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SUPPLEMENTO AL MESILE ALTO FRIULI del mese di agosto 2012 Aut. Tribunale di Tolmezzo n. 137 Reg. Period.

GUIDA TURISTICA

Mare // Collina // Montagna

Udine & Provincia

sommario

Prefazione

P_006 Udine, una grande provincia... in breve

Se il Friuli Venezia Giulia è una regione multiforme e variegata - dalle tormentate pieghe della sua storia al paesaggio fino alla composizione della popolazione - lo stesso si può dire della più grande delle quattro province che la compongono. Il territorio udinese, con i suoi poco più di 4900 kmq e i quasi 550 mila abitanti distribuiti in ben 136 comuni, va dal mare alla montagna in un’ora e mezza di macchina. Passando naturalmente per la pianura e la collina. Pregi ambientali, storico-culturali e, se così si può dire, umani ne fanno un comprensorio completo – una regione nella Regione - che, racchiuso tra Adriatico e Alpi e Prealpi, è sempre meritevole di approfondimento. O di un promemoria che certo non può nuocere.

P_008 Cinque tappe fondamentali della Provincia P_010 Terra dei Patriarchi P_012 Risorge il Basso Friuli P_022 Spiaggia dorata, laguna fatata P_026 Medio Friuli, ampi orizzonti P_050 Udine capitale P_062 Cividale del Friuli P_070 Colli orientali e magico vino P_080 Colli occidentali, magnifiche colline moreniche P_090 Gemonese e Venzone P_118 Verdissima Carnia P_140 Valcanale / Tarvisiano, Canal del ferro e Val Resia

Questa guida tenta nel suo piccolo un’operazione di sintesi anche per uniformarsi all’attuale (e diffusa) tendenza a non sprecare, a tagliare il superfluo per puntare sull’essenza delle cose. Ambisce a essere un concentrato di suggerimenti basilari e indispensabili. Riflettendo così quella che è una tra le caratteristiche riconosciute della provincia udinese e del Friuli in genere: l’essenzialità. Niente fronzoli,

Editore: Eurograf – Via Cadorna, 9 _ Loc. Stazione Boscoverde 33018 Tarvisio (Ud) _ Direttore _ Responsabile: Luciano Patat _ Realizzazione grafica: Eurograf Stampa: La Tipografica Srl – Basaldella (Ud) _ Pubblicità: Eurograf – Gemona del Friuli – Tel. 0432 1798450 _ È vietata la riproduzione totale o parziale di tutti i testi, disegni, foto riprodotti su questo numero del giornale. Tutti i diritti riservati. Redazione: Tel. 0428 40895 – Fax 0428 645830 Mail: redazione@altofriuli.com _ Supplemento al mensile Alto Friuli di Agosto 2012. Redazione e testi: Eurograf. Hanno collaborato: Alessandro Pennazzato, Piero Cargnelutti, Fabiana Romanutti

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Introduzione

link utili niente orpelli. Forse proprio per questo si potrebbe dire che è una guida ancora più ricca. Alla praticità, dunque, di argomenti e proposte, mirano queste ‘pagine udinesi’. Non turismo ‘ammiccante’ o soluzioni che rischiano di suonare ‘fasulle’ bensì una sorta di ‘volo d’uccello’ sui comuni più significativi, un profilo venato di storia e arte che, a nostro giudizio, svela o fa presentire piccole e grandi vicende. Un viaggio di campanile in campanile, dal mare ai confini alpini, per sottolineare “anima e forza vitale” anche di paesi e borghi un po’ fuori mano (considerato che in altre pubblicazioni molti di essi non verrebbero nemmeno citati). Un modo per non perdere di vista il valore, il rispetto e l’amore per le cose vere.

www.turismofvg.it Una guida completa per il turismo in Friuli Venezia Giulia www.terradeipatriarchi.it Una terra tutta da scoprire per il turista e il viaggiatore del XXI secolo www.alpifriulane.com Il sito più completo sul territorio e la ricettività della montagna www.tabike.it Attraverso natura e storia in bicicletta

Un invito, infine, sottende questo lavoro: abbandonarsi alla curiosità di osservare anche ciò che si crede di conoscere bene, dalla bellezza di genere storico e artistico alla prerogativa dei giorni nostri. E di cose da vedere o rivedere ce ne sono molte. Dalla costa dove si respira aria di mediterraneo alle vette dalle quali si guarda la Mitteleuropa, dal confine che volge a oriente ai boschi che sanno già di Cadore e Veneto.

www.lignano.com Informazioni sulla località, eventi e disponibilità di strutture ricettive www.piste-ciclabili.com/regione-friuli_venezia_giulia Oltre 330 piste e itinerari ciclabili in regione

guida turistica  //  p. 003

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Udine & Provincia

> udine, una grande provincia... in breve Certezze e sorprese in un territorio che va dalle assolate spiagge adriatiche ai confini alpini con Austria e Slovenia.

Dalle rive dell’Adriatico ai confini alpini con Austria e Slovenia, dalle estese sponde ghiaiose del Tagliamento alle delicate colline rigate dai vigneti. Fino ai boschi selvaggi delle montagne oltre Tarcento e Cividale passando per le Dolomiti condivise con il Veneto, le città d’arte, una fertile pianura e un’enogastronomia unica. Ma ci sono anche l’intreccio di lingue e culture, le magie di una laguna silenziosa e molto altro. Inutili gli elenchi quando si può ricorrere a una formula p. 006  //  Guida turistica

che, forse non proprio originale, è però la migliore a spiegare l’essenza della provincia di Udine: qui c’è davvero tutto. Se poi si pensa che da un estremo all’altro, dalle spiagge alle vette, ci sono meno di 170 km stradali si comprende come ogni settore di questo gran patrimonio turistico sia davvero accessibile in tempi rapidi e con comodità. La piccola guida che state per sfogliare non ha evidentemente l’ambizione di racchiudere in poche

© Ilaria Meglio / Panoramio.com

La Provincia in breve

In meno di 170 km stradali un grande patrimonio turistico accessibile in tempi rapidi e con comodità pagine tutto quanto offre una provincia tra le più vaste d’Italia, con ben 136 comuni. È solo il tentativo di regalare alcuni spunti turistici toccando le sue realtà più significative. Se non mancano i riferimenti a tutte le città e paesi più importanti o che tali abbiamo giudicato, sono state incluse anche località che pubblicazioni simili sovente trascurano a scapito d’altro. L’invito, quindi, è di scoprire con noi passo dopo passo, paese dopo paese, festa dopo festa (visto

che manifestazioni e ritrovi fino alla fine dell’anno sono numerosissimi), l’anima del Friuli, la parte più ricca di tradizioni, di lavoro, di abitudini enogastronomiche e molto ancora. Le sue tante ricchezze, insomma, dalla storia grande e piccola allo sport, dallo svago alla buona tavola, che diventano opportunità turistiche uniche e inimitabili. Naturalmente se adeguatamente valorizzate. Dobbiamo essere i primi a farlo guardandole con occhi diversi. guida turistica  //  p. 007

Udine & Provincia

Cinque tappe fondamentali della Provincia 1866

1923

1940

È costituita la provincia di Udine (con il nome, in realtà, di Provincia del Friuli). L’atto fa seguito all’annessione del territorio da parte Regno d’Italia dopo la terza guerra d’indipendenza. L’area è suddivisa in due circondari: Udine e Pordenone.

Riordinata la provincia in seguito alla soppressione di quella di Gorizia e Gradisca. Diversi mandamenti passano sotto l’amministrazione friulana. Fra questi Tarvisio, Gorizia, Cormons, Gradisca e Cervignano. Nel 1927 è ripristinata la provincia di Gorizia con i territori prima ceduti alla provincia del Friuli (ad esclusione di Tarvisio, Cervignano e Chiopris-Viscone).

La Provincia del Friuli diventa ufficialmente Provincia di Udine.

p. 008  //  Guida turistica

La Provincia in breve

1968

2004

Si stacca il settore della cosiddetta Destra Tagliamento. Nasce la provincia di Pordenone che ingloba 51 comuni.

Alcune istanze autonomiste prendono forma di referendum. Si punta a creare una provincia regionale in Carnia (che avrebbe dovuto chiamarsi dell’Alto Friuli) con capoluogo Tolmezzo. Il 21 marzo la popolazione di Carnia, Tarvisiano e Gemonese, chiamata alle urne, esprime parere contrario.

guida turistica  //  p. 009

Udine & Provincia

Terra dei Patriarchi Un marchio territoriale per una terra ricca di storia Il territorio della Provincia di Udine si caratterizza per le millenarie vicende del Patriarcato di Aquileia e dei suoi Patriarchi, nonché per la propria unicità, frutto di diversità ambientali e geomorfologiche, oltre che culturali ed etniche grazie alla presenza della cultura e della lingua friulana ed alla sopravvivenza di alcune parlate proto venete, slave e germaniche.

Un prodotto da promuovere e da commercializzare attraverso specifici eventi di animazione collegati a percorsi ed itinerari alla sua scoperta, con la creazione di un’immagine per cui questo territorio è una destinazione esclusiva, dove il turista si diverte, si rilassa, gode e vive un’esperienza unica, in particolare per la originalità e semplicità che vi trova perché:

Una terra tutta da scoprire per il turista ed il viaggiatore del XXI secolo. Perché ha conservato valori antichi: storia, natura, bellezza, cultura, tipicità e genius loci, una way of life a dimensione d’uomo.

è terra di incrocio fra una storia originale ed un ambiente genuino;

è terra di meraviglioso relax e buon vivere;

Sulla base di queste risorse, la Provincia di Udine ha elaborato un progetto di turismo tematico dal titolo significativo: Terra dei Patriarchi.

è terra di facile scoperta di una cultura schietta e di una natura incontaminata;

è terra di gustosa cucina ed enogastronomia autentica.

Terra dei Patriarchi è il marchio identificativo del territorio della provincia di Udine, della sua storia, della sua gente, della sua cultura, divenendo veicolo centrale delle strategie di promozione turistica attraverso percorsi ed itinerari che coinvolgono ospitalità, ristorazione, enogastronomia, artigianato, musei ed eventi. Finalità specifica di Terra dei Patriarchi è la creazione di una serie di azioni per cui il territorio nelle sue complessità e nelle sue potenzialità diventa l’elemento centrale della strategia di promozione turisticoeconomico-culturale: il territorio, la sua cultura, la sua identità, la sua immagine divengono il prodotto.

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Per migliorare l’incontro fra domanda e offerta turistica, rendendo più efficaci le azioni promozionali, la Provincia di Udine ha istituito un sistema denominato Club di Prodotto Terra dei Patriarchi per permettere la caratterizzazione, la qualificazione e la selezione delle imprese turistiche del territorio, consentendo loro di entrare direttamente in contatto con Tour Operator italiani e stranieri. Il club si rivolge agli operatori turistici che professionalmente intercettano la domanda (tour operator ed agenzie turistiche in genere) indirizzando la promozione verso il segmento di mercato e il target più adeguato.

GIAN CARLO MENIS

GIAN CARLO MENIS

IL FRIULI E I PATRIARCHI DI AQUILEJA

IL FRIULI E I PATRIARCHI DI AQUILEJA

La Provincia in breve

G C G C M M IL FRIULI IL FRIULI I Patriarchi di Aquileja E I PATRIARCHI E I PATRIARCHI DI AQUILEJA DI AQUILEJA IAN ARLO IAN ARLO ENIS ENIS

guida turistica  //  p. 011

Udine & Provincia

> Risorge il Basso Friuli Colture, molta acqua e altrettanta storia (antica). Qui i torrenti alpini sotterranei tornano in superficie con le ‘risorgive’.

Bellezza rurale Linea delle risorgive a nord, i fiumi Tagliamento a ovest e Torre a est, il mare Adriatico a sud. Ecco i limiti della parte più meridionale della pianura friulana, la Bassa. Lo scrittore Elio Bartolini (1922-2006), descrivendola in anni lontani, ne riassumeva così l’essenza: “Un quadrilatero dove, scomparse sotto la fascia dei “magredi”, le acque riaffiorano fin troppo esuberanti. Allora qua e là ristagnano, diventano palude, patoc: lande dove sembra camminare su una camera d’aria p. 012  //  Guida turistica

tanto la terra è impregnata e muschiosa”. Le cose, certo, sono cambiate. L’acqua, incanalata secondo metodi razionali, rimane però elemento centrale. Qui i corsi d’acqua “di risorgiva” - come detto - rispuntano in superficie dopo la lunga corsa iniziata in montagna. Ricca pertanto la rete idrica con i fiumi Tagliamento, Stella, Turgnano, Corno, Ausa, Natissa, Torre e altri. Le zone, per una naturale fertilità determinata dalla presenza dell’acqua, sono state abitate sin dai tempi antichi pur in presenza di notevoli difficoltà di colo-

Basso Friuli

© Stefano G - Fotolia.com

La vicinanza del mare, aree boschive primordiali e una campagna rigogliosa e ordinata nizzazione a causa di paludi, stagni e acquitrini malsani e impraticabili. Poi, con il passare dei secoli – in un territorio sempre più caratterizzato da passaggi, scambi e comunicazioni ma anche da invasioni, incursioni, devastazioni, miseria e pandemie - i faticosi lavori di bonifica (completati solo nel XX secolo), e lo sviluppo dell’agricoltura e delle tante attività produttive. Non si può non ammirare l’ordinata e precisa successone di appezzamenti coltivati: i boschi di pioppi, le viti, il mais, il frumento, la soia e il resto. La vicinanza della laguna di Marano e Grado contri-

buisce a fare della Bassa friulana uno dei più bei paesaggi rurali e naturali d’Italia, con gli spazi e i tempi dell’orizzonte agricolo evidentemente dettati dall’uomo ma capaci di dare vita a un panorama di grande fascino: acque cristalline, campi coltivati, distese verdi tra cui spuntano campanili, paesi e aziende. Esistono diverse aree protette, con resti talora importanti dei boschi planiziali dell’antica Silva Lupanica, il “bosco dei lupi”, l’imponente foresta selvaggia - descritta anche da Virgilio e Plinio il Vecchio - che anticamente copriva l’intero medio-basso Friuli. guida turistica  //  p. 013

Udine & Provincia © MaurizioTex / Panoramio.com

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In passato tanta fatica Il paese si raccoglie intorno alla chiesa in un’area divisa in due dalla linea delle risorgive, a metà fra la bassa e l’alta pianura friulana. La sua storia, simile a quella di tanti borghi vicini, è fatta di secoli in cui si è duramente lavorato la terra, stappandola al bosco, dissodandola e mettendola a coltura. Irrigandola, infine, tramite complesse reti idriche. Civiltà contadina Dal Settecento il paesaggio è in sostanza quello attuale: seminativi (per lo più destinati a cereali) in appezzamenti di non grande estensione, divisi da filari di viti appoggiate ad alberi (dall’Ottocento sopratutto gelsi, le cui foglie erano destinate ai “cavalirs”, i bachi da seta). Da segnalare, il biotopo “Torbiera groi” (giunco nero), superficie tutelata vasta quasi tredici ettari (due ad alto contenuto ambientale), la chiesa della frazione di Joannis (molte le cose rilevanti all’interno), il complesso conventuale di San Domenico, il castello, alcuni vecchi mulini e ville (Strassoldo-Parisi-Sabot, Michieli, De Fin Teuffenbach). Ed anche i palazzi Peteani e Strassoldo Frangipane. Ad Aiello c‘è anche il Museo della civiltà contadina del Friuli Imperiale.

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AIELLO DEL FRIULI

AQUILEIA Metropoli imperiale Aquileia, fondata come colonia militare nel 181 a.C., fu dapprima baluardo romano contro l’invasione di

AIELLO DEL FRIULI

AQUILEIA

Bagnaria Arsa

2 – 4 novembre Fiera di San Carlo

8 dicembre Aquileia d’inverno

Sono 197 le candeline per questa fiera che, nella giornata di domenica, propone il grande Mercato dell’antiquariato e dell’artigianato amatoriale e una marcia podistica. Musica, chioschi, spettacoli ed eventi culturali.

Mercatino artigianale e natalizio, e mostramercato enogastronomica. Cucina friulana e austriaca. Spettacoli, intrattenimenti, musica, laboratori per grandi e piccini.

4-15 agosto Sagre d’Avost e dai Gjambars di Flum

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Torna a Bagnaria Arsa l’appuntamento d’agosto con la ‘Sagre d’Avost e dai Gjambars di Flum’, con giri in bicicletta, gare di briscola, balli e concerti e un grande spettacolo pirotecnico per chiudere la serata del 15 agosto.

Basso Friuli © Vid_Pogacnik / Panoramio.com

li. Fu la più estesa diocesi metropolita ed ecclesiale d’occidente. Roma è vicina Magnifiche e incomparabili le vestigia del passato. Da vedere la basilica patriarcale di Santa Maria Assunta (IV, XI e XIII sec.), eccezionale monumento ricchissimo di capolavori tra cui i mosaici paleocristiani, il Museo Archeologico Nazionale, il più importante dell’Italia settentrionale, i Musei Paleocristiano di Monastero e Civico del Patriarcato. Per quanto riguarda l’antica grandezza sono da ammirare – a cielo aperto - il Porto fluviale, il Foro, il Sepolcreto romano e la zona in cui si trovano le fondamenta di diverse case romane. Dietro il campanile della basilica c’è il cimitero dei Caduti in cui risposano i dieci militi italiani raccolti in tutti i settori bellici della Prima guerra mondiale. Il Milite Ignoto all’Altare della Patria di Roma era l’undicesimo fra questi militari.

CERVIGNANO DEL FRIULI

© tarvos / Panoramio.com

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popoli barbari e punto di partenza per spedizioni e conquiste militari. Poi - grazie ad una buona rete viaria e a un imponente porto fluviale – polo commerciale produttore di artigianato assai raffinato (vetri, ambre, fictilia, gemme…). Capitale della X Regio “Venetia et Histria” in età augustea, fu tra le più grandi e floride metropoli dell’impero (fino a 200 mila abitanti). Durante i secoli successivi, guerre interne, scorrerie o rappresaglie esterne e rapide incursioni minacciarono la città che, coinvolta nella più ampia crisi dell’Impero, iniziò lentamente ad acquistare un volto nuovo divenendo, con l’arrivo del cristianesimo, centro di irradiazione missionaria e di organizzazione ecclesiastica. Fu quindi città del Patriarcato, entità politico-religiosa esistita dal 568 al 1751, che - soprattutto sotto il profilo ecclesiastico - amministrava un territorio vastissimo con al centro l’odierno Friu-

1100 di questi giorni Cervignano, sul fiume Ausa, è il centro principale della Bassa friulana. Recentemente ha festeggiato i 1100 anni di storia ufficiale e documentata (912-2012). Le vicende di questa cittadina, tuttavia, cominciano molto prima, con la fondazione di Aquileia nel 181 a.C. quando ai legionari furono assegnate le terre intorno alla grande colonia. Tra queste assegnazioni anche quella dell’attuale zona di Cervignano, lungo la trafficata via Annia (Padova-Aquileia). Da allora Cervignano ha seguito i tormentati destini del Friuli tra dominazioni e invasioni. Con un enorme balzo di secoli, ricordiamo solo che l’Ausa segnò il confine fra l’Impero austro-ungarico e il Regno d’Italia dal 1866, con Cervignano che ricadeva in territorio austriaco. È proprio dal piazzale immediatamente prospiciente l’attuale ponte sull’Ausa che, nella Grande guerra, fu sparato il primo colpo d’artiglieria da parte dell’Italia (una lapide commemora l’evento). Ardita modernità Tra i luoghi di interesse la nuova chiesa parrocchiale di San Michele (1965-1968) su progetto dell’architetto udinese Giacomo Della Mea, secondo pronunciati criteri di modernità, funzionali e simbolici; la chiesa madre di San Michele Arcangelo sorta nel 1780; Villa Bresciani-Attems-Auersperg, dalla maestosa scalinata in pietra bianca che conduce al portale bugnato. Ed ancora Villa Chiozza (a Scodovacca), l’Oratorio guida turistica  //  p. 015

Udine & Provincia

a Pradiziolo, le chiese di San Nicolò e San Marco a Strassoldo (dove si trovano anche i castelli di sotto e di sopra). La chiesa più conosciuta è comunque Santa Maria in Vineis (sempre a Strassoldo) per i rilevanti affreschi del Trecento.

STRASSOLDO Cervignano del Friuli Medioevo acquatico Piccola frazione, esempio piuttosto raro di borgo medievale in ottimo stato di conservazione. Il nome si lega alla ricca e potente famiglia che gli diede origine fornendo all’impero asburgcio d’Austria, in varie fasi storiche, funzionari e generali. Fanno parte del tessuto urbano una cerchia esterna di mura, un’alta porta turrita (18 metri d’altezza, unica superstite delle due di cui originalmente era munito il complesso medievale), due ponti, due grandi edifici con l’aspetto di una villa veneta ma considerati alla stregua di castelli, un viale circondato da casette del XVI secolo e numerosi cortili interni.

POCENIA Qui la bellezza dell’ambiente fluviale raddoppia Pocenia (con le frazioni di Torsa, Roveredo e Paradiso) è un centro prevalentemente agricolo nei pressi del fiume Stella. Alle bellezze ambientali di questo corso d’acqua si aggiungono quelle del meandriforme Torsa, fiume di risorgiva che si riversa nello stesso Stella in località Rivalta. Un parco comunale salvaguarda il paesaggio, la flora e la fauna fluviali. È in parte visitabile mediante percorsi pedonali e ciclabili. © gio40 / Panoramio.com

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© tarvos / Panoramio.com

Due passi in Paradiso Al pari di altri comuni friulani anche il paesaggio di Pocenia offre alcune ville di gusto veneto. A Paradiso, borgata avvolta da estese coltivazioni di grano, frumento e mais nonché dalle viti, e in cui si possono ancora vivere certe atmosfere dell’antica realtà rurale, c’è villa Caratti Fraccaroli, complesso padronale dotato di barchessa e di un vasto parco ricco di essenze vegetali. Presenta al suo interno collinette, fossati e un laghetto. Sempre a Paradiso, Villa Veritti, dimora agricola padronale dell’inizio 800 con annessi magazzino-stalle e barchessa. A Pocenia, invece, Villa Micheli. Per quanto riguarda l’arte sacra - fra i tanti edifici meritevoli di citazione - segnaliamo la chiesetta di Santa

Basso Friuli

eventi

CERVIGNANO del FRIULI 24 settembre - Operetta in musica Al teatro Pasolini melodie immortali della Piccola Lirica

CERVIGNANO del FRIULI 7, 14, 21, 28 ottobre, 23 novembre, 1 dicembre - Concerti Yuliya Hauriliyuk-Lebedenko, polifonie barocche e virtuosismi contemporanei. Protagonista il violino (7 ottobre). Alba & Leo, Voci e chitarra dalla Croazia tra musiche di Gershwin e jazz pop d’autore (14). Meridian Sax Quartet, musiche da Bach ai giorni nostri (21). Duo Samucha-Sacher, clarinetto e pianoforte per un repertorio che va dal Romanticismo al Novecento (28). Serenade Ensemble con Alba-Rhapsody in Blue, Gershwin e oltre (23 novembre). La Vox Humaine (5ªed.), lezione concerto nell’aula magna del Liceo Einstein: Esempi di vocalità tra stili e generi diversi (1 dicembre).

© franco baldissarutti / Panoramio.com

Maria Annunziata, sempre nel borgo agricolo di Paradiso. Edificio risalente alla fine del 1600, realizzato in muratura mista (pietra, ciottoli e laterizi) intonacata e parzialmente tinteggiata il cui corpo principale è a pianta circolare ripartito da lesene.

STRASSOLDO 26 agosto - Strassoldo in festa Intrattenimenti artistici, storici e culturali intorno alla vicende del paese.

RIVIGNANO

STRASSOLDO

Anaxum, fiume sinuoso A Rivignano, già in epoca romana, c’erano degli insediamenti mentre l’attività economica, grazie a un complesso di fornaci, faceva fiorire soprattutto la produzione di ceramica, tegole e altri laterizi. Il commercio era favorito dai numerosi corsi d’acqua, al tempo ampiamente navigabili (a partire dal fiume Anaxum, il

20 - 21 ottobre - Autunno, frutti, acque e castelli All’insegna dei temi autunnali, nello splendido borgo, si rivive l’atmosfera del passato. Mostre di artigianato, antiquariato e hobbystica. Nei parchi, i vivaisti propongono piante autoctone ed esotiche.

ARIIS DI RIVIGNANO 14-15, 21-22 e 28-30 luglio Sagra dell’anguilla

© Johann Jaritz

Festa paesana con numerose iniziative a cura delle associazioni locali. Degustazioni dell’anguilla dello Stella. Visite all’acquario regionale.

ARIIS DI RIVIGNANO 16 settembre - Lucina e Luigi…Romeo e Giulietta Alla Villa Savorgnan serata di storia e cultura per svelare l’origine del mito di Giulietta e Romeo, una vicenda d’amore nata in Friuli. © federica cengarle / panoramio.com

RIVIGNANO 31 ottobre - 4 novembre - Fiera dei Santi La festa raccoglie l’eredità dell’antico mercato del bestiame le cui origini si perdono nei tempi. Al giorno d’oggi è una grande occasione di commercio con una miriade di eventi di contorno.

guida turistica  //  p. 017

Udine & Provincia

bellissimo e sinuoso Stella), collegati alle rotte marittime verso Aquileia e i mercati mediterranei. Attrazioni naturali e artistiche contraddistinguono il territorio comunale. Un giardino all’italiana Il Parco dello Stella (SIC), comprensivo del biotopo regionale “Risorgive di Zarnicco”, occupa 638 ettari. Un terzo sono elementi naturali di valore come boschi, prati stabili, acque, il resto coltivi. Perla, all’interno di quest’area vocata al turismo verde, è il complesso architettonico-paesaggistico di villa Ottelio di Ariis, esempio tra i più riusciti di dimora nobiliare del Friuli agreste. Il suo grande e rigoglioso giardino all’italiana affacciato sullo stesso Stella è davvero prezioso. Nel territorio comunale – il riferimento è all’arte - si segnalano le belle parrocchiali di Rivignano e Ariis, la villa Codroipo-Badoglio-Rota a Flambruzzo e alcuni

eventi

SAN GIORGIO DI NOGARO 1 agosto - Festa della Madonna della Neve Tradizionale processione notturna sul fiume Corno. Al termine fuochi d’artificio.

SAN GIORGIO DI NOGARO 24-26 agosto Festa di fine estate sulla spiaggia Spiaggia in Piazza XX settembre. Musica, chioschi, animazioni e giochi. Notte bianca e concerto finale.

SAN GIORGIO DI NOGARO 28-30 settembre - Ambiente in festa

© Andrea Collovati - www.aclfoto.net

Festa, certo… ma con l’idea di proporre uno stile di vita sempre più responsabile e sano. Educazione ambientale, conoscenza del territorio, prodotti naturali. Convegni, mostre, teatro, proiezioni e mercato.

SAN GIORGIO DI NOGARO 1-31 dicembre

Inaugurazione del presepe sul laghetto di Chiarisacco Sacra rappresentazione nel Parco del fiume Corno.

© Paolo Vercesi / Panoramio.com

SAN GIORGIO DI NOGARO 24 dicembre

© goodofinthere / Panoramio.com

Aspettando il Natale, eventi musicali e spettacoli pomeridiani per bambini nelle vie e piazze cittadine.

© Stefano Gasparotto / Panoramio.com

mulini in un pregevole contesto ambientale e storico. Mondo sommerso Ad Ariis, lungo lo Stella e immerso nel verde della vegetazione fluviale, si trova l’acquario regionale delle specie d’acqua dolce “Paolo Solimbergo”. Una struttura all’avanguardia realizzata dall’Ente Tutele Pesca che, anche grazie ad allestimenti scenografici, permette di conoscere i pesci di tutto il Friuli Venezia Giulia e gli ambienti in cui vivono. Oltre 25 mila i visitatori annui dei quali circa 5 mila studenti. L’acquario ospita più di quaranta specie ittiche: dalla trota mormorata alle fario e iridea, dal temolo al salmerino fino allo storione e al siluro. Visite guidate con un biologo che fornisce spiegazioni per ammirare i piccoli abitanti dei nostri fiumi: si entra così in contatto, attraverso un sottile vetro trasparente, con l’affascinante mondo sommerso. p. 018  //  Guida turistica

Basso Friuli

MUZZANA DEL TURGNANO

Radici profonde Tradizione ultramillenaria anche per la cittadina di San Giorgio il cui toponimo, di origini altomedievali, viene dalla venerazione che i Longobardi avevano nei confronti del santo guerriero e martire. Ma le radici del nucleo abitato, sebbene non vi siano certezze sul nome precedente, sono ancor più profonde e affondano, come per altre realtà urbane del basso Friuli, nel periodo intorno alla fondazione di Aquileia. In un rapporto simile a quello che intercorre fra un grande pianeta e un suo satellite. Fondamentale per la crescita del paese il fatto di trovarsi lungo la strategica e trafficata arteria romana della via Annia. Una fucina di medici Durante la Prima Guerra Mondiale a San Giorgio fu

Selvaggia foresta, tartufo di qualità Tre le perle di Muzzana del Turgnano: il bosco planiziale ceduo, il tartufo bianco, che in quella foresta cresce e l’organo Nacchini, nella chiesa parrocchiale di San Vitale. Il bosco, prevalentemente di querce e carpini, è quanto resta in zona della foresta lupanica di romana memoria ed è una bella e selvaggia area verde dove cercare un contatto diretto con le bellezze naturali. Strettamente legato alla foresta è il tartufo, che il quel sottobosco ha trovato terreno ideale. Un prodotto di alta qualità in un territorio di elevato pregio naturalistico. A questo proposito, a Muzzana, si tiene la Fiera regionale del tartufo bianco friulano con tanto di asta nel corso della quale si vendono pregiati esemplari. Una voce dalla Dalmazia Nella chiesa parrocchiale neoclassica di San Vitale c’è il monumentale organo nella parete d’ingresso. Opera del 1750 del dalmata Pietro Nacchini, costruito per la chiesa di S. Maria Maddalena di Udine e giunto a Muzzana dopo le soppressioni napoleoniche. È uno dei più importanti organi conservati in Friuli, ancora molto apprezzato dagli esperti per la voce straordinaria e la perfezione dei suoni. Vi si può leggere una preziosa iscrizione sul modo di combinare i registri, suggerita dallo stesso costruttore.

© Andrea Tonon

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SAN GIORGIO DI NOGARO

fondata l’Università Castrense per studenti in medicina richiamati alle armi, con un corso in medicina e chirurgia. I medici laureati sono stati 1.200, e da San Giorgio partivano per i campi di battaglia. Unico porto udinese commerciale Oltre al settore agricolo San Giorgio è strettamente collegato alle attività della zona industriale marittima di Porto Nogaro (l’unico della Provincia di Udine) sul fiume Corno. Le voci merceologiche più rappresentate sono state: ferro, legnami e carta (imbarcate); rottami di ferro e ghisa, prodotti chimici e cemento (sbarcate). Sul fiume Corno ci sono anche modernissime darsene turistiche che ospitano centinaia di posti barca. Da ammirare, se parliamo d’arte, le due chiese parrocchiali (la nuova e la vecchia), il municipio moderno (dei primi del ‘900), il monumento ai Caduti e la chiesa di Zellina.

TORVISCOSA Basta paludi Torviscosa, già Torre di Zuino, fino al 1918 era l’ultima località italiana prima della frontiera con l’Austria-Ungheria, nel settore meridionale del Friuli. Le più antiche testimonianze archeologiche risalgono all’epoca romana e riguardano i resti dell’antica via Annia localizzati nella frazione di Malisana. Da allora in poi infinite le vicende legate a tante, diverse dominazioni. Da quei primi insediamenti umani la vita, da queste parti, non è stata semplice e agevole. A causa della morfologia il terreno, complice uno scolo inadeguato delle acque dei fiumi, era per la gran parte una palude tristemente famosa come area malarica. Sporadici quanto improbabili tentativi di bonifica, affidati in varie epoche agli scarsi mezzi degli stessi agricoltori, non portarono a nulla. Si dovette attendere l’avvento di potenti macchine operatrici durante gli anni Venti del ‘900, in epoca fascista, per vedere i primi risultati concreti. guida turistica  //  p. 019

Udine & Provincia

© Andrea Tonon

Razionale e ordinata L’attuale centro nacque tra il 1937 e il 1938 con la definitiva bonifica degli acquitrini. Dello stesso periodo la fondazione di una fabbrica per la produzione di cellulosa, ricavata dalla lavorazione della canna gentile (Arundo donax); il tutto nel quadro della politica di autarchia inaugurata dal regime. Nel 1940 fu istituito il nuovo comune di Torviscosa, separandone il territorio da quello di San Giorgio di Nogaro. Non va dimenticato che la cittadina, nel suo insieme, e comprensiva degli stabilimenti Snia, è uno dei più singolari esempi, e non solo in Friuli, di urbanistica razionale (aree verdi, aulici edifici di rappresentanza, residenze operaie, zona produttiva, centro sportivo). Del vecchio paese Tor di Zuin rimane la settecentesca chiesa della Madonna del Rosario che racchiude diverse opere e un’intensa Madonna con Bambino lignea di scuola tolmezzina (sec. XVI).

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eventi

TORVISCOSA 15-17 agosto - Perdon dal Tôr Sagra paesana

TORVISCOSA 7 ottobre - A Torviscosa giochiamo Giochi tradizionali e moderni, gicoleria di strada e vari laboratori per bambini e famiglie.

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Orari di apertura piscina e sauna lunedì-venerdì 9.00-21.30 / sabato, domenica e giorni festivi 10.00-20.00 Sauna femminile: martedì 17.00-22.00 (esclusi giorni festivi e periodi di vacanza)

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Ristorante cucina calda dalle 9.00 alla 21.30 Direzione Goldeck-Bahn, dopo il sottopassaggio girare a destra, proseguire per 100m e a sinistra troverete il parcheggio e il centro sportivo Carinthia, 9800 Spittal an der Drau, am Bahndamm 14

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> Spiaggia dorata, laguna fatata Il mare superorganizzato di Lignano Sabbiadoro si alterna a un ecosistema delicato e unico dove i ritmi sono antichi.

Lignano Sabbiadoro Turismo scacciapensieri Nel clou dell’estate Lignano Sabbiadoro – magnifica penisola tra mare aperto, foci del Tagliamento e laguna di Marano - diventa, la città più popolosa del Friuli Venezia Giulia (solo seimila circa i residenti abituali), una tra le principali mete di villeggiatura dell’Adriatico. Gli otto km di arenile sabbioso - una spiaggia molto attrezzata -, la pineta e l’ambiente lagunoso a nord dell’abitato ne fanno un polo di attrazione turistica sia per la clienp. 022  //  Guida turistica

Mare

© shutterstock.com

Il litorale udinese: pinete, arenili isole e banchi sabbiosi. darsene moderne e vecchi pescatori tela italiana che internazionale, in particolar modo proveniente da Austria, Germania ed est Europa. È insomma la città delle vacanze estive, divisa nei tre nuclei di Sabbiadoro, Pineta e Riviera , in cui cercare la comodità di un soggiorno rilassante, coccolato e assistito da tante opportunità: darsene e approdi per natanti, terme, residences, appartamenti, grandi alberghi accessoriati o piccole pensioni familiari, campeggi, aree e parchi divertimento, giochi acquatici, campi sportivi, locali notturni, bar, ristoranti di ogni genere e negozi per lo

shopping che soddisfa tutte le tasche. Nata ai primi del 1900, quando su questa lingua di terra si stendevano solo fitti boschi, canneti e dune naturali, Lignano si è trasformata da rifugio temporaneo per pochi pescatori e da presidio della Guardia di Finanza anticontrabbando, a modernissima località balnerare. Arditi i suoi progetti urbanistici e architettonici, basti pensare alla caratteristica forma a spirale o chiocciola di Lignano Pineta, una visione firmata dall’architetto Marcello d’Olivo. guida turistica  //  p. 023

Udine & Provincia

Latisana EVENTI LIGNANO SABBIADORO 21 e 28 luglio, 4 e 11 agosto Economia sotto l’ombrellone Esperti e protagonisti del settore, della regione a livello nazionale, si confrontano in maniera informale sulla situazione economica presente e futura.

La nautica è di casa Dell’antico e frequentato porto fluviale romano sulla riva destra Tagliamento e lungo la via Annia è rimasto, oggi, il ruolo di importante centro economico della Bassa friulana. Latisana, con gli attrezzati porti turistici di Aprilia Marittima, tre fra darsene e marine, – è diventata uno dei centri nautici più importanti dell’alto Adriatico e annuncia, in qualche modo,

LIGNANO SABBIADORO 2 – 9 – 23 – 30 agosto, 6 settembre Incontri con l’autore e con il vino Serie di incontri tra noti scrittori e pubblico. Il tutto accompagnato da un buon bicchiere di vino locale al Tenda Bar o al Palapineta.

LIGNANO SABBIADORO 15 e 16 agosto Spettacoli pirotecnici Sontuose esibizioni di fuochi d’artificio. Tradizionali appuntamenti che si vedono stando sulla riva del mare di Sabbiadoro (15) e Pineta (16). A Pineta si chiama Incendio del Mare. Suggestiva e particolare scenografia con i fuochi che vengono lanciati da una nave al largo. Precedono la manifestazione vari eventi musicali.

eventi LATISANA 4 luglio – 29 agosto Escursione sul fiume Tagliamento Ogni mercoledì, ad esclusione del Ferragosto, giro in motonave alla scoperta dell’entroterra e dell’ambiente fluviale.

LATISANA 3-5 / 10-12 / 14-15 agosto Festeggiamenti di Sant’Antonio a Pertegada.

LATISANA 10-12 agosto / Calici di stelle

LIGNANO SABBIADORO 17 dicembre – 10 gennaio Presepe di sabbia Un’opera che lascia senza parole. Il visitatore entra direttamente tra le figure per contemplarne i dettagli.

Cultura e enologia per la sera di San Lorenzo.

LATISANA 7-9 settembre / Settembre D.O.C. Enogastronomia e artigianato non solo regionali. Musica, cultura, sport.

LIGNANO SABBIADORO 31 dicembre Capodanno 2013 In piazza Fontana la grande festa a partire dalle 22.

LATISANA Dal 20 al 30 ottobre / Nautilia Fiera nautica delle imbarcazioni usate. Unico nel suo genere questo evento internazionale.

LATISANA 3-12 novembre / Fiera di san Martino 102ª edizione della festa paesana che esercita un grande richiamo.

LATISANA 1-24 dicembre Manifestazioni natalizie

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Mare

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la presenza di Lignano Sabbiadoro. Tra le attrattive locali anche la consistente produzione dei vini doc Latisana, rossi e bianchi. Da vedere, per quanto riguarda l’arte, il duomo di San Giovanni Battista (pala del battesimo di Cristo del 1567), la chiesa di Santa Maria delle Grazie e la chiesa e convento di Sant’Antonio. Bella anche la grande piazza, attorniata da locali pubblici e negozi. Consigliabile una passeggiata lungo gli argini del Tagliamento per comprendere il rapporto stretto fra la città e il ‘grande fiume’.

Palazzolo dello Stella

Serenissima pesca Conserva ancora il fascino del borgo di pescatori che è sempre stato. In riva alla parte settentrionale della laguna che prende il suo nome, Marano – che fu sempre presidio fortificato del Patriarcato di Aquileia e poi avamposto veneziano - è al centro di un ambiente dagli orizzonti ampi e indefiniti. In lontananza le silhouettes delle isole tra il riverbero del sole e i vapori del mare e del cielo. Nel centro storico antiche case, la parrocchiale di San Martino, del ‘700 (belli l’altare, tre pale e due reliquari). Nella piazza centrale la torre patriarcale (del 1400) con innumerevoli busti e stemmi dei Provveditori della Serenissima. Inoltre, da vedere, il Palazzo con loggia. Da non perdere una gita in laguna, la più a nord del Mediterraneo (con una riserva naturale di 1300 ettari), in cui ammirare l’attività di pesca di valle, gli isolotti, i canali e i caratteristici casoni con il tetto in canne. Marano è rinomata anche tra i buongustai: molto apprezzati ristoranti e trattorie che propongono, naturalmente, pesce e vini bianchi.

