizzato un seminario di riflessione sulle modifiche della legge 3818 del 1886 che riguarda proprio le Società di Mutuo Soccorso. In diverse aree del Paese sono molte le Società che hanno rapporti strutturati con la nostra organizzazione e quindi si è ritenuto utile ragionare su ciò che comportano i cambiamenti introdotti con l’articolo 23 del Decreto Sviluppo Bis emanato a fine dicembre 2012 dal Governo Monti. La legge nazionale 3818, infatti, da sempre disciplina la costituzione e il funzionamento delle SMS, prevedendo un ampio spettro di attività compatibili con la legge. Con articolo 23 del decreto si riducono le attività compatibili alle sole funzioni mutualistiche sanitarie e sociali e si stabilisce che i sodalizi non possano svolgere attività d’impresa e/o commerciale. Quindi neppure gestire la somministrazione con licenza pubblica. Ma la gran parte delle società ha visto una evoluzione in questi ultimi 40 anni che ha portato i sodalizi a diventare luoghi di ricreazione, tempo libero, cultura ed anche intervento sociale e sono quindi pochissime quelle società che svolgono oggi attività mutualistica socio-sanitaria. Questa fisionomia mette in discussione, secondo le modifiche

di legge, la natura stessa delle Società di Mutuo Soccorso con conseguenze molto preoccupanti che vanno dalla perdita dei requisiti del Mutuo Soccorso per arrivare alla perdita dello stesso patrimonio immobiliare. Riteniamo quindi urgente una modifica perché le possibili conseguenze per questo mondo sono preoccupanti. Come Arci ci stiamo lavorando già oggi, anche nelle sedi Parlamentari grazie all’impegno del nostro presidente nazionale. Contiamo di poter portare a casa le necessarie modifiche di legge entro la fine dell’anno per fare in modo che le società operaie di mutuo soccorso possano cogliere questo momento come una grande opportunità di tornare ad essere un pezzo significativo del welfare nazionale ma, al tempo stesso, difendendo la storia, l’evoluzione e le attività che già oggi i sodalizi svolgono nei confronti dei propri soci e quindi della cittadinanza. walter.massa@arci.it

arcireport n. 30 | 30 luglio 2013 In redazione Andreina Albano Maria Ortensia Ferrara Carlo Testini Direttore responsabile Emanuele Patti Direttore editoriale Paolo Beni Progetto grafico Avenida Impaginazione e grafica Claudia Ranzani Impaginazione newsletter online Martina Castagnini Editore Associazione Arci Redazione | Roma, via dei Monti di Pietralata n.16 Registrazione | Tribunale di Roma n. 13/2005 del 24 gennaio 2005 Chiuso in redazione il 30 luglio alle 18.30 Arcireport è rilasciato nei termini della licenza Creative Commons Attribuzione | Non commerciale | Condividi allo stesso modo 2.5 Italia

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