Acque dolci e salate Anche per Palazzolo deve necessariamente essere considerato lo strettissimo rapporto dell’abitato con il mondo acquatico e fluviale. Da sempre. Per i romani era Portus Anaxum, florido scalo sul fiume Stella il cui corso sinuoso, tra anse ombreggiate, consentiva la penetrazione nell’entroterra o, viceversa, un accesso rapido alla riva marina. Da vedere la parrocchiale di Santo Stefano, la chiesetta di San Barolomeo, la chiesa della Beata Vergine del Suffragio. In frazione Piancada la Casa del Marinaretto (esempio di architettura razionalista del periodo fascista) e il museo dello Stella. Sempre per quanto riguarda il fiume c’è una notevole riserva naturale che comprende le sue foci. Vi si arriva solo dal mare. Nelle vicinanze di Palazzolo da segnalare, in comune di Precenicco, la chiesetta della Beata Vergine di Titano (del 1200 con antichi affreschi). Molto conosciuta e frequentata è nota come Madonna delle Nevi.

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Marano Lagunare

guida turistica  //  p. 025

Udine & Provincia

> Medio Friuli, ampi orizzonti Un grande patrimonio artistico fra agricoltura di qualità, aree naturalistiche e buoni sapori.

In medio stat virtus Sempre ricco di diverse tinte stagionali, è un territorio dominato dalle pianure e nel quale i paesaggi sono dolci, dagli ampi orizzonti. L’area va dalla zona dei comuni alla periferia di Udine fino alla linea delle risorgive – i corsi d’acqua alpini che una volta inabissatisi più nord, e continuata la corsa negli strati profondi del terreno, riaffiorano qui ricchi di ossigeno e minerali -, dopo la quale e fino al mare prosegue il comprensorio della cosiddetta Bassa friulana. È soprattutto un’area caratterizzata dalla produzione agricola e industriale, p. 026  //  Guida turistica

dominata dalle diverse colture cerealicole, dal mais al frumento, in parte dalla vite, ai frutteti, ai tanti gelsi e a numerose altre colture. Questa ininterrotta successione di coltivazioni, che formano una sorta di enorme puzzle variopinto in cui spiccano, in primavera ed estate, le infinite tonalità del verde o del giallo oro del grano, crea un continuo gioco prospettico dovuto alla geometria degli appezzamenti di terra, delle strade interpoderali, dai filari delle vigne e dalle sequenze di alberi che ondeggiano alla brezza. Questa parte di campagna, nonostante un’apparente omogeneità terri-

Medio Friuli

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La pianura come un puzzle variopinto. Gente accogliente con valori e tradizioni toriale, presenta invece una varietà di contrasti, con una sorta di durezza dell’alta pianura asciutta, con i suoi prati e le distese infinite di mais, e la più dolce parte della pianura meridionale, terra in cui iniziano risorgive, in un lungo e avvincente percorso tra canali d’acqua e meravigliose ville, aree naturalistiche e chiesette campestri, lungo viottoli di campagna che si perdono tra i filari delle viti e tanti piccoli paesi dove si scoprono infiniti richiami alla vita contadina di un tempo. Un viaggio alla scoperta di un territorio suggestivo e

del popolo che lo abita, accogliente e cordiale, con i valori e gli usi tramandati dall’antica tradizione contadina, è quindi sempre emozionante. Inestimabile, infine, il patrimonio storico e artistico che queste terre gelosamente custodiscono: tesori per millenni celati sotto la superficie e che riaffiorano a riscrivere la storia di un territorio, opere pittoriche e scultoree che portano la firma di maestri del panorama nazionale, architetture che impreziosiscono i borghi e i paesi, conferendo al luogo un’atmosfera composta e raffinata che lo contraddistingue. guida turistica  //  p. 027

Udine & Provincia

BASILIANO Essenzialità rurale Il territorio comunale di Basiliano è uno dei più vasti della provincia. Come il resto del medio Friuli ha mantenuto intatto il carattere agricolo di fondo e nelle sei frazioni che lo compongono (Basagliapenta, Blessano, Orgnano, Variano, Villaorba, Vissandone) predomina una pianura fertile in cui la memoria storica si esprime nella semplicità rurale di una chiesa campestre o nelle tracce di edilizia spontanea, dalle radici contadine. Vincoli con il passato si scoprono anche nelle antiche osterie laddove il tipico fogolâr friulano da solo basterebbe a creare un’atmosfera domestica e accogliente. Pace tra i campi Le chiesette di campagna, si diceva. Luoghi silenziosi in cui cercare spiritualità. La loro visita, in una bella giornata in cui inforcare la bicicletta per fare un pic nic, sono un ottimo pretesto per visitare i dintorni. A Orgnano, borgata rurale nel complesso integra, si ammira la chiesetta di San Pietro, presumibilmente fondata nell’XI secolo come ricovero per viandanti e pellegrini. A Variano si trova la chiesa di San Leonardo. Nei pressi le tracce ancora visibili di un castelliere di oltre tremila anni fa. Sempre tra i campi il gioiello artistico più brillante,

la chiesetta campestre di San Marco. Secondo alcuni avrebbe ospitato anche le spoglie del santo. Statue d’autore Il monumento ai Caduti (1921) nella piazza di Basiliano è opera di un illustre figlio del paese: Aurelio Mistruzzi. Scultore di chiara fama e medaglista fu autore anche delle statue del municipio, del Tempietto dei Caduti e del Tempio Ossario di Udine. Non lontano dalla piazza si trova villa Zamparo, sede durante la seconda Guerra Mondiale di un comando tedesco e successivamente inglese, ora vivace centro culturale, dove trovano spazio i locali della biblioteca e temporanee attività espositive.

BERTIOLO Vino. Poi acqua e querce Sterpo, Pozzecco e Virco sono le frazioni che compongono, con il capoluogo, il comune di Bertiolo. Il paese fa parte del circuito nazionale delle città del vino, luogo ideale per degustare una buona bottiglia del territorio o friulana in genere, dai rossi corposi e raffinati ai bianchi noti in tutto il mondo. Peculiarità ambientali (rilevante in particolare la zona di Sterpo, ricca di risorgive), monumenti e opere si alter-

© virgoss / Panoramio.com

© pietro florio

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Medio Friuli

nano in un paesaggio rigoglioso di vegetazione e specie animali, in particolare uccelli e fauna ittica. Proprio nel borgo rurale di Sterpo si distingue l’imponente villa Colloredo Venier, costruita sul finire del XVIII secolo sulle rovine di un castello trecentesco. Un vasto parco delimitato dalle acque del fiume Stella, che alimentano le pale del mulino ancora oggi visibile lungo la strada, racchiude inoltre uno splendido esemplare di quercia plurisecolare, tra i più grandi in Italia che con gli oltre 20 metri di altezza è protetto come monumento naturale. A Virco sono 80 gli ettari coperti dal “Biotopo delle Risorgive”, un alternarsi di habitat straordinari come boschetti e prati umidi, frequentati da albanelle, scoiattoli e rari insetti. Da quanto suona la campana Artisticamente Bertiolo regala alcune chicche. Tra queste il Santuario della Madonna di Screncis, meta di pellegrinaggi fin dal ‘400. All’interno una bella collezione di ex voto, dai secoli passati a tempi più recenti; le chiese di San Martino e della Santissima Trinità. Quest’ultima ospita una campana datata 1287: la più antica che si conosca in provincia di Udine, salvatasi dalle fusioni imposte durante la Grande Guerra.

eventi

BASILIANO 29 giugno – 1 - 6-8 - 13-15 luglio Luglio Varianese 45 edizioni per la festa di Variano sul colle di San Leonardo, nel castelliere più piccolo della regione. Buona tavola e musica.

BASILIANO 31 agosto 2 settembre - FaFieste Blessano Tutta dedicata alla lingua friulana la festa che propone tanta cultura. Dai concerti ai libri passando per le poesie, dalle mostre alle magliette senza dimenticare le proiezioni.

BASILIANO 7 9 settembre - 12 ed Danzando tra i popoli Tradizioni, musiche e balli da ogni parte del mondo, nel nome della pace.

BASILIANO 12-14 - 19-21 ottobre Sagra dei granchi (Perdon da las Masanètes) Per la Madonna del Rosario la festa che ricorda lo scambio che in passato vedeva protagonisti i pescatori di Marano Lagunare: salivano fino a Basiliano per offrire granchi (masanette) e ottenere farina di mais e formaggio.

BASILIANO 29 novembre 2 dicembre Il purcit di Sant’Andree Per il patrono Andrea una festa che è trionfo di carne suina. Eventi musicali e culturali.

BERTIOLO 10 agosto - Calici di stelle Degustazioni, tra musica e buffet, di vini locali e friulani; premiazioni dei cittadini che si sono distinti diventando dei punti di riferimento, delle stelle appunto.

BERTIOLO 7-15 settembre Ottavario al Santuario della Madonna di Screncis.

guida turistica  //  p. 029

Udine & Provincia

CAMINO AL TAGLIAMENTO Pedalate naturali Gli umori del grande fiume Tagliamento e degli altri corsi d’acqua più piccoli hanno sempre determinato la storia di questo comune. Una campagna particolarmente fertile che - scandita dall’ordine geometrico delle aree coltivate, dalle grandi estensioni riservate alla viticoltura e dai boschetti di farnie secolari - offre un paesaggio agreste tutto da scoprire. Con i percorsi cicloturistici naturali, si pedala nella pace e nella tranquillità, tra filari alberati, poderi isolati, mulini e borghi ben conservati, lontani dal rumore cittadino e dall’inquinamento delle strade. Una villa tuttofare Camino al Tagliamento riserva un’accoglienza discreta ma che sa imporsi. La sua è una successione paesaggistico-architettonica che lascia il segno. Il panorama comunale è costellato di magnifiche chiese (Pieve di Rosa, Bugnins, Glaunicco, Gorizzo, San Vidotto e Straccis), tra cui l’Arcipretale d’Ognissanti, edificio in stile neoromanico degli anni venti del Novecento, e di una serie notevolissima di edifici civili, rurali e nobiliari. A partire da villa Colloredo Mels Mainardi Bianchi, dal carattere scenografico databile al XVI-XVII sec (portale dai due obelischi, ponte levatoio sul fossato, la chiesetta cimiteriale). Non solo vestigia del passato però in questa dimora. La villa è anche, in parte, bed & breakfast, scuola d’equitazione per escursioni e ippoterapia. Inoltre, al suo interno si tengono corsi di musica. Altrettanto suggestivo il palazzo Sa-

eventi

BERTIOLO

BERTIOLO

22 settembre 200 anni di emozioni

11, 18 e 25 novembre

BERTIOLO

Feste del ringraziamento Chiude la stagione agricola. Feste rispettivamente a Bertiolo paese e nelle frazioni di Pozzecco e Virco.

14 ottobre Processione del Perdon

BERTIOLO

Musica e teatro all’auditorium comunale.

Maternità di Maria Vergine in frazione Pozzecco.

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26 nov - Purcit su la bree A Pozzecco si celebrano le delizie gastronomiche a base di carne di maiale.

Medio Friuli

vorgnan Minciotti, di fondazione cinquecentesca, che si trova nel cosiddetto Borc dai siôrs, la cui struttura tipica è quella dei borghi rurali friulani: edifici posti lungo la strada con i portoni di accesso alle corti interne, rustici per l’attività agricola e orti. Il mulino di Nievo Risalendo verso Glaunicco, si scoprono luoghi di raro fascino, particolarmente amati dallo scrittore Ippolito Nievo, che ne lasciò pagine descrittive di grande suggestione. Fulcro della frazione di Glaunicco è il mulino, dove è in parte ambientata la novella nieviana ”Il Varmo”, posto lungo la strada di collegamento con Camino in un contesto ambientale ricco di fascino, con le acque del fiume Varmo ad alimentare la grande pala, attiva per la macinazione dei cereali fino agli anni Sessanta del Novecento e oggi attrazione irresistibile per quanti scelgono i sapori tradizionali offerti dal ristorante che qui ha trovato facile collocazione.

CASTIONS DI STRADA Boschi e paludi Castions di Strada è una buona sintesi fra testimonianze storico-artistico-religiose ed elementi di valore naturalistico e ambientale. Con 33 km² (non certo pochi), il suo territorio confina con ben undici comuni ed è attraversato da storiche strade di origine romana divenute fra le più trafficate arterie di comunicazione (anche al giorno d’oggi) della regione. Per quanto attiene la natura, sono presenti tre grandi

eventi

CASTIONS DI STRADA

CASTIONS DI STRADA

21 ottobre Premio Armeria

15 dic Concerto di Natale

Al Centro civico, si rende omaggio al cittadino che più si è distinto nell’arco dell’anno e all’azienda che meglio ha operato. Ai neomaggiorenni copia della Costituzione.

Nella chiesa parrocchiale cori giovanili.

guida turistica  //  p. 031

Udine & Provincia

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CLAUIANO Trivignano Udinese Autentico questo borgo Nel 2013 saranno mille gli anni di storia ufficiale per Clauiano, in comune di Trivignano Udinese. Al 1013, infatti, risale la prima citazione in una pergamena ad opera del patriarca di Aquileia. Il paese fa parte a buon diritto dell’associazione Borghi Autentici d’Italia in quanto è bello e ha un’identità architettonica ben precisa. Da queste parti, più che altrove, i protagonisti sono ancora pietre e sassi, che decorano portali, facciate e ingressi delle case, che caratterizzano muri e angoli, che danno il senso di un rapporto vivo con gli elementi e la tradizione contadina del passato, della vita di lavoro, quella di tutti i giorni. Nel nucleo storico di Clauiano gli edifici più antichi risalgono al XV sec. e sono localizzati soprattutto in-

© franco baldissarutti / Panoramio.com

aree protette. La Palude Moretto, sito di importanza comunitaria (SIC) nel quale si ammirano habitat naturali e specie animali e vegetali da salvaguardare. Il Boscat, nel quale prevalgono querce e carpini, ricco di coloratissimi fiori (possibilità di visite guidate). La palude Selvote, altro habitat ideale per rare specie di fiori e animali. Una colonna barocca in mezzo alla strada Il territorio è anche punteggiato di belle testimonianze artistiche e religiose. Il simbolo di questo patrimonio è sicuramente la cosiddetta “colone”, una lunga stele collocata nel crocevia principale del paese. In cima, oltre a una lanterna, un baldacchino di gusto barocco a protezione della statua dell’Immacolata Concezione. Si dice che la colonna provenga dalle antiche vestigia di Aquileia. Si tratta in ogni caso di uno dei pochissimi monumenti del genere in Friuli Venezia Giulia. Agli ultimi caduti il primo monumento Spicca poi la chiesa di Santa Maria delle Grazie risalente al ‘400 con bellissimi affreschi eseguiti nella prima metà del ‘500. Di fondazione preromanica è invece la chiesa di San Martino, edificio di piccole dimensioni che si caratterizza per la singolare e slanciata torre campanaria quadrata, con bifora e terminazione a pigna in mattoni impostata sulla facciata. La chiesa parrocchiale di San Giuseppe, costruita intorno alla metà del ‘700, ospita opere barocche, moderne e contemporanee come gli affreschi della cupola. In località Bivio Paradiso c’è un monumento che ricorda gli ultimi nove soldati italiani caduti in combattimento nella prima Guerra mondiale (il 4 novembre 1918, a pochi minuti dall’entrata in vigore dell’armistizio delle ore 15). È il primo del suo genere costruito in Italia. Fu inaugurato dal duca d’Aosta nell’aprile 1919. Il fatto d’arme fu ricordato anche da Gabriele D’Annunzio. Il 4 novembre di ogni anno vi si svolge una manifestazione ancora molto sentita cui partecipano bersaglieri, alpini e cavalleggeri. Latteria di turno Il territorio, simile in questo agli altri comuni del medio Friuli, è invitante anche da un punto di vista enogastronomico per la presenza di buoni ristoranti e agriturismo. Si possono inoltre acquistare prodotti genuini nelle numerose aziende agricole aperte al pubblico o nella Latteria Turnaria, che permette di degustare prelibati formaggi accompagnati da ottimo vino.

Medio Friuli

torno alla chiesa di San Giorgio e in via Borgo San Martino. Più numerose sono le costruzioni dei sec. XVII e XVIII, la cui tipologia è essenzialmente quella della tipica casa friulana: il fronte principale sulla strada, uno splendido portale in pietra e la corte interna. Una bella atmosfera. Due gli edifici religiosi. La chiesa di San Marco, poco fuori dal borgo, di origini trecentesche ma ampiamente rimaneggiata nel XVI sec. e quella di San Giorgio nell’aspetto attuale risale al sec. XVIII ma l’origine è più antico. Miele, farina e rape Qualche acquisto in zona? Il miele prodotto con sistemi tradizionali, il farro e i prodotti ortofrutticoli biologici tra cui le farine integrali e biologiche di un antico mulino conosciuto in tutto il Friuli. Il vino, poi, bianco e rosso, vale la pena portaselo a casa. Una

eventi

CLAUIANO 22-23 settembre - Equinozio d’autunno Mostre d’arte, spettacoli teatrali e musicali, laboratori per i più piccoli, artigianato e buona tavola. Rassegna d’arte ‘Immaginare il tempo’: nei cortili e portoni si ammirano le opere finaliste.

TRIVIGNANO UDINESE 15 dicembre - Rassegna corale Si canta, nella chiesa di San Teodoro, per la 25ª edizione.

specialità locale, comune a tanti paesi del circondario, è il Musetto e brovada, ossia il ‘cotechino’ servito con le rape bianche lasciate fermentare nella vinaccia.

CODROIPO Storico incrocio e un parco da sogno Codroipo è il comune più grande e popolato del Medio Friuli: otre 15 mila gli abitanti. Il nome deriva da Quadrivium, in chiaro riferimento alle quattro strade che incrociavano (lo fanno tuttora) nella piazza. Qui storia, cultura e natura sono in perfetto equilibrio. Nei dintorni il Parco delle Risorgive, un’isola verde di quarantacinque ettari, ultimo lembo umido della Bassa sottratto all’era delle bonifiche. Prezioso scrigno di sentieri, strade bianche, ponti, corsi d’acqua (con i fenomeni di affioramento in olle e fontanai), aree di sosta, boscose e radure prative con parchi giochi e pic-nic dove trascorrere momenti di tranquillità. In prossimità le tracce di numerosi e antichi mulini, in particolare il Mulino di Bert, l’unico ancora attivo, risalente al 1450. Trionfo e crollo della Serenissima In centro città è d’obbligo una visita alla chiesa parrocchiale (consacrata nel 1752) che presenta, fra le tante bellezze, il magnifico altare maggiore del 1765. Nelle altre località del comune sono molti i luoghi di culto con opere d’arte da ammirare, da Rivolto a Goricizza, da Beano a Lonca (un notevole Trittico) passando per Pozzo. Ma il nome di Codroipo è soprattutto legato alla residenza nobiliare di una delle sue frazioni, Passariano: Villa Manin. Tra le più rinomate presenze architettoniche di tutto il territorio regionale. I lavori del grande edificio, che riporta all’epoca degli splendori della Serenissima Repubblica di Venezia, iniziarono a metà del ‘600 per volere della famiglia Manin a suggello della loro fortuna. Ma la Villa, al tempo stesso, rappresenta anche il simbolo della fine della civiltà veneta e della sua secolare autonomia: fu qui che visse l’ultime Doge, Ludovico e nelle sue stanze Napoleone firmò nel 1797 il trattato di Campoformido, decretando la cessione di Venezia all’Austria. La Villa è importante anche per le settecentesche opere d’arte che conserva, per la ricca collezione di armi e carrozze e per la cappella di Sant’Andrea. Qui è anche visibile un’esposizione permanente di supguida turistica  //  p. 033

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axplein è un’azienda giovane con le idee chiare. Produce strutture in legno per l’esterno e distribuisce prodotti di qualità per l’arredo giardino e accessori per la casa, importandoli dai migliori produttori con contratti di esclusiva. I suoi prezzi sono concorrenziali e si rivolgono anche agli utenti pubblici, come bar, ristoranti, alberghi, agriturismo, centri benessere e altri. Dispone di un’area espositiva esterna di grande impatto, di circa 5000 mq., grande e ben organizzata, e di un show room coperto di circa 2000 mq. Ottimi i servizi post-vendita e di credito al consumo. Sono molti i prodotti che si possono trovare alla Maxplein, tutti delle migliori aziende, italiane ed estere, selezionate per la qualità e la gamma. Casette in legno di ogni dimensione, saune (modelli tradizionali e a infrarossi), ombrelloni (in vari colori con telaio in legno o metallo), Car Port (box auto su misura aperti o chiusi); pavimentazioni (tradizionali, di pietra ricostruita e in legni esotici pregiati), tutto l’arredo per giardino (tavoli, sedie, poltrone e divanetti), ciottoli e pietre; barbecue (portatili, su carrello, in acciaio); complementi e accessori come vasi, piante artificiali, candele decorative, oggettistica da regalo. Qui, nello specifico, vogliamo occuparci dell’arredo esterno, delle casette da giardino e tettoie per l’auto, dei complementi per la casa, dei vasi e del barbecue.

Barbecue, che aiuto in cucina Un piacere che non conosce stagioni o crisi

n

ei pranzi all’aperto non può mancare un barbecue. La collezione di Maxplein è un vero e proprio aiuto cuoco: i carrelli di supporto sono dotati di appositi spazi per la bombola e per i set condimento. Sono di facile utilizzo e perfettamente igienici: il cibo che viene posto sulle piastre in ghisa smaltata porcellanata, infatti, si cuoce in maniera uniforme. Il vassoio ‘raccogli grasso’ facilita le operazioni di pulizia. L’accensione piezoelettrica è integrata nella manopola. Nelle versioni più importanti la cappa-forno serve per rendere migliori le grigliate ed è anche un vero e proprio forno per spiedi, arrosti, pizze e torte. Termometro interno.

Qualità e prezzo senza PaRagOnI a CODROPIO viale Venezia 154/156 (UD)

Alto Friuli  |  Ottobre 2011

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Mondo CASA ARREdo 

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Casette da giardino e Car Port Arredo e  Tutto su misura nel verde, per relax e vani auto. complementi Soluzioni che aumentano il prestigio della casa

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l giardino, il balcone o il terrazzo di casa si possono trasformare nella stanza in più per chi desidera ritagliarsi un’oasi di relax all’aria aperta. Uno spazio visibile anche dai passanti e dai vicini e che dunque contribuisce a delineare l’immagine dei proprietari dell’abitazione. Il giardino può essere arricchito da una casetta, un ombrellone, un gazebo o da un pergolato, creando l'angolo verde. Le strutture di Maxplein sono realizzate in legno impregnato per esterno e garantiscono un'ottima durata nel tempo. La copertura può essere in policarbonato con telo piano, telo scorrevole o telo onda. Il Car Port, la rimessa per la macchina, è disponibile nelle soluzioni autoportanti o addossate a parete; può essere completato con grigliati frangivento per offrire un’elegante e funzionale copertura e una vista gradevolissima. Le coperture possono essere realizzate in telotenda o perlinato e tegola canadese.

Le strutture si armonizzano  perfettamente con l'ambiente Installazioni in legno, anche lamellare

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tmosfera morbida e accogliente, propria del calore e del profumo del legno. Ubicate con la massima semplicità, la casetta e il gazebo permettono di usufruire della parte più bella dello spazio verde domestico. Sono sufficienti pochi metri per installare queste costruzioni in legno dalle varie dimensioni e per diverse esigenze: deposito per attrezzature da giardinaggio, chiosco per giornali e bevande, bungalow, fino alla vera e propria baita, piccolo rifugio per trascorrere momenti di relax immersi nel verde. Il portico integra la casa con uno spazio godibile in tutto il periodo dell’anno, in quanto semplicissimo da chiudere con pannelli e con vetrate mobili. Nel periodo estivo l’apertura di questi elementi consente la ventilazione e il piacere del contatto con la vegetazione circostante. C’è anche la possibilità di usare il legno lamellare. Il legno è oggi uno dei materiali da costruzione più richiesti. Crea un’atmosfera accogliente e soddisfa la voglia di una migliore qualità di vita. Con il legno lamellare si può realizzare qualunque tipo di struttura.

e-mail: info@maxplein.com

P

er quanto riguarda l’arredo Maxplein garantisce molteplici proposte abbinando alle strutture costruite tavoli rettangolari, quadrati, rotondi, estensibili a sedie con o senza braccioli, nelle varie tipologie. Vasta gamma di accessori, quasi sempre in teak, per godere meglio la vita all’aperto. Le collezioni Maxplein sono caratterizzate dal design classico o contemporaneo. Affascinano per il calore del legno, le forme e i colori del metallo e la splendida linea. Da non perdere le serie di vasi il cui stampaggio rotazionale permette di produrre corpi cavi in un solo pezzo senza necessità di saldature. Questa tecnologia produce pezzi privi di tensioni interne con una buona uniformità di spessore. Altro complemento d’arredo intramontabile e di grande eleganza sono le candele. Creano ambienti dalle atmosfere calde ed accoglienti. Un tocco raffinato per gli arredamenti d'interni e d’esterni.

| web: www.maxplein.com

Ottobre 2011  |  Alto Friuli

Udine & Provincia

pellettili ecclesiastiche di grande raffinatezza e pregio. Incantevoli sono i lunghi viali del parco che circonda la villa, dove è possibile passeggiare fra piante secolari, laghetti e sculture raffiguranti personaggi mitologici. Oggi il contesto della villa è un noto Centro d’Arte che ospita nelle sue ampie sale prestigiose esposizioni pittoriche. In estate è sede di concerti musicali di gradi artisti internazionali. Carrozze, biciclette e jet Ma a Codroipo non c’è solo Villa Manin. A Muscletto è situata villa Colloredo Mels mentre nel piccolo borgo di San Martino sorge villa Kechler. Ospita il Museo civico delle carrozze d’epoca che con i suoi 44 veicoli perfettamente conservati ancora funzionanti è una rarità a livello nazionale. Sulle comode e sicure piste ciclabili del circuito comunale di oltre cinquanta chilometri, si arriva fino in centro. Sulla piazza si affacciano il duomo, di cui si è detto, e il Museo Archeologico la cui esposizione prende le mosse dai reperti che vanno dall’età protostorica al rinascimento (passando per l’età romana) rinvenu-

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ti negli scavi dei dintorni. Non lontano dalla piazza spicca palazzo Faleschini, stile liberty. Oltre ad essere un centro culturale molto attivo, Codroipo offre anche diverse opportunità di svago di carattere sportivo grazie ai cosiddetti “Campi Base” attrezzati per il pattinaggio, il basket, il calcetto, le bocce, il tennis e persino l’arrampicata, oltre, naturalmente, al nuoto praticabile all’interno della piscina coperta che sorge proprio accanto al centro sportivo. Ultima tappa, l’Aerobase delle Frecce Tricolore di Rivolto. Stando nei suoi dintorni tutti hanno la possibilità di assistere alle emozionanti acrobazie dei piloti della Pattuglia Acrobatica in addestramento. Un buon bicchiere di storia Un museo del vino e del vetro ripercorre la storia millenaria del buon bere attraverso stampe, litografie, bottiglie, bicchieri, corredi ecclesiastici per eucaristia. Attente le ricostruzioni di antiche botteghe di mastri vetrai o bottai, cantine e osterie. È possibile completare il percorso visitando i vigneti, le moderne cantine e i punti di degustazione delle diverse aziende vitivinicola locali.

Medio Friuli

eventi

CODROIPO 30 settembre - Gran trofeo di bocce

CODROIPO

Torneo regionale per i bocciofili del Triveneto.

Giugno, luglio, settembre Esperienze ecomuseali

CODROIPO

Contenuti e significati di varie rassegne espositive provinciali, slegate dagli schemi classici. Ecomuseo delle Dolomiti Friulane Lis Aganis (15-17 giugno), i Mistrirs di Paularo (6-8 luglio), l’Ecomuseo della Val Resia (21-23 settembre).

CODROIPO 30 giugno Concerto a Villa Manin di Passariano La Filarmonica bertiolese La Prime Lûs 1812 festeggia i due secoli. Per l’occasione orchestra a fiati di 200 elementi.

7 ottobre - Torneo di tiro con l’arco Gara interregionale indoor (Palazzetto dello sport).

CODROIPO 14 ottobre Tre eventi diversi per un’unica giornata di sport: da una parte marcia (tre diversi percorsi di 7, 13 e 20 km) e gara di arrampicata (nuova palestra di via Circonvallazione), dall’altra motocross e minicross sul circuito di Rivolto.

CORDOIPO

CODROIPO

4 luglio - Radiohead in concerto

25 30 ottobre - Fiera di San Simone

A Villa Manin di Passariano prima tappa del tour europeo.

14-22 luglio - Palio dei rioni

Radici contadine per la festa di fine raccolto che ricorda anche che qui si svolgeva il più importante e affollato mercato di bestiame del Friuli. Sapori, cultura, animazioni, chioschi, mercatino.

Sfide incrociate di pallacanestro tra le varie aree della città. Un classico dello sport alla 28 edizione.

CODROIPO

CORDOIPO

28 ottobre - Fiera dei folli

21 luglio - E…state in Borc San Roc

Artisti del teatro di strada provenienti da tutta Italia: spettacoli ed esibizioni.

CODROIPO

Festa rionale in viale Duodo.

CODROIPO 29 luglio - Raduno nazionale Vespa

CODROIPO

Adunata nazionale per gli Insetti Scoppiettanti Club (10ª edizione). Giro di 30 km nei dintorni, pranzo e premiazioni.

8, 15, 22 novembre - Montagna Cinema 2012

CODROIPO e IUTIZZO 4-5 agosto - Notte d’estate e Perdon della Madonna della Neve Sabato teatro in friulano, domenica l’omaggio religioso con processione. Il 5 agosto processione serale anche in frazione Iutizzo fra luminarie e fiori.

Nel teatro Benois De Cecco, rassegna filmica con le migliori pellicole in arrivo dai più importanti festival internazionali.

IUTIZZO 25 novembre - Festa del Ringraziamento Per la fine della stagione agraria, benedizione dei mezzi agricoli e festa con pranzo e giochi.

CODROIPO 7-10 agosto - Torneo internazionale di bocce

CODROIPO

55° Gran premio Città di Codroipo fra società italiane, slovene e croate.

Chiesa di San Valeriano.

8 dicembre - Rassegna corale

PASSARIANO

CODROIPO

16 settembre - Festa del Bambin Gesù

23 dicembre - Natale in Borgo San Rocco

Processione con la statua lignea che, donata dagli appartenenti alla famiglia Manin, proteggeva un tempo tutti i bambini che lavoravano per loro.

Tradizionale festa rionale con chiosco. Arriva Babbo Natale con i doni.

guida turistica  //  p. 037

Udine & Provincia

Ville rurali Due tra le più belle ville del Medio Friuli sono qui. La prima, villa Fabris, costruita a partire dal 1600 inoltrato sulle rovine di un edificio quattrocentesco, è circondata da un giardino delimitato da cinta muraria coronata da statue di tufo e da edifici rustici, scuderie e cantine che si chiudono intorno al cortile interno. Nella villa Bellavitis, l’altra dimora, a breve distanza, viveva un tempo la scrittrice Elena Fabris Bellavitis (1861-1904), autrice di novelle e romanzi. Tanta l’arte sacra meritevole di attenzione in tutto il comune. A Galleriano, Nespoledo, S.Maria di Sclaunicco e Villacaccia. Alcune segnalazioni che valgano per tutti: il bellissimo altare maggiore nella parrocchiale di Lestizza, gli ex voto di Nespoledo (chiesa di S.Antonio Abate), la croce astile romanica a Sclaunicco. Terrapieni difensivi di millenni fa Nella frazione di Galleriano sorge Villa Trigatti, complesso seicentesco e vivace centro culturale. Nella campagna fra Galleriano e Nespoledo si estende un’area molto interessante sia dal punto di vista naturalistico che archeologico-storico. Ci sono tracce di tombe e dei terrapieni sui quali si pensa venissero erette palizzate a scopo difensivo secondo una tipologia abbastanza comune a tutti i castellieri della pianura medio friulana (l’epoca di queste fortificazioni, i castellieri, durò circa un millennio, dal XV al III secolo a.C.).

© Mazzoli Roberto

LESTIZZA

© Maurizio Tex / Panoramio.com

eventi

SANTA MARIA DI SCLAUNICCO

festa che coinvolge tutte le associazioni territoriali. Sport, musica, gastronomia.

29 giugno - Concerto

LESTIZZA

Suona l’orchestra filarmonica parigina di Chevilly-Larue. Una sessantina i musicisti di origine italiana e friulana.

7 luglio - Concerto

SANTA MARIA DI SCLAUNICCO 29 giugno 8 luglio Manifestazione paesana ‘Torniamo a incontrarci’, classica

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In villa Trigatti a Galleriano.

GALLERIANO 30 settembre Festa dei migranti Tanta allegria ma anche momenti di riflessione intorno al fenomeno migratorio che in passato interessò pesantemente questi paesi. Pranzo e convegno.

GALLERIANO 23-26, 31 agosto, 1 settembre Festa del paese e corsa degli asini. Un vero e proprio palio fra borgate e frazioni comunali. Si corre, se gli asini sono d’accordo, per la 46ª edizione.

GALLERIANO 24 novembre Concerto di San Martino In chiesa.

Medio Friuli

Buona cultura, buona tavola Lungo la via principale di Lestizza si incontra una tipica casa friulana dei secoli addietro (a corte chiusa con apparati decorativi classici): è Casa Tosone, imponente edificio risalente al XVIII secolo. Chi intende abbinare arte e buon cibo, nella frazione di Villacaccia, trova invece una casa colonica costruita secondo i criteri più tipici dell’antica edilizia rurale e adibita a sede associativa. Ospita un agriturismo e spazi riservati ad eventi di richiamo.

MORTEGLIANO

SANTA MARIA DI SCLAUNICCO 8-9 dicembre Mercatino di Natale.

MORTEGLIANO LAVARIANO 10-11 novembre Festa dell’oca e del vin novello Per San Martino, nella piazza di Lavariano, festa paesana con specialità locali innaffiate dall’amabile freschezza del vino nuovo. Come una volta, insomma.

Polenta, formaggio e mele. Ma non solo Terreni fertili e particolarmente adatti alla coltivazione del mais quelli di Mortegliano. Il paese - a ridosso della linea delle risorgive – ha fatto della produzione del giallo cereale il suo cavallo di battaglia. ‘La Blave di Mortean’ (il granoturco locale appunto, granella gialla ma anche bianca o rossa) è un prodotto tipico della Regione Friuli Venezia Giulia. Mortegliano, quindi, è essenzialmente un centro agricolo che nel tempo ha sviluppato anche, assieme alla più recente vocazione residenziale, il comparto industriale e quello dei servizi. L’eccellenza agricola, tornando ai prodotti della terra, si ricontra anche nella produzione delle mele. È attiva un’associazione per la Certificazione Dop di questa variante di mela friulana. Mortegliano garantisce qualità anche nell’ambito di altre produzioni enogastronomiche. Come la casearia della Latteria Sociale: formaggi speciali di grande tradizione grazie al lavoro di un caseificio fondato nel lontano 1934. In diverse osterie e ristoranti si servono prelibatezze locali come i piatti accompagnati dalla polenta, da ottimi vini e appunto squisiti formaggi. Alto, altissimo campanile Il paese è cresciuto intorno alla vecchia cortina fortificata, demolita nella seconda metà dell’Ottocento per fare spazio all’attuale duomo dei Ss. Pietro e Paolo (architetto Andrea Scala, 1820-1893). L’edificio, di grandi dimensioni, è di stile neogotico. Guglie e pinnacoli svettano da otto angoli. Le enormi volte interne custodiscono opere scultoree e dipinti di elevato pregio. Fra tutti, il grande altare ligneo (una sessantina le statue) di Giovanni Martini (1475 ca. – 1535), autentico guida turistica  //  p. 039

Udine & Provincia

© slo_thiago / Panoramio.com

capolavoro del Rinascimento friulano realizzato fra il 1523 e il 1526 come ex voto per lo scampato pericolo dopo un’invasione turca. Accanto al duomo il simbolo non solo della cittadina ma forse di tutto il Medio Friuli: l’ardito campanile, il più alto d’Italia (114,5 metri). Dalla cella campanaria vista mozzafiato su tutto, o quasi, il territorio regionale. Bella e più intima, in centro, la chiesa della Ss. Trinità. Un circolo ippico…esplosivo Per quanto riguarda i pregi architettonici, si segnala ancora la villa dei Conti di Varmo, un tempo dimora nobiliare e oggi biblioteca comunale, centro culturale e didattico. Sul retro un ampio parco dove d’estate si svolgono interessanti iniziative. In territorio comunale anche un campo da golf a nove buche, nella frazione di Chiasiellis, il borgo rurale con diversi esempi di antiche case contadine che merita una visita, e un circolo ippico lungo il fiume Cormôr, base per belle escursioni la cui sede si trova, singolarmente, all’interno di una vasta ex polveriera militare (le vecchie ‘casematte’ sono ora le stalle), in mezzo alla campagna.

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PALMANOVA Una stella ci proteggerà Il 7 ottobre 1593 è una data fondamentale per la storia di Palmanova: prima pietra della nuova fortezza ideata da Giulio Savorgnan, sovrintendente all’Ufficio delle fortificazioni di Venezia. Palma divenne Palmanova. E di nuovo c’era davvero tutto in quel sogno edilizio: trasformare l’abitato in una città stellata fortificata. Ma perché quella scelta, che avrebbe poi reso così unica e famosa a livello internazionale la città friulana, capolavoro tra i più belli e meglio conservati dell’architettura militare rinascimentale? La Repubblica di San Marco era particolarmente vulnerabile lungo il suo delicato confine orientale, e simili sistemazioni non potevano che accrescere la tensione e le rivendicazioni territoriali, in un clima geopolitico reso molto difficile delle incursioni degli Ottomani (1477, 1478) giunti a saccheggiare e incendiare Treviso nel 1499. In questo clima il Senato lagunare decise la costruzione di una fortezza, in un punto vicinissimo al confine con gli Asburgo. Ecco spiegate le fortificazioni con cortine, baluardi, falsebraghe, fossato e rivellini a protezione delle tre porte d’ingresso alla città.

Medio Friuli

eventi

PALMANOVA 7 – 8 luglio - Rievocazione storica

© slo_thiago / Panoramio.com

Rivive il Seicento: costumi, uniformi militari, armi e arnesi. Sfilate e giochi a tema storico. Cene nei borghi, duelli e visite guidate alla fortezza. Per finire fuochi d’artificio. 36ª ed.

JALMICCO 19-23 luglio - Sagra dei borghi Palmanova fu concepita soprattutto come macchina da guerra che tuttavia, da allora in poi, non fu mai al centro di significativi fatti d’arme o di episodi di difesa militare. Napoleone, ai primi del 1800, rinforzò la città con un’altra cinta di mura. Un decreto del Presidente della Repubblica del 1960 ha proclamato Palmanova “Monumento Nazionale”. C’è Mario in piazza Una visita a Palmanova non deve escludere i tre ingressi monumentali alla città (le Porte Udine, Cividale e Aquileia) e la vasta Piazza Grande, spazio perfettamente esagonale al cui centro si erge un basamento in pietra d’Istria dal quale s’innalza alto uno stendardo, da tempo immemorabile testimone delle vicende storiche della fortezza e simbolo della fortezza stessa, comunemente chiamato Mario dai Palmarini. Su di essa si affacciano tutti i principali edifici. E ancora l’imponente Duomo di Palmanova (1615-1636), che si staglia sulla Piazza Grande e rappresenta il miglior esempio di architettura veneziana in Friuli. All’interno tante le opre d’arte tra cui la pala dell’”Annunciazione” (1877). Imperdibile anche una passeggiata lungo i bastioni e i terrapieni che separano le varie cinte murarie: un continuo saliscendi tra prati, alberi e manufatti (c’è anche il fossato con l’acqua). Una vera e propria escursione in mezzo alla natura che si intreccia all’opera dell’uomo. Sale storiche Da segnalare il Civico museo storico di Palmanova, le cui sale propongono il racconto storico dei quattro periodi della storia di Palmanova: veneziano, napoleonico, austriaco, italiano e il Museo storico militare che raccoglie uniformi, cimeli e documenti inerenti i Corpi e le Unità avvicendatesi in città dal 1593 alla seconda Guerra Mondiale.

Festa paesana (45ª ed.) con gara di corsa a staffetta.

PALMANOVA 1-31 agosto Mostra mercato di stampe antiche Ultratrentennale appuntamento nell’ex polveriera napoleonica.

PALMANOVA 25-26 agosto - 12 ore dei bastioni Staffetta a squadre non competitiva. Sei ore notturne e sei diurne in bici.

PALMANOVA 30 settembre - Fiera d’autunno

PALMANOVA 7 ottobre - Ottobre Palmarino Si celebra con tutti gli onori il 419° compleanno di fondazione della fortezza palmarina. Festa della patrona con intrattenimenti e spettacoli.

PALMANOVA 14 ottobre - Duathlon 2x2 dei Bastioni Ancora una staffetta non competitiva, a coppie, sulla cinta muraria. Mountain bike e corsa a piedi per circa 9 km.

PALMANOVA 18 novembre - Mezza maratona Gara podistica competitiva internazionale. Tra le più frequentate in Italia per numero di iscritti. Di contorno una festa.

PALMANOVA 1-31 dicembre - Vari eventi natalizi

guida turistica  //  p. 041

Udine & Provincia

POZZUOLO DEL FRIULI Neolitico, struzzi e una grande battaglia Pozzuolo si estende su un’area centrale dell’alta pianura friulana e, oltre al capoluogo, comprende le frazioni di Cargnacco, Carpeneto, Sammardenchia, Terenzano e Zugliano. Vi si producono cereali, ortaggi, frutta e foraggi. Anche il settore zootecnico riveste particolare rilevanza (caratteristici gli allevamenti di struzzi e alcuni altri di selvaggina, in particolare fagiani). In paese ha sede la scuola “IPSAA Sabbatini” fondata nel 1881, centrale nella formazione di figure professionali tecnicamente preparate e al passo coi tempi in ambito agrario. Molto sviluppato, a Pozzuolo, anche il settore industriale con eccellenze in campo siderurgico ed edilizio. Per quanto riguarda le tracce del passato, lunga è la tradizione storica a Pozzuolo. Citiamo le testimonianze principali. Il sito archeologico di Sammardenchia con le tracce di un insediamento umano di cacciatori, agricoltori e allevatori risalente al V millennio a.C., uno dei più estesi abitati neolitici noti in Europa. Vi sono poi due importanti luoghi legati a fatti bellici dei due conflitti mondiali. Il grande monumento equestre che ricorda la battaglia fra il 29 e 30 ottobre 1917: cavalleria, fanti e civili italiani contro austro-tedeschi provenienti da Caporetto e il Tempio di Cargnacco (con cripta) che commemora i caduti e i dispersi della tragica campagna di Russia. Bambini, una festa tutta per loro Per quanto riguarda gli eventi di promozione del territorio ce ne sono vari. Il principale è la Sagra del© Mazzoli Roberto

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lo struzzo ma ce ne sono tanti altri durante tutto il corso dell’anno. Un evento peculiare che solitamente si svolge la prima domenica di maggio e che sta rivestendo sempre maggiore importanza è Insieme a Pozzuolandia, grande manifestazione dedicata a tutti i bambini e alle loro famiglie.

SANTA MARIA LA LONGA Prato o bosco? Tre borghi rurali (di sopra, di mezzo e di sotto) formano il capoluogo del comune con un nome certamente curioso. Che nulla ha a che fare, però, con la forma senza dubbio allungata dell’agglomerato urbano (è solo una coincidenza). Il nome longa è invece toponimo che origina dallo sloveno loka (prato) o logu (bosco). Residuo, evidentemente, delle antiche popolazioni dell’est che qui si installarono per volere dei partiarchi di Aquileia. L’agricoltura è stata, ed è tuttora, l’attività prevalente. Sebbene in passato ci siano stati dei problemi di approvvigionamento idrico causa la conformità del terreno. Quell’unica gogna A Santa Maria Assunta è dedicata la chiesa parrocchiale in cui ammirare il cinquecentesco fonte battesimale, il barocco altare della Madonna del Rosario e l’ottocentesco altare di S.Antonio. Alcune ville venete si trovano nel territorio comunale (frazioni comprese), senza dubbio di grande valore artistico: Mereto di Capitolo Villa Frangipane, a Tissano villa dei conti del Torso e villa Mauroner, a Santa Maria la Villa ex Bearzi. Altra villa importante del paese è villa di Colloredo Mels. Rilevante la presenza al

Medio Friuli

centro del paese di un’antica colonna della berlina (o gogna), l’unica rimasta nella pianura friulana. Due campioni di poesia Durante la prima guerra mondiale, Santa Maria fu sede del primo centro di fotografia aerea ed ospitò Gabriele D’Annunzio. Durante lo stesso conflitto in paese si trovò anche il poeta Giuseppe Ungaretti che qui scrisse i celebri versi di M’ illumino d’immenso.

SEDEGLIANO C’era una volta un castelliere Sedegliano, con le sue sei frazioni (Coderno, Gradisca, Grions, Rivis, San Lorenzo, Turrida), è il tipico comune della pianura medio friulana dove la bellezza della natura convive con il fascino degli antichi borghi, impreziositi da numerosissimi esempi di architettura religiosa. Degna di nota la chiesa di Sant’Antonio Abate (1896-1901), con lo svettante campanile in cotto progettato dal gemonese Girolamo D’Aronco nonché le opere di Giovanni Antonio Pilacorte e la pala di Pomponio Amalteo. Nella frazione di Gradisca si trova la chiesa di Santo Stefano Protomartire, fondata nel XV secolo, con portale del 1515 e affresco sul soffitto della navata. Tra i manufatti più vistosi, nonché il più antico, il castelliere, villaggio fortificato dell’età del bronzo in ottimo stato di conservazione. Situato nella frazione di Gradisca, è un luogo affascinante dietro al quale si cela una storia lontanissima nel tempo. Curiosamente (ma con rispetto) è stato adattato a campo da calcio. Dove oggi si incita al gol sorgeva un’antichissima comunità protostorica, risalente addirittura alla fase di © Mazzoli Roberto

eventi

POZZUOLO DEL FRIULI 27 luglio – 5 agosto - Sagra dello struzzo Piatti a base di carne di struzzo per una festa che celebra un genere di singolare allevamento che qui ha ormai ultraventennale tradizione.

POZZUOLO DEL FRIULI 16 settembre Giornata del Caduto e Disperso in guerra Cerimonia commemorativa religiosa e militare al Tempio di Cargnacco. Cartolina ad hoc e speciale annullo postale. Mostra fotografica.

SANTA MARIA LA LONGA 2 settembre Girotondo di colori a Tissano Un giorno intero per il divertimento dei più piccoli e dei ragazzi. Giochi, animazioni, creatività varia.

SEDEGLIANO 7-8, 14-15 luglio - L’Asino nei Cortili Si cena nelle corti.

GRIONS SEDEGLIANO 27 luglio 2 agosto - Festa di Sant’Anna Tradizioni popolari, iniziative culturali e sportive. Gastronomia e intrattenimenti vari. Chiude la kermesse la Festa degli Uomini (2 agosto).

SEDEGLIANO 3-5 agosto - Sagra di Santo Stefano In frazione Gradisca.

SEDEGLIANO 14 ottobre Festa della Madonna di ottobre Appuntamento per la ricorrenza di Mater Cristi nella frazione di Gradisca.

GRIONS SEDEGLIANO 13 novembre - Festa di ringraziamento Un saluto alla fine della stagione agricola.

GRIONS SEDEGLIANO 8 dicembre - 6 gennaio Inaugurazione del presepe monumentale Grandi statue di legno per la Sacra rappresentazione.

guida turistica  //  p. 043

TALMASSONS

© virgoss / Panoramio.com

Vasta prateria umida Anche Talmassons riesce a unire un notevole patrimonio naturale a un insieme di ricchezze storico-artistiche di antica memoria. Centro agricolo-artigianale di consolidata tradizione, situato alla destra del fiume Cormôr, si trova nella zona denominata “Risorgive dello Stella”. Nella frazione di Flambro c’è un bioto-

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po, la più importante prateria umida d’acqua dolce presente nella regione riconosciuta come sito di importanza comunitaria (SIC). Sono ben 73 gli ettari di questo reticolo idrico superficiale, un sistema comprensivo di tutti gli habitat delle risorgive friulane. È possibile la visita anche in bicicletta o lungo un percorso attrezzato con circuito ad anello. Olle, torbiere, aree boscate, flora di pregio e tanta fauna, dal gambero all’airone. Intorno un paesaggio agrario che mantiene il tipico aspetto tradizionale a campi chiusi. Nobiltà di campagna Accanto a questo prezioso patrimonio ambientale si annoverano siti archeologici di origine romana e alto-

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transizione tra età del Bronzo antico e Bronzo medio (1700 a.C.). Uno dei siti archeologici più importanti del Friuli. In casa di padre Turoldo Di grande fascino anche le antiche residenze, come Casa Uarnèl, edificio cinquecentesco. Molto bella anche Casa Turoldo, abitazione colonica ottocentesca oggi archivio degli scritti e delle opere di padre David Maria Turoldo, poeta, saggista e sceneggiatore, che in quel luogo nacque nel 1916. Nella frazione di Gradisca è possibile ammirare il Palazzo Venier, edificio di campagna del XVII-XVIII secolo voluto da un prelato veneziano per controllare i suoi possedimenti. Il grande fiume Sedegliano è anche luogo ideale per escursioni e per l’osservazione di numerose specie faunistiche, la maggior parte delle quali sono concentrate all’interno del Parco del Tagliamento, area di enorme interesse ambientale situata tra Rivis e Turrida con incantevoli punti panoramici sul fiume. In zona anche un antico mulino tuttora funzionante risalente al XVI secolo e azionato ad acqua.

© virgoss / Panoramio.com

Udine & Provincia

Medio Friuli

medioevale, ville e residenze padronali del XVI e XIX secolo, borghi tipicamente rurali, chiesette e icone votive, simbolo della storia religiosa del luogo. A tal proposito, sempre la frazione di Flambro merita una visita approfondita in quanto annovera alcuni fra i più interessanti esempi di architettura ecclesiastica come la chiesa parrocchiale di Santa Maria Annunziata, di fondazione cinquecentesca, situata lungo l’antica Stradalta, l’attuale strada Napoleonica, impreziosita da un dipinto realizzato dal pittore friulano di Dogna Fred Pittino. Flambro riserva un’altra sorpresa: villa Savorgnan, edificio del Cinquecento con successivi rimaneggiamenti, di aspetto semplice e severo. Da ricordare anche la presenza della Villa dei Conti Savorgnan. A Flumignano villa Mangilli, complesso ottocentesco. Osterie e poi naso all’insù Dal verde della terra coltivata al suggestivo scorrere delle acque dei torrenti e dei fiumi, Talmassons offre la possibilità di ammirare le sue bellezze a piedi, a cavallo o in mountain-bike. Magari facendo una piacevole sosta in una delle tante trattorie, osterie e agriturismo per gustare la genuinità dei prodotti tipici. Da registrare la presenza sul territorio comunale, non certo consueta, di un osservatorio astronomico che fa attività scientifica e divulgativa.

VARMO Diverse soprese Il territorio di Varmo (otto frazioni e varie località) è una continua sorpresa in equilibrio tra borghi rurali e naturalmente una magnifica natura, come il Bosco

eventi

TALMASSONS 22-29 giugno Festeggiamenti patronali a Flumignano Chioschi, teatro e concerto in chiesa.

TALMASSONS 12 luglio - Concerto A villa Mangilli di Flumignano

TALMASSONS 29 luglio - Cicloturistica Pozzecco – Grado Andata e ritorno per circa 120 km. Una prova di fondo (21ª ed.) che raccoglie quasi 500 iscritti da tutta Italia e vari Pesi esteri.

TALMASSONS 9-13 agosto - Festinpiazza Festa paesana nel segno del patrono San Lorenzo. Sport, animazioni, giochi, gastronomia. Apre al pubblico anche l’osservatorio astronomico.

TALMASSONS 31 agosto - Torneo di calcio

TALMASSONS 7 settembre - Concerto e musica in villa Appuntamento a villa Savorgnana di Flambro

TALMASSONS 20 ottobre - Festa e concerto del Perdon Musica e mostre culturali nella chiesa parrocchiale

TALMASSONS 28 ottobre - Commemorazione della battaglia di Flambro Si ricorda il sacrificio dei Granatieri di Sardegna e di molti paesani (fine ottobre 1917) che caddero sotto il fuoco austro tedesco nei giorni post ritirata di Caporetto.

TALMASSONS 24 dicembre Babbo Natale in piazza a Flambro

guida turistica  //  p. 045

Udine & Provincia

di Golena del Torreano, diviso con il comune di Morsano al Tagliamento. Si tratta di un variegato sito di importanza comunitaria (SIC). L’itinerario artistico ha inizio dal capoluogo, dove la chiesa di San Lorenzo, imponente costruzione ottocentesca, custodisce la pala dell’altare realizzata da Giovanni de’ Sacchis, noto come il Pordenone (14841539), artista di straordinaria levatura, uno dei maggiori talenti del Rinascimento Italiano. Il fascino di Varmo è anche nelle ville padronali. Villa Canciani Florio, villa di Gaspero Rizzi, villa Piacentini. Verso Madrisio sorge il Priorato, residenza nobiliare sulle rovine murarie dell’antico monastero di Santa Maria di Varmo, fondato nel XIII secolo. A Santa Marizza, delizioso borgo immerso nella campagna, c’è villa Bartolini, nota come il Palassat, costruita nel XVII secolo. Anche Romans, secondo centro del comune per numero di abitanti, conserva un esempio di villa padronale: villa Gattolini, costruita intorno al XVII secolo. Essenze, fiori e buona tavola: questioni di olfatto Per chi voglia soddisfare anche l’olfatto, a Gradiscutta vive e opera un maestro profumiere che con le sue

creazioni per la persona e l’ambiente ha inebriato regine ed insigni personalità del panorama mondiale. Le atmosfere di un giardino antico con gli deliziato profumi di un roseto amorevolmente curato oltre al fascino delle architetture arboree giapponesi: questo è invece il segreto di uno dei vivai più visitati del Medio Friuli. Accoglie i visitatori solo nel weekend o su appuntamento e si trova lungo la strada che collega Gradiscutta e Santa Marizza. E per soddisfare anche il palato, basta entrare in una delle tantissime trattorie presenti sul territorio.

eventi

VARMO 31 agosto – 3 settembre - Sagra del paese Solenni celebrazioni per la Madonna della Cintura. Chioschi e musica.

ROMANS DI VARMO 8 settembre Teatro per i bambini.

ROMANS DI VARMO 21 ottobre Festa del Perdon

ROMANS DI VARMO 24 dicembre - Sotto l’albero Giochi, animazioni e allegria in attesa dei doni di Babbo Natale.

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Viale Tricesimo, 139 UDINE - Tel. 0432.481551

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Shopping,

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divertimento e benessere.

entertainment and wellness.

Spaß und Wellness.

Il Centro Commerciale Città Fiera, con oltre 200 negozi, 15 ristoranti multietnici, un multisala con 11 cinema, una sala bingo, una sala giochi e due parchi gioco per i più piccoli, è il più grande Centro Commerciale della Regione Friuli Venezia Giulia, ponte di comunicazione con le vicine Austria e Slovenia, luogo ideale per il tempo libero. Sono 6 milioni e mezzo i visitatori che ogni anno si danno appuntamento all’interno del Centro.

Città Fiera Shopping and Leisure center, with over 200 shops, 15 multi-ethnic restaurants, a cinema with 11 theaters, a bingo hall, a game room and two playgrounds for children, is the largest shopping center in the Friuli Venezia Giulia region, serving as bridge of communication with neighboring Austria and Slovenia, the ideal place for leisure. Every year over 6 and a half million visitors come to the center.

Mit über 200 Geschäften, 15 multiethnischen Restaurants, einem Multiplex-Kino mit 11 Sälen, einem Bingo-Saal, einer Videospielhalle und zwei Spielhallen für Kinder, ist Città Fiera das größte Einkaufszentrum der Region Friaul-Julisches Venetien. Im Herzen der Verkehrsachse zwischen Österreich und Slowenien, ist Città Fiera ein idealer Ort für Ihre Freizeit. Über 6,5 Millionen Personen kommen jedes Jahr ins Einkaufszentrum.

Vastissima è la scelta per l’abbigliamento, gli accessori moda, i gioielli (oltre 100 negozi), con i principali marchi nazionali e internazionali; particolare attenzione è poi data alla cura della persona con la presenza qualificata di profumerie, parrucchieri, solarium. E per il mondo casa, c’è l’imbarazzo della scelta su arredamento, elettrodomestici e accessori, biancheria, tappeti e tessuti. Il Centro ospita marchi di assoluta qualità e prestigio, tra cui: Gaudì, Calvin Klein, Geox, Benetton, B/Store, Scarpe&Scarpe, Bata, Timberland, Coin, OVS Industry, Arteni Casa, Disney Store e tanti altri!

A wide range of apparel, fashion accessories and jewelry (more than 100 stores), with major national and international brands; particular attention is given to body care with qualified beauty shops, hairdressers, solarium. And for the home, a vast selection of furniture, appliances and accessories, bedding, carpets and fabrics. The shopping center offers high quality and prestigious brands, including: Gaudì, Calvin Klein, Geox, Benetton, B/Store, Scarpe & Scarpe, Bata, Timberland, Coin, OVS Industry, Arteni Casa, Disney Store and many more!

Die Auswahl an Geschäften mit Kleidung, Accessoires, Schmuckstücken (über 100 Geschäften), wo die wichtigsten nationalen und internationalen Marken vertreten sind, ist sehr groß; besondere Aufmerksamkeit ist der Körperpflege gewidmet, mit dem qualifizierten Angebot an Parfümerien, Friseuren, Solarien. Zum Thema Wohnen reicht das Angebot von Möbeln, Haushaltsgeräten und Zubehör bis hin zu Textilien, Teppichen und Haushaltswäsche. Im Einkaufszentrum finden Sie auch Marken höchster Qualität und Renommee, wie zum Beispiel: Gaudì, Calvin Klein, Geox, Benetton, B/Store, Scarpe&Scarpe, Bata, Timberland, Coin, OVS Industry, Arteni Casa, Disney Store, um nur einige zu nennen!

Strada per Martignacco, accanto alla Fiera di Udine

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TUTTI I GIORNI 9.30 - 20.30 9.30 - 22.00 VENERDÌ DOMENICA SEMPRE APERTO

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Questo è il Cittàfiera

Udine & Provincia

> UDINE CAPITALE Raccolto intorno al castello con l’angelo d’oro, il centro storico è bello e equilibrato nel ritmo delle sue tante attrazioni artistiche.

Città d’autore Udine, come ogni città italiana, possiede un notevole patrimonio artistico. Il nome della città ricorre per la prima volta in un diploma del 983. Capoluogo, meglio sarebbe dire capitale, della Patria del Friuli, è caratterizzata da una dinamicità lavorativa che tuttavia non compromette i ritmi posati di città di provincia. Una visita a piedi del suo bellissimo centro storico o una passeggiata tra i negozi del cuore urbano (buona parte dell’area è chiusa al traffico e all’interno del p. 050  //  Guida turistica

perimetro formato dai viali di circonvallazione vigono restrizioni) possono essere inframmezzate da una sosta in una delle tante osterie. Qui, con il piacere di accomodarsi a tavola o davanti a un fornito bancone, non solo si assaporano tante specialità enogastronomiche dai mille sapori semplici e genuini, ma si gusta anche il rito udinese del tajut, il bicchiere di vino accompagnato da uno spuntino. È necessario prevedere, facendo un giro lungo vie e piazze udinesi, alcuni luoghi dove la sosta deve essere più lunga e attenta.

Udine e dintorni

© Ilaria Meglio

il sole splendente, leoni alati, Ercole e Caco e una donna con la bilancia ecco piazza Libertà. Una visita non può che mettere al primo posto Piazza Libertà e il Castello. Partiamo proprio da qui. Piazza Libertà Punto nevralgico della città, è un armonioso complesso di edifici di eleganza veneziana cui fa da sfondo il verde e boscoso colle morenico del Castello. Nella piazza, su diversi piani e che non è sostanzialmente cambiata dal 1500, si trovano diverse opere di straordinaria bellezza. Loggia del Lionello, che leggerezza Udine va giustamente fiera di questo Palazzo del Co-

mune in forme gotico-veneziane risalente alla metà del 1400. A fasce alternate di pietra bianca e rosa, spicca soprattutto per il grande e leggero loggiato cinto da balaustra del piano terreno. Bifore e polifere ne fanno un capolavoro che sembra preso direttamente dal Canal Grande della Serenissima. Due mori e San Giovanni Fa riscontro a quella del Lionello una seconda loggia: San Giovanni. Del 1533, è una costruzione rinascimentale altamente scenografica. Un porticato di esili colonne con, al centro - oltre all’ingresso a una capguida turistica  //  p. 051

Udine & Provincia

pella-tempietto - la massiccia quanto elegante torre dell’Orologio (1527), variazione di quella celeberrima veneziana. Bellissimi anche un leone di San Marco e il quadrante solare sopra il quale si ammirano due mori in bronzo che battono le ore su una campana. Nel tempietto sono incisi i nomi dei caduti udinesi nelle guerre d’indipendenza. Ercole, Caco e la Giustizia Chiudono la piazza una fontana sopraelevata e diverse statue. Quella della Pace, una della Giustizia (su colonna) e la coppia dedicata a Ercole e Caco, che però tutti chiamano Florean e Venturin, e un altro leone marciano. Sobrio castello e panorama stupendo Dalla piazza si imbocca il palladiano arco bugnato Bollani che immette alla salita per il cinquecentesco castello (anche importante polo museale). Si percorrono le linee gotico-veneziane del porticato Lippomano a rampe e gradini (1487) per arrivare al piazzale erboso del maniero (da vari punti, splendida vista sulla città e la catena alpina che racchiude il Friuli). Qui sorge la Casa della Contadinanza, tipicamente friulana, antica sede di rappresentanza popolare (ora enoteca). A breve distanza la chiesa di Santa Maria di Castello, la

prima pieve udinese – già sacello cristiano, e cuore della città -. Interno molto interessante. Vi fecero sosta nel 1921 i Militi Ignoti avviati poi ad Aquileia. Tra essi ne fu scelto uno per l’altare della patria a Roma. Sul poderoso campanile svetta un angelo in bronzo dorato che gira con il vento. Nel castello l’ampia sala affrescata dell’antico parlamento friulano. Duomo, di tutto un po’ Ridiscesi dal colle, a breve distanza da piazza Libertà, ecco l’imponente duomo. Nonostante ripetuti rimaneggiamenti conserva le forme romanico-gotiche originarie (fu consacrato nel 1335). L’interno è barocco, dovuto alla munificenza dei patrizi Manin, che qui hanno due sepolcri. Da notare il coro, le tre porte (maggiore, destra e sinistra), il campanile ottagonale incompiuto, dall’aspetto di una torre, e il battistero. Numerosissime le opere d’arte all’interno. Oratorio della Purità Accanto al duomo il settecentesco oratorio, scrigno di opere pittoriche di Giovanni Battista e Domenico Tiepolo. Si visita su prenotazione. Piazza Matteotti La passeggiata, tra strade e viuzze in gran parte pedonali, continua fino a piazza Matteotti. Nome ufficiale che

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Udine e dintorni

pochi usano, però. Per tutti è ancora piazza San Giacomo (anticamente Forum novum), la più antica probabilmente. Qui si svolgeva il mercato. Una successione ininterrotta di case con bassi portici forma uno slargo quadrangolare arioso (con fontana) di grande pregio e bellezza. Tanti i negozi e i locali pubblici che vi si affacciano: il baricentro sociale cittadino, luogo di passaggio, incontro, eventi, svago. Di incomparabile bellezza il lato occidentale della piazza con la colonna Lippomano e la facciata lombardesca della chiesa di San Giacomo (tipico l’altare esterno chiuso da balaustra e dal quale nei giorni di fiera si celebrava messa; interno ricchissimo). Via Mercatovecchio Ampia strada a traffico limitato, già sede anticamente di mercati e fiere. Leggermente curva con bei giochi visivi di prospettiva (è chiusa verso est da un lato della Loggia del Lionello), è luogo di shopping e transito circondato da bei portici e notevoli edifici. Emerge il grande complesso del monte di Pietà, facciata del 1690, con la cappella affrescata del 1694. Notevoli le inferriate dell’edificio. Arte permanente Sono inoltre di grande interesse il palazzo arcivescovile, palazzo Antonini, piazza XX Settembre, la basilica della

Madonna delle Grazie (pale e pitture, fastose decorazioni, preziosi ex voto), la Cappella Manin e le chiese di San Cristoforo, Sant’Antonio, San Pietro Martire, San Francesco dell’Ospedale, San Giorgio, della Beata vergine del Carmine e il Tempio ossario dei caduti d’Italia, grande edificio a cupola con i resti di migliaia di soldati della Grande Guerra. Udine, infine, ospita diverse esposizioni permanenti. In castello: i Civici musei e Gallerie di storia e arte, il Lapidario, il Museo Archeologico, le Raccolte numismatiche, la Galleria d’Arte antica, il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe, e il Museo della Fotografia. In più la Biblioteca d’Arte e la Fototeca. Da segnalare anche la Galleria d’Arte moderna (in piazzale Diacono), il Museo diocesano (nel palazzo Arcivescovile) e la chiesa di San Francesco (mostre temporanee).

dintorni Tante opportunità anche nei dintorni di Udine, nell’agglomerato urbano del quale confluiscono frazioni dei comuni vicini come Basaldella, Campoformido, Feletto Umberto, Martignacco, Pagnacco, Pasian di Prato, Povoletto, Reana del Rojale, Remanzacco, Tavagnacco e Tricesimo.

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guida turistica  //  p. 053

Udine & Provincia

La buona sosta OSTERIE di udine Trattoria “Alla Ghiacciaia”

“Ai Barnabiti”

Via Portello, 2 - Tel. 0432 508937 chiusura: lunedì

Piazza Garibaldi 3/A - Tel. 0432 25150

“Tre Musoni” Osteria “Al Papagallo”

Via Marsala, 40 - Tel. 0432 602176

Via Cortazzis, 4 - Tel. 0432 297962 chiusura: domenica

“Ai Vecchi Parrocchiani” Via Aquileia, 66 - Tel. 0432 504506

Osteria “Da Artico” Via Poscolle, 58 - Tel. 0432 507947 chiusura: domenica

al cappello

Via Cisis, 2 - Tel. 0432 295949 chiusura: martedì

Osteria con cucina e Hotel Udine di Monica Toniut Via Paolo Sarpi, 5 - 33100 Udine Tel. 0432 299327 e-mail: info@osteriaalcappello.it

Osteria “La Ciacarade”

alle pietre

Via S. Francesco, 6 - UDINE - Tel. 0432 510250 chiusura: domenica

Bar Alle Pietre Via Superiore, 75 - Udine - Tel: 0432504664

Osteria “Al Marinaio”

“Alle Volte” Osteria “Al Canarino” Via Cussignacco, 37 Tel. 0432 504715 chiusura: domenica

Via Mercatovecchio, 4/Via Mercerie, 6 Tel. 0432 502800

Trattoria “Da Pozzo” Piazzale Cella 10 - Tel. 0432 510135

Enoteca “Spezieria pei Sani” Via Poscolle, 13 Tel. 0432 505061 chiusura: domenica

“Pierin mortadella” Riva Bartolini, 8 - Tel. 0432 509234

Trattoria Osteria “Porcaloca” Osteria “Al Vecchio Stallo”

Via Baldissera, 7 - Tel. 0432 227542

Via Viola, 7 - UDINE - Tel. 0432 21296 chiusura: mercoledì

Osteria ”Sbarco dei Pirati” Via Barolini, 12 - Tel. 0432 21330

Ristorante “Da Brando” Piazzale Cella,1 - Tel. 0432 502837 chiusura: domenica

“Staderie”

Osteria “Da Dalia”

“Alle Alpi”

Via Milano, 7 (Udine Rizzi) - Tel. 0432 400488 chiusura: mercoledì

Via veneto, 179 Cussignacco Tel. 0432 892040 - 0432 60112212

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Piazza Chiavris, 50

Tolmezzo - Piazza Mazzini, 7 tel. 393 0961794 | San Daniele del Friuli - Via Umberto I, 47 tel. 393 4880705 Tricesimo - Via Roma, 16/18 tel. 393 0960885 | Udine - Via Grazzano, 160 tel. 392.2318670 Cividale del Friuli - Piazza S. Nicola, 12 tel. 392.5164015 / 392.9717598 Pasian di Prato - Via Campoformido, 6/A tel. 393 0960886

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Città Fiera, più di un centro commerciale Una vera e propria città dedicata allo shopping, al tempo libero, alla casa e all’abbigliamento e alla ristorazione. E presto diventerà il centro commerciale più grande d’Italia.

pos

Nato nel lontano 1992 il centro Città Fiera è oggi uno dei principali poli commerciali a livello italiano con oltre 200 negozi, una variegata e ricca serie di proposte per la ristorazione e il tempo libero, un’ampia superficie destinata al business. Il centro è particolarmente articolato nell’offerta per garantire al visitatore di trovare risposte all’esigenza di shopping ma altresì al divertimento e alla cultura attraverso gli spazi espositivi, mostrandosi quindi non solo come centro commerciale ma come polo di servizi alla persona a 360°. A renderlo due volte unico la piramide p. 056  //  Guida turistica

di vetro che lo sovrasta che al suo interno accoglie gli uffici direzionali ed il centro medico. Quest’ultimo rappresenta un altro fiore all’occhiello: è infatti l’unica struttura sanitaria privata in Italia presente all’interno di un centro commerciale, a tutti gli effetti una novità pensata per rispondere concretamente ad esigenze di efficienza e rapidità nell’erogazione della prestazione medica. La struttura occupa il secondo e terzo piano della piramide direzionale, si estende su una superficie di 500 mq. e comprende 10 ambulatori ed un laboratorio di analisi. Accanto all’efficienza delle strutture, il centro commer-

Speciale Città Fiera

ciale si contraddistingue per essere servito da un sistema viario e di collegamento moderno ed efficiente: è infatti in posizione baricentrica rispetto ai due importanti assi internazionali, il Corridoio V e l’A23 esercitando quindi un’influenza sull’Euroregione e sui potenziali clienti in transito verso nord e verso est. Ugualmente importanti le diverse collaborazioni che il centro ha stretto con realtà del territorio: Udine e Gorizia Fiere Spa, il Parco del Cormor, il complesso sportivo dello Stadio Friuli e del Palasport Carnera. L’offerta merceologica è una delle più sviluppate, basti pensare che nell’abbigliamento Città Fiera è l’unico centro commerciale in Italia ad ospitare sotto lo stesso tetto Oviesse, Coin, H&M e Zara; questo già rappresenta un’indicazione dell’ottimo servizio dato al cliente. Il segreto della crescita di Città Fiera risiede nella continua ricerca di nuovi sviluppi mai improvvisi ma ponderati nel tempo. Il piano di sviluppo complessivo del centro prevede di passare dagli attuali 78 mila mq di superficie commerciale a 160 mila e sarà attuato in diverse fasi, a conclusione dello stesso il centro diventerà il più grande d’Italia. Obiettivo finale è la creazione di poli di attrazione in grado di allargare di molto l’attuale bacino di utenza. Il progetto rappresenta il superamento del centro commerciale classico grazie alla creazione di universi tematici attorno ai quali ruoterà un’offerta variegata e profonda: shopping, fashion home outlet, leisure. Il progetto di ampliamento vedrà inoltre il coinvolgimento nella commercializzazione di Cushman & Wakefield, leader nella consulenza immobiliare a livello globale, insieme al Gruppo Bardelli. Il programma di sviluppo è molto ambizioso ma, a differenza di altri centri, Città Fiera parte da una massa critica rappresentata da ben 7 milioni di visitatori e spazi di circa 86 mila metri quadri. Alla luce dei dati rilevati fino ad ora, Città Fiera diventerebbe il quarto o quinto Centro Commerciale in Europa ed il più grande in Italia.

Il nuovo protagonista di Città Fiera: Leroy Merlin Ha aperto al pubblico il 30 giugno 2012 il nuovo punto vendita di Leroy Merlin che entra a far parte a pie-

no titolo della prima fase di ampliamento dell’offerta casa di Città Fiera. Con 80 collaboratori su 6000 mq di superficie commerciale, 14 reparti e circa 40.000, referenze il nuovo punto vendita saprà attrarre al meglio il pubblico. Leroy Merlin si posiziona al secondo posto in Europa e al quarto posto nel mondo nel mercato del bricolage e del fai da te. 23 le aziende del gruppo presenti in 13 paesi con un fatturato nel 2011 di 13,8 miliardi di euro, i vari punti vendita nel mondo hanno registrato nello stesso anno 24 milioni e 300 mila passaggi in cassa. Tra i segreti del successo della struttura sicuramente l’ascolto delle esigenze del cliente attraverso indagini mirate per creare su ogni territorio il punto vendita che risponde al meglio alle esigenze. Quattro gli universi merceologici offerti: tecnico, decorativo, di progetto, giardino ed edilizia. Un’azienda globale che sa quindi proiettarsi al locale e desidera vivere ed agire da interlocutore diretto anche attraverso diverse iniziative per il territorio in cui si inserisce ad esempio con i progetti di riqualificazione urbana, la ristrutturazione di edifici pubblici, la manutenzione del verde, i percorsi didattici per le scuole. Un player globale che saprà quindi arricchire al meglio l’attuale offerta di Città Fiera per l’universo casa e fai da te. guida turistica  //  p. 057

Udine & Provincia

Ex Ferramenta: la nuova shopping experience Tra i progetti più importanti in programma a partire dal 2012 la nascita di una nuova galleria commerciale. Grazie al recupero delle aree dell’ex Ferramenta si svilupperà una nuova struttura situata strategicamente nella zona nord ovest dell’attuale centro commerciale a cui è collegata da uno degli ingressi più frequentati con un accesso privilegiato ai parcheggi multipiano. La galleria rappresenta un ulteriore passo avanti per la creazione di un anello che racchiuderà lo spazio commerciale assicurando un flusso costante di pubblico. Agli attuali 86.500 mq di superfici commerciali disponibili attualmente si aggiungeranno altri 26.000 mq di superficie commerciale per le nuove aperture. La nuova galleria si svilupperà su due piani nella parte storica, che un tempo aveva la funzione di ferramenta, (la struttura risale al 1967): l’intervento in questo senso verrà effettuato con una moderna riqualificazione delle strutture industriali esistenti rispettando le sue caratteristiche originali. Mattone, vetro e acciaio i materiali che andranno a contraddistinguerla.

Città Fiera e solidarietà Città Fiera da molti è conosciuto sul territorio non solo per gli spazi commerciali ma anche per le numerose attività di responsabilità sociale che porta avanti, alcune consolidate e particolarmente sentite come “Nonno Natale” e il Mercatino Internazionale della Bontà. Nonno Natale giunta alla sua 10ª edizione, è un’iniziativa che si svolge ogni 26 dicembre, ed è un’occasione di condivisione e di incontro per le persone anziane sole e bisognose. Il Centro Commerciale Città Fiera si trasforma in una immensa sala da pranzo e raccoglie oltre 400 anziani con situazioni di disagio o solitudine. Altra iniziativa particolarmente significativa è il Merp. 058  //  Guida turistica

catino Internazionale della Bontà, che coinvolge in prima persona ogni anno 1.100 studenti in rappresentanza di circa 35 scuole provenienti dall’Italia, dall’Austria, dalla Croazia e dalla Slovenia. I giovani protagonisti suddividono il profitto raccolto dal mercatino con le vendite dei loro oggetti tenendo per se il 70% dei proventi e devolvendo il 30% ad una associazione benefica. Il ricavato ogni anno aiuta dei bambini bisognosi di cure nel mondo. Obiettivo del Mercatino Internazionale è diffondere il concetto di impresa etica per far comprendere quanto il profitto non sia fine a se stesso ma uno strumento per aiutare gli altri.

Speciale Città Fiera

I numeri di Città Fiera Superficie commerciale (GLA) Outlet - HIC Ipermercato IPER Udine Hard Discount Altre superfici alimentari Altre superfici non alimentari Totale commercio AL DETTAGLIO Grandi negozi specializzati Esercizi commerciali, servizi, artigianato e tempo libero Ristoranti, caffè e bar Mercatino alimentare Multisala Sala Giochi Albergo Parcheggi Uffici

ATTUALE 78.000 mq 7.450 mq 339 mq 34.869 mq 42.658 mq n. 10 n. 190 n. 19 n. 3 11 sale n. 1 3.900 p. auto 4.500 mq

SVILUPPO 160.000 mq 30.000 mq 7.450 mq 1000 mq 2.154 mq 53.396 mq 94.000 mq n. 15/20 n. 300/350 n. 25 n. 5 11 sale n. 1 110 camere 10.000 p. auto 10.000 mq

INFORMAZIONI Per info sul Centro Commerciale: www.cittafiera.it Per info sul Gruppo Bardelli: www.bardelli.com Per info sulle attività benefiche: www.nicopeja.org Centro Commerciale Città Fiera Via A. Bardelli, 4 33035 Torreano di Martignacco (UD) Tel. +39 0432 544 568 E-mail: info@cittafiera.it guida turistica  //  p. 059

Udine & Provincia

Vacanze al mare in compagnia di Fido È arrivato il caldo torrido, talvolta insopportabile per uomini e animali e chi ne ha la possibilità si dà alla fuga verso mete fresche e ventilate. In zona vi sono interessanti opportunità balneari anche per chi sceglie di partire in compagnia di Fido. “La spiaggia di Snoopy” a Grado e “La spiaggia di Pluto” a Bibione sono due strutture dog friendly nelle quali gli animali possono correre, nuotare e riposarsi sempre a fianco del loro padrone! Per confortevoli soggiorni al mare possiamo ricorrere a diversi articoli presenti sul mercato, come i Salvagenti per cani “Dog Life Jacket” proposti da Camon e Trixie; facili e veloci da indossare infondono fiducia anche agli animali più timorosi dell’acqua. Per garantire un po’ d’ombra ai nostri amici la soluzione ideale è la Tendina Igloo proposta da Camon, portatile e pratica da montare utilizzabile ovunque all’aperto. E per un refrigerio a lunga durata è bene

S.O.S. Animali della bassa modenese

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munirsi di Tappetino e/o bandana refrigerante che garantiscono una freschezza per ore. Nel kit da viaggio ideale non possono mancare le ciotole pieghevoli e le borracce che consentono di aver sempre appresso scorte di cibo e acqua per i nostri pet. E per una protezione solare e un’idratazione cutanea e nelle zone con poco pelo o prive del tutto la soluzione ottimale è la Crema dermatologica protezione solare cute di Bayer. Per chi deve assentarsi da casa solo un paio di giorni, nei migliori negozi di articoli per animali, può trovare pratici distributori automatici di acqua e crocchette. Per chi sceglie di partire lasciando a casa i propri animali diverse sono le soluzioni: affidarli alle cura di parenti o amici fidati, servirsi di dog sitter a domicilio o optare per pensioni dedicate ai pet. In ogni caso, l’abbandono non è mai la giusta soluzione!

Accogliendo le numerose richieste dei clienti, Miky Mouse Pet Shop organizza una raccolta di cibo e accessori per gli animali terremotati del Comune di Mirandola. Una dipendente del comune, contattata direttamente riferisce: “Vi contatto in merito all’offerta di cibo e accessori per animali che sono terremotati tanto quanto noi, se non di più visto che molti sono stati “mollati” in canile approfittando dell’occasione. Ho contattato il referente veterinario del Comune, che ora ha la tenda davanti al canile “L’isola del vagabondo”. Mi ha riferito le necessità di alimenti secchi (crocchette) per cani (cuccioli, adulti e anziani) e di antiparassitari per cani e gatti, al momento ancora disponibili ma sicuramente carenti per fine agosto”. Gli aiuti verranno raccolti nei punti vendita di Udine, Buttrio, Codroipo e Gemona e portati a destinazione direttamente da Miky Mouse, dalla Protezione civile di Udine o dalla sezione A.N.A. di Udine a fine agosto 2012. Un sincero grazie a tutti coloro che vorranno dare il loro contributo!

Speciale Miky Mouse

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Udine & Provincia

> cividale del friuli La città ducale è patrimonio Unesco per i capolavori longobardi. Sulle sponde del Natisone scorre la storia

Cividale del Friuli Il luogo da cui ha preso nome tutto il Friuli Una terra da gustare con tutti i sensi: così si propone al visitatore e al turista la zona di Cividale. La città che, secondo la storia, ha dato il nome a tutta la regione. Forum Julii (il Foro di Giulio) fu infatti il suo nome dopo la fondazione di Giulio Cesare nel 50 a.C. che la fece assurgere in breve per la sua importanza strategico-militare al ruolo di municipium. Furono i Longobardi nel VI secolo d.C: a far diventare Cividale capitale: del primo ducato longobardo. Con l’occupap. 062  //  Guida turistica

zione dei Franchi nell’VIII secolo la cittadina prese il nome di Civitas Austriae. E da Civitas deriva appunto il nome di Cividale. La sua posizione e il suo passato di prestigio fecero diventare Cividale sede temporale del Patriarcato dalla fine dell’anno 1000 fino al 1238. Di questi secoli gloriosi, che durarono fino al dominio veneziano quando Udine fu scelta come città di riferimento, restano ben conservate numerose testimonianze architettoniche e pregevoli manufatti e un suggestivo impianto urbanistico. Imponente nella sua classica eleganza, il palazzo dei Provveditori ospita

Cividale del Friuli / Valli del Natisone

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Il tempietto longobardo è una meraviglia mondiale. e il ponte del Diavolo non smette di stupire oggi il Museo Archeologico Nazionale. Nel centro domina la Basilica di Santa Maria Assunta in stile gotico. Della straordinaria bellezza della Cividale longobarda parla a sufficienza il prestigioso titolo di Patrimonio dell’Umanità ottenuto dall’UNESCO nel giugno 2011. Cividale del Friuli ora è il 45° ingresso italiano nella WORLD HERITAGE LIST. La vista quindi è il primo dei cinque sensi che vengono soddisfatti a Cividale, anche quando ci si dirige verso il ponte del Diavolo dove l’acqua del fiume scorre tra il verde di una natura selvaggia. Il gusto è altrettanto sollecitato

dal trovarsi nella capitale della zona di produzione dei vini Doc dei Colli Orientali del Friuli. Il tempietto longobardo Dalla piazza del Duomo, con una breve passeggiata attraverso suggestivi scorci e strette strade si raggiunge il Tempietto Longobardo, noto anche come «oratorio di Santa Maria in Valle», da quando il manufatto divenne il fulcro del convento benedettino di Santa Maria in Valle. Immutato il fascino suggestivo delle decorazioni a stucco e a fresco eseguite intorno al 760 guida turistica  //  p. 063

Udine & Provincia

d.C. Risale alla fine dell’Ottocento, quando le monache donarono il Tempietto alla comunità di Cividale, la costruzione del passaggio pensile sul greto del Natisone, che tuttora porta dalla piazzetta di S. Biagio all’ingresso dell’edificio. È nella parete d’ingresso occidentale che si può, sebbene solo parzialmente, ammirare l’originaria decorazione del Tempietto: sono rimasti in buono stato di conservazione gli eccezionali, celeberrimi stucchi. Le sei Sante (di quattro si sarebbe anche ipotizzato il nome: Chiona, Irene, Agape e Sofia) in altorilievo addossate al muro sono affiancate in gruppi ternari, a destra e a sinistra di una monofora cieca con archivolto anch’esso in stucco con finissimo motivo simile a un pizzo, poggiante su due colonne sormontate da capitelli corinzi. Nel registro inferiore una splendida fascia lavorata a giorno corre con funzione decorativa attorno alla lunetta del Cristo Logos in affresco. Elemento principale dell’ornamento è il bel tralcio di vite a spirale con grappoli e pampini racchiuso entro doppia cornice. L’Ara di Ratchis L’arte longobarda a Cividale è rappresentata anche dall’Ara di Ratchis, un manufatto in pietra ospitato nel Museo Cristiano, a cui si accede dall’interno del Duomo. Una iscrizione nella parte superiore delle lastre permette di datarla fra il 737 ed il 744, nel periodo in cui Ratchis era duca del Friuli, prima di diventare re dei Longobardi. Nella lastra anteriore, è rappresentato Cristo nella mandorla, sorretta da quattro angeli, con una statica ieraticità che rivela influssi bizantini. Il Battistero di Callisto Sempre nel Museo Cristiano è visibile il Battistero del Patriarca Callisto, un portico ottagonale attorno alla vasca per immersione che ricorda l’arte paleocristiana aquileiese. Agli eleganti capitelli di foglie d’acanto si accompagnano o motivi zoomorfi di tipo barbarico a indicare un mix di influssi culturali. Del resto Callisto è nome greco, Sigvaldo è nome longobardo: la cultura latina e quella longobarda si fondevano anche attraverso le cariche ecclesiastiche. Cividale del resto è sempre stata un terra di confine, il che è anche alla base della sua apertura e accoglienza. p. 064  //  Guida turistica

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Diavolo d’un ponte Il ponte del Diavolo, arditamente sospeso sull’impetuoso fiume Natisone (dalle acque simili a turchesa di color cilestro, come scrisse D’Annunzio), è uno dei simboli della città. Lastricato nel 1500 (dopo i primi secoli in cui era in legno), aveva le estremità difese da torri, abbattute verso la seconda metà dell’Ottocento. Il 27 ottobre 1917 nel corso della prima guerra mondiale fu fatto saltare nel tentativo di rallentare l’avanzata del nemico. Una distruzione purtroppo inutile. Il ponte venne ricostruito in tempi molto brevi mantenendone la struttura antica grazie ai rilievi eseguiti dall’ingegnere cividalese Ernesto de Paciani. Già il 18 maggio 1918 il nuovo ponte veniva solennemente inaugurato. Il pilastro centrale poggia le fondamenta su un masso naturale, sporgente quasi al centro dell’alveo del fiume. La fantasia popolare ha legato la

Cividale del Friuli / Valli del Natisone

eventi

CIVIDALE DEL FRIULI 12-22 luglio - Mittelfest Edizione 21 per il festival di prosa, musica, danza, poesia, arti visive e marionette. Un tema conduttore all’anno e spettacoli nelle ambientazioni più varie.

CIVIDALE DEL FRIULI 24-26 agosto - Palio di San Donato Rievocazione storica di un torneo medievale. Figuranti in costume, disfide, duelli in centro storico.

CIVIDALE DEL FRIULI 30 agosto 1 settembre Natibongo – Festival musicale Cultura e sonorità attraverso uno strumento australiano.

CIVIDALE DEL FRIULI 30 agosto – 1 settembre Rally del Friuli e Rally delle Alpi Orientali Historic Due famose e prestigiose corse internazionali che partendo da Udine toccano le valli del Natisone e Cividale.

CIVIDALE DEL FRIULI 12 14 ottobre Cronoscalata - Cividale Castelmonte Gara internazionale di automobilismo. Velocità lungo i 7 km di salita per il santuario.

costruzione dell’opera al soprannaturale, dando origine alla leggenda secondo la quale il diavolo avrebbe facilitato la costruzione del ponte in cambio dell’anima del primo che vi fosse transitato sopra. I Cividalesi beffarono il diavolo, facendo percorrere il nuovo passaggio da un animale, cane o gatto a seconda delle versioni. Si può scendere sul letto ghiaioso del fiume da una scalinata, piuttosto ripida. Vista panoramica sulla città e i dintorni (sullo sfondo il monte Matajur e il monte Nero) dal nuovo belvedere, realizzato dietro la vicina chiesa di S. Martino. Vecchio baule... infernale Ogni quarta domenica del mese nel centro di Cividale si svolge “Il Baule del Diavolo” importante appuntamento di brocantage e piccolo antiquariato con oltre un centinaio di espositori.

CIVIDALE DEL FRIULI 27-28 ottobre 1 novembre Castagnata musicale In centro storico, con accompagnamento musicale.

CIVIDALE DEL FRIULI 10 11 novembre Festa di San Martino e Tradizioni e Sapori della Nostra Terra Valorizzazione di prodotti tipici e del mercato locale. Menu e stand.

CIVIDALE DEL FRIULI 1 dicembre 27 gennaio Natale a Cividale

guida turistica  //  p. 065

Udine & Provincia

Palio di San Donato Alla fine di agosto si svolge la rievocazione storica del Palio di San Donato, che un tempo consisteva in un confronto di arcieri, balestrieri, archibugieri in rappresentanza di borghi cittadini e di altre città o castelli. A tali prove si aggiungevano quelle della corsa a piedi e a cavallo, in una cornice di fastosi intrattenimenti, con grande affluenza di nobili e popolani. Le corse a cavallo si svolgevano di preferenza su un percorso che si snodava dal campanile del Duomo fino alla pietra, detta della corsa, oltre la frazione di Gagliano, cippo tutt’ora esistente.

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SAN PIETRO AL NATISONE 29 giugno 1 luglio Arengo Grande della Slavia Con le mani: la saggezza del tempo e le sue creazioni Mostra mercato della Creatività artistica Durante la festa patronale la rievocazione dell’antica assemblea dei capi villaggio. Contemporaneamente rassegna dell’artigianato artistico.

SAN PIETRO AL NATISONE 20 ottobre - Passeggiata notturna Topolò – Kolovrat – Topolò A piedi lungo un sentiero d’arte tra Italia e Slovenia. Si visitano anche i luoghi della Grande Guerra.

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Cividale del Friuli / Valli del Natisone

SAN PIETRO AL NATISONE 8-9 dicembre Mercatino di Natale

SAN PIETRO AL NATISONE 7 dicembre 6 gennaio Ponteacco sotto le stelle Sulle case di Ponteacco, Tiglio e Mezzana si accendono tutte insieme le stelle luminose. Sulla sede della Pro loco, invece, la grande stella cometa.

SAN PIETRO AL NATISONE 31 dicembre - Koleda

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Scambio di auguri di casa in casa.

guida turistica  //  p. 067

i MONDO IAL Anche lo Ial di Gemona tira le somme

FINE ANNO, TEMPO DI BILANCI Parola d’ordine: diversificazione dell’offerta

P

ausa estiva e tempo di bilanci anche per lo Ial di Gemona,

tra quella che è la formazione professionale e la spinta verso ciò che

Stimoli che fanno crescere. Ecco, quindi, la ragione di alcune iniziative

Quanto alle iniziative di natura culturale, via libera al teatro con i

che chiude con un’offerta formativa implementata - grazie al nuovo corso per “Operatore addetto all’installazione di impianti alimentati ad energia rinnovabile” - e con una serie di attività molteplici e diversificate, svolte nel corso di tutto l’anno scolastico.

è arte. “Dobbiamo considerare – spiega ancora Urli – che i nostri allievi saranno non solo lavoratori, ma anche cittadini maturi, capaci di perseguire e realizzare buoni valori”. “Senza contare – aggiunge - che esperienze differenziate non possono che aiutare ad arricchire le competenze, a rafforzare i ragazzi

organizzate proprio quest’anno e che hanno permesso ai ragazzi un confronto “reale” con il mondo del lavoro e con possibili occasioni occupazionali. Così, ad esempio, la visita alle officine del 5° Reggimento Aviazione dell’Esercito “RIGEL” di Casarsa della Delizia, con una panoramica sui mezzi di aviazione e le

ragazzi spettatori di due rappresentazioni organizzate dall’Ert, ma anche attenti visitatori della mostra organizzata a Villa Manin e dedicata agli espressionisti tedeschi; senza, però, trascurare la cultura più “tecnica” come quella proposta dall’Immaginario Scientifico di Trieste.

Un’offerta sempre più varia. “Abbiamo voluto focalizzare l’attenzione su tre ambiti differenti e per noi fondamentali, che confermiamo anche per i prossimi mesi” – commenta il direttore della struttura, Norberto Urli – “vale a dire il

come individui, aprendo con disponibilità la loro mente verso un mondo sempre più complesso e multiforme”.

loro strutture manutentive; ma anche all’Autofficina Iob, realtà locale di rilievo, e presso lo stabilimento italiano della Grandi Motori.

contatto con le realtà del mondo del lavoro, lo sviluppo della sensibilità eco-solidale e la sfida di avvicinare i nostri ragazzi al mondo della cultura e dell’arte”.

Ecologia e solidarietà. Assi portanti della formazione e filosofia dello Ial di Gemona sono anche l’ecologia e lo solidarietà sociale, coltivati attraverso iniziative ormai di lungo corso, come, ad esempio, il percorso di sensibilizzazione al riciclo (approfondito pure con la visita di quest’anno alla cartiera De Medici) e l’adozione di una ragazza che studia presso una scuola professionale a Soddo, da parte delle allieve dei corsi Benessere.

Il lavoro, un fatto…di cultura. Nessuna contraddizione, dunque,

Lo Ial di Gemona vicino ai bisogni della popolazione, anche svantaggiata

LA FORMAZIONE, OPPORTUNITÀ PER TUTTI Vince la sinergia con il territorio

C

hiusura positiva per i corsi professionali “Tecniche base di cucina” e “Strumenti e tecniche per le manutenzione del verde”, dedicati alle persone con fragilità, svantaggio sociale e a rischio di povertà.

di sperimentare relazioni, ruoli e di cimentarsi con attività “produttiva” di diverse realtà aziendali. La compartecipazione alla progettazione, la sinergia di intenti e la stretta collaborazione con i Servizi Socio-Sanitari del

I percorsi formativi hanno permesso agli allievi di apprendere, nel primo caso, le nozioni base delle preparazioni e lavorazioni dei pasti e, nel

Medio e Alto Friuli hanno dimostrato l’importanza del consolidarsi di reti in cui ciascun attore può portare il proprio contributo in termini di competen-

secondo, delle operazioni e dei trattamenti da eseguire per la gestione di piante e aree verdi senza tralasciare la rilevanza della sicurezza sul luo-

ze e conoscenze. È, infatti, in questo modo che possono essere raggiunti obiettivi duraturi e vicini ai bisogni di una società che sta attraversando

go di lavoro. Durante l’attività di stage i corsisti hanno avuto l’opportunità

una crisi non solo economica ma anche sociale.

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ALTO FRIULI

| Giugno 2012

Udine & Provincia

> COLLI ORIENTALI E MAGICO VINO Siti archeologici, castelli e antiche ville nobiliari in una natura suggestiva, terra della buona tavola

Direzione est Le Valli del Torre e il tarcentino si caratterizzano per la spettacolare vallata scavata dal torrente Torre fra i monti Stella e Bernadia e dalle discese dei suoi affluenti: Vedronza, Rio Zimor, Mea, Cornappo e Malina, percorsi d’acqua che creano ambienti ricchi di flora e fauna molto variegate, accanto a pendici dagli ampi boschi, nella suggestiva catena dei monti Musi. La Val Torre si trova a 25 chilometri da Udine e a poco più di 15 minuti dagli svincoli autostradali di Udine Nord e di Gemona del Friuli. Con i suoi 53 p. 070  //  Guida turistica

kmq, occupa l’area più centrale nell’ambito delle Prealpi Giulie occidentali. Il fenomeno che rende particolarmente importante questo lembo del Friuli è un complesso ipogeo di grandi proporzioni, nei pressi della frazione di Villanova delle Grotte, famosa per le esplorazioni speleologiche da molti anni. Oltre alle passeggiate e alle gratificanti escursioni lungo i sentieri di montagna e altre pratiche sportive quali il volo libero con parapendio (per le quali esistono le relative zone di decollo e atterraggio, e così pure la pratica della mountain bike), in questo territorio ad un passo

Colli orientali

© Michele Blanzan

grotte di Villanova e argini del Torre. tarcento una “perla” circondata di luoghi tutti da scoprire dalla Slovenia, è possibile scoprire le stupende ville tarcentine Moretti, Pontoni e Angeli realizzate tra il XV e il XIX secolo, e nel giro di pochissimi chilometri raggiungere facilmente i castelli di Partistagno ad Attimis, oppure di Cergneu a Nimis, anticamente torri difensive messe a presidio alla viabilità romana trasformate lungo i secoli così da creare una delle aree più ricche di siti archeologici medievali della regione. Sulle pendici dei promontori crescono rigogliosi vigneti, dai quali si riproducono ottimi vini conosciuti in tutto il mondo come il Verduzzo di Ramandolo, il

Picolit e il Refosco di Faedis. Numerosi sono anche gli uliveti da cui si estrae un olio dal gusto ricco e particolare. Romani, longobardi e slavi nel corso dei secoli Le Valli del Natisone collegano l’hinterland cividalese alle vallate del fiume Isonzo in Slovenia e sono formate dal fiume Natisone e dai suoi affluenti quali l’Alberone, il Cosizza e l’Erbezza. Questo territorio è stato abitato già durante il Paleolitico e il Neolitico e poi colonizzato dai romani, longobardi e dalle popolazioni guida turistica  //  p. 071

slave, i cui usi, tradizioni e un arcaico dialetto sloveno caratterizzano ancora la vita e la cultura dei valligiani (la zona è detta anche Slavia Friulana). Le vallate sono dominate dal monte Matajur (1641 m), vetta simbolo. Gli altri monti (che non superano i 1100 metri), le strade campestri di collegamento delle valli, i sentieri naturalistici immersi nel verde dei prati e la presenza dei boschi rendono le valli un luogo adatto per passeggiate naturalistiche, escursioni in mountain bike, cavallo e pesca sportiva. Le Valli del Natisone, ricche di boschi e frassini, castagni, noccioli, tigli e carpini e di tanti fiori danno ai loro visitatori una gradita varietà di colori e profumi in tutte le stagioni. Lungo i sentieri delle valli è possibile intravedere molte specie animali: dal capriolo al cinghiale, dalla lepre alla volpe, dallo scoiattolo fino alle tracce dell’orso. Le valli mantengono ancora viva la loro cultura attraverso la parlata slovena, e i riti e le usanze come nel caso di quelle collegate al Natale e al carnevale. A guardia dell’ingresso alle valli del Natisone (a poco più di sette km da Cividale e in posizione spettacolare su un’altura boscosa), si erge il bellissimo santuario della Beata Vergine di Castelmonte, in comune di Prepotto. È un’abbazia fortificata medievale composta da una serie di edifici le cui origini risalgono al cristianesimo della prima ora. È da sempre metà di pellegrinaggi per i devoti che venerano la Madonna miracolosa. Il luogo era già occupato in epoca romana da una guarnigione che aveva il compito di tenere un presidio e difendere Forum Julii (l’attuale Cividale) dalla minaccia delle invasioni barbariche.

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Tarcento La perla del Friuli Tarcento è una delle più belle località della riviera alto friulana, già nel corso dell’800 denominata “paradiso della villeggiatura” per il piacevole clima che qui si gode. L’aria salubre e il paesaggio attirarono fin dal XIX secolo studiosi e letterati come

Colli orientali

Eventi Tarcento 22 giugno – 1 luglio: in concomitanza con i festeggiamenti per il Santo Patrono, la Festa di San Pietro e della ciliegia Duracina. Ricco programma di intrattenimenti musicali nella splendida location del parco del Torre. Prodotti tipici del Tarcentino, dalle ciliegie duracine di Coia al vino Ramandolo nell’ambito del mercato dei prodotti tipici delle Valli del Torre in programma il 1° luglio.

pure la nobiltà udinese che qui fece edificare stupende case quali le Ville Moretti, Angeli, Pontoni e lungo il Torre Villa delle Rose, Castello Aganoor, il duomo del XV secolo, palazzo Frangipane e il Museo Archeologico e Naturalistico. Tra i patrimoni più celebri del tarcentino va segnalata la chiesetta di Sant’Eufemia, situata su un colle tra Segnacco e il capoluogo, uno degli esempi più rappresentativi di edificio votivo. Di fronte a Sant’Eufemia si trova il borgo di Villafredda a Loneriacco, l’antico Burgfried, un insieme dalla rara compattezza e unità architettonica. Non va dimenticato neanche il Cjistielat di Coja. Tarcento offre al visitatore importanti tradizioni gastronomiche dei vini e dei cibi che trovano il loro suggello nel classico menù dell’Epifania, che si conclude con l’accensione del pignarûl, il fuoco epifanico, il cui fumo indica le previsioni per l’anno a venire. Tarcento è pure sede del Festival dei cuori, dedicato alla danza tradizionale che ogni anno ospita gruppi da diversi paesi.

16-21 agosto: 43° festival dei Cuori. Rassegna internazionale del folklore nata nel 1965. Centinaia di danzatori e musicisti di diverse tradizioni e culture provenienti da ogni parte del mondo. In programma due serate presso il parco delle scuole di infanzia con esibizione di tutti i gruppi partecipanti, la serata giovani, il mercatino delle tradizioni sabato e domenica. Domenica grande festa del folklore con la partecipazione dei gruppi in costume presenti al festival. Ci saranno stand con specialità enogastronomiche. L’evento è realizzato in collaborazione con il gruppo folkloristico Chino Ermacora.

14-16 e 22-23 agosto: in concomitanza con l’apertura dell’Oktoberfest di Monaco di Baviera, in piazza Libertà verrà servita birra bavarese allietati da divertenti intrattenimenti musicali con stand gastronomici che propongono specialità friulane e pietanze tipiche dei Comuni gemellati di Arnoldstein in Austria, Boveç in Slovenia e Unterföhring in Germania.

6, 7, 13, 20 e 27 ottobre: ‘Una sera a teatro’, serie di appuntamenti teatrali all’auditorium delle scuole secondarie di primo grado in via Pascoli con inizio alle 20.45. Spettacoli in lingua friulana e italiana.

Nei giorni 24 e 25 novembre e 1-2, 8-9, e 15-16 dicembre: Mercatini di Natale. La città si illumina a festa lungo via e piazza Roma e in piazza Libertà. Artigianato e hobbistica per tutti i gusti.

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Udine & Provincia

Allegra pantomima Una delle tradizioni più interessanti da scoprire nel tarcentino è quella relativa ai Tomàts, maschere in legno intagliate a mano, in passato indossate nel periodo di carnevale. La tradizione vuole che, con queste fattezze, i paesani facessero irruzione nelle case per mettere in scena un’allegra pantomima. I Tomats sono visibili tutto l’anno durante le esposizioni temporanee organizzate in occasione delle manifestazioni tradizionali.

eventi

attimis 29 giugno – 1 luglio: per due fine settimana il Parco della Villa dei Conti d’Attimis ospita la tradizionale “Sagra delle fragole e dei lamponi” con le prelibate gemme del sottobosco preparati in modi diversi e nelle più svariate forme, tra aperitivi, pietanze e dolci dessert. In più campionato europeo di fisarmonica diatonica e organetto, la camminata “”Quattro passi fra i colori dei boschi, il festival regionale di cabaret “La Risata” e la rassegna “Teatro in villa”.

Attimis Valli e colline Situata all’incrocio tra l’antica strada che costeggiava i colli da Cividale a Gemona con la valle del torrente Malina, Attimis è un centro ad economia mista - già toccato dall’espansione industriale - che fa da tramite tra la cultura di collina con quelle di valle. Diverse le attrattive. Dal sacro, le piccole chiese votive di San Giorgio e Sant’Osvaldo, o la parrocchiale di Racchiuso che contiene una pala del primissimo ‘600 veneto, al profano, vini e piatti tradizionali delle osterie, davvero invitanti. Straordinarie le vedute che si possono godere attraverso Borgo Ponte a Forame sino al Plan del Jôf: sul poggio panoramico è possibile scorgere le rovine di due manieri: il castello superiore e quello inferiore, del XII sec. Dal plan è possibile scendere sotto il monte Cainizza verso la valle del Grivò a Faedis oppure seguire i tributari del Natisone e giungere fino a Prossenicco.

attimis 28-29 luglio: Festa dei frutti di bosco e dello sport (tradizionale festa patronale di Sant’Anna). Si svolge presso Subit, ricca di bellezze naturali oltre alle sue produzioni agricole locali con competizioni sportive, escursioni naturalistiche attraverso suggestivi sentieri della zona, degustazione di piatti tipici e specialità a base di erbe del bosco, fragole e lamponi.

attimis 12-15 agosto. Porzûs invita… 17ª edizione della festa della meda e del miele di montagna. Due giornate estive, un ricco programma di attività tra giochi, tradizioni, natura e cucina. Prelibati mieli presentati da esperti del settore, oltre alle varie specialità culinarie accompagnate dagli ottimi vini della zona. Per gli amanti della natura escursioni storico naturalistiche alle malghe di Porzûs, la passeggiata alla postazione monte Scaluta utilizzata dagli appassionati di parapendio ed altri begli itinerari. Nella piazza antistante la chiesa, artigiani e produttori del luogo espongono proprie opere e prodotti enogastronomici, il tutto in attesa dell’annuale gara delle mede (covoni di fieno).

attimis

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24 novembre. 33ª rassegna corale a Racchiuso:

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annuale kermesse con la partecipazione di cori regionali organizzata in collaborazione con il coro Faisi Dongje di Racchiuso (nella chiesa Parrocchiale della piccola frazione).

Colli orientali

attimis 1-2 dicembre. 4ª edizione “A Sant Andree il purcit su la bree” (festa patronale di Sant’Andrea). Una delle solennità più antiche della comunità locale, all’insegna della carne di maiale ma anche di pesce (in onore di Sant’Andrea Pescatore).

attimis 9 dicembre. 4ª edizione Aspettando Santa Lucia. Celebrazioni religiose accompagnate dai canti e dal suono delle zampogne e l’inaugurazione del sito presepiale.

NIMIS 1-2/ 7-9 settembre. Antighe Sagre des Campanelis (Antica sagra delle campanelle). Affonda le sue radici molto lontano nel tempo. Da anni la manifestazione accoglie i paesani di Lannach, cittadina della Stiria gemellata con Nimis, per proporre con loro piatti tipici. In programma il simposio di legno con artisti locali e internazionali che lavorano su un tema prestabilito e anche il Festival internazionale del Folklore con gruppi italiani e diversi gruppi esteri: previsto un raduno di auto d’epoca, la scalata dell’albero della cuccagna, giochi per bimbi, un mercatino di prodotti artigianali e diverse iniziative culturali e musicali. Non mancherà la degustazione di ottimi piatti tipici e vini locali.

Nimis Mountain bike tra le vigne Nimis è una bella località nota per i prelibati vini. Dal paese di Cergneu inizia un sentiero verso il bosco che conduce ai resti dell’omonimo castello del XIII secolo. Nella frazione di Ramandolo, presso la chiesetta di San Giovanni Battista del XV secolo - lungo la strada che sale a Villanova delle Grotte - è possibile ammirare un ampio scorcio panoramico sul Friuli. Dalla piazza di Nimis inizia invece la passeggiata del Ramandolo. Oltre alla chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, sorta su un edificio romano, la zona è ricca di architettura religiosa minore come piccole chiese e antichi santuari. Tra le più insolite, la Santissima Trinità di Cergneu conosciuta in zona come Madonna delle nevi e, ancora più antica, Santa Maria Maddalena, presso le rovine del vecchio castello. Sulle colline si trova Pistino, la pista di “slopestyle” più bella d’Italia che presenta varie linee in discesa ricche di salti e curve con sponde create su misura per scendere con la mountain bike.

Faedis Calici di qualità Sviluppatasi in antichità a controllo delle valli del Grivò, Faedis è una delle località più ricche di storia del Friuli orientale. Della sua lunga storia, la traccia più visibile sono i resti dei due castelli di Zucco e di Cuccagna che, come si legge in un documento del

NIMIS 23 dicembre – 6 gennaio. Mostra dei Presepi. Nel duomo di Santo Stefano. Con la partecipazione di diversi espositori che presentano con orgoglio le loro opere realizzate con le più svariate tecniche.

FAEDIS 1 luglio: Nel borgo di Soffumbergo, si svolge la Festa di San Pietro. In programma la Santa Messa e Vespero recitati dal coro Chialminis di Nimis. I festeggiamenti proseguono poi nel pomeriggio con un concerto musicale. Nell’ambito dell’evento, esposizione promozionale della produzione vinicola di Faedis in collaborazione con l’associazione dei viticoltori del refosco di Faedis e una mostra fotografica sugli usi, costumi e tradizioni della comunità locale.

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Udine & Provincia

1522, “chiudono l’ingresso dei barbari nella provincia”. Il territorio offre molti vini pregiati, ricercati e di notevole fama ed ha uno dei patrimoni artistici più rari della provincia. Lungo il Grivò, infatti, sorge la chiesetta di San Pietro degli Slavi, opera di matrice carinziana-slovena situata nel luogo in cui le genti slave delle valli scendevano a seppellire i loro morti. Il suo altare ligneo, conservato presso la chiesa di San Rocco a Campeglio, è del ‘600. Nelle vicinanze, poche rovine segnano la traccia del castello di Soffumbergo, uno dei più celebri del Friuli: tra le testimonianze più insolite dell’edilizia agricolo-residenziale, si segnala palazzo Partistagno di Ronchis e palazzo Accordioni di Campeglio, già Curia patriarcale, chiaro esempio di tradizionale architettura rurale.

Lusevera Monti, sorgenti, grotte Il territorio di Lusevera è parzialmente compreso nel parco naturale delle Prealpi Giulie, con un patrimonio pressoché intoccato di ricchezze naturali, di sorgenti, grotte e monti da esplorare. Colpita dal terremoto del ‘76, conserva oggi nei suoi borghi di Musi, Pers, Cesariis, Pradielis, Vedronza, Micottis e Villanova la bellezza dei luoghi, la singolarità della parlata di un dialetto di ceppo slavo e l’ostinazione per cui l’alta Val Torre è rimasta abitata in quei borghi abbarbicati al monte. Percorrere la stretta di Crosis, salire al Gran Monte o al Cuel di Lanis, raggiungere le pinete di Tanamea non è difficile, ma è tra Villanova e Vedronza

FAEDIS

FAEDIS

19-22 luglio: Green Volley Faedis.

10 agosto: estate faedese.

Nato nel 1993 come torneo di pallavolo su erba, l’evento è giunto ad ospitare fino a 3 mila partecipanti nelle ultime edizioni. Nei giorni della manifestazione si tengono tornei di pallavolo, calcio e basket (anche nelle versione dedicata ai diversamente abili). Non mancano gare di corsa podistica, tennistavolo, orienteering, concerti e tanto divertimento. Il tutto presso il centro sportivo Casteliterçol a Casali Bertossi.

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Tradizionale degustazione di vini delle aziende vitivinicole del territorio accompagnate da uno spettacolo teatrale, il tutto presso la corte di Villa Partistagno nella frazione di Ronchis durante la notte magica di San Lorenzo.

FAEDIS 6-7/13-14/20-21 ottobre. 32ª Festa delle castagne e del miele di castagno. Nel borgo di valle di Soffumbergo,

la castagna diventa protagonista indiscussa nel corso di tre fine settimana. Specialità gastronomiche a base di castagna quali dolci, gelato, miele, creme e tante altre prelibatezze. I migliori vini locali. In programma la marcia fra i castagneti di valle e la 11ª edizione della coppa d’autunno MTB tra i castagneti.

Colli orientali

che si trovano le più insolite caratteristiche naturali della valle: le lunghissime Grotte di Villanova, dalla Dovizia alla grotta Nuova. Dalle valli sono possibili straordinarie attraversate: a sud verso val Cornappo, a ovest verso Venzone e Gemona, a nord verso Prato di Resia e il passo di Uccea, che porta in Jugoslavia nell’Alta Val Isonzo.

San Giovanni al Natisone Ai limiti della pianura San Giovanni al Natisone è attestato già in un documento dell’anno 1070. Alcuni resti archeologici rinvenuti nelle campagne fanno tuttavia pensare che questo paese esistesse anche in epoca romana (era posto lungo la trafficata strada che da Aquileia portava a Cividale). Il comune è situato ai limiti orientali della pianura friulana, ai piedi delle prime alture del Collio. Il territorio è lambito in senso longitudinale ad ovest dal fiume Natisone, che segna gran parte del confine con il comune di Manzano, e ad est dal fiume Iudrio, sul quale corre il confine col comune di Cormons e la provincia di Gorizia. È composto dalle frazioni di Bolzano, Cascina Rinaldi, Dolegnano, Medeuzza, Villanova dello Judrio. Celebre è Villa De Brandis, edificata a partire dal 1722 e oggi sede di numerose attività culturali, la chiesetta di San Giusto con il suo portale del 1525, e casa Pietro Zorutti a Bolzano, dimora del celebre poeta (1792-1867), tra i massimi esponenti dialettali in Italia.

SAN GIOVANNI AL NATISONE

SAN GIOVANNI AL NATISONE

16-17 giugno: incontro di scambio con la cittadina austriaca gemellata di Kuchl.

Dal 21 giugno alla fine di agosto si svolge “Estate in villa” a villa De Brandis:

Visita degli amici austriaci e giornata dedicata all’accoglienza con enogastronomia e diversi intrattenimenti.

ogni settimana un film. Ingresso gratuito.

SAN GIOVANNI AL NATISONE Nei primi giorni di ottobre si svolge la Maratona del vino

munati dalla produzione di vino. Prevista una grossa partecipazione anche di ospiti provenienti dall’estero.

SAN GIOVANNI AL NATISONE Intorno al 20 novembre “Giovani in concerto” iniziativa dedicata ai musicisti provenienti da tutta la regione.

realizzata in collaborazione con tutti i Comuni del territorio acco-

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Udine & Provincia

Corno di Rosazzo Vino abbaziale Si trova all’interno di un triangolo collinare fra Udine, Cividale e Cormòns, fatto di boschi, vigneti, radi casolari, qualche antica villa nascosta nel verde e una severa abbazia-fortezza. Quest’isola naturalistica si arricchisce della “ponca”, il terreno costituito da spessi depositi di argille calcaree e marne, preziosissimo per le ricche estensioni di vigneti che, alternate a boschi e borgate, producono i più pregiati vini della regione. Il Parco naturale del Bosco Romagno, il monte San Biagio a Gramogliano, località Poggiobello (Noax) sono ambiti naturalistici di notevole pregio per la varietà di essenze autoctone presenti. Da visitare l’Abbazia di Rosazzo (800 d.C.), l’antico castello di Gramogliano (1200) e Villa Torriani (tardo 1200). Ricorda invece il periodo austriaco la celebre Osteria dell’Armistizio, situata alle porte del paese.

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CORNO DI ROSAZZO 7-8 luglio “Gramofest”: un’intera collina a disposizione per due giorni. Per sorseggiare, in cantine e ristoranti, i migliori vini della zona accanto ad un buon piatto locale.

CORNO DI ROSAZZO A Sant Andrat del Judrio, da oltre 25 anni, la terza domenica di luglio si svolge la Sagre dal Gjal con la tradizionale enoteca (tutti i vini delle aziende di Corno di Rosazzo e dintorni), l’ormai consolidata e ottima griglia alla brace, gustosa e sana tradizione culinaria friulana e le serate danzanti con tombola e pesca di beneficenza. Inoltre torneo di calcetto, gare ciclistiche e si disputerà la gara di pesca alla trota. La cornice è tra il fiume Judrio e le colline di Gramogliano poco fuori il centro abitato di Sant Andrat e prima del borgo di Casali Gallo, sulla statale che porta al valico confinario di Vencò.

Speciale Camper

Camper, rivoluzione di vita Cresce il numero degli appassionati camperisti in Italia. Segna il traguardo di una concezione delle vacanze che sempre più si svincola dalle logiche di strutture stabili quali hotel e villaggi vacanze. Per abbracciare un turismo orientato sul viaggio e sulla conoscenza diretta di territori e culture diverse. L’utilizzo di questo mezzo che è dotato di motori e sistema di guida autonomi, ma che rappresenta una casa viaggiante, a tal punto da costituire anche fissa dimora per chi deve cambiare frequentemente luogo di residenza e di lavoro, è molto apprezzato per il senso di libertà e flessibilità che fornisce. Il senso di praticità, poi, lo rende favorito anche per il lavoro, tant’è che anche aziende ed enti se ne servono. E anche quando si entra in territori dove il camper sembra ancora un mito che ricorda altri luoghi, un’icona del cinema o un’immagine legata a popolazioni girovaghe (viene da pensare agli ampi spazi nei quali si spostano

o soggiornano negli States), è d’obbligo trovare una risposta a questa crescente necessità di indipendenza. Molte località turistiche si stanno attrezzando anche per questo particolare turismo. Anzi, essendo previsto da una legge nazionale, ogni comune si dovrebbe dotare di impianti di servizio, detti propriamente “camper service”. Presso il Lago dei Tre Comuni, il camping omonimo è il fiore all’occhiello di Trasaghis. Lo stesso è infatti dotato di un’area di scarico dove possono essere vuotati i serbatoi delle acque grige e delle acque nere e di una presa di acqua potabile con la quale rifornire i serbatoi di quelle chiare. Favorisce inoltre il camperista con il parcheggio dedicato e le colonnette per il collegamento elettrico. Il vantaggio di questo tipo di turismo è che la natura rimane intatta e non avvilita da pesanti insediamenti fissi e disabitati per il resto dell’anno.

di De Monte Alessandro & C. S.a.s. Via dell’industria, 20 - 33028 TOLMEZZO (UD) Tel. e fax 0433 41432 - Cell. 335 60 27 437 www.carniacamper.it - carnia.camper@blurent.com

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Udine & Provincia

> COLLI OCCIDENTALI, MAGNIFICHE COLLINE MORENICHE Oasi naturalistiche fanno da sfondo alle alture friulane Un percorso che si snoda tra una decina di antichi castelli

Magnifiche colline moreniche Appartengono a quest’area le colline più suggestive dell’intero arco morenico regionale, con improvvise golene intervallate a sollevamenti maestosi, con numerosi torrenti e canali e due degli ultimi bacini di origine glaciale: il lago di Ragogna e quello di Cornino, patria incontrastata del grifone. Diverse sono le zone riconosciute come umide, torbiere od oasi naturalistiche. Molto particolari sono anche il monte di Ragogna, rilievo che domina la zona del Sandanielese. L’ambiente è senza dubbio molto interessante in p. 080  //  Guida turistica

questi territori. Vi è la possibilità di vedere da vicino specie animali di particolare bellezza. L’oasi naturalistica dei “Quadris” di Fagagna, un’area di sette ettari attrezzata ed adibita alla reintroduzione della cicogna bianca e dell’ibis eremita, può essere visitata durante le domeniche pomeriggio da marzo a novembre. Se l’ambiente collinare è ricco di bellezze naturali e paesaggistiche, di certo una particolare attenzione la merita la presenza di numerosi castelli: partendo dal castello di Colloredo di Monte Albano si può infatti percorrere un itinerario dedicato alla scoperta di

Colli occidentali

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Un prosciutto celeberrimo, dolci poggi e borghi a punteggiare il panorama antichi fortilizi che si sviluppa per una novantina di chilometri e attraversa ben undici comuni.

San Daniele Prosciutto, il miglior ambasciatore friulano Un fattore di grande richiamo verso le colline del Sandanielese è certamente rappresentato dalla bontà dei prodotti alimentari. Il prosciutto di San Daniele è il vanto (assai celebre) della zona, noto ai buongustai che ne apprezzano il sapore dolce e raffinato. Le fragranze delicate e un perfetto quanto accattivante

equilibrio, uniti alle genuine proprietà nutrizionali, ne hanno fatto un ambasciatore mondiale dell’ospitalità friulana e della qualità della vita. La sua fama è cresciuta molto di più della sua produzione che ha preso corpo in termini economicamente apprezzabili solo negli anni ‘20 con la nascita dei primi prosciuttifici, ambienti che trasformarono la cantina di un annesso domestico in un’attività produttiva autonoma vera e propria. Il prosciutto di San Daniele incomincia a confrontarsi con il mercato a partire dagli anni ‘60 con l’arrivo delle imprese che poi sarebbero diventate guida turistica  //  p. 081

Udine & Provincia © franco baldissarutti / Panoramio.com

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Il distretto agro-alimentare Il Parco agro-alimentare di San Daniele (Agenzia di Sviluppo del Distretto Industriale, Asdi) è costituito da un’area di 197 kmq per una popolazione di circa 27 mila abitanti. Vi si riconoscono confini naturali a sud e a ovest, rispettivamente, nelle prime pianure del Medio Friuli e nel fiume Tagliamento, mentre a est si trovano i Comuni di Moruzzo, Colloredo di Monte Albano e Majano. Nel concetto di Parco vuol riassumersi l’integrità e la sostenibilità dell’ambiente; in quello di agroalimentare il concetto di filiera produttiva e degli stretti e ineludibili legami tra mondo agricolo e alimentare e, infine, quello di San Daniele quale utilizzo di un “brand” dal valore commerciale inestimabile e di consolidata notorietà acquisita a livello mondiale. Le aziende aderenti al Consorzio di tutela del prosciutto di San Daniele sono una trentina. La produzione supera i quaranta milioni di chili l’anno, per oltre due milioni 600 mila cosce marchiate con la Denominazione d’origine protetta. Il prosciutto di San Daniele a Dop è commercializzato per l’82% sul mercato italiano e per la restante parte sul mercato estero. Nei prosciuttifici lavorano circa 500 addetti. Nel settore agricolo, nei sei comuni del Parco, sono attive un migliaio di aziende che dispongono di una superficie media di sette ettari ciascuna. Circa la metà di esse praticano pure la zootecnia. I cereali sono di gran lunga le colture più diffuse assieme alla vite, tra le arboree.

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famose anche su scala nazionale a partire dagli anni ‘80. Il vero segreto del prosciutto è il microclima, dato dall’incontro delle fresche correnti provenienti dalle Alpi con quelle umide e calde dell’Adriatico: inoltre, la natura morenica del terreno, a elevato drenaggio spontaneo, favorisce la ventilazione e garantisce la stagionatura.

Eventi San Daniele

Quanta arte San Daniele, libero comune medievale e pubblico mercato dal 1139, rappresenta anche un meraviglioso connubio fra storia, arte, tradizioni e sapori. Situata sulla sommità di una collina, la cittadina conserva intatto il fascino di un tipico borgo antico arricchito da interventi architettonici che l’hanno dotata di importanti palazzi, chiese e pregevoli opere d’arte. La piazza principale è un piccolo salotto racchiuso tra il palazzo comunale ove si trova la biblioteca Guarneriana, la più antica tra le pubbliche del Friuli, il duomo con opere del Tiepolo e di Pomponio Amalteo, il settecentesco p. 082  //  Guida turistica

22-25 giugno: ‘Aria di festa’ Grande manifestazione dedicata al rinomato prosciutto di San Daniele. Degustarlo e scoprirne i segreti attraverso visite guidate alle aziende, percorsi enogastronomici, corsi di cucina, mostre e convegni. Musica, spettacoli e intrattenimenti. Organizzano il Consorzio del prosciutto, Pro loco e Comune.

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Colli occidentali

palazzo del Monte di Pietà e la chiesa di Sant’Antonio Abate con il più bel ciclo di affreschi rinascimentali del Friuli. Attorno alla piazza è possibile poi scoprire la chiesa di Santa Maria Assunta con affreschi del ‘400 e le ville patrizie: da palazzo Masetti de Concina, residenza dei Patriarchi di Aquileia ai palazzi Ticozzi, Florio e Caporiacco. Una passeggiata lungo i sentieri del parco del castello e lungo via del Colle, accanto a Villa Serravallo permette di godere di indimenticabili viste panoramiche nel verde. La biblioteca Guarneriana La biblioteca Guarneriana è una delle prime biblioteche pubbliche in Italia e la prima in Friuli. Venne fondata per volontà di Guarnerio d’Artegna, pievano di San Daniele: nel 1466 donò alla chiesa di San Michele 173 codici manoscritti che, nel corso della sua vita, aveva copiato e fatto copiare e decorare nello scriptorium che lui stesso organizzava. Così facendo si evitò un’eventuale dannosa dispersione della raccolta che si è preservata quasi inalterata costituendo uno dei fondi librari più coerenti ed interessanti dell’Umanesimo italiano. Tra i manoscritti più antichi, la prestigiosa Bibbia Bizantina (con miniature commiste di elementi occidentali e levantini). La biblioteca si arricchì nel 1736 grazie alla donazione di monsignor Giusto Fontanini, che tra le altre cose conteneva un codice contenente l’Inferno dantesco. Nel 1749 fu acquistato un codice del 1400 contenente “Il Canzoniere” e “I Trionfi” del Petrarca. La Guarneriana fu visitata da illustri personaggi quali Foscolo, Carducci e Nievo.

San Daniele

San Daniele

20-29 luglio: ‘San Daniele International piano meeting’

25-26 agosto: ‘Festa di San Daniele’.

Nelle chiese del centro storico e alla scuola pianistica Egidio Fant si terranno lezioni, seminari, incontri e concerti aperti al pubblico con docenti e giovani pianisti provenienti da tutto il mondo.

Appuntamenti di enogastronomia, cultura, musica e spettacoli. Da ricordare la Corsa con il San Daniele, gara podistica amatoriale per le vie del centro abbracciati ad un prosciutto e il concorso canoro San Daniele Canta. Pro loco e Confcommercio

San Daniele

San Daniele

27-29 luglio: ‘Over the noise music festival’.

1-3settembre. 14° edizione di ‘Allevacavalli’

Festival musicale per gli amanti del genere musicale rock, punk e punk rock presso il parco sul Tagliamento di Villanova. Tre serate con formazioni regionali emergenti o band affermate.

cavalli, cavalieri e allevatori della regione con concorsi, aste-mercato di puledri, spettacoli equestri, mostre fotografiche e molto altro ancora. A Villanova nel parco sul Tagliamento.

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Udine & Provincia

Fagagna Castello da fiaba Borghi incastonati come pietre preziose nelle colline moreniche: Fagagna è annoverata tra i “borghi più belli d’Italia” e la parte più antica la si può scoprire passeggiando nella piazza dove ogni anno si svolge la centenaria corsa degli asini. Lungo le vie Morcjute e Cecconaia, tra palazzi e abitazioni rurali tipiche, è possibile arrivare ai resti del castello. Meravigliosa vista su tutto il territorio circostante. Degno di attenzione è certamente lo splendido castello di Villalta, la cui prima attestazione risale al 1216. Fra le chiese, non va dimenticata la Pieve di Santa Maria Assunta che all’interno è caratterizzata da una fonte battesimale a tre navate, che conserva l’altare costruito all’inizio del ‘700 e nobilitato da quattro statue. Interessante il fonte battesimale, firmato e datato 1504 dal

San Daniele 8-9 settembre. 377ª ‘Sagra della Madonna di strada’ In piazza IV Novembre e lo stadio Zanussi di via Udine, tradizionale sagra popolare all’insegna della sfida tra i borghi di San Daniele per la conquista del palio della Madonna.

San Daniele 30 settembre. ‘Arriva la banda’ Rassegna bandistica che anima le vie del centro storico con grande concerto finale sulla scalinata del duomo.

San Daniele 9 dicembre. ‘Mercatino di Santa Lucia’ Lungo le vie del centro storico dalle 10 alle 20. Bancarelle offrono le migliori opportunità per originali e preziose idee regali. Esibizioni corali a tema, animazioni e l’arrivo di Santa Lucia per la gioia dei bambini.

fagagna

Rivivono le pratiche agricole legate alla trebbiatura del frumento e alla battitura e pettinatura di diversi cereali.

fagagna 4 agosto: 13ª Sagrute furlane e 12ª Rassegna dei vini di Villalta Tradizionali festeggiamenti nella frazione di Villalta nel ricreatorio don Bosco in abbinamento alla rassegna vitivinicola dove i produttori locali propongono i loro vini. Nelle passate edizioni sono state rappresentate ben 19 qualità fra cui il bigulin bianco e i neri clinto e bacò.

fagagna 24-26 agosto. Sagra dell’ultima domenica di agosto nel borgo di Ciconicco Tradizionale manifestazione che affonda le sue radici nel passato remoto. Si celebra la Madonna della cintura con iniziative e intrattenimenti di vario genere e la degustazione del coniglio.

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© Stefano Gasparotto / Panoramio.com

8 luglio: il Museo della vita Contadina Cjase Cocel si anima per la tradizionale giornata della trebbiatura

più conosciuto dei lapicidi lombardi operanti in Friuli. Di notevole interesse è pure l’abitato di Battaglia dove sorge la Chiesa di Santo Stefano, costruzione del ‘500 con l’attiguo campanile e il cimitero. Il museo di Cjase Cocel Il Museo delle vita contadina “Cjase Cocel”, ospitato in un’antica casa rurale, ripropone le condizioni di vita delle famiglie contadine friulane nella prima metà del secolo scorso. Sono fedelmente ricostruiti gli ambienti della casa: la cucina, le camere, la cantina, il granaio, l’aia, la stanza da lavoro, la stalla. Sono presenti inoltre le persone che eseguono le varie lavorazioni con antichi attrezzi: il cestaio (zeâr), il fabbro (fari), il mugnaio (mulinâr), l’arrotino (gue), la donna che fila la lana (filandere) e le merlettaie.

Colli occidentali

Nel cortile antistante ci sono gli arnesi delle attività agricole: la trebbia (trebie), il mulino (mulin) e la fucina (farie). All’interno è presente anche il laboratorio di merletti a ricordo della famosa scuola fondata nel 1892 e conosciuta anche nei paesi dell’impero austro-ungarico e germanico. Oasi naturalistica Tra le strade provinciali Fagagna-Majano e FagagnaCaporiacco c’è una zona umida di notevole interesse dove negli scorsi secoli veniva estratta la torba e poi l’argilla, questo fino a cinquant’anni fa. Tale attività di escavazione ha portato alla formazione di una trentina di pozze rettangolari di varia dimensione che hanno dato il nome all’oasi. La vegetazione è tipica delle zone paludose: canneto, tifa,

fagagna 31 agosto-9 settembre Festeggiamenti settembrini Corse dal mùs: dal 1891 ogni prima domenica di settembre si corre la tradizionale corsa. Protagonisti sono gli asini, con al seguito carretti e fantini. La gara si svolge con il metodo delle batterie ed eventuali qualificazioni, quindi la finale, disputata attualmente da cinque asini. Giuria e mossiere. Il 9 settembre nella cornice di piazza Unità si tiene il tradizionale palio, quattro avvincenti spettacoli ideati, scritti e realizzati da ogni borgo di Fagagna: Centro, Riolo, Pic e Paludo che nell’arena difendono i propri colori.

fagagna 13-14 ottobre. Aerocastagnata Internazionale: presso il campo di volo Anna Zoratti in località Casali Florit Raduno amatoriale non competitivo per gli appassionati del volo radiocomandato di tutte le categorie (alianti, elicotteri, maxi modelli, riproduzioni, turbine). Segue tradizionale castagnata. Da non perdere i meravigliosi e suggestivi voli pirotecnici notturni.

fagagna 21 ottobre. Festa della zucca

ninfea. È possibile avvistare il germano, l’airone cinerino, il martin pescatore e a volte la garzetta. Nell’oasi ha sede il centro per la reintroduzione della cicogna bianca e per la conservazione dell’ibis eremita, animale molto raro che ha iniziato a riprodursi con un certa frequenza proprio nell’area di Fagagna.

Colloredo di Monte Albano Un bel pezzo di Friuli Dimora di importanti personalità letterarie quali Ippolito Nievo e Ermes di Colloredo, di Colloredo di Monte Albano si hanno pochi documenti storici prima della fondazione dei castelli in epoca medievale: sicure e documentate sono invece le origini dei borghi di Caporiacco, Mels e Colloredo ad opera di famiglie nobili, con l’intervento del Patriarca di Aquileia. La serie di alture e ampi solchi brevi o allungati che si

Importante appuntamento in cui, a partire dal mattino, il museo della vita contadina Cjase Cocèl apre le porte ai visitatori facendo rivivere gesti e sapori del mondo contadino di ieri. Dalle 14 e 30 i bambini affollano il cortile esterno per l’intaglio delle zucche a creare las musates da illuminare non appena fa buio. Il fornaio del museo prepara invece uno squisito pane di zucca e sia grandi che piccini possono degustare il classico zûf ed altre prelibatezze come gnocchi e dolcetti. Intrattenimenti e laboratori per bambini, bancarelle con l’esposizione di zucche decorative e commestibili, esposizione di libri da cucina e prodotti dell’orto.

fagagna 1 dicembre. 9° edizione del mercatino di Natale Nella cornice di via Umberto I e piazza Unità d’Italia caratteristiche bancarelle di artigianato locale e hobbistica con dimostrazioni di lavorazioni musicali e spettacoli itineranti nel corso di tutta la giornata.

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Udine & Provincia

alternano, definiscono il territorio che circonda Colloredo: dal castello si domina un paesaggio costituito da un’insieme dolcissimo di alture e depressioni, risultato di processi che si sono prolungati per decine di migliaia di anni. Oltre al bellissimo castello con la sua torre trecentesca, sono diverse le strutture meritevoli di una visita nella cittadina collinare: la chiesa dei Santi Andrea e Mattia con l’altar maggiore barocco e il suo crocifisso ligneo del 1400, la neogotica chiesa di San Lorenzo a Caporiacco, la Torre e la Chiesa di Sant’Andrea a Mels, ultime testimonianze di una struttura del XVI sec. Ci sono inoltre la chiesetta votiva di San Martino, ultimata nel 1642 e la chiesetta di San Pietro del XIII sec. Maniero dopo maniero La zona collinare è caratterizzata da numerosi castelli. Partendo da quello di Colloredo di Monte Albano si può percorrere un itinerario dedicato alla scoperta di antichi fortilizi che si sviluppa per una novantina di chilometri e attraversa circa undici comuni. Colloredo è conosciuto per il famoso studiolo affrescato da Giovanni da Udine intorno al XVI secolo. © Stefano Gasparotto / Panoramio.com

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Nelle vicinanze si trova il castello di Cassacco con le sue celebri torri gemelle, mentre arrivando a “Monte” di Buia è possibile ammirare l’antica pieve di San Lorenzo, per proseguire verso Osoppo e giungere sulla fortezza, monumento nazionale dal 1923. Il percorso prosegue verso il castello di Susans a Majano e quello di San Pietro di Ragogna. Giunti a San Daniele, sul colle è possibile ammirare la chiesa ed il campanile costruito adattando una torre. Da San Daniele, imboccando la strada panoramica per Fagagna, dopo circa 4 chilometri si può effettuare una deviazione suggerita da una stradina delimitata da due obelischi che permette di raggiungere il castello d’Arcano Superiore. Il tragitto procede in seguito verso Fagagna, alla volta del maniero di Villalta. Risalendo la collina verso nord e proseguendo per alcuni chilometri si raggiunge il castello di Moruzzo, edificio del XII secolo, circondato da ampie mura intervallate da piccole torri edificate alla fine del 1800. Nella vicina frazione di Brazzacco si trovano le rovene del castello trecentesco di Brazzacco di Sopra e quanto rimane di quello di Brazzacco di Sotto. © Bruno Blasone / Panoramio.com

Colli occidentali

eventi

colloredo di monte albano Alla fine di giugno Presso la frazione di Mels, si svolge la Sagra paesana, in cui è possibile consumare specialità enogastronomiche in un’atmosfera molto accogliente e casalinga.

colloredo di monte albano Durante le giornate di ferragosto A Caporiacco è organizzata la festa del gambero. Si assapora il pesce di acqua dolce cucinato nelle migliori ricette dettate dal sapere popolare. La festa è organizzata dalla direzione della storica trattoria “Da Vico”.

colloredo di monte albano Per due weekend consecutivi, a ottobre A Pers è in programma l’Oktoberpers, manifestazione in cui è possibile sorseggiare buona birra e ascoltare ottima musica rock suonata dal vivo.

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PISCINA _ BAR _ RISTORANTINO _ CENTRO BENESSERE _ SOLARIUM _ CENTRO ESTETICO _ CORSO NUOTO GIORNALIERO _ ATTIVITÀ LUDICOSPORTIVE _ POSSIBILITÀ DI INGRESSO GIORNALIERO _

SOLARIUM ESTERNO Ass. Sportiva Dilettantistica Gemona Nuoto ATLANTIS

Divertimento assicurato Durante tutto il periodo i partecipanti saranno suddivisi per fasce d’età e seguiti da animatori e istruttori specializzati. NUOTO: Ogni giorno i partecipanti frequenteranno il corso di nuoto della durata di 45 minuti, suddivisi per capacità natatorie. I bambini dai quattro ai sei anni verranno inseriti nei corsi “bimbicadabra”, della durata di 35 minuti, nei quali il gioco è utilizzato come strumento per avvicinare i bambini all’attività natatoria. Tutti gli istruttori sono in possesso del brevetto della Federazione Italiana Nuoto o laureati in Scienze Motorie. GIOCHI: Verranno proposti giochi di gruppo, di squadra, in acqua, staffette varie, percorsi ecc. LABORATORI: In caso di maltempo e nelle prime ore pomeridiane con i bambini più piccoli ci sarà la possibilità di utilizzare degli spazi chiusi dove disegnare, impastare, cantare, leggere, manipolare, ecc..

PERIODO E ORARIO DAL 18 GIUGNO AL 10 AGOSTO DALLE 7.30 ALLE 18.00

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Udine & Provincia

> gemonese e venzone Emblemi della rinascita post terremoto ‘76, queste aree della pedemontana hanno tanto da dare in fatto di natura, cultura e sport.

Terra e acqua Tra alture e sentieri di montagna, zone collinari e aree lacustri, campi pianeggianti e grandi bacini acquiferi, il Gemonese è un piccolo compendio del Friuli. La zona comprende sette comuni ed è caratterizzata da una particolare unità geografica, baricentrica in ambito regionale. Si tratta di una pianura alluvionale completamente circondata dai rilievi prealpini e collinari, solcata ad ovest dal fiume Tagliamento che è l’artefice della sua formazione. In particolare, il campo condiviso tra Gemona e Osoppo deriva da un vap. 090  //  Guida turistica

sto lago che si estendeva a monte delle colline moreniche, immediatamente dopo il ritiro del ghiacciaio del Tagliamento (avvenuto 10 mila anni fa). Il grande lago sopravvive ancora nei vuoti lasciati tra granulo e granulo delle ghiaie che lo hanno riempito: oggi costituisce l’ampia falda freatica che si estende a pochi metri di profondità e che in particolari condizioni affiora in superficie dando origine ad un articolato sistema di risorgive di elevatissimo interesse naturalistico. Nel Gemonese il mondo delle acque e quello delle e attività umane sono legati tra loro dalla stessa storia.

Gemonese / Venzone

© Alessandro Laporta / Fotolia.com

Dal duomo di Gemona alle mura di Venzone, da Artegna al forte di Osoppo. E poi Buja, Bordano e Trasaghis. Paesaggi sempre diversi ed emozionanti Il territorio è ricco di sorprese comprendendo nell’arco di pochi chilometri tipologie ambientali molto diverse fra loro: dai rilievi dei monti Cuarnan, Cjampon e San Simeone alla piana che collega Gemona e Osoppo; oppure sella Sant’Agnese che lega Gemona tramite sentieri al borgo medievale di Venzone, senza dimenticare lo splendido ambiente acqueo del vicino lago di Cavazzo o dei Tre Comuni (nell’ambito della Carnia), il più grande bacino della regione. Scendendo di poco a sud, l’ambientazione muta sotto altre forme ed altri collega-

menti: il connubio montagna-pianura è insito anche fra il piccolo comune di Montenars, nella cui freschezza è possibile respirare la frizzante aria dei suoi boschi, e la bella Artegna, disposta su una tenue riviera che percorre agilmente il territorio pedemontano. Di fronte ad Artegna, ancora attraverso campi, c’è Buia, una serie di borgate e frazioni (Santo Stefano ospita la sede comunale) localizzate lungo una serie di alture collinari che a volte raggiungono anche determinate visuali. Come è possibile ammirare dal celebre monte di Buia ove è pure possibile trovare ottima ospitalità e ristorazione. guida turistica  //  p. 091

Udine & Provincia

GEMONA DEL FRIULI eventi

Gemona del Friuli 13 giugno - ‘Olio, pane, musica e…’ Per il patrono Sant’Antonio l’evento che vede coinvolti l’associazione Olivocoltori, i panifici locali, l’Ecomuseo, la Comunità Montana e le associazioni di borgo. Iniziative al santuario dei frati francescani, stand enogastronomici, grande spettacolo pirotecnico.

Gemona del Friuli 22 giugno - 1 luglio Sagra di San Pietro a Ospedaletto Concorso per writers e la pedalata ecologica “Pedalin par Glemone. Dal 29 giugno all’8 luglio in Stalis c’è invece la sagra di Madonna di Pace mentre dal 20 al 29 luglio in Maniaglia c’è la sagra di Sant’Anna. A chiudere la sagra di San Jacum in Taviele (25-29 luglio).

Gemona del Friuli 1-6 agosto - Agosto medievale Tempus est jocundum, rievocazione storica tra le vie del centro; Palio del Niederlech fra borgate (2 agosto), coreografie a tema e intrattenimenti musicali e teatrali itineranti. Nella serata di lunedì gara di dama con pedine umane.

Gemona del Friuli 10-19 agosto - Sagra di San Rocco Buona musica e festa del Galletto a Campagnola dal 17 al 19 agosto.

Molto da vedere Capitale del terremoto del 1976, Gemona porta nella sua storia tracce di testimonianze artistiche che le hanno lasciato maestri scultori e pittori. Ciò, a partire dal duomo di Santa Maria Assunta sulla cui imponente facciata progettata originariamente dal Maestro Giovanni (1290) sono presenti esempi della scultura romanico gotica. Se all’interno si trovano pregiati tesori artistici, molto altro è possibile ammirare nel vicino Museo della Pieve e del tesoro del Duomo. Numerose mostre di arte moderna sono visitabili in via Bini, nel palazzo Elti, mentre accanto è situato il museo del terremoto. Altre ricchezze storiche sono invece contenute nell’antico monastero di Santa Maria degli Angeli e nelle sale del celebre museo dei frati francescani di Sant’Antonio. Gemona è pure sede della Cineteca del Friuli, che per i materiali filmici originali conservati è un’istituzione a livello mondiale, mentre - sul fronte della conservazione delle bellezze naturali e antropiche - presso il mulino Cocconi di Ospedaletto è situato l’Ecomuseo delle Acque del Gemonese. Notevoli le possibilità escursionistiche: dal laghetto Minisini al monte Ercole e Cumieli, fino a Sella Sant’Agnese e sui monti Ledis, Cjampon e Glemine, fino all’accogliente malga sul Cuarnan.

OSOPPO Cuore forte Il centro della cittadina è un interessante esempio di ricostruzione urbanistica e architettonica post-sisma.

Gemona del Friuli 21-23 settembre - Fieste de patate

Gemona del Friuli

Nel borgo di Ospedaletto con specialità gastronomiche a base di patate nostrane, secondo le antiche tradizioni friulane, con tanto di esibizione culinaria di “Chei dal frico”.

30 novembre al 13 dicembre

Gemona del Friuli

Gemona del Friuli

1-31 dicembre - 4° edizione del Natale a Gemona.

10-11 novembre “Gemona, formaggi…e dintorni” Tradizionale mostra-mercato che valorizzare la produzione casearia locale. Chioschi enogastronomici (dai formaggi ai pregiati vini della regione e di tutta Italia).

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Nella frazione di Piovega la Fieste di Sante Lussie.

‘DolceNatale’, due giorni con iniziative dedicate ai bambini e alle famiglie con l’arrivo di San Nicolò. Mercatino natalizio gastronomico con espositori da Austria e Slovenia, mercatino delle pulci e del libro usato. Presepio con 10 mila statuine (Santa Maria degli Angeli).

Gemonese / Venzone

Il cuore del paese è il colle con la fortezza, dichiarata monumento nazionale nel 1923, quale insediamento fortificato utilizzato fin dall’antichità come struttura militare. Fra i monumenti di rilievo la chiesa parrocchiale di Santa Maria di Nives, quella di San Rocco e la Chiesa di San Giacomo Apostolo. Per le escursioni si segnalano i percorsi del colle, del forte sotterraneo e del colle Napoleone nonchè i parchi del Rivellino e delle Sorgive di Bars.

VENZONE Pietra su pietra Venzone è una cittadina medievale-rinascimentale interamente murata riconosciuta Monumento nazionale nel 1965 (ricostruita, dopo la devastazione del terremoto del 1976, numerando ad una ad una le pietre crollate). La cinta muraria, con porte di accesso, è circondata da un lungo fossato: al suo interno insigni monumenti tra cui il duomo di Sant’Andrea, tra i più importanti edifici religiosi gotici della regione. Di fronte al duomo la cappella cimiteriale romanica di San Michele conserva le celebri “mummie”. Non vanno poi dimenticate le chiese dei Santi Giacomo e Anna (XI-XII sec.) in borgo San Giacomo, di Santa Caterina, alle falde del monte Ledis, di San Bartolomeo a Portis (con un crocifisso del XIII sec.) e la chiesetta di Santa Maria del Carmine di origine seicentesca. Tra gli edifici storici c’è anche il palazzo comunale di origine gotica, mentre da segnalare sono pure Casa delle bifore protoromaniche, Casa degli Stella e Casa

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eventi

Osoppo 22-29 luglio “Alla scoperta della fortezza” Viaggio nel tardo Medioevo e Rinascimento con osti e locandiere in costume e mostra ornitologica (22 luglio).

Osoppo 21 ottobre – 25 novembre Negli spazi della fortezza, il mese della castagna e della ribolla.

Venzone luglio “Tor Vinacis” (6 e 7 luglio) con musica dal vivo nella piazza principale. Il 14 la Filarmonica di Udine propone i capolavori di Giuseppe Verdi (piazza). Dal 26 al 29 luglio la Sagra dei Santi Giacomo e Anna, festa paesana con animazioni e intrattenimenti nell’antico e caratteristico borgo di San Giacomo.

Venzone Agosto Dal 10 al 19 agosto, in frazione Pioverno, Sagra d’estate (dal 10 al 12) e 13° mostra “Pluvêr, storia, tradizioni e cultura piovernese”. A Ferragosto il concerto del complesso bandistico venzonese in piazza municipio, mentre dal 24 al 26 a Portis c’è la sagra di San Bartolomeo.

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guida turistica  //  p. 093

Udine & Provincia

Calderari oltre ai bellissimi palazzi Radiussi, Silio, Gattolini, Pozzo, Colloredo e Orgnani-Martina che ospita il museo del terremoto. Inserita nel Parco delle Prealpi Giulie, Venzone offre possibilità di escursioni a Tugliezzo, sui monti Plauris e Ledis, e nelle valli Lavaruzza e Venzonassa.

Artegna Posizione invidiabile Situata sulla pedemontana che guarda a sud, Artegna offre molteplici possibilità di visita ed escursioni. Il sito focale, in bellissima posizione, è il colle di San Martino, con l’omonima chiesa, quella di Santa Maria Nascente e il castello Savorgnan. Interessanti anche la chiesa di Santo Stefano in Clama (VIII sec) e Palazzo d’Este (XVIII sec). Per gli amanti della natura si suggeriscono le escursioni lungo il sentiero naturalistico del monte Faeit, le zone umide del Rio Basso, del torrente Orvenco e le risorgive del Ledra e del Fontanili.

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BORDANO

Merita una medaglia Cittadina collinare, Buia si identifica con il celebre museo d’arte della medaglia, che raccoglie pezzi dei due grandi maestri incisori locali e altri medaglisti. Cuore storico del paese è il colle di Monte, ove sono collocati la Pieve di San Lorenzo con resti alto-medievali e romani. Da visitare anche il palazzo comunale, con la collezione artistica del ‘900, il duomo neogotico di Santo Stefano ricco di arte dal ‘300 al XVII secolo, e le chiese nelle frazioni di Madonna. Urbignacco, Tomba e Avilla.

Tutto il peso delle farfalle Meglio conosciuto come il Paese delle farfalle, Bordano è meta di tutti gli appassionati della natura, dell’entomologia e delle manifestazioni culturali ad essa collegate. Di grande fascino appunto la Casa delle farfalle, vasto giardino tropicale per lepidotteri dedicato agli insetti alati, comprensivo di lavoratori didattici: passeggiando fra le vie delle due frazioni di Bordano e Interneppo è possibile ammirare un museo all’aperto dedicato alle farfalle dove i muri delle case sono stati decorati con variopinti murales da artisti provenienti da tutto il mondo. Interessanti la chiesetta alpestre del monte San Simeone, mentre si

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BUJA

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Gemonese / Venzone

Venzone Settembre 1, 8, 15, 22 e 29 settembre 17ª rassegna organistica Gigi Moret (duomo). Il 16 settembre la 5ª mostra micologica: esposizione con ambientazione forestale. Il 7 ottobre si svolge la 24° gara di corsa in montagna a staffetta 3x6 km – trofeo Nino Madrassi.

Venzone Ottobre

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consigliano escursioni sul sentiero delle farfalle sullo stesso San Simeone, sul monte Festa con le su fortificazioni della Prima guerra mondiale o attorno al lago di Cavazzo o dei Tre Comuni.

TRASAGHIS Un lago e un po’ di sale Trasaghis e le sue frazioni conservano importanti segni storici come la chiesa parrocchiale di Santa Margherita di cui rimane solo il campanile, la chiesa di San Michele dei Pagani (XIII sec), la chiesa di San Bartolomeo di Alesso. In borgo Onedis sono ancora presenti caratteristici esempi del ‘700 in case di stile carnico. Interessanti sono le chiese di San Nicolò ad

Il 7 ottobre 24° gara di corsa in montagna a staffetta 3x6 km, trofeo Nino Madrassi. Il 27 e il 28 ottobre c’è la 22ª Festa della zucca, manifestazione conosciuta ben oltre i confini del Friuli. Un tuffo nel Medioevo con musici e giocolieri, ciarlatani e il mendicanti, nobildonne e cavalieri, l’Arciduca della zucca e i membri della sacra confraternita della zucca.

Venzone Novembre-dicembre Concerto di Santa Cecilia il 24 novembre. La mostra “Espressioni artistiche venzonesi” (9 dicembre-22 gennaio) e la Antighe Sagre di Sante Lussie (12-22 dicembre).

Artegna 10 al 16 agosto Ferragosto Arteniese e Palio dei borghi Tradizionale manifestazione in piazza Marnico con spettacoli musicali, giochi popolari, degustazioni di prodotti tipici locali e serate con cucina a tema.

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Artegna 23-25 e 30 novembre “Purcit in staiare 2012 – festa del purcit” Gastronomia e degustazioni nelle antiche cantine con i prodotti della tradizione locale a base di carne suina. Spettacoli musicali, esposizioni etnografiche e convegni.

Bordano 7 luglio - “La notte gastronomica – safari notturno gastronomico” Serata (insolita) tra cibo esotico e animali notturni. Percorso a tappe, accompagnati da guide esperte di sapori.

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Udine & Provincia

Avasinis, completata nel 1800 su precedente edificio del 1321, e di San Bartolomeo a Peonis, ricostruita dopo il terremoto del ‘76 ma che conserva ancora il caratteristico campanile. Il lago di Cavazzo o dei Tre Comuni offre numerose opportunità per escursioni giornaliere, grazie al parco attrezzato per bambini e il ‘percorso vita’. Si consigliano le salite sulle vette di Palâr e Leale, l’ascesa al monte Corno e l’escursione in Cjaseria muarta ad Alesso, ove sono ancora visibili resti della via del sale che anticamente collegava la pianura friulana con il salisburghese.

Bordano

Trasaghis

3-5 agosto - Festa dell’emigrante

28-29 luglio - “Lak & Roll”

Rivolta da una parte ai paesani residenti all’estero e che rientrano per le vacanze e dall’altra ai turisti. Buona tavola, eventi sportivi, concerti e spettacoli equestri.

Kermesse estiva sullo stagno ecologico di Alesso (lago dei Tre Comuni). Concerti di gruppi emergenti.

Trasaghis

Bordano

10-12 agosto - Festa del lampone e del mirtillo

2 settembre - Festa sul monte San Simeone Antiche origini per questo appuntamento in quota intorno alla chiesetta (1215 m). Grifoni ed altri rapaci fanno da cornice alla messa all’aperto seguita da pranzo e giochi popolari. Possibilità, per gli appassionati, di voli con deltaplano e parapendio.

Ad Avasinis una delle feste più belle ed affollate. Musica, folklore da tutta la Mitteleuropa e pietanze tipiche o fuori dal comune (frico col spres, gnocchi e cjarsons al lampone e al mirtillo, gelato con lamponi o mirtilli caldi, dolci tipici, birra aromatizzata, radicchio con l’aglio di Avasinis, i mitici fagioli di ‘seghin’ e tanto altro).

Trasaghis Bordano

17 ottobre - Festa del Perdon di Rosari

9 settembre - Mozambico Day

Antichi sapori, musiche e devozione. Dopo la messa, i giovani in abiti tradizionali portano a spalla la Madonna.

Bordano 16 settembre - Fotografia e lettura

Trasaghis

Workshop fotografico aperto a tutti coloro che sono interessati alla fotografia naturalistica, esperti o dilettanti, e il 23 letture di fiabe per grandi e piccini.

2 dicembre - Festa di San Nicolò

Trasaghis 7-8 e 14-15 luglio - “Dalès in fieste” Ad Alesso degustazione dei prodotti tipici della val del lago e delle famose frittelle di patate locali.

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I bambini aspettano il Santo. Burattini, canti e balli e tanti dolci tipici.

L’ONORE PIÙ GRANDE PER NOI è quello di essere al servizio degli operatori turistici delle Alpi Friulane, in modo tale che tutti i visitatori possano godere di uno splendido soggiorno in questo habitat naturale più unico che raro.

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GEMONA CITTà DELLO SPORT E DEL BENSTARE www.sportebanstare.it

Il progetto punta a valorizzare l’economia e il turismo dell’area Pedemontana e dell’Alto Friuli grazie alle molte discipline sportive praticabili nel territorio da un numero sempre più alto di appassionati. L’Amministrazione Comunale di Gemona del Friuli, facendo leva sulla preziosa presenza in loco del Corso di Laurea triennale in Scienze Motorie e Magistrale in Scienza dello Sport dell’Università degli Studi di Udine, unici corsi universitari a carattere sportivo presenti in Regione, si è resa promotrice del progetto “Gemona città dello sport e del benstare”:

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un progetto organico che ha trovato il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dell’Azienda per i Servizi Sanitari n. 3 Alto Friuli, della Provincia di Udine, delle Comunità Montane del Gemonese Canal del Ferro-Val Canale e della Carnia ed ha visto l’adesione di 17 Comuni, che vanno dalla pedemontana friulana a quelli della conca tolmezzina. Un’iniziativa su cui le Amministrazioni comunali lavorano oramai da tempo assieme al Project Manager dott. Enzo Cainero, e su cui punta per un rilancio economico e turistico dell’intero territorio.

Gemona città dello sport e del benstare

Azienda Servizi Sanitari num. 3 / Alto Friuli

Laboratorio internazionale della comunicazione

Comunità Montana del Gemonese, Canal del Ferro e Val Canale

Un’offerta ampia e diversificata che va dal tiro con l’arco alla mountain bike ed all’orienteering sull’altopiano di Monte Prat e non solo: la scherma e l’ippica a San Daniele, gli sport remieri e la vela sul Lago dei Tre Comuni, il tiro a segno nel poligono di Tolmezzo, l’arrampicata sportiva nelle palestre di Gemona, Osoppo, Villa Santina, Raveo, Verzegnis, Trasaghis, Cavazzo Carnico, l’atletica sulle piste di Majano, Tolmezzo e Gemona, il volo libero sui cieli di Artegna, Montenars, Bordano, Trasaghis e Gemona: e l’Alto Friuli. Il progetto ha trovato il sostegno anche di alcuni importanti sponsor quali Fantoni S.p.A., Mondo S.p.A., B-Trend e la Cassa di Risparmio del FVG, ed ha individuato come testimonial l’atleta sudafricano Oscar Pistorius, pluridecorato alle ultime Paraolimpiadi, e che parteciperà alle Olimpiadi di Londra 2012. Assieme a Pistorius sono arrivati Mbulaeni Mulaudzi, Lj Van Zyl ed altri 15 altleti Sudafricani accompagnati dai rispettivi allenatori. Atleti che hanno scelto Gemona come propria base per allenarsi e prepararsi a partecipare alla stagione estiva dei meetings europei di atletica e che saranno gli ambasciatori del progetto.

I nostri partner

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Udine & Provincia

Volo Libero - Gemona, Bordano, Artegna,

Montenars, Cavazzo, Trasaghis, Alto Friuli Il termine identifica il volo con il deltaplano e con il parapendio. In assenza di correnti ascensionali il volo libero si traduce in una planata la cui durata dipende principalmente dall’altezza da cui si parte, dall’efficienza del mezzo e dall’ abilità dell’atleta. Se invece sono presenti correnti ascensionali, queste possono essere sfruttate dal pilota per guadagnare quota, salendo di molto sopra il punto di decollo. Il nostro territorio per la conformazione rappresenta uno scenario di volo unico tale da rendere speciale qualsiasi stacco dal suolo, sia esso un dolce volo serale o un avventuroso termicare di chilometri su valli e laghi.

Servizio navetta per il decollo Gemona del Friuli – Artegna – Bordano La navetta parte dai seguenti posti ai seguenti orari: Bar Stop: 1°risalita a chiamata sabato e domenica Bar Stop: 2° risalita a chiamata sabato e domenica Bar Stop: 3° risalita a chiamata sabato e domenica Bar Stop: risalita a chiamata tutti i giorni Atterraggio: risalita a chiamata tutti i giorni Tariffe: UNA RISALITA EURO 10 IN ABBONAMENTO EURO 8 (N° 10 RISALITE A 80 EURO) CORSA MINIMA EURO 40 Il numero minimo (raggiunto l’orario di partenza), è fissato in 5 persone, se questo sarà inferiore, si pagherà la corsa minima, divisa tra i fruitori. Sarà buona norma recarsi ai punti di partenza 15 min. prima dell’orario, per espletare le formalità e il carico delle attrezzature.

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SCUOLA DI VOLO Per chi vuole avvicinarsi alla disciplina è presente una scuola dove è possibile conseguire il brevetto di volo.

BIPOSTI VIENI E PROVA L’EMOZIONE DEL VOLO LIBERO Un emozionante volo sui nostri splendidi paesaggi pedemontani, per poter osservare con occhi e prospettive nuove il mondo che ogni giorno scorre sotto i nostri piedi. In tutta sicurezza con i nostri piloti tutto questo sarà possibile, sarà necessario solo un paio di calzature adeguate (scarponcini con buona aderenza) e una giacca vento, al resto penseremo noi! Sarà possibile inoltre organizzare più biposti contemporaneamente tra amici, condividendo così una bellissima esperienza. Potrebbe anche essere una originalissima idea regalo! Cosa stai aspettando? Vieni e sogna ad occhi aperti!

Gemona città dello sport e del benstare

Monte San Simeone - Bordano

Monte Cuarnan - Gemona

Risalendo dal paese di Bordano lungo una strada forestale completamente asfaltata si raggiunge il comodo decollo a 1130 metri, da dove si può godere di una magnifica vista sulla città di Gemona, sovrastata dal monte Glemine, dal Cuarnan e dal più alto Cjampon, sul sottostante paese di Bordano, sulla piana del Tagliamento che si allunga a perdita d’occhio e sulla vallata del Lago dei Tre Comuni. Il prato del decollo è ampio e da un iniziale pianoro accentua la sua pendenza progressivamente. L’atterraggio è anch’esso uno spazio di dimensioni considerevoli, libero da ostacoli. Una zona di volo adatta a tutti i tipi di piloti, dal novizio all’esperto, offre condizioni in prevalenza di dinamica e di attività termica durante i mesi più caldi. Voli consentiti con venti provenienti da sud.

Dall’abitato di Gemona si può salire per Strada di Foredor fino a raggiungere Malga Cuarnan, da lì proseguendo lungo un sentiero in uno splendido bosco di faggio che porta direttamente all’ampio prato del decollo. Da qui si può godere di un incantevole vista su tutta la piana friulana, fino a scorgere il mare nelle giornate più terse, oltre che avere visione di tutte le più alte cime della Carnia verso Tolmezzo da una parte, Monte San Simeone compreso, e della catena dei Musi dall’altra. Il decollo a 1200mt è ampio, l’atterraggio sufficientemente ampio e sicuro. Decisamente una zona di volo a dir poco straordinaria, da qui infatti sono possibili voli di cross pressoché in ogni direzione, attività termica e ottima esposizioni sono la base di partenza per chilometri di avventura su paesaggi mozzafiato. Voli consentiti con venti provenienti da sud.

Decollo 13,101600° E Atterraggio 13,112550°E

46,329833°N 46,305917°N

Decollo 13,175733°E 46,273767°N Atterraggio 13,140250°E 46,267917°N

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Udine & Provincia

Arrampicata - Tolmezzo, Villa Santina, Raveo, Verzegnis,

Cavazzo, Trasaghis, Osoppo, Gemona del Friuli La Carnia e il Gemonese offrono agli arrampicatori una moltitudine di itinerari che spaziano dalle placche calcaree agli strapiombi di conglomerato. Abbiamo scelto per voi i siti più rappresentativi di questo territorio con la speranza che in ciascuno di essi ognuno possa trovare l’itinerario in grado di regalargli emozioni autentiche. Si spazia dalle pareti per esperti che alternano tiri di resistenza a itinerari puramente tecnici a falesie per famiglie e neofiti. Le falesie non sono mai particolarmente affollate e la loro collocazione, immerse in boschi di faggio, regalano allo scalatore un mix di emozioni tra quiete ed entusiasmanti salite. L’intero territorio è ideale per alternare alla pratica dell’arrampicata anche giri in mountain bike e passeggiate alla scoperta della storia e delle bellezze naturali di questi luoghi. A tutti gli scalatori consigliamo di consultare il sito www.sportebenstare.it dove verranno pubblicati gli aggiornamenti sui siti di arrampicata.

FALESIE DI Gemona Collocate a ridosso della cittadina, a due passi dal Duomo, costituiscono il più interessante polo di ar-

rampicata delle zona prealpina. Esse sono suddivise in diverse aree, ognuna delle quali ha differenti caratteristiche, tanto da soddisfare le più varie esigenze del free-climber. Settore didattico - Gemona Immerso nella vegetazione alla base dello Spigolo del Glemine, il settore didattico è il luogo ideale per l’approccio all’arrampicata, sia dei bambini che dei principianti. L’altezza contenuta entro una decina di metri, la parete ricca di appigli, l’ottima attrezzatura delle vie, sono le peculiarità che la indicano quale luogo ideale per lo svolgimento dei corsi di arrampicata di base. Bulfoni - Gemona La verticale parete gialla ben visibile dal sagrato del Duomo è stata salita per la prima volta da Marcello Bulfoni negli anni ‘70 e perciò porta il suo nome. Ora su questa parete vi sono diverse linee di arrampicata, la scalata richiede continuità su piccole tacche e movimenti molto tecnici, il livello va dal 6a al 7a. Placche - Gemona Questa è la falesia più frequentata di Gemona. Le placche leggermente appoggiate offrono movimenti di aderenza e di equilibrio, la difficoltà è media, fino al 5c, e la chiodatura eccellente. L’esposizione ad ovest della parete e il microclima del luogo suggerisce l’arrampicata pomeridiana nelle mezze stagioni oppure la mattina nelle giornate afose. Strapiombi - Gemona Il settore più difficile di Gemona è il grande strapiombo nero alla base del Monte Glemine. Mentre i top climber provano e riprovano gli itinerari più duri, fino all’8c, nei settori di sinistra e di destra diverse vie di buon livello, dal 6a al 7b, possono essere affrontate anche da arrampicatori ben preparati. Sono linee eleganti, su un calcare grigio verticale, piccole prese e aderenza, movimenti raffinati, materia da intenditori!

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Gemona città dello sport e del benstare

Spigolo del Glemine - Gemona Il Monte Glemine sovrasta il nucleo storico di Gemona, ed è stato percorso lungo il suo elegante spigolo già negli anni trenta. Oggi non ha perso il suo fascino e quasi ogni giorno alcune cordate lo percorrono. Esso offre un calcare articolato ricco di appigli e l’itinerario può svolgersi su percorsi di diversa difficoltà. La cordata troverà predisposte le soste ma dovrà attrezzare, come in una salita alpinistica, le protezioni intermedie mediante l’uso di friend, nut e cordoni.

Falesie di Trasaghis La chiesetta di San Michele dei Pagani, dal caratteristico colore rosso, è incastrata nella parete di roccia, che pare proteggerla sotto il suo strapiombo. La si raggiunge in pochi minuti di sentiero da Braulins e si arrampica sulle pareti di fianco alla chiesetta e su altri settori poco distanti. La falesia è particolarmente apprezzata nei mesi invernali, favorita dal microclima ideale in quel periodo. San Michele - Trasaghis Le pareti a lato della chiesetta di San Michele sono costituite da un conglomerato giallo e grigio, con prese su buchi naturali e blocchi. Gli itinerari sulla destra superano un forte strapiombo, richiedendo forza e grande resistenza, a sinistra invece la parete è più alta e meno aggettante, domina il gesto tecnico e la continuità.

SOMPLAGO - Cavazzo In un ambiente tranquillo e soleggiato si erge questa parete di conglomerato che offre una varietà di itinerari fino al grado 8a. La Chiesa di San Candido e il rio che ne attraversa la base fanno da cornice a questo luogo di arrampicata. Ideale per famiglie con bambini. Falesia per tutti: tiri dal 4c all’8a

PARETE BIANCA - Cavazzo La parete di conglomerato spicca tra gli alberi bianca e imponente, regalando all’arrampicatore una spettacolare varietà di interpretazioni per ogni singolo itinerario, infatti solo la linea degli spit indica il tracciato, il resto è frutto delle abilità dell’arrampicatore che sarà libero di disegnare la “sua” linea di salita. Falesia media: tiri dal 5c al 7c

VERZEGNIS Leggero strapiombo, buchi e micro tracce, arrampicata tecnica dove “dita” e resistenza non possono mancare. Le vie sono tutte impegnative e di certo la parete vi lascerà “senza fiato” non fosse altro per l’incredibile continuità. Falesia difficile: tiri dal 7a all’8b

Grigiotti - Trasaghis Questo settore meno conosciuto e più appartato è costituito da due pareti, una di conglomerato giallo, alta e strapiombante, dalla caratteristica simile alla falesia di San Michele. L’altra invece è verticale e di calcare grigio, da cui il nome della falesia, ed è molto apprezzata per i movimenti raffinati della scalata, dove l’uso della forza deve essere unito ad una ottima padronanza tecnica.

CAVAZZO Un’affascinante grotta di conglomerato immersa nella forra Cjanevade; questa è la falesia di Cavazzo, dato il terreno strapiombante e la conformazione della roccia è ideale per gli amanti dell’arrampicata esplosiva, il termine “forza- resistenza” sintetizza perfettamente la tipologia di scalata. Falesia difficile: tiri dal 6a all’8c

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Udine & Provincia

CHIESETTA - Villa Santina A pochi minuti dalla piccola chiesetta di Sant’Antonio a Villa Santina è situata la parete d’arrampicata che con i suoi tiri omogenei nelle difficoltà offre all’arrampicatore una scalata su calcare verticale leggermente strapiombante. I gradi non vanno sottovalutati e ogni tiro dara’ del filo da torcere ma questo non deve scoraggiare chi volesse trascorrere una piacevole giornata immerso nella natura e nella tranquillità. MASSO DELL’INCENERITORE - Villa Santina Come un meteorite caduto dal cielo così si presenta questo masso che sembra sceso dall’alto per offrire i suoi quattro lati agli arrampicatori più esigenti. Il masso dell’inceneritore o Sasso Bonsai è una tra le più piccole falesie della zona, ma la sua particolare collocazione, le difficoltà e il tipo di scalata fanno di questo luogo un posto da visitare assolutamente. I tiri hanno una lunghezza media di 12-15 metri, ma nonostante questo sono un exploit di tecnica e resistenza: tre lati su quattro infatti si presentano leggermente strapiombanti e le tacche contribuiscono a offrire una scalata davvero impegnativa; il bosco poi regala quella giusta tranquillità per alternare momenti di riposo con momenti di grinta. Falesia medio-difficile: tiri dal 5c all’8a MADRABAU - Villa Santina Si tratta sicuramente di una tra le più storiche falesie della zona che con i suoi itinerari su roccia calcarea è in grado di regalare giornate indimenticabili soprattutto nel periodo che va da ottobre a marzo; l’esposizione a Sud infatti permette di scalare in maniche corte anche nelle rigide giornate invernali. Falesia media: tiri dal 5c all’8a CUEL DI NUVOLAE - RAVEO Rappresenta una delle falesie più frequentate della zona per chi arrampica, sui gradi dal 6a al 7a. La parete di calcare sviluppa una ventina di tiri tutti assolutamente da provare, che richiedono buone doti tecniche e movimenti ricercati su placca. Falesia imperdibile e di soddisfazione per gli amanti della placca. Falesia media: tiri dal 5c al 7a PILASTRO BONAN - RAVEO Poco distante da Raveo Cuel di Nuvuolae, alla fine di un piacevole sentiero nel bosco di faggi si trova la Falesia Del Pilastro Bonan. I tiri tutti di difficoltà superiori al 7a sono dei veri e propri capolavori e richiedono buona tecnica e resistenza. Falesia difficile: tiri dal 6c all’8a p. 104  //  Guida turistica

La passione e l’interesse per la mountain bike sono aumentati esponenzialmente in tutto il mondo grazie al grande numero di appassionati. La spinta viene dal desiderio di fare uno sport sano all’aria aperta, in luoghi incontaminati che presentano paesaggi suggestivi e, perché no, anche dalle forti emozioni che trasmette la discesa fuori pista. In un certo senso questo tipo di attività sintetizza ciclismo ed escursionismo. Gemona Città dello Sport offre un dedalo infinito di single-track, mulattiere e circuiti, per tutti gli appassionati di cross country e discipline gravity quali all mountain e freeride. Ogni anno il territorio vede lo svolgersi di competizioni a carattere nazionale quali la Venzonassa ed il campionato italiano di super enduro. Per gli amanti delle specialissime a pochi chilometri dalle salite divenute famose grazie al giro d’Italia il Crostis e lo Zoncolan è possibile affrontare percorsi suggestivi sia per i ciclisti che vogliono nuove sfide grazie alle impegnative salite ed alle discese tecniche che per quelli che amano scoprire paesaggi variegati tra montagne incantate, morbide colline, boschi, fiumi e centri storici ricchi di arte e tradizione.

MTB e ciclismo su strada Ciclovia Alpe Adria La Ciclovia Alpe Adria (Alpe Adria Radweg in tedesco), una volta completata, diventerà un tracciato ciclabile transfrontaliero a lunga percorrenza che unirà la città di Salisburgo, sul versante settentrionale delle Alpi, alla

Gemona città dello sport e del benstare

cittadina balneare di Grado. Grazie alla posizione centrale della Città di Gemona del Friuli rispetto alla CAAR per i turisti provenienti da Austria, Germania, Slovenia piuttosto che da altre regioni, è possibile fruire di tutte le ciclabili che percorrono il territorio del Gemonese; questo darà la possibilità al turista di scoprire scenari impareggiabili e di fermarsi per una pausa ristoratrice nelle in una delle tante strutture ricettive ed enogastronomiche della zona.

SCUOLA DI CICLISMO FUORISTRADA “MONT DI BIKE” - Forgaria del Friuli Nata nell’agosto del 2009, su iniziativa del bicampione mondiale di ciclocross, Daniele Pontoni, e sostenuta dall’Amministrazione Comunale e dal CONI, la Scuola, prima e unica nel suo genere in tutta la Regione Friuli Venezia Giulia, propone ad adulti e ragazzi dei camp didattici di durata variabile, in cui conoscere tutti i segreti delle due ruote, immersi nel verde altipiano di Monte Prat di Forgaria nel Friuli (UD). Durante i camp e le giornate evento, uno staff qualificato composto anche da medici sportivi, nutrizionisti e meccanici, con il coordinamento diretto di Daniele Pontoni, propongono diverse attività pratiche in mtb, alternate da lezioni teoriche su educazione stradale, alimentazione e mecca-

nica, affinché divertimento e apprendimento diventino una cosa sola! La scuola “Mont di Bike” ha sede al centro di Monte Prat, presso la casa per ferie San Lorenzo, che può ospitare fino a 54 persone, con ristorante interno e menù personalizzabile, servizio bar e lavanderia, due sale conferenze, spazi ricreativi interni ed esterni. In prossimità della struttura partono diversi anelli pedonali e ciclabili, che si snodano su tutto il territorio comunale ed in quelli limitrofi, fino a raggiungere una lunghezza complessiva di oltre 40 km. Nelle vicinanze è presente anche un campetto polifunzionale e un campo da calcio regolamentare. Durante tutto l’anno sono proposte delle giornateevento o delle gare, per avvicinare anche i meno esperti a questa disciplina sportiva.

Orienteering Il ridestato interesse per gli sport a contatto con la natura sta spingendo sempre più persone verso l’orienteering, lo sport dei boschi. La maggior parte dei praticanti ha trovato in questa disciplina la giusta combinazione tra movimento fisico e il piacere di partecipare a un’attività all’aria aperta. Forgaria offre agli appassionati eventi a livello nazionale e la possibilità di percorsi immersi in una natura selvaggia e incontaminata.

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Udine & Provincia

Vela, Kayak E Sport acquatici Cavazzo, Bordano, Trasaghis Il Lago dei Tre Comuni (o Lago di Cavazzo) si trova in una depressione, limitata ad Est dal Monte Festa (m 1054 ), dal S. Simeone (m 1506 ) e dal Naruint (m 936 ) e ad Ovest dal Monte Faeit con la cima Sompalis (m 1126 ). A Nord è separata dal Tagliamento da un basso cordone di rocce su cui si trovano i paesi di Cesclans e di Mena ed a Sud le acque del lago sono trattenute soltanto da un’ampia briglia di ghiaia. La porzione meridionale e quella settentrionale presentano una spiaggia costituita da sabbie e ghiaie

alluvionali grossolane con inclinazioni minime e forme poco decise. La superficie totale è di kmq 1,17. La profondità massima è di m 40,50. Nel Lago dei tre Comuni è possibile praticare moltissime attività sportive ad indirizzo nautico, principalmente vela e canottaggio. Sulle rive del Lago è possibile assistere ad attività e manifestazioni quali la regata interregionale del Trofeo Nautilago, le regate Model Vela (navi modelli radiocomandati), ed inoltre si può partecipare a corsi di vela e canoa.

Triathlon - Cavazzo, Bordano, Trasaghis Il triathlon è divertimento, salute, sfida con se stessi, impresa, armonia con la natura. È uno sport giovane, nuovo, che accomuna tre discipline in un’unica prova: nuoto, ciclismo e corsa. I concorrenti devono passare senza interruzioni da una frazione di gara all’altra, dimostrando ottime capacità condizionali quali forza e resistenza ma anche ottima capacità coordinative, dovendo esprimere durante lo sforzo gestualità sportive completamente differenti tra loro. Nel comprensorio del gemonese è possibile praticare questa disciplina grazie alla presenza del Lago dei Tre Comuni. Lago dei Tre Comuni che è da sempre considerato un ambiente difficile per la pratica del Triathlon, ma allo stesso tempo molto p. 106  //  Guida turistica

affascinante e stimolante per le caratteristiche del paesaggio e la bellezza della località immersa in una cornice tipica montana nonostante sia situata a pochi chilometri dalla pianura. Il lago si presenta come un ambiente difficile per le temperature che caratterizzano lo specchio d’acqua e l’orografia che lo circonda impone per il percorso ciclistico una difficile scalata al Monte San Simeone. A caratterizzare definitivamente la traccia vi è lo straordinario percorso podistico in quota da svolgersi in cima al monte San Simeone. Il modello pensato per questa disciplina esalta infatti le caratteristiche del territorio interessato dalla competizione valorizzandone gli aspetti migliori dal punto di vista paesaggistico.

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Tiro a volo

Tiro a Segno

Verzegnis

Tolmezzo

Il tiro al volo è praticato all’aria aperta. Basta avere un fucile, cartucce e tanta concentrazione, indispensabile in una attività dove la destrezza e rapidità di riflessi sono tutto per una buona riuscita. Il piattello è un disco di pochi centimetri di diametro che viene lanciato ad elevata velocità, è considerato colpito se un pezzo visibile di esso si stacca. Gli amanti del tiro al volo, in località Verzegnis hanno a disposizione un campo di skeet, due campi di percorso di caccia in pedana e quattro campi di percorso di caccia disposti internamente al bosco limitrofo alla struttura.

Capacità di concentrazione ed autocontrollo sono le caratteristiche che contraddistinguono il tiro a segno. Ogni fase della sequenza di tiro richiede che l’atleta abbia la percezione della corretta postura ed un controllo accurato dei movimenti che portano all’azione di scatto. La prima sfida per un tiratore è comunque sempre con se stesso: il feedback immediato sull’esecuzione consente di verificare ad ogni colpo la propria prestazione e stimola ad un continuo impegno per migliorarsi. Il tiro a segno di Tolmezzo offre servizi ed impianti a tutti gli appassionati del tiro ed a coloro che praticano questo sport per ragioni professionali e di lavoro. Il maggiore impegno della Sezione è rivolto allo sviluppo della pratica sportiva del tiro, sia a fini ludici che agonistici.

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EQUITAZIONE

ALIMENTAZIONE SPORTIVA

San Daniele del Friuli

San DanielE del Friuli

L’equitazione è una delle attività più antiche cui si è dedicato l’uomo e presenta diverse discipline, alcune delle quali rientrano nel programma olimpico; la pratica di questa disciplina è adatta sia per gli adulti che per i bambini. Nel comprensorio di San Daniele, grazie ad un meraviglioso paesaggio collinare ed alla presenza di strutture qualificate, è possibile praticare questo sport a vari livelli, organizzando passeggiate e trekking a cavallo con itinerari paesaggistici ed enogastronomici.

Tra le colline più suggestive dell’arco morenico regionale, improvvise golene intervallate a maestosi sollevamenti, numerosi torrenti e canali e due degli ultimi bacini di origine glaciale, nasce il parco agroalimentare di San Daniele. Nel concetto di Parco vuol riassumersi l’integrità e la sostenibilità dell’ambiente; in quello di agroalimentare l’evidenziazione del concetto di filiera produttiva e degli stretti e ineludibili legami tra mondo agricolo e alimentare (mangiare è il primo gesto agricolo) e, infine, quello del prosciutto di San Daniele quale utilizzo di un brand di valore commerciale inestimabile e di consolidata notorietà acquisita a livello mondiale. Il prosciutto crudo di San Daniele è celebre vanto della zona, noto in tutto il mondo ai buongustai che ne apprezzano il gusto dolce e raffinato. Il suo sapore delicato e l’ottimale equilibrio tra gusto accattivante e genuine proprietà nutrizionali ne hanno fatto un perfetto ambasciatore dell’ospitalità friulana e della qualità della vita. Il prosciutto è ideale per gli sportivi grazie alla facile digeribilità anche come ultimo pasto prima dell’impegno atletico. L’utilizzo completo delle proteine per Cambiare l’ultima frase con questa: L’utilizzo completo delle proteine per la riparazione dei danni da usura muscolari, il contributo all’apporto energetico, la ricchezza di aminoacidi, essenziali ai muscoli per

Iniziative e manifestazioni anno 2012 DISCIPLINA Parapendio Parapendio acrobatico Ippica

NOME INIZIATIVA Coppa delle regioni di parapendio 2012 Acrofireworks Alleva cavalli

COMUNE CAPOFILA Gemona Trasaghis, Bordano, Cavazzo San Daniele

Arrampicata sportiva

Friuli venezia Giulia Climb Festival

Tolmezzo

Ciclocross Enduro Mtb

Tappa giro d’Italia ciclocross Gara internazionale Sprint Superenduro

Buja Gemona

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contrastare gli effetti dell’acido lattico, sono le principali caratteristiche di questo alimento. La “Regina di San Daniele”, trota allevata da oltre trent’anni nei laghetti vicini al fiume Tagliamento, oltre ad essere senza spine, pronta all’uso e di facile utilizzo, si contraddistingue per la bontà e la genuinità che le rendono un alimento leggero, altamente digeribile e con un bassissimo contenuto calorico. Dal punto di vista nutrizionale, vanno evidenziati l’alto valore biologico delle sue proteine e la presenza nelle carni di quei grassi polinsaturi, primo fra tutti l’omega 3, la cui validità contro il colesterolo e le malattie cardiovascolari è ampiamente dimostrata dalla ricerca ufficiale. Anche questa, grazie alle sue caratteristiche, entra a far parte di un regime alimentare ideale per gli sportivi.

COMUNI COINVOLTI Gemona, Montenars, Artegna Lago dei Tre Comuni San Daniele Gemona, Verzegnis, Villa Santina, Trasaghis, Cavazzo Carnico, Raveo, Tolmezzo Buja Gemona

PERIODO SVOLGIMENTO 4/5 agosto 14/15 agosto 31 agosto, 1 e 2 settembre 6/7 ottobre 6/7 ottobre 6/7 ottobre

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Pesca d’altura... alpina

Ecco un territorio dove la natura ha fatto un favore ai pescatori La montagna del Friuli Venezia Giulia è molto ricca di acqua. Fiumi e torrenti, freschi e vivaci, e laghi alpini di straordinaria bellezza rappresentano una preziosa varietà ambientale in cui inseguire a piacimento trote e altri pesci. L’Alto Friuli (con i collegi 8, 9, 10 e 11) è nella zona B della regione in cui l’attività di pesca apre dalle ore 7 dell’ultima domenica di marzo all’ultima domenica di settembre (fino al 31 ottobre, invece, nel solo lago di Pramollo/Pontebba). Esistono specifici divieti per alcune specie in diversi periodi dell’anno. La pesca è consentita dalle ore 0 (salvo il giorno dell’apertura generale) alle ore 24. Carte in regola Per i non residenti ci sono permessi annuali, mensili, settimanali o giornalieri rilasciati dall’Ente Tutela Pesca. L’appassionato di pesca sportiva che per la prima volta chiede il rilascio della licenza deve sostenere un esame con prova scritta a risposta sintetica su materie quali ittica, ambiente, p. 110  //  Guida turistica

normative in materia di pesca. Un ufficio decentrato per le licenze è a Tolmezzo in via del Din, 20 (tel. 0433 44788). Fiumi di emozioni Il Tagliamento - il fiume più importante e lungo della regione (170 km) - è uno dei corsi d’acqua meglio conservati dell’arco alpino. Tutta l’asta montana offre parecchi luoghi ideali dal punto di vista naturalistico e per il carattere selvaggio delle specie presenti. Davvero interessante, a sud di Tolmezzo, il tratto di confluenza del fiume Fella verso Ospedaletto, fino alla presa del Consorzio Ledra-Tagliamento. Facilmente accessibile, molto ampio e ricco d’acqua, questo è il regno di splendidi temoli, anche se la marmorata resta la regina incontrastata. Nella stessa zona, è consigliabile anche una breve escursione sul torrente Venzonassa, un piccolo, selvaggio gioiello dal punto di vista paesaggistico ai piedi del monte Plauris.

Speciale Pesca

torrenti veloci e freddi Il torrente Bût (33 km) è un corso d’acqua veloce e poco profondo ma di ottima qualità soprattutto tra l’abitato di Zuglio (alla confluenza col torrente Chiarsò) e Paluzza. Vi si trovano trote fario, marmorate e il salmerino di fonte. Vale la pena di gettare la lenza anche nel citato Chiarsò (20 km) che scorre nello stretto Canale d’Incaroio e ha zone di pesca di grande suggestione. Anche il torrente Degano (37 km), tipicamente alpino, veloce e ‘freddo’, merita di essere battuto. I tratti migliori per pescare si trovano a monte della diga di Ovaro, in direzione di Forni Avoltri. Ideale per l’utilizzo delle esche artificiali, vi si possono utilizzare pure le naturali. Da non trascurare, inoltre, sempre parlando di torrenti carnici, l’asta del torrente Pesarina proveniente dalla forcella Lavardet, dove non sarà difficile imbattersi nella trota mormorata. Discorso a parte per il Fella (54 km), maggiore tributario del Tagliamento nel quale confluisce a Portis di Venzone. Nasce nelle Alpi Carniche tra Camporosso e Ugovizza e attraversa Val Canale e Canal del Ferro. Celebre il suo alveo larghissimo dai caratteristici ciottoli bianchi. Un contesto naturalistico unico in cui è bello pescare. Laghi e lenze Chi non se la sente di affrontare i torrenti montani può fare sosta sul lago di Verzegnis o su quello di Cavazzo o dei Tre Comuni (con ampi spiazzi dove poter utilizzare la canna lunga). In queste acque fredde sono presenti le trote iridea e fario e il coregone. C’è anche il laghetto di Villa Santina, gestito dall’Associazione Pescatori dei 5 Comuni (Villa Santina, Lauco, Enemonzo, Raveo e Verzegnis). Aperto dal 1 aprile a fine settembre. Non serve la licenza ma un permesso giornaliero e si paga il pescato. Da non dimenticare, poi, il lago di Sauris, specchio d’acqua artificiale creato con la costruzione della grande diga che sbarra il passo alle acque del torrente Lumiei. Infine i magnifici laghi tarvisiani di Fusine e Raibl.

Le specie ittiche Le acque della montagna friulana sono abitate prevalentemente dai salmonidi, prima fra tutte la trota mormorata. Marmorata La Salmo trutta marmoratus, è la trota autoctona del Friuli Venezia Giulia. Tende a insediarsi nei corsi d’acqua di maggiore portata rispetto a quelli frequentati dalla fario, prediligendo acque limpide, fresche, ossigenate, con corrente moderata o sostenuta, con fondali profondi ricchi di buche e anfratti. Fario La Salmo trutta trutta è la specie ittica di gran lunga più diffusa in regione (a seguito delle massicce semine praticate in passato), ma è indigena solo nelle acque del versante danubiano, cioè nei corsi del Tarvisiano. È il pesce che si spinge più in alto nei corsi d’acqua montani, sempre alla ricerca di acque limpide, fresche e ben ossigenate. Temolo Il Thimallus thimallus è una specie tipicamente gregaria il cui nome, secondo alcuni studiosi deriverebbe dall’aroma di timo delle sue carni. La sua presenza è sempre stata considerata come uno dei migliori indicatori di acque pulite. Altri pesci Le acque montane sono abitate anche da altre specie ittiche. Su tutte quella del salmerino di fonte (Salvelinus fontinalis), introdotto come la trota iridea in Europa ma originario dell’America settentrionale. Nelle acque del Tagliamento è possibile trovare anche il cavedano (Leuciscus cephalus), la sanguinerola (Phoxinus phoxinus), il barbo (Barbus barbus plebejus) e in tutti i corsi d’acqua lo scazzone (Cottus gobio).

Ente Tutela Pesca del Friuli Venezia Giulia Direzione e Amministrazione Via Colugna, 3 - 33100 Udine Tel. 0432-551211 Fax 0432-482474 e-mail: etp.dir@regione.fvg.it guida turistica  //  p. 111

Udine & Provincia

È di nuovo l’ora della pesca: da Az shop a Gemona tutto il necessario per una grande stagione Riparte la stagione della pesca in Friuli e anche grazie alla particolare morfologia del nostro territorio, gli appassionati di questo settore possono agevolmente praticare tutte le tecniche di pesca sportiva ricreativa. Perciò pronti... via! Tra torrenti, fiumi, laghi e mare... non prima però di aver fatto rifornimento da Azshop a Gemona del Friuli, il punto di riferimento ideale per tutti gli appassionati. Da più di trent’anni cortesia, qualità dei prodotti, vasta gamma di scelta e tanta passione sono al servizio di tutta la clientela. Spinninig, trota lago, trota torrente, mosca e costruzione mare e corsi personalizzati sono solo alcuni dei punti di forza dell’attrezzatissimo negozio. Inoltre, spedizioni in tutta Italia ed Europa tramite il sito e-commerce www. azshop.it/pesca che ha raccolto diversi milioni di contatti e oltre 12mila prodotti acquistabili con un clic. «La nostra navigata esperienza sul campo – spiega il titolare Daniele – ci permette di dare ottimi consigli e utili trucchi per una buona battuta di pesca. Consigli divenuti un’apprezzata realtà anche fuori dai confini friulani». Da AZ la passione anche per gli altri animali

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«Da sempre la nostra famiglia ha una forte attenzione ai fabbisogni dei nostri piccoli amici e il tempo libero è interamente dedicato alla pesca sportiva. Pertanto riusciamo a seguire costantemente le richieste di un mercato in continua evoluzione e sempre più esigente». Da AZ la qualità a prezzi contenuti «Il settore pet offre al cliente tutto quello che cerca per i suoi piccoli amici senza tralasciare la qualità e cercando di presentare sempre ottimi prezzi e promozioni. Alimentazione, diete veterinarie, prodotti per la cura e l’igiene, trasportini e cucce sono alcune delle categorie trattate». Da AZ Consigli e professionalità «Una corretta alimentazione è per i nostri amici la cosa più importante. Segue l’educazione, una corretta igiene sia orale che del manto e della pelle, un attento controllo delle infestazioni da parassiti utilizzando prodotti adeguati alle varie situzioni». AZ SHOP - Gemona del Friuli - via Trasaghis 177 Dal Martedì al Sabato - 8.30-12.30 e dalle 15.30-19.30 www.azshop.it - info@azshop.it - tel/fax. 0432 970412

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Tíere Motus, a Venzone, è un’esposizione che attraverso testi e immagini aiuta a ripercorrere e a comprendere meglio la storia del terremoto del 1976 e della successiva opera di ricostruzione. Ma non è solo questo. È anche la finestra su un incessante lavoro di raccolta e catalogazione dei documenti che questa storia raccontano e approfondiscono. È la punta di un iceberg, la cui parte sommersa è un archivio che ogni giorno si arricchisce di testimonianze private e ufficiali, di dati statistici e di leggi, di ricordi e di materiali multimediali, dai telegiornali di quei primi tragici giorni alle prime trasmissioni dei radioamatori, che per qualche tempo sono stati l’unica, indispensabile rete di comunicazione nel Friuli straziato dal terremoto. La stanza “La memoria, i documenti’ è un viaggio multimediale tra questi materiali. Una proiezione mostra, sul plastico orografico della regione, il ripetersi delle scosse durante il 1976, e la forza delle onde sismiche. Attorno, due ipertesti presentano i dati del sisma nei diversi comuni e una scelta di immagini della distruzione e della successiva ricostruzione. Tre altre postazioni informatiche permettono di esplorare i documenti contenuti nell’archivio del museo, per approfondire quanto presentato dall’esposizione o per conoscere altri aspetti, anche più specialistici, del terremoto, delle sue conseguenze, e di quanto ora si può fare per contenere i danni e intervenire con tempestività. Infine i visitatori sono invitati ad assumere un ruolo attivo e a lasciare la propria testimonianza su una parete magnetica e con una telecamera. Per condividere con il museo i ricordi, le conoscenze e le opinioni, perché da questa tragedia nascano ancora buoni frutti, di solidarietà, di consapevolezza e capacità di intervento. «Nel museo – spiega Fabio Di Bernardo, presidente dell’Associazione Comuni Terremotati e Sindaci della Ricostruzione del Friuli – sono raccolte le radici della memoria di un passato doloroso che è anche la testimonianza del carattere e della forza delle genti friulane. A Venzone però sono anche custodite le metodologie d’intervento e della gestione del rischio sismico». «Prende così pian piano forma – continua Di Bernardo – il centro internazionale sui terremoti a Portis di Venzone, frazione duramente colpita dagli eventi sismici del ’76 e dove oggi sono state gettate le basi per ambizioso progetto che prevede la realizzazione di un laboratorio di ricerca per tecnici specializzati in p. 114  //  Guida turistica

Storia di un terremoto e della sua gente

Una mostra permanente multimediale racconta l’immane tragedia del 1976 e di come i friulani hanno trovato nelle proprie profonde radici la forza di rialzarsi

sismologia (i quali avranno il compito di pianificare la prevenzione sismica, in termini operativi e legislativi) e di una palestra nella quale confluiranno da tutta Europa volontari della Protezione Civile e Vigili del Fuoco per la formazione in interventi di emergenza sismica. Tanti piccoli tasselli che confluiscono in un progetto di prevenzione del rischio sismico e andranno ad integrare il già esistente “Tiere Motus”».

Gemonese / Venzone

Sentire l’orrore del sisma Un filmato in grafica 3D simula la tremenda furia distruttiva del terremoto. Si è travolti anche dal rumore di tonnellate di pietre che crollano fra vetri in frantumi e strilli Associazione Comuni Terremotati e Sindaci della Ricostruzione del Friuli-Tiere Motus Palazzo Orgnani Martina - via Mistruzzi, 4/9 - 33010 - Venzone - www.tieremotus.it

L’Orcolat, la terrificante creatura che in Friuli impersona il terremoto, si ridesta a distanza di anni grazie al computer. Un video intreccia scene prodotte tramite animazioni in grafica 3D a toccanti filmati di repertorio. L’obiettivo è duplice: coinvolgere profondamente lo spettatore e riprodurre fedelmente i crolli subiti dal Duomo di Venzone la notte del 6 maggio 1976. Frutto della collaborazione di un team di esperti in vari settori dell’ateneo udinese, dall’ingegneria sismica alla computer graphic, la ricostruzione virtuale del Duomo è stata realizzata seguendo la struttura originale dell’edificio. Ne è venuto fuori un modello idoneo alle successive fasi di simulazione sismica al calcolatore cui sono state applicate le stesse condizioni di quella terribile serata. Gli strumenti informatici hanno permesso di riprodurre realisticamente il crollo dell’edificio. Ogni area indipendente di crollo è stata oggetto di approfondite

analisi e revisioni, fino all’ottenimento di animazioni al computer del tutto compatibili con le ipotesi degli esperti. Tali valutazioni sono rese possibili dal confronto fra l’animazione e la documentazione fotografica dello stato del Duomo nei giorni immediatamente successivi il sisma. Al fine di aumentare il realismo visivo delle scene di ditruzione, le simulazioni sono state completate con ulteriori elementi scenografici, come ad esempio le polveri e i detriti. Infine gli aspetti sonori, ancora fortemente impressi nella mente di chi ha vissuto la tragica esperienza: il rumore di tonnellate di pietre che crollano, vetri in frantumi, le grida ma sopra ogni cosa il terrificante boato che nasce dal cuore della terra e viene percepito da tutto il corpo. Per questo motivo, la sala di proiezione è dotata di un impianto di diffusione in grado di generare frequenze infrasoniche. guida turistica  //  p. 115

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> Verdissima Carnia Vette, selve e prati. Una terra operosa e ospitale, modesta e tenace. Tradizioni, intimità familiare e lavoro artigiano in ogni vallata.

Vero mondo alpino La Carnia - per una vacanza all’insegna della tranquillità in cui approfittare di mille opportunità turistiche - è un territorio ideale. Basti pensare al semplice svago o alle attività sportive e ricreative, al relax e al benessere passando per il piacere di andare alla scoperta, fra tradizione e folclore, degli infiniti sapori della tavola. Il tutto in una natura selvaggia che alterna valli, fiumi e monti come quinte di teatro. I borghi della Carnia hanno nelle persone e nell’arp. 118  //  Guida turistica

chitettura rurale delle ricchezze supplementari grazie alle quali si entra subito in stretto contatto con la sua storia, custodita con riservatezza e senza pomposità. La cultura popolare svela incanti e magie non attraverso l’esuberanza bensì con semplicità, grazie alle antiche pievi e alle chiesette votive, ai tanti musei di paese, al lavoro nei rigogliosi boschi e ai gesti degli artigiani. Se a ciò si abbinano gli ampi spazi naturali in cui ritrovare il vero spirito della montagna, una genui-

Carnia

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na ospitalità – sobria ed essenziale – e l’impressione che valori forti e autentici pervadano ancora tutti gli aspetti della vita, allora ci sono ottime possibilità che un soggiorno o una breve gita riescano nel migliore dei modi. Non è poco. Da qui l’invito a chi già conosce il territorio ma soprattutto a coloro che mai hanno risalito canali e vallate carniche, a porre attenzione alle innumerevoli peculiarità per cui è utile e bello visitare questo settore della montagna friulana, fra boschi infiniti e cime solitarie.

Paesi e borghi sperduti. Case di legno, pietra e ringhiere a ricamo di insuperabile eleganza. Chiesette e pievi antichissime. guida turistica  //  p. 119

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Gastronomia A tavola, signori In evidenza, in Carnia, sono certamente la gastronomia e la varietà del mondo artigianale. Chi ama le delizie della cucina tipica ha l’imbarazzo della scelta in fatto di ottimi ristoranti, salumerie, aziende e cooperative agricole, vecchie malghe e moderni caseifici o feste di paese in cui celebrare di volta in volta qualche prodotto particolare. Ingredienti semplici e genuini, quasi sempre legati alla stagionalità, danno vita a piatti antichi e fantasiosi nell’elaborazione culinaria. Genuine prelibatezze hanno saputo conservare, di generazione in generazione, di ricetta in ricetta, il sapore e il gusto dei tempi andati. Sapendo in ogni caso rinnovarsi. Con il pretesto di un tour gastronomico le mete turistiche sono le più diverse. In Val Tagliamento come lungo i canali di Gorto, San Pietro e d’Incaroio piuttosto che nelle valli Lumiei, Degano o Pesarina. Prosciutto crudo, speck e birra, cjarsons, gnocchi, frico e polenta, funghi o frutti di bosco sono solo alcune delle prelibatezze a disposizione.

Artigianato Manine d’oro La gente di Carnia, è stato detto, è speciale. All’apparenza taciturna e riservata, è in realtà ospitale e generosa, pronta - durante una chiacchierata, magari in una delle tante feste che costellano l’estate da queste parti, - a rivelare caratteristiche e segreti di una terra speciale. I carnici sanno usare mani e ingegno non solamente in cucina, come detto, bensì anche nell’artigianato, passando con naturalezza e maestria dallo scalpello dello scultore allo spillo della tessitrice, dall’ascia del boscaiolo al martello del fabbro. Manufatti in legno, in ferro, ceramica o pietra testimoniano di una sapienza che viene da lontano. Non si contano le botteghe e i laboratori artigiani che ovunque propongono non già l’anonimo e kitsch souvenir ma la piccolagrande opera d’arte, ricca di talento e sentimento. Per scoprire la Carnia si possono seguire alcuni itinerari che uniscono la valle del But, la Val Calda e la Val Degano. Sono tracciati che in parte ripercorrono la via delle malghe, dei malgari e del loro difficile mestiere, fondamentale presidio dell’economia locale. Tipica, infatti, della Carnia è la produzione lattierocasearia con burro e formaggi freschi, ricotte affumicate e salate che sovente sono arricchite di particolari ingredienti speziati, come la frutta secca o gli aromi p. 120  //  Guida turistica

orientali. Per una girandola di gustosi connubi tra dolce e salato.

Le valli Sette valli, sette bellezze La Carnia si trova tra Dolomiti e Alpi Giulie, al confine nord-est d’Italia. A settentrione l’Austria, a oriente il Canal del Ferro e la Valcanale. A sud il resto della ‘piccola patria’ del Friuli mentre a ovest si schiudono le vallate venete del Cadore. Il territorio è un succedersi ininterrotto di valli (sette) e fiumi (tra cui il maggiore e più lungo del Friuli Venezia Giulia, il Tagliamento), di monti e malghe, di foreste e borghi aggrappati ai pendii o adagiati su magnifici pianori e altipiani. Proprio il sistema delle acque permette una chiara lettura di quella che è la geografia dl coprensorio: una valle principale (quella del Tagliamento) innervata dalle altre che in mi-

Carnia

che il tempo assuma un altro scorrere senz’altro più in equilibrio con i ritmi della natura. Sauris, diviso in due borghi, e con le località di Lateis e La Maina, fa parte del progetto Alpine Pearls, il circuito di soli venti comuni dell’arco alpino che promuovono la‘mobilità dolce’, che rinuncia all’auto.

La Valle del But O “Canale di San Pietro”, ha direzione nord-sud. Ripercorrendo l’antica via romana Julia Augusta, dalle porte di Tolmezzo, dove il torrente Bût si unisce al Tagliamento, arriva al paese di Timau e al passo di monte Croce Carnico (confine con l’Austria). I paesi della valle, ricchi di storia e fascino, sono Paluzza, Sutrio, Zuglio ed Arta Terme.

© Marco Valle / Panoramio.com

La Valcalda Direzione ovest-est, è immersa in foreste ancora più fitte, se possibile, di quelle delle altre vallate. Si raccoglie fra i boschi e i pascoli dei monti Crostis e Arvenis. I comuni della Valcalda sono Cercivento e Ravascletto. La zona deve il nome a particolari condizioni che rendono più mite il clima rispetto a quello delle vallate contermini. La Valcalda, d’inverno, è anche apprezzata metà turistica sciistica per la presenza delle piste da sci del monte Zoncolan. Lo stesso sul quale, dopo ‘mostruosa’ salita, arrivano i ciclisti del Giro d’Italia.

La Val Chiarsò gliaia di anni sono state segnate e incise dai principali affluenti. Questi sono i torrenti Lumiei, But e Chiarsò, Degano, e Val Pesarina. Impariamo quindi a conoscere le valli, carta alla mano, partendo da sinistra.

O Canale d’Incaroio. Percorsa dall’omonimo torrente, è dominata dal massiccio del Monte Serio, Come le altre valli carniche è uno scrigno colmo di bellezze naturali e paesaggistiche. I suoi paesi sono Paularo, Lovea, Valle, Rivalpo e Piedim, frazioni del comune di Arta Terme.

Val Tagliamento

di paese in paese

Inizia a Forni di Sopra, dove – tra le Dolomiti friulane, patrimonio Unesco - nasce il Tagliamento, e prosegue fino a Tolmezzo, capoluogo della Carnia, nei cui pressi accoglie le acque del Bût. I paesi che la formano sono Forni di Sopra e di Sotto, Ampezzo, Socchieve, Preone, Enemonzo, Villa Santina e Tolmezzo.

Val Lumiei Un paradiso montano di pascoli e vette, dove pare

TOLMEZZO Al centro di tutto Si attesta al 1158 la storia documentata di Tolmezzo. Allora faceva parte del Patriarcato di Aquileia. La sua fedeltà è premiata nel 1356 con il riconoscimento di capitale della Carnia. Da quel momento diventa punto nevralgico di tutto il sistema di vallate che da Tolmezzo e dintorni si dispiega a raggiera. Da sottolineare, analizzando le vicende lontane della cittadina, l’eccellenza raggiunta sul finire del ‘400 nel campo guida turistica  //  p. 121

T ES S IT U RA ART I ST I CA A JAC Q UAR D

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Se li riconosci puoi invitarli fuori a cena. La celiachia si presenta con sintomi che, se riconosciuti, non si ripresentano più. I sintomi della celiachia sono tanti e anche molto diversi da un soggetto all’altro. Riconoscerli permette di risalire a un’intolleranza con cui ormai è facile convivere. È sufficiente seguire un regime alimentare fatto di cibi senza glutine largamente disponibili sul mercato. Questo è uno dei risultati dei 30 anni di attività dell’Associazione Italiana Celiachia grazie a cui anche Francesca può uscire a cena fuori con tutta la famiglia o con i suoi amici, sapendo che non incontrerà nessun sintomo.

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delle arti visive dalla scuola tolmezzina di pittura, con il suo massimo esponente Giovanni da Tolmezzo. Nel 1700, invece, l’esperienza imprenditoriale di Jacopo Linussio, innovatore dell’industria tessile, raggiunge risultati commerciali a livello europeo. La sua idea d’impresa apre le porte della Carnia a un’inedita prosperità mercantile. Poi, con l’annessione della città all’Austria, il declino dal quale in parte si risolleva solo a XX sec. inoltrato con un rinnovato slancio industriale e un vigoroso sviluppo edilizio. Prevale ancora la capacità di essere centro amministrativo ed emporiale del territorio, sintesi di tutte o quasi le esigenze della Carnia intera. Una visita non può trascurare il duomo di San Martino (all’interno numerose opere d’arte: affreschi, altar maggiore proveniente direttamente da Venezia e dono dei Linussio, dipinti e tele); la chiesetta di Santa Caterina; numerosi edifici e dimore storici tra cui i palazzi Linussio e Campeis. In quest’ultimo ha sede il ricchissimo museo Carnico delle Arti e Tradizioni Popolari, costituito da quella che fu la raccolta (dal 1920) di incalcolabile valore storico-etnografico del senatore Michele Gortani.

Tutta la Carnia in un Palazzo Il museo Carnico delle Arti e Tradizioni Popolari ‘Michele Gortani’ di Tolmezzo, nel settecentesco Palazzo Campeis, ospita circa quattromila pezzi, tutti di straordinario interesse. È una delle più belle, ordinate e soprattutto affascinanti raccolte etnografiche di oggetti di uso quotidiano che si possano ammirare. Dai mobili di cucina e camere da letto ai ferri battuti, Foto © Carnia Welcome

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rami, peltri e ottoni. Dagli strumenti della vita pastorale e agricola agli orologi, pesi e misure. Domina il legno. In più tanti dipinti e quadri. Qui c’è tutta la Carnia del tempo che fu. Ma anche di oggi. La Val Degano o Canale di Gorto. Molto lunga, va da nord a sud ed è attraversata dall’omonimo torrente che nasce a Forni Avoltri. Straordinari i paesaggi, bellissimi i paesi: Forni Avoltri, Rigolato, Comeglians, Ovaro e Raveo. La Val Pesarina o Canale di San Canciano. Si allunga per circa 20 km in direzione ovest-est ed attraversata dal torrente Pesarina. Piuttosto stretta, il suo lato settentrionale è caratterizzato da magnifiche vette dolo-

Carnia

marmo rosso. Tra boscose alture e montagne senza eccessive severità, Verzegnis ha anche un bel lago artificiale. Nel territorio comunale si trovano alcuni notevoli esempi di abitazione del XVII sec. in forma di loggiati.

AMARO È il paese che schiude le porte della Carnia, tra le pendici del monte Amariana e la confluenza dei fiumi Tagliamento e Fella. Di antica origine, Amaro è citato già in documenti risalenti al XIII secolo secondo cui il borgo, sulla trafficata via da e per il nord Europa, aveva l’obbligo di “tener sopra la Fella o ponte o barca”. Tra le escursioni più interessanti la salita al monte Amariana: il suo caratteristico profilo perlopiù piramidale è riconoscibile dalla distanza. Da vedere anche la cascata del torrente Favarinis e il laghetto di Cison (pesca e passeggiate). mitiche fra i 2300 e i 2500 metri. Su queste, a sud, si affacciano le dolci cime erbose dei monti Forchia, Pieltinis e Novarza. Il paese di riferimento è Prato Carnico, con le frazioni di Croce, Avausa, Pieria, Osais, Pradumbli, Pesariis, Sostasio, Prico, Truia e Luc.

VERZEGNIS Da Verzegnis si possono fare belle passeggiate, in particolare sull’omonima cima (anche se sarebbe meglio parlare di ‘gruppo’), uno dei rilievi che per posizione è tra i più visibili e meglio riconoscibili della Carnia. Bella anche l’ascesa alla cima del Piombada. Sotto il Lovinzola, invece, si segnala una cava di pregiato

VILLA SANTINA In uno dei più ampi ed estesi pianori della Carnia si trovano sulle rive del Tagliamento, Villa Santina e Invillino. Numerosi i sentieri per andare alla scoperta dei dintorni con piacevoli passeggiate (cascata Plere e il laghetto artificiale). A Invillino si ammira l’antichissima pieve romanica di Santa Maria Maddalena (altare ligneo e altre opere d’arte) che ha avuto un ruolo importante nella diffusione dei cristianesimo tra le vallate carniche. A Villa, invece, si possono visitare la chiesa di San Lorenzo e soprattutto la chiesetta della Madonna del Sasso, composta da due edifici con pregevoli bellezze artistiche (anche lignee).

LAUCO Contraddistingue Lauco un vasto altipiano punteggiato di borgate e frazioni (Allegnidis, Avaglio, Buttea, Trava, Valle, Vinaio) che a meridione si affaccia sulla piana di Villa Santina e Invillino, in cui scorre il Tagliamento. Ovunque si notano begli esempi di tipiche case antiche. Fra le chiese il piccolo Santuario seicentesco della Madonna di Trava è particolare: in passato si pregava perché ai bambini nati morti fosse data la possibilità di risuscitare per un tempo necessario ad essere battezzati. Ci si arriva lungo una via Crucis. Da non perdere un’escursione alla Forra del Vinaia, scenografico canyon in cui ammirare l’equilibrio mozzafiato fra giochi d’acqua e di rocce. guida turistica  //  p. 125

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ENEMONZO Enemonzo, nei cui pressi sono stati fatti in passato ritrovamenti archeologici, è quasi certamente tra i più antichi insediamenti carnici. E antichissima è anche la sua pieve che porta il nome dei santi Ilario e Taziano. In paese si notano notevoli esempi di architettura tipica secentesca civile e religiosa. Enemonzo è conosciuta dai buongustai per il grande caseificio e dagli amanti del volo per la locale aviosuperficie. A settembre di ogni anno c’è, per la rassegna Mondo delle malghe, la mostra mercato del formaggio e della ricotta di malga con il concorso per il migliori prodotti carnici e non solo. Il campo di volo, dopo quelli di Bolzano e Vipiteno, è il più a nord d’Italia, ottima base per voli emozionanti. A piedi, invece, si possono visitare la Grotta dei Pagani, a Maiaso, e il monte Lovinzola.

Socchieve Socchieve, sulle rive del Tagliamento e del torrente Lumiei, ha un ambiente ideale per itinerari escursionistici di ogni genere (monti, pascoli, rifugi e malghe). Abitazioni, edifici, casolari e borgate di genere rurale, alcuni di notevole interesse architettonico, punteggiano prati e boschi. Il toponimo Socchieve deriva in maniera esplicita dalla forma latina “sub clivio” (ai piedi del colle, quello di Castoia), dove si può ammirare l’antica Pieve di Santa Maria Annunziata. Il paese trae origine dalla presenza di truppe imperiali romane. Curiosamente, rispetto alla più grande Socchieve, la frazione di Mediis è stata scelta come sede municipale in quanto geograficamente centrale rispetto ai vari abitati. Dal 1977, a fine luglio, a Socchieve c’è la rassegna

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annuale “Arte e Artigianato”, punto di riferimento per artigiani ed artisti di talento della montagna, un luogo in cui il visitatore “sente” il territorio ed apprezza il recupero dei saperi locali e delle tradizioni che sono alla base di ogni sistema sociale.

Ampezzo Dominata dal monte Tinisa, Ampezzo è un’oasi di pace, adatta non solo per anziani e bambini ma piacevole anche per i giovani che cercano sport e svago (piscina e due moderni campi da calcio e tennis). Nel corso dell’estate, il paese è luogo di soggiorno e di preparazione atletica per squadre di calcio, di pallavolo e di basket. Tante le gite possibili, i luoghi da scoprire e gli incontri da fare. Il comune comprende le frazioni di Voltois e Oltris (dove si ammirano case molto caratteristiche) e Cima Corso. Ampezzo ospita il Museo Geologico della Carnia (nello stesso edificio una pinacoteca dedicata al maestro carnico Marco Davanzo 18721953). Ampezzo, sede di attività artigianali e di qualificate aziende agricole e zootecniche, ha la sua più preziosa risorsa, non solo ambientale ma anche economica, nella grande foresta, che impreziosisce un’offerta turistica attenta alla scoperta e valorizzazione dei diversi aspetti dell’ambiente naturale.

Carnia

Una festa che si ripete ogni anno ad Ampezzo (nel mese di giugno) è quella che si celebra in occasione dei Ss. Pietro e Paolo. Il ritrovo, tra musica, balli e tanta allegria, stende un ideale filo rosso con il passato, quando i malgari - durante la fiera - facevano incetta di generi alimentari e di prima necessità, come le masserizie per la cucina o gli attrezzi da lavoro. La tradizione è rimasta. Mostre di artisti locali, autentiche sorprese di bravura artistica. Tra stupendi scorci panoramici, si assapora tutta la bellezza della foresta e delle vette ampezzane al passo Pura (1428 metri). Da qui, scrigno di flora e fauna, si dipartono lungo i vari versanti boscosi una dozzina e più di possibilità escursionistiche. Trascorrere un periodo di vacanza ad Ampezzo o dedicare una gita di giornata ai suoi dintorni significa anche spingersi fino ai 1428 metri del passo Pura, un È proprio su questa strategica sella che conduce in val Lumiei – e la cui risalita dal capoluogo (un classico anche per chi ama la bici) offre dei stupendi scorci panoramici - che si assapora tutta la bellezza della foresta e delle vette ampezzane, e la varietà dell’ospitalità montana. Dal Pura, infatti, si dipartono lungo i vari versanti boscosi una dozzina e più di possibilità escursionistiche. I più allenati ed esperti possono puntare alla vetta del Tinisa e alla traversata delle sue creste. Chi intende passeggiare può invece recarsi alla Baita Torino (gestita dall’Università di Trieste) e ai vicini agriturismo ‘Malga Pura’ e rifugio Piaz, che hanno anche ottima gastronomia. Oppure andare - si tratta di percorsi adatti a tutti in un ambiente naturale straordinario - verso le casere delle malghe Nauleni, Colmaier, Tintina, Montof e Bernone (tutte fra 1500 e 1742 m). Altre casere ampezzane sono Campo e Veltri.

Foto © www.silviatosolini.it / kittysilvia / panoramio.com

FORNI DI SOPRA Tra i principali poli invernali della Carnia, Forni di Sopra è anche attrezzato, naturalmente, per l’estate. Il tutto in una cornice ambientale di estrema bellezza in cui la fanno da padrone, fra boschi infiniti, le Dolomiti (dal 2009 nel patrimonio Unesco). Non basta. A Forni sono speciali anche l’architettura e la gastronomia. La prima è di tipo rurale spontaneo, contraddistinta dalla tipica abbondanza delle sovrastrutture in legno finemente sagomate, la seconda si basa sulla tradizione antica di cucinare con le erbe, che crescono sulle montagne circonstanti con eccezionale varietà di specie, tanto che a metà giugno proprio ad esse viene dedicata la “Festa delle Erbe di primavera”. A fine estate stessa festa ma con i funghi Riprendendo l’architettura, menzione particolare meritano le chiesette di San Floriano a Cella, gioiello risalente al XV secolo (ciclo di affreschi del 1500 e un polittico del 1480) e la Chiesa di San Giacomo Apostolo a Vico, anch’essa del XV secolo con un portale gotico con fregi e lacerti d’affresco quattrocentesco. Nel Parco delle Dolomiti, fra paesaggi e ambienti naturali tra i più belli in Friuli, innumerevoli le possibilità di escursioni per ogni tipo di preparazione.

SAURIS Sauris, in Val Lumiei, diviso in due borgate (di Sopra e di Sotto) poste tra i 1212 e i 1362 metri, è il comune più alto del Friuli Venezia Giulia. Tante le bellezze che, non solo paesaggistiche ma anche architettoniche, può vantare questa perla delle Alpi nei sui pressi si trova un lago che, sebbene di origine artificiale, è uno spettacolo emozionante. Dire che qui l’aria è veramente pura non è ricorrere

Foto © Carnia Welcome

guida turistica  //  p. 127

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ad un abusato slogan turistico. Tra il verde intenso dei boschi, il grigio azzurro delle vette alpine e il blu del cielo sono le vaste aree di pascolo e le ampie malghe in quota a giocare il ruolo delle protagoniste. Venire fino a Sauris, in alta valle Lumiei – tra Tolmezzo e il Cadore – significa averlo voluto. Difficilmente ci si passa per caso. Proprio questo secolare isolamento – la prima, spettacolare strada rotabile fu infatti costruita solo attorno al 1930 – trasmette al paese qualcosa di magico e misterioso. All’atmosfera fiabesca si aggiungono silenzi enigmatici. Altri elementi contribuiscono a rendere speciale questa località alpina, a partire dal fatto di essere un’antica isola linguistica tedesca. Qui la cultura, seppur integrata alla friulana e all’italiana, è di origine carinziano tirolese. Lo si sente nella parlata, lo si vede nelle tradizioni e negli usi. Notevole poi è la particolare architettura tradizionale. Case e rustici, con annessi stalla e fienile, sono una splendida fusione di pietra nella parte inferiore e legno nei piani superiori, costruiti con la tecnica del blockbau, cioè tronchi incastrati negli angoli.

Ovaro Tra i monti Arvenis e Col Gentile, nel cuore della val Degano, c’è Ovaro. Spicca la caratteristica copertura usata per i tetti: tegole piane dalle tipiche coloriture smaltate in cotto verde e ocra. Erano un prodotto del luogo. Da apprezzare anche i signorili portoni in pietra. Opportuno visitare alcune delle tredici frazioni di Ovaro: ci sono straordinari esempi di semplice architettura spontanea e chiesette votive affrescate. A Mione, l’imponente ‘casa delle cento finestre’ (l’ottocentesco Palazzo Micoli Toscano) è bellissimo visto dal fondovalle. Ad Ovaro la Pieve di Santa Maria di Gorto è una tra le più antiche della Carnia. Nell’abside sono visibili gli affreschi raffiguranti “Le vergini stolte e le vergini sagge”, attribuibile a un artista di formazione austriaca di epoca romanica. All’interno della Pieve in una saletta a destra del coro, c’è un piccolo museo che raccoglie i reperti rinvenuti in occasione di diversi scavi nella zona, oltre a tessuti e paramenti sacri. Tanti i sentieri nei dintorni per arrivare alle malghe dove si fa il formaggio, tra le glorie locali. p. 130  //  Guida turistica

COMEGLIANS Comeglians, la cui origine si perde nei tempi, è un bel paese in ottima posizione, caratterizzato dalla presenza del vicino torrente Degano e dalle fitte foreste e vette circostanti. Magnifica la vista dalle frazioni di Tualis e Calgaretto. Soggiorni estivi, passeggiate, relax tra le bellezze dell’ambiente e la genuinità della vita locale rendono speciale Comeglians. Le chiese dei santi Nicolò e Giorgio (quest’ultima affacciata da un panoramico poggio roccioso) lo impreziosiscono dal punto di vita artistico. San Giorgio si raggiunge con lo spettacolare sentiero ‘la Cleva’. Tra le frazioni di Povolaro e Maranzanis si possono vedere numerosi esempi di case d’epoca, come il Palazzetto Di Gleria a Povolaro (sec. XVIII-XIX).

Carnia

nografica permanente situata in una casa tipica. Da vedere anche le chiese (parrocchiale di San Lorenzo, l’antica chiesa di San Giovanni Battista con via Crucis, dipinti e altari e bellissimo campanile a cipolla).

© Stefano Gasparotto / Panoramio.com

© G.Del Fabbro

PRATO CARNICO

FORNI AVOLTRI Forni Avoltri è il comune più a nord della Carnia e quindi del Friuli Venezia Giulia. Lungo un’importante via di comunicazione con il Cadore, ha origini remote, testimoniate dalla scoperta di numerosi reperti paleolitici. Come altre zone della Carnia anche qui la Repubblica di Venezia sfruttò a lungo risorse minerarie e forestali, prelevando legname per gli arsenali e le palafitte per costruire in laguna. Forni oggi è turismo alpino in tutte le forme di attività all’aria aperta. Per chi ama le escursioni ci sono l’oasi faunistica del lago di Bordaglia, il monte Coglians (il più alto della regione), la creta di Tuglia, i monti Chiandin, Palis di Linch, Creta Bianca, Vas e Rif. E ancora il rifugio Marinelli e il monte Volaia e il sentiero Spinotti. In paese c’è una ricca mostra et-

Prato, il capoluogo della val Pesarina, si annuncia con un caratteristico campanile pendente (apparteneva a un antica chiesa) all’ingresso del paese. Da queste parti, immerso nei boschi, presidiava la strada un maniero utilizzato prima dai Longobardi e poi dai Patriarchi di Aquileia. Lungo la valle si incotrano anche Osais (bella chiesa, belle case) e Truia, la frazione più elevata della vallata, antico insediamento di boscaioli e minatori. A Orias ci sono dei vecchi stavoli di grande interesse per l’architettura rurale, testimoni di una civiltà contadina. Si arriva a Pesariis, centro urbano storico tra i più affascinanti della Carnia, punto di riferimento economico anche in passato per tutta la vallata. Case e dimore, eleganti e sobrie, di originale costruzione con tetti spioventi e coperti in tegole. Un insolito ma antico binomio caratterizza le due produzioni più tipiche della Val Pesarina: quella artigianale degli orologi e quella agricola dei fagioli. A Pesariis c’è il museo dell’orologio. Le montagne circostanti sono un eldorado per chi cerca sentieri per le cime o passeggiate tra i boschi.

ZUGLIO Pensi a Zuglio e vengono in mente gli antichi romani. Il piccolo paese attuale è stato, a partire dalla sua fondazione nel I secolo a. C., una vera e propria città di nome Iulium Carnicum. Il centro proteggeva la trafficata Via Julia Augusta che partiva da Aquileia e conduceva al Norico attraverso il Passo di Monte Croce. È stata per lungo tempo la città romana più settentrionale della penisola italica. Si ammirano ancora il foro e tanti reperti, rinvenuti in loco e in altre zone della Carnia, custoditi nel Museo Archeologico. Domina il paese dall’alto la goticheggiante Pieve di S. Pietro, considerata “matrice” (notevoli gli interni), tra i primi centri di diffusione del Cristianesimo in Carnia. Qui si svolge una festa importante a maggio: il “Bacio delle Croci”, incontro simbolico tra la croce professionale della Pieve e le croci astili di tutte le altre chiese. guida turistica  //  p. 131

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ARTA TERME Vacanze benessere per la mente e il corpo ad Arta Terme, nel centro della Valle del But. Ambiente dominato da estese foreste, clima particolare, aria buona e acque termali. Queste ultime, le sulfuree della Fonte Pudia (ideali per combattere diversi malanni), sono rinomate sin dai tempi di Roma antica. Un soggiorno, intergrato da una sana alimentazione da passeggiate nella natura, di vario impegno e lunghezza, aiuta la forma fisica in ogni stagione. Da segnalare la parrocchiale di Piano d’Arta (affreschi, altar maggiore e fonte battesimale) e la chiesetta di San Nicolò degli Alzeri (XIII sec.) con campaniletto a vela e portico con tetto a capanna ed un altare secentesco, parte in legno intagliato e parte in pittura. Begli edifici sacri si trovano anche nelle altre frazioni, da Avosacco a Valle. Escursioni si possono fare sui monti Rivo, Tersadia, di Cabia, Serio e Cucco.

SUTRIO A Sutrio – dove da secoli i celebri falegnami e mobilieri lavorano il legno con passione, maestria e arte - il centro urbano ha conservato un impianto fatto di case tipiche del sei-settecento e di vie, corti piazzette lastricate. Sono state edificate perlopiù dai vecchi ‘Cramars’, i venditori ambulantiche nei secoli scorsi da qui partivano per l’estero in cerca di affari. Si segnalano per diversi pregi le chiese di Ognissanti, di San Ulderico di San Nicolò e, a Nojaris, Sant’Orsola. Strade e cortili di Sutrio ospitano varie specializzazioni artigianali e artistiche, dalla scultura all’intarsio, dal restauro alla decorazione oltre alle grandi © danoux / Panoramio.com

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© Mazzoli Roberto

aziende che commerciano e lavorano il legname.

Paluzza Paluzza è uno scrigno di natura, sport, genuina gastronomia, architettura spontanea e pregevole artigianato, al centro di una bella conca circondata da monti che sfiorano o oltrepassano i 2000 metri. Con una quota di 2.218 svetta la bella Creta di Timau. Tra le sue frazioni Timau (loc. Tischlbong), isola linguistica germanica in cui è in uso una particolare forma dialettale. In località di Enfretors si trova la Torre Moscarda, unica sopravvissuta di un antico sistema fortificato di avvistamento lungo la strada per il nord. Sul colle della

Carnia

torre (che ospita anche una mostra naturalistica e un giardino botanico) si trovano anche la chiesa di San Daniele e vestigia di fortificazioni romane. Durante la Prima Guerra mondiale le montagne di Paluzza furono teatro di sanguinosi combattimenti fra italiani e austriaci. A ricordo di quei drammatici avvenimenti, un museo - lontano dalla retorica e che evidenzia la follia dei conflitti - richiama migliaia di visitatori l’anno, proponendo otto sale espositive colme d’innumerevoli testimonianze fra cimeli, documenti e fotografie sulla vita in trincea del soldato semplice. Sulle vette un museo all’aperto fra le trincee.

Ravascletto Ravascletto, in una bellissima conca verde, comprende le frazioni di Zovello e Salars (oltre 950 i metri di altezza). È quindi tra i comuni più alti della Carnia e dell’intera regione. Attorno al centro abitato, a nord, si innalzano i monti Crostis e Cimon di Crasulina mentre Zoncolan e Tamai occupano il versante sud (tutti fra i 1700 e i 2200 metri circa). Ravascletto, grazie alla bellezza dell’ambiente naturale, è uno dei maggiori poli turistici estivi e, con le piste da sci del comprensorio dello Zoncolan, anche una delle stazioni invernali più frequentate del Friuli Venezia Giulia. D’estate si possono fare passeggiate di ogni livello e difficoltà, escursioni in mountain bike, uscite a cavallo, arrampicate. Aperta anche in estate la funivia che arriva ai quasi 1.800 metri dello Zoncolan (splendido il panorama e base per innumerevoli escursioni).La vicina Arta Terme offre le comodità di chi vuole rilassarsi e rigenerarsi nel complesso termale. © andrecale1982 / Panoramio.com

APPROFONDIMENTO Le borgate di Ravascletto sono documentate sin dal 1200 e hanno la caratteristica di possedere alcuni esempi di casa carnica come la dimora da Colauda del sec. XVI e le settecentesche case Baldisar, in Luc e de Stalis. Per quanto riguarda l’architettura ecclesiastica, la settecentesca parrocchiale di San Matteo Apostolo conserva due grandi tele (Ultima Cena e Discesa dello Spirito Santo) e un trittico su tavola (Madonna con Bambino e Santi) della fine del Cinquecento, ed affreschi di G. Moro (sec. XX).

I campionati italiani Open di deltaplano. A luglio tra Gemona e Zoncolan Fra 14 e 22 luglio le porzioni di cielo sopra Gemona e lo Zoncolan ospiteranno il campionato italiano open di deltaplano, appuntamento molto atteso che per la prima volta approda in Friuli Venezia Giulia. L’evento vedrà la partecipazione, oltre che dei forti rappresentanti nazionali (gli azzurri sono i detentori del campionato iridato 2011), dei migliori piloti al mondo. Annunciate le presenze anche di Alex Ploner, Christian Ciech e Anton Moroder, rispettivamente campione, vicecampione mondiale e campione italiano 2011. Nello scenario naturale delle Alpi e Prealpi friulane le aree decolli saranno collocate, per Gemona, sul monte Cuarnan e per quanto riguarda la Carnia e Ravascletto sul monte Crostis. Le zone d’atterraggio, oltre che di chioschi, piscina e animazione per bambini, saranno munite di schermo per seguire le gare in diretta con il sistema ‘live tracking’. Ci sarà anche la possibilità di volo libero, con delta e parapendio biposto, con partenza da decolli alternativi e di praticare numerose altre attività collaterali come kajak, equitazione, tiro a segno e bicicletta. A disposizione anche un centro benessere. Informazioni sui campionati si possono trovare sul sito www.vololiberocarnia.it. Questo portale andrà consultato anche durante le competizioni di luglio per tenersi aggiornati e conoscere giorno per giorno dove si svolgeranno le singole prove, i decolli e gli atterraggi.

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CERCIVENTO I venti hanno probabilmente sempre spirato intorno al paese, diviso nelle borgate di Sopra e Sotto, se è vero che il suo curioso nome deriva dalla forma latina “Circumventum”. Per alcuni significa invece ‘querceto’. L’abitato, avvolto dalle foreste, ha origini antiche. In epoca longobarda vi si trovava un presidio militare, l’Arimannia. Per quanto riguarda le attrattive storico artistiche, da annoverare diverse case risalenti al Sei- Settecento con porticati e loggiati a volta di notevole bellezza; la chiesa di San Martino (altare, pulpito barocco e antico organo) e un ‘opificio idraulico’, la “Farie di Checo” (officina da fabbro), del 1600 e il “Mulin di Croce” del XVIII sec.

paularo Il Canale o Val d’Incarojo ha un’enorme importanza ambientale. Svettano - al di sopra di fitti boschi – soprattutto i monti Creta Grauzaria, Sernio, Tersadia e Zermula, ognuno con caratteristiche assai diverse. Il capoluogo Paularo, forte di un grande e prestigioso passato di agiatezza mercantile, conferma grazie alla signorilità ed eleganza di tante sue antiche dimore del centro storico (quasi tutte databili fra XV e XVIII sec.),

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di essere una sorta di un vero e proprio ‘salotto della Carnia’. Vantando foreste rigogliose, Paularo attrasse l’attenzione della Serenissima Repubblica di Venezia, che nei boschi vide una fonte di approvvigionamento per il suo arsenale. Le attrattive naturalistiche della zona, che ha un fondovalle dell’altezza media di 700 metri, è ideale per tutti. Tanti i sentieri e le strade carreggiabili, da percorrere a piedi, in bici o in taluni casi anche in auto. Ben sette tra pianori e pascoli in quota (su tutti i Piani di Lanza) danno la possibilità di vedere panorami mozzafiato. Non può mancare, durante una vacanza, un’escursione alle malghe Meledis (1085 m.), Pizzul (1532 m.) e Zermula (1298 m.). In tutta la valle, infine, borghi, case tipiche e belle chiese si trovano in tutte le frazioni. Da notare lo splendido altare ligneo dorato del 1500 nella parrocchiale di Dierico. Altre chicche sono il singolare museo musicale ‘Mozartina’ a Paularo centro e il grande dipinto sulla battaglia di Passo Lanza contro i Turchi (1478) conservato nel palazzo municipale.

TREPPO CARNICO Natura, dipinti e artigianato: sono questi gli elementi che segnano in positivo la vita a Treppo. Stupendi i pa-

Carnia

norami attraversati da tanti sentieri. Si può salire fino al monte Paularo e al piccolo lago Dimon, toccare la cima del monte Tersadia, oppure visitare i casolari di “Vosie e Cuc” (vista ampia sulla val Pontaiba). In paese ha sede la Civica Galleria d’Arte Moderna, donazione del pittore cui è dedicata l’esposizione: Enrico De Cillia. La Pinacoteca - con quadri, disegni, incisioni e sculture - è seconda per importanza e ricchezza in provincia solamente a quella di Udine. Per quanto riguarda l’artigianato, oregevoli le produzioni di legno, ferro battuto e ceramica. Alle quali affiancare latticini e formaggio.

Organizzano il campionato la Federazione Aeronautica Internazionale, le Federazione Italiana Volo Libero, Aeroclub Montegrappa, Volo Libero Carnia, Volo Libero Friuli e Ali Libere Gemona in collaborazione con Carnia Welcome e Gemona Città dello Sport e del Benestare. Patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Provincia di Udine, Parco Intercomunale Colline Carniche e dei comuni di Gemona, Cercivento, Trasaghis, Villa Santina, Bordano, Artegna, Montenars, Tolmezzo, Sutrio e Ravascletto.

LIGOSULLO Alla fine della verde Val Pontaiba c’è Ligosullo. Proseguendo, lungo la vecchia carreggiabile militare che porta al laghetto in quota del monte Dimon (m. 1857) ci si imbatte nel Castello di Valdajer, costruzione la cui origine risale al secolo XVII ma oggetto di più rifacimenti nel corso dei secoli e con diversi cambiamenti d’uso. Ligosullo, in cui visitare la chiesa di San Nicolò, è una bella località che può essere base di partenza per belle camminate nei dintorni, dal monte Paularo alle malghe. © Mazzoli Roberto

© giamba1962 / Panoramio.com

guida turistica  //  p. 135

Salumi genuini dai sapori antichi della Carnia Azienda: produzione e commercializzazione di carni suine, bovine, ovine e caprine, fresche e stagionate Storia di continuità: è la storia di due generazioni cresciute in questo mestiere, nel rispetto della propria terra e nella valorizzazione dei prodotti tipici della stessa Origine e territorio: l’azienda ha sede in Carnia ma la sua operatività si estende a tutto il Friuli Venezia Giulia Prodotti stagionati: salame, gola, lonza, salsiccia affumicati, lardo salato e affumicato, prosciutto, speck, cotechino e costa affumicata Garanzia di qualità: l’azienda utilizza la tecnologia adeguata a garantire gli standard di qualità

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Un libro con delle immagini dei migliori fotografi naturalistici delle Alpi Giulie. Spettacolari fotografie panoramiche a doppia pagina che testimoniano tutta la bellezza dell’arco alpino dall’ambiente agli animali come l’orso e la lince che popolano la foresta più antica d’Italia. La seconda parte del libro parla dell’interazione dell’uomo con l’ambiente. Dalle immagini che testimoniano la storia delle vallate, al lavoro nel bosco, in malga; dalle tradizioni ai personaggi di oggi e al loro modo di vivere la montagna.

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> valcanale / tarvisiano, Canal del ferro, val resia Il nord-est...del nord-est. Uno splendido territorio alpino che si incunea fra Austria e Slovenia, crogiolo di tradizioni storiche e culturali. Caratterizzato dalla bellezza delle foreste e delle Alpi Giulie (con i gruppi principali di Mangart, Jof Fuart, Canin e Montasio), il Tarvisiano è punto d’incontro fra Italia, Austria e Slovenia. Ventitremila ettari di splendidi boschi millenari, da Pontebba ai confini, racchiudono uno straordinario miscuglio di tradizioni, saperi e sapori legati alla storia di tre popoli. Il simbolo di questa armonia è il monte Santo di Lussari con il tempio mariano (a 1789 metri) di secolare devozione internazionale. Tarvisio e Malborghetto sono i principali paesi e app. 140  //  Guida turistica

prezzate località turistiche della Valcanale, la più importante vallata di questo settore alpino di frontiera. Qui un soggiorno significa vacanza attiva all’insegna dello sport, del relax e della curiosità, rispettosa degli altri e dell’ambiente che, soprattutto oltre i limiti del fondovalle, presenta una natura pressoché intatta e incontaminata. Ci siamo anche noi Le montagne incantate che fanno da sfondo ai centri abitati - “scoperte” fra ‘800 e ‘900 ad opera del più appassionato dei loro conoscitori e che ne divenne

Tarvisiano / Canal del Ferro / Val Resia

© Claudio Costerni

Boschi e vette intorno alle vallate che per millenni hanno collegato l’Europa con il mondo cantore e poeta, Julius Kugy, - sono state a lungo relegate dalle vicende della storia e della politica a fare da frontiera militarizzata con il blocco dell’est Europa durante la seconda metà del secolo scorso. Precluse ai più e quasi del tutto dimenticate dal turismo e dagli appassionati di escursionismo, le vette tarvisiane si sono invece ritagliate il ruolo di meta alternativa, libera dal turismo di massa tipico di altri settori alpini. Tante le perle della zona: i laghi di Fusine e di Raibl, l’altipiano del Montasio, il massiccio del Canin, le vallate secondarie, per citarne alcune.

In estate il Tarvisiano, al quale affiancare l’area del Canal del Ferro - fra Moggio, Chiusaforte e Pontebba - e il comprensorio del Parco Naturale delle Prealpi Giulie, offrono sentieri, escursioni ai rifugi, trekking, arrampicate; piste per mountain bike (tra le quali anche la ciclovia Alpe Adria, ricavata dal tracciato della vecchia linea ferroviaria da e per Vienna) e molto altro. Un elemento in più caratterizza e fa apprezzare la zona: la posizione strategica rispetto a tante città italiane ed europee. A portata, quindi, di comoda gita in guida turistica  //  p. 141

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auto. Da Udine a Venezia, da Trieste a Cividale, da Salisburgo, Graz e Vienna, da Budapest a Praga passando per Monaco di Baviera. Tutto a portata di mano.

TARVISIO Porta aperta da millenni Tarvisio, capoluogo della Valcanale, si trova in una conca boscosa a un passo da Austria (confine di Coccau) e Slovenia (valichi di Fusine e passo Predil). Sono 756 i metri di altezza ma, considerata la particolare posizione geografica, le caratteristiche meteorologiche sono paragonabili a quelle dei 1300. Luogo di transito e commerci sin dai tempi antichi (la vicina Camporosso era una delle più importanti stazioni di posta dell’antica via romana che collegava Aquileia), è meta di itinerari e luogo di vacanza estivo e invernale, con numerose attrezzature per entrambe le stagioni.
Questa parte di Valcanale, circondata dalle Alpi Giulie, è infatti un susseguirsi di foreste, regno dell’attività sportiva e dello svago all’aria aperta, dallo sci alle semplici passeggiate fino alle più diverse forme di escursionismo sulla neve. Una ciclovia internazionale e tanto inverno Sono molte le opportunità di gite alpine storico-belliche, attività alpinistiche, nordic walking, corsi di ski roll e altre pratiche sportive. Trekking su percorsi tematici: natura, storia, guerra. Percorsi per mountain bike o ciclistici in genere (con la ciclovia Alpe Adria, ricavata dal tracciato della vecchia linea ferroviaria internazionale per e da Vienna). Arrampicata. Pista ciclabile. Percorsi didattici con guida. Golf. Tennis. Calcio. Skate park. E d’inverno? piste da fondo e sette © Claudio Beltrame

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© Paulin Mar / Panoramio.com

impianti di risalita. Il polo sciistico di Tarvisio, che ha un’antica vocazione per il turismo della neve, è il più grande del Friuli Venezia Giulia con 32 km di piste che si snodano sui versanti dei monti Priesnig, Florianca e Lussari. Pattinaggio all’aperto in piazza. Slittino. Snowpark. Telemark.

CAMPOROSSO Lassù un monte Santo Camporosso è sull’omonimo valico, il più basso dell’intero arco alpino. La collocazione geografica del paese costituisce la sua ricchezza più grande. Il paesaggio montano con i suoi panorami, unito al clima, fanno di Camporosso un’importante zona di soggior-

Tarvisiano / Canal del Ferro / Val Resia

APPROFONDIMENTO FUSINE Cani di frontiera

no estivo e un’eccellente area sciistica dotata di vari impianti di risalita. Il più conosciuto è la telecabina che conduce al Monte Santo di Lussari (1789 m., tempio mariano più alto d’Europa), utilizzata in estate dai pellegrini e dai turisti in gita; in inverno dominata da sciatori e snowboarder. Di là e di qua Camporosso si trova nell’esatto spartiacque alpino, per questo settore, tra il Mar Adriatico e Mar Nero (con i fiumi-torrenti Fella e Bartolo che prendono proprio da lì direzioni opposte). Le feste che si richiamano alla tradizione sono numerose: Giocolata, Baite aperte, Maja; in inverno la fiaccolata delle Befane e la fiaccolata del Primo gennaio. Inoltre il paese ospita varie manifestazioni internazionali annuali di carattere agonistico (sci, corsa in montagna e mountain bike).


A un passo dal confine con la Slovenia, sulla piana di Fusine, si trova la Scuola Internazionale di Mushing i cui infaticabili animatori sono Ararad Khatchikian e Monica D’Eliso. Bambini e adulti, con i preziosi consigli di Ararad - un veterano delle corse in slitta, soprattutto in Alaska - possono diventare veri musher (in gergo: conducente di slitta). L’attività con i cani si pratica anche in estate con varie formule. Il gioco dei…tre cantoni Dalle vicinanze di Fusine una carreggiabile che poi si fa sentiero porta sul monte Forno, vetta di 1508 metri delle Caravanche. La particolarità del luogo è il cippo di confine diviso in tre, fra Italia, Austria e Slovenia. Ogni anno, la seconda domenica di settembre intorno a questo simbolo di unione, si fa la tradizionale festa dei tre popoli.

CAVE DEL PREDIL Abbronzantissimi Nelle vicinanze del paese si trova il magnifico lago alpino di Raibl, che ricorda un fiordo. I quasi 60 ettari di superficie ne fanno il secondo in regione per grandezza dopo quello di Cavazzo (o dei Tre comuni). Il lago di Raibl raggiunge una profondità massima di ben 35 metri. Bellissimo in qualsiasi stagione, è in estate che si gode appieno quando è servito da un centro attrezzato per le attività nautiche, balneari e con servizio spiaggia.

FUSINE Due laghi tra i boschi di conifere I due Laghi di Fusine (il Superiore e l’Inferiore) - compresi in un Parco naturale - sono inseriti in un bosco misto di abeti rossi e faggi caratterizzato dalla presenza di caratteristici massi erratici. Sono considerati fra i più begli esempi di laghi alpini e sono splendidamente collocati in una conca glaciale, al centro del grandioso anfiteatro calcareo creato dalla dorsale Picco di Mezzodì - Mangart - Ponza Grande, a ridosso del confine sloveno. D’estate come d’inverno la zona è adatta a ogni tipo di attività sportiva all’aria aperta. © Italian Friends / Panoramio.com

guida turistica  //  p. 143

La Baita dei Sapori PER I VOSTRI MOMENTI DI TRANQUILLITÀ

Il ristorante La Baita dei Sapori si trova a 6 km da Tarvisio. Il locale è adiacente alle piste da fondo e alla pista ciclabile. Ha una vista panoramica sulla Alpi Giulie proprio all’imbocco dalla Val Saisera. La baita si trova in una posizione tranquilla e accogliente con un ampio parcheggio. La sua caratteristica è quella di essere accogliente per raccogliere la sua clientela come in famiglia. La baita all’interno ha a disposizione salette piccole per pochi e sala grande per gruppi. La cucina propone carne alla griglia di qualsiasi genere, pasta e dolci fatti in casa. Nel fine settimana propone il pesce fresco. Ogni giorno la cucina offre il menù del giorno. Siete tutti invitati, vi aspettiamo in baita. Via Saisera - 33010 Valbruna (UD) - tel. e fax 0428 660493 - Chiuso il mercoledì - info@labaitadeisapori.com

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L’Hotel sorge nel cuore di Valbruna, rinomata località turistica distante solo 1 km dall’uscita dell'Autostrada A23, contornata dallo splendido anfiteatro naturale delle Alpi Giulie e sita a pochi km dai confini di Austria e Slovenija. Le 30 camere dell’Hotel (standard, suite, family), che possono ospitare sino a 80 ospiti, furono costruite nel 1910 come dimora privata del Re Federico II di Sassonia. L’Hotel dispone di nuovissimo fitness, wellness, libreria con sala tv e sala giochi, ski-room, oltre che di un parco privato di oltre 30 mila mq.

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Udine & Provincia © manuto / Panoramio.com

FESTE

© An Talk / Panoramio.com

Raibl, un lago sopra la miniera Sulla strada per Sella Nevea, a 900 m si altezza nella val Rio del Lago, circondata dai monti Cinque Punte, Re, Jôf del Lago e Cima del Lago (tutti intorno ai duemila metri), c’è Cave del Predil, un tempo Raibl. Trae la sua origine da un ricco giacimento di piombo e zinco, principale miniera dell’intero arco alpino fino al 1991. L’attività estrattiva ha avuto una storia quasi bimillenaria. Un museo e la possibilità di scendere nei pozzi e nelle gallerie dove una volta lavoravano i minatori tengono vivo il ricordo di quella lunga fase. A breve distanza il passo del Predil (a poco meno di 1200 m) che porta in Slovenia lungo la valle dell’Isonzo.

© Stefano Gasparotto / Panoramio.com

CAVE DEL PREDIL

TARVISIO – COCCAU/Sella Canton 24 giugno - 8ª Festa della Campana Con una bella passeggiata si raggiunge la Campana della riconciliazione (simbolo della pace e fratellanza fra i popoli) a Sella Canton (1413 m). C’è anche una gara non competitiva di corsa in montagna. Poi la messa (12.30) e a seguire momento conviviale.

© Boldrinigl / Panoramio.com

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TARVISIO Cave del Predil

TARVISIO COCCAU

24 giugno Sagra di Caroli

27-29 luglio - Sagra di Coccau

Tradizionale festa paesana con musica, balli e chioschi enogastronomici (dalle 10). Gara di triathlon: skiroll o pattini in linea, ciclismo e corsa fra Tarvisio, Cave del Predil, Sella Nevea e nuovamente Cave (dalle 9.30 partenza in piazzale Pitacco a Tarvisio).

Nella bella frazione tarvisiana, sulla più panoramica piana erbosa del circondario, festa ruspante che unisce tradizione e divertimento. Musica, balli, buona tavola, giochi per grandi e piccini. Con tanto di tiro alla fune.

TARVISIO TARVISIO 29 giugno 1 luglio - Festa Ss. Pietro e Paolo Tradizionali festeggiamenti patronali.

TARVISIO 6 – 8 luglio - Notti bianche nel Bronx Un vero e proprio quartiere quello di località Segherie nella parte bassa di Tarvisio. La festa ne celebra l’orgoglio. Musica, balli, mercatini e chioschi.

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5 agosto - Festa dell’amicizia sul monte Goriane Edizione 33 per il ritrovo di festa che italiani e austriaci celebrano a oltre 1600 metri, sopra Coccau. C’è anche una marcia in salita con partenza dal bivio di Coccau alle ore 9.

Tarvisiano / Canal del Ferro / Val Resia © fcecot / Panoramio.com

per bellezza e dolcezza. Gastronomia e prodotti tipici nelle baite private che aprono i battenti solo in questa occasione.

TARVISIO CAMPOROSSO 31 agosto - 2 settembre - Sagra di Sant’Egidio Musica e gastronomia accompagnano il Taglio della Maja, la sfilata in costume e i canti corali sotto il tiglio secolare. Concerti della locale banda.

TARVISIO FUSINE 9 settembre - Festa dell’amicizia sul monte Forno 33, oramai, le feste sulla montagna che segna il punto di incontro fra Italia, Austria e Slovenia. Ogni volta è un successo. Qui ci si dava la mano e si brindava quando l’Europa unita era ancora molto lontana.

TARVISIO 7 ottobre - Il cane & Co. Una giornata tutta per gli amici (a quattro zampe) più fedeli. Concorsi canino e fotografico, sfilata e mostra a tema.

TARVISIO 5 - 6 dicembre - San Nicolò e i Krampus In tutti i paesi della Valcanale, con orari differenti (a Tarvisio, cerimonia principale il 5, dalle 17), rumorose sfilate dei Krampus, i demoni silvestri, che accompagnano San Nicolò. Pane dolce per i buoni, carbone e bastonate per i cattivi. Una festa speciale. A Coccau il 6. © e.m.r. / Panoramio.com

SPORT TARVISIO 11-15 agosto - Alpenfest

TARVISIO

Ferragosto merita una festa popolare fra Italia, Austria e Slovenia. Costumi tipici, cucina internazionale, esibizioni, cori e tanto all’altro all’insegna della più schietta fratellanza.

Cave del Predil - 24 giugno Staffetta Val del Lago

CAMPOROSSO

In occasione della tradizionale festa del paese, gara di triathlon con skiroll o pattini in linea, ciclismo e corsa fra Tarvisio, Cave del Predil, Sella Nevea e nuovamente Cave (dalle 9.30 partenza in piazzale Pitacco a Tarvisio).

19 agosto - Giocolata Grande parco giochi nella via principale. Intrattenimenti, laboratori, animazioni, stand e chioschi per il divertimento di tutti. Il meglio dell’artigianato locale.

TARVISIO CAMPOROSSO

TARVISIO 16-17 giugno - Senza confini bike Weekend in bicicletta sulle strade dei tre Paesi confinanti. Percorsi di varia lunghezza adatti sia alle famiglie che agli esperti.

26 agosto - Baite aperte Profumi, gusti, e suoni di altri tempi in un contesto ambientale, quello della Val Bartolo, sorprendente

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Udine & Provincia

© Raffaele Preschern

TARVISIO

CULTURA

7 luglio - Berglauf 2012 Si corre in montagna (da Tarvisio al monte Lussari) per una dura prova internazionale. Una media annua di 200 corridori dalle gambe e polmoni d’acciaio per questa classicissima estiva.

TARVISIO 7, 10, 14, 28 luglio Concerti serali di musica classica nella chiesa parrocchiale di Tarvisio (giorno 14) e in quelle delle frazioni di Centrale (7), Coccau (10) e Fusine (28).

TARVISIO 15 luglio - Giro del lago

TARVISIO / MALBORGHETTO

Edizione numero 36 per la gara podistica non competitiva che segue le rive del lago di Raibl. Agonismo contenuto e bellezze naturali.

15 - 18 novembre - Prosit

TARVISIO 5 agosto - Meeting internazionale di atletica

Mostra-assaggio, degustazioni guidate, incontri e seminari, laboratori dei sapori e itinerari del gusto. Al centro il vino di tutte le regioni italiane. Ma ci sono anche pranzi e cene nei ristoranti locali con specialità culinarie dei migliori chef nazionali.

15ª riunione ‘Senza confini’ al campo sportivo comunale.

TARVISIO TARVISIO

26 dicembre - Turmblasen

12 agosto - Staffetta alpina Monte Lussari

Nella chiesa Parrocchiale (affacciati sulla piazza dalla cella campanaria) tradizionali melodie natalizie al suono degli ottoni e, a seguire, messa in lingua tedesca con coro.

Ancora una corsa in montagna che dal fondovalle porta i concorrenti a toccare il simbolo del Tarvisiano: il monte santo di Lussari.

TARVISIO TARVISIO

Dall’8 dicembre - Mercatini natalizi in piazza

14 ottobre Trofeo Tripla Corona e Meeting del Musher

TARVISIO

Dalle 9.30, in località Fusine piana (area confine con la Slovenia), gare con i cani da slitta. Le prove, per grandi e bambini, si disputano nelle specialità Canicross, Bikedog, Dog Kart Scooter.

30 dicembre Fiaccolata sulle piste innevate a cura della Scuola di sci.

TARVISIO 31 dicembre - Capodanno in piazza

© ustositarvisio.it

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Tarvisiano / Canal del Ferro / Val Resia

MALBORGHETTO Tra Alpi Carniche e Giulie Il comune di Malborghetto-Valbruna, lungo la riva del fiume Fella, è a metà della Val Canale, compreso tra le Alpi Carniche a nord, in cui la vetta più alta è rappresentata dal monte Ojsternig (2052 m) e le Alpi Giulie a sud, in cui svettano gli Jof di Montasio (2753 m) e Fuart (2666 m). È suddiviso in cinque frazioni: Malborghetto capoluogo con la borgata di Cucco, quindi Ugovizza, Valbruna, S. Caterina e Bagni di Lusnizza, in ognuna delle quali meritano una visita le chiese e i diversi esempi di architettura spontanea. Pregi naturali Il territorio comunale è vario e articolato, caratterizzato dalla boscosa Val Saisera, vallata secondaria della Val Canale al cospetto di Montasio e Jof Fuart, tra le più belle del Friuli Venezia Giulia. Da registrare anche le riserve naturali biogenetiche di Cucco e Rio Bianco, siti di importanza comunitaria (SIC) -, nonché a livello regionale un ambito di tutela ambientale nella zona dell’Ojsternig.

UGOVIZZA 5 agosto - Festa dell’amicizia a sella Lom (1499 m) Il locale Corpo Pompieri Volontari organizza un incontro con i vicini carinziani. Esercitazione di antincendio boschivo, messa e infine musica e specialità locali. Ambiente stupendo.

UGOVIZZA 27 dicembre - La šapa I giovani coscritti visitano le case portando la “brina grande” (šapa), frasca di abete con un cuore di panno rosso decorato da vari oggetti simbolici che richiamano ricchezza, amore e fortuna.

APPROFONDIMENTO Malborghetto Una valle speciale

EVENTI MALBORGHETTO VALBRUNA 8 luglio - Incontro alpino in Val Saisera Penne nere in festa

VALBRUNA 4 - 5 agosto - Festa a Valbruna Decimo appuntamento per la festa che coinvolge tutto il paese. Bancarelle artigianali e gastronomiche di qualità. Escursioni alla scoperta dei dintorni, mostre artistiche e tanto divertimento.

Disposta da nord a sud, si apre con il paese di Valbruna per poi chiudersi dopo, alcuni km, alle pendici settentrionali degli imponenti Nabois Grande, Jof Fuart e Jof di Montasio. La zona è una delle mete turistiche preferite, d’inverno come d’estate. Innumerevoli i sentieri di fondovalle che, senza difficoltà, si percorrono immersi nel bosco. Si può anche scegliere di raggiungere i due rifugi del comprensorio (Pellarini e F.lli Grego) o le tante cime circostanti. Con la neve, che qui cade sempre in abbondanza, sono a disposizione piste per lo sci di fondo e una combinazione pressoché infinita, previo consiglio delle guide, di giri con le ciaspe.

Voglia di festa MALBORGHETTO 1 luglio - Sagra paesana Festa tra le antiche abitazioni e le dimore nobiliari. La sera prima grande spettacolo pirotecnico

A Valbruna, nel corso dell’anno, si organizzano due importanti eventi tradizionali da non mancare. Il primo, sempre i primi giorni di agosto, si chiama ‘Festa a Valbruna’ ed è, con il contorno di stand, chioschi,

UGOVIZZA Finesettimana del 15 o 22 luglio Tradizionale sagra paesana con i canti sotto il tiglio e la sfilata dei coscritti in costume tipico. Serate danzanti e degustazioni.

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Udine & Provincia

Un ‘fiume’ di metallo La sezione più nord-orientale della montagna friulana è costituita da una lunga vallata che nella prima, più sinuosa e serpeggiante parte - nel tratto fra stazione Carnia, Amaro e Moggio fino a Pontebba - prende il nome di Canal del Ferro, mentre nella seconda, da Pontebba al confine di Stato con l’Austria di Coccau da un lato e alla frontiera con la Slovenia di Fusine dall’altro, si chiama invece Val Canale. Il fiume a carattere torrentizio Fella, il più importante affluente del Tagliamento, attraversa entrambe i fondovalle. Il Canale, che separa le Alpi Carniche dalle Giulie, porta nel suo nome traccia di una lunga storia fatta di scambi commerciali e di transiti avventurosi. Sin dall’epoca romana e nei tempi antichi, infatti, per questa via montuosa passava il consistente traffico di ferro e di altri preziosi metalli provenienti dai bacini minerari transalpini. Un saldo legame, quindi, fra l’area del nord Europa e il mondo adriatico-mediterraneo. La vallata è stretta, molto spettacolare con ripide e scoscese pareti ricoperte boschi che si alternano a rocce strapiombanti o a erti ghiaioni. Della valle fanno parte i paesi di Moggio, Resiutta, Chiusaforte, Dogna e, a essere precisi, almeno metà di Pontebba. Il comprensorio è un succedersi di montagne molto belle.

PONTEBBA A metà fra mondi ‘diversi’ Pontebba fu sede di dogana già in epoca romana. Di qui passavano tantissime merci. Rimane di quel periodo soprattutto la bellissima lapide di Severilla, rinvenuta nel lontano 1789 in un campo agricolo, e nella cui iscrizione è citato pure un agente del dazio. Nel corso dei secoli l’importanza del luogo di transito cresce e molti documenti lo attestano. Con il 1420 in una metà di Pontebba, la porzione di paese al di qua del fiume, si instaura il dominio veneziano. Al di là c’è la Pontafel di lingua tedesca, imperiale. È l’inizio di un lungo periodo in cui il paese si consolida quale importante realtà di passaggio e centro commerciale di scambio sui passi alpini durato fino al trasferimento del confine oltre Tarvisio a partire dal 1918. Pur tra molti contraccolpi della storia e della cronaca più recente, Pontebba ripensa e ridisegna oggi identità e prospettive valorizzando il turismo e lo sport, quindi le risorse umane, naturali e quelle legate alla p. 150  //  Guida turistica

© Photochain / Panoramio.com

CANAL DEL FERRO

riscoperta delle tradizioni. Pontebba significa anche hockey di serie A con un Palaghiaccio all’avanguardia, montagne, ambiente alpino, sentieristica e panorami straordinari per ogni genere di escursionismo, una comoda base per lo sci di fondo in Val Gleriis e quello alpino al Pramollo. Inoltre attività artigianali vive e una piccola industria dinamica legata alla tradizione del legno. Ci sono anche undici malghe, attive non solo per l’alpeggio degli animali ma capaci di fare accoglienza turistica vendendo i propri prodotti.

eventi

PONTEBBA 23-24 giugno - Incontro alpino al passo Pramollo Sono 38 i precedenti di questa festa all’insegna della pace. Si rinnova il ritrovo e la cooperazione tra gli alpini in congedo e gli Alpenjaeger austriaci nel nome dell’amicizia.

PONTEBBA 1 luglio Festa della Wulfenia al passo Pramollo La festeggiata è la Wulfenia Carinthiaca, fiore azzurro raro e protetto che cresce da queste parti Alpini italiani e austriaci accendono un tripode ai piedi di un monumento che rende omaggio a questa particolare specie floreale.

PONTEBBA 5 agosto Festa dell’amicizia al Passo Pramollo Ancora un’occasione di festa e amicizia tra Friuli e Carinzia, a suggellare una collaborazione che viene da lontano. Sono 64, con la presente, le edizioni di questo ritrovo con

Tarvisiano / Canal del Ferro / Val Resia

PONTEBBA

Palazzo Veneziano – Museo etnografico

7-9 settembre

A Malborghetto è d’obbligo, ma soprattutto un piacere, una visita al Museo Etnografico di Palazzo Veneziano, un edificio della fine Cinquecento con un bel portone di pietra e il loggiato nel retro. Al suo interno ha sede una collezione di oggetti che illustrano la vita quotidiana in Val Canale oppure sono dedicati alla storia del Palazzo stesso. Ci sono inoltre sale dedicate alle attività estrattive, alla Foresta, alla geologia, alla paleontologia e alla preistoria. Il Palazzo, posto al centro del paese, è anche al centro della vita culturale del comune: al suo interno si svolgono e vengono promosse numerose iniziative, dalla musica alle mostre d’arte, dalle conferenze storiche alla presentazione di filmati sul territorio.

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Due feste in una: L’incanto del legno e la Festa del Ponte, rievocazione storica in antiche uniformi militari per riandare ai tempi in cui il ponte segnava il confine fra Italia e monarchia asburgica. Mercatino artisticoartigianale, laboratori, dimostrazioni di scultura, chioschi enogastronomici, spettacoli e animazioni.

escursioni, mostre e divertimento, il ritrovo più spontaneo, ruspante e genuino della Val Canale. L’altro, gli ultimi giorni dell’anno, è ‘Fuochi a Valbruna’, occasione per stare intorno al braciere alla luce di tante fiaccole, tra bancarelle di gastronomia, musica, passeggiate con la slitta trainata da cavalli. La Valsaisera è un paradiso per gli amanti delle passeggiate e dell’escursionismo e, d’inverno, dello sci stretto. All’inizio della Val Saisera, alle porte del paese di Valbruna, si trova un piccolo cimitero. Vi riposano oltre cento soldati austro-ungarici caduti nel corso della prima guerra mondiale sulle montagne della zona. Accanto a loro sono sepolti prigionieri di nazionalità russa, utilizzati in qualità di personale di servizio. Molti militari dell’imperial-regia monarchia appartenevano a truppe colpite dalla malattia oculare Tracoma (le loro lapidi sono contrassegnate da una T), quindi dislocate sui monti per evitare contagi. La Val Saisera termina sotto le vertiginose e massicce pareti nord del Jôf di Montasio. Con i suoi 2.754 m. il Momtasio è la più alta vetta delle Alpi Giulie italiane e la seconda per altezza del Friuli Venezia Giulia.

sfilate, concerti, gare, giochi, mercatini e degustazioni.

PONTEBBA 12 agosto - Pontebba d’incanto

Antica sagra mercato e Settembre Pontebbano Imbattibile la tradizione alle spalle della sagra mercato: 670 anni. Manifestazioni sportive, ricreative, gastronomiche e culturali.

PONTEBBA 5-8 dicembre - San Nicolò e Spitz parkli

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La versione pontebbana dell’arcaica cerimonia dei Krampus.

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Udine & Provincia

Tra i più piccoli Il comune di Dogna è tra i più piccoli del Friuli Venezia Giulia (non più di 200 gli abitanti). Al centro di un complesso sistema montuoso (Zuc dal Bôr, Jof di Sompdogna e Montasio), il paese conta una serie di minuscole borgate di antiche origini la cui storia è stata determinata, come per gli altri del Canale, dal fatto di essere stati per secoli in prossimità di una grande via di comunicazione e commercio. Poi un costante spopolamento causato dall’emigrazione. L’area di Dogna subì pesantemente gli effetti bellici sia durante la Prima che la Seconda guerra mondiale. Sul suo territorio si trovano tra gli esempi più significativi e meglio conservati di opere e infrastrutture militari in quota. Meritevole di nota è anche l’architettura civile e rustica. Ampie e variegate le possibilità di escursionismo e ascensioni alpinistiche. La ridotta ma tenace comunità è riuscita a preservare dall’oblio tracce e testimonianze del proprio passato. Il Museo del Territorio e Centro di Educazione ambientale, in questo senso, aiuta a conservare e valorizzare l’importante patrimonio storico, etnografico e paleontologico presente sul territorio. Triassico e pittura La struttura espositiva, inserita nella Rete Museale della Provincia di Udine, ospita tre sezioni. La paleontologica, collocata al pianoterra, è dedicata principalmente all’importante ritrovamento fatto lungo il torrente Dogna nel 1994: le piste fossili di un fitosauro del Triassico. La sezione storica, al primo piano, riporta alla memoria le vicende legate alla Grande © MarioTs / Panoramio.com

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DOGNA

Guerra in paese e nei dintorni. La sezione etnografica, al secondo piano, racconta la storia del paese e della sua comunità: a rendere il percorso particolarmente suggestivo, sono le testimonianze raccolte presso gli anziani del paese e una selezione di oggetti legati alla vita quotidiana. Spazio particolare è dedicato alla latteria sociale turnaria. Il percorso etnografico si conclude nella sala dedicata all’artista dognese Fred Pittino (1906-1991).

CHIUSAFORTE Dai trecento metri in sù Chiusaforte (dal latino clausus, chiuso) prende il nome dalla Chiusa, la fortezza che i Patriarchi di © MarioTs/ Panoramio.com

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Tarvisiano / Canal del Ferro / Val Resia

eventi

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CHIUSAFORTE 23-24 giugno

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I Celti: le memorie dell’origine e Lancio delle “scalettis” Al tramonto i giovani di Raccolana, sul greto del fiume Fella, inizino il rituale dei fuochi e del lancio delle scalettis, quadrelle di faggio rese incandescenti dal calore delle braci. Arcaici echi celtici: il dio Beleno e il solstizio estivo.

CHIUSAFORTE 8 luglio Raduno auto e moto d’epoca (16ª edizione) Vetture e motocicli dei tempi andati rievocano i fasti della corsa automobilistica che in passato si correva in salita da Chiusaforte a Sella Nevea. Piloti e mezzi arrivano da tutta Italia a dai Paesi confinanti.

Aquileia eressero in epoca medievale nel punto più stretto del Canale del Ferro, in prossimità dello sbocco della Val Raccolana, per controllare la strada per la Carinzia e l’Austria (pagamento dazi e -assistenza a pellegrini e mercanti). Nell’Ottocento la demolizione. Meritano una visita, in paese, la chiesa parrocchiale neoclassica di San Bartolomeo, quella di San Paolo a Raccolana e la piccola Sant’Antonio in frazione Casasola, con opere d’arte di interesse. Il patrimonio naturale del comune di Chiusaforte - il cui territorio è curiosamente compreso tra i 335 metri del fondovalle e i 2753 del Montasio (per un’escursione altimetrica complessiva di ben 2418 metri) - è la sua grande ricchezza. Imperdibili, nei dintorni, le escursioni alpi-

CHIUSAFORTE 27 luglio - Festa alpina Penne nere a plan dei Spadovai, in val Raccolana.

CHIUSAFORTE 20-22 luglio - Festa come una volta a Piani di Là Il chiarore delle fiaccole rischiara la piccola frazione che, proprio come un tempo, si anima di tante persone con la voglia di stare insieme e fare festa. Buona tavola e musica per un ritrovo semplice e spontaneo.

CHIUSAFORTE 17-19 - 24-26 agosto Festeggiamenti di San Bartolomeo Festa patronale: musica, chioschi, gastronomia tipica e animazione per bambini.

CHIUSAFORTE, RESIA E RESIUTTA 6 ottobre Trofeo Tre Comuni di corsa montagna Già 42 le edizioni per questa corsa in montagna a squadre.

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1 dicembre - Concorso letterario Le Pigne Annuale rassegna che premia e promuove la produzione letteraria locale.

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SELLA NEVEA Alte vette e profondi abissi Sella Nevea si trova in bella posizione in comune di Chiusaforte, a una altezza di 1190 m, nella conca che, tra massiccio del Canin e Jôf di Montasio, mette in collegamento la Val Raccolana (che risale da Chiusaforte) con la Val del lago, in direzione Cave del Predil e Tarvisio, con la possibilità di varcare il passo del Predil e spostarsi in Slovenia. Meta obbligata per generazioni di alpinisti alla volta delle vette circostanti, la località si è rivelata adatta anche ai primi approcci allo sci sin dagli anni Trenta del Novecento. La zona si conferma il posto più nevoso delle Alpi con durata del manto bianco sino a p. 154  //  Guida turistica

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nistiche e in genere tutta l’attività all’aria aperta nel Parco Naturale delle Alpi Giulie e nei gruppi di Montasio e Canin (2587 metri). Fortezza corazzata È in corso da qualche tempo il progetto di recupero e valorizzazione del forte Col Badin, la struttura militare corazzata che, accanto al paese, svetta su un ampio tratto di Canal del Ferro. Dopo anni di grande impegno, con la certezza di un contributo finanziario regionale e ottenuto il via libera dalla Soprintendenza l’amministrazione comunale, ha dato e sta proseguendo i lavori per il ripristino architettonico del fortilizio costruito dall’Esercito con scopi difensivi tra 1904 e 1907 e utilizzato durante la Grande Guerra. Il manufatto militare diventerà uno spazio museale e ricettivo. A questo proposito il forte, nelle varie sezioni che lo compongono, è interessato da restauri di vario genere. Per i locali destinati ad accogliere i visitatori ci sarà un rinnovo totale mentre altrove saranno effettuati solo interventi di conservazione delle mura, lasciando che prevalgano i segni del tempo e in qualche caso della rovina. I lavori di ripristino, con la consulenza tecnica di professionisti, è portato avanti da ditte specializzate. Per quanto riguarda la destinazione di questa ‘corazzata di montagna’ ci sarà quindi l’allestimento di un museo storico della memoria che mostrerà condizioni di vita e abitudini di soldati e popolazioni civili del territorio durante il conflitto. In programma, inoltre, la possibilità di pernottamento grazie a venticinque posti letto che faranno vivere in maniera spartana l’atmosfera delle grandi camerate. In più si potrà assaggiare il rancio militare in stanze che riproducono la rustica mensa di novant’anni fa. Il forte accoglierà anche riunioni, piccoli convegni e incontri culturali.

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CHIUSAFORTE SELLA NEVEA 31 dicembre - Fiaccolata Il saluto sugli sci all’anno che se ne va e a quello in arrivo. Fuochi d’artificio per finire.

RESIUTTA 17 giugno - Festa della miniera Nel suggestivo borgo minerario del Rio Resartico tributo di festa alla vecchia miniera.

RESIUTTA 7 ottobre - Festa dell’agricoltura Profumi e sapori d’autunno. Esposizione e degustazione di prodotti agroalimentari.

Tarvisiano / Canal del Ferro / Val Resia © Capelan / Panoramio.com

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primavera inoltrata. L’attività turistica si divide equamente tra estate e inverno.

RESIUTTA Una strada, una storia Come per gli antri centri abitati del Canal del Ferro anche le vicende di Resiutta - che si trova alla confluenza del torrente Resia con il fiume Fella - si intrecciano con quelle della grande via di comunicazione che, attraversando questi luoghi, ha unito sin dall’antichità il settore nord adriatico-mediterraneo con i paesi d’oltralpe. Tanti traffici, commerci e scambi (iniziati sin dall’epoca romana) ma pure di scorrerie, pericoli e guerre. Di questa tradizione plurisecolare, al giorno d’oggi, rimane il fatto che Resiutta, lungo la statale Pontebbana, è ancora apprezzato luogo di sosta e ristoro in cui degustare un pasto, uno spuntino o fare alcune compere prima di riprendere il viaggio. La vita dei minatori Con un po’ di tempo a disposizione si possono visitare la chiesa parrocchiale di San Martino, tra i simboli locali della ricostruzione post terremoto del 1976; il borgo Cros (a 30 minuti di cammino) – per ammirare una serie di architetture di edilizia rurale –; la valle del Rio Resartico, un ambiente bellissimo per asprezza e il carattere selvaggio in cui cercare (anche) le tracce delle antiche lavorazioni minerarie. A questo proposito, da non perdere il museo della miniera nel centro visite del Parco. È stato ricostruito un angolo di miniera e c’è un’esposizione di materiali usati dai minatori. © Jean-Marc Pascolo / Panoramio.com

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VAL RESIA 16-17 giugno - Sagra di Sant’Antonio a Uccea Un piccolo borgo quasi disabitato rivive con questa festa. Cori, anche stranieri, e spettacoli dei gruppi folcloristici locali.

VAL RESIA

si trovano gli antichi e bellissimi stavoli in pietra, le planine.

RESIA 14 agosto - Carniarmonie Nella pieve di Santa Maria Assunta l’annuale concerto di musica classica con artisti di calibro internazionale.

23 giugno - Falò di San Giovanni a Gniva Fuochi alla vigilia della festa dei Ss Pietro e Paolo e di San Giovanni. La tradizione è molto antica. Le offerte raccolte durante la manifestazione saranno devolute in beneficenza.

VAL RESIA 1 luglio - Salita alle Cappelletta sella Sagata

RESIA 15 agosto - Smarnamisa Messa per Maria Assunta Festa dell’aglio resiano L’appuntamento religioso più importante della vallata e concomitante festa dell’aglio (gloria gastronomica locale e presidio Slow Food).

Da Prato di Resia, quattro km in salita - da non affrontare in modo competitivo – per arrivare ai prati dove

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Udine & Provincia

VAL RESIA

VAL RESIA 5 agosto - Sagra di Coritis Ancora un paese pressoché disabitato che rivive grazie alla festa.

RESIA 11-12 agosto Festa dell’arrotino a Stolvizza Il mestiere di affilare forbici e coltelli è nato probabilmente qui, tanti sono stati gli abitanti di Stolvizza che per secoli hanno girato l’Europa. Festa e nostalgia attorno al museo che raccoglie i ricordi di questa lunghissima e indimenticabile esperienza.

RESIA 22 - 26 agosto - Festa del frico resiano Sapori autentici per una festa che esalta la versione locale di quella che è un’autentica istituzione della gastronomia friulana: il frico (sorta di frittata schiacciata di patate e formaggio, cotta in padella).

Grazie anche a diversi modelli di bicicli-carretti, vere officine ambulanti, si respira l’aria di un tempo antico e di una vita - che in fondo erano appena l’altro ieri - molto diversi, più di quanto la gran parte delle immagini conservate nel museo (in effetti quasi tutte del ‘900) mostrino con fascino. Ancora oggi da Stolvizza parte (in auto) qualche arrotino ambulante, più per passione che per lavoro però. Oggi, forbici, coltelli e ombrelli - come ben sappiamo – una volta usati o rotti, si buttano.

© Mazzoli Roberto

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Patrimonio ambientale e culturale La Val Resia si scopre percorrendo la provinciale che all’altezza di Resiutta si inoltra per alcuni chilometri costeggiando il corso del torrente Resia. Si apre al visitatore la bellezza del panorama in cui si erge affascinante il massiccio del Canin. Colpiscono le montagne dalle lucenti rocce, la natura decisa, i promontori fitti di boschi, le piane dove ancora resiste l’agricoltura con la semina del pregiato aglio resiano. Parliamone Ma ciò che ha ancor maggior valore e bellezza è ciò che non si vede della Valle, il suo patrimonio immateriale: la lingua, il resiano, uno slavo arcaico di grande valore linguistico che suscita interesse tra i linguisti di tutta Europa per i suoi forti arcaismi e il ballo, magico e coinvolgente unico e solamente resiano: danze inebrianti, antichissime ma vivissime ancor oggi. Stolvizza, museo dell’arrotino In pochi anni si è andati dall’affilatura di forbici, lame e coltelli con mola, scintille e acqua gocciolante (o dalla riparazione dei ferri degli ombrelli), alla stagione di facebook, dei telefonini di quinta generazione, dei navigatori satellitari e di mille altre meraviglie. C’è un bel museo a Stolvizza, in Val Resia, in cui il visitatore riesce subito a capire come il mestiere dell’arrotino, tipico delle genti di questa borgata alpina, sia ormai lontano dalle dinamiche multimediali e ipertecnologiche della società d’oggi. La piccola esposizione illustra un’attività, e naturalmente un tipo di cultura popolare, purtroppo in disuso e demodè.

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Tarvisiano / Canal del Ferro / Val Resia

MOGGIO UDINESE Preghiere alpine La storia di Moggio Udinese – in un bellissimo contesto paesaggistico alpino - si sovrappone con quella del celebre complesso abbaziale di San Gallo (le cui origini risalgono alla fine del 1100 circa, quando prese il posto di una struttura fortificata, e si devono ai benedettini elvetici) e delle comunità religiose che vi hanno dimorato. Oggi è un convento di suore Clarisse. Parte del paese, che si raggiunge attraversando un ponte in pietra, sorge su un poggio roccioso, in posizione di dominio rispetto al letto del fiume Fella. Di particolare interesse artistico e storico a Moggio, sono dunque l’abbazia benedettina e la chiesa di San Gallo, il palazzo delle Prigioni (antica torre medievale, utilizzato quale carcere mandamentario in età napoleonica) e la colonna della Berlina. Mete turistiche alternative Moggio e i suoi dintorni sono un vero paradiso per gli escursionisti in cerca di un rapporto speciale con la natura. Val Alba e Val Aupa sono nomi che da soli danno garanzia di un territorio splendido. A questi si devono però aggiungere la vetta della Creta Grauzaria, con le sue ardite guglie, e i villaggi sperduti che a pronunciarli sembrano usciti da un libro di fiabe: Pradis, Chiaranda, Dordolla, Bevorchians e Grauzaria.

MOGGIO 23 luglio - 9 agosto - Notti a Moggio Spettacoli serali di musica e teatro nelle piazze e piazzette del paese.

MOGGIO 28 -29 luglio - Borgo Linussio in festa Nella parte di paese che nel ‘700 ospitava l’Opificio Linussio, cinerari gastronomici, artistici e musicali tra antichi locali che aprono ai visitatori. Visite guidate e mercatino artigianale e agricolo, dimostrazioni di antichi mestieri tra cortili e viuzze.

MOGGIO 29 luglio - Celebrazione a Grauzaria

MOGGIO 4-5 agosto - Ovedasso in festa

MOGGIO UDINESE 5 agosto Festa della montagna al rifugio Grauzaria Festa numero 47 nella conca di Flop. Escursioni guidate, pranzo comune, divertimento. Il rifugio (1250 m) si trova nel gruppo Sernio-Grauzaria.

MOGGIO 12 agosto Celebrazione a Bevorchians

Moggio

Messa nel pomeriggio (ore 16) e, a seguire, rinfresco offerto dagli abitanti a tutti gli ospiti.

24 giugno - Festa nella grazione di Stavoli La frazione si raggiunge solo a piedi da un sentiero tutto a gradini. C’è la possibilità di raggiungerla con elicottero (previa prenotazione). Pranzo e nel pomeriggio messa nella chiesetta del Sacro Cuore.

MOGGIO 12-15 agosto - Ferragosto Gastronomia, musica, animazione per bambini, mostre artistiche e fotografiche, balli. Tutto per trascorrere in allegria la festa nel cuore dell’estate.

Moggio 30 giugno - Fuc di San Pieri

MOGGIO

Presso il colle di Santo Spirito, sito sopra il complesso abbaziale di Moggio Udinese, nella notte dedicata ai Santi Pietro e Paolo, è acceso un grande fuoco. Il rito appartiene ad un antico rituale. celtico.

19 agosto - Gara di mountain bike in Val Aupa

MOGGIO 26 agosto - Campiolo in festa

Moggio 14 e 15 luglio - Festa Scarpona Tradizionale appuntamento con gli alpini di Moggio che quest’anno celebrnoa l’80° di fondazione del gruppo. Intrattenimenti vari.

Si celebra la festa paesana nella piccola frazione tra il fiume Fella e il torrente Glagnò

MOGGIO 2 settembre - Festa in Val Alba In un ambiente mozzafiato, al ricovero montano del

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Udine & Provincia

Vualt, festa per tutti gli appassionati di natura. Rancio alpino e poi laboratori didattici, mostre, visite guidate alla scoperta dei manufatti della Grande guerra e sport.

MOGGIO 9 dicembre Mercatino e presepi (‘Presepi a Moggio’) e varie altre iniziative in attesa del Natale. Luogo: Torre Medioevale, “Via dei Presepi”, Chiesa della Trasfigurazione, Abbazia, Chiesa di Ovedasso e Dordolla. presepi all’esterno.

MOGGIO 8 dicembre 20 gennaio Aspettando Natale

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Mercatino, concorso presepi (anche all’esterno) e degustazione ‘brovadar’, la specialità locale. Inoltre menu a tema nei ristoranti tra music, giochi e spettacoli.

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